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IN LIBRERIA: NONSOLOFATICA


NSFnews


In libreria, dal gennaio 2023, trovate il libro �NONSOLOFATICA: DALLA ME/CFS AL LONG-COVID� scritto dal professor Tirelli e dalla dottoressa Da Ros, presidente della CFS/ME Associazione Italiana odv, associazione a cui andranno met� dei proventi degli autori. Si pu� comunque ordinare su Amazon. Il libro, dal maggio 2023, � disponibile anche come e-book.

Si tratta di 150 domane e risposte, pensate sia per i pazienti, che magari gi� conoscono la questione abbastanza bene, sia per persone che sentono nominare l�argomento per la prima volta e si approcciano cos� alla patologia. Il tono � divulgativo, ma con una buona base scientifica.

Il risvolto di copertina dice:
�L�Encefalomielite Mialgica / Sindrome da Fatica Cronica (ME/CFS) � una malattia cronica e invalidante che spesso compare dopo un�infezione virale. Il COVID � uno dei numerosi virus che pu� innescarla, e la scienza ha gi� visto che un 10-20% dei casi del cosiddetto Long-COVID altro non sono che ME/CFS. Attraverso 150 domande e altrettante risposte si spiega in che cosa consiste questa patologia, a che punto � la ricerca, quali sono i farmaci sperimentati e quali sono i problemi aperti. Un vademecum utile a chi ne soffre o pensa di soffrirne e a chi � semplicemente interessato ad approfondire una delle pi� grande sfide mediche di questo secolo�.

Qui c'� il link alla pagina dedicata a NONSOLOFATICA sul sito dell'editore (Edizioni Mondo Nuovo), con la descrizione, la scheda tecnica e link vari.

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1° novembre 2025

CONVEGNO IN PORTOGALLO

Il prossimo 12 e 13 novembre si tiene a Porto, in Portogallo,  2° Convegno internazionale sui progressi scientifici e clinici nella ENCEFALOMIELITE MIALGICA e nel Long COVID, che la nostra associazione sostiene. Si può partecipare di persona, ma anche seguire online. Qui trovate le informazioni a riguiardo, e la possibilità di iscriversi. Qui il programma del convegno.

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13 ottobre 2025

AUMENTO SISTEMICO DEI RECETTORI AMPA E DETERIORAMENTO COGNITIVO

Agli inizi del mese è uscito un articolo sul Long-COVID che ha potenziale rilevanza anche per la MECFS: “Aumento sistemico dei recettori AMPA associato al deterioramento cognitivo del Long-COVID”
Fujimoto Y, Abe H, Eiro T, Tsugawa S, Tanaka M, Hatano M, Nakajima W, Ichijo S, Arisawa T, Takada Y, Kimura K, Sano A, Hirahata K, Sasaki N, Kimura Y, Takahashi T. Systemic increase of AMPA receptors associated with cognitive impairment of long COVID. Brain Commun. 2025 Oct 1;7(5):fcaf337. doi: 10.1093/braincomms/fcaf337. PMID: 41036177; PMCID: PMC12483584.
https://academic.oup.com/braincomms/article/7/5/fcaf337/8258475

Abstract tradotto:
Il long-COVID si presenta principalmente con un deterioramento cognitivo persistente (Cog-LC), cosa che impone un carico globale sostanziale e duraturo. Anche dopo la pandemia, rimane un bisogno critico a livello globale di strategie diagnostiche e terapeutiche mirate al Cog-LC. Tuttavia, i meccanismi neurali sottostanti rimangono poco conosciuti. Dato il ruolo centrale delle sinapsi nella funzione cerebrale, l'indagine dei cambiamenti molecolari sinaptici può fornire intuizioni vitali sulla fisiopatologia del Cog-LC. In questo studio abbiamo utilizzato la [11C]K-2 PET per caratterizzare la densità dei recettori AMPA (AMPAR) sulla superficie delle cellule post-sinaptiche, componenti sinaptiche cruciali nella segnalazione cerebrale. La mappatura statistica parametrica è stata utilizzata per normalizzare spazialmente e applicare il t-test indipendente per un confronto basato sui voxel. Abbiamo selezionato pazienti con Cog-LC (n = 30) sulla base della Batteria Ripetibile per la Valutazione dello Stato Neuropsicologico valutata per il deterioramento cognitivo persistente e controlli sani (n = 80) senza disturbi neuropsichiatrici diagnosticati. L'obiettivo primario era quello di confrontare il rapporto del valore di captazione [11C]K-2 standardizzato con la materia bianca (SUVRWM) come regione di riferimento tra i pazienti con Cog-LC e i controlli sani e di definire l'estensione regionale delle differenze. L'obiettivo secondario era esaminare le associazioni tra [11C]K-2 SUVRWM e le concentrazioni plasmatiche di citochine o chemochine. Come obiettivo esplorativo, abbiamo testato se i dati PET [11C]K-2 potessero distinguere il Cog-LC dai controlli sani utilizzando un algoritmo di classificazione basato sui minimi quadrati parziali. Un confronto basato sui voxel (P < 0,05, T > 1,66, a una coda, controllo del tasso di scoperta falsa) e un'analisi del volume di interessi (P < 0,05, confronto multiplo di Bonferroni) hanno dimostrato che l'aumento dell'indice di densità di AMPAR in ampie parti del cervello di pazienti con Cog-LC rispetto a quello dei controlli sani. Un'analisi di correlazione basata sui voxel ha inoltre mostrato le regioni cerebrali in cui il [11C]K-2 SUVRWM correlava positivamente con il TNFSF12 plasmatico e negativamente con le concentrazioni plasmatiche di CCL2. Un modello ai minimi quadrati parziali addestrato sull'indice di densità AMPAR ha dimostrato un'elevata accuratezza diagnostica, raggiungendo una sensibilità del 100% e una specificità del 91,2%. Il segnale [11C]K-2 PET rappresenta l'indice della densità di AMPAR sulla superficie delle cellule neurali post-sinaptiche, non sulla superficie delle cellule gliali. Un aumento sistemico degli AMPAR sinaptici in tutto il cervello può determinare un'elaborazione anomala delle informazioni nel Cog-LC e, attraverso un'eccessiva segnalazione eccitatoria, rappresentare un rischio di danno neuronale eccitotossico. Abbiamo formulato l'ipotesi che la [11C]K-2 PET sarebbe utile per stabilire un quadro diagnostico per il Cog-LC e che gli antagonisti degli AMPAR di superficie, come il perampanel, sarebbero un potenziale bersaglio terapeutico. Queste ipotesi dovrebbero essere indagate in futuri studi clinici su larga scala.

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8 ottobre 2025

SVILUPPO E VALIDAZIONE DI BIOMARCATORI DIAGNOSTICI SU BASE EMATICA

Un articolo uscito oggi dichiara di aver trovato un biomarcatore ematico per la ME/CFS: “Sviluppo e validazione di biomarcatori diagnostici su base ematica per l'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) utilizzando il profilo immuno-genetico regolatore genomico tridimensionale EpiSwitch®”
Hunter, E., Alshaker, H., Bundock, O. et al. Development and validation of blood-based diagnostic biomarkers for Myalgic Encephalomyelitis/Chronic Fatigue Syndrome (ME/CFS) using EpiSwitch® 3-dimensional genomic regulatory immuno-genetic profiling. J Transl Med 23, 1048 (2025). https://doi.org/10.1186/s12967-025-07203-w

Traduzione dell’abstract:
L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) è un disturbo debilitante e multifattoriale caratterizzato da profondo affaticamento, malessere post-sforzo, disturbi cognitivi e disfunzioni autonomiche. Nonostante l'impatto significativo sulla qualità della vita, la ME/CFS non dispone di biomarcatori diagnostici definitivi, complicando la diagnosi e la gestione. Recenti prove evidenziano potenziali test ematici per i biomarcatori della ME/CFS in ambito immunologico, genetico, metabolico e bioenergetico. Le conformazioni cromosomiche (CCs) sono potenti regolatori epigenetici dell'espressione genica e della segnalazione esosomica intertessutale. In precedenza abbiamo sviluppato un test epigenetico, EpiSwitch®, che impiega un algoritmo di analisi delle CCs. Utilizzando la tecnologia EpiSwitch®, abbiamo dimostrato la presenza di CCs specifiche per la malattia nelle cellule mononucleate del sangue periferico (PBMC) di pazienti affetti da sclerosi laterale amiotrofica (SLA), artrite reumatoide (RA), tumori della prostata e del colon-retto, linfoma diffuso a grandi cellule B e COVID-19 grave. In un recente lavoro, abbiamo identificato un profilo di conformazioni cromosomiche sistemiche nei pazienti oncologici che riflette la predisposizione a rispondere agli inibitori del checkpoint immunitario, gli antagonisti PD-1/PD-L1, con un'accuratezza dell'85%. In questo studio retrospettivo caso/controllo (EPI-ME, Epigenetic Profiling Investigation in Myalgic Encephalomyelitis), abbiamo utilizzato campioni di sangue intero raccolti retrospettivamente da n = 47 pazienti con ME/CFS grave e n = 61 pazienti di controllo sani appaiati per età, per eseguire uno screening del DNA 3D dell'intero genoma alla ricerca di conformazioni cromosomiche correlate alla diagnosi di ME/CFS. Abbiamo identificato un modello a 200 marcatori per la diagnosi di ME/CFS (test Episwitch®CFS). I primi test sulla coorte retrospettiva di validazione indipendente hanno dimostrato un forte segnale sistemico di ME/CFS con una sensibilità del 92% e una specificità del 98%. L'analisi dei percorsi ha rivelato diversi probabili fattori che contribuiscono alla patologia della ME/CFS, tra cui le interleuchine, il TNFα, i percorsi neuroinfiammatori, la segnalazione dei recettori toll-like e JAK/STAT. Il confronto con le vie coinvolte nell'azione di Rituximab e glatiramer acetato (Copaxone) (terapie potenzialmente utili per il trattamento della ME/CFS) ha identificato l'IL2 come una via condivisa con un chiaro raggruppamento di pazienti, indicando la possibilità di un potenziale gruppo responder per un trattamento mirato.

Il Guardian è uno dei giornali che ha riportato la notizia, commentata anche da esperti. I passaggi rilevanti di commento li riportiamo sotto:  https://www.theguardian.com/society/2025/oct/08/scientists-say-they-have-first-blood-test-to-diagnose-chronic-fatigue-syndrome-me

Il dottor Charles Shepherd, consulente medico per la ME Association, ha dichiarato: "Questi risultati, che utilizzano la profilazione epigenetica, sembrano essere un importante passo avanti nella ricerca di un test diagnostico del sangue. Tuttavia, come sottolineano i ricercatori, un esame del sangue diagnostico deve essere altamente sensibile e specifico per quella condizione. In questo caso, quindi, abbiamo bisogno di sapere se l'anomalia è costantemente presente nelle fasi iniziali della ME/CFS e nelle persone con malattia di lunga durata che hanno una ME/CFS lieve o moderata. Dobbiamo anche sapere che, oltre a non essere presente nei controlli sani, l'anomalia non è presente in una serie di altre malattie infiammatorie croniche e autoimmuni che causano sintomi simili alla ME/CFS e che fanno parte della diagnosi differenziale della ME/CFS.”
Il Prof. Chris Ponting, titolare della cattedra di bioinformatica medica presso l'Università di Edimburgo, ha dichiarato che alcune delle affermazioni fatte dal team di ricerca sono "premature". Ha affermato che: "Questo test deve essere pienamente convalidato in studi indipendenti e meglio progettati prima di essere considerato per l'applicazione clinica". Anche se convalidato, il test sarà costoso, probabilmente (circa) 1.000 sterline".

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6 ottobre  2025

NASCE PRIME

Con questo ottobre nasce PRIME (https://megenetics.org.uk/our-projects/prime/).

Di che cosa si tratta? PRIME sta per "Building Infrastructure for Patients, Researchers and Industry for Myalgic Encephalomyelitis/Chronic Fatigue Syndrome [ME/CFS]” ovvero “Costruire un'infrastruttura per pazienti, ricercatori e industria per l'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica [ME/CFS]”, un progetto di quattro anni curato da Action for ME, l'Università di Edimburgo e il Centro di Eccellenza per la Genetica della ME che hanno ottenuto oltre 800.000 sterline dal Medical Research Council britannico per questo progetto.

“PRIME sarà guidato dal professor Chris Ponting e co-prodotto con Action for ME, che garantirà che le persone con esperienza diretta di ME siano al centro del progetto. I co-leader accademici di PRIME sono i professori David Price, Danny Altmann, Simon Carding, Douglas Kell e Karl Morten e la dottoressa Caroline Dalton. Costoro apportano una vasta esperienza nella genetica della ME, nell'immunologia, nelle neuroscienze, nei mitocondri (le "centrali elettriche" delle cellule), nella salute dell'intestino, nelle infezioni e nella biologia dei sistemi”.

Secondo quanto scrivono sul sito, PRIME ha tre obiettivi primari:
1.    La creazione di almeno 15 nuove collaborazioni di ricerca per coordinare e coinvolgere i ricercatori riunendo ricercatori di diversa estrazione e partner del settore privato per studiare la genetica, i biomarcatori e i meccanismi della malattia della ME e organizzerà regolarmente workshop online e tre conferenze nazionali. Organizzerà inoltre attività di tutoraggio e di sviluppo della carriera per i ricercatori all'inizio della carriera, per aiutarli a entrare e a rimanere nella ricerca sulla ME.
2.    Rafforzare le reti di ricerca internazionali. A tal fine, formerà due gruppi globali di organizzazioni di ricerca, uno incentrato sulla genetica e l'altro sui biomarcatori molecolari. I gruppi mireranno a condividere i dati, a replicare la ricerca e a creare uno standard di ricerca condiviso.
3.    Costruire un gruppo di pazienti e di pubblico coinvolgimento (PPI) formato da almeno 100 persone che hanno vissuto l'esperienza della ME, sia per aver avuto la malattia, sia come caregiver. Si tratterà del primo pool di PPI su larga scala al mondo. Sarà a disposizione dei ricercatori sulla ME in tutto il Regno Unito e l’intenzione è che in questo modo la loro ricerca possa essere fatta e modellata da persone che capiscono cosa significhi vivere con la ME.

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28 settembre 2025

NEUROIMAGING METABOLICO DELLA ME/CFS

Di seguito trovate la traduzione dell’abstract di un articolo dal titolo “Neuroimaging metabolico dell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica e Long-COVID”, anche se in questo caso, l’abstract non dice molto, ma è più una premessa.
La tabella 1 fornisce comunque una panoramica dei risultati e le principali conclusioni sono
- ipometabolismo del glucosio
- aumento del glutammato (Glu)
- caratteristiche distinte nell'estrazione dell'ossigeno

Lo studio è:
Zhu, Yijuan1; Quan, Patrick2; Yamazaki, Tadahiro2; Norweg, Anna2; Natelson, Benjamin2; Xu, Xiang1,*. Metabolic neuroimaging of myalgic encephalomyelitis/chronic fatigue syndrome and Long-COVID. Immunometabolism 7(4):p e00068, October 2025. | DOI: 10.1097/IN9.0000000000000068
https://journals.lww.com/immunometabolism/fulltext/2025/10000/metabolic_neuroimaging_of_myalgic.1.aspx

Abstract tradotto
L'Encefalomielite Mialgica/Sindrome da Fatica Cronica (ME/CFS) e il Long-COVID sono patologie complesse e invalidanti che sono emerse come sfide significative per la salute pubblica, colpendo milioni di persone in tutto il mondo. Nonostante la loro crescente prevalenza, diagnosi e trattamenti efficaci rimangono limitati, in gran parte a causa di una comprensione incompleta della loro fisiopatologia di base. Entrambe le condizioni condividono i sintomi caratteristici della fatica cronica, della disfunzione cognitiva e del malessere post-sforzo, ma le loro basi biologiche devono ancora essere chiarite. Le neuroimmagini offrono una promettente finestra non invasiva sul paesaggio metabolico del cervello e hanno il potenziale per scoprire biomarcatori oggettivi per queste condizioni. In questa mini-rassegna si evidenziano i recenti progressi nel campo delle neuroimmagini metaboliche, in particolare la tomografia a emissione di positroni e la risonanza magnetica/spettroscopia di risonanza magnetica, che rivelano alterazioni del metabolismo del glucosio e dell'ossigeno, dell'equilibrio dei neurotrasmettitori e dello stress ossidativo. Queste intuizioni indicano alterazioni condivise nel metabolismo energetico cerebrale e nei processi neuroinfiammatori, che possono essere alla base dei sintomi persistenti sia nella ME/CFS che nel Long-COVID. È importante notare che, mentre alcuni risultati si sovrappongono, le incongruenze nei profili dei metaboliti tra ME/CFS e Long-COVID sottolineano la necessità di ulteriori stratificazioni e ricerche longitudinali. La standardizzazione delle definizioni, come l'identificazione dei pazienti con Long-COVID che soddisfano i criteri diagnostici della ME/CFS, potrebbe contribuire a migliorare la comparabilità degli studi. Riassumendo le attuali evidenze di imaging, questa revisione sottolinea il potenziale della neuroimmagine nell'identificare biomarcatori di imaging per far progredire la diagnosi clinica del Long-COVID e identificare bersagli terapeutici per lo sviluppo di trattamenti. Mentre continuiamo ad affrontare il crescente onere del Long-COVID e della ME/CFS, l'imaging metabolico può servire come potente strumento per colmare le lacune nella conoscenza e accelerare i progressi verso una cura efficace.
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26 settembre 2025

AUMENTO DELL'IMMUNITÀ INNATA NELLA ME/CFS

1.    All’inizio dl mese è stato pubblicato un importante articolo dal gruppo di Ian Lipkin, e vi basta guardare alcuni dei nomi che lo firmano per capire che dietro c’è il gotha degli studiosi di ME/CFS:  Susan Levine, Mady Hornig, Lucinda Bateman, Nancy G. Klimas, Jose G. Montoya, Daniel L. Peterson, Anthony L. Komaroff  e appunto W. Ian Lipkin:

“L'aumento dell'immunità innata può scatenare l'infiammazione cronica, l'affaticamento e il malessere post-sforzo nella ME/CFS”
Che, X., Ranjan, A., Guo, C. et al. Heightened innate immunity may trigger chronic inflammation, fatigue and post-exertional malaise in ME/CFS. npj Metab Health Dis 3, 34 (2025). https://doi.org/10.1038/s44324-025-00079-w

Abstract tradotto:
La sindrome da encefalomielite mialgica/fatica cronico (ME/CFS) è caratterizzata da affaticamento inspiegabile, malessere post-sforzo (PEM) e disfunzioni cognitive. I pazienti affetti da ME/CFS spesso riferiscono un prodromo coerente con un'infezione. Presentiamo un'analisi multi-omica basata sul profilo metabolomico e proteomico del plasma e sulle risposte immunitarie alla stimolazione microbica, prima e dopo l'esercizio fisico. Riportiamo l'evidenza di un'esagerata risposta immunitaria innata dopo l'esposizione ad antigeni microbici; un'alterata produzione di energia che coinvolge il ciclo dell'acido citrico, la beta-ossidazione degli acidi grassi e la produzione di energia del ciclo dell'urea a partire dagli aminoacidi; un'infiammazione sistemica legata ad anomalie lipidiche; un'alterata omeostasi della matrice extracellulare con rilascio di ligandi endogeni che promuovono l'infiammazione; riduzione dell'adesione cellula-cellula e disbiosi intestinale associata; attivazione del complemento; squilibrio redox riflesso da disturbi nelle vie antiossidanti dipendenti dal rame; e disregolazione delle vie triptofano-serotonina-chinurenina. Molte anomalie sono peggiorate dopo l'esercizio fisico e sono correlate all'intensità dei sintomi. I nostri risultati possono essere utili per lo sviluppo di interventi terapeutici mirati per la ME/CFS e la PEM.

2.    Grazie ad Annalisa Poli che ci ha mandato la traduzione di questo articolo che fa un sunto delle scoperte:
https://www.millionsmissing.de/2025-09-14-belastung-loest-bei-me-cfs-immunantwort-wie-auf-krankheitserreger-aus
🔬 Studio Lipkin: Nella ME/CFS il sistema immunitario reagisce allo sforzo come se si trattasse di un’infezione
🔴 Sintesi breve
Uno dei più grandi studi mai condotti sulla ME/CFS fornisce nuove intuizioni. Il sistema immunitario delle persone colpite è già insolitamente attivo a riposo, ma la disfunzione decisiva emerge soprattutto dopo lo sforzo fisico.
Anche sforzi minimi scatenano risposte infiammatorie e stress energetico nelle cellule.
Sono state esaminate oltre 200 persone. La diagnosi è stata effettuata secondo i criteri CCC e Fukuda. I campioni di sangue sono stati analizzati a riposo, immediatamente dopo un test da sforzo, nonché 24 e 72 ore dopo.⭕️ Infiammazione come stato permanente
Numerosi mediatori immunitari erano costantemente elevati. Lo sforzo intensificava notevolmente la risposta e attivava schemi che spiegano perché la Post-Exertional Malaise (PEM) possa essere così grave.
⭕️ Blocco energetico
Invece di passare in modo flessibile dal consumo di zuccheri a quello di grassi, il metabolismo rimaneva bloccato. Sono stati rilevati stress mitocondriale, un utilizzo limitato dei grassi e uno stato metabolico rigido.
⭕️ Fegato in modalità di emergenza
Il fegato concentrava la sua attività sulla disintossicazione. Di conseguenza, mancava energia necessaria a muscoli e cervello.
⭕️ Vasi sanguigni e tessuti indeboliti
I processi di riparazione fondamentali quasi non si attivavano. In particolare i piccoli vasi sanguigni reagivano in modo sensibile, peggiorando l’apporto ai tessuti.
⭕️ Stress ossidativo
I radicali liberi e una risposta immunitaria eccessiva mettevano ulteriormente sotto pressione le cellule e intensificavano la disfunzione.
I risultati mostrano chiaramente:
La Post-Exertional Malaise (PEM) non è una percezione soggettiva, ma l’espressione di disfunzioni biologiche che vengono attivate in modo misurabile dallo sforzo. Questo rende scientificamente spiegabili le esperienze delle persone colpite.

3.    David Tuller ha fatto un’intervista di mezz’ora a Lipkin in proposito: https://youtu.be/-_ihsJPThp0?si=Gcf1vCRNCSj5kfEG

4.    ME/CFS Science su X ha un thread che fa una sintesi per punti dell’intervista: https://x.com/mecfsskeptic/status/1966467223217647831



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19 settembre 2025

ESITI DEI TRATTAMENTI RIFERITI DAI PAZIENTI NELLA ME/CFS

Se ne era parlato a lungo già nei mesi scorsi perché era uscito il pre-print, ma a luglio è stato ufficialmente pubblicato l’articolo: Esiti dei trattamenti riferiti dai pazienti nella ME/CFS e nel Long-COVID

Eckey M, Li P, Morrison B, Bergquist J, Davis RW, Xiao W. Patient-reported treatment outcomes in ME/CFS and long COVID. Proc Natl Acad Sci U S A. 2025 Jul 15;122(28):e2426874122. doi: 10.1073/pnas.2426874122. Epub 2025 Jul 8. PMID: 40627388; PMCID: PMC12280984.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/40627388/

Abstract tradotto:
L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) e il Long-COVID sono malattie multisistemiche persistenti che colpiscono molti pazienti. Non essendo noti trattamenti efficaci approvati dalla FDA per entrambe le patologie, gli esiti dei trattamenti riferiti dai pazienti possono rivelarsi utili per identificare strategie di gestione che possano migliorare l'assistenza ai pazienti e generare nuovi percorsi di ricerca. Qui presentiamo i risultati di un'indagine sui trattamenti per la ME/CFS e il Long-COVID con le risposte di 3.925 pazienti. Valutiamo le esperienze di questi pazienti con più di 150 trattamenti in relazione ai loro dati demografici, ai sintomi e alle comorbilità. Sono stati identificati i trattamenti con i maggiori benefici percepiti. I pazienti con ciascuna condizione che hanno partecipato allo studio hanno condiviso profili sintomatologici simili, compresi tutti i sintomi principali della ME/CFS, ad esempio l'89,7% della ME/CFS e il 79,4% del Long-COVID lunga hanno riportato malessere post-sforzo (PEM). Inoltre, le risposte al trattamento tra questi due gruppi di pazienti erano significativamente correlate (R2 = 0,68). I sottogruppi di pazienti, caratterizzati da profili sintomatologici e comorbidità distinti, hanno mostrato una maggiore risposta a trattamenti specifici, ad esempio un gruppo di pazienti con POTS che beneficiava di modulatori autonomici e un gruppo di pazienti con disfunzioni cognitive che beneficiava di stimolanti del SNC. Questo studio sottolinea le somiglianze sintomatiche e terapeutiche tra la ME/CFS e la COVID lunga ed evidenzia i punti in comune e le sfumature complesse delle malattie croniche associate alle infezioni e delle condizioni correlate. Sebbene questo studio non fornisca raccomandazioni per terapie specifiche, in assenza di trattamenti approvati, gli approfondimenti delle esperienze riportate dai pazienti forniscono prove reali urgentemente necessarie per lo sviluppo di terapie mirate per la cura dei pazienti e per futuri studi clinici.

Una buona sintesi in circa 10 minuti in inglese la fa il dottor Jarred Younger: https://youtu.be/FfGPbay9cwg?si=rQatWKZyCcGHTK17

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18 settembre 2025

DISFUNZIONE AUTONOMICA ED ME/CFS

Recentemente è uscito questo nuovo studio che è firmato da alcuni dei maggiori nomi del campo.

Disfunzione autonomica nell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS): Risultati dello studio Valutazione Clinica Multisito della ME/CFS (Multi-Site Clinical Assessment of ME/CFS - MCAM) negli USA

Issa, A., Lin, J.-M. S., Chen, Y., Attell, J., Brimmer, D., Bertolli, J., Natelson, B. H., Lapp, C. W., Podell, R. N., Kogelnik, A. M., Klimas, N. G., Peterson, D. L., Bateman, L., & Unger, E. R., on behalf of the MCAM Study Group. (2025). Autonomic Dysfunction in Myalgic Encephalomyelitis/Chronic Fatigue Syndrome (ME/CFS): Findings from the Multi-Site Clinical Assessment of ME/CFS (MCAM) Study in the USA. Journal of Clinical Medicine, 14(17), 6269. https://doi.org/10.3390/jcm14176269

Abstract tradotto

Background/Obiettivi: I sintomi di disfunzione autonomica sono comuni nelle condizioni e malattie croniche associate a infezioni (IACCI), tra cui l'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS). Questo studio si proponeva di valutare i sintomi autonomici e il loro impatto sulla gravità della malattia ME/CFS.
Methods: Data came from a multi-site study conducted in seven ME/CFS specialty clinics during 2012–2020. Autonomic dysfunction was assessed using the Composite Autonomic Symptom Scale 31 (COMPASS-31), medical history, and a lean test originally described by the National Aeronautics and Space Administration (NASA). Illness severity was assessed using Patient-Reported Outcomes Measurement Information System measures, the 36-item short-form, as well as the CDC Symptom Inventory. This analysis included 442 participants who completed the baseline COMPASS-31 assessment, comprising 301 individuals with ME/CFS and 141 healthy controls (HC).

Metodi: I dati provenivano da uno studio multi-sito condotto in sette cliniche specializzate in ME/CFS nel periodo 2012-2020. La disfunzione autonomica è stata valutata utilizzando la Composite Autonomic Symptom Scale 31 (COMPASS-31), l'anamnesi e un lean test originariamente descritto dalla National Aeronautics and Space Administration (NASA). La gravità della malattia è stata valutata utilizzando le misure del Patient-Reported Outcomes Measurement Information System, la forma breve a 36 item e il CDC Symptom Inventory. Questa analisi ha incluso 442 partecipanti che hanno completato la valutazione COMPASS-31 al basale, tra cui 301 individui con ME/CFS e 141 controlli sani (HC).

Risultati: I partecipanti con ME/CFS hanno riportato un carico di sintomi autonomici più elevato rispetto agli HC attraverso tre strumenti di valutazione (tutti p < 0,0001), tra cui il punteggio totale COMPASS-31 (34,1 vs. 6,8) e gli indicatori dell'anamnesi medica [vertigini o brividi (42,6% vs. 2,8%), estremità fredde (38,6% vs. 5,7%) e intolleranza ortostatica (OI, 33,9% vs. 0,7%)]. Tra i partecipanti con ME/CFS, il 97% presentava almeno un sintomo autonomico. Quelli con sintomi nei domini OI, gastrointestinale e pupillomotorio avevano una gravità della malattia significativamente maggiore rispetto a quelli senza questi sintomi.

Conclusioni: I pazienti affetti da ME/CFS presentano un carico sostanziale di sintomi autonomici che si correla con una maggiore gravità della malattia. Le strategie di cura individualizzate che mirano alla valutazione e all'intervento sulla disautonomia possono offrire miglioramenti significativi nella gestione dei sintomi e nella qualità di vita dei pazienti con ME/CFS e condizioni croniche simili.

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17 settembre 2025

APTOGLOBINA E PEM

È appena uscito una nuovo studio del gruppo della OMF e in particolare del Dr. Alain Moreau, direttore del Centro di ricerca collaborativa sulla ME/CFS di Montreal: I fenotipi e le varianti strutturali dell'aptoglobina si associano al malessere post-sforzo e alla disfunzione cognitiva nell'encefalomielite mialgica

Moezzi, A., Ushenkina, A., Widgren, A. et al. Haptoglobin phenotypes and structural variants associate with post-exertional malaise and cognitive dysfunction in myalgic encephalomyelitis. J Transl Med 23, 970 (2025). https://doi.org/10.1186/s12967-025-07006-z

Abstract tradotto

Premessa
L'encefalomielite mialgica (ME) è una malattia cronica multisistemica caratterizzata da malessere post-sforzo (PEM) e disfunzione cognitiva, ma i meccanismi molecolari che guidano questi sintomi caratteristici rimangono poco chiari. Questo studio ha analizzato l'aptoglobina (Hp) come potenziale biomarcatore della gravità della PEM e del deterioramento cognitivo nella ME, con particolare attenzione ai fenotipi e alle proteoforme strutturali dell'Hp.

Metodi
È stato condotto uno studio longitudinale caso-controllo su 140 pazienti affetti da ME e 44 controlli sani sedentari abbinati. Nella fase di scoperta, è stato eseguito un profilo proteomico plasmatico globale in 61 pazienti con ME e 20 controlli prima e dopo un protocollo di stress standardizzato e non invasivo per indurre la PEM. Sono state valutate le associazioni tra i livelli di Hp, il fenotipo e le prestazioni cognitive. Nella fase di validazione, le concentrazioni plasmatiche di Hp e la composizione delle proteoforme sono state analizzate in una coorte indipendente di 89 pazienti affetti da ME e 24 controlli utilizzando la cromatografia liquida ad alta prestazione (HPLC).

Risultati
I pazienti affetti da ME hanno dimostrato una riduzione significativa dei livelli di Hp in seguito a stress post-sforzo. Concentrazioni di Hp più basse al basale sono state associate a prestazioni cognitive compromesse. I fenotipi Hp sono stati associati in modo differenziato al carico sintomatologico, con il fenotipo Hp2-1 arricchito nella ME e collegato a una maggiore gravità della PEM e a deficit cognitivi rispetto a Hp1-1 e Hp2-2. L'analisi HPLC ha rivelato profili di proteoforme Hp alterati nel sottogruppo Hp2-1, tra cui un aumento delle forme tetrameriche e pentameriche ad alta massa e tempi di ritenzione più brevi, indicativi di cambiamenti strutturali. Al contrario, il fenotipo Hp1-1 è stato associato a sintomi più lievi e a una maggiore resilienza cognitiva.

Conclusioni
Questi risultati suggeriscono che il fenotipo e la struttura della proteoforma Hp modulano la risposta fisiologica al post-sforzo nella ME, offrendo una visione delle basi molecolari della PEM e della sua eterogeneità clinica. L'Hp può servire come biomarcatore traslazionale per la stratificazione dei pazienti e come potenziale bersaglio terapeutico per mitigare lo stress ossidativo e la disfunzione cognitiva nella ME.

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8 settembre 2025

DICHIARAZIONE INTERNAZIONALE PRO ME/CFS

Come potete leggere al link https://declaration.mecfs-research.org/en/declaration, lo scorso 12 maggio, in occasione della Conferenza internazionale sulla ME/CFS 2025 a Berlino la professoressa Carmen Scheibenbogen (Charité - Universitätsmedizin Berlin) ha annunciato la “Dichiarazione internazionale a sostegno della ricerca e dello sviluppo di farmaci per la ME/CFS e il Long-COVID” che è stata firmata dai maggiori esperti in queste patologie e che ha raccolto un crescente sostegno internazionale e al primo settembre 2025 è stata firmata da 67 scienziati ed esperti medici internazionali, anche se purtroppo nessun italiano.
Sotto la traduzione della dichiarazione che trovate sempre al link:


Dichiarazione internazionale a sostegno della ricerca e dello sviluppo di farmaci per la ME/CFS e il Long-COVID
Preambolo
Noi sottoscritti, medici, scienziati e leader sanitari di tutto il mondo, affermiamo l'urgente necessità di affrontare la crescente crisi di salute pubblica rappresentata dall'Encefalomielite Mialgica/Sindrome da Fatica Cronica (ME/CFS) e dal Long-COVID - due patologie che sono emerse come profondamente interconnesse e ampiamente trascurate dalla ricerca biomedica globale e dalle aziende che sviluppano farmaci.

Riconoscendo:
1.    Che milioni di individui in tutto il mondo soffrono di sindromi post-virali caratterizzate da affaticamento debilitante, malessere post-sforzo, disfunzione autonomica, problemi cognitivi e una serie di sintomi multisistemici;
2.    Che la pandemia di COVID-19 ha portato a un aumento senza precedenti dell'incidenza delle sindromi da infezione post-acuta (PAIS) e che molti di questi pazienti soddisfano i criteri diagnostici stabiliti per la ME/CFS.;
3.    Che la ME/CFS è stata per decenni gravemente sottofinanziata, poco studiata e incompresa, nonostante l'elevato carico di malattia e i significativi costi economici e sociali;
4.    Che l'attuale formazione medica e l'infrastruttura della sanità pubblica non sono adeguatamente preparate a riconoscere, diagnosticare e trattare queste complesse malattie croniche. E…
5.    Che lo sviluppo di farmaci per la ME/CFS e il Long-COVID è attualmente praticamente inesistente nei percorsi di sviluppo farmaceutico tradizionale.

Dichiariamo pertanto quanto segue:
1.    Sfida e responsabilità globale:
Esiste l'imperativo morale, medico, economico e scientifico di investire con forza nella ricerca internazionale e collaborativa sulla fisiopatologia della ME/CFS e del Long-COVID, con particolare attenzione alle disfunzioni immunitarie, autonomiche, neurologiche e metaboliche.
2.    Finanziamenti e infrastrutture:
I governi, i ministeri della salute e gli organismi internazionali devono designare la ME/CFS e il Long-COVID come condizioni ad alta priorità per un finanziamento dedicato, paragonabile ad altre malattie croniche con un carico di malattia e una prevalenza simili o inferiori.
3.    Ricerca e sperimentazione biomedica:
Chiediamo un'espansione globale delle sperimentazioni cliniche e degli studi traslazionali per valutare i candidati terapeutici, compresi i farmaci riadattati, per la ME/CFS e il Long-COVID. Le aziende farmaceutiche e biotecnologiche devono essere attivamente impegnate e incentivate a investire nello sviluppo terapeutico di queste patologie, riconoscendo l'immenso bisogno medico insoddisfatto e il potenziale di innovazione.
4.    Collaborazione con i pazienti:
La ricerca deve essere condotta in collaborazione attiva con le comunità di pazienti, incorporando l'esperienza vissuta nella progettazione degli studi, nella definizione delle priorità dei risultati e nei modelli di erogazione delle cure.
5.    Formazione e sensibilizzazione:
I sistemi di formazione medica devono aggiornare rapidamente i programmi di studio per riflettere l'attuale conoscenza della ME/CFS e del Long-COVID, mettendo in grado i medici e gli altri operatori sanitari di riconoscere e sostenere le persone affette con competenza e compassione.

Conclusione
Il momento di agire è adesso. Il peso dell'inazione continuerà a portare grandi sofferenze a molte persone e a gravare sulle società, sulle economie e sui sistemi sanitari. Siamo uniti nel nostro impegno a trovare un trattamento efficace per la ME/CFS e il Long-COVID e a portare speranza a tutte le persone colpite.
Questa Dichiarazione è stata firmata e approvata dai maggiori esperti, medici, operatori sanitari e scienziati del mondo impegnati ad affrontare le sfide della ME/CFS e dl Long-COVID.

Pubblicata il 12 maggio 2025

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6 settembre 2025

ME/CFS, OI E FLUSSO CEREBRALE

Un nuovo studio dal gruppo di Armstrong: Mappatura del flusso sanguigno cerebrale nell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) e intolleranza ortostatica: spunti da una revisione sistematica

Christopoulos, E.M., Tantanis, D., Huang, K. et al. Mapping cerebral blood flow in myalgic encephalomyelitis/chronic fatigue syndrome (ME/CFS) and orthostatic intolerance: insights from a systematic review. J Transl Med 23, 963 (2025).
https://doi.org/10.1186/s12967-025-06954-w

Abstract

Background
L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) è una condizione complessa e debilitante con un'ampia percentuale di pazienti che presentano intolleranza ortostatica (OI). Questa revisione sistematica mirava a valutare se il flusso sanguigno cerebrale (CBF) è ridotto nella ME/CFS e nell'OI e se la presenza di entrambe le condizioni porta a un ulteriore declino del CBF.

Metodi
Sono state fatte ricerche su PubMed (dal 1943), MEDLINE (dal 1946), EMBASE (dal 1947) e Cochrane dall'inizio al 14 febbraio 2025, utilizzando termini come "sindrome da fatica cronica", "encefalomielite mialgica", "intolleranza ortostatica" e "flusso sanguigno cerebrale". La selezione degli articoli richiedeva i seguenti criteri: pubblicati in inglese; CBF misurato in partecipanti con ME/CFS o OI, o ME/CFS e OI insieme. La valutazione della qualità e del rischio di bias è stata effettuata utilizzando la Scala di Newcastle-Ottawa e la revisione sistematica è stata condotta in conformità alle linee guida PRISMA del 2020.

Risultati
Su 14.928 articoli, ne sono stati inclusi 118, di cui 26 (22,1%) hanno studiato il CBF solo nella ME/CFS, 81 (68,6%) solo nell'OI e 11 (9,3%) sia nella ME/CFS che nell'OI. Complessivamente, gli articoli hanno incluso 9185 partecipanti, con un'età media di 39,1 anni (SD = 8,8), e il 73,8% dei partecipanti era di sesso femminile. Gli studi hanno rilevato che il CBF era significativamente ridotto in 12 degli articoli incentrati sulla ME/CFS e in 56 di quelli incentrati sull'OI, rispetto ai controlli. Inoltre, in 4 degli 11 studi che hanno esaminato entrambe le condizioni, il CBF era ulteriormente ridotto nei partecipanti affetti da entrambe le condizioni rispetto a quelli con la sola ME/CFS.

Conclusioni
Il CBF è ridotta nella ME/CFS e nell'OI da sola e la presenza di entrambe le condizioni in comorbilità amplifica le riduzioni della CBF. Pertanto, osservare i cambiamenti della CBF nella ME/CFS con e senza OI può essere importante per monitorare la gravità della malattia. Ciononostante, pochi studi si concentrano sulla combinazione di ME/CFS e OI, e l'OI può essere un fattore di confondimento della CBF in gran parte degli studi sulla ME/CFS.


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5 settembre 2025

FIRME DI RNA CELLULARE LIBERO CIRCOLANTI

Trovate sotto l’abstract su studio uscito un mese fa circa, legato al nome di Maureen Hanson. L’articolo completo non è gratuito per tutti.

Firme di RNA cellulare libero circolante per la caratterizzazione e la diagnosi dell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica
A.E. Gardella,D. Eweis-LaBolle,C.J. Loy,E.D. Belcher,J.S. Lenz,C.J. Franconi,S.Y. Scofield,A. Grimson,M.R. Hanson, & I. De Vlaminck,  Circulating cell-free RNA signatures for the characterization and diagnosis of myalgic encephalomyelitis/chronic fatigue syndrome, Proc. Natl. Acad. Sci. U.S.A. 122 (33) e2507345122, https://doi.org/10.1073/pnas.2507345122 (2025)

Significato
L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) è una malattia debilitante che colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Nonostante la crescente prevalenza della ME/CFS, i pazienti soffrono per l'indisponibilità di test diagnostici di laboratorio. In questa sede, abbiamo stabilito che l'RNA libero da cellule (cfRNA) è un bioanalita minimamente invasivo per studiare i biomarcatori circolanti e la patobiologia della ME/CFS. Utilizzando l'apprendimento automatico, sviluppiamo un modello diagnostico basato sul cfRNA con un'elevata accuratezza. Troviamo prove di disfunzione del sistema immunitario nei pazienti, con livelli elevati di trascritti derivati dalle cellule immunitarie e di pathway di segnalazione dell'infiammazione cronica. Questi risultati evidenziano il potenziale dei cfRNA circolanti per far progredire la scoperta di biomarcatori e scoprire i meccanismi di malattia della ME/CFS.

Abstract
Le persone affette da encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) fatto esperienza di sintomi eterogenei e debilitanti che mancano di una spiegazione biologica sufficiente, aggravati dall'assenza di strumenti diagnostici accurati e non invasivi. Per affrontare queste difficoltà, abbiamo esplorato l'RNA libero da cellule circolanti (cfRNA) come bioanalita ematico per monitorare la ME/CFS. Il cfRNA viene rilasciato nel flusso sanguigno durante il turnover cellulare e riflette cambiamenti dinamici nell'espressione genica, nella segnalazione cellulare e nei processi specifici dei tessuti. Abbiamo profilato il cfRNA nel plasma mediante sequenziamento dell'RNA per 93 casi di ME/CFS e 75 controlli sani e sedentari, quindi abbiamo applicato il machine learning per sviluppare modelli diagnostici e avanzare la nostra comprensione della patobiologia della ME/CFS. Un modello lineare generalizzato con regressione dell'operatore selettore a contrazione minima assoluta, addestrato sulle firme specifiche della condizione, ha raggiunto un'AUC del set di test di 0,81 e un'accuratezza del 77%. La deconvoluzione dei cfRNA immunitari ha rivelato differenze nei cfRNA di derivazione piastrinica tra casi e controlli, nonché livelli elevati di cfRNA di derivazione plasmacitoide dendritica, monocitaria e di cellule T nella ME/CFS. L'analisi della rete biologica ha ulteriormente implicato la disfunzione immunitaria nella ME/CFS, con firme di segnalazione delle citochine e di esaurimento delle cellule T. Questi risultati dimostrano l'utilità della biopsia liquida dell'RNA come strumento minimamente invasivo per svelare la complessa biologia alla base delle malattie croniche.


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21 agosto 2025

ISTRUZIONI PER LA CURA DI PAZIENTI DI ME/CFS IN CONDIZIONI GRAVI E GRAVISSIME

In Austria è stato pubblicato  un importante documento, ISTRUZIONI PER LA CURA DI PAZIENTI DI ME/CFS IN CONDIZIONI GRAVI E GRAVISSIME da parte del Centro per la salute pubblica, Dipartimento di Medicina di Base, Università di Medicina di Vienna e dalla Österreichische Gesellschaft für ME/CFS - Società austriaca per la ME/CFS. Si tratta di un documento inteso come un "documento vivente" realizzato sulla base delle esperienze delle persone interessate e dei loro familiari, con l'obiettivo di arrestare la progressione della malattia e creare le condizioni che consentano un miglioramento graduale.
Lo abbiamo subito voluto tradurre in italiano, perché non abbiamo niente di simile e penso possa essere particolarmente utile, e sono stati disponibilissimi. Trovate il documento della versione italiana già sulla pagina della nostra associazione: https://www.stanchezzacronica.it/pdf/Pflegeanleitung.pdf.

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6 agosto 2025

PUBBLICATI I RISULTATI INIZIALI DI DECODE ME

I risultati iniziali di DecodeME sono stati pubblicati in un documento pre-print. - https://tinyurl.com/rbzy3ypc

Annunciati da DecodeME (https://tinyurl.com/muzy7dxc) i punti principali sono -
1.  Le persone con diagnosi di ME/CFS presentano differenze genetiche significative nel loro DNA rispetto alla popolazione generale. Queste si trovano in molti punti del genoma e non hanno un impatto su un solo gene.
2.    Sono stati identificati otto segnali genetici. Poiché il DNA non cambia con l'insorgere della ME/CFS, questi risultati riflettono le cause piuttosto che gli effetti della ME/CFS.
 3.   I segnali scoperti sono coinvolti nel sistema immunitario e in quello nervoso, indicando cause immunologiche e neurologiche di questa malattia poco compresa.
 4.  Almeno due dei segnali riguardano la risposta dell'organismo alle infezioni. Altri segnali puntano al sistema nervoso, uno dei quali è stato precedentemente riscontrato dai ricercatori in persone che soffrono di dolore cronico, rafforzando i contributi neurologici alla ME/CFS. Questi segnali sono in linea con il modo in cui le persone affette da ME/CFS descrivono la loro malattia.
Ulteriori informazioni - qui
DecodeME terrà un webinar giovedì 14 agosto, in cui verranno spiegati ulteriormente i risultati.

Abstract tradotto:

Abstract
L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) è una malattia comune e mal compresa che non ha trattamenti efficaci e che è stata a lungo sottovalutata dalla ricerca scientifica e dai sistemi sanitari nazionali. Si tratta di una malattia di genere femminile, spesso scatenata da un'infezione, e il suo sintomo caratteristico è il malessere post-sforzo. Le persone affette da ME/CFS riferiscono spesso che i loro sintomi non vengono creduti. I meccanismi biologici che causano la ME/CFS rimangono poco chiari. Abbiamo reclutato 21.620 casi di ME/CFS ed eseguito studi di associazione genomica (GWAS) per 15.579 casi e 259.909 controlli di popolazione con ascendenza genetica europea. In questi GWAS abbiamo scoperto otto loci significativamente associati alla ME/CFS, tra cui tre vicini ai geni BTN2A2, OLFM4 e RABGAP1L che agiscono nella risposta alle infezioni virali o batteriche. Quattro degli otto loci (RABGAP1L, FBXL4, OLFM4, CA10) sono stati associati a p < 0,05 con i casi accertati di malessere e affaticamento post-sforzo nella UK Biobank e nella biobanca olandese Lifelines. Non abbiamo riscontrato alcuna evidenza di sex-bias tra le associazioni scoperte e abbiamo replicato nei maschi due segnali genetici (ARFGEF2, CA10) scoperti nelle femmine. L'associazione ME/CFS vicino a CA10 colocalizza con un'associazione nota al dolore cronico multisito. Non abbiamo trovato alcuna evidenza che gli otto segnali genetici della ME/CFS condividano varianti genetiche causali comuni con la depressione o l'ansia. I nostri risultati suggeriscono che sia i processi immunologici che quelli neurologici sono coinvolti nel rischio genetico di ME/CFS.

RIASSUNTO PER PROFANI
L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) è una malattia comune e invalidante. Colpisce più le donne che gli uomini e, nella maggior parte dei casi, inizia dopo un'infezione. Si sa poco dei meccanismi biologici che causano la ME/CFS, nonostante i molti tentativi di scoprirli, e non esistono trattamenti efficaci. Per comprendere meglio la ME/CFS, il nostro studio, DecodeME ha confrontato il DNA di 15.579 persone con ME/CFS con quello di 259.909 persone senza ME/CFS, tutte di origine europea. Il DNA è una molecola che costituisce i nostri geni. I nostri geni producono molte molecole diverse chiamate proteine, ognuna delle quali svolge funzioni molto specifiche nell'organismo. Trovare variazioni nei geni che differiscono tra persone con o senza una malattia può quindi indicare le cause della stessa. Abbiamo scoperto che le persone affette da ME/CFS hanno maggiori probabilità di presentare alcune differenze nel DNA in otto regioni del loro genoma, e quindi queste varianti ci indicano le possibili cause biologiche della ME/CFS. Tuttavia, poiché queste differenze si riscontrano spesso anche nelle persone senza ME/CFS, non possono separare nettamente chi è a rischio da chi non lo è, e quindi non forniscono un test definitivo. La maggior parte di queste regioni contiene diversi geni. I nostri metodi non ci hanno permesso di individuare in modo definitivo quelli più rilevanti per la ME/CFS in ogni regione, ma i dati pubblici ci hanno permesso di individuare quelli più probabili. Tre dei geni più probabili producono proteine che rispondono a un'infezione. Un altro gene probabile è legato al dolore cronico. Nessuno è legato alla depressione o all'ansia. Non abbiamo trovato nulla che spieghi perché la ME/CFS colpisca più le femmine che i maschi. Nel complesso, DecodeME mostra che la ME/CFS è in parte causata da geni legati al sistema immunitario e al sistema nervoso.
Anche il Guardian ha dedicato un articolo ai risultati dello studio.


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25 luglio 2025

CORSO FAD CON ECM SULLA ME/CFS

Con Performat, nei mesi scorsi abbiamo realizzato un corso di formazione a distanza (FAD) rivolto a professionisti sanitari, asincrono (quindi disponibile on demand), che dà diritto a ECM (i crediti di cui hanno bisogno queste figure professionali per il proprio aggiornamento), su ME/CFS e Long Covid: https://www.performat.it/fad-asincrona-corsi/

- PER PROFESSIONISTI SANITARI (CON 10 CREDITI ECM - 100 €) - “Encefalomielite mialgica / sindrome da fatica cronica e long-covid: tra scienza e pratica: Corso di Alta formazione per professionisti sanitari”: qui.

- PER PAZIENTI E CAREGIVER (€ 20) - “Encefalomielite mialgica / sindrome da fatica cronica e long-covid per pazienti e care giver - Corso di formazione per pazienti e care giver”: qui.

Il corso è stato organizzato dalle dottoresse Da Ros Giada, presidente di questa associazione e  Marcella  Maria Spirito, psicologa e psicoterapeuta che si occupa di sostegno ai pazienti e che è responsabile scientifica. Loro stesse sono docenti insieme al professor Aldo Baritussio, il prof. Umberto Tirelli, il professor Enrico Bernini Carri, il dottor Danilo Buonsenso PhD, la dottoressa Caterina Zilli, il dottor Tricarico e la dottoressa Caiella. Il programma e il profilo dei docenti si trovano al link.

Tutti i professionisti partecipanti, hanno dato il proprio contributo volontariamente gratuitamente. I costi coprono solo le spese amministrative a tecniche.  
Abbiamo segnalato il corso a tutti gli ordini professionali.

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17 luglio 2025

SMPDL3B: UN NUOVO BIOMARCATORE E BERSAGLIO TERAPEUTICO NELLA ME/CFS

La OMF ha informato che il loro team del Centro collaborativo di Montreal, guidato da Alain Moreau, ha pubblicato un articolo che parla del loro studio su una molecola chiamata SMPDL3B, che funziona in modo diverso in alcune persone con ME/CFS rispetto ai controlli sani. In questi ultimi, la SMPDL3B aiuta a controllare il sistema immunitario mentre si trova sulla superficie delle cellule. Nelle persone affette da ME/CFS, un'altra molecola la stacca dalla cellula e quindi galleggia nel sangue e non può più aiutare a controllare il sistema immunitario.
 
Nell'ambito di questo studio, che fa parte di un progetto più ampio chiamato MEDUSA (ME/CFS Adaptive Therapeutic Solution Platform), il team ha anche esaminato un gruppo di farmaci che possono aiutare la SMPDL3B a rimanere sulla superficie della cellula. Fra i firmatari dello studio ci sono anche i ben noti Fluge e Mella.

Sotto trovate i riferimenti all’articolo e la traduzione dell’abstract.

SMPDL3B un nuovo biomarcatore e bersaglio terapeutico nell'encefalomielite mialgica
Rostami-Afshari, B., Elremaly, W., Franco, A. et al. SMPDL3B a novel biomarker and therapeutic target in myalgic encephalomyelitis. J Transl Med 23, 748 (2025). https://doi.org/10.1186/s12967-025-06829-0

Abstract

Background
La sfingomielina fosfodiesterasi simil-acido 3B (SMPDL3B) sta emergendo come potenziale biomarcatore e bersaglio terapeutico nell'encefalomielite mialgica (ME), un complesso disturbo multisistemico caratterizzato da disfunzione immunitaria, disturbi metabolici e affaticamento persistente. Questo studio indaga il ruolo della SMPDL3B nella fisiopatologia della ME ed esplora la sua rilevanza clinica.

Metodi
È stato condotto uno studio caso-controllo in due coorti indipendenti: una coorte canadese (249 pazienti con ME, 63 controlli) e una coorte di replica norvegese (141 pazienti con ME). I livelli di SMPDL3B plasmatici e legati alla membrana sono stati quantificati mediante ELISA e citometria a flusso. L'espressione genica di SMPDL3B e PLCXD1, che codifica la fosfolipasi C specifica per il fosfatidilinositolo (PI-PLC), è stata analizzata mediante qPCR. Gli effetti degli inibitori della dipeptidil peptidasi-4 (DPP-4) -ildagliptin, saxagliptin e linagliptin- sulla modulazione della SMPDL3B legata alla membrana e solubile sono stati valutati in vitro mediante qPCR, citometria a flusso ed ELISA.

Risultati
I pazienti affetti da ME hanno mostrato livelli plasmatici di SMPDL3B significativamente elevati, correlati alla gravità dei sintomi. La citometria a flusso ha rivelato una riduzione della SMPDL3B legata alla membrana nei monociti, accompagnata da un'aumentata espressione di PLCXD1 e da elevati livelli plasmatici di PI-PLC e SMPDL3B. Questi risultati suggeriscono che la disregolazione immunitaria nella ME può essere legata a un maggiore clivaggio della SMPDL3B legata alla membrana da parte della PI-PLC. Sono state osservate differenze specifiche tra i due sessi: le donne affette da ME presentano livelli plasmatici di SMPDL3B più elevati, un effetto influenzato dagli estrogeni. In vitro, l'estradiolo ha regolato l'espressione di SMPDL3B, indicando una regolazione ormonale. Vildagliptin e saxagliptin sono stati testati per il loro potenziale di inibizione dell'attività della PI-PLC, indipendentemente dal loro ruolo di inibitori della DPP-4, e hanno ripristinato la SMPDL3B legata alla membrana, mentre hanno ridotto la forma solubile.

Conclusioni
SMPDL3B emerge come biomarcatore chiave per la gravità della ME e la disregolazione immunitaria, con la sua attività influenzata dalla regolazione ormonale e dalla PI-PLC. La capacità di vildagliptin e saxagliptin di preservare la SMPDL3B legata alla membrana e di ridurre la sua forma solubile attraverso l'inibizione della PI-PLC suggerisce una nuova strategia terapeutica. Questi risultati giustificano studi clinici per valutare il loro potenziale nell'attenuare la disfunzione immunitaria e il carico dei sintomi nella ME.

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12 luglio 2025

FUNCAP55 ORA IN ITALIANO

Ora è disponibile anche in italiano il FUNCAP55 (che già da tempo è indicato sulla nostra pagina web sotto “pubblicazioni”), il questionario di 55 domande sulla capacità funzionale dei pazienti, che è il migliore a disposizione in questo momento.

Co-autore è il professor Kristian Sommerfelt, neurologo pediatrico e professore emerito presso il Dipartimento di Scienze Cliniche dell'Università di Bergen in Norvegia. Ha oltre 30 anni di esperienza nella ME/CFS ed è membro del Gruppo Europeo di Ricerca sulla ME (EMERG), della Rete Nazionale per la Fatica Cronica e del gruppo di lavoro della Direzione Norvegese della Sanità per lo sviluppo di nuove linee guida sulla ME/CFS.

Desiderava che ci fosse anche una traduzione in italiano ufficiale, che ha richiesto una procedura particolare, e ora ce l'abbiamo. Lo trovate qui.

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2 luglio 2025

CONVEGNO INTERNAZIONALE CHARITĖ

Cort Johnson ha fatto un sunto della terza conferenza internazionale sulla ME/CFS e sul Long COVID del 2025, organizzata dal Charité Fatigue Center presso la Charité —Universitätsmedizin e sostenuta dalla ME/CFS Research Foundation che si è tenuta dal 12 al 13 maggio 2025.

Sotto la traduzione del suo riassunto. Lo trovate in originale, con anche l’articolo completo qui.

Gli interessanti (e forse fondamentali?) risultati della terza conferenza internazionale sulla ME/CFS e sul Long-COVID del 2025 hanno evidenziato l'emergere dell'Europa come centro significativo della ricerca sulla ME/CFS e sul Long-COVID. È stato incoraggiante vedere il numero di ricercatori più giovani coinvolti.
La sezione "Disregolazione cardiovascolare e patologia mitocondriale" è stata aperta da David Systrom, che ha passato in rassegna le sue principali scoperte: riduzione del precarico (riempimento del cuore sinistro) in quasi tutti e problemi di estrazione dell'ossigeno in un sottogruppo significativo di pazienti.
Dopo aver approfondito i problemi delle piccole fibre nervose nella ME/CFS Systrom (articolo in arrivo) ha trovato una prevalenza significativamente più alta (60%) rispetto a quanto riportato in precedenza. Egli ha suggerito che le SFN possono avere un ruolo nell'impedire al sangue (ossigeno e sostanze nutritive) dal raggiungere i tessuti.

La scoperta dell'aumento della "deposizione di collagene" da parte della giovane Anouk Slaghekke del laboratorio di Rob Wust, potrebbe essere stato il punto forte della conferenza. Dichiarando di non aver mai visto nulla di simile prima, Slaghekke ha riscontrato alti livelli di depositi di collagene nei vasi sanguigni più piccoli (capillari) e altri problemi strutturali (membrane basali massicce, capillari con passaggi bloccati o ristretti, vacuoli).
Tutti questi fattori potrebbero compromettere il prezioso flusso di ossigeno e nutrienti nei muscoli e contribuire a spiegare i problemi di produzione di energia. Dicendosi "super eccitato" per i risultati, Rob Wust ha osservato che essi mostrano la differenza più netta mai vista nel suo laboratorio tra i controlli sani e i pazienti affetti da ME/CFS.

In un aggiornamento del suo modello e di quello di Fluge e Mella di diversi anni fa, il Dr. Karl Tronstad ha riferito che è stato osservato un aumento dei livelli di lattato (un segno della produzione di energia anaerobica) a un carico di lavoro molto basso (studio del 2019). L'utilizzo di fonti energetiche non convenzionali (ad esempio, aminoacidi) ha suggerito che l'ipossia (bassi livelli di ossigeno) stava causando un passaggio dalla produzione di energia aerobica a quella anaerobica.
I pathway di rilevamento dell'energia, come mTOR, AMPK e SIRT, istruiscono quindi le cellule a ridurre il consumo di ossigeno e la glicolisi (produzione di energia anaerobica) aumenta, producendo lattato che contribuisce all'intolleranza all'esercizio.

Ritengono che nella ME/CFS esistano tre metabotipi.  Uno imita ciò che accade in caso di fame o di digiuno, di alterazione del metabolismo dei carboidrati o di disfunzione mitocondriale, e implica che l'organismo passi dall'affidarsi ai carboidrati per ottenere energia all'affidarsi ai grassi e agli aminoacidi.
Il secondo è associato a un'alterata utilizzazione degli acidi grassi da parte dei mitocondri. Invece di essere utilizzati, i lipidi vengono immagazzinati nei tessuti, portando all'insulino-resistenza, soprattutto a livello tissutale. Il deposito di grasso nel fegato, nei muscoli e in altri tessuti produce infiammazione e stress cellulare.  A livello tissutale si verifica uno stato di "pseudoinedia". Questo gruppo è quello che sta peggio. L'ultimo gruppo è un misto dei primi due.
Presto da questo gruppo ci si aspetta un'analisi proteomica del siero dei pazienti con ME/CFS, che potrebbe aiutare a spiegare perché la semplice aggiunta del loro siero alle colture provoca così tante anormalità.

Christian Puta ha proposto che l'attivazione immunitaria, compresi i globuli rossi deformati, sia alla base dei problemi microvascolari (capillari) nella ME/CFS.  Questi problemi microvascolari impediscono al sangue e all'ossigeno di raggiungere i mitocondri in quantità sufficiente.

Puta si è accorto dei globuli rossi deformati di COVID-19 quando un collega gli ha detto di non aver mai visto nulla di simile. Non solo i globuli rossi deformati sono più rigidi, il che impedisce loro di entrare nei capillari, probabilmente già abbastanza stretti, ma sembrano aggrapparsi saldamente all'ossigeno che trasportano.
In conclusione, sembra che in queste malattie siano presenti molteplici barriere al flusso sanguigno e alla diffusione di ossigeno/nutrienti ai tessuti (per non parlare della rimozione dei rifiuti). Esse comprendono capillari e fibre muscolari ispessiti, densità capillare ridotta, cellule endoteliali con passaggi ristretti o addirittura bloccati per il flusso sanguigno, globuli rossi deformati e irrigiditi e cellule del sangue strettamente aggrappate alle loro molecole di ossigeno.

Tutto ciò potrebbe rendere impossibile la produzione di energia a livelli normali. Le barriere multiple hanno perfettamente senso nelle malattie che possono produrre tale debilitazione.

La dipendenza da mezzi non anaerobici per la produzione di energia che ne deriva si riflette nella scoperta di Wust di un aumento delle fibre glicolitiche (non aerobiche) a livello muscolare, nel modello glicolitico di Tronstad e nei risultati glicolitici di Puta.
Sebbene il convegno non ne abbia parlato, è anche possibile che l'aumento del deposito di collagene nei capillari possa compromettere la diffusione dell'ossigeno e delle sostanze nutritive ai tessuti (compreso il cervello) in tutto il corpo e che l'aumento del deposito di collagene possa verificarsi in altri tessuti.

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26 giugno 2025

UNO STUDIO NARRATIVO SULLA GUARIGIONE DALLA ME/CFS

Questo studio del 2023 è rilevante anche ora: "Acquisire una nuova comprensione della malattia e dell'agency: uno studio narrativo sulla guarigione dalla sindrome da fatica cronica"

Bakken, A. K., Mengshoel, A. M., Synnes, O., & Strand, E. B. (2023). Acquiring a new understanding of illness and agency: a narrative study of recovering from chronic fatigue syndrome. International Journal of Qualitative Studies on Health and Well-Being, 18(1). https://doi.org/10.1080/17482631.2023.2223420

Abstract tradotto

Premessa
La condizione nota come sindrome da fatica cronica o encefalomielite mialgica (CFS/ME) è poco conosciuta. I modelli medici semplificati tendono a trascurare la complessità della malattia, contribuendo a creare un terreno di incertezza, dilemmi e difficoltà. Tuttavia, nonostante le immagini pessimistiche di assenza di cure e prognosi infauste, alcuni pazienti guariscono.

Scopo
Lo scopo di questo studio è quello di fornire una visione delle esperienze di sofferenza e di guarigione di persone affette da CFS/ME molto grave e di illuminare la comprensione di come e perché i cambiamenti sono diventati possibili.

I metodi
Quattordici ex pazienti sono stati intervistati sulle loro esperienze di ritorno alla salute. È stata condotta un'analisi narrativa per esplorare le esperienze e le comprensioni dei partecipanti. Presentiamo il risultato attraverso la storia di un partecipante.

Risultati
Dall'analisi è emersa una trama comune con un punto di svolta distinto. I partecipanti hanno vissuto un profondo cambiamento narrativo, un cambiamento di mentalità e un successivo lungo lavoro per perseguire attivamente la propria guarigione. La loro concezione narrativa di vittime impotenti della malattia è stata sostituita da una visione più complessa della causalità e della malattia e si è sviluppato un nuovo senso di auto-agenzia.

Discussione
Discutiamo le narrazioni di malattia in relazione al modello di malattia e alle sue carenze, alle diverse voci che dominano le storie in momenti diversi in un'area clinicamente, concettualmente ed emotivamente difficile.

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25 GIUGNO 2025

Costo CRESCENTE DEL LONG-COVID E DELLA ME/CFS IN GERMANIA

Riguarda la Germania specificatamente, ma è comunque interessante questo apprezzato rapporto sul costo crescente del Long-COVID e della ME/CFS in Germania.

Per la prima volta, un nuovo rapporto pubblicato da Risklayer e dalla ME/CFS Research Foundation propone un modello sulla prevalenza e i costi del Long-COVID e della ME/CFS in Germania. Il rapporto ha preso in considerazione l'intero periodo di cinque anni tra il 2020 e il 2024 e ha rilevato che entrambe le malattie comportano un notevole onere per la società.

I risultati sono significativi: lo studio rileva che tra il 2020 e il 2024, il Long COVID e la ME/CFS costeranno alla Germania oltre 250 miliardi di euro. Il costo annuale nel solo 2024 ammonterà a 63,1 miliardi di euro, pari a circa l'1,5% del prodotto interno lordo (PIL).
Il sito web del rapporto presenta i risultati, spiega le fonti dei dati e la metodologia utilizzata e offre la possibilità di scaricare gratuitamente il rapporto. I dati del modello sono stati pubblicati anche su GitHub per dare ai ricercatori e alle parti interessate l'opportunità di convalidare i risultati.

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20 giugno 2025

UN POSSIBILE BIOMARCATORE EMATICO

Sta avendo molta rilevanza un articolo che era già stato condiviso come pre-print lo scorso anno. Ne parla anche il Times, che titola “Un semplice esame del sangue potrebbe fornire la prima diagnosi affidabile per la ME - La scoperta di modelli caratteristici di molecole nel sangue dei pazienti affetti da ME potrebbe rappresentare una svolta nella diagnosi, che solitamente viene effettuata escludendo altre malattie”. Qui, volendo, c’è il link.

Lo studio è del gruppo del professor Chris Ponting di Edimburgo. L’articolo scientifico a cui fa riferimento è: “Biomarcatori ematici replicati per l'encefalomielite mialgica non spiegabili con l'inattività”

Beentjes et al, Replicated blood-based biomarkers for myalgic encephalomyelitis not explicable by inactivity, EMBO Molecular Medicine, June 2025, https://doi.org/10.1038/s44321-025-00258-8

Abstract tradotto:
L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) è una malattia comune a prevalenza femminile. La diagnosi di ME/CFS è ostacolata dall'assenza di biomarcatori che non siano influenzati dal basso livello di attività fisica dei pazienti. La nostra analisi ha utilizzato stimatori semi-parametrici efficienti, un adattamento iniziale di Super Learner seguito da una correzione a passo singolo, tre mediatori e stimatori naturali diretti e indiretti, per scomporre l'effetto medio dello stato di ME/CFS sui tratti molecolari e cellulari. A tal fine, abbiamo utilizzato i dati della UK Biobank per 1455 casi di ME/CFS e 131.303 controlli. Centinaia di tratti differivano significativamente tra i casi e i controlli, tra cui 116 significativi sia per le coorti femminili che per quelle maschili. Questi tratti erano indicativi di infiammazione cronica, insulino-resistenza ed epatopatia. Nove dei 14 tratti sono stati replicati nella coorte più piccola All-of-Us. I risultati non possono essere spiegati da un'attività limitata: attraverso un mediatore dell'attività, lo stato di ME/CFS ha influenzato significativamente solo uno dei 3237 tratti. Gli individui con malessere post-sforzo mostrano differenze più marcate tra i biomarcatori. I singoli tratti non sono riusciti a distinguere nettamente i casi dai controlli. Nondimeno, questi risultati mantengono viva l'ambizione futura di un pannello di biomarcatori basato sul sangue per una diagnosi accurata della ME/CFS.


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7 giugno 2025

PROTEOMICA DELLE VESCICOLE EXTRACELLULARI

C'è un nuovo studio del gruppo di Maureen Hanson dal titolo: “La proteomica delle vescicole extracellulari rivela la disregolazione del metabolismo energetico, del sistema del complemento e della risposta allo stress del reticolo endoplasmatico dopo l'esercizio fisico nei maschi con encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica”

Glass KA, Giloteaux L, Zhang S, Hanson MR. Extracellular vesicle proteomics uncovers energy metabolism, complement system, and endoplasmic reticulum stress response dysregulation postexercise in males with myalgic encephalomyelitis/chronic fatigue syndrome. Clin Transl Med. 2025; 15:e70346. https://doi.org/10.1002/ctm2.70346

Abstract tradotto

Premessa
L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) è una malattia debilitante caratterizzata da malessere post-sforzo (PEM), un peggioramento dei sintomi a seguito di uno sforzo. I meccanismi biologici alla base della PEM rimangono poco chiari. Le vescicole extracellulari (EVs) svolgono un ruolo chiave nella comunicazione fra cellula e cellula e possono fornire informazioni sulla fisiopatologia della ME/CFS dopo lo sforzo. Le evidenze emergenti suggeriscono somiglianze tra la ME/CFS e il Long-COVID lunga, tra cui la PEM e la sovrapposizione di disfunzioni immunitarie e metaboliche, evidenziando la necessità di una comprensione meccanicistica più approfondita.

Metodi
Questo studio esplora la risposta del proteoma EV all'esercizio fisico in 10 uomini con ME/CFS e 12 controlli maschi sedentari ben accoppiati. I partecipanti sono stati sottoposti a un test di esercizio cardiopolmonare massimale e i campioni di plasma sono stati raccolti al basale, 15 minuti e 24 ore dopo l'esercizio. Le EV sono state isolate dal plasma mediante cromatografia a esclusione dimensionale e caratterizzate con l'analisi di tracciamento delle nanoparticelle. L'abbondanza proteica delle EV è stata quantificata con la proteomica non mirata (nanoLC-MS/MS). Le analisi complete hanno incluso l'abbondanza differenziale, l'arricchimento dei pathway, le reti di interazione proteina-proteina e le correlazioni tra le dinamiche delle proteine EV e i dati clinici o di fisiologia dell'esercizio.

Risultati
I pazienti affetti da ME/CFS hanno mostrato molte risposte proteomiche EV significativamente alterate rispetto ai controlli, tra cui la sottoregolazione delle proteine legate al ciclo TCA e la sovraregolazione delle proteine del sistema del complemento a 15 minuti dall'esercizio. I cambiamenti nelle proteine coinvolte nel ripiegamento delle proteine e nella risposta allo stress del reticolo endoplasmatico (ER) durante il recupero erano altamente correlati alla gravità della PEM, evidenziando il loro potenziale come bersagli terapeutici. I cambiamenti delle proteine EV dopo l'esercizio sono stati associati anche alla gravità della malattia e al sonno non ristoratore. Le correlazioni tra i livelli di proteine EV e i parametri di esercizio VO₂ di picco e soglia anaerobica ventilatoria sono state osservate nei controlli, ma erano assenti nei pazienti con ME/CFS, suggerendo processi fisiologici mediati dalle EV.

Conclusioni
I pazienti affetti da ME/CFS presentano una risposta proteomica EV disadattiva all'esercizio fisico, caratterizzata da alterazioni metaboliche, iperattivazione immunitaria e disregolazione della risposta allo stress ER. Questi risultati forniscono informazioni sulle basi molecolari della PEM e suggeriscono obiettivi promettenti per migliorare il recupero e il metabolismo energetico nella ME/CFS.

Punti chiave
Le EV sono state isolate dal plasma di pazienti affetti da ME/CFS e da controlli sani al basale, e 15 minuti e 24 ore dopo l'esercizio.
La proteomica non mirata ha rivelato disregolazioni nel metabolismo energetico, nel sistema del complemento e nella risposta allo stress del reticolo endoplasmatico.
I cambiamenti nei livelli di proteine EV dopo l'esercizio fisico sono associati al malessere post-sforzo.
Questi risultati suggeriscono bersagli terapeutici promettenti per il malessere post-sforzo e la fisiopatologia della ME/CFS.

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6 giugno 2025

ATTIVIAZIONE DELL'HERV

Il gruppo di Elisa Oltra dell’università di Vaencia, ha appena pubblicato un articolo di uno studio finanziato da ME Research UK dal titolo “L'attivazione dell'HERV distingue la ME/CFS dalla fibromialgia, definendo al contempo una nuova entità nosologica”:

Karen Giménez-OrengaEva Martín-MartínezLubov NathansonElisa Oltra (2025) HERV activation segregates ME/CFS from fibromyalgia while defining a novel nosologic entity eLife 14:RP104441. https://doi.org/10.7554/eLife.104441.3

Abstract tradotto:

La ricerca sull'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) e sulla fibromialgia (FM), due malattie croniche acquisite che colpiscono principalmente le donne, non è riuscita a determinare la loro frequente comparsa concomitante e la loro eziologia. Nonostante la precedente individuazione dell'attivazione del retrovirus endogeno umano (HERV) in queste malattie, il potenziale valore dei profili di espressione dell'HERV come biomarcatori per la loro diagnosi e la relazione tra i profili di espressione dell'HERV e il sistema immunitario e i sintomi dei pazienti sono rimasti inesplorati. Utilizzando microarray ad alta densità HERV-V3 (che includono oltre 350.000 elementi HERV e più di 1.500 geni correlati al sistema immunitario) per analizzare i trascrittomi delle cellule mononucleate del sangue periferico di pazienti di sesso femminile con diagnosi di ME/CFS, FM o entrambe, e di controlli sani abbinati (n = 43), questo studio colma questa lacuna di conoscenza. Il clustering gerarchico dei profili di espressione HERV ha permesso di suddividere i partecipanti in quattro gruppi distinti: ME/CFS, FM, co-diagnosticati o sani, indicando un potente valore come biomarcatore dei profili di espressione HERV per differenziare queste sindromi croniche difficili da diagnosticare. I moduli genici immunitari HERV espressi in modo differenziale hanno rivelato profili unici per ciascuno dei quattro gruppi di studio, evidenziando una diminuzione dei linfociti T γδ e un aumento dei linfociti T CD4 di memoria plasmatici e a riposo, in correlazione con la gravità dei sintomi dei pazienti affetti da ME/CFS. Inoltre, l'attivazione delle sequenze HERV ha coinciso con l'arricchimento delle sequenze di legame bersaglio dei fattori di trascrizione che reclutano SETDB1 e TRIM28, due noti silenziatori epigenetici di HERV, nella ME/CFS, offrendo una spiegazione meccanicistica dei risultati. Inaspettatamente, i profili di espressione HERV sono apparsi influenzati in modo minimo nei pazienti con diagnosi concomitante, indicando una nuova entità nosologica con basso impatto epigenetico, un aspetto apparentemente rilevante per la diagnosi e il trattamento di questo gruppo prevalente di pazienti.

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3 giugno 2025

UN MECCANISMO PROPOSTO

Sta suscitando molto interesse questo nuovo articolo pre-stampa firmato da Jonathan Edwards, e da Geraldine Cambridge, Jacqueline M Cliff: “Un meccanismo proposto per la ME/CFS che coinvolge il FcγRI dei macrofagi e l'interferone gamma”
Jonathan Edwards, Geraldine Cambridge, Jacqueline M Cliff, A Proposed Mechanism for ME/CFS Invoking Macrophage FcγRI and Interferon Gamma, https://doi.org/10.32388/8GI3CT, 2025

Abstract
Vengono esaminate le prove relative ai possibili meccanismi della sindrome clinica della ME/CFS. Le evidenze sono utilizzate per sostenere un'ipotesi incentrata su una forma di "ipervigilanza neuroimmunitaria" persistente e inappropriata, mediata principalmente dall'interazione dei linfociti T-macrofagi, ma influenzata dal legame degli anticorpi IgG al recettore immunoglobulinico ad alta affinità FcγRI indotto dall'interferone gamma. Questo meccanismo proposto potrebbe spiegare perché la malattia assomiglia alle sindromi autoinfiammatorie post-infettive mediate dalle cellule T per quanto riguarda l'età di insorgenza e il decorso temporale, ma ha una preponderanza femminile simile alla malattia autoanticorpo-mediata.

MECFS Skeptic lo riassume in per punti successivi su X (https://x.com/mecfsskeptic/status/1927814051595247717)
1. Vale la pena di leggerlo perché fornisce alcune riflessioni fondamentali su ciò che sappiamo della ME/CFS e su ciò che potrebbe spiegare la sindrome.
2. Profilo d'età: Edwards et al. notano che l'incidenza della ME/CFS aumenta fortemente negli anni dell'adolescenza. L'esordio avviene raramente sotto i 10 anni. Questo forte aumento precoce ricorda le spondiloartropatie sieronegative (probabilmente mediate dalle cellule T) e il lupus sistemico (mediato da autoanticorpi).
3. Esistono prove di un secondo picco di età alla fine dei trent'anni (vicino al picco per la sclerosi multipla), ma le implicazioni non sono chiare. L'incidenza della ME/CFS non continua a crescere fino alla vecchiaia, quindi probabilmente non si tratta di un accumulo di eventi immunologici stocastici che durano tutta la vita.4. ME/CFS is 3-4 times as common in females, something that reminds them of autoantibody diseases.
4. Scrivono: "La predominanza femminile è costantemente riscontrata per i processi mediati da anticorpi in un modo che non si vede spesso al di fuori delle malattie dei sistemi di organi femminili come l'utero o il seno".
5. Un altro pezzo del puzzle è che la ME/CFS appare uguale dopo diverse infezioni intracellulari (EBV, Sars-Cov-2, Coxiella burnetii, ecc.). Questo è curioso perché le risposte anticorpali a una serie di antigeni microbici non si manifesterebbero come la stessa sindrome clinica.
6. Nella ME/CFS non c'è un tessuto specifico che viene preso di mira, come spesso accade con gli anticorpi. "La mancanza di un correlato clinico con un organismo specifico rende implausibile il mimetismo molecolare tessuto-specifico e il quadro clinico non suggerisce una malattia immunocomplessa".
7. Un altro dato utile è il fallimento della sperimentazione del Rituximab, un farmaco per la deplezione delle cellule B. Questa è la prova "che i sintomi non sono causati da autoanticorpi derivati da plasmacellule a vita breve o da interazioni dirette con le cellule B".
8. Secondo Edwards et al. l'insorgenza di una malattia persistente in seguito a un'infezione intracellulare indica un processo immunitario mediato dalle cellule T, ma questo non si concilia con la predominanza femminile. Come si conciliano quindi queste osservazioni?
9. Edwards et al. suggeriscono che esistono anticorpi a bassa affinità che reagiscono agli antigeni spazzatura e si legano all'Fc-gamma-RI sui macrofagi innescati dall'interferone gamma. Questo attiva le cellule T e sensibilizza i nervi al dolore e all'affaticamento senza infiammazioni evidenti.
10) Quindi, gli anticorpi non causano danni ai tessuti, ma un'attivazione immunitaria "ipervigile". L'Fc-gamma-RI può legarsi agli anticorpi anche quando questi non fanno parte di un complesso immunitario. Potrebbe agire come un "turno di guardia notturno" o un sistema di sorveglianza che è disregolato nella ME/CFS.

Link di Science4ME in cui si parla di questo studio.
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2 giugno 2025

FLUIDO CEREBRALE RIVELA IMMUNOTIPI DISTINTI

La fenotipizzazione immunitaria del fluido cerebrospinale rivela immunotipi distinti di encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica
Victoria C Bastos, Kerrie A Greene, Alexandra Tabachnikova, Bornali Bhattacharjee, Per Sjögren, Bo Bertilson, Jack Reifert, Minlu Zhang, Kathy Kamath, John Shon, Jeff R Gehlhausen, Leying Guan, Michael VanElzakker, Amy Proal, Björn Bragée, Akiko Iwasaki, Cerebrospinal fluid immune phenotyping reveals distinct immunotypes of myalgic encephalomyelitis/chronic fatigue syndrome, The Journal of Immunology, 2025;, vkaf087, https://doi.org/10.1093/jimmun/vkaf087

Abstract
L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) è una complessa malattia multiorgano eterogenea che può avere un grave impatto sulla qualità di vita degli individui. La diagnosi di ME/CFS si basa sulla presentazione dei sintomi e un obiettivo importante per il settore è quello di stabilire sottotipi significativi. L'eterogeneità nella letteratura suggerisce che gli individui affetti da ME/CFS possono soffrire di meccanismi fisiopatologici di base sovrapposti ma diversi. Abbiamo arruolato 40 partecipanti con ME/CFS e 41 soggetti sani di controllo abbinati presso la Clinica Bragée in Svezia. Abbiamo analizzato campioni di plasma provenienti sia da casi di ME/CFS che da gruppi di controllo e campioni di liquido cerebrospinale (CSF) di individui con ME/CFS. Abbiamo studiato i pathway disregolati e i profili di malattia attraverso questionari clinici; analisi multiplex di citochine, ormoni e metalloproteinasi di matrice; sieroreattività dei patogeni attraverso librerie di batteri a visualizzazione peptidica e microarray ad alto rendimento per gli autoanticorpi. Tutti i campioni utilizzati provengono da esseri umani. Mostriamo modelli di interazione alterati tra i fattori biologici circolanti nel plasma dei partecipanti alla ME/CFS. La nostra analisi del liquor di individui affetti da ME/CFS ha rivelato diversi immunotipi di malattia. Abbiamo individuato due gruppi di pazienti in base ai profili delle metalloproteinasi di matrice. I sottogruppi avevano una presentazione clinica simile, ma un'esposizione ai patogeni e profili infiammatori del liquor distinti. I nostri risultati fanno luce sui fenotipi immunitari della ME/CFS e generano ipotesi per la ricerca futura sulla patogenesi della malattia e lo sviluppo di trattamenti, esplorando i sottogruppi della malattia.

Un post su X sintetizza più in dettaglio l’articolo:
Dettagli dello studio
40 pazienti con ME/CFS e 41 controlli sani
Plasma analizzato in tutti i partecipanti
CSF raccolto solo dal gruppo ME/CFS

I ricercatori hanno valutato citochine, MMP, esposizione a patogeni e autoanticorpi..

Risultati chiave: 2 sottotipi immunitari.
Nel liquor della ME/CFS, i ricercatori hanno scoperto due sottotipi immunitari:
✅ Cluster 1 - livelli più elevati di MMP-1, MMP-2, MMP-10 e citochine infiammatorie
✅ Cluster 2 - Livelli più bassi di MMP/citochine
Entrambi i gruppi presentano sintomi simili, ma firme immunitarie diverse
Differenze di esposizione ai patogeni.
✅ Cluster 1: maggiore probabilità di esposizione al Citomegalovirus
✅ Cluster 2: maggiore probabilità di esposizione a SARS-CoV-2 e Parvovirus B19
✅ I fattori scatenanti virali possono modellare in modo diverso le risposte immunitarie nella ME/CFS

Marcatori infiammatori unici.
Citochine CSF elevate nel Cluster 1:
✅ IL-8
✅ IL-10
✅ IL-15
✅ FLT3-L
✅ MCP-1
✅ IL-5
✅ M-CSF
✅ SCF
Questi non erano elevati nel plasma, il che indica un'infiammazione specifica del sistema nervoso centrale.

Frattalina e neuroinfiammazione.
La frattalina (CX3CL1), coinvolta nella comunicazione tra neuroni e glia, ha mostrato modelli alterati nella ME/CFS.
Suggerisce che un'alterata segnalazione microgliale possa contribuire a sintomi quali nebbia cerebrale e affaticamento.
I sintomi clinici sono ugualmente gli stessi...
Nonostante le differenze immunitarie, i pazienti di entrambi i cluster hanno riportato:
✅ Nebbia cerebrale
✅ Stanchezza
✅ Dolore
✅ sonno insufficiente

Ciò rafforza la necessità di una sottotipizzazione basata su biomarcatori piuttosto che su classificazioni basate sui sintomi.

Il risultato...
La ME/CFS non è un'unica malattia, ma probabilmente molti sottotipi con radici biologiche distinte.
Questo studio getta le basi per la medicina di precisione nella ME/CFS, ponendo le basi per terapie mirate.

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22 maggio 2025

PER I PAZIENTI CHE VANNO AL PRONTO SOCCORSO

Ora, sotto "Pubblicazioni", trovate tradotto in italiano il documento che il Bateman Horne Center aveva redatto ancora nel 2022 con le considerazione e i suggerimenti da tenere presente in caso di cura urgente dei pazienti con ME/CFS. L'originale � qui.

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16 maggio 2025

ME/CFS:METODI E PROTOCOLLI

� appena uscito il libro �Myalgic Encephalomyelitis/Chronic Fatigue Syndrome (ME/CFS) - Methods and Protocols� curato da Warren Tate e Katie Peppercorn:
QUI. https://link.springer.com/book/10.1007/978-1-0716-4498-0

Si tratta di una raccolta di protocolli di ricerca (non clinici) ed hanno detto che � stato un lavoro titanico.

La descrizione dice: �Questo dettagliato volume esplora la condizione di Encefalomielite Mialgica/Sindrome da Fatica Cronica (ME/CFS) e le recenti tecniche utilizzate per indagare la fisiopatologia disfunzionale dei pazienti. Iniziando con una sezione sulla diagnosi, il libro prosegue trattando i cambiamenti cellulari e molecolari cronici nel sistema immunitario periferico che influenzano la loro omeostasi molecolare, i cambiamenti metabolici e le tecnologie di imaging per comprendere la disfunzione del cervello nel regolare in modo aberrante la fisiologia del corpo nella ME/CFS. Scritti per la serie di grande successo Methods in Molecular Biology, i capitoli includono introduzioni ai rispettivi argomenti, elenchi dei materiali e dei reagenti necessari, protocolli di laboratorio passo dopo passo e facilmente riproducibili, nonch� suggerimenti per la risoluzione dei problemi e per evitare le insidie note.

Autorevole e pratico, Encefalomielite mialgica/Sindrome da fatica cronica (ME/CFS): Methods and Protocols � una guida ideale per i clinici e i ricercatori che lavorano per comprendere meglio le condizioni post-virali e di stress al fine di migliorare la vita delle persone affette da ME/CFS e, pi� recentemente, da Long-COVID.�

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13 maggio 2025

GUIDA ALL'ASSISTENZA CLINICA

Da qualche giorno il Bateman Horne Center ha fatto uscire la "Clinical Care Guide: Managing ME/CFS, Long COVID & IACCs" ovvero la "Guida all'Assistenza Clinica: Gestire ME/CFS, Long-COVID & IACCs" dove IACCs sono le patologie croniche associate alle infezioni.

Il PDF (solo in inglese per ora) lo potete scaricare qui.

Il Bateman Horne Center � uno dei centri pi� all'avanguardia sulla nostra patologia, anche nella comunicazione, e questa guida � davvero lo stato dell'arte. Stanno invitando tutti a scaricarla, condividerla, usarla.

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12 maggio 2025

GIORNATA MONDIALE DELLA ME/CFS

Molte sono state le iniziative a cui i pazienti hanno partecipato per la Giornata Mondiale della ME/CFS e intorno a quella data.

-Condivisione sui social dei poster della campagna "Mito o Realt�" sorganizzata dalla World ME Alliance. Qui, sono disponibili anche in italiano (� sufficiente selezionare la lingua desiderata)

-La paziente nostra socia Giulia Zera ha  parlato in diretta a Teletutto Racconta di ME/CFS e di �Nonsolofatica� con la giornalista Daniela Affinita alle ore 18.00.

- Illuminazione in Blu per l'iniziativa LightUp4ME di Palazzo della Loggia a Brescia: qui un piccolo video e foto sulla pagina FB di Giulia Zera.

- Flash mob sdraiato dei alcuni pazienti davanti a Palazzo della Loggia: qui.

Diversi pazienti hanno poi portato la propria esperienza e partecipato a campagne varie come SOS #MillionsMissing di #MEAction, Shadows of My Former ovvero la camopagna SelfBringMEoutoftheshadows dell'associazione irlandese MEAI, ME/CFS Reflections del Bateman Horne Center e il Blue Sunday il 18 maggio.

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11 maggio 2025

ME/CFS SUL GIORNALE DI BRESCIA

Oggi sul Giornale di Brescia � stata pubblicata un'intervista alla nostra socia Giulia Zera sulla ME/CFS. La trovate qui.

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7 maggio 2025

DOCTORS AS PATIENTS - MEDICI COME PAZIENTI: UN NUOVO DOCUMENTARIO

Il documentario "Doctors as Patients - Medici come Pazienti", uscito qualche giorno fa, � ora disponibile anche con i sottotitoli in italiano, con la traduzione di Giada Da Ros. Tratta di ME/CFS, Long-COVID, Lyme cronica, PAIS (Sindromi infettive post-acute) ed � firmato da Anil van der Zee, un noto paziente. La particolarit�? A parlare sono medici che sono diventati loro stessi pazienti e hanno dovuto abbandonare il lavoro a pausa del proprio stato di salute. Lo trovate qui e poi salvato sotto "links" nella sezione documentari.

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6 maggio 2025

UNA PETIZIONE AI NIH DA FIRMARE

#MEAction invita i singoli a firmare questa petizione, che noi abbiamo firmato come Associazione.

Si tratta di una lettera urgente al nuovo direttore dei National Institutes of Health (NIH), il dottor Jay Bhattacharya, chiedendo che i NIH stanzino 50 milioni di dollari per finanziare la Roadmap di ricerca sulla ME/CFS.

#MEAction aveva inviato una lettera simile alla fine dello scorso anno all'ex direttrice dell'NIH, la dottoressa Monica Bertagnolli, che nel frattempo si � dimessa. E l'avevamo firmata. Quella lettera, spiega #MEAction, ha raccolto 7.000 firme e i direttori dei principali istituti NIH hanno risposto che ora la lettera deve essere consegnata al Dr. Jay Bhattacharya.  Quindi c'� bisogno di un numero ancora maggiore di firme. E anche se gli Istituti sono americani, va bene se le firme sono da tutto il mondo.

Si chiedono solo nome (First name) e cognome (Last name), mail e Paese di appartenenza.

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5 maggio 2025

A MAURO CORONA UNA COPIA DI "NONSOLOFATICA"

Questa sera   il professor Tirelli e la dottoressa Giada Da Ros sono stati al CinemaZero di Pordenone dove proiettavano un film documentaristico biografico su Mauro Corona e lo hanno incontrato prima della proiezione. Gli hanno lasciato un paio di copie di NONSOLOFATICA, il depliant sulla nostra patologia della World ME Alliance e una facciata sulla nostra giornata mondiale. Potete vede qualche foto sulle nostra pagine FB qui o su Instagram.

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2 maggio 2025

LA CAMPAGNA DELLA WMEA PER IL WORLD ME DAY: "MITO E REALT�"

In vista della Giornata Mondiale della ME/CFS del 12 maggio, la World ME Alliance e i suoi membri -  quindi anche noi che ne facciamo parte - hanno deciso di fare una campagna di sensibilizzazione per far luce su sei miti molto comuni che si sentono spesso sulla ME/CFS e di sostituirli con i fatti, che mettono in discussione queste idee fasulle.
Sono stati preparati dei �poster� che trovate distribuiti sui social in italiano con il logo della nostra associazione.

Al link potete leggere l'articolo completo (dove li trovate tutti in pi� lingue).

La WMEA ha pubblicato anche un poster maker per realizzarne di personalizzati e chiediamo a persone di tutto il mondo di scattarsi una foto e di  sostenere uno dei fatti che abbiamo raccolto.
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30 aprile 2025

PEM SIMILE IN MASCHI E FEMMINE

Segnaliamo questo abstract di un articolo con fra gli autori anche Lilly Chu, che sull�argomento � una delle maggiori esperte: https://scholarlycommons.pacific.edu/rcs/2025/events/84/
 
Qui sotto � tradotto
I sintomi post-sforzo sono simili nei pazienti maschi e femmine con Encefalomielite Mialgica/Sindrome da Fatica Cronica

BACKGROUND: La ME/CFS � una malattia che viene diagnosticata esclusivamente attraverso i sintomi riferiti. La maggior parte delle persone affette da encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) non viene diagnosticata. Una caratteristica distintiva della ME/CFS � il malessere post-sforzo (PEM), ovvero il peggioramento dei sintomi dopo uno sforzo. Non � noto se la PEM si presenti in modo diverso a seconda del sesso.

SCOPO: Confrontare i sintomi della PEM riferiti da maschi e femmine con ME/CFS dopo il test da sforzo cardiopolmonare (CPET).

METODI: maschi e femmine hanno descritto i sintomi utilizzando un questionario a risposta aperta durante e dopo due giorni di sforzo. Lo sforzo � stato standardizzato utilizzando criteri oggettivi per lo sforzo massimo. I sintomi sono stati poi classificati in 20 categorie. Il test esatto di Fisher � stato utilizzato per confrontare le percentuali di uomini e donne che hanno approvato ogni categoria di sintomi per ogni punto temporale, mentre il test U di Mann-Whitney � stato utilizzato per confrontare il numero medio di categorie di sintomi riferiti e il tempo necessario per recuperare dalle CPET. Un valore p<0,05 � stato considerato significativo.

RISULTATI: durante e dopo le CPET, il 25,6% in pi� di donne ha riportato disturbi gastrointestinali rispetto agli uomini (34,3% vs. 8,7%, p=0,02). Al contrario, 24 ore dopo la prima CPET, il 15,7% in pi� di uomini ha riferito giramenti di testa (21,7% vs. 6,0%, p=0,04). Per il resto, uomini e donne hanno raccontato sintomi simili. Immediatamente e 24 ore dopo la seconda CPET, le donne hanno indicato un numero leggermente maggiore di categorie di sintomi rispetto agli uomini (3,5�1,8 vs. 2,6�1,5 e 3,7�2,1 vs. 2,8�1,7, rispettivamente, entrambi p=0,04). Il 52% delle donne e il 45% degli uomini hanno impiegato pi� di una settimana per recuperare (p=0,56). I restanti partecipanti hanno impiegato 4,9 � 2,1 giorni e 4,8 � 1,8 giorni, rispettivamente, per tornare ai valori di base (p=0,58).

CONCLUSIONI: Tranne che per i sintomi intestinali e la sensazione di testa leggera, uomini e donne con ME/CFS hanno sperimentato sintomi simili durante la PEM. Non ci sono state differenze nei tempi di recupero. I medici dovrebbero chiedere di questi due sintomi quando cercano di identificare la PEM.

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29 aprile 2025

AGGIORNAMENTO EMEC SUL BANDO EUROPEO

Vi aggiorno su quanto EMEC (European ME Coalition) ha condiviso con un post su X (qui) e BlueSky (qui)

Eccolo tradotto:
1) Buone notizie: il bando europeo sulle patologie ad alto carico e poco studiate sar� probabilmente rinnovato nel programma di lavoro 2025 di Horizon Europe. La #MECFS � citata come esempio.
2) Questo bando potrebbe fornire una nuova opportunit� di finanziamento per i ricercatori sulla ME/CFS. Il budget totale � di 30 milioni di euro. Il bando mira a finanziare 5 progetti con un budget target di 6 milioni di euro ciascuno.
3) L'ambito di applicazione del bando � costituito da malattie con un elevato carico di malattia che rimangono poco studiate. La descrizione � ancora piuttosto ampia (abbiamo sostenuto che dovrebbe essere pi� specifica). Tuttavia, la ME/CFS � citata come primo esempio.
4) Il bando precedente aveva un budget di 25 milioni di euro e ha finanziato solo 4 progetti, quindi sembra che ci sia stato un (piccolo) aumento del budget per finanziare un ulteriore consorzio. I risultati dell'ultimo bando sono disponibili qui.
5) Il bando prevede ora una sola fase di presentazione delle domande (il precedente prevedeva due fasi), che si spera renda pi� semplice e meno onerosa la presentazione delle proposte.
6) Tutte queste informazioni provengono da una bozza pubblicata dalla Commissione europea che non � ancora stata formalmente approvata. Alcune modifiche sono ancora possibili. La versione definitiva sar� pubblicata nel maggio 2025. (link)
7) Ci auguriamo che i ricercatori sulla ME/CFS (e i loro partner internazionali) si preparino a presentare candidature solide per questo bando. I prossimi convegni rappresentano un'opportunit� ideale per creare una rete di contatti ed esplorare collaborazioni.
8) Il 10 maggio si terr� un simposio scientifico intitolato �Demistificare la PEM� presso l'Universit� di Vienna.
� organizzato da WE&ME e dal Centro di riferimento nazionale per le sindromi post-virali. (link)
9) La ME/CFS Research Foundation sta organizzando una conferenza internazionale sulla ME/CFS a Berlino il 12-13 maggio (link).
10) Invest in ME Research sta organizzando una 5-giorni di conferenze e incontri nel Regno Unito per i ricercatori sulla ME/CFS dal 26 al 30 maggio 2025 (link).
11) Ci auguriamo che queste conferenze gettino le basi per una collaborazione a livello europeo dei ricercatori sulla ME/CFS e per una forte candidatura al bando europeo.
12) Tuttavia, dobbiamo ricordare che questi bandi sono altamente competitivi e hanno un basso tasso di successo. L'ultima volta ci sono state pi� di 100 domande, di cui solo 4 hanno ricevuto un finanziamento.

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25 aprile 2025

SU "SALUTE" LA TESTIMONIANZA DI UNA PAZIENTE

Ieri su "Salute", inserto de La Stampa e La Repubblica, � stato pubblicato un articolo con la testimonianza di Penelope Mirotti. Qui sulla nostra pagina FB lo trovate scannerizzato.

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23 aprile 2025

SOLRIAMFETOL E ME/CFS

� uscito un nuovo pre-print dal titolo �Il solriamfetol migliora i sintomi della fatica quotidiana negli adulti con encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica dopo otto settimane di trattamento�
Joel Young, Richard Powell, Anna Powell, Lisa Welling, Lauren Granata, and Jamie Saal, Solriamfetol improves daily fatigue symptoms in adults with myalgic encephalomyelitis/chronic fatigue syndrome after eight weeks of treatment, https://osf.io/preprints/psyarxiv/j6v5t_v1

Premessa: L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � una malattia a lungo termine senza opzioni terapeutiche che affrontino direttamente la malattia. Il solriamfetol � un doppio inibitore selettivo della ricaptazione di noradrenalina e dopamina che promuove la veglia nell'apnea ostruttiva del sonno e nella narcolessia.
Obiettivi: questo studio ha valutato l'efficacia e la sicurezza del solriamfetol per i sintomi della fatica in adulti con ME/CFS con 8 settimane di trattamento.
Metodi: Si tratta di uno studio di fase 4, in doppio cieco, randomizzato, controllato con placebo, sul solriamfetol in adulti con ME/CFS. I partecipanti idonei sono stati assegnati in modo casuale a ricevere 75 mg (titolati a 150 mg secondo necessit�) di solriamfetol o placebo. I partecipanti hanno completato una batteria di valutazioni durante le visite settimanali. L'esito primario � stato il punteggio del Fatigue Symptom Inventory (FSI) e l'esito secondario � stato il Behavioral Rating Inventory of Executive Function for Adults (BRIEF-A), alle settimane 6 e 8. I test T hanno valutato le differenze tra i punteggi medi e quelli medi del BRIEF. I test T hanno valutato le differenze nella variazione media dal basale tra solriamfetol e placebo. Gli eventi avversi sono stati monitorati per tutta la durata dello studio.
Risultati: Alla settimana 8 (p = .039), ma non alla settimana 6 (p = .270), il solriamfetol ha migliorato la gravit� della FSI rispetto al placebo. Sul composito esecutivo globale BRIEF-A, il solriamfetol ha migliorato pi� del placebo alla settimana 8 (p = .012), grazie al miglioramento dell'indice di metacognizione (p = .004), ma non dell'indice di regolazione comportamentale (p = .574). Il solriamfetol � stato ben tollerato e gli effetti collaterali pi� comuni sono stati la perdita di sonno e il mal di testa.
Conclusioni: Il solriamfetol ha dimostrato una buona sicurezza ed efficacia nel migliorare la fatica e il funzionamento esecutivo nei pazienti con ME/CFS. Come doppio inibitore della ricaptazione della noradrenalina e della dopamina e come promotore della veglia, il solriamfetol ha il potenziale per migliorare i sintomi della fatica nella ME/CFS.

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22 aprile 2025

COME TRATTA I PAZIENTI COMHAIRE

Segnaliamo  questo articolo del professore emerito Frank Comhaire del Dipartiumento di Endocrinologia e Malattie Metaboliche dell�Universit� di Ghent in Belgio, dal titolo �Come tratto i miei pazienti affetti da Encefalomielite Mialgica/Sindrome da Fatica Cronica (ME/CFS), fibromialgia o �Long-COVID� pubblicato sul Journal of Clinical Images and Medical Case Reports: https://jcimcr.org/pdfs/JCIMCR-v6-3508.pdf

Sotto nell�abstract tradotto ho corretto il nome del Naltrexone che nell�originale era sbagliato, dopo aver verificato che nell�effettivo articolo fosse indicato correttamente

Abstract tradotto:
Comune all'encefalomielite mialgica, alla sindrome da fatica cronica e al cosiddetto Long Covid � la panoplia di disturbi, con il malessere post-sforzo (PEM) come sintomo pi� tipico. A questi si aggiungono la sensazione permanente di affaticamento, la diminuzione della capacit� di concentrazione, la cosiddetta nebbia cerebrale, il sonno non ristoratore, dolore diffuso e, in caso di Long-COVID, difficolt� respiratorie. Diversi studi recenti hanno confermato la mia ipotesi originale secondo cui la maggior parte di questi fenomeni � dovuta a un cattivo metabolismo e a una scarsa produzione di energia da parte dei mitocondri. Ho suggerito che l'inibizione dell'attivit� della piruvato deidrogenasi (Pdh) sia la causa principale. L'inibizione della Pdh � probabilmente causata da un eccesso di fosfatasi: la piruvato deidrogenasi chinasi (PDK). Quest'ultima � il risultato di un �Disturbo Immunitario Sistemico� (che ho chiamato �SID�) e dell'infiammazione. Sulla base di questa ipotesi ho applicato modalit� di trattamento per via orale e infusionale che hanno avuto successo in circa l'80% dei 130 pazienti consecutivi. Le sostanze cardine sono il dicloroacetato di sodio, che riduce la PDK, il Meldonium, che facilita il metabolismo intracellulare del glucosio, e il Naltrexone a basso dosaggio, che ottimizza la funzione della microglia.

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18 aprile 2025

CAMPAGNA SOS DI #MEACTION

La campagna di quest'anno di #MEAction e #MillionsMissing � grandemente incentrata sui tagli alla sanit� negli USA ed � un SOS al Congresso americano per salvare i loro Sistemi di Supporto. Salvare la Scienza. Salvare la Societ�.
Save our Support Systems. Save our Science. Save Our Society!

Qui trovate in proposito.

Alcune cose sono specifiche loro e non adatte a tutti, ma a qualcosa possiamo partecipare anche noi.
1.    Si pu� mandare una foto con il proprio nome e qualcosa su di s� (non pi� di 40 parole - in inglese), che verr� utilizzata durante una protesta a Washington, da caricare qui entro il 5 maggio.
2.    Create un segnale di SOS sotto forma di arte. Pu� essere realizzato con qualsiasi tipo di mezzo e pu� essere usato di persona o condiviso sui social media il 12 maggio usando gli hashtag #DisabilitySOS e #MillionsMissing.
3.    Scattate una foto di voi stessi con un cartello o un'opera d'arte che illustri il vostro segnale di SOS, oppure utilizzate uno dei nostri cartelli gi� pronti, e condividetela il 12 maggio - qui possiamo anche sbizzarrirci e dire che un SOS va anche dalle nostre istutuzioni.
4.    Il 12 maggio, condividete la vostra storia di 1 minuto sui social media. Utilizzate gli hashtag #DisabilitySOS e #MillionsMissing, taggate @MEActnet.
Altri hashtag consigliati: #pwME #MECFS #LongCovid #MyalgicEncephalomyelitis #DisabilityJustice #disability #spoonie #chronicIllness (loro segnalano anche #SaveMedicaid #ProtectMedicaid, ma nel nostro caso penso si possano saltare).
Qui trovate il Global Toolkit, quindi quello pensato per tutti in cui sono date queste indicazioni.

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16 aprile 2025

PIANO DI TRATTAMENTO DI ChatGPT

Come potete leggere da questo thread su X qualcuno ha chiesto a ChatGPT di elaborare un piano di trattamento basato su �tutte le ricerche confermate e pubblicate che sono state replicate nella ME, a partire dal 1955 fino ad oggi�. Seguono varie schermate con la risposta, che trovate al link sopra in originale e qui sotto tradotte. Ci � parso un utile riassunto/promemoria.

1.    Terapie di modulazione immunitaria

Approfondimenti della ricerca:
o    1955-1980s: Le prime prove di ME/CFS a insorgenza post-virale (ad esempio, l'epidemia del Royal Free) suggeriscono un'attivazione virale persistente.
o    Anni '90-2000: Gli studi hanno evidenziato la disregolazione immunitaria, tra cui la scarsa funzionalit� delle cellule NK, l'esaurimento delle cellule T e l'aumento delle citochine pro-infiammatorie.
o    Anni 2010-oggi: Klimas, Scheibenbogen e altri hanno identificato l'esaurimento immunitario, l'autoimmunit� e l'infiammazione cronica, con anomalie delle cellule B e delle cellule T.

Terapie promettenti:
o    Inibitori di JAK-STAT: Sulla base delle scoperte di Ron Davis, secondo cui l'IFN-alfa guida lo shunt dell'itaconato, bloccando la produzione di ATP, gli inibitori della JAK-STAT (ad esempio, ruxolitinib, baricitinib) potrebbero sopprimere la segnalazione dell'IFN-alfa e potenzialmente ripristinare il metabolismo energetico.
o    Rituximab (anti-CD20): Inizialmente promettente nel colpire l'autoimmunit�, ma fallito negli studi di fase 3, forse a causa di una stratificazione inappropriata dei pazienti.
o    BC007 (terapia con aptameri): Ha come bersaglio gli autoanticorpi contro i recettori accoppiati a proteine G (GPCR) e si � dimostrato promettente nel Long-COVID, che condivide la fisiopatologia della ME/CFS.

2.    Terapie vascolari e del flusso sanguigno

Approfondimenti della ricerca:
o Anni '90: La ricerca di Peter Behan ha evidenziato una disfunzione vascolare e autonomica, con riduzione del flusso sanguigno cerebrale.
o Anni 2010: Gli studi invasivi CPET del Dr. David Systrom hanno evidenziato shunt periferici, basso precarico e disregolazione microvascolare.
o Anni 2020: Pretorius e Kell collegano la ME/CFS ai microcoaguli e all'ipercoagulabilit�, che riducono l'apporto di ossigeno ai tessuti.

Terapie promettenti:
o Ripristino del volume ematico:
o Infusioni di soluzione salina, albumina, fludrocortisone e desmopressina (DDAVP) per affrontare l'ipovolemia cronica.
o Eritropoietina (EPO) o fattori di crescita ematopoietici per aumentare la produzione di globuli rossi e l'ossigenazione dei tessuti.
o Anticoagulanti e fibrinolitici:
o Eparina, nattochinasi e lumbrochinasi per ridurre i microcoaguli e migliorare il flusso sanguigno.
o Vasodilatatori:
Mestinon (piridostigmina) per migliorare il flusso sanguigno attraverso il potenziamento del segnale dell'acetilcolina.
Donatori di ossido nitrico (NO) o inibitori della PDE5 (ad esempio, sildenafil) per migliorare la vasodilatazione e la perfusione tissutale.

3.    Terapie mitocondriali e metaboliche

Approfondimenti della ricerca:
o Anni '80: I primi studi metabolici hanno rivelato un'alterazione della fosforilazione ossidativa e un accumulo di lattato.
o Anni 2010: La ricerca di Fluge e Mella ha dimostrato l'inibizione della piruvato deidrogenasi (PDH), che compromette la produzione mitocondriale di ATP.
o Anni 2020: Wirth, W�st e Scheibenbogen hanno confermato la disfunzione muscolare e mitocondriale, mostrando una trappola metabolica post-sforzo e una ridotta produzione di energia.

Terapie promettenti:
o Supporto mitocondriale:
o D-ribosio, CoQ10, NAD+ e L-carnitina per sostenere la funzione mitocondriale.
o Suramina: uso sperimentale per ridurre la disfunzione metabolica e ripristinare la produzione di ATP.
o Riprogrammazione metabolica:
o DCA (dicloroacetato) per stimolare l'attivit� della PDH e ripristinare il ciclo di Krebs.
o Inibitori della via dell'Itaconato per bloccare il meccanismo di blocco dell'ATP proposto da Ron Davis.

4.    Neuroinfiammazione e terapie per il SNC

Approfondimenti della ricerca:
o Anni '90: Le prime immagini cerebrali hanno rivelato ipoperfusione e neuroinfiammazione.
o Anni 2000: Baraniuk e altri hanno evidenziato alterazioni della sostanza bianca e marcatori neuroinfiammatori.
o Anni 2020: Younger, Natelson e Van Elzakker hanno identificato un'attivazione gliale cronica, suggerendo una disregolazione immunitaria del SNC.

Terapie promettenti:
o Naltrexone a basso dosaggio (LDN): Modula l'attivazione microgliale e riduce la neuroinfiammazione.
o Minociclina: Antibiotico con effetti neuroprotettivi e antinfiammatori.
o Cannabinoidi (CBD/THC): Propriet� antinfiammatorie e neuroprotettive, riducono l'attivazione dei mastociti e la neuroinfiammazione.
o Combinazioni antivirali + neuroprotettive:
Valganciclovir + celecoxib: La terapia antivirale combinata con agenti antinfiammatori ha mostrato benefici nella ME/CFS a insorgenza virale.

5.    Terapie ormonali e ipofisarie

Approfondimenti della ricerca:
o Anni '80-2000: Gli studi hanno evidenziato una disfunzione ipofisaria e surrenalica, con un basso livello di cortisolo e una regolazione anomala dell'asse HPA.
o Anni 2010: Evidenza di una disfunzione ipotalamica e di una ridotta risposta dell'ACTH allo stress.
o Anni 2020: I modelli di Klimas indicano la disregolazione endocrina come parte della patogenesi della ME/CFS.

Terapie promettenti:
o Idrocortisone a basso dosaggio: migliora l'insufficienza surrenalica, ma deve essere dosato con attenzione per evitare la soppressione immunitaria.
o Supporto dell'ormone tiroideo: Alcuni pazienti affetti da ME/CFS presentano una sindrome da bassa T3, che beneficia della terapia con T3 o NDT (tiroide naturale essiccata).
o Terapia di stimolazione con ACTH: Per migliorare la reattivit� surrenalica.

6.    Terapie antimicrobiche e antivirali

Approfondimenti sulla ricerca:
o Anni '50-'80: Le cause infettive (EBV, Coxsackievirus, ecc.) sono stati implicati nell'insorgenza della ME/CFS.
o Anni 2000-2010: Gli studi di Montoya con il valganciclovir per l'EBV/HHV-6 hanno mostrato una certa efficacia.
o Anni 2020: Una lunga ricerca COVID ha identificato serbatoi virali persistenti con sovrapposizioni nella ME/CFS.

Terapie promettenti:
o Antivirali:
o Valganciclovir (HHV-6, EBV).
o Famciclovir (HSV, VZV).
o Antimicrobici:
o Doxiciclina o azitromicina in caso di infezioni batteriche croniche (es. Bartonella, Mycoplasma)

Gli approcci combinati sono fondamentali
Poich� la ME/CFS � causata da molteplici patologie che interagiscono tra loro, � probabile che nessun singolo trattamento sia in grado di curarla.
Gli approcci pi� promettenti prevedono la combinazione di terapie che affrontano la disregolazione immunitaria, i problemi vascolari, la disfunzione mitocondriale e la neuroinfiammazione.

Potenziale strategia di cura:
o Inibitore di JAK-STAT (es. ruxolitinib) → modulazione immunitaria e metabolica.
o Fibrinolitici + anticoagulanti - migliorano la perfusione tissutale.
o Supporto mitocondriale (es. D-ribosio, NAD+)
→ ripristinare la produzione di ATP.
o Agenti antinfiammatori del SNC (ad es. LDN) → riducono la neuroinfiammazione.
o Supporto ormonale → correggere la disfunzione HPA e ipofisaria.

In conclusione:
La combinazione di terapie immuno-modulanti, vascolari e mitocondriali sembra la pi� probabile per ottenere una cura o una remissione significativa, sulla base delle ricerche accumulate. Volete maggiori dettagli su una terapia specifica o un elenco degli studi in corso?

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15 aprile 2025

VERSO UN MODULO DI MALATTIA PER LA ME/CFS

Per ora � un pre-print e non peer-reviewed, ma � uscito ieri un articolo del �nostro� Paolo Maccallini: �Verso un modulo di malattia per la ME/CFS: una prioritizzazione dei geni network-based�
Maccallini P., Toward a Disease Module for ME/CFS: A Network-Based Gene Prioritization, medRxiv 2025.04.13.25325733; doi: https://doi.org/10.1101/2025.04.13.25325733

Traduzione dell�abstract:

Premessa: L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � una patologia debilitante con un'eziologia non chiara e nessun trattamento approvato dalla FDA. Studi recenti suggeriscono un possibile contributo genetico alla sua patogenesi.

Obiettivo: Questo studio mira a identificare i geni candidati per la ME/CFS utilizzando sia l'evidenza empirica di studi di che prendono in considerazione tutto il genoma e sequenziamento di prossima generazione su casi monogenici, sia l'espansione computazionale basata sui network di interazione proteina-proteina.

Metodi: dalla letteratura rilevante sono stati identificati ventidue geni associati alla ME/CFS, includendo sia varianti comuni che rare. Questi geni sono stati utilizzati come semi nel database STRING per recuperare geni interagenti ad alta confidenza. Un algoritmo Random Walk with Restart (RWR) ha classificato 1063 geni candidati in base alla loro somiglianza con i semi. I primi 250 geni classificati sono stati selezionati per definire un modulo di malattia denominato modulo ME/CFS. Questo modulo � stato analizzato per verificare l'arricchimento nelle vie metaboliche e le associazioni con la malattia.

Risultati: L'analisi dell'arricchimento ha identificato sovrapposizioni significative con il metabolismo e la segnalazione degli sfingolipidi e con le vie legate all'energia. Anche la degradazione dell'eme, i geni metabolici regolati da TP53 e la termogenesi sono stati identificati come possibili fattori che contribuiscono alla patogenesi della ME/CFS. Sono state osservate sovrapposizioni con malattie metaboliche e neurodegenerative.

Conclusioni: Il modulo ME/CFS coglie i meccanismi biologicamente plausibili alla base della ME/CFS, con particolare attenzione al metabolismo lipidico ed energetico. Fornisce inoltre uno strumento per filtrare i dati dell'esoma e del genoma per lo studio dei casi mendeliani di ME/CFS.


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4 aprile 2025

ME/CFS: QUASI NESSUNO TORNA AL LAVORO

Un articolo norvegese riporta i dati di un nuovo studio, che trovate sotto, e titola: �Quasi nessun paziente con ME/CFS torna al lavoro�, e come sottotitolo: �L'aiuto che abbiamo fornito ai pazienti attraverso i sistemi assistenziali e sanitari ha avuto scarsi effetti riabilitativi�, afferma un ricercatore�: qui

Nell�articolo si sottolinea come lo studio non sorprende, ma deve anche essere interpretato con cautela, perch� rappresenta solo il 40% circa dei pazienti con ME/CFS previsti nei registri sanitari, quindi era escluso il 60% dei casi stimati. �Tuttavia, i risultati a breve termine rimangono affidabili�, afferma Karl Johan Tronstad, professore al Dipartimento di Biomedicina dell�Universit� di Bergen e noto esperto di ME/CFS, infatti i ricercatori hanno condotto un'interpretazione approfondita e responsabile dei risultati. �Riconoscono la sfida dei dati mancanti, discutono i potenziali pregiudizi e giustificano perch� ritengono che le loro conclusioni rimangano valide�, afferma.

E il mondo del lavoro mal si adatta alla specificit� della disabilit� dei pazienti di questa patologia. Trude Schei, vice segretaria generale dell'Associazione norvegese della ME, dice: �molte storie di pazienti mostrano che coloro che cercano di adattarsi al mercato del lavoro spesso hanno ricadute. La forza lavoro non � in gran parte adattata per le persone con capacit� lavorative basse e fluttuanti�; e �ci sono giorni o addirittura settimane in cui non riesco a fare nulla. Pochi datori di lavoro assumono qualcuno che scompare per lunghi periodi a causa della malattia. Questo rende difficile il ritorno al lavoro, soprattutto se non si migliora�.

Ecco sotto l�articolo scientifico:

Cosa pu� dirci l'andamento del salario prima e dopo una diagnosi G93.3 sulla prognosi dell'encefalomielite mialgica?
Anne Kielland, Jing Liu, What can wage development before and after a G93.3 diagnosis tell us about prognoses for myalgic encephalomyelitis?, Social Sciences & Humanities Open, Volume 11, 2025, 101206, ISSN 2590-2911, https://doi.org/10.1016/j.ssaho.2024.101206.
https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2590291124004030

Abstract tradotto:
 Le prognosi delle persone affette da encefalomielite mialgica (ME) sono raramente studiate in modo sistematico. Gli studi esistenti sono spesso basati su campioni pi� piccoli, con criteri di inclusione e di esito soggettivi poco chiari, e pochi esaminano i salari come indicatori delle traiettorie di malattia. Questo articolo esamina come la ME influenzi i salari e la dipendenza dai trasferimenti pubblici delle persone colpite nel corso del tempo, soprattutto nel periodo in cui le autorit� assistenziali indagano sull'ammissibilit� alla pensione di invalidit�. Abbiamo confrontato i dati del registro della popolazione norvegese su 8485 persone in et� lavorativa con diagnosi di G93.3 (sindrome da affaticamento post-virale) dal 2009 al 2018 con i dati sui salari e sui trasferimenti e abbiamo confrontato i casi maschili e femminili con i gruppi di controllo. I salari della popolazione G93.3 sono diminuiti bruscamente da circa 3 anni prima della diagnosi a 1 anno dopo e si sono stabilizzati a un livello basso. I trasferimenti pubblici hanno iniziato ad aumentare diversi anni prima della diagnosi e si sono stabilizzati a un livello elevato dopo. Pochi di coloro che avevano un reddito nullo o molto basso al momento della diagnosi hanno ripreso a guadagnare salari moderati, e solo in casi eccezionali sono tornati a guadagnare salari corrispondenti a quelli mediani.

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2 aprile 2025

ANALISI DI 7 METABOLITI DI TRIPTOFANO-MELATONINA

� uscito un nuovo studio targato OMF, del gruppo di Bergquist, che utilizza una nuova metodologia che riesce a separare e quantificare i metaboliti del triptofano nel plasma umano in modo molto rapido (10 minuti) e il motivo per cui � utile � che questi ultimi potrebbero avere un ruolo nei disturbi del sonno e nella brainfog, nella ME/CFS
 Si tratta di �Analisi mirata di sette metaboliti selezionati di triptofano-melatonina: quantificazione simultanea di analiti plasmatici mediante UHPLC-MS/MS veloce e sensibile�, di cui sotto trovate link e traduzione dell�abstract.

Michal Kaleta, Bhagya S. Kolitha, Ondřej Nov�k, Farshid Mashayekhy Rad, Jonas Bergquist, S.J. Kumari A. Ubhayasekera, Targeted analysis of seven selected tryptophan-melatonin metabolites: Simultaneous quantification of plasma analytes using fast and sensitive UHPLC�MS/MS, Journal of Chromatography B, Volume 1256, 2025, 124520, ISSN 1570-0232, https://doi.org/10.1016/j.jchromb.2025.124520.

Abstract tradotto:
I metaboliti derivati dal triptofano, un gruppo di neurotrasmettitori essenziali per varie funzioni cerebrali, svolgono ruoli chiave nella regolazione dell'umore, del movimento, del sonno e della cognizione. Tuttavia, la caratterizzazione completa dei metaboliti della via triptofano-melatonina � difficile a causa di fattori quali la diversit� strutturale, la complessit� chimica, le basse concentrazioni e l'instabilit� di questi metaboliti. In questo studio abbiamo sviluppato e validato una metodologia di cromatografia liquida ad altissime prestazioni e spettrometria di massa in tandem (UHPLC-MS/MS) con ionizzazione electrospray per la separazione e la quantificazione simultanea dei metaboliti del triptofano nel plasma umano. Gli intervalli di calibrazione analitica nel plasma erano 0,50-200 ng/mL per la serotonina, 0,01-5 ng/mL per la N-acetilserotonina, 0,01-20 ng/mL per la triptamina, 0,01-20 ng/mL per la 6-solfatossimelatonina, 0. 01-20 ng/mL per la 6-acetilserotonina. 01-20 ng/mL per la 6-idrossimelatonina, 0,01-100 ng/mL per la melatonina e 0,10-20 ng/mL per la N-acetiltriptamina, con coefficienti di correlazione compresi tra 0,954 per la N-acetiltriptamina e 0,997 per la triptamina. La precisione nello stesso giorno (intraday) e fra un giorno e l�altro (interday) � rimasta costantemente al di sotto del 15% per tutti gli analiti. La maggior parte degli analiti ha soddisfatto i criteri di accuratezza, ad eccezione della N-acetiltriptamina al livello di controllo di qualit� pi� basso (0,2 ng/mL), dove l'accuratezza intraday e interday � stata rispettivamente del 22,4% e del 17,4%. In conclusione, questo nuovo metodo consente di identificare rapidamente gli intermedi della via triptofano-melatonina in meno di dieci minuti, inclusi sette distinti analiti correlati alla melatonina. Ci� suggerisce che il metodo potrebbe trovare impiego nelle attivit� cliniche e scientifiche di tutti i giorni.

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1� aprile 2025

RIVISITAZIONE DELL'ETICA PROFESSIONALE IN PSICOTERAPIA: SUPPORTO ALLA ME/CFS

Segnaliamo questo articolo sul Journal of Medical Ethics, che pare interessante. Anche se include la ME/CFS nelle MUS, e tutti noi contestiamo questa inclusione, ci pare approcci bene l'argomento, anche tenendo conto proprio del modello (bio)psicosociale passato e di quello biomedico verso cui ci si orienta ora.

Hunt J, Blease CRe-visiting professional ethics in psychotherapy: reflections on the use of talking therapies as a supportive adjunct for myalgic encephalomyelitis/chronic fatigue syndrome and �medically unexplained symptoms�, Journal of Medical Ethics Published Online First: 31 December 2024. doi: 10.1136/jme-2023-109627

Rivisitazione dell'etica professionale in psicoterapia: riflessioni sull'uso delle terapie di dialogo come supporto per l'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica e i �sintomi inspiegabili dal punto di vista medico�.

Dopo anni di dibattiti sull'efficacia della terapia cognitivo-comportamentale per l'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS), gli organismi di salute pubblica nel Regno Unito e oltre hanno stabilito che nessuna psicoterapia � clinicamente provata per questo gruppo di pazienti. Nel campo della ME/CFS e della pi� ampia arena dei �sintomi medicalmente inspiegabili� (MUS), i dati delle indagini sui pazienti e la ricerca qualitativa che cattura le esperienze dei pazienti e gli atteggiamenti degli psicoterapeuti suggeriscono che la pratica terapeutica pu� talvolta essere al di sotto degli standard etici richiesti. Ci� solleva interrogativi su come gli psicoterapeuti possano sostenere in modo sicuro, anzich� curare, le persone affette da queste condizioni debilitanti. Prendiamo in considerazione quattro principi etici presenti nei codici di condotta degli psicoterapeuti, quelli del rispetto, della competenza, della responsabilit� e dell'integrit�, e discutiamo esempi di buone e cattive pratiche in questo campo, come emerge dalla recente letteratura empirica. Di seguito, offriamo una serie di suggerimenti per contribuire a rafforzare la pratica psicoterapeutica etica con i pazienti affetti da ME/CFS e da altre MUS. In termini di formazione degli operatori, raccomandiamo una maggiore enfasi sull'umilt�, la riflessivit� e le pratiche di affermazione della disabilit�, l'esplorazione dell'etica personale e professionale e l'integrazione dell'esperienza del paziente, accompagnata dalle ultime evidenze, nella formazione di base e continua. In termini di pratica continua, suggeriamo di prendere in considerazione sistemi formalizzati di feedback incentrati sul paziente e una maggiore trasparenza rispetto all'accesso del paziente alle note cliniche. Infine, sottolineiamo l'importanza di elevare i pazienti da semplici soggetti a co-produttori della ricerca in psicoterapia.



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21 marzo 2025

TAGLI DI TRUMP CHIUDONO RICERCA ME/CFS ALLA COLUMBIA

Un vasto programma di ricerca sulla ME/CFS, � stato costretto a chiudere a causa dei tagli di 400 milioni di dollari apportati dall'amministrazione Trump all'inizio di questo mese ai finanziamenti della Columbia University. Il Center for Solutions for ME/CFS, guidato da Ian Lipkin, stava lavorando attivamente su diversi progetti di ricerca per comprenderla meglio (studio longitudinale di monitoraggio della gravit� dei sintomi, infezioni pregresse e loro ruolo nella ME/CFS, differenze genetiche nei pazienti affetti) e per identificare terapie o approcci non farmacologici. Questo fa seguito a un taglio del 57% al CDMRP (Congressionally Directed Medical Research Programs), che sostiene anche la ricerca sulla ME/CFS.

La notizia era inizialmente stata pubblicata qui (anche se c�� solo l�inizio dell�articolo per chi non � abbonato)

Qui quello che riporta #MEAction.

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20 marzo 2025

AUTOANTICORPI NELLA ME/CFS

� uscito  un nuovo studio del gruppo di Maureen Hanson:

Un'esplorazione approfondita del profilo immunitario degli autoanticorpi nella ME/CFS utilizzando nuove tecniche di profilazione degli antigeni
Germain, A.; Jaycox, J.R.; Emig, C.J.; Ring, A.M.; Hanson, M.R. An In-Depth Exploration of the Autoantibody Immune Profile in ME/CFS Using Novel Antigen Profiling Techniques. Int. J. Mol. Sci. 2025, 26, 2799. https://doi.org/10.3390/ijms26062799

Traduzione dell�abstract:
L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � una malattia debilitante caratterizzata da gravi disturbi fisici e cognitivi. Recenti ricerche sottolineano il ruolo della disfunzione immunitaria, compreso quello degli autoanticorpi, nella patofisiologia della ME/CFS. Ampliando gli studi precedenti, abbiamo analizzato 7542 interazioni anticorpo-antigene in pazienti affetti da ME/CFS utilizzando due piattaforme avanzate: un pannello di 1134 autoanticorpi Luminex di Oncimmune e Augmenta Bioworks, insieme al Rapid Extracellular Antigen Profiling (REAP), un metodo validato ad alto rendimento che misura la reattivit� degli autoanticorpi contro 6183 proteine umane extracellulari e 225 proteine di patogeni virali umani. A differenza di quanto riportato in precedenza, la nostra analisi di 172 partecipanti non ha rivelato differenze significative nella reattivit� autoanticorpale tra i pazienti con ME/CFS e i controlli, anche nei confronti di GPCR come i recettori β-adrenergici. Tuttavia, le sottili tendenze nei rapporti di autoanticorpi tra sottogruppi maschili e femminili di ME/CFS, insieme ai modelli di riattivazione degli herpesvirus, suggeriscono la necessit� di un'esplorazione pi� ampia e dettagliata.

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14 marzo 2025

ANTICORPO MONOCLONALE PER IL LONG-COVID

Segnaliamo un podacast in cui � stata intervistata la ben nota dottoressa Nancy Klimas (� stata anche in un convegno da noi ad Aviano, a suo tempo) che parla sulla remissione da forme gravi di long-COVID in seguito a infusioni di anticorpi monoclonali.

Era stato pubblicato un articolo in proposito nel gennaio del 2024.

Ora fanno un trial per un trattamento con un cocktail casirivimab/imdevimab che sembra molto promettente. Nel podcast, di cui c�� la trascrizione, che � del dicembre del 2024, racconta del trial che era previsto cominciasse all�inizio di quest�anno: qui.


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4 marzo 2025

LIQUIDO CEREBROSPINALE, LIPIDOMICA E DISFUNZIONE DELLA VIA DELLA SERINA NELLA ME/CFS

� uscito ieri un nuovo articolo di Baraniuk intitolato �Metabolismo del liquido cerebrospinale, lipidomica e disfunzione della via della serina nell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS)�
Baraniuk, J.N. Cerebrospinal fluid metabolomics, lipidomics and serine pathway dysfunction in myalgic encephalomyelitis/chronic fatigue syndroome (ME/CFS). Sci Rep 15, 7381 (2025). https://doi.org/10.1038/s41598-025-91324-1

Traduzione dell�abstract:

Abbiamo proposto che il liquido cerebrospinale fornisca prove oggettive di un metabolismo cerebrale alterato nell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS). Il concetto di malessere post-sforzo (PEM) con esacerbazione dei sintomi disabilitanti dopo uno sforzo limitato che non risponde al riposo � un criterio diagnostico per la ME/CFS. Abbiamo proposto che l'esercizio fisico submassimale provochi ulteriori perturbazioni metaboliche. I costituenti metabolomici e lipidomici del liquido cerebrospinale di coorti separate di soggetti ME/CFS e di soggetti di controllo sedentari, non sottoposti a esercizio fisico e dopo l'esercizio, sono stati confrontati utilizzando la spettrometria di massa mirata (Biocrates) e l'analisi frequentista di regressione lineare generale multivariata con diagnosi, esercizio fisico, sesso, et� e indice di massa corporea come variabili indipendenti. La diagnosi di ME/CFS � stata associata a un aumento della serina ma a una riduzione del 5-metiltetraidrofolato (5MTHF). Le vie del carbonio sono state interrotte. La metilazione della glicina ha portato a un'elevata sarcosina, ma l'ulteriore metilazione a dimetilglicina e colina � diminuita. La creatina e gli intermedi purinici erano elevati. Il transaconitato del ciclo degli acidi tricarbossilici � risultato elevato nella ME/CFS insieme agli aminoacidi aromatici essenziali, alla lisina, alla purina, alla pirimidina e ai metaboliti del microbioma. La serina � un precursore dei fosfolipidi e delle sfingomieline, anch'essi elevati nella ME/CFS. L'esercizio fisico ha portato al consumo di lipidi nella ME/CFS e nei controlli, mentre i metaboliti sono stati consumati nella ME/CFS ma generati nei controlli. Questi risultati differiscono dai precedenti risultati ipometabolici nel plasma della ME/CFS. I nuovi risultati generano nuove ipotesi sul metabolismo della serina-folato-glicina a un carbonio e della serina-fosfolipide, sull'aumento dei prodotti finali delle vie cataboliche, sugli spostamenti di folato, tiamina e altre vitamine con l'esercizio fisico e sui cambiamenti nelle sfingomieline che possono indicare la disfunzione della mielina e della materia bianca nella ME/CFS.


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3 marzo 2025

�IL LONG COVID, LA ME/CFS E L'AMMINISTRAZIONE TRUMP: A CHE PUNTO SIAMO ORA"

Lo scorso 24 febbraio, il ben noto Cort Johnson ha scritto un pezzo dal titolo �Il Long COVID, la ME/CFS e l'amministrazione Trump: a che punto siamo ora�. Chi fosse interessato a leggerlo per intero, lo trova qui.

Sotto trovate la traduzione del sunto che lui stesso ha fatto del suo pezzo. Il motivo per cui ci interessa che cosa fa Trump � che molti degli studi su queste patologie vengono dagli Stati Uniti e nell�ultima assemblea della nostra associazione il professor Tirelli si interrogava se la nuova amministrazione potesse significare un rinnovato interesse per la CFS/ME visto la dichiarata intenzione di Robert Kennedy Jr di dare spazio alle patologie croniche. Ci pare che quanto sotto chiarisca bene la situazione complessiva che � in divenire.

Ecco la traduzione:

Questo blog cerca di valutare lo stato della ME/CFS, della Fibromialgia, del long COVID e di malattie simili, alla luce delle azioni dell'amministrazione Trump presso i NIH, i CDC e la FDA. In primo luogo, c'� una cronologia e poi uno sguardo a ci� che le figure ai vertici di queste organizzazioni pensano del long COVID. (Non sono disponibili informazioni sulle loro opinioni sulla ME/CFS o sulla Fibromialgia).

Il 27 gennaio, l'amministrazione Trump ha congelato tutte le sovvenzioni e i prestiti federali, compresi quelli dei NIH, in attesa di ulteriori revisioni - per poi revocare altrettanto rapidamente il congelamento in risposta a un'ordinanza del tribunale.

A febbraio l'amministrazione Trump ha ordinato che i finanziamenti indiretti per le universit� e le istituzioni che ricevono sovvenzioni federali per la ricerca siano ridotti al 15% rispetto a una media del 30-40%.

I costi indiretti comprendono l'affitto e la manutenzione degli spazi di laboratorio, la manutenzione delle attrezzature di laboratorio, le esigenze di calcolo, l'amministrazione, la conformit�, la rendicontazione finanziaria, la sicurezza, il riscaldamento e la pulizia, ecc. Poich� l'azione dell'amministrazione Trump si applica a tutte le sovvenzioni, passate e future, se l'ordine verr� attuato, ostacoler� di fatto, in una certa misura, tutte le ricerche in corso dei NIH.

L'amministrazione ha affermato che i �fondi indiretti� dovrebbero essere limitati al massimo tipicamente consentito dalla Fondazione Gates (15%). Tuttavia, i NIH sostengono ricerche pi� costose e ad alta intensit� di laboratorio rispetto alla Fondazione Gates, che finanzia molti programmi di prevenzione delle malattie. Un ricorso in tribunale sta temporaneamente bloccando l'ordine dell'amministrazione Trump.

L'amministrazione Trump ha risposto rifiutandosi di pubblicare avvisi pubblici che annunciavano le date dei gruppi di revisione. Poich� la revisione pubblica � legalmente richiesta, l'azione ha bloccato praticamente tutte le revisioni pubbliche. Poich� le commissioni di revisione sono necessarie per l'approvazione delle sovvenzioni, l'azione ha di fatto impedito ai NIH di finanziare qualsiasi nuova ricerca. I ricercatori hanno avvertito che i laboratori sarebbero stati decimati se il blocco della revisione delle sovvenzioni fosse continuato per un altro ciclo di finanziamento.

Al 14 febbraio, circa un miliardo di dollari di finanziamenti alla ricerca del NIH erano stati bloccati. Il 21 febbraio, un giudice, citando il potenziale di �danno irreparabile�, ha anche sospeso l'iniziativa dell'amministrazione Trump di tagliare immediatamente 4 miliardi di dollari dai fondi NIH.

Il Comitato Consultivo Long COVID � stato chiuso e le informazioni sulla prevalenza del long COVID su due siti web sono state rimosse. Anche tutte le informazioni sulla disabilit� da long COVID-19 sono state rimosse e il long COVID-19 non � pi� elencato come disabilit� sui siti web governativi.

Tra le buone notizie, il Sick Times ha riportato che, per ora, � �business as usual� (affari come sempre) per l'iniziativa RECOVER dei NIH, che � finanziata in modo diverso dagli altri programmi.

Finora sono stati licenziati circa 1.200 dipendenti dei NIH, pari a circa il 6% della loro forza lavoro, 700 dipendenti della Food and Drug Administration (FDA) e 750 membri dei Centers for Disease Control (CDC).

RFK Jr � ora a capo dell'enorme Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (budget annuale di 1.600 miliardi di dollari, 88.000 dipendenti) (NIH, CDC, FDA, AHRQ, Medicare/Medicaid).

Le opinioni anti-vaccino di Kennedy, la sua promozione di trattamenti screditati contro il COVID-19 come l'ivermectina e l'idrossiclorochina, il suo appoggio a strane opinioni di tipo cospirativo (la malattia di Lyme � probabilmente un'arma militare, Anthony Fauci ha tratto profitto dai vaccini, Bill Gates ha tramato per prolungare la pandemia di coronavirus), il suo scetticismo sull'origine dell'HIV/AIDS, indicano che Kennedy � spesso molto, molto al di fuori del mainstream del pensiero scientifico.

In particolare, per�, Kennedy ha chiesto una maggiore ricerca sulle malattie croniche e ha dichiarato che indirizzer� le risorse verso trattamenti e diagnosi di long COVID �con entusiasmo�. Kennedy probabilmente promuover� anche studi volti a comprendere il legame tra i vaccini e le sindromi post-vaccinali simili alla ME/CFS. Kennedy, tuttavia, ha anche dichiarato di voler sospendere i finanziamenti per la ricerca sulle malattie infettive per 8 anni, un'idea non certo utile per le persone affette da malattie post-infettive.

Le dimissioni di Monica Bertagnolli da direttore dei NIH dopo soli 14 mesi di lavoro non sono state un buon segno, poich� la Bertagnolli aveva sostenuto la ricerca sul Long-COVID e l'apprezzata inversione di tendenza dell'iniziativa RECOVER sui suoi studi clinici.

Il Presidente Trump ha nominato il dottor Jay Bhattacharya, economista sanitario e professore di medicina, economia e politica della ricerca sanitaria all'Universit� di Stanford. Bhattacharya ha sbagliato molte cose durante la pandemia (sottovalutazione della virulenza del coronavirus, sopravvalutazione della guarigione, sostegno all'immunit� di gregge, sminuizione del COVID a lungo termine), ma ha azzeccato una cosa importante: si sarebbe dovuta prestare maggiore attenzione ai costi sociali delle forzate chiusure temporanee delle attivit�.

Al momento non sono chiari i pensieri di Bhattacharya riguardo al long COVID. I suoi piani per ristrutturare i NIH e creare �molti pi� centri di potere� per evitare che un piccolo gruppo di scienziati o burocrati domini i campi, per impegnarsi in un maggior numero di progetti �ad alto rischio e ad alto rendimento� e per rendere i NIH pi� responsabili della supervisione del Congresso potrebbero essere utili.

Il dottor Dave Wheldon, nominato dal Presidente Trump a capo del CDC, � apparso nel film anti-vaccino Vaxxed, dove si � interrogato se alcuni vaccini possano scatenare l'autismo. In un'apparizione televisiva del 2019, ha affermato (erroneamente) che �alcuni bambini possono contrarre un disturbo dello spettro autistico a causa di un vaccino�. D'altra parte, Weldon ha dichiarato che i suoi figli sono completamente vaccinati, inoltre il suo interesse per le sindromi post-vaccinazione e la riattivazione del virus di Epstein-Barr potrebbe rivelarsi utile.

Nel dicembre 2022, il dottor Marty Makary, scelto dal Presidente Trump per guidare la Food & Drug Administration (FDA), ha dichiarato in un articolo del WSJ del dicembre 2022 che il long COVID � reale, ma che i suoi effetti sono stati �massicciamente esagerati�, �sopravvalutati� e �non cos� negativi come pubblicizzato�, e che il governo federale stava alimentando con oltre 1 miliardo di dollari il �complesso medico-industriale del long-COVID�.

Il �Townhall� di #MEAction discuter� questi temi domani alle 14:00 PST/5:00 EST. (Il Townhall sar� registrato).


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26 febbraio 2025

LE ANKI FLASHCARDS SULLA ME/CFS E SULLE MALATTIE ASSOCIATE ALLE INFEZIONI

Le flashcard Anki sono uno strumento di apprendimento digitale utilizzato dagli studenti di medicina per conservare le conoscenze mediche. Queste cards sono state realizzate dallo staff e dai volontari #MEAction e revisionate da medici clinici esperti e sono raccomandate dai CDC nella sua nuova pagina sulla ME/CFS per gli studenti di medicina (https://www.cdc.gov/me-cfs/hcp/toolkit/resources-for-medical-students.html) perch� presentano informazioni approfondite e cruciali sulle condizioni croniche associate alle infezioni, tra cui la ME/CFS, il Long-COVID, la POTS, la hEDS, la MCAS e altro ancora.

Qui la notizia sul sito di #MEAction; qui la procedura.

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24 febbraio 2025

UNA METANALISI SUL PACING

Le conclusioni di uno studio su questo argomento, tradotte dal loro abstract, sono state: �Il pacing ha esercitato un leggero effetto benefico sulla funzionalit� fisica e sul dolore. La fatica � migliorata con un effetto ampio, che non ha raggiunto il livello di p < 0,05. Concludiamo con cautela che il pacing probabilmente esercita alcuni effetti benefici sulla sintomatologia, in particolare sulla fatica, nelle persone con ME/CFS. Tuttavia, il livello di ricerca empirica � insufficiente e sono indispensabili altri studi RCT di alta qualit� per supportare le linee guida NICE�. Qui lo studio.

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23 febbraio 2025

ME/CFS E INTOLLERANZA ALL'ALCOL

Molti pazienti di ME/CFS sviluppano intolleranza all�alcol. Non � cos� per la totalit�, ma per almeno il 65-80% dei pazienti, tanto che c�� chi la indicava proprio come possibile criterio diagnostico, o quanto meno adiuvante l� dove non si � certi.

Quando abbiamo fatto la presentazione del libro del professor Tirelli �Quando la stanchezza diventa malattia� nel 2014 insieme allo scrittore Mauro Corona, e lo abbiamo detto lui aveva scherzato che allora lui poteva essere sicuro di non soffrirne. Se volete, lo vedete qui pi� o meno dal minuto 15: Anche se si sente poco, dalla reazione divertita di tutti � piuttosto chiaro.

Gli studi in proposito sono molto limitati, ma traduciamo sotto l�abstract dello studio pi� recente, del ben noto (nel nostro campo) Jasan Leonard, del 2023. � un fenomeno che si sta vedendo anche nel Long-COVID, e mettiamo sotto il link a uno studio in proposito, con la traduzione dell�abstract. Poi, per chi volesse approfondire metto anche alcune riflessioni della dottoressa Myhill che esordisce proprio dicendo �L'intolleranza all'alcol � estremamente comune, se non universale, nei pazienti con CFS/ME. Negli anni '80, infatti, ho chiacchierato con il professor Fields dell'Universit� di Warwick, che all'epoca diagnosticava la ME, e lui non avrebbe diagnosticato la ME se non ci fosse stata un'intolleranza all'alcol!�. Per alcuni lei � un�eroina, ma � anche controversa, in ogni caso le riflessioni sulle possibili ragioni di una simile intolleranza possano essere interessanti a prescindere sull�opinione che si ha su di lei. Aggiungiamo anche la pagina in proposito della ME Association che cita uno studio precedente. 

1.    LO STUDIO DI JASON LEONARD

Citation: Maciuch J, Jason LA. Alcohol intolerance and myalgic encephalomyelitis/chronic fatigue syndrome. World J Neurol 2023; 9(3): 17-27  [DOI: 10.5316/wjn.v9.i3.17]:
https://www.wjgnet.com/2218-6212/full/v9/i3/17.htm

Abstract tradotto:

BACKGROUND
La letteratura � contrastante riguardo alla presenza di intolleranza all'alcol tra i pazienti con encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS). I sondaggi che chiedono agli intervistati con ME/CFS se hanno sperimentato l'intolleranza all'alcol in un periodo di tempo recente potrebbero produrre risultati imprecisi perch� gli intervistati potrebbero indicare che il sintomo non era presente se evitano l'alcol a causa dell'intolleranza all'alcol.

OBIETTIVO
Per superare questo problema metodologico, ai partecipanti allo studio attuale � stato chiesto se avessero evitato l'alcol negli ultimi 6 mesi e, in caso affermativo, quanto sarebbe stata grave la loro intolleranza all'alcol se avessero bevuto alcol.

METODI
Lo strumento utilizzato � una scala convalidata chiamata questionario dei sintomi DePaul. Sono stati eseguiti test-t indipendenti tra il gruppo degli intolleranti all'alcol e quello dei non intolleranti all'alcol. Il gruppo degli intolleranti all'alcol contava 208 partecipanti, mentre il gruppo dei non intolleranti all'alcol contava 96 partecipanti.

RISULTATI
Utilizzando domande appositamente studiate per identificare correttamente i soggetti con intolleranza all'alcol, i soggetti con intolleranza all'alcol rispetto a quelli senza intolleranza all'alcol hanno manifestato sintomi e domini pi� frequenti/gravi. Inoltre, utilizzando un'analisi di regressione multipla, il dominio dei sintomi dell'intolleranza ortostatica � risultato correlato all'intolleranza all'alcol.

CONCLUSIONE
I risultati dello studio attuale indicano che le persone affette da ME/CFS hanno maggiori probabilit� di sperimentare l'intolleranza all'alcol. Inoltre, coloro che presentano questo sintomo hanno pi� sintomi complessivi rispetto a coloro che non hanno intolleranza all'alcol.
Parole chiave: Encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica; Intolleranza all'alcol; Intolleranza ortostatica; Questionario DePaul sui sintomi; Carico sintomatologico; Metodologia
Indicazione fondamentale: I risultati dello studio attuale indicano che le persone affette da encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica hanno maggiori probabilit� di manifestare intolleranza all'alcol.

2.    INTOLLERANZA ALL�ALCOL NEL LONG-COVID
Eastin EF, Tiwari A, Quach TC, Bonilla HF, Miglis MG, Yang PC, Geng LN. New Alcohol Sensitivity in Patients With Post-acute Sequelae of SARS-CoV-2 (PASC): A Case Series. Cureus. 2023 Dec 29;15(12):e51286. doi: 10.7759/cureus.51286
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38288178/

Abstract tradotto: Le sequele post-acute della SARS-CoV-2 (PASC), o long COVID, sono caratterizzate da sintomi persistenti dopo un'infezione acuta da SARS-CoV-2 che possono variare da paziente a paziente. Qui presentiamo una serie di casi di quattro pazienti con una storia di infezione da SARS-CoV-2 che si sono rivolti alla Post-Acute COVID-19 Syndrome (PACS) Clinic dell'Universit� di Stanford per la valutazione dei sintomi persistenti e che hanno anche manifestato una nuova sensibilit� all'alcol. Le reazioni e la sensibilit� all'alcol non sono ben caratterizzate in letteratura in relazione alla malattia post-virale. Sebbene i media abbiano riportato alcuni aneddoti sulla nuova sensibilit� all'alcol nei pazienti affetti da PASC, nella letteratura medica vi � una scarsit� di dati pubblicati su questo argomento. Durante la consultazione medica, i pazienti hanno auto-riferito nuovi cambiamenti nei loro sintomi o comportamenti in seguito all'uso di alcol. Una nuova insorgenza di sensibilit� all'alcol dovrebbe essere valutata insieme ad altri sintomi post-COVID-19 e potrebbe fornire nuove strade per esplorare la patobiologia della malattia e potenziali interventi.

3.    LE RIFLESSIONI DELLA DOTTORESSA MYHILL: qui

4.    LA PAGINA DELLA ME ASSOCIATION in proposito (� del 2019, quindi non � aggiornata, se non per l�indicazione relativa al Long-COVID): qui.

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22 febbraio 2025

VIEL LEID, WENIG HILFE - DIE KRANKHEIT ME/CFS

A chi comprende il tedesco, segnaliamo il documentario austriaco: �Viel Leid, wenig Hilfe - Die Krankheit ME/CFS�, ovvero �Molta sofferenza, poco aiuto - La malattia ME/CFS�: qui.

La descrizione tradotta dice:

Bloccati in una gabbia invisibile: � cos� che si sente la vita di molti malati di ME/CFS. La malattia dal nome ingombrante di encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica trasforma le azioni pi� semplici come alzarsi dal letto o lavarsi i denti in un calvario per chi ne � affetto. Ogni singolo giorno � una battaglia incessante contro una spossatezza inimmaginabile per le persone sane, contro il dolore e contro un sistema sanitario non orientato alle loro esigenze.

Anche i sottotitoli sono solo in tedesco.

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21 febbraio 2025

FLUSSO SANGUIGNO CEREBRALE NELL'INTOLLERANZA ORTOSTATICA

Cerebral Blood Flow in Orthostatic Intolerance (Muhammad Shahzeb Khan, MD, MSc et al., 2025); https://doi.org/10.1161/JAHA.124.036752

Abstract tradotto:
Il flusso sanguigno cerebrale (CBF) � fondamentale per fornire ossigeno e nutrienti al cervello. Molte forme di intolleranza ortostatica (OI) comportano un'alterata regolazione del CBF in posizione eretta, con conseguenti sintomi invalidanti che riducono la qualit� della vita. Poich� il CBF non � facile da misurare, gli aumenti della frequenza cardiaca o le cadute della pressione sanguigna vengono utilizzati come sostituto per le anomalie del CBF. Queste diagnosi si traducono in sindromi come la sindrome da tachicardia posturale ortostatica e l'ipotensione ortostatica. Tuttavia, in molte altre sindromi dell'OI, come l'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica e il Long-COVID, la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa sono spesso normali nonostante i significativi cali del CBF. Ci� porta spesso alla conclusione errata che in questi pazienti non c'� nulla di emodinamicamente anormale e quindi non � necessaria alcuna spiegazione o trattamento. � necessario misurare la CBF, poich� l'ipoperfusione ortostatica � la fisiopatologia comune a tutte le forme di OI. In questa revisione, esaminiamo la letteratura che studia la disfunzione del CBF in varie sindromi con OI e valutiamo i metodi di misurazione del CBF, tra cui l'ecografia Doppler transcranica, l'ecografia del flusso sanguigno cerebrale extracranico, la spettroscopia nel vicino infrarosso e i dispositivi indossabili.



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20 febbraio 2025

TED TALK DI PENELOPE MIROTTI SULLA CFS/ME

La registrazione del TED TALK sulla CFS/ME che Penelope Mirotti ha fatto lo scorso dicembre � ora disponibile qui.
Complimenti a lei, e grazie.


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18 febbraio 2025

MECFS E POTS

Segnaliamo un paio di riferimenti sulla POTS per quei pazienti fra noi che ne soffrono.

Il primo � il link a un numero speciale  del Journal of Clinical Medicine (ISSN 2077-0383) che appartiene alla sezione �Cardiologia� e dedicato alla POTS che � co-curato da un cardiologo italiano di Chieti, che conosce la ME/CFS, il dottor Fabrizio Ricci: https://www.mdpi.com/journal/jcm/special_issues/Q7O24VYM5F

Il secondo � il primo fra gli articoli segnalati in questa rivista medica, firmato fra gli altri al ben noto, nel nostro campo, Peter Rowe, della John Hopkins University School of Medicine. Trovate sotto l�abstract tradotto.

Due diverse risposte emodinamiche in pazienti affetti da ME/CFS con sindrome da tachicardia posturale ortostatica durante i tilt test con testa in su
Van Campen, C.M.C.; Rowe, P.C.; Visser, F.C. Two Different Hemodynamic Responses in ME/CFS Patients with Postural Orthostatic Tachycardia Syndrome During Head-Up Tilt Testing. J. Clin. Med. 2024, 13, 7726. https://doi.org/10.3390/jcm13247726

Introduzione: Mentre la diagnosi della sindrome da tachicardia posturale ortostatica (POTS) si basa su criteri di frequenza cardiaca (HR) e pressione sanguigna (BP), la fisiopatologia della POTS non � del tutto compresa poich� sono stati riconosciuti molteplici meccanismi fisiopatologici. Inoltre, la funzione cardiaca, che dipende dal precarico, dal postcarico, dalla contrattilit� e dalla HR, non � stata studiata adeguatamente. Le variazioni del precarico e della contrattilit� possono essere dedotte dalle variazioni dell'indice del volume di ictus (SVI) durante un tilt test. Il post-carico gioca un ruolo minore nella POTS, poich� una risposta normale della BP � un prerequisito per la POTS. Pertanto, abbiamo analizzato la relazione HR-SVI durante un tilt test in pazienti affetti da encefalomielite mialgica (ME/CFS) con POTS e abbiamo confrontato i dati con quelli di pazienti ME/CFS con una normale risposta HR-BP e con quelli di controlli sani (HC).

Materiali e metodi: Nei pazienti ME/CFS con POTS (n = 233) o con una normale risposta HR-BP (n = 507) e nei controlli sani (n = 48), abbiamo misurato SVI (mediante eco soprasternale), HR e BP durante il tilt. Risultati: In tutti i pazienti affetti da ME/CFS, la diminuzione della SVI � stata maggiore rispetto agli HC. Nei pazienti con una normale risposta HR-BP e nei pazienti con POTS con un aumento dell'HR tra 30-39 bpm, c'era una relazione inversa tra l'aumento dell'HR e la diminuzione della SVI durante il tilt, compatibile con un aumento del pooling venoso. Nei pazienti POTS con un aumento dell'HR ≥40 bpm, questa relazione inversa � stata persa e le variazioni della SVI sono state significativamente inferiori rispetto ai pazienti POTS con un aumento dell'HR tra 30-39 bpm, suggerendo una risposta iperadrenergica.

Conclusioni: Nei pazienti con ME/CFS e POTS si possono osservare due diversi profili emodinamici: nei pazienti con un aumento limitato della HR si osserva principalmente un aumento del pooling venoso, mentre nei pazienti con un aumento della FC elevato (≥ 40 bpm) i dati sono suggestivi di una risposta iperadrenergica. Questi due diversi profili possono avere diverse implicazioni terapeutiche.


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4 febbraio 2025

NUOVO STUDIO SULLA PEM, DA FLUIDO CEREBROSPINALE

Sotto trovate la traduzione dell�abstract del nuovo articolo di Baraniuk, dal titolo �Esaurimento da sforzo (Post-Exertional Malaise, PEM) valutato dagli effetti dell'esercizio fisico sulla metabolomica del fluido cerebrospinale, sulla lipidomica e sul pathway della serina nell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica�

Baraniuk, J.N. Exertional Exhaustion (Post-Exertional Malaise, PEM) Evaluated by the Effects of Exercise on Cerebrospinal Fluid Metabolomics�Lipidomics and Serine Pathway in Myalgic Encephalomyelitis/Chronic Fatigue Syndrome. Int. J. Mol. Sci. 2025, 26, 1282. https://doi.org/10.3390/ijms26031282

Abstract tradotto:
Il malessere post-sforzo (PEM) � una condizione che definisce l'encefalomielite mialgica (ME/CFS). Il concetto richiede che una provocazione causi una limitazione invalidante dello sforzo cognitivo e funzionale (�fatica�) che non risponde al riposo. Il liquido cerebrospinale � stato esaminato come sostituto del flusso di metaboliti e lipidi cerebrali e per fornire una prova oggettiva della disfunzione fisiopatologica. Due coorti di soggetti con ME/CFS e soggetti di controllo sedentari sono stati sottoposti a punture lombari al basale (senza esercizio) o dopo esercizio submassimale (post-esercizio). I metaboliti e i lipidi del liquido cerebrospinale sono stati quantificati con metodi mirati di spettrometria di massa Biocrates. Le differenze significative tra ME/CFS e controllo, tra non esercizio vs. post-esercizio e per genere sessuale sono state esaminate con metodi di regressione lineare generale multivariata e regressione bayesiana. Sono state riscontrate differenze al basale tra i gruppi ME/CFS e di controllo, che indicano patologie correlate alla malattia, e tra i gruppi non sottoposti a esercizio fisico e post-esercizio, che implicano patologie correlate alla PEM. Un dato nuovo e inedito � stato l'innalzamento della serina e dei suoi derivati sarcosina e fosfolipidi con una diminuzione del 5-metiltetraidrofolato (5MTHF), che suggerisce una disfunzione generale del metabolismo dei folati e degli unicarburi nella ME/CFS. L'esercizio fisico ha portato al consumo di lipidi nella ME/CFS e nei controlli, mentre i metaboliti sono stati consumati nella ME/CFS ma generati nei controlli. In generale, le analisi frequentiste e bayesiane hanno generato insiemi di analiti complementari, ma non identici, che corrispondono ai moduli metabolici e all'analisi dei pathway. Il liquido cerebrospinale � unico perch� campiona il plesso corioideo, il liquido interstiziale cerebrale e le cellule del parenchima cerebrale. I risultati quantitativi sono stati inseriti nel contesto dell'ipotesi della risposta al pericolo cellulare per spiegare i cambiamenti nella sintesi della serina e dei fosfolipidi; i folati e il metabolismo monocarbonico che influenzano la sarcosina, la creatina, le purine e il timidilato; gli aminoacidi aromatici e anaplerotici; il glucosio, il ciclo TCA, il trans-aconitato e il coenzima A nel metabolismo energetico; le attivit� vitaminiche che possono essere alterate dallo sforzo. I profili metabolici e dei fosfolipidi suggeriscono l'ulteriore ipotesi che la disfunzione della materia bianca possa contribuire alla disfunzione cognitiva nella ME/CFS.

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17 gennaio 2025

COINVOLGERE GLI STUDENTI UNIVERSITARI CON ME/CFS

Su richiesta di alcuni studenti universitari, la CFS/ME Associazione Italiana odv e la CFS / ME - Organizzazione di Volontariato hanno realizzato una guida (che trovate qui al link e sotto pubblicazioni come PDF scaricabile) che possa aiutare i professori a capire le loro problematiche e a venire loro incontro. L'idea � che possano consegnarla insieme alla scheda informativa sulla ME/CFS della World ME Alliance, di cui facciamo parte.

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11 gennaio 2025

AGGIORNAMENTO EMEC SUI BANDI DI RICERCA

EMEC ha appena pubblicato un nuovo aggiornamento che trovate qui. Sotto, la traduzione, ma senza  link (tranne uno) e foto, che trovate invece nell�articolo originale.

AGGIORNAMENTO: I RISULTATI DEL BANDO

� passato molto tempo dall'ultima volta che ci avete sentito, ma finalmente possiamo aggiornarvi su ci� che abbiamo fatto dietro le quinte.
A seguito alla risoluzione europea sulla ME/CFS, abbiamo chiesto con forza alla Commissione di ascoltare il Parlamento europeo e di investire nella ricerca biomedica sulla ME/CFS. Diversi eurodeputati hanno sostenuto le nostre iniziative e hanno firmato l'impegno per la ME/CFS.
Sfortunatamente, la Commissione europea non ha voluto fornire un finanziamento ad hoc. Tuttavia, nell'ambito del programma di ricerca Horizon Europe � stato pubblicato un bando da 25 milioni di euro per le patologie ad alto carico e poco studiate. Questo bando offrirebbe migliori opportunit� di finanziamento per la ricerca sulla ME/CFS.

� stato commissionato uno studio esplorativo (scoping study) per definire quali sono le condizioni ad alto carico e poco studiate. L'EMEC, la World ME Alliance e altri enti di beneficenza hanno contribuito a questo studio. L'elenco finale � il seguente:
VEDI FOTO

Gi� prima dell'apertura del bando, avevamo espresso il timore che l'elenco fosse troppo ampio e la definizione di �poco studiato� troppo poco specifica. Purtroppo, le nostre preoccupazioni si sono rivelate ben giustificate...
3 (su 4?) progetti del bando sono gi� stati annunciati e hanno ricevuto circa 7 milioni ciascuno. Sono incentrati sull'endometriosi, sull'ipercolesterolemia familiare e sull'artrite reumatoide difficile da trattare. L'elenco dei progetti finanziati � disponibile qui.

Sebbene l'endometriosi rientri nella definizione di patologia ad alto carico e poco studiata, le altre due sono discutibili. Entrambe le patologie sono inserite in alcune delle pi� grandi comunit� di ricerca della medicina (per le malattie cardiovascolari e reumatiche). Il loro meccanismo � ampiamente compreso, hanno marcatori biologici o genetici e diverse opzioni terapeutiche efficaci. Poich� si sa gi� molto sull'ipercolesterolemia e sull'artrite reumatoide, queste candidature potrebbero presentare i loro obiettivi, target e risultati in termini pi� certi rispetto a condizioni mediche che sono davvero poco studiate.
Siamo a conoscenza di diverse candidature a questo bando che includevano la ricerca sulla ME/CFS. EMEC � stato coinvolta in un importante consorzio che comprendeva i migliori esperti di ME/CFS in tutta Europa. Si � trattato di una candidatura professionale e di alta qualit� che ha ricevuto un eccellente punteggio di revisione, che purtroppo non � stato sufficiente per ottenere il finanziamento. Si � scoperto che c'erano pi� di 100 domande a questo bando e le 4 che hanno ricevuto il finanziamento avevano un punteggio quasi perfetto di 14,5 su 15 punti.

I ricercatori sulla ME/CFS hanno investito molto tempo e sforzi per scrivere proposte di alta qualit�, quindi � frustrante vedere che la maggior parte dei finanziamenti va a patologie che non sono strettamente poco studiate. Esprimeremo queste preoccupazioni al nuovo Commissario. A pi� di 4 anni dalla risoluzione sulla ME/CFS, non � stato finanziato un solo progetto di ricerca incentrato sulla ME/CFS.


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31 dicembre 2024

LA FILARMONICA DI VIENNA DONA ALLA ME/CFS

La Filarmonica di Vienna, diretta da Riccardo Muti, doner� 100.000 euro dal concerto di Capodanno, 25.000 dei quali andranno alla ricerca sulla ME/CFS. In Italia la Rai lo proporr� in differita, alle 13.30 su Rai2 e alle 21.15 su Rai5, mentre chi vorr� ascoltarlo in diretta da Vienna potr� farlo alle 11.00 su Radio3. Per la prima volta in assoluto sar� inserita l'opera di una donna, Constanze Geiger (1835-1890), compositrice contemporanea di Johann Strauss.

Per la notizia sulla donazione si legga qui.

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28 dicembre 2024

ME GLOBAL CHRONICLE N.51

Qui trovate il pi� recente numero (51 - Dicembre 2024) dell'ME Goblal Chronicle, con notizie anche dall'Italia.


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16 dicembre 2024

DISCRIMINARE LA ME/CFS E LE CONDIZIONI DI COMORBILIT� UTILIZZANDO LA METABOLOMICA NELLA BIOBANCA DEL REGNO UNITO

Alla fine di novembre il dottor Armstrong, insieme ad altri fra cui il professor Phair f, ha pubblicato intitolato � Discriminare l'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica e le condizioni di comorbilit� utilizzando la metabolomica nella Biobanca del Regno Unito�.

Huang, K., G. C. de S�, A., Thomas, N. et al. Discriminating Myalgic Encephalomyelitis/Chronic Fatigue Syndrome and comorbid conditions using metabolomics in UK Biobank. Commun Med 4, 248 (2024). https://doi.org/10.1038/s43856-024-00669-7

Traduzione del �riassunto in linguaggio semplice�

L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � una malattia caratterizzata da una spossatezza grave senza una causa nota. Gli ulteriori sintomi della ME/CFS spesso si sovrappongono ad altri problemi medici rendendo difficile la diagnosi. Volevamo trovare un modo per identificare facilmente le persone affette da questa patologia, quindi abbiamo utilizzato i dati della UK Biobank per confrontare le persone con e senza ME/CFS che avevano altri problemi medici. Abbiamo sviluppato un calcolo matematico, utilizzando 19 fattori di salute di base e nove marcatori ematici, in grado di classificare correttamente i soggetti affetti da ME/CFS e quelli non affetti da ME/CFS nell'83% dei casi e di riconoscere questa condizione nei soggetti nel 70% dei casi. Questa ricerca potrebbe portare a un modo migliore di diagnosticare la ME/CFS e servire da esempio per le malattie che non hanno test di laboratorio definitivi.

Traduzione dell�abstract:

Premessa
La diagnosi di malattie complesse come l'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � complicata a causa della diversa sintomatologia e della presenza di condizioni di comorbilit�. I pazienti affetti da ME/CFS spesso presentano problemi di salute multipli, pertanto, incorporare le comorbilit� nella ricerca pu� fornire una comprensione pi� accurata della sintomatologia e della gravit� della patologia, per riflettere meglio le esperienze reali dei pazienti.
I metodi
Abbiamo eseguito studi di associazione e apprendimento automatico su 1194 individui affetti da ME/CFS con profili di risonanza magnetica nucleare (NMR) del plasma sanguigno e sette coorti esclusive di comorbilit�: ipertensione (n = 13.559), depressione (n = 2522), asma (n = 6406), sindrome dell'intestino irritabile (n = 859), febbre da fieno (n = 3025), ipotiroidismo (n = 1226), emicrania (n = 1551) e un gruppo di controllo non malato (n = 53.009).
Risultati
Presentiamo una prospettiva lipoproteica sulla fisiopatologia della ME/CFS, evidenziando differenze specifiche di genere e identificando associazioni sovrapposte con condizioni di comorbidit�, in particolare con i lipidi di superficie e i corpi chetonici, a partire da 168 associazioni significative di singoli biomarcatori. Inoltre, abbiamo cercato, addestrato e ottimizzato un algoritmo di apprendimento automatico, ottenendo un modello predittivo che utilizza 19 caratteristiche di base e nove biomarcatori NMR in grado di identificare la ME/CFS con un'AUC di 0,83 e un recall di 0,70. Dagli stessi 28 elementi � stato successivamente ricavato un punteggio multivariabile, che ha mostrato un'associazione ~2,5 volte maggiore rispetto al primo biomarcatore individuale.
Conclusioni
Questo studio fornisce un flusso di lavoro analitico da capo a fondo che esplora la potenziale utilit� clinica che i punteggi di associazione possono avere per la ME/CFS e altre condizioni difficili da diagnosticare.
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Il dottor Armstrong in questo momento � impegnato anche in un altro studio della OMF, in fase di approvazione etica, sul collegamento tra flusso sanguigno cerebrale, neuroinfiammazione, metabolismo e ormoni in ME/CFS, POTS e Long-COVID. Ne parla in questo video.


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10 dicembre 2024

RISULTATI DEI TRATTAMENTI RIFERITI DAI PAZIENTI NELLA ME/CFS E NEL LONG-COVID

Segnaliamo un articolo, che � per ora pre-stampa e non peer-reviewed, firmato da Xiao e Davis, fra gli altri: �Risultati dei trattamenti riferiti dai pazienti nella ME/CFS e nel Long-COVID�. Una parte delle informazioni erano in realt� gi� state condivise da Xiao a Lisbona nel convegno che si � tenuto lo scorso aprile. Potete vedere il suo intervento qui � all�inizio dice proprio che avrebbe parlato di qualcosa di diverso da quello che indica il titolo del suo intervento per venire incontro alla necessit� di parlare di qualcosa che forse era pi� rilevante per i pazienti.

Patient-Reported Treatment Outcomes in ME/CFS and Long COVID
Martha Eckey, Peng Li, Braxton Morrison, Ronald W Davis, Wenzhong Xiao
medRxiv 2024.11.27.24317656; doi: https://doi.org/10.1101/2024.11.27.24317656

Traduzione dell�abstract:

L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) e il Long-COVID sono malattie multisistemiche persistenti che colpiscono molti pazienti. Non essendo noti trattamenti efficaci approvati dalla FDA per entrambe le patologie, i risultati dei trattamenti riferiti dai pazienti sono preziosi per guidare le strategie di gestione nell'assistenza ai pazienti e per generare nuove strade per la ricerca. Qui presentiamo i risultati di un'indagine sul trattamento della ME/CFS e del Long-COVID con le risposte di 3.925 pazienti. Abbiamo valutato le esperienze di questi pazienti con pi� di 150 trattamenti, nonch� i loro dati demografici, i sintomi e le comorbilit�. I pazienti con ciascuna patologia che hanno partecipato allo studio hanno condiviso profili sintomatologici simili, compresi tutti i sintomi principali della ME/CFS, ad esempio l'89,7% della ME/CFS e il 79,4% del Long-COVID hanno riferito malessere post-sforzo (PEM). Sono stati identificati i trattamenti con i maggiori benefici percepiti, che hanno avuto effetti diversi sui vari sintomi principali. Inoltre, le risposte al trattamento erano significativamente correlate (R� = 0,68) fra i due gruppi di pazienti. Sottogruppi di pazienti con profili distinti di sintomi e comorbidit� hanno mostrato risposte diverse ai trattamenti, ad esempio un gruppo di pazienti con POTS che beneficiava di modulatori autonomici e un gruppo di pazienti con disfunzioni cognitive che beneficiava di stimolanti del SNC. Questo studio sottolinea le somiglianze sintomatiche e terapeutiche tra la ME/CFS e il Long-COVID ed evidenzia i punti in comune e le sfumature complesse delle malattie croniche associate alle infezioni e delle patologie correlate. Gli informazioni ottenute dalle esperienze riportate dai pazienti, in assenza di trattamenti approvati, forniscono prove reali urgentemente necessarie per terapie mirate nella cura dei pazienti e per lo sviluppo di futuri studi clinici.
(Dichiarazione di esclusione di responsabilit�: i risultati presentati in questo documento si basano su informazioni riferite dai pazienti e sono intesi solo a scopo di ricerca. Non devono essere interpretati come consigli medici. Si consiglia ai pazienti di consultare il proprio operatore sanitario prima di iniziare o modificare qualsiasi trattamento)



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9 dicembre 2024

RICHIESTA DI UNA NUOVA DEFINIZINE DI CASO DI RICERCA

�Add your signature to a Research Case Definition Consensus Statement for ME/CFS�. Il gruppo di esperti a capo di questa iniziativa  ̶  che comprende Caroline Kingdon e Adam Lowe (che hanno fatto parte del Comitato per le linee guida dei NICE), e Leonard Jason, un ricercatore esperto di ME/CFS dell'Universit� De Paul negli Stati Uniti  ̶  ha sottolineato come la ricerca sia ostacolata da criteri diagnostici eterogenei e dall'inclusione di partecipanti che potrebbero non avere effettivamente la MECFS, e come non ci sia ancora consenso sui criteri di ricerca. Per questo � stata creata una dichiarazione di consenso, che � gi� stata firmata da ricercatori, medici e rappresentanti di gruppi di advocacy, che chiede di sponsorizzare uno sforzo internazionale per creare un consenso sui criteri e sui metodi di selezione dei casi nella ricerca.

Qui trovate la petizione da firmare e all�interno di essa il documento con la Dichiarazione di Consenso sulla Definizione di Caso di Ricerca, con l�indicazione anche di tutti i firmatari originari dell�iniziativa.


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8 dicembre 2024

#LemonChallengeMECFS

Invitiamo tutti a partecipare alla Lemon Challenge.

Le regole sono:
1.    Filmarsi mentre si morde un limone e spiegare che si fa per la ME/CFS e i limoni simboleggiano l'asprezza della patologia - postare sui social con gli hashtag #LemonChallengeMECFS e #MEAwareness
2.    Nominare altre tre persone
3.    Fare una piccola donazione alla ME/CFS Research Fondation
 
Al link (in tedesco) maggiori informazioni e il link per fare la donazione.


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4 dicembre 2024

LA PAZIENTE PENELOPE MIROTTI RELATRICE AL TEDx IL PROSSIMO 14 DICEMBRE

Una paziente italiana affetta da ME/CFS, Penelope Mirotti, sar� relatrice all'evento TEDx di Verbania, vicino alla sua citt� natale in Italia, il 14 dicembre.

Penelope � cresciuta in Italia e ha condotto una vita piuttosto dinamica fino all'et� di 27 anni. Con una formazione in interpretariato e pianificazione di eventi, ha vissuto e lavorato negli Stati Uniti, in Estonia, Russia, Regno Unito, Francia e Svizzera. La sua vita ha subito una svolta drammatica nel 2019, quando le � stata diagnosticata la ME/CFS e ha scoperto un mondo di negligenza medica, maltrattamenti e ingiustizie sociali. Da allora, � diventata un'appassionata paladina della causa per una maggiore consapevolezza sulla patologia. Con il sostegno del suo compagno, ha avviato una petizione e ha rilasciato interviste ai media svizzeri per contribuire a diffondere la ME/CFS nel Paese che ora chiama casa. Questo dicembre, ancora una volta, far� luce sulla comunit� della ME/CFS e sulla sua continua lotta per il riconoscimento e il sostegno.

Al momento in cui scriviamo il sito ufficiale di TEDx Verbania non � ancora aggiornato con l'edizione di quest'anno, ma ecco comunque il link al sito (informazioni sull'edizione 2023).

Per i biglietti e ulteriori informazioni sull'edizione 2024 visitare questo link.

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3 dicembre 2024

ME/CFS:
LA RIPROGRAMMAZIONE TRASCRIZIONALE PORTA ALL'ESAURIMENTO DELLE CELLULE T

Un nuovo studio del gruppo di Maureen Hanson:

LA RIPROGRAMMAZIONE TRASCRIZIONALE PREDISPONE LE CELLULE T CD8+ VERSO L'ESAURIMENTO NELL'ENCEFALOMIELITE MIALGICA/SINDROME DA FATICA CRONICA
D.S. Iu, J. Maya, L.T. Vu, E.A. Fogarty, A.J. McNairn, F. Ahmed, C.J. Franconi, P.R. Munn, J.K. Grenier, M.R. Hanson, A. Grimson, Transcriptional reprogramming primes CD8+ T cells toward exhaustion in Myalgic encephalomyelitis/chronic fatigue syndrome, Proc. Natl. Acad. Sci. U.S.A. 121 (50) e2415119121, https://doi.org/10.1073/pnas.2415119121 (2024).

Importanza
L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME) � una grave malattia cronica invalidante che non dispone di terapie approvate dalla FDA. Profili trascrittomici, epigenomici e citometrici completi di sottoinsiemi primari di cellule T CD8+ implicano l'esaurimento delle cellule T nella fisiopatologia. Dimostriamo che le cellule T nei casi di ME sono epigeneticamente predisposte all'esaurimento terminale e che i marcatori di esaurimento sono sovraregolati in seguito alla sfida dell'esercizio fisico. Utilizzando la genomica a singola cellula, forniamo importanti informazioni sul ruolo dello sviluppo e della progressione dell'esaurimento delle cellule T CD8+. I nostri risultati sono coerenti con l'ipotesi che l'infezione virale cronica sia un fattore della ME; sezionando le basi molecolari della disfunzione delle cellule T nella ME, offriamo potenziali vie di trattamento.

L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME) � una malattia grave e debilitante, con prove sostanziali che indicano la disregolazione immunitaria come fattore chiave della fisiopatologia. Per caratterizzare lo stato di regolazione genica alla base della disregolazione delle cellule T nella ME, abbiamo eseguito un'analisi multiomica delle sottopopolazioni di cellule T integrando RNA-seq a singola cellula, RNA-seq e ATAC-seq e analizzando ulteriormente le sottopopolazioni di cellule T CD8+ in seguito alla provocazione dei sintomi. Sottopopolazioni specifiche di cellule T CD8+, cos� come alcune cellule T innate, hanno mostrato la disregolazione pi� pronunciata nella ME. Abbiamo osservato la sovra-regolazione di fattori di trascrizione chiave associati all'esaurimento delle cellule T nelle sottopopolazioni di cellule T CD8+ effettrici della memoria, nonch� un paesaggio cromatinico alterato e una riprogrammazione metabolica coerente con uno stato di esaurimento delle cellule immunitarie. Per convalidare queste osservazioni, abbiamo analizzato l'espressione dei marcatori di esaurimento mediante citometria a flusso, rilevando una maggiore frequenza di fattori associati all'esaurimento. Insieme, questi dati identificano l'esaurimento delle cellule T come una componente della ME, una scoperta che pu� fornire una base per future terapie, come il blocco dei checkpoint, interventi metabolici o farmaci che mirano alle infezioni virali croniche.

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23 novembre 2024

STUDIO DI RISONANZA MAGNETICA MULTIMODALE SULL'ENCEFALOMIELITE MIALGICA/SINDROME DA FATICA CRONICA: FATTIBILIT� E CORRELAZIONE CLINICA

Kaur, R.; Greeley, B.; Ciok, A.; Mehta, K.; Tsai, M.; Robertson, H.; Debelic, K.; Zhang, L.X.; Nelson, T.; Boulter, T.; et al. A Multimodal Magnetic Resonance Imaging Study on Myalgic Encephalomyelitis/Chronic Fatigue Syndrome: Feasibility and Clinical Correlation. Medicina 2024, 60, 1370. https://doi.org/10.3390/medicina60081370

Abstract tradotto:

Background/Obiettivi: L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatoca cronica (ME/CFS) � un disturbo neurologico caratterizzato da malessere post-sforzo. Nonostante la sua rilevanza clinica, i meccanismi patologici della ME/CFS non sono pienamente compresi. I precedenti studi sulla funzione cerebrale o sui metaboliti sono stati inconcludenti nel comprendere la complessit� della ME/CFS. Abbiamo combinato la spettroscopia di risonanza magnetica a singolovoxel (SV-MRS) e la risonanza magnetica funzionale (fMRI). I nostri obiettivi erano esaminare la fattibilit� del protocollo di risonanza magnetica multimodale, identificare le possibili differenze tra ME/CFS e controlli sani (HC) e mettere in relazione i risultati della risonanza magnetica con i sintomi clinici.

Metodi: Abbiamo arruolato 18 partecipanti donne affette da ME/CFS (et� media: 39,7 � 12,0 anni) e cinque HC (et� media: 45,6 � 14,5 anni). Gli spettri SV-MRS sono stati acquisiti da tre voxel di interesse: il giro cingolato anteriore (ACC), il tronco encefalico (BS) e la corteccia prefrontale dorsolaterale sinistra (L-DLPFC). La fMRI dell'intero cervello ha utilizzato un compito n-back per testare la memoria di lavoro e la funzione esecutiva. La fattibilit� � stata valutata come tasso di completamento del protocollo e tempo. Le differenze di gruppo nei metaboliti cerebrali e nell'attivazione fMRI tra ME/CFS e HC sono state confrontate e correlate con le misurazioni del comportamento e della gravit� dei sintomi.

Risultati: Il tasso di completamento � stato del 100% indipendentemente dal gruppo di partecipanti, senza causare affaticamento immediato. La ME/CFS sembra mostrare un aumento dell'N-acetilaspartato nella L-DLPFC rispetto agli HC (OR = 8,49, p = 0,040), correlato a punteggi pi� bassi di fatica, dolore e qualit� del sonno (p's = 0,001-0,015). Nella ME/CFS � stato osservato un aumento dell'attivazione cerebrale che coinvolge il lobo frontale e il tronco encefalico rispetto agli HC (Z > 3,4, p's < 0,010).

Conclusioni: Lo studio dimostra la fattibilit� della combinazione di MRS e fMRI per cogliere le caratteristiche neurochimiche e neurofisiologiche della ME/CFS in partecipanti di sesso femminile. Sono necessarie ulteriori ricerche con coorti pi� ampie, con campionamenti e follow-up pi� rappresentativi, per convalidare queste differenze apparenti tra ME/CFS e HC.


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16 novembre 2024

INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI PASCAL ARIMONT

L�europarlamentare Pascal Arimont, che ha sempre sostenuto la nostra causa, lo scorso 11 novembre ha presentato un'interrogazione scritta per chiedere alla nuova Commissione europea come intende stimolare la ricerca sulla ME/CFS.

L�interrogazione, che che poi troverete a questo link, dice:

Oggetto: Sostegno ai pazienti affetti da encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS)

L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � una malattia cronica che provoca estrema spossatezza, disfunzioni cognitive, dolore cronico e una serie di altri sintomi. Molti pazienti affetti da ME/CFS rimangono malati per decenni e si stima che il 25% dei pazienti sia costretto a casa o a letto. Si stima che la condizione colpisca 2 milioni di persone in Europa. Attualmente non esiste un test diagnostico, n� un trattamento approvato, n� una cura per la ME/CFS. Sebbene la patologia della ME/CFS sia ancora poco conosciuta, la malattia � spesso scatenata da un'infezione. Molti pazienti affetti da Long Covid grave soffrono di una sindrome simile e gli esperti hanno stimato che la pandemia di COVID abbia aumentato drasticamente la prevalenza della ME/CFS.

Il 18 giugno 2020 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione in cui ha elencato diverse azioni a livello di Unione Europea necessarie per contribuire ad affrontare l'impatto della ME/CFS.
Che cosa far� finalmente la nuova Commissione europea per:
1. sostenere un migliore riconoscimento della ME/CFS come condizione di salute legittima?
2. Garantire un finanziamento significativo per la ricerca biomedica sulla ME/CFS a livello di Unione Europea, dando priorit� ai bandi in quest'area specifica?
3. Promuovere misure e finanziamenti a livello europeo per le campagne di sensibilizzazione sulla ME/CFS, l'educazione e la formazione medica per gli operatori sanitari e sociali e lo scambio di buone pratiche relative alla ME/CFS tra gli Stati membri?
 
EMEC ha twittato questo post in proposito.


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15 novembre 2024

FOTO DI BRENT STIRTON

Il pluripremiato fotografo di fama internazionale Brent Stirton, che ha ricevuto numerosi riconoscimenti per reportage su questioni umanitarie eche ha lavorato tra gli altri, per National Geographic, Newsweek, Times Magazine, The Sunday Times Magazine e Le Monde ha creato una straordinaria serie fotografica sui pazienti affetti da ME/CFS in Austria.

�Le sue fotografie mostrano in modo impressionante come questa malattia poco studiata domini la vita dei malati e delle loro famiglie. Ogni fotografia non solo racconta la storia di una sofferenza individuale, ma d� anche alle persone colpite, che spesso vivono in isolamento, una voce che deve essere ascoltata. La serie di Stirton contribuisce a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla ME/CFS e a rendere pubblica la sofferenza invisibile di molte persone�, scrivono sul sito della WE & ME Foundation. Cinque di queste fotografie sono state presentate al pubblico per la prima volta dal 7 all'11 novembre 2024 nell'ambito di Art & Antique all'Hofburg di Vienna.

Potete scaricare il libricino fotografico con anche la storia dei vari pazienti (in tedesco) qui.

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14 novembre 2024

ME/CFS PER FRATELLI SOLIDALI

ll Gruppo Fratelli Solidali ha chiesto a Giada Da Ros, presidente della CFS/ME Associazione Italiana odv, di fare un piccolo intervento sulla CFS/ME in occasione di una conferenza tenutasi durante della festa per i 20 anni della loro associazione, lo scorso 20 ottobre.
Lo trovate qui.
Qui, su FB, avete alcune foto dell'evento.

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11 novembre 2024

STUDI IN CORSO

Ci sono numerosi studi sulla ME/CFS in corso. Sotto ne elenchiamo alcuni.

STUDIO DI RICERCA SULLA ME/CFS AL MASS. GENERAL BRIGHAM
Il gruppo del dottor Michael Van Elzakker del Mass. General Brigham sta cercando partecipanti con ME/CFS diagnosticata nella zona di Boston per un nuovo studio su campioni di sangue per la ricerca di fattori e proteine della coagulazione. Lo studio prevede anche la raccolta di campioni di saliva e l'esecuzione di un esame pupillometrico (reazione delle pupille alla luce). Per informazioni su pu� contattare ebarringer@mgh.harvard.edu.

STUDIO LIFT (Life Improvement Trial) della OMF
Si tratta di uno studio clinico in doppio cieco, controllato con placebo, su naltrexone a basso dosaggio (LDN) e piridostigmina (Mestinon) sulla capacit� funzionale, sulla risposta fisiologica e sui sintomi della ME/CFS.
Entrambi i farmaci hanno mostrato risultati promettenti in alcune persone e questo studio � stato progettato per misurare la risposta e determinare chi risponde. Questi risultati possono essere utilizzati per sviluppare piani di trattamento personalizzati in futuro.
I partecipanti allo studio, 160 per un periodi di circa 3 mesi, devono vivere nel raggio di 100 miglia dal Brigham and Women's Hospital della Harvard Medical School (Boston, MA). I partecipanti saranno reclutati attraverso il registro StudyME dell'OMF e tra i pazienti del sistema della Harvard Medical School. Per saperne si pi� si veda qui.

STUDIO SUL SONNO DELLA OMF
Uno studio di ricerca finanziato dalla OMF presso il Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston sta ancora cercando partecipanti con ME/CFS, Long-COVID e controlli sani per il loro studio sul sonno. Per partecipare, contattate postviralsleep@bidmc.harvard.edu

STUDIO DI BIOPSIA MUSCOLARE per comprendere la PEM, della OMF
Il dottor Systrom, direttore della Ronald G. Tompkins Harvard ME/CFS Collaboration, ha progettato uno studio per aiutare a comprendere meglio la relazione tra scarsa estrazione di ossigeno, anomalie vascolari e disfunzione mitocondriale e il loro rapporto con la PEM. Il team di studio esplorer� i cambiamenti molecolari che si verificano con la PEM attraverso la proteomica, la metabolomica e la trascrittomica condotte su campioni di sangue e l'analisi della funzione mitocondriale completata su biopsie muscolari.
 
STUDIO DELLA TUFTS UNIVERSITY
Si tratta di uno studio non invasivo e non interventistico per identificare le diverse sostanze (cio� biomarcatori) che possono essere isolate dai fluidi, compreso il sudore, negli strati superiori della pelle del palmo delle mani. Queste sostanze presenti nella pelle potrebbero un giorno servire come nuovi marcatori in grado di informare i medici sulla sindrome di Sjogren e sull'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS).
Lo studio cerca volontari di et� compresa tra i 30 e i 70 anni. I partecipanti possono avere la sindrome di Sjogren, la ME/CFS o essere altrimenti sani. Per ulteriori informazioni, contattare: Dr. Addy Alt-Holland (617) 636-3931

INIZIATIVA RECLAIM DEL LABORATORIO SLUSS: https://www.umassmed.edu/slusslab/reclaim-study/
Presso il Laboratorio Sluss della Scuola di Medicina dell'UMass Chan, l'iniziativa RECLAIM si concentra sull'esplorazione dei meccanismi alla base di condizioni croniche poco studiate. Nell'ambito di RECLAIM, la dottoressa Sluss (che ha anche un interesse in prima persona in quanto madre di un figlio con queste patologie) sta studiando come lo stress ossidativo influenzi condizioni croniche come la sindrome di Ehlers-Danlos (EDS), la ME/CFS e altre condizioni e malattie croniche associate a infezioni (IACCI).
RECLAIM sta reclutando partecipanti - adulti e bambini di et� compresa tra i 12 e i 17 anni - che si dichiarano affetti da ME/CFS, COVID lunga o altre IACCI.
Contattare la dottoressa Sluss all'indirizzo Hayla.sluss@umassmed.edu.
Volantino della ricerca: qui.

STUDIO �MAESTRO�
Il Tal Lab del MIT sta cercando partecipanti per il suo studio MAESTRO. Questo studio cerca di rispondere a chi sviluppa sintomi cronici dopo un'infezione, e perch�. Si cercano partecipanti con Long-COVID, malattia di Lyme acuta o cronica, o controlli sani.

PROGETTI DI RICERCA DI ME RESEARCH UK che ha dato 800 milioni di sterline per finanziare quelli indicati sotto in italiano, e a questo link � possibile cliccare su ogni voce in elenco per avere dettagli su ogni specifico studio fra questi che seguono.

Assoc. Prof. Leighton Barnden  - Tracciare i cambiamenti nella struttura e nella funzione del cervello nel tempo nella ME/CFS
Dr. Rob W�st - Microcoaguli muscolari e patologia microvascolare nella ME/CFS
Prof. Fran�ois J�r�me Authier  - Compromissione neurocognitiva nella ME/CFS
Prof. Robert Dorey - Caratterizzazione delle propriet� elettriche dei globuli bianchi per diagnosticare la ME/CFS
Dr. Zack Shan - Utilizzo della risonanza magnetica per valutare la neuroinfiammazione cerebrale e il sistema linfatico nella ME/CFS
Prof. Simon Carding - I virus intestinali hanno un ruolo nello sviluppo della ME/CFS?
Dott.ssa Eliana Lacerda e Prof.ssa Geraldine Cambridge - Esplorazione dei modelli di anticorpi nella ME/CFS moderata e grave
Prof.ssa Janet Taylor - Indagine sulla funzione delle cellule nervose spinali e sul sistema della serotonina nella ME/CFS
Dr. Bo Bertilson - Ricerca di biomarcatori della ME/CFS nel sangue e nel liquido cerebrospinale
Dott.ssa Amy Proal - Identificazione di virus in campioni di tessuto e di nervi di pazienti affetti da ME/CFS
Dott.ssa Sarah Annesley - Specificit� del tipo di cellula, portata molecolare e basi epigenetiche della disfunzione mitocondriale e cellulare nella ME/CFS
Dr. Bhupesh Prusty - Inneschi infettivi e disfunzione mitocondriale nella ME/CFS
James Allison ELUCIDATE: esplorazione del dolore e della disfunzione autonomica nella ME/CFS e nei disturbi temporomandibolari
Prof. Jarred Younger - Tracciare l'infiltrazione delle cellule immunitarie periferiche nel cervello nella ME

Progetti di dottorato
Dr. Doug Barrett & Anosha Altaf - L'impatto della ME/CFS sull'elaborazione sensoriale visiva e sull'attenzione selettiva
Prof. Jo Nijs & Jente Van Campenhout - Collegamenti tra la funzione mitocondriale e l'attenzione selettiva.
Dott.ssa Sarah Annesley & Tina Katsaros - Relazioni causa-effetto nell'inefficienza energetica mitocondriale nella ME/CFS
Prof. Chris Ponting & Gemma Samms - Indagine sperimentale sui fattori di rischio genetici per la ME/CFS rivelati dal progetto DecodeME

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8 novembre 2024

ACCETTAZIONE NELLA COMMISSIONE DELLA SOCIET� CIVILE DELL'OMS

Una piccola bella notizia. La richiesta della World ME Alliance, di cui facciamo parte, di entrare a far parte della Commissione della societ� civile dell'OMS  � stata accettata, cosa che ci dovrebbe permettere di amplificare ulteriormente la voce delle persone con ME/CFS a livello internazionale. Questa Commissione infatti serve a rafforzare la collaborazione tra l'OMS e le organizzazioni della societ� civile, fornendo una piattaforma strutturata per impegnarsi sulle iniziative e le priorit� dell'OMS.

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6 novembre 2024

VITA CON LA BATTERIA SCARICA

Il Bateman Horne Center ha realizzato questo video sulla vita a paziente con la ME/CFS, una vita con la batteria scarica. Disponibile anche con i sottotitoli in italiano.

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5 novembre 2024

LETTERA PER IL FINANZIAMENTO DELLA ROADMAP

#MEAction sta inviando una lettera urgente alla direttrice dei National Institutes of Health (NIH) degli Stati Uniti, la dott.ssa Monica Bertagnolli, chiedendo che finanzino la Roadmap (un piano d�azione) per la ricerca sulla ME/CFS. La roadmap � stata sviluppata da un gruppo di lavoro composto dai maggiori esperti di ME e da membri della comunit� (volendo trovate notizie in proposito sul nostro sito sotto news al 2 agosto) e presentata a una riunione del consiglio dei NIH lo scorso maggio con lo scopo di far progredire la ricerca sulla ME/CFS, concentrandosi sulla realizzazione di studi clinici.
 
Dal momento che i NIH hanno stanziato ZERO dollari per finanziare questa fondamentale tabella di marcia la si esorta a farlo. Come associazione perci� abbiamo firmato questa lettera. Anche come privati � possibile firmarla. Se non lo avete gi� fatto, questo di seguito � il link a cui farlo come soggetti internazionali (non americani cio�).


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4 novembre 2024

ASSENZA DI ADATTAMENTO BOLD NELLA SINDROME DA FATICA CRONICA RIVELATA DALLA RISONANZA MAGNETICA FUNZIONALE CON COMPITO

Sch�nberg L, Mohamed AZ, Yu Q, et al. Absence of BOLD adaptation in chronic fatigue syndrome revealed by task functional MRI. Journal of Cerebral Blood Flow & Metabolism. 2024;0(0). doi:10.1177/0271678X241270528
https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/0271678X241270528

Traduzione dell�abstract:
I sintomi neurologici sono centrali nell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS), ma i meccanismi neurofisiologici sottostanti rimangono elusivi. Abbiamo esaminato un aspetto trascurato della risonanza magnetica funzionale basata sul compito, concentrandoci su come i segnali dipendenti dal livello di ossigenazione del sangue (BOLD) si alterino durante i compiti cognitivi nella ME/CFS. Questo studio prospettico osservazionale ha utilizzato scansioni MRI su partecipanti con la ME/CFS e controlli sani (HC) con uno stile di vita sedentario (ACTRN12622001095752). I partecipanti hanno completato due blocchi di un Symbol Digit Modalities Test (Test sulle Modalit� delle Cifre Simboliche), con 30 prove per blocco suddivise in due serie. I cambiamenti del segnale fMRI tra i blocchi e le serie sono stati confrontati all'interno e tra i gruppi. Sono stati valutati 34 partecipanti con la ME/CFS (38 anni � 10; 27 donne) e 34 HC (38 � 10; 27 donne). Nel secondo blocco di compiti, i partecipanti con ME/CFS hanno mostrato una maggiore attivazione nel giro postcentrale destro, in contrasto con una diminuita attivazione in pi� regioni negli HC. Questi risultati sono stati ulteriormente confermati da cambiamenti dinamici bilaterali significativamente pi� elevati (2� set vs 1� set) nella corteccia motoria, sensoriale e cognitiva nei partecipanti ME/CFS rispetto agli HC e da correlazioni significative tra questi cambiamenti nella corteccia motoria primaria sinistra e la gravit� della fatica. L'adattamento BOLD, che potenzialmente migliora l'economia energetica, era assente nella ME/CFS, il che potrebbe fornire un processo neurofisiologico sottostante alla ME/CFS.


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15 ottobre 2024

SETTIMANA DELLE DISABILIT� INIVISIBILI

Fra il 20 e il 26 ottobre di quest'anno si celebra la settimana delle disabilit� invisibili. Portate consapevolezza, educazione e sostegno rispetto all'invisibilit� della ME/CFS.

Trovate materiali sulla settimana delle disabilit� invisibili online su Facebook, Instagram e X e
qui. Invitate i vostri amici, familiari, team medici, gruppi e pagine. Condividete e commentate mettendo il tag #InvisibleDisabilitiesWeek sui vostri post in proposito.
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13 ottobre 2024

GIORNATA DI SENSIBILIZZAZIONE SUI DANNI DA FLUOROCHINOLONI

Grazie al nostrai paziete Fabio Cecchinato, segnaliamo che il
22 ottobre � la giornata di sensibilizzazione sui danni, a volte irreparabili ed invalidanti, degli antibiotici #fluorochinoloni. Una nota AIFA di giugno 2020, quasi inascoltata, mette in guardia gli operatori sanitari dal rischio del loro utilizzo. Come riportato dalle news, pochi giorni fa un giovane ragazzo ha deciso di farla finita, ridotto in sedia a rotelle da appena tre giorni di Ciproxin, un fluorochinolonico. Materiale informativo e divulgativo si trova nel gruppo Facebook Fluoroquinolone Antibiotic Toxicity (Cipro, Levaquin, Avelox, Floxin).

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29 settembre 2024

NASCE "LIVING ME"

� ora disponibile da scaricare gratuitamente un�anteprima speciale estiva della rivista �Living ME� (in inglese). Questa edizione ha un tocco giocoso con un�edizione parodistica d� gossip, con �The Chronic Gossip� della famigerata Nikki Nightshade. Aspettatevi umorismo, tante immagini, sorprese e un tocco di malizia in Living ME: una rivista di lifestyle per coloro che vivono con malattie croniche.

Trovate il link per scaricarlo qui.
Qui al sito principale di Wildflowerwisdoms

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27 settembre 2024

ME GLOBAL CHRONICLE #50

Il numero 50 dell'ME Global Chronicle, con notizie anche dall'Italia, � ora disponibile qui.

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24 settembre 2024

ALTERAZIONI METABOLICHE NELLA ME/CFS

La OMF informa che il loro Centro Collaborativo sulla ME/CFS a Uppsala, di cui � direttore il dottor Jonas Bergquist, ha recentemente pubblicato un articolo che valuta le alterazioni delle vie metaboliche, in particolare del triptofano, e il loro potenziale ruolo nella fisiopatologia della ME/CFS, studiando 38 pazienti con ME/CFS e 24 controlli sani.
L�articolo (Abujrais et al, 2024), pubblicato su ACS Chemical Neuroscience, � �Metabolomica non mirata e analisi quantitativa dei metaboliti del triptofano in pazienti con encefalomielite mialgica e volontari sani: Uno studio comparativo con la spettrometria di massa ad alta risoluzione� : https://pubs.acs.org/doi/10.1021/acschemneuro.4c00444

Traduzione dell�abstract:

L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � una malattia cronica e complessa caratterizzata da stanchezza fisica e mentale grave e spesso invalidante. Finora gli scienziati non sono riusciti a individuare completamente la causa biologica della malattia, che tuttavia colpisce milioni di persone in tutto il mondo. Per comprendere meglio la ME/CFS, abbiamo confrontato le reti metaboliche nel plasma di 38 pazienti ME/CFS con quelle di 24 partecipanti sani di controllo. Ci� ha comportato un approccio metabolomico non mirato, oltre alla misurazione di sostanze mirate, tra cui il triptofano e i suoi metaboliti, nonch� tirosina, fenilalanina, vitamine del gruppo B e ipoxantina, utilizzando la cromatografia liquida accoppiata alla spettrometria di massa. Nell'analisi non mirata abbiamo osservato alterazioni significative in diverse vie metaboliche, tra cui le vie della vitamina B3, dell'arginina-prolina e dell'aspartato-asparagina. L'analisi mirata ha rivelato cambiamenti nei livelli di acido 3-idrossiantranilico, 3-idrossichinurenina, ipoxantina e fenilalanina nei pazienti con ME/CFS rispetto al gruppo di controllo. Questi risultati suggeriscono potenziali alterazioni della risposta del sistema immunitario e dello stress ossidativo nei pazienti con ME/CFS.



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19 settembre 2024

TTMV9 IN UN SOTTOGRUPPO DI PAZIENTI

Il gruppo di Elisa Oltra ha pubblicato all�inizio del mese un articolo dal titolo �Sovrarappresentazione di Torque Teno Mini Virus 9 in un sottogruppo di pazienti con encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica: Uno studio pilota�

Gim�nez-Orenga K, Mart�n-Mart�nez E, Oltra E. Over-Representation of Torque Teno Mini Virus 9 in a Subgroup of Patients with Myalgic Encephalomyelitis/Chronic Fatigue Syndrome: A Pilot Study. Pathogens. 2024; 13(9):751. https://doi.org/10.3390/pathogens13090751

Traduzione dell�abstract:

L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � un disturbo cronico classificato dall'OMS come sindrome da fatica post-virale (codice ICD-11 8E49). La diagnosi di ME/CFS, che spesso si sovrappone alla fibromialgia (FM), � difficile a causa dei sintomi aspecifici e della mancanza di biomarcatori. L'eziologia della ME/CFS e della FM � poco conosciuta, ma le prove suggeriscono che le infezioni virali giocano un ruolo fondamentale. Questo studio impiega la tecnologia microarray per quantificare i livelli di RNA virale nelle cellule immunitarie di casi di ME/CFS, FM o co-diagnosi e di controlli sani. I risultati mostrano una significativa sovraespressione del Torque Teno Mini Virus 9 (TTMV9) in un sottogruppo di pazienti affetti da ME/CFS, correlata a profili HERV e immunologici anomali. L'aumento dei livelli di trascritti del TTMV9 discrimina accuratamente questo sottogruppo di pazienti con ME/CFS dagli altri gruppi di studio, evidenziando il suo potenziale come biomarcatore per la stratificazione dei pazienti e la necessit� di ulteriori ricerche sul suo ruolo nella malattia. La convalida dei risultati sembra garantita in coorti estese da studi di continuazione.

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18 settembre 2024

IMPATTO DELLA ME/CFS SULLA QUALIT� DELLA VITA

Alla fine di luglio � uscito un nuovo studio sulla qualit� della vita dei pazienti di ME/CFS. Trovate sotto il riferimento all�articolo con la traduzione dell�abstract
Encefalomielite mialgica/Sindrome da fatica cronica: impatto sulla qualit� della vita (QoL) delle persone con ME/CFS

Muirhead NL, Vyas J, Ephgrave R, Singh R, Finlay AY. Myalgic Encephalomyelitis/Chronic Fatigue Syndrome: Impact on Quality of Life (QoL) of Persons with ME/CFS. Medicina. 2024; 60(8):1215. https://doi.org/10.3390/medicina60081215

Background e obiettivi: Abbiamo precedentemente dato notizia delll'impatto dell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) sulla QoL delle persone con ME/CFS e dei loro familiari. Qui presentiamo i risultati dell'impatto sulla QoL delle persone con ME/CFS i cui familiari non hanno partecipato all'indagine.
Materiali e metodi: Un'indagine prospettica multinazionale online � stata diffusa attraverso associazioni di pazienti, gruppi di sostegno e social media. Le persone con ME/CFS hanno compilato il questionario EuroQoL (EQ-5D-3L).

Risultati: Sono stati analizzati i dati di 876 partecipanti di 26 Paesi che hanno riportato una diagnosi di ME/CFS da parte di un operatore sanitario. In totale, 742 partecipanti si sono identificati come donne, 124 come uomini e 10 hanno preferito non dirlo. L'et� media dei partecipanti era di 47 anni (range 18-82) e il tempo medio alla diagnosi era di 14 anni. Lo stato di salute complessivo medio su una scala analogica visiva per le persone con ME/CFS era di 36,4 (100 = migliore salute). Le persone con ME/CFS erano pi� spesso colpite dall'incapacit� di svolgere le attivit� abituali (n = 852, 97%), seguite da dolore (n = 809, 92%), mobilit� compromessa (n = 724, 83%), difficolt� nella cura di s� (n = 561, 64%) e meno spesso da ansia e depressione (n = 540, 62%).

Conclusioni: La QoL delle persone con ME/CFS � significativamente influenzata a livello globale. Non c'� stata alcuna differenza significativa nella qualit� di vita rispetto ai dati pubblicati in precedenza sui malati di ME/CFS che hanno avuto un familiare che ha completato il questionario sulla qualit� di vita dei familiari (FROM16). Contrariamente all�errata credenza popolare, l'ansia e la depressione sono le aree meno spesso interessate nelle persone con ME/CFS, che sono maggiormente colpite dall'incapacit� di svolgere le attivit� abituali.


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17 settembre 2024

BIOMARCATORI EMATICI REPLICATI PER LA ME/CFS


uscito nei giorni scorsi un nuovo articolo del gruppo del professor Ponting, ben noto nel mondo della ME/CFS per essere il principale ricercatore di DecodeME, lo studio di associazione genomica (GWAS) che mira a trovare le cause genetiche della malattia analizzando i campioni di DNA di 20.000 persone con ME/CFS.

Biomarcatori ematici replicati per l'encefalomielite mialgica non spiegabili con l'inattivit�
Replicated blood-based biomarkers for Myalgic Encephalomyelitis not explicable by inactivity
Sjoerd Viktor Beentjes, Julia Kaczmarczyk, Amanda Cassar, Gemma Louise Samms, Nima S. Hejazi, Ava Khamseh, Chris P. Ponting
medRxiv 2024.08.26.24312606; doi: https://doi.org/10.1101/2024.08.26.24312606

Traduzione dell�abstract

L'encefalomielite mialgica (ME; talvolta indicata come sindrome da fatica cronica) � una malattia relativamente comune e prevalentemente femminile dalla patogenesi sconosciuta che riduce profondamente la qualit� di vita dei pazienti rispetto alla salute. La diagnosi di ME � ostacolata dall'assenza di biomarcatori specifici e solidamente definiti, facilmente misurabili da fonti disponibili come il sangue e non influenzati dal basso livello di attivit� fisica dei pazienti ME. Studi precedenti sui biomarcatori ematici non hanno prodotto risultati replicati, forse a causa della bassa dimensione del campione di studio (n < 100). Qui utilizziamo i dati della UK Biobank (UKB) per 1.455 casi di ME e 131.303 controlli della popolazione per scoprire centinaia di tratti molecolari e cellulari del sangue che differiscono significativamente tra casi e controlli. � importante notare che 116 di questi tratti sono replicati, poich� sono significativi sia per le coorti femminili che per quelle maschili. La nostra analisi ha utilizzato stimatori semi-parametrici efficienti, un adattamento iniziale di Super Learner seguito da una correzione a un passo, tre tipi di mediatori e stimatori naturali diretti e indiretti, per scomporre l'effetto medio dello stato di ME sui tratti molecolari e cellulari. Il dato che colpisce � che queste differenze tra i tratti non possano essere spiegate dall'attivit� limitata dei casi di ME. Dei 3.237 tratti considerati, lo stato di ME ha avuto un effetto significativo solo su uno, attraverso il mediatore �Durata del cammino� (campo UKB 874). Al contrario, lo stato di ME ha avuto un effetto diretto significativo su 290 tratti (9%). Come previsto, questi effetti sono diventati pi� significativi con l'aumentare del rigore nella definizione dei casi e dei controlli. I tratti significativi nelle donne e negli uomini erano indicativi di infiammazione cronica, resistenza all'insulina e malattia epatica. Individualmente, gli effetti significativi sui tratti ematici non erano tuttavia sufficienti a distinguere nettamente i casi dai controlli. Tuttavia, il loro numero elevato, l'assenza di bias sessuali e la forte significativit�, nonostante il bias della selezione di �volontari sani� dei partecipanti all'UKB, mantengono viva l'ambizione futura di un pannello di biomarcatori ematici per una diagnosi accurata della ME.


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13 settembre 2024

SOLITUDINE, ANESTESIA ED ME/CFS

Il nostro socio Fabio Cecchinato ci segnala questo video dal titolo �La solitudine danneggia i miei pazienti di ME/CFS pi� di quanto la scienza dimostri � LIVE�:

Si � anche preoccupato di fare una traduzione di quello che viene detto e la trovate qui sotto.

Ciao a tutti, sono il dottor Anthony Cave, anestesista e specialista in medicina integrativa presso Stanford e Harvard. Alcuni dei pazienti pi� determinati e tenaci di cui mi sia mai occupato soffrono di quella che viene chiamata sindrome da fatica cronica o encefalomielite mialgica (ME/CFS). Questa condizione � anche conosciuta come �cuore del soldato� perch� molti dei miei pazienti, che un tempo erano altamente funzionali, sia in ambito tecnologico (dopotutto mi trovo nella Bay Area a San Francisco), sia come atleti o persone eccezionali in vari campi, hanno sviluppato questa condizione dopo un certo fattore scatenante. Questi pazienti desiderano ardentemente tornare ad essere se stessi e superare la malattia. Non sono pigri, annoiati, confusi e depressi; vogliono solo migliorare, ma non ci riescono. � per questo che la chiamiamo �cuore del soldato�: vogliono migliorare, ma non ci riescono.

La ME/CFS � una delle condizioni pi� misteriose della medicina, conosciuta da secoli, eppure la maggior parte dei medici non si sente a suo agio a diagnosticarla. La maggior parte dei pazienti non viene diagnosticata per anni, forse decenni, e la cosa peggiore � che non sanno di far parte di una comunit� di milioni di altre persone in tutto il mondo. Questo rende la loro solitudine e il loro isolamento molto peggiori, e questo isolamento rende la loro condizione incredibilmente difficile.
Oggi spero che imparerete non solo cosa sia la ME/CFS, ma anche perch� la solitudine colpisce queste persone vulnerabili pi� di quanto possiamo immaginare. Avrete alcuni passaggi concreti da condividere con gli altri, specialmente con qualcuno che pensate abbia il problema della solitudine, e specialmente se ha la sindrome da fatica cronica.

Sono qui in una sala operatoria in diretta, dove ho curato pazienti non molto tempo fa. Questo inizia con un paziente che aveva la CFS prima del suo intervento chirurgico. Ho condiviso questa storia prima che mi dicessero che non sapevano cosa aspettarsi a causa del loro intenso isolamento sociale. Sappiamo che la solitudine ci toglie la capacit� di avere un significato e uno scopo nella vita, e sappiamo che non avere un significato e uno scopo nella vita ci rende meno propensi a essere impegnati con la nostra salute e assistenza sanitaria, sia che si tratti di un intervento chirurgico o della guarigione dalla ME/CFS. Quell�individuo ha avuto un decorso chirurgico impegnativo e un decorso di recupero difficile. La stessa cosa accade ai pazienti con ME/CFS anche fuori dalla sala operatoria.

Condivider� parte della scienza e di come la chirurgia e l�anestesia riflettano quanto sia seria la connessione con la solitudine. Ci sono molte cose che crediamo possano causare la ME/CFS, ma non le conosciamo tutte. Alcune infezioni, l�avvelenamento da metalli pesanti, forse la muffa, forse alcune allergie, potrebbero essere fattori scatenanti. Sembra che qualcosa cambi la biologia di una persona, esaurendo le sue capacit� di produzione di energia. Non si tratta di essere pigri, perch� se dai ai pazienti con ME/CFS stimolanti come metilfenidato o modafinil, non avranno pi� energia. Questo � molto profondo, specialmente in sala operatoria.
Somministro farmaci ai pazienti almeno semi-regolarmente per aiutarli ad avere un sistema nervoso pi� attivo, sia per svegliarsi dall�intervento chirurgico o dall�anestesia. Questi farmaci non aiutano i pazienti con MECFS ad avere pi� energia perch� la loro produzione di ATP � compromessa. L�ATP � una delle molecole del corpo che funge da valuta energetica, fornendo energia a tutto il corpo. � una molecola che si brucia per ottenere carburante. I pazienti con MECFS non sembrano produrre ATP come facciamo io e te, a causa di complicazioni derivanti da un fattore scatenante importante, come un�infezione, forse avvelenamento da metalli pesanti o qualche altro tipo di avvelenamento.

I sintomi classici, che non sempre si applicano a tutti, includono tutti i principali sistemi di organi. Effettivamente, il cervello, il tronco encefalico e il midollo spinale sono coinvolti, manifestandosi come annebbiamento mentale, deterioramento cognitivo, demenza, dimenticanza, ecc. Colpisce anche il cuore, e ci� che vediamo � una neuropatia autonomica, con sintomi come tachicardia o bradicardia, sbalzi di pressione sanguigna che non sono appropriati. Grazie, Donna, per questo, super grazie, apprezzo molto. Il sistema immunitario � pesantemente influenzato, e se si tratti di un condizionamento autoimmune, che significa che il sistema immunitario sta attaccando il sistema nervoso centrale, � ancora oggetto di dibattito. Tuttavia, gli individui che soffrono di MECFS sembrano avere una maggiore propensione a sviluppare infezioni come raffreddori comuni, ecc., e potrebbero avere una probabilit� maggiore di avere una reazione grave a queste infezioni.

Infine, la parte metabolica: ogni cellula del corpo ha quelli che sono chiamati mitocondri, che producono energia. Come qualcuno qui ha detto, il ciclo di Krebs sembra essere interrotto perch� i mitocondri non sono in grado di produrre correttamente ATP. Questo influisce sulla nostra capacit� di riposare in momenti in cui normalmente reintegreremmo la nostra riserva energetica. La cosa classica che i pazienti mi dicono �: �Dottore, vado a dormire ma mi sveglio non riposato�. Quando vengono in sala operatoria con me, amano il farmaco bianco perch� dicono: �Dottore, � l�unico riposo che riesco ad ottenere�.

Non sto dicendo che dovresti mai usare il fentanyl se hai la sindrome da fatica cronica o encefalomielite allergica, ma riconoscere che c�� un�intensa interruzione del sonno fa parte del problema del cervello e del midollo spinale. Anche il dolore contribuisce a non riuscire a dormire. Come potete immaginare, farmaci come il fentanyl, che uso regolarmente in chirurgia, producono un significativo sollievo dal dolore. Tuttavia, � assolutamente inappropriato usarli per questo scopo al di fuori della chirurgia. In chirurgia, � un momento vulnerabile in cui c�� bisogno di questi farmaci, e dobbiamo essere attenti agli effetti che hanno su questa popolazione le cui esigenze potrebbero non essere mai soddisfatte perch� nessuno le conosce e i dottori non si sentono nemmeno a loro agio a parlarne.
� verissimo che anche alla facolt� di medicina alla maggior parte degli studenti viene insegnato qualcosa del tipo �forse � nella loro testa�. S�, certo, � nella loro testa, nel loro midollo spinale, nel loro cuore e nel loro flusso sanguigno, ma dire che � �nella loro testa� con una sfumatura dispregiativa semplicemente non � vero. Cresciamo comunque imparando queste cose. Ho sentito molti dei miei medici curanti, quando ero uno studente di medicina, riferirsi alla CFS in quel modo, ma semplicemente non � vero.

Si deve riconoscere che molte condizioni post-virali possono avere sintomi simili alla MECFS. La grande differenza qui, e questo � ci� che voglio che tutti capiscano oggi, � che si pu� avere il Long-COVID, la Lyme cronica, la mononucleosi da un�infezione del virus di Epstein-Barr, complicazioni da Giardia e dal virus West Nile, che possono avere sintomi simili. Puoi avere la sindrome di Sikhu, che � quando il trauma fisico di essere in terapia intensiva provoca una simile esplosione della produzione di ATP. Ma ci� che nessuno riconosce in tutti questi processi patologici � che, mentre c�� un trauma infettivo al tuo corpo in quei casi o un trauma fisico nel caso di un intervento chirurgico in terapia intensiva, c�� anche un trauma psicologico, forse spirituale, se sottoscrivi questa convinzione, io personalmente lo faccio in una certa misura, che non viene affrontato se non affrontiamo la solitudine.

Ecco perch� la solitudine � importante pi� di qualsiasi altra cosa. Non abbiamo farmaci approvati per la MECFS. Abbiamo vari integratori che possono o non possono essere utili, ma se non affrontiamo l�isolamento di qualcuno dai suoi dottori, che potrebbero non riconoscere la loro malattia o addirittura saperlo, se non riconosciamo come i loro vicini non sanno nemmeno pi� che vivono l� perch� non possono nemmeno uscire di casa, se la loro famiglia pensa �oh, sono solo a letto, sono stanchi, non vogliono vederci�, se i loro amici hanno rinunciato a loro perch� non capiscono cosa sta succedendo, se il paziente stesso non sa che ci� che sta vivendo � vero, allora non lo sono.

Non sto dicendo che dovresti mai usare il fentanyl se hai la sindrome da fatica cronica o encefalomielite allergica, ma riconoscere che c�� un�intensa interruzione del sonno fa parte del problema del cervello e del midollo spinale. Anche il dolore contribuisce a non riuscire a dormire. Come potete immaginare, farmaci come il fentanyl, che uso regolarmente in chirurgia, producono un significativo sollievo dal dolore. Tuttavia, � assolutamente inappropriato usarli per questo scopo al di fuori della chirurgia. In chirurgia, � un momento vulnerabile in cui c�� bisogno di questi farmaci, e dobbiamo essere attenti agli effetti che hanno su questa popolazione le cui esigenze potrebbero non essere mai soddisfatte perch� nessuno le conosce e i dottori non si sentono nemmeno a loro agio a parlarne.
� verissimo che anche alla facolt� di medicina alla maggior parte degli studenti viene insegnato qualcosa del tipo �forse � nella loro testa�. S�, certo, � nella loro testa, nel loro midollo spinale, nel loro cuore e nel loro flusso sanguigno, ma dire che � �nella loro testa� con una sfumatura dispregiativa semplicemente non � vero. Cresciamo comunque imparando queste cose. Ho sentito molti dei miei medici curanti, quando ero uno studente di medicina, riferirsi alla CFS in quel modo, ma semplicemente non � vero.

Si deve riconoscere che molte condizioni post-virali possono avere sintomi simili alla MECFS. La grande differenza qui, e questo � ci� che voglio che tutti capiscano oggi, � che si pu� avere il Long-COVID, la Lyme cronica, la mononucleosi da un�infezione del virus di Epstein-Barr, complicazioni da Giardia e dal virus West Nile, che possono avere sintomi simili. Puoi avere la sindrome di Sikhu, che � quando il trauma fisico di essere in terapia intensiva provoca una simile esplosione della produzione di ATP. Ma ci� che nessuno riconosce in tutti questi processi patologici � che, mentre c�� un trauma infettivo al tuo corpo in quei casi o un trauma fisico nel caso di un intervento chirurgico in terapia intensiva, c�� anche un trauma psicologico, forse spirituale, se sottoscrivi questa convinzione, io personalmente lo faccio in una certa misura, che non viene affrontato se non affrontiamo la solitudine.

Ecco perch� la solitudine � importante pi� di qualsiasi altra cosa. Non abbiamo farmaci approvati per la MECFS. Abbiamo vari integratori che possono o non possono essere utili, ma se non affrontiamo l�isolamento di qualcuno dai suoi dottori, che potrebbero non riconoscere la loro malattia o addirittura saperlo, se non riconosciamo come i loro vicini non sanno nemmeno pi� che vivono l� perch� non possono nemmeno uscire di casa, se la loro famiglia pensa �oh, sono solo a letto, sono stanchi, non vogliono vederci�, se i loro amici hanno rinunciato a loro perch� non capiscono cosa sta succedendo, se il paziente stesso non sa che ci� che sta vivendo � vero, se viene loro fatto gaslighting, come possono aspettarsi di raggiungere la guarigione, come possono accedere al loro potenziale interiore di guarigione che peremetta alle terapie di funzionare? Quando sei sotto anestesia, hai sentito da me prima come ansia, depressione e PTSD non possano essere dimostrati con test, proprio come non abbiamo test per dimostrare la MECFS nei pazienti. Probabilmente li avremo in futuro, ma non li abbiamo ancora. Quanti miliardi di dollari vengono spesi per quelle condizioni? Quante pubblicit� vedi negli Stati Uniti per Zoloft, Cymbalta, ecc., rispetto a qualsiasi consapevolezza della MECFS? Non � che la MECFS sia meno reale dell�ansia o della depressione.

Sotto anestesia, hai sentito come condivido cosa succede ai pazienti. Parleremo di anestesia e MECFS tra un minuto, ma non ci sono soldi perch� le persone non lo riconoscono. Se le persone non vengono riconosciute, saranno isolate. Se sono isolate, questo contribuisce alla kinesiofobia, al pessimismo e, mi dispiace, alla catastrofizzazione, che peggiorer� il funzionamento di ogni organo: il cervello, il sistema immunitario, il cuore e i polmoni, ecc.
Quindi riconoscete che la solitudine colpisce il 50% di tutti i nuovi arrivati negli Stati Uniti e, se avete la MECFS, � pi� probabile che siate anche soli. Per tutti questi motivi, i social media contribuiscono a peggiorare la situazione, ovviamente, e la solitudine aumenta il rischio di mortalit� prematura pi� di 15 sigarette al giorno. Lo sappiamo, quindi quando aggiungi la solitudine alla ME/CFS, cosa pensi che succeder� ai pazienti che soffrono di CFS? Ogni singola condizione peggiorer�: la neuropatia autonomica potenzialmente peggiorer�, i rischi di complicazioni del diabete peggioreranno, gli ictus, gli attacchi di cuore, le complicazioni macrovascolari e microvascolari del diabete peggioreranno, ovviamente, il rischio di ansia e depressione aumenter�. E che dire del suicidio? Sappiamo che la solitudine � uno dei peggiori fattori predittivi in termini di rischio di suicidio. Quando hai gi� la CFS, non riconosciamo nemmeno la componente della solitudine. Leggerai di tutti i diversi sistemi di organi di cui ti ho parlato, ma nessuno riconosce l�unica cosa su cui possiamo fare qualcosa, ovvero affrontare la solitudine. E come lo facciamo? Con compassione dai tuoi dottori. I tuoi dottori dovrebbero sapere di questa condizione e, se non lo fanno, per favore, informali al riguardo. Ci sono cos� tante fondazioni l� fuori che possono farlo, quindi � davvero imperdonabile nel 21� secolo che i dottori non riconoscano che la presenza e la connessione sociale sono chiaramente importanti.

� quello di cui abbiamo parlato su questo canale. Non entrer� nei dettagli adesso perch� dobbiamo ancora parlare della parte sull�anestesia. L�anestesia dimostra qualcosa di molto importante per questa popolazione di pazienti, con cui nessun�altra popolazione penso abbia difficolt�: non puoi ottenere l�empatia e la presenza che ho menzionato se le persone sono troppo impegnate a cercare di importi un programma. Ci sono molti siti web di interesse speciale. Tutto ci� che devi fare � fare una ricerca su Google per ME/CFS. Ne ho fatti un paio prima di questa trasmissione in diretta per vedere davvero com�� l� fuori. Questa disinformazione � piuttosto drastica perch� non � specificatamente per la chirurgia e l�anestesia. Come ho detto, sono in una sala operatoria con ventilatore, con tutti i farmaci. Quando ho pazienti qui, c�� un messaggio che li rafforza: tutti con ME/CFS dovrebbero riconoscerlo. Anche se non hai ME/CFS, dovresti riconoscerlo. C�� un�attenzione eccessiva sui farmaci che non puoi dare a questi pazienti perch� sono cos� sensibili agli anestetici, agli agenti che rilasciano istamina. Questo significa che non dovresti usare quasi la met� dei farmaci che usiamo normalmente: agenti miorilassanti, curari, epinefrina, lidocaina, ecc.

Questa � una cosa che pu� dirottare la mente di un paziente. Entrano in sala operatoria pensando: �Dottore, non posso ottenere l�anestesia� e mi danno una lunga lista di farmaci. Cosa succede al loro concetto di isolamento quando pensano: �Oh mio Dio, non posso ottenere l�anestesia come tutti gli altri pazienti perch� ho la CFS. Dovr� subire un intervento chirurgico pi� duro, ovviamente, perch� sono un paziente con ME/CFS�? Sembra che non ci siano buoni studi per dimostrare che l�anestesia colpisce questi pazienti in modo diverso. S�, ci sono alcune differenze legate all�ansia, alla depressione e al PTSD di cui parliamo regolarmente, ma le preoccupazioni che questi siti web mettono nella mente dei miei pazienti, come ho detto, dirottano il loro sistema nervoso centrale, aumentando la loro paura in modi che li feriscono di pi�. Quando si svegliano, tendono ad avere pi� complicazioni dopo l�intervento chirurgico e l�anestesia: nausea peggiore, maggiore bisogno di controllo del dolore, un risveglio pi� difficile. Il mio punto � che dovremmo concentrarci sulla connessione sociale e sulla pazienza, soprattutto con i pazienti con ME/CFS, prima dell�intervento, invece di spaventarli e spesso spaventare il loro medico, alienando ulteriormente quel legame medico-paziente prima del periodo vulnerabile dell�intervento. Ad esempio, invece di dire: �Oh, non puoi ottenere questi farmaci perch� forse qualcuno ha avuto una brutta reazione aneddotica�.
Non sto dicendo che non sia vero, ma oggi nulla � stato costantemente dimostrato. Che ne dici se parliamo di chi si prender� cura di te a casa? Chi ti cuciner� pasti deliziosi e nutrienti dopo l�intervento? Chi ti porter� al parco per aiutarti a riprenderti nella natura? Chi sar� l� con te nel caso tu abbia bisogno di aiuto? Chi sar� l� per aiutarti a prendere i tuoi farmaci dalla farmacia? Nessuno dei miei pazienti viene da me dicendo di aver avuto questa discussione prima della sala operatoria, ed � questo che mi spezza il cuore. Mi diranno tutto quello che dovrei o non dovrei fare come anestesista. Alcune cose potrebbero essere accurate, ma in generale non lo sono. Nessuno si concentra sulla cosa che potrebbe essere singolarmente pi� importante da sostenere per qualsiasi paziente, ma soprattutto per quelli con ME/CFS.
Spero che, come ho detto all�inizio, il pessimismo, la kinesiofobia e la catastrofizzazione non vengano affrontati, perch� affosseranno l�anestesia e la chirurgia. Ma affrontarli non richiede farmaci o nessuno di questi siti web a cui mi riferisco, che forniscono liste di cose da fare che sembrano spaventare i pazienti pi� che rafforzarli.

Spero che tu riconosca che, quando smitizziamo qualsiasi condizione come la MECFS, possiamo consentire a pi� pazienti di trovare la loro vera diagnosi. Pi� pazienti hanno la loro vera diagnosi, pi� possono sostenersi a vicenda, provando un�affinit� verso gli altri e non sentendosi cos� impotenti, isolati o alienati dalla societ�. Questo � ci� che spero tu possa cogliere oggi e condividere con gli altri. Non fingere che il tuo vicino non esista; magari chiedi loro come stanno. Forse soffrono di ME/CFS o di un�altra condizione in cui quel semplice atto di compassione ed empatia potrebbe fare una differenza molto pi� grande di qualsiasi farmaco da prescrizione o intervento chirurgico.

Dalla mia esperienza in sala operatoria, � spesso quel livello di presenza e connessione che supera qualsiasi farmaco che potrei mai somministrare. A volte, anche nella mia clinica di infusione di ketamina, che pu� essere profonda, non sar� mai efficace quanto abbinare quel trattamento medico alla presenza, empatia e compassione. E tutti voi potete farlo tanto quanto me. Spero che apprezziate la scienza incredibile dietro tutto questo e che vi sentiate autorizzati a prendere il controllo della vostra salute, raggiungendo i vostri collegamenti sociali di persona ove possibile e aiutando gli altri. Avete un potere incredibile e spero che non perdiate mai la fede o la speranza in questo.

Per favore, clicca sul pulsante �Mi piace� se apprezzi il fatto che io venga qui dopo una lunga giornata in sala operatoria. Apprezzo molto il tuo supporto, cos� posso fare questi streaming live per te pi� spesso. Fammi sapere nei commenti qui sotto cosa vorresti imparare dopo.

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12 settembre 2024

AIUTATE LA BRITISH PSYCHOLOGICAL SOCIETY A SVILUPPARE LINEE GUIDA PER LA ME/CFS

Per chi sa l�inglese: si stanno cercando persone affette da ME/CFS e caregiver per esprimere la loro opinione sulla creazione di nuove linee guida di buona pratica sulla ME/CFS per gli psicologi.

Queste linee guida sono state prodotte dalla British Psychological Society (BPS) con l'aiuto di Action for ME e della ME Association.
Sebbene la ME/CFS non sia una condizione psicologica, molte persone con ME/CFS si rivolgono a uno psicologo per imparare a convivere al meglio con la patologia o per altre ragioni non correlate alla ME/CFS. Dal momento che si vogliono realizzare le migliori possibili, si chiede l�opinione dei pazienti. Si pu� compilare il sondaggio qui:   https://meassociation.org.uk/2024/08/british-psychological-society-good-practice-guidelines/

La scadenza per la compilazione del sondaggio � il 09 ottobre 2024. Tuttavia, se possibile, vi saremmo grati se riusciste a completare il sondaggio entro il 15 settembre, in modo da poter iniziare ad analizzare le risposte in tempo per il nostro primo incontro di co-produzione con la BPS.

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10 settembre 2024

VERSO UNA MAGGIORE COMPRENSIONE DELLA PEM

Sotto trovate un articolo firmato fra gli altri da Carmen Scheibenbogen, una delle maggiori esperte tedesche:

Verso una comprensione del malessere post-sforzo indotto dall'attivit� fisica: Approfondimenti sulle alterazioni microvascolari e le interazioni immunometaboliche nella condizione post-COVID e nell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (Haunhorst, S., Dudziak, D., Scheibenbogen, C. et al., 2024)
Link all�articolo: qui.

Traduzione dell�abstract:

Premessa
Un considerevole numero di pazienti che hanno contratto il SARS-CoV-2 � affetto da sintomi multisistemici persistenti, definiti condizione post-COVID (PCC). Il malessere post-sforzo (PEM) � stato riconosciuto come una delle manifestazioni pi� frequenti della PCC ed � un criterio diagnostico dell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS). Tuttavia, i suoi pato-meccanismi sottostanti rimangono poco spiegati.

Scopo e metodi
In questa disamina, descriviamo le prove attuali che indicano che le caratteristiche fisiopatologiche chiave della PCC e della ME/CFS sono coinvolte nella PEM indotta dall'attivit� fisica.

Risultati
Subito dopo l'attivit� fisica, i pazienti affetti presentano una ridotta capacit� sistemica di estrazione di ossigeno e di fosforilazione ossidativa. Prove che si accumulano suggeriscono che queste sono mediate da disfunzioni nelle capacit� mitocondriali e nella microcircolazione che sono mantenute da un'attivazione immunitaria latente, compromettendo congiuntamente la bioenergetica periferica. L'aggravarsi dei deficit nella perfusione tissutale e nell'utilizzo dell'ossigeno durante le attivit� causa un'intolleranza allo sforzo che � spesso accompagnata da tachicardia, dispnea, cessazione precoce dell'attivit� e provoca effetti metabolici a valle. L'accumulo di molecole come il lattato, le specie reattive dell'ossigeno o le prostaglandine pu� innescare un'attivazione immunitaria locale e sistemica. La successiva intensificazione delle rigidezze bioenergetiche, i disturbi ionici muscolari e la modulazione delle funzioni del sistema nervoso centrale possono portare a un'esacerbazione delle patologie e dei sintomi esistenti.

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9 settembre 2024

TREMORI E VIBRAZIONI INTERNE

Alla fine di luglio � stato pubblicato in articolo sull�American Journal of Medicine che parla dei tremori e delle vibrazioni interne nel Long-COVID,  firmato dal team di Krumholz e Iwasaki. Come sappiamo bene, e come � stato fatto osservare da molti a commento dell�articolo, � anche uno dei sintomi della ME/CFS. Perenne quando si � severi, altrimenti pi� o meno pronunciato quando si migliora. In questo studio ben il 37% dei pazienti ha riportato di soffrirne.

Tremori e vibrazioni interne nel Long-COVID: uno studio trasversale (Zhou, Tianna et al., 2024): qui

Traduzione dell�abstract

Premessa
I tremori e le vibrazioni interne sono sintomi precedentemente descritti come parte di disturbi neurologici, ma non pienamente descritti come parte del Long-COVID. Questo studio ha confrontato le comorbidit� pre-pandemiche, le condizioni di nuova insorgenza e i sintomi del Long-COVID tra persone con tremori e vibrazioni interne come parte dei sintomi della Long-COVID e persone con Long-COVID ma senza questi sintomi.

Metodi
Lo studio Yale Listen to Immune, Symptom and Treatment Experiences Now (LISTEN) ha intervistato 423 adulti con Long-COVID tra il 12 maggio 2022 e il 1� giugno 2023. La variabile di esposizione era rappresentata dai sintomi del Long-COVID lunga di tremori e vibrazioni interne. Le variabili di esito erano le caratteristiche demografiche, le comorbidit� pre-pandemiche, le condizioni di nuova insorgenza, gli altri sintomi e la qualit� della vita.

Risultati
Tra i partecipanti allo studio con Long-COVID, l'et� mediana era di 46 anni [IQR, 38-56]), il 74% era di sesso femminile, l'87% era di razza bianca non ispanica e 158 (37%) hanno riferito �tremori interni o ronzii/vibrazioni� come sintomo del Long-COVID lunga. I due gruppi hanno riportato comorbilit� simili prima della pandemia, ma le persone con tremori interni hanno riportato uno stato di salute peggiore, misurato dalla scala analogica visiva Euro-QoL (mediana: 40 punti [IQR, 30-60] vs. 50 punti [IQR, 35-60]). 50 punti [IQR, 35-62], P = 0,007) e avevano tassi pi� elevati di disturbi dei mastociti di nuova insorgenza (11% [95% CI, 7,1-18] vs. 2,6% [1,2-5,6], P = 0,008) e condizioni neurologiche (22% [95% CI, 16-29] vs. 8,3% [5,4-12], P = 0,004).

Conclusioni
Tra le persone con Long-COVID, quelle con tremori e vibrazioni interne presentavano patologie e sintomi diversi e uno stato di salute peggiore rispetto alle altre persone con Long-COVID senza questi sintomi.

Un articolo (in inglese) della Yale School of Medicine, parla di questo sintomo e di questo studio, intervistando alcuni del team che lo hanno condotto: qui
�Anche se la sensazione di solito non � visibile agli altri, �non � irrilevante�, dice Krumholz. �Si tratta di persone che soffrono in modo sostanziale e una parte di ci� che contribuisce alla loro sofferenza � questo sintomo�.�

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6 settembre 2024

SOVRAREGOLAZIONE DI BH4 IN PERSONE CON ME/CFS E INTOLLERANZA ORTOSTATICA (OI)


Nelle persone affette da ME/CFS e intolleranza ortostatica � stato riscontrato un aumento dei livelli di BH4, una molecola ritenuta coinvolta in molti processi dell'organismo. Se ne parla in questo articolo che trovate tradotto sotto:

Alla 16a conferenza Invest in ME Research, il professor Ron Davis ha discusso l'ipotesi che una molecola nota come BH4 possa essere coinvolta nella patogenesi della ME/CFS.

Si ritiene che la BH4, una molecola �strettamente regolata� negli individui sani, sia coinvolta in molti processi dell'organismo, tra cui la generazione di molecole energetiche nei mitocondri, spesso definiti �centrali elettriche della cellula�, e i messaggeri chimici che facilitano la comunicazione tra le cellule nervose (neurotrasmettitori).

Le ricerche hanno dimostrato che una sovraregolazione incontrollata di BH4 � associata a:
�    Disfunzione mitocondriale.
�    Disturbi cognitivi.
�    Disregolazione immunitaria.
�    Progressione di malattie infiammatorie e autoimmuni.

� interessante notare che si tratta di anomalie biologiche che la ricerca ha collegato anche alla ME/CFS.
Uno studio pilota condotto dal dottor Avik Roy e colleghi ha rilevato che i partecipanti affetti da ME/CFS che presentavano anche un'intolleranza ortostatica (OI) presentavano un aumento dei livelli di BH4, il che indicava una sua sovraregolazione. Dopo la pubblicazione dello studio pilota, il dottor Roy e i suoi colleghi hanno pubblicato un altro articolo che analizza i motivi per cui la BH4 potrebbe essere sovraregolata nelle persone affette da ME/CFS e OI.
Lo studio � stato complesso, ma i risultati indicano che un pathway alternativo per la produzione di energia nell'organismo - il pathway del pentoso fosfato - potrebbe svolgere un ruolo importante nell'aumento del BH4 nelle persone con ME/CFS e OI, in particolare quando questo percorso produce energia in assenza di ossigeno - in condizioni anaerobiche.  

� importante notare che, poich� lo studio � stato condotto �in vitro�, analizzando campioni di persone affette da ME/CFS e OI utilizzando attrezzature di laboratorio come provette, i risultati potrebbero non riflettere pienamente l'ambiente dinamico del corpo umano. 
Sono necessarie ulteriori ricerche per valutare se la sovraregolazione della BH4 possa essere osservata in tutti gli individui affetti da ME/CFS, o se possa essere riscontrata solo in alcuni sottogruppi di persone affette dalla malattia - come quelli affetti da OI; questa ricerca dovrebbe anche prendere in considerazione la natura diversa della ME/CFS. Potrebbe anche essere utile considerare se il livello di disregolazione della BH4 possa essere associato alla gravit� della ME/CFS.

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2 settembre 2024

A ROMA APERTI RICOVERI PER GIOVANI PAZIENTI DI LONG-COVID ED ME/CFS

Uno dei maggiori esperti di ME/CFS e Long-COVID fra i medici di nuova generazione, diciamo cos�, � il dottor Danilo Buonsenso, soprattutto per la parte pediatrica, visto che � pediatra - lavora al Gemelli a Roma e insegna alla Cattolica. Da lui arrivano ottime notizie, come scrive sul suo  blog su Substack.  In un  post di agosto spiega che hanno aperto i ricoveri (privatamente per gli adulti) per pazienti di ME/CFS e Long-COVID. Certo, sono coperti dal servizio sanitario nazionale, se non si � in ambito pediatrico, ma � un inizio. Gi� ci sono giovani pazienti non pediatrici che si sono rivolti a lui.

Qui trovate il post in cui spiega, mentre sotto la traduzione:

NEL MIO CENTRO SONO APERTI I RICOVERI PER GIOVANI ADULTI PER LONG COVID E ME/CFS!

Possono essere ammesse persone da tutto il mondo, a seconda delle necessit�.
Il Long-COVID e la ME/CFS sono per lo pi� trascurate o etichettate come disturbi funzionali in tutto il mondo, con l'eccezione di pochi centri.
Se questo � generalmente vero per tutti, � particolarmente vero per i bambini, gli adolescenti e i giovani adulti.
Per quanto riguarda i bambini e gli adolescenti fino a 18 anni, sono riuscito (e fortunato, ma anche bravo) a convincere la mia Istituzione dell'importanza di questo settore, per cui posso facilmente seguire e ricoverare questi pazienti nel mio reparto pediatrico. I pazienti italiani sono ricoverati gratuitamente nell�ambito del sistema sanitario nazionale.
Tuttavia, ho capito (parlando con centinaia di persone colpite) che i giovani adulti fino a 30-35 anni con il Long-COVID o la ME/CFS sono letteralmente abbandonati dal punto di vista dell'assistenza sanitaria. Sono letteralmente pazienti di nessuno.
Alcuni colleghi mi hanno detto: "Ehi, Danilo, un trentenne � pi� simile a un diciassettenne che a un settantenne", facendo riferimento anche alle comorbilit� e cos� via. "Perch� non cerchi di aiutare anche questi pazienti?".

Onestamente, non avevano torto. Poich� lavoro in uno dei migliori ospedali accademici italiani (non solo pediatrici, ma anche generali), ho tutte le competenze necessarie per questi pazienti. In realt�, anche i miei pazienti pediatrici sono curati in collaborazione con altri esperti adulti. La loro esperienza con i casi pi� gravi di COVID e Long-COVID mi ha aiutato a tradurre le mie cure agli adolescenti pi� giovani.
Ho pensato: "Bene, facciamolo". Tuttavia, da un punto di vista amministrativo, il mio ospedale non dispone di un'unit� di Long Covid-ME/CFS e non posso ricoverare adulti nel reparto pediatrico. Pertanto, l'istituzione mi ha permesso di creare un'�quipe che possa controllare i pazienti nel settore privato dell'ospedale. Si spera che questo possa funzionare almeno per il numero crescente di persone che hanno un'assicurazione sanitaria.
Potenzialmente possono essere ricoverate persone provenienti da tutto il mondo. Non ci sono restrizioni a questo proposito.
Ho gi� iniziato con i primi adulti.
 
 
COME FUNZIONA?
 
Fase 1 - primo contatto
Se sei un giovane adulto fino a 35 anni, o anche un po' pi� vecchio se non hai precedenti comorbilit� importanti ad eccezione del Covid o della ME/CFS, hai prima un consulto online con me. Questo consulto � gratuito per i miei abbonati a pagamento (� solo un simbolico 30 euro all'anno, la piattaforma non consente prezzi inferiori). Questa fase � importante per capire la diagnosi, cosa � stato fatto finora (in termini di diagnosi e trattamenti) e per concordare un piano.
 
Fase 2 - primo ricovero
Di solito, il primo ricovero � soprattutto diagnostico. Ecco cosa faccio di solito:
�    la mia valutazione
�    Test da sforzo cardiopolmonare per misurare la fatica di base e capire quanto la fatica sia dovuta a problemi muscolari, cardiaci, metabolici, respiratori o a un mix.
�    Stand test e ECG delle 24 ore con variabilit� della frequenza cardiaca per verificare la presenza di POTS o sindrome da tachicardia inappropriata. Queste sono solitamente trattabili
�    valutazioni neurologiche con test anche per la neuropatia delle piccole fibre e biopsia cutanea per la funzione mitocondriale
�    se i sintomi neurocognitivi sono gravi, possono essere eseguite PET e SPECT cerebrali.
�    Nei soggetti infettati durante le varianti iniziali e ancora con sintomi gravi, SPECT polmonare
�    valutazione neuropsichiatrica; con i nostre neuropsichiatrie infantili, abbiamo una grande esperienza nella gestione del dolore grave e della cefalea con gabapentin
�    valutazione psichiatrica. Molti pazienti hanno anche problemi di umore (come conseguenza o come parte del Long-COVID- ME/CFS). � importante avere un'assistenza da questo punto di vista
�    ematologo per valutare l'endotelite e l'utilit� dell'anticoagulazione
Negli adolescenti pi� vecchi e nei giovani adulti con sintomi gravi, la mia prima proposta � di iniziare con le infusioni di immunoglobuline intravenose (IVIG), una volta al mese per un minimo di tre volte, fino a 6-8 se gli effetti sui sintomi si fanno sentire. I motivi sono scritti in un prossimo post dedicato alle IVIG, cos� come i recenti studi sul trasferimento di anticorpi da pazienti di Long-COVID ai topi, di cui parler� in futuro.
Le IVIG non sostituiscono  ivabradin, gabapenting, anticoagulazione (dose profilattica) se necessaria.
Inoltre, di solito consiglio di trattare le reinfezioni, soprattutto con la metformina, per i motivi che ho detto in un post precedente.
Grazie
 
(spero di non vederti, perch� questo significherebbe che stai bene e non hai bisogno del mio sostegno)
 

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16 agosto 2024

RIP FRANCIS MARTIN

Oggi abbiamo ricevuto la triste notizia che Francis Martin, membro fondatore della European ME Coalition (EMEC), � morto inaspettatamente questa settimana in un incidente.

Francis era un appassionato sostenitore dei pazienti di ME/CFS ed era anche rappresentante di EMEC presso la World ME Alliance.
Nel 2018 Francis, insieme a Evelien van den Brink, aveva avviato una petizione europea sulla ME/CFS che ha portato alla prima risoluzione europea sulla ME/CFS e a una maggiore consapevolezza della malattia a livello europeo.

Francis � stato colui che ha creato connessioni e riunito tutti. Il suo umorismo, il suo entusiasmo e la sua compassione ci mancheranno molto. Siamo affranti e facciamo le condoglianze alla moglie, alle figlie e a tutti quelli che gli volevano bene, fra cui ci siamo anche noi.

I funerali di Francis si terranno sabato 17 agosto ed � possibile seguirli in streaming.
Qui per ulteriori informazioni.

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8 agosto 2024

GIORNATA MONDIALE DELLA ME/CFS SEVERA

#SevereMEDay 2024

Per le infografiche legate a questa giornata visitate i nostri social.
Quest'anno per il resto ci concentriamo sul maltrattamento ospedaliero di cui sono vittima i pazienti gravi. Si legga l'articlo sotto, che � disponibile in orginale qui.

Maltrattamento ospedaliero dei pazienti affetti da ME severa in tutto il mondo

In occasione di questa Giornata della ME severa, l'8 agosto, la World ME Alliance mette in luce le esperienze delle persone con ME grave negli ospedali di tutto il mondo. Le persone affette da ME fanno esperienza ovunque dello stigma, la negazione della scienza basata sull'evidenza, il disprezzo e il rifiuto dei sintomi da parte degli operatori sanitari. Tuttavia, per le persone affette da ME severa che necessitano di cure ospedaliere, le conseguenze possono essere fatali.

I gravi pericoli a cui le persone affette da ME grave sono esposte in ospedale sono stati sottolineati nella recente inchiesta del medico legale nel Regno Unito su Maeve Boothby O'Neill. Maeve, una donna di 27 anni affetta da ME grave e conseguente malnutrizione, � morta nell'ottobre 2021 in seguito a tre ricoveri ospedalieri in cui il rifiuto di cure nutrizionali d'emergenza ha portato al suo declino terminale.

Tristemente, i maltrattamenti subiti da Maeve Boothby O'Neill sono tutt'altro che rari. Carla Noaum, 23 anni, a cui � stata diagnosticata la ME pi� di 8 anni fa, sta lottando per ottenere cure adeguate al West Middlesex Hospital nel Regno Unito da quando � stata ricoverata nel marzo 2024. Il peso di Carla � sceso da 52 kg a 35 kg e soffre di forti dolori digestivi a causa di un sondino nasogastrico, ma uno psichiatra ha interrotto gli antidolorifici e ha insistito per esporla alla luce. La BBC ha riferito che il padre ha dichiarato che "urlava dal dolore" e come conseguenza ha perso ripetutamente conoscenza nel corso di nove giorni.

Questo ripetersi di negligenza e danno si verifica in tutto il mondo. La paziente Alicia Pallenchier in Francia, affetta da una grave forma di ME, ricorda:  "L'ultima volta che sono andata in ospedale, stavo deteriorando rapidamente. Si sono rifiutati di ricoverarmi all'ospedale dove vivo perch� dicevano che dovevo solo perdere peso e vedere uno psichiatra. Cos� sono dovuta andare a 150 km da casa.

"All'inizio li ho chiamati pi� volte perch� mi portassero in bagno, mi mettessero il pigiama o facessero cose che non potevo pi� fare da sola. Hanno aperto le persiane e le finestre, anche se non sopportavo la luce. Mi hanno detto che in ospedale non dovevo fare meno di quello che facevo a casa. Ho detto loro che a casa dipendevo da mia madre per quasi tutto.

"Mi offrivano una doccia al giorno perch� non capivano che non ero in grado di fare pi� di una doccia alla settimana. Ho dovuto chiedere a un'infermiera di farmi il bagno, ma lei non capiva perch� sono giovane.
"Quasi nessuno veniva ad aiutarmi. Non mi hanno mai portato la comoda, anche se l'ho chiesta pi� volte. Dovevo alzarmi pi� volte al giorno per fare pip� e sono caduta alcune volte. La carne era troppo dura per essere mangiata, ma non si sono offerti di tagliarla. Mi hanno persino criticato per la scelta della colazione, perch� non riesco a digerire il caff� o il t�.

"Sono riusciti a perdere il mio organizzatore di pillole il primo giorno. La mancanza della pillola per fermare le mestruazioni � stata sufficiente a far scattare le mestruazioni alla fine della settimana. Mi hanno offerto solo pannolini. Ho lasciato l'ospedale in uno stato ancora pi� esausto e compromesso di prima".
Un paziente anonimo in Grecia riferisce: "Nonostante i miei gravi sintomi di ME, il personale dell'ospedale ha liquidato la mia condizione come psicosomatica. Mi hanno costretto a sottopormi a test e attivit� fisiche dannose anche quando non riuscivo a parlare a causa della grave PEM.

"Il personale mi prendeva in giro e non mi forniva un'assistenza adeguata. Non potevo mangiare il loro cibo a causa di una grave MCAS, quindi dovevo scegliere tra reazioni continue o non mangiare, e mi esponevano a odori intensi nonostante la mia estrema sensibilit�. Si sono rifiutati di leggere la letteratura scientifica pertinente sulla ME e la loro insistenza sul fatto che stavo "esagerando" e che "� tutto nella mia testa" ha contribuito ad aumentare gli abusi da parte della mia famiglia.
"Il sistema sanitario greco ha fatto s� che la mia condizione peggiorasse, lasciandomi in uno stato di morte vivente".

Un'altra paziente anonima ha riassunto la sua esperienza in ospedale in Pakistan: "Non � stata offerta alcuna protezione contro luci o suoni. Non sono stati forniti cuscini. I dispositivi per la disabilit� sono stati tolti con la forza. Non mi � stato permesso di usare il collare (per sostenere le vertebre compromesse da EDS e CCI) o l'orologio per il monitoraggio della frequenza cardiaca. Mi hanno tolto le flebo e il pulsossimetro. Mi hanno detto di non venire pi� al Pronto Soccorso o mi avrebbero mandato nel reparto psichiatrico. Mi hanno anche preso in giro per aver cercato di coinvolgere i medici internazionali di ME. Non andrei pi� al Pronto Soccorso a meno che non mi sparino o non abbia un incidente d'auto".

Rachel Caroline dalla Norvegia afferma: "Mi rifiutano l'aiuto. Dicono che finch� non sono mortalmente malata, non mi ricoverano in ospedale. Non importa se urlo dal dolore o se non riesco a mangiare. La Norvegia non crede nelle patologie che limitano l'energia. I medici dicono che � solo nella mia testa e che devo pensare di essere in salute. Non ho malattie mentali, ma mi hanno comunque mandato a casa.

"Mi ammalo ogni settimana di pi�. Urlo di dolore per due ore al giorno. Ho smesso di mangiare. La mia cacca � bianca. La mia urina � marrone. Spesso c'� sangue nella mia cacca. E altri 40 sintomi. Non sto morendo a causa della ME o del Long Covid, sto morendo perch� i medici mi stanno uccidendo non indagando e non aiutandomi".

Assistenza ospedaliera sicura per la ME grave

Al di l� della negligenza medica e del gaslighting, i maltrattamenti ospedalieri che danneggiano le persone affette da ME grave fino a metterle in pericolo di vita possono equivalere a trattamenti inumani e degradanti.

La World ME Alliance spera che i risultati dell'inchiesta di Maeve Boothby O'Neill catalizzino un cambiamento per i pazienti affetti da ME grave a livello globale.
L'assistenza ospedaliera per la ME grave sar� sempre impegnativa, ma ci sono semplici misure che possono essere adottate per salvaguardare i pazienti vulnerabili e migliorare le loro esperienze.

Scoprite come dovrebbe essere l'assistenza ospedaliera sicura per le persone affette da ME grave: https://worldmealliance.org/2024/08/safer-hospital-care-for-severe-me-severemeday-2024/


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2 agosto 2024

SINTESI DI QUANTO EMERSO DAL CONVEGNO INVEST IN ME 2024

ME Research UK ha partecipato al pi� recente convegno di Invest in ME, sempre uno dei punti di riferimento per la nostra patologia. Hanno fatto una sintesi essenziale di quello che � emerso dalle presentazioni, che trovate qui.
E qui sotto la trovate tradotta in italiano (non abbiamo riportato i link cliccabili all�interno dell�articolo, per i quali dovete vedere l�originale):


ME Research UK riferisce sul Convegno di Ricerca Invest in ME 2024
19 luglio 2024

PANORAMICA
ME Research UK ha partecipato al �16� convegno Internazionale di Ricerca sulla ME Invest in ME 2024�, che si � tenuto presso il Wellcome Genome Campus di Hinxton, nel Cambridgeshire, il 28 giugno 2024. Il convegno � stato caratterizzato da una serie di presentazioni e discussioni incentrate sull'avanzamento della ricerca e degli studi clinici sulla ME/CFS.

PUNTI SALIENTI
Spinta alla sperimentazione clinica
La dottoressa Vicky Whittemore ha illustrato lo sviluppo della NIH ME/CFS Research Roadmap (Piano d�azione di Ricerca sulla ME/CFS degli Istituti Nazionali di Salute), evidenziando i contributi di otto gruppi di lavoro focalizzati su diverse aree: infezione cronica, sistema immunitario, sistema nervoso, circolazione, metabolismo, fisiologia, patologie meno studiate (ad esempio la sindrome da attivazione mastocitaria; MCAS) e genetica. Le domande chiave affrontate sono state: �Cosa sappiamo?�, �Cosa non sappiamo?� e �Cosa dobbiamo sapere per passare agli studi clinici?�.
La dottoressa Whittemore ha sottolineato l'importanza di:
�    Una ricerca rigorosa che colga e affronti le differenze tra le persone con ME/CFS (eterogeneit�).
�    Collaborazione tra ricercatori, clinici, persone con esperienza vissuta di ME/CFS e gruppi di advocacy.
�    Coinvolgimento delle parti interessate (per esempio agenzie federali, organizzazioni no-profit, persone con esperienze vissute e aziende farmaceutiche/biotecnologiche).
�    Utilizzo delle reti di sperimentazione clinica esistenti e riproposizione dei farmaci.
�    Spostare la ricerca oltre il �solo sangue�: una priorit� citata anche dalla dottoressa Amy Proal nel suo intervento alla conferenza Unite to Fight.
Purtroppo, la dottoressa ha anche ricordato che il bilancio dei NIH � stato tagliato quest'anno e che l'anno prossimo sar� significativamente peggiore.

PREFERENZA DI SFORZO - NON UN GROSSO PROBLEMA?
Il dottor Brian Walitt ha presentato i risultati dello studio intramurale di fenotipizzazione profonda della ME/CFS. Ha sottolineato l'importanza del sesso di nascita nella comprensione della ME/CFS post-infettiva, ma non ha discusso la �preferenza di sforzo�, un tema centrale e controverso dell'articolo pubblicato. Quando in seguito un rappresentante di ME Research UK gli ha chiesto di parlarne, ha dichiarato che il �processo decisionale� gioca solo un piccolo ruolo nei meccanismi della ME/CFS. Ha indirizzato i partecipanti a un seminario di 5,5 ore per approfondimenti completi. ME Research UK ha fornito sia una panoramica di base che una dettagliata del documento.

DANNO MUSCOLARE/CAMBIAMENTI AL DI L� DEL DECONDIZIONAMENTO
Il dottor Rob W�st ha presentato le sue scoperte sui cambiamenti muscolari nei soggetti con Long-COVID e ha sottolineato quanto l'esercizio fisico possa essere controproducente per i soggetti con Long-COVID e per quelli con ME/CFS, soprattutto oltre la �soglia di malessere post-sforzo (PEM)�. La sua ricerca ha rivelato che le fibre muscolari rosse sono meno numerose nelle persone con Long-COVID e che i depositi/�coaguli� contenenti amiloide aumentano dopo l'esercizio. Inoltre, il team ha condotto uno studio in cui 60 persone sane sono state sottoposte a 60 giorni di riposo a letto per indurre il decondizionamento. I risultati suggeriscono che i cambiamenti muscolari osservati nei partecipanti sani con decondizionamento indotto non sono gli stessi osservati negli studi sulle persone affette da ME/CFS - indicando che il decondizionamento da solo non spiega i sintomi della ME/CFS.
Durante la sessione di domande e risposte, un membro del pubblico ha lodato la sua ricerca come �uno dei contributi pi� significativi degli ultimi 12 mesi�. Finanziati da ME Research UK, il dottor W�st e i suoi colleghi stanno estendendo la loro ricerca alle persone affette da ME/CFS.

CARENZA DI SELENIO E DI IODIO
Il professor Lutz Schomburg ha discusso il potenziale legame tra la carenza di selenio (Se) e di iodio e l'autoimmunit� nella ME/CFS, evidenziando il ruolo della selenoproteina P (SELENOP).
SELENOP � una proteina contenente selenio nella parte liquida del sangue (plasma) che svolge un ruolo fondamentale nel metabolismo del selenio; una diminuzione di SELENOP causa varie disfunzioni legate alla carenza di Se, i cui sintomi includono debolezza muscolare, affaticamento, nebbia mentale, indebolimento del sistema immunitario e aumento dello stress ossidativo, che � stato osservato anche nelle persone affette da ME/CFS.
Il professor Schomberg ha osservato che lo iodio e il selenio sono entrambi essenziali per un sano funzionamento della ghiandola tiroidea e per la produzione di ormoni tiroidei. Gli ormoni tiroidei, come il �T3�, sono responsabili dell'attivazione del processo di produzione di energia nei mitocondri.
Uno studio citato ha riscontrato una �maggiore prevalenza di sindrome da bassa T3� nelle persone affette da �sindrome da fatica cronica� (CFS). Gli effetti della �sindrome da bassa T3� comprendono un aumento dei livelli di infiammazione e una riduzione del metabolismo per risparmiare energia.  Vale la pena di notare due limitazioni fondamentali di questo studio:
�    Lo studio era trasversale, il che significa che non � possibile stabilire la direzione dell'effetto dai risultati, cio� se la �CFS� porta a bassi livelli di T3 o se � la bassa T3 a portare alla �CFS�.
�    I partecipanti allo studio hanno ricevuto la diagnosi di �CFS� utilizzando le linee guida basate sui criteri Fukuda, che non richiedono la presenza di PEM per la diagnosi.

ESAURIMENTO IMMUNITARIO NELLA ME/CFS
La dott.ssa Maureen Hanson ha approfondito un argomento che ha generato un'attenzione crescente nella ricerca sulla ME/CFS: l'esaurimento immunitario, uno stato in cui le cellule immunitarie, in particolare i linfociti T, perdono la loro capacit� di rispondere efficacemente ad antigeni/infezioni estranee. L'analisi genetica ha mostrato che i marcatori di esaurimento erano elevati nelle cellule T della ME/CFS rispetto ai controlli. La dottoressa Hanson ha anche notato che punteggi di affaticamento pi� elevati erano correlati a un aumento dei monociti malati (un altro tipo di cellula immunitaria).

INTUIZIONI DAL LONG-COVID
La professoressa Nancy Klimas ha discusso le intuizioni della ricerca sul Long-COVID, ponendo la domanda: cosa abbiamo imparato sul Long-COVID che potrebbe aiutare le persone con ME/CFS? Un lavoro evidenziato durante l'intervento ha suggerito che la �nebbia cerebrale�, cio� il deterioramento cognitivo, nel Long-COVID � associata all'interruzione della barriera emato-encefalica (BBB) e all'infiammazione sistemica.

APPROCCI DI GESTIONE CLINICA
Dei clinici - la dott.ssa Irina Rozenfield, la dott.ssa Violetta Renesca e il dott. Jesper Mehlsen - hanno discusso il loro approccio ai pazienti con ME/CFS e se ci sono differenze nella gestione negli Stati Uniti rispetto all'Europa. Negli Stati Uniti viene utilizzato un approccio personalizzato, che riconosce che la ME/CFS � differente tra le persone affette dalla patologia. � stato inoltre osservato che una carenza di qualsiasi nutriente pu� portare le cellule a un malfunzionamento, quindi i piani di gestione della malattia includono l'alimentazione insieme a cambiamenti dello stile di vita, la gestione dello stress e il lavoro per migliorare il sonno, in particolare il sonno profondo, e la funzione immunitaria.   
In Europa si � parlato anche di un approccio personalizzato, ad esempio quando si considera l'uso di naltrexone a basso dosaggio nelle persone affette da ME/CFS �� necessario trovare la dose giusta per il paziente�.  Almeno nei Paesi nordici, non ci sono abbastanza medici in grado di trattare e diagnosticare la ME/CFS, ma il dottor Mehlsen sta sviluppando uno strumento che spera possa essere usato nella pratica clinica quotidiana per aiutare a diagnosticare e trattare la ME/CFS.
� stata inoltre sottolineata la necessit� di riconoscere che le attivit� della vita quotidiana (Activities of Daily Living, ADL) possono essere considerate un esercizio fisico per molti malati di ME/CFS e l'importanza di gestire le comorbidit� come la disautonomia.

L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLA RICERCA SULLA ME/CFS
Il dottor Dezs� Modos ha parlato dell'uso dell'intelligenza artificiale e della mappatura delle reti biologiche per scoprire percorsi nascosti in malattie complesse, come la malattia infiammatoria intestinale, e del potenziale di applicazione di queste tecniche per comprendere meglio la ME/CFS.

SPERIMENTAZIONI CLINICHE PER LA PIRIDOSTIGMINA E IL NALTREXONE A BASSO DOSAGGIO (LDN)
Il dottor David Systrom ha riepilogato gran parte di quanto presentato alla �1a Conferenza internazionale sui progressi clinici e scientifici nella ME/CFS e nel Long-COVID�, tenutasi a Lisbona all'inizio di quest'anno. Inoltre, ha parlato degli studi clinici di riproposizione dei farmaci relativi alla piridostigmina (Mestinon) - un farmaco solitamente utilizzato per migliorare la debolezza muscolare nelle persone affette da miastenia grave - e al naltrexone a basso dosaggio (LDN) - un farmaco che ha come bersaglio specifici recettori nel cervello e pu� ridurre gli agenti pro-infiammatori. Esistono prove che indicano un �notevole miglioramento� della captazione di ossigeno nei partecipanti con ME/CFS che hanno assunto piridostigmina e che l'LDN pu� ripristinare la funzione delle cellule natural killer (cellule immunitarie) e ridurre l'infiammazione. Il dottor Systrom ha parlato del proposto studio LIFT - uno studio clinico che prevede l'uso di piridostigmina, LDN e placebo - e che include esclusivamente individui con una diagnosi di ME/CFS precedente alla pandemia di COVID.

L�IPOTESI BH4
Il professor Ron Davis ha presentato l'ipotesi che una molecola nota come BH4 possa essere coinvolta nella patogenesi della ME/CFS. La BH4 � importante nelle reazioni metaboliche dell'organismo, ma � difficile da studiare a causa delle sue dimensioni particolarmente ridotte e del fatto che si perde rapidamente dai campioni di sangue.  Tuttavia, il professor Davis ha iniziato a reclutare partecipanti per analizzare il BH4 - probabilmente � la prima volta che viene fatto.

CONCLUSIONE
Il 16� Convegno di Ricerca Invest in ME ha fornito approfondimenti e aggiornamenti significativi sulla ricerca sulla ME/CFS, evidenziando l'importanza della collaborazione, di metodi di ricerca innovativi e degli studi clinici per migliorare la comprensione e il trattamento di questa complessa patologia.


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10 luglio 2024

ME/CFS E ANESTESIA

Il Royal Colleage of Anaesthetists britannico, insieme alla ME Association e a pazienti di ME/CFS, ha realizzato un opuscolo di 12 pagine, �ME/CFS e l�anestesia�, che mira a fornire alle persone che devono sottoporsi a un intervento chirurgico e a un'anestesia o a una sedazione informazioni su ci� che possono aspettarsi. Ve lo metto in allegato, ma si pu� scaricare il PDF qui.

Fanno anche un riassunto che, dopo aver spiegato che cosa � la ME/CFS e quali sono i sintomi principali, dice:

COSE FONDAMENTALI DA SAPERE SULLA ME/CFS E L'ANESTESIA:

-    ci sono poche prove pubblicate sugli effetti degli anestetici sulla ME/CFS
-    ci pu� essere una grande variabilit� nel modo in cui una persona con ME/CFS pu� essere influenzata dalla chirurgia e dall'anestesia. Molti fattori possono giocare un ruolo, per esempio il tipo di intervento, la salute del paziente e la gravit� della ME/CFS al momento dell'intervento.
-    � molto importante che l'�quipe sanitaria dell'ospedale sappia se un paziente ha la ME/CFS il prima possibile, in modo da poter mettere in atto un piano personalizzato ben prima dell'intervento. Questo verr� poi condiviso con le diverse �quipe dell'ospedale.
-    � importante che i pazienti con ME/CFS abbiano una valutazione preoperatoria completa per valutare le loro condizioni prima dell'intervento e qualsiasi supporto e adattamento aggiuntivo che potrebbe essere necessario per loro
-    non tutti i chirurghi o gli anestesisti hanno esperienza di pazienti con questa patologia. Tuttavia, dovreste sentirvi rassicurati dal fatto che le �quipe chirurgiche e di anestesia sono addestrate a gestire una variet� di situazioni non pianificate e di emergenze
-    i pazienti affetti da ME/CFS possono impiegare pi� tempo a riprendersi dall'anestesia e possono avere bisogno di rimanere per la notte e di un monitoraggio pi� attento dopo l'intervento.

COSE CHE SI POSSONO FARE PRIMA DELL'INTERVENTO CHIRURGICO:
-    non appena sapete di dovervi sottoporre a un intervento chirurgico, chiedete al vostro medico di famiglia di inviare una lettera al chirurgo e al reparto di anestesia in cui spiegate la vostra condizione. Dovete inoltre portare con voi una copia della lettera a tutti gli appuntamenti che riguardano l'intervento.
-    se l'�quipe sanitaria non ha familiarit� con la patologia, potete condividere con loro questa risorsa o la versione lunga e indirizzarli alla guida del National Institute for Health and Care Excellence (NICE) sulla ME/CFS. Questa guida contiene anche informazioni e raccomandazioni sulla cura delle persone con ME/CFS ricoverate in ospedale (nella sezione 1.17.7).
-    se non vi viene offerta una valutazione preoperatoria, dovete chiamare il reparto di anestesia dell'ospedale per richiederla
-    assicuratevi di comunicare all'�quipe tutti i farmaci e gli integratori che assumete
-    informare l'�quipe di qualsiasi condizione specifica, come la disautonomia, la fibromialgia o la sensibilit� alle luci, in modo che si possano apportare per tempo le dovute modifiche. All'inizio delle liste operatorie sono previsti briefing per il personale in cui vengono esaminate le esigenze dei singoli pazienti.
-    condividere eventuali esperienze precedenti con l'anestesia, in modo che possano essere prese in considerazione come parte del vostro piano personalizzato
-    chiedere all'�quipe se � possibile che un familiare o un accompagnatore sia con voi e vi sostenga nel periodo immediatamente successivo all'intervento. Possono anche aiutarvi a comunicare le vostre esigenze al personale se non siete in grado di comunicare.

La ME Association segnala anche che chirurgia e anestesia nella ME/CFS e nel Long-COVID sono state trattate in una puntata del podcast del Collegio Reale degli Anestesisti che ha realizzato la guida, con i dottori Krige, Shepherd e Helen Baxter: qui

Segnalano poi il pacchetto di supporto nel caso in cui ci si debba recare in ospedale (qui) e a altre informazioni sull'anestesia dentale (qui).


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9 luglio 2024

2-D CPET E RIDOTTO CONSUMO DI OSSIGENO

Nei giorni scorsi � uscito un rilevante articolo del gruppo di Maureen Hanson, dal titolo: �Risposte cardiopolmonari e metaboliche durante un CPET di 2 giorni nell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica: tradurre il ridotto consumo di ossigeno allo stato di compromissione e a considerazioni sul trattamento� (Keller et al, 2024)

L�articolo: Keller, B., Receno, C.N., Franconi, C.J. et al. Cardiopulmonary and metabolic responses during a 2-day CPET in myalgic encephalomyelitis/chronic fatigue syndrome: translating reduced oxygen consumption to impairment status to treatment considerations. J Transl Med 22, 627 (2024). https://doi.org/10.1186/s12967-024-05410-5

Traduzione dell�ABSTRACT

Premessa
Il malessere post-sforzo (PEM), il sintomo caratteristico dell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS), rappresenta una costellazione di risposte anomale allo sforzo fisico, cognitivo e/o emotivo, tra cui una profonda stanchezza, disfunzione cognitiva e intolleranza allo sforzo, oltre a numerosi altri disturbi. Due test da sforzo cardiopolmonare sequenziali (2-d CPET) forniscono prove oggettive di risposte anomale allo sforzo nella ME/CFS, ma sono stati convalidati solo in studi con campioni di piccole dimensioni. Inoltre, manca la traduzione dei risultati allo stato di compromissione e agli approcci per la riduzione dei sintomi.

Metodi
I partecipanti con ME/CFS (Criteri Canasesi; n = 84) e i controlli sedentari (CTL; n = 71) hanno completato due CPET su un cicloergometro separati da 24 ore. L'ANOVA a due vie a misure ripetute ha confrontato le misure CPET a riposo, la soglia ventilatoria/anaerobica (VAT) e lo sforzo di picco tra fenotipi e CPET. Le correlazioni intraclasse hanno descritto la stabilit� delle misure CPET tra i vari test e i dati CPET oggettivi rilevanti hanno indicato lo stato di compromissione. � stato analizzato anche un sottoinsieme di coppie caso-controllo (n = 55) abbinate per capacit� aerobica, et� e sesso.

Risultati
A differenza dei CTL, gli ME/CFS non sono riusciti a riprodurre le misure del CPET-1 durante il CPET-2 con cali significativi al picco di sforzo nel lavoro, nel tempo di esercizio, e, O2, CO2, T, FC, O2pulse, DBP e RPP. Allo stesso modo, sono stati osservati cali nella CPET-2 in corrispondenza della VAT per e/CO2, PetCO2, O2pulse, lavoro, O2 e SBP. La percezione dello sforzo (RPE) ha superato i criteri di sforzo massimo per ME/CFS e CTL su entrambe le CPET. I risultati erano simili nelle coppie appaiate. Le correlazioni intraclasse hanno rivelato una maggiore stabilit� delle variabili CPET tra i giorni di test nella CTL rispetto alla ME/CFS, a causa del declino dei CPET-2 nella ME/CFS. Infine, i dati CPET-2 segnalavano uno stato di compromissione pi� grave nella ME/CFS rispetto al CPET-1.

Conclusioni
Attualmente, questo � il pi� grande studio CPET 2-d sulla ME/CFS a dimostrare l'alterazione del recupero nella ME/CFS a seguito di uno stressor da sforzo. Le risposte CPET anormali post-sforzo sono persistite rispetto ai CTL abbinati per capacit� aerobica, indicando che il livello di forma fisica non predispone all'intolleranza allo sforzo nella ME/CFS. Inoltre, il contributo all'intolleranza allo sforzo nella ME/CFS da parte di fattori cardiaci, polmonari e metabolici disturbati implica una disregolazione del sistema nervoso autonomo del flusso sanguigno e dell'apporto di ossigeno per il metabolismo energetico. I cali osservabili nel metabolismo energetico post-esercizio si traducono in particolare in un peggioramento dello stato di compromissione. Vengono proposte considerazioni sul trattamento per affrontare le riduzioni tangibili della funzione fisiologica.

Numero di registrazione della sperimentazione: ClinicalTrials.gov, registrato retrospettivamente, ID# NCT04026425, data di registrazione: 2019-07-17.

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4 luglio 2024

BioMapAI: MODELLO CORNICE MULTI-OMICO DI AI DELLA ME/CFS

Il dottor Derya Unutmaz ha twittato che � entusiasta di annunciare che il preprint del loro importante studio sulla #MECFS; un lavoro durato 6 anni. Si tratta, tradotto, di di �BioMapAI: Modello Cornice Multi-omico di Intelligenza Artificiale della Encefalomielite Mialgica / Sindrome da Fatica Cronica�

BioMapAI: Artificial Intelligence Multi-Omics Framework Modeling of Myalgic Encephalomyelitis / Chronic Fatigue Syndrome
Ruoyun Xiong, Elizabeth Fleming, Ryan Caldwell, Suzanne D. Vernon, Lina Kozhaya, Courtney Gunter, Lucinda Bateman, Derya Unutmaz, Julia Oh
bioRxiv 2024.06.24.600378; doi: https://doi.org/10.1101/2024.06.24.600378

Traduzione dell�abstract:

Le malattie croniche come la MECFS e il Long -COVID presentano un'elevata eterogeneit� con eziologia e progressione multifattoriale, aspetti che complicano la diagnosi e il trattamento. Per affrontare questo problema, abbiamo sviluppato BioMapAI, un framework di Deep Learning spiegabile che utilizza il pi� ricco set di dati longitudinali multi-'omici per la MECFS. Questo set di dati comprende la metagenomica intestinale, il metaboloma plasmatico, il profilo immunitario, le analisi del sangue e i sintomi clinici. Collegando i dati multinomiali a una matrice di sintomi, BioMapAI ha identificato biomarcatori specifici della malattia e dei sintomi, ha ricostruito i sintomi e ha raggiunto una precisione all'avanguardia nella classificazione della malattia. Abbiamo anche creato la prima mappa di connettivit� di questi dati 'omici sia in condizioni di salute che di malattia e abbiamo rivelato come il crosstalk microbioma-immunometaboloma si sia spostato dalla salute alla MECFS. Abbiamo quindi proposto diverse ipotesi meccanicistiche innovative per la MECFS: le funzioni microbiche disturbate - SCFA (butirrato), BCAA (aminoacidi), triptofano, benzoato - mancata connessione con i lipidi plasmatici e gli acidi biliari e cellule infiammatorie e immunitarie della mucosa (MAIT, cellule GdT) attivate con INFgamma; e secrezione di GzA. Queste dinamiche anomale sono collegate ai principali sintomi della malattia, tra cui problemi gastrointestinali, affaticamento e disturbi del sonno.

Qui il PDF.

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27 giugno 2024

ME GLOBAL CHRONICLE - GIUGNO 2024

Il numero 49 dell'ME Global Chronicle � ora disponibile a questo link.

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23 giugno 2024

ME/CFS: INTERVISTE ALLA PAZIENTE ELSA BELLAN


Il Gazzettino di Treviso del 22 giugno ha dedicato un articolo alla CFS/ME e ad Elsa Bellan, ammalatasi giovanissima, intitolato "La Sfida di Elsa, ammalata di stanchezza". Qui il PDF con l'articolo.

In seguito, il 4 luglio 2024, Elsa � stata intervistata da SVEGLIA VENETI. Si pu� vedere l'intervista a partire dal minuto 1:56:10 a questo link.
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22 giugno 2024

LOLA PER ALLEVIARE I SINTOMI

Xiao, della OMF, ha in pre-stampa un articolo �La modellazione dei sistemi rivela una disregolazione metabolica condivisa e nuovi trattamenti terapeutici nella ME/CFS e nel long-COVID� (Gong-Hua Li, Feifei Han, Qing-Peng Kong, Wenzhong Xiao, bioRxiv 2024.06.17.599450; doi: https://doi.org/10.1101/2024.06.17.599450)

Abstract tradotto:
L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) e il Long-COVID sono condizioni complesse e multisistemiche che pongono continue sfide agli operatori sanitari. Le ricerche emergenti suggeriscono che la ME/CFS e il Long-COVID presentano sintomi metabolici sovrapposti, indicando possibili disfunzioni metaboliche condivise. Questo studio si propone di esplorare sistematicamente questi disturbi metabolici condivisi e i loro potenziali trattamenti. Utilizzando il nostro nuovo metodo di modellazione metabolica, GPMM, abbiamo identificato le principali irregolarit� metaboliche nei pazienti con ME/CFS e Long-COVID lunga, in particolare la sottoregolazione del pathway metabolico dell'alanina e dell'aspartato e del pathway metabolico dell'arginina e della prolina. Le analisi di knockout a livello genomico hanno indicato che l'integrazione con aspartato (ASP) o asparagina (ASN) potrebbe potenzialmente migliorare queste carenze metaboliche. Ulteriori valutazioni metaboliche in pazienti di Long-COVID hanno evidenziato una significativa sottoregolazione di ASP sia nel sangue che nel muscolo, a sostegno delle nostre previsioni. Di conseguenza, proponiamo che la combinazione di l-ornitina e l-aspartato (LOLA) offra un approccio promettente per alleviare i sintomi metabolici sia nei pazienti affetti da ME/CFS che da Long-COVID. Questo studio non solo chiarisce i pathway metabolici condivisi nella ME/CFS e nella COVID lunga, ma posiziona anche la LOLA come un valido candidato per futuri studi clinici.


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20 giugno 2024

ME/CFS: GIULIA ZERA SU TELETUTTO ZACCONTA

Lo scorso venerd� 14, alle ore 18.25, la paziente Giulia Zera ha parlato di di ME/CFS su Teletutto Racconta. Qui la registrazione dell'intervento.


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18 giugno 2024

POSSIBILI APPLICAZIONI DELLA MALATONINA

L'articolo "Possibili applicazioni della melatonina nel Long-COVID" (Cardinali, D.P.; Brown, G.M.; Pandi-Perumal, S.R. Possible Application of Melatonin in Long COVID. Biomolecules 2022, 12, 1646. https://doi.org/10.3390/biom12111646) esamina il  potenziale della melatonina di aiutare i pazienti di Long-COVID e di ME/CFS con i sintomi, in particolare quelli cognitivi.

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12 giugno 2024

DEFINIZIONE NASEM 2024 PER IL LONG-COVID

Vista la mancanza di una definizione chiara e coerente di Long-COVID, un problema per medici, ricercatori, servizi di assistenza, pazienti politici e soggetti vari, � stato chiesto ai NASEM, ovvero alle National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine, di riunire un comitato di esperti per produrre una definizione di consenso. Il rapporto che ne � scaturito � �A Long COVID Definition: A Chronic, Systemic Disease State with Profound Consequences�, ovvero �UNA DEFINIZIONE DI LONG-COVID: Uno stato di malattia cronica e sistemica con conseguenze profonde�, sviluppata sulla base dei risultati riportati nella letteratura esistente, nonch� dei contributi degli stakeholder e dei pazienti.

A questa pagina  trovate i link per scaricare l�intero documento, la definizione in una sola pagina, i punti chiave e un documento di infografica con gli elementi essenziali e il pdf del report di presentazione.

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11 giugno 2024

ME/CFS: RICHIESTA DI INSEGNAMENTO

Con l'avallo del prof. Tirelli, del prof. Baritussio e della dottoressa Zilli, la nostra associazione, quindi la CFS/ME Associazione Italiana odv, insieme alla CFS/ME O.d.V., ha scritto una lettera per richiedere l'insegnamento della ME/CFS nelle facolt� di medicina delle universit� italiane.

Le due associazioni hanno quindi inviato detta lettera con PEC a tutti i rettori delle universit� che insegnano medicina (35 universit� pubbliche e 5 private) in prima battuta � hanno risposto l�Universit� di Trieste, di Firenze, di Bologna e Uninsurbia (Varese, Como); in seconda battuta � stata mandata la stessa richiesta ai presidi di facolt� e/o direttori di didattica di quelle universit� che non avevano risposto.
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5 giugno 2024

DONARE IL CORPO  POST-MORTEM ALLA RICERCA SULLA ME/CFS


La nostra associazione  nei mesi scorsi ha avuto un incontro con il professor Andrea Porzionato che, insieme al professore emerito Raffaele De Caro che lo ha voluto, � a capo del Centro di Riferimento della Regione del Veneto per la conservazione e utilizzazione dei corpi donati post-mortem, che afferisce all'Anatomia Umana dell'Universit� di Padova, e specificatamente, ci spiegavano, al dipartimento di neuroscienze. Erano presenti anche la dottoressa Veronica Gabriele, Segreteria Didattica e di Direzione della Sezione di Anatomia Umana, e la dottoressa Veronica Macchi, ordinaria di anatomia a Padova.

Chi desidera donare il proprio corpo alla ricerca sulla ME/CFS pu� perci� rivolgersi ora a cfs@cro,it e mandiamo le indicazioni su come attivare la procedura, indicando che si vuole che i propri resti vadano alla ricerca sulla patologia.

L�incontro infatti ci � parso molto proficuo. Ci hanno spiegato che sono l�unico centro nel Triveneto � in tutto in Italia i centri sono sette, ma solo due sono veramente operativi. La raccolta dei corpi da parte loro avviene a due fini: formazione e ricerca. Nel caso della formazione i cadaveri servono a studenti e specializzandi per fare pratica; nel caso della ricerca per fare appunto ricerca. Nel caso della CFS/ME dicevano che si potrebbe pensare di tenere l�encefalo ed eventualmente il midollo spinale per la ricerca e il resto del corpo per la formazione. Si sta valutando anche la collaborazione con centri esteri che si occupano di ricerca sulla ME/CFS post-mortem, come uno olandese dove � stata creata una biobanca di tessuti cerebrali proprio a questo fine.

Un ostacolo pratico che prevedono � il costo del trasporto del corpo l� dove fosse distante. Se � in regione Veneto, o zone limitrofe, non dovrebbero esserci problemi, diversamente potrebbe essere difficile giustificare la spesa. Per loro sarebbe pi� facile giustificarla se appunto una parte del corpo viene data alla formazione. Per i resti, successivamente all�utilizzo, si occuperebbero poi loro per la cremazione.
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30 maggio 2024

NANDS ED ME/CFS: RAPPORTO SUL PIANO D'AZIONE DI RICERCA

Il gruppo di lavoro sulla ME/CFS del Consiglio Nazionale dei Disturbi Neurologici e dell�Ictus (NANDS) statunitense, presieduto da Lucinda Bateman e Maureen Hanson e composto da ricercatori, scienziati, attivisti e persone con esperienza di vita sulla patologia, ha presentato il proprio rapporto sul piano d�azione di ricerca, che � stato approvato. Lo trovate qui (148 pagine).


Qui l�articolo accompagnatorio sul sito dei National Intitutes of Health:

La reazione alla notizia � stata molto positiva.


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24 maggio 2024

#GREATESTMEDICALSCANDAL E #JOHNVSJONVSME

Un piccolo gruppo di attivisti sulla ME e il Long-COVID ha lanciato una campagna con l�hashtag #GreatestMEdicalScandal per raccogliere/etichettare i filmati �preferiti� della nostra comunit� sul passato e sul presente della ME e i collegamenti al LC.
La speranza � che questo aiuti a raccogliere video, immagini e audio per i propri progetti, ed � anche la prima tappa per ottenere l'attenzione dei produttori dei programmi televisivi di due famosissimi comici che lavorano negli Stati Uniti, John Oliver (che � inglese) e Jon Stewart (che � americano), che si occupano spesso di denunciare situazioni socialmente significative. 
Perch� questo avvenga, bisogna passare attraverso il filtro dei video editor e questo � un modo per rendere pi� facile per loro trovare filmati utilizzabili.

Quindi quello che chiedono �:

a) Condividere e partecipare alla prima tappa della campagna #GreatestMEdicalScandal aiutandoci a diffondere l'hashtag e i filmati all'interno della comunit�. Vanno benissimo anche filmati che non sono in lingua inglese, ma meglio se hanno i sottotitoli.
b) Partecipare poi alla seconda parte della campagna, su Twitter prevista per il 29-31 maggio. Questa seconda parte riguarda pi� i pazienti di USA e UK, ma comunque va bene in generale perch� vogliamo far capire che si tratta di una questione globale.  Inizialmente volevano attrarre l'attenzione di John Oliver, ma poi hanno deciso di optare per una �gara� interattiva e spensierata: #JohnVsJonVsME. Vogliono invitare la comunit� a esprimere chi secondo loro si occuper� per primo di ME, John Oliver o Jon Stewart, e a creare meme/immagini, usando sempre l'hashtag #JohnVsJonVsME (e taggando Last Week Tonight, The Daily Show e i loro conduttori) e #GreatestMEdicalScandal, per indirizzarli verso materiale di qualit�.
c) Potete unirvi al gruppo per pianificare le specifiche di #JohnVsJonVsME o condividere i vostri consigli con Mar�a Richardson, che potete contattare su Twitter/X(https://x.com/_diatoma), che fa parte di Millions Missing Messico e della World ME Alliance. La richiesta con la spiegazione del progetto ci � proprio arrivata attraverso questi ultimi, anche se Maria gi� mi aveva taggata su Twitter e ho gi� condiviso un paio di video.


 Vogliamo diventare virali su Twitter/ X, Instagram e Facebook.

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16 maggio 2024

INVITA I CANDIDATI ALLE ELEZIONI EUROPEE A SOTTOSCRIVERE L'IMPEGNO PER LA ME/CFS

Come si pu� leggere a questo link, la European ME Coalition (EMEC) invita i candidati alle elezioni europee a impegnarsi a sostenere le persone affette da Encefalomielite Mialgica/Sindrome da Fatica Cronica (ME/CFS) sottoscrivendo una dichiarazione di impegno (pledge) che � stata redatta appositamente. Coloro che hanno gi� firmato l'impegno o che hanno sostenuto attivamente la comunit� della ME/CFS in Europa in passato sono elencati sul sito al link indicato sopra.

Si pu� essere di aiuto ora contattando i candidati alle elezioni europee del nostro Paese chiedendo loro di sottoscrivere l'impegno per la ME/CFS.

Qui trovate il modello di lettera, tradotto anche in italian, che potete personalizzare in base alla vostra situazione personale con sotto la dichiarazione di impegno, pure tradotta.


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14 maggio 2024

VARI VIDEO PER LA GIORNATA MONDIALE

Sono usciti vari video in occasione della giornata mondiale, pi� o meno impegnativi.

Segnaliamo:

- il rap "Troubles" di Ren, dedicato a ME, Lyme a altro (per vedere la dedica guardare fino alla fine)

- il nuovo documentario di Anil, "The Prison of M.E.", di circa 12 minuti

- il messaggio di circa 3 minuti "Recognize ME" del fisioterapista Clayton Powers

-Questo video di Peter Judo sui trial PACE, che ne fa un sunto

- Il video  su Instagram di Itsaliceella, "ME Poppins"

- Il documentario �The ME you don�t see� (25 minuti  con sottotitoli in inglese e olandese)

-  Il corto educativo animato �DISCOVER M.E.�, che ha vinto diversi premi

-  Il video Why #TeachMETreatME is so important. #MillionsMissing 2024 (su FB, per qualche ragione lo hanno messo solo l�)

-  Il video della Campa�a de concienciaci�n sobre la Encefalomielitis Mi�lgica (in spagnolo) della ONG PEM

-  Il video della World ME Alliance


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13 maggio 2024

LIGHTUP4ME

I comuni di Brescia, Piacenza, Bolzano e Zugliano (VI) hanno accettato di illuminare di blu dei propri selezionati edifici pubblici in osservanza della Giornata Mondiale della ME/CFS, rispettivamente la fontana di Piazzale della Repubblica, Palazzo Farnese, Palais Widmann e Villa Giusti.  Li ringraziamo. Per le foto cliccate il nome della singola citt� che vi rimanda a foto sulla nostra pagina Instagram.


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12 maggio 2024

GIORNATA MONDIALE DELLA ME/CFS
12 maggio 2024

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11 maggio 2024

REGISTRAZIONE DELL'EVENTO DELLA WMEA

Chi volesse recuperare l'incontro della World ME Alliance di ieri, di cui sotto, pu� trovarlo ora nella sua interezza qui.

La parte relativa all'Italia Giada Da Ros l'ha caricata anche sul suo canale (sono circa 5 minuti) qui.

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6 maggio 2024

incontro10maggio

EVENTO �BRIDGING BORDERS - VOCI GLOBALI DALLA WORLD ME ALLIANCE�

Venerd� 10 maggio prossimo venturo alle ore 18.00 si terr� un evento della World ME Alliance a cui parteciper� anche Giada Da Ros presidente di questa associazione.
Leggete sotto per registra.

Evento Facebook: https://www.facebook.com/events/974991507395331/

Pagina web della World ME Alliance e registrazione su Zoom: https://worldmealliance.org/2024/04/register-for-our-live-event-bridging-borders-global-voices-from-the-world-me-alliance/
 
In questo evento, ospitato dalla World ME Alliance, vi accompagneremo in un viaggio attraverso il mondo, mettendo in evidenza gli sforzi delle organizzazioni no-profit che si dedicano alla sensibilizzazione, al sostegno e alla promozione del cambiamento all'interno della comunit� della ME.
Attraverso una serie di presentazioni e discussioni, ascolterete testimonianze di prima mano su iniziative di base e campagne di advocacy innovative volte ad abbattere le barriere e ad amplificare le voci di chi � affetto da ME.
Insieme, supereremo i confini, creeremo connessioni e apriremo la strada a un futuro pi� luminoso per le persone affette da ME.

Aggiornamento: La registrazione dell'evento si pu� trovare qui. La parte di Giada Da Ros, presidente di questa associazione, si pu� trovare qui.


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23 aprile 2024

CHIEDI DI DIVENTARE UNA #GLOBALVOICEFORME

La World ME Alliance, di cui facciano parte, chiede di scrivere al responsabile italiano che si interfaccia con l'OMS di diventare una Voce Globale per la ME (#GlobalVoiceForME).
Al link qui sotto c'� il modello di lettera in italiano da compilare e spedire, il riferimento della persona a cui spedire, Gianfranco Pasquadibisceglie, e come oggetto va scritto "Appello urgente all'azione: diventi una voce globale per la ME".

https://worldmealliance.org/docs/worldmeday2024actions/italy/


Avevo tradotto anche la parte sopra del link, ma � stato caricato solo il modello di lettera, ma vi indico sotto anche che cosa � scritto nella parte in inglese.


ITALIA
Agisci per la Giornata Mondiale della ME 2024!
Chiedi all'Italia di diventare una #GlobalVoiceForME (#VoceGlobalePerLaME)
Secondo le stime della World ME Alliance, in Italia ci sono 470000 persone affette da ME.
Stiamo usando il potere della gente per contattare le nazioni di tutto il mondo, chiedendo ai responsabili di lavorare con l'Organizzazione Mondiale della Sanit� per diventare una #GobalVoiceForME, e abbiamo bisogno del tuo aiuto!
Segui queste semplici istruzioni per inviare una mail alla controparte nazionale dell'OMS del tuo Paese e ricorda di mettere in copia la World ME Alliance, in modo da poter dare seguito alle connessioni che ci aiuti a creare!
 
 
Copia e incolla il modello sottostante in una nuova mail.
Aggiungi il tuo nome nel primo paragrafo e i tuoi dati di contatto alla fine.
Modifica il modello per includere una breve descrizione di te stesso/a e di come la ME ha influenzato la tua vita, come persona con ME o come alleato sostenitore della causa. Ricorda di essere gentile.
Copia e incolla l'indirizzo e-mail del destinatario nel campo A: e ricorda di includere anche noi di globalvoiceforme@worldmealliance.org!
Premi invio!
Condividi questo articolo con altre persone nel tuo Paese per coinvolgere pi� persone!
 
Copia e incolla il modello di lettera



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20 aprile 2024

INDAGINE PAN-EUROPEA EMEA SU 11.000 PAZIENTI

L�EMEA (European ME Alliance) ha realizzato nel 2021 un�indagine pan-europea su 11.000 pazienti di ME/CFS.

Adesso, ad aprile del 2024, ha presentato i risultati della ricerca:

INDAGINE EMEA SUI PAZIENTI DI ME/CFS IN EUROPA: STESSA PATOLOGIA, DIFFERENTI APPROCCI ED ESPERIENZE - Arild Angelsen and Trude Schei. 2024. EMEA survey of ME/CFS patients in Europe: Same disease, different approaches and experiences. European ME Alliance (EMEA)

Qui il volantino riassuntivo tradotto in italiano, e qui nell�originale.
Qui il rapporto completo in inglese (235 pagine)
Qui il comunicato stampa (in italiano)

Il rapporto completo � ricco di grafici interessanti.

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18 aprile 2024

PODCATST SULLA ME/CFS: SU WHEEPPY

Da gioved� 21 marzo, sul canale podcast Wheeppy (su Spotify, qui), verranno pubblicate 10 puntate dedicate alla ME/CFS, con Giada Da Ros, presidente della CFS/ME Associazione Italiana, e con Marcella Maria Spirito, psicologa e psicoterapeuta che si occupa di sostegno ai pazienti con questa patologia.

Tutte la puntate sono intorno ai 15 minuti: 5 sono dedicate a parlare della ME/CFS e 5 sono dedicate a interviste, a medici, pazienti, caregiver e psicologi che ci occupano di sostegno a questi pazienti. Sotto mettiamo il calendario e aggiungeremo il link alla specifica puntata quando sar� stata pubblicata:

1) Informazioni di base sulla ME/CFS: intervista a Giada Da Ros  - 21 marzo: link
2) intervista a Marcella Maria Spirito - 28 marzo: link
3) intervista-testimonianza di pazienti: Alessandro Rutkowski e Alessandra Garavaldi - 4 aprile: link
4) Il sostegno psicologico alla CFS/ME: Marcella Maria Spirito, Michele Tricarico, Francesca Caiella -  11 aprile: link
5) Intervista al prof. Umberto Tirelli - 18 aprile: link
6) La PEM: il sintomo caratteristico della CFS/ME - 25 aprile: link
7) Intervista-testimonianza estimonianza di due caregiver: Chiara Sacchetto Carollo e Stefania Tottolo - 2 maggio: link
8) Lettura dal libro "Nonsolofatica" - 12 maggio: link
9) Intervista al Prof Baritussio - 18 maggio: link
10) Lettura dal libro "Nonsolofatica" - 25 maggio: link

I link sono stati modificati rispetto a quando messi in aprile e abbiamo inserito i nuovi. Questo perch� � stato creato un link apposito per le puntate nella loro totalit�, sotto il titolo di SINDROME DA FATICA CRONICA.
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16 aprile 2024

UNITE TO FIGHT

Segnaliamo il prossimo convegno su ME/CFS e Long-COVID che si terr� online il 15 e 16 maggio prossimi venturi online. Al link tutte le info per iscriversi. Ricchissimo di interventi, che saranno resi disponibili anche successivamente.


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11 marzo 2024

WMEA: CAMPAGNA PER IL 12 MAGGIO

La World ME Alliance ha lanciato una campagna per un filmato che intende realizzare "a patchwork" con interventi di persone di vari Paesi cuciti insieme, per il 12 maggio. Chiede perci� di filmarsi, leggendo uno specifico copione. Sotto trovate il link con tutte le indicazioni e istruzioni. Non lo traduciamo per il fatto che in questo caso la richiesta � per un video in inglese, e se non si � in grado di leggerlo, probabilmente non si � nemmeno in grado di partecipare.

Il video va mandato entro il primo aprile.
#GlobalVoiceForME.
Qui le istruzioni per partecipare (in inglese).

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6 marzo 2024

ME/CFS SU DONNA MODERNA

Su "Donna Moderna" si parla di ME/CFS  con il prof. Umberto Tirelli e con la presidente dell'associazione Giada Da Ros: qui.

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1� marzo 2024

CONVEGNO INTERNAZIONALE IN PORTOGALLO SU ME/CFS E LONG_COVID

Segnaliamo  che il 3 e 4 aprile ci sar� in Portogallo il primo convegno internazionale sui progressi clinici e scientifici nella ME/CFS e nel Long-COVID, a cui parteciparanno molto nomi prestigiosi nello studio dela patologia.

Al link che vi indico sotto trovate tutte le info. Si potr� seguire online previa registrazione. Gli interventi verranno registrati e verranno resi pubblici dopo che i relatori avranno firmato la propria liberatoria.

Attraverso la World ME Alliance hanno chiesto ai rappresentanti delle associazioni membre di fare un brevissimo video di sostegno-ringraziamento, dicendo nella propria lingua qualcosa sulla patologia. Giada Da Ros, come presidente dell'associazione, ha mandato un video di 40 secondi.

Ecco il link al convegno.

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21 febbraio 2024

USCITI I RISULTATI DELL'ATTESO STUDIO DEI NIH (WALITT ET AL., 2024)

Sono usciti i risultati dell�atteso studio intramurario, guidato dal dottor Nath, degli Istituti Nazionali di Sanit� americani (NIH) sulla MECFS, pubblicati su Nature Communications. Il progetto, altamente collaborativo, ha coinvolto 75 ricercatori di 15 istituti e centri del NIH Intramural Research Program e di istituzioni nazionali e internazionali.

Qui trovate il comunicato stampa, sotto in parte tradotto:

Lo studio era piccolo (17 pazienti malati da meno di 5 anni e 21 controlli), e riguardava persone affette da encefalomielite mialgica /sindrome da fatica cronica post-infettiva (PI-ME/CFS). Dai risultati delle scansioni cerebrali con risonanza magnetica funzionale (fMRI) � emerso che le persone affette da ME/CFS hanno una minore attivit� in una regione cerebrale chiamata giunzione temporo-parietale (TPJ), che pu� causare stanchezza alterando il modo in cui il cervello decide come esercitare lo sforzo.
Hanno anche analizzato il liquido spinale raccolto dai partecipanti e hanno trovato livelli anormalmente bassi di catecolamine e altre molecole che aiutano a regolare il sistema nervoso nelle persone con ME/CFS rispetto ai controlli sani. Livelli ridotti di alcune catecolamine erano associati a peggiori prestazioni motorie, comportamenti legati allo sforzo e sintomi cognitivi. Questi risultati, per la prima volta, suggeriscono un legame tra specifiche anomalie o squilibri nel cervello e la ME/CFS.

"Pensiamo che l'attivazione immunitaria influisca sul cervello in vari modi, causando cambiamenti biochimici ed effetti a valle come disfunzioni motorie, autonomiche e cardiorespiratorie", ha dichiarato Avindra Nath, MD, direttore clinico del NINDS e autore senior dello studio.
I test immunitari hanno rivelato che il gruppo ME/CFS aveva livelli pi� alti di cellule B ingenue e livelli pi� bassi di cellule B di memoria commutate, cellule che aiutano il sistema immunitario a combattere gli agenti patogeni, rispetto ai controlli sani. Le cellule B ingenue sono sempre presenti nell'organismo e si attivano quando incontrano un determinato antigene, una sostanza estranea che scatena il sistema immunitario. Le cellule B di memoria rispondono a un antigene specifico e contribuiscono a mantenere l'immunit� adattativa o acquisita. Sono necessari ulteriori studi per determinare il rapporto tra questi marcatori immunitari e la disfunzione cerebrale e la fatica nella ME/CFS.
Per studiare la fatica, il dottor Nath e il suo team hanno chiesto ai partecipanti di prendere decisioni basate sul rischio di esercitare uno sforzo fisico. Questo ha permesso di valutare gli aspetti cognitivi della fatica, ovvero come un individuo decide quanto sforzo esercitare quando gli viene data una scelta. Le persone affette da ME/CFS avevano difficolt� nel compito di scelta dello sforzo e nel sostenere lo sforzo. Anche la corteccia motoria, una regione del cervello incaricata di dire al corpo di muoversi, rimaneva anormalmente attiva durante i compiti di fatica. Non c'erano segni di affaticamento muscolare. Ci� suggerisce che la fatica nella ME/CFS potrebbe essere causata da una disfunzione delle regioni cerebrali che guidano la corteccia motoria, come la TPJ.

"Potremmo aver identificato un punto focale fisiologico per l'affaticamento in questa popolazione", ha dichiarato Brian Walitt, MD, M.P.H., medico ricercatore associato del NINDS e primo autore dello studio. "Piuttosto che da un esaurimento fisico o da una mancanza di motivazione, la fatica pu� derivare da uno squilibrio tra ci� che una persona pensa di poter ottenere e ci� che il suo corpo riesce a fare".

Analisi pi� approfondite hanno rivelato differenze tra uomini e donne nei modelli di espressione genica, nelle popolazioni di cellule immunitarie e nei marcatori metabolici. I maschi presentavano un'attivazione alterata delle cellule T e dei marcatori dell'immunit� innata, mentre le femmine avevano modelli di crescita anomala delle cellule B e dei globuli bianchi. Uomini e donne presentavano anche marcatori di infiammazione diversi.
Il dottor Nath e i suoi colleghi hanno in programma di pubblicare ulteriori risultati dei dati raccolti durante questo studio.

Questo � lo studio:
Walitt, B., et al. �Deep phenotyping of Post-infectious Myalgic Encephalomyelitis/Chronic Fatigue Syndrome.� Nature Communications. February 21, 2024. DOI: 10.1038/s41467-024-45107-3.

La stampa mainstream anglofona ha gi� preso al balzo la notizia

Il Guardian: https://www.theguardian.com/society/2024/feb/21/scientists-find-link-between-brain-imbalance-and-chronic-fatigue-syndrome

Il New York Times: https://www.nytimes.com/2024/02/21/health/chronic-fatigue-syndrome-long-covid.html

Stat News: https://www.statnews.com/2024/02/21/nih-study-myalgic-encephalomyelitis-chronic-fatigue-syndrome-news/

Scientific American: https://www.scientificamerican.com/article/people-with-myalgic-encephalomyelitis-chronic-fatigue-syndrome-may-have-an-exhausted-immune-system

Le Scienze: https://www.lescienze.it/news/2024/02/28/news/encefalomielite_mialgica_sindrome_stanchezza_cronica-15246908


Gli esperti hanno le proprie valutazioni. Qui, quella del Bateman Horne Center, a cui ci associamo, che riassume anche le principali critiche.


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16 febbraio 2024

TRACCIAMENTO DEI LEUCOCITI INFILTRATI NEL CERVELLO


Segnaliamo questo piccolo video in inglese in cui si parla di un nuovo tipo di PET che potrebbe portare dati significativi per la CFS/ME e anche altre patologie:

Facciamo un microsunto con l�essenziale: l�ipotesi � che ci sia neuroinfiammazione dovuta al fatto che i leucociti, quindi i globuli bianchi, che solitamente si trovano dove necessario in giro per il corpo, riescano a superare la barriera ematoencefalica andando nel cervello dove invece non dovrebbero essere, causando infiammazione. Sul come e perch� ci sono varie possibili ipotesi, ma non necessarie a questo punto. Si cerca di scoprire se sia cos�.

S� � creata questa tecnica per cui viene prelevato il sangue di una persona, i leucociti vengono fatti �incubare� con il tracciante ossina di zirconio 89 e poi re-immesse in circolo nella persona. Poi con la PET si guarda dove vanno a finire. Al di l� della semplicit� della spiegazione, � stata una cosa molto complessa da realizzare. � stato testato su soggetti sani. Ora si tester� sui primi pazienti di CFSME. Se l�ipotesi fosse corretta, dovremmo vedere leucociti anche nel cervello.


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7 febbraio 2024

Health Crisis

#GLOBALVOICEFORME

Con l�avvicinarsi della Giornata Mondiale della ME, che si terr� il 12 maggio 2024, la CFS/ME Associazione Italiana odv si unisce alla comunit� mondiale per far luce sulle pressanti problematiche legate all'Encefalomielite Mialgica (ME), anche conosciuta come CFS (Sindrome da Fatica Cronica). Questo giorno significativo coincide con il 55� anniversario da quando l'Organizzazione Mondiale della Sanit� (OMS) ha ufficialmente riconosciuto la ME nella sua Classificazione Internazionale delle Malattie, sottolineando la necessit� critica di affrontare questa crisi sanitaria globale.

Leggi qui l'annuncio in italiano nella sua interezza.
Se volete leggere l'articolo di annuncio in inglese dal sito web della World ME Alliance, sar� disponibile qui il 7 febbraio.

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15 gennaio 2024

PANORAMICA SULLE SPERIMENTAZIONI CLINICHE SU ME/CFS

Segnaliamo l'articolo "Progredire nella ricerca e nel trattamento: Una panoramica delle sperimentazioni cliniche nell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) e prospettive future" (Seton et al, 2024), che pu� tornar utile come punto di riferimento: qui.

Abstract tradotto:
L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � una malattia cronica, debilitante e sfaccettata. L'insorgenza eterogenea e la presentazione clinica con ulteriori comorbilit� la rendono difficile da diagnosticare, caratterizzare e trattare con successo. Le attuali linee guida per il trattamento si concentrano sulla gestione dei sintomi, ma senza un chiaro obiettivo o meccanismo causale, i tassi di remissione sono bassi e meno del 5% dei pazienti torna ai livelli di attivit� precedenti alla malattia. Pertanto, � urgente intraprendere studi clinici solidi per identificare trattamenti efficaci. Questa revisione sintetizza le intuizioni degli studi clinici che esplorano gli interventi farmacologici e gli integratori alimentari mirati alle disfunzioni immunologiche, metaboliche, gastrointestinali, neurologiche e neuroendocrine nei pazienti affetti da ME/CFS, che richiedono ulteriori approfondimenti. Inoltre, viene discussa la sperimentazione di interventi alternativi nella ME/CFS sulla base dell'efficacia riportata nel trattamento di malattie con sintomatologia sovrapponibile. Infine, forniamo importanti considerazioni e raccomandazioni, concentrandoci sulle misure di esito, per garantire l'esecuzione di futuri studi clinici di alta qualit� per stabilire l'efficacia clinica degli interventi basati sull'evidenza, necessari per l'adozione nella pratica clinica.


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20 dicembre 2023


GLI ANTICORPI CATALITICI POSSONO CONTRIBUIRE ALLA DEMIELINIZZAZIONE NELLA ME/CFS

Un articolo da titolo "Gli anticorpi catalitici possono contribuire alla demielinizzazione nell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica" (Jensen et al, 2023) del gruppo di Ron Davis, � stato pubblicato qui.

Abstract tradotto:

Qui riportiamo dati preliminari che dimostrano che alcuni pazienti con encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) possono avere autoanticorpi catalitici che causano la degradazione della proteina basica della mielina (MBP). Proponiamo che questi anticorpi che degradano la MBP siano importanti per la fisiopatologia della ME/CFS, in particolare per l'insorgenza della malattia/demielinizzazione della materia bianca. Ci� � supportato da studi di risonanza magnetica che mostrano questi risultati nei pazienti con ME/CFS e che potrebbero spiegare i sintomi di dolore ai nervi e debolezza muscolare. In questo lavoro abbiamo eseguito una serie di esperimenti su campioni di plasma di pazienti, isolando e caratterizzando anticorpi specifici per il substrato che digeriscono l'MBP. Abbiamo anche testato il glatiramer acetato (copaxone), un immunomodulatore approvato dalla FDA per il trattamento della sclerosi multipla, e abbiamo scoperto che inibisce la digestione del MBP da parte degli anticorpi della ME/CFS. Inoltre, abbiamo scoperto che l'aprotinina, che � un inibitore specifico della serina proteasi, impedisce in modo specifico la degradazione dell'MBP, mentre le altre classi di inibitori della proteasi non hanno avuto alcun effetto. Ci� coincide con la letteratura pubblicata che descrive gli anticorpi catalitici come dotati di un'attivit� simile a quella della serina proteasi. La ricerca post-pandemica ha anche fornito diverse segnalazioni di demielinizzazione nel COVID-19. Poich� il COVID-19 � stato descritto come un fattore scatenante della ME/CFS, la demielinizzazione potrebbe avere un ruolo maggiore nei sintomi dei pazienti con diagnosi recente di ME/CFS. Pertanto, studiando gli anticorpi proteolitici nella ME/CFS, i loro substrati bersaglio e gli inibitori, un nuovo meccanismo d'azione potrebbe portare a un trattamento migliore e a una possibile cura della malattia.

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4 dicembre 2023

PREVEDERE LA ME/CFS DAI PRIMI SINTOMI DI COVID-19

Un nuovo articolo intitolato "Previsione dell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica dai primi sintomi dell'infezione da COVID-19"
di Chelsea Hua, Jennifer Schwabe, Leonard A. Jason, Jacob Furst e Daniela Raicu di pu� trovare qui.

Sotto, l'abstract tradotto:

Non � ancora chiaro perch� alcuni individui dopo un'infezione virale continuino ad avere sintomi gravi.
Abbiamo studiato se sia possibile prevedere lo sviluppo dell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) dopo aver contratto il COVID-19 analizzando i sintomi delle prime due settimane di infezione da COVID-19.
Utilizzando le risposte dei partecipanti al DePaul Symptom Questionnaire a 54 item, abbiamo costruito modelli predittivi basati su un algoritmo random forest utilizzando i sintomi dei partecipanti nelle prime settimane di infezione da COVID-19 per prevedere se i partecipanti avrebbero soddisfatto i criteri per la ME/CFS circa 6 mesi dopo.
I primi sintomi, in particolare quelli che valutano il malessere post-sforzo, hanno predetto lo sviluppo della ME/CFS, raggiungendo un'accuratezza del 94,6%. Abbiamo quindi analizzato un insieme minimo di otto caratteristiche sintomatologiche in grado di predire accuratamente la ME/CFS.
I modelli con caratteristiche ridotte hanno raggiunto un'accuratezza del 93,5%. I nostri risultati indicano che diversi criteri diagnostici IOM per la ME/CFS che si verificano durante le prime settimane dopo l'infezione da COVID-19 predicono il long-COVI e la diagnosi di ME/CFS dopo 6 mesi.


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2 dicembre 2023

CONGRESSO ECM  SULLA ME/CFS

La Associazione Malati di CFS onlus di Pavia ha organizzato per og
gi un congresso ECM a Palermo (ma anche online) dal titolo IL MIMETISMO MOLECOLARE:UN PUZZLE AUTOIMMUNE. Per ulteriori informazioni si legga qui.

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18 novembre 2023

ASSOCIAZIONI CFS/ME AL CENTRO COMMERCIALE TIARE DI VILLESSE (GO)

La nostra associazione e la CFS/ME odv saranno presenti al social point del centro commerciale Tiare di Villesse (GO) venerd� 24 novembre prossimo,  con libri e materiale informativo, grazie all'interessamento della nostra socia Maristella Cannalire.

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11 novembre 2023

CALENDARIO PRO ME/CFS

calendario 2024

Abbiamo realizzato dei Calendari 2024 da tavolo (21x15 � 7 fogli su carta patinata, spirale metallica e cartone di supporto) per raccogliere fondi per la CFS/ME Associazione Italiana odv con foto di San Pietro in Bevagna (TA), localit� marina in Salento. Le foto sono state scattate da Giada Da Ros, presidente dell�associazione.

Se desideraste riceverne uno, potete prenotarlo entro il 26 novembre a cfs@cro.it.

Chiediamo una donazione di almeno 15 euro a calendario, in modo da coprire le spese del calendario stesso, della spedizione e ne esca anche una piccola donazione a favore dell�associazione.

Se siete interessati quello che dovete fare �:

- Fare una donazione alla CFS/ME Associazione Italiana:
IBAN IT58M0306964773074000094301
Causale: erogazione liberale iniziativa calendari solidali

- Inviare al cfs@cro.it i seguenti dati:
1. Numero di copie richieste
2. Prova dell�avvenuto versamento
3. Nome, cognome e indirizzo di spedizione completo
4. Verr� spedito come posta prioritaria. Le richieste verranno evase il prima possibile, anche per evitare l�intasamento delle feste di Natale, ma vi chiediamo di avere pazienza: Ad occuparsene � una paziente, che fa le cose un poco alla volta,

 Mese per mese, avete qui un'anteprima del calendario.

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4 novembre 2023

LA CFS/ME ASSOCIAZIONE ITALIANA FIRMA LA LETTERA ALLA COCHRANE REVIEW

Abbiamo firmato come associazione la lettera che S4ME ha scritto alla Cochrane Review: https://www.s4me.info/threads/s4me-2023-open-letter-to-cochrane-request-for-action-on-the-me-cfs-exercise-therapy-review.34973/

La petizione collegata gi� avevamo chiesto ai singoli di firmarla (trovate in proposito  una sintesi di poche righe al 5 sttembre.

Qui potete vedere la nostra associazione elencata:

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3 novembre 2023

CORDINI CON I GIRASOLI

La CFS/ME odv ha ordinato da Hidden Disabilities dei cordini con i girasoli (sunflower lanyard), che sono simbolo internazionale delle disabilit� invisibili, per i propri soci. Come CFS/ME Associazione Italiana abbiamo pagato loro met� della spesa sostenuta perch� anche i nostri soci ne possano usufruire. Eravamo in accordo cos� fin dall'inizio.

Negli aeroporti danno comunque il cordino in modo gratuito a chi fa richiesta del servizio per la disabilit�, e se quelli sono i luoghi principali in cui il cordino viene riconosciuto, si invita ad usarlo ogni volta che sembra sensato farlo, perch� comunque suscita interesse anche dove non � conosciuto e si pu� spiegare e magari avere comunque un aiuto se necessario.

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17 ottobre 2023

RICHIESTA DI 32 ORGANIZZAZIONI ALLE NAZIONI UNITE

La World ME Alliance, di cui facciamo parte, ha scritto oggi una lettera a Sua Eccellenza Dennis Francis, Presidente della 78a Assemblea Generale delle Nazioni Unite, in cui loda la dichiarazione politica della Riunione di alto livello dell'Assemblea Generale sulla prevenzione, preparazione e risposta alle pandemie, ma in cui si segnala che � stato trascurato di menzionare come regolarmente queste pandemie hanno uno strascico di malattie croniche come la ME, il Long-COVID, la POTS e altre forme di disautonomia. Si stima che, a livello globale, pi� di 65 milioni di persone vivono oggi con il long-COVID, di cui il 50% soddisfa i criteri per una diagnosi di ME/CFS e pi� del 70% ha sviluppato disautonomia.

La lettera (che trovate al link in originale) sollecita perci� rispettosamente le Nazioni Unite e i suoi Stati membri a prendere in considerazione e ad affrontare questa significativa lacuna nella preparazione e nella risposta alle pandemie. Abbiamo chiesto che le future iniziative e strategie relative alla preparazione alle pandemie includano esplicitamente azioni sull'impatto delle malattie croniche associate alle infezioni, segnalando come questi sforzi dovrebbero includere la ricerca e il riconoscimento, con raccomandazioni immediate di investire nella ricerca per comprendere le cause delle malattie croniche.

Abbiamo firmato questa lettera come associazione. La World ME Alliance ha intanto pubblicato un articolo in proposito e la lettera qui.

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1� ottobre 2023

DECODE ME: PUBBLICATI I PRIMI RISULTATI

Sono stati pubblicati a fine agosto i risultati iniziali dei questionari dei primi 17.000 partecipanti allo studio  DECODE ME. Lo studio (Bretherick et al., 2023) nella sua interezza lo trovate qui.

Un sunto lo si trova sul loro blog: qui. Dice:

Essere donna, pi� vecchia e malata da pi� tempo aumenta la possibilit� di una maggiore gravit�

I nostri risultati supportano l'ipotesi che la ME/CFS sia significativamente pi� comune nelle donne, dato che l'83,5% dei partecipanti ha dichiarato che il proprio sesso assegnato alla nascita era femminile. Inoltre, i nostri dati suggeriscono che le donne hanno maggiori probabilit� di manifestare sintomi gravi. Questa probabilit� aumenta ulteriormente con l'et� e se la condizione � presente da pi� di 10 anni.

Inoltre, una percentuale maggiore di partecipanti di sesso femminile ha riferito altre condizioni di salute co-occorrenti.

Due terzi (66,7%) delle donne e poco pi� della met� (52,7%) degli uomini hanno riferito di avere almeno una patologia co-occorrente attiva. Analogamente, il 39,2% delle donne e il 28,6% degli uomini ha riferito almeno una condizione di co-occorrenza inattiva.

La condizione co-occorrente attiva pi� comune � stata la sindrome dell'intestino irritabile (41,3%), con depressione clinica (32,4%), fibromialgia (29,5%), anemia (14,1%) e ipotiroidismo (12,8%).

Le donne hanno anche riferito, in media, un numero maggiore di sintomi rispetto agli uomini, 42 contro 36.

I sintomi pi� comuni sono stati la brainfog (un termine comunemente usato per descrivere il deterioramento cognitivo sperimentato dai partecipanti), il sonno poco ristoratore e i dolori muscolari.

Gli esperti affermano che comprendere meglio come la ME/CFS colpisce le persone � il primo passo per sviluppare opzioni terapeutiche efficaci.

Per migliorare ulteriormente la nostra comprensione, stiamo ancora reclutando partecipanti le cui risposte al questionario ci aiuteranno a capire ancora di pi� sulla ME/CFS. Molti di questi partecipanti saranno anche invitati a fornire un campione di DNA per contribuire alla parte dello studio sul DNA, che mira a identificare le cause biologiche della malattia.

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22 settembre 2023

UN TEST PER LA DIAGNOSI DELLA ME/CFS

Lo scorso 13 settembre perfino l�ANSA ha pubblicato la notizia � qui - che � stato sviluppato un test per la diagnosi della ME/CFS.

Qui trovate l�articolo del gruppo di Karl Morten che ne parla, dal titolo �Sviluppo di un test diagnostico basato sulle cellule del sangue per l'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica utilizzando cellule mononucleari del sangue periferico� (Xu et al., 2023).

Sotto, l�abstract tradotto:
L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � caratterizzata da un affaticamento debilitante che incide profondamente sulla vita dei pazienti. La diagnosi di ME/CFS rimane difficile, con la maggior parte dei pazienti che si affidano all'autodiagnosi, a questionari e a misure soggettive per ricevere una diagnosi, e molti non ricevono mai una diagnosi chiara. In questo studio, una piattaforma Raman a singola cellula e l'intelligenza artificiale sono state utilizzate per analizzare le cellule del sangue di 98 soggetti umani, tra cui 61 pazienti affetti da ME/CFS di diversa gravit� e 37 controlli sani e malati. Questi risultati dimostrano che i profili Raman delle cellule del sangue possono distinguere tra individui sani, controlli della malattia e pazienti affetti da ME/CFS con un'elevata accuratezza (91%) e possono ulteriormente differenziare tra pazienti con ME/CFS lieve, moderata e grave (84%). Inoltre, sono stati identificati picchi Raman specifici che sono correlati con i fenotipi della ME/CFS e che hanno il potenziale di fornire approfondimenti sui cambiamenti biologici e di supportare lo sviluppo di nuove terapie. Questo studio presenta un approccio promettente per aiutare la diagnosi e la gestione della ME/CFS e pu� essere esteso ad altre malattie croniche inspiegabili come il long-COVID e la sindrome della malattia di Lyme post-trattamento, che condividono molti degli stessi sintomi della ME/CFS.

Cort Johnson su Health Rising ne parlava in un suo post del 9 settembre. Il sunto, da lui stesso fatto, tradotto sotto, dice:

Un esame del sangue: � come il Santo Graal per la sindrome da fatica cronica (ME/CFS). Non solo legittimerebbe la malattia e ne faciliterebbe la diagnosi, ma dovrebbe anche fornirci indizi su cosa la provoca.
Il team di ricercatori di Oxford, della London School of Tropical Medicine, polacchi e statunitensi ha utilizzato una tecnica chiamata spettroscopia Raman che ha la capacit� di tracciare tutti i principali elementi costitutivi - proteine, aminoacidi, lipidi, fosfolipidi e carboidrati - di una cellula, consentendo di valutare lo stato metabolico e fisiologico di ogni cellula.
Incoraggiati dai risultati positivi di un precedente studio pilota, i ricercatori hanno ampliato il loro studio includendo quasi 100 individui, tra cui 61 pazienti affetti da ME/CFS, 16 controlli sani e, a dimostrazione della seriet� della ricerca di un biomarcatore, 21 pazienti affetti da sclerosi multipla.
I risultati della spettroscopia Raman guidata dall'intelligenza artificiale sono stati in grado di differenziare in misura notevole i pazienti con ME/CFS, SM e i controlli sani. Siamo abituati a vedere notevoli sovrapposizioni tra ME/CFS e controlli, ma non in questo caso (vedi immagine nel blog).  L'analisi degli spettri Raman � stata in grado di differenziare la ME/CFS, la SM e i controlli sani con notevole accuratezza (91% di specificit�; 93% di sensibilit� per la ME/CFS).
Elogiando la facilit� del test, la piccola quantit� di sangue che richiede, la sua capacit� di essere eseguito su "materiale fisso" e il fatto che pu� essere congelato senza deteriorarsi, gli autori hanno affermato che:
uno strumento diagnostico oggettivo, sensibile e diretto pu� quindi risolvere la controversia sulla natura della ME/CFS e... ha il potenziale per avere un impatto drastico sulla qualit� di vita dei pazienti" (se usato in combinazione con sofisticati algoritmi di apprendimento automatico, il nostro approccio spettroscopico Raman ha un grande potenziale come tecnica diagnostica per malattie come la ME/CFS).
Nei pazienti con ME/CFS lieve, moderata e grave � stato riscontrato un aumento universale di triptofano e tirosina e una riduzione dei livelli di glucosio.
C'erano per� alcune stranezze. I pazienti moderati e gravi hanno mostrato livelli ridotti di fenilalanina, mentre i pazienti con ME/CFS lieve (e SM) hanno mostrato livelli aumentati. Allo stesso modo, sono stati riscontrati livelli elevati di acidi grassi insaturi nei pazienti con ME/CFS lieve, mentre i pazienti moderati e gravi ne avevano livelli ridotti.  Livelli ridotti di glicogeno sono stati riscontrati nella coorte di pazienti con ME lieve e grave (ma non in quella moderata (?).
L'aumento del triptofano, della tirosina, la riduzione dei livelli di glicogeno e la quantificazione del glucosio sono stati riscontrati sia nei pazienti affetti da ME/CFS che da SM (in alcuni sottoinsiemi). Inoltre, gli elevati livelli di acidi grassi insaturi e i ridotti livelli di fenilalanina erano simili a quelli della ME/CFS lieve.
L'aumento dei livelli di triptofano riscontrato sia nei gruppi di pazienti con ME/CFS che in quelli con SM � in linea con l'ipotesi della trappola metabolica di Robert Phair per la ME/CFS, che propone che mutazioni genetiche in un enzima inibiscano il metabolismo del triptofano in chinurenina e possano portare a livelli elevati di serotonina. Gli autori hanno affermato che "� fondamentale riconoscere i potenziali effetti disfunzionali del triptofano e della serotonina nel contesto della ME/CFS".
I risultati suggeriscono anche, ancora una volta, che le cellule dei pazienti affetti da ME/CFS si rivolgono al "carburante sporco" - gli aminoacidi - per ottenere energia, invece di utilizzare il glucosio e gli acidi grassi, che sono pi� puliti. Sono state trovate anche prove di alterazione del metabolismo degli acidi grassi e dei lipidi, due temi di ricerca attualmente caldi nella ME/CFS.
Gli autori hanno guardato oltre la ME/CFS, affermando che nelle condizioni croniche, complesse e inspiegabili come la ME/CFS, tra cui la fibromialgia, la malattia di Lyme cronica e il Long-COVID, e ritengono che i dati complessi e gli approcci di apprendimento automatico, come quelli utilizzati in questo studio, saranno quelli che faranno da guida.


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13 settembre 2023

LA GERMANIA STANZIA 15 MILIONI DI EURO PER LA RICERCA  SULLA ME/CFS
 
Il 1� settembre, il Ministero federale tedesco dell'Istruzione e della Ricerca (BMBF) ha pubblicato una nuova "linea guida per il finanziamento di progetti congiunti sulla ricerca dei pato-meccanismi dell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS)". Il 12 settembre 2023 ha poi reso noto che intende sostenere la ricerca sulla ME/CFS nell'ambito della nuova linea guida con un importo totale di 15 milioni di euro.

Per saperne di pi�, si legga qui (in inglese).


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5 settembre 2023

PETIZIONE CONTRO LA COCHRANE REVIEW

Science for ME, un forum internazionale di persone con ME e loro sostenitori, ha scritto una lettera aperta alla Cochrane in merito al loro testo sull�esercizio fisico per la CFSME e al suo mancato aggiornamento, nonostante le promesse in tal senso. Molti pazienti infatti hanno avuto danni a causa dei consigli clinici in essa contenuti.
La Cochrane � un organismo internazionale che pubblica revisioni (reviews) delle prove di ricerca per i trattamenti alle malattie. Ha molta influenza sulle linee guida cliniche utilizzate in tutto il mondo. Quattro anni fa, nell'ottobre 2019, la Cochrane ha pubblicato "Exercise therapy for CFS" (Terapia dell�esercizio per la CFS), sostenendo l'uso della terapia dell'esercizio fisico per la sindrome da fatica cronica.
 
Il caporedattore della Cochrane ha ammesso che la Review non era adatta allo scopo al momento della pubblicazione, ma continua a essere ospitata nella Cochrane Library e citata in riviste scientifiche e linee guida cliniche. Questo nonostante organizzazioni governative come il NICE del Regno Unito (NG206: 1.11.14) e il CDC degli Stati Uniti abbiano cambiato atteggiamento, a seguito di valutazioni imparziali, dal momento che non ci sono prove che la terapia dell'esercizio fisico sia efficace per la ME/CFS e che quasi tutte le organizzazioni di pazienti affetti da ME/CFS rifiutino la terapia dell'esercizio fisico come trattamento valido della malattia e molte persone affette da ME/CFS abbiano riferito di essersi ammalate molto di pi� dopo la terapia dell'esercizio fisico graduato.

La petizione chiede
1. Il ritiro immediato o la ritrattazione della Cochrane Review del 2019 "Exercise therapy for chronic fatigue syndrome" di Larun et al. e di tutte le versioni precedenti.
e
2. Il riavvio immediato di aggiornamenti regolari mensili sul nuovo processo di revisione, con tempistiche chiaramente indicate per il completamento della revisione fino alla pubblicazione entro un anno da oggi.
OPPURE l�abbandono del nuovo processo di revisione.

Alla World ME Alliance, di cui facciamo parte, � stato chiesto di diffondere questa petizione tra i nostri membri e di pubblicizzarla, anche attraverso i social.

Questo � il link per firmare la petizione.

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2 settembre 2023

LA PROTEINA WASF3 POTREBBE ESSERE COINVOLTA NELLA ME/CFS

Un nuovo studio (Wang et al., 2023: qui) parla del possibile coinvolgimento della proteina WASF3 nell�affaticamento dei pazienti. Questo studio dimostra che la sovraespressione di questa proteina nei mitocondri interrompe l'assemblaggio del supercomplesso respiratorio, con conseguente diminuzione del consumo di ossigeno e della resistenza all'esercizio.

Sotto l�abstract tradotto. Qui un articolo in proposito. 

Abstract

L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � caratterizzata da vari sintomi invalidanti, tra cui l'intolleranza all'esercizio fisico, e viene diagnosticata in assenza di una causa specifica, rendendo la sua gestione clinica impegnativa. Una migliore comprensione del meccanismo molecolare alla base di questo apparente stato di carenza bioenergetica potrebbe rivelare spunti per lo sviluppo di strategie terapeutiche mirate. Riportiamo che la sovraespressione della Wiskott-Aldrich Syndrome Protein Family Member 3 (WASF3), qui identificata in una donna di 38 anni che soffriva da tempo di affaticamento e intolleranza all'esercizio fisico, pu� interrompere la formazione del supercomplesso respiratorio mitocondriale ed � associata allo stress del reticolo endoplasmatico (ER). L'aumento dell'espressione di WASF3 in topi transgenici ha ridotto notevolmente la loro capacit� di corsa su tapis roulant, con una concomitante compromissione dell'assemblaggio del supercomplesso respiratorio e una riduzione dei livelli del complesso IV nei mitocondri del muscolo scheletrico. Anche l'induzione di WASF3 mediante stress ER con endotossina, notoriamente associato all'affaticamento nell'uomo, ha ridotto i livelli di complesso IV nel muscolo scheletrico dei topi, mentre la riduzione dei livelli di WASF3 mediante inibizione farmacologica dello stress ER ha migliorato la funzione mitocondriale nelle cellule dei pazienti con affaticamento cronico. A completamento dei nostri risultati, campioni di biopsia del muscolo scheletrico ottenuti da una coorte di pazienti con ME/CFS hanno mostrato un aumento dei livelli di proteina WASF3 e un'attivazione aberrante dello stress ER. Oltre a rivelare un potenziale meccanismo per la carenza bioenergetica nella ME/CFS, il nostro studio pu� anche fornire approfondimenti su altri disturbi associati alla fatica, come le malattie reumatiche e il Long-COVID.


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21 agosto 2023

FISIOTERAPIA ED ME/CFS

Segnaliamo l'uscita (in inglese) di un libro sintitolato "Una guida del fisioterapista per comprendere e gestire la ME/CFS, scritta da quattro professioniste del settore: qui.

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18 agosto 2023

L'ORIGINE VIRALE DELLA ME/CFS

Maureen Hanson, una della paggiori esperte della patologia, ha scritto una mini-review sull'origine virale della ME/CFS, ora disponibile su PLOS Pathogens: https://tinyurl.com/mskfbuzu.

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10 agosto 2023

ANCHE NOI IN SUPPORTO DEI NICE DEL 2021

A luglio, diverse organizzazioni di ME hanno scritto una risposta a un articolo che criticava le linee guida NICE del 2021 sulla #MECFS. Non � stata pubblicata; lo ha fatto qualche giorno fa la WorldMEAlliance. L�ha firmata anche la CFSME Associazione Italiana: qui il documento.


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8 agosto 2023

GIORNATA MONDIALE DELLA MECFS SEVERA

Ogni anno in questo giorno si sensibilizza sulla situazione dei pazienti pi� gravi. Per i materiali in proposito, si visitino le nostre pagine FB e Instagram
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11 luglio 2023

COINVOLGERE I PAZIENTI DI ME: UN DOCUMENTO

La World ME Alliance, di cui la CFS/ME Associazione Italiana fa parte, ha collaborato allo sviluppo di un documento su �Coinvolgere le persone affette da ME e da patologie che limitano l'energia�. Abbiamo potuto fare le osservazioni che ritenevamo rilevanti e ora � stato completarlo, con il supporto del sottogruppo strategico dell�Alliance che si occupa dell'OMS. Inviato all'�quipe per le disabilit� dell'Organizzazione Mondiale della Sanit�, � un primo passo per costruire un impegno in quella sede.

Lo trovate pubblicato sul sito dell'Alliance in varie lingue: qui.
Il PDF della versione in italiano, tradotta da Giada Da Ros, la trovate qui e su questo sito archiviata sotto "pubblicazioni".

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3 luglio 2023

FIBRONECTINA ED ME/CFS

� uscito oggi un nuovo studio (Liu et al), a cui partecipano fra i nomi pi� noti Carmen Scheibenbogen, Robert K Naviaux e Bhupesh Prusty, dal titolo �Aumento della fibronectina circolante, deplezione delle IgM naturali e maggiore riattivazione di EBV e HSV-1 nella ME/CFS e nel Long-COVID�: qui.  https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2023.06.23.23291827v1
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27 giugno 2023

ME GLOBAL CHRONICLE #45

Il numero di giugno (numero 45) � ora disponibile: qui.
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18 giugno 2023

SVILUPPO DI TERAPIE CURATIVE

Carmen Scheibenborgen, una delle maggiori studiose di ME/CFS a livello europeo, e altri hanno appena fatto uscire un significativo articolo dal titolo "Lotta al post-COVID e alla ME/CFS - sviluppo di terapie curative". Sotto leggete la traduzione della conclusione. PCS sta per post-COVCID Symdrome, quindi sindrome post-COVID:

Il nostro concetto di piattaforma di sperimentazione clinica su pi� fronti affronta la complessit� e l'eterogeneit� della PCS e della ME/CFS, consentendo di testare numerosi farmaci negli studi clinici in modo armonizzato, accompagnati da studi meccanicistici completi. Questo approccio aprir� la strada a uno sviluppo pi� rapido di farmaci per la PCS e la ME/CFS, per trovare soluzioni terapeutiche per sottogruppi specifici e infine per tutti i pazienti. Inoltre, consentir� lo sviluppo e l'identificazione di precisi biomarcatori diagnostici, prognostici e di accompagnamento che, in ultima analisi, porteranno a terapie mirate e individualizzate per combattere i diversi meccanismi della malattia. Infine, l'identificazione di biomarcatori che predicono la risposta al trattamento fornisce una forte evidenza dei meccanismi patologici causali.

Dell'articolo pu� valer la pena dare un'occhiata alle tabelle.
Qui il link all'articolo.

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16 giugno 2023

LONG-COVID ED ME/CFS CONDIVIDONO LA STESSA FISIOPATOLOGIA

appena uscito un articolo di Komaroff su come Long-COVID e CFSME condividano la stessa fisiopatologia: sono infatti presenti anomalie neurologiche, immunologiche, metaboliche e cardiopolmonari simili. Lo trovate qui.

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12 giugno  2023


LA TESTIMONIANZA DI UNA PAZIENTE

Segnaliamo la bella intervista sulla ME/CFS alla paziente Penelope Mirotti: qui.
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9 giugno 2023

REGISTRAZIONE DIRETTA INSTAGRAM "CFS/ME E CENNI DI FIBROMIALGIA"

Qui link il video della diretta fatta su Instagram lo scorso 30 maggio dal prof. Tirelli, dalla presidente della CFS/ME Associazione Italiana e paziente GIada Da Ros e dalla paziente Alessandra Garavaldi.
Con un grande grazie ancora a Sara Calabria per averci ospitati sul suo canale: fibro_lioness2.

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1� giugno 2023

#RealME

La ME Association chiede di partecipare alla campagna #RealME, mandando una foto e un testo di qualche riga.
Qui (in inglese) il sito della campagna con l'indirizzo per partecipare.

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30 maggio 2023

PROF TIRELLI SU TELECOLOR GREENTEAM

Qui, su FB, trovate una lunga al professor Tirelli sui ME/CFS, fibromialgia e Long-COVID

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24 maggio 2023

SOLLIEVO CON STIMOLAZIONE INTRANASALE

Ottenere sollievo dai sintomi nei pazienti con encefalomielite mialgica mirando all'interfaccia neuro-immunitaria e ottimizzando la tolleranza alla malattia (Rodriguez et al, 2023): qui lo studio.
L'encefalomielite mialgica (ME), precedentemente nota anche come sindrome da stanchezza cronica, � una sindrome eterogenea e debilitante di eziologia sconosciuta, responsabile di disabilit� di lunga durata in milioni di pazienti in tutto il mondo. Il sintomo pi� noto della ME � il malessere post-sforzo, ma molti pazienti presentano anche disregolazione autonomica, disfunzione dei nervi cranici e segni di attivazione del sistema immunitario. Molti pazienti riferiscono anche un esordio improvviso della malattia in seguito a un'infezione. Il tronco encefalico � un sospetto punto focale nella patogenesi della ME e i pazienti con compromissione strutturale del tronco encefalico spesso presentano sintomi simili alla ME. Il tronco encefalico � anche il punto di origine del nervo vago, un'interfaccia neuro-immunitaria critica e mediatore del riflesso infiammatorio che regola l'infiammazione sistemica. Qui riportiamo i risultati di uno studio randomizzato, controllato con placebo, che utilizza una stimolazione meccanica intranasale mirata alle terminazioni nervose della cavit� nasale, probabilmente provenienti dal nervo trigemino, che potrebbe attivare ulteriori centri nel tronco encefalico dei pazienti affetti da ME e che si correla con una riduzione del ∼30% dei punteggi dei sintomi complessivi dopo 8 settimane di trattamento. Eseguendo un monitoraggio longitudinale a livello di sistema del sistema immunitario nel sangue di questi pazienti, scopriamo i segni di un'attivazione immunitaria cronica nella ME, nonch� i correlati immunologici del miglioramento, che sono incentrati sulle cellule immunitarie che si dirigono verso l'intestino e sulla ridotta infiammazione. I meccanismi di alleviamento dei sintomi restano da determinare, ma le analisi trascrizionali suggeriscono un'upregulation dei meccanismi di tolleranza alla malattia. Riteniamo che questi risultati siano suggestivi della ME come condizione spiegata da una risposta disadattiva di tolleranza alla malattia in seguito a un'infezione.


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19 maggio 2023

DUE SINTOMI CHIAVE PER INDIVIDUARE LA PEM

Due sintomi possono identificare con precisione il malessere post-sforzo nell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (Davenport et al, 2023): qui lo studio


Abstract tradotto

Premessa: Il malessere post-forzo (PEM) � il sintomo caratteristico dell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS), ma le sue diverse manifestazioni lo rendono difficile da riconoscere. Strumenti brevi per rilevare la PEM sono fondamentali per il progresso clinico e scientifico.

Obiettivo: Sviluppare una regola di previsione clinica per la PEM.

Metodo: 49 soggetti affetti da ME/CFS e 10 soggetti sani e sedentari reclutati nella comunit� hanno completato due test da sforzo cardiopolmonare massimale (CPET) separati da 24 ore. In cinque momenti diversi, i soggetti hanno riferito i sintomi che sono stati poi classificati in 19 categorie. La frequenza di segnalazione dei sintomi tra i gruppi in ciascun punto temporale � stata confrontata utilizzando il test esatto di Fisher. L'analisi delle caratteristiche operative del ricevitore (ROC) con il calcolo dell'area sotto la curva � stata utilizzata per determinare il numero di diversi tipi di segnalazioni di sintomi sufficienti a differenziare i gruppi ME/CFS e sedentari. � stato determinato il numero ottimale di sintomi in cui la sensibilit� e la specificit� dei tipi di segnalazione dei sintomi erano bilanciate.

Risultati: In tutti i momenti, un massimo di due sintomi era ottimale per determinare le differenze tra i gruppi. Solo un sintomo era necessario per differenziare in modo ottimale i gruppi a una settimana dalla seconda CPET. Affaticamento, disfunzione cognitiva, mancanza di sentimenti/umore positivi e diminuzione della funzionalit� sono stati predittori coerenti dell'appartenenza al gruppo ME/CFS nei vari momenti.

Conclusioni: La richiesta di informazioni sulla disfunzione cognitiva post-sforzo, sul declino della funzionalit� e sulla mancanza di sentimenti/umore positivi pu� aiutare a identificare la ME in modo rapido e accurato. Questi risultati dovrebbero essere convalidati con un campione pi� ampio di pazienti.


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15 maggio 2023

PROTEOMICA E CITOCHINE DISTINGUONO CFSME E CONTROLLI

I risultati di una collaborazione tra i centri Cornell e Columbia NIH, quindi Maureen Hanson, Ian Lipkin e Mady Hornig fra i nomi noti, sono stati pubblicati sul Journal of Translational Medicine.  L'analisi delle proteine plasmatiche e delle citochine delle vescicole extracellulari distingue la ME/CFS dalle persone sane con un'accuratezza dell'86%.
L�articolo: Le analisi proteomiche e delle citochine distinguono i casi di encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica dai controlli (Giloteaux et al, 2023): https://translational-medicine.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12967-023-04179-3

Sotto l�abstract tradotto:

Premessa
L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � una malattia complessa ed eterogenea caratterizzata da un affaticamento persistente inspiegabile e da altre caratteristiche, tra cui deterioramento cognitivo, mialgie, malessere post-sforzo e disfunzioni del sistema immunitario. Le citochine sono presenti nel plasma e incapsulate nelle vescicole extracellulari (EVs), ma ci sono stati solo pochi report  sulle caratteristiche e sul carico delle EVs nella ME/CFS. Diversi piccoli studi hanno descritto in precedenza proteine plasmatiche o pathway proteici associati alla ME/CFS.

I metodi
Abbiamo preparato vescicole extracellulari (EVs) da campioni di plasma congelato di una coorte di casi di encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) e di controlli con dati di citochine plasmatiche e proteomica plasmatica precedentemente pubblicati. Il contenuto di citochine nelle vescicole extracellulari derivate dal plasma � stato determinato con un saggio multiplex e sono state valutate le differenze tra pazienti e controlli. Abbiamo quindi eseguito analisi statistiche multi-omiche che hanno preso in considerazione non solo questi nuovi dati, ma anche ampi dati clinici che descrivono la salute dei soggetti.

Risultati
I casi di ME/CFS hanno mostrato una maggiore dimensione e concentrazione di EVs nel plasma. Le analisi del contenuto di citochine nelle EV hanno rivelato che l'IL2 era significativamente pi� alta nei casi. Abbiamo osservato numerose correlazioni tra le citochine delle EV, tra le citochine plasmatiche e tra le proteine plasmatiche dalla proteomica della spettrometria di massa. Correlazioni significative tra i dati clinici e i livelli di proteine suggeriscono il ruolo di particolari proteine e pathway nella malattia. Ad esempio, livelli pi� elevati delle citochine pro-infiammatorie Granulocyte-Monocyte Colony-Stimulating Factor (CSF2) e Tumor Necrosis Factor (TNFα) sono stati correlati a maggiori sintomi fisici e di affaticamento nei casi di ME/CFS. Una maggiore serina proteasi SERPINA5, coinvolta nell'emostasi, � stata correlata con punteggi pi� alti di salute generale SF-36 nella ME/CFS. I classificatori di apprendimento automatico sono stati in grado di identificare un elenco di 20 proteine in grado di discriminare tra casi e controlli, con XGBoost che ha fornito la migliore classificazione con un'accuratezza dell'86,1% e un valore AUROC cross-validato di 0,947. Random Forest ha distinto i casi dai controlli con un'accuratezza del 79,1% e un valore AUROC di 0,891 utilizzando solo 7 proteine.

Conclusioni
Questi risultati si aggiungono al numero sostanziale di differenze oggettive nelle biomolecole che sono state identificate nei soggetti affetti da ME/CFS. Le correlazioni osservate tra proteine importanti nella risposta immunitaria e nell'emostasi e i dati clinici implicano ulteriormente un disturbo di queste funzioni nella ME/CFS.

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12 maggio 2023

GIORNATA MONDIALE DELLA MECFS

12maggio

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11 maggio 2023

VIDEO DEL CONVEGNO DEL 15 APRILE

Di seguito trovate i primi video del convegno che si � tenuto lo scorso 15 aprile, dal titolo "NON SOLO FATICA". A mano a mano che i partecipanti li renderanno disponibili, li condivideremo (sotto l'etichetta "convegni", e chi vuole vedere il convegno nella sua interezza pu� farlo collegandosi a https://psicovideocorsi.com (il convegno rimarr� gratis per sempre, per accedervi bisogna solo registrarsi e dar� luogo al termine a un attestato di partecipazione) a partire dai prossimi giorni.

Intanto potete seguirei due interventi che i rispettivi relatori hanno caricato nei propri canali YouTube:

- Giada Da Ros: NONSOLOFATICA � il libro: ME/CFS, PEM, no GET s� pacing

- Paolo Maccallini: Analisi statistiche su ME/CFS + i vari commenti e risposte dei relatori alla fine
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9 maggio 2023

COMUNICATO STAMPA PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA ME/CFS

Diffusione immediata � 12 maggio, 2023

La Giornata Mondiale della ME/CFS, che si celebra il 12 maggio, sensibilizza l'opinione pubblica sui devastanti sintomi che colpiscono milioni di persone dopo il COVID


12 maggio 2023 � Un gruppo di studio italiano sulla ME/CFS e sul Long-COVID, di medici e pazienti esperti, si � recentemente riunito in un convegno, che viene reso disponibile gratuitamente online in questi giorni per sensibilizzare in occasione della Giornata mondiale della ME/CFS.

L'encefalomielite mialgica (ME), conosciuta anche come Sindrome da Fatica Cronica (CFS), da cui ME/CFS, � una malattia invalidante, cronica e complessa, caratterizzata da spossatezza, affaticamento dopo piccoli sforzi e difficolt� di recupero pur riposando, disturbi della concentrazione e della memoria, sonno non ristoratore, dolori muscolari e articolari, sintomi simil-influenzali�in assenza di altre condizioni che possano giustificare tale sintomatologia e che dura da almeno sei mesi.

  Non esistono test diagnostici, cure o trattamenti universalmente efficaci e i pazienti spesso soffrono per tutta la vita. I farmaci prescritti, cos� come le terapie, sono di tipo sintomatico e hanno solo lo scopo di dare sollievo ai sintomi.

Si stima che nel mondo vi siano tra i 17 e i 30 milioni di persone affette da ME/CFS. E da quando � scoppiata la pandemia di COVID-19, si ritiene che questa cifra sia raddoppiata. Attualmente sono 65 milioni le persone che vivono con il Long-COVID in tutto il mondo, e almeno 17 milioni di persone nella sola Europa ne hanno sofferto nei due anni successivi alla pandemia ed � possibile che milioni di persone debbano conviverci per molti anni a venire: una percentuale elevata di loro, si stima addirittura una met�, soddisfano i criteri per una diagnosi di ME/CFS.

Gi� nel 2020 Anthony Fauci, medico-scienziato e immunologo, direttore del NIAID, l�Istituto Nazionale di Allergie e Malattie Infettive statunitense, che � stato anche consigliere medico capo del presidente degli USA, aveva dichiarato che il long-COVID era �sorprendentemente simile� alla ME/CFS. E nel marzo del 2021 la stessa osservazione era stata fatta sulla prestigiosa The Lancet. La Coalizione dei medici statunitensi esperti di ME/CFS ha appena pubblicato una lettera in cui raccomanda ai medici di considerare la MECFS nella diagnosi differenziale del Long-COVID. E la Deutsche Gesellschaft f�r ME/CFS e.V. ha appena reso disponibile una scheda di raccolta degli studi, confermati da successivi trial, che mostrano la sovrapposizione dei sintomi.

Con il coordinamento della dott.ssa Giulia Cavalli, che ha presentato i relatori, nell�incontro del gruppo di studio italiano, per primo ha preso la parola il professor Umberto Tirelli, past-Primario di oncologia all�Istituto Nazionale Tumori di Aviano (PN) per decenni e ora direttore scientifico e sanitario di una clinica che porta il suo nome, la Tirelli Medical, a Pordenone, e anche il primo ricercatore clinico del nord-est, su oncologia, malattie infettive e COVID-19 con 643 pubblicazioni scientifiche e 67 di H-Index secondo la banca dati Scopus. Massimo esperto italiano su ME/CFS e Long-COVID, dove ha pubblicato molti studi, soprattutto riportando ottimi risultati con l�ossigeno ozono terapia SIOOT (societ� scientifica di ossigeno ozono terapia), per lui la miglior terapia in questa patologia, ha riferito sulle similarit� e differenze fra ME/CFS, fibromialgia, e Long-COVID. Recentemente, sul Journal of Medical Virology ha pubblicato insieme al professor Chirumbolo, dell�Universit� degli Studi di Verona, e al professor Franzini della SIOOT internazionale, a proposito della terminologia utilizzata, e le sue conseguenze, nel parlare della sindrome post-COVID. 

A seguire, nel convegno del gruppo di studio, ha preso la parola la dottoressa Giada Da Ros, presidente della CFS/ME Associazione Italiana, la prima associazione italiana, attiva dal 1992. Lei stessa una paziente, � coautrice insieme al prof. Tirelli del libro �NONSOLOFATICA� (Edizioni Mondo Nuovo) che di queste patologie parla. Entrambe portano numerosi sintomi: fatica, problemi cognitivi, disturbi del sonno, difficolt� a stare in piedi, uno stato simil-influenzale�Si � concentrata per� sul sintomo caratteristico della ME/CFS, il malessere post-sforzo (PEM): un peggioramento dei sintomi dopo uno sforzo fisico, mentale o emotivo che non avrebbe causato problemi prima della malattia. Questi episodi vengono talvolta definiti "crash" e possono durare giorni, settimane o in modo permanente. La campagna di sensibilizzazione di quest�anno della World ME Alliance e delle 22 organizzazioni che ne fanno parte, fra cui la CFSME Associazione Italiana odv, riguarda proprio la PEM e utilizza la tagline "ME: la malattia in cui spingere di pi� pu� farti ammalare di pi�". Il professor Aldo Baritussio, che � stato professore associato di Fisiopatologia Respiratoria all'Universit� di Padova e si occupa di ricerca in questo campo, ha presentato la sua ricerca su "Prodotti della flora batterica intestinale e risposta dell'organismo in una coorte di pazienti affetti da ME/CFS". Dopo una testimonianza della paziente Mara Giulia Ferrante, attenti anche alla dimensione umana, ha parlato lo psicologo Michele Tricarico, che segue gruppi di supporto, esplorando la Dimensione della Condivisione nella CFS/ME. Il professor Enrico Bernini Carri, professore presso l�Universit� degli Studi di Modena-Reggio Emilia, gi� Ufficiale medico dell�Esercito e ora Generale medico della Riserva, gi� Presidente del Centro Europeo della Medicina delle Catastrofi (CEMEC) presso il Consiglio d�Europa ed esperto di pandemie della NATO e ora Presidente della Associazione Scientifica/Fondazione Scuola Internazionale Medica di Emergenze e Disastri MEDIS, ha approfondito il LONG COVID, �la piaga dei prossimi dieci anni�, come la ha definita, sottolineando proprio la sovrapposizione con la ME/CFS. Ha chiuso il simposio il paziente esperto e ricercatore indipendente Paolo Maccallini che ha fatto un�analisi di una statistica di sintesi generata dal database della Biobanca del Regno Unito.

� stato un incontro di alto livello che ha riscontrato la grande necessit� di sensibilizzare sulla ME/CFS e sul Long-COVID profondamente connesse, sia per la sovrapposizione dei sintomi che per esordio post-infettivo (che segna l�inizio della ME/CFS per la gran parte dei pazienti, anche se non tutte).

E in occasione della Giornata Mondiale della ME, che si terr� il 12 maggio 2023, questo gruppo di studio cos� come le associazioni che si occupano di queste patologie, vogliono sottolineare una volta in pi� la necessit� di ricerca e fondi per studiare queste patologie invalidanti, sebbene invisibili, che possono potenzialmente colpire chiunque.

Contattare:
CFSME Associazione Italiana odv, www.stanchezzacronica.it, cfs@cro.it
Umberto Tirelli, www.umbertotirelli.it, utirelli@tirellimedical.it
CFSME Odv, www.cfsme.it, info@cfsme.it
Associazione Italiana Long Covid - AILC: https://www.mamahealth.io/ailc/home; ailc@mamahealth.io


Ulteriore martieriale informativo:

-    Per il video del convegno: qui
-    World ME Alliance
-    Scheda informativa sulla ME/CFS della World ME Alliance in italiano:
-    Lettera della Coalizione dei Clinici americani esperti di MECFS in cui si raccomanda di considerare la MECFS nella diagnosi differenziale per il Long-COVID:
-    Scheda sugli studi che sono stati replicati nella ME/CFS e nel Long-COVID che mostrano sovrapposizione di sintomi (versione in inglese):
-    Il libro �Nonsolofatica�.

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8 maggio 2023

OTTENERE SOLLIEVO DAI SINTOMI: UNO STUDIO

Ottenere sollievo dai sintomi nei pazienti con encefalomielite mialgica mirando all'interfaccia neuro-immunitaria e ottimizzando la tolleranza alla malattia (Rodriguez et al. 2023)

Link allo studio.

Abstract tradotto:

L'encefalomielite mialgica (ME), precedentemente nota anche come sindrome da fatica cronica, � una sindrome eterogenea e debilitante di eziologia sconosciuta, responsabile di disabilit� di lunga durata in milioni di pazienti in tutto il mondo. Il sintomo pi� noto della ME � il malessere post-sforzo, ma molti pazienti presentano anche disregolazione autonomica, disfunzione dei nervi cranici e segni di attivazione del sistema immunitario. Molti pazienti riferiscono anche un esordio improvviso della malattia in seguito a un'infezione. Il tronco encefalico � un sospetto punto focale nella patogenesi della ME e i pazienti con compromissione strutturale del tronco encefalico spesso presentano sintomi simili alla ME. Il tronco encefalico � anche il punto di origine del nervo vago, un'interfaccia neuro-immunitaria critica e mediatore del riflesso infiammatorio che regola l'infiammazione sistemica. Qui riportiamo i risultati di uno studio randomizzato, controllato con placebo, che utilizza una stimolazione meccanica intranasale mirata alle terminazioni nervose della cavit� nasale, probabilmente provenienti dal nervo trigemino, che potrebbe attivare ulteriori centri nel tronco encefalico dei pazienti affetti da ME e che si correla con una riduzione del ∼30% dei punteggi dei sintomi complessivi dopo 8 settimane di trattamento. Eseguendo un monitoraggio longitudinale a livello di sistema del sistema immunitario nel sangue di questi pazienti, scopriamo i segni di un'attivazione immunitaria cronica nella ME, nonch� i correlati immunologici del miglioramento, incentrati sulle cellule immunitarie che si dirigono verso l'intestino e sulla riduzione dell'infiammazione. I meccanismi di alleviamento dei sintomi restano da determinare, ma le analisi trascrizionali suggeriscono un'upregulation dei meccanismi di tolleranza alla malattia. Riteniamo che questi risultati siano suggestivi della ME come condizione spiegata da una risposta disadattiva di tolleranza alla malattia in seguito a un'infezione.

Lucie Rodriguez, Christian Pou, Tadepally Lakshmikanth, Jingdian Zhang, Constantin Habimana Mugabo, Jun Wang, Jaromir Mikes, Axel Olin, Yang Chen, Joanna Rorbach, Jan-Erik Juto, Tie Qiang Li, Per Julin, Petter Brodin, Achieving symptom relief in patients with myalgic encephalomyelitis by targeting the neuro-immune interface and optimizing disease tolerance, Oxford Open Immunology, Volume 4, Issue 1, 2023, iqad003, https://doi.org/10.1093/oxfimm/iqad003




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1� maggio 2023

POSTER PERSONALIZZABILI PER IL WORLD ME DAY


Agli inizi si febbraio la World ME Alliance, di cui facciamo parte, ha annunciato la campagna per la giornata mondiale della ME (World ME Day) dedicandola alla PEM, con lo slogan "ME: the disease where pushing harder can male you sicker" ovvero "ME: la malattia in cui spingere di pi� pu� farti ammalare di pi�": qui.

Da ieri � stata lanciata la possibilit� di creare post personalizzati per il WORLD ME DAY: qui.
CLICCA QUI per creare il tuo poster personalizzato.

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30 aprile 2023

ANCHE IN ITALIANO LA SCHEDA INFORMATIVA SULLA MECFS DELLA WORLD ME ALLIANCE

Sul sito della World ME Alliance � ora disponibile la scheda informativa sulla ME/CFS in diverse lingue - qui.

Grazie alla traduzione di Giada Da Ros c'� la versione in italiano che trovate qui.

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29 aprile 2023

CAMPAGNE SI SENSIBILIZZAZIONE

Segnaliamo alcune campagne sione in vista del 12 maggio, per chi voesse partecipare:

- #GOBLUEforME: qui su Instagram.

- #PILLOWSTORY per Millions Missing - Action for ME: qui su Instagram.

- #BLUESUNDAY - The Tea Party for ME: qui su Instagram.

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28 aprile 2023

DIAGNOSI DI ME/CFS NEL LONG-COVID

La Coalizione dei Clinici statunitensi esperti di ME/CFS ha appena preparato una lettera in cui raccomandano ai medici di valutare la diagnosi differenziale di ME/CFS in quei pazienti che presentano il Long- COVID: qui.

La Deutsche Gesellschaft f�r ME/CFS ha preparato una scheda in cui vengono indicati gli studi di CFS/ME e Long-COVID replicati in cui c'� sovrapposizione di sintomi: qui
Gli studi sono cliccabili. Notare che � anche indicato uno studio del prof. Tirelli.


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20 aprile 2023

FORGET ME NOT SU SECOND LIFE

L'associazione no profit svedese Forget ME not, sta organizzando una mostra virtuale con foto pazienti di tutto il mondo su SecondLife.com. I fondi che raccolgono dall'evento andranno alla Open Medicine Foundation. Partecipare � molto semplice - chiedono di mandare una propria foto con le seguenti informazioni:

First name/Nome proprio
Age/et�
Country/Paese
Occupation/Occupazione: se non siete in grado di lavorare, l'occupazione prima di ammalarvi
Year of my MECFS debut/anno di esordio della ME/CFS
Una frase (opzionale) di un paio di righe al massimo su come si vive con la patologia.

Tutto va spedito a forgetmenot.secondlife@gmail.com
Chiedono di mettere "mi piace" alla loro pagina FB: https://www.facebook.com/forgetMEnotSL

La preparano per il 12 maggio, ma durer� anche in seguito, quindi le foto posso essere mandate anche dopo quella data, nel caso.
Alla partecipazione si lega anche una piccola lotteria in cui vengono messi in palio degli orecchini con i non ti scordar di me. L'estrazione viene fatta alla fine del mese.



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16 aprile 2023

CONVEGNO INTERNAZIONALE SULLA ME/CFS A BERLINO

Si terr� "Understand, Diagnose, Treat": secondo meeting internazionale presso il CFS - Charit� Fatigue Center l'11 e 12 maggio, ore 14:00 in presenza o in diretta online
Saranno presenti come relatori alcuni dei maggiori esperti di ME/CFS.

Per iscrizioni: qui.

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6 aprile 2023

IL RUOLO DELLA PSICOTERAPIA NELLA CURA DEI PAZIENTI DI ME/CFS

Un articolo in proposito di Grande et al (2023): qui.

Traduzione dell'abstract:

L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronico (ME/CFS) � una malattia cronica post-infettiva che pu� portare a grave disabilit� azioni e persino all'invalidit� totale. Sebbene la malattia sia nota da molto tempo e sia codificata nell'ICD dal 1969 (G93.3), la ricerca medica non � ancora riuscita a raggiungere un consenso sulle sue basi fisiologiche e sul modo migliore di trattarla. A fronte di queste carenze, sono stati sviluppati modelli di malattia psicosomatica e da essi sono stati derivati trattamenti psicoterapeutici, ma la loro verifica empirica ha portato a risultati sconfortanti. Secondo lo stato attuale della ricerca, la psicoterapia e la riabilitazione psicosomatica non hanno alcun effetto curativo nel trattamento della ME/CFS. Ciononostante, negli studi e negli ambulatori vediamo numerosi pazienti che soffrono gravemente a causa della loro malattia e il cui benessere mentale e le cui strategie di coping trarrebbero beneficio da un aiuto psicoterapeutico. In questo articolo delineiamo un approccio psicoterapeutico che risponde a questa esigenza, tenendo conto di due caratteristiche fondamentali della ME/CFS: in primo luogo, il fatto che la ME/CFS � una malattia fisica e che il trattamento curativo deve quindi essere fisico; in secondo luogo, il fatto che il malessere post-sforzo (PEM) � un sintomo cardine della ME/CFS e quindi merita un'attenzione psicoterapeutica mirata.


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28 marzo 2022

"NONSOLOFATICA" su IL GAZZETTINO DI PN

Lo scorso 26 marzo sul Gazzettino di Pordenone � stato pubblicato un articolo su ME/CFS e sul libro "NONSOLOFATICA", che potete trovare qui

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22 marzo 2023

ME GLOBAL CHRONICLE - 44

Trovate online il nuovo numero dell'ME Global Chronicle: qui.

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18 marzo 2023

RECUPERO DALL'ESERCIZIO FISICO IN PERSONE AFFETTE DA ME/CFS

Nuovo studio dal gruppo di Maureen Hanson (Moore et al, 2023): qui.

Abstract tradotto

Background e obiettivi: Il malessere post-sforzo (PEM) � il segno distintivo dell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS), ma ci sono stati pochi sforzi per quantificare la durata dei sintomi della PEM in seguito a un noto fattore di stress da sforzo. Utilizzando una scala di gravit� dei sintomi (SSS) che include nove sintomi comuni della ME/CFS, abbiamo cercato di caratterizzare la durata e la gravit� dei sintomi della PEM in seguito a due test da sforzo cardiopolmonare separati da 24 ore (CPET in 2 giorni).

Materiali e metodi: Ottanta persone con ME/CFS e 64 controlli (CTL) sono stati sottoposti a un CPET in 2 giorni. I soggetti con ME/CFS soddisfacevano i criteri clinici canadesi per la diagnosi di ME/CFS; i controlli erano sani ma non svolgevano  un'attivit� fisica regolare. Sono stati inclusi tutti i soggetti che hanno soddisfatto i criteri di sforzo massimale in entrambi i CPET. I punteggi SSS sono stati ottenuti al basale, immediatamente prima di entrambe le CPET, il giorno successivo alla seconda CPET e ogni due giorni dopo la CPET-1 per 10 giorni.

Risultati: � stata riscontrata una differenza altamente significativa nel tempo di recupero valutato (ME/CFS = 12,7 � 1,2 d; CTL = 2,1 � 0,2 d, media � s.e.m., Chi2 = 90,1, p < 0,0001). L'intervallo di recupero dei pazienti con ME/CFS � stato di 1-64 giorni, mentre l'intervallo nei CTL � stato di 1-10 giorni; un soggetto con ME/CFS non era guarito dopo un anno e non � stato incluso nell'analisi. Meno del 10% dei soggetti con ME/CFS ha impiegato pi� di tre settimane per recuperare. Non c'� stata alcuna differenza nei tempi di recupero in base al livello dei sintomi pre-test prima della CPET-1 (F = 1,12, p = 0,33). I punteggi SSS medi al basale erano significativamente pi� alti rispetto a quelli pre-CPET-1 (5,70 � 0,16 vs. 4,02 � 0,18, p < 0,0001). I modelli farmacocinetici hanno mostrato un decadimento estremamente prolungato della risposta della PEM (Chi2 > 22, p < 0,0001) al CPET in 2 giorni.

Conclusioni: I soggetti con ME/CFS hanno impiegato in media circa due settimane per riprendersi da un CPET di 2 giorni, mentre i controlli sedentari hanno avuto bisogno solo di due giorni. Questi dati quantificano il tempo di recupero prolungato nella ME/CFS e migliorano la capacit� di ottenere un consenso ben informato prima di eseguire test da sforzo nelle persone con ME/CFS. Il monitoraggio quantitativo dei sintomi della ME pu� fornire un metodo per aiutare a gestire la ME.

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15 marzo 2023

CONVEGNO ONLINE GRATUITO SU ME/CFS, FIBROMIALGIA E LONG-COVID, IL 15 APRILE

Il 15 aprile prossimo venturo sulla piattaforma Zoom si terr� un convegno "NON SOLO FATICA", sui temi di cui al titolo

Programma

-    Dott.ssa Giulia Cavalli � presentazione e coordinamento
-    Prof. Tirelli Umberto - �ME/CFS, fibromialgia, e Long-COVID: similarit� e differenze�
-    Dott.ssa Giada Da Ros - �NONSOLOFATICA � il libro: ME/CFS, PEM, no GET s� pacing�.
-    Prof. Aldo Baritussio - "Prodotti della flora batterica intestinale e risposta dell'organismo in una coorte di pazienti affetti da ME/CFS".
-    TESTIMONIANZA - �Vita di una paziente con la ME/CFS�
-    Dott. Michele Tricarico - "La Dimensione della Condivisione nella CFS/ME - i Gruppi di Sostegno"
-    Prof. Enrico Bernini Carri - "LONG COVID, la piaga dei prossimi dieci anni�
-    Prof. Joachim Hermisson (con la traduzione consecutiva di Maria Giulia Ferrante) � �Advocacy internazionale per la ME/CFS�. Il professor Hermisson non ha poi potuto partecipare. Al suo posto ha parlato il paziente esperto e ricercatore indipendente Paolo Maccallini - "Analisi di una sintesi statistica generata dal database della banca dati della biobanca del Regno Unito": qui le slide della su


Il convegno sar� registrato e disponibile anche successivamente. Per leggere il profilo dei relatori e per registrarsi al convegno cliccare qui.

Per informazioni e problemi con l�iscrizione: psicovideocorsi@gmail.com.
Al termine del corso sar� rilasciato l�attestato di partecipazione.

Qui la pagina del convegno sul portale di malattierare.gov.it


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10 marzo 2023

CAMBIAMENTI DI VOLUME DEL TRONCO ENCEFALICO

Il gruppo di Sonya Marshall-Gradisnik alla Griffith University, nel Queensland, in Australia, ha rilevato che i pazienti affetti da ME/CFS e da Long-COVID presentano volumi pi� grandi del normale in diverse aree del tronco encefalico e che questi cambiamenti di volume sono correlati a misure cliniche di dolore e difficolt� respiratorie.
Qui il link allo studio e la traduzione dell�abstract.

CAMBIAMENTI DI VOLUME DEL TRONCO ENCEFALICO IN PAZIENTI AFFETTI DA ENCEFALOMIELITE MIALGICA/SINDROME DA FATICA CRONICA E LONG-COVID (Thapaliya et al, 2023)


I pazienti affetti da encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) e da Long-COVID presentano sintomi neurologici, autonomici, di dolore e post-esercizio sovrapponibili. Abbiamo confrontato i volumi delle regioni del tronco encefalico di 10 soggetti con ME/CFS (criteri CCC o ICC), 8 con Long-COVID (consenso Delphi dell'OMS) e 10 soggetti sani di controllo (HC) su immagini di risonanza magnetica tridimensionale pesate in T1 acquisite con una risoluzione isotropa submillimetrica e un'intensit� di campo ultraelevata di 7 Tesla. I confronti di gruppo con gli HC hanno rilevato volumi significativamente maggiori nella ME/CFS per il ponte (p = 0,004) e l'intero tronco encefalico (p = 0,01), e nella Long-COVID per il ponte (p = 0,003), il peduncolo cerebellare superiore (p = 0,009) e l'intero tronco encefalico (p = 0,005). Non sono state riscontrate differenze significative tra i volumi della ME/CFS e del Long-COVID. Nella ME/CFS, abbiamo rilevato correlazioni positive tra i volumi del ponte e del tronco encefalico intero con il "dolore" e correlazioni negative tra i volumi del mesencefalo e del tronco encefalico intero con la "difficolt� respiratoria". Nei pazienti con Long-COVID � stata rilevata una forte relazione negativa tra il volume del mesencefalo e la "difficolt� respiratoria". Il nostro studio ha dimostrato un'anomalia del volume del tronco encefalico sia nella ME/CFS che nel Long-COVID, coerente con la sovrapposizione dei sintomi.

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8 marzo 2023

RITMI CIRCADIANI DELLA TEMPERATURA CUTANEA E DISAUTONOMIA NELLA ME/CFS: IL RUOLO DELL'ENDOTELINA-1 NELLA DISREGOLAZIONE DEL TONO VASCOLARE

L'articolo "Ritmi circadiani della temperatura cutanea e disautonomia nell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica: Il ruolo dell'Endotelina-1 nella disregolazione del tono vascolare" si trova qui.

Abstract tradotto:

Si stanno accumulando prove di disfunzione autonomica nell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS); tuttavia, si sa poco della sua associazione con i ritmi circadiani e la disfunzione endoteliale. Questo studio si proponeva di esplorare le risposte autonomiche attraverso un test ortostatico e l'analisi delle variazioni della temperatura cutanea periferica e dello stato dell'endotelio vascolare nei pazienti affetti da ME/CFS. Sono stati arruolati 67 pazienti adulti di sesso femminile affetti da ME/CFS e 48 controlli sani. Le caratteristiche demografiche e cliniche sono state valutate utilizzando misure di risultato auto-riportate e validate. Durante il test ortostatico sono stati registrati i cambiamenti posturali della pressione sanguigna, della frequenza cardiaca e della temperatura del polso. L'actigrafia � stata utilizzata per una settimana per determinare il profilo 24 ore su 24 della temperatura e dell'attivit� periferica. Sono stati misurati i biomarcatori endoteliali circolanti come indicatori del funzionamento endoteliale. I risultati hanno mostrato che i pazienti affetti da ME/CFS presentavano valori pi� elevati di pressione arteriosa e frequenza cardiaca rispetto ai controlli sani in posizione supina e in piedi (p < 0,05 per entrambi), e anche una maggiore ampiezza del ritmo di attivit� (p < 0,01). I livelli circolanti di endotelina-1 (ET-1) e di molecola di adesione delle cellule vascolari-1 (VCAM-1) erano significativamente pi� alti nella ME/CFS (p < 0,05). Nella ME/CFS, i livelli di ET-1 erano associati alla stabilit� del ritmo della temperatura (p < 0,01) e anche ai questionari auto-riportati (p < 0,001). Ci� suggerisce che i pazienti affetti da ME/CFS presentano modifiche del ritmo circadiano e delle misure emodinamiche, che sono associate ai biomarcatori endoteliali (ET-1 e VCAM-1). Sono necessarie future indagini in quest'area per valutare la disautonomia e le anomalie del tono vascolare, che potrebbero fornire potenziali bersagli terapeutici per la ME/CFS.


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6 marzo 2023

IL CONNERS CPT3 e la ME/CFS

Segnaliamo questo articolo: il Conners Continuous Performance Test CPT3�: � un marcatore affidabile per predire la disfunzione neurocognitiva nell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica?

Introduzione: L'obiettivo principale � delimitare la disfunzione cognitiva associata all'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) in pazienti adulti applicando il Continuous Performance Test (CPT3�). Inoltre, fornire prove empiriche sull'utilit� di questo test neuropsicologico computerizzato per valutare la ME/CFS.

Metodo: Il campione finale (n = 225; 158 pazienti/67 controlli sani) � stato reclutato in un'unit� specializzata in sindromi da sensibilizzazione centrale (CSS) di un ospedale terziario. A tutti i partecipanti � stato somministrato questo test neuropsicologico.

Risultati: Sono state riscontrate differenze significative tra la ME/CFS e i controlli sani in tutte le misure principali del CPT3�. Principalmente, i pazienti avevano un indicatore peggiore di disattenzione, attenzione sostenuta, vigilanza, impulsivit�, tempi di reazione lenti e punteggi T pi� atipici, il che � associato alla probabilit� di avere un disturbo caratterizzato da deficit di attenzione, come il disturbo da deficit di attenzione e iperattivit� (ADHD). Inoltre, sono state ottenute correlazioni rilevanti tra le variabili CPT3� nel gruppo dei pazienti. Gli indicatori pi� discriminanti per i pazienti affetti da ME/CFS sono stati la Variabilit� e il Hit Reaction Time, entrambe misure della velocit� di risposta.

Conclusioni: Il CPT3� � uno strumento utile per discriminare i disturbi neurocognitivi dall'attenzione e dalla velocit� di risposta nei pazienti affetti da ME/CFS e potrebbe essere utilizzato come marcatore della gravit� della ME/CFS per la diagnosi o il monitoraggio di questa malattia.

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5 marzo 2023

RIP A MAURIZIO COSTANZO


I pazienti di CFS/ME devono molto a Maurizio Costanzo, recentemente scomparso. � stato fra i primi a darci spazio e molti sono arrivati ad una diagnosi proprio per averne sentito parlare l� dal professor Tirelli che qui ne lascia un ricordo personale 


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1� marzo 2023

ME/CFS E "NONSOLOFATICA" SU MILANOW

Il 20 febbario scorso
il professor Umberto Tirelli e la dottoressa Giada Da Ros hanno parlato di Encefalomielite Mialgica / Sindrome da Fatica Cronica (ME/CFS) e del libro "NONSOLOFATICA" con la giornalista Graziella Matarrese di Milannow. Qui il link per vedere l'intervista di circa 45 minuti.
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20 febbraio 2023

LA CURCUMINA PU� AIUTARE IL DOLORE A LA FATICA CRONICI?

Jarred Younger, uno dei maggiori esperti di ME/CFS, ha fatto recentemente un video sulla curcumina con il tiolo di cui sopra: https://youtu.be/HpyhKSQxH6w

Sotto trovate una sintesi di quello che si dice in quel video:

Dal momento in cui si trova una nuova molecola e si sviluppa un farmaco, quando va tutto bene e non ci si arresta prima, ci vogliono circa 15 anni. Sono tempi troppo lunghi per i pazienti che soffrono. Voleva testare sostanze che si potessero usare nel frattempo, mentre si sviluppa un trattamento.
 
I candidati sono state sostanze (supplementi ed estratti vegetali) che rispondessero ai seguenti criteri: 1. Devono avere effetto anti-infiammatorio (perch� � convinto che ci sia infiammazione); 2. Devono poter attraversare la barriera emato-encefalica (perch� l�infiammazione non � necessariamente nel corpo, ma nel cervello); 3. Devono avere una storia lunga e sicura. Ce n�� pi� di qualcuna di queste sostanze.

� partito dalla curcumina, e perci� dalla curcuma, da cui deriva, che come spezia � usata da tantissimo tempo ai fini alimentari e medicinali.

Fa effetto sul dolore, ma non � un analgesico per cui ti basta prenderne una pillola e dopo 30-40 minuti il dolore passa, serve pi� a cambiare il corso di una situazione cronica. E non attacca il dolore, ma l�infiammazione cronica, per cui se il dolore � dovuto a quello, pu� aiutare. � stata usata per l�artrite. Anche con la ME/CFS potrebbe aiutare. Pi� diffuso � il dolore, maggiore � la possibilit� che possa aiutare.

Per la fatica della ME/CFS o altre patologie � pi� dubbioso, perch� ci sono meno studi, per� sappiamo che aiuta nella fatica da esercizio. Per� se la fatica � legata a infiammazione, la sua ipotesi � che la curcumina, presa quotidianamente, possa aiutare anche con la fatica da ME/CFS e/o fibromialgia. Quindi non ne ha le prove, perch� non ha fatto trial clinici in proposito, ma ritiene che possa aiutare.

Perch� si vedano degli effetti sono necessari almeno due mesi. Con gli estratti vegetali bisogna dar loro tempo. Se dopo tre settimane non si vedono risultati, a meno di non avere effetti collaterali, non si deve smettere. La curcumina non blocca un singolo recettore, ma ha effetto su una catena di processi.

Dosaggio: da 500 a 1000 mg. � una di quelle situazioni un cui di pi� non significa meglio. Sconsiglierebbe di andare oltre i 2000 mg. Lo stanno comunque testando, ma non lo suggerisce perch� a quelle dosi si comincino a vedere effetti collaterali.

Effetti collaterali: non sono seri. Sono gastrointestinali: diarrea e nausea, mal di testa (in quei casi, diminuire la dose), feci gialle. Qualunque cosa si prenda pu� provocare per� reazioni allergiche per cui se vedete eruzioni cutanee, avete difficolt� respiratorie, avete confusione, vi aumenta il battito cardiaco, in quel caso � bene andare al pronto soccorso, ma vale per tutto quello che si assume, anche nuovi cibi, non c�� niente di specifico nella curcumina che possa causare una reazione allergica. Lui non se la aspetterebbe, ma siccome si pu� avere per qualunque cosa, � bene sapere che quel tipo di reazione � appunto di tipo allergico.

La sconsiglia a chi ha problemi di coagulazione del sangue o se si prendono farmaci per la fluidit� del sangue, come il Coumadin, perch� la curcumina lo fluidifica. Lo stesso vale se prendete gi� tanti anti-infiammatori. Il medico curante pu� consigliare.  Probabilmente bisognerebbe esser cauti se si hanno problemi al fegato.

Dove procurarsela? Lui non pu� segnalare nessun prodotto specifico perch� non si pu� affiliare ad aziende. Pu� per� indicare quello che usa nelle sue ricerche, perch� sono dati che pubblica. Lui utilizza Pure Encapsulation.
Quello che aiuta molto rispetto alla biodisponibilit� � prenderlo insieme a pepe nero
.
Perch� non prendere direttamente la curcuma, per assumere curcumina? Perch� la curcuma � curcumina solo per il 2%, per cui si dovrebbero consumar 50 grammi di curcuma al giorno per avere un adeguato apporto di curcumina.

Ha segnalato questo articolo scientifico in proposito.

Lui far� altri trial, con un numero maggiore di persone. Di nuovo, non pu� dire al 100% che pu� aiutare per il dolore e la fatica, deve fare pi� trial, ma pu� valere la pena provare. Non fate l�errore di credere che non abbia un effetto farmacologico, perch� la curcumina non si trova da sola in natura, quindi comunque sono necessarie cautela e consapevolezza.


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15 febbraio 2023

LA METABOLOMICA DELLE URINE RIVELA UN RECUPERO ANOMALO DOPO LO SFORZO MASSIMALE NELLE DONNE AFFETTE DA ME/CFS

Maureen Hanson in questo tweet dice che il loro studio pilota sulle urine si � rilevato molto pi� interessante del previsto, nonostante le ridotte dimensioni del campione: i soggetti con ME/CFS non presentano un gran numero di cambiamenti significativi nel metaboloma in risposta all'esercizio fisico, che si verificano invece nei controlli.

� appunto uno studio piccolo, con sole donne e va replicato, ma la differenza fra pazienti e controllo � significativa.

Questo � lo studio con sotto la traduzione dell�abstract:

L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � una malattia debilitante di cui non si conoscono n� l'eziologia n� i trattamenti efficaci. Il malessere post-sforzo (PEM) � un sintomo chiave che distingue i pazienti affetti da ME/CFS. L'analisi dei cambiamenti nel metaboloma delle urine tra pazienti affetti da ME/CFS e soggetti sani in seguito a uno sforzo pu� aiutarci a comprendere la PEM. Lo scopo di questo studio pilota � stato quello di caratterizzare in modo completo il metaboloma delle urine di otto soggetti sani di controllo sedentari e di dieci pazienti con ME/CFS in risposta a un test da sforzo cardiopolmonare massimale (CPET). Ogni soggetto ha fornito campioni di urina al basale e 24 ore dopo l'esercizio. Un totale di 1403 metaboliti sono stati rilevati tramite LC-MS/MS da Metabolon�, compresi aminoacidi, carboidrati, lipidi, nucleotidi, cofattori e vitamine, xenobiotici e composti sconosciuti. Utilizzando un modello lineare a effetti misti, l'analisi dell'arricchimento dei pathway, l'analisi topologica e le correlazioni tra i livelli dei metaboliti urinari e plasmatici, sono state scoperte differenze significative tra i controlli e i pazienti affetti da ME/CFS in molti sottopercorsi lipidici (steroidi, acil-carnitine e acil-glicine) e aminoacidici (cisteina, metionina, SAM e taurina; leucina, isoleucina e valina; poliamina; triptofano; ciclo dell'urea, arginina e prolina). La scoperta pi� inattesa � l'assenza di cambiamenti nel metaboloma delle urine dei pazienti con ME/CFS durante il recupero, mentre cambiamenti significativi sono indotti nei controlli dopo il CPET, dimostrando potenzialmente la mancanza di adattamento a un grave stress nei pazienti con ME/CFS.


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13 febbraio 2023

DISFUNZIONE ENDOTELIALE NEI PAZIENTI DI ME/CFS

Qui l'articolo in proposito, sotto l'abstract tradotto:

Obiettivo: Alcuni studi precedenti hanno rilevato un'alterazione della funzione endoteliale nei pazienti affetti da encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS). Il presente studio ha analizzato la funzione endoteliale dei grandi e piccoli vasi nei pazienti con ME/CFS.

Progetto dello studio: Lo studio � stato un sottostudio dello studio RituxME, uno studio nazionale, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo, di fase III sull'effetto del rituximab rispetto al placebo in pazienti con ME/CFS in Norvegia. La dilatazione flusso-mediata (FMD) e l'iperemia reattiva post-occlusiva (PORH) sono state misurate al basale e dopo 18 mesi di trattamento in 39 pazienti e confrontate con controlli sani. Altre misure di esito sono state la gravit� dei sintomi e varie misure di funzionalit� fisica.

Risultati: I pazienti affetti da ME/CFS presentavano una FMD marcatamente ridotta rispetto ai controlli sani al basale (5,1% vs. 8,2%, p<0,0001, aggiustato per il diametro arterioso e il sesso), e una regolazione microvascolare significativamente inferiore misurata dalla PORH rispetto ai controlli sani (1354 PU vs. 2208 PU, p = 0,002). Non ci sono state differenze tra il gruppo di trattamento e quello placebo nei cambiamenti dei sintomi o nelle misure vascolari. Come gruppo, i pazienti affetti da ME/CSF hanno registrato un lieve ma significativo miglioramento dei sintomi clinici dopo 18 mesi. La PORH, ma non la FMD, � migliorata in modo analogo (da 1360 a 1834 PU, p = 0,028). Non � stata riscontrata una correlazione significativa tra FMD e PORH. Sono state riscontrate tendenze non significative ad associazioni tra gravit� dei sintomi/misure di funzionalit� fisica e FMD e PORH inferiori, e una correlazione significativa tra PORH e passi per 24 ore al basale.

Conclusioni: I pazienti affetti da ME/CFS presentano una ridotta funzione endoteliale macro e microvascolare, indicando che l'omeostasi vascolare pu� svolgere un ruolo nella presentazione clinica di questa malattia.

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10 febbraio 2023

ALTERAZIONI DEL MICROBIOMA POSSONO ESSERE UNA FIRMA PER LA ME/CFS: COMUNICATO STAMPA DEI NIH

Traduciamo sotto il comunicato stampa dei NIH, gli Istituti Superiori di Sanit� americani che si trova in originale qui.

STUDI SCOPRONO CHE ALTERAZIONI DEL MICROBIOMA POSSONO ESSERE UNA FIRMA PER LA ME/CFS

Studi finanziati dal NIH collegano le alterazioni del microbioma intestinale alla malattia cronica debilitante.

I ricercatori hanno riscontrato differenze nel microbioma intestinale delle persone affette da encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) rispetto ai controlli sani. I risultati di due studi, pubblicati su Cell Host & Microbe e finanziati dai National Institutes of Health, si aggiungono alle crescenti prove che collegano le alterazioni del microbioma intestinale, l'insieme di batteri, virus e funghi che vivono nel nostro sistema gastrointestinale, alla ME/CFS.

"Il microbioma � emerso come potenziale responsabile della ME/CFS. Questi risultati forniscono un'idea unica del ruolo che il microbioma svolge nella malattia e suggeriscono che alcune differenze nei microbi intestinali potrebbero fungere da biomarcatori per la ME/CFS", ha dichiarato Vicky Whittemore, Ph.D., direttrice del programma presso l'Istituto Nazionale dei Disturbi Neurologici e dell'Ictus (NINDS) del NIH.

La ME/CFS � una malattia grave, cronica e debilitante caratterizzata da una serie di sintomi, tra cui affaticamento, malessere post-sforzo, disturbi del sonno, difficolt� cognitive, dolore e problemi gastrointestinali. Le cause della malattia sono sconosciute e non esistono trattamenti.

In uno studio, l'autore senior Brent L. Williams, Ph.D., professore assistente, W. Ian Lipkin, M.D., John Snow Professor di Epidemiologia e direttore del Centro per le Infezioni e l'Immunit� presso la Columbia University Mailman School of Public Health, a New York City, e i loro collaboratori hanno analizzato la composizione genetica dei batteri intestinali in campioni fecali raccolti da una coorte geograficamente diversa di 106 persone con ME/CFS e 91 controlli sani. I risultati hanno rivelato differenze chiave nella diversit� del microbioma, nella quantit�, nelle vie metaboliche e nelle interazioni tra le specie di batteri intestinali.
Il dottor Williams e i suoi colleghi hanno scoperto che le persone con ME/CFS avevano livelli anormalmente bassi di diverse specie batteriche rispetto ai controlli sani, tra cui Faecalibacterium prausnitzii (F. prausnitzii) e Eubacterium rectale. Questi batteri salutari producono un acido grasso a catena corta chiamato butirrato, un metabolita batterico, o sottoprodotto, che svolge un ruolo importante nel mantenimento della salute intestinale. Anche un batterio che produce acetato � stato ridotto in campioni ottenuti da persone affette da ME/CFS.
Analisi metabolomiche pi� dettagliate hanno confermato che la riduzione di questi batteri � associata a una minore produzione di butirrato nella ME/CFS. Il butirrato � la fonte di energia primaria per le cellule che rivestono l'intestino, fornendo fino al 70% del loro fabbisogno energetico, sostenendo il sistema immunitario intestinale e proteggendo dalle malattie del tratto digestivo. Il butirrato, il triptofano e altri metaboliti rilevati nel sangue sono importanti per la regolazione delle funzioni immunitarie, metaboliche ed endocrine.
Mentre le specie di batteri produttori di butirrato sono diminuite, nella ME/CFS sono aumentati i livelli di altre nove specie, tra cui Enterocloster bolteae e Ruminococcus gnavus, associati, rispettivamente, a malattie autoimmuni e a malattie infiammatorie intestinali.
Il gruppo del dottor Williams ha anche riferito che l'abbondanza di F. prausnitzii era inversamente associata alla gravit� della fatica nella ME/CFS, suggerendo un possibile legame tra i batteri intestinali e i sintomi della malattia. Sono necessarie ulteriori ricerche per determinare se le differenze nel microbioma intestinale siano una conseguenza o una causa dei sintomi.
I risultati indicano che gli squilibri di queste 12 specie di batteri potrebbero essere utilizzati come biomarcatori per la classificazione della ME/CFS, fornendo potenzialmente obiettivi coerenti e misurabili per migliorare la diagnosi.
Il microbioma intestinale � un ecosistema con interazioni complesse tra i batteri, dove i microbi possono scambiare o competere per nutrienti, metaboliti o altri segnali molecolari. I ricercatori hanno riscontrato notevoli differenze nella rete di interazioni tra le specie nelle persone affette da ME/CFS, tra cui interazioni uniche tra F. prausnitzii e altre specie. Ci� indica che nella ME/CFS vi � un esteso ricablaggio delle reti batteriche.
"Oltre alle differenze nelle singole specie nella ME/CFS, focalizzare l'attenzione sulle dinamiche di interazione della comunit� pu� aggiungere maggiore specificit� all'ampia definizione di disbiosi, distinguendo tra le altre malattie in cui il microbioma intestinale diventa squilibrato", ha detto il dottor Williams. "Questo � importante anche per generare nuove ipotesi testabili sui meccanismi e i mediatori alla base della disbiosi nella ME/CFS e pu� eventualmente informare le strategie per correggere questi squilibri".
Un microbioma equilibrato � anche essenziale per una serie di sistemi neurali, in particolare per la regolazione immunitaria e l'accoppiamento tra il metabolismo energetico e l'apporto di sangue nel cervello, nonch� per la funzione dei nervi che riforniscono l'intestino.

In un altro studio condotto presso il Jackson Laboratory di Farmington, Connecticut, Julia Oh, Ph.D., professoressa associatoa, e al dottor Derya Unutmaz, professore, hanno collaborato con altri esperti di ME/CFS per studiare le anomalie del microbioma in diverse fasi della ME/CFS. Il team della dottoressa Oh ha raccolto e analizzato i dati clinici, i campioni fecali e i campioni di sangue di 149 persone con ME/CFS che avevano avuto una diagnosi nei quattro anni precedenti (74 a breve termine) o che avevano avuto una diagnosi pi� di 10 anni fa (75 a lungo termine) e di 79 controlli sani.
I risultati hanno mostrato che il gruppo a breve termine aveva una minore diversit� microbica, mentre il gruppo a lungo termine ha stabilito un microbioma intestinale stabile ma personalizzato, simile a quello dei controlli sani. La dott.ssa Oh e i suoi colleghi hanno riscontrato livelli pi� bassi di diverse specie produttrici di butirrato, tra cui F. prausnitzii, soprattutto nei partecipanti a breve termine. In tutti i partecipanti con la ME/CFS � stata riscontrata una riduzione delle specie associate al metabolismo del triptofano rispetto ai controlli.
Il gruppo della dottoressa Oh ha anche raccolto dati clinici e di stile di vita dettagliati dai partecipanti. Combinando questi dati con quelli genetici e del metaboloma, il team ha sviluppato un modo per classificare e differenziare accuratamente la ME/CFS dai controlli sani. Utilizzando questo approccio, hanno scoperto che gli individui con ME/CFS a lungo termine avevano un microbioma pi� equilibrato, ma mostravano sintomi clinici pi� gravi e irregolarit� metaboliche progressive rispetto agli altri gruppi.

Entrambi gli studi identificano potenziali biomarcatori per la ME/CFS, che possono informare i test diagnostici e la classificazione della malattia. La comprensione del legame tra i disturbi del microbioma intestinale e la ME/CFS pu� anche guidare lo sviluppo di nuove terapie.
Sono necessarie ulteriori ricerche per approfondire le implicazioni fisiopatologiche della carenza di butirrato e di altri metaboliti nella ME/CFS. Gli studi futuri determineranno come i disturbi del microbioma intestinale contribuiscano ai sintomi, compresi i cambiamenti durante la progressione della malattia.
Gli studi sono stati finanziati in parte dalla Rete di ricerca collaborativa sulla ME/CFS dei NIH, un consorzio sostenuto da pi� istituti e centri dei NIH, composto da tre centri di ricerca collaborativi e da un centro di coordinamento per la gestione dei dati. La rete di ricerca � stata istituita nel 2017 per contribuire al progresso della ricerca sulla ME/CFS. La ricerca � stata sostenuta dalla sovvenzione U54NS105539 del NINDS, dalle sovvenzioni U54AI138370 e R56AI120724 del National Institute of Allergy and Infectious Diseases e da donatori anonimi attraverso il Crowdfunding Microbe Discovery Project.

I due articoli in questione sono questi:

Guo, et al. Deficient butyrate-producing capacity in the gut microbiome is associated with bacterial network disturbances and fatigue symptoms in ME/CFS. Cell Host & Microbe, February 8, 2023. DOI: 10.1016/j.chom.2023.01.004.

Xiong, et al. Multi-�omics of host-microbiome interactions in short- and long-term Myalgic Encephalomyelitis/Chronic Fatigue Syndrome (ME/CFS). Cell Host & Microbe, February 8, 2023. DOI: 10.1016/j.chom.2023.01.001

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9 febbraio 2023

MicroRNA DISTINGUONO ME/CFS DA FIBROMIALGIA

L'articolo "LE FIRME DI ESPRESSIONE DEI microRNA CIRCOLANTI DISCRIMINANO ACCURATAMENTE L'ENCEFALOMIELITE MIALGICA DALLA FIBROMIALGIA E DALLE PATOLOGIE COMORBIDE" (Nepotchatykh et al, 2023) si pu� trovare qui.

Abstract tradotto:

L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) e la fibromialgia (FM) sono due malattie croniche complesse con sintomi sovrapposti che colpiscono pi� sistemi e organi nel tempo. A causa dell'assenza di biomarcatori validati e della somiglianza dei sintomi, entrambi i disturbi vengono diagnosticati in modo errato e la loro comorbilit� � spesso misconosciuta. Il nostro studio si proponeva di analizzare i profili di espressione di 11 miRNA circolanti precedentemente associati alla patogenesi della ME/CFS in pazienti affetti da FM e in individui con una diagnosi comorbile di FM associata a ME/CFS (ME/CFS + FM), nonch� in controlli sani sedentari abbinati. � stato inoltre esaminato se l'espressione di questi 11 miRNA circolanti possa differenziare i due disturbi. I nostri risultati evidenziano firme di espressione dei miRNA circolanti diverse tra ME/CFS, FM e ME/CFS + FM, che sono anche correlate alla gravit� dei sintomi tra i gruppi ME/CFS e ME/CFS + FM. Abbiamo fornito un modello di previsione, utilizzando un approccio di apprendimento automatico basato sui livelli di 11 miRNA circolanti, che pu� essere utilizzato per discriminare tra i pazienti affetti da ME/CFS, FM e ME/CFS + FM. Questi 11 miRNA sono proposti come potenziali biomarcatori per discriminare la ME/CFS dalla FM. I risultati di questo studio dimostrano che la ME/CFS e la FM sono due malattie distinte ed evidenziano la comorbilit� tra le due condizioni. Una diagnosi corretta dei pazienti affetti da ME/CFS, FM o ME/CFS + FM � fondamentale per chiarire la fisiopatologia di entrambe le malattie, determinare misure preventive e stabilire trattamenti pi� efficaci.


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8 febbraio 2023

ME/CFS SU IL 13 NEWS

Su IL 13 NEWS, TG della rete TV pordenonese il 13, si parla di ME/CFS e del libro "Nonsolofatica" con il professor Tirelli e la dottoressa Da Ros: qui.

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6 febbario 2023

FACCIAMO IL PUNTO SUL LONG-COVID

Un rilevante articolo in proposito: qui.

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4 febbraio 2023

CAMBIAMENTI TRACRITTOMICI

I cambiamenti trascrittomici indotti dallo stress nelle donne con encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica rivelano un'alterazione delle caratteristiche immunitarie (Van Booven et al., 2023): qui lo studio. 

Abstract tradotto:

L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � una malattia multiorgano cronica e complessa caratterizzata da affaticamento debilitante inspiegabile e malessere post-sforzo (PEM), definito come un peggioramento dei sintomi a seguito di uno sforzo fisico o mentale anche minimo. Il nostro studio mirava a valutare i cambiamenti trascrittomici in pazienti donne affette da ME/CFS sottoposte a una sfida di esercizio fisico volta a precipitare la PEM. I nostri punti temporali (basale prima della sfida all'esercizio, il punto di massimo sforzo e dopo la sfida all'esercizio) hanno permesso di esplorare la risposta trascrittomica all'esercizio e al recupero nelle pazienti donne con ME/CFS, rispetto ai controlli sani (HC). In condizioni di sforzo massimale, le pazienti con ME/CFS non hanno mostrato cambiamenti significativi nell'espressione genica, mentre gli HC hanno dimostrato reti geniche funzionali alterate relative alla segnalazione e alle funzioni integrali delle loro cellule immunitarie. Durante il periodo di recupero (comunemente durante l'insorgenza della PEM), le donne affette da ME/CFS hanno mostrato vie di segnalazione immunitaria disregolate e risposte cellulari disfunzionali allo stress. I percorsi funzionali unici identificati forniscono una base per i futuri sforzi di ricerca sulla malattia e per le potenziali opzioni terapeutiche mirate.


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3 febbario 2023

PEM AL CENTRO DELLA CAMPAGNA 2023 DELLA WORLD ME ALLIANCE PER IL 12 MAGGIO

Annunciata la campagna 2023 della World ME Alliance per la giornata mondiale: qui in proposito.


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31 gennaio 2023

I CAMBIAMENTI TRASCRITTOMICI INDOTTI DALLO STRESS NELLE DONNE CON ME/CFS

I cambiamenti trascrittomici indotti dallo stress nelle donne con encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica rivelano un'alterazione delle caratteristiche immunitarie (Van Booven et al., 2023).

Qui lo studio, sotto l'abstract tradotto:

L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � una malattia multiorgano cronica e complessa caratterizzata da affaticamento debilitante inspiegabile e malessere post-sforzo (PEM), definito come un peggioramento dei sintomi a seguito di uno sforzo fisico o mentale anche minimo. Il nostro studio mirava a valutare i cambiamenti trascrittomici in pazienti donne affette da ME/CFS sottoposte a una sfida di esercizio fisico volta a precipitare la PEM. I nostri punti temporali (basale prima della sfida all'esercizio, il punto di massimo sforzo e dopo la sfida all'esercizio) hanno permesso di esplorare la risposta trascrittomica all'esercizio e al recupero nelle pazienti donne con ME/CFS, rispetto ai controlli sani (HC). In condizioni di sforzo massimale, le pazienti con ME/CFS non hanno mostrato cambiamenti significativi nell'espressione genica, mentre gli HC hanno dimostrato reti geniche funzionali alterate relative alla segnalazione e alle funzioni integrali delle loro cellule immunitarie. Durante il periodo di recupero (comunemente durante l'insorgenza della PEM), le donne affette da ME/CFS hanno mostrato vie di segnalazione immunitaria disregolate e risposte cellulari disfunzionali allo stress. I percorsi funzionali unici identificati forniscono una base per i futuri sforzi di ricerca sulla malattia e per le potenziali opzioni terapeutiche mirate.

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26 gennaio 2023

UNA LETTERA ALL'OMS PER EVIDENZIARE LE LACUNE CRITICHE DEL "RAPPORTO GLOBALE SULL'EQUIT� NELLA SALUTE DELLE PERSONE CON DISABILIT�" DELL'OMS.

Co
me CFS/ME Associazione Italiana abbiamo firmato una lettera che la World ME Alliance, di cui facciamo parte, ha mandato all�Organizzazione Mondiale della sanit�. Sotto traduciamo l�articolo in proposito dell�Alliance, che trovate in originale qui.

Al link trovate anche la lettera firmata e spedita che qui non traduciamo.

EVIDENZIARE LE LACUNE CRITICHE DEL "RAPPORTO GLOBALE SULL'EQUIT� NELLA SALUTE DELLE PERSONE CON DISABILIT�" DELL'OMS.

Il 2 dicembre 2022, l'Organizzazione Mondiale della Sanit� (OMS) ha pubblicato un importante rapporto globale sull'equit� nella salute delle persone con disabilit�. Il rapporto si basa sul principio che le persone con disabilit� hanno diritto al pi� alto standard di salute raggiungibile come le persone senza disabilit�.
Dimostra che, sebbene negli ultimi anni siano stati compiuti alcuni progressi, il mondo � ancora lontano dal realizzare questo diritto per molte persone con disabilit�, che continuano a morire prima, ad avere una salute peggiore e a subire maggiori limitazioni nelle funzioni quotidiane rispetto agli altri.
La World ME Alliance e i nostri membri sono stati lieti di vedere riconosciuti gli scarsi risultati in termini di salute che le persone con disabilit� devono affrontare e le azioni per affrontarli.
Tuttavia, leggendo il rapporto, abbiamo ritenuto che ci fossero lacune significative riguardo alla specifica stigmatizzazione e alle barriere di accesso che affrontano le persone che hanno disabilit� che limitano l'energia, in particolare l'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) e il long-COVID.
I nostri 21 membri si sono quindi uniti per scrivere una risposta al rapporto e per chiedere all'OMS di integrare maggiormente le persone che hanno disabilit� che limitano l'energia, come la ME/CFS e il long-COVID, nell'imminente "Guida all'azione" in fase di sviluppo per sostenere i Paesi nell'attuazione delle raccomandazioni sul miglioramento dell'equit� sanitaria.

Abbiamo incluso tre raccomandazioni:
1. Raccomandiamo la creazione di un comitato o di un gruppo di lavoro dell'OMS per le persone con disabilit� da malattie che limitano l'energia, creando cos� un meccanismo per garantire il contributo di questa comunit� in futuro.
2. Suggeriamo di inserire nella "Guida all'azione" una sezione che descriva le disabilit� che limitano l'energia e che includa una definizione di malessere post-sforzo. Riteniamo che sarebbe utile includere in questo kit di strumenti una storia di una persona con una disabilit� che limita l'energia.
3. Abbiamo notato che il rapporto menziona a pagina 26 che "l'evidenza di come il COVID-19 impatti la prevalenza della disabilit� nelle popolazioni � ancora in evoluzione", e vorremmo invece sostenere che c'� stata una grande quantit� di ricerca che ha chiaramente dimostrato gli impatti disabilitanti del COVID-19.  Raccomandiamo un aggiornamento di questa sezione, o una sezione che definisca la malattia post-virale, nella prossima "Guida all'azione". In questo modo si riconoscerebbero i progressi della ricerca sia nel definire la portata degli effetti invalidanti e a lungo termine che le persone sperimentano dopo il COVID, sia nel valutare l'ampiezza dell'impatto sociale.
Ci auguriamo che l'OMS collabori con noi e con altre organizzazioni per ottenere una maggiore consapevolezza delle disabilit� che limitano l'energia nel loro lavoro futuro e attendiamo con ansia la loro risposta.

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24 gennaio 2023

LA DOTTORESSA DA ROS INTERVISTATA DA ELMA ACADEMY SU "NONSOLOFATICA"

L'intervista di Giada Da Ros con ELMA Academy su "NONSOLOFATICA": qui.

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16 gennaio 2023

BANDI HORIZON EUROPE 2023-2024

Quanto segue � la traduzione di questo post sul sito di EMEC.


Bandi Horizon Europe 2023-2024

Il 6 dicembre 2022, la Commissione europea ha approvato il secondo programma di lavoro di Horizon Europe per gli anni 2023-2024. In questo articolo, mettiamo in evidenza alcune sovvenzioni che possono essere rilevanti per gli scienziati che studiano l'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS).

Introduzione: che cos�� Horizon Europe?

Horizon Europe � il grande programma di ricerca e innovazione dell'Unione Europea (UE). Ha un budget di 95 miliardi di euro per un periodo di sette anni (dal 2021 al 2027). Il programma prevede investimenti per affrontare il cambiamento climatico, stimolare la crescita economica e incoraggiare l'innovazione digitale. Una parte consistente, circa 8 miliardi di dollari, � riservata alla ricerca sanitaria.

Ogni due anni, la Commissione europea pubblica un programma di lavoro che contiene bandi che descrivono il tipo di ricerca sanitaria che intende finanziare. Il 6 dicembre � stato annunciato il programma di lavoro di Horizon Europe per il periodo 2022-2023. Spiccano due bandi che potrebbero essere particolarmente interessanti per gli scienziati che studiano la ME/CFS.

Bando 1 (di prossima pubblicazione): Affrontare le patologie ad alto carico per i pazienti e poco studiate

Questo bando � stato ispirato dalla risoluzione sulla ME/CFS e mira a sostenere malattie come la ME/CFS che hanno un elevato carico di malattia ma che finora sono state poco studiate. Si concentra sulle patologie mediche che "non vengono riconosciute e/o diagnosticate correttamente in una percentuale significativa di pazienti. Di conseguenza, sono trattate in modo inadeguato e spesso possono diventare un peso cronico per il paziente. Queste condizioni mediche possono essere insufficientemente studiate anche se si manifestano con un'alta prevalenza". In una nota a pi� di pagina, la "sindrome da fatica cronica" viene citata come esempio accanto alla malattia di Lyme e al mal di schiena.

Il bando si aprir� il 30 marzo 2023 e ci aspettiamo che il suo campo di applicazione venga ulteriormente affinato in futuro. Una nota a pi� di pagina spiega che la Commissione Europea ha appaltato uno studio di scoping per aiutare a "identificare le patologie di alto carico e su cui c'� poca ricerca e definire il tipo di ricerca e/o le priorit� di ricerca per affrontare meglio le diverse esigenze dei pazienti affetti da queste patologie". EMEC ha potuto fornire un feedback a questo studio, cos� come i nostri colleghi della World ME Alliance. Abbiamo sottolineato che la definizione di malattie ad alto carico e poco studiate dovrebbe essere abbastanza rigorosa e specifica, in modo da concentrarsi sulle malattie che storicamente sono state pi� trascurate. Abbiamo anche sostenuto che dovrebbe concentrarsi sulle malattie la cui patologia � poco conosciuta e che hanno poche opzioni terapeutiche.

Il bando ha un budget totale di �25 milioni. Mira a finanziare 4 progetti che riceveranno 6-7 milioni di euro ciascuno. Il bando prevede un processo di presentazione in due fasi con una prima scadenza il 19 settembre 2023.

Maggiori informazioni su questo bando sono disponibili qui.


Bando 2 (di prossima pubblicazione): Rapporto tra infezioni e malattie non trasmissibili

Questo bando si concentra sul rapporto tra infezioni e malattie non trasmissibili. Nella descrizione si legge che "prove sempre pi� evidenti suggeriscono che diverse infezioni potrebbero influenzare lo sviluppo di molte malattie non trasmissibili (ad esempio sclerosi multipla, Alzheimer, patologia post-COVID-19)...".  Ci si aspetta che le domande presentate per questo bando elucidino i legami causali tra le infezioni e l'insorgenza di malattie non trasmissibili.

Dato che molti pazienti affetti da ME/CFS riferiscono che la loro malattia � iniziata con un'infezione, questo bando potrebbe finanziare studi longitudinali per verificare perch� l'incidenza della ME/CFS aumenta dopo alcuni tipi di infezione. Lo studio di Dubbo e gli studi prospettici sul virus di Epstein-Barr hanno gi� riscontrato questo fenomeno, ma sono necessarie dimensioni maggiori dei gruppi studiati per identificare i fattori di rischio per lo sviluppo della ME/CFS.

Questo bando ha un budget di 30 milioni di euro. Mira a finanziare 4 progetti che riceveranno 6-7 milioni di euro ciascuno. La data di apertura prevista � il 12 gennaio 2023, molto prima rispetto al bando precedente sulle malattie ad alto carico e poco studiate. I ricercatori avranno quindi 4 mesi di tempo per presentare le loro proposte, dato che la scadenza � fissata al 13 aprile 2023.

Maggiori informazioni su questo bando sono disponibili qui.


Anche i ricercatori degli Stati Uniti, Regno Unito e Norvegia possono ricevere un finanziamento.

Una candidatura richiede ricercatori provenienti da almeno 3 diversi paesi dell'UE o da paesi associati.

Qualsiasi persona giuridica, indipendentemente dal luogo della propria sede, pu� partecipare ai progetti di Horizon Europe. Per ricevere i finanziamenti di Horizon Europe, la regola generale � che i candidati devono aver sede in uno Stato membro dell'UE. Esistono tuttavia alcune eccezioni che consentono ai ricercatori di Stati Uniti, Regno Unito o Norvegia di ricevere i finanziamenti di Horizon Europe.

�    Innanzitutto, in riconoscimento dell'apertura dei programmi dei National Institutes of Health (NIH) statunitensi ai ricercatori europei, qualsiasi persona giuridica con sede negli Stati Uniti d'America pu� ricevere i finanziamenti di Horizon Europe per sostenere la propria partecipazione ai progetti finanziati nell'ambito del cluster "Salute". Questo vale per tutti i bandi sopra citati ed � un'aggiunta importante, visti i molti ricercatori sulla ME/CFS che hanno sede negli Stati Uniti. In pratica, tuttavia, una domanda dovr� essere incentrata su istituzioni di ricerca nell'UE. Mentre un'organizzazione statunitense pu� unirsi a un progetto dell'UE, un consorzio con partner prevalentemente statunitensi e solo pochi partner dell'UE ha poche possibilit� di successo.
�    In secondo luogo, diversi Paesi non appartenenti all'UE hanno firmato un accordo per diventare Paesi associati. Ci� significa che possono partecipare a Horizon Europe alle stesse condizioni degli enti degli Stati membri dell'UE. � il caso, ad esempio, di Israele e della Norvegia, dove si trovano diversi gruppi di ricerca sulla ME/CFS.
�    Il Regno Unito sta attualmente negoziando un accordo con l'UE, ma non � ancora diventato un Paese associato. I ricercatori del Regno Unito possono tuttavia partecipare ai bandi Horizon Europe come se il Regno Unito fosse gi� associato. Se il progetto viene valutato positivamente e il Regno Unito non � ancora diventato un Paese associato al momento dell'accordo di sovvenzione, le organizzazioni britanniche del consorzio diventeranno partner associati e non riceveranno una sovvenzione dall'UE. Fortunatamente, il Regno Unito garantisce a queste organizzazioni che il finanziamento sar� fornito dal governo britannico per l'intera durata del progetto. Tale garanzia viene rinnovata su base annuale.
�    Quarto, possono essere ammessi al finanziamento anche i candidati provenienti da Paesi a basso e medio reddito (ad esempio Argentina, Sudafrica, Indonesia).


Consigliamo ai ricercatori interessati a richiedere le sovvenzioni di Horizon Europe di contattare i rispettivi Punti di Contatto Nazionali, che forniscono indicazioni, informazioni pratiche e assistenza su tutti gli aspetti della partecipazione a Horizon Europe.

Come funziona una domanda?

Le domande devono essere presentate per via elettronica attraverso il sistema di presentazione elettronica Funding & Tenders Portal. Prima della presentazione, tutti i beneficiari e le entit� affiliate devono essere registrati utilizzando un codice di identificazione del partecipante (PIC). Il PIC (uno per partecipante) � richiesto nel modulo di domanda online e nella successiva corrispondenza con i servizi dell'UE. Solo se la vostra proposta sar� accolta, sarete contattati per la convalida dei dati di registrazione del PIC (come il vostro conto bancario, la capacit� finanziaria e lo status giuridico ufficiale).

Se l'expertise del vostro gruppo di ricerca � rilevante per il bando, potete pubblicare "richieste di partner", sia per la ricerca che per l'offerta di competenze per la collaborazione.

Il modulo di domanda si compone di due parti. La parte A contiene i moduli amministrativi con i dati dei partecipanti, le dichiarazioni legali e le persone di contatto. La parte B (la parte narrativa) comprende una descrizione tecnica del progetto con le attivit� previste, i pacchetti di lavoro, i costi, ecc. Questi dati devono essere caricati in formato PDF. Le domande devono inoltre includere un piano per la parit� di genere e un piano per lo sfruttamento e la diffusione dei risultati.

Una guida al programma per richiedere i finanziamenti di Horizon Europe � disponibile qui.
Un manuale online per partecipare a sovvenzioni e gare d'appalto dell'UE � disponibile qui.
Dopo la presentazione, la vostra proposta sar� valutata da un comitato di valutazione indipendente composto da esperti esterni. Il comitato valuter� la vostra proposta in base a tre criteri: "Eccellenza", "Impatto" e "Qualit� ed efficienza dell'attuazione". Ogni criterio sar� valutato su una scala di 5 punti. La soglia necessaria per i singoli criteri � di 3 punti. La soglia complessiva, che si applica alla somma dei tre punteggi individuali, � di 10 punti.

Trovare collaboratori e organizzazioni di pazienti

EMEC continuer� a difendere i pazienti e a sostenere i ricercatori sulla ME/CFS per assicurarsi che abbiano opportunit� di finanziamento eque nell'UE. Siamo felici di mettere in contatto i ricercatori interessati a collaborare e a presentare una proposta per un bando Horizon Europe. Possiamo anche mettervi in contatto con le organizzazioni di pazienti e indirizzarvi verso infrastrutture e risorse (come biobanche, reti) che potrebbero aiutarvi a presentare un progetto di successo.

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22 dicembre 2022

ME GLOBAL CHRONICLE 43

Il pi� recente numero dell'ME Global Chronicle � ora disponibile: qui.


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17 dicembre 2022

COMUNICATO STAMPA: L'UE SOSTIENE LA RICERCA SULLE MALATTIE POCO CONOSCIUTE

Quanto segue � la traduzione dl comunicato stampa che si trova qui.

Grazie all'impegno dell'europarlamentare belga Pascal Arimont e dei suoi colleghi, Horizon Europe offrir� nuove opportunit� di finanziamento per la ricerca sulle malattie ad alto carico e poco studiate.

Sebbene la medicina moderna abbia prodotto molte scoperte spettacolari, alcune malattie rimangono tuttora poco conosciute. Queste malattie spesso causano dolore cronico e stanchezza debilitante per i quali i medici hanno poco da offrire.

Un esempio notevole � la malattia Encefalomielite Mialgica/Sindrome da Fatica Cronica (ME/CFS), che colpisce approssimativamente 2 milioni di cittadini europei. La ME/CFS � caratterizzata da un grave calo energetico, malessere post-sforzo, disfunzione cognitiva e molti altri sintomi. Spesso causa grave disabilit� e pu� lasciare i pazienti confinati a letto per anni.

Evelien Van Den Brink, una paziente olandese di 38 anni, convive con la ME/CFS da 24 anni. Come molti pazienti affetti da ME/CFS, la sua malattia � iniziata con un'infezione dalla quale non � mai guarita completamente. Nel quarto di secolo in cui Van Den Brink ha sofferto di ME/CFS, la ricerca scientifica ha fatto, in modo deludente, pochi progressi. Non esistono ancora biomarcatori, test diagnostici o trattamenti efficaci per la malattia.

Frustrata da questa mancanza di progressi, Van Den Brink ha presentato una petizione al Parlamento europeo nel 2019. Pretendeva maggiore consapevolezza sulla ME/CFS e fondi per stimolare la ricerca scientifica. "La ricerca sulla ME/CFS � rimasta bloccata in un circolo vizioso" spiega Van Den Brink. "Poich� la malattia � poco conosciuta, non � riconosciuta come una priorit� di finanziamento. Questo rende il campo poco attraente per i ricercatori e quindi la ME/CFS rimane un'area trascurata della medicina. Sono necessari fondi per sostenere la ricerca fondamentale e pionieristica, in modo da poter finalmente fare progressi".

La petizione ha ricevuto un forte sostegno dalla comunit� della ME/CFS ed � stata firmata 14.000 volte. Ne � scaturita una risoluzione UE 2020 sul finanziamento della ricerca biomedica sulla ME/CFS, adottata quasi all'unanimit� dal Parlamento europeo. Uno dei precursori di questa risoluzione � stato il deputato belga Pascal Arimont del Partito Popolare Europeo (PPE). Egli ha fondato un gruppo di interesse parlamentare per la ME/CFS con membri di tutti i principali gruppi politici che hanno sollecitato la Commissione ad agire sulla risoluzione.

"La ME/CFS � una patologia con un carico di malattia notevolmente elevato", spiega l'eurodeputato Arimont, "colpisce molte persone e cambia la vita. I pazienti sono costretti a lasciare il lavoro o gli studi, e alcuni sono confinati a casa o a letto. La ME/CFS causa molta sofferenza ai pazienti e alti costi economici alla nostra societ�. � quindi di vitale importanza fornire agli scienziati incentivi finanziari per studiare la malattia e scoprire trattamenti efficaci".
L'importanza della ricerca sulla ME/CFS � evidenziata anche da un'ondata di pazienti che hanno sviluppato sintomi persistenti in seguito al COVID-19. Un sottogruppo di questi pazienti con Long-COVID riporta sintomi molto simili, se non identici, alla ME/CFS.

"Se avessimo investito nella ricerca sulla ME/CFS secondo il suo carico di malattia, i medici sarebbero stati meglio attrezzati per aiutare i pazienti affetti da Long-Covid", sostiene l'eurodeputato Arimont. "Potremmo avere una migliore comprensione della patologia e migliori trattamenti per alleviare i sintomi. Per troppo tempo le sindromi post-infettive sono rimaste un punto cieco della medicina. Ignorare queste condizioni non � stato un uso razionale dei fondi per la ricerca".

Grazie ai continui sforzi dell'eurodeputato Arimont e dei suoi colleghi, il nuovo programma di lavoro Horizon Europe 2023-2024 include un invito alla ricerca su condizioni mediche ad alto carico e poco studiate come la ME/CFS. I ricercatori sono invitati a presentare proposte in un processo a due fasi. Il bando prevede il finanziamento di approssimativamente 4 borse di studio che riceveranno 6-7 milioni di euro ciascuna. Per i pazienti a lungo termine come Van Den Brink, il bando offre la speranza di trovare un giorno un trattamento efficace per la ME/CFS.

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7 dicembre 2022

UNA VOLPE PER LA ME/CFS

Con grande gioia vi comunichiamo che � ora disponibile online la collezione autunnale di prodotti solidali a favore della CFSME Associazione Italiana / CFSME Italian Association.

La volpe ci riscalder� durante le giornate autunnali ed invernali, in attesa della primavera che porter� nuove sorprese!
Grazie a chi ha partecipato a questo progetto e a chi ha donato la foto 🍀

Qui il link al negozio solidale.

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28 novembre 2022

CERCASI SVIZZERI DI LINGUA ITALIANA CON ME/CFS O LONG-COVID

L�associazione Svizzera per la ME/CFS (@sgme.ch su Instagram) sta collaborando a un progetto fotografico professionale su persone con Long-COVID ed ME/CFS. Cercano di rappresentare e riunire tutte le lingue parlate in Svizzera e stanno cercando persone che partecipino fra la popolazione di lingua italiana della Svizzera.

Per questa ragione ci hanno contattato, dal momento che ritengono pi� probabile linguisticamente che siano in contatto con noi. QUALSIASI persona interessata con ME/CFS e Long-COVID dalla Svizzera pu� contattare la responsabile su Instagram (@jamaican_mango93) o l'associazione tramite info@sgme.ch.

Stanno anche cercando persone che parlino tedesco e italiano per tradurre in italiano dei testi, in modo da essere accessibili alle persone del Ticino, tra l'altro, per cui se qualcuno fosse interessato a collaborare in questo senso, pu� pure contattarli.



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18 novembre 2022

PROF TIRELLI AL COSTANZO SHOW PRESENTA "NONSOLOFATICA"

Il professor Tirelli oggi ha partecipato oggi a una puntata del Maurizio Costanzo Show, in seconda serata su Canale5, in cui ha presentato il libro "NONSOLOFATICA".
A questo link su FB vedete l'anteprima.

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10 novembre 2022

RISPOSTA DELLA COMMISSIONE EUROPEA AGLI EUROPARLAMENTARI SULLA ME/CFS

Sotto trovate la traduzione in italiano di un articolo che trovate in originale a questo link.

Una nuova risposta della Commissione europea

Nel febbraio 2022, un gruppo di membri del Parlamento europeo (MEP) guidato da Pascal Arimont ha scritto diverse lettere sulla encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) alla Commissione europea. Questo articolo fornisce una panoramica delle risposte della Commissione a queste lettere.
Gli eurodeputati, che formano il gruppo di interesse parlamentare per la ME/CFS, hanno sottolineato la mancanza di azione da quando la risoluzione europea sulla ME/CFS � stata adottata quasi all'unanimit� nel giugno 2020. Arimont e colleghi hanno aggiunto che alcuni pazienti affetti da long-COVID non guariscono e sviluppano la ME/CFS, rendendo ancora pi� urgente la necessit� di agire. Hanno inoltre chiesto la creazione di un Centro di Eccellenza Europeo per la ME/CFS per fare da apripista nell'istituzione di centri regionali negli Stati membri.

Con gran ritardo, il 14 ottobre � arrivata la risposta ufficiale di Mariya Gabriel, Commissaria per l'Innovazione e la Ricerca. La sua lettera pu� essere letta qui di seguito:

Leggi qui la risposta della commissione Europea (in inglese)

Studio di scoping

La Commissaria Gabriel afferma che lo studio di scoping, a lungo promesso, � stato avviato nel marzo 2022 e dovrebbe essere completato entro la fine di quest'anno. Lo studio contribuir� a definire una nuova categoria di patologie poco studiate e con un elevato carico di malattia che potranno essere oggetto di futuri bandi di finanziamento di Horizon Europe. Per saperne di pi� sullo studio di scoping e sul motivo per cui pu� essere importante per la ricerca sulla ME/CFS, si veda qui.
Sfortunatamente, EMEC e gli eurodeputati che si battono per la ME/CFS non sono stati informati dell'inizio dello studio, nonostante le molteplici richieste di tenerci informati. Dopo aver contattato la Direzione Generale per la Ricerca e l'Innovazione (DG RTD) sullo stato di avanzamento dello studio, ci � stato inviato un sondaggio con il quale potevamo fornire commenti su una definizione preliminare di "malattie ad alto carico di lavoro e sottofinanziate". Sia EMEC che la World ME Alliance sono state in grado di fornire un feedback allo studio di scoping utilizzando questo sondaggio.

Ricerca sul Long-COVID

La lettera della Commissaria Gabriel elenca anche vari progetti come ORCHESTRA, DRAGON e VERDI come esempi di ricerca finanziata dall'UE sul Long-COVID. EMEC ha esaminato le informazioni disponibili al pubblico su questi progetti. Si tratta di studi ampi e complessi, che per� non menzionano il Long-COVID nella loro descrizione. Sebbene sia possibile che la ricerca sul Long-COVID sia inclusa, non � indicata come obiettivo esplicito.
La risposta della Commissaria Gabriel menziona che il "progetto Long-COVID" comprende anche diverse altre patologie, tra cui la ME/CFS. La descrizione dello studio, tuttavia, non menziona esplicitamente la ME/CFS. EMEC ha quindi contattato uno dei ricercatori per ottenere ulteriori informazioni.
Ci � stato detto che il progetto prevede uno studio randomizzato controllato presso l'ospedale universitario di Helsinki, in Finlandia. I pazienti saranno reclutati da una clinica di Long Covid e da una clinica per i disturbi funzionali dove vengono trattati anche pazienti affetti da ME/CFS. Lo studio analizzer� l'efficacia della terapia digitale e dei programmi di autogestione. A nostro avviso, questa non pu� essere considerata una ricerca biomedica sulla ME/CFS, come richiesto dalla petizione europea. Ci opponiamo anche alla classificazione della ME/CFS come disturbo funzionale.

Reti di riferimento europee (ERN)

Infine, la lettera della Commissaria Gabriel rispondeva alla possibilit� di includere la ME/CFS in una Rete Europea di Riferimento (ERN). Alle ERN � stato chiesto di presentare le loro proposte di emendamenti sulle malattie di cui si occupano entro il 31 agosto 2022. EMEC ha precedentemente esaminato la possibilit� di includere la ME/CFS nella Rete Europea di Riferimento per le Malattie Neurologiche Rare. Tuttavia, la Rete Europea di Riferimento per le Malattie Neurologiche Rare non ha presentato alcuna candidatura a questo bando.
EMEC attende i risultati dello studio di scoping e continuer� a esplorare i modi per stimolare la ricerca sulla ME/CFS in tutta Europa.


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22 ottobre 2022

IL RAPPORTO IQWiG SULLA ME/CFS IN GERMANIA

Il 13 ottobre 2022, l'Istituto tedesco per la qualit� e l'efficienza dell'assistenza sanitaria (IQWiG) ha pubblicato la sua bozza di relazione sulla ME/CFS. Questo rapporto, di quasi 300 pagine, era stato commissionato due anni fa dal governo tedesco, in parte a seguito della risoluzione europea sulla ME/CFS. Si ritiene che il rapporto finale, che dovrebbe essere disponibile dalla primavera del 2023, avr� un ruolo importante nelle future politiche sulla ME/CFS in Germania e altrove.

Qui lo trovate in tedesco.
Se volete avere una breve panoramica di ci� che afferma il rapporto IQWiQ, potete leggere l'appendice alla fine del documento, a partire da pagina 275 del PDF, perch� � il testo che verr� pubblicato su www.gesundheitsinformation.de e funge da sintesi dell'intero rapporto.

Tutte le persone e le istituzioni interessate sono invitate a presentare commenti sulla bozza fino al 27 novembre.

EMEC ha fatto una sintesi del documento (in inglese), e la trovate qui.
E ha scritto i propri commenti, che trovate qui.



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19 ottobre 2022

LETTERA AL DIRETTORE GENERALE DELL'OMS

La World ME Alliance, di cui la CFS/ME Associazione Italiana odv fa parte, ha scritto oggi al dottor Tedros Ghebreyesus, direttore generale dell'OMS, congratulandosi per la sua recente presa di posizione sul Long-COVID, ma chiedendogli di riconoscere i legami con la ME/CFS e la continua devastazione che questa malattia provoca. Gli ha chiesto un incontro per �#LearnFromME�, Imparare dalla ME.

Qui trovate la lettera che � stata scritta che, come potete vedere, � stata firmata anche da noi.


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14 ottobre 2022

ME & MY PET 🐾

Se sei unə paziente ME/CFS partecipa all'iniziativa "ME and my pet":

� invia una foto di te insieme al tuo animale/ai tuoi animali;
� scrivi come il rapporto col tuo animale ti ha aiutato ad affrontare meglio la malattia dal punto di vista psicologico e/o scrivi un pensiero di gratitudine per il tuo animale, anche se non c'� pi�.

Le foto saranno pubblicate su Instagram sulla pagina me.cfs_italy


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1� ottobre 2022

CODIFICA AGGIORNATA DELLA ME/CFS NELL'ICD-10-CM STATUNITENSE

Grazie all�impegno di numerose organizzazioni, dopo pi� di 10 anni di battaglie, dal 1� ottobre 2022, negli Stati Uniti il medico potr� inserire il codice di diagnosi G93.32 nella cartella clinica dei pazienti di ME/CFS, spostando quindi la patologia dalla collocazione che aveva nella versione americana della classificazione al capitolo neurologico dove l'Organizzazione Mondiale della Sanit� l'aveva collocato e dove � nel resto del mondo. Non solo, hanno proprio aggiunto la dicitura ME/CFS.

Questo non solo � importante per loro, per la fatturazione assicurativa, ma anche per noi e per tutto il mondo perch� le organizzazioni federali, statali e private, saranno in grado di raccogliere e condividere dati epidemiologici accurati sulla prevalenza della ME/CFS negli Stati Uniti e sui costi per diagnosticarla e curarla, cosa che poi ha conseguenze nella ricerca che � globale.

Lo sforzo per raggiungere questa pietra miliare � stato guidato dalla attivista, scienziata e madre di una persona affetta da ME/CFS, Mary Dimmock. Per saperne di pi� si legga qui.


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30 settembre 2022


NUOVO NUMERO DI THE ME GLOBAL CHRONICLE


Si pu� ora scaricare il nuovo numero di The ME Global Chronicle: qui. Ci sono anche anche notizie dall'Italia: qui.


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26 settembre 2022

IL LONG-COVID HA COSTRETTO A UN RIPENSAMENTO DI UNA DELLE MALATTIE PI� TRASCURATE DALLA MEDICINA

Ed Yong giornalista di �The Atlantic� che ha vinto il premio Pulitzer per il reportage esplicativo della pandemia di COVID-19, ha recentemente scritto un pezzo che titola �Il Long-COVID ha costretto a un ripensamento di una delle malattie pi� trascurate dalla medicina - Solo un paio di dozzine di medici sono specializzati nella sindrome da fatica cronica (ME/CFS). Ora le loro conoscenze potrebbero essere fondamentali per curare altri milioni di pazienti�. Trovate l�articolo qui.

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19 settembre 2022

#STILLSICKSTILLFIGHTING

Gli attivisti di #MEAction hanno organizzato nella giornata di oggi, 19 settembre, una protesta davanti alla Casa Bianca per chiedere all'amministrazione Biden di dichiarare il Long COVID e ME/CFS un'emergenza nazionale. I manifestanti hanno pianificato atti di disobbedienza civile nella tradizione degli attivisti dell'AIDS e dei difensori dei diritti dei disabili che sono andati prima di noi a chiedere riconoscimento, diritti e azioni urgenti. Altre migliaia di persone si sono unite tramite i social media con gli hashtag #MillionsMissing e #StillSickStillFighting. Fra questi anche la presidente della CFS/ME Associazione Italiana: qui.


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15 settembre 2022

UN NUOVO STUDIO COLLEGA 14 GENI ALLA ME/CFS

Per ora � in pre-stampa, ma un nuovo studio intitolato "Fattori di rischio genetici per la ME/CFS identificati con l'analisi combinatoria" (Das et al., 2022) ha analizzato i dati genetici esistenti in modo nuovo per collegare 14 geni alla ME/CFS e identificare molti sottogruppi di pazienti.

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11 agosto 2022

TROVATO LEGAME FRA LONG-COVID E ME/CFS

Studiosi del Queensland, in Australia, affermano di aver trovato un legame fra Long-COVID e ME/CFS. Il lavoro � stato condotto dalla professoressa Sonya Marshall-Gradisnik e dall'�quipe del Centro nazionale di neuroimmunologia e malattie emergenti (NCNED) della Griffith University, che si occupano di ME/CFS da anni.

Lo studio � stato pubblicato su Molecular Medicine (qui) e alle conclusioni dice: �I risultati di questa indagine suggeriscono che i pazienti affetti da patologia post COVID-19 possono avere un'alterazione della funzione del canale ionico TRPM3 e forniscono ulteriori prove riguardo alle somiglianze tra la patologia post COVID-19 e la ME/CFS. L'alterazione dell'attivit� dei canali TRPM3 nei pazienti affetti dalla condizione post COVID-19 suggerisce un'alterata mobilitazione degli ioni, che potrebbe di conseguenza ostacolare la funzione delle cellule e causare sintomi cronici post-infettivi. Ulteriori indagini sulla funzione di TRPM3 possono chiarire il pato-meccanismo, fornire un bersaglio diagnostico e terapeutico per i pazienti affetti dalla condizione post COVID-19 e dalle comunanze con i pazienti affetti da ME/CFS�.

Ne parla qui SkyTG24.

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9 agosto 2022

CARATTERISTICHE FENOTIPICHE DELLE CELLULE IMMUNITARIE PERIFERICHE DELLA ME/CFS

Oggi � stato pubblicato un nuovo studio del gruppo di Ron Davis, dal titolo �Caratteristiche fenotipiche delle cellule immunitarie periferiche dell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica mediante microscopia elettronica a trasmissione: Uno studio pilota� (Jahanbani et al., 2022).

Traduzione dell�abstract:

 L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � una complessa malattia cronica multisistemica caratterizzata da una fatica estrema che non migliora con il riposo e peggiora dopo uno sforzo, sia fisico che mentale. Studi precedenti hanno mostrato alterazioni associate alla ME/CFS nel sistema immunitario e nei mitocondri. Abbiamo utilizzato la microscopia elettronica a trasmissione (TEM) per studiare la morfologia e l'ultrastruttura delle cellule immunitarie della ME/CFS non stimolate e stimolate e dei loro organelli intracellulari, compresi i mitocondri. Sono state studiate le PBMC (cellule mononucleate del sangue periferico) di quattro partecipanti: Sono stati studiati i PBMC di quattro partecipanti: una coppia di gemelli identici discordanti ME/CFS moderata e due soggetti non imparentati accoppiati per et� e sesso, uno con una forma estremamente grave di ME/CFS e l'altro sano. L'analisi TEM delle cellule T stimolate con CD3/CD28 ha suggerito un aumento significativo dei livelli di morte cellulare apoptotica e necrotica nelle cellule T dei pazienti con ME/CFS (oltre 2 volte). Le cellule T stimolate dei pazienti con ME/CFS presentavano anche un numero maggiore di mitocondri ingrossati. Abbiamo anche riscontrato un forte aumento di organelli giganti intracellulari simili a gocce lipidiche nelle PBMC stimolate da un paziente ME/CFS estremamente grave, potenzialmente indicativo di un disturbo da accumulo di lipidi. Infine, abbiamo osservato un leggero aumento dell'aggregazione piastrinica nelle cellule stimolate, cosa che suggeerisce un possibile ruolo dell'attivit� piastrinica nella fisiopatologia della ME/CFS e nella gravit� della malattia. Questi risultati indicano ampie alterazioni morfologiche nei fenotipi cellulari e mitocondriali delle cellule immunitarie dei pazienti con ME/CFS e suggeriscono nuove intuizioni sulla biologia della ME/CFS.


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8 agosto 2022

GIORNATA MONDIALE DELLA ME/CFS SEVERA

In occasione della giornata mondiale della ME/CFS severa, l'associazione ha messo questo post su FB.

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4 agosto 2022

NASCE IL MERC

La Open Medicine Foundation si � unita al Bateman Horne Center per creare il MERC, ovvero il Medical Education Resource Center, un centro di risorse per la formazione medica.

Il MERC propone di aumentare il numero di operatori sanitari competenti in grado di trattare la ME/CFS, il Long-COVID e le relative malattie croniche complesse multisistemiche (msCCD) attraverso iniziative di formazione medica mirate con:

- Un archivio online di indicazioni complete per la diagnosi e la gestione della malattia
- Conferenze virtuali e tutoraggio in collaborazione con le principali reti ospedaliere e centri accademici
- Corsi di formazione medica continua accreditati (ECM) in corso
- Rotazioni mediche interne (specializzazione, fellowship, praticantato) e opportunit� di affiancamento
- Espansione delle partnership statunitensi e internazionali per la diffusione della formazione medica

Per saperne di pi� si veda qui.


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3 agosto 2022

GUIDA AL PACING E ALLA GESTIONE DELLA ME/CFS PEDIATRICA E DEL LONG-COVID

#MEAction ha realizzato una nuova e necessaria risorsa, che trovate qui (in inglese). Si tratta di una guida al pacing e alla gestione della ME/CFS pediatrica e del Long-COVID.

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2 agosto 2022

DOCUMENTO DELLA WORLD ME ALLIANCE CONTRO IL LIGHTNING PROCESS

La World ME Alliance, di cui facciamo parte, ha preparato un documento, che � stato pubblicato sul sito web, insieme all'articolo, di cui qui avete il link, per prendere posizione contro il Lightning Process.
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29 luglio 2022

INTERROGAZIONE FIRMATA DALLA SENATRICE FREGOLENT

� stata presentata una interrogazione, a prima firma della senatrice Sonia Fregolent (Lega Nord), per l'inserimento della CFS (anche conosciuta come ME e indicata come Fatica cronica post-virale) nei #LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), pubblicata il 26 luglio 2022, nella seduta n. 455 del Senato della Repubblica (Atto n. 4-07306). Viene chiesto al Ministero della Salute di sottoporre all'attenzione della Commissione nazionale l'inserimento al fine di garantire l�esenzione dal ticket per tutte le prestazioni appropriate ed efficaci e  di valutare il riconoscimento, il trattamento ed il monitoraggio della malattia, riconoscendo, inoltre, l'invalidit� per questa tipologia di pazienti che non possono svolgere alcuna attivit� lavorativa e l'individuazione di strumenti per il supporto scolastico dei giovani pazienti, nonch� lo stanziamento di fondi per la ricerca finalizzata ad indagare sui fattori eziologici, sugli strumenti terapeutici e sugli aspetti epidemiologici della patologia.

Qui il link all'atto di Sindacato Ispettivo n. 4-07306

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24 luglio 2022

ME/CFS SU "DONNA MODERNA"

L' Associazione Malati di CFS Onlus ha parlato dei casi pediatrici di ME/CFS su "Donna Moderna" del 14 luglio (pag. 82 - 85).

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23 luglio 2023

NUOVO STUDIO A PADOVA


Nuovo studio sulla ME/CFS a Padova: intervento del prof. Aldo Baritussi: qui.

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19 luglio 2022

IL PROTOCOLLO DECODE ME

Il protocollo dello studio DecodeME � stato pubblicato su BMC Neurology. Questo garantisce trasparenza e consente ad altri ricercatori in tutto il mondo di replicare e sviluppare lo studio con le proprie coorti: qui.

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15 luglio 2022

COME POSSIAMO VEDERE L�INFIAMMAZIONE CEREBRALE NELLA ME/CFS
� sintesi del webinar di Jarred Younger, PhD, a cura di Giada Da Ros


Al PDF qui, c'� una sintesi in italiano del webinar su �COME POSSIAMO VEDERE L�INFIAMMAZIONE CEREBRALE NELLA ME/CFS�, tenuta da Jarred Younger lo scorso 23 giugno 2022.  Il video della conferenza lo potete trovare qui.

Jarred Younger � Direttore del Laboratorio di Neuroinfiammazione, Dolore e Fatica della University of Alabama at Birmingham, (UAB). Sono ormai circa 15 anni che studia la ME/CFS.  Si occupa prevalentemente di neuroimaging.

Gli argomenti di cui tratta in questo webinar sono:
1.    Temperatura del cervello
2.    Rilevamento dei leucociti quando entrano nel cervello, ovvero un luogo dove non dovrebbero essere � cosa fatta per la prima volta molto di recente
3.    Etichettatura dei microglia (cio� identificare quei microglia quando hanno assunto uno stato patologico)
       → Trial clinici


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10 luglio 2022

APPRE IL NOSTRO NEGOZIO SOLIDALE SULLA ME/CFS

Sostieni la nostra associazione acquistando online i gadget con il logo "Encefalomielite Mialgica - - ME/CFS Awareness".

Acquista dal nostro negozio solidale online.
Troverai magliette, felpe, tazze, borracce, boccali, sottobicchieri,calamite, adesivi, buste, borsoni, marsupi, ombrelli, grembiuli, lunchbox...
Il ricavato sar� direttamente devoluto alla nostra organizzazione.

Per prodotti solidali fatti a mano visita la pagina Facebook "Mani di Fata" - Per la ricerca sulla ME/CFS.
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Ringraziamo le pazienti e socie Vittoria Radici e Angela Colucci per l'iniziativa.

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8 luglio 2022

EMERGE AUSTRALIA: ME/CFS RESEARCH PANEL

La responsabile della ricerca di Emerge Australia, Michelle Tavoletti ha tenuto una conferenza-incontro con principali ricercatori australiani di ME/CFS -  il professor Paul Fisher, la dottoressa Sara Ballouz, il dottor Chris Armstrong e il professor Ken Walder -  perch� illustrino i loro ultimi studi sula patologia: qui.

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7 luglio 2022

STRESS ORTOSTATICI E COGNITICI PORTANO PEGGIORAMENTO NELLA ME/CFS E NEL LONG-COVID: LO STUDIO

Un nuovo studio intitolato "La sfida ortostatica provoca risposte sintomatiche, emodinamiche e cognitive distintive nel Long-COVID e nella ME/CFS" (Vernon et al., 2022) � stato pubblicato su Frontiers in Medicine: qui. Fra i firmatari del pezzo figurano anche Bateman, Lipkin e Komaroff.

Conclusioni: alcune persone affette da COVID-19 acuto rimangono con affaticamento persistente e debilitante, deterioramento cognitivo, intolleranza ortostatica (OI) e altri sintomi ("Long-COVID"), una condizione simile alla ME/CFS e ad altre sindromi da affaticamento post-infettivo. Questo studio rileva che semplici test di stress ortostatico e di cognizione in un contesto di pratica d'ufficio possono provocare un peggioramento dei sintomi, una compromissione della cognizione e cambiamenti emodinamici caratteristici (principalmente un restringimento della pressione del polso) in persone con Long-COVID  e ME/CFS. Ci� fornisce una conferma oggettiva dell'intolleranza ortostatica e della nebbia cerebrale riferite da entrambi i gruppi di pazienti. Sottolinea inoltre la necessit� di individuare precocemente l'intolleranza ortostatica perch� un trattamento precoce potrebbe teoricamente attenuare la progressione verso condizioni croniche e meno reversibili e verso il deterioramento cognitivo.


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5 luglio 2022

ME GLOBAL CHRONICLE: N.41

Il nuovo numero (il 41) del ME Global Chronicle, con notizie da tutto il mondo, � ora disponibile online.

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24 giugno 2022

DOCUMENTO DI EUROMENE IN ITALIANO

Da oggi qui sul sito, sotto l'etichetta "pubblicazioni", trovate la traduzione in italiano del "Consenso degli Esperti del EUROPEAN ME NETWORK (Network Europeo sulla ME - EUROMENE) sulla Diagnosi, la Fornitura di Servizi e la Cura delle Persone con ME/CFS in Europa", pubblicato nel maggio del 2021.

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20 giugno 2022

CFS/ME SU INSERM

La rivista francese Inserm ha dedicato e pubblicato un intero numero alla CFS/ME. Lo trovate (in inglese) qui.
 

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16 giugno 2022

INDAGINE SUI LIVELLI DI ANTICORPI ANTI-PATOGENI NELLA ME/CFS

� da poco uscito il nuovo studio del gruppo di Maureen Hanson alla Cornell: �Indagine sui livelli di anticorpi anti-patogeni nell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica� (O�Neal et al., 2022)

Qui il link allo studio.

Abstract tradotto:
Gli agenti patogeni infettivi sono implicati nell'eziologia dell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronico (ME/CFS) a causa del verificarsi di focolai della malattia. Mentre diversi agenti infettivi sono stati associati all'insorgenza della ME/CFS, l'identit� di un organismo specifico � stata difficile da determinare nei singoli casi. Lo scopo del nostro studio � quello di esaminare i soggetti affetti da ME/CFS alla ricerca di prove di un fattore infettivo scatenante e/o di prove di disregolazione immunitaria attraverso l'analisi sierologica di campioni di plasma per la ricerca di anticorpi contro 122 diversi antigeni patogeni. I profili immunitari sono stati confrontati con controlli corrispondenti per et�, sesso e BMI per fornire una base di comparazione. I livelli di anticorpi verso i singoli antigeni esaminati in questo studio non implicano nessuno degli agenti patogeni nella ME/CFS, n� escludono agenti patogeni comuni che infettano frequentemente la popolazione statunitense. Tuttavia, i nostri risultati hanno rivelato differenze basate sul sesso nell'immunit� umorale allo stato stazionario, sia all'interno della coorte della ME/CFS sia rispetto alle tendenze osservate nella coorte dei controlli sani.

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15 giugno 2022

RON DAVIS PARLA DEL PATHWAY DELL'ITACONATO

Da questa settimana, Janet Dafoe, moglie di Ron Davis, intervister� il marito una volta alla settimana su notizie sulla ME/CFS.

In questo primo incontro (sotto al link) si parla del pathway dell�itaconato, un�ipotesi delprofessor Robert Phair (quello ch egi� ha fatto l'ipotesi della trappola metabolica), su cui gi� girava qualche notizia nei giorni scorsi. Questo pathway normalmente si attiva, nei mitocondri, con un�infezione. Si parla di �Itaconate shunt� (deviatore dell�itaconato). Interferisce nel ciclo di Krebs, deviandolo appunto, e facendo s� che entri in una sorta di circolo continuo tale per cui l�ATP non viene prodotto. Il risultato � la fatica.

Forse nella CFS/ME, dove c�� fatica e spesso esordisce con un�infezione, si � attivato e non spento: possono trovare delle prove? Un problema � che potrebbe essere attivato, ma non in tutte le cellule. Devono cercare una �firma� e per farlo guardano all�RNA.

Sappiamo da diversi studi che i pazienti non bruciano glucosio e grassi molto bene, ma bruciano aminoacidi. Normalmente l�itaconato combinato con il coenzima-A, porta a bruciare glucosio e grassi, ma non aminoacidi, quindi effettivamente potrebbe essere coinvolto nel malfunzionamento. Questo potrebbe verificarsi nei muscoli. Nel cervello, al posto del glucosio, quello che si potrebbe verificare di fatto � che si bruciano neurotrasmettitori, che potrebbe portare alla brainfog.

Se fosse vero che c�� questo problema, risolverlo dipende da che cosa lo causa.

Qui il video in cui se ne parla.

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10 giugno 2022

PIATRINE IPERATTIVATE E MICROCOAGULI FIBRILANOIDI NELLA ME/CFS SECONDO UN NUOVO STUDIO

Nuovo studio (in pre-print) titola. "La presenza di piastrine iperattivate e di microcoaguli fibrinaloidi nella ME/CFS": qui.

Sotto l�abstract tradotto:

Abbiamo precedentemente dimostrato che il plasma povero di piastrine (PPP) ottenuto da pazienti con LongCovid/Post-Acute Sequelae of COVID-19 (PASC) � caratterizzato da uno stato di ipercoagulabilit� che si riflette in piastrine iperattivate e nella presenza di un numero considerevole di microcoaguli di fibrina amiloide o fibrinaloidi. A causa della sostanziale sovrapposizione dei sintomi e dell'eziologia tra la PASC e la ME/CFS, abbiamo indagato se le coagulopatie, l'iperattivazione piastrinica e/o la formazione di fibrina amiloide differissero tra gli individui affetti da ME/CFS e i controlli sani appaiati per sesso ed et�. I pazienti affetti da ME/CFS erano statisticamente molto pi� ipercoagulabili come giudicato dalla tromboelastografia sia del sangue intero che del plasma povero di piastrine. L'area delle immagini plasmatiche contenenti microcoaguli fibrinaloidi era comunemente pi� di 10 volte maggiore nel plasma povero di piastrine non trattato di individui con ME/CFS rispetto a quello dei controlli sani. Una differenza simile � stata riscontrata quando i campioni di plasma sono stati trattati con trombina. Utilizzando PAC-1 marcato con fluorescenza, che riconosce la glicoproteina IIb/IIIa, e CD62P, che lega la P-selectina, abbiamo osservato una massiccia iperattivazione e diffusione delle piastrine nei campioni di individui con ME/CFS. Utilizzando un sistema di punteggio quantitativo, � stato riscontrato un punteggio di 2,72 � 1,24 contro 1,00 (attivazione con formazione di pseudopodia) per i controlli sani. Concludiamo che la ME/CFS � accompagnata da cambiamenti sostanziali e misurabili nella coagulabilit�, nell'iperattivazione piastrinica e nella formazione di microcoaguli fibrinaloidi. Tuttavia, il carico di microcoaguli fibrinaloidi non era cos� prevalente come precedentemente osservato nella PASC. I microcoaguli fibrinaloidi, in particolare, possono fornire una spiegazione immediata, attraverso il blocco (temporaneo) dei microcapillari e quindi l'ischemia, per molti dei sintomi, come l'affaticamento, riscontrati nei pazienti con ME/CFS. La scoperta di questi biomarcatori che indicano un'infiammazione endoteliale significativa e sistemica rappresenta un importante sviluppo nella ricerca sulla ME/CFS. Inoltre, indica nuove strategie di trattamento che utilizzano farmaci noti e/o nutraceutici che mirano alla patologia vascolare sistemica e all'infiammazione endoteliale.

Su Science4ME Jonathan Edwards (professore emerito all �University College London)  per� si rivela molto scettico. Non gli sembra che abbia senso in termini di quadro clinico dei pazienti. Naturalmente urgono studi di replicazione.


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9 giugno 2022

DESCRIPTIONS: UN'OPERA DI "FOUND POETRY" SULLA CFS/ME 

Alec Finlay, artista e poeta con la CFS/ME da quando aveva 21 anni, grazie ad Action for ME, fondata dalla madre del ragazzo, alla fine del 2021 ha realizzato un sondaggio online che in cui si chiedeva alle persone di descrivere le proprie esperienze di vita con la patologia. Sulla base delle risposte ha creato un�opera di cosiddetta �found poetry�, ovvero un tipo di poesia creata prendendo parole, frasi e talvolta interi brani da altre fonti, rielaborandoli e risignificandoli (� considerato una sorta di equivalente letterario del collage).

� nata cos� la lirica "Descriptions - Descrizioni", virtualmente realizzata dalle oltre 300 persone che hanno risposto al sondaggio. Ieri sera Action for M.E. l�ha presentata in un evento che si � tenuto alla Scottish Poetry Library.

La poesia, di grande impatto, � ora disponibile per essere scaricata, acquistata e ascoltata.

� possibile comprarne una copia fisica. O scaricare una versione PDF gratuita qui.
L'attore scozzese Mark Bonnar ne ha registrata la versione audio, accessibile gratuitamente via Soundcloud qui.

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6 giugno 2022

YOGA PER ME/CFS 🧘‍

Condividiamo una playlist di video con esercizi di yoga  adatti a persone con ME/CFS lieve o moderata.

👉 Tutti gli esercizi si svolgono da seduti o sdraiati e sono stati selezionati da una paziente ME/CFS nostra socia.
Se avete altri video da aggiungere alla playlist vi invitiamo a segnalarglieli tramite messaggio privato.
 
➡️ Playlist: qui.


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30 maggio 2022

LA MAMMA DI UNA PAZIENTE PARLA di CFS/ME SU "SVEGLIA VENETI"

Stefania Tottolo, nostra socia e madre di una paziente di CFS/ME, � stata invitata e ha colto la palla al balzo partecipando alla trasmissione "Sveglia Veneti" su ReteVeneta per parlare edlla patologia. Grazie a Stefania e grazie per averle dato spazio: qui.

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25 maggio 2022

RIPENSARE LA ME: IL RAPPORTO BRITANNICO

Il rapporto sulla ME/CFS dell'apposito Gruppo Parlamentare britannico formato da tutti i partiti, dal titolo "Ripensare la ME", � ora disponibile e scaricabile dal loro sito

In questo rapporto, che si basa sulle testimonianze di ricercatori, clinici, associazioni, pazienti e caregiver che si sono riuniti in una serie di audizioni,
 si raccomanda che il Regno Unito e i governi decentrati conducano ciascuno �una revisione completa dell'attuale offerta dei servizi per la ME/CFS con l'obiettivo di attuare pienamente le raccomandazioni delle nuove linee guida NICE sulla ME e di creare strategie per trasformare l'approccio alla ME nella sanit�, nell�assistenza sociale, nella ricerca e nell'istruzione�, anche in collegamento con il Long-COVID.

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23 maggio 2022


CAMPAGNA METTIAMOCI LA FACCIA!

MEttiamoci la faccia!" per sensibilizzare sulla ME/CFS

Come partecipare?
Se siete pazienti con ME/CFS inviateci 2 foto di voi stess* - una in un momento "buono" e una a riposo - insieme a un breve messaggio sulla vostra condizione.

👉 Le foto e i testi saranno pubblicati sulla pagina Instagram me.cfs_awareness e successivamente sulla nostra pagina Facebook e sul nostro sito www.stanchezzacronica.it
Per info sulla campagna di sensibilizzazione  MEttiamoci la faccia: 3282422289.

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20 maggio 2022

COME REALIZZARE UNA FOTO EFFICACE, DI #MEACTION

Qui trovate la lezione che #MEAction ha tenuto per spiegare come realizzare una foto efficace da usare nelle campagne di sensibilizzazione sulla MECFS. 

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13 maggio 2022

CFS/ME SU GUERRIERI INVISIBILI

Ieri c'� stata la diretta sulla CFS/ME sulla pagina Instram di Guerrieri Invisibili. Qui sulla loro pagina Instagram trovate la registrazione. Diversamente la trovate 
qui su YouTube.

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12 maggio 2022

GIORNATA MONDIALE DELLA ME/CFS


locandina

Il Comunicato Stampa: qui.

Le inziative (oltre a quelle gi� segnalate nei giorni scorsi)

- EVENTO MILLIONS MISSING: qui tutte le info e come partecipare.

- DIRETTA INSTAGRAM (ore 16.15): sulla pagina dell'Associazione Guerrieri Invisibili (@guerrieri_invisibili), la presidente di questa assocazione, insieme ad altri, parlar� della patologia. Ci sar� in collegamento in diretta da piazza S. Magnago a Bolzano anche la socia Angela Colucci. Alle ore 17 infatti ci sar� il rilascio di palloncini per sensibilizzare sulla patologia (vedi notizia dell'8maggio). 

- SENSIBILIZZAZIONE IN FABBRICA: una paziente e socia della CFS/ME Associazione Italiana distribuir� volantini informativi sulla patologia presso lo stabilimento industriale in cui lavora (Azienda Roncadin, Meduno, PN, Italia). L'associazione ha inoltre donato alla biblioteca aziendale il libro "Stanchi. Vivere con la sindrome da fatica cronica" a cura di Giada Da Ros.

- SENSIBILIZZAZIONE A LEZIONE: Una studente di scienze infermieristiche e sostenitrice dell'associazione CFS/ME ODV distribuir� volantini informativi sulla ME/CFS durante le lezioni del suo corso.

- CREAZIONE LOGO A SCOPO BENEFICO: raccolta fondi per la creazione di un logo che verr� utilizzato per aumentare la consapevolezza e la conoscenza della patologia. Il logo servir� inoltre alla la produzione di gadget proposti online (magliette, felpe, etc) il cui ricavato sar� destinato alla CFS/ME Associazione Italiana.
Link alla raccolta fondi: qui.

- BLUE SUNDAY ☕ 👗
TEA PARTY FOR M.E:.
15 maggio 2022
12:00 - 15:00*
🎗️Tira fuori il tuo migliore servizio da t�
🎗️ Indossa qualcosa di blu
🎗️ Mangia una o due fette di torta
🎗️Dona l'importo che pagheresti in un bar
🎗️Posta la foto del tuo piccolo tea party sui social media
🎗️Unisci ad altre persone online che stanno facendo lo stesso dalle loro case
*L'orario � flessibile e l'evento si tiene durante tutta la giornata. 12:00 - 15:00 � solamente l'orario in cui ci sar� pi� attivit� online.
Per info e donazioni: https://the-slow-lane.com/blue-sunday-2022/
#BlueSunday2022

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11 maggio 2022

CAMPAGNA MESSAGES OF HOPE

L'evento di sensibilizzazione del Bateman Horne Center si tiene oggi, un giorno prima della giornata mondiale di sensibilizzaione: qui.

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10 maggio 2022

VIDEO DI CFSITALIA

Il Forum CFSItalia ha creato questo piccolo video di sensibilizzazione per la giornata mondiale del 12 maggio: i medici incoraggiano i pazienti.

Inoltre � sempre disponibile il libricino "In Poche Parole...quelle dei malati CFS/ME", che si pu� trovare qui.  

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9 maggio 2022

VIDEO DELLA WOLRD ME ALLIANCE

Oggi � uscito il video (poco meno di 2 minuti) della World Me Alliance, in vista del 12 maggio.

Lo trovate su YouTube.
Ma anche su FB. E su Twitter.

Chiediamo di diffondere, e possibilmente proprio dalla "fonte primaria", ovvero dai link in questione.
Grazie a chi lo far�.



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8 maggio 2022

EVENTO A BOLZANO PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA ME/CFS

Gioved� 12 maggio, dalle ore 17:00, Piazza Silvius Magnago (accanto ai palazzi provinciali).
Rilascio di palloncini ecologici BLU in solidariet� con i malati ME/CFS. La sera: illuminazione BLU dei palazzi provinciali - LightUpTheNight4M.E.

Vedi comunicato stampa completo (in italiano e in tedesco) sulla nostra pagina FB.

Ringraziamo Lisa Weis per l'organizzazione dell'iniziativa.

Aggiunta successiva: visitate la nostra pagina Instagram, per le foto.

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7 maggio 2022

COMINICATO STAMPA DEL PROF TIRELLI IN VISTA DEL 12 MAGGIO

Qui trovate il comunicato stampa del professor Tirelli in vista della giornata mondiale della ME/CFS il 12 maggio.

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6 maggio 2022

CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE #LoQueTeRobaLaEMfermedad

Segnaliamo questa campagna di sensibilizzazione di un'associazione spagnola con i "modelli" per partecipare, in inglese o in spagnolo: https://twitter.com/AsociacionPEM/status/1521927978711662594.

Il tema � "prima e dopo", e qui trovate un esempio di quello che si intende.
Questi gli hashtag da usare:
#EMsfc12Mayo #LoQueTeRobaLaEMfermedad #MEcfs12May #WhatTheDiseaseStealsFromME

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5 maggio 2022

PIRIDOSTIGMINA PER LA ME/CFS: UNO STUDIO

� uscito l�annunciato articolo del gruppo del dottor Systrom sul Mestinon (piridostigmina) -
"Disregolazione neurovascolare e intolleranza acuta all'esercizio fisico nella ME/CFS: uno studio randomizzato e controllato con placebo sulla piridostigmina" (Joseph, et al.):

Interpretazione dei risultati: La piridostigmina migliora il VO2 (l�assorbimento dell�ossigeno) di picco nella ME/CFS aumentando la portata cardiaca e la pressione di riempimento del ventricolo destro. Il peggioramento del picco di VO2 da sforzo, output cardiaco e RAP (pressione atriale destra) dopo il placebo pu� segnalare l'inizio del malessere post-sforzo. Suggeriamo una disregolazione neurovascolare trattabile alla base dell'intolleranza acuta all'esercizio nella ME/CFS.

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4 maggio 2022

MAY MOMENTUM 2022

Cn maggio si apre la campagna #MayMomentum della Open Medicine Foundation: Qui c'� la pagina relativa. Qui c'� il video di Giada Da Ros, prresidente di questa associazione, in supporto della campagna.

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2 maggio 2022

CONCORSO FOTOGRAFICO 12ME.

Un'associazione belga di ME/CFS ha lanciato un concorso fotografico rivolto a pazienti e caregiver  in prospettiva della giornata mondiale di ME/CFS: qui.


Con il traduttore di Google dall'oandese:
 
Per puntare i riflettori sulla Giornata internazionale di sensibilizzazione sulla ME/CFS, 12ME sta organizzando un concorso fotografico online!
Scatta una bella foto con il tuo smartphone di qualcosa che ti tocca, qualcosa che caratterizza il tuo ambiente o qualcosa che ha un significato per te. La foto mira a fornire una visione artistica del tuo ambiente come paziente ME/CFS. Naturalmente sono invitati a partecipare anche i caregiver di pazienti con ME/CFS con talento fotografico.
Puoi scrivere un breve testo con la tua foto di massimo 280 caratteri (la lunghezza di 1 tweet) per fornire informazioni aggiuntive. Poi pubblichi il tutto sui social media (Facebook, Twitter o Instagram) con l'hashtag #foto12ME. Su Facebook � importante rendere pubblico il tuo post in modo che anche i non amici possano vederlo. Chiunque cerchi l'hashtag vedr� immediatamente tutte le voci.
Chi preferisce rimanere anonimo, non utilizza i social media o ha un account Facebook o Instagram privato, pu� inviare la propria richiesta a michiel@12me.be e la pubblicheremo sulla pagina Facebook di 12ME. Successivamente creeremo un album di riepilogo con tutte le voci sul nostro sito Web 12ME, Facebook e Instagram.
Il concorso inizia oggi, 1 maggio. Presto pubblicheremo un esempio di invio che dar� il via all'azione. Il 12 maggio, nella Giornata internazionale della ME/CFS, sceglieremo come vincitrice la foto pi� bella, creativa o profonda. Ricever� quindi un pacco con una bella roba 12ME.
In bocca al lupo!

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30 aprile 2022

LA TEORIA DEI CUCCHIAI

La tepria dei cucchiai
o spoon theory: che cos'� e come pu� aiutare le persone con malattia cronica: qui trovate un articolo in proposito. Qui trovate anche un piccolo film in proposito, This is ME, di Josh Pickup (2019)

N.B. L'associazione non intrattiene alcun legame con l'autrice e la community dell'articolo. Riportiamo l'articolo a solo scopo informativo perch� ci siamo resi conto che molti pazienti la trovano utile, ma tanti non la conoscono.

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29 aprile 2022

COME RACCONTARE LA PROPRIA STORIA

#MEAction qualche giorno fa ha tenuto una lezione per i pazienti su come raccontare la propria storia in modo efficace (in inglese). D� regole chiare e precise con degli esempi, ma anche con un inquadramento teorico.
Di seguito trovate il link alla la pagina con il video della lezione, le slide, una pagina sule informazioni essenziali su CFS/ME e long-COVID e delle istruzioni di base per come preparare e condividere un video per il 12 maggio: qui.

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28 aprile 2022

LA PAGINA PER CREARE POSTER PERSONALIZZATI PER IL WORLD ME DAY � ORA LIVE  - COSA CREERETE?

La comunit� della ME � particolarmente incredibile per una ragione: � attiva e impegnata. Questo � in parte dovuto alla necessit� - le persone con la ME/CFS hanno dovuto far sentire la propria di voce, dal momento che altri membri della societ� non hanno fatto sentire la loro. Ma � anche uno dei nostri pi� grandi punti di forza.
Mostrare quante persone sono colpite dalla ME, e la ricchezza della conoscenza che possiedono insieme alle loro famiglie, a chi si prende cura di loro, agli amici e ad altri sostenitori � necessario per creare un cambiamento.

A questo fine, la World ME Alliance e Ie organizzazioni che ne fanno parte, inclusa la CFS/ME Associazione Italiana odv, lanciano una nuova pagina per creare poster personalizzati prima della Giornata Mondiale della ME (World ME Day) il 12 maggio.
 
Crea il tuo poster insieme a migliaia di altri questo World ME Day.

Ci sono molti modelli tra cui scegliere - puoi usare quelli standard, scegliere di sostenere una specifica organizzazione con il tuo poster, o sceglierne uno in una lingua diversa dall'inglese. Ogni poster che crei pu� anche essere esposto sul sito web della Giornata Mondiale della ME.
� semplice, dovete solo scegliere il vostro modello preferito, aggiungere un testo o una foto (o entrambi) e cliccare su salva (�save�)! Poi condividete il vostro poster sui social media.

Come parte del tema #LearnFromME (ImparaDallaME) ti viene chiesto di usare la tua esperienza per evidenziare un aspetto della ME che dovrebbe essere ben conosciuto.
Quest'anno l'Alliance vuole rivolgersi in particolare agli operatori sanitari e ai politici, quindi considerate di inviare il vostro poster, se potete, direttamente a qualcuno in una posizione di potere.

Non vediamo l'ora di vedere cosa la nostra comunit� ha da dire nella prima Giornata Mondiale della ME!

Date sfogo alla vostra creativit� cliccando qui.


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27 aprile 2022

THIENE (VI): I MALATI INVISIBILI

Girolamo Carollo, presidente della CFS/ME odv, nonch� nostro socio � stato intervistato da TVA su ME/CFS come malattia invisibile. Guarda qui.

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26 aprile 2022

ALTERAZIONE DEL VOLUME E DELLO SPESSORE CORTICALE NELLA ME/CFS

Un nuovo studio australiano si concentra sull' alterazione del volume e dello spessore corticale nell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (Thapaliya et al., 2022)

Conclusione: Il nostro studio ha rilevato un volume e uno spessore corticale significativamente ridotti nei pazienti ME/CFS rispetto agli controlli sani. Abbiamo trovato che il volume dell'amigdala fosse significativamente pi� alto nei pazienti ME/CFS. Abbiamo anche osservato che il volume corticale e le relazioni di spessore erano anormali nelle regressioni con misure cliniche e autonomiche. Nel complesso, i nostri risultati suggeriscono alterato volume corticale e spessore nei pazienti di ME / CFS rispetto ai controlli sani.

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23 aprile 2022

INIZIATIVA SOLIDALE "NASTRO BLU" 💙🎗️

In vista del 12 maggio 2022, Giornata Internazionale della consapevolezza della CFS/ME, proponiamo spille e ciondoli con il nastro blu,  simbolo internazionale di lotta alla sindrome da fatica cronica/encefalomielite mialgica.

👉 Tutto il ricavato sar� devoluto alla CFS/ME Associazione Italiana, a favore delle persone malate di CFS/ME.
 
Offerta minima: 10 � (spedizione compresa).
Per info: 3282422289
Per donazioni:
c/c n. 0740009430 1H  
presso BANCA INTESA SAN PAOLO,
ABI 03069;
CAB 64773;
IBAN IT58M0306964773074000094301 
intestato alla CFS/ME ASSOCIAZIONE ITALIANA
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21 aprile 2022

KUDOBOARD PER MIKE HARLEY

Un socio ci segnala questa iniziativa di riconoscenza verso Mike Harley, importante supporter della comunit� ME/CFS.
Mike ha corso 27 maratone in ciascuno dei paesi dell'UE per sensibilizzare e raccogliere fondi per la ricerca sulla ME/CFS.
Creando un account gratuito sulla piattaforma Kudoboard � possibile lasciare una cartolina di ringraziamento per il suo impegno: qui.


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20 aprile 2022

DIFFERENZE DI SESSO ALLA BASE DEGLI ADATTAMENTI NEUROENDOCRINI PER LA ME/CFS

Il gruppo di Chris Armstrong ha appena fatto uscire un nuovo studio sulle differenze di sesso alla base degli adattamenti neuroendocrini rilevanti per l�encefalomielite mialgica / sindrome da fatica cronica (Thomas et al., 2022)

Conclusione. C'� una chiara evidenza di un dimorfismo sessuale per quanto riguarda la prevalenza (preponderanza femminile 3:1), i fenotipi clinici e le cause eziologiche prima dell'insorgenza dei sintomi della ME/CFS. Gli eventi endocrinologici, in particolare quelli nel corso della vita femminile, sono associati alla ME/CFS e comprendono fluttuazioni del ciclo mestruale riproduttivo, gravidanza, post-partum e perimenopausa. Inoltre, ci sono prove per il sesso gonadico, che nella NE/CFS siano implicati lo stress surrenale e i sistemi neuroendocrini renali, compresi i cambiamenti negli estrogeni, nei composti del progesterone, nell'aldosterone e nei livelli di cortisolo, di cui ci sono accertate differenze di sesso. Gli ampi effetti degli ormoni steroidei sui sistemi fisiologici possono anche attestare la diversit� della sintomatologia ME/CFS osservata nei pazienti. Occorre prestare ulteriore attenzione al sesso, all'et� e alla biologia degli steroidi nella ME/CFS.

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13 aprile 2022

POSSIBILE TEST DIAGNOSTICO DONA SPERANZA AI PAZIENTI

Il gruppo di Karl Morten ad Oxford ha fatto uscire oggi un comunicato stampa sul loro nuovo studio in cui affermano che riescono a separare i pazienti ME/CFS gravi dai controlli sani con un'accuratezza del 100%. I meno gravi sono il prossimo passo.

Nel comunicato stampa (che potete leggere qui) si dice �grazie all�uso di approcci statistici e di apprendimento automatico, il dottor Karl Morten e i suoi colleghi hanno identificato una serie di variabili tra cui i micro RNA delle cellule del sangue e delle piccole vescicole extracellulari che possono distinguere un gruppo di pazienti ME/CFS gravi dai controlli sani con una precisione del 100%. Questi due gruppi non possono essere facilmente separati da un esame del sangue standard. I test standard ritornano negativi per il gruppo gravemente malato. Il loro prossimo passo � applicare questo approccio a pazienti ME/CFS lievi e moderatamente affetti con diversi livelli di disabilit� e confrontarli con altri gruppi di malattie cos� come con i controlli sani. Questo determiner� se abbiamo un potenziale pannello di biomarcatori che potrebbe essere usato per sviluppare un test diagnostico�.

Qui l�articolo dello studio (Gonz�lez-Cebri�n et al.).

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10 aprile 2022

LA ME/CFS IN TV (3 di 3)

� ora disponibile sul sito di #MEAction la terza parte dell'articolo di Giada Da Ros, presidente di questa associazione, sulla MECFS in televisione. In questa parte parla dell�esperienza sua e del professor Umberto Tirelli sugli schermi italiani, e lo propone come un modello virtuoso: qui.


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8 aprile 2022

PARTECIPA A  #LearnFrom ME

Partecipate alla campagna della World ME Alliance #LearnFromME (ovvero ImparaDaME) per il 12 maggio inviando un piccolo video (15 secondi o meno): i contributi vanno mandati entro il 24 aprile e verranno uniti per farci una sorta di film. Vanno bene anche in italiano (aggiungeranno i sottotitoli).

Traduciamo dal link che poi vi indichiamo sotto:

La World ME Alliance lancia la prima Giornata Mondiale della ME, e ci stiamo chiedendo "cosa pu� il mondo #LearnFromME?"
Sappiamo che per troppo tempo lo stigma ha avuto un impatto sulle cure che le persone con la ME ricevono, e ha portato a una mancanza globale di fondi per la ricerca su questa malattia. Senza ricerca, non abbiamo modo di far progredire la nostra comprensione di questa malattia o di trovare nuovi trattamenti. Questo costringe le persone con la ME a vivere ai margini della societ�.
Vogliamo usare questa Giornata Mondiale della ME per condividere la realt� di vivere con questa malattia, per raggiungere i professionisti della salute e per riunire organizzazioni e individui, chiedendo al mondo di #LearnFromME.
Gli impatti della pandemia di COVID-19 portano una rinnovata attenzione sulle patologie post-virali, e dobbiamo cogliere questa opportunit� per creare progresso per le persone con la ME, quelle con Long-Covid e molte altre malattie post-virali.

ISTRUZIONI

Filmati dicendo:
I learnt that [�].  Will you learn from ME?�
Oppure in italiano
Ho imparato che�Vuoi imparare da ME? oppure Imparerai dalla ME?

Consigli per fare un buon filmato
- Riprendi il tuo video in orizzontale
- Posiziona la videocamera o il telefono su una superficie stabile, o chiedi a un amico di tenerla per te
- Prenditi il tuo tempo e parla lentamente
- Abbi cura che la fonte di luce, come una finestra o una lampada, sia di fronte a te. (Ma non se hai problemi di sensibilit� alla luce).

Il video si deve poi caricare a questo link, indicando nome, mail e �yes� alla richiesta di utilizzo del video.

I primi tre esempi fra quelli che indicano:
Ho imparato che le persone con ME hanno una qualit� di vita media pi� bassa delle persone con cancro, diabete o malattie cardiache. Vuoi imparare da ME?"
"Ho imparato che non esiste un trattamento universalmente efficace o una cura per la ME. Vuoi imparare da ME?
"Ho imparato che un virus leggero pu� lasciare qualcuno allettato con la ME per decenni. Imparerai dalla ME?"

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3 aprile 2022

METABOLOMICA PLASMATICA ALTERATA NELLA ME/CFS

La metabolomica plasmatica rivela una risposta e un recupero dopo l'esercizio fisico massimale alterati nella ME/CFS in un nuovo studio del team di Maureen Hanson centro di ricerca collaborativa alla Cornell (Germain et al., 2022): qui il link allo studio, sotto la traduzione dell'abstract.

Il malessere post-sforzo (PEM) � un sintomo caratteristico dell'Encefalomielite Mialgica/Sindrome da Fatica Cronica (ME/CFS). Abbiamo monitorato l'evoluzione di 1.157 metaboliti plasmatici in 60 casi di ME/CFS (45 femmine, 15 maschi) e in 45 soggetti di controllo sani (30 femmine, 15 maschi) prima e dopo due prove da sforzo cardiopolmonare massimale (CPET) separate da 24 ore, con l'intento di provocare la PEM nei pazienti. Quattro momenti temporali hanno permesso l'esplorazione della risposta metabolica alla capacit� massima di produrre energia e il modello di recupero dei casi  di ME/CFS rispetto al gruppo di controllo sano. Il confronto con i valori di base ha identificato diversi metaboliti significativamente diversi, insieme a una percentuale arricchita di composti ancora da identificare. Inoltre, le misure temporali hanno dimostrato una maggiore disparit� metabolica tra le coorti, compresi i metaboliti sconosciuti. Gli effetti dello sforzo nella coorte con ME/CFS hanno evidenziato prevalentemente percorsi legati ai lipidi e all'energia e cluster di strutture chimiche, che sono stati influenzati in modo diverso dalla prima e dalla seconda sessione di esercizi. Il periodo di recupero di 24 ore era distinto nella coorte ME/CFS, con oltre un quarto dei percorsi identificati statisticamente diversi. I percorsi che sono unicamente diversi 24 ore dopo una sfida di esercizio forniscono indizi di interruzioni metaboliche che portano alla PEM. Si � osservato che numerosi dei percorsi alterati dipendono dal metabolismo del glutammato, un componente cruciale per l'omeostasi di molti organi del corpo, compreso il cervello.

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30 marzo 2022

FACCIAMO PARTE DELLA WORLD ME ALLIANCE

LA CFS/ME Associazione Italiana odv fa ora parte della World ME Alliance. Qui la pagina che annuncia il nostro ingresso nell'Alleanza. 

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28  marzo 2022

MIKE HARLEY A ROMA

Mike Harley � un atleta che ha percorso diverse maratone sensibilizzando sulla ME/CFS e raccogliendo fondi per la ricerca per Invest in ME. La sfida era di correre in tutti e 27 i Paesi dell'Unione Europea.

Il 4 marzo 2020 informavamo che, a causa del COVID-19, la maratona di Roma in cui doveva correre Mike era saltata. Il 27 marzo Mike finalmente � riuscito a correre a Roma, per la sua ultimisima maratona della sfida, e noi, insieme ad atri pazienti e volontari siamo stati  l� ad accoglierlo. Per la causa ha raccolto quasi 44,000 sterline.

 Qui Mike aveva intervistato alcuni pazienti italiani. Qui il sito della sfida. Qui i suo profilo Twitter. dove potete vedere anche foto e filmati.
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14 marzo 2022

LA CAMPAGNA #IamHere

La Societ� tedesca per la ME/CFS (Deutsche Gesellschaft f�r ME/CFS), in collaborazione anche con Millions Missing Germany, con la Societ� austriaca di ME/CFS, la Societ� di ME & CFS Svizzera e altri, ha appena lanciato una campagna per la giornata internazionale della ME/CFS, dal nome #IamHere.
Chiedono ai pazienti di inviare una propria foto del solo viso (preferibilmente in alta risoluzione) e una dichiarazione personale relativa alla patologia (una sola frase!), e di inviarle entro il 28 aprile a IamHere@dg.mecfs.de

Se desiderate essere citati per nome nella foto o nella dichiarazione, dovete indicarlo (ad esempio, nome e cognome, o nome con la prima lettera del cognome). Le dichiarazioni, ho chiesto specificatamente, possono essere mandate in tedesco, ma anche in inglese e poi le traducono loro in tedesco.
Questi ritratti e dichiarazioni, sotto la comune etichetta #IamHere verranno esposti al Volkstheater Wien (quindi al Teatro popolare di Vienna), e se possibile anche in altri luoghi, in occasione del 12 maggio.

Al questo link il thread di Twitter che spiega la cosa (in tedesco).

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11 marzo 2022

UN'IPOTESI SUI MECCANISMI PATOLOGICI DELLA ME/CFS

Prospettiva: Attingere ai risultati della malattia critica per spiegare l'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica:
qui l'articolo, sotto la traduzione delle conclusioni.

Conclusioni:
Decenni di ricerca nel campo della medicina delle malattie critiche hanno dimostrato che in risposta allo stress di una grave infezione o lesione, il sistema vascolare, l'intestino, gli assi endocrini e la funzione degli ormoni tiroidei subiscono profonde alterazioni. Le interconnessioni auto-rinforzanti tra questi meccanismi patofisiologici e i "cicli viziosi" che coinvolgono le citochine e l'infiammazione possono perpetuare la malattia indipendentemente dall'infezione o dalla lesione grave iniziale. Senza escludere possibili fattori genetici o ambientali predisponenti, proponiamo che i meccanismi patologici - e le interconnessioni tra loro - che impediscono il recupero di alcuni pazienti gravemente malati possano anche essere alla base della ME/CFS. Questa proposta iniziale � in linea e completa diverse ipotesi esistenti sulla patogenesi della ME/CFS. Se questa ipotesi viene convalidata, le prove di trattamento del passato per la malattia critica possono fornire una strada per una cura per la ME/CFS. Certamente, date le somiglianze descritte sopra, una collaborazione attiva tra i ricercatori della malattia critica e della ME/CFS potrebbe portare a una migliore comprensione non solo di entrambe le condizioni, ma anche per PICS, long-COVID, PACS e fibromialgia.


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10 marzo 2022


IL GRUPPO DI INTERESSE PARLAMENTARE SULLA MECFS EUROPEO SCRIVE ALLA COMMISSIONE EUROPEA

Segue la traduzione di un articolo che trovate qui in originale.

Il gruppo di interesse parlamentare europeo sull'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) ha scritto due lettere alla Commissione europea. Una � stata indirizzata a Stella Kyriakides, commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare. L'altra � stata inviata alla Direzione generale per la salute e la sicurezza alimentare (DG SANTE). Entrambe le lettere evidenziano la mancanza di azioni intraprese dopo l'adozione della risoluzione sulla ME/CFS da parte del Parlamento europeo nel giugno 2020.

Entrambe le lettere sono state iniziate dal membro del Parlamento europeo (MEP) Pascal Arimont e firmate da undici MEP di diversi gruppi politici.
La lettera indirizzata alla commissaria europea Kyriakides evidenzia la mancanza di progressi sul tema della ME/CFS. La Commissione europea ha annunciato uno studio di scoping per indagare se la ME/CFS e altre patologie poco studiate possano essere incluse nei futuri programmi di lavoro di Horizon Europe. Tuttavia, non c'� ancora una data di inizio ufficiale per lo studio di scoping e c'� gi� stato molto ritardo anche nell'annunciare questo passo.

Gli undici parlamentari europei chiedono una rete europea per la ricerca biomedica sulla ME/CFS. Questa rete potrebbe basarsi sulle esperienze di EUROMENE e portare alla creazione di un Centro Europeo di Eccellenza per la ME/CFS per guidare la creazione di centri regionali negli Stati membri. La lettera chiede uno scambio personale con la Commissaria Kyriakides per discutere queste questioni in presenza di rappresentanti dei pazienti e ricercatori interessati.

La lettera alla DG SANTE chiede informazioni sulla possibilit� di includere la ME/CFS nella Rete Europea di Riferimento (ERN) per le malattie neurologiche. Sebbene la ME/CFS non sia una malattia rara, i medici con esperienza nella diagnosi e nel trattamento della malattia sono scarsi. I pazienti trarrebbero grande beneficio da una rete che permetterebbe ai pochi medici specializzati in ME/CFS di condividere le conoscenze e di promuovere la ricerca scientifica.

Infine, si � tenuto un incontro preliminare tra il deputato Pascal Arimont, i ricercatori della ME/CFS, EMEC e i rappresentanti della Federazione europea delle industrie e delle associazioni farmaceutiche (EFPIA). EMEC ha chiesto se ci sono stati rapporti interni sulla ME/CFS e indagini sul potenziale di mercato all'interno delle aziende farmaceutiche. La EFPIA ha detto che inoltrer� questa domanda ai suoi membri. Ha aggiunto che le piacerebbe molto organizzare una tavola rotonda e invitare esperti dei loro membri per far partire la conversazione.


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6 marzo 2022

LA ME/CFS IN TV (2 di 3)


Ora sul sito di #MEAction � disponibile il secondo articolo di Giada Da Ros, presidente di questa associazione, che esamina la CFS/ME in TV.
Per la prima parte, si veda in data 29 gennaio.

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5 marzo 2022

PEROSSISOMA INDAGATO DELLA CFS/ME

� appena uscito l�articolo sul pi� grande studio di metabolomica mai svolto su pazienti di CFS/ME, quello di Ian Lipkin del centro di ricerca finanziato dai NIH (Istituti Nazionali di Sanit� americani). Sono stati presi in considerazione 197 pazienti e 888 metaboliti. E sono state presentate le maggiori prove di disfunzione mitocondriale che si siano avute finora.

Sotti i riflettori c�� un piccolo ma significativo organello che non � mai stato preso in considerazione prima, rispetto alla CFS/ME, il perossisoma: aiuta a mantenere le membrane cellulari, riduce lo stress ossidativo e scompone gli acidi grassi a catena molto lunga in intermedi metabolici che i mitocondri possono utilizzare per produrre ATP. E gli autori dello studio pensano che nella CFS/ME i perossisomi non riescano a svolgere proprio quest�ultima funzione.

Tre cose portano sospettare dei perossisomi: livelli di plasmalogeno impoveriti, alti livelli di trigliceridi insaturi e carnitine ridotte.
I ridotti livelli di carnitina sembrano contribuire all'accumulo di trigliceridi a catena lunga nei pazienti ME/CFS che, nell'ambiente ricco di stress ossidativo presente nella ME/CFS, stanno probabilmente emettendo sostanze che compromettono il funzionamento mitocondriale. Questo � uno dei numerosi studi che hanno trovato bassi livelli di carnitina nella ME/CFS.

Bassi livelli di fosfatidilcoline insature (PC) probabilmente compromettono anche l'integrit� strutturale delle membrane cellulari e interrompono il flusso di proteine attraverso la membrana mitocondriale - compromettendo cos� il funzionamento mitocondriale.
Bassi livelli di colina possono indirettamente compromettere il funzionamento mitocondriale e influenzare il funzionamento del sistema nervoso autonomo.

Gli autori hanno trovato riduzioni in quattro metaboliti, e un aumento dei livelli di tre, tutti che compromettono il funzionamento mitocondriale. Inoltre i livelli aumentati di due intermedi nel ciclo di Krebs o di produzione di energia aerobica suggeriscono che qualcosa � andato storto nel complesso processo di produzione di ATP.

Se ne parla qui.

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1� marzo 2022

DECIMO ANNICERSARIO PER LA OMF

La OMF ha realizzato un video commemorativo per il loro decimo anniversario. Giada Da Ros, presidente di questa associazione, � onorata di essere stata inclusa nel video.

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20 febbraio 2022

AUDIZIONE AL PARLAMENTO TEDESCO

Questa settimana si � svolta l'audizione a seguito della petizione SIGN for MECFS presso il Bundestag.
Hanno partecipato all'incontro il principale firmatario della petizione, Daniel Loy, e la Prof.ssa e  Dott.ssa Scheibenbogen dell'Ospedale Universitario Charit� - Universit�tsmedizin Berlin. La
Deutsche Gesellschaft f�r ME/CFS  ha preparato un riassunto dell'audizione una trascrizione (in tedesco): qui.

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19 febbraio 2022

ME/CFS: CAUSE, CARATTERISTICHE CLINICHE E DIAGNOSI

Qui � possibile scaricare gratuitamente un libricino in inglese (con la copertina realizzata da un paziente), dal titolo "ME/CFS: cause, caratteristiche cliniche e diagnosi", che raccoglie alcuni articoli.

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18 febbraio 2022

DO YOU HAVE ME: SIAMO PARTNER DELLA CAMPAGNA MEDIATICA DI SENSIBILIZZAZIONE SULLA ME/CFS

La nostra associazione insieme alla CFS / ME - Organizzazione di Volontariato � diventata partner globale della campagna mediatica "Do you have me", per informare e sensibilizzare il pubblico sulla ME/CFS e il long-COVID.
 
👉 Visita il sito: www.doyouhaveme.com

💙 Fai una donazione: qui.

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10 febbraio 2022

REVISIONE SISTEMATICA E META-ANALISI DEL DETERIORAMENTO COGNITIVO NELLA ME/CFS

Sotto trovate la traduzione dell'abstract di un articolo (Sebaiti et al, 2022) sull'artgomento di cui al titolo.

L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � comunemente associata a disturbi cognitivi. Per far emergere la sintomatologia neuropsicologica inerente alla ME/CFS, abbiamo condotto una revisione sistematica della letteratura secondo le linee guida PRISMA e MOOSE attraverso l'analisi di 764 studi pubblicati tra il 1988 e il 2019 utilizzando il sito PubMed Central e la piattaforma di analisi Clarivate. Abbiamo eseguito una meta-analisi per delineare un'idea del profilo neuropsicologico inerente alla ME/CFS. Il quadro clinico colpisce tipicamente la memoria immediata visuo-spaziale (g = - 0.55, p = 0.007), la velocit� di lettura (g = - 0.82, p = 0.0001) e il gesto grafico (g = - 0.59, p = 0.0001). L'analisi ha anche rivelato difficolt� in diversi processi inerenti alla memoria verbale episodica (memorizzazione, recupero, riconoscimento) e alla memoria visiva (recupero) e una bassa efficienza nelle abilit� attenzionali. Le funzioni esecutive sembravano essere poco o per nulla influenzate e le funzioni strumentali apparivano costantemente conservate. Per quanto riguarda la complessit� e l'eterogeneit� del fenotipo cognitivo, risulta che la determinazione di un solido quadro clinico del profilo cognitivo della ME/CFS deve passare attraverso un esame neuropsicologico che permetta una valutazione completa integrando la nozione di accordo tra la scelta e il numero dei test e la complessit� intrinseca alla patologia.

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8 febbraio 2022

UN GRUPPO-
DI-INTERESSE PARLAMENTARE PER LA ME/CFS

Quanto segue � la traduzione in italiano dell�articolo che trovate a questo link.

Il 28 gennaio 2022, si � tenuta la prima riunione di un nuovo gruppo di interesse parlamentare sull'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS). Organizzato da Pascal Arimont, il gruppo permetter� una collaborazione pi� strutturata sui temi riguardanti la patologia ME/CFS in seno al Parlamento europeo.
L'incontro ha riunito rappresentanti dei pazienti, membri del Parlamento Europeo (MEPs) e scienziati per discutere come gli obiettivi della risoluzione europea sulla ME/CFS, possano essere raggiunti.

Gli eurodeputati Pascal Arimont, Cindy Franssen e Radan Kanev hanno partecipato all'incontro mentre Alex Bernhuber, Jordi Ca�as e G�nther Sidl erano rappresentati da un loro assistente. Altri parlamentari non hanno potuto partecipare ma hanno indicato di essere interessati a future riunioni e azioni di questo nuovo gruppo di interesse sulla ME/CFS. � stato inviato loro un riassunto dell'incontro.

La professoressa Carmen Scheibenbogen del Charit� di Berlino ha fatto una panoramica dello stato attuale della ricerca sulla ME/CFS in Europa. Ha spiegato che la COST Action EUROMENE (2015-2021) � un'importante iniziativa con 21 paesi partecipanti. Questa rete di ricercatori ha pubblicato 14 documenti congiunti che includono linee guida cliniche per la ME/CFS. Tuttavia, c'erano meno ricercatori di ME/CFS in Europa di quanti se ne aspettassero.

I ricercatori di ME/CFS Prof. Jonas Bergquist, Dr. Eliana Lacerda, e Dr. Luis Nacul hanno partecipato all'incontro per rispondere a ulteriori domande. Hanno indicato che EUROMENE � stato utile per stabilire una rete interattiva ma che ora deve essere utilizzato per la ricerca biomedica. Sono necessarie sovvenzioni specifiche per la ricerca per raggiungere questo obiettivo, e questo attualmente manca in Europa. Il Prof. Bergquist ha spiegato che, finora, il suo centro di ricerca per la ME/CFS a Uppsala � interamente finanziato da donazioni dagli Stati Uniti e dal crowdfunding. Le richieste di finanziamento europeo non hanno avuto successo.
EMEC � stata rappresentata all'incontro da Joachim Hermisson, padre di una ragazza con una ME/CFS molto grave. Nella sua presentazione ha spiegato come l'Europa stia rimanendo indietro rispetto a Stati Uniti, Canada e Australia nel sostenere la ricerca sulla ME/CFS. Finora, non un solo studio biomedico sulla ME/CFS � stato finanziato con fondi europei.

La Commissione europea ha promesso uno "studio di scoping" per indagare come la ME/CFS e altre patologie poco studiate possano essere incluse in futuri programmi di lavoro di Horizon Europe. Sebbene questo sia un progetto utile, dopo molti ritardi, non c'� ancora una data ufficiale di inizio.
Il tempo previsto per dei risultati non corrisponde alle urgenti necessit�. A causa della pandemia di COVID-19, il numero di casi di ME/CFS sta aumentando rapidamente. Secondo EMEC, lo studio di scoping non pu� essere l'unica misura presa in una tale crisi di salute pubblica.

EMEC ha detto che la possibilit� di una rete di riferimento europea (ERN) per la ME/CFS o iniziative simili dovrebbero essere ulteriormente esplorate. Sebbene la malattia sia prevalente, la competenza medica sulla ME/CFS � rara. La maggior parte dei pazienti non ha accesso a un medico che capisca la loro malattia. EMEC ha offerto diverse raccomandazioni su ci� che gli eurodeputati possono fare per assicurarsi che la risoluzione sulla ME/CFS porti a risultati tangibili.

Il deputato Arimont � stato d'accordo e ha suggerito una breve lista di iniziative da intraprendere per ulteriori azioni. Il nuovo gruppo di interesse parlamentare contatter� il servizio responsabile della Commissione europea. Esplorer� anche la possibilit� che venga preparato un incontro con i rappresentanti dell'industria farmaceutica per vedere quali ostacoli esistono attualmente per iniziare test clinici sulla ME/CFS. Questo sar� ulteriormente discusso durante le prossime riunioni del gruppo di interesse parlamentare sulla ME/CFS.

EMEC desidera ringraziare il deputato Pascal Arimont, gli altri deputati e i ricercatori della ME/CFS per questo produttivo incontro.

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29 gennaio 2022

LA ME/CFS IN TV (1 di 3)

Sul sito di #MEAction � ora disponibile il primo di tre articoli scritti da Giada Da Ros, presidente di questa associazione, sulla MECFS e la TV: qui

L'argomento di questo articolo � su come l�iniziale dibattito televisivo sulla patologia abbia messo in discussione le politiche governative e sfidato le concezioni su come intendiamo malattia e medicina.


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22 gennaio 2022

INCONTRO CON LA MINISTRA DELLA DISABILIT�

Sabato 22 gennaio 2022 abbiamo incontrato virtualmente la ministra Erika Stefani e l'assessora della Regione Veneto Manuela Lanzarin grazie all'organizzazione del Centro di Servizi al Volontariato di Vicenza.

Il collegamento telematico ha dato modo a diversi pazienti ME/CFS, all'avvocata Ilaria Spiller ed ai presidenti Girolamo Carollo e Giada Da Ros di ascoltare ed intervenire via chat sottolineando la situazione degli ammalati ME/CFS e l'aumento del loro numero a causa del Covid 19.

La direttrice del CSV ha nominato la ME/CFS fin dalla presentazione grazie alle considerazioni che i soci hanno scritto al momento dell'iscrizione al convegno.
Le associazioni vicentine presenti erano molte ed ognuna con le proprie richieste articolate tanto che la ministra non � riuscita a rispondere ai nostri quesiti ma ha notato soprattutto l'aspetto cronico della ME/CFS sottolineato dai pazienti ed ha "promesso" di parlarne con il Ministero della Salute.
Sar� ora nostra cura cercare di avere un incontro con lei per presentarle le richieste delle nostre associazioni.

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20 gennaio 2022

IL DOCUMENTO DELLA MAYO CLINIC DISPONIBILE ORA IN ITALIANO

Sotto "pubblicazioni" qui sul sito trovate ora il documento sulle informazioni essenziali di diagnosi e di gestione della ME/CFS pubblicato su Mayo Clinic Proceedings.

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18 gennaio 2011

RIP: SASSOLI, PIZZIGALLO, TOMPKINS

Purtroppo gennaio ha visto la notizia della morte di diverse persone che hannp avuto un impatto nel mondo della ME/CFS in modo diversi.

Proprio oggi � stato annunciato che � mancato che � mancato Ronald G. Tompkins, che era il responsabile medico capo della Open Medicine Foundation (OMF) ed  co-direttore del Centro Collaborativo presso gli ospedali affiliati ad Harvard sponsorizzati dalla OMF.
Su FB la OMF ha lasciato un ricordo. Scrivono, fra le altre cose:
"Ronald Tompkins era un leader nella comunit� di ricerca sulla ME/CFS e un caro amico per tutti. Impegnando la sua vita nella ricerca e nella scienza, il brillante lavoro di Ronald Tompkins � stato fondamentale per aiutare la vita di innumerevoli persone. Dopo aver conseguito un dottorato in ingegneria chimica al Massachusetts Institute of Technology (MIT) e aver completato la sua specializzazione in chirurgia ad Harvard nel 1987, � stato capo dei servizi per traumi e ustioni al Massachusetts General Hospital e capo del personale dello Shriners Hospital di Boston per 22 anni ed � stato professore di chirurgia Sumner M. Redstone alla Harvard Medical School".

C'� una bacheca su cui si pososno lasciare le proprie condoglianze: qui.

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Abbiamo appreso con grande dispiacere della scomparsa alla fine dell'anno del prof. Eligio Pizzigallo. uno dei massimi esperti di CFSME, con cui negli anni abbiamo spesso collaborato. Era, anche umanamente, un gran signore. Qui un articolo sulla sua dipartita.
Di seguito vi mettiamo i link a una serie di interventi fatti da lui negli anni sulla CFS/ME. 

- Nel 2006 in occasione del convegno al CRO di Aviano viene intervistato: parte 1parte 2.

- in occasione della presentazione del documento di indirizzo di AGENAS:parte 1parte 2.

- Su Medicina e Informazione dal minuto 9.50: qui.

- in occasione del convegno di Thiene: qui.

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Agli inizi di gennaio � scoparso David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo, uno dei primi a dare spazio alla CFSME in uno dei suoi programmi. Qui lo vediamo intervistare il prof. Tirelli alla fine degli anni '90.


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9 gennaio 2022

ATTIVAZIONE DEL DMN ANTERIORE COME POSSIBILE BIOMARCATORE DI PEM NELLA ME/CFS

Recentemente � stato pubblicato lo studio �L'esercizio submassimale provoca una maggiore attivazione del Default Mode Network anteriore durante lo stato di riposo come un biomarcatore di malessere post-sforzo nell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica�.
(Rahyan et al, 2021). Qui trovate il link. 

Cort Johnson in un suo post parla di questo studio e sotto trovate una specie di sintesi - �mezza traduzione� di quello che lui spiega.

Usando un test di esercizio in due giorni, i ricercatori Rayhan e Baraniuk, della Georgetown University, hanno scoperto che una parte del cervello che nelle persone sane si spegne dopo l�esercizio, si accende invece nelle persone con ME/CFS. Si tratta di una scoperta notevole perch� si � visto proprio l�opposto di quanto accade normalmente.

Gli autori hanno guardato al Default Mode Network. Che cos��? Chiamato in italiano anche "sistema della condizione di default" � una grande rete di zone del cervello che hanno una forte attivit� fra di loro, distinta da altre. Questa rete cerebrale � attiva quando una persona � a "riposo vigile" e non � concentrata sul mondo esterno, ma la mente fa una sorta di ruminazione, pensa a cosa sta succedendo, pensa agli altri, pensa a s� stesso, ma non pensa a qualcosa di specifico. La ruminazione � l'antitesi dell'azione. E la meditazione � l�opposto della ruminazione, spegne il DMN.

I ricercatori hanno visto che il DMN, che non era attivo pre-esercizio, si � attivato nel periodo post-esercizio nella ME/CFS � e lo propongono come possibile biomarcatore di PEM nella patologia. In particolare si � attivata la corteccia prefrontale mediale.

L�esercizio consisteva nell�andare in bicicletta per 25 minuti. E uno stato di sforzo "submassimale" � raggiunto quando un partecipante raggiunge una frequenza cardiaca calcolata al 70% della sua frequenza cardiaca massima e poi raggiunge l'85% della frequenza cardiaca massima necessaria per raggiungere la soglia anaerobica. Come ben sappiamo la soglia anaerobica � raggiunta prima dai pazienti rispetto ai controlli sani.

La misurazione dell�attivazione del DMN � stata fatta con delle risonanze magnetiche legate all�ossigeno, BOLD MRI, dove BOLD sta per blood oxygenation level-dependent (dipendente dal livello di ossigenazione del sangue). Le regioni del cervello che si sono attivate (pi� ossigenate) o inattivate (meno ossigenate) sono state identificate come nodi. Il danno a uno di questi nodi pu� compromettere il funzionamento dell'intera rete e l�idea � di cercare nodi specifici che potrebbero essere danneggiati nella ME/CFS.
Poich� il DMN deve essere spento affinch� l'azione abbia luogo, la sua attivazione nella ME/CFS ha reso i compiti pi� difficili da completare. Gli autori hanno chiamato il processo "task-related deactivation" (disattivazione collegata al compito).

Lo studio non ha misurato la ruminazione, quindi non si sa se si stava verificando, ma se avete pensieri di grande impeto o avete difficolt� a far calmare la vostra mente, come se non riusciste a trovare l�interruttore per spegnere il cervello, potreste star ruminando.

Potrebbero giocare un ruolo altri aspetti indicati dai risultati dello studio, come la riduzione dei flussi di sangue in generale, e in particolare alle regioni del cervello coinvolte con la regolazione del sistema nervoso autonomo, l'intercettazione, la percezione del dolore, il sonno e il movimento.

Anche se gli autori non l'hanno detto, l'esaurimento delle riserve energetiche e il malessere post-sforzo sembrano verificarsi come una forma di protezione, per cui l'evitamento dei compiti, l'interiorizzazione e l'isolamento avrebbero proprio il senso di proteggere il paziente.

Risultati similari si sono trovati nella malattia della guerra del Golfo, � possibile che l'attivazione DMN post-esercizio sia una caratteristica di tutte le malattie che presentano fatica e intolleranza allo sforzo.

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20 dicembre 2021

PATOFISIOLOGIA DELLA ME/CFS: PRESENTAZIONE DI ANTHONY KOMAROFF

Qui trovate il video, in inglese, della presentazione del prof. Anthony Komaroff sulla patofisiologia della ME/CFS al convegno di ottobre della Massachusetts ME/CFS & FM Association.

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13 dicembre 2021

REGALI SOLIDALI

In vista delle festivit� la CFSME Associazione Italiana propone dei regali solidali.

* CALENDARI

Formato Poster -
30 x 45 cm, stampato su carta ecologica. : Contributo: 13 � (comprensivi di spedizione) 💙 5 � saranno devoluti alla CFS/ME Associazione Italiana OdV. 
Formato Tavolo:
Contributo: 18 � (comprensivi di spedizione) 💙 5 � saranno devoluti alla CFS/ME Associazione Italiana OdV

Il calendario � realizzato da pazienti.
Le foto sono scattate da un fotografo con ME/CFS.

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Video di presentazione
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� Indicare il numero del manufatto e il proprio indirizzo di spedizione;
� Fare una donazione all'associazione mostrando prova dell'avvenuto bonifico (IBAN CFS/ME Associazione Italiana:IT58M030696477307400009430);
� Attendere la spedizione ( � possibile monitorarla grazie al numero di tracciabilit� che verr� fornito).

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9 dicembre 2021

SUNTO DELL'INCONTRO CON LA COMMISSIONE PETI DEL PARLAMENTO EUROPEO

Sul sito di EMEC - qui - � stato postato un riassunto sull'incontro della la commissione per le petizioni del Parlamento europeo (PETI) relativo alla CFSME che si � tenuta lo scorso primo dicembre.

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2 dicembre 2021

SULL'INTOLLERANZA ORTOSTATICA

Una chiara presentazione (in inglese) dell'intolleranza ortostatica nella CFS/ME da parte della dottoressa Lucinda Bateman alla ME/CFS International Conference 2021: RID - Research Innovation and Discovery, si trova qui.

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26 novembre 2021

NUOVA DISCUSSIONE SULLA PETIZIONE UE

La commissione per le petizioni intende discutere i progressi della petizione 0204/2019 sul finanziamento della ricerca sull'encefalomielite mialgica. Evelien Van Den Brink, membra dell�EMEC, terr� un breve discorso durante la riunione.

L'incontro � previsto a Bruxelles il 1� dicembre 2021. La petizione sull'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) sar� trattata intorno alle 10:15.
Evelien Van Den Brink, paziente ME/CFS e una dei fondatori della European ME Coalition (EMEC), � autorizzata a partecipare all'incontro tramite una connessione remota. Come firmataria, presenter� la petizione e dar� ai membri della commissione un aggiornamento visto dalla prospettiva del paziente.
Di solito, alla firmataria viene permesso di fare una presentazione prima che la Commissione europea affronti la questione. In seguito, i membri della commissione discuteranno la petizione e formuleranno la loro risposta.

� possibile seguire i lavori della commissione sotto forma di webcast attraverso il seguente link.
� possibile seguire dal vivo o in un momento successivo. Una registrazione sar� disponibile dal giorno successivo alla riunione.

Qui l'articolo di EMEC in proposito.

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23 novembre 2021

UN TENTATIVO DI SPIEGARE I SINTOMI NEUROLOGICI DELLA ME/CFS

Si stanno accumulando prove di disfunzione endoteliale, ipoperfusione muscolare e cerebrale nell'Encefalomielite Mialgica/Sindrome da Fatica Cronica (ME/CFS). In questo articolo deduciamo i meccanismi patologici che portano alla patologia nervosa centrale e alla miriade di sintomi neurocognitivi. Delineiamo tentativi di meccanismi di alterazione del flusso sanguigno cerebrale, aumento della pressione intracranica e iperattivit� adrenergica centrale e come essi possano ben spiegare i sintomi chiave del deterioramento cognitivo, nebbia cerebrale, mal di testa, ipersensibilit�, disturbi del sonno e disautonomia.


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22 novembre 2021

METABOLITI DEL TRIPTOFANO, CITOCHINE E PROTEINA LEGANTE GLI ACIDI GRASSI 2 NELLA ME/CFS


Uno studio italiano, Simonato et al., a cui hanno partecipato vari pazienti delle associazioni, si pu� trovare qui.

Abstract tradotto

I pazienti con Encefalomielite Mialgica/Sindrome da Fatica Cronica (ME/CFS) differiscono per fattori scatenanti, modalit� di inizio, sintomi associati, evoluzione e tratti biochimici. Pertanto, sono in corso seri tentativi di suddividerli in sottogruppi utili per un approccio di medicina personalizzata alla malattia. Qui, abbiamo studiato i tratti clinici e biochimici in 40 pazienti ME/CFS e 40 controlli sani abbinati per sesso ed et�. In particolare, abbiamo analizzato i livelli sierici di alcune citochine, della Fatty Acid Binding Protein 2 (FAPB-2), del triptofano e di alcuni suoi metaboliti attraverso la serotonina e la chinurenina. I pazienti di ME/CFS erano eterogenei per background genetico, fattore scatenante, modalit� di inizio, sintomi ed evoluzione. I pazienti di ME/CFS avevano livelli pi� elevati di IL-17A (p = 0.018), FABP-2 (p = 0.002), e 3-hydroxykynurenine (p = 0.037) e livelli pi� bassi di chinurenina (p = 0.012) e serotonina (p = 0.045) rispetto ai controlli. I cambiamenti in chinurenina e 3-idrossichinurenina sono stati associati con un aumento del rapporto acido chinurenico/chinurenina e 3-idrossichinurenina/chinurenina, misure indirette di aminotransferasi di attivit� enzimatiche monoossigenasi di chinurenina e 3-chinurenina, rispettivamente. Nessuna correlazione � stata trovata tra le citochine, FABP-2 e i metaboliti del triptofano, cosa che suggerisce che l'infiammazione, le anomalie della barriera intestinale e i cambiamenti del metabolismo del triptofano possono essere indipendentemente associati alla patogenesi della malattia. � interessante notare che i pazienti con l'inizio della malattia dopo l'infezione hanno mostrato livelli pi� bassi di chinurenina (p = 0,034) rispetto a quelli che non iniziano dopo un'infezione. I cambiamenti nei metaboliti del triptofano e l'aumento dei livelli di IL-17A nella ME/CFS potrebbero essere entrambi compatibili con anomalie nella sfera del metabolismo energetico. Nel complesso, i tratti clinici insieme ai biomarcatori del siero relativi all'infiammazione, alla funzione intestinale e al metabolismo del triptofano meritano di essere ulteriormente considerati per lo sviluppo di strategie di medicina personalizzata per la ME/CFS.

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17 novembre 2021

MASSME 2021: PROGRESSI NELLA NOSTRA COMPRENSIONE DELLA ME/CFS E GLI EFFETTI DEL LONG-COVID

Ora � disponibile la registrazione - qui -  dell'incontro annuale della Massachusetts ME/CFS & FM Association di sabato 23 ottobre 2021 che include le presentazioni di ricercatori della rete di ricerca collaborativa su��a ME/CFS finanziata dal NIH, tra cui i dottori Vicky Whittemore (@National Institutes of Health (NIH)), Avindra Nath (NIH), Ian Lipkin (@Columbia University), Derya Unutmaz (@The Jackson Laboratory), Maureen Hanson ( @Cornell University), e Lucinda Bateman (@Bateman Horne Center).

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13 novembre 2021

PERFUSIONE LIMBICA RIDOTTA NEI PAZIENTI di CFSME

La perfusione limbica � ridotta nei pazienti con encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � Li et al.

Qui il link.

Abstract tradotto:
L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � una malattia caratterizzata da una gamma diversificata di sintomi debilitanti tra cui disfunzioni autonomiche, immunologiche e cognitive. Anche se le aberrazioni neurologiche e cognitive sono state costantemente riportate, relativamente poco si sa riguardo al flusso sanguigno cerebrale regionale (rCBF) nella ME/CFS. In questo studio, abbiamo studiato una coorte di 31 pazienti di ME/CFS (et� media: 42,8 � 13,5 anni) e 48 controlli sani (et� media: 42,9 � 12,0 anni) usando la tecnica PCASL (pseudo-continuous arterial spin labeling) su uno scanner RMN 3T per tutto il corpo. Oltre alla risonanza magnetica clinica di routine, il protocollo comprendeva una sessione di misurazione del rCBF della durata di oltre 8 minuti. Le differenze nel rCBF tra i pazienti di ME/CSF e i controlli sani sono stati valutati statisticamente con voxel-wise e AAL ROI-based t-test a due campioni. L'analisi di regressione lineare � stata anche eseguita sui dati rCBF utilizzando il punteggio di gravit� dei sintomi come regressore principale. Rispetto ai controlli sani, il gruppo di pazienti ha mostrato una significativa ipoperfusione (voxel-wise non corretto p ≤ 0.001, FWE p ≤ 0.01) in diverse regioni cerebrali del sistema limbico, tra cui la corteccia cingolata anteriore, putamen, pallidum, e area ventrale insulare anteriore. Per i pazienti con ME/CFS, il punteggio complessivo di gravit� dei sintomi a riposo � stato significativamente associato con un rCBF ridotto nella corteccia cingolata anteriore. I risultati di questo studio mostrano che le anomalie del flusso sanguigno cerebrale nel sistema limbico possono contribuire alla patogenesi della ME/CFS.

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12 novembre 2021

GROSSO STUDIO COLLEGA BATTERI INTESTINALI ALLA FATICA NELLA ME/CFS

La capacit� deficitaria di produrre butirrato nel microbioma intestinale dei pazienti affetti da Encefalomielite Mialgica/Sindrome da Fatica Cronica � associata ai sintomi della fatica � Guo et al. : qui.

Lo studio � fatto da alcuni dei maggiori nomi nel campo della ME/CFS ed � stato anche corpposo. Cort Johnson ne parla qui.

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29 ottobre 2021

NUOVE LINEE GUIDA NICE

Giornata storica oggi per la CFSME. Sono uscite le nuove linee guida dei NICE (National Institute for Health and Care Excellence - Istituto Nazionale per la Salute e l'Eccellenza nella Cura britannico) per la diagnosi e gestione della ME/CFS: qui.

Si tratta di un punto di riferimento molto importante che ha operato alcuni cambiamenti nella diagnosi e gestione della patologia rispetto alla precedente, spesso contestata, edizione. Qui un breve articolo in proposito.

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28 ottobre 2021

FIRMA LE PETIZIONI AUSTRAICA E SVEDESE

 - Firma - qui - la petizione "ME/CFS: riconoscimento, assistenza medica e sociale e finanziamenti per la ricerca" promossa da CFS-Hilfe e rivolta al Governo e al Parlamento Austriaco. Sono necessarie 18.000 firme entro il 22 novembre. ️

- Firna  - qui - la petizione svedese "Per una migliore cura della ME". Usa un traduttore automatico per tradurre dallo svedese all'italiano. 
Puoi sottoscrivere la petizione senza registrazione, con il tuo account Facebook

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20 ottobre 2021

A BUON FINE LA TAVOLA ROTONDA SULLA CFSME AI NICE

Il NICE ha annunciato oggi che pubblicher� la nuove linee guida sulla MECFS dopo la riunione dei propri Dirigenti di Orientamento che si svolger� la prossima settimana.

Questo a seguito della tavola rotonda che si � tenuta nei giorni scorsi e che ha coinvolto i rappresentanti di una serie di organizzazioni di pazienti e professionisti, per discutere le preoccupazioni sollevate su alcuni aspetti, che avevano portato alla sospensione della pubblicazione.

La tavola rotonda si � tenuta secondo la cosiddetta Chatham House Rule, ovvero i partecipanti possono raccontare quello che � stato detto, ma non chi ha detto che cosa. 
In supersintesi quello che � emerso e che � stato riportato � che: � necessario che ci sia PEM per avere diagnosi di MECFS; la GET � considerata dannosa; la CBT non � indicata come curativa.

Per ulteriori info, leggete qui.
Ora appunto aspettiamo la pubblicazione.


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15 ottobre 2021

RIDOTTA RIATTIVAZIONE PARASIMPATICA DURANTE IL RECUPERO DALL'ESERCIZIO FISICO NELLA ME/CFS

Qui il link allo studio di
Oosterwijck at al.

Abstract tradotto:

Sebbene sia stata proposta una disfunzione del sistema nervoso autonomo (SNA) nell'Encefalomielite Mialgica/Sindrome da Fatica Cronica (ME/CFS), prove contrastanti rendono difficile trarre conclusioni definitive sull'attivit� dello SNA a riposo nei pazienti con ME/CFS. Anche se una grave intolleranza all'esercizio fisico � una delle caratteristiche principali della ME/CFS, sono stati fatti pochi tentativi per studiare le risposte dello SNA all'esercizio fisico. Pertanto, sono stati esaminati i danni nell'attivazione dello SNA a riposo e dopo l'esercizio utilizzando uno studio caso-controllo in 20 pazienti di ME/CFS e 20 persone sane. Diverse variabili autonome, comprese le risposte cardiache, respiratorie ed elettrodermiche sono state valutate a riposo e dopo un esercizio acuto. A riposo, i parametri nel dominio del tempo hanno mostrato una normale funzione autonomica nella ME/CFS, mentre i parametri nel dominio della frequenza hanno mostrato la possibile presenza di una diminuita attivazione (para)simpatica. Una ridotta riattivazione parasimpatica durante il recupero dall'esercizio � stata osservata nella ME/CFS. Questo � il primo studio che mostra una ridotta riattivazione parasimpatica durante il recupero dall'esercizio fisico nella ME/CFS. Il recupero ritardato della frequenza cardiaca e/o un HRV ridotto, come si � visto nella ME/CFS, sono stati associati a una prognosi sfavorevole della malattia, a un alto rischio di eventi cardiaci avversi e alla morbilit� in altre patologie, il che implica che gli studi futuri dovrebbero esaminare se questo � anche il caso della ME/CFS e come migliorare in sicurezza il recupero della frequenza cardiaca in questa popolazione.

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14 ottobre 2021

PETIZIONE AL DEUTSCHER BUNDESTAG

In Germania � appena stata lanciata una petizione presso il Parlamento che la CFSME Associazione Italiana ed EMEC invitano tutti a firmare: se entro il 9 novembre si raccolgono 50.000 firme il Bundestag terr� un incontro pubblico sulla CFSME.

La petizione � aperta a firme da tutto il mondo. La procedura � in tedesco, ma trovate istruzioni passo passo in inglese (qui: https://signformecfs.com/?page_id=217), o comunque con Google Translate attivo dovrebbero apparirvi nella lingua che scegliete.

Questo � il sito in inglese in proposito: https://signformecfs.com/
Questa � la pagina FB di SIGNforMECFS.

Per quanto riguarda la petizione � il cui testo pu� ben essere mutatis mutandis anche una traccia per no italiani in futuro � alla pagina all�interno del sito dice quanto metto sotto in traduzione (NB. Non segnalo grassetti e link).

Le nostre richieste al Bundestag tedesco

Chiediamo al Bundestag tedesco di impegnarsi a fornire un'assistenza sanitaria adeguata alla gravit� della malattia della ME/CFS, in particolare modificando il � 116b SGB V e attraverso campagne di sensibilizzazione.
Inoltre, chiediamo al Parlamento di dare speranza a chi soffre di ME/CFS investendo ampiamente nella ricerca biomedica sulla loro malattia.
Infine, chiediamo al Parlamento di stare a fianco delle persone colpite in modo permanente, per esempio nominando un rappresentante designato o creando un gruppo di lavoro inter-fazionale.

Motivazione della nostra petizione

La ME/CFS � stata classificata dall'OMS come una malattia del sistema nervoso dal 1969 (ICD-10: G93.3). Si stima che in Germania il numero di persone che soffrono di ME/CFS (per esteso: "Myalgic Encephalomyelitis/Chronic Fatigue Syndrome � Encefalomielite Mialgica / Sindrome da Fatica Cronica") sia di circa 250.000 persone, cosa che rende la malattia circa tre volte pi� comune dell'HIV/AIDS. La ME/CFS colpisce soprattutto i giovani. Con circa 40.000 minori colpiti, la ME/CFS non � solo la causa pi� comune di lunghi periodi di assenza da scuola; l'et� relativamente precoce di insorgenza contribuisce anche agli enormi costi socioeconomici della ME/CFS, che sono calcolati in 40 miliardi di euro all'anno per l'UE.
La ME/CFS � una malattia trascurata che, nonostante la sua prevalenza e gravit�, non fa parte del curriculum di nessuna facolt� di medica tedesca e quindi non � ben conosciuta dai medici. Secondo gli studi, la ME/CFS rimane non diagnosticata in pi� del 90% dei casi anche negli Stati Uniti, anche se l� generalmente si presta pi� attenzione alla malattia che in Germania. Tuttavia, � probabilmente un problema ancora pi� significativo il fatto che la gravit� e la complessit� della malattia, cos� come il grado di compromissione dei pazienti, sono di solito completamente incompresi, anche quando la ME/CFS viene diagnosticata correttamente.

L'ampio quadro dei sintomi della ME/CFS rende due terzi delle persone colpite permanentemente non in grado di lavorare, un quarto addirittura non � in grado di uscire di casa o dal proprio letto, e secondo gli studi, la qualit� della vita legata alla salute di chi ne soffre � in media inferiore a quella di condizioni molto pi� note (come il cancro ai polmoni, l'ictus, la SM). Tuttavia, i sintomi scatenati dalla ME/CFS sono spesso erroneamente classificati come lievi, immaginari o psicosomatici e superabili. Di conseguenza, i malati non ricevono n� un'adeguata assistenza medica n� l'accesso ai benefici della sicurezza sociale nella maggior parte dei casi. Inoltre, i pazienti sono ancora spesso sottoposti a tentativi di terapia dannosi.

Ultimo ma non meno importante, l�aver trascurato la ME/CFS ha portato all'inesistenza di qualsiasi approccio terapeutico efficace fino ad oggi. Poich� allo stesso tempo le remissioni spontanee - come per altre malattie gravi - sono molto rare, questo significa per le persone colpite che devono aspettarsi decenni di sofferenza fino alla loro morte. Questa mancanza di prospettiva e l'angoscia secondaria sono entrambe ragioni per un alto tasso di suicidio tra i pazienti di ME/CFS.
Mentre il meccanismo patologico della ME/CFS � ancora sotto indagine, una relazione causale con le infezioni virali pu� essere stabilita per la maggior parte dei casi. La questione della ME/CFS sta quindi ora vivendo un'importanza ancora maggiore a causa dell'attuale pandemia di coronavirus, poich� gli scienziati di tutto il mondo ritengono che la ME/CFS sia una delle conseguenze a lungo termine del COVID-19. Di conseguenza, ci potrebbero essere presto 100.000 casi aggiuntivi nella sola Germania.
Siamo consapevoli che un problema cos� complesso come la ME/CFS non pu� essere risolto con misure isolate. Per questo motivo, � anche un nostro particolare desiderio che il Bundestag tedesco si faccia carico della nostra situazione senza speranza a lungo termine e istituzionalizzi il suo impegno.

Spiegazione: Perch� abbiamo scelto queste richieste specifiche?

La nostra prima richiesta al Parlamento Federale mira a migliorare la situazione dell'assistenza medica per i malati di ME/CFS in Germania, che attualmente � devastante. Perci� chiediamo in particolare l'inclusione della ME/CFS nel catalogo del � 116b (1) SGB V. Questa disposizione � parte della legge tedesca sulla sicurezza sociale e regola la cosiddetta "assistenza specialistica ambulatoriale" (ASV), che riguarda la diagnosi e il trattamento di malattie complesse o difficili da trattare. L'ASV permette ulteriori modi di fornire servizi sanitari per le malattie menzionate nel catalogo del � 116b SGB V. Questo dovrebbe portare a una migliore cooperazione, qualificazione e attrezzatura di tutti i fornitori di servizi sanitari coinvolti.

La nostra seconda richiesta riguarda gli investimenti nella ricerca biomedica sulla ME/CFS. Alla fine del 2020 il Bundestag tedesco ha reso disponibili per la prima volta dei fondi dedicati alla ME/CFS, che � stato il risultato degli sforzi fatti da un piccolo numero di parlamentari. Questo � stato un primo passo molto importante, poich� questi fondi servono a creare registri di pazienti e biobanche - creando cos� il presupposto per una ricerca di alta qualit� e promettente. Per assicurare che questo tipo di ricerca venga avviata rapidamente sulla scala richiesta, stiamo ora chiedendo al Bundestag di prevedere il finanziamento della ricerca scientifica specifica sulla ME/CFS. A nostro parere, lo scopo di questo finanziamento deve tener conto in particolare dell'ampio carico della malattia e della generale trascuratezza della ME/CFS durante gli ultimi decenni.
Infine, poich� siamo consapevoli che anche un'implementazione dei due punti sopra citati non porterebbe alla soluzione di tutti i problemi nel campo della ME/CFS, chiediamo anche al Bundestag tedesco di creare un contatto permanente con i malati di ME/CFS e le organizzazioni di pazienti, per esempio nominando un rappresentante parlamentare designato o istituendo un gruppo di lavoro inter-fazionale. In particolare, speriamo che questo fornisca un supporto politico duraturo in modo che ulteriori misure politiche possano, si spera, eliminare completamente la negligenza e la stigmatizzazione della ME/CFS in futuro. Nonostante i diversi approcci di lavoro dei due parlamenti, il "All-Party Parliamentary Group on Myalgic Encephalomyelitis" (APPG on ME) nella Camera dei Comuni britannica potrebbe servire da modello per il futuro impegno del Bundestag tedesco.

Dopo tutto, qualcuno potrebbe chiedersi perch� non chiediamo anche, o al posto dei punti di cui sopra, il "riconoscimento" generale della ME/CFS. Naturalmente, il definitivo e pieno riconoscimento dell'esistenza e della gravit� della ME/CFS nella medicina, nella politica e nella societ� � una preoccupazione estremamente importante per noi - come probabilmente lo � per tutte le persone colpite cos� come per i loro parenti e sostenitori. Tuttavia, questa sarebbe una richiesta su cui il Bundestag tedesco, come parlamento federale, non potrebbe decidere direttamente. In termini politici, tale riconoscimento sarebbe comunque espresso dall'attuazione delle nostre proposte sopra menzionate. In tutti gli altri aspetti, per�, il Bundestag tedesco pu� solo lavorare verso questo obiettivo attraverso diversi atti parlamentari, ma non pu� stabilirlo definitivamente attraverso la legislazione.

Spiegazione: Cosa si pu� ottenere con SIGNforMECFS?

Abbiamo deliberatamente presentato la petizione SIGNforMECFS direttamente al Bundestag tedesco invece di affidarci a uno dei tanti portali di petizioni indipendenti. Questo offre grandi opportunit�. Il fatto che ora sia stata pubblicata sulla piattaforma ufficiale delle petizioni del Bundestag tedesco significa in particolare che il servizio del comitato ha gi� effettuato una sorta di esame preliminare e che il comitato delle petizioni del Bundestag tedesco si occuper� in ogni caso della nostra petizione dopo la fine del periodo di firma. In linea di principio, una tale pubblicazione avviene al massimo una volta per legislatura su ogni materia, quindi non � affatto scontata. Si tratta quindi di un'opportunit� davvero importante e ogni singola firma conferisce ulteriore peso alla nostra causa!
La nostra petizione offre un'opportunit� particolarmente grande per chi soffre di ME/CFS se riusciamo a ottenere 50.000 firmatari. Se questo quorum viene raggiunto, le regole procedurali della Commissione per le Petizioni del Bundestag tedesco stabiliscono che un'audizione deve essere tenuta in una riunione pubblica della commissione (vedi punto 8.4 (4) delle regole procedurali). Che una tale audizione possa ottenere un impatto significativo � stato recentemente dimostrato dalla petizione al Parlamento europeo presentata da Evelien Van Den Brink, che ha portato all'adozione della risoluzione 2020/2580(RSP) ("Risoluzione del Parlamento europeo del 18 giugno 2020 sul finanziamento supplementare per la ricerca biomedica sull'Encefalomielite Mialgica").

Se riusciamo a convincere il Bundestag tedesco ad affrontare la ME/CFS e ad adottare misure specifiche, questo sarebbe importante ben oltre i confini della Germania: gli investimenti nella ricerca beneficerebbero tutte le persone con ME/CFS in tutto il mondo. Ma miglioramenti nella fornitura di assistenza sanitaria e un ampio sostegno politico in Germania gioverebbero anche alla situazione di chi soffre di ME/CFS in tutta Europa e oltre, dando un esempio e avendo un effetto incoraggiante.
La possibilit� di un'udienza pubblica � anche una delle ragioni principali per cui abbiamo scelto di pubblicare la petizione sulla piattaforma ufficiale delle petizioni del Bundestag tedesco. Questo perch� il regolamento procedurale concede il diritto a un'udienza pubblica solo se si usa questa piattaforma. Tuttavia, questo � associato a due svantaggi: In primo luogo, il requisito di 50.000 firmatari, in secondo luogo, un termine di firma di sole quattro settimane. Tuttavia, vediamo una promettente possibilit� di raggiungere il numero richiesto di firmatari in tempo, poich� la nostra petizione ha un enorme vantaggio: quasi tutte le persone in tutto il mondo possono firmarla (leggi qui per maggiori dettagli)! Ma in ogni caso, dipendiamo dal vostro aiuto!


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2 ottobre 2021

NIH - OLTRE IL SINTOMO: LA BIOLOGIA DELLA FATICA - I VIDEO DEL SIMPOSIO

Lo scorso  27-28 settembre 2021 dalle ore 16 a mezzanotte (orario italiano) si � tunuto via Zoom un simposio-workshop d
ei NIH (gli Istituti Nazionali di Sanit� americani) dal titolo "Beyond the Symptom: The Biology of Fatigue" (Oltre il Sintomo: la biologia della fatica).

Queste sotto sono le registrazioni del simposio:


Giorno 1: https://videocast.nih.gov/watch=42563
Giorno 2: https://videocast.nih.gov/watch=42565

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29 settembre 2021

UN ESAME COMPLETO DEI PAZIENTI GRAVEMENTE MALATI DI ME/CFS

� stato pubblicato oggi un nuovo articolo (Chang et al.) dal team della Open Medicine Foundation e colleghi. Fra gli autori ci sono Ron Davis, Wenzhong Xiao, Raeka Aiyar e Linda Tennanbaum.

Qui il link allo studio.
Sotto la traduzione dell�abstract
 
UN ESAME COMPLETO DEI PAZIENTI GRAVEMENTE MALATI DI ME/CFS

Abstract

Si stima che un paziente su quattro con encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) sia colpito in modo grave dalla malattia, e questi pazienti costretti a casa o a letto sono attualmente poco studiati. Qui riportiamo un esame completo dei sintomi e dei test clinici di laboratorio di una coorte di pazienti gravemente malati e di controlli sani. La qualit� di vita notevolmente ridotta dei pazienti era negativamente correlata alla depressione clinica. I sintomi pi� problematici includevano fatica (85%), dolore (65%), deterioramento cognitivo (50%), intolleranza ortostatica (45%), disturbi del sonno (35%), malessere post-sforzo (30%) e disturbi neurosensoriali (30%). I profili del sonno e i test cognitivi hanno rivelato menomazioni distintive. Nei pazienti sono stati osservati un livello di cortisolo mattutino pi� basso e alterazioni del suo ritmo diurno, e le misurazioni degli anticorpi e degli antigeni non hanno mostrato prove di infezioni acute da parte di comuni agenti patogeni virali o batterici. Questi risultati evidenziano l'urgente necessit� di sviluppare test diagnostici molecolari per la ME/CFS. Inoltre, c'era una sorprendente somiglianza nei sintomi tra il COVID-lungo e la ME/CFS, cosa che suggerisce che gli studi sul meccanismo e il trattamento della ME/CFS possono aiutare a prevenire e trattare il COVID-lungo e viceversa.


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20 settembre 2021

SUL CONVEGNO VIRTUALE DELLA IACFSME 

Fino al 22 ottobre, sono disponibili (a pagamento per chi fosse interessato), i video del convegno virtuale della IACFS/ME che si � tenuto lo scorso 19-21 agosto.
Qui per ulteriori info si veda qui.

Per informazioni su quanto � stato detto, si pu� far riferimento alla sintesi contenuta in questo thread su Twitter (composto da 160 post) a cura di Body Politic.

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19 settembre 2021

LA LETTERA SPEDITA AL CAPO ESECUTIVO DEI NICE A CUI ABBIAMO ADERITO

Ecco qui la lettera che abbiamo firmato che � stata spedita al Capo Esecutivo dei NICE:

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18 settembre 2021

UNA MAPPA DEI FENOTIPI METABOLICI NEI PAZIENTI CON ME/CFS

Recentemente � uscito un articolo sulla mappatura dei fenotipi metabolici dei pazienti di CFS/ME (Hoel et al: https://insight.jci.org/articles/view/149217), a cui fra l�altro hanno partecipato i ben noti Fluge e Mella. La ME Association ha sintentizzato lo studio in un articolo che trovate sotto tradotto. L�originale lo trovate a questo link.


SUNTO DELLA RICERCA - UNA MAPPA DEI FENOTIPI METABOLICI NEI PAZIENTI CON ENCEFALOMIELITE MIALGICA/SINDROME DA FATICA CRONICA - AGOSTO 2021

Una recente pubblicazione di Hoel et al., che hanno condotto uno studio completo della composizione biochimica del sangue, suggerisce che la ME/CFS pu� essere una condizione associata allo sforzo energetico cellulare. Si � arrivati alla conclusione che i sintomi della ME/CFS possono essere causati da una disfunzione metabolica.
"Suggeriamo che l'elevato sforzo energetico pu� derivare dall'ipossia tissutale innescata dallo sforzo e portare all'adattamento metabolico sistemico e alla compensazione. Attraverso vari meccanismi, tale disfunzione metabolica rappresenta un probabile mediatore dei sintomi chiave nella ME/CFS e possibilmente un bersaglio per un intervento di supporto".

Questo � uno studio piuttosto entusiasmante nell'ambito della ricerca sulla ME/CFS, in quanto � relativamente grande, con 83 pazienti con ME/CFS e 35 controlli sani (anche se sarebbero ancora necessari studi molto pi� grandi per confermare i risultati).

Qual � il background?
L'eziologia (la causa) della ME/CFS � ancora sconosciuta, tuttavia � spesso scatenata da un'infezione virale e dalla conseguente risposta del sistema immunitario, con possibili ruoli di autoimmunit�, disregolazione immunitaria e infiammazione coinvolti nella malattia.
Si riporta spesso che la ME/CFS � causa di altri cambiamenti nel corpo, come la neuroinfiammazione, anomalie neuroendocrine, anomalie del sistema nervoso autonomo, metabolismo energetico disturbato e cambiamenti immunologici. Questi cambiamenti sono collegati a livello molecolare, cellulare e sistemico.
Ricerche precedenti di questo gruppo di ricerca hanno trovato prove che suggeriscono una ridotta funzione di un enzima centrale nel metabolismo energetico della cellula chiamato piruvato deidrogenasi (PDH) (Fluge et al., 2016). Inoltre, altri studi di altri ricercatori in vitro (lavoro sperimentale eseguito al di fuori di un organismo vivente, come in una provetta) hanno mostrato un metabolismo cellulare stressato (Esfadyarpour et al., 2019; Schreiner et al., 2020). Nonostante questi risultati, gli esami del sangue di routine di solito non mostrano nulla al di fuori dei normali range (Nacul et al., 2019).
Il metabolismo (che descrive tutti i processi chimici che avvengono continuamente all'interno del proprio corpo) gioca un ruolo chiave nelle difese del corpo contro le carenze e le minacce, come la fame, l'ipossia e le infezioni. Il metabolismo energetico � legato ai meccanismi che contribuiscono alla fatica, come l'esaurimento dei nutrienti e dell'ossigeno. Questi effetti influenzano la funzione mitocondriale, che � stata precedentemente proposta come un fattore nella ME/CFS (Blomstand, 2001; Fitts, 1994). Nonostante questi risultati e l'evidenza di un metabolismo cellulare stressato, non esiste attualmente una panoramica completa dei cambiamenti nel metabolismo energetico sistemico (relativo a una particolare parte del sistema corporeo) nella ME/CFS.

Cosa ipotizzano gli autori e qual � lo scopo di questo studio?
"Noi ipotizziamo che il metabolismo alterato e la sollecitazione dell'energia cellulare possano giocare un ruolo centrale".
"Lo scopo del presente studio � stato quello di mappare i fenotipi metabolici della ME/CFS e quindi ottenere informazioni sui meccanismi legati alla malattia. Abbiamo eseguito misurazioni complete dei metaboliti nel siero e analisi esplorative dei dati (EDA), e abbiamo trovato alterazioni sia comuni che variabili nel gruppo di pazienti con ME/CFS. Le anomalie riguardavano modelli riconoscibili di sforzo energetico, cos� come le firme dipendenti dal contesto del metabolismo deregolato. Il possibile impatto clinico dovrebbe essere ulteriormente studiato, poich� alcuni aspetti potrebbero contribuire al peggioramento della malattia".

Cosa significano alcuni dei termini chiave in questo articolo?
Il metabolismo descrive tutti i processi chimici che avvengono continuamente all'interno del corpo.
Il fenotipo si riferisce alle propriet� fisiche osservabili di un organismo; queste includono l'aspetto, lo sviluppo e il comportamento dell'organismo. Come il colore degli occhi e l'altezza.
Sistemico si riferisce a una parte particolare del sistema del corpo.

Cosa � stato studiato?
Studi simili a questo sono stati eseguiti prima, ma non con questa portata e dimensione. Questo studio ha utilizzato 83 pazienti di ME/CFS e 35 controlli sani e sono stati raccolti campioni di sangue. La composizione dei campioni di sangue � stata analizzata per determinare i metaboliti, i lipidi e gli ormoni metabolici presenti. L'analisi esplorativa dei dati � stata poi utilizzata per confrontare i pazienti di ME/CFS e i controlli sani.
" Un punto di forza dello studio � stato che le analisi statistiche sono state fortemente e indipendentemente supportate da pi� livelli di ragioni e risultati biochimici".

Quali sono i principali risultati di questo studio?
Questo studio ha rivelato una mappa dei fenotipi metabolici comuni e variabili nella ME/CFS, 3 sottoinsiemi di pazienti di ME/CFS sono stati identificati con due di questi gruppi che esprimono contesti di caratteristiche di metabolismo energetico deregolato.

Risultati iniziali:
�    Nel siero del sangue sono stati rilevati 880 composti.
�    Dopo l'esclusione dei composti con un alto livello di dati mancanti, 610 composti diversi potrebbero essere utilizzati nell'analisi.
�    L'analisi statistica ha mostrato che dei 610 composti, 159 erano significativamente diversi nei pazienti di ME/CFS.
�    Dei 159 composti che erano diversi nella ME/CFS, 87 erano elevati e 72 erano inferiori rispetto ai controlli sani.
�    Dei 159 composti, 75 erano composti legati ai lipidi e 49 agli aminoacidi.

Tre diversi fenotipi metabolici sono stati identificati dopo ulteriori analisi:
�    Ulteriori analisi statistiche dei 159 composti hanno diviso i pazienti di ME/CFS in tre gruppi.
�    I tre gruppi di ME/CFS sono stati etichettati come M1, M2, M3.
�    I risultati hanno mostrato una sovrapposizione relativamente piccola tra i controlli sani (HC), i cluster ME-M1 e ME-M2, mentre il sottogruppo ME-M3 � stato posizionato come un fenotipo di fusione tra gli altri 3.
�    Si � scoperto che i sottogruppi di ME/CFS erano separati dai metaboliti dei lipidi e degli aminoacidi.
�    Un'ulteriore valutazione ha classificato i livelli di funzionamento apparente negli ordini M2 < M2 < M3, con l�M3 che ha la stragrande maggioranza dei pazienti con diagnosi di gravit� lieve/moderata.

Come differiscono i tre sottogruppi di ME/CFS?
I sottogruppi ME-M1 e ME-M2 hanno mostrato modelli metabolici distinti.
La ME-M1 mostrava i tipici segni di una maggiore mobilitazione e ossidazione degli acidi grassi, con livelli pi� alti di acidi grassi liberi e corpi chetonici nel sangue. Questo gruppo aveva anche livelli pi� bassi di diversi aminoacidi legati all'energia. Il modello sembrava assomigliare agli effetti metabolici del digiuno o dell'allenamento di resistenza. Pertanto, questi effetti possono indicare un contesto di utilizzo ridotto di carboidrati come combustibile energetico.   
L�ME-M2 � stato caratterizzato da un aumento dei livelli di trigliceridi e livelli pi� bassi di acidi grassi liberi rispetto ai controlli sani. Questo pu� indicare un alterato controllo del metabolismo lipidico a causa di un'omeostasi energetica disturbata. Questo sottogruppo aveva anche significativamente aumentato livello di FGF-21 nel sangue rispetto ai controlli, che supporta un elevato sforzo metabolico. Il sottogruppo ME-M2 ha ricevuto punteggi peggiori nella funzione fisica rispetto agli altri.
Tuttavia guardando all�ME-M3, questo sottogruppo in gran parte si sovrapponeva al gruppo di controllo sano, ma con alcune somiglianze con gli altri due sottogruppi.

Quali sono le implicazioni di questa ricerca?
"I cambiamenti metabolici osservati rientrano principalmente nel paradigma degli effetti diretti e indiretti dello sforzo energetico. La rilevanza fisiologica � stata supportata da associazioni con caratteristiche endocrine e cliniche. Attraverso la seguente discussione, suggeriamo che lo sforzo energetico pu� derivare dall'ipossia tissutale sensibile allo sforzo e porta ai modelli sistemici di adattamento e compensazione metabolica".
"Questi risultati che indicano una disfunzione vascolare sostengono che l'ossigenazione dei tessuti indotta dallo sforzo pu� essere compromessa, e chiaramente questo contribuirebbe ad abbassare la tolleranza all'attivit� e coinvolgerebbe il metabolismo energetico mitocondriale. Si pu� anche ipotizzare che gli effetti mitocondriali che generano sintomi siano patologicamente rinforzati dallo sforzo, come osservato dopo un esercizio eccessivo".

Quali sono i prossimi passi dai risultati di questa ricerca?
" Ulteriori indagini dovrebbero essere eseguite per perseguire questa teoria e per identificare possibili strategie di supporto per migliorare la cura clinica".
Questi risultati dovrebbero essere replicati in altri gruppi. Dovrebbero essere svolte Ulteriori indagini sulle cause di questi cambiamenti metabolici. Un'ipotesi di lavoro attuale � che l'ipossia tissutale innescata dallo sforzo possa giocare un ruolo, possibilmente mantenuto da un meccanismo autoimmune, ulteriori letture su questa ipotesi si possono trovare qui (https://www.jci.org/articles/view/150377).

Quali sono i limiti dei risultati di questa ricerca?
"Le possibili limitazioni dello studio includevano la stabilit� dei metaboliti e l'accuratezza limitata della metabolomica globale non mirata. Le limitazioni della selezione univariata delle caratteristiche ai fini del clustering e dell'identificazione dei sottotipi di pazienti in serie di dati ad alta dimensionalit� sono problemi ben noti alla comunit� statistica".
Ci sono sempre molti fattori da considerare quando si analizzano grandi set di dati di questa complessit�. Sono state eseguite ampie analisi statistiche per verificare se le conclusioni erano valide. Anche se fattori come il sesso, l'et�, l'IMC, la dieta e i farmaci sono noti per influenzare il metabolismo, non hanno spiegato il quadro generale nei sottoinsiemi di ME/CFS. Inoltre, i risultati chiave sono stati supportati da metodi quantitativi indipendenti.

Cosa dicono gli autori delle loro scoperte?
Karl Tronstad dello studio dice:
"Lo studio ha identificato caratteristiche metaboliche comuni e variabili nei pazienti di ME/CFS, il che fornisce un quadro per comprendere il ruolo delle alterazioni metaboliche in questa malattia. I risultati possono essere utili nelle indagini future per trovare biomarcatori e trattamenti di supporto".
Quali sono le connessioni degli autori con la ME/CFS?
Gli autori sono ricercatori clinici e biomedici associati alla ricerca sulla ME/CFS presso l'Haukeland University Hospital e l'Universit� di Bergen, a Bergen, in Norvegia. I campioni della biobanca sono stati raccolti nel contesto degli studi clinici RituxMe e CycloME.
Ulteriori letture sui risultati di questo documento
Ipotesi: Un meccanismo autoimmune blocca l'apporto di ossigeno alle cellule durante lo sforzo. (https://www.jci.org/articles/view/150377)
I ricercatori svelano i meccanismi patologici coinvolti nella sindrome da fatica cronica. (https://www.news-medical.net/news/20210823/Researchers-unravel-pathomechanisms-involved-in-Chronic-Fatigue-Syndrome.aspx)

Riferimenti
Blomstrand E. (2001) Amino acids and central fatigue. Amino Acids 20 (1): 25-34. Link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/11310928/
Esfandyarpour R, Kashi A, Nemat-Gorgani M, Wilhelmy J, Davis RW. (2019) A nanoelectronics-blood-based diagnostic biomarker for myalgic encephalomyelitis/chronic fatigue syndrome (ME/CFS). Proceedings of the National Academy of Science of the Unites States of America 116 (21): 10250-10257. Link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31036648/
Fitts RH. (1994) Cellular mechanisms of muscle fatigue. Physiological Reviews 74 (1): 49-94. Link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/8295935/
Fluge �, Mella O, Bruland O, Risa K, Dyrstad SE, Alme K, Rekeland IG, Sapkota D, R�sland GV, Foss� A, Ktoridou-Valen I, Lunde S, S�rland K, Lien K, Herder I, Th�rmer H, Gotaas ME, Baranowska KA, Bohnen LM, Sch�fer C, McCann A, Sommerfelt K, Helgeland L, Ueland PM, Dahl O, Tronstad KJ. (2016) Metabolic profiling indicates impaired pyruvate dehydrogenase function in myalgic encephalopathy/chronic fatigue syndrome. JCI Insight 1 (21): e89376. Link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28018972/
Nacul L, de Barros B, Kingdon CC, Cliff JM, Clark TG, Mudie K, Dockrell HM, Lacerda EM. (2019) Evidence of Clinical Pathology Abnormalities in People with Myalgic Encephalomyelitis/Chronic Fatigue Syndrome (ME/CFS) from an Analytic Cross-Sectional Study. Diagnostics (Basel, Switzerland) 9 (2): 41. Link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/30974900/
Schreiner P, Harrer T, Scheibenbogen C, Lamer S, Schlosser A, Naviaux RK, Prusty BK. (2020) Human Herpesvirus-6 Reactivation, Mitochondrial Fragmentation, and the Coordination of Antiviral and Metabolic Phenotypes in Myalgic Encephalomyelitis/Chronic Fatigue Syndrome. ImmunoHorizons 4 (4): 201-215. Link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32327453/

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12 settembre 2021

IL COMPONENTE C1Q DEL COMPLEMENTO COME POTENZIALE STRUMENTO DIAGNOSTICO PER LA SOTTOTIPIZZAZIONE DELL'ENCEFALOMIELITE MIALGICA/SINDROME DA FATICA CRONICA

Uno studio con il titolo doi cui sopra, di Castro-Marrero et al. di pu� traovare qui. Sotto l'abstract tradotto. 

Background: Le analisi del sangue di routine sono sistematicamente utilizzate nella clinica per diagnosticare malattie o confermare lo stato di salute degli individui. Per l'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS), una malattia che si basa esclusivamente sui sintomi clinici per la sua diagnosi, le analisi del sangue servono solo per escludere le condizioni sottostanti che portano a fatica da sforzo. Tuttavia, gli studi che valutano set di dati ematici completi e di grandi dimensioni con approcci combinatori per evidenziare la patologia ME/CFS o rilevare/identificare sottogruppi di casi sono ancora scarsi.
Metodi: Questo studio ha usato l'analisi gerarchica imparziale dei cluster di una grande coorte di 250 casi femminili di ME/CFS attentamente fenotipizzati per esplorare questa possibilit�.
Risultati: I risultati mostrano tre cluster basati sui sintomi, classificati come gravi, moderati e lievi, che presentano differenze significative (p <0,05) in cinque parametri ematici. Inaspettatamente lo studio ha anche rivelato alti livelli di fattore di complemento C1q circolante in 107/250 (43%) delle partecipanti, ponendo C1q come molecola chiave per identificare un sottotipo/sottogruppo ME/CFS con sintomi di dolore pi� evidenti.
 Conclusioni: I risultati ottenuti hanno importanti implicazioni per la ricerca dell'eziologia della ME/CFS e, molto probabilmente, per l'implementazione di futuri metodi di diagnosi e trattamenti della ME/CFS nella clinica.


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6 settembre 2021

LETTERA AI NICE DELLA ME ASSOCIATION FIRMATA ANCHE DA NOI

Il dottor Charles Shepherd, della ME Association, ha chiesto alle varie associazioni e organizzazioni di CFSME, nella persona del presidente, direttore, CEO o affini, di aggiungere la propria firma alla lettera che traduco sotto. Siccome si � detto esplicitamente che era gradita l�adesione di organizzazioni straniere rispetto al Regno Unito,  Giada Da Ros ha firmato per la nostra CFSME Associazione Italiana.

Qui trovate il link in proposito con la lettera in originale.

La lettera, tradotta in italiano:

Caro professor Leng,

Il National Institute for Health and Care Excellence (NICE) � incaricato di creare linee guida cliniche basate sulle evidenze per una serie di patologie. Grazie alla reputazione del NICE come arbitro indipendente delle prove scientifiche, le loro linee guida influenzano la pratica medica non solo a livello nazionale, ma in Paesi di tutto il mondo.
Dal 2017, il NICE sta sviluppando nuove linee guida cliniche per la malattia ora denominata encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica, o ME/CFS. Per perseguire questo compito, il NICE ha istituito un comitato ben equilibrato che rappresentava una gamma di prospettive e ha condotto una revisione approfondita della ricerca in materia. La revisione ha determinato che la qualit� dei risultati a favore dei due trattamenti pi� comuni - la terapia di esercizio graduale e la terapia cognitivo-comportamentale - era "molto bassa" o semplicemente "bassa".
Opportunamente, il comitato ha considerato questa valutazione rigorosa e aggiornata nello sviluppo delle nuove linee guida, che avrebbero dovuto essere pubblicate mercoled� 18 agosto. Il giorno prima di questo evento programmato, il NICE ha bruscamente annunciato un posticipo - non a causa di nuove informazioni, ma a causa di apparenti obiezioni da parte di potenti autorit� mediche che preferiscono lo status quo. � profondamente preoccupante che il NICE modifichi i suoi piani all'ultimo momento in risposta a pressioni esterne.
Fare cambiamenti in questa fase tardiva o cancellare del tutto la pubblicazione rappresenterebbe una vittoria degli interessi professionali acquisiti sui diritti dei pazienti di ricevere cure coerenti con la ricerca disponibile.
Come gruppo di scienziati, clinici, accademici e altri esperti, insieme alle associazioni di beneficenza e alle organizzazioni di supporto per le persone con questa patologia, sollecitiamo il NICE a pubblicare senza ulteriori ritardi le nuove linee guida sulla ME/CFS basate sull'evidenza.
Grazie per la vostra attenzione verso questo problema.

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4 settembre 2021

ME/CFS FACHTAGUNG 2021

Domani si tiene il simposio (Fachtagung) del 2021 dell'associazione tedesca  FATIGATIO che pu� essere seguito in streaming in tedesco (dalle ore 9.30 alle ore 17.00): qui.  
Qui il programma.
A questo link l'intervento del prof. Van Elzakker nell'originale inglese (ore 16.30).

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1� settembre 2021

CT38S COME POSSIBILE APPROCCIO TERAPEUTICO PER LA CFS/ME

Secondo un�ipotesi, i sintomi della CFS/ME sono dovuti a una sovraregolazione del CRFR2 (ovvero del Recettore del Fattore di Rilascio della Corticotropina di Tipo 2). In un trial pilota seguito dalla dottoressa Bateman si � testato un farmaco, il CT38s (prodotto dalla Cortene Inc), ottenendo un sostenuto miglioramento dei sintomi. Si tratta di un agonista del CRFR2, che ha l�effetto di sottoregolarlo. Si intende studiare ulteriormente questo approccio terapeutico, anche nel COVID-Lungo che si ritiene il pi� recente fra i fattori scatenanti di CFS/ME.

Ad annunciarlo � il Bateman Horne Center, che promette approfondimenti da parte della loro direttrice scientifica, e fornisce un link allo studio: qui.

Sotto, l�abstract tradotto:

L'AGONISMO ACUTO DEL RECETTORE DEL FATTORE DI RILASCIO DELLA CORTICOTROPINA DI TIPO 2 DETERMINA UN MIGLIORAMENTO SOSTENUTO DEI SINTOMI NELL'ENCEFALOMIELITE MIALGICA/SINDROME DA FATICA CRONICA

Background: L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � una complessa malattia multisintomatica con una diffusa evidenza di sistemi disturbati. Gli autori ipotizzano che sia causata dalla sovraregolazione del recettore del fattore di rilascio della corticotropina di tipo 2 (CRFR2) nei nuclei del raph� e nel sistema limbico, che compromette la capacit� di mantenere l'omeostasi. Gli autori propongono di utilizzare l'endocitosi del recettore mediata dall'agonista per sottoregolare il CRFR2.

Materiali e metodi: Questo studio open-label ha testato la sicurezza, la tollerabilit� e l'efficacia di una dose acuta di CT38s (un agonista selettivo del CRFR2 di breve durata, senza attivit� off-target nota) in 14 pazienti con ME/CFS. Il CT38s � stato infuso per via sottocutanea a uno dei quattro livelli di dose (cio�, tassi di infusione di 0,01, 0,03, 0,06, e 0,20 μg/kg/h), per un massimo di 10,5 ore. L'effetto � stato misurato come il cambiamento pre/post-trattamento nel punteggio medio dei sintomi giornalieri totali (TDSS) di 28 giorni, che ha aggregato 13 sintomi individuali riferiti dal paziente.

Risultati: I pazienti ME/CFS erano significativamente pi� sensibili agli effetti emodinamici transitori della stimolazione del CRFR2 rispetto ai soggetti sani in uno studio precedente, cosa che sostiene l'ipotizzata sovraregolazione del CRFR2. Gli eventi avversi erano generalmente lievi, risolti senza intervento e difficili da distinguere dai sintomi della ME/CFS, cosa che va a sostegno di un ruolo della CRFR2 nella malattia. La dose acuta di CT38s � stata associata a un miglioramento del TDSS medio che � stato sostenuto (per almeno 28 giorni dopo il trattamento) e correlato sia all'esposizione totale che alla gravit� dei sintomi prima del trattamento. Ad una velocit� di infusione di 0.03 μg/kg/h, il TDSS medio � migliorato di -7.5 � 1.9 (o -25.7%, p = 0.009), con tutti i sintomi monitorati in miglioramento.

Conclusioni: Lo studio supporta l'ipotesi che CRFR2 � sovraregolato nella ME/CFS, e che l'agonismo acuto del CRFR2 pu� essere un approccio terapeutico valido che merita ulteriori studi.

Registrazione dello studio clinico: ClinicalTrials.gov, identificatore NCT03613129.



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29 agosto 2021

ANNUNCIO DEL NICE SU UNA TAVOLA ROTONDA SULLE LINEE GUIDA

The ME association (qui) ha annunciato che gli stakeholder hanno ricevuto il seguente annuncio dal NICE via e-mail ieri:

Il NICE riconosce l'importanza per i pazienti di linee guida aggiornate sulla diagnosi e la gestione dell'encefalomielite mialgica (o encefalopatia)/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) e desidera procedere il pi� rapidamente possibile.
A seguito della pausa alla pubblicazione delle linee guida, il NICE ha annunciato oggi, 27 agosto 2021, che terr� una tavola rotonda per comprendere meglio le questioni sollevate e determinare come pu� ottenere il sostegno alle linee guida per garantire un'efficace attuazione.
L'incontro, che si terr� a settembre 2021, avr� un presidente indipendente e includer� rappresentanti di organizzazioni di pazienti e associazioni di beneficenza, societ� professionali pertinenti e di NHS England e NHS Improvement, di NICE e del comitato delle linee guida.

Paul Chrisp, direttore del Centro per le linee guida al NICE, ha detto:
"Il nostro obiettivo in tutto questo processo � stato quello di usare le migliori prove disponibili cos� come l'esperienza vissuta dalle persone con ME/CFS per affrontare e risolvere il continuo dibattito sul miglior approccio al trattamento delle persone che vivono con questa debilitante patologia. Rimaniamo ottimisti sul fatto che possiamo raggiungere un modo per procedere nella pubblicazione delle linee guida che avr� il supporto delle persone che vivono con la ME/CFS, delle persone che si prendono cura di loro e dei professionisti che li trattano".

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28 agosto 2021

SUGLI AUTOANTICORPI AI RECETTORI VASOREGOLATORI ACCOPPIATI ALLA PROTEINA-G REATTIVA

Gli autoanticorpi ai recettori vasoregolatori accoppiati alla proteina-G sono correlati alla gravit� dei sintomi, alla disfunzione autonomica e alla disabilit� nell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica: qui l'articolo in proposito.


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27 agosto 2021

INFORMAZIONI ESSENZIALI PER LA DIAGNOSI E TRATTAMENTO DELLA ME/CFS SU MAYO CLINIC PROCEEDINGS

La Coalizione dei Clinici statunitensi di ME/CFS ha pubblicato un articolo con le informazioni essenziali sulla diagnosi e la gestione della ME/CFS su Mayo Clinic Proceedings. Vengono evidenziati i problemi biologici, la necessit� di identificare e trattare comorbidit�, si spiega perch� non sono raccomandate CBT e GET, e si parla del collegamento con il COVID-lungo.

Lo teniamo in considerazione per una possibile prosisma  traduzione in italiano. Intanto qui il link al testo in inglese.


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26 agosto 2021

QUELLO CHE NON CI VIENE DETTO SULLA ME

Un articolo riflette sul fatto che il NICE non vuole ammettere che il suo trattamento per questa malattia cronica non funziona: qui.

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25 agosto 2021

UNA MAPPA DEI FENOTIPI METABOLICI IN PAZIENTI CON ME/CFS

Un articolo in proposito: qui.

Traduzione dell�abstract:

L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � una malattia debilitante che si presenta solitamente dopo un'infezione. Prove emergenti sostengono che il metabolismo energetico � interessato nella ME/CFS, ma un fenotipo metabolico unificante non � stato stabilito con certezza. Abbiamo eseguito la metabolomica globale, la lipidomica e le misure ormonali, e abbiamo usato le analisi esplorative dei dati per confrontare il siero di 83 pazienti con ME/CFS e 35 controlli sani. Alcuni cambiamenti erano comuni nel gruppo di pazienti, e questi erano compatibili con gli effetti di un elevato sforzo energetico e l'utilizzo alterato di acidi grassi e aminoacidi come combustibili catabolici. Inoltre, una serie di effetti eterogenei rifletteva cambiamenti specifici in 3 sottoinsiemi di pazienti, e 2 di questi esprimevano contesti caratteristici del metabolismo energetico deregolato. La rilevanza biologica di questi fenotipi metabolici (metabotipi) � stata supportata da dati clinici e analisi del sangue indipendenti. In sintesi, riportiamo una mappa dei cambiamenti metabolici comuni e dipendenti dal contesto nella ME/CFS, e alcuni di essi hanno presentato possibili associazioni con i profili clinici dei pazienti. Suggeriamo che lo sforzo energetico elevato pu� derivare dall'ipossia tissutale innescata dallo sforzo e portare all'adattamento e alla compensazione metabolica sistemica. Attraverso vari meccanismi, tale disfunzione metabolica rappresenta un probabile mediatore dei sintomi chiave nella ME/CFS e possibilmente un bersaglio per un intervento di supporto.

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22 agosto 2021

PETIZIONE PER CHIEDERE DI PUBBLICARE I NUOVI NICE

Invitiamo tutti a firmare la petizione di #MEAction uk, che chiede ai NICE di pubblicare le linee guida messe in pausa nei giorni scorsi: qui.

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17 agosto 2021

IL NICE METTE IN PAUSA LA PUBBLICAZIONE DELLE LINEE GUIDA AGGIORNATE SULLA DIAGNOSI E GESTIONE DELLA ME/CFS

Il National Institute for Health and Care Excellence (NICE) avrebbe dovuto pubblicare domani (mercoled� 18) le sue nuove linee guida cliniche sulla ME/CFS. Oggi (17 agosto 2021) il NICE ha deciso di mettere in pausa la pubblicazione, e si pu� leggere qui la comunicazione:

Dice:

17 agosto 2021

Le linee guida riconoscono che la ME/CFS � una condizione medica cronica complessa, multi-sistemica, dove non c'� un approccio unico per la gestione dei sintomi. Le cause della ME/CFS sono ancora poco conosciute e per questo motivo ci sono forti punti di vista sulla gestione di questa condizione debilitante.
A causa delle questioni sollevate durante il periodo di pre-pubblicazione delle linee guida finali, abbiamo bisogno di prendere tempo per considerare i prossimi passi. A questo scopo terremo delle conversazioni con i gruppi di professionisti e di pazienti interessati. Abbiamo bisogno di farlo perch� le linee guida siano supportate.
Il NICE per queste linee guida ha usato un processo e una metodologia rigorosi, come sempre, ma nonostante i migliori sforzi della commissione, che li ha seguiti alla lettera per mettere insieme le evidenze disponibili e la reale esperienza vissuta e la testimonianza delle persone con ME/CFS, non siamo stati capaci di produrre linee guida supportate da tutti.
Vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a queste linee guida e in particolare la commissione e i gruppi di pazienti che hanno lavorato molto diligentemente. Tuttavia, a meno che le raccomandazioni delle linee guida siano supportate e implementate dai professionisti e dal NHS (il sistema nazionale sanitario del Regno Unito, ndt), le persone con ME/CFS potrebbero non ottenere la cura e l'aiuto di cui hanno bisogno.
Per avere l'impatto desiderato, le raccomandazioni devono essere supportate da coloro che le implementeranno e il NICE ora valuter� se questo supporto pu� essere ottenuto.


Come ha scritto Il giornalista David Tuller, oggi, il Times (qui) ha riportato in anticipo ci� che era diventato chiaro - che la versione finale, come la bozza, rifiutava GET e CBT come trattamenti curativi basati sul modello di decondizionamento/convinzioni inutili.  Era noto che persone potenti si opponevano a questa mossa. E ora il NICE ha messo in pausa la pubblicazione di domani - senza una linea temporale prevista per ci� che accadr� dopo.

Come forse ricordate, agli inizi di agosto, quattro membri della commissione di erano dimessi. Un buon editoriale, con alcune considerazioni lo trovate qui

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16 agosto 2021

RISORSE PER I RICERCATORI


EMEC ha preparato un articolo, ora al link (qui) sul sito, con una una panoramica internazionale sulle opportunit� di finanziamento, sulle biobanche e sulle reti per i ricercatori interessati a studiare la ME/CFS
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8 agosto 2021

GIORNATA MONDIALE DELLA CFS/ME SEVERA

In questa giornata ricordiamo i pazienti di CFSME gravi e molto gravi, che vivono costantemente allettati o peggio.
Questa data � stata scelta in memoria di Sophia Mirza, la cui morte � stata la prima ad essere direttamente attribuita alla M.E. in un'inchiesta medica formale.

ottoagosto
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5 agosto 2021

VOTA PER INVEST IN ME

Puoi aiutarci votando "Invest in ME", per la ricerca sulla ME/CFS?
Basta inserire nome, et�, indirizzo e-mail e poi dare conferma.
Grazie per il tuo voto!
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Per sapere di pi� su Invest in ME, leggi la descrizione nel link qui.

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4 agosto 2021

UN ARTICOLO DI ANTHONY  KOMAROFF

Mettiamo sotto la traduzione di questo articolo firmato da Anthony L. Komaroff (qui), pubblicato il 20 luglio 2021 e facente parte del numero speciale di Healthcare dedicato alla CFME grave e molto grave.


ME/CFS: QUANDO LA SOFFERENZA � MOLTIPLICATA
Di Anthony Komaroff
Abstract

L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � una malattia definita prevalentemente dai sintomi. I risultati dei test di laboratorio di routine sono spesso normali, sollevando la questione se ci siano anomalie oggettive sottostanti. Negli ultimi 20 anni, tuttavia, nuove tecnologie di ricerca hanno scoperto una serie di anomalie biologiche nelle persone con ME/CFS. Sfortunatamente, molti medici non ne sono consapevoli, e alcuni dicono ai pazienti che "non c'� niente che non va" in loro. Questo scetticismo delegittima, e quindi moltiplica, la sofferenza dei pazienti.

Parole chiave: encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica; eziologia; test diagnostici

I sintomi causati da qualsiasi malattia dovrebbero essere una sofferenza sufficiente. Tuttavia, con alcune malattie, la sofferenza � spesso moltiplicata dallo scetticismo sulla malattia. Questo � il caso dell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS).
In un articolo su Healthcare, Whitney Dafoe, a cui � stata diagnosticata la ME/CFS, descrive la sua esperienza con una forma estremamente grave della malattia [1]. Descrive i crolli fisici e mentali e l'estrema sensibilit� a qualsiasi tipo di input sensoriale. Descrive anche l'isolamento, la perdita, la completa e improvvisa interruzione della vita di un giovane adulto, una vita che era in pista e pronta al decollo.
Perch� alcuni medici e scienziati biomedici sono stati scettici sulla "legittimit�" della ME/CFS? Principalmente perch� la malattia � stata definita in gran parte dai sintomi. Poich� � difficile che i sintomi siano confermati oggettivamente, i medici hanno cercato prove di laboratorio oggettive di anormalit� biologiche sottostanti - anormalit� che un individuo non pu� semplicemente immaginare, anormalit� che potrebbero spiegare i sintomi. Inizialmente, questo si � dimostrato difficile.
Quando c�� stato un rinnovato interesse per questa patologia a met� degli anni '80, c'erano poche prove di questo tipo: i test di laboratorio "standard" ordinati dai medici - tipicamente, test dei globuli rossi e bianchi, una batteria di circa 20 test chimici e un'analisi delle urine - producevano risultati normali. Questo poneva un problema ai medici. I loro pazienti stavano soffrendo, ed era il loro lavoro fare una diagnosi e prescrivere un trattamento, ma i risultati dei test standard erano normali: i medici non avevano una diagnosi.
A questo punto, i medici avevano diverse opzioni. In primo luogo, avrebbero potuto formulare nuove ipotesi su ci� che stava causando i sintomi e ordinare nuovi tipi di test. In secondo luogo, avrebbero potuto dire: "Non riesco a capire cosa ti sta facendo ammalare e non so come aiutarti". In terzo luogo, anche se non potevano determinare la diagnosi, avrebbero potuto prescrivere un trattamento che avrebbe potuto migliorare i sintomi anche se non erano veramente sicuri di cosa avesse causato i sintomi. Questo accade ogni giorno nella pratica della medicina. Per esempio, non esiste un test diagnostico per l'emicrania, eppure i medici fanno quella diagnosi ogni giorno basandosi solo su una combinazione di sintomi, e non contestano la validit� della malattia perch� non esiste un test diagnostico.
Sfortunatamente, i risultati normali dei test di laboratorio "standard" hanno portato alcuni medici a scegliere una quarta opzione: concludere che non c'erano anomalie biologiche sottostanti a causare i sintomi. Anche se i medici sapevano che i test "standard" che avevano ordinato rappresentavano solo una piccola parte di tutti i test a loro disposizione, i risultati normali di quella piccola parte erano sufficienti per esprimere un giudizio. Era un giudizio severo: "Non c'� niente che non va in te".
Per questi medici, era una soluzione efficace: trasformava quello che era stato il loro problema - la mancanza di una diagnosi che ci si aspettava da loro - nel problema del loro paziente. Quando ai pazienti veniva detto, implicitamente o esplicitamente, che i loro sintomi erano immaginari, si � moltiplicata la sofferenza.
E poi questi medici scettici hanno trasmesso i loro giudizi, implicitamente o esplicitamente, anche alle famiglie dei pazienti, agli amici e ai datori di lavoro. Il giudizio dei medici ha portato queste persone - le persone pi� importanti nella vita dei pazienti - a chiedersi se la sofferenza dei pazienti fosse legittima. Questo ha moltiplicato ulteriormente la sofferenza.
C'� sempre stata un'ovvia conclusione alternativa al giudizio che "non c'� niente che non va in te": i test di laboratorio standard potrebbero semplicemente aver misurato le cose sbagliate. Eppure questa conclusione alternativa � stata ignorata.
Dalla rinascita dell'interesse per la ME/CFS, 35 anni fa, sono diventate disponibili intere nuove tecnologie che permettono ai medici e agli scienziati biomedici di studiare la biologia umana in modi che prima non erano possibili, per esempio tecniche non invasive per l'imaging dell'anatomia e della fisiologia del cervello; diagnostica della reazione a catena della polimerasi; sequenziamento rapido degli acidi nucleici; tecniche per misurare l'espressione genica; la capacit� di misurare simultaneamente migliaia di molecole in un singolo campione (la rivoluzione "omica"); studi metagenomici del microbioma e riconoscimento dell'impatto del microbioma sulla salute umana. In effetti, queste e altre tecnologie hanno rivelato cose che i test di laboratorio standard non possono, anomalie che prima erano invisibili ai medici.
Nel 2015 la U.S. National Academy of Medicine (NAM) ha esaminato una letteratura di oltre 9000 pubblicazioni sulla ME/CFS, e ha concluso che si tratta di una "malattia sistemica seria, cronica e complessa" [2]. Il NAM ha stimato che nei soli Stati Uniti, soffrono di ME/CFS da 836.000 a 2,5 milioni di persone [2], rendendola un po' pi� comune della sclerosi multipla [3].
Un'ampia letteratura descrive ora molteplici anomalie biologiche sottostanti nelle persone con ME/CFS. Alcune delle prove provengono da test che sono disponibili da decenni ma che non fanno parte della batteria di test di laboratorio "standard" [4], e alcune prove provengono dalle nuove tecnologie menzionate sopra. Sfortunatamente, molti medici non sono a conoscenza delle nuove scoperte sulla ME/CFS.
Le anomalie convergono tutte sul cervello e possono colpirlo, e rientrano in cinque categorie. In primo luogo, ci sono anomalie anatomiche, fisiologiche ed elettriche nel cervello [5]. In secondo luogo, vari elementi del sistema immunitario sono cronicamente attivati e in alcune persone questi elementi sono esauriti - forse in modo secondario a causa di anni di attivazione cronica [5]. Questo include l'attivazione cronica del sistema immunitario innato del cervello - neuroinfiammazione [6]. Include anche prove di autoimmunit�, compresi autoanticorpi diretti a obiettivi nel sistema nervoso centrale e autonomo [7]. In terzo luogo, c'� anche la prova di un metabolismo energetico alterato: la persona con ME/CFS sente di mancare di "energia" perch� le sue cellule hanno una ridotta capacit� di generare molecole di energia (adenosina trifosfato, o ATP) [8]. Insieme alle anomalie nel metabolismo energetico, c'� uno stress ossidativo associato, o squilibrio redox [8]. In quarto luogo, il sistema nervoso autonomo � disregolato, e una conseguenza di ci� sembra essere un compromesso flusso di sangue al cervello [9]. Quinto, ci sono anomalie caratteristiche del microbioma intestinale [10], con aumento del numero di specie batteriche pro-infiammatorie e diminuzione del numero di specie anti-infiammatorie che producono butirrato.
Ci� che rimane poco chiaro sono i dettagli meccanicistici su come le anomalie in ciascuna di queste cinque categorie si influenzino a vicenda, e se una di esse sia l'anomalia iniziale e primaria [5,8]. In questo prossimo decennio, la crescente comunit� di investigatori globali che stanno studiando la ME/CFS dovrebbe dare un'alta priorit� al perfezionamento della nostra comprensione di ciascuna di queste categorie di anormalit�, e una priorit� ancora maggiore alla comprensione di come sono collegate. Questo � essenziale per sviluppare buoni test diagnostici e trattamenti efficaci.
Whitney Dafoe termina la descrizione della sua sofferenza sottolineando il lato positivo della condizione in cui ha vissuto per quasi 20 anni. Dice di aver imparato molto su ci� che � importante nella vita, e che "la ME/CFS � il pi� grande insegnante che abbia mai avuto".
Mi piacerebbe pensare che la ME/CFS si dimostrer� anche un grande insegnante per la crescente comunit� di medici e ricercatori biomedici coinvolti nella cura e nello studio della malattia. In particolare, ipotizzo che le connessioni tra le varie anomalie che coinvolgono il sistema nervoso centrale e autonomo, il sistema immunitario, il metabolismo energetico, lo squilibrio redox e il microbioma umano che sono state notate nella ME/CFS si riveleranno centrali anche per la fisiopatologia di molte altre malattie.
In particolare, la pandemia COVID-19 sembra produrre milioni di nuovi casi di una condizione simile alla ME/CFS [11], e il NIH ha stanziato pi� di 1 miliardo di dollari per studiare questa e altre malattie croniche post-COVID. Speriamo che questo investimento produca pi� risposte.
Delle lezioni personali che io, come medico, ho imparato dalla ME/CFS, forse la pi� importante � che, se i pazienti ti dicono che stanno soffrendo, la tua ipotesi di default dovrebbe essere quella di credergli - anche se non puoi trovare una risposta con la tecnologia diagnostica che usi per prima. Soprattutto, non cedete mai alla tentazione di liquidare i sintomi del paziente perch� non riuscite a spiegarli. Questo pu� alleviare la vostra ansia, ma moltiplica solo la sofferenza del paziente.

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3 agosto 2021

COMMENTO ALLA BOZZA DI REVISIONE SISTEMATICA DEI CDC DI ATLANTA


Lo scorso 17 maggio i CDC di Atlanta hanno pubblicato la bozza di una revisione sistematica della letteratura scientifica sull'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS), invitando a fare commenti.

#MEAction ha scritto una bozza di commento (di 40 pagine) che trovate all'interno del link e invita tutti ad aggiungere la propria firma, entro il 15 agosto, dal momento che invieranno il tutto il giorno successivo. Per farlo pure trovate l'apposito pulsante all'interno del link qui.


Giada Da Ros, presidente della CFSME Associazione Italiana, ha gi� aggiunto la sua firma e invita anche gli altri a farlo.


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1� AGOSTO 2021

COMMISSIONE EUROPEA: LO SCOPING STUDY

La Commissione Europea ha deciso di avviare uno scoping study che include la ME/CFS. Che cos�� e perch� � importante?

Si tratta di uno studio esplorativo, per definire meglio il "tipo di malattia". La Commissione Europea ha riconosciuto che attualmente non si riesce ad affrontare adeguatamente la questione del finanziamento alla ricerca sulla MECFS perch� si colloca in mezzo fra le classiche e ben definite "malattie rare" (ma la MECFS non � cos� rara, e non ha una causa chiara) e le "grandi" malattie (si pensi a cancro, diabete�). Non riesce quindi a inserirsi nelle ampie categorie che hanno nel loro quadro di finanziamento per la salute, utilizzato anche da Horizon Europe, il programma quadro dell�UE per la ricerca e innovazione attraverso cui contiamo di avere i finanziamenti.

Si vuole quindi creare una nuova categoria di finanziamento speciale per queste malattie e lo scopo dello studio esplorativo � capire come definire questa categoria. Non solo ne trarr� profitto la ME/CFS, ma anche altre patologie, ad esempio la malattia di Lyme. Loro non possono scegliere di indicare specifiche patologie. Per questo la MECFS non verr� menzionata esplicitamente.
 
Il motivo per cui questa sarebbe un�ottima cosa � che non si prevede nessun sollievo immediato solo temporaneo, ma un cambiamento duraturo. Vale a dire, una volta che viene definita questa nuova categoria di malattia, si dice fondamentalmente che si tratta di un'area in cui � necessario fare dei progressi e questo quasi implica che i finanziamenti debbano andare l� ogni anno fino a quando questi progressi non si vedono.

Il piano della Commissione � di includere questo scoping study in Horizon Europe (HE) e di istituirlo quest'anno. Una volta terminato potrebbero gi� confluire dei finanziamenti in questa nuova categoria. La versione ufficiale e definitiva del programma di lavoro 2021-2022 del cluster Salute di Horizon Europe non � ancora stata pubblicata e il prossimo passo riguardante l'impostazione dei vari studi esplorativi potrebbe avvenire dopo la pubblicazione del programma di lavoro. I bandi specifici sulla patologia dovrebbero essere lanciati verso marzo 2023.

Ulteriori informazioni in proposito si possono trovare in questo articolo di EMEC.


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20 luglio 2021


CDC DI ATLANTA (USA): BOZZA DI UNA REVISIONE SISTEMATICA DELLA LETTERATURA SCIENTIFICA SULLA ME/CFS


Lo scorso 17 maggio i CDC di Atlanta hanno pubblicato la bozza di una revisione sistematica della letteratura scientifica sull'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS). L�intero documento (419 Pagine) lo potete trovare qui.

Il rapporto nel IOM (ora NAM) del 2015, invitava alla riesamina dei criteri diagnostici da loro proposti da parte di un gruppo multidisciplinare in non pi� di 5 anni, per valutare se tali criteri andassero modificati, anche alla luce dei rapidi cambiamenti. Nel 2019 i CDC hanno perci� commissionato una revisione che � stata affidata al Pacific Northwest Evidence-based Practice Center (EPC) presso la Oregon Health & Science University.
 
Ora che questa bozza di rapporto ad interim � stata resa pubblica, i CDC cercano dati e informazioni, inclusi rapporti e manoscritti che sono in attesa di pubblicazione o non sono disponibili attraverso i database bibliografici indicizzati.

Molti hanno gi� rilevato numerose problematicit� ed � essenziale segnalarle. Le persone singole sono incoraggiate a presentare i propri commenti entro il 16 agosto. Il nome e le informazioni di contatto di tutti coloro che inviano commenti saranno pubblici e faranno parte della documentazione federale. Qui il link per farlo.

Abstract Strutturato

Sotto trovate la traduzione in italiano dell�abstract strutturato presente all�inizio del documento:

Obiettivi. L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) pu� avere profondi effetti sulla funzionalit� e la qualit� della vita. Questo rapporto aggiorna una ricerca dell�Agency for Healthcare Research Quality (AHRQ), finanziata nel 2014, al fine di sintetizzare le prove sulla valutazione e gestione della ME/CFS. Espande anche la precedente revisione dell'AHRQ includendo non solo gli adulti ma anche i bambini, valutando i danni e i benefici della diagnosi, e valutando gli effetti del trattamento su depressione, ansia, qualit� del sonno, dolore e altri sintomi associati alla ME/CFS oltre alla fatica, alla funzionalit� e alla qualit� della vita.

Fonti dei dati. MEDLINE (dal 1988 a gennaio 2019), PsycINFO (dal 1988 a gennaio 2019), Embase (fino a gennaio 2019) e la Cochrane Library (fino a gennaio 2019); integrato dalla revisione delle liste di riferimento e dalla revisione dell�AHRQ del 2014.

Metodi di revisione. Gli articoli sono stati selezionati per la revisione se includevano: 1) valutazione di pazienti con fatica, 2) diagnosi di ME/CFS, o 3) trattamenti (farmacologici, non farmacologici, dietetici, o terapie complementari e alternative) della ME/CFS. Abbiamo estratto dati sulla frequenza delle patologie non-ME/CFS nei pazienti che presentano affaticamento; benefici e danni della diagnosi di ME/CFS rispetto alla non-diagnosi; e i benefici e i danni dei trattamenti. Due investigatori hanno esaminato gli abstract e gli articoli full-text per l'inclusione sulla base di criteri predefiniti. Il rischio di bias � stato valutato usando criteri predefiniti. Le discrepanze sono state risolte attraverso discussione e consenso, con un terzo ricercatore se necessario. Le meta-analisi a effetti casuali sono state condotte sui trial di esercizio e di terapia cognitiva; quando le evidenze non erano adatte ad essere combinate, sono state sintetizzate qualitativamente. La forza delle evidenze � stata valutata usando metodi raccomandati dalla Methods Guide for Effectiveness and Comparative Effectiveness Reviews della AHRQ.

Risultati. Abbiamo identificato 4.951 articoli potenzialmente rilevanti, ne abbiamo selezionati 636 per la revisione full-text e abbiamo incluso 72 studi in 91 pubblicazioni (1 revisione sistematica e 5 studi osservazionali sulla diagnosi e 66 studi sui trattamenti). Una revisione sistematica di pazienti con stanchezza o affaticamento nel contesto di cure primarie ha trovato che le condizioni pi� comuni non-ME/CFS erano la depressione (18,5%), gravi malattie somatiche (4,3%), anemia (2,8%), e malignit� (0,6%). In ambito specialistico di pazienti inviati per la valutazione di una possibile ME/CFS, le pi� comuni condizioni non-ME/CFS erano psicologiche (dal 15% al 51%) e di disturbi del sonno (dal 6% al 30%). Nessuno studio ha valutato i benefici o i danni della diagnosi di ME/CFS rispetto alla non-diagnosi. Sessantasei studi hanno valutato trattamenti per la ME/CFS. Trentatr� studi sono stati inclusi nel precedente rapporto AHRQ e 33 studi erano nuovi dal precedente rapporto. La CBT e la terapia dell'esercizio sono state associate a un miglioramento della fatica, della funzionalit� e di altri risultati rispetto alle terapie di controllo inattive, ma l'ampiezza degli effetti basata sui benefici medi era da piccola a moderata. Questi studi hanno dimostrato un'inspiegabile eterogeneit� statistica nelle stime aggregate e contenevano limiti metodologici. Inoltre, l'applicabilit� dei risultati ai pazienti con grave ME/CFS diagnosticati usando definizioni di caso pi� attuali e specifiche era incerta. Altre terapie farmacologiche, non farmacologiche, dietetiche, complementari e alternative erano inefficaci, o le prove di efficacia erano troppo limitate per guidare la pratica clinica. La segnalazione dei danni negli studi era subottimale, con prove limitate che l'esercizio e la CBT non fossero associati a un aumento del rischio di eventi avversi gravi o di peggioramento dei sintomi. Negli adolescenti con ME/CFS, evidenze limitate hanno trovato la CBT (basata sulla famiglia o che coinvolge i genitori) associata a un miglioramento delle funzioni e della frequenza scolastica rispetto alle terapie inattive, ma le differenze non erano statisticamente significative.

Limiti. Gli studi di trattamento avevano limiti metodologici. La maggior parte degli interventi e confronti sono stati valutati in pochi studi, la maggior parte degli studi ha usato vecchie definizioni di casi di ME/CFS, e c'erano informazioni limitate su come le caratteristiche chiave e i sottogruppi di pazienti impattassero i risultati. C'era un'inspiegabile eterogeneit� statistica nelle meta-analisi, l'inclusione degli studi � stata limitata alle pubblicazioni in lingua inglese e i metodi formali per determinare gli effetti sui piccoli campioni non sono stati eseguiti a causa del piccolo numero di studi.
Conclusioni. Le prove sui trattamenti efficaci per la ME/CFS rimangono limitate. Sebbene l'esercizio graduato e la CBT fossero pi� efficaci delle terapie di controllo inattive (cure usuali, cure specialistiche usuali, o un controllo dell'attenzione) nel migliorare la fatica, la funzionalit� e altri risultati, l�ampiezza degli effetti � stata da piccola a moderata e le limitazioni metodologiche e di altro tipo (imprecisione, incoerenza, generalizzabilit� incerta) hanno precluso conclusioni forti. Le condizioni di non-ME/CFS erano comuni nei pazienti che presentavano fatica.

Per chi volesse ulteriormente approfondire segnalo due post del blog �ME/CFS Skeptic�, curato dal paziente Michiel Tack, che � uno dei membri di EMEC. Questo del 16 giugno, che fa una sintesi della revisione; e questo del 19 giugno che fa dei commenti in proposito.
 E poi questo post di Ben Hsuborger di #MEAction.

Dai post segnalo solo che #MEAction ha contattato Beth Unger dei CDC e lei ha risposto:

"...la revisione sistematica ha fornito pochi nuovi dati e il processo per lo sviluppo di linee guida non sarebbe in grado di fornire un progresso rispetto a ci� che � attualmente disponibile da parte della Coalizione dei Clinici di ME/CFS e della IACFSME (Associazione Internazionale di CFSME). Completeremo la revisione sistematica e non procederemo con lo sviluppo delle linee guida finch� non saranno disponibili i dati degli studi clinici".

Per questo � poco probabile allo stato attuale che sulla base di questa revisione i CDC adottino nuove linee guida. Nondimeno � opportuno segnalare con appropriati commenti eventuali questioni, in particolare, sottolineano alcune organizzazioni di advocacy come SolveCFSME o #MEAction per quanto riguarda GET e CBT.

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7 luglio 2021

LA TEORIA DELL'ENTEROVIRUS NELL'EZIOLOGIA DELLA ME/CFS

La teoria Enterovirus dell'eziologia della malattia nella Encefalomielite Mialgica/Sindrome da Fatica Cronica: Una revisione critica
di Adam J. O'Neal e Maureen R. Hanson

Qui lo studio.

L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � una malattia complessa e multi-sistema la cui base eziologica non � stata stabilita. Gli enterovirus (EV) come causa della ME/CFS sono stati talvolta proposti, in quanto sono noti agenti di infezioni respiratorie e gastrointestinali acute che possono persistere in siti di infezione secondaria, tra cui il sistema nervoso centrale, i muscoli e il cuore. A oggi, il corpus di ricerca che ha studiato le infezioni da enterovirus in relazione alla ME/CFS sostiene una maggiore prevalenza di infezioni enterovirali croniche o persistenti nelle coorti di pazienti ME/CFS rispetto agli individui sani. Tuttavia, risultati incoerenti hanno alimentato un declino degli studi correlati negli ultimi due decenni. Questa revisione copre gli aspetti della fisiopatologia della ME/CFS che sono coerenti con un'infezione cronica da enterovirus e rivede criticamente le metodologie e gli approcci usati negli studi passati sulla ME/CFS legati all'EV. Descriviamo i tipi di campioni precedenti che sono stati interrogati, i metodi utilizzati e le limitazioni degli approcci che sono stati scelti. Concludiamo che ci sono notevoli prove che le precedenti epidemie di ME/CFS siano state causate da uno o pi� gruppi di enterovirus. Inoltre, troviamo che i metodi usati negli studi precedenti fossero inadeguati per escludere la presenza di infezioni enterovirali croniche negli individui con ME/CFS. Data la possibilit� che tali infezioni possano contribuire alla morbilit� e impedire la guarigione, sono urgentemente necessari ulteriori studi su campioni biologici appropriati con i pi� recenti metodi molecolari.

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6 luglio 2021

DISREGOLAZIONE DEL PATHWAY KENNEDY E DEL CICLO DELL'ACIDO TRICARBOSSILICO NELLA ME/CFS

Qui lo studio in proposito.

Abstract:

L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � una malattia cronica e debilitante che � caratterizzata da un'inspiegabile fatica fisica non alleviata dal riposo. I sintomi includono anche disfunzioni cognitive e sensoriali, disturbi del sonno, intolleranza ortostatica e problemi gastrointestinali. La patogenesi non � completamente compresa. Utilizzando analisi di regressione, bayesiane e di arricchimento, abbiamo condotto analisi metabolomiche mirate e non mirate di 888 analiti metabolici in campioni di plasma di 106 casi di ME/CFS e 91 controlli sani abbinati alla frequenza. Nei casi di ME/CFS, le analisi di regressione, bayesiane e di arricchimento hanno tutte rivelato livelli anormali di diversi lipidi di membrana che indicano una disregolazione del pathway Kennedy: livelli plasmatici diminuiti di plasmalogeni, fosfatidilcoline, fosfatidiletanolamine, sfingomieline ed eteri di fosfolipidi. Le analisi di arricchimento hanno rivelato livelli diminuiti di coline, ceramidi e carnitine e livelli aumentati di trigliceridi a catena lunga, acidi dicarbossilici, acido idrossi-eicosapentaenoico e gli intermedi del ciclo dell'acido tricarbossilico alfa-chetoglutarato e succinato. Utilizzando algoritmi di apprendimento automatico con metaboliti selezionati come predittori, siamo stati in grado di differenziare i casi di ME/CFS femminili dai controlli femminili (massima AUC=0,794) e i casi di ME/CFS senza sindrome dell'intestino irritabile auto dichiarata (sr-IBS) dai controlli senza sr-IBS (massima AUC=0,873). I nostri risultati sono coerenti con i precedenti lavori sulla ME/CFS che indicano un metabolismo energetico compromesso e uno squilibrio redox, ed evidenziano anomalie specifiche che possono fornire intuizioni sulla patogenesi della ME/CFS.


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5 luglio 2021

IL CIRCUITO DELLA VIOLENZA SIMBOLICA NELLA CFS/ME

Il circuito della violenza simbolica nella sindrome da fatica cronica (CFS)/encefalomielite mialgica (ME) (I): Uno studio preliminare. Qui.

Abstract:

Obiettivo: Com'� possibile che una malattia cos� grave come la CFS, che colpisce un cos� gran numero di persone, sia cos� sconosciuta alla popolazione generale? La risposta a questa domanda si basa sull'analisi della violenza simbolica di Pierre Bourdieu. Metodo: Le "lettere all'editore" di pazienti con CFS a tre giornali nazionali spagnoli sono state sottoposte a varie analisi qualitative e quantitative. Risultati: Sulla base delle analisi qualitative e della loro interpretazione teorica, sono stati identificati 13 meccanismi di violenza simbolica: non riconoscimento, assenza di cura istituzionalizzata, condiscendenza, imposizione autorizzata di verdetti illegittimi, delegittimazione, disintegrazione, imposizione della conversazione, eufemizzazione, silenziamento, invisibilizzazione, isolamento, non comunicazione e colpevolizzazione di se stessi. L'Analisi delle Corrispondenze Multiple ha permesso di identificare che i meccanismi strutturali (non riconoscimento, disintegrazione) si combinavano con quelli pi� simbolici, che venivano in primo piano producendo gli effetti osservati della violenza simbolica. I 13 cluster ottenuti nel Clustering Gerarchico Agglomerativo hanno confermato questo risultato.


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4 luglio 2021

LA MALATTIA INVISIBILE:
IL WEBINAR DI CONFESQ

Circa un anno fa, il Parlamento europeo ha adottato la risoluzione 2020/2580(RSP) sul finanziamento supplementare per la ricerca biomedica sull'Encefalomielite Mialgica/Sindrome da Fatica Cronica (ME/CFS).

In onore di questo anniversario, Renew Europe, il deputato spagnolo Jordi Ca�as e l'organizzazione di pazienti CONFESQ hanno realizzato un webinar il 30 giugno, intitolato: "Sfide e opportunit� per la ricerca sulla ME/CFS in Europa".

Qui il programma.

Le registrazioni del webinar sono ora disponibili:

- in inglese.
- in spagnolo

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2 luglio 2021


INTERVISTA di ELMA ACADEMY A GIADA DA ROS

Massimo Massagrande, di ELMA Academy, intervista Giada Da Ros, presidente della CFSME Associaione Italiana OdV, sulla CFME: qui.
Qui in versione sottotitolata in inglese.

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1� luglio 2021

ME/CFS ESTREMAMENTE GRAVE - UN RESOCONTO PERSONALE di WHITNEY DAFOE


Tradotto in italiano, trovate qui un saggio di carattere personale scritto da Whitney Dafoe, come ricercatore indipendente, sulla propria esperienza come paziente etremamente grave di CFSME. Whitney Dafoe, figlio del prof. Ronald Davis, � il pi� noto paziete della patologia, di cui � diventato un po' il simbolo.

Questo saggio a un numero speciale di Healthcare intitolato �ME/CFS � i pazienti gravi e molto gravi�.

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30 giugno 2021

THE GUARDIAN: COVID-LUNGO E CFSME

La riceca sul COVID-lungo potrebbe aiutare la CFSME: un articolo del Guardian: qui.

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24 giugno 2021

DOCUMENTARIO TEDESCO SULLA CFSME

Dal 10 luglio sar� disponibile gratuitamente on demand questo documentario sulla sindrome da fatica cronica su Arte TV.

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16 guigno 2021

RIP DR. PAUL CHENEY

Lo scorso 10 giugno � tristemente mancato il dottor Paul Cheney, uno dei primissimi medici ad occupar
si di CFSME.

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5 giugno 2021

HEALTHCARE: SU CFSME GRAVE E MOLTO GRAVE

Segnaliamo, qui, un numero speciale di Healthcare, dedicato interamente alla CFSME grave e molto grave.

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30 maggio 2021

CONVALIDA DELLA GRAVIT� DELLA ME/CFS

Segnaliamo questo studio, uscito ormai quasi un anno fa, intitolato "Convalida della gravit� dell'Encefalomielite Mialgica/Sindrome da Fatica Cronica con altre misure oltre alla Storia: Bracciale di attivit�, test da sforzo cardiopolmonare e un questionario di attivit� convalidato: SF-36�

La traduzione dell�abstract:

Introduzione: L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � una malattia cronica grave e invalidante. � necessario classificare la gravit� dei sintomi e della malattia del paziente per il confronto e il processo decisionale terapeutico. La classificazione clinica che dipende dall'autodichiarazione del paziente � soggetta a variabilit� interindividuale. Sarebbe auspicabile avere misure pi� oggettive per valutare e confermare la classificazione clinica. Pertanto, lo scopo di questo studio � stato quello di convalidare la classificazione della gravit� clinica che � stata proposta dagli autori dei Criteri Internazionali di Consenso ME (ICC) utilizzando misure pi� standardizzate come i questionari, e misure oggettive come il monitoraggio dell'attivit� fisica e il test da sforzo cardiopolmonare.

Metodi e risultati: Si � cercano nel database clinico di una clinica subspecialistica di ME/CFS per pazienti che avessero completato il questionario SF 36, indossato una fascia da braccio SensewearTM per cinque giorni e avessero fatto un test da sforzo cardiopolmonare. Solo i pazienti che hanno completato tutte e tre le indagini entro 3 mesi l'una dall'altra - per migliorare la probabilit� di una malattia stabile - sono stati inclusi nell'analisi. Sono stati analizzati duecentottantanove pazienti: 121 sono stati classificati come lievi, 98 come moderati e 70 come aventi una malattia grave. La sottoscala media (SD) dell'attivit� fisica dell'SF-36 era 70 (11) per i pazienti con ME/CFS lieve, 43 (8) per quelli moderati e 15 (10) per quelli gravi. Il numero medio (DS) di passi al giorno era 8235 (1004) per i lievi, 5195 (1231) per i moderati e 2031 (824) per la malattia grave. La media (DS) del consumo di ossigeno previsto alla soglia ventilatoria era del 47 (11) % per i pazienti lievi, del 38 (7) % per i moderati e del 30 (7) % per i pazienti gravi. Il consumo percentuale di ossigeno di picco era del 90 (14) % per le malattie lievi, del 64 (8) % per quelle moderate e del 48 (9) % per quelle gravi. Tutti i confronti erano p <0,0001.

Conclusioni: Questo studio conferma la validit� della classificazione di gravit� ICC. La classificazione assegnata dai clinici sulla base dell'autodichiarazione del paziente ha creato gruppi che differivano significativamente sulle misure di attivit� utilizzando la subscala della funzione fisica SF-36 e le misure oggettive dei passi al giorno e della capacit� di esercizio. C'era variabilit� nella funzione all'interno dei gruppi di classificazione della gravit�, quindi la classificazione basata sull'autodichiarazione pu� essere rafforzata dall'uso di queste misure supplementari.

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27 maggio 2021

IL PODCAST DI #MILLIONSMISSING

Nei giorni scorsi � nato #MillionsMissing Podcast, un podcast dedicato a fornire una piattaforma per le testimonianze di persone che soffrono di malattie croniche (in inglese).
Condividi la tua storia.
Trailer adatto a chi ha problemi di sensibilit� al suono.
Versione musicale: qui

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16 maggio 2021

STUDIO SONDAGGIO SULLA CARATTERIZZAZIONE DEI CLUSTER DI SINTOMI NELLE MALATTIE CRONICHE COMPLESSE

Durante l�evento di Millions Missing � stata annunciata LA CHRONIC ILLNESS SURVEY ADVENTURE di #MEACTION � anche conosciuta come studio SYMPTOM CLUSTER CHARACTERIZATION IN COMPLEX CHRONIC DISEASE - CARATTERIZZAZIONE DEI CLUSTER DI SINTOMI NELLE MALATTIE CRONICHE COMPLESSE .

A dare l'annuncio � stata Jaime Seltzer, direttrice dell�outreach scientifico e medico di #MEAction, che � a capo del progetto, avviato anche con la collaborazione dell�Universit� di Edimburgo, la Columbia University, l�associazione di CFSME e Fibro del Massachusetts e altri.

� aperto a TUTTO IL MONDO, ma � SOLO IN INGLESE. Sar� aperto per un anno e dura diversi mesi, poich� � diviso in sei sezioni ognuna della quali viene rilasciata una volta al mese. Si tratta di uno studio epidemiologico basato su un'indagine per sondare pi� approfonditamente la ME/CFS, il COVID lungo, la POTS, la hEDS e la MCAS. L�indagine � iniziata esaminando i sintomi elencati nei set di criteri diagnostici per ogni malattia. Poi, hanno incorporato indagini convalidate per sintomi complessi come il dolore o la fatica. Per quel che riguarda la CFSME e i criteri diagnostici usati, hanno incorporato i sintomi da Ramsay (1988), Fukuda (1993), CCC (2003), ICC (2011) e IOM/NAM (2015).

Qui per ulteriori informazioni e per partecipare.

In questo video YouTube, Jaime Seltzer e Mady Horning spiegano lo studio.

Vi invitiamo a partecipare. Pi� siamo meglio �.

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15 maggio 2021

SONDAGGIO PAN-EUROPEO SULLA ME DI EMEA

Lo scorso 11 maggio � stato annunciato IL SONDAGGIO PAN-EUROPEO SULLA ME di EMEA.

Cos� come � gi� stato fatto per la Norvegia (se non ricordate in proposito, lo trovate sotto le news del sito dell�associazione in data 20 marzo), ora si vuole avviare un sondaggio-studio per confrontare la situazione e le esperienze dei pazienti di ME nei paesi europei, esaminando il modello nell'occorrenza (debutto) della ME nel tempo, l'intervallo di tempo tra l'esordio e la diagnosi, il decorso della malattia, i fattori positivi e negativi che la influenzano, le esperienze con vari trattamenti dei sintomi, la (dis)soddisfazione con la gestione/trattamento della ME nel sistema sanitario e di sicurezza sociale, l'accettazione della ME tra i membri della famiglia e gli amici�

L�obiettivo � quello di ricevere diverse centinaia di intervistati da ciascuno dei paesi membri dell'EMEA, e un numero totale di intervistati di almeno 10.000 persone.

Su come � nata l�idea e per altre informazioni vedete qui.
Per partecipare al sondaggio (in italiano) vedete qui. NB. Per errore, c'� una sezione che � in inglse, ma subito dopo � ripetuta uguale in italiano. Ignorate la parte in inglese.

Vi incoraggiamo a partecipare.


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14 maggio 2021

GUIDA AL PACING IN ITALIANO

Ora � disponibile anche in italiano la guida al PACING di #MEAction. La trovate sul nostro sito sotto "pubblicazioni, o comunque qui.

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13 maggio 2021

GIORNATA MONDIALE SEGNALATA SUL PORTALE MALATTIE RARE

Il Portale Malattie Rare dell'Istituto Superiore di Sanit� segnala la ricorrenza, esprimendo solidariet� ai malati di sindrome da fatica cronica.
Si veda qui.

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12 maggio 2021

VIDEO PER LA GIORNATA MONDIALE DI SENSIBILIZZAZIONE

Per oggi, giornata mondiale di sensibilizzazione sulla CFSME, CFSItalia, con noi della CFSME associazione Italiana OdV e con la CFSME OdV, ha realizzato una sorta  di "video-documentario" con presentazione della malattia, testimonianze dei pazienti, punto di vista di numerosi medici e attivit� della associazioni.
Potete vederlo qui. Diffondete a piacimento per aiutarci a far conoscere la patologia e... buona visione!

logovideo

Per il video della sola parte di Giada, presidente della CFSME Associazione Itaiana odv, che present la patologia con anche i sottotitoli in inglese, si veda qui.

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12 maggio 2021

UNA LOCANDINA PER LA SENSIBILIZZAZIONE

Alcune delle maggiori associazioni che si occupano di CFSME hanno deciso di collaborare per realizzare insieme una locandina di sensibilizzazione. Eccola sotto.
Locandina
Locandina


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10 maggio 2021

ANTEMPRIMA DE VIDEO DEL 12 MAGGIO

Per la giornata mondiale del 12 maggio � stato realizzato un video che trovate in anteprima qui.


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4 maggio 2021

LA REGIONE VENETO PARLA DI CFSME

LA CFSME � stata al centro dell�attenzione della Quinta Commissione Sanit� del Consiglio Veneto. Se ne parla qui. Si utllizza un linguaggio un po' "vecchio" usando "sindrome da stanchezza cronica", che cerchiamo di non usare pi� per varie ragioni, ma per il resto l'articolo merita comunque la segnalazione.


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3 maggio 2021

OPEN HOUSE DELLA OMF

Il primo maggio si � tenuta la prima Open House Virtuale della Open Medicine Foundation, in cui i direttori dei suoi centri di ricerca
hanno condiviso dettagli e aggiornamenti sui progetti da loro finanziati. Hanno preso la parola Christopher W. Armstrong (Universit� di Melbourne), Jonas Bergquist (Universit� di Uppsala), Alain Moreau (Universit� di Montreal), Ronald G. Tompkins (Harvard) & Wenzhong Xiao (Harvard), e Ronald W Davis (Stanford).

Da oggi � disponibile la registrazione dell'evento qui.

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1� maggio 2021

DAI IL TUO VOTO PER LA RICERCA SULLA ME/CFS:
#TheFutureIsYours

Sottoscrivi la proposta "Ricerca sull'Encefalomielite Mialgica (ME/CFS)" di EMEC, nell'ambito dell'iniziativa UE "Il futuro � nelle tue mani".

EMEC (European ME Coalition) partecipa all'iniziativa dell'Unione Europea "Il futuro � nelle tue mani" con la proposta "Ricerca sull' Encefalomielite Mialgica (ME/CFS)."  La proposta si inserisce nella Conferenza sul futuro dell'Europa, una serie di dibattiti e discussioni avviati su iniziativa dei cittadini che consentiranno a chiunque in Europa di condividere le proprie idee e contribuire a plasmare il nostro futuro comune.

👉#TheFutureIsYours: come partecipare!
� Entrate nel sito Conferenza sul futuro dell'Europa (Proposta Ricerca sull'Encefalomielite Mialgica): qui.
� cliccando sul bottone "sottoscrivi" vi verr� richiesta la registrazione (� possibile anche accedere con il proprio account Facebook);
� ora potete dare il vostro voto ed anche lasciare un commento!

✍️ Pi� firme verranno raccolte maggiore potr� essere l'interesse rappresentato presso le autorit� europee.

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30 aprile 2021

CAMPAGNE DI SENSIBILIZZAZIONE IN VISTA DELLA GIORNATA MONDIALE

Maggio � il mese di senibilizzazione sulla CFS/ME, e cono partite in questi giorni numerose campagne di sensibilizzazione a cui i pazienti possono aderire, con molteplici inziative, in vista della giornata mondiale dell 12 maggio. Segnaliamo:

- May Momentum della Open Medicine Foundation.
- #YearsInLockdown di Action for ME
- Messages of Hope del Bateman Horne Center e di #MillionsMissing
- Missing, di Emerge Australia e #MillionsMissing
- #MillionsMissing e #YouAreNotAlone, di #MEAction
- Concerto Jazz per la ME/CFS, sabato 15 maggio della Massachusetts CFIDS&ME & FM Association

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18 aprile 2021

PARTECIPA ANCHE TU ALLA REALIZZAZIONE DI UN VIDEO SULLA CFS/ME

Il Forum CFS Italia sta raccogliendo testimonianze di pazienti con CFS/ME per la realizzazione di un breve video di sensibilizzazione, che sar� pubblicato il 12 maggio in occasione della Giornata mondiale per la consapevolezza sulla CFS/ME.

Come partecipare?

Basta inviare un breve video (max 2 min) o un selfie con un messaggio scritto a vittoria@cfsitalia.it entro il 25 aprile.
Anche i caregiver e gli amici possono inviare la propria testimonianza. Leggi tutte le istruzioni qui.

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16 aprile 2021

RACCOMANDAZIONI DI CONSENSO SU TEST E TRATTAMENTI, DELLA COALIZIONE DEI CLINICI ESPERTI DI CFSME

La Coalizione dei Clinici esperti di CFS/ME americani ha appena pubblicato delle raccomandazioni di consenso per i medici che includono indicazioni sui test e i trattamenti usati nella cura dei pazienti di ME/CFS.

Al link trovate la lettera di presentazione.
Come spiegano, le raccomandazioni sui test includono quei test usati per identificare diagnosi alternative e comorbilit� insieme ai test per caratterizzare ulteriormente la ME/CFS e per aiutare a documentare la disabilit� e guidare il trattamento. Includono una serie limitata di test per tutti i pazienti e ulteriori test da ordinare in base alla particolare presentazione del paziente. Sono da intendersi come guida generale per un processo diagnostico che pu� estendersi in diverse visite ambulatoriali e implicano il rinvio a specialisti. Il medico dovr� applicare il proprio giudizio clinico nel decidere quali test ordinare e se fare riferimento a uno specialista.

Le raccomandazioni per il trattamento della ME/CFS invece includono trattamenti farmacologici e non farmacologici, suddivisi per vari aspetti della ME/CFS come l'intolleranza ortostatica, il sonno e il deterioramento cognitivo, il dolore e il deterioramento immunitario.

All�interno di questa lettera ci sono i link, sia ai test che ai trattamenti, in inglese. Sotto "pubblicazioni" trovate la traduzione in italiano dei documenti.

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14 aprile 2021

AGGIORNAMENTO SULLA TRAPPOLA METABOLICA: FUNZIONA IN UNA CELLULA DI LIEVITO

I
l prof. Davis ha fatto un aggiornamento sull�ipotesi della Trappola Metabolica ipotizzata dal prof. Phair, e lo trovate qui.

Sotto trovate una sintesi di quello che dice.

Alla base dell�ipotesi della trappola metabolica c�� l�idea che c�� un importante enzima che � intrappolato nella sua funzione. Testarla su tessuti umani � problematico e per ora la stanno testando sul lievito di birra.   

Hanno preso il lievito e ci hanno messo il gene IDO1, quello che si ritiene sia coinvolto. � un gene che ha la funzione di trasformare il triptofano (un aminoacido della dieta) in chinurenina, che ha varie funzioni, fra cui regolare il sistema immunitario e sopprimere le infiammazioni. Serve anche a produrre NAD una sostanza chimica essenziale nel metabolismo (� coinvolta in circa 400 reazioni chimiche), indispensabile per la produzione di energia nei mitocondri.

Quello che hanno fatto � stato mettere la chinurenina nel lievito e costringerla a produrre NAD, impedendo ogni altro modo che il lievito avrebbe per produrre NAD (sono stati rimossi quei geni che permettono di produrlo in altra maniera). Il solo modo in cui il lievito pu� produrre NAD � avere questo pathway attivo. Se innescano la trappola metabolica, che interrompe l�attivit� dell�IDO, questo non pu� produrre chinurenina che a sua volta non pu� produrre NAD. E in questo modo il lievito non pu� crescere. 
Un problema tecnico che hanno avuto � che non vogliono che il triptofano venga utilizzato per altri pathway (per altri scopi). Ci sono infatti altri geni che usano il triptofano per altri propositi. Hanno guardato al lievito e conoscono la funzione di ogni gene (perch� lo hanno sequenziato) e hanno rimosso quei geni.

Se il triptofano era basso, le cellule crescevano bene. Se alzavano la concentrazione di triptofano, l�alto livello inibiva l�enzima. Questo � molto strano: c�� un enzima che converte il triptofano in chinurenina e si potrebbe pensare che se si aumentasse il triptofano si produrrebbe semplicemente pi� chinurenina, ma non � cos�. Un triptofano elevato inibisce l'enzima che non pu� produrre chinurenina. Se non la produce, il lievito non cresce. Per cui finch� il triptofano � alto, il lievito non riesce a crescere. Se diminuisci il triptofano, il lievito torna a crescere. Se lasci il triptofano alto, ma comunque dai della chinurenina, il lievito riesce a crescere.

Hanno fatto questo esperimento per testare la trappola metabolica, per capire se funzionerebbe in una cellula, e s�, questo dimostra che l�ipotesi della trappola funziona in una cellula. Certo � lievito, ma funziona in una cellula!

Hanno fatto questo esperimento per un�altra ragione: hanno ora un modello in cui possono inibire l�IDO1 nella trappola metabolica e il solo modo in cui la cellula pu� crescere � liberandosi del triptofano.

Per� nelle cellule umane non � proprio la stessa cosa perch� il punto critico non � la crescita, � la produzione di chinurenina. Se questo fosse vero nelle cellule umane, l'unico modo per fare la chinurenina sarebbe quello di sbarazzarsi del triptofano. L'unico modo per sbarazzarsi del triptofano � convertirlo in chinurenina. � per questo che si chiama trappola, ci entri dentro e non puoi uscirne.

Tuttavia, se trovano una sostanza che "blocca il blocco" - l'inibizione che il triptofano ha sull'enzima, allora si riattiver� IDO1, quindi l�IDO1 consumer� il triptofano e le cellule produrranno chinurenina. Con il lievito sono a questo punto e con quello � abbastanza semplice da fare. Mettono alto triptofano e poi aggiungono farmaci a diverse concentrazioni e cercano la crescita. Hanno dei robot che lo fanno (ne hanno 3 che ne fanno 96 alla volta) anche se vecchi e bisognosi di riparazioni. Hanno tutti i farmaci approvati dalla FDA nel loro congelatore. Li hanno controllati tutti e conoscono l'effetto sul lievito e conoscono la concentrazione che ha qualche effetto.
Davis � elettrizzato: non ha idea di quale sia la probabilit� ma � ottimista. Ci sono molte sostanze da provare a diverse concentrazioni. Se i farmaci approvati dalla FDA non funzionano, comincer� a esaminare gli estratti di erbe. � in contatto con persone in Cina e India dove ne hanno di molti tipi. Questo perch� vuole qualcosa che i pazienti possano prendere, un nuovo composto richiederebbe un'approvazione della FDA e ci vorrebbero anni per averla, e non vuole questo.

In questo modo, se la trappola metabolica � reale, allora abbiamo qualcosa con cui trattarla. La tappa successiva � provarla sulle cellule umane.


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10 aprile 2021

VACCINARSI CONTRO IL COVID-19 E CFSME

Trovate di seguito una serie di documenti che possono aiutare di pazienti a prendere la migliore decisione rispetto alla vaccinazione contro il COVID-19, nel caso in cui soffrano di CFSME.

La guida al vaccino contro il COVID-19 della dottoressa Lucinda Bateman del Bateman Horne Center.

Le considerazioni e i consigli della dottoressa Nancy Klimas dell'Istituto per la Medicina Neuro-immunitaria

Le indicazioni del dottor Charles Shepherd e della Me Association

I risultati del sondaggio sugli effetti collaterali del vaccino, dal post di Cort Johnson di Health Rising

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5 aprile 2021

AN EXISTENCE PROJECT: UN CORTO SULLA CFSME

An Existence Project � un corto di animazione in stop-motion su cosa significhi vivere CFSME lieve o moderata: qui.


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2 aprile 2021

POSTICIPATA LA PUBBLICAZIONE DEI  NICE

La pubblicazione delle linee guida NICE, prevista ad aprile dopo che era stata posticipata causa COVID, � stata ulteriormente posticipata al 18 agosto.


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31 marzo 2021

SU PEOPLE LA CFS/ME

Su "People" la battaglia di Ron Davis per metere fine ala CFS/ME: qui

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20 marzo 2021

UN RAPPORTO SULL'ANDAMENTO DELLA PATOLOGIA NEI PAZIENTI DI CFSME

L'associazione norvegese di MECFS ha da poco pubblicato un importante rapporto su un sondaggio su quasi 6000 pazienti sul decorso della patologia. La sintesi di questo rapporto, in inglese, la trovate qui in traduzione italiana.

Nell'intro si legge: 

�Il decorso tipico spesso ipotizzato - un graduale miglioramento nel tempo - caratterizza solo il 12% degli intervistati. Grandi fluttuazioni o fluttuazioni con graduale deterioramento graduale, sono i due corsi pi� tipici della malattia. La regolazione dell'attivit� (pacing) � di gran lunga il fattore positivo pi� importante per il miglioramento, mentre un livello troppo alto di attivit� � il fattore negativo segnalato pi� frequentemente. Il servizio sanitario � menzionato il 56% pi� frequentemente come fattore negativo che come fattore positivo per il decorso della malattia. L�approccio adottato da alcune parti del servizio sanitario, dall'amministrazione sociale e dal sistema educativo contribuisce al peggioramento della malattia per molti pazienti. Sebbene ci sia un bisogno di maggiori conoscenze, ancora pi� importante � utilizzare le conoscenze che gi� abbiamo per offrire un supporto e un'assistenza che si adattino ai bisogni dei pazienti e che si basino su una comprensione del corso della malattia e dei fattori che la influenzano�.

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12 marzo 2021

YOGA ISOMETRICO SUPINO PER LA MECFS

Il Bateman Horne Center, che  ha diverse attivit� (conferenze, gruppi di supporto...) per i pazienti, ha recentemente ripubblicato su suo canale, con miglioramenti all'audio, un video postato a dicembre con una lezione di Yoga isometrico supino studiato appositamente per pazienti di MECFS.

� necessario sapere l'inglese per capirlo a dovere, ma � veramente ben calibrato. Consiste fondamentalmente nel tentativo di capire i propri bisogni energetici con contrazioni isometriche che mirino a riattivare le proprie energie invece di consumarle. Il concetto etico di fondo � quello dell'ahimsa (non violenza) e si tiene conto della possibilit� di chi segue di riposare e non necessariamente seguire l'esercizio.

Suggeriamo eventualmente di guardarsi prima il video senza fare gli esercizi, in modo in seguito da poterli eseguire senza dover guardare lo schermo. 

Questo � il link alla lezione.

Sul canale verranno poi pubblicati altre video di Yoga pensati per i pazienti e mirati al calmare il sistema nervoso parasimpatico.


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2 marzo 2021

I CDC E IL KIT PER I PAZIENTI

I CDC di Atlanta (USA) hanno realizzato un nuovo kit per i pazienti. Lo trovate qui.

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28 febbraio 2021

LONG-COVID ALLIANCE

Molti pazienti, dopo il COVID, finiscono per sviluppare quello che viene chiamato COVID-lungo. Per una parte di questi pazienti la forma che la patologia assume � quella della CFSME. Per questa ragione � nata la
 Long COVID Alliance, lanciata dalla Solve Mecfs Initiative e con una cinquantina di aderenti,  una rete di attivisti e pazienti, scienziati, esperti di malattie e salute pubblica e sviluppatori di farmaci che vogliono sfruttare le conoscenze e risorse collettive per educare i responsabili politici e accelerare la ricerca sulla comprensione delle malattie post-infettive.
Per saperne di pi� visita www.LongCOVIDAlliance.org.


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20 febbraio 2020

RELEVIUM

La Glemati Road Pictures sta producendo un documentario sulla dottoressa Lucinda Bateman, il Bateman Horne Center, l'encefalomielite mialgica / sindrome da fatica cronica (ME/CFS), la fibromialgia (FM), e il COVID-lungo. Il titolo attuale del film � Relevium che � latino per "sollievo".
Qui un trailer di assaggio. Qui il sito del progetto.

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16 febbraio 2021

THE PUZZLE SOLVER: INCONTRO CON L'AUTRICE

Su YouTube, a questo link, � ora disponibile la registrazione dell'evento virtuale di cui abbiamo parlato in data 2 febbraio (vedi infa).

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10 febbraio 2021

PIATTAFORME DIGITALI PER LA RICERCA SULLA MECFS, DEI NIH

I NIH (Istituti Superiori di Sanit� Americani) hanno recentemente lanciato due risorse digitali online per facilitare la ricerca sull'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS). Lo strumento che permette ai ricercatori di accedere ai dati di diversi studi multiomici sulla ME/CFS si chiama mapMECFS, e searchMECFS fornir� ai ricercatori l'accesso ai campioni biologici e alle informazioni cliniche de-identificate sui pazienti.

Per saperne di pi�, si legga qui.

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6 febbraio 2021

ABILIFY OFF-LABEL A BASSO DOSAGGIO

Alcuni pazienti di CFS/ME stanno avendo miglioramenti consistenti con l�uso off-label a basso dosaggio del farmaco Abilify (aripiprazolo), un antipsicotico solitamente usato nella schizofrenia e nel disturbo bipolare. 

Una decina di giorni fa � uscito un primo studio in proposito, su 101 pazienti che soddisfacevano i criteri di diagnosi seconde tre diverse definizioni di caso (Fukuda, CCC e IOM), seguiti dalla clinica sulla ME/CFS dell�Universit� di Stanford. 

Questo non significa che si ipotizzi un'origine psicogena della patologia, perch� non � cos�. Quello che scrivono � che gli agonisti del recettore della dopamina D2 hanno dimostrato di mediare la neuroinfiammazione, l'attivazione microgliale e la morte cellulare in modelli animali e nell'uomo e questo suggerisce che i farmaci che modulano la dopamina come l'aripiprazolo possono portare a un miglioramento clinico della fatica e dei sintomi cognitivi nella ME/CFS.

In sintesi, come riporta lo studio, �il numero di rispondenti positivi in un gruppo di 101 pazienti che assumevano aripiprazolo era significativamente maggiore del numero di pazienti che non rispondevano o avevano esperienze negative. Inoltre, l'entit� del miglioramento percepito era significativa. Alcuni pazienti non hanno osservato alcun beneficio, e un piccolo sottogruppo di pazienti ha sperimentato effetti collaterali che hanno richiesto la sospensione del farmaco. Nel complesso, questi risultati suggeriscono che l'aripiprazolo pu� ridurre efficacemente i sintomi della ME/CFS e merita ulteriori indagini in uno studio clinico randomizzato. Esplorare il meccanismo d'azione dell'aripiprazolo in condizioni neuroinfiammatorie pu� anche fornire nuove informazioni sulla patogenesi della ME/CFS.

Qui il link allo studio di Crosby et al..


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4 febbraio 2021

ANALISI APPROFONDITA DEL PROTEOMA PLASMATICO NELLA ME/CFS: EVIDENZE DI SQUILIBRIO DEL PATHWAY EFRINA-EPH

A fine gennaio � uscito lo studio �L'analisi approfondita del proteoma plasmatico nella ME/CFS mette in evidenza l'interruzione della segnalazione di efrina-Eph e del sistema immunitario�, firmato da Arnaud Germain, Susan Levine e Maureen Hanson.

Qui il link allo studio.

Qui sotto la traduzione dell�abstract:

L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � una malattia invalidante con prevalenza mondiale e terapie limitate volte esclusivamente al trattamento dei sintomi. Per ottenere approfondimenti sulle interruzioni molecolari nella ME/CFS, abbiamo utilizzato una tecnologia basata su aptameri che ha quantificato 4790 proteine umane uniche, permettendoci di ottenere il pi� grande set di dati proteomici finora disponibile per questa malattia, rilevando proteine altamente abbondanti cos� come proteine rare su una gamma dinamica di nove log. Riportiamo uno studio pilota di 20 pazienti ME/CFS e 20 controlli, tutte femmine. Differenze significative nei livelli di 19 proteine tra i gruppi chiamano in causa percorsi relativi alla matrice extracellulare, il sistema immunitario e la comunicazione cellula-cellula. I risultati delle analisi dei pathway e dei cluster evidenziano in modo robusto il pathway dell'efrina, che � coinvolto nella segnalazione cellula-cellula e nella regolazione di un'ampia variet� di processi biologici, tra cui la guida degli assoni, l'angiogenesi, la migrazione delle cellule epiteliali e la risposta immunitaria. Le analisi della curva Receiver Operating Characteristic (ROC) distinguono i proteomi plasmatici dei pazienti ME/CFS dai controlli con un alto grado di accuratezza (Area sotto la curva (AUC) > 0.85), e ancora pi� alto quando si usano i rapporti proteici (AUC fino a 0.95), che includono alcune coppie di proteine con rilevanza biologica stabilita. I nostri risultati illustrano quanto sia promettente la proteomica plasmatica per la diagnosi e la decifrazione delle basi molecolari della ME/CFS.

Arnaud ne fa una presentazione in un video di circa 5 minuti qui.

Qui trovate la trascrizione in inglese di quello che viene detto: https://neuroimmune.cornell.edu/wp-content/uploads/2021/01/Germain_Video_Abstract-Transcript.pdf

Qui sotto la traduzione in italiano di un tratto saliente:

Quando abbiamo eseguito un'analisi dei pathway, abbiamo trovato prove di un percorso di segnalazione del pathway efrina-Eph, che coinvolge proteine che possono riconoscersi l'un l'altra  e permettono il trasferimento di messaggi da una cellula all'altra.
La comunicazione da cellula a cellula � cruciale per l'omeostasi del corpo ed esiste negli organismi viventi fin dall'inizio dei tempi per percepire i segnali ambientali, ed � ancora pi� cruciale e complessa per gli organismi multicellulari come l'uomo, dove deve essere coordinata l'attivit� dei 40 trilioni di cellule che ci compongono.
Il pathway di segnalazione efrina-Eph non fa eccezione ed � presente in tutto l�albero della vita. Durante la nostra vita, � centrale per il nostro sviluppo, la nostra fisiologia e la regolazione delle malattie. Per esempio, le prime fasi dello sviluppo richiedono la formazione controllata degli organi, la crescita regolata del cervello e del sistema nervoso, la costituzione del sistema immunitario, l'espansione controllata del sistema vascolare e la formazione ossea controllata.
Pi� tardi, questo stesso pathway � cruciale per la segnalazione da cellula a cellula, la risposta immunitaria coordinata, la plasticit� del cervello, la migrazione cellulare, la secrezione di insulina regolata per controllare il contenuto di zucchero nel sangue e per mantenere correttamente i pool di cellule staminali in tutto il nostro corpo.
I mancati funzionamenti in questo pathway sono stati collegati alla crescita dei tumori e ai disturbi neurologici.
Il nostro studio suggerisce che il pathway efrina-Eph � sbilanciato. Se questo � vero, noi possiamo facilmente comprendere come, nei pazienti ME/CFS uno squilibrio del pathway di segnalazione efrina-Eph condurrebbe a una vasta gamma di sintomi che interessano tutti gli aspetti della fisiologia del corpo, compresi i muscoli, il cervello, il sistema immunitario, l'apparato digerente e altro ancora.
I nostri risultati portano anche speranza per lo sviluppo della diagnostica, potenzialmente utilizzando valori di rapporto dalle proteine funzionanti in funzioni biologiche riconosciute. Per esempio, nel nostro gruppo, il rapporto fra efrina A5 e la  proteina regolatrice del conduttore transmembrana della fibrosi cistica (CFTR) pu� discriminare i controlli dai pazienti, con un'alta certezza, mostrata in rosso, vicina al 100% di accuratezza. Entrambe le proteine hanno ruoli comprovati nel rilevamento dello zucchero da parte del cervello.


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2 febbraio 2021

"THE PUZZLE SOLVER": EVENTO VIRTUALE SU ZOOM IL PROSSIMO 12 FEBBRAIO

Ci si pu� registrare qui al prossimo evento ad un evento virtuale che si tiene 12 febbraio prossimo venturo, alle ore 22.00 ora italiana,  con Tracie White, Ronald W. Davies, PhD e Janet Dafoe, PhD, sul libro "The Puzzle Solver".

Tracie White � una premiata giornalista e una scrittrice scientifica per la Stanford University. Il suo lavoro, che ha ottenuto 23 premi di scrittura, � apparso anche su Salon, il Los Angeles Times, il San Francisco Chronicle, e altri. Si � laureata alla UC Berkley e ha un master in giornalismo della Northwestern University.
 
Ronald W. Davis, PhD, � stato definito dall'Atlantic uno dei pi� grandi inventori viventi al mondo. � professore di biochimica e genetica alla Stanford University e direttore dello Stanford Genome Technology Center. Ha vinto numerosi premi per le sue ricerche, tra cui il Premio Gruber in genetica per i suoi contributi innovativi al campo della genomica. Ora si dedica a trovare una cura per l'Encefalomielite Mialgica/Sindrome da Fatica Cronica (ME/CFS).

Janet Dafoe, PhD, si � laureata alla Stanford University e poi � diventata una psicologa clinica autorizzata, specializzata in ADHD, Asperger, ansia e depressione, mentre cresceva due figli con suo marito Ronald Davis. Quando suo figlio Whitney Dafoe si � ammalato di ME/CFS, ha iniziato a curarlo a casa e oggi � una attivista e raccoglie fondi per la comunit� ME/CFS.

L'incontro e realizzato grazie a Rivka Solomon, la coordinatrice degli eventi per la Massachusetts ME/CFS & FM Association, e presentato da Kathy Detwiler, la proprietaria del Buttonwood Books and Toys emadre e caregiver di un figlio che soffre di ME/CFS da19 anni.

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31 gennaio 2021


NUOVA IPOTESI: I MECCANISMI CHE IMPEDISCONO IL RECUPERO NEI PAZIENTI IN TERAPIA INTENSIVA PROLUNGATA SONO ANCHE ALLA BASE DELLA ME/CFS

Un nuovo studio � appena stato pubblicato da Stanculescu � Larsson - Bergquist: qui.

Qui viene avanzata l'ipotesi che i meccanismi disadattivi che impediscono il recupero in alcuni pazienti dell'unit� di terapia intensiva (ICU) possono anche essere alla base dell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS). In particolare, questi meccanismi sono: (a) soppressione della secrezione pulsatile della ghiandola pituitaria di ormoni trofici, e (b) un "circolo vizioso" tra infiammazione, stress ossidativo e nitrosativo (O&NS), e bassa funzione dell'ormone tiroideo. Questa ipotesi dovrebbe essere studiata attraverso progetti di ricerca in collaborazione.

Conclusioni:
Decenni di ricerca nel campo della medicina critica hanno dimostrato che in risposta allo stress di una grave infezione o lesione, gli assi endocrini subiscono profonde alterazioni. Una valutazione delle secrezioni pulsatili dell'ipofisi rivela che nel sottogruppo di pazienti che sopravvivono alla loro grave infezione o lesione ma non iniziano il recupero (cio�, i pazienti critici prolungati), la soppressione degli assi endocrini � mantenuta indipendentemente dall'infezione o lesione grave iniziale. Recenti modelli patologici propongono che i meccanismi che coinvolgono citochine pro-infiammatorie, O&NS e bassa funzione dell'ormone tiroideo spiegano il perpetuarsi di queste disfunzioni endocrine (cio�, un "circolo vizioso").

I sintomi, le anomalie fisiologiche e i modelli endocrini osservati nella ME/CFS grave non sono diversi da quelli della malattia critica prolungata. Inoltre, gli stessi elementi di un "circolo vizioso" esistono anche nella ME/CFS. Tuttavia, diversamente da quanto avviene nella malattia critica, la secrezione pulsatile dell'ipofisi e le sue relazioni con le funzioni metaboliche e immunitarie rimangono ampiamente non studiate nella ME/CFS.

Senza escludere possibili fattori genetici o ambientali predisponenti, proponiamo l'ipotesi che i meccanismi disadattivi che impediscono il recupero dei malati critici prolungati siano anche alla base della ME/CFS. La gravit� della malattia ME/CFS pu� essere una funzione della forza di questi meccanismi; la ME/CFS molto grave assomiglia maggiormente alla malattia critica prolungata. Sosteniamo inoltre che questa ipotesi dovrebbe essere indagata attraverso progetti di ricerca collaborativi che si basano sui risultati della malattia critica e della ME/CFS. Se questa ipotesi viene convalidata, trial passati per rompere il "circolo vizioso" che perpetua la malattia critica, e i primi successi per riattivare la secrezione pulsatile dell'ipofisi nei pazienti in terapia intensiva, potrebbero fornire strade per una cura per la ME/CFS, compresi i casi di insorgenza da infezioni. Certamente, date le somiglianze descritte sopra, una collaborazione attiva tra i ricercatori della malattia critica e della ME/CFS potrebbe portare a risultati migliori per entrambe le condizioni.

Infine, suggeriamo che sforzi immediati di collaborazione dovrebbero essere ricercati tra la comunit� dei ricercatori al fine di condurre studi longitudinali con l'obiettivo di identificare somiglianze e differenze tra la malattia critica prolungata, la sindrome post-terapia-intensiva, la ME/CFS, la fibromialgia e il COVID-lungo in relazione agli assi ormonali, O&NS e la risposta pro-infiammatoria con l'obiettivo di scoprire obiettivi diagnostici e terapeutici che attenuino la disabilit� funzionale a cui conducono queste patologie.


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29 gennaio 2021

SU "LA REPUBBLICA" STANCHEZZA POST-COVID

Si parla  di stanchezza post-COVID e di possibile CFSME post-COVID: qui.

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28 gennaio 2021

STUDIO INTERNAZIONALE SULL'IMPATTO DELLA ME/CFS SULLA FAMIGLIA

C'� in corso uno studio internazionale che esamina l'impatto della ME/CFS sulla qualit� della vita sia dei pazienti che dei loro familiari condotto dalla dottoressa Nina Muirhead e il team dello studio all'Universit� di Cardiff, Regno Unito.

L'opportunit� di partecipare � ancora aperta e invitiamo a partecipare. La scadenza per la partecipazione � il 31 marzo 2021.

Si tratta di una breve e semplice indagine online (in inglese) progettata per essere accessibile a tutti gli adulti dai 18 anni in su, inclusi i pazienti gravemente affetti.
Ci sono due questionari nel sondaggio, uno per il paziente e uno per il partner o un membro della famiglia. Ogni questionario richiede solo 5 minuti per essere completato.
Qui trovate il link allo studio.

Se per caso avete gi� iniziato lo studio ma avete perso il link per tornare a completarlo, inviate un'e-mail a MEFROM16study@cardiff.ac.uk per ricevere il codice di accesso unico (questo potrebbe richiedere alcuni giorni).

Si prega di condividere ampiamente e di incoraggiare altri a partecipare. Hanno raggiunto il loro obiettivo iniziale di 500 sondaggi completamente completati. Con il nostro aiuto sperano di raggiungere un nuovo obiettivo di 1000 serie complete di dati. Pi� grande � la portata di questo sondaggio, pi� possono migliorare la comprensione internazionale su come la ME/CFS impatta i pazienti e i loro familiari.

Grazie.

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27 gennaio 2021

CFSME NEI PAZIENTI GUARITI DA COVID-19: SU RAI ALTO ADIGE

Guarda il servizio di RAI Alto Adige in proposito al minuto 12:48 qui, selezionando  la data del 23 gennaio (giorno in cui � andato in onda)

Link alla pubblicazione scientifica: qui.

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23 gennaio 2021

LETTERA AL MINISTRO DELLA SALUTE 

Sotto leggete il testo della lettera che, insieme anche alle altre associazioni e gruppi del territorio nazionale, abbiamo inviato al Ministro della Salute e in seguito anche al ministro dell'Universit� e della Ricerca, per chiedere sostegno  rispetto a un�iniziativa della Commissione Europea (la creazione della categoria �malattie poco studiate�) per facilitare ai ricercatori di ME/CFS l�accesso ai fondi per ricerca biomedica.



Gentile onorevole ministro Roberto Speranza,

siamo i rappresentanti di pazienti che soffrono di Encefalomielite Mialgica/Sindrome da Fatica Cronica (ME/CFS) e le scriviamo per chiedere il suo sostegno per una proposta avanzata dalla Commissione Europea per affrontare malattie poco studiate, fra cui la nostra, nel primo programma di lavoro di Horizon Europe.

Il 17 giugno 2020 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione su un finanziamento aggiuntivo per la ricerca biomedica sulla ME/CFS. In seguito, in risposta a una lettera del deputato del Parlamento Pascal Arimont, la Commissione Europea ha chiarito la sua linea d'azione in risposta alla risoluzione: il 4 dicembre 2020 la Commissione ha dichiarato che i suoi servizi "stanno attualmente lavorando a stretto contatto con gli Stati membri per affrontare le patologie poco-studiate, di cui la  ME/CFS � un esempio paradigmatico, nel primo programma di lavoro di Horizon Europe".

La ME/CFS � una malattia cronica e invalidante che colpisce circa 2 milioni di cittadini dell'Unione Europea. La prognosi della ME/CFS � disastrosa e attualmente non esiste un trattamento efficace. In Paesi come gli Stati Uniti, il Canada e l'Australia, i governi hanno fatto notevoli investimenti per sostenere la ricerca sulla ME/CFS.
Una lettera firmata da pi� di 100 scienziati ha evidenziato che l'Europa � attualmente in ritardo e dovrebbe intervenire per affrontare questa malattia sottovalutata. Questa necessit� � ancora pi� urgente in questo momento storico, dal momento che crescenti studi evidenziano che alcuni sintomi del cosiddetto COVID-lungo suggeriscono fortemente una ME/CFS e c�� �una finestra scientifica unica nel suo genere e un'enorme responsabilit� nell'investigare le conseguenze a lungo termine e le disabilit� che i sopravvissuti di COVID-19 potrebbero affrontare�.

Ci auguriamo che l�Italia sostenga questa promettente iniziativa della Commissione Europea. La ME/CFS � una malattia trascurata che impone un onere elevato alla societ� e alle famiglie, e giustifica un investimento pi� forte nella ricerca scientifica. 

La ringraziamo per il sostegno che potr� dare nel migliorare cos� le prospettive dei pazienti e rimaniamo a disposizione per ogni eventualit�.

Distinti saluti,

Giada Da Ros, presidente della CFS/ME Associazione Italiana odv
Girolamo Carollo, presidente della CFS/ME � Organizzazione di Volontariato
Rosita Romor, presidente della Associazione Nazionale A.N.FI.S.C. - onlus
Tiziana Scotti, presidente della Associazione MARA
Roberta Beretta, presidente della Associazione Malati di CFS onlus
Gualtiero Zucconi, amministratore di CFS Italia
Maria Luisa Falcone, coordinatrice commissione Benessere Sociale, Salute, Sanit� A.D.A.S. aps


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12 gennaio 2021

MECFS E VACCINO ANTI-COVID

Vista la difficile situazione di salute che gi� vivono i pazienti di CFSME, il Bateman Horne Center a messo a punto una pagina (in inglese) a loro dedicata (e a coloro che sofforno di grave Fibromialgia, dando delle indicazioni utili.
Fra le altre informazioni e risorse ci sono una Lettera di Considerazioni Mediche nel caso in cui un paziente di ME/CFS dovesse ammalarsi acutamente di COVID-19 e una FAQ.

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11 gennaio 2021

FOLLOW-UP DELLA COMMISSIONE EUROPEA
 
La Commissione Europea ha preparato un follow-up alla risoluzione del Parlamento europeo in merito alla ME/CFS. Lo leggete (in inglese) al link.

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10 gennaio 2021

LA COMMISSIONE EUROPEA RISPONDE A UN QUESITO SULLA MECFS

Aggiornamento sul fronte europeo:

Il 7 ottobre 2020 il deputato belga Pascal Arimont, membro del Parlamento europeo (MEP), ha posto un'interrogazione parlamentare sulla ME/CFS.

Dato che non � disponibile in una versione ufficiale italiana, lo traduciamo sotto:
 
Nella sua risoluzione del 18 giugno 2020, il Parlamento ha espresso la sua profonda preoccupazione per il sottofinanziamento della ricerca sulla ME/CFS, un problema nascosto di salute pubblica nell'UE. 
Il Parlamento ha invitato la Commissione e gli Stati membri a garantire il dovuto riconoscimento della ME/CFS, a stanziare ulteriori finanziamenti e a dare priorit� ai bandi per progetti specificamente incentrati sulla ricerca biomedica sulla ME/CFS. I pazienti hanno sostenuto che l'attuale sistema di sovvenzioni non funziona per la ME/CFS - una malattia che � segnata da stigmatizzazione, incomprensione e trascuratezza storica da parte della comunit� scientifica - e che si dovrebbe fare di pi� per garantire che i finanziamenti siano disponibili per i ricercatori biomedici interessati, in modo che possano migliorare la nostra comprensione di questa malattia disabilitante e sviluppare test diagnostici e trattamenti efficaci.
Il Parlamento ha anche sottolineato la necessit� di una maggiore cooperazione tra gli Stati membri nella ricerca sulla ME/CFS, al fine di sviluppare standard diagnostici oggettivi e forme di trattamento efficaci.
1.  Quali misure intende adottare la Commissione per migliorare la situazione di milioni di persone colpite nell'UE?
2. In che modo garantir� che Horizon Europe fornisca finanziamenti per la ricerca biomedica sulla ME/CFS?
3. Sar� commissionato uno studio di scoping nel prossimo futuro?
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La Commissione europea ha risposto alla sua interrogazione il 4 dicembre 2020.

Ecco sotto, tradotta in italiano, la risposta.

La Commissione � consapevole del fatto che l'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS), una condizione cronica e complessa, impone un onere elevato ai pazienti e alle loro famiglie.
La Commissione ha presentato un ambizioso programma sanitario, EU4Health(1). Gli obiettivi di EU4Health comprendono il rafforzamento dei sistemi sanitari attraverso un maggiore lavoro integrato e coordinato tra gli Stati membri e la sostenuta implementazione di migliori pratiche, entrambi rilevanti per il miglioramento della gestione clinica della ME/CFS.
Per quanto riguarda Horizon Europe, il prossimo programma di ricerca e innovazione, una migliore comprensione delle malattie e dei loro fattori trainanti � stata identificata come una delle priorit� del suo cluster sanitario.
Pertanto, gli scienziati e gli altri attori con un interesse specifico per la ME/CFS dovrebbero avere molte possibilit� di ottenere supporto per la loro ricerca e i loro obiettivi per comprendere meglio le cause di questa malattia e sviluppare test diagnostici e trattamenti efficaci per rispondere alle esigenze dei pazienti.
Inoltre, i servizi della Commissione stanno attualmente lavorando a stretto contatto con gli Stati membri per affrontare patologie poco studiate, di cui la ME/CFS � un esempio paradigmatico, nel primo programma di lavoro di Horizon Europe.
(1) https://ec.europa.eu/health/funding/eu4health_en
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L�elemento pi� interessante della risposta � il fatto che la Commissione Europea sta pensando di creare questa nuova categoria di malattie poco studiate, come la ME/CFS, e questo renderebbe pi� facile accedere ai fondi. Diversamente, si � consapevoli, avrebbe poche chance rispetto a malattie molto pi� note e sui cui c�� molta ricerca. Il cluster della Salute in Horizon Europe, che � il programma di ricerca dell�Unione Europea, ha un budget di 6 miliardi di euro. E se questa categoria fosse inclusa nel programma di lavoro di Horizon Europe, questo significherebbe un grande passo avanti. Permetterebbe agli scienziati europei di ME/CFS di richiedere pi� facilmente i finanziamenti per la ricerca, non solo una volta, ma su base strutturale. Anche Paesi associati, come la Norvegia, la Svizzera o il Regno Unito,o contribuiscono ad Horizon Europe e gli scienziati di questi Paesi pure potranno richiedere fondi.



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9 gennaio 2021

L'IMPATTO DELLA MECFS SULLA VITA DEI PAZIENTI E DEI LORO FAMILIARI

Questo studio preliminare riporta che l'impatto negativo sulla qualifica di vita dei membri della famiglia � stato significativamente pi� alto nella ME/CFS che per altre 25 malattie (i dati dei controlli sono stati presi da un altro studio).


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6 gennaio 2021

SU AL JAZEERA LA BATTAGLIA DI RON DAVIS

Un lungo articolo su AlJazeera parla della battaglia del Prof. Ron Davis per 
curare suo figlio e mettere fine alla MECFS .
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5 gennaio 2021

THE PUZZLE SOLVER

Da oggi � disponibile il libro "The Puzzle Sover" che racconta di Ron Davis e della sua ricerca sulla ME/CFS per aiutare il figlio e gli altri malati.
Autrice � Tracie White, con anche  lui stesso. Qui su "The Scientist" un articolo in proposito scritto proprio dall'autrice.

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18 dicembre 2020

#HelpHolgerNow

Holger, una persona affetta da grave MECFS che vive in Svezia, sta lottando per ricevere cure mediche adeguate da medici esperti che comprendano la sua malattia. I medici che non capiscono la sua condizione, o che non gli credono, stanno minacciando di costringerlo a sottoporsi a cure psichiatriche ricverandolo contro la sua volont�.
Per impedire che avvenda, firmate questa petizione promossa da #MEAction.

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12 dicembre 2020


AVVERTENZA DEI NICE

Il NICE (
National Institute for Health and Care Excellence (NICE) britannico), a seguito dei cambiamenti previsti sulle terapie suggerite per la ME/CFS (si veda sotto la notizia del 14 novembre), ha pubblicato anche un'avvertenza (si veda qui) che dice:

"NICE � consapevole delle preoccupazioni relative alla terapia da sforzo graduale (GET) e sta aggiornando le attuali raccomandazioni. Si prega di consultare la linea guida nella pagina di sviluppo per informazioni sul nostro aggiornamento (inclusa la bozza di raccomandazioni sui GET) che prevediamo di pubblicare nell'aprile 2021. Stiamo anche sviluppando una guida sulla gestione degli effetti a lungo termine di COVID-19".

Questo a seguito di una specifica mail di richiesta da parte di #MEAction. Lo scambio di corrispondenza in proposito si pu� leggere qui.

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2 dicembre 2020

PROF. TIRELLI DA COSTANZO SU COVID-LUNGO e CFS/ME:

Il prof. Umberto Tirelli al MaurizioCostanzoShow in onda mercoled� 2 dicembre, in seconda serata (ore 23:30) su Canale 5 ha parlato di Long-COVID e CFS/ME.
Sulla pagina FB del professore trovcate l'intervista a questo link.


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15 novembre 2020

ICD-11: RIMOSSO �BENIGNA" DOPO "ENCEFALOMIELITE MIALGICA"

L'OMS ha rimosso dagli ICD-11 la dicitura "benigna" dopo "Encefalomielite Mialgica": si veda qui.
Il termine "benigno" era stato inteso per dire "non mortale", ma dato che � tutt'altro che benigno, molti ne chiedevano la rimozione. Dx Revision Watch in particolare si � mobilitato per questo, rendendolo possibile.


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14 novembre 2020


BOZZA DEI NUOVI NICE: NO A GET E CBT

Qualche giorno fa � uscita la bozza delle nuove linee guida NICE sulla ME/CFS, ovvero le linee guida pubblicate dal National Institute for Health and Care Excellence (NICE) britannico che definiscono il trattamento che le persone con ME/CFS ricevono, che dovrebbero essere pubblicate la primavera prossima. Si veda qui.

Una eccellente notizia � che FINALMENTE si sconsiglia ai pazienti di fare la GET e CBT.
In sintesi ecco che cosa si dice:

"Non offrire alle persone con ME/CFS alcuna terapia basata sull'attivit� fisica o sull'esercizio fisico come trattamento o cura per ME/CFS [o] alcun programma basato su aumenti incrementali fissi dell'attivit� fisica o dell'esercizio fisico, per esempio una terapia di esercizio graduata".

"Offrire la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) solo alle persone con ME/CFS che vogliono usarla per aiutarle a gestire i sintomi della ME/CFS e per ridurre il disagio psicologico associato ad una malattia cronica. Non offrire la CBT come trattamento o cura per ME/CFS".

Da tempo questa � stata una campagna di #MEAction che ha una sua pagina in proposito.

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5 novembre 2020

INTERVISTA A EVELIEN VAN DER BRINK
 
La rivista olandese 'Vriendin' ha pubblicato un'intervista 
approfondita con la co-fondatrice di EMEC Evelien Van Den Brink. Di seguito trovate la traduzione in italiano della traduzione in inglese disponibile qui.

LA PAZIENTE DI ME/CFS EVELIEN CHIEDE MAGGIORI FINANZIAMENTI PER LA RICERCA

 Copyright Jolanda Hofland, Vriendin, 28 ottobre 2020. Tradotto in inglese da EMEC, in italiano da Giada Da Ros. Foto Evelien Van Den Brink

Evelien (36 anni) soffre di ME/CFS da pi� di vent'anni. Si � ammalata da adolescente e non � mai guarita. Evelien pensa che sia importante che pi� soldi vadano alla ricerca sulla ME/CFS. Per questo � andata, su una barella, al Parlamento europeo per raccontare la sua storia.

Tutti soffrono di stanchezza, mal di testa o altri sintomi influenzali di tanto in tanto. Ma per i pazienti di ME/CFS, questa � una realt� quotidiana. Dopo aver fatto la doccia o fatto colazione, possono essere estremamente stanchi e sono costretti a tornare a letto con dolori muscolari e di testa che non vanno via. E questi sono i casi pi� miti. Alcuni pazienti non riescono a vedere la luce e a malapena a stare in piedi. Ci sono anche quelli che stanno in una stanza buia 24 ore su 24, 7 giorni su 7, perch� ogni stimolo � uno di troppo. La ME/CFS, nota anche come sindrome da fatica cronica, � una malattia grave. La causa esatta non � ancora chiara. Quello che si sa � che c'� sempre un fattore scatenante che fa iniziare la malattia. Potrebbe essere un'infezione virale, un incidente d'auto, un grave stress, o forse anche il COVID-19. Evelien ha la ME/CFS da pi� di vent'anni ed � confinata a letto. Recentemente, ha raccontato la sua storia - da una barella - al Parlamento Europeo a Bruxelles, per chiedere finanziamenti per la ricerca scientifica in modo da poter sviluppare un test diagnostico e trattamenti efficaci. Comunichiamo via e-mail, perch� � troppo debole per ricevere visite o anche solo per fare una telefonata. Il viaggio a Bruxelles � stato un enorme sforzo per Evelien. Eppure ha sentito di dover cogliere l'opportunit�. "Sapevo che sarebbe stato fisicamente difficile e poi ho avuto anche una grossa battuta d'arresto dalla quale ci ho messo molto tempo per riprendermi. Ma sono riuscita a farmi sentire a Bruxelles a nome di tutti i pazienti di ME/CFS e spero che la mia storia faccia presto la differenza. Ci devono essere finanziamenti strutturali e consapevolezza per questa malattia. Abbiamo bisogno di una soluzione. Ci sono cos� tante storie strazianti di pazienti che perdono il lavoro e il reddito, di bambini che non possono andare a scuola e non hanno alcuna prospettiva futura. Questo deve davvero cambiare", dice Evelien.

Impotente
Secondo le stime prudenti del Consiglio sanitario olandese, nei Paesi Bassi ci sono dai 30.000 ai 40.000 pazienti ME/CFS. Evelien aveva 14 anni quando ha contratto la polmonite batterica. "Mi sono ripresa solo parzialmente e sono potuta andare a scuola solo per mezza giornata. Qualche mese dopo ho preso l'influenza e da allora non sono pi� stata in salute. Quindi la mia malattia aveva chiaramente un'insorgenza infettiva. Avevo soprattutto mal di testa, sensibilit� alla luce e al suono, vomito e diarrea. Spesso ero molto esausta e questo � peggiorato con gli sforzi quotidiani, come fare la doccia, vestirmi o fare conversazione. Inoltre, soffrivo di perdita di capelli, debolezza muscolare e fascicolazioni. Da una figlia che non ha mai avuto problemi di salute, che andava bene a scuola e amava lo sport, i miei genitori hanno avuto all'improvviso una figlia terribilmente malata. Una bambino che era costantemente sdraiato su una sedia reclinabile con la sensazione di una forte influenza. Questo ha avuto un impatto enorme sulla nostra famiglia.
I miei genitori hanno dovuto prendersi cura di me, e naturalmente hanno fatto tutto il possibile. Abbiamo visto molti medici. Tutto � stato esaminato. Pensavano a un virus, a una malattia muscolare, persino a una malattia metabolica. I miei genitori si sentivano spesso impotenti. Volevano vedermi di nuovo in salute, ma per molto tempo non c'era un medico che potesse aiutarmi. Mia madre una volta ha detto che la mia malattia le sembrava come sabbia che le scivolava tra le dita. Non aveva alcuna presa e si sentiva enormemente impotente. Nemmeno i medici sapevano come aiutarmi. Questo ha causato frustrazione in alcuni, ma altri non hanno pi� preso sul serio le mie lamentele. Ho dovuto affrontare molta incredulit�. Quando mi sono ammalata di ME, si sapeva meno della malattia di quanto non si sappia ora. Pi� di una volta mi � stato detto che era tutto nella mia testa. C'erano persino dei medici che mi ritenevano responsabile della mia malattia. Dicevano forte e chiaro: "Se ti sforzi di pi� e segui un programma di riabilitazione, migliorerai". Quel programma di riabilitazione consisteva e consiste tuttora nell'esercizio fisico e nella terapia cognitivo-comportamentale".

Controproducente
"Purtroppo queste terapie sono ancora considerate da molti medici come la soluzione per i pazienti di ME. Ma per molti � controproducente. Durante la terapia mi � stato detto che l'infezione che mi ha fatto ammalare non c'era pi�. Quindi, secondo quei terapeuti, non c'era niente che non andasse fisicamente in me. I sintomi persistevano, perch� mostravo un comportamento inutile o avevo pensieri sbagliati. Un programma di riabilitazione insegna a pensare: "Non sono stanco, non sono malato". Impari a non ascoltare pi� il tuo corpo. E parallelamente a questo, l'attivit� e l'esercizio fisico sono aumentati, cosa che il mio corpo malato non riusciva a gestire. Quindi nel mio caso questo trattamento non ha portato a un miglioramento, ma piuttosto al deterioramento della mia salute. Con il senno di poi, tutto ci� ha un senso. La ME/CFS non � nella mia testa, non � psicologica. Ha una causa biomedica. C'� qualcosa di fisicamente sbagliato in me. La mia capacit� di produrre energia e di riprendermi da uno sforzo � interrotta".

Soldi necessari per la ricerca scientifica sulla ME/CFS
Attualmente non esiste un trattamento mirato per i pazienti di ME/CFS. Il medico (di famiglia) o la previdenza sociale continuano a dire loro (troppo) spesso di seguire una terapia comportamentale in combinazione con una crescente attivit�. Tuttavia, un rapporto del Consiglio della Salute olandese afferma che i pazienti di ME/CFS riferiscono, in indagini, che si ammalano di pi� in seguito a questa terapia. Secondo il Consiglio sanitario olandese, questa prova dovrebbe essere presa sul serio. I medici dovrebbero discutere con i loro pazienti quali trattamenti possono aiutare ad alleviare i sintomi. I cardiologi Linda van Campen e Frans Visser della fondazione Cardiozorg misurano l'apporto di sangue al cervello esaminando l'arteria carotidea. Nei pazienti di ME/CFS l'apporto di sangue al cervello differisce notevolmente. Van Campen: "Poich� il flusso di sangue al cervello � troppo scarso, ogni tipo di altre parti del corpo che � controllata da questo organo centrale crolla. Si pensi alla tiroide, all'intestino o al sistema immunitario. Purtroppo non sappiamo ancora dove si trovi esattamente nel cervello la ME/CFS, questo richiede pi� ricerca.

Spirale verso il basso
"Durante la terapia di riabilitazione ho fatto del mio meglio, ma invece di migliorare, la mia salute � precipitata in una spirale verso il basso. Ho notato molto chiaramente che stavo peggiorando sempre di pi�. Dopo il 2008 ho avuto una serie di infezioni aggiuntive che mi hanno fatto ammalare cos� tanto che non potevo parlare e dovevo comunicare con i gesti delle mani. Ero completamente costretta a letto e ho dovuto mettere un sondino che mi alimentasse che mi entrava nello stomaco attraverso il naso. Non potevo n� sedermi n� camminare e i miei genitori hanno dovuto sollevarmi dal letto per andare al bagno. Ciononostante, non sono mai stato depressa. Ho sempre mantenuto la speranza di poter migliorare. Non mi sono mai arresa. Naturalmente, ci sono stati momenti in cui � stato terribilmente difficile. Ma mi sono rafforzata mentalmente. Ora mi aggrappo alla determinazione di migliorare. Perch�, francamente, non avrei mai pensato di stare male per cos� tanto tempo. Avevo tanti sogni, tanti progetti".

Residence con assistenza
Evelien � migliorata un po' dopo diversi trattamenti medici sperimentali. Ci� che l'ha aiutata, almeno in parte, � stato il trattamento dei sintomi, soprattutto il sollievo dal dolore. Nonostante questi piccoli miglioramenti, Evelien � ancora gravemente malata e costretta a letto. Nel suo appartamento con assistenza pu� camminare per piccole e necessarie distanze con un deambulatore. Ha anche una sedia a rotelle a motore, ma raramente pu� uscire. Costa troppa energia. Dallo scorso giugno vive autonomamente in un appartamento in un residence con assistenza. Cinque volte al giorno un'infermiera viene ad aiutarla con il cibo e le cure personali. Viene anche aiutata a fare le pulizie. "Vivere in modo indipendente � stato un passo da gigante per me. Ma posso farcela. Il fatto di vivere da sola � molto importante per me. I miei genitori sono un po' pi� vecchi ora ed � bello che, dopo tutti questi anni, possano trasferire a qualcun altro il compito occuparsi di me. Fanno ancora molto per me e gliene sono grata. Senza di loro il trasloco non sarebbe mai stato possibile".

Contatti sociali
"Uno degli aspetti pi� difficili nella ME/CFS � che � quasi impossibile mantenere contatti sociali. Spesso sono troppo malata per ricevere visite e se ci provo, causa sempre una ricaduta. Attraverso internet cerco di mantenere il mio mondo il pi� grande possibile. Ho anche un forte desiderio di rendermi utile. Per questo motivo ho iniziato a dedicarmi all�attivismo sulla ME/CFS. Le persone che sono gi� malate meritano una vita migliore. E le persone che si ammalano ora, dovrebbero avere un futuro migliore, in modo da non dover passare le stesse cose che ho passato io. Penso che sia terribile che i bambini che si ammalano oggi ricevano le stesse cattive cure che ho ricevuto 22 anni fa e abbiano le stesse prospettive".
Evelien si riferisce ai giovani pazienti e ai loro genitori, che devono ancora affrontare l'incredulit� e le indagini delle agenzie di protezione dell'infanzia se si rifiutano di partecipare a un trattamento cognitivo comportamentale che non li fa migliorare ma piuttosto peggiorare. E si riferisce anche ai pazienti di ME/CFS che per le stesse ragioni perdono i benefici della previdenza sociale e quindi si trovano in difficolt� finanziarie. Sono preoccupazioni extra di cui non si ha bisogno quando si � cos� malati.

La ME in cifre.
Per anni non sono stati spesi quasi mai soldi per (la ricerca su) la ME/CFS nei Paesi Bassi. Non ci sono praticamente cifre disponibili. Esiste, tuttavia, una panoramica americana con dati sulla spesa per paziente per diverse malattie. Va tenuto presente che gli Stati Uniti spendono ancora la maggior parte delle spese per la ricerca sulla ME/CFS. Per malattia, all'anno, in milioni, cio�: Cancro: $ 7120; HIV/AIDS: $ 3076; Diabete: $ 1179; Parkinson: $ 239; SM: $ 118; ME: $16 .Il numero di pazienti affetti da SM � circa lo stesso numero di pazienti di ME negli Stati Uniti (circa 1 milione di pazienti per entrambe le malattie).
Uno sviluppo positivo
La ME/CFS determina la tua vita. Questo deve cambiare, dice Evelien, e con questo pensiero ha raccontato la sua storia al Parlamento Europeo. Ha anche avviato una petizione e raccolto oltre 15.000 firme. Il Parlamento europeo ha ora adottato una risoluzione che raccomanda maggiori finanziamenti per la ricerca scientifica sulla ME/CFS. Uno sviluppo positivo. Anche se resta da vedere se queste parole si tradurranno in azioni concrete, dice Evelien. "Abbiamo ancora molta strada da fare, anche se le cose stanno gi� cambiando. Nei Paesi Bassi, il Consiglio sanitario olandese ha pubblicato due anni fa un importante rapporto in cui si afferma che i medici non imparano quasi nulla sulla malattia e non ricevono alcuna formazione ulteriore. Di conseguenza, i medici hanno poche conoscenze sula ME/CFS e il pregiudizio persiste. Il rapporto afferma inoltre chiaramente che la ME/CFS non � una malattia psicologica, ma una grave malattia fisica. Questo � stato un importante passo avanti, anche se ci sono ancora medici che la pensano diversamente. Questo � incomprensibile".

Innamorata
Evelien spera sinceramente che il tempo e il denaro forniscano soluzioni. Non � certo che io stessa ne tragga beneficio". Spero che ci siano cure efficaci il pi� presto possibile, che aiutino il maggior numero possibile di pazienti. Fino a quel momento dovr� convivere con i miei limiti. Da aprile di quest'anno ho un fidanzato, Michiel. Ci siamo conosciuti grazie alla petizione che ho iniziato. Michiel ha anche lui la ME/CFS, quindi c'� stata una comprensione reciproca immediata. Abbiamo iniziato a parlare online ed � cos� che ci siamo innamorati. Ho pensato che finch� fossi stata malato, non avrei trovato nessuno con cui condividere la mia vita. Cos� questo amore � arrivato totalmente inaspettato. Siamo felici insieme. Non viviamo ancora insieme, ma lui sta con me il pi� spesso possibile e le cose vanno alla grande nonostante i nostri limiti. Michiel d� alla mia vita una dimensione completamente nuova".

Il COVID-19 innesca la ME?
Secondo i cardiologi Linda van Campen e Frans Visser, il COVID-19 porter� a molti nuovi casi di ME/CFS. Anche il virologo americano Fauci ha menzionato pi� volte un legame tra le malattie. "Non sappiamo molto di ME/CFS, ma quello che sappiamo � che c'� sempre un fattore scatenante che d� inizio a questa malattia. Gli ex pazienti di COVID-19 hanno recentemente fatto notizia perch� soffrono dei postumi dell'infezione da coronavirus. Nella maggior parte dei casi si tratta di gravi sintomi di stanchezza simili a quelli della ME/CFS". Van Campen en Visser vorrebbe iniziare uno studio sugli ex pazienti di COVID-19 con sintomi lievi o pi� gravi e sui pazienti che si sono completamente ripresi. "Se possiamo dimostrare che il COVID-19 pu� agire come un trigger per la ME/CFS, allora questo metterebbe la ME/CFS in una luce diversa. Il passo successivo � che i pazienti di ME/CFS siano presi sul serio".
Per ulteriori informazioni su ME/CFS: Steungroep ME en Arbeidsongeschiktheid (https://www.steungroep.nl/) en de ME/CVS Vereniging (www.me-cvsvereniging.nl)

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2 novembre 2020

UNA GIUDA PRATICA AL PACING

#MEAction ha prodotto una guida pratica al pacing, che si pu� trovare qui. La loro direttrice dell'Outreach scientifico e medico, Jaime Seltzer, ha redatto l'opuscolo con l'esperienza vissuta in prima persona e le storie di altre persone che hanno la ME/CFS.

Raccomanda che le prime due pagine siano destinate in particolare agli operatori sanitari e che l'opuscolo nella sua interezza sia utilizzato  per i nuovi malati cronici e per le persone con CFS/ME.

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28 ottobre 2020

UNA NUOVA FONDAZIONE PER STUDIARE LA ME/CFS

� nata la PolyBio Research Foundation, una nuova organizzazione no-profit determinata a trasformare il modo in cui le patologie croniche come la ME/CFS vengono studiate, diagnosticate e trattate.

La PolyBio � stata fondata da tre scienziati con competenze complementari che hanno unito le loro forze per concettualizzare progetti di ricerca basati su specifiche ipotesi sulla ME/CFS, con particolare attenzione all'identificazione dei fattori che determinano le cause alla radice.

Si tratta del neuroscienziato di Harvard Mike VanElzakker, dalla microbiologa Amy Proal e dal biohacker del genoma umano Kris Fobes. I membri del comitato consultivo scientifico di PolyBio, vantano una formazione sia biotecnologica che accademica.

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24 ottobre 2020

PROFILO DELLE CITOCHINE DI VESCICOLE EXTRACELLULARI ISOLATE DA PLASMA NELLA CFS/ME: UNO STUDIO PILOTA

Abstract

Background
L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � una malattia debilitante di eziologia sconosciuta che dura per un minimo di 6 mesi, ma di solito per molti anni, con caratteristiche che includono stanchezza, deficit cognitivo, mialgie, malessere post-sforzo e disfunzioni del sistema immunitario. La disregolazione della segnalazione delle citochine potrebbe dare origine a molti di questi sintomi. Le citochine sono presenti sia nel plasma che nelle vescicole extracellulari (EV), ma sono state segnalate poche indagini sulle EV nella ME/CFS. Pertanto, abbiamo cercato di caratterizzare il contenuto di vescicole extracellulari isolate dal plasma (inclusa la profilazione delle citochine circolanti/chemochine) di individui con ME/CFS e controlli sani.

Metodi
Abbiamo incluso 35 pazienti ME/CFS e 35 controlli abbinati per et�, sesso e Indice di massa corporea (IMC). Le EV sono state arricchite da plasma utilizzando un metodo di precipitazione a base di polimeri e caratterizzati da Analisi di Tracciatura dele Nanoparticelle (NTA), Microscopia elettronica a trasmissione (TEM) e immunoblotting. Un test immunoenzimatico a 45 plessi � stato utilizzato per determinare i livelli di citochine sia nel plasma che nelle vescicole extracellulari isolate da un sottoinsieme di 19 pazienti e controlli. Sono state analizzate la regressione lineare, l'analisi dei componenti principali e le correlazioni tra citochine.

Risultati
Gli individui con ME/CFS avevano livelli significativamente pi� alti di EV che variavano da 30 a 130 nm di dimensione rispetto ai controlli, ma la dimensione media per le vescicole extracellulari totali non differivano tra i gruppi. L'arricchimento dei tipici marcatori EV CD63, CD81, TSG101 e HSP70 � stato confermato dall'analisi Western blot e la morfologia valutata dalla TEM ha mostrato una popolazione omogenea di vescicole in entrambi i gruppi. Il confronto delle concentrazioni di citochine nel plasma e di EV isolate di casi e controlli non ha prodotto differenze significative. Le correlazioni citochine-citochine nel plasma hanno rivelato un numero significativamente pi� elevato di interazioni nei casi ME/CFS insieme a 13 correlazioni inverse che erano principalmente guidate dalla proteina 10 indotta dall'interferone gamma (IP-10), mentre nel plasma dei controlli non sono state trovate relazioni inverse in nessuna delle citochine. L'analisi di rete nelle EV dei controlli ha mostrato interazioni inter-citochine 2,5 volte pi� significative rispetto al gruppo ME/CFS, ed entrambi i gruppi hanno presentato un'associazione negativa unica.

Conclusioni
Livelli elevati di EV 30-130 nm sono stati trovati nel plasma di pazienti di ME/CFS e correlazioni inter-citochine hanno rivelato insolite relazioni di regolazione tra citochine nel gruppo ME/CFS che erano diverse dal gruppo di controllo sia nel plasma che nelle EV. Questi disturbi nelle reti di citochine sono un'ulteriore prova della disregolazione immunitaria nella ME/CFS.

Qui l�articolo.

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23 ottobre 2020

OMF AUSTRALIA

La Open Medicine Foundation ha annunciato l'apertura del suo quinto centro di ricerva internazionale, in Australia. Si trover� a Melbourne e sar� diretto da Chris Armstrong, PhD. Qui in proposito.

La fondazione ha anche annunciato il lancio della sua annuale campagna #TripleGivingTuesdayOMF (si legga qui). Le donazioni a favore della ricerca fatte ogni giorno della settimana fino al primo dicembre verranno triplicate. Un momento perfetto per dare soldi alla ricerca.

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22 ottobre 2020

LA CAMPAGNA "STOP. REST. PACE."

Nei giorni scorsi � partita la campagna di sensibilizzazione di #MEAction "Stop. Rest. Pace." per dire ai pazienti di Covid-lungo che hanno sintomi di CFS/ME di fermarsi, riposare e particare il pacing, imnparando dai pazienti di CFS/ME. Qui la pagina dedicata alla campagna e i modi in cui partecipare.

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21 ottobre 2020

CONVEGNO DELL'ASSOCIAZIONE RME

Lo scorso 14 ottobre, l'associazione di pazienti svedese RME ha tenuto un convegno digitale sulla patologia.
Il link ai materiali � qui. Qui la playlist su YouTube (con video in svedese e inglese).

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20 ottobre 2020

DOCUMENTO STRATEGICO DI EMEC

I primi di ottobre, grazie all�interessamento del deputato belga Pascal Arimont, che si � preso a cuore la nostra causa, EMEC (la European ME Coalition) ha potuto avere un incontro costruttivo con i rappresentanti della Commissione Europea. Sembrano aver colto le nostre esigenze e ci sono buone prospettive.

EMEC ha avuto modo di consegnare il documento strategico, che trovate qui (in inglese) e qui in italiano. 

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19 ottobre 2020

SUL TIME COVID-LUNGO E CFS/ME

Qui un aticolo sul Time che mette in relazione COVID-lungo e CFS/ME.  


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18 ottobre 2020


LA RIDUZIONE DEL FLUSSO SANGUIGNO CEREBRALE PU� ESSERE PROVOCATA DA SEDUTI NEI PAZIENTI AFFETTI DA GRAVE CFS/ME

Abstract. Introduzione: In un ampio studio su pazienti affetti da encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS), abbiamo dimostrato che l'86% aveva sintomi di intolleranza ortostatica nella vita quotidiana e che il 90% aveva una riduzione anomala del flusso sanguigno cerebrale (CBF) durante un tilt test standard. Un test standard di inclinazione a testa in su potrebbe non essere tollerato dai pazienti di ME/CFS pi� gravemente costretti a letto. Stare seduti in posizione eretta � uno stress ortostatico pi� lieve. Il presente studio ha esaminato se un test da seduti, che misura il flusso sanguigno cerebrale tramite Doppler extracranico, sarebbe sufficiente a provocare riduzioni anomale del flusso sanguigno cerebrale nei pazienti ME/CFS  gravi.

Metodi e risultati: Sono stati studiati 100 pazienti gravi di ME/CFS, (88 femmine) e sono stati confrontati con 15 controlli sani (HC) (13 femmine). Il CBF � stato misurato prima da seduti per almeno un'ora, seguito da una misurazione CBF in posizione supina. La fibromialgia era presente in 37 pazienti. I dati demografici, cos� come la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna in posizione supina, non erano diversi tra i pazienti ME/CFS e gli HC. La frequenza cardiaca e la pressione sanguigna non sono cambiate in modo significativo tra la posizione supina e quella seduta sia nei pazienti che negli HC. La CBF in posizione supina non � stata diversa tra pazienti e HC. Al contrario, la CBF assoluta durante la seduta era pi� bassa nei pazienti rispetto all'HC: 474 (96) mL/min nei pazienti e 627 (89) mL/min in HC; p < 0,0001. Di conseguenza, la riduzione percentuale di CBF durante la seduta � stata del -24,5 (9,4)% nei pazienti ME/CFS gravi e del -0,4 (1,2)% in HC (p < 0,0001). Nei dieci pazienti che non hanno avuto disturbi di intolleranza ortostatica nella vita quotidiana, la riduzione della CBF � stata del -2,7 (2,1)%, che non � significativamente diversa dagli HC (p = 0,58). I rimanenti 90 pazienti con disturbi da intolleranza ortostatica hanno avuto una riduzione CBF del -26,9 (6,2)%. Non � stata riscontrata alcuna differenza nei parametri CBF nei pazienti con e senza fibromialgia. I pazienti con una precedente diagnosi di sindrome da tachicardia ortostatica posturale (POTS) hanno avuto una riduzione CBF significativamente maggiore rispetto a quelli senza POTS: 28,8 (7,2)% contro 22,3 (9,7)% (p = 0,0008).

Conclusioni: Un test da seduti in pazienti affetti da ME/CFS gravi � stato sufficiente a provocare un calo medio della CBF clinicamente e statisticamente significativo del 24,5%. I pazienti con una precedente diagnosi di POTS hanno avuto una riduzione del CBF maggiore da seduti, rispetto ai pazienti senza POTS. L'entit� di queste riduzioni di CBF � simile ai risultati in pazienti ME/CFS meno gravemente colpiti durante l'inclinazione della testa verso l'alto, suggerendo che un test da seduti � adeguato per la diagnosi di intolleranza ortostatica in pazienti gravemente colpiti.

Qui il link all�articolo.


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15 ottobre 2020

INIZIATIVE MINISTERIALI SULLA CFS/ME IN GERMANIA

Due agenzie federali, il Ministero Federale dell'Educazione e della Ricerca (BMBF) e il Ministero Federale della Salute (BMG) hanno annunciato iniziative per ME/CFS.
La deputata Maria Klein-Schmeink ha postato un tweet con una lettera con informazioni su queste iniziative.

Per prima cosa il BMG incaricher� l'Istituto per la qualit� e l'efficienza nell'assistenza sanitaria (IQWIG) di fare una valutazione sistematica sullo stato attuale delle conoscenze sulla CFS/MEe di pubblicare un rapporto scientifico, che comprenda l'eziologia, i sintomi, i fattori di rischio, la prevalenza, la diagnosi e il decorso della malattia. Questo rapporto valuter� anche le opzioni terapeutiche rilevanti e i benefici di alcune specifiche procedure di trattamento della CFS/ME. Questo studio verr� poi pubblicato sul sito web www.gesundheitsinformationen.de in modo che le conoscenze rilevanti siano disponibili in modo comprensibile per tutti.

In secondo luogo il BMBF ha annunciato un invito a presentare proposte di studio sui meccanismi patologici sconosciuti di singole malattie con un elevato carico di malattia ma con opzioni di trattamento insufficienti. E questo, dicono specificatamente, offre nuove opportunit� per finanziare la ricerca sulla ME/CFS.

Entrambe le agenzie, BMG e BMBF, inviteranno anche le principali organizzazioni tedesche di pazienti (Deutsche Gesellschaft f�r ME/CFS, Fatigatio e.V., Lost Voices Foundation e MillionsMissingDeutschland) a fornire informazioni su questi progetti.

Qui ci sono le informazioni sull'invito a presentare proposte del BMBF.

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9 ottobre 2020

CONVEGNO DI FATIGATIO

Lo scorso 19 settembre si � tenuto il primo simposio sulla CFS/ME dell'Associazione tedesca Fatigatio.

Sono ora disponibili in una playlist del loro canale alcuni degli interventi.  Alcuni sono in tedesco, altri in inglese.
Per saperne di pi�, questa � la loro pagina in proposito:qui.

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3 ottobre 2020

DOCUMENTO DI CONSENSO DEGLI ESPERTI DEL EUROPEAN ME NETWORK (EUROMENE) SULLA DIAGNOSI, LA FORNITURA DI SERVIZI E LA CURA DELLE PERSONE CON ME/CFS IN EUROPA

Nei giorni scorsi � uscito un documento di Consenso degli Esperti del EUROPEAN ME NETWORK (EUROMENE) sulla Diagnosi, la Fornitura di Servizi e la Cura delle Persone con ME/CFS in Europa. Sotto riportiamo una sintesi.

Qui riportiamo le raccomandazioni per la diagnosi clinica e la gestione della ME/CFS in Europa, preparate dal gruppo di clinici e ricercatori di 221 Paesi che partecipano alle attivit� del network (inclusi i Paesi Vicini - Near Neighbouring Countries - NNC), e 55 ricercatori europei e professionisti della salute, che sono stati informati da persone con ME/CFS.

I tassi di prevalenza sono stati stimati tra lo 0,1 e lo 0,7%, e il tasso di incidenza di 0,015 nuovi casi/1000-anno (Nacul et al., 2011b). Questo potrebbe significare che tra 1 milione e oltre 5 milioni di persone, probabilmente circa 3 milioni nel continente europeo, vivono con la ME/CFS.
Almeno i 2/3 dei casi si riferiscono a donne (Nacul et al., 2011b, Valdez et al., 2019), e sono preferibilmente colpiti i giovani nelle fasi pi� produttive della loro vita. Tuttavia, la ME/CFS � stata segnalata in tutte le fasce d'et� (Valdez et al., 2019), (Bakken et al., 2014).

La qualit� della vita di chi � affetto da ME/CFS � in media inferiore rispetto ad altre malattie croniche o invalidanti, come la sclerosi multipla (Kingdon et al., 2018), il cancro, l'artrite reumatoide, la depressione (Nacul et al., 2011a), il diabete, l'epilessia o la fibrosi cistica (Kennedy et al., 2010).

I costi economici sono considerevoli (Jason et al., 2008b, Valdez et al., 2019, Lloyd e Pender, 1992, Hunter et al., 2017), con ripercussioni sull'individuo interessato, sulle famiglie e sulla societ�, nonch� sui servizi educativi e occupazionali. (...) In assenza di un'analisi economica sui costi della malattia in Europa, stimiamo, sulla base dei dati del Regno Unito (Hunter et al., 2017), che la ME/CFS potrebbe costare circa 40 miliardi di euro all'anno ai servizi sanitari e alla societ�.

Nonostante il notevole carico dovuto alla malattia, le esigenze sanitarie delle persone con ME/CFS rimangono in gran parte insoddisfatte in Europa, come in molte altre parti del mondo. I servizi clinici per le persone affette dalla malattia sono pochi e scarsi. Un'ampia percentuale della popolazione affetta dalla malattia ha un accesso molto limitato ai servizi sanitari, anche nel settore pubblico, misto e privato. La conoscenza ancora limitata degli operatori sanitari sulla malattia, compresi quelli delle cure primarie, che spesso sono il primo punto di riferimento per chi soffre di ME/CFS, fa s� che la diagnosi sia spesso mancata o ritardata, e non di rado i pazienti rimangono non diagnosticati e non ricevono cure adeguate per lunghi periodi di tempo. In attesa della diagnosi, i pazienti spesso incontrano difficolt� ad ottenere aiuto dai servizi sanitari e da altri servizi, e la loro sofferenza e i loro bisogni non sono pienamente riconosciuti, non solo dagli operatori sanitari, ma anche dai datori di lavoro e dagli educatori. D'altra parte, in alcune occasioni, i pazienti sono sottoposti ad eccessivi indagini, con rischi intrinseci e costi inutili per gli individui e la societ�. Le persone con ME/CFS possono facilmente rimanere intrappolate in una situazione in cui, pur non essendo in grado di svolgere o iniziare attivit� lavorative o scolastiche significative, ricevono pochissima guida dal settore sanitario o sostegno da parte dei servizi sociali � da cui si sentono non creduti e trascurati, e sono spesso delusi dal sistema di welfare (Bhatia et al., 2019). La loro disabilit� contribuisce all'isolamento sociale, che aumenta il peso della loro situazione, e limita le loro possibilit� di recupero o di reintegrazione nella societ�.

Incoraggiamo i Paesi e le regioni a pianificare i loro servizi, la formazione e le esigenze educative in base alle esigenze e alle caratteristiche specifiche della popolazione e dei pazienti, nonch� alle loro strutture organizzative e risorse. Un Sostenitore Nazionale per ogni Paese o regioni all'interno dei Paesi sarebbe altamente auspicabile, specialmente in luoghi dove l'offerta di servizi per ME/CFS � scarsa o inesistente.

Per servizi pienamente funzionanti, raccomandiamo 2-4 medici specialisti ME/CFS / 1 milione di persone, con un team multidisciplinare di supporto, che includa professionisti come infermieri, infermieri, terapisti occupazionali, psicologi, dietologi, assistenti sociali, ecc. Lo specialista pu� essere un medico specializzato in ME/CFS; internisti, neurologi, immunologi, reumatologi, specialisti di malattie infettive e medici di base sono particolarmente adatti a questo ruolo, ma pu� essere svolto da medici di qualsiasi specialit�, purch� abbiano la giusta competenza o formazione. Per i bambini, questo ruolo deve essere ricoperto da pediatri. Al momento in cui scriviamo non siamo a conoscenza di alcun programma specifico per la formazione di medici per diventare specialisti in ME/CFS, cosa che finora si � spesso verificata in modo informale.
Il minimo auspicabile � un centro ME/CFS che fornisca servizi specializzati per una popolazione di 10 milioni di persone. L'assistenza locale per le persone con disabilit� significative potrebbe dover essere fornita da team di assistenza primaria o da medici locali con conoscenze di ME/CFS, con il supporto dei servizi specialistici, a seconda dei casi. L'opzione di cliniche satellite pi� piccole, collegate al servizio specialistico, fornirebbe un'assistenza completa per la maggior parte e gli "occhi" di un professionista sanitario competente, a sostegno delle consultazioni a distanza dello specialista per i casi complessi.

Gran parte dei bisogni delle persone affette da ME/CFS derivano dalla loro ridotta capacit� di funzionare nella societ� e, in casi pi� estremi, di essere totalmente dipendenti dall'assistenza per i bisogni di base. La vita lavorativa e l'istruzione possono essere perturbate, con un notevole impatto economico e personale sulle persone e sulle loro famiglie; la mancanza di comprensione e di sostegno, e spesso la stigmatizzazione, aumentano il peso delle sofferenze fisiche dovute ai sintomi. � estremamente importante dare priorit� alla ricerca e all'educazione dei professionisti della salute e di altri nella societ�, in modo da affrontare la scarsa comprensione scientifica e sociale della dimensione del problema.

Approccio multisettoriale alla ME/CFS:
Istruzione superiore:
- Sviluppo della formazione per i laureandi e i post-laureati, compresa la formazione per il personale di assistenza primaria e per i medici del lavoro
Settore educativo:
- Sviluppo di materiali per insegnanti e personale educativo, per considerare alternative per la scolarizzazione di bambini e adolescenti con ME/CFS
Lavoro e pensioni:
- Sviluppo di strumenti adeguati per la valutazione della disabilit� e della flessibilit� sul posto di lavoro, in particolare dopo il ritorno al lavoro, per ridurre al minimo il rischio di ricadute.
Settore sanitario e sanit� pubblica:
 - Adozione di linee guida, flessibilit� sull'uso di farmaci per la gestione dei sintomi
- Strategia di salute pubblica per la sensibilizzazione alla stigmatizzazione, all'importanza della cura e dell'educazione per evitare l'indebolimento dei sintomi e/o le ricadute
- Sviluppo e valutazione dei servizi per la ME/CFS
Agenzie di finanziamento e industria farmaceutica:
- Finanziamento della ricerca e sostegno per studi clinici ben progettati

L'articolo completo pubblicato il 28 settembre 2020 � disponibile qui: https://www.preprints.org/manuscript/202009.0688/v1/download.

Riassunto di Evelien Van Der Brink, traduzione di Giada Da Ros.

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30 settembre 2020

CONVEGNO IACFSME

Il 21 agosto scorso si � tenuto in forma virtuale il convegno scientifico della IACFSME, l'Associazione Internazionale sulla CFS/ME.
Qui trovate la sintesi degli interventi (in inglese), realizzata a settembre dalla ME Association.

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29 settembre 2020

EMERGENTI COLLEGAMENTI FRA COVID-19 E CFS/ME

Qualche link in proposito:

Su JAMA (Journal of the American Medical Association): qui.

Su MEDSCAPE: qui.

PRESS PLAY - intervista con Ian Lipkin: qui.

Su STAT un articolo di David Tuller: qui.

Su ELEMENTAL: qui.

Su FINANCIAL TIMES: qui.

Su BUSINESS INSIDER: qui.

Su THE ATLANTIC: qui.

Il seminario video tenuto da #MEAction: qui.

Gruppo di FB per discutere questo argomento, moderato da #MEAction: qui.

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25 settembre 2020

CFS/ME: PROVE DI DISFUNZIONE MITOCONDRIALE

Un studio dal titolo "Un'analisi SWATH-MS dei proteomi delle cellule mononucleari del sangue periferico della Encefalomielite Mialgica/Sindrome da Fatica Cronica rivela una disfunzione mitocondriale" � arrivato a queste conclusioni:  I risultati di questo studio supportano un modello di produzione di ATP carente nella ME/CFS, compensata da una sovraregolazione dei percorsi immediati a monte del Complesso V, cosa che suggerirebbe un innalzamento dello stress ossidativo. Questo studio e altri hanno trovato prove di una patologia specifica nella ME/CFS che risulta promettente per lo sviluppo di biomarcatori diagnostici. 

Qui il link allo studio.

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23 settembre 2020

NASCE IL SITO WEB DELLA
 U.S. ME/CFS CLINICIAN COALITION

Nasce il sito web della U.S. ME/CFS Clinician Coalition, la Coalizione dei Clinici americani esperti di CFS/ME: https://mecfscliniciancoalition.org
L'obiettivo di questo sito web � quello di aiutare i fornitori di servizi medici a fornire una migliore assistenza alle persone con ME/CFS, mettendo a disposizione risorse che possano aiutare nella diagnosi di ME/CFS e migliorare la gestione clinica.

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21 settembre 2020

PRIMO STUDIO DEI NIH SULLA PEM

Uno dei sintomi principali dell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � il malessere post-sforzo (PEM), il peggioramento dei sintomi dopo attivit� fisiche o mentali. Usando le proprie parole ed esperienze, le persone con ME/CFS hanno descritto come la PEM possa essere debilitante in uno studio in Frontiers in Neurology. Questa � la prima pubblicazione che esce dallo studio intramurale post-infettivo sulla ME/CFS degli Istituti Superiori di Sanit� americani (NIH)

Si legga qui in proposito. Qui il link allo studio.

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19 settembre 2020

PRIMO CONVEGNO DI FATIGATIO

Primo convegno Livestream dell'associazione tedesca di ME/CFS "Fatigatio".

Le presentazioni nella lingua originale del Prof. Jonas Bergquist e del Dr. Bhupesh Prusty possono essere seguite gratuitamente sul canale YouTube di Fatigatio eV .

Qui in proposito.

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15 settembre 2020

I BENEFICI DELLA REIDRATAZIONE ORALE SULL'INTOLLERANZA ORTOSTATICA


Al convegno IACFS/ME 2020 tenutosi via Zoom , Marvin Medow ha parlato di un recente studio, "I benefici della reidratazione orale sull'intolleranza ortostatica nei bambini con sindrome da tachicardia posturale". Molti pazienti di CFS/ME hanno sia intolleranza ortostatica che POTS.

Lo studio ha prodotto una scoperta insolita per questo campo - una fonte di aiuto potenzialmente relativamente economica e facile: la soluzione di reidratazione orale (ORS) pu� essere pi� efficace della flebo. L'ORS che Medow ha utilizzato derivava dalla formula dell'Organizzazione Mondiale della Sanit� e conteneva glucosio (destrosio) - non saccarosio.  Inoltre � fondamentale che gli ingredienti siano combinati nelle porzioni specifiche specificate dall'OMS.La combinazione glucosio/sale crea un gradiente osmotico consistente che produce "un assorbimento quasi completo di fluidi e sale attraverso il co-trasportatore intestinale di Na+-glucosio (GLUT2,simulatore)". Il saccarosio, va notato, non produce lo stesso effetto - molte soluzioni commerciali di reidratazione orale o di potenziamento elettrolitico utilizzano il saccarosio.

Si legga qui in proposito.

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28 agosto 2020

RISPOSTA ALLA COMMISSIONE EUROPEA

Il 18 agosto, il Commissario europeo Mariya Gabriel ha risposto alle domande poste dall'eurodeputato Jordi Ca�as in merito alla recente risoluzione sulla ME/CFS.

Purtroppo la risposta, fornita a nome della Commissione Europea non riconosce il sottofinanziamento della ricerca ME/CFS in Europa, n� propone nuove iniziative per affrontare questo urgente problema.

Evelien Van Den Brink ha scritto una risposta. Nella sua risposta, si sottolinea che la recente risoluzione parlamentare non solo  affrontare le difficolt� degli scienziati ME/CFS nell'accedere ai finanziamenti per la ricerca, ma anche come l'Europa sia in ritardo rispetto ad altri Paesi e come sia opportuno considerare la possibilit� che il COVID-19 possa portare ad un aumento dell'incidenza della ME/CFS e delle sindromi postvirali correlate.

Qui si pu� leggere la lettera.

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19 agosto 2020


UN ALBUM MUSICALE PER LA RICERCA

Kara Jane, una paziente completamente allettata e bisognosa di 
ossigeno e cure 24 ore su 24, ha realizzato dal suo letto un album "IT'S STILL M.E.",  per tutti coloro che soffrono di ME, costretti a letto e dimenticati. E per le loro famiglie e i loro cari, con l' obiettivo di raccogliere 100.000 sterline per la ricerca sulla CFSME sereva. L'album ha presto scalato le classifiche di iTunes.

Su Twitter il Thread in proposito.
Qui il link per scarcare l'album.

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7 agosto 2020

CNN: CFS/ME POSSIBILE CONSEGUENZA A LUNGO TERMINE DEL COVID-19

Qui l'articolo in proposito.

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25 luglio 2020

THE SCIENTISTS: COVID E CFSME

Un interessante articolo su COVID ed MECFS dalle pagine di "The Scientist": qui.

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24 luglio 2020

UNA SCOPERTA GENETICA POTREBBE DARE UN VANTAGGIO A PATOGENI NELLA CFSME

Una scoperta genetica a sorpresa potrebbe dare un vantaggio a patogeni e tossine nella MECFS: qui l'articolo.

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23 luglio 2020

"WORK" DEDICATO ALLA CFS/ME

Qui trovate un numero speciale di "Work" dedicato alla ME/CFS.

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10 luglio 2020

CNN: CFSME e COVID

Il dottor Anthony Fauci ha avvertito che "il Coronavirus pu� causare la sindrome da fatica cronica": qui.

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8 luglio 2020

ENCEFALOMIELITE MIALGICA, VIRUS E SISTEMA IMMUNITARIO INNATO

Trovate sotto tradotto il lungo articolo che trovate su �Neurology Advisor� a questo link

ENCEFALOMIELITE MIALGICA, VIRUS E SISTEMA IMMUNITARIO INNATO
di Theodore Henderson, MD, PhD

Informativa: Il Dr. Henderson � il presidente e proprietario di The Synaptic Space, una societ� di consulenza di neuroimaging, presidente e proprietario del Dr. Theodore Henderson Inc, e co-proprietario della Neuro-Luminance Corporation.

La sindrome da fatica cronica / encefalomielite myalgica (CFS/ME) � un disturbo caratterizzato da marcata stanchezza, malessere indotto da sforzo, annebbiamento cognitivo (o nebbia cerebrale), prestazioni accademiche/lavorative compromesse, sonno disturbato e dolori articolari/muscolari. Individualmente, questi sintomi sono vaghi e non specifici; tuttavia, in combinazione, il quadro clinico � abbastanza affidabile. Ciononostante, non esiste un test quantitativo per la CFS/ME.
Di conseguenza, la CFS/ME � stata molto malignata da parte della comunit� medica. I pazienti sono spesso denigrati per essere pigri, o liquidati come semplici malintenzionati psicosomatici. Come ha detto uno dei miei pazienti, "Il medico mi ha guardato e mi ha detto: 'Sei giovane! Non hai motivo di essere stanco". Hai solo bisogno di fare pi� esercizio". Mi ci � voluta tutta la forza che avevo per alzarmi dal letto e camminare attraverso il campus e lui voleva che mi esercitassi di pi�. C'era qualcosa che non andava e nessuno sembrava preoccuparsene!

Il ruolo dei virus nella CFS/ME
Nel 2015, una rassegna della letteratura medica, un documento di consenso, sulla CFS/ME pubblicata dall'Institute of Medicine of the National Academies di Washington, DC1 ha dichiarato che la CFS/ME era probabilmente causato da virus e ha sostenuto che gli studi a sostegno della terapia cognitivo comportamentale e dell'esercizio fisico graduato sono stati manipolati per esagerarne i benefici.2 Le cause virali pi� probabili sono stati il virus Epstein-Barr (EBV), noto anche come herpes 4, e l'herpes virus umano 6 (HHV6).1,3
Negli ultimi 2 decenni, molto lavoro � stato fatto sul ruolo di una variet� di virus, in particolare quelli della famiglia dell'herpes, in persistenti disturbi neurologici, psichiatrici e di altro tipo. Il mio lavoro sul ruolo dell'EBV e dell'HHV6 nella CFS/ME nei bambini � stato pubblicato nel 2014.4 Un recente rapporto della Mayo Clinic suggerisce che l'herpes 5 o il citomegalovirus (CMV) possono avere un ruolo nel disturbo bipolare.5
La famiglia dei virus dell'herpes � neurotropica e pu� stabilire infezioni persistenti o ricorrenti. L'herpes genitale (herpes 2) pu� causare infezioni ricorrenti e la varicella (herpes 3) pu� causare un'infezione acuta (varicella), che si evolve in un'infezione cronica nei neuroni. Decenni dopo, quando il corpo si stressa o diventa immunocompromesso, la varicella riemerge come herpes zoster. Allo stesso modo, EBV e HHV6 possono diventare latenti o dormienti nel corpo dopo l'esposizione. Ciononostante, molti medici - nelle riunioni scientifiche, nelle revisioni delle assicurazioni, nelle audizioni per disabili e nelle consulenze sui singoli pazienti - negano categoricamente che l'EBV e l'HHV6 possano anche causare infezioni persistenti o ricorrenti, figuriamoci infettare il cervello.
Nel 2018, un documento epocale che esaminava campioni di tessuto provenienti da una banca del cervello alla ricerca di prove di infezione da HHV6 ha fornito le munizioni per porre fine a tale argomentazione.6 Tra i campioni di controllo, il 22% aveva la proteina HHV6 e una percentuale maggiore aveva il DNA HHV6 nei neuroni. Al contrario, tra i casi di depressione, il 73% dei casi aveva la proteina HHV6 e l'87% aveva il DNA HHV6 nei neuroni.6 Prusty e colleghi hanno provocato un terremoto con questo documento. Non solo hanno trovato le proteine dell'HHV6 all'interno delle cellule cerebrali, ma hanno confermato la presenza del virus con una seconda serie di anticorpi distinti di proteine diverse, la visualizzazione diretta al microscopio elettronico e l'amplificazione e l'identificazione del DNA dell'HHV6 all'interno dei neuroni dello stesso cervello.

Trattamento della CFS/ME come se fosse causato da un virus
Non sorprende che coloro che hanno fatto un salto del pensiero sulla CFS/ME abbiano scoperto che trattarla come una malattia virale produce un certo successo. Lerner e colleghi7,8 hanno dimostrato che il trattamento con il valaciclovir antivirale riduce i sintomi della CFS/ME, cos� come i titoli anticorpali e i sintomi cardiaci. Montoya e colleghi hanno trovato che titoli anticorpali elevati di EBV e HHV6 tra i pazienti con CFS/ME prevedevano una risposta positiva al valaciclovir antivirale.9 Nella mia clinica ho trattato centinaia di pazienti con antivirali e ho trovato che circa il 70% dei casi � migliorato.
Per fare un breve esempio, una paziente di 13 anni ha iniziato a perdere la scuola a causa della febbre, della stanchezza e del mal di gola. Diversi test non hanno rivelato nulla. Le � stato detto che sarebbe passata in poche settimane. Tuttavia, tre anni dopo, era ancora esausta e non era in grado di andare a scuola. Aveva dolori muscolari, era continuamente affaticata e lottava con una profonda nebbia cerebrale. Le hanno fatto provare diversi antidepressivi per presunta depressione, sebbene negasse di sentirsi triste - si sentiva solo stanca. Alla fine � venuta nella mia clinica. La sua scala dei sintomi della stanchezza era elevata ed � risultata positiva all'EBV, ma non agli anticorpi HHV6. Ha iniziato a prendere il valaciclovir. Dopo 3 mesi, ha sperimentato un rapido miglioramento con rinnovata energia, chiarezza mentale e libert� dal dolore. Dopo 6 mesi � tornata a scuola. Ha completato il liceo e poi ha frequentato un rigoroso programma universitario in virologia. In questi anni ha continuato a prendere il valaciclovir e sperimenta una ricorrenza di sintomi ogni volta che smette la terapia antivirale.
C'� un problema con l'affermazione che EBV, HHV6, HSV1 o CMV sono coinvolti nella CFS/ME, depressione, mania, demenza da Alzheimer o qualsiasi altra malattia: si suppone che il 90-100% delle persone sia infettato da HHV6 all'et� di 3,10,11 anni e che HSV1 e EBV infettino la maggioranza della popolazione.12 Come possono questi virus onnipresenti causare gravi malattie solo in una piccola parte della popolazione?
In primo luogo, i tassi di esposizione molto probabilmente non sono corretti. Robinson e colleghi12 sostengono che il 100% della popolazione � affetta da HSV1, ma una meta-analisi ha rivelato che il tasso globale era solo del 67% e i tassi variano dal 43% al 91% nelle varie regioni.13-17 Inoltre, i dati longitudinali hanno mostrato che il tasso di HSV1 nella popolazione � diminuito nel tempo.16,17 Nella mia clinica, ho scoperto che solo il 41% dei pazienti con CFS/ME, che ho testato, ha anticorpi contro HSV1 e il 47% ha anticorpi contro EBV. Il presunto onnipresente HHV6 si trova solo nel 70% dei miei pazienti. In altre parole, circa il 59% e il 30% dei miei pazienti non sono stati esposti all'HSV1 o all'HHV6, rispettivamente, oppure sono stati esposti, ma non hanno prodotto anticorpi.
Nel corso degli anni, le mie scoperte sono state messe in discussione dai medici che eseguono la PCR sul sangue dei miei pazienti CFS/ME e non hanno trovato DNA per nessun virus dell'herpes. Se un paziente ha l'HHV6 nei neuroni del suo cervello, dove si sta felicemente replicando e diffondendo attraverso il trasporto assonale, perch� ci si aspetta di trovare il DNA dell'HHV6 nel sangue? I pazienti con herpes labiale raramente hanno segni di DNA HSV1 nel sangue e i pazienti con lesioni erpetiche attive dei genitali raramente hanno una carica virale sierica rilevabile. Prusty e colleghi18 hanno esaminato il sangue di pazienti con CFS/ME confermata per DNA o RNA dell'HHV6. Infatti, non pi� del 40% ha mostrato segni di HHV6 nel sangue. Quindi, come possono questi virus causare malattie sistemiche quando sono limitati a un numero relativamente piccolo di neuroni? Per rispondere a questa domanda, devo prima spiegare come si inseriscono i mitocondri.

Il ruolo dei mitocondri nella malattia e nella salute
Un certo numero di disturbi mostrano una chiara evidenza di disfunzione mitocondriale, tra cui la sclerosi multipla,19 la depressione,20,21 il morbo di Alzheimer,22 e il morbo di Parkinson.23 Una funzione anormale dei mitocondri si trova anche nella CFS/ME. Cambiamenti nella struttura mitocondriale, riduzione della produzione di ATP e aumento dello stress ossidativo sono stati descritti nella CFS/ME.24,25 I pazienti con CFS/ME hanno una profonda familiarit� con la disfunzione mitocondriale sotto forma di affaticamento amplificato di un "crollo" che si verifica dopo un eccessivo sforzo.
Questa disfunzione mitocondriale si manifesta clinicamente in un test-ritest di esercizio cardiopolmonare, in cui il paziente si impegna in un esercizio di sforzo massimo su un tapis roulant o altro dispositivo mentre il medico sta misurando il consumo di ossigeno, il pH del sangue, i livelli di lattato nel sangue e altre misure.26 Il pH del sangue e i livelli di lattato sono importanti perch� aumentano quando i mitocondri nei muscoli non riescono a tenere il passo con il carico di lavoro e i muscoli passano al metabolismo anaerobico.
Il primo giorno viene eseguito un esercizio di effetto massimale, che di solito induce un crollo. Il secondo giorno il paziente esegue un secondo test di sforzo massimale. Tipicamente, un paziente con CFS/ME non sar� in grado di raggiungere la stessa capacit� massima di ossigeno e mostrer� una soglia pi� bassa per passare al metabolismo anaerobico il secondo giorno. Questo non pu� essere simulato: non si pu� semplicemente aumentare il pH del sangue, il lattato e l'accumulo di lattato, e la temperatura scende paradossalmente. I mitocondri del paziente non funzionano con una capacit� normale. Per capire il perch�, dobbiamo capire il sistema immunitario innato.

Il ruolo dei mitocondri nel sistema immunitario innato
I mitocondri svolgono un ruolo centrale nella danza delle molecole che servono come prima linea di difesa contro i virus invasori - il sistema immunitario innato, che fornisce una difesa non specifica contro gli agenti patogeni.27-29 I batteri e i virus hanno un certo numero di proteine conservate o comunemente trovate o sequenze di acido nucleico, che sono riconosciuti dai recettori che si trovano sui mitocondri e altre strutture intracellulari chiamati recettori di riconoscimento del modello (PRR). Questi PRRs innescano una vasta gamma di vie di segnalazione molecolare, che attivano uno stato pro-infiammatorio con aumento delle citochine e degli interferoni.
I mitocondri hanno un ruolo vitale nella segnalazione molecolare responsabile di questa risposta innata.27-29 La proteina antivirale mitocondriale di segnalazione sulla membrana esterna pu� legare fortemente vari PRR e rispondere attivando una cascata di secondi messaggeri, che inducono la trascrizione dell'RNA e la produzione di citochine. Insieme, queste e molte altre molecole facilitano l'aumento delle specie reattive dell'ossigeno, delle citochine e delle chemochine pro-infiammatorie e l'upregulation (sovraregolazione) dell'interferone, che si traduce in un ambiente meno favorevole alla replicazione virale.29
Dato che la funzione mitocondriale appare alterata nella CFS/ME, Prusty e colleghi hanno iniziato a svelare perch� e come questo si � verificato. L'HHV6 � in grado di integrarsi nel cromosoma umano, rimanendo latente per anni. Hanno scoperto che l'HHV6 � in grado di riattivarsi parzialmente da questo stato integrato; cio�, solo un piccolo numero di proteine virali viene trascritto e non viene prodotto alcun virus completo. Queste poche proteine virali hanno un potente effetto sulla cellula.
Importanti proteine mitocondriali sono downregulated (sottoregolate), compresi quelli coinvolti in percorsi glicolitici, ossidazione degli acidi grassi, e altri percorsi chiave. In particolare, l'espressione della superossido dismutasi 2 � diminuita, con conseguente aumento delle specie reattive dell'ossigeno, una scoperta comune nella CFS/ME.30 Questa riattivazione parziale dell'HHV6 porta anche a un minore contenuto di ATP e alla frammentazione dei mitocondri (vedi figura), che sono meno in grado di montare una risposta immunitaria innata e attivare una risposta di pericolo cellulare pro-infiammatorio (CDR), una risposta generalizzata a qualsiasi minaccia per la cellula. Durante un CDR, c'� una cascata di cambiamenti nella bioenergetica, stati redox, specie reattive dell'ossigeno, e uno spostamento dal metabolismo aerobico verso uno stato pro-infiammatorio sostenuto.31
Prusty e colleghi18 hanno incubato cellule na�ve nel supernatante da culture di cellule in cui l'HHV6 era stato parzialmente riattivato. Le cellule ingenue hanno sviluppato mitocondri frammentati e uno stato pro-infiammatorio come se avessero sperimentato la riattivazione dell'HHV6, dimostrando che qualche fattore solubile sconosciuto (USF) potrebbe indurre questo stato in cellule lontane. Cos�, la domanda di come un numero relativamente piccolo di cellule HHV6 riattivate non replicanti il virus HHV6 potrebbe causare malattie sistemiche in tutto il corpo � stata ora risolta.
Hanno poi esposto le cellule ingenue al surnatante di cellule riattivate dall'HHV6, che presumibilmente conteneva questo USF. Dopo 48 ore, hanno lavato via il supernatante e hanno applicato dei nuovi mezzi. Poi, hanno esposto le cellule all'influenza-A (un virus RNA) o HSV1 (un virus del DNA) nel tentativo di indurre un'infezione. Sorprendentemente, praticamente nessuna delle cellule trattate con USF si � infettata. Questo USF aveva completamente impedito l'infezione sia da influenza-A che da HSV1, il che aumenta la possibilit� che l'USF possa prevenire l'infezione da altri virus RNA o DNA.18 Dal punto di vista dell'HHV6, questa � una mossa intelligente; protegge la sua casa da altri virus che potrebbero distruggere la sua cellula ospite.
Gli sperimentatori hanno poi raccolto i sieri di pazienti con CFS/ME confermato e hanno ripetuto l'esperimento. Le cellule na�f sono state incubate con i sieri dei pazienti e poi lavate e fornite di nuovi mezzi di coltura. I terreni di coltura freschi sono stati poi infettati con l'influenza-A o HSV1. Il numero di cellule infette era inferiore del 99% tra le cellule trattate con il siero rispetto ai controlli.18 N� l'RNA n� i virus del DNA potevano infettare queste cellule pretrattate con il siero di pazienti con CFS/ME.
L'importanza di questi risultati � sconcertante. In primo luogo, per quanto riguarda i pazienti con CFS/ME, porta un certo senso ai loro sintomi. Indipendentemente dal fatto che i pazienti siano infettati da altri virus dell'herpes, se hanno HHV6 cromosomicamente integrato, allora questo USF non identificato potrebbe compromettere la funzione mitocondriale in tutto il loro corpo. Le conseguenze sarebbero i sintomi familiari della stanchezza, del malessere post-sforzo, ecc.
In secondo luogo, questo USF pu� avere un ruolo chiave nella lotta contro altri virus. Se potesse essere isolato e prodotto in grandi quantit�, potrebbe servire come nuovo potente agente antivirale. Ad esempio, la SARS-CoV, il virus RNA responsabile dell'epidemia di SARS, allunga i mitocondri e perturba la funzione della proteina antivirale mitocondriale di segnalazione.32 La SARS-CoV � strettamente correlata al virus RNA COVID-19. In terzo luogo, questo USF induce la frammentazione dei mitocondri e uno stato pro-infiammatorio nelle cellule esposte. Di conseguenza, ci possono finalmente essere delle buone notizie per i pazienti con CFS/ME che hanno questa parziale riattivazione dell'HHV6. Essi possono sperimentare una protezione cellulare sia da virus RNA che da virus del DNA come risultato di questo USF.
In terzo luogo, Prusty e colleghi hanno stabilito il protocollo per un saggio per la CFS/ME, o almeno una parte di coloro che sono affetti da questa malattia. Mentre non � chiaro quanti pazienti con CFS/ME abbiano HHV6 cromosomicamente integrato (40% erano positivi per HHV6 RNA o DNA), i sieri di tutti i pazienti CFS/ME nel loro studio hanno indotto l'inibizione virale. Pertanto, questo protocollo potrebbe servire come un nuovo test quantificabile, non soggettivo e quindi indiscutibile per la CFS/ME, rappresentando un importante passo avanti per il trattamento e la ricerca in questa trascurata malattia.

Riassunto

Qui di seguito, espongo la prova di diversi pezzi importanti del puzzle sulla CFS/ME.
1). HHV6 e HSV1 e quindi probabilmente gli altri virus della famiglia dell'herpes neurotrofico possono invadere il cervello e replicarsi l�, potenzialmente diffondendosi a molti neuroni
2). HHV6 pu� integrarsi nel genoma umano
3). La riattivazione parziale dell'HHV6 compromette la funzione mitocondriale, compresa la diminuzione della produzione di ATP e induce uno stato pro-infiammatorio
4). Il siero di pazienti con CFS/ME ha la capacit� di ostacolare la funzione mitocondriale nelle cellule ingenue
5). Il siero di pazienti con CFS/ME pu� portare qualche fattore che pu� conferire protezione da infezioni virali a cellule ingenue
6). Questo fattore di protezione solleva interessanti possibilit� per un nuovo approccio alla protezione da COVID-19
7). Il fattore protettivo pu� essere sviluppato in un saggio diagnostico per CFS/ME dando il primo test definitivo per questa malattia tanto assediata e trascurata.
8). Un test definitivo � il primo passo verso una migliore ricerca, maggiori finanziamenti e una maggiore attenzione federale per la CFS/ME, che colpisce circa 24 milioni di persone in tutto il mondo33-35

Riferimenti
1. Institute of Medicine. Beyond myalgic encephalomyelitis/chronic fatigue syndrome: redefining an illness. www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK274235/pdf/Bookshelf_NBK274235.pdf  Accessed February 21, 2015.
2. Smith MEB, Nelson HD, Haney E, et al. Diagnosis and treatment of myalgic encephalomyelitis/chronic fatigue syndrome. evidence report/technology assessment No. 219. (Prepared by the Pacific Northwest Evidence-based Practice Center under Contract No. 290-2012-00014-I.) AHRQ Publication No. 15-E001-EF. Rockville, MD: Agency for Healthcare Research and Quality; December 2014. https://effectivehealthcare.ahrq.gov/sites/default/files/pdf/chronic-fatigue_research.pdf. Accessed June 16, 2020
3. Henderson, TA. The role of antiviral therapy in chronic fatigue syndrome. http://www.psychiatryadvisor.com/opinion/the-role-of-antiviral-therapy-in-chronic-fatigue-treatment/article/405424/. Accessed May 17, 2020.
4. Henderson TA. Valacyclovir treatment of chronic fatigue in adolescents. Adv Mind Body Med. 2014 Winter;28(1):4-14.
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7 luglio 2020

AGGIORNATO IL  MANUALE DELLA COALIZIONE DEI CLINICI USA ESPERTI DI CFS/ME

La Coalizione dei Clinici di MECFS ha appena pubblicato una versione aggiornata del loro manuale di base su come diagnosticare e trattare la patologia: qui.

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6 luglio 2020

RESPONSABILIT� DELL'ASSISTENZA SANITARIA E COMPASSIONE - VISITARE IL PAZIENTE COSTRETTO A CASA GRAVEMENTE COLPITO DA ME/CFS

Un articolo con quel titolo si trova qui

Abstract tradotto:
Molte persone affette da grave encefalopatia mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) non ricevono comunemente alcuna assistenza da parte degli operatori sanitari, mentre alcuni sono stati allontanati da tutti i servizi medici previsti dalla legge. Paradossalmente, sono spesso i malati pi� gravi e i pi� bisognosi ad essere i pi� trascurati dai responsabili della loro assistenza sanitaria. Tra le ragioni di ci� vi sono le tensioni sulla complessit� di fare una diagnosi accurata in assenza di un biomarcatore, l'aspro dibattito sull'efficacia dei pochi trattamenti disponibili e il vero e proprio stigma associato alla diagnosi. La gravit� della malattia spesso preclude la possibilit� di rivolgersi alle strutture sanitarie, e se un individuo sta abbastanza bene da poter andare a un appuntamento, la presentazione non sar� tipica; per definizione, i pazienti gravemente colpiti sono confinati in casa e spesso a letto. Noi sosteniamo che un modello olistico, come la ''Compassione nella pratica'', pu� aiutare a pianificare gli appuntamenti e a prendersi cura delle persone gravemente colpite da ME/CFS. Mostriamo come questo pu� essere usato per inquadrare le interazioni significative tra gli operatori sanitari (HCP) e il paziente costretto a casa.


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2 luglio 2020

L�ESERCIZIO FISICO FA PEGGIORARE I PAZIENTI DI CFS/ME: PARLA IL DOTT. GUTHRIDGE

Questo che trovate di seguito � la traduzione in italiano di un thread di Twitter del dottor Mark Guthridge, postato oggi qui.
Oltre ad indicare un nuovo studio (16 giugno 2020), mi sembra che riassuma bene le informazioni che gi� avevamo, giustificando ogni punto con link di letteratura.


1/ Il problema con l'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica #MECFS � che sembra ridicolo che l'esercizio fisico possa effettivamente peggiorare i pazienti. Come pu� l'esercizio fisico essere cos� negativo per i #pwME (pazienti con la ME cio�) ma cos� positivo per quasi tutte le altre malattie gravi?

2/ Un nuovo studio di @4WorkWell @sunsopeningband et al mostra che i pazienti di #MECFS hanno difetti metabolici che non possono essere spiegati da fobie da esercizio, decondizionamento o "credersi malati". I #pwME hanno ridotto il consumo di ossigeno durante i test da sforzo:
https://buff.ly/2CXH6Hj

Abstract dello studio al link:
Premessa: La diminuzione delle prestazioni nel test da sforzo cardiopolmonare (CPET) indica la base fisiologica per la riduzione della capacit� di svolgere le attivit� della vita quotidiana e del lavoro. Quindi, pu� essere un biomarcatore per l'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS).
Obiettivo: determinare le propriet� statistiche delle misurazioni cardiache, polmonari e metaboliche ottenute durante la CPET nelle persone con ME/CFS. Metodi: Cinquantuno femmine con ME/CFS e 10 femmine sedentarie con et� e massa corporea simili hanno ricevuto misurazioni cardiache, polmonari e metaboliche durante 2 CPET separate da 24 ore. L'analisi bidirezionale dei calcoli della varianza e della dimensione dell'effetto (Cohen's d) sono stati utilizzati per valutare l'entit� e la significativit� statistica delle differenze nelle misurazioni tra i gruppi. L'affidabilit� delle misurazioni CPET � stata stimata utilizzando i coefficienti di correlazione intraclasse (formula 2,1; ICC2,1). La risposta delle misurazioni CPET � stata valutata utilizzando la variazione minima rilevabile al di fuori dell'intervallo di confidenza del 95% (MDC95) e i coefficienti di variazione (CoV).
Risultati:Le misurazioni CPET hanno dimostrato un'affidabilit� da moderata ad alta per gli individui con ME/CFS. Confrontando i soggetti con ME/CFS e i soggetti di controllo si sono ottenuti dimensioni di effetti da moderati a grandi su tutte le misurazioni CPET. L'MDC95 per tutti gli individui con ME/CFS ha generalmente superato i soggetti di controllo e i CoV per le misurazioni CPET sono stati comparabili tra i gruppi.
Conclusioni: le misurazioni CPET dimostrano un'adeguata reattivit� e riproducibilit� per la ricerca e le applicazioni cliniche.

3/ I #pwME hanno una ridotta capacit� di aumentare il loro consumo di ossigeno durante l'esercizio fisico. Questo � completamente diverso da ogni altra malattia che conosciamo, comprese le malattie cardiovascolari, le malattie polmonari, le malattie renali allo stadio finale, l'ipertensione e la fibrosi cistica.

4/ E i pazienti di #MECFS mostrano anche un ridotto consumo di ossigeno e una ridotta soglia anaerobica rispetto alla sclerosi multipla. I pazienti di #MECFS sono #MalatiNonDecondizionati, #MalatiNonStanchi, #MalatiNonDeboli (https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/cpf.12460#.W82IGKs6x4g.twitter)

5/ Il test da sforzo fornisce una spiegazione del perch� i pazienti di #MECFS possono andare in crash anche dopo uno sforzo modesto.
La ridotta capacit� aerobica dei #pwME si traduce in un passaggio al #metabolismo anaerobico che probabilmente influisce sulla loro capacit� di svolgere semplici attivit� quotidiane. (https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fped.2019.00082/full)

6/ E  i pazienti di #MECFSpossono 'crollare' se si sforzano troppo, causando un malessere post-sforzo #PEM. L'attivazione della #PEM riduce la soglia alla quale il #metabolismo anaerobico accelera, che compromette la capacit� dei pazienti di svolgere compiti non impegnativi. (https://translational-medicine.biomedcentral.com/articles/10.1186/1479-5876-12-104)

7/ E l'esercizio fisico che scatena #PEM nei pazienti di #MECFS porta a una risposta infiammatoria immunitaria sostenuta che � distinta da quella delle persone sedentarie o decondizionate @PLOSONE #MedEd #MalatiNonStanchi (https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0197811)

8/ Gli esseri umani utilizzano il metabolismo aerobico per la maggior parte delle attivit� quotidiane, come camminare e svolgere attivit� sedentarie. Ma una ridotta capacit� aerobica dei pazienti #MECFS costringe probabilmente a un passaggio a un metabolismo anaerobico meno efficiente che porta ad un affaticamento prematuro e #PEM (https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fped.2018.00242/full)

9/ Gli studi sull'esercizio fisico mostrano anche che la maggiore dipendenza dal #metabolismo anaerobico nei pazienti #MECFS si traduce in un aumento dei metaboliti come l'acido lattico che probabilmente porta ad un'incapacit� di mantenere il lavoro e ad una riduzione dell'attivit� (https://academic.oup.com/ptj/article/93/11/1484/2735315#)

10/ I fisioterapisti dovrebbero essere consapevoli del fatto che il malessere post-sforzo #PEM nei #pwME � dovuto a deficit del metabolismo oggettivamente misurabili. Quindi s�, l'esercizio fisico � benefico per quasi tutte le malattie...ma la scienza dimostra che #MECFS � l'eccezione...( https://academic.oup.com/ptj/article/93/11/1484/2735315#)
Questa recensione di @4WorkWell in @FrontiersIn discute come il test da sforzo cardiopolmonare #CPET pu� essere usato per aiutare la diagnosi e la ricerca di #MECFS. Questa tabella fornisce una lista di definizioni utili per pazienti e medici per indagare la #MECFS (https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fped.2018.00242/full)


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1� luglio 2020
 
OXFORD MORTEN GROUP: LE PAGINE UFFICIALI

La pagina ufifciale dell'Universit� di Oxford del Morten Group ha ora un suo sito web (qui).
Il gruppo di ricerca (le cui pagine FB e Twitter avevamo annunciato a giugno), che fa capo a Karl Morten, ha come obiettivi principali:

1. Lo sviluppo di un test diagnostico per la ME/CFS che utilizza la microscopia Raman per analizzare le cellule mononucleari del sangue periferico (PMBC) e il plasma.

2. Sottoraggruppare i pazienti dal punto di vista metabilico. In collaborazione con il professor James McCullagh del Dipartimento di Chimica dell'Universit� di Oxford, utilizziano un metodo chiamato Spettrometria di massa accoppiata alla cromatografia liquida (LC-MS), che � in grado di rilevare i metaboliti anche se sono presenti a livelli molto bassi.

3. Comprendere il ruolo dei batteri della forma di L nell'eziologia della ME/CFS.

Per maggiori approfondimenti si veda il loro sito  qui.

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30 giugno 2020

TIRELLI SU CFS

Sul canale YouTube di Tirelli Medical, il prof Tirelli parla di CFS: qui.

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20 giuigno 2020

LETTERA APERTA DELL'ASSOCIAZIONE CECA

In una lettera aperta che si pu� leggee qui in inglese, e qui nell'originale, l'associazione di CFS/ME ceca, chiede attenzione verso la patologia ai rappresentanti delle autorit� mediche e sociali.

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25 giugno 2020

DOCUMENTARIO GIAPPONESE SULLA CFS/ME

L'associazione giapponese di ME/CFS che si chiama Japan ME Association ha annunciato la diffusione internazionale di "Hope to Our Hands" (La speranza nelle nostre mani): la storia nascosta della ME/CFS in Giappone", una versione sottotitolata in inglese del loro film documentaristico sui pazienti di ME in Giappone. Pu� essere vista in streaming o scaricata su VIMEO qui (il costo � minimo).

Originariamente creato nel 2018 per sensibilizzare i responsabili delle politiche sanitarie del governo e il pubblico in generale in Giappone, viene ora per la prima volta presentato a un pubblico internazionale sottotitolato in inglese prodotto da una versione abbreviata destinata ai professionisti medici giapponesi.

La situazione dei pazienti giapponesi ME/CFS � sconosciuta al di fuori del Giappone. La maggior parte dei pazienti giapponesi non ha la conoscenza dell'inglese per accedere alle informazioni online dall'estero. In mezzo a questo isolamento, il governo e la professione medica giapponese hanno continuato a trascurare la malattia come una malattia "da fatica" con fattori psicogeni negli ultimi 30 anni. � anche la storia della Japan ME Association, fondata da Mieko Shinohara, che si � ammalata di ME mentre studiava all'estero negli Stati Uniti, e degli sforzi dei pazienti per creare un necessario cambiamento.

Raccomandata dal presidente dell'Associazione Medica Giapponese e dall'ex presidente della Societ� Giapponese di Neurologia e con il forte sostegno dei pazienti e dei medici, la speranza � che, condividendo il documentario, il Giappone possa iniziare ad unirsi alla comunit� internazionale ME/CFS per aiutare i pazienti.

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24 giugno 2020

SAR� VIRTUALE IL CONVEGNO IACFSME

Quest'anno, il convegno dell'Associazione Internazionale di CFS/ME (IACFSME) si terr� in forma virtuale, via Zoom, il 21 agosto 2020.

Per informazioni si veda qui. L'incontro verr� in ogni caso registrato e poi reso disponibile per chi non pu� partecipare al momento.

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23 giugno 2020

DecodeME: GRANDE STUDIO SUL DNA DEI PAZIENTI DI CFS/ME

Il pi� grande studio sul DNA dei pazienti di CFS/ME � strato lanciato ieri: https://www.decodeme.org.uk/. Registratevi (anche dall'Italia, anche se partono prima dall'Inghilterra).

Sul sito dicono:
Ci siamo assicurati il finanziamento di uno studio molto ampio per analizzare il DNA della saliva delle persone con ME/CFS per vedere se la malattia � in parte genetica e, in caso affermativo, aiutare ad individuare le cause. Lo studio dovrebbe aiutarci a capire la malattia e, in ultima analisi, a trovare le cure.

Abbiamo bisogno di 20.000 partecipanti - e di persone che ci aiutino a trovarli. Se siete interessati, fatecelo sapere subito, in modo che quando lo studio sar� avviato all'inizio del 2021, potremo iniziare a contattare i potenziali partecipanti e a raccogliere immediatamente dei campioni.

Sar� una sfida enorme fare il pi� grande studio biomedico mai realizzato su ME/CFS, quindi abbiamo bisogno del vostro aiuto - che abbiate ME/CFS o meno!

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22 giugno 2020

ME GLOBAL CHRONICLE n. 36

Qui il PDF dell'ME Global Chronicle numero 36 - giugno 2020

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18 giugno 2020

IL PARLAMENTO EUROPEO APPROVA LA PROPOSTA DI FONDI ALLA RICERCA SULLA ME/CFS

Ieri il Parlamento europeo ha approvato la risoluzione B9-0186/2020, che chiede tra le altre cose altro un aumento dei finanziamenti per la ricerca biomedica ME/CFS nell'UE.

La votazione ha visto:
676 voti favorevoli,
4 contro,
e 8 astensioni.


Ai link il testo approvato: in italiano; in inglese

Qui il comunicato stampa del Parlamento Europeo (in inglese): 


Qui  (in inglese) l'articolo di EMEC in proposito.



parlamento

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17 giugno 2020

A DEMON ON MY LIFE: OPERA TERATRALE SULLA CFS/ME

Un'opera teatrale sulla CFS/ME, " A Demon on My Life", titolo ispirato da un quadro di Fussli (lo stesso pittore che ha dipinto il quadro che � il logo della nostra associazione) si pu� vedere online il 20 e il 22. A questo link ci sono orari e modalit�.

Lo spettacolo viene anche registrato per poterlo vedere in un secondo momento.


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13 giugno 2020

FATTORI DI RISCHIO PER IL SUICIDIO NELLA SINDROME DA FATICA CRONICA

Di seguito l'abastract di un articoo che trovate a questo link. L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) include sintomi come malessere post-sforzo, sonno non ristoratore e disturbi cognitivi. Diversi studi suggeriscono che questi pazienti hanno un aumentato rischio di ideazione suicida e di mortalit� precoce, anche se pochi hanno pubblicato in questo settore. Questo studio esplora i fattori di rischio per il suicidio tra 64 individui con ME/CFS utilizzando dati d'archivio, 17 dei quali sono morti per suicidio. I risultati hanno indicato un aumento del rischio di suicidio per quelli che utilizzano l'etichetta CFS, per quelli con un funzionamento generale limitato e per quelli senza malattie in co-morbidit�. I risultati suggeriscono che lo stigma e le menomazioni funzionali limitano l'accesso alle cure e ai supporti sociali.

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10 giugno 2020

COMUNICATO STAMPA EMEC: SCIANZIATI CHIEDONO DELLA RICERCA BIOMEDICA SULLA CFS/ME

Gli scienziati chiedono pi� ricerca europea sulla ME/CFS

Bruxelles, 10 giugno 2020. Pi� di cento scienziati hanno firmato una lettera aperta che chiede un maggior
numero di ricerche europee sulla malattia encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/
CFS). Il 17 giugno, il Parlamento europeo prevede di votare una risoluzione sulla ricerca sulla ME/CFS a
seguito di una petizione popolare firmata da migliaia di pazienti e dai loro cari.

La ME/CFS � una malattia debilitante a lungo termine che causa estrema spossatezza, scarsa concentrazione
e memoria, sonno non ristoratore e molti altri sintomi. "La caratteristica principale � un peggioramento dei
sintomi a seguito di uno sforzo", dice Evelien Van Den Brink, una paziente olandese che soffre di ME/CFS
da ventidue anni, dall'et� di quattordici anni. Poich� non esiste una cura per la ME/CFS e i suoi meccanismi
patologici restano poco capiti, Evelien ha presentato una petizione al Parlamento europeo, chiedendo
maggiori ricerche scientifiche sulla malattia. "Avere pi� studi scientifici � l'unica strada da percorrere", dice
Evelien. "Sono costretta a letto quasi completamente e conosco altri pazienti che stanno anche peggio. Non
possiamo permettere che un'altra generazione soffra per questa orribile malattia".

La petizione ha raccolto quattordicimila firme e ha portato alla prima risoluzione in assoluto sulla ME/CFS
da parte del Parlamento europeo. "Questi pazienti sono stati ignorati per troppo tempo", dice Pascal Arimont,
uno dei membri del Parlamento che sostiene fortemente la risoluzione." Attualmente non esiste un test
diagnostico per la ME/CFS perch� sappiamo molto poco della patologia alla base. Negli Stati Uniti, in
Australia e in Canada, i governi hanno investito ingenti fondi nella ricerca sulla ME/CFS. L'Europa � in
ritardo, quindi dobbiamo agire con urgenza". Si stima che due milioni di cittadini europei soffrano di ME/
CFS.

Oggi, l'imminente risoluzione ha ricevuto il sostegno di una lettera aperta firmata da centoquindici ricercatori
e scienziati di tutto il mondo. La lettera sottolinea che la ME/CFS "� stata a lungo un'area trascurata in
medicina" nonostante il suo elevato carico sociale e i suoi costi economici. "La ME/CFS non � rara ed �
altamente debilitante" dice il professor Jonas Bergquist, che ha recentemente costituito il Centro di Ricerca
Collaborativa sulla ME/CFS presso l'Universit� di Uppsala, in Svezia. "Spesso inizia dopo un'infezione
virale e non sappiamo quali siano i meccanismi per la fatica post-virale. Neuroinfiammazione e reazioni
potenzialmente autoimmuni possono essere parte della spiegazione. Sono necessarie ulteriori ricerche per
comprendere meglio la malattia".

"Una priorit� fondamentale � lo sviluppo di un test diagnostico per la ME/CFS per aumentare l'accuratezza
della diagnosi", spiega la professoressa Carmen Scheibenbogen, docente dell'Universit�tsklinik Charit� di
Berlino e una delle prime firmatarie della lettera. "Speriamo di ottenere una migliore comprensione del
meccanismo della malattia e, alla fine, un trattamento efficace". La ME/CFS � una delle grandi sfide della
medicina moderna, ma sono fiduciosa che una svolta scientifica sia possibile".

La lettera aperta e l�elenco completo dei firmatari � disponibile all�indirizzo europeanmecoalition.com



Contatto stampa:
European ME Coalition europeanmecoalition@gmail.com
Evelien Van Den Brink evelienvandenbrink.euteam@gmail.com
Francis Martin Tel: +44 7757595350 (Inglese)

Potete contattarci all'indirizzo: evelienvandenbrink.euteam@gmail.com. Il nostro principale indirizzo e-mail europeanmecoalition@gmail.com sta attualmente incontrando alcune difficolt� tecniche.


Ecco sotto, tradotto in italiano, il testo della lettera firmata dagli scienziati, di cui all link:

Lettera aperta sul finanziamento della ricerca biomedica sull'Encefalomielite Mialgica nell'Unione Europea

L'Encefalomielite Mialgica (ME), a volte chiamata Sindrome da Fatica Cronica (CFS), � una malattia cronica e debilitante caratterizzata da spossatezza estrema, disfunzioni cognitive e malessere post-sforzo. [1] I pazienti di ME spesso non sono in grado di lavorare, studiare o partecipare ad attivit� sociali. Alcuni sono confinati in casa o a letto e completamente dipendenti dalle cure dei membri della propria famiglia.

Negli Stati Uniti i costi economici diretti e indiretti della ME sono stati stimati tra i 17 e i 24 miliardi di dollari all'anno. Nell'Unione Europea (UE), si prevede che l'impatto sulla societ� sia ancora maggiore, con circa due milioni di cittadini dell'UE che soffrono di ME.

Nonostante gli elevati costi economici, l'ME � stata a lungo un'area trascurata in medicina. Attualmente non esiste un trattamento efficace e la prognosi stimata � scarsa. Molti pazienti rimangono malati per decenni. Sebbene la ricerca biomedica stia facendo progressi, la patologia della malattia � ancora poco conosciuta.

A causa dell'elevato carico di malattia, sono necessari con urgenza maggiori finanziamenti per la ricerca biomedica sulla ME. Vorremmo esprimere il nostro sostegno a una disposizione speciale nel programma di ricerca Horizon per affrontare la mancanza di finanziamenti per le malattie croniche trascurate come la ME.

Negli Stati Uniti, in Australia e in Canada, i governi hanno stanziato fondi per la ricerca sulla ME, una strategia che attirer� nuovi scienziati e svilupper� ulteriormente il settore. La ricerca biomedica sulla ME si sta svolgendo presso prestigiosi istituti di ricerca tra cui Stanford, Cornell e Columbia University. Una nuova collaborazione di ricerca nel campo della ME � stata recentemente costituita presso gli ospedali affiliati ad Harvard. Una priorit� chiave � lo sviluppo di un test diagnostico per la ME per aumentare l'accuratezza della diagnosi e fornire risultati affidabili nei trial su trattamenti.

L'UE, purtroppo, � in ritardo. In qualit� di precursore globale nel campo dell'assistenza sanitaria e della ricerca medica, � degno di nota il fatto che l'UE non stia attualmente finanziando nessuna o scarsa ricerca biomedica sulla ME. Alcuni dei rari progetti di ricerca europei sulla ME hanno dovuto essere finanziati da enti di beneficenza, dai pazienti e dai loro cari.

Raccomandiamo che l'UE si allinei agli sviluppi internazionali assumendo un impegno a lungo termine per investire nella ricerca biomedica sulla ME. Una disposizione speciale nel programma di ricerca Horizon per affrontare il sottofinanziamento delle malattie croniche trascurate potrebbe aiutare a rimuovere alcuni degli ostacoli che impediscono agli scienziati europei di studiare la ME. Si spera che ci� porti a una migliore comprensione del meccanismo della malattia e, alla fine, a un trattamento efficace per questa devastante malattia.

Cordiali saluti,

 [1] Institute of Medicine (IOM). Beyond Myalgic Encephalomyelitis/Chronic Fatigue Syndrome:
Redefining an Illness. Washington, DC: The National Academies Press; 2015.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK274235/pdf/Bookshelf_NBK274235.pdf


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7 giugno 2020


THE MORTEN GROUP - OXFORD

Segnaliamo a chi vuole mettere "mi piace", la pagina Facebook e quella Twitter di questo gruppo di ricerca sulla CFS/ME che fa capo al prof. Karl Morten di Oxford. 

Diversi filoni di ricerca ME/CFS sono in corso a Oxford e sono riassunti nel loro sito web. Le due aree che probabilmente faranno la differenza sono i) lo sviluppo di un test diagnostico e ii) la comprensione del ruolo dei patogeni della forma L appena scoperti come potenziali agenti causali

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6 giugno 2020


IL PROGETTO DI PROPOSTA DI RISOLUZIONE UE IN ITALIANO

Qui trovate in italiano il progetto di proposta di risoluzione sui finanziamenti supplementari alla ricerca biomedica sulla ME/CFS, che era stato votato all'unanimit� dalla commissione PETI del Parlamento Europeo lo scorso 17 marzo.

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5 giugno 2020

SCRIVETE AI VOSTRI EURODEPUTATI

Il 17 giugno il Parlamento europeo prevede di votare la risoluzione sulla ME/CFS. Speriamo che questo sia un giorno importante per i pazienti ME/CFS di tutto il continente.

L'EMEC (Coalizione Europea per la ME) ha gi� informato i capi dei diversi gruppi politici del Parlamento europeo, ma � possibile contattare individualmente i membri del parlamento del proprio Paese per chiedere loro di votare a favore della risoluzione sulla ME/CFS. Consigliamo comunque prudenza nel farlo. Non vogliamo che sembri una grande campagna di lobbismo e non vogliamo indisporre i deputati che sono gi� espressi a nostro favore.

Se perci� desiderate partecipare "in prima persona", ecco alcuni suggerimenti per scrivere una lettera al vostro eurodeputato:
- Concentratevi sulla vostra storia personale, sull'impatto che la ME ha avuto sulla vostra vita e su quanto la petizione significhi per voi. In poche parole.
- Cercate di non fare una lunga lista di fatti e documenti. Scrivete pi� come cittadini preoccupati e meno come attivisti della causa.
- Cercate di essere educati ed evitate di apparire aggressivi.
- Evitate di fare affermazioni forti o di approfondire argomenti controversi come l'eziologia della patologia (es. psicologica vs. biologica) o i problemi con GET/CBT, che di solito hanno bisogno di molto per essere spiegati correttamente. L�ideale sarebbe concentrarsi sul fatto che la ME/CFS � una patologia trascurata e sulla necessit� di maggiore ricerca scientifica
- Cercate di non copiare-incollare altre lettere. Usatele come ispirazione per scrivere la vostre.

Un elenco dei deputati al Parlamento europeo e le loro informazioni di contatto si trova su questo indirizzo web (https://www.europarl.europa.eu/meps/en/full-list) e un modello di lettera � fornito di seguito.

Grazie mille a tutti coloro che hanno sostenuto la petizione e la risoluzione! Insieme possiamo agire per una cambiamento positivo in Europa.

Ecco sotto un esempio di lettera.

Gentile [...],

Le chiedo di votare a favore della risoluzione europea sul finanziamento della ricerca biomedica sull'encefalomielite mialgica (2020/2580(RSP)) nella sessione plenaria del 17 giugno. Si tratta di un argomento che mi sta molto a cuore e significherebbe molto se dimostrasse il suo sostegno a questa causa.

Sono un paziente che � malato di Encefalomielite Mialgica (ME), a volte chiamata sindrome da fatica cronica (CFS), da pi� di 10 anni e mi ha completamente devastato la vita. Non sono pi� in grado di lavorare o studiare e sono stato costretto a trasferirmi dai miei genitori che ora si prendono cura di me.
Purtroppo non faccio eccezione. Secondo le stime, nell'Unione Europea (UE) ci sono circa 2 milioni di pazienti affetti da ME, un quarto dei quali � costretto a letto o a casa. I pazienti affetti da ME/CFS sono risultati essere tanto compromessi dal punto di vista funzionale quanto pazienti che soffrono di altre patologie croniche, tra cui la sclerosi multipla e le malattie renali croniche. Attualmente non esiste un trattamento efficace per la ME e molti pazienti rimangono malati per decenni.

La risoluzione d� la speranza che un giorno si possa trovare un trattamento efficace per questa orribile malattia. Con maggiore ricerca scientifica si possono fare progressi.

Apprezzerei molto se poteste votare a favore della risoluzione 2020/2580(RSP) sull'encefalomielite mialgica.

Cordiali saluti,

Firma

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26 maggio 2020

UN MINI DOCUMENTARIO SULLA ME/CFS SEVERA

Ottimo mini-documentario (In inglese) su ME/CFS severa e molto severa: qui.

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20 maggio 2020

UN VIDEO SULLA PEM

Ora � disponibile anche con i sottotitoli in italiano (a cura di Giada Da Ros) questo piccolo video (3 minuti) sulla CFS/ME e la PEM, ovvero il malessere post-sforzo, realizzato dalla associazione norvegese Norges ME-forening - Rogaland Fylkeslag: qui.

COME ATTIVARE I SOTTOTITOLI IN ITALIANO?

Da cellulare:
1) Clicca nell'angolo in alto a destra sull'icona a forma di rotella se ti colleghi da browser oppure sull'icona con 3 pallini se ti colleghi dall'applicazione YouTube;
2) Vai a "sottotitoli" e clicca sulla freccia;
3)Clicca su "italiano".

Da computer:
1) Clicca sull'icona a forma di rotella sulla barra avanzamento video (in basso a destra);
2) Vai a "sottotitoli" e clicca sulla freccia;
3)Clicca su "italiano".

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19 maggio 2020

CORSO DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE PER MEDICI SULLA ME/CFS

C'� (in inglese) un corso di aggiornamento professionale sulla ME/CFS. inteso per i medici, � aperto a tutti: qui.
Ci sono i materiali da studiare, ma si pu� direttamente rispondere alle domane. Si tratta di 10 casi clinici che valutano la vostra conoscenza della ME/CFS. Alla fine viene rilasciato un attestato.

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17 maggio 2020

EMEC: IL VIDEO

Esce il video di presentazione di EMEC (European ME Coalition): qui.
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16 maggio 2020

ME/CFS POST-COVID-19?

Ci sar� una forma di ME/CFS post-Covid-19? Ci riflette di dottor Anthomy Komaroff in questo articolo.

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15 maggio 2020

TOP TEN DEI PAZIENTI LEADER

L'italiano Paolo Maccallini, socio dell'associazione, � stato indicato da WEGO HEALTH nella top ten dei pazienti leader come "collaboratori sanitari": qui.

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12 maggio 2020

GIORNATA MONDIALE DI SENSIBILIZZAZIONE

Oggi � la giornata mondiale di sensibilizzazione sulla CFS/ME.  Qui trovate un breve video di Giada Da Ros, presidente di questa associazione, che in occasione di questa giornata racconta alcune novit� rilvenati degli ultimi mesi.


Sotto, la locandina per questa giornata, realizzata in collaborazione con le altre associazioni, curata dalla socia Angela Colucci e dalla sorella.


giornata mondiale

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10 maggio 2020

CFS/ME SUL CORRIERE DELLA SERA

In occasione della giornata mondiale di sensibilizzazione sulla CFS/ME quest�anno la CFS/ME odv (quindi non questa associazione, ma quella nata in Veneto con cui collaboriamo con regolarit�) ha voluto raggiungere il maggior numero di persone possibile attraverso un quotidiano a tiratura nazionale.

Marted� 12 maggio sul Corriere della Sera ci sar� uno spazio dedicato alla loro Organizzazione di Volontariato.

Siamo uniti per la stessa causa e per questo volentieri segnaliamo la cosa anche noi: Avvisate tutti i vostri contatti perch� possano farci da amplificatore in ogni regione d�Italia acquistando il giornale ed invitando altri a farlo.

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9 maggio 2020

LA TESTIMONIANZA DI WHITNEY DAFOE

Sotto,  in italiano, trovate la traduzione in italiano di questo post di Facebook che Whitney Dafoe ha postato sulla sua pagina.


Mi chiamo Whitney Dafoe e ho una sindrome da fatica cronica / encefalomielite mialgica (ME/CFS) grave. Ho avuto sintomi per 15 anni ma sono lentamente peggiorato a causa della mancanza di trattamenti benefici. Negli ultimi sei anni sono stato completamente allettato e non sono stato in grado di parlare o di comunicare in alcun modo. Non riesco a mangiare nemmeno una briciola di cibo o a bere una goccia d'acqua a causa di una grave gastroparesi (una paralisi dello stomaco). Vengo nutrito attraverso un tubo che entra direttamente nel mio stomaco (J-Tube) che mi fa sentire come se mi venisse iniettato ogni giorno del cemento. Tutti i liquidi passano attraverso un tubo permanente inserito nel petto (catetere PICC).

Non posso fare niente neanche stando sdraiato a letto. Non sto seduto qui a giocare ai videogiochi, a mandare SMS, a guardare film, ecc. Non sono in grado di fare nessuna di queste cose o qualsiasi altra cosa che prima dava un senso alla mia vita. Anche quando sono da solo nella mia stanza, i piccoli movimenti e le attivit� sono difficili per me e qualsiasi stimolo extra che possa portare gioia o significato a una persona sana mi danneggia. Conosco molto bene il mio soffitto.

Non riesco a pensare con chiarezza a causa di problemi di circolazione del sangue al cervello. Quindi non riesco nemmeno a sognare granch� ad occhi aperti. La maggior parte del tempo vivo in un vuoto senza pensieri e senza sensazioni che � pi� orribile di qualsiasi altra cosa che avrei mai potuto immaginare.

Sono sempre da solo a letto, tranne che per brevi momenti in cui gli assistenti entrano nella mia stanza per svolgere compiti basilari che mi tengono in vita mentre sono completamente immobile (non riesco a muovere un muscolo se c�� una persona nella stanza, o peggioro). Mentre sono nella stanza devo indossare cuffie che emettono rumore bianco coperto da paraorecchie per isolarmi il pi� possibile da loro. Devo tenere gli occhi chiusi con un asciugamano che li copra. E anche questo contatto peggiora la malattia. Se una persona che si prende cura di me commette un piccolo errore che si discosta dalla routine quotidiana, pu� essere uno stimolo mentale eccessivo che fa usare pi� energia al mio cervello di quanto ne sia capace e le conseguenze possono essere devastanti per la mia salute, facendomi peggiorare in modo permanente.

Devo anche attenermi alla routine quotidiana perch� altrimenti � troppo difficile evitare di fare troppo e di superare accidentalmente i miei limiti energetici, il che mi fa stare peggio. Se mai andassi molto al di sopra potrei morire.
Sono in grado di comunicare solo prendendo un farmaco antiepilettico chiamato Ativan, che ho scoperto che allevia temporaneamente una parte della mia sensibilit� al contatto con le persone e mi permette di muovermi con loro nella stanza. Ma posso prenderlo solo una volta al mese o mi ci abituer� e non funzioner� pi�. Mentre sono sotto l�effetto di Ativan non posso ancora parlare, scrivere, mandare messaggi o disegnare. Mimo disperatamente, come gesti dall'inferno. Ci vogliono ore per comunicare questi messaggi e mi fa peggiorare, ma lo faccio comunque perch� la maggior parte delle persone con una ME/CFS severa scompaiono semplicemente in stanze buie per non essere pi� viste o sentite e qualcuno deve raccontare la nostra storia. Noi esistiamo.

Ho perso tutti i miei amici quando sono rimasto confinato in casa, a causa di vari gradi di pregiudizio che vanno dal mettere costantemente in discussione i limiti che la malattia mi poneva e costantemente, sottilmente, affermare che la malattia era nella mia mente, al dirmi direttamente che pensavano che la malattia fosse nella mia mente. Questi erano buoni amici, compresi i miei migliori amici, persone che pensavo sarebbero state per sempre nella mia vita.
Con grande ingegnosit�, mentre ero ancora costretto in casa, sono riuscito in seguito a trovare nuovi amici che semplicemente capivano e non mi facevano giustificare costantemente i sacrifici che dovevo fare a causa delle limitazioni che la malattia mi imponeva. Ma quando ho continuato a peggiorare mi hanno lasciato uno dopo l'altro, stabilendo che non potevano sopportare di stare vicino a qualcuno che stava attraversando una situazione cos� triste e terribile. Cos�, ancora una volta, sono rimasto senza amici. Sono uno dei pi� fortunati tra i pazienti di ME/CFS per il fatto che la mia famiglia ha sempre capito che ero malato e ha continuato a sostenermi. Molte persone che si ammalano gravemente di ME/CFS finiscono senzatetto e muoiono non identificate, senza che la causa della morte sia stata registrata.

Recentemente sono stato fortunato e un�altra paziente di ME/CFS di nome Jen Brea, che ha trovato una cura che funziona per un piccolo sottoinsieme di pazienti, stava facendo visita ai miei genitori quando ho preso l'Ativan e sono riuscito a farla entrare nella mia stanza e a incontrarla (non � stato facile per me). Siamo diventati amici intimi. Sembra che ci vogliano 3 livelli per avere un amico, se hai CFS da moderata a grave. Essere una persona compatibile per un'amicizia, capire che sono effettivamente malato, e capire e aver sperimentato la ME/CFS. Non posso ancora avere molti contatti con lei a causa dei miei limiti.

Ecco un paio di buoni brevi articoli scritti da Jen Brea sull'incontro con me. Penso che abbia dipinto un buon quadro parziale di come � la mia vita ora, con un taglio pi� personale degli articoli della CNN, Mercury News ecc. scritti su di me (ma sono facilmente reperibili su google).

Un po' di background - ha fatto un documentario sulla ME/CFS intitolato "Unrest", in cui ho un ruolo importante e che ha riscosso un grande successo � qualcosa di utile da vedere se qualcuno vuole saperne di pi� su di me o sulla ME/CFS. � su Netflix, Amazon e vari altri servizi di streaming. Aveva una ME/CFS moderata all'epoca e ne ha diretta la maggior parte via Skype. Un�impresa notevole.

https://medium.com/@jenbrea/meeting-whitney-cf179fdad0a9

https://medium.com/@jenbrea/whitneys-playlist-a8e2bf3eaf81

Una mia ex ragazza di nome Stephanie Land, che ha scritto un libro bestseller, ha scritto questo su di me quando ha scoperto cosa stava succedendo.

https://longreads.com/2016/10/24/the-love-of-a-thousand-muskoxen-grieving-a-love-lost-to-time-and-sickness/

� un articolo che � sorprendentemente accurato e cita cose che ho scritto in passato su di me e sulla malattia.

https://www.yourtango.com/2016287352/chronic-fatigue-syndrome-much-worse-than-you-think

La sindrome da fatica cronica (come viene chiamata negli USA) o encefalomielite mialgica (come viene chiamata in Europa) � una malattia estremamente devastante che prende e prende e prende fino a quando non rimangono altro che carne e ossa. Ho perso i miei amici, la mia carriera, i miei hobby, tutto ci� che dava un senso alla mia vita e ogni senso di umanit�.

In questo momento una pandemia virale si � diffusa in tutto il mondo. Ogni singola persona al mondo � suscettibile e a rischio di prenderla e possibilmente di morirne.

Chiunque legga questo dovrebbe sapere che ogni singola persona al mondo dovrebbe essere preoccupata non solo di contagiarsi/sopravvivere a questa pandemia virale, ma anche di cosa potrebbe accadere alla propria vita anche se si contagiasse e sopravvivesse. Perch� uno dei noti fattori scatenanti per la ME/CFS � una malattia virale. Un'enorme popolazione di pazienti affetti da ME/CFS ha contratto il virus della mononucleosi e non si � mai completamente ripresa, ma ha sviluppato la ME/CFS. E a causa di molte delle stesse idiozie politiche e dei sistemi medico/sociali disfunzionali a cui stiamo assistendo che fanno s� che il Coronavirus sia molto peggio di quello che avrebbe potuto essere, la ME/CFS � stata completamente trascurata per 40 anni da quando � stato scoperta, con quasi nessun fondo di ricerca dedicato alla sua scoperta e alla ricerca di una cura.

Vediamo gi� pazienti affetti da Coronavirus che superano l'infezione ma non si riprendono completamente e che probabilmente saranno colpiti da una "sindrome post virale" o da una diagnosi del genere che non fa altro che buttati fuori dalla porta. Ci� che questi pazienti affetti da Coronavirus parzialmente guariti hanno in realt� � ME/CFS. Chiss� quanti di loro finiranno con la ME/CFS, ma � qualcosa da temere seriamente perch� significa che non si riprenderanno mai.
Non � solo la sofferenza che questi innumerevoli nuovi pazienti di ME/CFS sperimenteranno a tempo indeterminato, ma l'enorme perdita di risorse in tutto il mondo. � una malattia gravemente costosa a causa dello stato di incapacit� che provoca.

Negli ultimi 40 anni ci sono state ricerche piuttosto insignificanti sulla ME/CFS a causa di questo impensabile stigma politico a tutti i livelli della societ� e di un'inspiegabile mancanza di fondi.

Ma negli ultimi 5 o 6 anni le cose hanno cominciato a cambiare grazie a un nuovo gruppo di scienziati di fama mondiale, tra cui molti premi Nobel, che hanno deciso di farsi carico della malattia. Guidati da una delle pi� grandi menti scientifiche del mondo - Ronald W Davis - e lavorando alla neonata Open Medicine Foundation https://www.omf.ngo/ sono determinati a Mettere Fine alla ME/CFS (#EndMECFS). Ma sono quasi interamente finanziati da privati.

In questo momento hanno lanciato un ambizioso studio per prelevare il sangue dei pazienti affetti da Coronavirus e poi monitorare i loro progressi in modo da poter vedere, in tempo reale, il passaggio dal Coronavirus alla ME/CFS e raccogliere enormi quantit� di dati medici lungo il percorso. Questo potrebbe essere un punto di svolta per capire come la ME/CFS viene attivato e come fermarla prima che inizi.

Ogni singola persona al mondo dovrebbe essere terrorizzata dalla prospettiva di ammalarsi di ME/CFS. Nessuno che prende il Coronavirus � al sicuro. Ma si pu� fare qualcosa per aiutarlo nel caso in cui capiti. Fate una donazione alla Open Medicine Foundation qui https://www.omf.ngo/ways-to-donate/

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8 maggio 2020

#MECFSCHALLENGE

Emerge Australia Inc. invita a partecipare alla #mecfschallenge, e la nostra associazione raccoglie la sfida, e invita tutti a farlo.

La proporremmo anche in italiano, ma non sappiamo se abbia lo stesso senso. Dice "Partecipo alla #mecfschallenge per sensibilizzare sulla ME/CFS e sulle persone che vivono con la encefalomielite mialgica. Difficile pronunciarla, ancora pi� difficile conviverci". Non sappiamo se in italiano si possa dire che � difficile da pronunciare, per cui fate voi.

Per partecipare alla "versione in inglese" leggete qui le facili istruzioni. Questo � il video con cui ha contribuito Giada Da Ros, presidente dell'associazione. 

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5 maggio 2020

"IN POCHE PAROLE" CARTACEO

Si trova ora  disponibile anche in forma cartacea il libricino "In Poche Parole - Quelle dei malati CFS/ME": qui.
I proventi delle vendite vanno a questa associazione.

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2 maggio 2020

#MAY MOMENTUM 2020

Il primo maggio � partita l'annuale campagna di sensibilizzazione #MayMomentum, della Open Medicine Foundation, che ha anche lanciato tre nuovi progetti di ricerca: un trial clinico sul Mestinon, uno sulla chinurenina e uno sulla possibile conversione dei pazienti di COVID-19 in pazienti di ME/CFS.  Si legga in proposito qui.
 
Qui si pu� leggere anche la parte che riguarda Giada Da Ros, presidente di questa associazione, coinvolta in prima persona nella campagna.

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30 aprile 2020

LA COMMISSIONE PETI DEL PARLAMENTO UE VOTA A FAVORE DI FONDI DI RICERCA PER LA CFS/ME

In un progetto di risoluzione adottato oggi all'unanimit� con 30 voti a favore, nessuno contrario e nessuna astensione, La Commissione per le petizioni (PETI) del Parlamento europeo chiede un finanziamento supplementare dell'UE per far progredire la ricerca sui test diagnostici e il trattamento della encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS).

Essa "ritiene che l'attuale sottofinanziamento della ricerca biomedica sulla ME/CFS sia "ingiustificato", considerando il gran numero di pazienti e l'elevato impatto socio-economico della malattia", come afferma il comunicato stampa dell'UE.

Leggi il comunicato stampa qui.

Guarda qui l'annuncio del voto: alle 12:13.

Leggete la bozza di proposta di risoluzione (in inglese) sul finanziamento aggiuntivo per la ricerca biomedica sulla ME qui.

Questo � il link alla petizione originaria presentata da Evelien Van Der Brink, e promossa dalla European ME Coalition (Coalizione Europea per la ME � EMEC):


Prossimo passo: la riunione plenaria del Parlamento europeo.


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29 aprile 2020

HHV-6 e CFS/ME: UN NUOVO STUDIO

Tradotto sotto trovate la traduzione in italiano dell'articolo a questo link.

PER I PAZIENTI DI ME/CFS, LE IMMUNIT� VIRALI HANNO UN COSTO DEVASTANTE PER TUTTA LA VITA
Una nuova ricerca mostra una connessione tra una comune esposizione al virus dell'herpes umano 6 che si lascia dietro una copia del DNA del virus e molti dei sintomi di una disabilitante malattia chiamata encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronico.
27 aprile 2020 | Scott LaFee

L'encefalomielite milagica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � una malattia disabilitante e complessa. Le persone colpite spesso non possono svolgere attivit� ordinarie - fisiche o mentali - a causa di un'incapacitante perdita di energia e di altri sintomi, e possono trovarsi confinate a letto o in casa per anni.
Chiunque pu� sviluppare l'ME/CFS, anche se pi� comunemente affligge persone di et� compresa tra i 40 e i 60 anni; le donne pi� spesso degli uomini. In quasi tutti i casi, la ME/CFS inizia dopo una sequenza di gravi esposizioni ambientali, lesioni o infezioni. Fino a tempi relativamente recenti, l'assoluto mistero e la complessit� della ME/CFS hanno convinto alcuni che non si trattasse di una condizione "reale". Nel 2015, l'Accademia Nazionale di Medicina ha dichiarato ME/CFS una malattia grave, cronica, complessa e sistemica.

In un nuovo studio, che sar� pubblicato nell'edizione cartacea di ImmunoHorizons del 1� maggio 2020, un team di ricercatori della University of California San Diego School of Medicine e tre universit� tedesche descrivono una base biologica di base per la ME/CFS, che illustra come gli sforzi dell'organismo per aumentare le protezioni del sistema immunitario possano avere un costo fisiologico altrove.
"Questi risultati sono importanti perch� mostrano per la prima volta che c'� un'attivit� antivirale nel siero dei pazienti con ME/CFS che � strettamente associata ad un'attivit� che frammenta la rete mitocondriale e diminuisce la produzione di energia cellulare (ATP)", ha detto Robert Naviaux, MD, PhD, professore di medicina, pediatria e patologia alla UC San Diego School of Medicine.

Naviaux � co-autore senior dello studio con Bhupesh K. Prusty, PhD, uno scienziato del Dipartimento di Microbiologia e dell'Istituto di Virologia e Immunobiologia dell'Universit� Julius Maximilians di W�rzburg, Germania.
"Questo fornisce una spiegazione per la comune osservazione che i pazienti di ME/CFS spesso riferiscono una brusca diminuzione del numero di raffreddori e di altre infezioni virali di cui fanno esperienza dopo aver sviluppato la malattia. Il nostro lavoro ci aiuta anche a capire il collegamento a lungo noto, ma poco compreso, tra ME/CFS e le passate infezioni da Herpes Virus-6 umano (HHV-6) o HHV-7", ha detto Naviaux.

Oltre il 90% delle persone � esposto all'HHV-6 entro i tre anni di et�. Il DNA del virus pu� inserirsi in un cromosoma e rimanere latente in poche cellule per anni, venendo copiato silenziosamente ogni volta che la cellula si divide. Per la maggior parte delle persone, questo non causa alcun problema.
"Tuttavia, abbiamo scoperto che l'esposizione a nuovi stress chimici metabolici o ambientali ha fatto s� che le cellule con una copia integrata di HHV-6 secernano un'attivit� che ha messo in guardia le cellule vicine dalla minaccia", ha detto Naviaux. "L'attivit� secreta non solo ha protetto le cellule vicine e lontane da nuove infezioni da virus RNA e DNA, ma ha anche frammentato la rete mitocondriale e abbassato la loro capacit� di riserva intracellulare di ATP. Le cellule senza una copia integrata di HHV-6 non secernono l'attivit� antivirale.

"I nostri risultati mostrano che la fatica bioenergetica cellulare e la difesa cellulare sono due facce della stessa medaglia nella ME/CFS. Quando l'energia viene utilizzata per la difesa cellulare, non � disponibile per le normali funzioni cellulari come la crescita, la riparazione, le funzioni neuroendocrine e del sistema nervoso autonomo".
I risultati illuminano ulteriormente un concetto chiamato teoria della risposta al pericolo cellulare (cell danger rensponse, CDR), che Naviaux e i suoi colleghi stanno investigando da anni. La teoria del CDR sostiene che la malattia cronica � la conseguenza del fatto che il ciclo naturale di guarigione viene bloccato da interruzioni a livello metabolico e cellulare. In questo caso, le persone con ME/CFS hanno ottenuto protezioni contro certi tipi di infezioni, ma a costo di frammentare la funzione mitocondriale. La persistenza di mitocondri frammentati e le anomalie associate nella segnalazione cellulare bloccano la normale guarigione e il recupero, e possono portare a una vita di malattia.
I mitocondri sono organelli nelle cellule che rompono i nutrienti per creare un carburante chiamato adenosina trifosfato (ATP), il vettore di energia primaria in tutti gli organismi viventi. L�ATP fornisce l'energia utilizzata per guidare molti processi cellulari, comprese le contrazioni muscolari, gli impulsi nervosi e la sintesi chimica.

"Questo documento porter� un cambiamento di paradigma nella nostra comprensione delle potenziali cause infettive che stanno dietro alla ME/CFS. Si � a lungo ritenuto che l'herpesvirus umano 6 e l'HHV-7 avessero un ruolo in questa malattia, ma non c'era quasi nessun meccanismo causale conosciuto prima", ha detto il coautore senior Prusty.
"Per la prima volta, dimostriamo che anche poche cellule infettate o riattivate dall'HHV-6 possono guidare una potente risposta di rimodellamento metabolico e mitocondriale che pu� spingere anche le cellule che non contengono il virus verso uno stato ipometabolico (anormalmente basso). Le cellule ipometaboliche sono resistenti ad altre infezioni virali e a molti stress ambientali, ma questo avviene a costo di gravi sintomi e sofferenze per i pazienti con ME/CFS".

I coautori includono: Philipp Schreiner, Stephanie Lamer e Andreas Schlosser, Universit� Julius-Maximilians, Germania; Thomas Harrer, Universit� di Erlangen-Norimberga; e Carmen Scheibenbogen, Charite-Universitatsmedizin Berlin.
I finanziamenti per questa ricerca sono venuti, in parte, dall'iniziativa Solve ME/CFS, dalla Fondazione HHV-6, dal Fondo Christini dell'UCSD, dalla Fondazione Lennox, dal Fondo JMS, dalla Fondazione Khosla, dalla Fondazione Westreich e dalla Fondazione Malone.

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20 aprile 2020

#CMCR2020: MOREAU

Quanto segue � una traduzione/sintesi, fatta da Giada, dell�intervento di Alain Moreau in occasione del #CMRC2020, convegno tenutosi in Inghilterra lo scorso 10-11 marzo. Si � rivelato particolarmente interessante su due fronti: ideazione di un test per decostruire la PEM e raggruppare e identificare i pazienti; l�individuazione della trombospondina-1 come importante molecola nella patofisiologia della CFS/ME, in particolare per brainfog e intolleranza ortostatica. 
Qui il link per vedere l�intervento completo.


UN TEST STRESSORIO PER DECOSTRUIRE LA PEM E INDIVIDUARE I PAZIENTI

Alan Moreau e il suo team hanno ideato un test di provocazione: si tratta di un test stressorio. Il motivo per cui questi test di provocazione sono importanti � perch� i pazienti sono molto eterogenei e ci si chiede se nella CFS/ME si abbia a che fare con un gruppo unico, sottogruppi o con uno spettro.
Lo strumento utilizzato � una fascia  gonfiabile, di quelle vendute per i massaggi: da 0 a 4 psi., da 0 a 0,2 bar. Fanno delle misurazioni sui pazienti prima, durante e dopo il test. Hanno notato dei cambiamenti a livello del sonno, anche della fase REM, che diminuisce del 10%. Non sanno ancora che rilevanza clinica abbia, ma continueranno a studiarlo.

Hanno ideato un approccio sperimentale:
 Il primo giorno
1.    Viene somministrato un test ludico per misurare la neurocognizione con 3 rapidi esercizi che vengono poi svolti ogni giorno.
2.    Viene dato un giubetto smart che il paziente deve indossare obbligatoriamente tutta la notte.
3.    Fanno una raccolta delle urine mattutine e al primo incontro viene anche raccolta la saliva, usata per fare una metilazione del DNA.

Il giorno del test
viene somministrato il test di provocazione e vengono anche misurati i livelli di ossigeno (ossimetria) del cervello applicando due elettrodi frontali che convertono il segnale grazie a una tecnologia sviluppata da un�azienda italiana.  Si raccolgono i dati alla baseline (linea di riferimento iniziale) e 90 minuti dopo la stimolazione.

Quello che ci si augura � di poter registrare delle variazioni nei successivi quattro giorni � idealmente non vogliono mandare nessuno all�ospedale, ma far peggiorare i pazienti per osservare e studiare il malessere post-sforzo, contando che poi i pazienti si riprendano. Si fanno vari prelievi per vedere se ci sono cambiamenti per diversi marcatori ematici.

� stato creato un diagramma di flusso di lavoro analitico sperimentale per l�identificazione di microRNA circolante nella ME/CFS. C�� stata una prima fase di scoperta che ha utilizzato la tecnologia Agilent e sono stati esaminati 32 microRNA differentemente espressi fra la baseline e le stimolazioni. Ora sono a met� della ricerca, e sono in una fase di validazione, dove usano qPCR (questo � uno strumento importante perch� compatibile con quello dei laboratori diagnostici). Hanno individuato 11 microRNA che stanno usando, e 2 di questi erano gi� stati individuati in precedenti studi sulla CFS/ME. 
In questo modo non solo si riescono a individuare i pazienti, ma si pu� anticipare quali paziente risponderanno  a specifici trattamenti farmacologici e in che modo, e si possono fare studi specifici per un approccio pi� targettizzato.  Ha fatto un esempio specifico mostrando come i microRNA possono far capire se uno, ad esempio, � probabile o meno che risponda all�Ampligen o al Viagra (usato come vasodilatatore per aumentare l�afflusso di sangue al cervello). 
Attraverso una curva ROC, che tiene conto delle differenza fra i valori 90 minuti dopo lo stimolo meno quelli alla baseline, si ha un valore predittivo dell�80%. Se si facesse la stessa misurazione solo alla baseline, senza il test stressorio, si avrebbe un valore predittivo molto scarso (43%). Cos� invece, poi unito anche alle altre informazioni raccolte sul paziente, il valore predittivo raggiunge il 97%.

Moreau non dice di aver trovato il Graal, il test definitivo, ma � un procedimento che stanno raffinando e ritiene che siano sulla buona strada.
Utilizzando questo gruppo di 11 microRNA riescono a raggruppare i pazienti di CFS/ME, attraverso l�uso dell�algoritmo k-means. Insegnano alle macchine come selezionarli e le macchine individuano i gruppi, autonomamente, senza il loro intervento. � stato in questo modo possibile individuare diversi gruppi, con caratteristiche diverse (alcuni con pi� fatica, o PEM, o disturbi del sonno�). Stanno ora studiando varie alternative con diverse combinazioni di questi microRNA. � utile avere questi gruppi: se fossero tutti insieme, ci sarebbe �troppo rumore� e si rischierebbe di perdere segnali importanti.

TROMBOSPONDINA-1: UNA MOLECOLA COLLEGATA A BRAINFOG E INTOLLERANZA ORTOSTATICA

Usando lo stesso sistema di raggruppamento, usando i microRNA, hanno guardato a tutti gli altri possibili biomarcatori. In particolare hanno esaminato la trombospondina-1 (TSP-1), una citochina coinvolta in molte funzioni che in una persona sana dovrebbe normalmente avere un valore basso, e si sono viste variazioni nel plasma dopo una stimolazione di 90 minuti, comparata alla baseline. I vari gruppi di pazienti hanno avuto variazioni di TSP-1 differenti fra loro.
Quello che vediamo specificatamente � che una elevata TSP-1 sembra collegata alla brainfog dei pazienti. Il motivo � che � nota per essere anti-angiogenica, e quindi contribuisce alla vasocostrizione. E si � vista una enorme differenza. Normalmente una persona sana dovrebbe avere meno di 500 nanogrammi per millilitro di TSP-1. Fra di loro ci sono pazienti con pi� di 17.000 ng/ml. In una situazione del genere non vengono vasocostretti sono solo i vasi sanguigni piccoli, ma anche quelli grandi, e la predizione � che ci sia un alterato flusso sanguigno al cervello in quei pazienti. Per quello fanno l�ossimetria, per vedere le alterazioni di ossigenazione al cervello.

All�opposto, se si parte da una alta concentrazione di TSP-1 (come � il caso di altri gruppi di pazienti), e al�improvviso si ha un crollo, probabilmente questo risulta in intolleranza ortostatica. E alcuni di questi pazienti svilupperanno POTS, perch� questa ipotensione indotta porter� a un incremento dalla frequenza cardiaca, come meccanismo di compensazione. Secondo lui, non hanno risolto l�intolleranza ortostatica, ma c�� una buona prospettiva: possono interagire con e bloccare uno dei recettori della TSP-1, in modo da alleviare i sintomi. 

La TSP-1 pu� spiegare le variazioni della deformabilit� dei globuli rossi riscontrata nei pazienti, perch� interagisce con alcuni recettori di membrana � lavoreranno con il prof. Ron Davis per validare questa ipotesi.

Che cos�� che regola i livelli di trombospondina nel corpo? Primo l�iperglicemia, poi alti livelli di triptofano. Quindi allo stesso tempo stanno facendo il profilo genico delle mutazioni dell�IDO2, cosa che permette di collegare la TSP-1 all�ipotesi della trappola metabolica.
Hanno poi applicato una TSP-1 ricombinata purificata a una linea cellulare e hanno visto che ha anche un ruolo nel danneggiare la risposta immunitaria.

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19 aprile 2020


� NATA EMEC, LA EUROPEAN ME COALITION


� nata EMEC, la European ME Coalition, di cui fa parte anche Giada, presidente della CFS/ME Associazione Italiana. Leggete sotto in proposito la traduzione di quanto pi� sotto in inglese.

European ME Coalition (EMEC - Coalizione europea per la ME)
Il gruppo a difesa della causa della CFS/ME di Evelien Van Den Brink e Francis Martin (di cui faccio parte) ha ora un nome ufficiale e un sito web.
Guardate qui.

Per chi non se lo ricordasse, questo � il gruppo che ha presentato la petizione europea per una maggiore ricerca biomedica sulla ME, che ha avuto molto successo. Evelien ha successivamente tenuto un discorso al Parlamento europeo. Il gruppo ha ora il seguente messaggio da condividere, che pubblicher� qui per intero:

"Cari amici,
Speriamo che questo messaggio vi trovi bene. L'epidemia di COVID-19 ha un profondo impatto sulle nostre societ�. Speriamo che voi e i vostri cari siate al sicuro.
Nonostante le difficili circostanze, ci sono segnali di speranza dalla nostra comunit�. Molti di noi stanno ancora lavorando instancabilmente per migliorare la situazione dei pazienti di ME in tutto il mondo. Questo � un motivo per essere fiduciosi.
Come sapete, il nostro gruppo sta lavorando a un progetto di sensibilizzazione sulla ME nell'Unione Europea. Le misure COVID-19 hanno portato a una pausa nel nostro lavoro di �advocacy� poich� tutti gli incontri sono stati rinviati.
Stiamo cercando di utilizzare il tempo disponibile per ristrutturare e migliorare la nostra comunicazione interna in modo che il nostro gruppo sia pi� forte e pi� efficiente quando i nostri progetti potranno essere ripresi.
Abbiamo delle buone notizie che vorremmo condividere con voi. Abbiamo adottato un nome ufficiale: European ME Coalition (EMEC). Inoltre, stiamo anche lanciando il nostro nuovo sito web. Potete trovarlo qui; https://europeanmecoalition.wordpress.com/
Ne siamo molto orgogliosi e speriamo che vi piaccia tanto quanto a noi.
Auguri a nome di tutto il team,
Francis, Alice, Michiel, Joachim, Giada e Evelien

PS: Potete ancora sostenere la petizione se non l'avete gi� fatto! I cittadini dell'UE possono firmare la petizione online e i cittadini extracomunitari possono firmare la petizione su carta. Trovate le istruzioni dettagliate su come firmare qui.

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8 aprile 2020

COVID-19 LASCER� COME SCIA UN'ESPLOSIONE DI CASI DI ME/CFS?

Quanto segue � la traduzione (a cura di Giada Da Ros) dell'articolo presente a questo link.



COVID-19 lascer� come scia un'esplosione di casi di ME/CFS?
Cort Johnson
2 Aprile, 2020
Coronavirus, COVID-19, SARS, SARS-CoV-2

La prima epidemia di SARS del 2003, con la SARS-CoV, sembra ora una prova generale di scarsa qualit� per l'epidemia di SARS CoV-2 di oggi. Con appena 8.000 casi in totale e 774 decessi (contro quasi 1.000.000.000 di casi e 4.000 pi� morti e in rapido aumento) non sembra valga la pena di includerla nella stessa frase.

Eppure � stata una "pandemia" (che ha contagiato persone in 29 Paesi) che ha portato molti all'ospedale e ha avuto un tasso di mortalit� spaventosamente alto - quasi il dieci per cento. Il primo virus della SARS � stato molto pi� letale del secondo con cui abbiamo a che fare ora.

Alcuni studi che hanno rintracciato i sopravvissuti hanno suggerito che il 2003, come sicuramente sar� il 2020, � stato probabilmente un anno di molti nuovi casi di sindrome da fatica cronica (ME/CFS) e/o fibromialgia. Non � una sorpresa. Sappiamo fin dallo studio Dubbo del 2006 che un'infezione grave lascer� una percentuale di quelli infettati con una situazione simile alla ME/CFS.

Il focolaio di Toronto

Come l'attuale epidemia di SARS-CoV-2 negli Stati Uniti e in altri Paesi, il primo virus della SARS ha iniziato a diffondersi in Canada molto prima che le autorit� se ne rendessero conto o si muovessero per fermarlo.

Una donna di ritorno da Hong Kong, a cui due giorni dopo � venuta la febbre, ha scatenato la pandemia a Toronto. � morta in due settimane. Solo dopo la morte del figlio, una settimana dopo, e dopo che diversi altri membri della famiglia si sono ammalati, � stato fatto un collegamento con una nuova infezione che si � diffusa a Hong Kong.

Un paio di settimane dopo, le autorit� sanitarie di Toronto hanno istituito misure d'emergenza che permettevano loro di rintracciare e trattenere chiunque potesse essere stato contagiato. Per ora che il focolaio � terminato, oltre 345 persone erano gi� state contagiate e 44 erano morte.

I sopravvissuti

Diversi studi hanno rintracciato i sopravvissuti. Il primo - un anno dopo il superamento della pandemia - ha valutato il funzionamento dei polmoni, ha fornito una radiografia del torace, ha fatto fare loro un test di camminata di 6 minuti e ha valutato la loro qualit� della vita. La maggior parte dei partecipanti erano operatori sanitari.
Tutti, tranne due, erano stati ricoverati in ospedale, il 16% era finito in terapia intensiva e al 9% era stato messo un respiratore.

Mentre la funzionalit� polmonare e le radiografie del torace erano normali, la stanchezza (60%), la difficolt� a dormire (44%) e la mancanza di respiro (45%) erano comuni 12 mesi dopo. Solo il 13% ha detto di essersi completamente ripreso. Il diciotto per cento ha dimostrato una ridotta distanza percorsa a piedi durante il test di 6 minuti a piedi.
Il 37% ha riportato una riduzione significativa della propria salute fisica, e il 33% ha riportato una riduzione significativa della propria salute mentale.

Dopo un anno, il 17% dei pazienti non era ancora tornato al lavoro e il 9% in pi� non era tornato ai livelli di lavoro precedenti alla SARS.

La conclusione dello studio � stata confusa, hanno ignorato i disturbi fisici e si sono concentrati sulla salute mentale. Dopo aver notato l'alto grado di stanchezza, i problemi del sonno, la ridotta distanza percorsa a piedi, la difficolt� di tornare al lavoro in un sottoinsieme significativo dei risultati, gli autori hanno concluso:
"La maggior parte dei sopravvissuti alla SARS ha avuto un buon recupero fisico dalla malattia, ma alcuni pazienti e i loro assistenti hanno riportato una significativa riduzione della salute mentale 1 anno dopo".

Uno studio condotto nel Regno Unito nel 2005 su 110 persone, invece, ha riscontrato una significativa riduzione della capacit� di esercizio e dello stato di salute sei mesi dopo l'infezione. Anche un altro studio post-SARS sembrava stranamente desideroso di enfatizzare gli aspetti positivi evitando quelli negativi rispetto alle conseguenze dell'epidemia.

Nonostante i risultati riportino che le persone di et� superiore ai 40 anni hanno sperimentato una significativa riduzione della "qualit� della vita legata alla salute" su "domini multipli", e che il funzionamento polmonare ridotto � stato associato a un ridotto SF-36 (punteggi funzionali) e a un punteggio pi� basso nel walk test, gli autori hanno concluso che:
"I pazienti hanno avuto un buon recupero della funzione polmonare e dell'HRQoL".

Otto anni dopo - Studio post-SARS sulla fibromialgia di Moldofsky

Il professore dell'Universit� di Toronto Harvey Moldofsky non si faceva illusioni del genere. Una sorta di eroe non celebrato nel mondo ME/CFS e FM, Moldofsky ha esplorato la connessione del sonno, del dolore e della fatica nella FM, in particolare, negli ultimi 30 anni e pi�.
Nel 2011 - 8 anni dopo l'epidemia di SARS a Toronto - Moldofsky ha pubblicato uno studio "Chronic Widespread Musculoskeletal Pain, Fatigue, Depression and Disordered Sleep in Chronic post-SARS Syndrome; A Case-Controlled Study" che confronta 22 pazienti post-SARS con pazienti affetti da fibromialgia e controlli sani.

I Dimenticati

La minaccia della SARS � finita da tempo, il mondo medico si � spostato per concentrarsi su qualunque fosse l'emergenza successiva - cancro, malattie cardiache, diabete, Alzheimer, ecc. lasciando i sopravvissuti alla SARS a gestire al meglio la situazione. Otto anni dopo, osservando che un gruppo di 50 operatori sanitari non era ancora in grado di lavorare e soffriva di "dolori muscoloscheletrici, debolezza profonda, facile stanchezza, (e) mancanza di respiro che accompagnava il disagio psicologico", Moldofsky, un ricercatore del sonno, ha scavato pi� a fondo.

Dopo aver valutato i loro sintomi fisici e di umore, Moldofsky ha sottoposto i sopravvissuti post-SARS a uno studio del sonno.

Risultati

Moldofsky ha scoperto, come sospettava, che i pazienti post-SARS assomigliavano molto ai pazienti di ME/CFS e FM. Insieme alla stanchezza e al dolore disabilitanti venivano il sonno non ristoratore, pi� risvegli notturni e le misteriose intrusioni di onde alfa che spesso disturbavano il sonno nelle due malattie. Moldofsky ha anche trovato un ingresso ritardato nel sonno REM e aumentato fase 2 del sonno NREM.
Una differenza si � evidenziata - i pazienti post-SARS hanno sperimentato pi� fatica e meno dolore rispetto ai pazienti di FM, cio� assomigliavano un po' di pi� ai pazienti con sindrome da fatica cronica che ai pazienti di FM.

Moldofsky ha trovato due possibili spiegazioni per la disabilit� a lungo termine che ha visto: il trauma psicologico della malattia e gli effetti diretti del virus stesso.

Notando che gli studi hanno indicato che il virus � in grado di diffondersi in tutto il cervello, compreso l'ipotalamo, Moldofsky ha proposto che il virus abbia prodotto uno stato neuroinfiammatorio cronico che colpisce il sonno, la sensibilit� al dolore e i livelli di energia. Questa ipotesi, naturalmente, � identica a quelle proposte per ME/CFS e fibromialgia.

Alla fine del documento Moldofsky ha affermato che:
"� necessario uno studio a lungo termine e su larga scala per stabilire il contributo di epidemie e pandemie virali al sonno disordinato, alla fatica cronica e ai sintomi somatici della sindrome da fatica cronica/fibromialgia".

L'attuale pandemia di SARS

Quello studio non � mai stato fatto, e ora eccoci qui con un altro coronavirus che potenzialmente infetta il sistema nervoso.

Avindra Nath al NIH ha riferito che il virus pu� causare molteplici problemi al sistema nervoso centrale (vertigini, mal di testa, perdita di coscienza, epilessia, meningite, encefalite e delirio, allucinazioni, disturbi dell'umore, ipomania, ansia, depressione). (Pu� anche colpire il sistema nervoso periferico causando perdita di odorato, problemi di gusto, nevralgie e lesioni muscolari).

Secondo un rapporto, Nath ha dichiarato che i pazienti con sclerosi multipla, miastenia gravis, dermatomiosite che sono in immunoterapia sono a pi� alto rischio di sviluppare un'infezione corona.

Infezioni gravi riscontrate nei giovani

La letalit� del virus per le persone anziane � ben nota, ma meno noti sono gli effetti devastanti che pu� avere sui giovani e sui sani. Mentre non muoiono al ritmo degli anziani, i pi� giovani sembrano essere ricoverati in ospedale in un momento infuocato.

Il governatore Cuomo ha recentemente riferito che oltre il 50% dei ricoveri per coronavirus a New York City ha un'et� compresa tra i 18 e i 49 anni.

Con modelli che prevedono che milioni di persone potrebbero ammalarsi nei soli Stati Uniti, l'emergente coorte SARS-CoV-2 rappresenta un'immensa opportunit� per comprendere le malattie croniche post-infettive che (si spera) non si ripresentino pi�.

Poich� gli studi indicano che la gravit� della malattia aumenta notevolmente il rischio di contrarre una malattia post-infettiva, l'elevato numero di giovani ricoverati per la COVID-19 suggerisce che un numero considerevole di persone nel fiore degli anni potrebbe avere una malattia simile alla ME/CFS nel proprio futuro.

L�opportunit� bussa

� possibile che la coorte di malattie post-SARS sia cos� ampia, colpisca cos� tanti giovani e causi perdite di produttivit� economica tali che l'NIH e altri istituti di ricerca concentrino questa volta notevoli risorse sulle conseguenze post-infettive di una grave infezione.

Gli studi Dubbo e altri hanno invariabilmente scoperto che il tipo di infezione (batterica o virale), il tipo di tessuto che infetta principalmente (sistema respiratorio, intestino, cervello) non hanno importanza. Nella maggior parte dei casi, dopo un certo periodo di tempo, i pazienti affetti da malattie post-infettive si assomigliano l'uno all'altro: assomigliano ai pazienti di ME/CFS/FM.

Anche l'uso di pazienti ME/CFS post-infettivi per aiutare a capire cosa passeranno i pazienti post-SARS sembra avere perfettamente senso. Il piccolo ma completo gruppo ME/CFS di Avindra Nath nello studio intramurale dell'NIH potrebbe fornire indizi per gli studi post-SARS. L'espansione della coorte ME/CFS di Nath e l'utilizzo dello studio per aiutare a capire l'enorme colpo che la SARS-CoV-2 � probabile che produca, non oggi, non domani, non in tre mesi, ma negli anni a seguire, avrebbe perfettamente senso.

Ancora pi� impattante sarebbe seguire e studiare rigorosamente la coorte post-COVID-19 di massa che emerger� per capire come emergeranno le malattie post-infettive e come curarle.

Avindra Nath ha riferito che "molte persone si sono interrogate sulle sindromi post-virali", che sarebbe bene seguire le molte "malattie immunitarie postvirali mediate" (tra cui la ME/CFS), e che si sta cercando di "sviluppare dei database a livello nazionale".

Vicky Whittemore ha riferito che il NIH ha riconosciuto che probabilmente di sta sviluppando un enorme problema, e che esiste l'opportunit� di conoscere le malattie post-infettive. Ha iniziato a parlare delle malattie infettive post-COVID-19 (ad esempio i postumi) con Joe Breen e altri del NIAID un paio di settimane fa, e ha sentito diversi ricercatori interessati.
Whittemore ha suggerito a tutti coloro che risultano positivi al COVID-19 di iscriversi a un registro COVID-19 e ne ha parlato. (Potrebbero essercene altri.)

� possibile che la ME/CFS abbia indizi su ci� che centinaia di migliaia di persone potrebbero sperimentare nel corso del prossimo anno e oltre. � chiaro che coloro che hanno difficolt� a riprendersi dal COVID-19 avranno indizi anche su ci� che sta accadendo a noi. Un vigoroso sforzo di ricerca per capire la loro situazione dovrebbe essere una manna per tutti noi.

La nube oscura che � il coronavirus potrebbe produrre un lato positivo, dopo tutto.


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19 marzo 2020

ME GLOBAL CHRONICLE #35

Si parl anche di noi (nel senso dell'Italia) nel nuovo numero dell'ME Global Chronicle.
Si pu� scaricare qui.


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18 marzo 2020


ISOLAMENTO E MALATTIA CRONICA

Si sono moltiplicati in questo periodo di quarantena per il coronavirus i messaggi di solideriet� nei confronti dei malati cronici che vivono in isolamento da tanto tempo. Sotto due esempi, di cui uno della presidente della CFSME Associazione Italiana, poi ripreso dalla Open Medicine Foundation. 

Giada Da Ros - per la Open Medicine Foundation su Twitter (qui):

Ripenso ai miei vent�anni, un periodo in cui � capitato che uscissi di casa solo 5-6 volte all�anno, per tempi molto brevi e solo accompagnata. Non c�erano i cellulari, non c�era internet. Non stavo bene a sufficienza da potermi distrarre con TV o libri o altro. I contatti sociali erano rari.

A trent�anni di distanza sto anni luce meglio, ma certo non riesco a uscire di casa tutti i giorni, per tempi estesi o diversi giorni di fila. � la mia realt� di paziente di CFS/ME. Per me uscire di casa � una conquista. E rinunciare eventualmente a quel poco che riesco ora a farlo mi pesa, come pesa a molti.

Per� vedere quanta difficolt� ha la gente a starsene un po� in casa, mi fa capire una volta in pi� quanto probabilmente chi � sano non si rende conto della realt� quotidiana di tanti malati cronici che semplicemente non hanno il lusso di poter uscire a piacimento. Chiss� che, quando questa brutta storia del corona virus non sar� passata, qualcuno non comprenda un po� di pi�.


Miranda Hart su Twitter (qui):
Questo � veramente un buon modo per le persone per capire quelli che soffrono di una malattia cronica. Particolarmente quelli che sono confinati in casa. Oltre a dover aver a che fare con la malattia c'� il dolore di perdersi le cose pi� semplici che la gente d� per scontate. Un caff�. Una passeggiata. Una corsa sull'autobus, Panorami.


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14 marzo 2020


COVID-19 & ME/CFS: I SUGGERIMENTI DELLA SOTTORESSA KLIMAS

La dottoressa Nancy Klimas, esperta di CFSME e Direttrice dell�Istituto di Medicina Neuro-Immunitaria alla NOVA South Western University a Miami, ha diffuso un video � https://youtu.be/pkGXiJ1jM14 - per dare dei suggerimenti su come affrontare la situazione COVID-19 in quanto pazienti di CFSME.

Sotto faccio una sorta di trascrizione / sunto di quello che dice. :) Giada

Come pazienti di CFS/ME siete a rischio maggiore se venite esposti al virus. Uno dei problemi maggiori per chi ha la CFS/ME � che le cellule che vi proteggono dai patogeni funzionano meno. Non siete in grandissimo rischio, perch� siete solo moderatamente immuno-compromessi, ma avete un rischio pi� elevato di una persona sana per cui � bene che abbiate maggiori precauzioni.

Che cosa potete fare?

1.    Dovete prima di tutto fare quello che fanno tutti e seguire le regole previste per tutti: lavarsi le mani, distanziamento sociale (qualcosa a cui siete gi� abituati), pulire le superfici di casa o della macchina e che le persone possono toccare, e potete essere pi� sensibili alle sostanze chimiche, quindi magari usate acqua e sapone o alcool invece di altri prodotti.

2.    Dovreste usare una mascherina? Potete, vi pu� aiutare un po�, ma � pi� importante che le usino coloro che tossiscono e starnutiscono.

3.    Pu� essere utile risciacquare il naso con spray a base di acqua, soprattutto se siete stati in pubblico, perch� pu� aiutare ad evitare di far entrare il virus. In particolare possono essere utili gli spray nasali con xilitolo perch� ricoprono la superficie nasale con  sostanze che impediscono ai virus di legarsi alle cellule (questi sono diffusi negli USA), in Canada e Europa ci sono pi� diffusi quelli a base di cellulosa con lo stesso effetto. Dovrebbero essercene diverse marche come prodotto di prevenzione per le allergie e influenze.

4.    Chi ha problemi alle vie respiratorie, come asma, � pi� vulnerabile, quindi deve essere particolarmente cauto nel seguire le cure eventualmente prescritte.

5.     Cercate poi di rinforzare il sistema immunitario. Le vostre cellule sono in overdrive, sono fiaccate da eccesso di lavoro, e i vostri pathway energetici sono compromessi dalla costante attivazione cellulare che causa stress ossidativo. Le tue cellule, cos� come voi, hanno scarsa energia.

A.    Quello che potete fare � cercare di migliorare i nutrienti contro lo stress ossidativo, idealmente mangiando sano, ma molti di voi non hanno energie per stare a prepararsi le verdure, per cui ricorrete agli integratori. Il co-enzima Q10 (ubiquinolo) � uno di questi. Durante un periodo di stress non � irragionevole prendere 200 mg al giorno, per poi diminuire, dopo uno due mesi  a 50 - 100 mg al giorno.
B.    Un altro integratore molto utile � la NAC-acetilcisteina, un precursore del glutanione (l�antiossidante per eccellenza). Ha il vantaggio di riuscire a penetrare tutti i tessuti incluso il cervello. Negli USA raccomandano 600 mg una o due volte al giorno. Forse per voi � una dose un po� bassa, ma � ben tollerata. Solo, evitate di prenderla prima di andare a dormire perch� pu� provocare insonnia.
C.    Il glutanione pu� andar bene ed � molto usato, solo che non si assorbe molto bene, per quello le persone usano di pi�  il NAC, ma le forme liposomiali sono quelle che si assorbono meglio, per cui eventualmente cercate su google di quelle.
D.    Vitamina C e carnitina possono pure essere utili come antiossidanti. Di solito si trovano in pillole anche insieme ad altre sostanze, ma voi avete bisogno di un livello maggiore. Ed � bene che le prendiate preventivamente, prima che le cellule siamo sotto stress e crollino.

6.    Quindi prima prendete integratori antiossidanti, in seguito quelli che aiutano la funzionalit� cellulare come vitamina B12  e folato. Il 20-30% delle persone non hanno geni per gli enzimi che li metabolizzano nella forma corretta per cui la maggior parte prende metil-B12 o idrossi-B12 perch� funziona meglio, o metil-folato � va comunque benissimo prenderle nella forma �metil�, quindi non serve che sappiate come funzionano i vostri geni.

In Canada e Europa, un farmaco, l�Immunovir (isoprene), aumenta l�energia cellulare e c�� uno studio nella CFS/ME che dimostra che aumenta la funzionalit� citotossica � � uno studio piccolo, ma controllato da placebo e sui cui lei si basa molto e lo ha usato su molti pazienti. Negli Stati Uniti non c�� la versione approvata e ne usano un �cugino�. Attenzione, questi farmaci sono collegati ai pathway dell�acido urico e possono causare gotta e calcoli renali per cui bisogna idratarsi bene e lei suggerisce ai pazienti di prenderlo solo 5 giorni  su 7, in modo da avere due giorni di pausa. Vengono venduti come antivirali perch� buoni studi dimostrano di avere buoni risultati con gli herpes virus (ad es. anche con l�EBV). Il coronavirus non � un herpesvirus, � un virus RNA, ma il modo in cui questi antivirali funzionano � facendo s� che il sistema immunitario funzioni meglio, per cui dovrebbero essere efficaci anche in questo caso. C�� proprio uno studio che dice che sono utili in caso di infezione respiratoria, e dal momento che il coronavirus le provoca, lie si sente sicura di poterlo consigliare per diminuire la suscettibilit� al virus, e dare maggiori chance di uscirne bene doveste infettarvi.

Conclude dicendo di non farsi prendere dal panico. I pazienti di CFS/ME sono gi� bravi nell�isolamento sociale, ma non isolatevi al punto di deprimervi: avete il telefono , il computer e i gadget vari, quindi cercate di rimanere socialmente connessi.

Dice di aspettarsi che la crisi COVID-19 termini per giugno-luglio perch� questo genere di virus hanno di solito il loro picco in marzo-aprile e successivamente calano nel giro di un paio di mesi.

Se avete problemi di ansia e depressione legati a questa crisi, rivolgetevi a un professionista. Rischiano di far peggiorare anche la vostra CFS/ME.

Cercate di prendervi cura di voi. 

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13 marzo 2020

#CMRC2020: VanElzakker

Nella presentazione al #CMRC2020 (onferenza della UK CFS and M.E. Research Collaborative) di VanElzakker (che trovate qui), sono emerse due osservazioni principali.

1. SCARSA CONNESSIONE FRA LA VASCOLARIZZAZIONE CEREBRALE E LA FISIOLOGIA PERIFERICA nei pazienti di ME/CFS

vanelzakker

Nelle foto si mostrano, in comparazione il cervello dei sani (foto 1) e quello dei pazienti di CFS/ME (foto 2).
Le immagini mostrano nella fascia sopra il cervello delle persone a riposo e lo stato di collegamento e reattivit� fra periferia del corpo e cervello; le immagini sotto mostrano il cervello quando si chiede alle persone semplicemente di trattenere il respiro.

Come � evidente dalla comparazione fra la foto dei sani (foto 1) e quella dei pazienti (foto 2), nei pazienti di CFS/ME, gi� sopra, cio� in normali condizioni di riposo, la fisiologia della periferia e la vascolarizzazione del cervello non rispondono nello stesso modo coordinato che ci sia aspetta da una persona sana; nella parte sotto, quando i pazienti trattengono il respiro, si vede in modo molto pi� drammatico, come venga persa la connessione fra la vascolarizzazione cerebrale e la fisiologia periferica.

Questa � la foto di un soggetto. Nella presentazione, lo studioso presenta altro soggetti mostrando lo stesso principio.

Quello che si vede � una disfunzione, ed � disomogenea fra i vari pazienti.

2. SPAZI PERIVASCOLARI DILATATI (e questo non lo accompagno qui con foto)

Il sangue affluisce al cervello in due modi principali. Uno di questi � attraverso le arterie che penetrano attraverso le meningi attraverso spazi perivascolari (conosciuti come spazi Virchow-Robin), dove circola il fluido spinale - � il luogo in cui il cervello si ripulisce, specialmente durante il sonno. Questi spazi sono piccoli: solitamente aumentano di dimensioni con l�et� e con patologie neuro-infiammatorie, nell�autismo, il Parkinson, l�Alzheimer� Li vediamo aumentati anche nella ME/CFS.

Anche qui c�� disomogeneit� fra i pazienti.

In altre patologie, attorno a queste zone peri-vascolari si vedono attivazioni di cellule immunitarie che sono un segno di infezione persistente o almeno di una continuata risposta immunitaria. L�intenzione � di studiarlo anche nella CFS/ME.


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12 marzo 2020

CONFERENZA #CMRC2020: I VIDEO ORA DISPONIBILI

Il canale di YouTube di Action for ME ha creato una playlist con tutti i video del #CMRC2020, cio� della conferenza della UK CFS and M.E. Research Collaborative che si � tenuta a Bristol il 10 e l'11 marzo: qui.

Come scrivono sul loro sito:
Nonostante diversi relatori internazionali non abbiano potuto viaggiare a causa di Covid-19, la conferenza ha registrato una buona partecipazione e i partecipanti hanno ascoltato alcune delle ultime ricerche e collaborazioni innovative provenienti da tutto il mondo.

Tra i relatori della conferenza c'era il Prof. Chris Ponting, che ha parlato della richiesta di finanziamento per la Partnership Biomedica e del suo lavoro sulla clonalit� delle cellule T come biomarcatore per la ME/CFS, e anche il Dr. Michael VanElzakker che si � unito via web-link dal Massachusetts. Il dottor VanElzakker ha parlato di alcuni aspetti della storia della ME e del suo lavoro sulla reattivit� cerebrovascolare anormale tra le persone affette da questa patologia.

Per il programma della conferenza, si veda qui.

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10 marzo 2020

RIMANDATO L'INCONTRO DELLA COMMISSIONE SULLE PETIZIONI CAUSA COVID-19


Purtroppo ci � appena arrivato l'avviso ufficiale che causa COVID-19 tutte le attivit� del parlamento europeo sono state cancellate, incluso l'incontro del 17 marzo della Commissione sulle Petizioni, occasione in cui si sarebbe dovuto votare sulla mozione relativa alla ME/CFS.

Appena abbiamo notizie vi comunichiamo la nuova data. 


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7 marzo 2020

BIOMARCATORI DEL SANGUE A BASE DI CELLULE

Sotto trovate in italiano la traduzione dell'abstract di uno studio presente a questo link

L'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � una malattia devastante le cui basi biomediche cominciano ad essere chiarite. Abbiamo riferito in precedenza che, dopo il recupero dalla conservazione congelata, i linfociti (cellule mononucleate del sangue periferico, PBMC) dei pazienti ME/CFS muoiono pi� velocemente in coltura rispetto a quelli dei controlli sani. Abbiamo anche scoperto che le linee cellulari linfoblastiche (linfoblasti) derivate da queste PBMC mostrano anomalie multiple nella funzione respiratoria mitocondriale e nell'attivit� di segnalazione da parte della chinase cellulare che percepisce lo stress by Target Of Rapamycin Complex 1 (TORC1). Queste differenze sono state correlate con la gravit� della malattia, come misurato dal test di Richardson e Lidbury ponderato in piedi. La chiarezza delle differenze tra queste cellule derivate dal sangue del paziente ME/CFS e quelle dei controlli sani ha suggerito che possono fornire biomarcatori utili per ME/CFS. Qui, riportiamo un'indagine preliminare su questa possibilit� utilizzando una variet� di strumenti di classificazione analitica, tra cui l'analisi discriminante lineare, la regressione logistica e l'analisi della curva caratteristica operativa del ricevitore (ROC). Abbiamo scoperto che i risultati di tre diversi test - tasso di mortalit� dei linfociti, funzione respiratoria mitocondriale e attivit� TORC1 - potrebbero servire ciascuno singolarmente come biomarcatore con una sensibilit� migliore del 90%, ma solo una modesta specificit� rispetto ai controlli sani. Tuttavia, in combinazione, hanno fornito un biomarcatore a base cellulare con sensibilit� e specificit� che si avvicina al 100% nel nostro campione. Questo livello di sensibilit� e specificit� � stato quasi eguagliato da un protocollo suggerito in cui il tasso di mortalit� dei linfociti congelati � stato utilizzato come test altamente sensibile per fare il triage dei campioni positivi rispetto ai test pi� lunghi e costosi che misurano la funzione respiratoria dei linfoblasti e l'attivit� TORC1. Questo protocollo fornisce un biomarcatore promettente che potrebbe aiutare nella diagnosi pi� rapida e accurata della ME/CFS.

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6 marzo 2020

FUMETTO GIAPPONESE SULLA CFS/ME

Una nostra corrispondente giapponese ci segnala questo fumetto sulla CFS/ME realizzato nell'aprile 2019 sotto la supervisione del Prof. Hirohiko Kuratsune, specialista in ematologia, medicina interna e scienza della fatica.

Ci � stato spiegato che il titolo del libro di Yurari �Aruhi Totsuzen Mansei Hirou Shouko-gun ni Narimashita� significa �Un giorno ho sofferto di CFS improvvisamente.� L�autrice �Yurari� � un paziente giapponese con una CFS grave.

Il gruppo "CFS Sien Network" ha invitato il fumetto di Yurari a 595 posti del Centro di supporto per malattie intrattabili e 78 posti del Centro sanitario, in tutto il Giappone, per illuminare sulla gravit� di CFS.

Lo hanno donato al Ministero della sanit�, del lavoro e del benessere del Giappone e lo doneranno inoltre al Ministero dell�Istruzione, Cultura, Sport, Scienza e tecnologia per far aumentare la comprensione dei pazienti e degli studenti.

Peccato non poterne avere una versione italiana: se qualcuno di voi fosse interessato e sapesse come attivarsi per averne una versione italiana, non esiti a contattarci.


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4 marzo 2020

SALTA LA MARATONA DI ROMA 2020 - INTERVISTE AI PAZIENTI

Causa COVID-19, la maratona di Roma in cui doveva correre Mike Harley per raccogliere fondi a favore della ME/CFS � saltata.
Mike Harley ha comunque dato voce a quattro pazienti italiani di CFS/ME, con interviste in inglese e in italiano tradotte da Giada Da Ros.
Qui il link per leggerle.

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21 febbraio 2020

ARTICOLO SU "DONNA MODERNA"

Su "Donna Moderna" � uscito un articolo in cui si parla di CFS/ME. Intervistati il prof. Umberto Tirelli, la presidente della CFS/ME Associazione Italiana Giada Da Ros e la presidente dell'Associazione Malati di CFS Roberta Ardino. Qui il PDF. Qui la versione online.

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12 febbraio 2020

AGGIORNAMENTO SULLA RISOLUZIONE DELLA COMMISSIONE PETI

Trovate un importante aggiornamento, che ora che � pubblico posso condividere, lo trovate a questo link :

Facciamo una traduzione sommaria (con eventuali aggiunte di spiegazione) qui sotto:

La Commissione per le Petizioni del Parlamento europeo (anche conosciuta come Commissione PETI) sta preparando una risoluzione sulla ME/CFS. Si tratta della prima risoluzione in assoluto sulla ME nell'UE e, se adottata, significa un grande salto in avanti verso il nostro obiettivo di raggiungere il finanziamento della ricerca biomedica sulla patologia.

La presentazione � prevista per marzo durante una riunione della Commissione PETI e per aprile in Plenaria (una riunione con tutti gli eurodeputati). In seguito, i membri della Commissione PETI decideranno quale sar� il prossimo passo.

Il 9 gennaio Alice e Nancy (che rappresenta l'European ME Alliance - EMEA) hanno incontrato a Bruxelles l'eurodeputato belga Pascal Arimont. Arimont ha presentato un'interrogazione parlamentare sul ME nel settembre 2019. (Al link sopra trovate un collegamento con le domande che ha rivolto).
L'incontro ha avuto molto successo. Arimont ha accettato di diventare un sostenitore della causa. Ci� significa che monitorer� i progressi e contribuir� a far s� che ci sia una disposizione speciale nel programma di ricerca Horizon Europe che segnali l'importanza delle malattie trascurate come la ME/CFS. Questo dovrebbe facilitare l'accesso ai fondi di ricerca dell'UE per la ricerca biomedica e permettere ai ricercatori di ME/CFS di avere pi� successo nella richiesta di finanziamenti per la ricerca biomedica.

A stabilire a chi vanno i finanziamenti � la Commissione Europea (l�organo esecutivo dell�Unione Europea). Per questo Arimont ha inviato una lettera al Direttore Generale del dipartimento Ricerca e Innovazione della Commissione Eric Paquet e al Comissionario Gabriel, responsabile di Horizon Europe, per garantire che le malattie trascurate come la ME siano incluse nel programma di ricerca.

Evelien e il suo gruppo (quelli che firmano l�articolo al link), a cui si � affiancata anche la presidente della CFS/ME Associazione Italiana, Giada, hanno lavorato all'organizzazione di un incontro tra il Direttore Generale Eric Paquet con l�obiettivo di convincerlo a far s� che la commissione destini fondi ala ricerca per la ME/CFS.

La CFS/ME Associazione Italiana e la CFS/ME ovd hanno preparato una lettera al presidente del CER (Consiglio Europeo per la Ricerca) per chiedere il suo sostegno.
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1� febbraio 2020

UN NUOVO DOCUMENTARIO: LEFT OUT

C'� un nuovo documentario sulla ME/CFS e sull'esperienza norvegese del Rituximab. Lo trovate qui, in norvegese con sottotitoli in italiano a cura di Fabio Cecchinato e Giada Da Ros.

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29 gennaio 2020


IMPORTANTE! FIRMATE LA PETIZIONE PER FONDI EUROPEI ALLA RICERCA BIOMEDICA SULLA ME/CFS.

Se ricordate, lo scorso ottobre, una paziente olandese, Evelien Van Den Brink, ha lanciato una petizione a cui abbiamo sollecitato tutti a partecipare perch� l�Unione Europea stanziasse fondi per la ricerca biomedica sulla CFS/ME.

La petizione sta andando molto bene. Sono poche quelle che hanno pi� di mille firme. Potrebbe per� andare ancora meglio, e questo potrebbe fare la differenza. Se si raggiungessero pi� di 10.000 firme, spiega Evelien, diventerebbe la pi� significativa in assoluto. Chiediamo perci�, di firmare la petizione se non lo avete fatto, o invitare parenti e amici a firmare.

Il titolo della petizione � �Petition No 0204/2019 by Evelien Van Den Brink (Dutch) on a request for funding for biomedical research on Myalgic Encephalomyelitis�.

E il testo dice cos�: La firmataria si riferisce alle sue cattive condizioni di salute, poich� soffre di Encefalomielite Mialgica (ME). Tale malattia, a volte chiamata Sindrome da Fatica Cronica, � una malattia cronica devastante che causa disfunzioni del sistema neurologico, immunitario, endocrino e del metabolismo. La firmataria afferma che la ME colpisce circa due milioni di cittadini dell'UE, con enormi costi economici e sociali, rappresentando cos� una crisi nascosta della salute pubblica. La firmataria chiede alle istituzioni europee di mettere a disposizione fondi sufficienti per la ricerca biomedica sulla ME, al fine di fornire un test diagnostico, test clinici e trattamenti efficaci per questa malattia invalidante.

La petizione da firmare la trovate qui:
Qui le istruzioni in italiano.

NB: In questo giorni il sito dell'UE sta avendo problemi. Stanno cercando di risolverli. Nel frattempo, e in ogni caso, � possibile firmare la petizione cartacea.
Qui il modulo. Qui le modalit� pr mandarlo.

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28 gennaio 2020

IL NOME ME/CFS

Qui al link su FB, trovate un post di Michiel Tack, tradotto in italiano da Giada Da Ros, che fa delle riflessioni sul come CFS/ME su cui noi siamo d�accordo:

C'� stata una discussione su Twitter sul nome pi� appropriato da utilizzare nel sostenere la causa. Ecco alcuni dei motivi per cui uso spesso il termine ME/CFS, nonostante l'antipatia per CFS.

1) Attualmente, solo una piccola minoranza di studi scientifici utilizza i criteri ME. La maggior parte delle ricerche utilizza i vecchi criteri Fukuda o talvolta i criteri canadesi. Quindi, parlando di tali ricerche, il termine ME/CFS sembra pi� appropriato.

2) Alla stragrande maggioranza dei pazienti viene ancora diagnosticata la patologia con i vecchi criteri di CFS. Molti di loro potrebbero avere ME, ma non hanno accesso ad esperti di ME per ottenere quella diagnosi. Usando il termine ME/CFS nel sostenere la causa siamo inclusivi di questo gruppo di pazienti. Se si usa solo il termine ME, non si � in grado di raggiungere quei pazienti con diagnosi di CFS che potrebbero soddisfare anche i criteri ME. Non verranno a conoscenza del vostro sito di beneficenza, del vostro sito web di informazione o del vostro sostegno per la causa o potrebbero semplicemente pensare che non si tratti di loro.

3) La maggior parte delle informazioni scientifiche che abbiamo sulla prevalenza, la prognosi, la gravit� delle menomazioni ecc. si basa su studi che hanno utilizzato i vecchi criteri di CFS, anche se per molti partecipanti a questi trial potrebbero anche essere adatti criteri ME. Quindi, se si desidera utilizzare queste informazioni in difesa o per informare l'opinione pubblica sui numerosi pazienti gravemente disabili e che non ricevono cure mediche adeguate, il termine ME/CFS sembra pi� appropriato. Lo stesso vale se si vuole informare i pazienti sulla loro prognosi o altro aspetti della loro malattia. Ecco perch� il manuale dell'ICC si riferisce costantemente a studi CFS. Quando si tratta della sola ME, non abbiamo quasi nessun dato, solo intuizione e aneddoti di pazienti e medici.

4) Purtroppo anche il termine ME ha i suoi problemi. � un termine antico,
nome speculativo che si riferisce ad una specifica patologia che non � stata
dimostrata in pazienti che soddisfano i criteri della ME ed � molto probabile che sia imprecisa. Secondo la mia esperienza, la maggior parte dei medici se ne rende conto non appena la pronunci (anche se non sempre te lo dicono). Purtroppo, costituisce un altro ostacolo perch� il paziente venga preso sul serio. Lo stesso problema si pone con i giornalisti nuovi all'argomento: anche se usate ME, poi quasi sempre devi iniziare a spiegare il problema del nome. E se si usa un altro nome (come Malattia di Ramsay), le persone che lo cercano su Google non troveranno informazioni rispettate o studi scientifici su di esse, il che la rende pi� difficile da prendere sul serio.

5) A mio avviso, usare il termine ME/CFS non significa che si stia sostenendo che ME e CFS siano identici. Entrambe hanno definizioni di caso diverse e
descrizioni che includono gruppi di pazienti diversi ma sovrapposti. Attendo con impazienza giorno in cui potremo lasciarci il termine CFS alle spalle e in cui avremo un nome pi� preciso, con una definizione del caso ben convalidata che � basata su qualcosa di pi� di un semplice resoconto dei sintomi e che � comunemente usato in ricerca... Purtroppo non � ancora cos�. E attualmente, ME/CFS sembra l'etichetta pi� efficiente per ottenere informazioni sulla nostra situazione come � conosciuta nello standard della letteratura scientifica e dalle linee guida mediche in tutto il mondo.

6) Spero anche che la gente si renda conto che l'incredulit�, lo stigma e i problemi con le prestazioni d'invalidit� erano gi� presenti prima dell'utilizzo del nome CFS. Probabilmente li ha aggravati, ma non pu� essere vista come l'unica causa e quei problemi ci saranno ancora se ci liberiamo dell'etichetta CFS.

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18 gennaio 2020

STUDIO GENETICO "GWAS": ISCRIVETEVI


Traduciamo sotto l�inizio di quanto al link. Vi invitiamo a partecipare.

Ricercatori e pazienti stanno per presentare una richiesta ai due grandi finanziatori della ricerca medica del Regno Unito per uno studio genetico su 20.000 pazienti. Il team vuole che le persone con la ME si iscrivano per dimostrare ai finanziatori che la comunit� sostiene lo studio e che un gran numero di persone sono pronte a partecipare.

La vostra azione di oggi potrebbe aiutare il pi� grande studio genetico ME/CFS del mondo a vincere i finanziamenti - e potrebbe fare un'enorme differenza per i pazienti, aiutando a identificare le cause biologiche della malattia e sbloccando molti pi� finanziamenti nel Regno Unito per la ricerca biomedica.
Il 23 gennaio, la ME/CFS Biomedical Partnership composta da ricercatori, persone con ME/CFS e assistenti, presenter� una richiesta di finanziamento al Medical Research Council e al National Institute for Health Research. La partnership ha bisogno di 3,5 milioni di sterline per uno studio genetico molto ampio sulla ME/CFS conosciuto come studio di associazione a livello genomico (GWAS).
Il progetto sar� condotto dal professor Chris Ponting dell'Universit� di Edimburgo in collaborazione con la UK ME/CFS Biobank presso la London School of Hygiene & Tropical Medicine.

Un GWAS mira a scoprire alcune delle radici biologiche della malattia. Scansionando l'intera biologia umana e sondando le piccole differenze di DNA tra le persone, un GWAS pu� aiutare a individuare le cause genetiche delle malattie e quindi pu� aiutare a guidare lo sviluppo di farmaci. Questo metodo ha aiutato a identificare i geni - e le vie molecolari e cellulari ad essi associati - che hanno un ruolo in malattie come l'artrite reumatoide e il diabete di tipo II. (Vedi il mio blog sulla scienza del GWAS).

Lo sviluppo di farmaci � ora in corso in numerose malattie a causa del GWAS. Questo, e l'identificazione di biomarcatori, potrebbe avvenire anche per la ME/CFS.

Poich� i ricercatori stanno esaminando piccole differenze, hanno bisogno di esaminare i dati del DNA di molte persone. Lo studio ME/CFS recluter� circa 20.000 pazienti il cui DNA sar� confrontato con quello di un numero simile di persone che non hanno la malattia. Il DNA sar� estratto da campioni di saliva, e lo studio utilizza un design "sputa e spedisci via posta", cos� anche le persone che sono costrette a letto o costrette a casa possono partecipare.

Qui per iscriversi. 


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17 gennaio 2020

RISCHIO DI CFS/ME RADDOPPIATO IN SEGUITO A INFEZIONE INFLUENZALE

Si sa che la CFS/ME pu� essere innescata da un'influenza. Questo studio ha scoperto che un'infezione influenzale raddoppia il rischio si svilupparla.

Traduzione delle conclusioni dell'abstract:
L'infezione da influenza pandemica A (H1N1) � stata associata a un rischio pi� che raddoppiato di CFS/ME. Non abbiamo trovato alcuna indicazione di un aumento del rischio di CFS/ME dopo la vaccinazione. I nostri risultati sono coerenti con un modello in cui l'infezione sintomatica, piuttosto che la stimolazione antigenica, pu� scatenare la CFS/ME.


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16 gennaio 2020

LA METABOLOMICA CIRCOLATORIA COMPRENSIVA NELLA ME/CFS RIVELA UN METABOLISMO PERTURBATO DI ACIL LIPIDI E STEROIDI

Ora online il nuovo articolo del gruppo di Maureen Hanson, con il titolo sopra.

Traduzione dell'abstract:
Gli ultimi progetti a livello mondiale sul tasso di prevalenza che pi� di 65 milioni di pazienti soffrono di encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS), una malattia con effetti noti sul funzionamento del sistema immunitario e nervoso. Abbiamo eseguito un'ampia analisi metabolomica sul plasma di 52 soggetti di sesso femminile, ugualmente campionati tra i controlli e i pazienti ME/CFS, che ha fornito dati per circa 1750 composti del sangue che si estendono su 20 super-pathways, suddivisi in 113 sotto-pathways. L'analisi statistica combinata con l'analisi dell'arricchimento dei percorsi indica alcune vie metaboliche interrotte contenenti molte composti inesplorati. La scoperta pi� intrigante riguarda le coline aciliche, appartenenti al sub-pathway del metabolismo degli acidi grassi dei lipidi, per le quali tutti i composti sono costantemente ridotti in due distinte coorti di pazienti ME/CFS. Abbiamo compilato la conoscenza estremamente limitata su questi composti e li consideriamo come promettenti nella ricerca per spiegare molti dei sintomi della ME/CFS. Un'altra classe di lipidi con attivit� di vasta portata su praticamente tutti i sistemi d'organo sono gli steroidi; androgeni, progestinici e corticosteroidi sono ampiamente ridotti nella nostra coorte di pazienti. Riportiamo anche su dipeptidi pi� bassi e l'abbondanza di sfingolipidi elevati nei pazienti rispetto ai controlli. Disturbi nel metabolismo di molte di queste molecole possono essere collegati ai profondi sintomi del sistema degli organi sopportati dai pazienti di ME/CFS.

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15 gennaio 2020

ELEVATI LIVELLI DI LATTATO NEL SANGUE IN CONDIZIONI DI RIPOSO SI CORRELANO CON LA SEVERIT� DEL MALESSERE POST-SFORZO NELLA ME/CFS

L'articolo lo trovate qui.

Traduzione dell'abstract: In alcuni pazienti con encefalomieliti mialgiche/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � stato riportato un aumento del lattato nel sangue dopo un moderato esercizio fisico. Abbiamo ipotizzato che il lattato nel sangue potese essere elevato anche in condizioni di riposo. Abbiamo mirato a indagare la frequenza di lattato elevato a riposo nei pazienti ME/CFS, e a confrontare le caratteristiche dei pazienti ME/CFS con e senza lattato elevato. I pazienti che soddisfano i criteri di consenso internazionale per la ME/CFS che hanno frequentato il dipartimento di medicina interna dell'ospedale universitario di Angers-Francia tra ottobre 2011 e dicembre 2017 sono stati inclusi retrospettivamente. Tutti i pazienti sono stati sistematicamente ricoverati in ospedale per un workup eziologico e una valutazione complessiva. Abbiamo esaminato le loro cartelle cliniche per i dati relativi alla valutazione: caratteristiche cliniche, comorbilit�, caratteristiche di fatica, gravit� del malessere post-sforzo (PEM) e risultati di 8 misurazioni del lattato a riposo. Pazienti con ≥1 misurazione del lattato ≥2 mmol/L definivano il gruppo di lattato elevato. Lo studio comprendeva 123 pazienti. Elevati (n = 55; 44,7%) e normali (n = 68; 55,3%) gruppi di lattato erano comparabili ad eccezione della PEM, che era pi� grave nel gruppo di lattato elevato dopo l'adeguamento per l'et� all'insorgenza della malattia, sesso e comorbidit� (OR 2.47, 95% CI: 1.10-5.55). I pazienti ME/CFS con lattato ematico elevato a riposo possono essere a pi� alto rischio per una PEM pi� grave. Questo risultato pu� essere interessante per la gestione della ME/CFS.

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14 gennaio 2020

IL LIBRO DI ERICA VERRILLO ORA IN ITALIANO

Erica Verrillo ci segnala che il suo libro, grande punto di riferimento per tutti i pazienti, � ora disponibile su Amazon in versione italiana, in edizione Kindle.
Lo trovate sullo store americano qui o sullo store italiano qui.

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13 gennaio 2020

UN LIBRO CON LA BIOGRAFIA DI JAMISON HILL

La biografia di Jamison Hill, che � stato uno dei pazienti in cui si � parlato nel documentario Forgotten Plague, sar� presto disponibile.
Jamison aveva chiesto di condividere la notizia perch� l'editore sarebbe stato disponibile alla pubblicazione se avesse raggiunto almeno 750 pre-ordini, e volevamo aiutarlo condividendo la richiesta. Solo, le 750 richieste sono gi� state raggiunte, per cui la pubblicazione � comunque assicurata. Se siete interessati a preordinare il libro, o sapere di pi� in proposito, seguite questo link.

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10 gennaio 2020

#MEAWARENESSHOUR

Se siete su Twitter, postate qualcosa sulla CFS/ME ogni mercoled� alle 9 di sera (orario Italiano) usando l'hashtag #MEawarenesshour. In questo modo l'accumulo di tweet contemporanei far� notare nei trend la patologia.

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8 gennaio 2020

STUDI SULLA CFSME DEL DICEMBRE 2019

Aggiornamento sui pi� importanti studi di ricerca sulla CFS/ME pubblicati nel corso del dicembre 2019: qui.

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7 gennaio 2020

LA MARATONA DI SENSIBILIZZAZIONE DI MIKE HARLEY

Mike Harley ha organizzato una maratona a livello europeo, questa importante iniziativa vuole raccogliere dei fondi in sostegno dei malati per investire nella ricerca e portare consapevolezza sulla ME/CFS.
Mike lavora in collaborazione con Invest In ME e European ME Alliance per sensibilizzare i pazienti in ogni paese dell'UE che visita. Finora ha incontrato gruppi di pazienti, stampa (compresa la radio della BBC) e pazienti in Repubblica Ceca, Svezia, Grecia, Finlandia, Irlanda, Belgio, Spagna e Paesi Bassi. Laddove non vi sono organizzazioni benefiche o gruppi di ME riconosciuti, sta cercando di aiutare a riunire i pazienti e incoraggiarli ad avviare la propria difesa e supportare le comunit�, incluso il primo gruppo di supporto ME/CFS della Poloni

Il suo arrivo in Italia � previsto per il 29 marzo a Roma.
Si visiti la sua pagina FB per saperne di pi�.

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30 dicembre 2019

LA TESTIMONIANZA DI UN'EX-BALLERINA

Un'ex-ballerina, Lucia Libondi, � stata intervistata e ha portato la sua espeerienza di paziente, sia sul Corriere della Sera che al TG1. Partecipa anche il prof. Tirelli. 

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21 dicembre 2019

ESPERANZA RECORDS A FAVORE DELLA CFS/ME

Martin Den Hollander che ha recentemente fondato un'etichetta musicale di beneficenza chiamata Esperanza Records doner� tutti i suoi ricavi alla Open Medicine Foundation.

Guarda il video dell'annuncio di Martin su Instagram.

Ascolta la prima uscita dell'etichetta: "Respira! (Rimasterizzato)" di Martin Den Hollander su Youtube.

Pi� si trasmettono o si acquistano canzoni pubblicate da Esperanza Records, pi� fondi ricever� OMF da questo progetto. Visitate la Esperanza REC. su Facebook per saperne di pi�.
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20 dicembre 2019

UN ARTICOLO DI ROSAMUND VALLINGS

La nota studiosa di CFS/ME ha pubblicato un articolo sulla CFS: qui.

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19 dicembre 2019

ALLA RICERCA SULA CFS/ME  I PROVENTI DI UNA LOTTERIA

Grazie all'interessamento di una nostra socia, Stefania Tottolo, i proventi di una lotteria orgnizzata dal comune di Carbonera (TV) sono andati al finanizamento della ricerca scientifica sulla CFS/ME: una piccola parte del ricavato � stata devoluta alla CFS/ME Associazione Italiana OdV, il rimanente � andato, attraverso di noi, alla Open Medicine Foundation che grazie all'iniziativa della triplicazione delle donazioni � riuscita cos� ad avere da noi 1500 euro.

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18 dicembre 2019

I SUGGERIMENTI DELLA DOTTORESSA KLIMAS

"Questa � la PRIMA di un video in cui la ricercatrice di fama mondiale, la dottoressa Nancy Klimas, fornisce i suoi consigli su come affrontare la ME/CFS e la malattia della Guerra del Golfo, nonch� un aggiornamento sulla ricerca medica del suo team.

Le sue intuizioni da oltre 30 anni di ricerca e pratica clinica hanno aiutato migliaia di vittime di queste temute malattie ad alleviare i loro sintomi e a ridurre il loro impatto sulla nostra vita quotidiana".

Ci hanno chiesto di condividerlo e lo facciamo volentieri: qui.
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13 dicembre 2019

NUOVO STUDIO TROVA DIFFERENZE NELL'USO DELL'ENERGIA DA PARTE DELLE CELLULE IMMUNITARIE DEI PAZIENTI DI ME/CFS

Uno studio trova differenze nell'uso dell�energia da parte delle cellule immunitarie nella ME/CFS
La ricerca finanziata dal NIH (Istituti Nazionali di Sanit� americani) suggerisce cambiamenti nel sistema immunitario nella sindrome dell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica.

Le nuove scoperte pubblicate nel Journal of Clinical Investigation suggeriscono che specifiche cellule T immunitarie di persone con encefalomielitie mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) mostrano interruzioni nel modo in cui producono energia. La ricerca � stata sostenuta dagli Istituti Nazionali di Sanit�.
"Questa ricerca ci fornisce ulteriori prove del ruolo del sistema immunitario nella ME/CFS e pu� fornire importanti indizi per aiutarci a comprendere i meccanismi alla base di questa devastante malattia", ha detto Vicky Whittemore, Ph.D., direttrice del programma al National Institute of Neurological Disorders and Stroke (NINDS) dei NIH, che ha parzialmente finanziato lo studio.
La ME/CFS � una malattia grave, cronica e debilitante che pu� causare una serie di sintomi che includono dolore, fatica severa, deterioramento cognitivo e malessere post-sforzo, il peggioramento dei sintomi dopo l'attivit� fisica o mentale. Le stime suggeriscono che tra 836.000 e 2,5 milioni di persone negli Stati Uniti potrebbero essere affette da ME/CFS. Non si sa cosa causa la malattia e non ci sono trattamenti.
Una ricerca di Alexandra Mandarano e collaboratori del laboratorio di Maureen Hanson, Ph.D., professoressa di biologia molecolare e genetica alla Cornell University di Ithaca, New York, ha esaminato le reazioni biochimiche coinvolte nella produzione di energia, o metabolismo, in due tipi specifici di cellule immunitarie ottenute da 45 controlli sani e 53 persone con ME/CFS. Gli investigatori si sono concentrati sulle cellule T CD4, che avvertono altre cellule immunitarie sull'invasione di agenti patogeni, e sulle cellule T CD8, che attaccano le cellule infette. Il team della dottoressa. Hanson ha usato metodi all'avanguardia per esaminare la produzione di energia da parte dei mitocondri all'interno delle cellule T, quando le cellule erano in uno stato di riposo e dopo che erano state attivate. I mitocondri sono centrali elettriche biologiche e creano la maggior parte dell'energia che guida le cellule.
La dottoressa Hanson e i suoi colleghi non hanno notato differenze significative nella respirazione mitocondriale, il metodo di produzione di energia primaria della cellula, tra cellule sane e cellule ME/CFS a riposo o dopo l'attivazione. Tuttavia, i risultati suggeriscono che la glicolisi, un metodo meno efficiente di produzione di energia, pu� essere interrotta nella ME/CFS. Rispetto alle cellule sane, le cellule CD4 e CD8 delle persone con ME/CFS avevano ridotto i livelli di glicolisi a riposo. Inoltre, le cellule CD8 della ME/CFS avevano livelli inferiori di glicolisi dopo l'attivazione.
"Il nostro lavoro dimostra l'importanza di guardare a particolari tipi di cellule immunitarie che hanno lavori diversi da fare, piuttosto che guardarle tutte mescolate insieme, cosa che pu� nascondere problemi specifici di particolari cellule", ha detto la dottoressa Hanson. "Studi aggiuntivi che si concentrano su tipi cellulari specifici saranno importanti per svelare cosa � andato storto con le difese immunitarie nella ME/CFS".

Il gruppo della dottoressa Hanson ha anche esaminato le dimensioni dei mitocondri e il potenziale della membrana, che pu� indicare la salute dei mitocondri delle cellule T. Le cellule CD4 dei controlli sani e le persone con ME/CFS non hanno mostrato differenze significative nelle dimensioni e nella funzione dei mitocondri. Le cellule CD8 di persone con ME/CFS hanno mostrato un potenziale di membrana ridotto rispetto alle cellule sane sia durante il riposo che durante gli stati attivati.
Il team della dottoressa Hanson ha esaminato le associazioni tra citochine, messaggeri chimici che inviano istruzioni da una cellula all'altra, e il metabolismo delle cellule T. I risultati hanno rivelato modelli diversi, e spesso opposti, tra cellule sane e ME/CFS, suggerendo cambiamenti nel sistema immunitario. Inoltre, la presenza di citochine che causano l'infiammazione � inaspettatamente correlata alla diminuzione del metabolismo nelle cellule T.
Questo studio � stato in parte supportato dal ME/CFS Collaborative Research Network dei NIH, un consorzio sostenuto da diversi istituti e centri dei NIH, composto da tre centri di ricerca collaborativi e da un centro di coordinamento della gestione dei dati. La rete di ricerca � stata istituita nel 2017 per aiutare a far progredire la ricerca sulla ME/CFS.

"Oltre a fornire preziose informazioni sull'immunologia della ME/CFS, speriamo che i risultati che emergono dalla rete di ricerca collaborativa ispirino pi� ricercatori, in particolare quelli nelle prime fasi della loro carriera, a lavorare su questa malattia", ha detto Joseph Breen, Ph.D., capo sezione Immunoregulation Section, Basic Immunology Branch, National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID), che ha parzialmente finanziato lo studio.
Studi di ricerca futuri esamineranno il metabolismo in altri sottoinsiemi di cellule immunitarie. Inoltre, i ricercatori studieranno in che modo i cambiamenti del metabolismo influenzano l'attivit� delle cellule T.

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Riferimento: Mandarano et al. "Myalgic encephalomyelitis/chronic fatigue syndrome patients exhibit altered T cell metabolism and cytokine associations,"Journal of Clinical Investigation. 12 dicembre 2019

Questo studio � stato sostenuto dal NINDS grant U54NS105541, dal NIAID grant R21AI117595, Simmaron Research, e da un donatore privato anonimo.

Per maggiori informazioni:
http://www.nih.gov/mecfs
mecfs.rti.org

Questo video della recente ricercatrice dell'ENID Center e laureata del Hanson Lab, la dottoressa Alexandra Mandarano, vi guida attraverso le ricerche di questo articolo.

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11 dicembre 2019

AGGIORNAMENTO SUL NANOAGO


Janet Dafoe, moglie di Ron Davis, direttore del Comitato di Consulenza Scientifica della OMF, ha postato un aggiornamento sul device del nanoago nella ricerca sulla CFS/ME. Al link indicato c'� il messaggio completo che no mettiamo sotto in traduzione:

Da Ron:

Come sapete, abbiamo scoperto che c'� qualcosa nel plasma dei pazienti che � in gran parte responsabile del segnale che vediamo nel test del nanoago. Abbiamo alcuni risultati preliminari utilizzando la filtrazione che indicano che la componente principale del plasma � abbastanza grande, cosa che suggerisce che non si tratta di una citochina.

Vorremmo identificare qual � il componente, o quali sono i componenti,che causano questo segnale, cosa che potrebbe darci una buona visione dal di dentro di ci� che sta accadendo con i pazienti.

Per condurre questi esperimenti, dovremo frazionare il plasma usando una variet� di tecniche, come il frazionamento delle dimensioni. Frazionare significa dividere il plasma in pi� componenti in base a vari parametri. Per esempio, frazionare per dimensioni significa separare il plasma in 10-100 parti diverse, aumentando in dimensioni.

Abbiamo quindi bisogno di eseguire tutte queste frazioni nel nanoago allo stesso tempo, utilizzando lo stesso campione di sangue. Questo � importante, perch� se li eseguiamo uno o due alla volta ci potrebbero essere differenze dovute alle diverse esecuzioni, piuttosto che differenze nel campione stesso.

Attualmente, ci affidiamo a uno strumento commerciale, che costa 30.000 dollari, che � in grado di eseguire solo 2 campioni di chip di nanoago al giorno. Inoltre, il campione deve essere utilizzato entro 24 ore dalla raccolta del sangue. Pertanto, utilizzando la macchina attuale, dovremmo ottenere nuovi campioni di sangue ogni giorno. Non possiamo far tornare lo stesso paziente ogni giorno e non possiamo usare molti pazienti diversi per frazioni diverse, perch� le persone sono diverse e questa � una variazione eccessiva per produrre qualcosa di utile.

Quello che ora � necessario � fabbricare un nuovo sistema di controllo elettronico in grado di raccogliere i dati dal nanoago permettendogli di raccogliere dati fino a 100 chip contemporaneamente. In questo modo, tutte le frazioni del campione di sangue di un paziente possono essere eseguite simultaneamente. Rahim Esfandyarpour, che ha sviluppato il nanoago, sta lavorando su questo aspetto.

Tuttavia, da quando Rahim ha preso una cattedra alla UC Irvine, ha dovuto impostare la sua intera nuova operazione, ottenere nuovi studenti e formare tutti. Viene a Stanford e collabora con me ogni settimana. Ha presentato una richiesta di finanziamento al NIH per questo progetto. Nel frattempo, � stato finanziato dall'OMF per portare avanti questa nuova macchina e produrre nuovi chip. Ora ha consegnato una nuova grande partita di chip.

Ora siamo in grado di utilizzare i nuovi chip per testare vari farmaci, e li useremo nella nuova macchina per il plasma frazionato non appena possibile:

1. Abbiamo la nuova macchina in funzione
2. Abbiamo sviluppato il/i metodo/i di frazionamento
3. Abbiamo i nuovi chip che lavorano con la nuova macchina
4. Abbiamo risolto tutti i problemi che emergono nel processo.

L'attuale macchina che esamina 2 campioni e raccoglie i dati dal nanoago costa 30.000 dollari per l'acquisto. Non abbiamo bisogno di tutta la versatilit� di questo strumento commerciale. La macchina che Rahim sta sviluppando funzioner� fino a 100 campioni e coster� qualche centinaio di dollari.

Stiamo lavorando il pi� velocemente possibile per renderlo operativo.

Spero che questo chiarisca alcune delle vostre domande.

Ron Davis

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25 novembre 2019

CONFERENZA ALL'EINSTEIN MEDICAL CENTER

Quantio riportato � la traduzione di un messaggio di di Janet Dafoe, PhD:

Il dottor Ron Davis ha trascorso l'ultima settimana sulla costa orientale tenendo conferenze e parlando individualmente con scienziati e medici sulla ME/CFS. Per prima cosa ha trascorso due giorni all'Universit� di Princeton. Ha parlato con singoli individui, gruppi di studenti laureati, e gruppi a pranzi e cene. Ha tenuto una conferenza nell'enorme Dipartimento di Biologia Molecolare (che comprende immunologia, microbiologia, genetica, biochimica e altro) in una grande aula con circa 300 scienziati. Ha percepito che erano sorpresi e scioccati dal numero di persone colpite e dalla gravit� della malattia. Sono rimasti impressionati dai progressi che il Dr. Davis ha fatto con un finanziamento del NIH (Istituto Superiore di Sanit� americano) cos� minimo e basandosi sulle donazioni dei pazienti.

Poi il Dr. Davis si � recato all'Einstein Medical Center della Columbia University e ha tenuto un discorso simile a 100 medici e scienziati presenti di persona e ad altri 184 che hanno effettuato il login online. Ancora una volta, sono stati sorpresi e scioccati dalle informazioni che ha presentato. Sapeva che si trattava di un Livestreamed, quindi non ha accettato domande, ma ha parlato per 1 ora e mezza e ha incorporato le domande che gli vengono comunemente poste. Nessuno se ne � andato. Ron sottolinea veramente la prevalenza e la gravit� della ME/CFS, la necessit� di cure mediche, l'urgente necessit� di ricerca, il crescente gruppo di grandi scienziati che ci stanno lavorando e il fatto che nessuno di loro ha abbastanza fondi dal NIH.

La settimana precedente, il Dr. Davis ha tenuto il discorso chiave a Synchrony 2019, una grande conferenza sull'autismo a Pleasanton, California. Ancora una volta, ha avuto un vasto pubblico di ricercatori, medici e caregiver. Sono rimasti davvero impressionati dalla sua ricerca e sono rimasti colpiti da alcune delle somiglianze tra l'autismo e la ME/CFS. Robert Naviaux, membro del Comitato Scientifico dell'OMF, ha parlato subito prima di Ron. Collaboreranno con Ron, inviando alcuni pazienti al suo laboratorio in modo che possano indagare le somiglianze e le differenze. Il gruppo Autismo sar� finanziato da una delle Fondazioni Autismo, dal momento che Ron usa solo fondi della Open Medicine Foundation su ME/CFS.

Il video della conferenza di Ron presso l'Einstein Medical Center � condiviso in questo post. Potete anche leggere la lettera di Janet o guardare il video sul nostro sito web: http://bit.ly/34l7ROv

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22 novembre 2019

RONALD DAVIS ALLA COLUMBIA UNIVERSITY

Il prof. Ronald Davis parla di CFS/ME alla Columbia University. Per un sunto di quanto � stato detto (In inglese), si veda qui
.
Una delle novit� rilevanti � l'uso di framaco sperimentale , chiamato SS-31, che ripara la membrana mitocondriale e usato nel nanoago fa s� che i campioni di sangue malati tornino ad essere sani.
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17 novembre 2019

PROF TIRELLI PUBBLICA STUDIO SU O2/O3 TERAPIA NELLA CFS

Il prof. Tirelli pubblica su "Biomedical" (ISSN 2574- 1241) un articolo sull'ossigeno-ozono terapia come trattamento efficace per la CFS.

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15 novembre 2019

DEMISTFICARE I CRITERI DIAGNOSTICI DELLA ME/CFS

Jamie Seltzer, direttrice dell'outreach scientifico e medico per #MEAction. ha scritto un articolo in cui spiega e compara i vari criteri diagnostici di ME e CFS: qui.

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12 novembre 2019

LA FINE DEL MITO DELLA SOMATIZZAZIONE NELLA ME/CFS


Quanto segue � la traduzione in italiano dell�articolo che si trova qui.  NB. Le didascalie alle foto non sono state tradotte.

LA FINE DEL MITO DELLA SOMATIZZAZIONE NELLA ME/CFS (O �chi � l�illuso ora?�)

Quando i medici vedono pazienti con affaticamento inspiegabile dal punto di vista medico, spesso deducono che questa malattia � dovuta ad un problema psichiatrico di fondo. Gli autori

Ronald Reagan disse a Gorbaciov: "Abbatti quel muro" e alla fine cadde.  La versione ME/CFS di questo potrebbe essere: "Liberatevi di quelle idee psichiatriche ostinate! � un problema culturale.  Gli autori hanno sottolineato che ogni volta che un medico vede un paziente con un affaticamento inspiegabile, la loro diagnosi di default � probabilmente una malattia psichiatrica.

Questo studio probabilmente porter� loro poca gioia. Tre ricercatori di lunga data sulla ME/CFS hanno appena prodotto un altro chiodo per la bara per un'interpretazione psichiatrica di ME/CFS.

Gudrun Lange, un neuropsicologo clinico, e Benjamin Natelson (il primo autore), un neurologo, hanno lavorato e collaborato insieme su tutto nella ME/CFS, dall'imaging cerebrale all'esercizio fisico alla cognizione, per oltre due decenni.  Elizabeth Unger, la responsabile della ricerca sulla ME/CFS presso il CDC, � stata l'autrice senior dello studio.

Questo pu� essere uno studio duro e difficile da confutare per chiunque. Era abbastanza grande (n=63) e il protocollo di studio - che prevedeva l'arruolamento consecutivo di pazienti visti presso lo studio del Dr. Natelson � si sottraeva a ogni possibilit� di scegliere nella selezione chi poteva far comodo.
Gli autori hanno usato la definizione Fukuda del 1994 a causa dei suoi criteri di esclusione pi� rigorosi (schizofrenia, disturbo bipolare, depressione malinconica, disturbi alimentari entro 5 anni, o abuso di droghe/alcool entro 2 anni). (Sebbene i Criteri Canadesi di Consenso (CCC) o i Criteri Internazionali di Consenso (ICC) identifichino un gruppo di pazienti pi� malati e con maggiore disabilit� funzionale, � possibile che il loro pi� lungo elenco di criteri sintomatici possa anche escludere i pazienti con diagnosi pi� psichiatriche). Benjamin H Natelson, Jin-Mann S Lin, Gudrun Lange, Sarah Khan, AaronStegner & Elizabeth R Unger (2019): The Effect of Comorbid Medical and Psychiatric Diagnoses on Chronic Fatigue Syndrome, Annals of Medicine, DOI: 10.1080/07853890.2019.1683601
Il progetto dello studio era abbastanza semplice. In primo luogo, i ricercatori hanno valutato la presenza di malattie comorbide (fibromialgia, sindrome dell'intestino irritabile (IBS), sensibilit� chimica multipla (MCS)) e diagnosi psichiatriche (presenti e quelle di almeno cinque anni nel passato).
I partecipanti hanno poi compilato un lungo elenco di questionari che hanno fornito dati sui loro sintomi. (I questionari comprendevano questionari sulla fatica, sintomi, funzionalit� e disturbi dell'umore (Short Form Health Survey (SF-36v2); Multidimensional Fatigue Inventory (MFI-20); le misure PROMIS (Pain Intensity and Pain Behavior); il CDC Symptom Inventory (CDC-SI); la scala di autovalutazione della depressione Zung; e la scala di depressione del questionario sulla salute del paziente (PHQ-8).
I ricercatori hanno poi valutato l'effetto che avere una malattia comorbida o un disturbo dell'umore ha avuto sui sintomi dei pazienti ME/CFS, la funzionalit�, ecc. L'idea era che avere un qualsiasi disturbo che ha giocato un ruolo nel causare la ME/CFS o era strettamente legato alla ME/CFS dovrebbe peggiorare i sintomi di ME/CFS dei partecipanti. Un disturbo, d'altra parte, che non ha giocato un ruolo nel causare la ME/CFS o non era strettamente connesso ad esso potrebbe peggiorare alcuni sintomi ma non peggiorerebbe i sintomi ME/CFS dei partecipanti.

RISULTATI

I disturbi d'umore sono stati effettivamente trovati comunemente: il 36% dei partecipanti aveva una diagnosi psichiatrica attuale, il 32% aveva una diagnosi psichiatrica passata e il 32% non ha mai avuto una diagnosi psichiatrica.
Tuttavia, avere una diagnosi psichiatrica - passata o presente - non ha fatto alcuna differenza rispetto a diverse aree principali. Avere un disturbo dell'umore non era associato a un aumento del numero di disturbi in co-morbidit� (FM, IBS, MCS). N� � stato associato a un aumento della gravit� dei sintomi, malattie pi� lunghe, pi� farmaci, tipo di insorgenza, disabilit� o, soprattutto, la gravit� del sintomo chiave nella ME/CFS � il malessere post-sforzo.
Avere un disturbo dell'umore � stato associato a un significativo aumento dei punteggi nei test di depressione, salute mentale e affaticamento mentale.

LA ME/CFS NON � un disturbo di somatizzazione (o �chi � l�illuso ora?�).

La prima implicazione da trarre da questo studio � che la ME/CFS non � un disturbo di somatizzazione. I disturbi di somatizzazione si verificano quando una persona crede che quelli che sono, di fatto, sintomi psichiatrici abbiano una causa fisica (e va a fare shopping medico.).
Data questa interpretazione, non sorprende che i sintomi idiopatici o inspiegabili dal punto di vista medico nella ME/CFS abbiano portato a una storia piuttosto ricca di psichiatri che hanno cercato di definire la ME/CFS come un disturbo di somatizzazione. L'aumento dei tassi di depressione riscontrato nella ME/CFS � stato pi� volte citato come motivo per considerare la ME/CFS come una cosa sola.
Gi� nel 1991, un ampio studio pubblicato sull'American Medical Journal, che senza dubbio ha ricevuto molta attenzione, affermava che la ME/CFS era un disturbo da somatizzazione. Nel 1996, Natelson sostenne che pochi pazienti affetti da ME/CFS soddisfacevano i rigorosi criteri per il disturbo di somatizzazione e dimostr� che l'interpretazione dei sintomi nella ME/CFS (fisico vs psichiatrico) giocava un ruolo critico nella diagnosi.
In un articolo molto lungo del 1997, "Chronic fatigue syndrome: a 20th century illness", Simon Wessely ha messo la ME/CFS con altri disturbi della somatizzazione. Uno studio tedesco del 2007, co-autore Trudy Chalder, ha suggerito che la ME/CFS si sovrapponeva sostanzialmente al disturbo da somatizzazione.
Da allora, Maes ha pi� volte sostenuto la tesi di una causa biologica ai sintomi apparentemente "somatici" trovati nella ME/CFS, e uno studio del 2019, che ha valutato la "illusoria salute mentale" (persone che pensavano di stare mentalmente bene ma non era cos�), non ha trovato alcuna prova di aumento del fatto che sia tutto nella testa nella ME/CFS e ha concluso che la ME/CFS non � un disturbo di somatizzazione.
Poich� la somatizzazione � per definizione un disturbo psichiatrico che si maschera nella mente dei pazienti come un disturbo fisico, la presenza di un disturbo dell'umore dovrebbe amplificare notevolmente i sintomi dei pazienti. Natelson et al. hanno sottolineato che gli studi indicano che i disturbi dell'umore sono "moltiplicatori di malattia" nei disturbi della somatizzazione, cio� li peggiorano.
Ma non nella ME/CFS. Avere un disturbo dell'umore passato o presente non ha peggiorato nessuno dei sintomi associati alla ME/CFS. Poich� avere un disturbo dell'umore non ha aumentato nessuno dei sintomi associati alla ME/CFS, la ME/CFS non �, per definizione, un disturbo da somatizzazione.
Va pi� in profondit� di questo. Il fatto che avere un disturbo dell'umore non abbia esacerbato i sintomi (affaticamento, dolore, malessere post-sforzo, ecc.) che si associa con ME/CFS suggerisce che le cause neurobiologiche delle due condizioni devono essere diverse. Questo pu� essere una sorpresa per i ricercatori che pensano che almeno la fatica nelle due malattie sia stata probabilmente causata in modo simile. Questo studio suggerisce, tuttavia, che oltre ad essere un ottimo modo per causare depressione, la ME/CFS non ha molto in comune con la depressione, biologicamente.
In altre parole, la ME/CFS, come molte altre malattie croniche, aumenter� il rischio di depressione, ma sembra essere completamente separata da essa.
Possiamo aggiungere un altro elemento ad una lista piuttosto lunga di modi per dimostrare al vostro medico che non siete depressi.

I VERI �MOLTIPLICATORI DI MALATTIE�

Mettete in contrasto con quanto accaduto quando sono stati valutati gli effetti che le malattie comorbide (fibromialgia, IBS, MCS) avevano sul quadro dei sintomi nella ME/CFS. Solo il 18% del gruppo di Natelson non aveva almeno un'altra malattia comorbida.
Avere una malattia comorbida aumentava significativamente i problemi con il funzionamento fisico, il dolore corporeo, la gravit� dei sintomi, la quantit� dei sintomi, l'intensit� del dolore, il comportamento del dolore e la capacit� di lavorare. L'effetto moltiplicatore dei sintomi che si � verificato quando due (o pi�) malattie si sono verificate insieme, suggerisce che una sorta di sinergia biologica o alcune vie biologiche comuni sono interessate in tutte queste malattie.
Speriamo che studi simili vengano condotti su FM e IBS e altre malattie alleate dove permangono interpretazioni di somatizzazione. Proprio questo maggio, uno studio ha concluso che la IBS � associata ad un aumento dei sintomi e del dolore, somatizzazione, depressione, fibromialgia, (e alterata composizione dei fluidi alimentari).
Anche nella FM, dove i risultati della sensibilizzazione centrale possono facilmente spiegare l'aumento del dolore nella FM, un articolo del 2013 ha affermato che la FM pu� essere classificata come un qualsiasi numero di disturbi psicologici tra cui la sindrome funzionale, disturbo del dolore somatoforme e disturbo della somatizzazione. Nel 2017, sfidando tutte le ricerche biologiche fino ad oggi, i ricercatori tedeschi hanno sostenuto che la FM dovrebbe essere classificata come "disturbo del sintomo somatico" (SSD), cio� un disturbo mentale.

Un sondaggio sul medico di medicina di base
Le mie esperienze con i miei ultimi due medici di base sono state buone. Mentre nessuno dei due sapeva molto di ME/CFS o FM, entrambi hanno riconosciuto che si trattava di veri e propri disturbi biologici. Entrambi sembravano prenderli sul serio. Uno era aperto a provare alcuni test raccomandati dal mio esperto di ME/CFS. (Questa cosa non l�ho ancora chiesto all'altro.)
Il sondaggio sul medico di base cerca di capire quale sia stata la tua recente esperienza con il tuo medico di base (non con il tuo specialista). Se hai visto il tuo medico di assistenza primaria per la ME/CFS negli ultimi cinque anni, per favore fai il sondaggio.

Sondaggio del medico di base
Qual � stata la sua esperienza con i medici di base che ha visto negli ultimi cinque anni?

La mia esperienza � che il mio medico di base
Per quanto riguarda la tua esperienza con il tuo medico di base (non il tuo esperto ME/CFS) negli ultimi cinque anni.
-    � molto esperto di ME/CFS e aperto a test e trattamenti non tradizionali.
-    � in qualche modo informato sulla ME/CFS: disposto a fare alcuni test/trattamenti per essa.
-    concorda sul fatto che ME/CFS � una vera e propria malattia biologica - ma non � disposto ad andare oltre
-    Non sa di ME/CFS o ci tiene davvero...... Il prossimo paziente, per favore!
-    Crede che la ME/CFS sia un disturbo psichiatrico o inventato. Addio! (E per favore non tornare).

Conclusione

Questo studio ha chiesto che effetto abbia avuto una malattia comorbida o un disturbo dell'umore sui sintomi di cui fa esperienza una persona con ME/CFS. Se avere un'altra malattia aumentava i sintomi ME/CFS di una persona, allora si presumeva che quella malattia fosse biologicamente connessa in qualche modo con la ME/CFS. Se non aumentava i sintomi associati alla ME/CFS, allora si presumeva che quella malattia non fosse biologicamente connessa alla ME/CFS.
Lo studio ha suggerito che malattie come FM, IBS e MCS sono, in qualche modo, biologicamente associate alla ME/CFS: averne una in aggiunta alla ME/CFS ha esacerbato i sintomi chiave ME/CFS (es. fatica, dolore, PEM, ecc.) trovati nella ME/CFS.
I disturbi dell'umore, d'altra parte, non sembrano essere strettamente associati biologicamente alla ME/CFS: avere un disturbo dell'umore in aggiunta alla ME/CFS ha solo aumentato i sintomi associati ad un disturbo dell'umore - non i sintomi centrali della ME/CFS.
Contrariamente ai tentativi di etichettare ME/CFS come somatizzazione o altro tipo di disturbo psichiatrico nel corso degli anni, sembra avere poco in comune con entrambi. Questo suggerisce che i livelli pi� alti di disturbi dell'umore che si trovano nella ME/CFS riflettono semplicemente la difficolt� associata alla malattia.

Traduzione di Giada Da Ros


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10 novembre 2019

PUBBLICAZIONI 2015 - 2019

Il team #MillionsMissing Germany ha compilato un elenco di tutte le pubblicazioni scientifiche pertinenti negli ultimi 5 anni.
Prosimamente aggiorneremo la pagina pubblicazioni in proposito. Intanto trovate il link qui.

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1� novembre 2019

FATE CONOSCERE LA CFS/ME A BILL GATES

Bill Gates ha chiesto di dare dei suggerimenti su che cosa guardare a livello di film e di serie TV. La comunit� della CFS/ME si sta mobilitando per "Unrest" che per ora risulta quello che ha ricevuto pi� voti.

Se volete contribuire, votate qui.

Siccome si possono votare pi� scelte, potete magari anche votare per "Forgotten Plague".

Facciamo s� che, con i nostri voti, Bill Gates venga a sapere di pi� della patologia e magari sostenga la causa.

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26 ottobre 2019

LA CONNETTIVIT� INTRA MIDOLLO SPINALE � COMPROMESSA NELLA CFS

Lo studio in proposito di trova qui.

Traduzione dell'abstract. Nell'encefalomielite mialgica o sindrome da fatica cronica (ME/CFS), correlazioni anomale della risonanza magnetica con la gravit� dei sintomi e misure autonomiche hanno suggerito una ridotta conduzione del segnale nervoso all'interno del tronco encefalico. Qui analizziamo le correlazioni dell'fMRI per testare direttamente la connettivit� all'interno e dal tronco enecefalico. Le risonanze magnetiche funzionali (fMRI) a riposo e nell'eseguire un compito sono state acquisite per 45 ME/CFS (criteri Fukuda) e 27 controlli sani (HC). Abbiamo selezionato limitate regioni di interesse (ROI) del sistema di attivazione reticolare del tronco encefalico (RAS) sulla base di precedenti risultati di MRI strutturali in una diversa coorte di ME/CFS (midollo rostrale bilaterale e nucleo cuneiforme del mesencefalo), il nucleo dorsale di Raphe, e due ROI sottocorticali (ippocampo subiculum enucleo intralaminare del talamo) hanno riportato di avere ricche connessioni con il tronco encefalico. Quando i controlli sani e i pazienti di ME/CFS sono stati analizzati separatamente, sono state rilevate correlazioni significative per entrambi i gruppi sia durante il riposo che durante il compito, con correlazioni pi� forti durante il compito che durante il riposo. Forti connessioni ippocampali con il mesencefalo e nuclei del midollo sono stati rilevati per la ME/CFS. Quando correlazioni corrispondenti dai controlli sani e i pazienti di ME/CFS sono stati confrontati, deficit di connettivit� nella ME/CFS sono stati rilevati all'interno del tronco encefalico tra il midollo e il nucleo cuneiforme e tra il tronco cerebrale e l'ippocampo e il talamo intralaminare, ma solo durante il compito. Nella CFS/ME, una connettivit� pi� debole tra alcuni nuclei RAS � stata associata ad una maggiore gravit� dei sintomi. I segnali oscillatori neuronali RAS facilitano la coerenza nelle oscillazioni talamo-corticali. Deficit di connettivit� RAS del tronco encefalico possono spiegare i cambiamenti autonomici e diminuire la coerenza oscillatoria corticale che pu� compromettere l'attenzione, la memoria, la funzione cognitiva, la qualit� del sonno e il tono muscolare, tutti sintomi della ME/CFS.

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24 ottobre 2019


NUOVE VERSIONE DEL PURPLE BOOK

Una nuova versione del Purple Book della @MEAssociation - la loro guida clinica e di ricerca � � ora disponibile su Kindle:
https://amazon.co.uk/dp/B07ZC28762

NON � una nuova edizione, ma � stato lievemente editato.


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23 ottobre 2019

COS'� LA ME/CFS?

Un nuovo video della OMF spiega che cos'� la ME/CFS. (anche con sottotitoli in italiano).: qui.

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22 ottobre 2019

LE DONAZIONI FATTE IN QUESTO PERIODO ALLA OMF VERRANNO TRIPLICATE


Post della Open Medicine Foundation (OMF):

Un�emozionante notizia: sono assicurati $666K+ in regali pari a quanto viene donato... Ogni donazione da oggi fino al 3 dicembre sar� triplicata!

Siamo entusiasti di annunciare che ci siamo assicurati regali pari a quanto viene donato fino a 666.666 dollari per la nostra campagna di raccolta fondi �Triple Giving Tuesday� (Marted� della Donazione Tripla), grazie alla generosit� di diversi sostenitori.

Quando donate alla OMF in qualsiasi giorno della settimana da oggi fino all�International Giving Tuesday, il 3 dicembre 2019, la vostra donazione sar� triplicata da un�altra abbinata. Donate oggi per assicurarci di poter usufruire dell'intero importo della donazione abbinata: http://bit.ly/2p5U27f

La tripla donazione abbinata si applica fino a quando non saranno donati 333.333 dollari, il che ci permetter� di raggiungere il nostro ambizioso obiettivo di raccogliere 1 MILIONE di dollari americani totali durante il Triple Giving Tuesday per finanziare ricerca critica per la ME/CFS.

Se volete raccogliere fondi per la OMF online, di persona o per mail, tutte le donazioni alla vostra raccolta fondi saranno pure triplicate da una donazione abbinata. Scoprite come: http://bit.ly/33TlsfA

Con il vostro aiuto, possiamo fornire alle grandi menti di ricerca le risorse di cui hanno bisogno per trovare i trattamenti e una cura per questa devastante malattia. #TripleTuesdayOMF

La OMF ringrazia Giada Da Ros per la traduzione

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12 ottobre 2019

STUDIO NORVEGESE SULL�ESERCIZIO IN DUE GIORNI NELLA ME/CFS

Quanto segue � la traduzione del pezzo che trovate a questo link in originale.
NB. Le foto e le didascalie non sono state tradotte

LO STUDIO NORVEGESE SULL�ESERCIZIO IN DUE GIORNI NELLA ME/CFS AGGIUNGE UN FATTORE CRUCIALE ALLE SCOPERTE SULL�INTOLLERANZA ALL�ESERCIZIO

� la prova pi� dura e forse pi� impegnativa di tutte. Il test da sforzo massimale di due giorni richiede che uno faccia esercizio fino all'esaurimento (o quasi) due giorni di fila. In realt�, il test finisce rapidamente: inizia con una pedalata leggera su una bicicletta che diventa sempre pi� dura a mano a mano che aumenta la resistenza e si conclude in soli 8-12 minuti.
Si tratta, tuttavia, di un test da sforzo massimale - si fa esercizio fino al limite - ed � per questo che � cos� prezioso. Determina quanta energia una persona - non una cellula o un tessuto - ma un'intera persona, pu� pompare fuori.
La cosa notevole � che praticamente tutti, siano essi sani o malati con malattie gravi, sono in grado di salire su una bicicletta, pedalare fino all'esaurimento e poi pompare la stessa quantit� di energia il giorno dopo. Sia che siamo malati o sani, in qualche modo il nostro corpo mantiene quasi sempre la capacit� di produrre energia quando necessario.
Ma, a quanto pare, non in una specifica malattia. La sindrome da fatica cronica (ME/CFS) sembra essere l�intrusa. Metti delle persone con ME/CFS su una bicicletta, e la loro capacit� di generare energia (ad esempio, fare esercizio) il giorno successivo precipita. Questa � una scoperta importante in una malattia che ha introdotto il termine malessere post-esercizio (PEM) nel lessico medico.
Se questa scoperta regge - ed � contenuta in una serie di piccoli studi - suggerirebbe che l'esercizio fisico fa alle persone con ME/CFS cose che non sembra fare a persone con altre gravi malattie.
Quando facciamo esercizio fisico, il nostro corpo utilizza due diversi sistemi - anaerobico e aerobico - per produrre energia; il sistema di produzione di energia aerobica domina durante l'esercizio per fornire una fonte di energia pulita e abbondante. Quando raggiungiamo i limiti della nostra capacit� di produzione di energia aerobica, la produzione di energia anaerobica inizia a dominare - ma ad un costo. Non solo produce molta meno energia, ma anche sottoprodotti tossici che, accumulandosi, producono dolore e fatica.
Il test da sforzo VO2 max CPET ha giocato un ruolo importante nella ME/CFS perch� misura il passaggio dall'energia aerobica a quella anaerobica. Gli studi degli ultimi due giorni hanno suggerito che molte persone con ME/CFS esauriscono i loro sistemi di produzione di energia aerobica pi� velocemente del solito. Questo li rende dipendenti da una produzione di energia anaerobica meno efficiente - e soffrono di sintomi di dolore e fatica che intervengono rapidamente quando quel sistema predomina.
Questo studio norvegese sull�esercizio in due giorni aggiunge potenzialmente qualcosa di nuovo all'accumulo di prove che dimostrano che qualcosa di vitale � rotto nei sistemi di produzione di energia nella ME/CFS: per la prima volta, sono stati valutati gli accumuli di lattato su due test da sforzo.
Il lattato - un sottoprodotto della produzione di energia anaerobica - viene prodotto durante un periodo di esercizio, ma quando il sistema di produzione di energia anaerobica diventa pi� dominante, gli accumuli di lattato aumentano. L'aumento degli accumuli di lattato, quindi, nella ME/CFS, aggiungerebbe un altro segno che le persone con ME/CFS sono pi� dipendenti dalla produzione di energia anaerobica dei controlli sani.

LO STUDIO
Accumulo anomalo di lattato nel sangue durante ripetuti test da sforzo nella encefalomielite mialgica / sindrome da fatica cronica. Katarina Lien1,2 , Bj�rn Johansen3, Marit B. Veier�d4, Annicke S. Haslestad1, Siv K. B�hn1, Morten N. Melsom5, Kristin R. Kardel1 e Per O. Iversen1,6. 1 Dipartimento di Nutrizione, Istituto di Scienze Mediche di Base, Universit� di Oslo, Oslo, Oslo, Physiol Rep, 7 (11), 2019, e14138, https://doi.org/10.14814/phy2.14138

Come abbiamo visto col Rituximab, piccoli paesi come la Norvegia possono generare grandi onde nella ME/CFS se ci si mettono. Ora arriva un altro studio sulla ME/CFS dalla Norvegia, questa volta condotto da Katarina Lien.
Lien ha messo sulla bicicletta 18 donne con la ME/CFS (che hanno soddisfatto i criteri di consenso canadesi) e 15 donne sane (18-50 anni) per due periodi di esercizio massimale a un giorno di distanza l'uno dall'altro.

ALCUNI TERMINI

Consiglio - Poich� le nostre cellule utilizzano ossigeno per produrre energia aerobica, il consumo di ossigeno viene utilizzato per valutare la quantit� di energia prodotta. Pertanto, traducete "consumo di ossigeno" in "produzione di energia" quando lo sentite.

Picco VO2 - Picco VO2 descrive il pi� alto tasso di consumo di ossigeno (produzione di energia) che si verifica a un certo punto durante il test da sforzo. Poich� il VO2 di picco � una misura una tantum che pu� verificarsi in qualsiasi momento durante il test, non ci dice nulla sulla capacit� di lavorare in modo coerente e non � particolarmente importante. Molto pi� importante per quel che ci riguarda � il livello di consumo di ossigeno alla GET (Gas Exchange Threshold � Soglia di Scambio dei Gas) o "soglia anaerobica". (Il GET in questo contesto non si riferisce alla Terapia di Esercizio Graduale.)

Soglia di scambio di gas (GET) � Il GET � il punto in cui i livelli di anidride carbonica nell'alito iniziano a crescere rapidamente - indicando che la produzione di energia anaerobica ha cominciato a dominare. (Sembra essere la stessa della soglia anaerobica).

Livelli di lattato e punto di svolta del lattato - Una volta che i limiti della produzione di energia aerobica sono stati raggiunti e la produzione di energia anaerobica inizia a dominare, si producono livelli aumentati di lattato. I livelli di lattato possono aumentare molto rapidamente - sono necessari solo due o tre minuti di produzione di energia anaerobica per produrre livelli elevati di lattato. Il "punto di svolta del lattato" � il punto in cui i livelli di lattato iniziano ad aumentare molto rapidamente.
Il lattato non causa dolore o affaticamento. Contrariamente a quanto si pensava in precedenza, il lattato aiuta in realt� a ritardare questi sintomi, ma livelli elevati di lattato sono associati all'acidosi responsabile del dolore e della stanchezza quando ci affidiamo alla produzione di energia anaerobica. Per i nostri scopi, quindi, alti livelli di lattato significano un aumento dei livelli di dolore e fatica.

Produzione di potenza assoluta - La produzione di potenza assoluta valuta la quantit� di potenza (in watt) prodotta, regolata in base alle dimensioni di una persona.

RIGORE
Gli autori si sono adoperati al massimo per garantire che i loro risultati non potessero essere spiegati dal decondizionamento o da altri fattori. Tutti i pazienti con ME/CFS avevano ME/CFS "da lieve a moderata" (nessuno era confinato a letto), tutti avevano concentrazioni di emoglobina normali, e tutti avevano una respirazione normale prima del test e una "riserva di respirazione" da normale a elevata durante il test da sforzo. Anche l'et�, il sesso e l'altezza erano simili. I pazienti erano un po' pi� pesanti, ma quando il peso � stato controllato, i risultati non sono cambiati.
I controlli sani sono stati ritenuti inammissibili se troppo attivi (facevano esercizio pi� di una volta alla settimana). Sia i pazienti che i controlli avevano rapporti di scambio respiratorio e frequenza cardiaca massima medi simili; cio� entrambi si sono sforzati a pieno durante il test.

RISULTATI
Il consumo di ossigeno (VO2) (cio� la produzione di energia) all'ingresso nella produzione di energia anaerobica (GET) � stato significativamente ridotto nei pazienti di ME/CFS rispetto ai controlli sani in entrambi i test da sforzo. Ci� indica che i pazienti di ME/CFS hanno iniziato ad avere problemi a produrre energia ad un livello di esercizio fisico significativamente pi� basso rispetto ai controlli sani.
La riduzione significativa della potenza erogata alla GET nei pazienti di ME/CFS in entrambi gli studi da sforzo indicava la stessa cosa. Ha indicato che i pazienti di ME/CFS hanno impiegato molto meno lavoro per esaurire la capacit� del loro sistema di produzione di energia aerobica e iniziare a fare affidamento sulla produzione di energia anaerobica.

CAMBIAMENTI DAL PRIMO TEST DA SFORZO AL SECONDO TEST DA SFORZO � IL TEST DELLA PEM.

VO2 - Consumo di ossigeno (produzione di energia)
Nonostante avessero fatto esercizio fino all'esaurimento il primo giorno, i controlli sani sono stati in grado di eguagliare la loro produzione di energia durante il test di esercizio il secondo giorno. In effetti, per certi versi sono diventati ancora pi� forti.

I pazienti ME/CFS non sono stati cos� fortunati. Diversi risultati suggeriscono che la prima sessione di esercizio ha smussato la loro capacit� di generare energia. La quantit� massima di energia prodotta (picco VO2), e la quantit� di energia che i pazienti sono stati in grado di produrre prima di entrare nella produzione di energia anaerobica (GET), � stata significativamente ridotta durante il secondo test.

Il secondo test � stato particolarmente importante, in quanto un calo del consumo di ossigeno alla GET indica un ingresso pi� rapido nella produzione di energia anaerobica, affaticamento e dolore.

Lattato
I risultati del lattato hanno rivelato anomalie pi� significative e ha iniziato ad apparire un forte divario. Mentre i controlli sani si sono rafforzati al secondo test da sforzo, i pazienti ME/CFS sono diventati pi� deboli.
I livelli di lattato erano simili in entrambi i gruppi a riposo, ma non appena � iniziato l'esercizio, le cose hanno iniziato ad andare in tilt per i pazienti di ME/CFS.
Le persone con ME/CFS hanno avuto un anticipato punto di svolta del lattato - un altro segno di una entrata anticipata nella produzione di energia anaerobica - durante il primo e il secondo esercizio. Il fatto che i pazienti di ME/CFS abbiano dimostrato costantemente un aumento significativo dei livelli di lattato a qualsiasi livello di lavoro (potenza di uscita) suggerisce che durante il test hanno mostrato una maggiore dipendenza dalla produzione di energia anaerobica.
L'aumento significativo dei livelli di lattato prodotti dai pazienti di ME/CFS per potenza prodotta nel secondo test da sforzo indicava che si affidavano sempre pi� alla produzione di energia anaerobica.

I controlli sani diventano pi� forti / Le persone con ME/CFS diventano pi� deboli

Mentre i livelli di lattato dei pazienti di ME/CFS alla GET sono aumentati significativamente dal primo al secondo test da sforzo, nei controlli sani i livelli di lattato sono effettivamente diminuiti.
Inoltre, i controlli sani sono stati in grado di tollerare meglio il lattato presente (i loro livelli di lattato al punto di svolta del lattato sono aumentati). Sono stati in grado di lavorare di pi� al secondo test prima che i loro livelli di lattato iniziassero ad aumentare rapidamente. Questi risultati indicavano che i corpi dei controlli sani si stavano rapidamente adattando e traendo beneficio dall'esercizio.
I pazienti di ME/CFS, tuttavia, mostravano l'esatto contrario. I loro livelli di lattato hanno cominciato ad aumentare rapidamente a livelli di lavoro significativamente pi� bassi, i loro livelli di lattato alla GET sono aumentati significativamente rispetto ai controlli sani, e n� i loro livelli di lattato alla GET, n� il loro punto di svolta del lattato sono migliorati durante il secondo test da sforzo.
Quando sono stati valutati per la produzione di potenza assoluta, lo schema era lo stesso: pi� lattato accumulato nel sangue dei pazienti ME/CFS e sono entrati in produzione di energia anaerobica prima durante il secondo test da sforzo.
Poich� i controlli sani producevano meno lattato e potevano tollerarlo meglio, i pazienti ME/CFS producevano pi� lattato a livelli di lavoro inferiori. Questo, in effetti, ha raccontato la storia di come l'esercizio fisico rende un paziente ME/CFS pi� debole mentre rende pi� forte una persona sana.

Picco VO2
Il VO2 di picco � il test meno significativo in quanto � una misura una tantum del consumo energetico.
Il VO2 al picco di esercizio (VO2peak) era, tuttavia, significativamente pi� basso nei pazienti che nei controlli durante il primo test di esercizio e diminuito ulteriormente durante il secondo test di esercizio.
Gli autori hanno citato diversi studi che potrebbero fornire indizi sui problemi di sforzo nella ME/CFS, tra cui la riduzione della produzione di energia delle cellule immunitarie, la riduzione della fosforilazione AMPK e dell'assorbimento di glucosio nelle cellule muscolari, una regolazione PDK disturbata, elevati livelli di LPS e perdite intestinali indotte dall'esercizio fisico.

C
ONCLUSIONE

La conclusione degli autori � stata tanto devastante quanto semplice:
"L'esercizio fisico deteriora le prestazioni fisiche e aumenta il lattato durante l'esercizio fisico nei pazienti con ME/CFS mentre diminuisce nei soggetti sani". Lien et al.
Numerosi dati indicano che invece di rendere le persone con ME/CFS pi� forti, un test da sforzo massimale un giorno ha compromesso la loro capacit� di generare energia il giorno successivo. Mentre gli accumuli di lattato sono diminuiti nei controlli sani del secondo test, in realt� sono aumentati nei pazienti con ME/CFS. � difficile immaginare una migliore dimostrazione del malessere post-sforzo.
Gli accumuli di lattato aggiungono un importante punto ai dati. I passati studi sul lattato nella ME/CFS hanno avuto risultati contrastanti, ma nessuno ha applicato l'elemento cruciale - il regime di test da sforzo del secondo giorno che Workwell ha introdotto sul campo tanti anni fa. Ora abbiamo un altro punto di dati che indica lo scompiglio che l'esercizio porta - in questo caso un breve ma intenso periodo di esercizio fisico - distruggedo la capacit� dei pazienti ME/CFS di produrre energia.

La ME/CFS, in effetti, ha avuto fortuna quando un piccolo gruppo di fisiologi dell'Universit� del Pacifico a Stockton, California, ha introdotto un elemento vitale in questo campo: il test da sforzo in due giorni. Aggiungere quel secondo giorno ha scoperto una caratteristica forse unica della ME/CFS (incapacit� di riprodurre energia il secondo giorno), ha validato biologicamente l'esistenza del malessere post-sforzo (PEM), ha demolito l'idea che il decondizionamento � responsabile dell'intolleranza allo sforzo nella ME/CFS, e ha fornito un test oggettivo che si � rivelato cruciale nei casi di disabilit�.

L'esercizio fisico � un argomento caldo in questo momento. Blog su diversi altri studi sull'esercizio fisico sono in arrivo, e Workwell inizia il suo programma educativo Medbridge per i professionisti della riabilitazione che trattano persone con ME/CFS.

Traduzione di Giada Da Ros

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7 ottobre 2019

OPUSCOLO DELLA COLAZIONE DEI CLINICI DI CFS/ME

Sotto "pubblicazioni" qui sul sito � stato aggiunto in PDF, in italiano, "DIAGNOSTICARE E TRATTARE LA ME/CFS" della COALIZIONE DEI CLINICI DI ME/CFS STATUNITENSI - 2019: si tratta di un opuscolo di poche pagine che la Coalizione dei Clinici di ME/CFS degli Stati Uniti (formatasi nel marzo del 2018) ha messo a disposizione della comunit� medica per aiutarla a riconoscere la patologia e a prendersi cura dei propri pazienti in modo appropriato. I pazienti potranno trovare utile consegnarne una copia ai propri medici o comunque agli operatori sanitari con cui venissero in contatto.
La traduzione � di Giada Da Ros, presidente dell'associaizone.

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4 ottobre 2019

IL MINISTERO DELLA SALUTE RISPONDE

Il Ministero della Salute ha risposto rispetto alla richiesta di aggiornamento dei LEA (si veda notizia del 2 luglio) dicendo che l'hanno ricevuta e la trasmettono alla commissione nazionale per la calendarizzazione e la valutazione.
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3 ottobre 2019

RICHIESTA DI RICERCA AL PARLAMENTO EUROPEO

La paziente di ME Evelien Van Den Brink ha tenuto un potente discorso al Parlamento Europeo sulla necessit� di una ricerca biomedica sull'ME. Ha avuto una determinazione calma ed eloquente. Ha presentato immagini di Whitney Dafoe, Mark Vink e del defunto Alison Hunter e ha detto: "A questo grado di severit�, la ME � invisibile solo se la gente volutamente distoglie lo sguardo e questo � quello che � successo. I pazienti hanno sofferto in silenzio". Nelle sue conclusioni, Evelien ha aggiunto: "Ho fiducia nell'Europa e nei nostri valori comuni di uguaglianza, giustizia ed eque opportunit�. Sono assolutamente sicura che possiamo dare un contributo sostanziale alla soluzione di ME se ci mettiamo d'accordo. A nome di tutti i pazienti, ve lo chiedo: Per favore, non distogliete lo sguardo".

Purtroppo, la risposta del rappresentante della Commissione europea � stata piuttosto deludente. Ha detto che la commissione non finanzia singole malattie e che i ricercatori devono fare domanda per i programmi di finanziamento esistenti, per esempio come parte di Horizon 2020.

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22 settembre 2019

VIAGGIO NEGLI USA

Giada Da Ros come presidente della CFS/ME associazione italiana, e il socio Paolo Maccallini, come paziente-esperto, sono stati negli USA per partecipare al terzo simposio sulle basi molecolari della ME/CFS organizzato a Stanford dalla Open Medicine Foundation (OMF).

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Il primo �impegno istituzionale� avuto � stata una cena a casa del prof. Ron Davis e della moglie Janet Dafoe, una serata pensata da parte loro per ringraziare scienziati, collaboratori e donatori a cui si partecipava solo per invito e a cui hanno avuto l�onore di essere inclusi. La serata � esordita con una serie di discorsi della presidente della OMF e dei coniugi Davis. Giada ha filmato quest�ultimo e con il loro placet l�ha caricato su YouTube; lo potete vedere qui.

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La giornata successiva � stata una full immersion al convegno, che si pu� seguire nella sua interessa seguendo il link sul nostro sito sotto la pagina �convegni�.  La serata � proseguita con altra attivit� di networking.

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Ultima attivit� ufficiale, per cos� dire, hanno donato sangue a favore della ricerca.  alla clinica di ricerca sulla CFS di Stanford. Ne hanno raccolte 12 grandi provette a testa, perch� su quel sangue faranno ogni possibile test che venga loro in mente, a partire da quello sulla trappola metabolica proposta da Robert Phair. Il titolo del protocollo (direttore Ronald W. Davis) � �A Precision Medicine Approach to Studying Chronic Fatigue Syndrome and Other Complex Multi-System Illnesses�, quindi �Un Approccio di Medicina di Precisione nello Studiare la Sindrome da Fatica Cronica e Altre Malattie Complesse Multi-Sistema�. Non avranno i risultati che li riguardano purtroppo, ma � stata una donazione utile alla comunit� dei pazienti.

In conclusione, hanno ricevuto una grande accoglienza e disponibilit� ed � stato apertamente lodato il nostro impegno scientifico, organizzativo e di sensibilizzazione, e da molte parti abbiamo raccolto feed-back positivi che si auguravano potessimo essere presenti anche in future edizioni del simposio.


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30 agosto  2019

SIMPOSIO A STANFORD

Si tiene negli USA, a Stanford, il prossimo 7 settembre, il terzo Simposio sulle Basi Molecolari della ME/CFS.  Qui per registrarsi al livestream.

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8 agosto 2019

GIORNATA DELLA CFS/ME SEVERA

Un messaggio da parte di Whitney Dafoe, attraverso sua madre Janet, in occasione di questa giornata. L'originale lo trovate qui, sotto la traduzione.

In riconoscimento di #SevereMEDay, vorremmo condividere questo toccante messaggio di speranza da parte di Whitney (figlio di Ron Davis e Janet Dafoe), che lo ha trasmesso a sua madre con grande sforzo. Whitney ricorda ad ogni membro della comunit� di pazienti che non sono soli in questa lotta:

Ieri sera, quando Whitney ha preos l 'tivan, gli ho detto che l'8 agosto � il " Giorno della ME Severa" e gli ho chiesto se voleva mandare un messaggio ai pazienti di tutto il mondo. Voleva sapere se sarebbe andato a pazienti di tutto il mondo e come sarebbe stato inviato. Gli ho detto che la OMF l'avrebbe spedito e che molte persone lo avrebbero ritweetato e postato e che il suo messaggio sarebbe andato davvero lontano.

Quello che � successo dopo � stato incredibile. Ha chiuso gli occhi e ci ha pensato a lungo. Poi si � preso un'ora usando la "Lingua dei Segni di Whitney" per dettarmelo. Parola per parola. Se si guardano le parole si pu� immaginare quanto sia stato difficile e quanto tempo ci sia voluto. Tra una frase e l'altra chiudeva gli occhi e dopo lunghe pause iniziava la frase successiva. Stava crollando quando ha finito. Si dedica davvero ad aiutare i pazienti! Ecco il suo messaggio:

"L'Universo � in continuo cambiamento. Tutto pu� cambiare in un attimo. Non si sa mai cosa accadr� in futuro. Non smettere mai di combattere. Sto lottando con te. Se senti di voler arrenderti, dammelo. Lo porter� io per te".

Con amore e speranza,
Janet

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27 luglio 2019

ARMSTRONG SPIEGA LA TRAPPOLA METABOLICA IDO

Qui l'originale, sotto la traduzione.

La trappola metabolica IDO - di Christopher Armstrong

Il Dr. Robert Phair ha recentemente pubblicato un articolo che descrive in dettaglio la sua ipotesi di "trappola metabolica" alla base di ME/CFS, una teoria che combina ingegneria e fisiologia messe insieme da un uomo esperto in entrambi i campi. Il Dr. Phair � co-fondatore e Primo Responsabile Scientifico di Integrative Bioinformatics, Inc, una piccola azienda costruita attorno ad un software unico in grado di modellare la biochimica umana e le teorie della malattia. Lo sviluppo di questa teoria � stato finanziato dalla Open Medicine Foundation (OMF). L'articolo, pubblicato sulla rivista ad accesso aperto Diagnostics, ha come co-autori Alex Kashi e il Dr. Ron Davis, direttore del comitato di consulenza scientifica della OMF e direttore dello Stanford Genome Technology Center (SGTC).

� interessante notare che la comprensione della teoria della "trappola metabolica" apre gli occhi su alcuni elementi unici di ME/CFS.
Come la maggior parte delle malattie croniche, la ME/CFS pu� essere innescata da vari fattori e pu� funzionare in famiglie che indicano un elemento genetico. A differenza di altre malattie croniche, la ME/CFS pu� verificarsi in focolai o epidemie. Affinch� le epidemie esistano, l'elemento genetico di ME/CFS deve essere abbastanza comune da permettere ad un'ampia percentuale di persone esposte di contrarre la malattia. Questo processo di pensiero ha portato il Dr. Phair a cercare mutazioni genetiche dannose che erano comuni nella popolazione pi� ampia ma presenti nel 100% dei pazienti ME/CFS. Una ricerca in banche dati del genoma pubblico, incluso lo studio Big Data Study ME/CFS finanziato dall'OMF, ha portato al IDO2. Il gene IDO2 si � distinto perch� ha quattro mutazioni dannose comuni, e ogni paziente ME/CFS nello studio di big-data sui malati severi ne ha almeno una.
Questa storia non riguarda solo l�IDO2, ma anche il fratello, l�IDO1. I geni IDO1 e IDO2 hanno un nome simile perch� ciascuno di essi codifica per gli enzimi che trasformano un aminoacido essenziale (triptofano) in un importante regolatore del sistema immunitario (chinurenina). La differenza principale � che quando il triptofano � a livelli elevati in una cellula, l'enzima IDO2 aumenta la sua produzione di chinurenina mentre, sorprendentemente, l'enzima IDO1 diminuisce la sua produzione di chinurenina. Se avete un problema con IDO2 (mutazioni nel gene) allora dovete affidarvi esclusivamente a IDO1 per produrre la cinurenina dal triptofano. Se per qualsiasi motivo i livelli di triptofano in una cellula aumentano troppo, allora IDO1 smetter� di produrre cinurenina e i livelli di triptofano rimarranno elevati. Questa � la trappola metabolica IDO.

Quando pensiamo alla ME/CFS spesso suddividiamo la malattia in fattori predisponenti, scatenanti e di mantenimento. In questo caso, i fattori predisponenti sono le mutazioni dannose nell�IDO2, il fattore scatenante � un aumento del triptofano e il meccanismo di mantenimento � che l'enzima IDO1 non pu� convertire il triptofano in chinurenina quando il triptofano � alto, mantenendo quindi un alto livello di triptofano e il basso livello di chinurenina nella cellula. Le mutazioni nell�IDO2 sono comuni nella popolazione umana, ma � improbabile che molti prenderebbero la ME/CFS. Questo perch� l'innesco � improbabile. A quanto pare, � difficile aumentare il triptofano a sufficienza per innescare la trappola. Questo innesco richiede probabilmente una sovrapposizione di molti fattori, compresi gli agenti patogeni, i fattori di stress e l'ambiente.

Questo articolo � dichiaratamente teorico; chiarisce i fondamenti biochimici e matematici della "trappola metabolica IDO" cos� come le prove sperimentali necessarie per testare la teoria. Attualmente, queste prove sperimentali sono finanziate dall'OMF e sono in corso presso la Stanford University in collaborazione con il Dr. Davis e i suoi colleghi dell'SGTC.

Leggi l'articolo completo The IDO Metabolic Trap Hypothesis for the Etiology of ME/CFS.

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26 luglio 2019

L'IPOTESI DELLA TRAPPOLA METABOLICA IDO PER L'EZIOLOGIA DELLA ME/CFS

� uscito lo studio sulla trappola metabolica come spiegazione per la CFS/ME. qui. Complimenti al �nostro� Paolo Maccallini per essere stato citato nei ringraziamenti. Sotto, l�abstract tradotto in italiano.

L'encefalomielite mialgica / sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � una malattia debilitante non trasmissibile che mostra un enorme carico di malattia a livello mondiale con qualche evidenza di rischio genetico ereditario. L'assenza di cambiamenti misurabili negli esami del sangue standard dei pazienti ha richiesto terapie ad hoc basate sui sintomi e una carenza di ipotesi meccanicistiche sulla sua eziologia e sulla sua possibile cura. Una nuova ipotesi, la trappola metabolica dell'indolamina-2,3 diossigenasi (IDO), � stata sviluppata e formulata come modello matematico. La comparsa storica di focolai di ME/CFS � una caratteristica peculiare della malattia e implica che ogni mutazione genetica predisponente deve essere comune. Una ricerca in un database di mutazioni dannose comuni negli enzimi umani produce 208 risultati, tra cui IDO2 con quattro di queste mutazioni. L'IDO2 non funzionale, combinato con l'inibizione consolidata del substrato di IDO1 e l'asimmetria cinetica del grande trasportatore di aminoacidi neutri, LAT1, ha prodotto un modello matematico del metabolismo del triptofano che mostra gli stati stazionari sia fisiologici che patologici.

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18 luglio 2019

UN NUOVO ARTICOLO SULLA PEM

Qui trovate il nuovo significativo articolo sulla PEM di McGregor et al.

Sotto,  la traduzione dell'abstract:
Il malessere post-sforzo (PEM) � un sintomo predittivo cardinale nella definizione di encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS). Se i casi si sforzano eccessivamente hanno quello che viene chiamato "pagarla", con conseguente peggioramento dei sintomi o ricaduta che pu� durare per giorni, settimane o anche mesi. L'obiettivo era quello di valutare i cambiamenti nella biochimica associati ai punteggi PEM autodichiarati su un periodo di 7 giorni e la frequenza di segnalazione su un periodo di 12 mesi. Quarantasette casi di ME/CFS e controlli abbinati per et�/sesso sono stati sottoposti ad un esame clinico, hanno compilato questionari, sono stati sottoposti a biochimica sierica standard; i loro metabolomi sierici e urinari sono stati analizzati in uno studio osservazionale. Trentacinque dei 46 casi di ME/CFS hanno riportato PEM negli ultimi 7 giorni e questi sono stati assegnati al gruppo PEM. Il principale cambiamento biochimico legato alla gravit� di 7 giorni di PEM � stata la caduta del metabolita purina, l'ipoxantina.Questa diminuzione � stata correlata ad alterazioni del rapporto glucosio/lattato, altamente suggestiva di un'anomalia glicolitica. L'aumento dell'escrezione dei metaboliti delle urine entro il periodo di risposta di 7 giorni indicava il verificarsi di un evento ipermetabolico. Aumenti nell'escrezione urinaria di metilistidina (degradazione delle proteine muscolari), mannitolo (deregolamentazione della barriera intestinale) e acetato sono stati osservati con l'evento ipermetabolico. Questi dati indicano che si stava verificando un'ipo-acetilazione, che pu� anche essere correlata alla deregolamentazione di enzimi citoplasmatici multipli e alla regolazione degli istoni del DNA. Questi risultati suggeriscono che gli eventi primari associati con la PEM erano dovuti ad ipo-acetilazione e perdita di metaboliti durante la risposta acuta di PEM.

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15 luglio 2019

NUOVO CENTRO DI RICERCA SULLE CFS/ME IN SVEZIA

Quanto segue � la traduzioni dell�articolo che si trova a qui.

Nuovo centro di ricerca per la ME presso l'Universit� di Uppsala

Oggi in Svezia, tra le 10.000 e le 40.000 persone soffrono di encefalomielite mialgica o ME. Per la ricerca di una cura per questa complessa malattia, � in costruzione un nuovo centro di ricerca a Uppsala sotto la guida del professor Jonas Bergquist. "Negli ultimi tre anni, abbiamo acquisito una comprensione molecolare della malattia che in precedenza � stata vista solo come una sindrome o un insieme di sintomi poco chiari.

Attualmente non esiste una cura per la malattia precedentemente denominata sindrome da fatica cronica (CFS). Il nome allude alle testimonianze delle vittime di una fatica schiacciante, qualcosa che si credeva fosse dovuta alla sindrome del burnout. Ma poich� altre malattie sono state escluse ed � stato riscontrato che la condizione dei pazienti non migliora con il riposo, il quadro della ME � stato rivisto.
Uno che ha ricercato le ragioni della malattia enigmatica per oltre 10 anni � Jonas Bergquist, professore di chimica analitica e neurochimica presso il Biomedical Center dell'Universit� di Uppsala. Il suo team di ricerca indaga se alcuni biomarcatori nel liquido cerebrospinale dei pazienti affetti da ME sono in grado di rilevare una neuroinfiammazione in corso.

"La nostra ricerca mostra che � un processo interessante che possiamo misurare nel modello di cambiamento proteico. Anche se l'esordio infiammatorio � piccolo, il sistema sembra perdere la capacit� di recuperare energia ed � anche possibile rilevare una continua degradazione del sistema nervoso".

Anche se ci sono diversi indizi promettenti, oggi non ci sono biomarcatori stabiliti per la ME. Oggi ci sono centinaia di marcatori studiati attraverso esami del sangue o campioni di liquido spinale, il cosiddetto liquido cerebrospinale. Inoltre, secondo Jonas Bergquist, la malattia non � rivelata da uno ma da diversi biomarcatori, e anche gli altri sintomi devono essere valutati.

Si Indaga Il coinvolgimento degli ormoni

Egli ritiene che un altro pezzo del puzzle � nella regolazione dei neurosteroidi, in quanto la maggior parte dei pazienti di ME hanno un abbassato livello di questi ultimi.
"Ora abbiamo trovato cambiamenti significativi su uno degli steroidi chiave trovati nella nostra cascata biochimica di ormoni. Ci sono naturalmente altri gruppi di pazienti che hanno problemi con la regolazione ormonale. Ma se confrontiamo con i controlli per et� e sesso, si scopre che i pazienti affetti da ME hanno una diminuzione significativa per questo particolare steroide. Attualmente, uno studio esteso � in corso per confermare i risultati".

Secondo Jonas Bergquist, i biomarcatori saranno una parte importante della comprensione e dell'accettazione della malattia. In passato non si credeva che la sclerosi multipla (SM) fosse una malattia neurologica autoimmune, ma una volta ottenuta la chiara evidenza dei biomarcatori, la malattia � stata accettata. Oggi ci sono anche buone opzioni terapeutiche per la SM.

"Quanto siamo lontani da un test diagnostico per la ME attraverso i biomarcatori � difficile rispondere. Forse possiamo capire meglio il fenomeno nei prossimi anni - perch� il paziente subisce una neuroinfiammazione, perch� si verifica la perdita di energia e se ci sono fattori genetici che giocano un ruolo.

Contattato da pazienti e parenti

A met� maggio, il professor Jonas Bergquist ha partecipato a "Malou After Ten" su TV4. L'intero programma � stato dedicato alla ME con ricercatori e pazienti in studio. In seguito, Jonas Bergquist ha ricevuto una grande quantit� di e-mail e telefonate.

"Sono soprattutto i pazienti e i parenti che esprimono il loro grande apprezzamento per la ricerca che facciamo. Spesso vogliono partecipare ai prossimi studi di ricerca o chiedere consigli su cose diverse. Sono anche i ricercatori interessati alla collaborazione che ci contattano, ma vogliamo davvero condurre la ricerca in stretta collaborazione con i pazienti per ottenere risultati pi� rapidamente".

Jonas Bergquist ha anche descritto la situazione della ricerca intorno a ME nell'autobiografia recentemente pubblicata dalla scrittrice Karin Alvtegen: Invisibilmente malata - mentre la vita passa. Scritto in collaborazione con la giornalista Karin Thunberg, il libro descrive la natura della malattia e come colpisce sia i pazienti che i parenti.

Data la storia di ignoranza e incomprensioni che hanno prevalso intorno alla malattia, grandi speranze sono legate alla ricerca. E, secondo Jonas Bergquist, negli ultimi tre anni sono stati compiuti progressi significativi su una malattia di cui il sistema sanitario � a conoscenza da almeno 70 anni.
"Ora abbiamo acquisito una comprensione molecolare della malattia di quelli che in precedenza erano stati visti solo come sintomi. Si pu� iniziare a legare biologia, chimica, neurofisiologia e neurochimica a questi sintomi, che � un passo introduttivo molto importante e importante prima di un potenziale trattamento e possibilmente una cura".
Il nuovo centro consente una stretta collaborazione con il paziente

Il nuovo centro di ricerca dell'Universit� di Uppsala sulla ME sar� il terzo al mondo dopo le universit� di Stanford e Harvard. Tutti i progetti sono finanziati dalla Open Medicine Foundation, una fondazione di ricerca negli Stati Uniti basata su donazioni private. A Uppsala, i fondi saranno inizialmente utilizzati per un dottorando in chimica analitica, il primo in Svezia che si concentra sulla ricerca sui biomarcatori all'interno della ME. Il centro inizia quindi su piccola scala e si sviluppa a partire dalla soluzione di ricerca esistente.
"Inoltre, altri gruppi di ricerca e le cliniche specialistiche gi� esistenti per la ME in Svezia saranno associati a noi, dice Jonas Bergquist. "L'attenzione sar� focalizzata sulla cura, la diagnostica, il campionamento, la raccolta di campioni e le analisi biochimiche.

"Parallelamente ai nostri studi, attribuiamo grande importanza anche alla convalida della ricerca altrui. I pazienti ME non sono un gruppo omogeneo ed � importante identificare i diversi sottogruppi che sembrano esistere. Distinguerli offre maggiori opportunit� di trovare marcatori biochimici che spiegano i meccanismi alla base dei sintomi".
Una speranza per il futuro � un ulteriore finanziamento da pi� fonti. In precedenza, la classificazione della malattia ha complicato la situazione dei finanziamenti, che si tratti di una malattia neurologica, di una malattia infettiva o di una malattia psichiatrica. Quest'ultima pu� ora essere esclusa, dice Jonas Bergquist, ma l'incertezza ha contribuito a far cadere la malattia fra le fessure dei potenziali finanziatori.
Con pi� finanziamenti, pi� persone potrebbero essere impiegate, compresi infermieri di ricerca per un'ulteriore raccolta di campioni.

"Trovare i pazienti non � un problema, ci sono molti pazienti che chiedono aiuto. La raccolta dei campioni, tuttavia, � una procedura complessa che deve essere eseguita secondo protocolli molto rigorosi affinch� la risposta all'analisi possa essere interpretata. In alcuni casi, si deve anche andare a casa dal paziente e raccogliere i campioni perch� sono cos� gravemente malati che non possono raggiungere la clinica".
Un altro gruppo di pazienti su cui Jonas Bergquist vuole concentrarsi a Uppsala, � un gruppo un po' dimenticato - quelli che si sono effettivamente ripresi.
"Di solito scompaiono dalle cure, non vengono seguiti e vengono dimenticati. Dopo il programma televisivo, diversi ex pazienti mi hanno contattato e mi hanno detto che avevano ricevuto la diagnosi di ME per un certo numero di anni, ma poi si sono ripresi e sono stati in grado di tornare a una vita pi� o meno normale. Si vorrebbe studiare pi� da vicino un gruppo di questo tipo. Ci possono essere campioni raccolti e conservati nelle biobanche, che possono essere confrontati con i campioni della persona oggi".

I FATTI sulla ME/CFS

La ME/CFS � classificata dall'OMS come malattia neurologica ed � spesso indicata come neuroimmunologica. Si tratta di una complessa malattia multisistemica in cui sono colpiti il sistema nervoso, la difesa immunitaria e la produzione di energia.

La ME/CFS colpisce lo 0.1-0.4 per cento della popolazione, che corrisponde al 10 000-40 000 in Svezia.

La diagnosi viene fatta secondo i criteri canadesi. La caratteristica della malattia � una carenza di energia e un deterioramento indotto dallo sforzo (Post-Exertional Malaise, PEM). PEM significa che la condizione peggiora dopo un'attivit� fisica e mentale che supera il livello di tolleranza individuale del corpo e pu� portare ad un deterioramento prolungato. I sintomi pi� comuni e significativi con cui convivono anche i soggetti affetti da ME sono sintomi influenzali con senso di febbre, dolori alla testa e ai muscoli, difficolt� di memoria e di concentrazione, sensibilit� impressionante e intolleranza ortostatica.

L'ME/CFS si verifica in vari livelli di disabilit� funzionale e di attivit�. Circa il 25% dei pazienti sono confinati a casa o a letto. La malattia � considerata cronica quando solo pochi riacquistano la loro precedente capacit� funzionale. I bambini e gli adolescenti hanno generalmente una prognosi migliore. La ricerca biomedica fornisce la speranza per futuri trattamenti efficaci.

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14 luglio 2019

CFS/ME SU JAMA

L'articolo cita il Dr. Ron Davis, direttore del comitato di consulenza scientifica dell'OMF, che afferma: "Vediamo chiaramente una differenza nel modo in cui le cellule immunitarie sane e quelle con la sindrome da fatica cronica processano lo stress".

Questa pubblicazione � particolarmente interessante perch� JAMA � una delle riviste mediche pi� lette al mondo. Vi invitiamo a leggere l'articolo e a condividerlo sui social media per aumentare la sua posizione sul sito JAMA in modo che possa raggiungere un maggior numero di professionisti del settore medico.

Qui l'articolo.

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13 luglio 2019

PETIZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO

C'� una petizione al Parlamento Europeo che chiede ricerca biomedica per la CFSME. Se siete cittadini dell'Unione Europea, vi chiediamo di firmarla e diffonderla - per farlo � necessario prima registrarsi al sito.

La petizione, promossa da una cittadina olandese, dice: "La firmataria si rifa alle sue cattive condizioni di salute, poich� soffre di Encefalomielite mialgica (ME). Tale malattia, a volte chiamata sindrome da fatica cronica, � una malattia cronica devastante che causa disfunzioni del sistema neurologico, immunitario, endocrino e del metabolismo. Il firmatario afferma che ME colpisce circa due milioni di cittadini dell'UE, con enormi costi economici e sociali, rappresentando cos� una crisi nascosta della sanit� pubblica. Il firmatario invita le istituzioni europee a mettere a disposizione fondi sufficienti per la ricerca biomedica sulla ME, al fine di fornire un test diagnostico, prove cliniche e trattamenti efficaci per questa malattia invalidante."

Qui il link.

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5 luglio 2019

PROGRESSI NELLA COMPRENSIONE DELLA FISIOPATOLOGIA DELLA SINDROME DA FATICA CRONICA

Quanto segue � la traduzione di un articolo che si trova in originale qui.

Progressi nella comprensione della fisiopatologia della sindrome da fatica cronica

Di Anthony Komaroff

Quando una malattia (illness) diventa una patologia (disease) ? Quando vengono chiarite le anomalie biologiche che causano i sintomi e i segni della malattia.
La malattia ora chiamata encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � stata descritta per la prima volta a met� degli anni Ottanta. A quel tempo non si sapeva nulla della sua biologia di base. Infatti, poich� molti risultati standard dei test di laboratorio erano normali, alcuni medici spiegarono ai pazienti che "non c'� niente di sbagliato". C'era, naturalmente, una spiegazione alternativa: i test di laboratorio standard potrebbero non essere stati i test giusti per identificare le anomalie sottostanti.
Negli ultimi 35 anni, migliaia di studi da laboratori di molti Paesi hanno documentato anomalie biologiche di base che coinvolgono molti sistemi di organi in pazienti con ME/CFS, rispetto ai controlli sani: in breve, c'� qualcosa che non va. Inoltre, la maggior parte delle anomalie non sono rilevate da test di laboratorio standard. Nel 2015, l'Istituto di Medicina dell'Accademia Nazionale delle Scienze ha concluso che la ME/CFS "� una malattia sistemica grave, cronica e complessa che spesso pu� influenzare profondamente la vita dei pazienti", colpisce fino a circa 2,5 milioni di persone negli Stati Uniti e genera spese dirette e indirette che vanno da circa 17 miliardi di dollari a 24 miliardi di dollari all'anno.
Negli ultimi anni, i National Institutes of Health (NIH) hanno ampliato i loro sforzi di ricerca diretti verso questa malattia. Hanno avviato uno studio multisistema insolitamente completo presso l�NIH Clinical Center, ha finanziato 3 centri di ricerca extramurali ME/CFS e 1 centro di coordinamento dei dati, ha assegnato un supporto supplementare a 7 sovvenzioni esistenti, e ha tenuto regolari telebriefing sulla malattia (cos� come i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie).
Una conferenza di due giorni al NIH nell'aprile 2019 ha evidenziato i recenti progressi. Sono state presentate nuove ricerche che hanno rafforzato e ampliato le relazioni precedenti. Altrettanto importante, sono stati proposti diversi modelli plausibili che potrebbero spiegare molte delle anomalie descritte.

Il sistema nervoso centrale e autonomo
Dall'inizio degli anni '90, molteplici studi hanno confrontato i pazienti con ME/CFS con controlli sani in base all'et� e al sesso e hanno trovato anomalie del sistema nervoso centrale e autonomo.
Le anomalie neuroendocrine sono state tra le prime evidenze riportate e riguardano la compromissione di diversi assi limbo-ipotalamico-ipofisario (che coinvolgono cortisolo, prolattina e prodotti finali dell'ormone della crescita). Una sottoregolazione generale dell'asse ipotalamo-ipofisi-surreneale � visto in pazienti con ME/CFS, in contrasto con la sovraregolazione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surreneale visto nella depressione maggiore.

Molti ricercatori hanno riscontrato un'alterazione della cognizione, tra cui un rallentamento della velocit� di elaborazione delle informazioni e un'alterazione della memoria e dell'attenzione che non sono spiegate da disturbi psichiatrici concomitanti.
La risonanza magnetica per immagini ha rivelato un aumento del numero di aree puntuali di alto segnale nella materia bianca. La risonanza magnetica funzionale ha dimostrato diverse risposte alle sfide uditive e visive e ai test della memoria di lavoro, cos� come la connettivit� alterata tra le diverse regioni cerebrali.
La tomografia ad emissione di positroni e la spettroscopia a risonanza magnetica hanno recentemente dimostrato che i pazienti con ME/CFS hanno uno stato diffuso di neuroinfiammazione (in particolare l'attivazione delle cellule microgliali) cos� come un aumento del rapporto colina-creatina e un aumento dei livelli di lattato che sono correlati ai livelli di affaticamento. Il liquido spinale contiene livelli aumentati di proteine coinvolte in lesioni tissutali e riparazione.
Anomalie del sistema nervoso autonomo sono state ripetutamente dimostrate in ME/CFS, in particolare un'emodinamica sistemica e cerebrale alterata che � correlata ai sintomi. Alla conferenza degli NIH, � stato riportato che con una postura eretta prolungata, sono comuni aumenti anomali della frequenza cardiaca e diminuzioni della pressione sanguigna; anche quando la frequenza cardiaca e le risposte alla pressione sanguigna sono normali, si notano sostanziali riduzioni del flusso sanguigno cerebrale.

Cambiamenti metabolici
Recentemente, � diventato possibile misurare simultaneamente migliaia di metaboliti in un campione di sangue o altro fluido. Diversi studi metabolici di questo tipo hanno rivelato che nei pazienti con ME/CFS, i livelli di molti metaboliti sono pi� bassi del normale, come avviene in ibernazione. La generazione di energia cellulare da tutte le fonti � compromessa, compresa l'energia da ossigeno, zuccheri, lipidi e aminoacidi. In altre parole, l'organismo umano pu� sentire la mancanza di "energia" perch� le sue cellule hanno un problema nel generare (e possibilmente usare) energia. Inoltre, molti studi hanno riportato marcatori sia dello stress ossidativo che dello stress nitrossativo (ad esempio, aumento dei livelli di sintasi di ossido nitrico inducibile).

Cambiamenti immunologici
Molte anomalie fenotipiche e funzionali sono state riportate nei linfociti. Le anomalie fenotipiche e funzionali pi� frequentemente riportate sono l'aumento del numero di cellule T CD8+ citotossiche attivate e la scarsa funzionalit� delle cellule natural killer. I livelli ematici di molte citochine sono significativamente pi� elevati nei pazienti con ME/CFS, specialmente nei primi 3 anni di malattia. Inoltre, i livelli di molte delle citochine circolanti sono positivamente correlati alla gravit� dei sintomi. Sono stati riportati anche livelli anomali di diverse citochine nel liquido spinale.
Alla conferenza NIH, sono state segnalate nuove associazioni HLA con la presenza e la gravit� di ME/CFS. Inoltre, i ricercatori che eseguono il sequenziamento di singoli recettori T hanno riportato un'espansione dei cloni di cellule T CD8+; � in corso la caratterizzazione dei bersagli antigenici.

Studi di provocazione
Nei pazienti con ME/CFS, le sfide fisiche, posturali (ortostatiche) e cognitive spesso producono un chiarore di sintomi, tipicamente dopo un ritardo di 12-48 ore, una condizione chiamata malessere post-sforzo. Gli studi di provocazione cercano di chiarire se le sfide che fanno sentire peggio le persone con ME/CFS peggiorano anche l'anomalia biologica. In tal caso, diventa pi� probabile che l'anomalia possa essere causalmente collegata ai sintomi della malattia.
La conferenza dei NIH ha riassunto le prove di molteplici studi che dimostrano che durante l'esercizio fisico, i tessuti dei pazienti con ME/CFS hanno difficolt� ad estrarre ossigeno, portando ad una soglia anaerobica pi� bassa; con l'esercizio fisico, i pazienti hanno anche una frequenza cardiaca, pressione sanguigna e precarico pi� basse, molte dei quali diventano molto pi� importanti durante un secondo test da sforzo ripetuto 24 ore dopo il primo.

Potenziali modelli unificanti
E se la ME/CFS riflettesse l'attivazione di risposte biologicamente antiche, risposte evolutivamente conservate a lesioni o potenziali lesioni, l'incapacit� patologica di disattivare queste risposte, o entrambe? Diverse presentazioni alla conferenza NIH, citando lavori in modelli animali, hanno indicato che la neuroinfiammazione di basso grado innesca cambiamenti comportamentali protettivi, tra cui una ridotta attivit� e appetito e un aumento del sonno; questo aiuta a concentrare l'energia disponibile per prevenire o guarire la lesione. Questo cambiamento di comportamento stereotipato � probabilmente innescato da un "nucleo di fatica" (un gruppo di neuroni); il nucleo � innescato, a sua volta, dalle citochine prodotte dalla neuroinfiammazione.
La neuroinfiammazione pu� avere trigger diversi in individui diversi. In alcuni, potrebbe essere indotta da un'infezione cerebrale (come un'infezione cronica da herpesvirus), autoanticorpi, neurotossine o stress cronico. In altri, l'infiammazione al di fuori del cervello pu� attivare il sistema immunitario innato all'interno del cervello, sia attraverso segnali umorali che violano una barriera emato-encefalica porosa, sia attraverso segnali retrogradi inviati al nervo vago. Diverse presentazioni alla conferenza hanno evidenziato che l'infiammazione intestinale pu� essere una delle cause periferiche della neuroinfiammazione: il microbiota intestinale dei pazienti con ME/CFS spesso include un elevato numero di specie proinfiammatorie e un basso numero di specie antinfiammatorie.
Lo stato relativamente ipometabolico osservato nei pazienti con ME/CFS potrebbe anche riflettere una seconda e forse correlata risposta biologicamente antica al danno. Tale ipometabolismo � visto durante lo stato di dauer (cio�, uno stadio larvale dello sviluppo) nel verme Caenorhabditis elegans e durante il letargo in animali pi� complessi. Il dauer e l'ibernazione permettono agli animali che percepiscono una minaccia vitale (come l'affollamento nei vermi o l'inverno negli orsi) di strozzare processi metabolici non essenziali e che consumano energia per preservare l'energia necessaria per le funzioni vitali, cio�, l'animale sta temporaneamente sacrificando la sua capacit� di funzionare per rimanere vivo. I segnali che iniziano (e finiscono) il dauer e l'ibernazione sono noti; gli investigatori stanno perseguendo se sono stati attivati (o meno) in pazienti con ME/CFS.

Conclusioni
Oggi si sa molto di pi� di 35 anni fa sulla biologia di base di ME/CFS. � chiaro che molte misurazioni biologiche distinguono chiaramente i pazienti con ME/CFS da individui sani di controllo.
Allo stesso tempo, alcune aree della ricerca ME/CFS rimangono una sfida, e la ricerca non ha ancora dato ai medici praticanti 2 strumenti importanti. In primo luogo, non ci sono ancora trattamenti approvati dalla US Food and Drug Administration. In secondo luogo, anche se varie misurazioni biologiche distinguono i pazienti con ME/CFS dai controlli sani, nessuno ha ancora dimostrato l'alta sensibilit� e specificit� richieste per un buon test diagnostico. Tuttavia, uno studio di piccole dimensioni (20 casi e 20 controlli) descritto alla conferenza NIH (e recentemente pubblicato ) ha riportato una sensibilit� perfetta; la specificit� del test in individui con altre malattie affaticanti rimane da dimostrare.
Con il crescente interesse internazionale per la malattia e l'aumento del supporto alla ricerca da parte degli NIH, sta arrivando il giorno in cui i medici saranno in grado di spiegare ai pazienti non solo che c'� qualcosa che non va, ma anche che i progressi nella comprensione della fisiopatologia hanno portato a una terapia efficace.

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2 luglio 2019

RICHIESTA DI AGGIORNAMENTO DEI LEA

Su intelligente suggerimento dell�associazione del Veneto, anche noi come associazione abbiamo inoltrato una richiesta ufficiale di inserimento della CFS/ME nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).

Oltre all�associazione, ciascun cittadino pu� fare richiesta e sarebbe bene che ciascun paziente lo facesse, perch� pi� siamo e meglio � e perch� si rendono conto delle esigenze dei pazienti. Vi porter� via una mezz�oretta, ma � una cosa importante da fare.

Ci sono da compilare dei moduli online. Per fare tutto.

Ecco il link necessario: qui.

Se avete difficolt� rispetto a quello che � necessario scrivere, mandate una mail a cfs@cro.it e vi mandiamo il modello di quello che � stato mandato da noi. :)
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1 luglio 2019

WEGO HEALTH AWARDS: LE VOTAZIONI SONO APERTE!

Paolo Maccallini � stato nominato per i WEGO HEALTH AWARDS nella categoria "Healthcare Collaborator Patient".
"Il programma WEGO Health Awards � stato creato per riconoscere e premiare coloro che fanno la differenza nella comunit� della salute online. Offre l'opportunit� ai membri della comunit� di ringraziare e sostenere i leader dei pazienti e le iniziative incentrate sul paziente che ammirano".

Qui trovate il link per votarlo.

� sufficiente cliccare su �endorse�, mettere il proprio nome, cognome e mail. Poi, se volete potete condividere su Facebook o Twitter.

Se per qualche ragione il link non dovesse funzionare, cliccate su https://awards.wegohealth.com/nominees e digitate il suo nome sulla casella di ricerca che dice �search for a nominee�, premete invio e vi porta alla pagina corretta.

Partecipate tutti con il vostro voto e diffondete. Grazie!
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15 giugno 2019

RIASSUNTO DELLA RICERCA SULLA ME -  2019

#MEAction ha pubblicato il loro �riassunto di ricerca� del 2019 che passa in rassegna le ricerche pi� attuali e pi� importanti sull�encefalomielite mialgica (ME) e sulla ME/CFS degli ultimi 10 anni.

Jaime Seltzer, direttore del settore scientifico e medico di #MEAction, ha recensito oltre 115 nuovi articoli per determinare che cosa debba essere tenuto presente. La ricerca � presentata nelle seguenti categorie: metabolismo, microbioma, cardiovascolare e autonomo, post-esercizio, neuroendocrino e immunologico. Il riassunto � stato esaminato dal Dr. Christopher Armstrong, Dr. Betsy Keller, Dr. Caroline Elizabeth, Dr. Jarred Younger, Dr. Rochelle Joslyn, Beth Mazur e dalla loro giovane ricercatrice, Paulita Lara.

Uno strumento per essere aggiornati sulle ricerche in corso.
Al link trovate un spiagazione pi� approfondita di quanto sopra. Qui trovate il PDF in inglese del documento di riassunto.

Qui la versione in italiano (con copertina in inglese), tradotta da Giada Da Ros, presidente dell'associazione.

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3 giugno 2019



INVEST IN ME 2019

Si � svolto come ogni anno a Londra il convegno di "Invest in ME", giunto alla quattordicesima edizione (#IIMEC14). Una relazione sul convegno � stata scritta dalla sottoressa Rosamund Vallings (in inglese) e lo trovate qui.

Per l'Italia erano presenti il dottor Paolo Brambilla e il paziente esperto Paolo Maccallini (nella foto sopra con Ron Davis), che in proposito ha scritto quanto segue, sul suo profilo Facebook:

" A Londra ho incontrato di nuovo #LindaTannenbaum, che � la Presidente della #OpenMedicineFoundation e che mi ha rinnovato l'invito a Stanford per assistere al Simposio che si terr� a Settembre.
Durante la pausa pranzo sono stato introdotto da Linda a Ronald Davis, professore di genetica e biochimica a Stanford. Ho potuto parlare con lui di un modello elettrico per il campione di sangue da utilizzare per interpretare i risultati dell'esperimento sulla impedenza.
Durante una delle pause ho incontrato #OysteinFluge, uno degli autori delle ricerche sull'uso del Rituximab nella ME/CFS. Ho avuto modo di illustrare brevemente un metodo per l'analisi dei risultati di un precedente studio del suo gruppo sugli autoanticorpi nella ME/CFS e Fluge ha suggerito di inviare una relazione su questo metodo a #MadlenL�bel, della Charit� University.
Per quanto riguarda il contenuto delle presentazioni al Convegno, il dato pi� significativo che emerge da Invest In ME di quest'anno � stato, secondo me, la rilevazione di un aumento nel sangue degli esosomi nei pazienti rispetto ai controlli. #MaureenHanson (Cornell University) ha riportato questo dato durante la Conferenza e un altro gruppo ha annunciato ufficiosamente, durante una delle pause, di aver trovato lo stesso risultato."


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25 maggio 2019

PROIEZIONE DI "UNREST"

UNREST Torino

A Torino, all'UNI CINEMAS, c'� stata la proiezione del docufilm UNREST, seguita da dibattito, organizzata da Caterina Zingale. 
Ecco, sotto, i video di quello che si � svolto. La qualit� dei filmati � piuttosto scarsa, ma � il meglio che siamo riusciti a fare.

- Presentazione: Caterina Zingale, Girolamo Carollo, Giada Da Ros, Roberto Muscio.
- Interventi dei medici: Angelo Matria Di Fede, Paolo Brambilla
- Intervento dei pazienti: Giada Da Ros
- Intervento dei pazienti: Paolo Maccallini
- Dibattito - Domande e Risposte


UNREST1

UNREST2

UNREST3

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15 maggio 2019

CFS SU TG1 MEDICINA

Intervento del Prof. Umberto Tirelli al TG 1 medicina, Rai 1 ore 8.00.
Argomento trattato: Fibromialgia e CFS Sindrome da Stanchezza Cronica.

Qui il link su FB per vederlo.

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14 maggio 2019

INTOLLERANZA CRONOTROPICA NELLA ME/CFS

"Il malessere post-sforzo (PEM) � la caratteristica clinica distintiva dell'encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS). La PEM comporta una costellazione di segni e sintomi sostanzialmente disabilitanti che si verificano in risposta ad uno sforzo fisico, mentale, emotivo e spirituale eccessivo. Poich� il PEM si verifica in risposta allo sforzo eccessivo, le misurazioni fisiologiche ottenute durante i paradigmi di sforzo standardizzati promettono di contribuire notevolmente alla nostra comprensione degli stati cardiovascolari, polmonari e metabolici alla base del PEM. A sua volta, le informazioni provenienti da paradigmi di esercizio standardizzati possono informare gli studi pato-etiologici e le strategie di gestione analettica nelle persone con ME/CFS. Sono stati pubblicati diversi studi che descrivono le risposte fisiologiche all'esercizio fisico in persone con ME/CFS, utilizzando il test cardiopolmonare massimale (CPET) come stressor fisiologico standardizzato. Sia nelle persone non disabili che nelle persone con un'ampia gamma di condizioni di salute, il rapporto tra frequenza cardiaca da sforzo (HR) e carico di lavoro durante la CPET massimale � ripetibile e dimostra una relazione lineare positiva. Tuttavia, aumenti minori o ridotti della frequenza cardiaca durante la CPET sono costantemente osservati nella ME/CFS. Questo aumento smussato della frequenza cardiaca � chiamato intolleranza cronotropica (CI). L'IC riflette l'incapacit� di aumentare adeguatamente la gittata cardiaca a causa di aumenti della frequenza cardiaca inferiori al previsto. Gli scopi di questo articolo sono: (1) definire l'IC e discutere le sue applicazioni alle popolazioni cliniche; (2) riassumere i dati esistenti riguardanti le risposte della frequenza cardiaca all'esercizio fisico ottenute durante la CPET massimale nelle persone con ME/CFS che sono stati pubblicati nella letteratura peer-reviewed attraverso la revisione sistematica e la meta-analisi; e (3) discutere come le tendenze relative all'IC nella ME/CFS osservate in letteratura dovrebbero influenzare i futuri progetti di ricerca pato-eziologica e la pratica clinica".


Qui il link all'articolo.

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12 maggio 2019

GIORNATA MONDIALE DI SENSIBILIZZAZIONE: LA CNN PARLA DI CFS/ME

Qui un articolo sul prof Ron Davis e sulla CFS/ME dalle pagine della CNN

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11 maggio 2019

ME/CFS: UN VIDEO DI SENSIBILIZZAZIONE

Grazie al nostro socio Daniele abbiamo un video per la giornata mondiale. Lo trovate ai link sotto. Diffondete. :)

Versione inglese con voiceover
Versione inglese senza voiceover

Versione Italiana con voce fuori campo

Versione italiana senza voce fuori campo

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9 maggio 2019

I POSTER DEI MILLIONS MISSING

Si possono richiedere dei poster personalizzati (in inglese e/o in italiano) per partecipare alla campagna di sensibilizzazione dei #Millionsmissing ovvero i #MilionidiScomparsi.

Qui il link di quelli realizzati finora.


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4 maggio 2019

NUOVO STATUTO PER L'ASSOCIAZIONE

Come voluto dal decreto legislativo 117/17,  ieri con assemblea straordinaria � stato approvato all'unanimit� il nuovo statuto di quella che ora sar� conosciuta come "CFS/ME Associazione Italiana - Organizzazione di Volontariato".


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3 maggio 2019

LA CFS/ME A TIMES SQUARE

Come parte della seconda campagna annuale della OMF �May Momentum� (Impeto di Maggio), la OMF va a Times Square nel cuore di New York City per sensibilizzare, domenica 12 maggio, Giornata Internazionale di Consapevolezza sulla ME/CFS.

Per tutta la giornata del 12 maggio, la OMF sar� �su schermo� a Times Square su un cartellone digitale gigante per sensibilizzare, e la comunit� globale � invitata a essere parte di questa importante campagna.

Su un grande schermo, la OMF condivider� un messaggio sulla ME/CFS. Su uno schermo adiacente (vedi immagine sulla destra) avremo carrellata di foto di pazienti con il logo della OMF. Ti invitiamo a condividere una foto di te stesso/a. Richiediamo una donazione minima di 33* dollari americani per ciascuna volta che la tua foto verr� mostrata. Questo ammontare rappresenta l�et� media di 33 anni di esordio della ME/CFS. La tua foto pu� essere condivisa il 12 maggio quante volte vuoi � una volta per $33, due volte per $66, ecc.

Dona e aggiungi la tua foto perch� venga esposta a Times Square il 12 maggio � Giornata Internazionale di Consapevolezza sulla ME/CFS.

Ma tua immagine ci aiuter� ad educare la gente sulla ME/CFS e assicurer� che i pazienti non siano pi� invisibili al mondo. Se preferisci non condividere un�immagine personalmente, ti prego di considerare una donazione per sostenere post addizionali di contenuti creati dalla OMF.

Tutti gli invii devono essere ricevuti entro il 6 maggio, 2019.
A questo link per donare e ricevere istruzioni su come mandare la foto.

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2 maggio 2019

IN POCHE PAROLE: LIBRICINO DI CITAZIONI

In vista della Giornata Mondiale della CFS/ME che si celebra il 12 maggio, esce un libricino di citazioni-testimonianza di pazienti e medici che spiegano che cosa significa convivere con la patologia.

Si tratta di IN POCHE PAROLE, quelle dei malati di CFS/ME, curato da CFSItalia e CFS Associazione Italiana: 

CFSItalia, provveder� alla donazione di eventuali entrate a favore della CFS Associazione Italiana. Ai soci dell�associazione, agli utenti del forum CFSItalia e a chi ne faccia richiesta via mail, possiamo su richiesta inviare una copia omaggio in pdf.

Qui � disponibile anche la versione ingele del libricino, IN A FEW WORDS.

Diffondete pure e�buona lettura!


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1� maggio 2019

INDIVIDUAZIONE DEL PRIMO TEST DIAGNOSTICO PER LA CFS

Quanto riportiamo sotto � la traduzione in italiano di questo articolo di SCOPE pubblicazione di Stanford Medical.


Autore Hanae Armitage
29 aprile 2019
Da anni, la sindrome da fatica cronica, nota anche come encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica, non � stata rilevabile dai test tradizionali che controllano la funzione degli organi principali o esaminano i conteggi del sangue e delle cellule immunitarie. Per questi pazienti molto malati, i risultati dei test spesso escono normali, dando ai medici pochi indizi su come procedere.

Ma ora, i pazienti con la malattia devastante - che causa affaticamento debilitante, sintomi simil-influenzali e qualcosa chiamato malessere post-sforzo, una condizione che causa un peggioramento dei sintomi dopo aver fatto anche piccoli sforzi - possono trovare conferma in un test diagnostico recentemente identificato che fornisce le prime prove scientifiche della malattia.

Un articolo che descrive i risultati della ricerca appare negli Atti dell'Accademia Nazionale delle Scienze. Ron Davis, PhD, professore di biochimica e di genetica, � l'autore senior. L'autore principale � Rahim Esfandyarpour, PhD, un ex collaboratore di ricerca di Stanford che ora fa parte della facolt� della University of California-Irvine.

Quando ho parlato con Davis, mi ha raccontato di come la sua esperienza di padre che ha visto suo figlio Whitney, un tempo sano, peggiorare, lo ha messo su un nuovo percorso come scienziato - per imparare quanto pi� possibile sulla sindrome da fatica cronica. Ha lanciato lo Stanford Chronic Fatigue Syndrome Research Center nel 2013.

"Quando ho annunciato per la prima volta la mia nuova direzione anni fa, ho ricevuto moltissimi messaggi da pazienti e operatori sanitari", ha detto Davis. "Questa malattia � probabilmente molto pi� comune di quanto pensiamo. Quattro persone a pochi isolati da casa mia mi hanno contattato - erano confinati a letto a causa della loro malattia".

Cos� anche il figlio di Davis.

Whitney, che ha avuto la sindrome da fatica cronica per pi� di un decennio, ha una flebo per ricevere sostentamento, fluidi e farmaci. La configurazione facilita anche i prelievi di sangue, che pu� essere importante per l'esecuzione di diversi test.

Infatti, l'indizio dietro l'ultima ricerca di Davis � stato individuato per la prima volta in un campione di sangue di Whitney. Si rivela attraverso un test di nuova concezione chiamato "test nanoelettronico".

Come descritto nel nostro comunicato stampa:

L'approccio, di cui Esfandyarpour ha guidato lo sviluppo... � un test che misura i cambiamenti in minuscole quantit� di energia come proxy per la salute delle cellule immunitarie e del plasma sanguigno.

....L'idea � quella di sottoporre a stress i campioni di pazienti sani e malati utilizzando il sale, e quindi confrontare come ogni campione influisce sul flusso della corrente elettrica. I cambiamenti nella corrente indicano cambiamenti nella cellula: pi� grande � il cambiamento di corrente, pi� grande � il cambiamento a livello cellulare. Un grande cambiamento non � una buona cosa; � un segno che le cellule e il plasma sono sotto stress e incapaci di elaborarlo correttamente. Tutti i campioni di sangue di pazienti con sindrome da fatica cronica hanno creato un chiaro picco nel test, mentre quelli provenienti da controlli sani hanno restituito dati che erano su una chiglia relativamente regolare.

Dopo aver individuato la risposta allo stress nelle cellule di Whitney, Davis e colleghi l�hanno testato in un gruppo di 40 persone, met� delle quali hanno la sindrome da fatica cronica e met� delle quali no. Come previsto, il test ha chiaramente identificato le persone con sindrome da fatica cronica e non ha segnalato nessuno che sia sano.

Con forti prove preliminari di uno strumento diagnostico per la sindrome da fatica cronica, Davis e i suoi colleghi si stanno andando avanti per testarlo in pi� pazienti. Stanno anche progettando di utilizzare il test nanoelettronico per individuare farmaci che possono aiutare a stabilizzare i campioni di sangue di pazienti con fatica cronica.

Attualmente, il reclutamento per il progetto, che mira a confermare ulteriormente il successo del test diagnostico, avviene su base continuativa. Se interessati a partecipare, si prega di contattare la coordinatrice della ricerca clinica Anna Okumu.

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30 aprile 2019

UN NANOAGO COME STRUMENTO DIAGNOSTICO

Finalmente � uscito l'articolo sul nanoago come strumento diagnostico. Qui il pezzo. Sotto, l'abstract

Attualmente non esiste un test biologico per la diagnosi dell'encefalomielite mialgica/sindrome dafatoca cronico (ME/CFS). Le aberrazioni molecolari osservate in numerosi studi sulle cellule ematiche ME/CFS offrono l'opportunit� di sviluppare un test diagnostico a partire da campioni di sangue. Qui abbiamo sviluppato un test nanoelettronico progettato come un test ultrasensibile in grado di misurare direttamente le interazioni biomolecolari in tempo reale, a basso costo, e in un formato multiplex. Per perseguire l'obiettivo di sviluppare un biomarcatore affidabile per ME/CFS e per dimostrare l'utilit� della nostra piattaforma per la diagnostica del punto-di-cura, abbiamo convalidato la veriet� testando pazienti con pazienti ME/CFS da moderato a grave e controlli sani. La risposta dei campioni ME/CFS allo stressor iperosmotico osservato come caratteristica esclusiva del pattern di impedenza e notevolmente diversa dalla risposta osservata tra i campioni di controllo. Riteniamo che la robusta differenza di modulazione di impedenza osservata nei campioni in risposta allo stress iperosmotico possa potenzialmente fornirci un indicatore solo di ME/CFS. Inoltre, utilizzando algoritmi di apprendiamento delle macchine supervisionati, abbiamo sviluppato un classificatore per i pazienti ME/CFS in grado di identificare nuovi pazienti, cosa necessaria per un robusto strumento diagnostico.

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29 aprile 2019

REGISTRO GLOBALE DELLA ME/CFS

Siamo stato contattati da Mike Lapenna che due anni fa ho fondato un registro globale della ME/CFS che ci ha chiesto di divulgare il suo progetto fra ricercatori e pazienti.

Il suo scopo � quello di creare una comunit� di persone che soffrono di ME/CFS interessate a partecipare agli studi, nella convinzione che gli studi di ricerca alla fine porteranno alla luce una diagnosi e un trattamento affidabile.

Lo sta facendo su base volontaria. Ha parlato con altri ricercatori che hanno espresso difficolt� nell'attrarre candidati idonei. Ha perci� creato questo registro aperto a tutti coloro che ruotano intorno alla malattia.
Attualmente, ha 27 studi di ricerca attivi che reclutano partecipanti e pi� di 800 membri.

Partecipate, se lo desiderate, e diffondete.

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26 aprile 2019

PROGRESSI NELLA ME/CFS

Qui l'articolo, sotto l'abrstract.

"L'antesignano di quella che oggi viene chiamata encefalomielite mialgica/ sindrome da fatica cronica (ME/CFS) � stata descritta dal Servizio di Salute Pubblica degli Stati Uniti nel 1934. Al momento non conosciamo ancora la sua causa e/o non sappiamo come individuarla con test di laboratorio clinici di routine. Di conseguenza, la natura patologica della ME/CFS � stata trascurata e la malattia � stata stigmatizzata venendo etichettata come malattia psicosomatica o somatoforme. Tali errate percezioni della malattia hanno portato ad un'insufficiente ricerca sulla malattia e a una assente cura del paziente. Un rapporto del 2015 dell'Institute of Medicine sulla malattia ha dichiarato ME/CFS una malattia che colpisce fino a 2,5 milioni di americani e ha castigato il governo degli Stati Uniti per aver fatto poco per la ricerca sulla malattia e per sostenere i suoi pazienti. I medici che attualmente curano questa malattia la dichiarano pi� devastante dell'HIV/AIDS. Viene fornito un confronto delle storie delle due malattie, un esame dello stato attuale delle due malattie e un elenco dei risultati che sarebbero necessari affinch� ME/CFS raggiunga lo stesso livello di trattamento e cura dei pazienti con HIV/AIDS".


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25 aprile 2019

QUALCOSA NEL SANGUE

Quanto segue � la traduzione di questo articolo.

� notevole che quattro gruppi indipendenti abbiano ora scoperto che un fattore nel sangue pu� influenzare il metabolismo cellulare/mitocondriale nella ME/CFS e trasferire l'effetto alle cellule sane. Ecco un riassunto dei risultati provvisori.

Fluge & Mella
I primi a trovare l'effetto sono stati il dottor Oystein Fluge e il professor Olav Mella nel 2016.
Stavano studiando la produzione di energia nella cellula, una cosa logica da fare quando si cerca di capire una malattia in cui l'energia � cos� scarsa.
Le cellule hanno due modi per convertire le molecole alimentari in energia utilizzabile. La glicolisi � un processo del citoplasma cellulare che estrae una piccola quantit� di energia dalle molecole di carboidrati, producendo acido lattico. Ma le vere case di produzione di energia sono i mitocondri, che bruciano le molecole alimentari con l'ossigeno, producendo grandi quantit� di combustibile utilizzabile.
Fluge e Mella hanno utilizzato un costoso kit chiamato Seahorse analyser, che misura la glicolisi attraverso la produzione di acido lattico e l'attivit� mitocondriale attraverso le variazioni dei livelli di ossigeno.
Hanno testato normali cellule muscolari sane che erano state coltivate in laboratorio. Ma hanno aggiunto a queste cellule siero prelevato da pazienti di ME/CFS o da controlli sani. Il siero � il fluido rimasto dopo la coagulazione del sangue e contiene piccole molecole e altre sostanze solubili.
Quello che hanno scoperto � stato, sorprendentemente, che le cellule muscolari producevano pi� acido lattico e bruciavano pi� ossigeno quando venivano incubate con siero ME/CFS che quando venivano incubate nel siero da controlli sani. E l'effetto � stato particolarmente forte quando le cellule sono state fatte lavorare sodo.
Hanno dati per 12 persone con ME/CFS e 12 controlli sani, un campione relativamente piccolo.
Quindi qualcosa nel siero (che proviene dal sangue) dei pazienti con ME/CFS sta influenzando le cellule sane, e in qualche modo li sta facendo lavorare pi� duramente.
Questo � l'unico studio pubblicato finora, ma altri tre gruppi hanno rivelato risultati correlati durante in occasione di convegni.

Ron Davis
Il dottor Ron Davis ha fornito la dimostrazione pi� drammatica dell'effetto in un esperimento di scambio di plasma usando il suo test con un nanoago. Il plasma � il liquido rimasto quando la materia solida � stata rimossa dal sangue: i globuli rossi e bianchi, e le piastrine.
Il chip di un nanoago misura l'impedenza elettrica delle cellule. In presenza di sale (che sottolinea le cellule perch� devono usare energia per pompare il sale) l'impedenza delle cellule nel sangue ME/CFS aumenta molto di pi� delle cellule nel sangue prelevate da controlli sani.
Il gruppo di Davis ha poi condotto un elegante esperimento utilizzando questo test. Hanno messo le cellule del sangue di donatori sani nel plasma di pazienti ME/CFS e hanno scoperto che le cellule sane si comportavano come quelle ME/CFS, con un grande aumento dell'impedenza elettrica. E quando hanno messo le cellule ME/CFS nel plasma dei controlli sani, hanno scoperto che queste cellule ME/CFS si comportano come cellule sane.
Cos� il plasma dei pazienti ME/CFS fa s� che le cellule sane si comportino come quelle ME/CFS. E il plasma proveniente da controlli sani fa s� che le cellule ME/CFS si comportino come cellule sane. Questi sono risultati sorprendenti.
Non conosciamo le dimensioni del campione per questo studio, ma speriamo che maggiori dettagli saranno disponibili non appena un articolo sar� stato accettato per la pubblicazione sul Journal PNAS.

Karl Morten, Universit� di Oxford
Come Fluge e Mella, il dottor Karl Morten ha esaminato il metabolismo energetico dei mitocondri/metabolismo energetico nelle cellule muscolari cresciute in laboratorio e anche lui ha visto un effetto.
Il suo gruppo ha utilizzato una sonda molecolare per misurare la concentrazione di ossigeno all'interno delle cellule per monitorare l'attivit� dei mitocondri.
Hanno scoperto che l'aggiunta di plasma da controlli sani non ha fatto alcuna differenza nei livelli di ossigeno delle cellule muscolari. Ma l'aggiunta di plasma da pazienti ME/CFS ha fatto scendere i livelli di ossigeno, indicando che i mitocondri lavoravano di pi� (un risultato simile a Fluge e Mella).
Morton ha detto che non sapeva perch� i mitocondri lavoravano di pi�: ha detto che forse stavano lavorando in modo meno efficiente, ma l'obiettivo era quello di scoprirlo.
Lo studio ha utilizzato oltre 30 pazienti e Morton ha osservato che in media i livelli erano pi� bassi per i pazienti che per i controlli. Egli ha suggerito che questo potrebbe essere dovuto ad un effetto sottogruppo, dove solo alcuni pazienti hanno avuto l'effetto, con circa un terzo dei pazienti che ottengono un punteggio inferiore al livello di ossigeno pi� basso per controlli sani.

Bhupesh Prusty, Universit� di Wuerzburg
Il dottor Bhupesh Prusty ha anche esaminato l'effetto di un fattore del sangue sui mitocondri, ma il suo lavoro si concentra su un ruolo meno noto dei mitocondri, nell'immunit� contro i virus.
Anche se i mitocondri sono normalmente mostrati come singoli batteri o unit� simili ai fagioli, la realt� � pi� complessa. Nelle cellule viventi, i mitocondri si fondono e si separano costantemente e il fatto che spesso sono fusi insieme, come una serie di fagioli, � importante per la loro capacit� di combattere i virus.
Alcuni virus, tra cui l'HHV-6, combattono facendo s� che i mitocondri si frammentino nelle loro singole forme, riducendo la loro capacit� di combattere i virus.
Il siero di pazienti affetti da ME/CFS causa la frammentazione dei mitocondri che sono stati fusi insieme, mentre il plasma proveniente da controlli sani non lo fa.
Finora, il gruppo ha esaminato solo cinque pazienti e tre controlli, quindi questi sono risultati molto provvisori.
In un esperimento separato, il suo gruppo ha dimostrato che l'effetto era reversibile (hanno lavato via il siero del paziente dopo tre giorni e i mitocondri hanno gradualmente ripreso il normale comportamento di fusione).

Cos� .....
Gli studi di Fluge e Morten sono direttamente collegati al metabolismo energetico. Quello di Davis � indiretto: il sale aggiunto al test della nanoago costringe la cellula ad utilizzare l'energia che pompa il sodio dalla cellula. La ricerca Prusty guarda ai mitocondri, ma i cambiamenti nella morfologia sono apparentemente legati alla difesa cellulare piuttosto che alla produzione di energia.

Alla recente conferenza ai NIH (Istituti Nazionali di Sanit� americani), Ron Davis ha detto che il loro lavoro indica che il fattore responsabile di tutto questo nel sangue sono gli esosomi, piccoli pacchetti di biomolecole rilasciate dalle cellule legati alle membrane. Gli esosomi sono un tipo di vescicola extracellulare, e questi sono assorbiti dalle cellule e si ritiene che siano coinvolti nella comunicazione da cellula a cellula, anche se il loro ruolo � ancora poco chiaro. Le vescicole extracellulari sono state studiate dalla dottoressa Maureen Hanson come parte del suo lavoro collaborativo.

Cos� abbiamo quattro gruppi che stanno trovando che c�� un fattore nel sangue ME/CFS che ha un effetto sulle cellule. Questi sono ancora i primi giorni: finora � stato pubblicato un solo studio, le dimensioni del campione sono relativamente piccole e i risultati devono essere confermati. Ma se le cose vanno in porto, questo sviluppo potrebbe rivelarsi un passo importante per comprendere la biologia di almeno alcuni tipi di ME/CFS.


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14 aprile 2019

LOW BATTERY MAN

Partecipate anche voi all�iniziativa di sensibilizzazione dell�Uomo Senza Batteria!

Servando Castello, conosciuto anche come �Low Battery Man� (Hombre Sin Bateria � Uomo Senza Batteria), sta attraversando Spagna e Portogallo con l�obiettivo di sensibilizzare la gente sulla CFS/ME e di raccogliere fondi  per la Open Medicine Foundation. Chiede a tutti di condividere una foto con la mano che copre la vostra faccia, per rappresentare il fatto che i pazienti di CFS/ME sono invisibili. Taggate con #LowBatteryMan o condividete su Instagram o Facebook.

Seguite Servando su Instagram @lowbattery_man o Facebook @LowBatteryMan.

#EndMECFS #CFSME #OMF #millions missing #LowBatteryMan #sindromedafaticacronica #encefalomielitemialgica

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5 aprile 2019

PROSSIMA PROIEZIONE DI "UNREST" A TORINO

Sabato 25 Maggio 2019, a Torino, verr� proiettato il docufilm sulla ME/CFS "Unrest", per la prima volta in Italia!
Siete invitati tutti voi, i vostri familiari, amici, conoscenti...Diffondete pure. 

Il docufilm ha anche un valore artistico, ha vinto numerosi premi tra cui al Sundance Film Festival per il montaggio.
Ci trovate sul sito ufficiale del film.

Trovate la locandina in home page. Partecipate numerosi. #TimeforUnrest

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30 marzo 2019


TUTTI INSIEME PER UN E-BOOK IN VISTA DEL 12 MAGGIO

Un'iniziativa a cui invitiamo a partecipare: inviate una vostra frase per realizzare un e-book di citazioni sulla CFS/ME. in vista della gionata mondiale di sensibilizzazione.
Qui le istruzioni.

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29 marzo 2019

RICHIESTA DI MESSA IN VIGORE DELLA LEGGE REGIONALE

A questo link si pu� firmare una petizione per mettere in vigore la leggere regionale sulla del Veneto 6/15 sulla CFS/ME

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25 marzo 2019

VIDEO TESTIMONIANZA

Parte di un intervento fatto al ridotto del Teatro Verdi di Pordenone da Giada Da Ros, presidente della CFS Associazione Italiana, in occasione della Tavola Rotonda �Dallo sportivo al paziente: il controllo della stanchezza e del dolore come obiettivo comune� il 22 marzo 2019. Qui il video.


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19 marzo 2019

tavola rotonda

TAVOLA ROTONDA IL 22 MARZO:  "DALLO SPORTIVO AL PAZIENTE: IL CONTROLLO DELLA STANCHEZZA E DEL DOLORE COME OBBIETTIVO COMUNE"

Tavola rotonda venerd� 22 marzo 2019 dalle ore 17:00 presso il Ridotto del teatro G. Verdi di Pordenone. Sotto, il comunicato stampa:

Gli sportivi professionisti e quelli amatoriali di ogni sport,  dove stanchezza e dolore sono frequenti ma solitamente transitori, e i pazienti con sindrome da fatica cronica e fibromialgia, dove stanchezza e dolore sono sintomi invalidanti e persistenti, saranno i protagonisti della collaborazione tra Tirelli Umberto & Tirelli Stefano, rispettivamente di Tirelli Medical group di Pordenone e dello Studio Tirelli di Milano, mettendo in campo ossigeno ozonoterapia e crioterapia della clinica pordenonese e le terapie complementari sportive dello studio milanese, metodologie che saranno proposti sia agli sportivi che ai pazienti.
In buona sostanza, si parler� della gestione della stanchezza e del dolore sia negli sportivi che nei pazienti con sindrome da fatica cronica, fibromialgia, artrosi ed ernia discale.

Quali testimonial degli sportivi, saranno presenti i campioni: Franco Causio, Manuela Di Centa e Daniele Molmenti; quali testimonial dei pazienti saranno presenti Giada Da Ros, presidente di CFS associazione italiana ONLUS e Gaia Gandolfi presidente di Unione Pazienti in Ozonoterapia.

A moderare la tavola rotonda sar� Francesco Pezzella.



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16 marzo 2019

RICHIESTA ELIMINAZIONE PAGINA

Insieme alla Associazione CFS onlus Veneto e a CFS Italia, la CFS Associazione Italiana ha mandato una lettera all'Osservatorio Nazionale Malattie Rare chiedendo la rimozione di questa pagina, perch� le informazioni contenute possono causare grave pregiudizio ai pazienti, cosa confermata dalle pi� recenti evidenze scientifiche.

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7 marzo 2019

PROGETTO DI LEGGE STATALE (PDLS) N.49 PER IL RICONOSCIMENTO DELLA CFS (ME)

Il giorno 28 febbraio 2019 � stato discusso in Quinta Commissione, a Palazzo Ferro Fini a Venezia, ilprogetto di legge statale per il riconoscimento della CFS, sindrome da fatica cronica. 

� stato approvato all'unanimit�!

Per ulteriori informazioni si veda il sito della Associazione CFS onlus Veneto: qui.

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26 febbraio 2019

SU MEDSCAPE UN CORSO SULLA CFS/ME

Lo traovate qui ed � rivolto prevalentemente a medici di base, ostetrici, ginecologi e neurologi.


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21 febbraio 2019

PROPRIET� BIOFISICHE ALTERATE DEGLI ERITROCITI NELLA CFS/ME

Con un meccanismo che imita i microcapillari si � visto che gli eritrociti dei pazienti hanno un tempo di entrata pi� elevato, una velocit� di transito media pi�i bassa e un indice di allungamento pi� basso rispetto ai controli sani. Questo significa che nel complesso gli eritrociti dei pazienti hanno una minore deformabilit�. Pare che questa sia dovuta a una minore fluidit� della menbrana cellulare.

Si � visto che c'� anche un pi� basso tasso di sendimentazione, livelli pi� elevati di specie di ossigeno reattivo e cambiamenti morfologici.

Dagli studi preliminari, queste differenze non si sono osservate nei pazienti "in recupero" per cui pu� essere che si colleghi alla gravit� della patologia.

Qui lo studio.

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20 febbraio 2019

IN ITALIANO GLI STRUMENTI DEL TEAM DI RICERCA DEPAUL

Abbiamo tradotto in italiano i PDF degli strumenti per la CFS/ME sviluppati dal Team di Ricerca DePaul, ovvero:

- Il Questionario DePaul sui Sintomi
- Il Questionario DePaul sul Malessere Post-Sforzo
- La Scala Fennell
- Le Domande del Test sull'Atteggiamento nei confronti della CFS

Li trovate qui sul sito sotto "pubblicazioni". 

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18 febbraio 2019

LETTERA ALL'ISS SU CBT E GET

Riportiamo sotto la lettera che la CFS Assocazione Italiana onlus, l'Associazione CFS onlus e CFSItalia hanno, di cumune accordo, inviato all'Istituto Superiore di Sanit�.


Gentili responsabili,


Scriviamo questa lettera per un motivo grave e importante.

L�ISS ha creato una pagina web dedicata alla sindrome da fatica cronica / encefalomielite mialgica (CFS/ME) - https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/s/sindrome-da-fatica-cronica -, cosa doverosa e necessaria di cui ci rallegriamo molto.

Purtroppo per� come terapie sono state indicate la Terapia Cognitivo Comportamentale (CBT) e la Terapia dell�Esercizio Graduato (GET), indicata come �esercizio fisico aerobico graduato�. Entrambe sono sempre state molto problematiche e contestate dai pazienti e le pi� recenti evidenze scientifiche hanno dato loro ragione: la prima non porta sostanziali benefici di sollievo dai sintomi, la seconda pu� essere addirittura dannosa.

Quando nel 2015 all�Institute of Medicine (IOM), ora � diventato National Academy of Medicine,  � stato chiesto di raccomandare un nuovo nome per la patologia, � stato suggerito �malattia sistemica di intolleranza allo sforzo�. Il nome non ha preso piede, ma la ratio dietro a quella proposta era proprio di trasmettere in modo immediato alla comunit� medica il concetto che l�esercizio fisico pu� essere dannoso per questi pazienti. Non solo, secondo i criteri dello IOM, perch� la patologia possa essere diagnosticata � essenziale che ci sia peggioramento dei sintomi a seguito di sforzo (fisico e mentale). 

Il senso comune fa ritenere che l�esercizio fisico faccia bene, ma ci sono prove scientifiche che invece dimostrano che questo � potenzialmente un rischio per i pazienti di CFS/ME. Anche se magari in qualche caso non si esclude completamente l�esercizio, questo tipo di terapia spesso e volentieri ha portato i pazienti a peggiorare in modo grave. Al primo summit di medici esperti sulla patologia che si � tenuto al Bateman Horne Center nello Utah la scorsa primavera (2-3 marzo 2018), all�unanimit� gli specialisti hanno condannato questi due tipi di terapie per la CFS/ME.

Siamo consapevoli che il motivo per cui queste terapie sono state indicate � dovuto al fatto che le segnala l�unico testo bibliografico che � stato preso come punto di riferimento per realizzare la pagina web, ovvero il documento di indirizzo di AGENAS. Tuttavia, bisogna rilevare che quel testo � ormai scientificamente superato da nuove evidenze,  tanto che le maggiori istituzioni mediche, che pure esse stesse indicavano queste terapie fra le proprie raccomandazioni, le stanno togliendo. I CDC di Atlanta (USA) le hanno rimosse nell�estate del 2017. Sembra cha anche i britannici NICE, che sono in revisione proprio in questo momento, intendano andare nella stessa direzione. Quelle raccomandazioni erano basate su studi, conosciuti come �PACE trials�, che non sono solo ripetutamente stati valutati come cattiva scienza, ma in un dibattito tenutosi a Westminster sono stati senza mezzi termini definiti come �uno dei pi� grandi scandali medici del 21� secolo�. 

Alleghiamo della bibliografia rilevante a sostegno di quanto diciamo.

Sul sito vediamo che la revisione della pagina � prevista per il novembre del 2020, tuttavia chiediamo che una modifica venga fatta invece in modo tempestivo, senza aspettare quella data, perch� pensiamo che le indicazioni date possono arrecare grave pregiudizio ai pazienti, con possibili conseguenze etiche e potenzialmente anche legali.

Ci auguriamo che la nostra richiesta che vengano tolte quelle terapie come raccomandate possa essere accolta immediatamente e rimaniamo a disposizione per eventuali chiarimenti.

Contestualmente suggeriamo anche di aggiungere al sito due documenti, che vi alleghiamo in PDF in traduzione italiana, che i sopracitati CDC di Atlanta hanno indicato sul loro sito come utili ai medici: la Guida per i Clinici della IACFS e il Rapporto Guida dello IOM.



Grazie.


CFS Associazione Italiana onlus (www.stanchezzacronica.it)
Associazione CFS onlus (http://www.acfsonlus.org/)
CFSItalia (http://www.cfsitalia.it/)


Biblio-sito-video grafia:

�    Wilshire et al, Rethinking the Treatment of Chronic Fatigue Syndrome � a reanalysis and evaluation of findings from a recent major trial of graded exercise and CBT, in �BMC Psychology�, Marzo 2018: https://bmcpsychology.biomedcentral.com/articles/10.1186/s40359-018-0218-3
�    Government-funded ME/CFS trial �one of greatest medial scandals of 21st century�:
https://www.meassociation.org.uk/2018/02/government-funded-me-cfs-trial-one-of-greatest-medical-scandals-of-21st-century-20-february-2018/
�    Le pagine di MEpedia che raccolgono sotto �Reports of harm� (Segnalazioni di danno) con la bibliografia rilevante rispetto alle critiche
Per il trial PACE: https://me-pedia.org/wiki/PACE_trial
Per la GET: https://me-pedia.org/wiki/Graded_exercise_therapy
Per la CBT: https://me-pedia.org/wiki/Cognitive_behavioral_therapy#Reports_of_harm
�    Pagina sulla revisione dei NICE: https://www.nice.org.uk/guidance/indevelopment/gid-ng10091/documents
�    Pagina dei CDC sulla ME/CFS: https://www.cdc.gov/me-cfs/index.html
�    Il Rapporto dell�Institute of Medicine: http://www.nationalacademies.org/hmd/Reports/2015/ME-CFS.aspx
�    Video riassuntivo del Summit dello Utah: https://www.youtube.com/watch?v=2w-06T9oAZ8&feature=youtu.be

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11 febbraio 2019

IL RAPPORTO GUIDA PER I CLINICI DELLO IOM IN ITALIANO

Qui si pu� ora trovare tradotto in italiano (da Giada Da Ros,presidente dela CFS Associazione Italiana) il Rapporto Guida per i Clinici dell'Insitute of Medicine.

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2 febbraio 2019

UN NUOVO TIPO DI OI

Un nuovo tipo di Intolleranza Ortostatica (OI): Ipoperfusione Cerebrale Ipocapnica (nelle misurazioni del titlt table test i pazienti emettono livelli bassi di CO2 e hanno uno scarso afflusso di sangue al cervello). Qui in proposito.


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28 gennaio 2019

PAGINA SULLA CFS/ME dell'ISS

L'Istituto Superiore di Sanit� ha ora una pagina dedicata alla CFS/ME e indica la pagina web della nostra associazione come punto di riferimento per gli approfondimenti, cosa che non ci pu� che fare piacere. Cerchiamo di tenerla aggiornata con le novit�.
Notiamo che la pagina indica terapie (CBT e GET) che, sempre molto controverse, alla luce degli studi pi� recenti si � visto che al peggio possono addirittura danneggiare i pazienti. Tutti i maggiori istituti di salute mondiali le stanno togliendo. Richiederemo di fare lo stesso.

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24 gennaio 2019

NEUROINFIAMMAZIONE E CITOCHINE  nella ME/CFS: Una revisione critica dei metodi di ricerca.

Qui un articolo in proposito.

Conclusione: Fino ad ora ci si � concentrati molto nel provare che la CFS/ME � una vera patologia. Ora � pi� che provato ed � tempo di andar oltre cercando di chiarire il rapporto che c'� fra sintomi della ME/CFS e la neuroinfiammazione.

Passare da una "posizione di difesa" verso la comprensione della patofisiologia richiede una attenta focalizzazione sui metodi di ricerca. Nel progettare gli studi non ci si pu� pi� accontentare di guardare alle differenze fra pazienti e controlli sani, ma bisogna concentrarsi per capire i meccanismi della patologia, quindi andare oltre gli studi descrittivi e cerncare studi esplicativi dei imeccanismi.


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14 gennaio 2019

GRUPPO DI AUTO-AIUTO PER LA CFS/ME IN TRENTINO ALTO ADIGE

Segnaliamo una importante iniziativa:
Judith, una socia dell'Associazione CFS Onlus del Veneto, con formazione nella gestione di gruppi di auto mutuo aiuto, inaugura il primo gruppo per la ME/CFS della regione Trentino Alto Adige.

Mercoled� 23 gennaio 2019, dalle 15:00 alle 17:00.

A Bolzano, in Via del Parco n. 40 (sala condominiale).

Per informazioni: 3381334943 (telefonare, per favore, di pomeriggio)


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11 gennaio 2019

reazione esercizio

Questa slide � presa dalla seconda lezione (https://youtu.be/HHYlvP4e7tU) di Lucinda Bateman del Bateman Horne Center sulla ME/CFS. Come ben sappiamo, per i pazienti c�� intolleranza all�esercizio fisico. Qui viene illustrato uno studio che dimostra la reazione fisiologica all�esercizio nei pazienti. I coniugi Light hanno chiesto ai pazienti di fare un esercizio su una cyclette per 25 minuti. � stato fatto un prelievo di sangue prima, e poi quattro successivi prelievi a distanza di 30 minuti, 8 ore, 24 ore e 48 ore con l�obiettivo di valutare la risposta nell�espressione genica a seguito di quell�esercizio. I marker di espressione genica che sono stati scelti (sulla destra in verticale) riguardavano il sistema sensoriale (di dolore e fatica), quello adrenergico e di attivazione immunitaria. I risultati li vedete in orizzontale: sopra vedete i controlli sani (soggetti sedentari), in centro i pazienti di CFS/ME, sotto i pazienti di sclerosi multipla con problemi di fatica. � lampante come ci sia una molto pi� ampia attivazione dei pazienti di CFS/ME. Se qui � evidente una sovraregolazione, studi ulteriori hanno visto che circa un terzo dei pazienti hanno una sottoregolazione in risposta all�esercizio. Questo � vero sia per i pazienti di sola CFS/ME che per quelli con CFS/ME e Fibromialgia, e guardando ai marker si pu� distinguere fra i due gruppi.


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9 gennaio 2019

VIDEO EDUCATIVI SULLA CFS/ME DEL BHC

Il Bateman Horne Center (BHC) ha realizzato una serie di video educativi sulla CFS/ME e sulla fibromialgia, indirizzati ai pazienti. Per il loto empowerment e perch� possano educare a loro vota gli operatori sanitari con cui vengono in contatto. Le lezioni sono tenute dalla dottoressa Lucinda Bateman e le trovate qui (in inglese). Si possono anche scaricare le slide dele presentazioi.

Sotto l'elenco degli argomenti:

Ricevere la Giusta Diagnosi
Intolleranza all'attivit� e Malessere Post-Sforzo (PEM)
Sonno Ristoratore
Dolore Cronico Diffuso
Indebolimento Cognitivo
Sindromi di Intolleranza Ortostatica (OI)

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27 novembre 2018

STUDIO SULLA DEFORMABILIT� DEGLI ERITROCITI NEI PAZIENTI DI CFS/ME

Qui un piccolo studio sulle propriet� meccaniche dei globuli rossi dei pazienti di CFS/ME e in particolare sulla scarsa deformabilit� associata ad una ridotto fluidit� della membrana.

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9 novembre 2018

INTERVISTA TV SU "ORE 13"

Tre rappresentanti della Associazione CFS onlus del Veneto sono stati intervistati sulla CFS/ME nel programma "Ore 13" di Antenna3. Qui per vedere l'intervista.

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4 novembre 2018

TECNOLOGIA D'AVANGUARDIA ALLA RICERCA DI UN MARCATORE

Tecnologia d'avanguardia sta cercando di studiare ia differenza nel repertorio di anticopi fra pazienti di CFSME, fibromialgia e sani: qui.


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27 ottobre 2018

RISORSE E LINK UTILI INDICATE DALLA OMF


Risorse e link utili sulla ME/CFS dal sito della OMF: qui
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18 ottobre 2018

RITIRATO UN ARTICOLO SCIENTIFICO

Dopo grandi controversie: qui.

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15 ottobre 2018

TGR BOLZANO: MALATTIE EMERGENTI

Intervistata anche una malata di CFS/ME: qui.

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11 ottobre 2018


UNA LEZIONE SU CFS/ME, FIBROMIALGIA E SALUTE SESSUALE

A cura del Bateman Horne Center, la trovate qui (in inglese)

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4 ottobre 2018

SIMPOSIO SULLA BASE MOLECOLARE DELLA ME/CFS A STANFORD

La registrazione del simposio di Stanford si trova nella sua interezza a questo link. In seguito verr� postato su YouTube spezzando i singoli interventi.

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19 settembre 2018

LA PRESENTAZIONE DI RONALD DAVIS, PhD ALL�IIMEC13

Il dott. Ron Davis ha presentato un aggiornamento di ricerca al Convegno Internazionale Invest in ME 13 (IIMEC13) a Londra. La sua presentazione ha passato in rassegna i pi� recenti progressi nella ricerca finanziata dalla OMF. Vedete l�intera presentazione del dott. Davis qui.

(Per cortesia tenete conto che la presentazione � solo in inglese. Con riconoscenza, viene condivisa con il permesso di Invest in ME Research.)

Il DVD con l�intera conferenza IIMEC13 pu� essere ordinata qui: http://bit.ly/2pbTzNn.


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14 settembre 2018

STUART MURDOCH DEI BELLE AND SEBASTIAN ORA AMBIASCIATORE DELLA OMF


Link su Facebook: https://www.facebook.com/OpenMedicineFoundation/videos/236919190324117/

Link al sito web: https://www.omf.ngo/omf-ambassador-stuart-murdoch-2/

Link su Youtube: https://www.youtube.com/watch?v=IMTVqv6rw6c

Citazione di Murdoch:

�La gran cosa della Open Medicine Foundation � che tutto ci� che scoprono lo diffondono a livello mondiale perch� tutti lo vedano, ed � attraverso questa collaborazione e aperta condivisione di idee che penso che si trover� la soluzione�. Stuart Murdoch, Belle and Sebastian

Testo dal post di Facebook:

Vi Presentiamo il Nostro Nuovo Ambasciatore...

Stuart Murdoch, co-fondatore della band indie pop Belle and Sebastian, che ha fatto tour in giro per il mondo e prodotto album negli ultimi 20 anni, si � unito alla nostra famiglia come Ambasciatore della OMF.

Un paziente di ME/CFS lui stesso negli ultimi 28 anni, Stuart ha manifestato il suo supporto per la OMF e la nostra ricerca per mettere fine alla ME/CFS. Stuart lavorer� con noi alle nostre campagne sui social media per promuovere la consapevolezza su questa terribile malattia e sugli sforzi della OMF per mettervi fine.

Stuart � un compositore, scrittore, film maker, e padre cos� come � il cantante di punta e l�autore delle canzoni per i Belle and Sebastian.

Mentre era uno studente universitario nei tardi anni �80, si � ammalato di ME/CFS e non � stato in grado di lavorare per sette anni. L�isolamento di questi anni ha portato Stuart a diventare un cantautore, e nel video che si accompagna, in cui parla della sua malattia e del perch� � importante supportare la OMF, Stuart canta la prima canzone che ha scritto sull�essere ammalati.

Speriamo vi godiate la sua musica quanto noi e che ci aiutiate a promuovere il suo messaggio di sostegno per il programma di ricerca della OMF.


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21 giugno 2018

CONDOGLIANZE PER LA SCOMPARSA DI DANIELA FURLAN

La CFS Associazione Italiana si unisce alle condoglianze espresse dal professor Tirelli (sotto una sua nota in proposito), per la scomparsa di Daniela Frulanm che tanto ha fatto anche per i pazienti di CFS/ME.

"Mentre ero a Stanford in California se ne � andata Daniela (Furlan) che per tutta una vita professionale mi � stata vicina nell�attivita lavorativa ,anche sopportandomi e dando grande efficienza al mio disordine creativo..oltre che un grande impulso all Oncologia medica e al Cro . Si � comportata da grande donna quale era soprattutto nella sua lotta ultradecennale contro il cancro sperimentando tutte le terapie possibili contro il suo tumore della mammella ,senza mai lamentarsi e continuando a lavorare fino a poco tempo fa ,con la sua inconfondibile risata e il suo mitico umorismo... Inoltre ha dovuto affrontare, nel corso della sua vita, ulteriori peripezie sempre come se nulla fosse all�apparenza ..

Sto tornando ma non ce la far� ad essere presente al tuo addio ma...Daniela rimarrai sempre nel mio cuore e, sono certo, di tutti quelli che ti hanno conosciuto!!

UT (come sempre)"

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20 giugno 2018

RAPPORTO SU IIMEC 2018

Il dott. Shepherd fa un sunto delle presentazioni del convegno di Londra "Invest in ME": qui.

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19 giugno 2018

INCONTRO CON IL PROF. MONTOYA

Il prof. Umberto Tirelli, e Mattia Tirelli, manager della clinica MEDE, incontrano il prof. Montonya, noto esperto di CFS/ME, a Stanford (foto su FB).

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Convegno OMF 8 giugno 2018

8 GIUGNO 2018: CONVEGNO A THIENE

Invito al convegno - Download PDF >>

Programma del convegno - Download PDF >>

Profilo dei relatori del convegno - Download PDF >>

Che cos�� la ME/CFS (1 di 2) - Download PDF >>

Che cos�� la ME/CFS (2 di 2) - Download PDF >>

NB: Il convegno  � valido per l'aggiornamento professionale dei medici e delle altre professioni sanitarie (infermieri, farmacisti, psicologi...) e per l'aggiornamento professionale dei giornalisti (iscrizione sulla piattaforma Sigef).

Ecco qui un piccolo video di presentazione del convegno da parte di Giada Da Ros.

Eccoli di seguito, in ordine, i link ai video del convegno di Thiene sulla CFS/ME che si � tenuto lo scorso 8 giugno. :

- Giada Da Ros
- Umberto Tirelli
- Linda Tannenbaum  (le slide di questo intervento tradote in italiano le trovate qui). 
- Paolo Maccallini
- Caterina Zilli 
- Eligio Pizzigallo
- Aron Smesny
- Domande e risposte


Il commento di Linda Tannenbaum dopo l'evento (in inglese e italiano): qui.

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4 giugno 2018

ARTICOLO SULLA DECOSTRUZIONE DELLA PEM: Chu at al, 2018.

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3 giugno 2018

CONVEGNO A MONTREAL

Sunto (in inglese): parte 1
Sunto (in inglese): parte 2

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23 maggio 2018

HARVARD MEDICAL E STANFORD COLLABORANO PER  METTERE FINE ALLA ME/CFS

Riportiamo sotto il comunicato stampa della OMF.
 
23 maggio, 2018 (Los Angeles, CA) � La Open Medicine Foundation, o OMF, ha annunciato che finanzier� $1,8 milioni per l�istituzione di un nuovo Centro di Ricerca Collaborativa sulla ME/CFS presso gli ospedali affiliati alla Facolt� di Medicina di Harvard, che includono il Massachusetts General Hospital (MGH), il Brigham and Women�s Hospital, e il Beth Israel Deaconess Medical Center.

La OMF � la principale finanziatrice al mondo di ricerca per curare la encefalomielite mialgica / sindrome da fatica cronica (ME/CFS), con pi� di 13 milioni di dollari investiti negli ultimi sei anni per catalizzare ricerca rivoluzionaria. Fondata dalla CEO/Presidente Linda Tannenbaum dopo che la figlia si � ammalata di sindrome da fatica cronica, la OMF ha recentemente ottenuto una vasta copertura mediatica quando ha ricevuto  $5 milioni dal Fondo Pineapple, costituito da un investitore di bitcoin anonimo.

Il nuovo Centro di Harvard sar� guidato dai membri del Comitato di Consulenza Scientifica della OMF il dottor Ronald G. Tompkins, ScD, e Wenzhong Xiao, PhD, della Harvard University e lavorer� in sinergia con il Centro di Ricerca Collaborativa sulla ME/CFS a Stanford guidato da Ronald W. Davis, PhD, della Stanford University, pure fondato dalla OMF. Il team di consulenza scientifica della no-profit include tre premi Nobel cos� come illustri scienziati e clinici di tutto il mondo.

Gli obietti di questo nuovo Centro di Ricerca Collaborativa sulla ME/CFS di Harvard sono duplici. Il  primo � un obiettivo di ricerca di base: raccogliere dati molecolari sui muscoli e su altri tessuti colpiti dalla ME/CFS. Gli studi includeranno la valutazione di biopsie muscolari di pazienti comparati ai controlli incluse genomica, proteomica, e analisi ultrastrutturale. Il Dr. Tompkins ha estensiva esperienza in simili analisi su tessuti da pazienti ustionati. Sar� in grado di eseguire biopsie muscolari, e forse biopsie di altri tipi di tessuti, espandendo grandemente la ricerca, che finora ha coinvolto l�analisi di cellule sanguigne. Una focalizzazione di questo nuovo lavoro sar� di studiare l�eziologia del Malessere Post-Sforzo (Post-Exertional Malaise - PEM).

Il secondo obiettivo � di stabilire un Network di Trial Clinici per facilitare studi clinici multi-centro su potenziali trattamenti efficaci per la ME/CFS. Le risorse cliniche al MGH, sotto la guida del dottor Ron Tompkins, sono estensive, rendendolo un sito ideale per supervisionare e condurre studi clinici. Questa � una grande opportunit� per stabilire standard e l�infrastruttura per trial clinici rigorosi.   
 
La OMF sta anche finanziando l�espansione del suo Stanford Data Center per lo studio sui pazienti severamente ammalati (Severely Ill Patients - SIPS) per includere tutti i dati dai Centri di Ricerca Collaborativa sulla ME/CFS di Stanford e di Harvard, cos� come i dati da ogni altra ricerca che la OMF sta finanziando. I risultati clinici dai SIPS sono in questo momento gi� aperti ai ricercatori con accesso attraverso il sito web della OMF. Questo centro dati espanso dar� ai ricercatori un accesso veloce a un ammontare massiccio di dati di ricerca.

Per interviste e per ulteriori informazioni, contattare whoisylvia@aol.com per la OMF.


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16 maggio 2018

RI-REGISTRARSI ALLA OMF

Su richiesta della Open Medicine Foundation, informiamo che per via delle nuova regole sula privacy del�Unione Europea, non potete pi� ricevere loro notizie se non vi (ri)registrate (opt-in). Per cui se non lo avete ancora fatto, provvedete qui.

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15 maggio 2018

#MILLIONSMISSING DISCORSO DI JENNIFER BREA

Quello che segue � la traduzione della trascrizione del "discorso di Los Angeles" tenuto da Jennifer Brea che si pu� veere in questo video.

Ciao Los Angeles!
Luned� ho avuto una brutta ricaduta e purtroppo oggi non posso essere con voi. Mi dispiace moltissimo.

Voglio ringraziare tutti quelli che sono usciti, che si sono resi visibili, anche se sappiamo che pagheranno un prezzo. Grazie anche a chi � venuto a sostenerci. Qui stiamo lottando per le nostre vite. Solo se lottiamo insieme possiamo sperare di vincere qui a Los Angeles e in pi� di 100 citt� in giro per il mondo.

In questi ultimi anni abbiamo ottenuto tanto, abbiamo fatto tanto far conoscere la ME. Non so quante volte ho raccontato la mia storia.
Ora si tratta di andare oltre, oltre la sensibilizzazione. � il momento di lavorare sodo, di andare avanti e agire insieme, passo dopo passo, e mano nella mano.

Voglio iniziare parlando di Los Angeles. Per motivi puramente casuali, tre delle pi� importanti organizzazioni nel mondo che si occupano di ME si trovano nell�area di Los Angeles: la Open Medicine Foundation, Solve ME/CFS e MEAction.

#MillionsMissing non si limita a una giornata di azione globale. � una chiamata per lavorare insieme, per organizzarci, nelle nostre comunit� locali durante tutto l�anno. Quindi continuiamo a riunirci, a incontrarci, per vedere quello che possiamo fare per trasformare Los Angeles non in un centro di eccellenza ma in una �Citt� di Eccellenza� per la diagnosi e la cura di questa malattia.

Nei prossimi anni andiamo a parlare in ogni scuola per infermieri, in ogni facolt� di medicina, ogni ospedale, ogni centro sanitario pubblico. Stimoliamo l�interesse di nuovi medici e ricercatori interessati alla nostra malattia. Basta con le diagnosi errate.

Andiamo dagli afro-americani, gli ispanici e gli asiatici, i popoli indigeni, i musulmani, tutti quelli che NON partecipano ai nostri scambi online, che NON ricevono cure, che NON fanno parte della nostra comunit�. Lottiamo per strutture scolastiche e lavorative, per case sicure e per sussidi di invalidit� che ci sono stati gi� concessi ma che a molti di noi sono ancora negati per pregiudizio o per ignoranza. Andiamo a parlare con ogni uomo politico del nostro distretto, facciamo visita alle 18 sedi del Congresso a Los Angeles. Poniamo fine al flagello di suicidi e senzatetto.

Dobbiamo farlo perch� ormai la parit� non ci basta pi�. Ci sono molte malattie croniche che ricevono fondi e non sono pi� stigmatizzate - non solo noi non conosciamo le cause, non abbiamo cure efficaci, per non parlare di una cura definitiva. Se vogliamo costruire un mondo in cui tutti i malati di ME ricevono una diagnosi e hanno la possibilit� di accedere a cure efficaci, dobbiamo alzare l�asticella. Dobbiamo dare una scossa alla medicine e alla scienza.

Abbracciamo anche il movimento delle donne, il movimento per i diritti dei disabili, ogni malato cronico che lotta per essere riconosciuto e per avere accesso alle cure. Soprattutto chi soffre della sindrome Ehlers-Danlos, di POTS, di disautonomia, di endometriosi, di una disfunzione nell�attivazione dei mastociti, di sensibilit� chimica multipla, del morbo di Lyme, di fibromialgia. Sappiamo di essere cugini o almeno doppelg�nger. Non sappiamo perch� ma dobbiamo scoprirlo.

Troveremo una via di uscita e costruiremo il mondo di cui abbiamo bisogno per la nostra malattia, senza mai dimenticare le cose fondamentali di quello che noi con la ME abbiamo dovuto sopportare: il pregiudizio contro la disabilit�, il sessismo e il modo sbagliato in cui la medicina diagnostica, tratta e ascolta i pazienti.

E ora voglio rivolgermi a Washington. Francis Collins, Lei ha il potere di porre fine a questa crisi e di restituire milioni di persone nel mondo alle loro vite. Ha detto �una buona scienza richiede tempo�. Io non ho tempo. Sono giovane ora. Sono viva ora. E per ogni giorno che Lei non agisce, io perdo un pezzo di vita, la mia vita. Abbiamo gi� perso cos� tante persone al suicidio, alle forme pi� devastanti di questa malattia. Abbiamo perso decenni. ORA � il momento di agire. Misure a met�, gesti simbolici, piccoli passi equivalgono a non azione e non li accettiamo. Accetteremo solo quello di cui abbiamo bisogno e quello che ci meritiamo � investimenti massicci e un piano, un vero piano, in cui si elenca quello che si intende fare per guarire ME.

La CFS Associazione Italiana ringrazia Maggie Federico per la traduzione.


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14 maggio 2018

IL "WITNEY PLEA"

Invitiamo tutti i pazienti (ed eventualmente i familliari e gli amici) che sono su Facebook, Twitter e su altri social media a partecipare al "Whitney Plea" (la Supplica di Whitney).

Janet Dafoe in questo video racconta come il figlio non sia in grado di parlare. Quando riesce a comunicare lo fa a gesti e chiede "Per piacere, voglio stare meglio", mettendo le mani giunte in forma di preghiera e portando poi l'indice al cielo nel modo in cui lo fa lei in questo video. Chiede di amplificare la sua voce partecipando a questa campagna.
Registratevi in silenzio facendo il "Whitney Plea" e mandate il filmato via e-mail a millionsmissing@meaction.net e postatelo sui social media con l'hashtag #WhitneyPlea. Verranno raccolti tutti e mandati alle autorit�, insieme alla richiesta di finanziamento e di ricerca.

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13 maggio 2018

UNO STUDIO  SULLE SOTTOPOPOLAZIONI CELULARI T E NK

Diversi studi sulla CFS/ME mostrano alterati profili immunologici, per cui questo studio si proponeva di esaminare le differenze pi� significative, e in particolare le sottopopolazioni cellulari T e NK che possono essere condizionate da infezioni virali, per capire se possono essere utili nella diagnosi e nella caratterizzazione dei pazienti. Sono stati esaminati 76 pazienti, che soddisfacevano i Criteri di Consenso Canadesi e 73 controlli sani, accoppiati per et� e gender. L'immunofenotipizzazione di differenti sottopopolazioni di cellule T e di cellule natural killer nel sangue periferico sono state determinate con citometria di flusso.

I pazienti di ME/CFS mostravano valori significativamente inferiori di cellule T regolatrici(CD4+CD25++(high)FOXP3+) e pi� elevate cellule NKT-like (CD3+CD16+/−CD56+) rispetto alle persone sane. Rispetto ai fenotipi NK, l'NKG2C era significativamente pi� basso e l'NKCD69 e NKCD56 bright erano significativamente pi� alti nel gruppo dei pazienti. Si � generato un modello di classificazione usando le differenze di fenotipo cellulare pi� rilevanti (NKG2C e cellule T regolatrici). Questo modello � stato in grado di classificare gli individui come pazienti con la ME/CFS o come persone sane nel 70% dei casi.

Le differenze osservate in alcune delle sottopopolazioni di cellule T e NK fra i pazienti e i controlli sani potrebbero definire un distinto profilo immunologico che pu� aiutare nel processo diagnostico dei pazienti di ME/CFS, contribuire al riconoscimento della malattia e nella ricerca di trattamenti pi� specifici, Tuttavia sono necessari altri studi per corroborare queste scoperte e contribuire a stabilire un consenso nella diagnosi.

Per saperne di pi� si legga qui.

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12 maggio 2018

12 MAGGIO GIORNATA MONDIALE CFS/ME

Unisciti alla campagna #MillionsMissing sui Social !!!
Gli Hashtags da usare : #MillionsMissing #CanYouSeeMENow?
(traduzione:#millioniscomparsi/#PuoiVedermiOra?)

a) Metti le tue scarpe fuori dalla porta di casa con una nota:
Domani 12 Maggio metti un paio di scarpe o pi� scarpe sulla soglia d�ingresso, in giardino o davanti al tuo garage con una con un biglietto dove spieghi cosa rappresentano per te queste scarpe ora che sei malato di CFS/ME. Fai una foto delle scarpe con il biglietto e condividi su twitter usando Hashtags: #MillionsMissing #CanYouSeeMENow? (traduzione:#millioniscomparsi/#PuoiVedermiOra?)
Tutti possono partecipare non solo i pazienti ma anche amici e parenti dei pazienti.
Esepio di frase di un paziente malato:� non posso nemmeno camminare fino al garage�
Esepio di frase di un amico di un malato: �Mio fratello dovrebbe esser qui�

b) Mostrate le vostre facce
Postando un selfie dal Vostro letto con una scritta dove dite che siete uno dei MillionsMissing. Potete creare un manifesto con questo link https://drive.google...k9EqWYKaT1n-EFd oppure un vostro manifesto senza dimenticarvi di includere Hashtags: #MillionsMissing / #CanYouSeeMENow?

c) Fai un video
Racconta un po� la tua storia dicendo che cosa vorresti chiedere al tuo governo per aiutarti con questa malattia. Inseriscilo direttamente o mandalo via email a millionsmissing@meaction.net con un link via WeTransfer, Google Drive or Dropbox.
Usa la cornice the #MillionsMissing per la tua foto profilo usando questo link https://twibbon.com/...llionsmissing-5

d) Manda Dei Tweet al Tuo Governo
Chiedendo pi� fondi per la ricerca ad esempio.

UNISCITI AL NOSTRO INCONTRO ONLINE VIRTUALE In diretta per 24 ORE da Auckland a Honolulu.
I pazienti che non possono uscire potranno collegarsi direttamente con altri pazienti per condividere le proprie storie e potranno anche collegarsi con i pazienti uniti a protestare nelle piazze. LInk per colegarsi: https://my.meaction.net/events/millionsmissing-global-virtual-meetups-for-may-12e

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11 maggio 2018

LETTERA A FANCIS COLLINS


Vi invitiamo a firmare questa lettera di richiesta fondi e attenzione scientifica per la ME/CFS.

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10 maggio 2018

COMUNICATO STAMPA IN VISTA DELLA GIORNATA MONDIALE DELLA CFS/ME


Il 12 maggio si celebra la giornata mondiale di sensibilizzazione sulla Sindrome da Fatica Cronica / Encefalomielite Mialgica (CFS/ME) una patologia multi-sistemica grave che, per citare la Guida per i Clinici della associazione internazionale della CFS/ME, recentemente tradotta e finalmente disponibile in italiano, � �caratterizzata da una fatica debilitante, malessere post-sforzo, dolore, problemi cognitivi, disfunzione del sonno e sintomi autonomici. La caratteristica chiave della sindrome, il malessere post-sforzo, � l�esacerbazione dei sintomi a seguito di una minima attivit� fisica o mentale, che pu� persistere per ore, giorni o anche settimane. Il riposo e il sonno producono solo moderato sollievo dalla fatica e dagli altri sintomi. La malattia � anche caratterizzata da un funzionamento fisico e/o cognitivo sostanzialmente ridotto�. 

Si tratta di una malattia estremamente invalidante che per� viene molto ridicolizzata e incompresa, anche per il nome �Sindrome da Fatica Cronica� che fa pensare che sia solo essere stanchi, quando i malati sono funzionalmente pi� compromessi, hanno una qualit� della vita pi� bassa e tassi di invalidit� pi� alti di pazienti con l�AIDS, la sclerosi multipla, il diabete, l�artrite reumatoide o il cancro. Questa dei pazienti di CFS/ME � una crisi globale con l�80% dei pazienti che non � in grado di lavorare o di frequentare la scuola e il 20% dei pazienti che � completamente confinato in casa, a letto o su una sedia a rotelle. La comunit� (scientifica e no) ne sta prendendo nota, con crescente interesse: i CDC di Atlanta hanno quest�estate adottato un nuova definizione di caso (https://www.cdc.gov/me-cfs/index.html), dopo pi� di vent�anni dalla formulazione di quella precedente, tutt�ora comunque un punto di riferimento; lo scorso marzo c�� stato il primo summit di clinici americani esperti sulla patologia; gli inglesi hanno annunciato l�imminente revisione dei loro criteri NICE; articoli sulla patologia hanno trovato spazio su numerose testate, da ASBMB Today dalla Societ� Americana per la Biochimica e Biologia Molecolare, rivista letta da pi� di 30.000 scienziati, a giornali pi� di mainstream; grande impatto e visibilit� a milioni di scomparsi (#MillionsMissing) � venuta dal documentario Unrest, disponibile anche con sottotitoli su Netflix e su Vimeo (https://vimeo.com/ondemand/unrest/231152773)�  

In Italia il primo a parlarne � stato il prof. Tirelli, oncologo del Centro di Riferimento Oncologico � Istituto Nazionale Tumori di Aviano (PN), citato anche recentemente in un importante studio firmato dottor Montoya (pubblicato su PNAS), della Facolt� di medicina dell�Universit� di Stanford, che ha trovato una �firma di citochine� collegata alla severit� dei sintomi dei pazienti. Si � a lungo sospettato che l�infiammazione avesse un ruolo centrale della patogenesi della CFS/ME. Sebbene si siano individuate come diverse solo due citochine (TGF-β pi� elevata e resistina pi� bassa) ben 17 citochine si correlano alla severit� della malattia nei pazienti, 13 delle quali sono pro infiammatorie.

Il prof. Tirelli, ora anche direttore del Centro Tumori, Stanchezza Cronica, Fibromialgia e Ossigeno-Ozonoterapia presso la Clinica MEDE a Sacile, in provincia di Pordenone, insieme al prof. Franzini, presidente della SIOOT (Societ� Scientifica Italiana di Ossigeno Ozono Terapia) e ad altri medici, ha recentemente scritto un articolo, accettato per la pubblicazione sul Global Journal For Research Analysis, in cui parla della potenziale efficacia della terapia con l�ozono nel trattamento dei sintomi di questi pazienti. Secondo lo studio, svoltosi su 65 pazienti fra i 13 e i 60 anni, 52 pazienti (l�80%), che hanno ricevuto la somministrazione per auto-emo-trasfusione, hanno riportato un miglioramento della sintomatologia di oltre il 50%, senza effetti collaterali. Molti pathway molecolari (HIF-1�, NFAT, Nrf2-ARE, AP-1) vengono beneficiati da questa terapia, con risvolti positivi sul sistema antiossidante endogeno, l�attivazione delle funzioni immunitarie e la soppressione dei processi infiammatori.

La CFS Associazione Italiana onlus (http://www.stanchezzacronica.it/index.htm) e la Associazione CFS onlus (http://www.acfsonlus.org/) hanno organizzato per il prossimo 8 giugno, a Thiene (Vicenza), un convegno sulla patologia, aperto a medici e pazienti, e valido per  la formazione professionale dei giornalisti (perch� si evitino facili stereotipi e in questo modo cattiva informazione). Questo incontro sar� una tappa del Tour Mondiale per Mettere Fine alla ME/CFS della Open Medicine Foundation, una fondazione che in pochi anni � diventata uno dei punti di riferimento per i pazienti e che ha recentemente ricevuto una donazione di 5 milioni di dollari per la ricerca, molto necessaria. Stanno lavorando a quattro diversi marcatori biologici e uno di questi dovrebbe essere disponibile gi� per la fine dell�estate.


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8 maggio 2018

BBC NEWSBEAT: ME and me

La paziente Emma Donohoe indaga su come i giovani convivono con questa malattia: qui (in inglese)

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4 maggio 2018

DOPO UNREST

Un piccolo documentario sulla CFS, nato in Australia, come "continuazione" di "Unrest: qui.

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3 maggio 2018

INTERVISTA A LEONARD JASON SULLE DEFINIZIONI DI CASO

Qui (in inglese).
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28 aprile 2018

QUATTRO POSSIBILI BIOMARCATORI

Ron Davis, intervistato, dice che stanno lavorando su quattro diversi possibili biomarcatori e che si aspettano belle novit� per la fine dell'estate probabilmente: qui.

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27 aprile 2018

#art2cureME

La campagna di sensibilizzazione di Anil van der Zee #art2cureME: qui in italiano.
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19 aprile 2018

COSTANZO SHOW

Il prof. Tirelli sar� ospite del Maurizio Costanzo Show e parler� anche di Sindrome da Fatica Cronica.

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11 aprile 2018

UN QUESTIONARIO DI RICERCA SULLA RISPOSTA ANOMALA ALLO SFORZO

Invitiamo tutti i pazienti che sanno bene l'inglese a partecipare a questo questionario di ricerca sulla risposta anormale allo sforzo fisico e cognitivo nella ME/CFS, fatto molto bene. E' lungo e faticoso, ma vale la pena. Si pu� fare in pi� tappe.

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5 aprile 2018

UNA NUOVA IPOTESI PER LA CFS/ME: LA TRAPPOLA METABOLICA

Una nuova ipotesi per a CFS/ME � stata proposta dal Robert Phair, ingegnere e biologo la cui compagnia � Integrative Bioinformatics � usa un processo di realizzazione di modelli cinetico meccancisti che permettono ai ricercatori di testare ipotesi complesse rispetto a dati biomedici sperimentali.

I dati gli hanno fatto ipotizzare che davanti ai suoi occhi si aprisse una "trappola metabolica" - una sorta di dolina, di voragine, biologica. Una volta iniziato questo processo, che coinvolge l'ossidazione degli aminoacidi, non vedeva alcuna via d'uscia per il paziente di ME/CFS senza un aiuto esterno (ovvero un trattamento).
Lui e il dottor Davis ritengono che questo modello possa ragionevolmente spiegare i sintomi di CFS/ME. Ha perci� creato dei modelli che possano simulare e quindi testare questa ipotesi.

Esaminando gli esoni (la parte di DNA che codifica per le proteine) di pi� di 100 geni coinvolti nella produzione di energia ha trovato una variante che si trova nella popolazione generale, ma pi� frequentemente nei pazienti di CFS/ME e, scavando ulteriormente nei geni che codificano la sintesi del NAD dal triptofano, ha trovato due altre varianti. Queste varianti potrebbero impattare significativamente in modo negativo il funzionamento di enzimi chiave che processano importanti metaboliti coinvolti nela produzione di energia e nel funzionamento cerebrale e immunitario.

Per saperne di pi� si legga qui.

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4 aprile 2018

UN VIDEO DOCUMENTARISTICO

Qui un piccolo video documentaristico per "combattere l'incredulit�" di quello che comporta vivere con la patologia.

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22 marzo 2018

RIPENSARE IL TRATTAMENTO DELLA CFS

Su BMC Psychology - qui - � uscito un articolo sul ripensare il trattamento della CFS - una rianalisi e rivalutazione degli studi sull'efficacia dell'esercizio graduato e della terapia cognitivo comportamentale. Conclusione: c'� ragione di preoccuparsi della robustezza delle dichiarazioni che dicono che sono efficaci.I modesti effetti ottenuti in misurazioni auto-riportate dei trial PACE non superano quello che pu� ragionevolmente attribuirsi a un bias dei partecipanti.

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19 marzo 2018

ME RICONOSCIUTA IN OLANDA

Ci comunicano ottime notizie dell'Olanda, dove la ME � stata finalmente riconosciuta dal Consiglio per la Salute come grave malattia croncia, che necessita ricerca e attenzione sanitaria.
Qui il comunicato stampa in inglese.

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18 marzo 2018

LA CORTENE STUDIA UN NUOVO FARMACO PER LA CFS/ME

Nei mesi a venire una piccola compagnia farmaceutica, la Cortene, far� un trail clinico per un nuovo farmaco per la CFS/ME.

La nuova ipotesi proposta � che un recettore chiamato CRF2, che fa s� che i neuroni rilascino serotonina, sia inusualmente presente in alcune parti del cervello dei pazienti di CFS/ME. La Cortene crede che questi elevati livelli di serotonina - come risposta a livelli di stress anche molto piccoli - causino la patologia.

L'approccio di Cortene prevede di ricreare la risposta naturale dell'organismo per mettere fine alla risposta allo stress, che consiste nella endocitosi (i recettori CRF2 presenti sulla superficie dei neuroni tornano all'interno dei neuroni), un meccanismo che per qualche ragione si sarebbe bloccato nella CFS/ME. Se il loro approccio funziona, questo teoricamente riporterebbe il sistema ad una configurazione pre-malattia.

Il farmaco della Cortene, il CT38, � un agonista del CRF2.
Non c'� un modello animale per la CFS/ME. Tuttavia se la malattia fosse dovuta a una eccessiva attivit� dei CRF2, stimolarne i pathway dovrebbe causare i sintomi. Ed � proprio quello che a somministrazione di CT38 nel modello animale ha mostrato: gli animali a cui � stata la somministrazione del farmaco hanno avuto una sintomatologia simil-CFS/ME, che � venuta meno una volta che l'effetto del farmaco � diminuito.

Dosaggi alti di CT38 portano sintomi simil CFS/ME, ma dosaggi molto alti no: questo perch� probabilmente il CRF2 viene internalizzato. Usare dosaggi molto alti � rischioso, ma si possono avere risultati simili mantenendo un dosaggio pi� basso pi� a lungo. Se l'ipotesi della Cortene � corretta, questo dovrebbe riportare il sistema alla normalit�.
Il CT38 � stato provato sugli esseri umani in un trial in fase 1, e sembra che gli effetti collaterali siano stati gli stessi di quelli delle cavie: specificatamente un aumento delle pulsazioni e una diminuzione della pressione. I risultati, di propriet� della Cortene, non sono stati pubblicati, ma dicono che un rapporto di quattro volumi contente lo studio � stato presentato alla FDA.

Ora si proceder� a uno trial clinico di fase 1/2. Fase 1 perch� si testano tollerabilit� e dosaggio e fase 2 perch� efficacia e tollerabilit� possono solo essere testati su pazienti. E questo avverr� con la supervisione delle note cliniche esperte di CFS/ME Lucinda Bateman e Suzanne Vernon al Bateman Horne Ceter in Utah (USA).

Per saperne di pi� si legga qui.

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12 marzo 2018

SUMMIT DEI CLINICI AL BATEMAN HORNE CENTER (2-3 MARZO, 2018)


In occasione del convegno tenutosi lo scorso agosto a Stanford, Ron Davis ha lanciato una sfida e ha invitato i clinici a fare un incontro fra loro per guidarli su che cosa � necessario studiare e ricercare. Perch� molti degli scienziati non hanno familiarit� con la presentazione clinica. Il Bateman Horne Center ha raccolto questa sfida e si � tenuto un incontro di tredici clinici con esperienza nella ME/CFS lo scorso 2-3 marzo per creare delle strategie utili. � stata una tavola rotonda fra pari. I partecipanti sono stati: Lucinda Bateman, Nancy Klimas, Anthony Komaroff, Susan Levine, Jose Montoya (malato, non era presente fisicamente), Benjamin Natelson, Dan Peterson, David Kaufman, Alison Bested, John Chia, Theresa Dowell, Richard Podell, Chuck Lapp. Come osservatori: Ron Davis e Suzanne Vernon, Miriam Tucker (una giornalista che si occupa di medicina), Lily Chu e Maria Herman (che scrivono di medicina) e altri (clinici del Bateman Horne Center, la presidente della OPen Medicine Foundation...).

Gli obiettivi dell�incontro sono stati:

Primo: proporre la collaborazione clinica, per ridefinire la conoscenza clinica ed espandere il numero di clinici esperti in ME/CFS.

Secondo : fare un sunto dei metodi diagnostici e terapeutici efficaci, indicando gli studi scientifici che li supportano

Terzo: distillare in modo rigoroso le conoscenze e intuizioni cliniche che possano guidare, indirizzare, spingere avanti la ricerca (esigenza nata dal simposio di Stanford tenutosi lo scorso agosto)

Si � partiti dall�osservazione della presenza di una situazione di crisi: i pazienti di ME/CFS non hanno accesso alla medicina moderna (un bisogno drammatico indicato dal rapporto dello IOM). Ci sono due esigenze critiche che si attorcigliano: la necessit� di progresso scientifico (biomarcatori, diagnosi e trattamento) e l�accesso a medici interessati e preparati. L�attuale maggior barriera � l�atteggiamento nei confronti della patologia (dubbi, stereotipi, false credenze, che fare una diagnosi non aiuti i pazienti, il nome che fa credere che la malattia sia meno grave di quello che �) e l�informazione e la disseminazione scientifica possono essere molto utili per superare questo problema.

Sono stati tutti d�accordo su:
- usare la doppia dicitura ME/CFS, aiutare i medici a familiarizzare con �encefalomielite mialgica� ed evitare di usare �sindrome da fatica cronica� da sola (questo anche per la codifica fatta dall�Organizzazione Mondiale della Sanit�: se si usa solo CFS si ricade nella generica fatica cronica, se si usa CFS/ME si va al codice corretto).
- Rigettare le raccomandazioni dei trial PACE, la GET e la CBT. Non sono utili, e possono essere dannosi.

E questo � stato solo l�inizio.


Qui il video in proposito.


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11 marzo 2018

CFS/ME su ASBMB

Un lungo pezzo sulla ME/CFS pubblicato su ASBMB Today dalla Societ� Americana per la Biochimica e Biologia Molecolare, rivista leta da pi� di 30.000 scienziati: qui.

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2 marzo 2018

LE INTERVISTE DEL CSV

Intervista a Girolamo e Chiara Carollo della Associazione CFS Veneto: qui.

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24 febbraio 2018

UNA MISURAZIONE OBIETTIVA PER LA FATICA?

"Recentemente, i ricercatori stanno usando degli occhiali computazionali per valutare l'associazione fra la fatica e rapidi movimenti degli occhi chiamati 'saccadi'.

Le saccadi si riferiscono a dei movimenti rapidi e simultanei di entrambi gli occhi che si verificano in una specie di movimento a salto. Questo genere di movimenti si verificano quando i nostri occhi danno una scorsa all'amibiente circostante e quando stiamo leggendo. (I ridotti movimenti oculari potrebbero essere coinvoti nei problemi a leggere che hanno alcuni pasienti di ME/CFS/MF?)."

Qui l'articolo in proposito.

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23 febbraio 2018

UN DIBATTITO

Presentati da David Tuller, Lily Chu, Ron Davis, Allison Ramiller e Jos� Montoya e lui stesso parlano di CFS/ME dopo la proiezione del film "Unrest": qui.

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22 febbraio 2018

MERCOLD� DELLA SCIENZA DELLA OMF  (traduzione in italiano)

Che cosa fanno le cellule T e B e perch� sono importanti per la ricerca sulla ME/CFS?
https://www.facebook.com/hashtag/omfsciencewednesday?source=feed_text&story_id=1380678918703192

https://www.omf.ngo/2018/02/21/what-do-t-cells-and-b-cells-do/

In questo Mercoled� della Scienza della OMF (#OMFScienceWednesday), guardiamo a due tipi di cellule del nostro sistema immunitario che ultimamente sono state particolarmente interessanti nella ricerca sulla ME/CFS: le cellule T e le cellule B. 
Entrambi questi tipi di cellule sono importanti per difenderci dalle infezioni, ma lo fanno in modi diversi:
�    Le cellule B producono anticorpi per �catturare� i germi invasori. Qualche volta producono autoanticorpi che per errore prendono a bersaglio i nostro stessi tessuti, e alcuni studi suggeriscono che stia succedendo questo nella ME/CFS. Il farmaco Rituximab, che si crede esaurisca le cellule B, � stato testato nei pazienti nella speranza di smorzare la sovra-attivit� delle cellule B (vedete il post della scorsa settimana per ulteriori notizie)
�    Le cellule T usano altri metodi, inclusa la segnalazione attraverso la produzione di citochine. Un sottogruppo conosciuto come cellule T �killer� prende come bersaglio e elimina direttamente le cellule infette. Rimanete sintonizzate per prossimi post che spiegano la ricerca che stiamo finanziando sulle cellule T al Centro di Ricerca Collaborativa sulla ME/CFS a Stanford!  
Per saperne di pi� di quello che rende le cellule T e B speciali leggete: http://whoami.sciencemuseum.org.uk/whoami/findoutmore/yourbody/whatdoesyourimmunesystemdo/howdoesyourimmunesystemwork/whatdot-andb-cellsdo

La OMF ringrazia Giada Da Ros per la traduzione

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16 febbraio 2018

ANNUNCIO DI UN CONVEGNO ITALIANO TAPPA DELLA OMF

L'8 giugno ci sar� in Italia un convegno sulla CFS/ME che � tappa del Tour Mondiale della Speranza per Mettere fine alla CFS/ME della Open Medicine Foundation. Partecipate numerosi! Prestissimo vi comunicheremo tutti i dettagli dei partecipanti italiani. (Speravamo di farlo contestualmente ma revisioni dell'ultim'ora ce lo fanno posticipare). Qui l'annuncio ufficiale.

�La speranza � una piccola luce nel tuo cuore che ti dar� coraggio oggi e forza domani� 
 
Tour Mondiale della OMF per Mettere Fine alla ME/CFS:
Presto un Tour Europeo in Italia e nei Paesi Bassi!
 
Cari Amici Italiani e Olandesi della OMF,
 
Come madre di una figlia malata, sono ben consapevole di quanto importante sia la speranza per tutti voi con la ME/CFS. Mio marito Don e io abbiamo perci� deciso di imbarcarci di nuovo in un Tour Europeo della Speranza in Giugno e visiteremo i Paesi Bassi e l�Italia (e anche Invest in Me a Londra). In questo modo avr� anche la possibilit� di ringraziare personalmente i pazienti olandesi e italiani per il loro supporto e le loro azioni in questo scorso anno.
 
Vorrei incontrare quanti pi� pazienti, genitori e caregiver possibili! Far� un aggiornamento sulla ricerca della OMF per spiegare quello che stiamo facendo per sbrogliare la ME/CFS, condividere speranza, accrescere consapevolezza e incoraggiare tutti a essere parte della soluzione. Alla fine di ciascun discorso, sar� disponibile per rispondere a tutte le vostre domande.
 
La OMF � impegnata in ricerca aperta e collaborativa. Non vedo l�ora di vedervi presto in Europa per scambiarci speranza e idee per sconfiggere questa terribile malattia, insieme!
 
Programma del Tour Mondiale della OMF per mettere fine alla ME/CFS � Accelerare la Ricerca Collaborativa:
 
Paesi Bassi: Data: 3 giugno. Ora: 13.30u. Luogo: NH Hotel, Jaarbeursplein 24, 3521 AR Utrecht. Ospite: ME/cvs Vereniging. Speaker: Linda Tannenbaum e Dr. Ruud Vermeulen. Per ulteriori informazioni: www.me-cvsvereniging.nl. Partecipazione Gratuita, per registrarsi: contact@me-cvsvereniging.nl.
 
Italia: Data: 8 giugno. Ora: 14.30u-19.30u. Luogo: Casa Insieme, Via Braghettone 2, 36016 Thiene (VI). Ospite: CFS Associazione Italiana onlus e Associazione CFS Veneto onlus. Speaker: Linda Tannenbaum, Prof. Umberto Tirelli e altri medici di spicco della ME/CFS. Per ulteriori informazioni: http://www.acfsonlus.org/. Partecipazione gratuita, per registrarsi: a.cfs.veneto@gmail.com.
 
 
Con speranza per tutti,
LInda Tanenbaum
CEO/presidente della OMF
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15 febbraio 2018

MELLA SU RECENTI EVIDENZE

Il punto di vista del Dr. Olav Mella sulle pi� recenti evidenze a favore di fenomeni autoimmuni e disordini metabolici nella ME/CFS

Mercoled� della Scienza, 14 febbraio

https://www.facebook.com/hashtag/omfsciencewednesday�
https://www.omf.ngo/�/olav-mella-talks-autoimmunity-and-me�/

� il mercoled� della scienza della OMF (#OMFScienceWednesday)! Oggi condividiamo il video di una conferenza tenuta dal membro del comitato di consulenza scientifica della OMF, il dr. Olav Mella della Universit� di Bergen, Norvegia. In questa conferenza, il dr. Mella discute le evidenze a favore di fenomeni autoimmuni e disordini metabolici nella ME/CFS, e di quale potrebbe essere il significato di queste scoperte in termini di trattamenti. La conferenza � in norvegese, ma sono disponibili i sottotitoli in inglese dal menu del video.

Il dr. Mella ha evidenziato i seguenti punti:
� Autoimmunit�: � chiaro che il sistema immunitario � coinvolto nella patogenesi della ME/CFS, e ha notato che sebbene ci sia evidenza di autoimmunit�, la ME/CFS non si comporta come una malattia autoimmune �classica�;
� Genetica: molti studi hanno riportato evidenze di una predisposizione genetica nella ME/CFS, e il suo team sta attualmente studiando delle famiglie per avere una maggiore comprensione di questo aspetto;
� Citochine: ritiene che le numerose anomalie osservate nelle citochine - molecole di segnalazione che possono indicare processi infiammatori - possano riflettere un processo sottostante implicato nella ME/CFS, ma � improbabile che rappresentino la causa o che detengano delle risposte;
� Rituximab: il gruppo del dr. Mella ha investigato il rituximab come possibile trattamento, data infatti l�evidenza che le cellule B sono iperattive nella ME/CFS, ridurne il numero con il rituximab potrebbe avere un effetto terapeutico sui pazienti. Il suo ultimo trial clinico con il rituximab non ha dimostrato miglioramenti significativi nel gruppo di pazienti studiati. Ritiene che i medici dovrebbero essere cauti nel raccomandare l�uso del rituximab, ma ritiene anche che ci sia un sottogruppo di pazienti in cui il farmaco sarebbe efficace. Il problema � che non esiste un marcatore che identifichi questi pazienti;
� Ciclofosfamide: l�ultimo trial clinico del dr. Mella con la ciclofosfamide, un farmaco che determina una immunosoppressione pi� generale, ha mostrato risultati preliminari pi� promettenti di quelli avuti con rituximab. Tuttavia i pazienti la tollerano meno - causa nausea.

Per maggiori dettagli, si rimanda al video su YouTube.

La Open Medicine Foundation ringrazia Paolo Maccallini per la traduzione.

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9 febbraio 2018

STUDIO DI VALIDAZZIONE DI METABOLOMICA

Un promettente aggiornamento sullo studio di validazione di metabolomica di Bob Naviaux

https://www.facebook.com/OpenMedicineFoundation/posts/1299729003464851

https://www.omf.ngo/2018/02/07/update-metabolomics-validation-study/

In questo Mercoled� della Scienza della OMF (#OMFScienceWednesday), abbiamo un promettente aggiornamento sullo studio di validazione di metabolomica che stiamo finanziando nel laboratorio del dottor Bob Naviaux all�Universit� della California,  San Diego. Questo studio � progettato per validare in modo indipendente le innovative scoperte dl dottor Naviaux della caratteristiche metaboliche della ME/CFS, pubblicate nel 2016.

Come alcuni di voi ricorderanno, lo studio iniziale del dottor Naviaux ha condotto un profiling metabolomico sui pazienti, per misurare i livelli di centinaia dei loro metaboliti del siero, le piccole molecole coinvolte nel metabolismo. Questo ha portato un quadro di diffuse perturbazioni nel metabolismo della ME/CFS comparata ai controlli sani � e cosa pi� importante, una �firma� metabolica che sembra distinguere i pazienti dai controlli. Questa � stata una eccellente notizia dato quanto fortemente il campo ha necessit� di un biomarcatore, che pu� aiutare a sviluppare il primo vero strumento diagnostico biologico per la ME/CFS. Ma tutti i potenziali biomarcatori devono essere validati, per cui questa � la ragione per cui abbiamo finanziato questo studio.

La notizia pi� recente � una gran notizia: 23 di 30 (77%) delle anormalit� dei pathway metabolici trovati nel primo studio sono stati validati dallo studio di follow-up, nonostante le grandi differenze nella pratica clinica e nella geografia fra i due gruppi di pazienti. Questi risultati supportano ulteriormente il fatto che questa firma metabolica pu� distinguere di pazienti di ME/CFS dai controlli sani. Il dottor Naviaux crede che questa firma metabolica ci dica che la ME/CFS risulti dalla persistenza di un programma metabolico simil-�dauer�, che porta a uno stato di conservazione di energia mediato dalla risposta di pericolo della cellula (CDR).
Per ulteriori informazioni sulle originali scoperte del dottor Naviaux, inclusa la sua teoria sul dauer e la CDR e sul perch� il dottor Ron Davis pensa che il suo lavoro sia cos� importante nella ricerca di un biomarcatore e una migliore comprensione della ME/CFS, si veda: https://www.omf.ngo/2016/08/30/mecfs-ground-breaking-metabolomics-results-by-ronald-w-davis-phd/

Per ulteriori informazioni sulle ultime dalla OMF, date un�occhiata alla newsletter di oggi: https://www.omf.ngo/2018/02/06/omf-newsletter-winter-2018/

La OMF ringrazia Giada Da Ros per la traduzione.

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6 febbraio 2018

UNA POESIA: ME - COPIA E INCOLLA

Di Bill Clayton con traduzione sotto di Valentina Vigan�, che ringraziamo.

M.E. � JUST CUT AND PASTE�..

Hair�s a mess, can�t get dressed
Can I shower, that�s the test
Done Ok, the shoes are on
Now where the hell�s my energy gone?
Another day has been a waste
Another day just cut and paste.

Can�t get the hang of doing nowt
Want to do, wanna go out
Every day just the same
Precious life going down the drain
Another day has been a waste
Another day just cut and paste.

Made a plan, things to do
Gotta get out, meet with you
Head�s a traffic jam again
Cones are out, no working men
Brain�s just stuck in bottom gear
No way I�m leaving here
Another day has been a waste
Another day just cut and paste.

Another day down the drain
Another day, lots of pain
Shakes like hell, couldn�t yell,
could hardly even speak
Words not there, people stare
Me feeling like a freak
Legs like stone, feel so alone
Need to be safe back at home
Another day has been a waste
Another day just cut and paste.

Politicians do your sums,
we�re not a load of idle bums
Don�t just stand and bang your gums
Don�t just cut and paste

ME won�t let us live,
for that sin I won�t forgive
It gives a little, takes a lot
But beware our souls can�t be bought
My inner strength will work tenfold
To leave M.E out in the cold
To this Illness I will lay waste
Spread the word��Just cut and paste�..

By Bill Clayton

Questa � la traduzione un po' libera

M.E. � COPIA E INCOLLA
Capelli un disastro, i vestiti non riesco a infilarli
La prova del nove � la doccia, riuscir� a lavarmi?
Ok ci siamo, adesso le scarpe le indosso
Ma ora dov�� l�energia? Finita nel fosso.
Un altro giorno cos� � andato sprecato
Un altro giorno cos� copiato e incollato.

A non fare nulla non mi abituer� mai
Voglio fare, vivere, e uscire sai?
Ogni giorno che passa � ugale al primo
Vita preziosa risucchiata nello scolo del lavadino
Un altro giorno cos� � andato sprecato
Un altro giorno cos� copiato e incollato.

Ho fatto programmi, una lista di cose da fare
Devo uscire adesso ho gente da incontrare
Ma la testa � intasata, lavori in corso senza personale
Il cervello incastrato in prima non riesce ad avanzare
Non si esce di qui, niente da fare
Un altro giorno cos� � stato sprecato
Un altro giorno cos� copiato e incollato.

Un altro giorno completamente perso
Un altro giorno dal dolore sommerso
Tremo tutto e le urla non ce la fanno ad uscire
Provo a parlare, e anche questo � destinato a fallire
La parola manca e la gente guarda il fenomeno da baraccone soffrire
Ho le gambe di pietra, e mi sento cos� solo
che casa al sicuro devo tornare al volo
Un altro giorno cos� � andato sprecato
Un altro giorno cos� copiato e incollato.

Politici vi esorto a fare due conti,
Non siamo un branco di fannuloni tonti
Non state l� sempre solo a vociare
Non state l� sempre a copiare e incollare
La ME non ci fa vivere,
E non gliela perdoner� mai
D� poco, toglie molto
La mia anima per� non la comprerai
Il mio spirito lotter� dieci volte pi� forte
Per vedere la ME condannata a morte
Io questa malattia la far� a pezzi finch� non mi molla
Spargi la voce per favore e fai copia incolla.


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3 febbraio 2018

IL FONDO PINEAPPLE AUMENTA LA SUA DONAZIONE A $5 MILIONI

Due settimane fa, il 14 gennaio 2018, la OMF ha ricevuto una donazione da 1 milione di dollari dal Fondo Pineapple per "accelerare la ricerca, cos� necessaria, per la ME/CFS e relative malattie croniche complesse"

Il Pineapple Fund si � cos� commosso dall'apprezzamento cos� accorato dalla nostra famiglia OMF negli USA e all'estero, che oggi ha aumentato la cifra dedicata di ulteriori $4 milioni tramite bitcoin, arrivando cos� a un totale di $5 milioni! Linda Tannenbaum, AD/Presidente della OMF, crede che questa donazione ulteriore si possa attribuire alla gratitudine prorrompente espressa dalla comunit� dei pazienti su Reddit e altri social media.

La OMF ha ricevuto migliaia di like e commenti su Facebook, Twitter e Reddit. I Pazienti e le famiglie si sono emozionate a questa meravigliosa notizia. Ecco due espressioni di gratitudine di vero cuore:

�Grazie per aver restituito la speranza ai malati. Mio figlio sta male da circa 10, e per la maggior parte del tempo la sua non � stata neanche riconosciuta come una malattia, figuriamoci una malattia seria. Spero che questa vita fatta di esaurimento e di dolore possa finire presto per lui e altri malati." Ann W.

�Grazie, Pineapple Fund, per aver visto oltre la coltre d'invisibilit� che cela questa orribile malattia dal pubblico e per aver riconosciuto questo disperato bisogno. La speranza che avete portato � palpabile" Liane B.

Ringraziamo tutti coloro che hanno espresso la loro gratitudine! Le vostre azioni e reazioni positive hanno davvero permesso un passo avanti alla ricerca


Questi fondi in pi� alimenteranno la ricerca gi� in corso in varie aree chiave: creare un test diagnostico per la ME/CFS; aumentare l'analisi dei dati dei pazienti; accelerare lo sviluppo di nuove tecnologie per identificare opzioni di trattamento; e, finalmente, la ricerca di una cura.

Esprimendo il proprio supporto per il lavoro della OMF "Pine" del Fondo Pineapple ha detto in un recente messaggio: "Conoscevo la ME/CFS gi� da un po', e so che � una condizione seria con poco e nulla in termini di trattamento e ricerca. Ho recentemente ricevuto lettere di supporto da accademici distinti nella materia a favore della OMF, e questo ha motivato la mia decisione!"


Siamo tremendamente grati al Pineapple Fund per aver acceso la fiamma della ricerca OMF e per averci consegnato la speranza!

La Open Medicine Foundation ringrazia Valentina Vigan� per la traduzione

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2 febbraio 2018

#OMF SCIENCE WEDNESDAY

E' #OMFScienceWednesday! La settimana scorsa il Dott. Ron Davis, Amministratore del nostro Consiglio Scientifico e Direttore del Centro per la Tecnologia del Genoma di Stanford, � stato invitato dall'Universit� del Texas a Dallas per presentare la sua Lectio Magistralis nella loro serie intitolata la "Green Systems Biology Distinguished Lecture Series". Ha sfruttato questa opportunit� per introdurre il tema della ME/CFS a circa 300 ricercatori di biologia e bioingegneria presso la UT Dallas, e per presentare le molteplici tecnologie che si stanno sviluppando presso il Centro per la Tecnologia del Genoma di Stanford e la loro applicazione diretta alla ME/CFS. Le informazioni sulla malattia hanno sbalordito la platea.

L'apertura del Dott. Davis sulla ME/CFS � stata interrotta da una domanda di un professore: "Non � una malattia molto rara?" Lui ha risposto precisando che la ME/CFS � pi� diffusa del morbo di Parkinson, la Sclerosi Multipla, e dell'AIDS - rendendola una delle malattie pi� diffuse. Questo ha sconvolto i ricercatori, provocando un'altra interruzione ancora: "Com'� possibile che una malattia cos� comune sia cos� poco conosciuta?"

Dopo aver aggiornato gli uditori sulle sfortunate motivazioni per la scarsa conoscenza e ricerca sulla ME/CFS, il Dott. Davis ha presentato la ricerca finanziata dalla OMF che si sta svolgendo nel suo laboratorio per sviluppare una migliore conoscenza, diagnosi, e trattamento della ME/CFS utilizzando tecnologie d'avanguardia. Il discorso � stato cos� intrigante che si � prolungato un'ora oltre il previsto per le domande, durante la quale il Dottor Davis non ha visto nessuno lasciare la sala (un evento pi� unico che raro per un seminario di ricerca, specie di tardo pomeriggio!). Sono stati colpiti dalla frequenza e severit� della malattia, e affascinati dalla natura della ricerca - e probabilmente la cosa pi� incoraggiante � che alcuni hanno chiesto come cominciare a indirizzare la loro ricerca sulla ME/CFS.

Siamo grati al Dott. Michael Zhang, Professore e Direttore del Centro per Biologia di Sistema presso la UT Dallas, per aver invitato il Dottor Davis a presentare questa lezione. Speriamo che la lezione e altri sforzi in tal senso continuino a diffondere la consapevolezza sulla ME/CFS nella comunit� medica e della ricerca, e incoraggiare pi� eccellenze a studiare quest'importantissima malattia. Di sicuro il Dottor Davis sar� felice di dare altre lezioni di questo tipo in futuro!

La Open Medicine Foundation ringrazia Valentina Vigan� per la traduzione.

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1� febbraio 2018

Il telefono del'associazione � temporaneamente fuori uso. Conitiamo di rimediare quanto prima. Grazie a tutti coloro che hanno segnalato il problema.

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25 gennaio 2018

CFS/ME: UN MANUALE PER LA PRATICA CLINICA


Al link trovate tradotto in italiano (dalla presidente della CFS Associazione Italiana Giada Da Ros), il Manuale per la Pratica Clinica sulla CFS/ME della IACFS, che � ora indicato dai CDC di Atlanta (USA) come uno dei principali punti di riferimento per i medici: qui.

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24 gennaio 2018

UNREST SU NETFLIX

Il pi� recente documentario sulla CFS/ME, "Unrest", di Jennifer Brea, � ora disponibile su Netflix, con i sottotitoli in italiano. Purtroppo CFS � stato tradotto "sindrome da stanchezza cronica" e non "sindrome da fatica cronica", ma pazienza.
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20 gennaio 2018

CDE SULLA CFS/ME

NINDS (L'Istituto Nazionale per i Disturbi Neurologici e l'Infarto americani) e I CDC di Atlanta (USA) fino a fine mese raccolgono commenti pubblici sulla prima bozza di Common Data Elements (CDE - dati comuni, in modo da uniformare le conoscnze di base) sulla ME/CFS: qui.

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19 gennaio 2018

REVISIONE DEI NICE

Il Dott Shepherd fa un riassunto dei punti chiave emersi dall'incontro che ha avuto luogo per dicutere la revisione dei criteri NICE (che saranno poi pronti per il 2020). Qui in proposito.

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12 gennaio 2018

MERCOLED� DELLA SCIENZA DELLA OMF: LANCIO DEL CENTRO DI RICERCA COLLABORATICA SULLA ME/CFS A STANFORD

� il Mercoled� della Scienza della Open Medicine Foundation(#OMFScienceWednesday)! Oggi festeggiamo il lancio del Centro di Ricerca Collaborativa sulla ME/CFS a Stanford, finanziato dalla OMF. Il team di ricerca di Stanford � tornato al lavoro questa settimana, e si � incontrato per pianificare i progetti che sono ora possibili grazie a questo generoso finanziamento.

Diversi punti sono stati discussi al pranzo di incontro:

1. Ron Davis ha dato a tutti il bentornato e ha parlato di quanto sia entusiasta che il team intensifichi la propria ricerca, di quanto potenziale vede nella scienza specialmente grazie a questo finanziamento addizionale e quanto grato sia alla OMF per averlo fornito;
2. Linda Tannenbaum, nostra CEO/presidente, ha rafforzato la missione della OMF di finanziarie ricerca che identifichi trattamenti e una cura, sottolineando l'urgenza per i pazienti;
3. Una grande priorit� � pubblicare i risultati che il team ha generato finora, incluso la potenziale piattaforma diagnostica, e gli studi di big data sui pazienti severamente ammalati e le loro famiglie;
4. Istituire una banca biologica di campioni dove siano state eseguite analisi standardizzate, che possano essere condivise da tutti i team che lavorano ai progetti;
5. Brainstorming su ciascuno dei progetti individuali (le cellule T e l�immunologia molecolare, uno studio esteso di big data sulle famiglie, tecnologia diagnostica e di screening farmacologico;
6. Metodi per la condivisione dei dati e comunicazione aperta con la comunit� dei pazienti.
Sentirete regolari aggiornamenti dai gruppi di questi progetti nei mesi a venire! Assicuratevi di rimanere aggiornati mettendo mi piace alla nostra pagina Facebook, se non lo avete gi� fatto. Per leggere ulteriormente a proposito del centro di ricerca collaborativa sulla ME/CFS a Stanford, date un'occhiata al nostro sito web: https://www.omf.ngo/collaborative-research-center-stanford/

La OMF ringrazia Giada Da Ros per la traduzione

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10 gennaio 2018

MERCOLED� DELLA SCIENZA DELLA OMF: METABOLOMICA

Buon anno nuovo e buon mercoled� della Scienza della Open Medicine Foundation (#OMFScienceWednesday)! Dal momento che diversi di voi l� fuori stanno recuperando dalle feste, l'argomento di oggi � la metabolomica.

La metabolomica semplicemente descrive un modo di studiare il metabolismo - cio� attraverso la misurazione dell'ammontare dei metaboliti (piccole molecole) prodotte dal nostro corpo quando convertiamo il cibo in energia e di altre molecole di cui le nostre cellule hanno bisogno per sopravvivere. La tecnologia della metabolomica � �a larga scala�, cosa che significa che con un singolo campione, ad esempio di sangue o di urina, possono essere misurati diverse migliaia di metaboliti.

La metabolomica � diventato un argomento molto caldo nella ricerca sulla ME/CFS, e uno che siamo coinvolti nel supportare, perch� il dottor Ron Davis e diversi gruppi indipendenti l�hanno utilizzata per dimostrare differenze metaboliche fra i pazienti e i controlli sani. Questo certamente ha senso sulla base di quello che sappiamo sulla malattia e per il fatto che i pazienti non hanno l'energia per svolgere le funzioni che in passato potevano svolgevano.

La metabolomica � incredibilmente complessa e pu� variare molto anche negli individui sani, per cui � importante raccogliere pi� dati possibili dai pazienti. Pi� dati della metabolomica ci aiuteranno a capire che cos'� che non funziona esattamente nel metabolismo della ME/CFS (o se in pazienti diversi stanno andando storte cose diverse), ci aiuteranno ad identificare biomarcatori metabolici, e si spera a puntare a un trattamento che possa compensare eventuali difetti del metabolismo.
Questo � il motivo per cui finanziamo gli studi come quello del laboratorio di Ron Davis a Stanford e del laboratorio di Bob Naviaux alla UCSD: https://www.omf.ngo/2016/09/09/updated-metabolic-features-of-chronic-fatigue-syndrome-q-a-with-robert-naviaux-md/

Per ulteriori informazioni sulla metabolomica e sul metabolismo, date un�occhiata qui: https://www.ebi.ac.uk/�/introduction-meta�/what-metabolomics

La OMF ringrazia Giada Da Ros per la traduzione
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29 dicembre 2017

MERCOLED� DELLA SCIENZA DELLA OMF

� #OMFScienceWednesday! Il team delle cellule T si � riunito proprio prima di partire per le vacanze, per pianificare uno dei progetti che stiamo finanziando presso il Centro di Ricerca Collaborativa di Stanford. Il team dar� seguito alle osservazioni del Dr. Mark Davis sull�attivit� delle cellule T nella ME/CFS, per studiare un nuovo gruppo di pazienti e capire cosa potrebbe significare l�attivit� delle cellule T per la nostra conoscenza della malattia e la ricerca di una cura.
Alcune delle migliori tecnologie esistenti per il sequenziamento della RNA e DNA di singole cellule T sono state realizzate proprio da questo team, grazie alla collaborazione tra i Dottori Mark Davis (Professore di Immunologia e Microbiologia) e Lars Steinmetz (Professore di Genetica)! Ora applicheranno queste tecnologie per approfondire la conoscenza sul ruolo delle cellule T nella ME/CFS. Il Team ha parlato di quali esperimenti potr� condurre nel 2018 grazie ai nuovi fondi della OMF, e ha sviluppato dei progetti per analizzare e interpretare i dati. Sono tutti entusiasti di cominciare questo importante progetto!

La Open Medicine Foundation ringrazia Valentina Vigan� per la traduzione.
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27 dicembre 2017

ASPETTI CARIDIOVASCOLARI NEL MALATI DI CFS: UNO STUDIO ITALIANO

Qui trovate un artciolo (in inglese) che valuta gli aspetti cardivascolari dei malati di CFS. La ricerca � stato coordinata, in accordo con AMCFS, dalla Professoressa Falcone, docente universitaria e cardiologa presso la Clinica Citt� di Pavia. La maggior parte dei parametri cardiologici dei malati testati non evidenza una significativa differenza rispetto ai pazienti sani.
� stato comunque riscontrata un'alta prevalenza di ipotensione e intolleranza ortostatica, con conseguenti sintomi correlati di vertigini, calo della concentrazione, tremori, nausea...
Hanno collaborato alla ricerca anche la dottoressa Enrica Capelli e il dottor Lorenzo Lorusso, rappresentanti del comitato scientifico della AMCFS.
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21 dicembre 2017

POSSIBILE DIFUNZIONE NOTTURNA DEL SISTEMA NERVOSO AUTONOMO CARDIACO NELLA CFS/ME

I risultati di un nuovo studio suggeriscono che ci sia una disfunzione notturna del sistema nervoso autonomo cardiaco nella CFS, con un pi� basso tono parasimpatico nel sonno profondo e un tono simpatico pi� elevato da addormentati. Qui per lo studio.
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19 dicembre 2017

STUDIO SUL MICROBIOTA: SI CERCANO PARTECIPANTI

Segnaliamo questa lodevole iniziativa della AMCFS: uno studio sul microbiota dei pazienti di CFS/ME (confrontati anche con familiari e amici-conoscenti). Si cercano partecipanti che devono inviare feci e saliva. I campiomi devono arrivare entro il 31 gennaio 2018. Qui  il foglio informativo per i soggetti reclutati.
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16 dicembre 2017

IL LAVORO PIONIERISTICO DEL DOTTOR MIKE SNYDER A STANFORD PER LA ME/CFS

�Mercoled� della scienza� della Open Medicine Foundation � OMF 13 dicembre 2017
Autore: Raeka Aiyar � liaison fra Stanford e la OMF sulla ricerca sulla ME/CFS

Buon #OMFScienceWednesday (Mercoled� della Scienza della OMF)! Oggi conosciamo la ricerca del dott. Mike Snyder, a capo del Dipartimento di Genetica alla Stanford University, il cui team � parte del Centro di Ricerca Collaborativa sulla ME/CFS a Stanford che stiamo finanziando.
Il dott. Snyder � un pioniere nell'area dell'uso di una variet� di tecnologie che monitorano la salute degli individui nel tempo, cosa che lui chiama �profiling delle omiche personali�. La sua ricerca, che descrive nel video sotto, si interroga su che cosa significhi essere in salute, e su come transizioniamo dalla salute alla malattia. Inoltre, come variano gli individui in questa transizione, e nella loro risposta agli elementi stressanti come i virus? Quale ruolo gioca la genetica in questo? Queste domande sono particolarmente importanti per una malattia come la ME/CFS, dove c'� cos� tanta variazione individuale e i virus giocano un ruolo che ancora non comprendiamo.
il dott. Snyder stesso � stato il primo volontario per questa ricerca. Nel corso di diversi anni ha donato dei campioni che sono stati utilizzati per generare miliardi di punti di dati nel corso di 10 infezioni da lui avute, inclusa la malattia di Lyme. I suoi dati molecolari hanno predetto in modo corretto che avrebbe sviluppato il diabete, cosa che � stata innescata da un�infezione virale. Oltre ai profili molecolari che utilizzano le tecnologie della genomica, il dottor Snyder nella sua ricerca usa anche dei dispositivi indossabili per monitorare il sonno, l'ossigeno, il ritmo cardiaco, e altro. il suo team ha espanso questa ricerca agli individui con il diabete e a molte altre malattie, inclusa ora la ME/CFS.

Qui potete vedere il video del dottor Snyder (in inglese, ndt): http://bit.ly/2ATfqye

Gli approcci del dott. Snyder al profiling delle omiche personali verranno applicate in uno dei progetti che stiamo finanziando al Centro di Ricerca Collaborativa sulla ME/CFS a Stanford. Potete leggere altro sui progetti del Centro e per donare per sostenere il loro lavoro qui (in inglese, ndt): https://www.omf.ngo/collaborative-research-center-stanford/

La OMF ringrazia Giada Da Ros per la traduzione
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15 dicembre 2017

CFS E GWI: DIFFERENZE NEL MICRO-RNA DEL CERVELLO DOPO L'ESERCIZIO

I risultati di uno studio recente del professor James Baraniuk e del professore assistente Narayan Shivapurkar della Georgetown University negli USA, mostrano che ci sono differenze nel micro-RNA del cervello dei pazienti di CFS e GWI (Malattia della Guerra del Golfo) dopo l'esercizio.
Si legga qui in proposito.

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14 dicembre 2017


CFS A "LA VITA IN DIRETTA"

I coniugi Carollo e altri vengono intervistati sulla CFS a "La Vita in Diretta": qui il video. 

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11 dicembre 2017

UNO STUDIO SUL DOSAGGIOD DELLE CITOCHINE: UN CERCA DI UNA DONAZIONE

L'Associazione CFS Veneto sta cercando di raccogliere 1400 euro per un progetto di ricerca specifico a cui, se volete, potete partecipare, con una donazione, ma non solo.

Dice il dottor Baritussio:
"Il valore di alcune citochine dei nostri pazienti, dosate all'ospedale di Padova, ha dato interessanti risultati, mostrando che la popolazione dei pazienti � eterogenea. Al fine di completare questa indagine, sarebbe importante dosare altre due citochine finora non considerate: IL-10 e IL-17. Il costo del kit dovrebbe aggirarsi intorno ai 1.400 euro: sarebbe pertanto importante una raccolta fondi con questo obiettivo"

Il kit servir� al professore e ai suoi colleghi per testare le citochine di tutto il gruppo coinvolto. Se interessati a contribuire e partecipare alla ricerca potete rivolgervi al telefono informativo 391 34 89 104 (luned�, mercoled�, venerd�; 9:30 - 11:00 e 17:30 - 19:30), al numero 340 069 7357 o all'indirizzo di posta elettronica a.cfs.veneto@gmail.com.

Invitiamo inoltre a chiedere a parenti e amici, come dono alternativo in vista delle imminenti festivit�, una donazione per la ricerca sulla nostra malattia.

Per chiunque volesse fare la donazione e detrarre l'importo dalla dichiarazione dei redditi, si pu� inserire come causale la dicitura "erogazione liberale", inviando privatamente all'associazione i propri dati per la spedizione via posta della ricevuta dall'associazione CFS Veneto.

Un grazie a coloro che parteciperanno.

Dona una goccia a chi � perennemente in riserva: IBAN ACFS onlus: IT11U 08807 60860 00200  8061011
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10 dicembre 2017

OSSIGENO E CFS

Un gruppo di ricercatori dell'Istituto per la ricerca in biomedicina (IRB Lleida) ha condotto uno studio pionieristico sulla CFS. Nello specifico, lo studio sottolinea l'uso dell'ossigeno come possibile biomarcatore nella diagnosi della malattia. Si legga in proposito qui.

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4 dicembre 2017

SUNTO DELLA CONFERENZA INVEST IN ME DI GIUGNO

La dotoressa Ros Vallings fa un sunto di quanto � stato detto alla conferenza di Invest in ME lo scorso giugno a Londra: qui.

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29 novembre 2017

UN CAMBIAMENTO NELL'APPROCCIO ALLA CFS/ME

Nuovo riconoscimento per la CFS. Un grande cambiamento nell'approccio al trattamento per una patologia un tempo accolta con scetticismo: un articolo del New York Times: qui.

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28 novembre 2017

WARREN TATE E LE RICERCHE IN CORSO IN NUOVA ZELANDA

Warren Tate, biochimico della universit� di Otago (Nuova Zelanda),  durante il ANZMES Annual General Meeting, ha presentato un interessante aggiornamento sulle ricerche sulla CFS/ME in corso in Nuova Zelanda che si pu� seguire a questo link.

Fra le osservazioni fatte, ha mostrato come negli studi sul proteoma e sul trascrittoma si � visto che nei pazienti di CFS/ME sono significamente modificati i seguenti sistemi biologici comuni:

AUMENTATI
sistema immunitario
infiammazione
citochine
apoptosi (ovvero morte autoprogrammata dele cellule)

DIMINUITI
Funzione mitocondriale (quindi la parte delle cellule preposta all'energia)
Metabolismo generale (dal'analisi genetica)
Metabolismo dei lipidi e del colesterolo (dall'analisi del proteoma)

E ha parlato di parlato epigenetica e di metilazione (l'aggiunta di un gruppo CH3 ai nucleotidi del DNA). Prima dei 20 anni di et�, circa il 2% del genoma � metilato, in seguito questa percentuale decresce a meno dell'1%, questo significa che l'espressione genica (la traduzione in proteine) diventa meno consistente con l'invecchiamento. Nei pazienti giovani con ME/CFS si � osservato che la metilazione � ridotta, al livello di persone sane molto pi� vecchie. Secondo Warren Tate questa ridotta metilazione (e dunque ridotta espressione genica) potrebbe essere la base dell'ipometabolismo descritto da Naviaux.

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27 novembre 2017

DONATE E LA FONDAZIONE GATES SI RADDOPPIA QUANTO DATE

La Fondazione di Bill & Melinda Gates doner� altrettanto di quanto donate voi quando donate attraverso la pagina FB della Open Medicine Foundation il 28 novembre: qui.

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26 novembre 2017

RICERCA ITALIANA SUL MICROBIOMA

L'AMCFS cerca campioni biologici dei pazienti per uno studio. Lo scopo � quello di raccogliere dati relativi alla composizione microbica del microbiota intestinale di soggetti affetti da Sindrome da Fatica Cronica. Per maggiori informazioni e per partecipare, si veda questo loro post su FB.

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24 novembre 2017

SOSTANZE NUTRACEUTICHE CHE POTREBBERO AIUTARE CONTRO I SINTOMI

I risultati preliminari di uno studio suggeriscono che una combinazione di sostanze nutraceutiche che sono coinvolte nella funzione mitocondriale e nella produzione di energia (coenzima Q10, acido alfa lipoico, acetil-L-carnitina, N-acetil cisteina, Vitamine B e altro) pu� migliorare i sintomi di CFS. Sono necessari approfondimenti.

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21 novembre 2017

NON � POSSIBILE DIMOSTRARE L'EFFETTO RITUXIMAB

Dal post di Paolo Maccallini su FB: �La conclusione � chiara: non � possibile dimostrare l�effetto di Rituximab sui pazienti selezionati per lo studio multicentrico, denominato RituxME, di cui ha parlato Olav Mella durante la conferenza sulla ME/CFS tenutasi questa settimana a Oslo. L�articolo scientifico sar� probabilmente pubblicato all�inizio del 2018.� � �Rituximab potrebbe non funzionare su pazienti ME/CFS selezionati attraverso i criteri diagnostici canadesi. Pu� anche darsi che solo un piccolo numero di pazienti, un sottogruppo, risponda positivamente al farmaco, e che il gruppo sia cos� esiguo da disperdersi negli studi di ampio respiro. D�altra parte, studi ancora pi� estesi potrebbero fornire dati pi� sicuri.�
Tante speranze andate in fumo. Ma questo conferma l'importanza di studi estesi, multicentrici e con gruppo placebo. Gli studi precedenti sul Rituximab nella ME/CFS - pi� piccoli e meno rigorosi - avevano tratto in inganno i ricercatori norvegesi e non solo.
� bene scoprire la verit�, anche se questa comporta un duro colpo per molti malati in giro per il mondo.

Qui l'articolo in norvegese.

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20 novembre 2017

GENERE, SESSUALIT�,CRONICIT�

Mara Pieri, dottoranda presso l�Universit� di Coimbra, sta facendo una ricerca sulle esperienze di giovani malati cronici gay, lesbiche, bisessuali e trans. La ricerca coinvolge giovani in Italia e in Portogallo e si propone di indagare come i giovani malati cronici LGBT si rapportano alla sessualit�, con quali sfide e quali difficolt�, su quali reti si appoggiano e come sviluppano i propri percorsi di crescita.

Nel mese di dicembre condurr� le interviste in Italia e chiede la nostra collaborazione, che diamo moto volentieri, nel diffondere la chiamata per interviste alle associazioni aderenti alla rete, per farla arrivare ai giovani che possano essere interessati: qui.

Qui ci sono tutte le info del progetto.

Infine, segnalano anche un seminario che organizzano in collaborazione con l�Universit� di Verona, il 6 dicembre 2017, sulle esperienze di giovani malati cronici e sessualit�.

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18 novembre 2017

LA DOTTORESSA JULIA NEWTON AL CONVEGNO "COMPRENDERE LA NEUROBIOLOGIA DELLA FATICA"

Alla fine di settembre la Royal Society ha tenuto una convegno di due giorni intitolato "Comprendere la neurobiologia della fatica". La dottoressa Julia Newton ha partecipato con un interessante intervento in cui ha parlato di CFS/ME e di disfunzione autonomica. Al link c'� l'audio, ci sono le slide e la trascrizione (in inglese) di quanto � stato detto.

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16 novembre 2017

MERCOLED� DELLA SCIENZA DELLA OMF N.4

Qui il link all'articolo tradotto.

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15 novembre 2017

BIOBANCA

Biobanca della CFS/ME inglese cerca finanziamenti: qui.

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14 novembre 2017

CFS/ME e GWI

ME/CFS e Malattia della Guerra del Golfo (GWI): clinicamente non sono distinuguibili, e hanno molti elementi in comune (anormalit� immunitarie e difetti funzionali), ma sono invece diverse ad analisi pi� approfondite. L'attivit� dei pathway metabolici, ad esempio, � diminuita nella CFS/ME ed aumentata nella GWI.
Parla in proposito la dottoresas Nancy Klimas: qui

Uno studio sulla chimica cerebrale di CFSe GWI (Malattia dela Guerra del Golfo) mostra che si tratta di disordini specifici: i livelli di miRNA che regolano le proteine sono alterati dopo dei test di sforzo.
Si legga qui.
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7 novembre 2017

I PAZIENTI CON LA CFS/ME SONO ESAUSTI A LIVELLO CELLULARE

Secondo un nuovo studio (Tomas et Al, 2017), a cui partecipa anche la dottoressa Julia Newton, not anel campo dela CFS/ME, la bioenergia cellulare � danneggiata nei pazienti di CFS/ME

Questo dice l'abstract (tradotto) dello studio in questione: La Sindrome da Fatica cronica (CFS) � una malattia fortemente debilitante di eziologia sconosciuta. Anormalit� nella funzione bioenergetica sono state citate come una delle possibili cause per la CFS. Studi preliminari sono stati realizzati per investigare le anormalit� bioenergetiche cellulari in pazienti con la CFS. Sono stati eseguiti una serie di test usando le cellule mononucleate del sangue periferico (PBMC) di pazienti con la CFS e di controlli sani. Questi esperimenti hanno indagato i pattern cellulari nella fosforilazione ossidativa (OXPHOS) e nella glicolisi. I risultati hanno mostrato regolarmente misurazioni pi� basse dei parametri di OXPHOS nelle PBMC prese dai pazienti comparate con i controlli sani. Sono stati calcolati sette parametri chiave della OXPHOS: respirazione basale, produzione di ATP, fuoriuscita protonica, respirazione massimale, capienza di riserva, respirazione non-mitocondriale, ed efficienza nell�accoppiamento. Sebbene molti dei parametri differenziassero fra il gruppo della CFS e quello dei controlli, si � determinato che il parametro chiave della funzione mitocondriale che distingue fra le PBMC della CFS e dei controlli � la respirazione massimale, a causa della costanza del suo indebolimento nei pazienti di CFS trovata nel corso dello studio (p≤0.003). La respirazione massimale pi� bassa delle PBMC della CFS suggerisce che quando le cellule sono sottoposte a stress fisiologico sono meno in grado di elevare il proprio tasso di respirazione per compensare l�aumento dovuto allo stress e non sono in grado di soddisfare le richieste di energia cellulare. Le differenze metaboliche scoperte evidenziano l�incapacit� delle CMPB dei pazienti di CFS di soddisfare le richieste energetiche cellulari sia in condizioni basali che quando i mitocondri sono sottoposti a stress durante i periodi di alta richiesta metabolica.

Science Alert ne parla qui.
La ME Association ne parla qui, riportando un articolo di New Scientist (qui)

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3 novembre 2017

I MERCOLD� DELLA SCIENZA DELLA OMF

La Open Medicine Foundation (OMF) ogni mercoled� fa un piccolo aggiornamento scientifico sulla CFS/ME, che verr� poi tradotto in italiano: qui trovate il primo.  _________________________________________________________________________________

2 novembre 2017

RAMSEY AWARDS 2017

I vincitori del Ramsay Award 2017 (borse si ricerca sulla CFS/ME): qui.

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1� novembre 2017

LYME POST TRATTAMENTO CON SINTOMI CFS/ME: UN'IPOTESI

Ci fa piacere segnalare questa pubblicazione di Paolo Maccallini, che ipotizza un meccanismo di azione della Sindrome di Malattia di Lyme post-trattamento (PTLDS), con sintomatologia CFS/ME: "Autoimmunit� contro un enzima glicolitico come possibile causa dei sintomi persistenti della malattia di Lyme". Il principio potrebbe essere applicabile anche alla CFS/ME.

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26 ottobre 2017

DISCOVERY FORUM 2017: UNA NUOVA ERA NELLA RICERCA SULLA ME/CFS

La traduzione in italiano dell'articolo della Solve ME/CFS Initiative che riassume le presentazioni fatte al Discovery Forum 2017 che illustrano alcuni dei principali attori impegnati nella ricerca sulla patologia in questo momento: qui

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22 ottobre 2017

GHERARDI: L'ALLUMINIO NEI VACCINI FRA LE CAUSE DI CFS/ME

L�alluminio contenuto nei vaccini, essendo bioresistente, potrebbe essere una della cause della Sindrome da Fatica Cronica (CFS). � quanto sostiene il prof. Romain Gherardi, ricercatore francese e direttore presso l�INSERM (l�Istituto Nazionale per la Salute e la Ricerca Medica). Come pubblicato su Morpholgie nel 2016 ed altre autorevoli riviste mediche, e come ha recentemente dichiarato in una intervista alla trasmissione televisiva All� Docteurs, anche molti anni dopo la vaccinazione, delle particelle di alluminio usate come adiuvante �traslocano� dal muscolo dove sono state iniettate, ed entrano prima nel sistema linfatico, poi nel sangue, fino al cervello, causando i sintomi che conosciamo come CFS. Lo studio � serio, conferma il prof. Tirelli, primario oncologo all�Instituto Nazionale Tumori di Aviano e Direttore del centro tumori, stanchezza e ossigeno-ozono terapia alla Clinica Mede di Pordenone (www.umbertotirelli.it) : "Ci vogliono ulteriori  approfondimenti sui vari problemi sollevati; per i vaccini i benefici sono enormemente superiori ai rischi, ma questi ultimi possono essere presenti. Ho visto pazienti in cui la CFS era scatenata da un vaccino: Coincidenza o causa-effetto? Difficile a dirsi.

Qui il video in cui parla di dottor Gherardi (in francese con sottotitoli in italiano)

Qui il link all'abstract dello studio. 


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21 ottobre 2017

VIDEO SUI SINTOMI DELLA CFS/ME

Giada Da Ros, presidente della CFS Associazione Italiana, ha caricato su Youtube un video in cui parla dei sintomi della CFS/ME secondo i CDC di Atlanta: qui

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20 ottobre 2017

DIFFERENZE NELLE STRUTTURA CEREBRALE DELLE PERSONE CON LA CFS/ME

Un recente studio ha evidenziato delle differenze nella struttura cerebrale delle persone con la CFS/ME. Non � il primo studio in proposito, per� � il primo che riporta un aumentato volume della materia grigia rispetto ai controlli sani.

Allo studio hanno partecipato 42 pazienti, che soddisfano i criteri diagnostici Fukuda e che sono stati selezionati meticolosamente escludendo possibili co-morbidit� psichiatriche, e 30 controlli sani. E� stato analizzato il volume della materia bianca e della materia grigia, sia globale che regionale, utilizzando la risonanza magnetica (MRI) e la morfometria basata sui voxel (VBM).  Sono state fatte sia misurazioni assolute (delle singole parti del cervello separatamente cio�) sia corrette prendendo in considerazione il volume intracranico totale (questo perch�, naturalmente, persone con un teschio pi� piccolo hanno minor volume e viceversa).

La ricerca, che � stata condotta dalla professoressa Julia Newton e dai suoi colleghi, ha portato al risultato che �i pazienti avevano un maggiore volume di materia grigia e un minore volume di materia bianca. L�analisi sui voxel ha mostrato un aumentato volume di materia grigia in diverse strutture inclusa l�amigdala e l�insula nel gruppo dei pazienti. Riduzioni nel volume della materia bianca nel gruppo dei pazienti sono state viste primariamente nel mesencefalo, nel ponte e nel lobo temporale�.

Queste scoperte suggeriscono che possa esserci un�alterazione dell�elaborazione dei segnali interocettivi.

La ME Association ha postato un commento del dottor Charles Shepherd in proposto, seguito da una panoramica di spiegazione dello studio. 


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19 ottobre 2017

UN VIDEO IN CUI SI PARLA DELLA CFS/ME

Il paziente-esperto Paolo Maccallini ha caricato un video su YouTube in cui parla della CFS/ME, dei criteri diagnostici e delle anomalie misurabili: qui.

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12 ottobre 2017

NEWSLETTER DI OTTOBRE DELLA OMF

La newsletter della Open Medicine Foundation � ora online con la traduzione in italiano: qui.

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10 ottobre 2017

UNA PETIZIONE A TUTTI I GOVERNI DEL MONDO

Invitiamo a firmare questa petizione che chiede che tutti i governi del mondo riconoscano la CFS/ME e finanzino la ricerca in modo adeguato per tratarla, fino a trovare una cura: qui

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9 ottobre 2017

SULLA CFS/ME E SUL FILM DI JENNIFER BREA

Cosmopolitan: Milioni di donne soffrono di una patologia che succhia loro virtualmente via la vita - ma i medici non la prendono ancora seriamente: qui (in inglese).
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6 ottobre 2017

ORGANIZZATO A WASHINGTON UN INCONTRO SULLA CFS/ME

Per il 14 ottobre la Sove ME/CFS Initiative ha organizzato a Washington il secondo "Discovery Forum", meeting annuale con alcuni dei maggiori esperti nel campo della CFS/ME. Si tratta di una opportunit� per valutare gli sviluppi che ci sono stati, avviare collaborazioni e affrontare i problemi da affrontare nel campo della patologia. Vuole essere un punto di incontro per accademici, agenzie governative, strutture mediche, compagnie di biotecnologie e istituti di ricerca.

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5 ottobre 2017

COMPLIMENTI ALL'OSPEDALE SANT'ANNA DI SAN FERMO DELLA BATTAGLIA (CO)

Ci complimentiamo con l'Ospedale Sant'Anna di San Fermo della Battaglia (CO) - Reparto di Degenza Chirurgica 3 (anestesista, ginecologi, operatori tutti) che hanno avuto una paziente di CFS/ME come ricoverata nei giorni scorsi. Hanno dimostrato di essere a conoscenza della patologia e hanno trattato la paziente con le dovute considerazaioni e la cura necessaria proprio tenendo conto della CFS/ME. Bravissimi. Che gli altri ospedali possano avervi da esempio.

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4 ottobre 2017

LA OMF AGGIORNA SULLA RICERcA NELLA CONFERENZA DEL 4 NOVEMBRE

L'associazione della CFSME e FM del Massachussetts tiene una conferenza il 4 novembre prossimo. Partecipar� anche Linda Tannenbaum, presidente della Open Medicine Foundation, che aggiorner� sulla ricerca sulla patologia. In proposito, si legga qui.
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2 ottobre 2017

NEI PAZIENTI DI CFS/ME L'ESERCIZIO PEGGIORA I SINTOMI

Su Morning Edition del'americana NPR si parla di CFS/ME a tutto tondo e di come l'esercizio peggiori i sintomi: qui.

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1� ottobre 2017

JENNIFER BREA PARLA DI CFS/ME E "UNREST"

La paziente, autrice del documentario sulla CFS/ME "Unrest" partecipa alla trasmissione Tv americana "Today": qui, e qui (sul Chicago Tribune)

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30 settembre

PLAYLIST DEGLI INTERVENTI AL CONVEGNO della OMF

A questo indirizzo � diponibile la playlist degli interventi al simposio sulla base molecolare della CFS/ME oraganizzato dalla Open Medicine Foundation.

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29 settembre 2017

CFS/ME e ALLUMINIO NEI VACCINI: ALLARME IN FRANCIA

Alareme pubblico in Francia per un collegamento fra le particelle di alluminio nei vaccini e la CFS. Si legga a questo link. Lo studio � serio, conferma il prof. Tirelli, che commenta: "Ci vogliono approfondimenti sui vari problemi sollevati, ma nessun farmaco e cos� i vaccini, si possono considerare privi di effetti collaterali. Bisogna considerare il rischio -beneficio di ogni intervento medico e per i vaccini i benefici sono enormemente superiori ai rischi, ma questi ultimi possono essere presenti, cos� come reazioni immunologiche croniche che possono essere presenti nella sindrome da fatica cronica, da noi dimostrato tra i primi ad Aviano gia nel 1994 su Scandinavian journal of immunology e recentemente confermato da Montoya et al della Stanford University sulla prestigiosa rivista PNAS".

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28 settembre 2017

NIH: FINANZIAMENTI A CENTRI PER LA RICERCA SULLA CFS/ME

I National Institutes of Health americani hanno annunciato il finanziamento a di quattro centri dedicati alla ricerca sulla CFS/ME

1. Cornell ME/CFS Collaborative Research Center

Principale investigatore:  Maureen Hanson, Ph.D., Cornell University, Ithaca, New York; 1U54NS105541-01

La Hanson e i suoi colleghi  faranno ricerca sui meccanismi biologici sottostanti alla patologia attraverso campioni di sangue e facendo delle scansioni cerebrali sui pazienti prima e dopo aver  sostenuto un test di esercizio appositamente studiato per causare i sintomi di malessere post-sforzo. Il team user� un'ampia gamma di strumenti e tecnologie per investigare il ruolo dei geni, l'infiammazione e il sistema immunitario in questa patologia.

2. Center for Solutions for ME/CFS

Principale investigatore:  W. Ian Lipkin, M.D., Columbia University, New York City; 1U54AI138370-01

Lipkin e il suo team esamineranno una preesistente raccolta di campioni biologici di pazienti e dei controlli sani alla  ricerca di agenti microbici, come virus e batteri, che potrebbero giocare un ruolo nella patologia. Utilizzeranno tecnologia all'avanguardia per condurre analisi genetiche comprensive e per identificare i metaboliti ( piccole molecole che hanno una variet� di funzioni nei processi cellulari) che sono presenti nei campioni, cosa che potrebbe aiutare nello sviluppo di test diagnostici per la patologia.


3. Topological Mapping of Immune, Metabolomic and Clinical Phenotypes to Reveal ME/CFS Disease Mechanisms

Principale investigatore: Derya Unutmaz, M.D., The Jackson Laboratory, Farmington, Connecticut; 1U54NS105539-01

Unutmaz  e il suo gruppo useranno degli strumenti nuovi per guardare in modo dettagliato a come il sistema immunitario, il microbioma  la collezione � completa di microbi del nostro corpo, inclusi  batteri e virus) e il metabolismo (le reazioni chimiche che producono energia per il corpo)  interagiscono nella CFS/ME. Una maggior comprensione di queste interazioni pu� aiutare ricercatori ad identificare le cause della malattia e pu� condurre allo sviluppo di terapie.


4. Data Management and Coordinating Center (DMCC) for the ME/CFS Collaborative Research Centers

Principale investigatore:  Rick L. Williams, Ph.D., Research Triangle Institute, Research Triangle, North Carolina; 1U24NS105535-01

Williams  e il suo team team saranno a capo del DMCC e riuniranno i dati di ricerca in un unico database, promuoveranno la cooperazione fra i centri e con la pi� ampia comunit� di ricerca, forniranno sistemi di analisi dei dati  e strumenti analitici all'avanguardia,  inoltre supervisioneranno la standardizzazione dei dati che sono raccolti dai ricercatori.


Per ulteriori informazioni, si legga il comunicato stampa qui.

Per altre informazioni, anche su chi � stato eslcluso e per una dichiarazione di Ron Davis, si legga questo link di Occupy M.E.

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27 settembre 2017

INTERVISTA SUL FILM "UNREST"

BBC RADIO 4: Intervista a Jennifer Brea (in inglese) sul documentario Unrest: qui.
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23 settembre 2017

Il dottor Naviaux risponde ad alcune domande: qui.

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21 settembre 2017

Il NICE DECIDONO DI AGGIORNARE LE LINEE GUIDA SULLA CFS/ME

Come si pu� leggere qui, il NICE (l'Istituto Nazionale per la Salute e l'Eccellenza Clinica britannico), in seguito a numerose pressioni, ha cambiato idea e ha deciso, alla luce della nuove evidenze mediche, di cambiare le linee guida sulla CFS/ME. Un passo importante salutato con entusiasmo dai pazienti.  

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20 settembre 2017

RYAN PRIOR ALLO STANFORD MEDICINE X

Ryan Prior (autore del documentario 'Forgotten Plague') parla allo Stanford Medicine X: qui un frammento: "Soluzioni esistono per la nostra patologia".

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16 settembre 2017

L'INTERVENTO DEL PROF. MONTOYA

Qui trovate l'intervento del professor Jose Montoya della Stanford University al convegno di Bristol CMRC in cui parla della sua pi� recente ricerca sul livello di citochine nel sangiue dei pazienti con CFS/ME.

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14 settembre

UN PODCAST SULLA CFS/ME

Qui trovate un podcast sulla politica e la scienza della CFS/ME e dell'HIV-AIDS, "Truth to Power" a cura di Charles Ortleb, editore e redattore del giornale New York Native. Ci sono riflessioni persdonali del giornalista, cos� come interviste a personaggio di spicco del mondao della CFS. In particolare segnaliamo l'intervista al professor Jose Montoya.

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13 settembre 2017

COMUNICATO STAMPA DEL PROF. TIRELLI


LA SINDROME DA FATICA CRONICA: ANCHE A STANFORD, PALO ALTO, CALIFORNIA, LA RICONOSCONO COME OGGETTO DI RICERCA E DI CONGRESSI

All�inizio degli anni novanta descrissi per la prima volta in Italia un numero consistente di pazienti con Sindrome da Fatica Cronica (CFS) e riportai 205 pazienti sulla rivista scientifica Archives of Internal Medicine gi� nel 1993 (Tirelli U et al, Arch Intern Med 1993;153:116-7). Da allora migliaia di pazienti sono stati diagnosticati ad oggi dal mio gruppo ad Aviano e alla Clinica MEDE di Sacile, ma anche tra la classe medica molto scetticismo sulla effettiva natura della malattia � persistito fino ad oggi. Ora anche la Stanford University di Palo Alto in California, la culla della Silicon Valley dove sono nati Google e Facebook, e una delle universit� pi� importanti a livello mondiale, ha riconosciuto ufficialmente questa malattia che colpisce pi� di un milione di persone negli Stati Uniti, e ha organizzato un convegno sulla CFS a met� di agosto 2017 per studiare gli aspetti biologici e terapeutici di questa sindrome. Il convegno � stato organizzato dal prof. Ron Davis, professore di Biochimica e Genetica alla Stanford University School of Medicine e direttore dello Stanford Genome Technology Center,  ed � stato seguito via internet dalla dr.ssa Giada Da Ros presidente dell�Associazione Italiana per la Sindrome da Stanchezza Cronica (www.stanchezzacronica.it).

Molto � stato fatto in Italia per la diffusione dell�informazione su questa patologia e senza dubbio oggi molte istituzioni e medici pi� spesso che nel passato, sospettano o fanno diagnosi di questa patologia nell�ambito della loro attivit� medica. Peraltro, a livello normativo e a livello ufficiale, la patologia rimane ancora frequentemente un oggetto sconosciuto e i pazienti hanno ovviamente grandi difficolt� non solo nel fare riconoscere la propria patologia ma nel farsi curare o accettare dai medici che vedono. Recentemente, nell�ambito di un progetto strategico sulla medicina di genere del Ministero della Salute, l�Age.na.s (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) ha presentato delle linee guida sulla CFS (www.agenas.it/agenas.pdf/Chronic_Fatigue_Syndrome_CFS.pdf), messe a punto da diversi esperti, tra cui il sottoscritto (www.umbertotirelli.it).
Alla Stanford University sono stati riportati un�associazione tra la CFS ed alcuni polimorfismi a livello genetico, una specifica attivazione delle cellule T, un�alterazione della produzione di cortisolo pi� basso al mattino e con livelli pi� elevati del normale a mano a mano che passa il tempo, alterazioni del microbiota intestinale. L�espressione genica ha una forte similarit� con quella della sindrome infiammatoria sistemica.

Il prof. Jos� Montoya, professore di Malattie Infettive all�Universit� di Stanford, ha riportato i dati sul PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences) del 31 luglio scorso, una delle riviste di medicina pi� autorevoli, che hanno valutato i livelli nel sangue di 561 citochine in 192 pazienti con CFS e di 392 controlli sani con un risultato di un trend lineare verso l�alto di 17 citochine relative alla correlazione con la severit� della CFS. � importante sottolineare che le 17 citochine correlate alla severit� contribuiscono probabilmente a molti dei sintomi di cui hanno esperienza i pazienti, dimostrando una forte componente del sistema immunitario nella malattia. Questi dati confermano che l�eziologia della CFS potrebbe essere una risposta esagerata del sistema immunitario a virus, batteri e funghi come fa pensare il fatto che la malattia spesso insorge dopo un�infezione, come da noi riportato per primi gi� nel 1994 (Tirelli U et al, Immunological abnormalities in patients with Chronic Fatigue Syndrome. Scand J Immunol 40: 601-608, 1994). La CFS colpisce soprattutto i giovani con un interessamento prevalente a carico del sesso femminile e lascia spesso per molti anni una situazione cos� invalidate fisicamente che impedisce ai pazienti di lavorare o a studiare.

All�Istituto Nazionale Tumori di Aviano sono stati compiuti una serie di studi, tra i quali la valutazione delle alterazioni immunologiche nei pazienti con CFS, la valutazione delle alterazioni cerebrali con una sofisticata metodologia di diagnosi radiologica, la PET, l�eventuale rapporto della CFS con i tumori maligni. Sono allo studio farmaci, in particolare immunoglobuline ad alte dosi, magnesio, acetilcarnitina, antivirali come amantadina e acyclovir ed immunomodulatori come timopentina. Purtroppo per ora non vi � alcun farmaco in grado di guarire definitivamente la malattia, anche se spesso i pazienti possono trarre dei benefici da interventi farmacologici (antivirali, corticosteroidei, immunomodulatori, integratori) e da modifiche dello stile di vita, portando in alcuni casi alla guarigione e in un discreto altro numero a miglioramenti significativi della sintomatologia. Tra le novit� della ricerca va segnalato che sono stati individuati attraverso un test genetico delle anomalie di geni legati al metabolismo muscolare, energetico ed immunologico. Tra le novit� nel trattamento della CFS vi � l�ossigeno-ozonoterapia, che sembra essere il trattamento pi� efficace. L�ozono � un gas instabile che, miscelato all�ossigeno, ha una potenziale attivit� benefica come trattamento coadiuvante di ampio spettro, e in alcune situazioni l�effetto farmacologico � mirato ed altamente energetico. L�ozono ha inoltre un�azione antalgica, un�azione antinfettiva, un�azione immunostimolante, un�azione con aumento della resistenza allo sforzo che favorisce l�utilizzo dell�ossigeno corporeo. Nella Clinica MEDE di Sacile abbiamo trattato 65 pazienti con CFS, 22 pazienti con fibromialgia, 26 pazienti con fatigue correlata ai tumori e 57 pazienti con altre forme di stanchezza, con risultati complessivi di miglioramento significativo della sintomatologia nell�80% dei pazienti, senza significative differenze tra i vari gruppi di pazienti trattati.

Pertanto il gruppo della Clinica MEDE di Sacile (tel. 0434 780986) conclude che l�ossigeno-ozonoterapia � efficace nella CFS, nella fibromialgia, nella fatigue correlata ai tumori e in altre forme di stanchezza.

Nelle sue conclusioni a Stanford, il prof. Ron Davis ha affermato che � chiaro che ci� che manca sono i fondi. Ha descritto la CFS come una �malattia orribilmente sotto-finanziata�. Il progresso che si � fatto comunque � gi� impressionante nonostante le risorse limitate, ma � chiaro che servono ancora fondi per sbrogliare questo mistero e trovare presto dei trattamenti e una cura.

www.umbertotirelli.it
www.clinicamede.it

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9 settembre 2017

LA NEWLETTER DI AGOSTO DELLA OMF

La newsletter di agosto della Open Medicine Foundation � ora disponibile anche inn italiano: qui (cliccare in alto a destra dove dice "italiano").

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8 settembre 2017

UN APPELLO OLANDESE

Aiutate gli olandesi frirmando questa petizione che chiede di riconoscere che la ME non MUPS (ovvero Simtomi Fisici non Spiegati dalla Medicina).  _________________________________________________________________________________

5 settembre 2017

STANDING OVATION PER RON DAVIS

Da parte dela Open Medicine Foundation:

Cari amici italiani,

Siamo molto grati ed entusiasti di poter condividere le notizie della OMF con la vostra associazione. Vi invitiamo a condividere queste informazioni con la vostra organizzazione e su Facebook o Twitter. Se desideri ricevere il testo e le immagini in altri formati (Word, PDF), mandami una richiesta a sara@omf.ngo. Questo messaggio � stato cortesemente tradotto da Valentina Vigan�.
Uniti nella speranza, Sara

Oggetto: Aggiornamento OMF: Standing Ovation per Ron Davis!
Standing Ovation per Ron Davis!

Rarissimo per una presentazione scientifica!
Il 12 agosto � stato un giorno strepitoso al Simposio Collettivo della OMF sulla Base Molecolare della ME/CFS presso l�Universit� di Stanford. Si sentiva forte l�energia positiva in sala. Le presentazioni dei ricercatori sono state incredibili e hanno fornito degli ottimi spunti per conoscere meglio questa malattia. Hanno partecipato scienziati rinomati nei campi pertinenti, rivelando nuove interessanti informazioni sulla ricerca ME/CFS. I pazienti, parenti, il personale clinico e altri ricercatori partecipanti hanno interagito con questi scienziati durante le pause, il pranzo e un ricevimento serale, e la sala brulicava di fermentazione e ottimismo.

Ecco alcuni punti salienti di questa fantastica riunione (rimanete sintonizzati per altri ancora!):
E� stata presentata ulteriore evidenza esaustiva che la ME/CFS � una malattia molecolare. (Un altro chiodo nella bara della teoria PACE!)
Hanno partecipato, presentando i loro dati, esperti in metabolismo, immunologia, genomica, neurofisiologia, ingegneria elettrica e bioinformatica.
Abbiamo imparato modi innovativi per trovare nuovi farmaci contro il dolore e costatato l�elegante evidenza di una relazione tra il sistema immunitario e il cervello.

Il gruppo di scienziati ha deciso di costituire e proseguire come �Gruppo di Lavoro� e stanno gi� pianificando molti modi nuovi per collaborare e accelerare il progresso.

Il Premio Nobel Mario Capecchi ha rilevato quanto sia importante la partecipazione dei pazienti nello studio di qualunque malattia, e quanto fosse impressionante la partecipazione notevole da parte dei pazienti con la ME/CFS!
Nelle sue conclusioni, Ron Davis ha affermato che � chiaro che ci� che manca sono i fondi. Ha descritto la ME/CFS come una �malattia orribilmente sotto-finanziata�. Il progresso che si � fatto � gi� impressionante nonostante le risorse limitate, ma � chiaro che servono ancora fondi per sbrogliare questo mistero e trovare presto dei trattamenti e una cura.

Abbiamo bisogno del vostro aiuto per accelerare il passo! Qualunque Donazione di Qualunque Importo Ci Avvicina alla Cura. Il mondo conta sulla collaborazione tra ricercatori brillanti, per porre Fine alla ME/CFS.

Se hai mai pensato di donare al nostro progetto End ME/CFS, E� ARRIVATO IL MOMENTO! Dobbiamo mantenere il ritmo e sfruttare il crescente interesse nel trovare una cura.

Dona ci� che puoi, oggi. Grazie!

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4 settembre

AltoVicentino Online: Zugliano. Un anno di CFS Veneto per i diritti dei malati 'invisibili'. Continua la battaglia di Chiara e Girolamo.

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1 settembre

UN RIASSUNTO DEL CONVEGNO SULA BASE MOLECOLARE DELLA CFS/ME

Qui si pu� trovare (in inglese) un riassunto dettagliato sul convegno di Stanford sulla base molecolare della CFS/ME.

Qui, in italiano, alcune riflessioni sulla parte del convegno relativa agli autoanticorpi, da parte di Paolo Maccallini.
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29 agosto 2017

NUOVO STUDIO SUL TEST DI ESERCIZIO CARDIO-POMONARE DI DUE GIORNI

Risultati. Il primo giorno non si sono differenze fra pazienti con la CFS/ME e i controlli sani. E i pazienti con SM (Sclerosi Multipla) risultano meno in forma dei sani e dei pazienti di ME/CFS.
Il secondo giorno i sani e i pazienti di SM riescono a riprodurre i livelli di esercizio del primo giorno, i pazienti di ME/CFS no: raggiungono la soglia anaerobica prima e con un carico di sforzo minore.
Cosa interessante. I pazienti di ME/CFS mostrano un diminuito battito cardiaco nel secondo giorno, cosa che pu� essere un segno di un compromesso sistema cardio-vascolare.
La differenza fondamentale fra SM e CFS/ME � che i pazienti di SM sono in grado mantenere uguale o di aumentare il carico di esercizio il secondo giorno, per i pazienti di CFS/ME � il contrario, cosa che fa concludere che bisogna essere estremamente cauti con l'esercizio nella CFS/ME.

Per maggiori dettagli, si legga qui.

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25 agosto 2017

DUE SOTTOGRUPPI IMMUNITARI

Come si pu� leggere qui, dati preliminari suggeriscono che ci sono due sottogruppi immunitari radicalmente diversi di pazienti con CFS/ME. 

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23 agosto 2017

A BRISTOL UN CONVEGNO SULLA CFS/ME

Il prossimo settembre si terr� a Bristol il quarto convegno annuale sulla CFS/ME della UK CFS/ME Research Collaborative: qui i dettagli.

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20 agosto 2017

UN VIDEO SPIEGA LA VITA CON LA CFS/ME

Un piccolo video norvegese (con sottotitoli anche in italiano), proprio realizzato dall'Associazione Norvegese dela ME,  racconta la storia di Lise che ha 16 anni e soffre di CFS/ME. 

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19 agosto 2017 

La DOTTORESSA MYHILL LANCIA LA CAMPAGNA #MAIMES

� ora di fermare l'Abuso Medico dei Pazienti di ME (MAIMES). Parla la dottoressa Myhil in un accorato appello: il video di YouTube. Nel momento in cui segnaliamo la notizia, i sottotitoi in italiano non sono ancora disponibili, ma in preparazione. Eventualmente tornare in un secondo momento sul video. 

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18 agosto 2017

IN ARRIVO SCOPERTE DA NUOVE IMMAGINI FUNZIONALI DEL CERVELLO DEI PAZIENTI DI CFS/ME

Promettenti scoperte da parte del centro NCNED. Il loro team di neuroimaging. composto da Leighton Barnden e Zack Shan, ha utilizzato un nuovo approccio per investigare i cambiamenti della funzionalit� cerebrale nella CFS. Questo studio, che � cominciato nel 2016, ha utilizzato le pi� avanzate tecniche di imaging di risonanza magnetica funzionale. Sono state raccolte una serie di immagini funzionali del cervello, ciascuna scattata in meno di un secondo, mentre i soggetti erano impegnati in compiti cognitivi, e pure in stato di riposo. Migliaia di immagini funzionali del cervello sono state acquisite per ciascun individuo in due momenti separati di 15 minuti. I risultati delle scansioni della risonanza magnetica funzionale di 83 individui, sia pazienti di CFS che controlli sani, sono state acquisite con successo. Ora i due studiosi si stanno focalizzando sull'analisi di questi dati e sono stati trovati promettenti nuovi risultati. I risultati iniziali sono stati presentati alla recente conferenza annuale della Organizzazione per la Mappatura del Cervello Umano e hanno ricevuto molti feedback positivi. Hanno gi� consegnato un rapporto scientifico che al momento sta venendo valutato da loro pari e due ulteriori manoscritti sono in preparazione. Verranno rivelati maggiori dettagli quando i due manoscritti saranno pubblicati.

Fonte: notizia sulla pagina FB del NCNED.
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17 agosto 2017

TEST DI ESERCIZIO SUGGERISCONO CHE SIA L�AUTOIMMUNIT� A CAUSARE I PROBLEMI DI SFORZO NELLA CFS/ME, FM E POTS 

Quanto segue � una sintesi mista a traduzione di quanto compare a questo link

Il dottor David Systrom � uno pneumologo esperto in test di esercizio cardiopolmonare invasivo (iCPET) su persone con intolleranza all'esercizio. Quando si � sparsa la voce, i colleghi hanno cominciato a mandargli i pazienti di CFS /ME. Ha sviluppato 1500 test di esercizio altamente sofisticati, 700 dei quali sono stati sviluppati proprio per i pazienti di ME/CFS/FM/POTS. Grazie ad una donazione anonima per la prima volta si sta focalizzando solo sulla CFS/ME:

Gi� con test di esercizio cardiopolmonare non invasivo (CPET) si possono  ottenere molti risultati. Si pu� dimostrare che � presente l�intolleranza all'esercizio, definire i contributi aerobici e anaerobici all'esercizio, determinare se ci sono problemi ai polmoni e altre cose, ma con quello invasivo, si pu� andare molto pi� a fondo. L�iCPET prevede l'inserimento di cateteri nell'arteria polmonare e nelle arterie radiali, che monitorano il flusso di sangue, il contenuto di ossigeno e altri fattori. Questi cateteri permettono ai ricercatori determinare se i problemi con l'ossigeno si verificano nei polmoni o nei muscoli, dove si verifica l'assorbimento di ossigeno, quanto ossigeno stanno usando i muscoli, e cos� via. Per questo motivo questa tecnica pu� essere utilizzata per diagnosticare problemi mitocondriali. Era necessario identificare tre cause di intolleranza all'esercizio scarsamente riconosiute, la terza delle quali riguarda la ME/CFS:  difetto di pre-carico o l'inabilit� dei vasi sanguigni di fornire al cuore sangue a sufficienza da pompare in modo efficace. Diversi studi suggeriscono che il difetto di precarico sia la causa dei cuori piccoli nella ME/CFS.

In un articolo del 2013, Systrom ha spiegato che cosa succede o dovrebbe succedere almeno quando facciamo esercizio:
1.    I muscoli hanno bisogno di ossigeno per generare energia.
2.    Durante l'esercizio, l'aumentata respirazione (ventilazione) nei polmoni e un aumentato scambio di gas tra i polmoni e il sangue fa s� che arrivi pi� ossigeno al sangue.
3.    Per prima cosa il cuore aumenta il suo volume di pompaggio in modo tale che pu� pompare pi� sangue ai muscoli
4.    Una volta che � stato raggiunto il massimo volume di pompaggio, il battito cardiaco comincia ad aumentare per pompare sempre pi� sangue
5.    per fornire i maggiorati livelli di sangue al cuore, le vene che vi conducono a questo punto si dilatano in modo tale da far passare pi� sangue

Per prima cosa, la produzione di energia aerobica (ovvero orientata all'ossigeno) prevale, ma quando sono raggiunti i limiti del metabolismo aerobico, viene raggiunta la soglia anaerobica. A questo punto diventa preminente un modo di produrre energia non legato all'ossigeno chiamato metabolismo anaerobico. Due sottoprodotti tossici del metabolismo anaerobico, il lattato e l'anidride carbonica, aumentano e causano fatica, dolore e altro. La soglia anaerobica viene identificata con il test della CPET  proprio perch� c'� un aumento brusco dei livelli di anidride carbonica. Ecco quello che dice Systrom nel suo articolo del 2013 in proposito: � le persone con soglie anaerobiche basse, cio� le persone che esauriscono rapidamente la propria abilit� di generare energia in modo aerobico e rapidamente entrano nel metabolismo anaerobico, hanno uno dei due problemi: o l'ossigeno non arriva ai mitocondri dei loro muscoli, o i mitocondri non lo  sono in grado di assorbirlo�.

TRE SCHEMI

Il pneumologo ha dichiarato che circa met� dei suoi pazienti soffrono di ME/CFS o FM. Quando li sottopone a test, si verificano tre possibili tipi di problemi:

�    Disautonomia: Il problema primario � l'inadeguata vasocostrizione, cio� i nervi autonomici non costringono le vene a sufficienza da portare un ammontare sufficiente di sangue, e quindi di ossigeno, al cuore, per l'esercizio ed altre attivit�.
�    Ridotto assorbimento dell'ossigeno scheletro muscolare:  i mitocondri non assorbono l'ossigeno che dovrebbero
�    Problemi genetici:  non sono cos� comuni come le altre due situazioni ma talvolta ci sono

DUE PROBLEMI

1.    Disautonomia, neuropatia delle piccole fibre e autoimmunit�.

Systrom crede che probabilmente in questi pazienti ci sia un processo autoimmune che danneggia i nervi autonomici. Si comincia dalla pelle, per finire in altre parti del corpo. In questo momento sta lavorando con Anne Oaklander (che praticamente ha scoperto la neuropatia delle piccole fibre presente nella fibromialgia)  per investigare quest'ipotesi. E uno studio recente suggerisce che potrebbe avere ragione, perch� � stato trovato danno ai nervi autonomici che regolano il flusso sanguigno microcircolatorio nei polmoni dei pazienti di fibromialgia, con una conseguente funzionalit� polmonare ridotta. In questo caso l'ipotesi proposta era che i recettori sulle cellule endoteliali che permette ai vasi sanguigni dei pazienti di fibromialgia di dilatarsi fossero cos� sovrastimolati nel tempo che non rispondessero pi� ai segnali di dilatarsi. Questo li lasciava stretti con il risultato di scarso afflusso di sangue. Systrom fa regolarmente test sul sistema nervoso autonomo nei suoi pazienti. Biopsie della pelle dimostrano che la perdita dei nervi autonomici � circa del 70% nei pazienti di ME/CFS/FM/POTS. Compaiono spesso autoanticorpi all�acetilcolina, un neurotrasmettitore necessario per il funzionamento muscolare e per il buon funzionamento sistema nervoso autonomo tutto. L� dove le biopsie risultano negative, Systrom pensa che i sintomi si possano spiegare con una gangliopatia, un danno ai nervi e gangli, che impedisce il flusso sanguigno. Un EBV attivo altre infezioni potrebbero causare questi danni.

2.  Ridotto apporto di ossigeno

Dal momento che Systrom � in grado di  misurare i livelli di ossigeno nel sangue prima e dopo che i muscoli lo hanno usato, pu� dire quanto ossigeno rimane ai polmoni e quanto viene lasciato dopo che i muscoli se lo sono preso. Ha scoperto che i livelli di ossigeno nel sangue nelle vene dei pazienti  � troppo alto, ovvero troppo poco ossigeno viene preso dai muscoli quando fanno esercizio. L'ossigeno � nelle arterie, ma i muscoli non sono in grado di utilizzarlo. Questo � un importante indizio.

MESTINON

A livello terapeutico finora ha utilizzato un farmaco di vecchia data e poco usato chiamato Mestinon (Piridostigmina bromuro). Negli ultimi tre anni ha trattato centinaia di pazienti con questo farmaco che non ha nessun effetto sui mitocondri ma, aiutando  l'attivazione nervosa. aumenta il flusso sanguigno di ossigeno ai mitocondri nei muscoli. Inoltre aumenta il volume sanguigno e potrebbe addirittura guarire le neuropatie delle piccole fibre. Occasionalmente trova dei pazienti che sono resistenti al Mestinon, ma non spesso. I problemi collaterali possono essere di tipo gastrointestinale, diarrea, e contrazioni muscolari.
 
Anche Fluge and Mella Stanno studiando le cellule endoteliali, come parte del loro studio su Rituximab. E anche a Stanford c'� uno studio cardiovascolare in corso. Con i nuovi finanziamenti, Systrom  spera di indagare ulteriormente queste questioni, andando a livello molecolare, anche alla ricerca di marcatori proteici. 

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16 agosto 2017

SCOPERTI BIOMARCATORI PER LA SIDNROME DA FATICA CRONICA

Articolo di GAIANEWS.IT: qui.

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13 agosto 2017

SIMPOSIO SULLA BASE MOLECOLARE DELLA CFS/ME

� gi� su YouTube il convegno di ieri sulla base molecolare della CFS/ME alla Stanford University, organizzato dalla Open Medicine Foundation: qui.  

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11 agosto 2017

CFS/ME: UNA MALATTIA INFIAMMATORIA

La CFS � una malattia ainfiammatoria che potrebbe essere presto diagnosticata con un test del sangue, dicono gli scienziati.

I ricercatori alla Stanford University School of Medicine hanno scoperto che le persone che soffrono dei sintomi di CFS mostrano un aumento di 17 proteine prodotte dal sistema immunitario. PI� ampio l'aumento, pi� severa la patologia.

L'articolo su The Telegraph.

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8 agosto 2017

DOCUMENTARIO SULLA CFS/ME SEVERA: "PERVERSELY DARK"

Oggi � la giornata mondiale della CFS/ME severa. 
�  stata scelta questa data perch� era la nata di nascita di Sophia Mirza, morta per ME/CFS al'et� di 32 anni. 

Per onorare questa giornata � stato reso disponibile il documentario norvegese "Perversely Dark". Qui il trailer. Per vedere il film nella sua interezza (in norvegese con sottotitoli inglesi): qui. La password per entrare a vederlo � "fenomen". Il film pu� anche essere scaricato in modo legale e gratuito.

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3 agosto 2017 

SIMPOSIO  SULLA BASE MOLECOLARE DELLA CFS/ME

Il 12 agosto 2017 si terr� presso la Stanford University un simposio sulla base molecolare della CFS/ME organizzato dalla Open Medicine Foundation.
Sar� possibile seguirlo in live-streaming, per chiunque voglia, registrandosi entro il 6 agosto, andando a questo link.
 
Qui il calendario degli speaker.
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31 luglio 2017

FIRMA DI CITOCHINE ASSOCIATA CON LA SEVERTIT� DELLA MALATTIA NEI PAZIENTI DI CFS

� uscito un nuovo interessante articolo di Montoya ed altri, che trovate a questo link.
Sotto, la tradizione dell�abtract.

Sebbene alcuni segni di infiammazione siano stati precedentemente riportati nei pazienti con l'encefalomielite mialgica o sindrome da fatica cronica (ME/CFS), i dati erano limitati e contraddittori.  Metodi con alti volumi di produzione ci hanno permesso ora di interrogare il sistema immunitario umano per marcatori multipli di infiammazione a una portata che non era precedentemente possibile. Per determinare se una firma di citochine del siero possa essere associate con la ME/CFS e correlata con la severit� della malattia e la durata della fatica, sono state misurate le citochine di 192 pazienti di ME/CFS di 392 controlli sani  utilizzando un  array di 51-multiplex su un sistema Luminex. I dati precedentemente trattati di ciascuna citochina sono stati regrediti sulla severit� della ME/CFS pi� covariate per et�, sesso, razza, e una propriet� di essay di cui recentemente � stata scoperta l�importanza: il binding non specifico. In media il TGF-β era elevato  (P = 0.0052) e la resistina era pi� bassa (P = 0.0052) nei pazienti rispetto ai controlli. 17 citochine avevano un trend lineare verso l'alto statisticamente significativo che era correlato con la severit� della ME/CFS: CCL11 (Eotaxin-1), CXCL1 (GROα), CXCL10 (IP-10), IFN-γ, IL-4, IL-5, IL-7, IL-12p70, IL-13, IL-17F, leptina, G-CSF, GM-CSF, LIF, NGF, SCF, and TGF-α. Delle 17 citochine che erano correlate alla severit�, 13 sono proinfiammatorie, e contribuiscono probabilmente a molti dei sintomi di cui fanno esperienza i pazienti e dimostrano una forte componente del sistema immunitario della malattia. Solo la  CXCL9 (MIG) era correlata inversamente con la durata della fatica.
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26 Luglio 2017

IL TRAILER DEL DOCUMENTARIO "UNREST"

Qui trovate il trailer del documentario sulla CFS/ME intitolato Unrest, di Jennifer Brea. Esce il 22 settembre nei cinema americani e da ottobre (10.10) internazionalmente. #timeforunrest

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25 luglio 2017

IDROTERAPIA PER LA CFS/ME: IL PROTOCOLLO DEL DOTTOR CHENEY

L'articolo che segnaliamo qui � di qualche anno fa (2014), ma � comunque sempre interessante. Potrebbe spiegare perch� andare al mare e fare dei bagni ci aiuta come pazienti. Il dr. Cheney propone l'idroterapia per la CFS/ME. L'idea che supporta il trattamento � che l'immersione nell'acqua fresca (non fredda) aiuti a sottoregolare l'attivazione del sistema immunitario, che lui ritiene essere una parte integrante dei sintomi dei pazienti. L'acqua fresca aiuterebbe a pompare pi� sangue, e quindi pi� ossigeno, verso gli organi vitali.   _________________________________________________________________________________

22 luglio 2017

#UnderTheUmbrella 4 #WorldBrainDay

Ecco qui il video per aumentare la consapevoezza e diminuire lo stigma, presente anche Giada Da Ros, in qualit� di presidente della CFS Associazione Italiana.

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17  luglio 2017

UN CORSO SULLA CFS/ME PER RICERCATORI

Una eccellente notizia da parte della AMCFS.
E' iniziato un training per giovani ricercatori europei presso l'Universit� di Pavia tenuto dalla dottoressa Enrica Capelli e il dottor.Lorenzo Lorusso.
Il corso nasce dal progetto Coast Action. Il link al programma.

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14 luglio 2017

NEWSLETTER DI LUGLIO DELLA OPEN MEDICINE FOUNDATION

Simposio di Comunit� sulla Base Molecolare della ME/CFS
Sponsorizzato dalla OMF
Domenica, 12 agosto 2017, alla Stanford University
Unitevi a noi nell�incontrare di persona questo eccezionale team di ricercatori


Speaker all�evento:
Ronald W. Davis, Stanford University
Bob Naviaux, University of California, San Diego
Chris Armstrong, University of Melbourne
Jonas Bergquist, Uppsala University
Maureen Hanson, Cornell University
Neil McGregor, University of Melbourne
Baldomero Olivera, University of Utah
Mark Davis, Stanford University
Alan Light, University of Utah
Alain Moreau, University of Montreal
Wenzhong Xiao, Massachusetts General Hospital

I posti sono limitati. Per piacere, registratevi qui.


L�estate ci porta nuove opportunit� per focalizzare sulla ME/CFS nuovi giovani studiosi. 

L�OMF cerca di supportare e inspirare nuovi ricercatori perch� studino la ME/CFS. Quest�estate finanziamo tre tirocini.

Allo Stanford Genome Technology Center (SGTC), in questo momento abbiamo due tirocinanti. Jessica Gaines, recentemente laureatasi al Hope College nel Michigan con una laurea scientifica in ingegneria elettrica sta trascorrendo tre mesi al SGTC. Jessica porta la sua formazione in matematica, scienze informatiche, ingegneria biomedica ed elettrica per lavorare nell'area di integrazione e di analisi dei dati della metabolomica e della genetica.

La nostra seconda tirocinante all�SGTC � Jaime Seltzer, che ha cominciato la sua ricerca qui in gennaio. L�OMF ha esteso il ruolo di Jamie per un anno. Jamie � una paziente, sostenitrice e insegnante;  gli scienziati e molti della comunit� ME/CFS la conoscono per il suo lavoro internazionale con #MEAction.

In laboratorio, Jamie svolge una variet� di esperimenti, aiuta a interpretare i risultati, e serve come preziosa fonte di informazioni sulla ME/CFS per il team di ricercatori della SGTC.  I membri della squadra la chiamano affettuosamente la loro �Enciclopedia della CFS�.

�Quello che ho imparato � che la ricerca in pratica � anche pi� complessa di quanto non sia sulla carta, cosa non da poco. Sono incredibilmente riconoscente per l'opportunit� di lavorare su questa malattia e con  le persone della squadra di Ron�, ha raccontato Jamie.

Il nostro terzo tirocinante fa parte del programma della Blue Ribbon Foundation Fellowship. Masood Mohammed  � uno studente del primo anno in medicina alla Nova Southeastern University's College of Osteopathic Medicine. Ha un master in scienze mediche della University of South Florida Morsani College of Medicine e una laurea in biologia dell�universit� di Miami. Massod sta lavorando a tempo pieno quest'estate nello studiare la ME/CFS all�Institute for Neuro-Immune Medicine (INIM), Nova Southeastern University. ll suo compito per quest'estate � studiare e analizzare i neurotrasmettitori e i profili degli ormoni surrenali dei pazienti con la ME/CFS in modo da delucidare possibili schemi che possano correlarsi all'esordio, la durata o la severit� della malattia.

Tour mondiale Fine alla ME/CFS - Un Tour Europeo della Speranza e Novit� in Arrivo.

Nel corso di quattro settimane, Linda Tannenbaum ha visitato sei Paesi europei. Ha tenuto dozzine di discorsi e ha incontrato pazienti, genitori, funzionari dei governi e medici. Il viaggio ha incarnato la nostra necessit� di coinvolgimento globale per un problema globale. Leggete le impressioni generali di Linda sul nostro blog del tour.

Il tour continua. Nei prossimi mesi, eventi del tour sono gi� stati programmati in Minnesota e Massachusetts e altri si stanno finalizzando. Se vi trovate nell'area di un prossima fermata, venite a trovarci. Leggete di pi� del tour sul nostro sito e seguite il tour su Facebook, Twitter e Instagram.

Date  al Dr. Ron Davis Il Regalo di Compleanno Pi� Grande

Il 17 luglio, il dottor Ron Davis festegger� il suo compleanno. Vi invitiamo a unirvi alla OMF nel dargli un regalo di compleanno speciale.
Per piacere fate una donazione in onore del dottor Davis e mostrategli quanto la nostra comunit� apprezzi il suo instancabile lavoro. L'anno scorso, il dottor Davis � stato sinceramente commosso dall'espressione di supporto che � stata mostrata per il suo compleanno e apprezza realmente I messaggi personali che ha ricevuto. Quest'anno, vi invitiamo di nuovo a inondare il dottor Davis di apprezzamento.  Tutti i donatori saranno invitati a firmare un biglietto d'auguri mondiale online creato per il dottor Davis. Donate oggi.

Il Dr. Ron Davis Intervistato su  Mendelspod

Il dottor Ron Davies � stato recentemente intervistato per il podcast Mendelspod. L'intervista, intitolata L'ultima grande malattia da studiare? Ron Davis di Stanford pensa che sia cos�, ha fornito un aggiornamento sullo stato della ricerca. Nell'intervista il dottor Davis viene chiamato un supereroe. La famiglia della OMF sicuramente � d'accordo!
Leggete una panoramica e la trascrizione dell'intervista qui e ascoltate il podcast qui.


   
Open Medicine Foundation
Tax ID: 26-4712664

Il nostro proposito:
�    Accelerare una ricerca rivoluzionaria per la ME/CFS e collegate malattie complesse.
�    Supportare la ricerca scientifica collaborativa per scoprire cause molecolari, trovare trattamenti efficaci, marcatori diagnostici, approcci preventivi e cure.
�    Comunicare, ingaggiare e informare la comunit� dei pazienti.
�    Aiutare a dirigere e supportare la collaborazione globale.


Una parola dalla nostra CEO/Presidente

L�OMF sta facendo da apripista nella ricerca per creare un mondo senza ME/CFS. Lavoriamo ogni giorno con la comunit� dei pazienti come nostra motivazione. Siamo impegnati a trovare delle risposte attraverso una ricerca collaborativa e aperta in modo che i pazienti in tutto il mondo possano godere appieno della vita.

Quest'estate � stata molto appagante per me personalmente. Mi sento molto fortunata perch� attraverso il mio tour europeo ho incontrato centinaia di pazienti che condividono la nostra visione e speranza per un futuro pi� brillante. In ogni citt� ho incontrato persone che mi hanno ispirato con la loro forza e determinazione di fronte a questa malattia devastante. Riaffermo la mia promessa nei confronti della comunit� dei pazienti che la OMF � impegnata a cambiare il corso della storia per permettere a tutti i pazienti la libert� dalla malattia per poter godere della vita.

Attendo con ansia i nostri prossimi incontri di ricerca e simposi di comunit�. Sono sicura che da questi incontri verranno idee nuove e migliorate. E che faremo grandi passi. Vi ringrazio per la vostra fiducia e collaborazione. Lavorando insieme come comunit� unita, troveremo le risposte.

Con speranza per tutti,

 
Linda Tannenbaum, CEO
linda@omf.ngo


Traduzione in italiano di Giada Da Ros

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13 luglio 2017

SOTTOTIPI DI PAZIENTI CON LA ME/CFS SULLA BASE DEL DECORSO DELLA MALATTIA. 

Un nuovo studio (Stoothoff J. et al, 2017) guarda ai pazienti di CFS/ME sulla base del decorso della malattia. 

L'abstract dello studio: 

Ricerche passate hanno suddiviso per tipi i pazienti con la Encefalomielite Mialgica (ME) e Sindrome da Fatica Cronica (CFS) secondo fattori collegati all'inizio della malattia, alla durata della malattia, e all'et�. Tuttavia, nessun sistema di classificazione tiene conto interamente della vasta gamma di severit� di sintomi, disabilit� funzionale, progressione, e prognosi vista fra i pazienti. Questo studio esamina se le traiettorie della malattia fra gli individui con la CFS sono stati predittivi di diversi livelli di sintomatologia, disabilit� funzionale, e spesa di energia. Dei partecipanti (N=541), la maggioranza ha descritto la propria malattia come Fluttuante (59,7%), con il 15,9% in Costante Peggioramento, il 14,1% Persistente, l�8,5% con Ricadute e Remissioni, e l�1,9% in Miglioramento Costante. I corsi della malattia sono stati associati con differenze significative nei sintomi in domini selezionati del DSQ, funzionando su selezionate sottoscale del SF-36, e su livelli generali di spesa di energia. Le significative differenze sintomatiche e funzionali tra gruppi suggeriscono che  sottoraggruppare i pazienti con la CFS a seconda del decorso della malattia � un metodo promettente per creare gruppi pi� omogenei di pazienti.

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11 luglio 2017

UNA PETIZIONE CHIEDE LA REVISIONE DELLE NICE

Una petizione, che noi abbiamo firmato, chiede la revisione delle linee guida NICE perch� inadeguate. Potete firmarla qui.

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10 luglio 2017

PERCH� � IMPORTANTE IL RINNOVAMENTO DL SITO DEI CDC
(di Giada Da Ros) 

I CDC ( i Centers for Diesease Control and Prevention, i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie) di Atlanta in Georgia sono un organismo addetto alla salute pubblica molto importante negli USA.

La modifica della pagina web dedicata alla CFS/ME sul loro sito � questa � la pagina principale -  � importante per varie ragioni.

1.    La CFS ha ricevuto una definizione per la prima volta nel 1988, con la cosiddetta definizione Holmes (o definizione dei CDC). Secondo molti (e secondo alcuni volontariamente per ragioni diverse da quelle mediche) i CDC avrebbero creato una entit� che non aveva ragione di essere creata perch� esisteva gi� la ME, l�Encefalomielite Mialgica, che avrebbe spiegato i casi di CFS.  Comunque la CFS � nata. Nel 1994, alla definizione Holmes, definitivamente archiviata, � stata sostituita la definizione di caso Fukuda, ma i CDC hanno sempre considerato la ME e la CFS due entit� distinte. C�� sempre stato contrasto fra i medici sulla questione se CFS ed ME fossero o no la stessa cosa. In alcuni Paesi � preferita una dicitura, in altri l�altra. Internazionalmente, per convenzione, in mancanza di una risposta univoca, si � optato per la dicitura ME/CFS o CFS/ME. Ora, i CDC adottano loro stessi la dicitura ME/CFS, cosa che equivale o ad ammettere che sono una entit� sola, o quanto meno ad ammettere che non ci sono gli estremi per distinguerle con certezza. L�utilizzo della doppia dicitura � anche significativo in un momento in cui si stanno riscrivendo (e l�inserimento e la dicitura) degli ICD, i codici di classificazione delle malattie dell�Organizzazione Mondiale della Sanit�. I lavori saranno terminati a fine anno e la nuova pubblicazione sar� disponibile nel 2018. In questo momento non sappiamo come verranno indicate CFS ed ME, se accorpate, separate o che cosa, ma la posizione scelta dai CDC pu� essere significativa.

2.    Il sito non indica pi�, fra le terapie, la CBT (ovvero la terapia cognitivo-comportamentale, una terapia psicologica) e la GET (la Terapia dell�Esercizio Graduale, una terapia che prevede un esercizio fisico aumentato progressivamente) fra le terapia utili per �guarire� dalla CFS/ME. Il sito dice che l� dove si riveli necessario pu� essere importante per un paziente fare della terapia di tipo psicologico, ma che non ci si pu� aspettare che questa terapia porti un miglioramento per i sintomi fisici. Il sito dice anche che l�attivit� fisica pu� di fatto portare a un peggioramento dei sintomi fisici e a un �crollo� del paziente. In questo modo si prendono le distanze in modo forte dai famigerati trial PACE, che sono stati accusati di essere al loro meglio cattiva scienza, al loro peggio fraudolenti. In proposito c�� una focosa e intensa battaglia fra due fazioni scientifiche. Pagine e pagine potrebbero essere scritte (e vengono scritte, in inglese) in proposto. I CDC prendono una posizione chiave (applaudita dai pazienti) contro i PACE.

3.    Il sito indica dalla prima pagina che una caratteristica essenziale della CFS/ME � la PEM (post-exertional malaise, malessere post-sforzo), ovvero il peggioramento dei sintomi (spesso a scoppio ritardato) a seguito di sforzi fisici o intellettuali. Parte della discussione sulla differenza fra CFS ed ME verteva proprio su questo. La ME prevedeva come sintomo essenziale la PEM, la CFS non necessariamente. Secondo la definizione Fukuda di CFS infatti, per avere una diagnosi, dall�elenco di sintomi era sufficiente averne quattro diversi. Questi quattro sintomi potevano quindi includere la PEM, ma potevano anche escluderla. Qui i CDC, come ritenuto dai pazienti, stabiliscono la necessit� della PEM per poter parlare di CFS.

4.    I CDC non fanno pi� riferimento ai criteri Fukuda del 1994. Questi rimangono comunque importanti per il loro valore storico; sono sempre stati considerati criteri di ricerca; numerosi studi fanno tutt�ora riferimento a questi criteri che non possono essere ignorati. Tuttavia ora il riferimento dei CDC sono i criteri del 2015 dello IOM (Institute of Medicine). Questo significa che nella CFS/ME i CDC accettano una nuova definizione di caso. Per avere ME/CFS sono indicati alcuni sintomi primari o cardine e altri sintomi comuni nei pazienti. I sintomi cardine sono:  una fatica (diversa dal�essere semplicemente stanchi) che comporta una grande riduzione dei precedenti livelli di attivit�, presente per almeno 6 mesi; la PEM; disturbi del sonno; e almeno uno fra: problemi cognitivi e di memoria (la cosiddetta brainfog, nebbia mentale) e intolleranza ortostatica (ovvero il peggioramento dei sintomi stando in piedi o seduti retti, con giramenti di testa, vertigini, svenimenti�). Oltre a questi sintomi essenziali, altri sintomi comuni sono: il dolore, con tipo e gravit� variabili, che spesso sono dolori muscolari e generali, dolori articolari senza arrossamento o rigonfiamento, mal di testa, nuovi o di diversa entit� rispetto al passato; e poi linfonodi dolenti a collo e ascelle, mal di gola frequente, problemi digestivi, come la sindrome del colon irritabile, brividi e sudorazioni notturne, allergie e sensibilit� a cibi, odori, sostanze chimiche o rumori. Per la diagnosi si rimanda al Rapporto dell�Institute  of Medicine. Per una spiegazione sintetica del rapporto ricordo che c�� questo interessante video..

5.    Come risorse per i professionisti della medicina sono segnalati: Il manuale per la Pratica Medica della IACFS (l�Associazione Internazionale della CFS); le linee guida per la pratica medica del 2016 dello stato di Alberta in Canada; il nuovissimo (� uscito nel giugno del 2017) manuale sulla CFS/ME pediatrica firmato da Rowe e altri nomi noti di esperti di CFS/ME, e cosa interessante per noi �edited by� (quindi �curato da�) un pediatra italiano, Alberto Spalice, del Policlinico Umberto I. Il sito annuncia che altri materiali verranno aggiunti nel corso dell�estate.

Sul sito sono molto attenti, l� dove � rilevante, a mettere un disclaimer che dice che le pagine sono solo per propositi informativi e che le informazioni fornite non intendono essere il sostituto per consigli, diagnosi o trattamenti medici professionali.

Naturalmente molto rimane da fare, ma � un passo nella giusta direzione.

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8 luglio 2017

I CDC DI ATLANTA RINNOVANO IL SITO SULLA CFS/ME

Un'ottima notizia annunciata dal tweet di Mary Dimmock. Il sito sulla CFS/ME dei CDC di Atlanta � stato aggiornato (cosa attesa da un po') e sono stati tolti i riferienti alla GET (Terapia dell'Esercizio Graduale) e alla CBT (Terapia Cognitivo Comportamentale) come terapie utili per la CFSME. Si utilizzano inoltre non pi� i criteri Fukuda del 1994, ma i Criteri dello IOM del 2015. Qui il link alla pagina.

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7 luglio 2017

La CFS raccontata da Lucia, una paziente: qui.

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6 luglio 2017

Il professor Tirelli apore una nuovisima clinica a Sacile (PN): si legga qui. Si tratta la CFS/ME con ossigeno-ozono terapia. 

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5 luglio 2017

UN NUOVO MANUALE SULLA CFS/ME PEDIATRICA

Qui trovate il nuovo, atteso manuale sulla CFS/ME pediatrica. Edited by: Alberto Spalice (Policlinico Umberto I).

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4 luglio 2017

UNO STUDIO COMPARATIVO FRA CFS E SCELROSI MULTIPLA. 

Un blogger ha reso in modo grafico i dati di un articolo che fa una comparazione fra le due patologie: qui. Nel post c'� anche il link all'effettivo studio. 

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29 giugno 2017

I deficit delle corteccia prefrontale mediale sono correlati con il sonno non ristoratore nei pazienti con CFS: qui lo studio.

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18 giugno 2017

IL BLOG DI ANIL VAN DER ZEE

Ora � disponibile anche in traduzione italiana il blog di Anil Van Der Zee, ex-ballerino di danza classica affetto da ME/CFS: qui

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15 giugno 2017

IL PODCAST DI MENDELSPOD CHE INTERVISTA RON DAVIS

Ecco qui il link al podacast di Mendelspod che intervista Ron Davis (in inglese).

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14 giugno 2017

Sul sito della Open Medicine Foundation, un breve pezzo sul convegno "Investi in ME" che indica anche l'incontro con la CFS Associaizone Italiana.: qui:
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2 giugno 2017

CONVEGNO "INVEST IN ME" A LONDRA

La presidente Giada Da Ros e il socio Fabio Cecchinato presenziano all'interessante convegno. 

Qui il riassunto ufficiale del convegno (in inglese) realizzato dalla dottoressa Rosamund Vallings. Cercheremo di fornirne una versione in italiano al pi� presto, magari con aggiunte personali.

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27 maggio 2017

RACCOLTA FONDI PER IL PROGETTO DI DAVID TULLER

David Tuller, reporter investigativo con un dottorato in salute pubblica, dall'autunno del 2015 sta cercando di mostrare attraverso i suoi pezzi i problemi metodologici ed etici dei trial PACE per la ME/CFS. Fa ora una raccolta fondi per cercare di continuare con questo progetto: qui.
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18 maggio 2017

LA FORZA DI UNA MADRE A SOSTEGNO DEI BAMBINI CON CFS: qui.

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16 maggio 2017

Si tiene a Padova il seminario "SINDROME DA FATICA CRONICA: UN SINTOMO E UNA SINDROME DA RICONOSCERE ANCHE IN AMBITO PEDIATRICO", organizzato dalla Associazione CFS Veneto e dalla AMCFS e diretta a diverse categorie di medici. 

Relatori: dott. Lorenzo Lorusso, prof. Aldo Baritussio, prof. Stefano Masiero, prof. Leonardo Zoccante. dott.ssa Caterina Zilli 

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12 maggio 2017

IL MUNICIPIO DI PORDENONE SI ILLUMINA PER LA GIORNATA MONDIALE DI SENSIBILIZZAZIONE: vedi qui.

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10 maggio 2017

La Repubblica: "Sindrome da fatica cronica, quando la stanchezza diventa malattia".

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9 maggio 2017

Insieme a CFS Italia, che ha lanciato l'idea, � stato realizzato un video-collage di pazienti (e medici) per la giornata mondiale della CFS/ME il 12 maggio.

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8 maggio 2017

OSSIGENO-OZONO TERAPIA PER CFS/ME E FIBROMIALGIA:parla il prof. Umberto Tirelli (video)

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6 maggio 2017

#BedFest: un festival virtuale per e con le persone con la CFS/ME

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2 maggio 2017

PROGETTO #HippopotamousOath


Invitiamo tutti a partecipare al Progetto #HippopotamusOath (il nome nasce come "gioco di parole" sul Giuramento di Ippocrate).
Il testo dice:

L'Encefalomielite Mialgica (ME) � una malattia neurologica cronica, debilitante, spesso degenerativa. (WHO ICD-10 G93.3).
I pazienti di ME nel mondo hanno sofferto per diagnosi sbagliate e cattivi trattamenti come risultato di politiche messe in atto in risposta a studi influenti, ma scientificamente difettosi, che non avrebbero mai dovuto passato il vaglio dei colleghi.
Ai pazienti sono stati negati i sussidi di invalidit�, le assicurazioni sanitarie/reddito e altri diritti per il fatto che la ME � stata rappresentata in modo errato come un disturbo psicosomatico per decenni.
Resoconti di danni dovuti a "terapie" raccomandate sono stati ignorati, nonostante alcuni pazienti siano stati ridotti permanentemente allettati da trattamenti inappropriati che ignorano le patologie biomediche sottostanti.
Chiediamo perci� a tutti gli autori dei trial PACE e ai solo sostenitori di ricordare il Giuramento di Ippocrate "Praticate due cose nel trattare con la malattia: o aiutate o non danneggiate il paziente".
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29 aprile 2017

UNA LETTERA APERTA A "PSYCHOLOGICAL MEDICINE"

Il blog Virology, curato da Vincent Racaniello, ha scritto una lettera aperta,  che la CFS Associazione Italiana condivide in pieno e che ha chiesto di poter firmare, alla rivista "Psychological Medicine". L'originale, e i firmatari, lo trovate qui. Sotto trovate la traduzione di quella lettera. 

Gentili Sir Robin Murray e Dr. Kendler:
Nel 2013, Psychological Medicine ha pubblicato un articolo intitolato �Recovery from chronic fatigue syndrome after treatments given in the PACE trial.� (Guarire dalla sindrome da fatica cronica dopo il trattamento somministrato nei trial PACE� [1] Nel�articolo, White et al. riportavano che la Terapia dell�Esercizio Graduale (GET) e la Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) portavano ciascuna alla guarigione nel 22% dei pazienti, contro il solo 7% in un gruppo di comparazione. I due trattamenti, concludevano, offrono ai pazienti �la migliore possibilit� di guarigione�.

Il Pace � stato il pi� ampio studio clinico mai condotto per la sindrome da fatica cronica (anche conosciuta come encefalomielite mialgica, o ME/CFS) con il primo risultato pubblicato su The Lancet nel 2011.[2] � stato uno studio open-label [�in aperto�] con risultati preliminari soggettivi, un progetto che richiede una stretta vigilanza per prevenire la possibilit� di bias. Eppure il PACE soffriva di gravi difetti che hanno sollevato preoccupazioni serie sulla validit�, l�affidabilit� e l�integrit� delle scoperte. [3] Nonostante questi difetti, le dichiarazioni di guarigione di White at al in Psychological Medicine hanno grandemente impattato il trattamento, la ricerca e gli atteggiamenti pubblici verso la ME/CFS.

Secondo il protocollo per i trial PACE, i partecipanti dovevano raggiungere specifici standard in quattro differenti misurazioni perch� si potesse dire che avevano raggiunto la �guarigione�.[4] Ma in Psychological Medicine, White et al. hanno attenuato in modo significativo ciascuno dei risultati richiesti, rendendo la �guarigione� molto pi� facile da raggiungere. Nessun comitato di supervisione dei PACE sembra aver approvato la ridefinizione di guarigione; per lo meno, nessuna approvazione di questo tipo � stata menzionata. White et al. non hanno pubblicato i risultati che avrebbero ottenuto usando l�approccio del protocollo originario, n� hanno incluso analisi di sensibilit�, il metodo statistico standard per valutare l�impatto di tali cambiamenti. 

I pazienti, i sostenitori e alcuni scienziati hanno rapidamente segnalato questi e altri problemi. Nell�ottobre del 2015, Virology Blog ha pubblicato una investigazione dei PACE di David Tuller della Universit� della California, Berkeley, che confermava gli scivoloni metodologici del trial. [5] Da allora, pi� di 12.000 pazienti e sostenitori hanno firmato una petizione che chiede a Psychological Medicine di ritrattare le discutibili dichiarazioni di guarigione. Eppure la rivista non ha intrapreso alcuna misura per affrontare le questioni.

La scorsa estate, la Queen Mary University of London ha reso pubblici i dati dei trial PACE per ordine di un tribunale dopo che � emersa da un paziente la richiesta di libert�-di-informazione. A dicembre, un gruppo di ricerca indipendente ha usato quei dati resi pubblici di fresco per calcolare i risultati di guarigione secondo la metodologia originaria delineata nel protocollo.[6] Questa ri-analisi ha documentato ci� che era gi� chiaro: che le dichiarazioni di guarigione non dovevano essere prese per buone.

Nella ri-analisi, che � apparsa sula rivista Fatigue: Biomedicine, Health & Behavior [Fatica: Biomedicina, Salute e Comportamento], Wilshire et al. riportano che la definizione del protocollo PACE di �guarito� ha prodotto tassi di guarigione del 7% o meno per tutti i rami del trial. Inoltre, contrariamente alle scoperte riportate in Psychological Medicine, gli interventi PACE non hanno offerto nessun beneficio statisticamente significativo. In conclusione, hanno notato Wilshire et al., �l�affermazione che i pazienti possono guarire come risultato della CBT e GET non � giustificata dai dati, ed � altamente fuorviante per i clinici e i pazienti che stanno considerando questi trattamenti.�

In breve, il trial PACE ha risultati nulli di guarigione, secondo la definizione di protocollo selezionata dagli autori stessi. Oltre ai risultati di guarigione gonfiati riportati in Psychological Medicine, lo studio soffriva di un mucchio di altri problemi, inclusi i seguenti:
*In modo paradossale, le revisionate soglie di guarigione per la funzione fisica e la fatica � due delle quattro misure di guarigione � erano cos� lasse che i pazienti potevano deteriorare durante il trial e ugualmente essere conteggiate come �guarite� in questi risultati. Infatti, il 13% dei partecipanti raggiungevano uno o entrambe queste soglie di guarigione alla base di rilevamento. White et al. non hanno rivelato questi fatti salienti in Psychological Medicine. Non conosciamo nessun altro studio nella letteratura dei trial clinici in cui le soglie di guarigione per un indicatore di fatto rappresentavano uno stato di salute peggiore delle soglie d�ingresso per disabilit� serie nello stesso indicatore.
*Durante il trial, gli autori hanno pubblicato un bollettino per i partecipanti che includeva le raggianti testimonianze di partecipanti precedenti sui loro risultati positivi nel trial. [7] Un articolo nello stesso bollettino riportavano che un comitato nazionale di linee guida cliniche aveva gi� raccomandato la CBT e la GET come efficaci; l�articolo del bollettino non menzionava la terapia di ritmo adattivo, un intervento sviluppato specificatamente per il trial PACE. Le testimonianze dei partecipanti e l�articolo del bollettino potrebbero aver fatto propendere le risposte di un ignoto numero delle duecento o pi� persone ancora sottoposte a valutazione � circa un terza del campione totale.
*Il protocollo PACE includeva la promessa che gli investigatori avrebbero informato i potenziali partecipanti di �ogni possibile conflitto di interesse�. I principali investigatori del PACE avevano avuto relazioni di lunga durata con le principali compagnie di assicurazione, che li consigliavano su come gestire le richieste di invalidit� relative alla ME/CFS. Tuttavia, i moduli di consenso del trial non menzionavano questi conflitti di interesse auto-evidenti. � irrilevante che le compagnie di assicurazione non fossero direttamente coinvolte nel trial e insufficiente che gli investigatori abbiamo reso pubblici questi collegamenti nella loro ricerca pubblicata. Data questa seria omissione, il consenso ottenuto dai 641 partecipanti al trial � di discutibile legittimit�.
Simili difetti sono inaccettabili in una ricerca pubblicata; non possono essere difesi o eliminati con delle spiegazioni. Gli investigatori del PACE hanno ripetutamente cercato di affrontare queste preoccupazioni. Ma i loro sforzi finora � nella corrispondenza della rivista, negli articoli di news, dei post dei blog, e pi� di recente nelle loro risposte a Wilshire et al in Fatigue [8]� sono state incomplete e insoddisfacenti.

Il trial PACE ha aggravato questi errori usando una definizione di caso per la malattia che richiedeva solo un sintomo � sei mesi di disabilitante fatica inspiegata. Un rapporto del 2015 dei National Institutes of Health degli Stati Uniti ha raccomandato di abbandonare questo approccio a sintomo-unico per identificare i pazienti.[9] Il rapporto dei NIH che questa ampia definizione di caso generava campioni eterogenei di persone con una variet� di malattie affaticanti, e che usarla per studiare la ME/CFS potrebbe �compromette il progresso e causare danno�.

I PACE includevano analisi di sotto-gruppo di due definizioni di caso alternative e pi� specifiche, ma queste definizioni di caso sono state modificate in modi che avrebbero potuto impattare i risultati. Inoltre, un numero sconosciuto di possibili partecipanti avrebbero potuto soddisfare questi criteri alternativi ma sono stati esclusi dallo studio dallo screening iniziale.

Per proteggere i pazienti da trattamenti inefficaci e potenzialmente dannosi, le dichiarazioni di guarigione di White et al, non possono esserci in letteratura. Perci�, chiediamo a Psychological Medicine di ritrattare immediatamente l�articolo. I pazienti e i clinici meritano e si aspettano informazioni accurate e prive di pregiudizi su cui basare le proprie decisioni di trattamento. Vi sollecitiamo a prendere provvedimenti senza ulteriori ritardi.

Cordialmente,
(firme)
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27 aprile 2017

BETTERI INTESTINALI NELLA CFS

I Ricercatori del Center for Infection and Immunity (CII) alla Columbia University hanno pubblicato oggi un articolo che mostra anormali livelli di alcuni specifici batteri intestinali nei pazienti con la Encefalomielite Mialgica / Sindrome da Fatica Cronica (ME/CFS).
I ricercatori hanno seguito 50 pazienti e 50 controlli sani accoppiati reclutati in quattro siti clinici per la ME/CFS. Hanno fatto test per specie batteriche nei campioni fecali, e per molecole immunitarie nei campioni di sangue.

Riportano: 
1.    I livelli di distinti specie di batteri intestinali --  Faecalibacterious, Roseburia, Dorea, Coprococcus, Clostridium, Ruminococcus, Coprobacillus � erano fortemente associati alla ME/CFS; la loro combinata relativa abbondanza � parsa essere predittiva della diagnosi.
2.    Maggiore abbondanza di Alistipes non classificati e diminuito Faecalibacterium erano i principali biomarcatori per la ME/CFS con IBS (Sindrome dell�Intestino Irritabile); mentre maggiore abbondanza di batteroidi non classificati e dimunuito batteroide vulgatus erano i principali biomarcatori della ME/CFS senza IBS.
3.    Un�analisi dei pathway matabolici batterici associati con i disturbi nei batteri intestinali ha rivelato differenze distintive fra ME/CFS e sottogruppi di ME/CFS rispetto ai controlli sani.
4.    In sottogruppi della ME/CFS, le misurazioni della severit� dei sintomi, inclusi il dolore e la fatica, si correlavano alla abbondanza di distinti tipi batterici e pathway metabolici.
5.    Nessun cambiamento � stato osservato nei marcatori immunitari � una scoperta che potrebbe riflettere la penuria di partecipanti che erano ammalati da poco tempo; ricerche precedenti suggeriscono che cambiamenti immunitari potrebbero essere evidenti solo comparando casi di breve e lunga durata.

�Come nella IBS, la ME/CFS potrebbe coinvolgere una interruzione nella comunicazione bidirezionale fra il cervello e l�intestino mediata dai batteri, i loro metaboliti, e le molecole che influenzano,� ha detto l�autore senior W. Ian Lipkin, direttore del CII e Professore John Snow di Epidemiologia alla Mailman School della Columbia. �Nell�identificare gli specifici batteri coinvolti, siamo un passo pi� vicini ad una diagnosi pi� accurata e a terapie mirate.�

Qui il comunicato stampa. Qui l�articolo.
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Aprile 2017

Una bella notizia: il sindaco di Pordenone ha accolto la richiesta della CFS Associazione Italiana di illuminare il Palazzo Municipale di Pordenone dei colori Blu, per la CFS/ME, viola per la Fibromialgia e Verde per la MCS e la Lyme in occasione del 12 maggio, giornata mondiale di sensibilizzazione, di cui quest�anno cade il 25�anniversario. Saremo l� a partire dalle 21.30, come richiesto.

L�evento, che si tiene in tutto il mondo, � promosso a livello globale da Action CIND, ovvero Action Chronic Immunological and Neurological Diseases, una no-profit canadese impegnata a favore delle persone che soffrono di malattie immunologiche e neurologiche.

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18 gennaio 2017

CHE COSA SUCCEDE QUANDO HAI UNA MALATTIA CHE I MEDICI NON RIESCONO A DIAGNOSTICARE: il �TED Talk� di Jennifer Brea (guarda qui, con i sottotitoli in italiano)

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19 ottobre 2016

POTENZIALE ANORMALIT� GENETICA COLLEGATA AI SINTOMI DI CFS/ME

Gli scienziati al National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID � Istituto Nazionale di Allergia e Malattie Infettive) degli Istituti Nazionali di Sanit� americani, hanno identificato una potenziale anormalit� genetica collegata a molti dei sintomi della CFS/ME. La triptasi, una proteina nel sangue, � spesso associata a reazioni allergiche e alcuni pazienti con sintomi simil-CFS/ME hanno elevati livelli di triptasi nel sangue. Questi elevati livelli potrebbero essere causati da copie multiple del gene alfa triptasi. Cosa significativa per i pazienti di CFS/ME, anche i pazienti con problemi di POTS (Sindrome di tachicardia ortostatico posturale) hanno alti livelli di triptasi.  (Fonte: qui)

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10 settembre 2016

RESI PUBBLICI DI DATI DEI TRIAL PACE 

Quanto segue � la traduzione di quanto scritto a questo link.

La Queen Mary University of London (QMUL) ha reso pubblici i dati PACE ai pazienti che lo hanno richiesto sulla base del Freedom of Information Act, come ordinato da un recente tribunale, nell�ultimissimo giorno possibile per presentare un appello contro l�ordine della corte.

La mossa segue la pubblicazione tre giorni prima di una lettera aperta da parte di un gruppo di scienziati inclusi il dottor Ron Davis, Vince Racaniello e Jonathan Edwards, che sollecitava il preside della QMUL, il professor Simon Gaskell, a non appellarsi alla decisione del tribunale.

I dati sono stati richiesti nel marzo del 2014 da Alem Matthees, per permettere il calcolo dei principali risultati del trial e i tassi di guarigione secondo i metodi specificati nell�originario protocollo del trial. Gli originali metodi di analisi sono stati abbandonati  una volta che il trial era in corso e rimpiazzati da altri, inclusa un�analisi in cui i pazienti potevano diventare pi� invalidi e nonostante ci� essere classificati come fossero �guariti�.

Tom Kindlon, un paziente la cui critica delle analisi dei PACE � stata pubblicata in riviste mediche, ha detto: �Questo � un gran giorno per i pazienti. Lo abbiamo aspettato per anni. Finalmente, sar� possibile per parti indipendenti esaminare i dati e, in particolare, scoprire quali sarebbero stati i risultati senza tutti i cambiamenti ingiustificati al protocollo dello studio. Sar� anche molto interessante guardare a come i dati obiettivi si relazionano agli esiti soggettivi�.

Ha aggiunto, �Questo � un trial finanziato da fondi pubblici ed � costato 5 milioni di sterline di tasse dei contribuenti � i dati non sarebbero mai dovuti essere tenuti segreti�. � molto deludente che sia gli investigatori del trial PACE che la QMUL abbiano litigato il caso cos� duramente, costringendo Alem Matthees a dedicarci cos� tanto lavoro quando lui stesso non sta bene e respingendo altre richieste su informazioni di base�.

Il giorno prima che i dati fossero resi pubblici, gli autori del PACE hanno pubblicato online i risultati principali del trial usando i metodi specificati per il protocollo originario. I nuovi risultati mostrano che solo un terzo dei pazienti indicati erano migliorati secondo l�analisi definita secondo il protocollo, comparata ai numeri riportati su The Lancet nel 2011.

I risultati confermano i sospetti a lungo avuti dai pazienti e gli scienziati che hanno studiato in modo critico il trial che se gli investigatori del PACE fossero rimasti legati al loro stesso protocollo di analisi originario, il PACE sarebbe apparso un trial di successo molto minore.

(Immagine)

I nuovi risultati mostrano che solo il 21% dei pazienti sono stati classificati come �miglioranti� nel gruppo di terapia dell�esercizio graduato, comparati al 61% dichiarato nell�articolo di the Lancet usando un�analisi sviluppata dopo che il trial era in corso. Il 10% dei pazienti nel gruppo che non ha ricevuto alcuna terapia erano �miglioranti�, cosa che indica che, anche con le misurazioni soggettive usate, solo un paziente su dieci riportava un miglioramento dall�addizionale terapia dell�esercizio graduato. I risultati per il gruppo della CBT erano simili a quelli per il gruppo dell�esercizio graduato.

Questi risultati re-interpretati sono stati resi pubblici senza fanfara sul sito web della QMUL. Nonostante il drammatico crollo dei tassi di miglioramento, gli autori dello studio hanno detto che gli esiti erano �molto simili a quelli riportati nell�articolo principale dei risultati PACE� e hanno sostenuto le loro conclusioni del Lancet che la CBT e l�esercizio graduato, aggiunti alla cura medica standard, �migliorano moderatamente� i risultati per i pazienti di CFS.

Ma il dottor David Tuller, della  University of California, Berkeley, giornalista e esperto di salute pubblica, che ha criticato il trial in dettaglio, ha detto.�Siamo chiari. Queste scoperte sono molto peggio di quelle presentate negli articoli �peer-reviewed� pubblicati. Se queste sono state le migliori scoperte per 8 milioni di dollari, allora veramente i PACE non sopravvivranno un legittimo esame minuzioso�.

Ma ora, con i crudi dati originali che vanno a Alem Matthees, � sicuro che seguir� una revisione pi� indipendente.

Nel corso degli scorsi mesi, a seguito del primo degli articoli critici del dottor Tuller, i pazienti e gli scienziati si sono uniti insieme in tutto il mondo per fare pressione sulla QMUL perch� rendesse pubblici i dati. Una petizione guidata da #MEAction  con oltre 12.000 firme � apparsa sul Wall Street Journal, ed � stata presentata in tribunale come prova del livello dell�interesse pubblico che i dati venissero resi pubblici; e 24 organizzazioni di ME/CFS in 14 Paesi, in rappresentanza di decine di migliaia di pazienti, hanno scritto lettere aperte all�universit�. L.A. Cooper, capo del #MEAction Network UK ha detto: �I nostri ringraziamenti vanno a Alem Matthees, che ha lavorato incredibilmente duro per ottenere che venissero resi pubblici i dati PACE a quello che � stato quasi certamente un enorme costo fisico. Grazie, Alem!�.   
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Agosto 2016 

CARATTERISTICHE METABOLICHE DELLA SINDROME DA FATICA CRONICA 

Ron Davis: �Questo � a oggi lo studio pi� importante e rivoluzionario sulla  ME/CFS�

Da Ron Davis:

�La Pubblicazione �Caratteristiche Metaboliche della Sindrome da Fatica Cronica� di Naviaux RK et al, � una pietra miliare nella ricerca sulla ME/CFS. � a oggi lo studio pi� importante e rivoluzionario sulla ME/CFS.
Estendendo recenti indicazioni di alterazioni metaboliche nella ME/CFS, questo studio fornisce la prima comprensiva dimostrazione quantitativa delle deficienze metabolomiche che caratterizzano questa malattia. Definiscono una chiara �firma� metabolica che accuratamente distingue i pazienti dagli individui sani.
Questa firma era costante anche fra pazienti con sintomi o eventi di esordio della malattia differenti. Queste scoperte sono una notizia eccitante sia per i pazienti che per i ricercatori. Non solo confermano la realt� biologica di questa stigmatizzata malattia, ma puntano al pi� promettente candidato biomarcatore della ME/CFS che il campo abbia visto. Un biomarcatore della ME/CFS � a lungo atteso dagli scienziati � permetterebbe la precisa e obiettiva diagnostica che non � mai stata possibile per questa malattia. Inoltre, accelererebbe la ricerca per dei trattamenti.
Lo studio del dottor Naviaux suggerisce che entrambe queste imprese potrebbero essere progettate in uno modo che beneficer� tutti i pazienti, indipendentemente dai loro sintomi e dagli eventi d�esordio (che non sempre sono noti). Oltre a una comune risposta metabolica, i pazienti mostrano una variet� di risposte individuali. Queste risposte individuali possono contribuire alle differenze sintomatiche, e possono essere causate in parte da differenze genetiche. Similarmente, trattare in modo efficace la ME/CFS pu� richiedere due componenti: un trattamento comune per tutti i pazienti e un trattamento personalizzato. Cosa interessante, questo potrebbe spiegare la pletora di trattamenti che hanno aiutato singoli pazienti ma solo raramente funzionano in altri pazienti.
Un�altra importante scoperta da questo studio � che la risposta metabolomica osservata nella ME/CFS � l�opposto del pattern visto in infezione acuta e sindrome  metabolica. Questo risultato supporta la controversa idea che mentre l�infezione � spesso un evento che fa iniziare la ME/CFS, non contribuisce alla continuazione della malattia. Quello che � importante notare � che in assenza di prove di una infezione attiva, � plausibile che i trattamenti antimicrobici a lungo termine spesso usati per la ME/CFS facciano pi� danno che bene.
Questo studio rivoluzionario perci� presenta diverse nuove scoperte di grande importanza per le comunit� dei pazienti di ME/CFS, medica e di ricerca � e forse cosa pi� importante per la ricerca per i trattamenti. Perch� queste scoperte abbiano un impatto nella cura dei pazienti, ulteriori investigazioni e validazione attraverso studi indipendenti sono cruciali. A causa di questo, la Open Medicine Foundation ha finanziato il prossimo studio su un gruppo di pazienti pi� ampio, in cui il dottor Naviaux valider� la firma metabolomica della ME/CFS in un campione pi� ampio, geograficamente diverso e io esplorer� il ruolo della genetica nelle risposte individuali. Questi studi sono gi� in corso. Abbiamo nominato il dottor Naviaux al Comitato Scientifico di Consulenza della OMF in precedenza quest�anno, e siamo riconoscenti per il suo expertise nell�aiutarci a sbrogliare i misteri metabolici di questa debilitante malattia.
Siamo finalmente sulla strada giusta per capire la ME/CFS. Noi e molti altri collaboratori stiamo lavorando duro per tradurre questa nuova comprensione in trattamenti generali e personalizzati�.

Per donare: qui.  

Per lo studio effettivo: qui.  

Domande e risposte con il dottor Naviaux:

D1: Alcune persone ancora sostengono che la CFS non � una vera malattia ma � tutta nella mente. La sua scoperta di una firma chimica aiuta a infrangere questo mito?
S�, la firma chimica che abbiamo scoperto � prova che la CFS � un disturbo metabolico obiettivo che ha effetto sul metabolismo dell�energia mitocondriale, sulla funzione immunitaria, la funzione gastro-intestinale, il microbioma, il sistema nervoso autonomo, il neuroendocrino e altre funzioni cerebrali. QuestI sette sistemi sono tutti collegati in un network che � in costante comunicazione. Sebbene sia vero che non si pu� cambiare uno di questi 7 sistemi senza produrre cambiamenti compensatori degli altri, � il linguaggio della chimica e del metabolismo che li interconnette tutti.

D2: Come si conforma la sindrome da fatica cronica con gli altri stati ipometabolici o sindromi?
Tutti gli animali hanno modi di rispondere ai cambiamenti delle condizioni ambientali che minacciano la sopravvivenza. Abbiamo scoperto che c�� una notevole uniformit� a questa risposta cellulare, indipendentemente dai molti inneschi che possono produrla. Abbiamo usato il termine �Risposta della Cellula al Pericolo � Cell Danger Responce (CDR)� per descrivere le caratteristiche chimiche che sottostanno a questa risposta. Cambiamenti storici nella disponibilit� stagionale delle calorie, patogeni microbici, stress acquatico e altri stress ambientali hanno assicurato che abbiamo ereditato centinaia di migliaia di geni che i nostri antenati hanno usato per sopravvivere a tutte queste condizioni.
Il corpo risponde differentemente alla assenza di risorse (ad esempio una restrizione calorica o una carestia) che alla presenza di patogeni e tossine. Possiamo classificare due risposte: una risposta con un singolo step alla assenza di risorse, e un processo di due step in risposta alla presenza di una minaccia. Entrambe le risposte sono completate dal ritorno al metabolismo e alla funzione normali. Quando le risorse sono severamente ridotte o assenti, la piena CDR � bypassata, e il passaggio dei nutrienti attraverso il metabolismo � diminuita per conservare le risorse limitate in uno sforzo di �sopravvivere� alla carestia. Questa � spesso chiamata una risposta di restrizione calorica.
D�altro lato quanto una cellula  si trova davanti una attacco virale, batterico o micotico attivo, o certi tipi di infezioni parassitarie, trauma fisici severi o anche traumi psicologici cronici (che producono simili cambiamenti chimici nel metabolismo), questo attiva la risposta in due step. Il primo step � di attivare in modo acuto la CDR. L�immunit� innata e l�infiammazione sono regolati dalle caratteristiche metaboliche della CDR. L�attivazione della CDR mette in moto una potente sequenza di reazioni che sono strettamente coreografate per combattere la minaccia. Queste sono fatte su misura per difendere la cellula contro i patogeni o intracellulari o extracellulari, per uccidere e distruggere il patogeno, circoscrivere e riparare il danno, ricordare l�incontro da parte della memoria metabolica e immunitaria, spegnere la CDR, e per guarire.
Nella maggior parte dei casi, questa strategia � efficace e il metabolismo normale � restaurato dopo pochi giorni o settimane di malattia, e la guarigione � completa dopo poche settimane o mesi. Per esempio, solo una piccola percentuale di persone che sono acutamente infettate con il virus Epstein-Barr (EBV) o con l�herpes virus umano 6 (HHV6) o con la malattia di Lyme finiscono per sviluppare sintomi cronici. Se la CDR rimane cronicamente attiva, possono capitare molti tipi di malattie croniche complesse. Nel caso della CFS, quando la CDR si blocca, o � incapace di superare il pericolo, si ingrana un secondo step  che comporta un assedio del metabolismo che diverte ulteriormente le risposte dai mitocondri e sequestra o espelle metaboliti chiave e cofattori per renderli non disponibili a un patogeno invasore, o agisce per sequestrare le tossine per limitare l�esposizione sistemica. Questo ha l�effetto di consolidare ulteriormente lo stato ipometabolico. Quando la risposta ipometabolica alla minaccia persiste per pi� di sei mesi, pu� causare CFS e portare a dolore cronico e disabilit�. La metabolimica ci d� ora un modo per caratterizzare questa risposta obiettivamente, e un modo per seguire la risposta chimica a nuovi trattamenti in trial clinici sistematici.

D3. Lei parla della firma chimica come simile a uno stato di ibernazione. Che tipi di animali mostrano una simile firma in ibernazione?
Non userei il termine ibernazione per descrivere la sindrome da fatica cronica. Gli esseri umani non vanno in ibernazione. L�ibernazione � solo uno di una manciata di stati ipometabolici che sono stati studiati in differenti animali. Ce ne sono molti altri conosciuti con i nomi di dauer, diapausa, torpore, estivazione, restrizione calorica, eccetera. Molti stress ambientali innescano l�ipometabolismo degli umani. Nella nostra esperienza, la firma metabolica del dauer � pi� simile alla CFS che altri stati ipometabolici che sono stati studiati. Uno dei punti principali del nostro studio di metabolomica della CFS era di dare ad altri scienziati uno strumento nuovo per analizzare tutti questi stati ipometabolici, stadi di sviluppo., e sindromi cos� che le similarit� e le differenze possono essere obiettivamente studiate, e sviluppate nuove terapie razionali.

D4. Gli uomini e le donne sono veramente diversi nella CFS?
S�. Circa il 40-50% di tutti i metaboliti che misuriamo nel nostro metodo hanno una differente normale concentrazione in maschi e femmine. Questo non � tutto collegato al testosterone e all�estrogeno. Letteralmente centinaia di metaboliti sono regolati in differenti concentrazioni negli uomini e nelle donne. A livello di pathway, abbiamo trovato che gli uomini e le donne condividono 9 (45%) dei 20 pathway biochimici che erano disturbati nei pazienti di CFS. Undici pathway (55%) erano maggiormente preminenti nei maschi o nelle femmine. Sappiamo che per fare metabolomica propriamente bisogna avere un adeguato numero di controlli accoppiati per et� e sesso. Se i maschi o le femmine sani sono raggruppati insieme come controlli, il potere di vedere differenze metaboliche nella CFS e molte altre malattie � molto ridotto.
Allo stesso modo, il metabolismo di un maschio di 25 anni � differente da quello di un maschio di 35 anni, e categoricamente differente da una femmina di 25 anni. In ogni decade della vita ci sono molti cambiamenti metabolici che accadono come parte del normale sviluppo e dell�invecchiamento. Quando vengono usati appropriati controlli accoppiati per et� e sesso, la metabolomica � uno dei pi� potenti nuovi strumenti disponibili ai medici e agli scienziati per studiare una malattia cronica complessa.

D5. I cambiamenti metabolici che avete individuato nella CFS cone si relazionano al recente interesse nella epigenetica e nei pathway della metilazione?
Tutte le modificazioni chimiche covalenti del DNA e gli istoni che regolano l�espressione genetica sono il risultato di cambiamenti metabolici controllati dai mitocondri. Per esempio, tutto il DNA e la metilazione degli istoni dipende dalla disponibilit� della SAdenosilmetion (SAMe). Reazioni di fosforilazione capitano sulla base della disponibilit� dell�ATP. L�acetilazione dipende dalla disponibilit� di Acetil-CoA. La demetilazione dipende dalla disponibilit� di ossigeno e alfa-chetoglutarato. Altre reazioni di demetilazione richiedono la disponibilit� di FAD+ e generano perossido. La deacetilazione dipende criticamente dalla disponibilit� di NAD+. La ADP-ribosilazione del DNA pure dipende dalla disponibilit� del NAD+.
L�attivit� del regolatore mastro di carburante chinasi AMP (AMPK) dipende dall�accumulo di AMP o dalla biosintesi purine de novo dell�intermediario AICAR (aminoimidazole carboxamide ribotide). L�mTOR � un altro barometro chiave dello status di carburante cellulare. L�attivit� del mTOR richiede la disponibilit� di leucina. Tutti questi metaboliti che regolano l�epigenetica e l�espressione genetica sono controllati primariamente dal metabolismo mitocondriale. Questo ha senso perch� tutte le attivit� cellulari devono essere responsive alle disponibilit� di risorse locali e rimanere flessibili a rispondere a potenziali minacce che alterano la salute cellulare, e i mitocondri sono i primi monitor e regolatori del metabolismo cellulare.
Con rispetto alle reazioni di metilazione citoplasmatica che coinvolgono il metabolismo di folato e B12, i mitocondri pure giocano un ruolo chiave nel regolare il rilascio di formiato, il bilanciamento di NADPH in NADP+, NADH in NAD+, FADH12 in FAD+, Propionil-CoA in succinil-Coa, e glicina in serina. Alla fine, tutte queste reazioni mitocondriali influenzano la marea dei substrati disponibili per il metabolismo di metionina, cisteina, glutanione e taurina. Gli alti e bassi di questi metaboliti determinano il bilanciamento fra la sopravvivenza e la morte della cellula, controllando le modificazioni epigenetiche e l�espressione genetica. Queste reazioni sono illustrate nella Figura S6 supplementare online del nostro articolo.
D6. In che modo i suoi risultati potrebbero aiutare  con il trattamento della CFS?

Questo primo articolo non era focalizzato sul trattamento. Tuttavia, la metabolomica rivela una nuova finestra sulla biologia sottostante alla CFS che ci rende molto speranzosi che efficaci trattamenti vengano presto sviluppati  e testati in trial clinici ben-controllati. La metabolomica sar� una componente importante di ogni trial clinico di nuovi trattamenti per la CFS. Giocher� anche un ruolo importante nell�analizzare le similarit� e differenze con classici modelli di laboratorio di stati ipometabolici come il dauer.

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19 luglio 2016

SINDROME DA FATICA CRONICA: MILIONI DI SCOMPARSI (leggi qui).

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11 luglio 2016

BIOMARCATORI E SPERANZE TERAPEUTICHE PER LA SINDROME DA FATICA CRONICA

A lungo la comunit� scientifica si � disinteressata o ha comunque prestato poca attenzione al problema della Sindrome da Fatica Cronica, ma si stanno facendo grandi passi avanti nella comprensione della malattia. In tempi recenti si � preannunciato pi� di un possibile biomarcatore.
1.    Hornig et al: uno studio ampio e con un gran numero di controlli che fa capo alle universit� di Harvard, della Columbia e di Stanford e che � firmato dal gotha degli studiosi sulla CFS/ME avrebbe trovato �una firma immunitaria distintiva nel plasma" che distinguerebbe anche diversi livelli di gravit�. Ci sarebbe una iperattivazione di citochine per chi � malato da meno di tre anni, un ipofunzionamento per chi � malato da pi� di tre anni. 
2.    La Griffith University (Queensland, Australia). Il NCNED (National Centre for Neuroimmunology and Emerging Diseases � Centro Nazionale per la Neuroimmunologia e le Malattie Emergenti) e il Menzies Health Institute del Queensland (Australia) hanno annunciato di aver trovato un biomarcatore nei globuli bianchi. Il team sta cerando dei partner con compagne diagnostiche per sviluppare un test del sangue che potrebbe essere disponibile addirittura per fine anno. La professoressa Marshall � Gradisnik ha rilasciato un�intervista in proposito (qui). Questa stessa universit�, agli inizi di giugno ha pubblicato un comunicato stampa in cui informano di aver identificato un recettore precedentemente ignoto su specifiche cellule immunitarie, il recettore TRPM3, importante per il movimento del calcio all�interno delle cellule. Uno studio dimostra che questo sarebbe significativamente ridotto nei pazienti di CFS/ME.
3.    Russell et al, nel marzo 2016, su BCM Immunology concludono che �le IL-1α, 6 e 8, fatti gli aggiustamenti per la durata della malattia, possono servire come robusti biomarcatori, indipendenti dall�et�, nello screening per la ME/CFS�.
4.     Petty at al, anche loro nel marzo 2016, su Plos One, dimostrano �alterata espressione del microRNA nelle cellule mononucleari del sangue periferico dei pazienti con la CFS/ME, che sono potenziali biomarcatori diagnostici. Il grado maggiore di disregolazione del miRNA � stato identificato nelle cellule NK con bersagli coerenti con l�attivazione cellulare e la funzione degli effettori alterata�.
E questi non sono i soli studi promettenti. Anche senza tenere in considerazione un rinnovato interesse dei National Institutes of Health, gli Istituti Nazionali di Sanit� americani, che hanno incaricato l�esperto di neuro immunologia Avindra Nath (qui un webinar sul progetto), l�impegno del Bateman Horne Center o dell�Institute for Neuro-Immune Medicine, un soggetto di grande importanza � entrato in campo e sta svolgendo ricerca in modo forte: la Open Medicine Foundation. Co-fondatore � niente meno che il famoso scienziato Ron Davis, professore di Biochimica e Genetica alla Facolt� di Medicina dell�Universit� di Stanford e direttore dello Stanford Genome Technology Center. Suo figlio Whitney � gravissimamente malato di CFS/ME e ha perci� anche un interesse personale a risolvere il puzzle di questa malattia. Il comitato di consulenza scientifica [figura B] messo in piedi dalla Fondazione comprende tre premi Nobel e diversi membri dell�Accademia Nazionale delle Scienze. Uno degli studi lanciati proprio con l�obiettivo di individuare dei marcatori, il ME/CFS Severely Ill �Big Data� Study � inusuale perch� da un lato � molto piccolo, solo 20 pazienti e 10 controlli, ma sta raccogliendo un�enormit� di dati: due miliardi. (Si veda qui, per capire come vengono analizzati tenendo conto della deviazione standard). E si sta concentrando sui pazienti ammalati in modo molto severo, in considerazione del fatto che la loro biologia mostra le maggiori differenze rispetto agli individui sani, cosa che in passato non era mai stata fatta perch� i soggetti malati erano sempre stati considerati troppo difficili da studiare. La biologia dei pazienti viene esaminata sotto vari aspetti incluso quello della immunologia, della proteomica e dell�emergente settore della metabolomica che avrebbero gi� mostrato come il ciclo dell�acido citrico nei mitocondri, e quindi il motore metabolico principale per la produzione di energia, e la glicolisi non funzionino bene nei pazienti. Sui mitocondri si concentra il modello della Cell Danger Response, la risposta di pericolo delle cellule � e per saperne di pi� si legga qui. In effetti Davis ha dichiarato in un�intervista, che hanno trovato ben 193 parametri alterati nei pazienti (e alcuni di questi potrebbero interessare anche in altre malattie) e che il suo laboratorio, grazie alle donazioni di privati, � riuscito a fare pi� progressi di quanto non si fosse riuscito a fare negli ultimi 30 anni. 

Il presente articolo, firmato dalla presidente della CFS Associazione Italiana, Giada Da Ros, � stato pubblicato qui

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4 luglio 2016

NUOVI CRITERI PER LA SINDROME DA FATICA CRONICA (leggi qui)

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Giugno 2016


UNDICESIMO CONVEGNO DI INVEST IN ME (IIME11)

Di seguito trovate una via di mezzo fra un sunto e una traduzione di quanto scritto a questo link, ovvero una sintesi delle presentazioni fatte al convegno sulla CFS/ME organizzato da �Invest in ME�.

Si � tenuto l�undicesimo convegno di Invest in Me (IINC11) agli inizi di giugno. C�� stata una rappresentanza di 18 Paesi.
1.    Dott. IAN GIBSON � Ex rettore di Scienze Biologiche, University of East Anglia (UK): 10 ANNI � GUARDARE INDIETRO, GUARDARE AVANTI. 
Ha notato che l�atmosfera � cambiata. Ha ammesso che il Gibson Report � stato compromesso e ha spiegato il perch�. Ha suggerito 5 temi politici sui cui focalizzarsi come parte di una �Tessera di Impegni�: collaborazione europea e internazionale, istruzione, finanziamenti sostanziali, Nazioni Unite, centro di eccellenza. 

2.    Dott.ssa VICKY WHITTEMORE � Direttore di Programma, Istituto Nazionale dei Disturbi Neurologici e dell�Infarto, National Institutes of Health (USA): UNA NUOVA INZIATIVA DI RICERCA SULLA ME AI NIH
Gi� la sua presenza era importante. Ha riconosciuto i problemi finora presenti come i livelli di finanziamento �scioccanti e deludenti�, cosa che � sua speranza e impegno cambiare in modo sostanziale nel giro di due anni.  Ha indicato i piani dei NIH (Gli Istituti Superiori di Sanit� americani) a breve, medio e lungo termine. Fra questi la rivitalizzazione del Gruppo di lavoro sulla ME/CFS Trans-NIH.

3.    Prof. OLLI POLO � Primario del Dipartimento di Medicina Polmonare, Tempere University Hospital (Finlandia): DIAGNOSI CLINICA DELLA ENCEFALOMIELITE MIALGICA
Si � focalizzato sull�importanza di identificare segnali clinici per stabilire la credibilit� per quei medici che devono �vedere per credere�. Ha presentato esempi dalla sua esperienza come esperto di apnea del sonno che vede molti pazienti di CFS/ME nel corso del suo lavoro. Facendo un elenco di sintomi, ha osservato che colpiscono l�intero tronco simpatico, cosa che rende la ME/CFS una patologia di tutto il cormo, fatto che non si adatta bene al prevalente modello della medicina. Ha attirato l�attenzione su un articolo del dottor Peter Rowe che ha concluso che un sottogruppo di pazienti con la ME/CFS e l�Intolleranza Ortostatica ha anche la Sindrome di Ehlers-Danlos. Ha proposto l�idea che disturbi del tessuto connettivo fan s� che le vene si distendano eccessivamente causando accumuli e problemi con il flusso sanguigno con la conseguenza di  una variet� di sintomi. Il colpo di frusta o l�ipermobilit� possono interferire con il �tono simpatico centrale discendente� e l�eccessiva generazione di impulsi di fibre-C danneggiate causa un�eccessiva �attivazione di salvataggio del simpatico ascendente periferico�; entrambe queste cose possono turbare il ciclo sonno-veglia. In questo modo, vene o arterie elastiche possono portare a fasi di sonno prolungato seguiti da fasi di insonnia, ha concluso. 

4.    Prof.ssa CARMEN SCHEIBENBOGHEN � professoressa di Immunologia e vice-presidente, Istituto di Immunologia Medica, Berlin Charite (Germania): AUTOANTICORPI AI RECETORI ADRENERGICI E DELL�ACETILCOLINA NELLA CFS/ME
La professoressa Scheibenbogen e il suo team hanno cercato di identificare autoanticorpi nella ME/CFS. Ha ricordato l�ipotesi della patologia come malattia autoimmune e ha spiegato che per questo un ovvio punto di partenza erano gli anticorpi ai recettori dei neurotrasmettitori, supportato dalle scoperte di uno studio giapponese del 2003.
Ha descritto il suo lavoro con Gerd Wallukat e un suo studio pubblicato nel Febbraio 2016 in cui ha trovato che gli anticorpi contro i recettori Beta-2 andrenergici e muscarinici M3 e M4 dell�acetilcolina erano significativamente elevati del 29,5 % dei pazienti. Ha trovato anche una correlazione fra questi elevati livelli di anticorpi e l�attivazione immunitari, e ha notato sintomi sorprendentemente familiari come risultato di una acuta stimolazione di Beta-2 e M3. Questi due recettori sono complementari e uno si aspetterebbe di vedere effetti opposti in individui diversi e anche effetti opposti fluttuanti nel singolo paziente. La ricerca ha anche trovato che quei pazienti che rispondevano la Rituximab avevano ridotti livelli di questi anticorpi, mentre quei pazienti che non rispondevano al farmaco non li avevano. In conclusione, ha suggerito possibili trattamenti per chi avesse elevati trattamenti di questi autoanticorpi: gammaglobuline in intravena, terapia di immunoassorbimento (e a Berlino hanno appena cominciato un trial in proposito) e il Rituximab.

5.    Dottoressa Jo Cambridge - Ricercatore Responsabile, Infiammazione, Divisione di medicina, Facolt� di Scienze Mediche, UCL (UK): IMMUNOREGOLAZIONE NEI PAZIENTI CON ME
Ha spiegato di aver fatto parte di un gruppo che ha introdotto l�idea dell�esaurimento dei linfociti B come trattamento per l�artrite reumatoide una decina d�anni fa. Ha �accettato pienamente che la ME sia una malattia organica� e ha esplorato i possibili meccanismi che rendono efficace nella ME/CFS il Rituximab, visto il successo avuto da Fluge e Mella con questa terapia.  Si vede che il Rituximab si lega ai linfociti B che esprimono il recettore CD-20 e li uccide e ha spiegato che i linfociti B memoria e i linfociti B in certi tessuti (e soprattutto nel midollo spinale) sono pi� resistenti, cosa che potenzialmente spiega la variabilit� di risposta al trattamento. Ha poi mostrato come la risposta varia fra le diverse malattie autoimmuni, a seconda della prevalenza degli autoanticorpi nel processo della malattia. Anche il tasso e la velocit� di risposa sono variabili, e di norma ci vuole almeno qualche mese prima che si cominci a vedere un effetto. Il timore che i pazienti muoiano per infezione una volta che il sistema immunitario � messo KO � risultato infondato nella pratica. E ha chiarito che quando i linfociti B tornano una volta passato l�effetto del Rituximab, potrebbe o meno causare una ricaduta. Per alcune persone non c�� ricaduta e diventa una cura definitiva. Le ipotesi principali su come funziona il Rituximab sono che potrebbe fermare i linfociti B dal differenziarsi in cellule plasmatiche o potrebbe fermare l�interazione dei linfociti B con altre cellule (ad esempio le T-reg).
� stato presentato il dottorando Fane Mensah che sta studiando nei pazienti di CFS/ME una sottopopolazione di fenotipi di linfociti B memoria e linfociti B naive. Ritengono di aver confermato una disregolazione dei linfociti B associata al marker CD24. Stanno ora investigando l�interazione fra i linfociti B e T nei pazienti usando un sistema in vitro per esplorare fattori di siero solubile, e guardando alla massa mitocondriale, alla proliferazione, alla differenziazione del CD23 e alla produzione di anticorpi.  

6.    Professor Tom Wileman � Professore di Infezione e Immunit� alla University of East Anglia, Norfolk (UK): IL VIROMA INTESTINALE NELLA ME
Ha introdotto il concetto di viroma enterico: la popolazione virale dell�intestino, che ha un suo proprio sistema immunitario, con una omeostasi fra i microbi intestinali e il sistema immunitario dell�ospite. Le interazioni fra il sistema immunitario e il microbiota possono stabilire una soglia infiammatoria che pu� influenzare la malattia. Ha discusso come i virus che infettano i batteri � fagi � possono avere un effetto su queste interazioni, e ha spiegato che solo di recente � diventato possibile studiarle. Negli USA, alcuni hanno proposto l�Ipotesi del Virotipo per cui sarebbero queste interazioni e ad avere effetto sulla soglia infiammatoria e causare malattia. Il laboratorio di Wileman ha studiato questo fenomeno nella Sindrome dell�Intestino Irritabile a ha scoperto che quando l�intestino � turbato, i batteri si spostano nel sistema immunitario, creano infezione e turbano la soglia infiammatoria, caratterizzata da una diminuzione della diversit� dei virus nell�intestino.
Maureen Hanson ha trovato una simile riduzione della diversit� del microbioma nella ME/CFS. C�� ora bisogno di un�analisi bioinformatica per esaminare i dettagli, cosa che sta facendo il dottorando Daniel Vipond sui campioni di 16 pazienti con una CFS/ME moderata. L�analisi delle feci potrebbe rivelarsi una biomarcatore facile  e veloce. Wileman, insieme al prof. Simon Carding e al dottorando Navena Navaneetharaja e altri hanno pubblicato una panoramica delle evidenze.

7.    Professor Don Staines � NCNED, Griffith University, Australia: AGGIORNAMENTO DAL NCNED: INDENTIFICAZIONE DEI RECETTORI E SEGNALAZIONE INTRACELLULARE
Il prof Staines ha presentato il lavoro del suo gruppo alla Griffith University mostrando prove di una canalopatia nei linfociti B � specificatamente una canalopatia del calcio. Lo scorso anno la dottoressa Sonya Marshall-Gradisnik ha presentato le loro scoperte di SNP (mutazioni genetiche in un singolo punto) che hanno effetto sulla funzione TRP (Transient Receptor Potential) e cambiano come funziona la segnalazione cellulare. In seguito hanno cercato di capire che cos�� di questa segnalazione che fa s� che le cellule Natural Killer del sistema immunitario non riescano a svolgere il loro ruolo di uccidere le loro cellule bersaglio. Cinque dei 15 SNP che hanno trovato erano collegati al recettore TRPM3. Guardando alle cellule immunitarie dove si esprimeva questo recettore, hanno scoperto una riduzione nella espressione di quel recettore su isolate cellule B (CD19) e cellule Natural Killer (CD56+ bright). Se questi SNP si traducono in recettori danneggiati, ha detto Staines, questo in se stesso potrebbe danneggiare il sistema immunitario, ma le vie di segnalazione del calcio all�interno della cellula possono pure essere compromesse.  Ha aggiunto che il suo gruppo sta preparando altre �nove o dieci� articoli che esplorano i cambiamenti che ne conseguono all�interno delle cellule. Hanno scoperto che la protein-chinasi p38MAPK � sovraregolata, cosa che a sua vota sovra-regola varie citochine infiammatorie � notabilmente TNA-alpha e INF-gamma, cosa che pu� aprire la barriera sanguigna al cervello e causare una sostenuta risposta infiammatoria. Hanno anche visto una sottoregolazione del ERK 1 e 2, che potrebbe avere effetto sul come le cellule NK e i granzimi migrano lungo il citoscheletro e compromettono la loro abilit� di svolgere il loro lavoro. Guardando al calcio all�interno della cellula, hanno visto riduzioni dei livelli di calcio nel citoplasma e accumuli di calcio bel reticolo endoplasmatico. La loro conclusione: �La funzione dei recettori TPR danneggiata e danneggiata segnalazione e accumulo del calcio suggeriscono una patologia per la ME�. Fra gli effetti che ci si aspettano dalla danneggiata espressione del TRPM3 si cono una danneggiata sensazione e segnalazione del dolore,come anche una danneggiata regolazione della temperatura corporea, entrambe cose che calzano a pennello con la sintomatologia della CFS/ME.  

8.    Professor Simon Carding � Leader, Programma di Salute Intestinale e Sicurezza Alimentare, Institute of Food Research, Norwich research Park (UK): �Il GRUPPO EUROPEO DI RICERCA SULLA ME (EUROPEAN ME RESEARCH GROUP - EMERG)�
Il prof Carding ha presentato EMERG (European ME Reasearch Group), un network trans-europeo di gruppi di ricerca che intendono definire di comune accordo una strategia di ricerca coordinata. A seguito di un incontro inaugurale tenutosi sul 13 ottobre 2015 a Londra ci si � accordati su tre filoni: diagnosi cliniche e stratificazione dei pazienti (guidato da Alex McGregor); biomarcatori, natura e validazione (guidato da Carmen Scheibenbogen); standardizzazione dei campioni (giudato da Luis Nacul, Jonas Bergquist e Jo Cambridge).
Un secondo Network, EUROMENE � stato lanciato a Pasqua del 2016, con lo scopo di costruire in Europa un network di ricercatori sulla CFS/ME integrato e sostenibile. Ha un budget di 6 milioni di euro per i prossimi 4 anni. Sono rappresentati 15 Paesi. Per l�Italia ci sono il dottor Lorenzo Lorusso e la dottoressa Enrica Capelli (i referenti per l�Italia li ho indicati io. L�originale indica il referente britannico, la dottoressa Eliana Lacerna � al link ci sono tutti in ogni caso). 
EMERG ed EUROMENE si sono incontrati per chiarire i loro diversi ruoli: EMERG si focalizzer� sulla infrastruttura e sullo stabilire una agenda di ricerca europea; EUROMENE stabilit� un network di ricercatori e di stakeholder. Riguardo alla ricerca pratica, i primi progetti stanno indagando origini infettive (alterazioni ambientali e del microbioma), trial clinici e ricerca di supporto (ad esempio il Rituximab e terapia basata sui batteri). Si � chiuso con una citazione di Henry Ford: �Trovarsi insieme � un inizio; rimanere insieme � progresso; lavorare insieme � successo�.


9.    Professoressa Mady Hornig -  Professoressa associata, Centro per l�Infezione e l�Immunit� (CII), Columbia University Mailman School of Public Health, New York (USA): SCOPERTA DI PATOGENI NELLA ME
La Hornig ha cominciato spiegando il programma di ricerca suo e del suo team alla Columbia University: identificare patogeni e inneschi per la CFS/ME. Vista la lunga lista di sospetti inneschi virali (molti dei quali gi� implicati in disturbi del cervello) e i numerosi e vari fattori immunitari e di microbi, i problemi maggiori sono: come collegarli specificatamente alla nostra patologia, come spiegare che pi� virus possano innescare una sola patologia, come unire tutto insieme in  modo che abbia senso in termini di diagnosi e trattamento. Il modello scelto � quello di una patologia del cervello immunologicamente-mediata, con significativi collegamenti con l�intestino. Quando il microbiota � in disordine, una delle molte conseguenze sono disordini della funzionalit� del cervello. Organofosfati, virus e intossicanti possono turbare il microbiota e portare anche cambiamenti epigenetici negli stessi microbi dell�intestino, con effetti a lungo termine. Pu� condurre a cambiamenti nel metaboloma e pu� rendere pi� probabile lo sviluppo di una patologia autoimmune. Ha perci� presentato un asse intestino-microbiota-metaboloma-cervello e quello che stanno cercando di fare � mettere insieme le complesse interazioni fra le parti per capire che effetto ha in ultima istanza sul cervello. La loro �strategia per tappe per la scoperta di un patogeno nelle patologie mediate dal sistema immunitario� include studi in associazione con i NIH, la Chronic Fatigue Initiative, il dottor Montoya a Stanford e il dottor Peterson. 
La Horning ha evidenziato lo studio del suo gruppo del 1015 �Analisi dei network delle citochine nel fluido cerebrospinale nella ME/CFS� (qui), in cui hanno trovato l�IL-6 a livelli praticamente impercettibili, e ha detto che ulteriori studi stanno approfondendo questo aspetto cercando di connetterlo al microbiota. � particolarmente interessata al potenziale di disturbo alla via di degradazione del triptofano in risposta alle infezioni e altri agenti stressanti. 
Ha concluso indicando la complessit� dei modelli di malattia che stanno emergendo. Dal modello classico �un microbo, una malattia�, sta diventando chiaro che si deve rispondere a una serie pi� complessa di domande per comprendere le malattie complesse: chi (suscettibilit� genetica), che cosa (epitopi comuni), quando (inneschi), dove (nella placenta, nel tratto gastro-intestinale o altrove), perch�, come (ad esempio con la rottura della barriera sangue-cervello). Tutti questi fattori in combinazioni multiple vanno messi insieme per formare una profilo di malattia.

10.     Professoressa Maureen Hanson � Liberty Hyde Bailey Professor, Dipartimento di Molecolare e Genetica, Cornell University, New York, USA: LA RICERCA DI BIOMARCATORI PER LA ENCEFALOMIELITE MIALGICA
La professoressa Hanson ha inziato spiegando perch� � cos� importante trovare dei marcatori per la ME/CFS: distinguerla dalle altre malattie; fornire misurazioni obiettive per gli interventi e le terapie farmacologiche; selezionare i partecipanti per gli studi; fornire informazioni che aiutino a identificare la causa (o le cause) sottostanti. 
Candidati di lunga data a diventare biomarcatori per la CFS/ME sono un anormale funzionamento immunologico (come la alterata attivazione delle cellule NK), misurazioni fisiologiche che variano in modo anormale dopo l�esercizio, anormalit� nell�imaging cerebrale, e pi� recentemente altri candidati, inclusi i cambiamenti nell�espressione genetica e nei livelli delle citochine. Insieme a Susan Levine e altri, la Hanson ha ricevuto un finanziamento di due anni per cercare dei marcatori nel microbioma batterico. Ha presentato i risultati ottenuti finora dallo studio svolto su 49 pazienti della Levine e 39 soggetti di controllo. Focalizzandosi su marcatori infiammatori nel plasma che possono essere collegati alla funzione intestinale, hanno scoperto un grosso aumento nel livello dei lipposaccaridi (LPS), cos� come della LBP (Proteina che si lega ai polisaccaridi) e del CD14 solubile (che sono naturali conseguenze degli elevati livelli di LPS). Ha anche guardato alla complessiva popolazione batterica dei pazienti di ME/CFS trovando una differenza nel numero dei batteri fra pazienti e controlli. La differenza complessiva non era sufficiente a distinguere fra pazienti e controlli, ma questo non sorprende perch� � lo stesso nella malattia di Crohn. Tuttavia  quando hanno comparato i batteri per diversit� � il numero di famiglie batteriche presenti nell�intestino � questa era molto minore nei pazienti con la ME/CFS. C�era una chiara �perdita di ricchezza di specie� (che � comune con la malattia di Crohn). Hanno anche trovato una associazione di specifici gruppi batterici con la ME/CFS, distinta da quello dei controlli: hanno scoperto che le specie batteriche anti-infiammatorie (ruminococcus, che produce il butirrato, un acido grasso anti-infiammatorio) e specie di bifidobacterium (che produce acido lattico) erano ridotti nei pazienti di ME/CFS. E con la combinazione di esami ematici e intestinali riuscivano a classificate correttamente l�83% dei campioni come provenienti dai pazienti o dai controlli. Sebbene si tratti di uno studio piccolo, ritiene che l�uso di questi metaboliti possa distinguere al 100% i pazienti dai controlli e spera di sviluppare presto questa ricerca in un test che sia un biomarcatore per la CFS/ME. 

11.     Professoressa Elisa Oltra � Professoressa di Biologia cellulare e molecolare, Universidad Cat�lica de Valencia �San Vicente M�rtir�, Spagna: BIOMARCATORI MOLECOLARI DELLA ENCEFALOMIELITE MIALGICA
La professoressa Oltra ha iniziato spiegando come � entrata in contatto con la CFS/ME quando � arrivata all�universit� di Valencia. C�era un team che trattava da vent�anni la fibromialgia e si assicuravano che ogni studente in medicina conoscesse la patologia e fosse consapevole della sofferenza che porta. Dal 2009 sta cercando biomarcatori e investigando le basi molecolari per la fibromialgia. Finora ha identificato irregolarit� nell�espressione del RNAseL e nel profilo dei microRNA. Ora che � professoressa di biologia cellulare e molecolare continua la sua ricerca di marcatori e in particolare il suo studio del microRNA (RNA non codificante che regola l�espressione genetica), che ritiene sia significativo per varie ragioni: sono provati biomarcatori per altre malattie; sono relativamente stabili comparati ad altri RNA per cui possono essere analizzati campioni a lungo termine; sono relativamente facili da implementare in test diagnostici nelle cliniche una volta che sono stati identificati; sono stati esplorati a stento nella diagnosi della ME e malattie collegate; sono presenti in tutti i fluidi corporei. Lo studio della Oltra si � concentrato sulla fibromialgia e su un piccolo gruppo di pazienti con la FM che aveva anche fatica cronica, che � stato malato da pi� di 10 anni e diagnosticato da pi� di uno specialista. Ritiene che il suo lavoro abbia identificato un profilo di microRNA (http://journals.plos.org/plosone/article/related?id=10.1371%2Fjournal.pone.0121903) che, se validato, potrebbe svilupparsi in un biomarcatore. Facendo il profiling dell�espressione ampia del genoma con un nuovo sequenziatore giapponese (e validato in PCR in tempo reale) nei pazienti che hanno studiato, hanno visto che 193 di 1212 miRNA (16%) erano a meno di met� dei livelli trovati nei controlli, e un pugno di similarmente sovra-regolati miRNA (3%) erano presenti solo a livelli molto bassi. Alla fine dell�analisi preliminare hanno concluso che la firma di cinque miRNA in particolare, sorprendentemente sottoregolati, potrebbe essere usata come biomarcatore per la FM/CFS (http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0078762) , e uno � stato identificato come anormale nel plasma dei pazienti di CFS (http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0102783). Il prossimo passo � validare questi risultati in un gruppo di studio pi� ampio, cosa che cercheranno di fare in associazione con il dottor Nathanson (del gruppo della dottoressa Klimas alla Nova University) e con il gruppo del dottor Alegre al Val D�Hebron Hospital a Barcellona. Riflettendo sul possibile significato della sottorevolazione del miRNA nella ME, la Oltra ha notato che i virus possono manipolare i processi cellulari richiesti per la propria replicazione,  prendendo come obiettivo i meccanismi di RNA interference dell�ospite. Sospetta che infezioni ricorrenti croniche possano portare a ben-definiti profili di miRNA, ma ha avvertito che al momento questa � solo un�idea speculativa. Un�altra possibile spiegazione che ha proposto � stata che stress al reticolo endoplasmatico (menzionato anche in precedenza da Staines), associato con infezioni virali, fattori ambientali e l�invecchiamento, sia pure collegato al metabolismo del miRNA.  

12.     Professor James Baraniuk � Professore di Medicina al Georgetown University Medical Centre, USA: TEST DELL�ESERECIZIO E TACCHICARDIA ORTOSTATICA
L�intervento del professor Baraniuk � stato provocatorio e punteggiato da momenti umoristici. Ha cominciato parlando della �deriva� storica dei criteri diagnostici nella fibrosite (in seguito conosciuta come fibromialgia, e ridotta all�osso da Wolfen el 1990), encefalomielite mialgica benigna (in seguito ME/CFS) e Malattia della Guerra del Golfo. Ritiene che la distinzione fra fibromialgia e ME/CFS sia confusa, e ha attirato l�attenzione sui criteri che ritiene siano ancora i migliori. La definizione di firbosite del 1981 di RM Bennett (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/6167073). Ha anche ricordato con un certo umorismo la Scala Catastrofizzante del Dolore (PCS) (http://www.physio-pedia.com/Pain_Catastrophizing_Scale) in cui, se hai un punteggio sopra il 16, si ritiene che tu stia catastrofizzando, notando come geni sotto regolati o sovra regolati si vedono associati con alti livelli di �catastrofizzazione� in coloro che soffrono di fibromialgia. Riguardo al nome �encefalomielite mialgica�, che riporta alle epidemie di infermieri che si prendevano cura dei pazienti di polio, ha notato che 5 epidemie negli anni 1920 e 1930 sono state rivalutate come �isteria�, una sfortunata eredit� e ha riconosciuto il merito a Carruthers nell�aver riportato il giusto nome, lodandolo per il suo contributo a identificare il malessere post-sforzo come fattore chiave, e nell�enfatizzare la disfunzione autonomica. Riguardo alla Malattia della Guerra del golfo (la maggiore focalizzazione della sua ricerca), ha sorpreso il pubblico asserendo che fra il 25 e il 32 % di coloro che sono stati l� impegnati sono ora malati � �se ci fosse un simile tasso di attacco alla Camera dei Parlamentari, forse ci sarebbero dei finanziamenti per questo� � e ha descritto alcuni delle principali agenti chimici a cui sono state esposte le truppe.
Con FM, ME, CFS, e GWI si vedono una serie di patologie che si sovrappongono. Possiamo separarle, si � chiesto? Guardare alle analisi di frequenza nelle donne di iperalgesia sistemica (il classico criterio diagnostico per la fibromialgia) ha presentato un quadro confuso quando si � comparata la distribuzione delle risposte nei pazienti con queste differenti diagnosi. Le donne con la fibromialgia spiccavano nel grafico, cosa che non sorprende dato che erano state diagnosticate proprio sulla base di quello. Baraniuk si aspettava che anche le donne con la CFS fossero molto sensibili, ma i risultati erano piuttosto equivoci comparati con i controlli. Il solo gruppo per qui la misurazione sembrava utile erano del donne con la GWI: la loro sensibilit� al dolore era estrema.  
Passando alla sua ricerca recente, Baraniuk ha menzionato il suo studio sulla risonanza magnetica al cervello prima e dopo un test di esercizio sub massimale. Il loro agente stressante non era abbastanza da vedere il 15% di crollo di VO2max, cos� come riportato dai test di esercizio massimale, ma � abbastanza da vedere cambiamenti nel flusso sanguigno bel cervello, specialmente dopo un test cognitivo. Sono necessari altri partecipanti allo studio e si pu� contattare baraniuklab@georgetown.edu, se interessati. Circa met� dei soggetti con la CFS che ha testato � e nessuno dei controlli � ha mostrato segni di START (Stress Test Activated Reversible Tachycardia), ovvero Tacchicardia Reversibile Attivata da Stress da Sforz : tacchicardia posturale a seguito dello sforzo dovuto all�esercizio. Stanno ora valutando i dettagli del variabilit� del battito cardiaco in questo gruppo e finora vi hanno visto una maggiore attivazione del sistema nervoso simpatico. Entrano in modalit� �combatti o scappa� solo perch� stanno in piedi. Lo START � contrastato dallo STOPP (Stress Test Originated Phantom Pain  - Dolore Fantasma Orginato dal Test da Sforzo), nella terminologia di Baraniuk.
In chiusura ha velocemente riassunto: la �dolenza� nella fibromialgia potr� risultare che sia un artefatto; nella Malattia della Guerra del Golfo potrebbe risultare essere pi� significativa; i pazienti di GWI hanno molti sintomi che li distinguono dai pazienti di ME; e START ci dice che c�� qualcosa che non va con il midollo spinale di questi pazienti. 

13.     Professor Ron Davis � Direttore, Stanford Genome Technology Center, Palo Alto, California (USA): APPROCCIO CON BIG DATA: GRUPPO DEI PAZIENTI DI ME MALATI IN MODO SEVERO
 La gran parte del pubblico era consapevole che il professore � entrato nell�arena della ricerca sulla ME/CFS perch� ha il figlio severamente malato di questa malattia. Dopo aver partecipato agli studi dello IOM e aver trascorso un anno e mezzo a visionare circa 9000 pubblicazioni che menzionavano la ME/CFS, � rimasto scioccato da quanto pochi fossero i dati utili a identificare un biomarcatore, per cui il suo punto di partenza � stato quello di raccogliere molti dati. La ricerca procede facendo osservazioni, formulando ipotesi sulla base di esse e poi testandole, ma se non hai dati adeguati � difficile formulare delle ipotesi e le richieste di finanziamento ai NIH sono state respinti per mancanza di ipotesi. Si � perci� alleato con la Open Medicine Foundation (http://www.openmedicinefoundation.org/donate-to-the-end-mecfs-project/) per raccogliere fondi privati  - per ogni paziente si stima una spesa di 70.000 dollari - e ha promesso di rendere disponibili tutti i dati agli scienziati, anche prima delle pubblicazione dei suoi risultati � sta lavorando a un software che possa rendere facile scaricare un simile ammontare di dati. Ci si � concentrati su un numero esiguo di pazienti, ma che fossero severamente malati. Al di l� del fatto che non sono mai stati studiati prima, segnali molecolari pi� ampi dovrebbero rendere pi� facile scoprire qualcosa di importante. In seguito si possono studiare questi segnali su gruppi pi� vasti di pazienti.  Il progetto di studiare 20 pazienti severamente malati � in corso. Sono stati raccolti i campioni e sta facendo molti progressi nell�abbattere i costi dell�analisi dei dati grazie a favori dei suoi studenti. Uno ha costruito un classificatore di cellule che costa 150.000 dollari per dieci centesimi, usando materiali da una stampante 3D!  
Hanno gi� molti dati da 3 pazienti e 43 controlli. Tre sembrano pochi, ma Davis ha domandato: se state cercando un biomarcatore e quel segnale non si mostra in quei tre pazienti, che ve ne fate? E per far capire la portata della raccolta di dati ha accennato allo studio che ha fatto in precedenza sul trauma, dove sono stati raccolti 2 miliardi di dati. La sfida � visualizzarli, interpretarli e pubblicarli, e ha spiegato come approccia il problema, mappando i dati in un modello vecchio 30 anni di noti pathway biochimici. I risultati con valori alti o bassi in modo anormale sono colorati rossi o blu su questa mappa e i ricercatori possono zoomare per ispezionare le vie che hanno disturbo severo per capire che cosa sta succedendo. E dai dati della metabolomica che hanno finora, � chiaro che alcune di queste vie (pathway) sono severamente disturbate - diversi marker sono distanti 5 deviazioni standard dal normale e uno � 16 deviazioni standard pi� basso del livello tipico dei controlli sani.
Un grande tema emergente finora � il disturbo del ciclo dell�acido citrico, all�interno dei mitocondri, fonte di energia per il corpo. Il corpo ha tre modi di produrre energia, ha spiegato: brucia glucosio, brucia grassi, o brucia aminoacidi. Nei pazienti che stanno studiando, sembra che la glicolisi sia fortemente compromessa; il glucosio viene trasformato in acidi grassi, che poi vengono solo probabilmente accantonati perch� sembra che questi pazienti non siano nemmeno in grado di bruciare i grassi molto bene. Mangiare aminoacidi perci� potrebbe essere una utile fonte di energia per alcuni pazienti: aiutavano suo figlio Whitney. 
Davis ha anche trovato una �incredibile� deficienza di biotina in Whitney, e ha detto che un paziente ha aggiunto la biotina al suo trattamento e questo gli ha fatto fare una svolta. Dalla slide di un altro paziente ha fatto vedere una deficienza di triptofano (una via evidenziata in precedenza da Mady Hornig) da cui hanno concluso (correttamente, � risultato) che il paziente doveva avere un�infezione. Cercare agenti infettivi � importante, ha detto, ma gli sembra che nei pazienti di ME/CFS in qualche modo i mitocondri si siano spenti,  forse come parte di un processo protettivo naturale. Ha ipotizzato che questo forse diventa il modo pi� efficiente di funzionare una volta che il corpo ha cos� tante deficienze che non � in grado di riavviarsi. Elettrizzato da questa possibilit�, pensa che se questo  � corretto, potrebbe risultare piuttosto facile da risolvere: dobbiamo solo sapere che cosa fare. Il problema � che in passato non abbiamo preso in considerazione questa malattia in modo serio. 
� stato molto cauto rispetto ai modelli con le cavie, mostrando come alcuni dati nel suo studio sui traumi i risultati nei topi erano opposti a quelli sugli esseri umani. Validare i trattamenti sulle cavie � richiesto dalla FDA, ma questo probabilmente ha fatto s� che venissero esclusi alcuni trattamenti efficaci, e di 150 trattamenti validati sui topi, non uno funzionava sugli umani. Per le malattie complesse questo approccio non funziona. Quello che intende fare � lavorare prendendo delle cellule dai pazienti con la ME/CFS e usare quelle come modello. Davis ha evidenziato un altro pathway dove ha osservato dati fortemente anormali nei pazienti con CFS/ME: il pathway della GTP cicloidrolasi � basso e come conseguenza anche la BH4 sembra essere bassa. La BH4 � usata per fare dopamina e serotonina, e vede anche bassa dopamina nei reni � sembra che i suoi soggetti siano incapaci di fare la secrezione di sale, cosa che potrebbe avere ogni sorta di effetto, incluso il basso volume sanguigno e la restrizione dei vasi sanguigni� cosa che potrebbe spiegare molti sintomi.  Ma si domanda perch� il GTP sia basso. Questa � biochimica fondamentale del corpo umano. Ha concluso su una nota positiva dicendo che potrebbe risultare che tutti i sintomi abbiamo una origine semplice e comune. Per ulteriori notizie sulla presentazione di Davis, si veda il rapporto di MEAction (http://www.meaction.net/2016/06/04/ron-davis-errors-metabolism/) . 

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12 maggio 2016

INIZIATIVE PER LA GIORNATA MONDIALE DI SENSIBILIZZAZIONE 

Ci sono una serie di iniziative che, in occasione di questa giornata, abbiamo piacere di segnalare.
 
1. Oggi a Pordenone, la CFS Associazione Italiana, in collaborazione con una gruppo di Fibromialgia del Friuli Venezia Giulia, far� un lancio di palloncini di sensibilizzazione (blu per la CFS/ME, viola per la FM e verdi per la MCS e per la Lyme). Ci incontriamo alle ore 20.00 alla cassa del volontariato a Pordenone in via De Paoli.
 
2. Giada Da Ros ha tradotto per la sottotitolazione in italiano il pi� recente documentario sulla patologia, "Forgotten Plague". In teoria dovrebbe essere disponibile con i sottotitoli proprio da oggi, ma ancora non abbiamo notizie precise. Appena sar� possibile averlo o vederlo comunque online sottotitolato, sar� nostra premura informare tutti.
 
3. Segnaliamo con piacere la pregevole iniziativa dell�AMCFS onlus �adotta una ricercatrice�.

4. Partecipiamo e invitiamo a partecipare alla campagna globale denominata #millionsmissing.
 Il senso � quello di dire che ci sono milioni di persone "scomparse" (missing) dalla propria vita a causa della malattia, persone che "si perdono" (missing) molte cose della propria vita perch� stanno troppo male.
Ci sono varie iniziative legate a questa campagna, come potete vedere sul sito http://millionsmissing.org/, che culminer� il 25 maggio prossimo. Quel giorno in molte citt� (Washington, DC, Seattle, San Francisco, Dallas, Atlanta, Boston, Londra, Melbourne) verranno organizzate delle proteste. Alcuni parteciperanno solo "virtualmente" inviando al proprio posto (essendo troppo malati per esserci di persona) un proprio paio di scarpe. Verranno create cos� delle "installazioni artistiche" che potranno essere riutilizzate anche in futuro, per mostrare fisicamente quanta gente non pu� esserci perch� semplicemente non � in grado. Diversi di noi hanno mandato un proprio paio di scarpe.
Un'altra iniziativa all�interno di questa campagna, che vi invitiamo a prendere in considerazione, � quella di fotografare delle scarpe messe fuori dall'uscio di casa o al termine della propria via magari, e di postarle su FB con l'hagtag #millionsmissing. Un'altra ancora � quella di cambiare la propria immagine di profilo con l'indicazione della campagna. Per farlo, basta seguire questo link:http://twibbon.com/Support/millionsmissing.

5. Invitiamo a partecipare, come alcuni di noi hanno fatto, alla sfida �Undies on the outside� (sottotitolo sii un eroe per la CFS/ME):  https://app.etapestry.com/onlineforms/OMF/UOTO.html. Fotografatevi con la biancheria intima sopra i vestiti e donate a favore della Open Medicine Foundation (uno dei progetto di ricerca sulla CFS pi� importanti degli ultimi anni)! Sembra un�iniziativa bizzarra, ma � serissima. Qui maggiori informazioni in proposito.
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11 marzo 2016 

SOSPENSIONE DELL'AMBULATORIO DI CFS PRESSO IL CRO

Una brutta notizia di cui  ci � arrivata oggi comunicazione.
Visti i nuovi orari di lavoro dei medici del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (PN), e considerando la disponibilit� di un solo dirigente medico del dipartimento di Oncologia Medica per la gestione dell�ambulatorio per la Sindrome da Fatica Cronica (gioved� pomeriggio), da mercoled� primo giugno prossimo venturo, tale ambulatorio sar� sospeso a data da destinarsi.
Gi� da oggi non verranno pi� presi appuntamenti oltre al primo giugno.  Dopo di allora non sar� pi� possibile perci� fissare appuntamenti �con la mutua� con la semplice ricetta del medico che chiedeva una �visita oncologica per sospetta CFS�.
La patologia CFS/ME potr� comunque essere seguita in libera professione dai medici che vorranno farlo.
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10 marzo 2016

FATICA CRONICA: in Italia pi� di 300 mila casi, intervista al prof Tirelli.

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16 febbraio 2016

CRITERI E DIAGNOSI della CFS/ME: parla il prof. Leonard Jason (video doppiato in italiano)

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21 gennaio 2016

INCONTRO CON LA CONSIGLIERA REGIONALE BAGATIN

Lo scorso mercoled� 20 gennaio alle 20.00 c�� stato un incontro presso l�auditorium della Regione a Pordenone fra la consigliera regionale del Friuli Venezia Giulia Renata Bagatin (Partito Democratico) � presente anche il consigliere Zecchinon � e il professor Umberto Tirelli, primario della divisione di Oncologia Medica A presso il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (PN), Luciana Spadaro, rappresentante regionale dell�ANFISC (Associazione Nazionale Fibromialgia e Stanchezza Cronica) e Giada Da Ros, presidente della CFS Associazione Italiana onlus. Oggetto della serata � stato il possibile riconoscimento da parte della regione di Sindrome da Fatica Cronica (CFS/ME), Fibromialgia (FM) e Sensibilit� Chimica Multipla (MCS) come malattie croniche e invalidanti. L�incontro � avvenuto in seguito a una petizione promossa dall�ANFISC che raccoglieva oltre 6000 firme.
Con una modalit� da tavola rotonda sono state esposte le esigenze dei pazienti e le disponibilit� regionali. L�idea che � emersa � quella dell�opportunit� di creare un tavolo regionale permanente a cui afferirebbero medici competenti nelle patologie indicate e associazioni di pazienti. Gli obiettivi primari in questa fase sono nel campo dell�aggiornamento medico e delle campagne di informazione. La regione, oltre a promuovere giornate di studio, si farebbe anche promotrice di iniziative in campo nazionale, compresa quella del riconoscimento su base nazionale.
La prossima tappa, sentito l�assessore, sar� quella dell�audizione in seno alla terza commissione sanit�, di cui la consigliera � vicepresidente. C�� comunque stata soddisfazione da parte dei malati. Il lavoro da fare tanto, ma le prospettive sono favorevoli.   
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14 gennaio 2016

TESTIMONIANZA SULLA CFS/ME di Giada Da Ros del 19 novembre 2014 ora su YouTube (video).
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11 gennaio 2016

PRESENTAZIONE - ESPERIENZA CON LA ME: parla il prof. Jason Leonard (video doppiato in italiano)
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13 dicembre 2015

FAQ DALLA PRATICA CLINICA (PARTE II): parla la dottoressa Lucinda Bateman (video doppiato in italiano)
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18 novembre 2015

FAQ DALLA PRATICA CLINITA (PARTE I): parla la dottoressa Lucinda Bateman. (video doppiato in italiano)

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13 novembre 2015

INTRODUZIONE E DIAGNOSI nella CFS/ME: parla la dottoressa Lucinda Bateman (video doppiato in italiano)
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10 novembre 2015 

CONNETTIVIT� FUNZIONALE A RIPOSO ALTERATA NELLA CFS

� appena uscito un nuovo promettente studio (trovate l�abstract in inglese al link http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26449441). Ecco il sunto di quello che dice.

La connettivit� funzionale a riposo alterata � caratteristica di molte condizioni di dolore cronico, ma non era mai stata valutata nei pazienti con la fatica cronica. Uno studio ne ha investigato l�associazione con la fatica nei pazienti con CFS/ME. 36 donne (19 con la ME/CFS e 17 controlli sani) sono state sottoposte a risonanza magnetica. E sono stati comparati i risultati dei due gruppi con due metodi, guardando i dati e sulla base di un modello.
Il primo metodo, che ha usato una analisi dei componenti indipendenti, � stato applicato per investigare 5 network dello stato di riposo, e si � vista una diminuita connettivit� intrinseca fra le regioni della regione fronto-parietale sinistra. Inoltre risultavano significativamente diminuite la connettivit� della corteccia cincolgata mediana anteriore sinistra con il network motorio-sensoriale e della corteccia cingolata posteriore sinistra con il Network Saliente.    
Il secondo metodo ha pre-selezionato delle specifiche regioni del para-ippocampo destro e dei lobi occipitali dimostrando un afflusso sanguigno anormale delle regioni del cervello, a riposo, e una alterata connettivit� funzionale con altre regioni del cervello. Il grado di anormale connettivit� era correlato al livello di fatica auto-riportata dai pazienti.
I risultati perci� confermano una connettivit� funzionale a risposo alterata nei pazienti con al ME/CFS che � significativamente correlata alla severit� della loro fatica cronica.   
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9 novembre 2015

AUTOIMMUNIT� NELLA CFS/ME E NELLA FIBROMIALGIA: parla la dottoressa Lucinda Bateman (video doppiato in italiano)

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6 novembre 2015

NEUROINFIAMMAZIONE ED ME/CFS: parla la dottoressa Lucinda Bateman (video doppiato in italiano).

"STANCHI" A CURA DI GIADA DA ROS: intervista con Libridine73 (video)
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4 novembre 2015

ESPRESSIONE GENETICA ED ESERCIZIO nella CFS/ME: parla la dottoresa Lucinda Bateman  (video doppiato in italiano)
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2 novembre 2015

ME/CFS E IL CERVELLO: video in cui parla la dotoressa Lucinda Bateman  (Video doppiato in italiano)
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29 ottobre 2015

NUOVA SPINTA ALLA RICERCA SULLA ME/CFS

Quella che trovate sotto � la traduzione di quello che c�� a questo indirizzo: http://nih.gov/news/health/oct2015/od-29.htm.

I National Institutes of Health stanno rafforzando i propri sforzi per avanzare la ricerca sulla Encefalomielite Mialgica / Sindrome da Fatica Cronica (ME/CFS), una malattia per cui un�accurata diagnosi e un efficace trattamento sono rimasti elusivi. Le azioni che sono state intraprese includono il lancio di un protocollo di ricerca al Centro Clinico dei NIH per studiare intensamente gli individui con la ME/CFS e il rinvigorimento degli sforzi del Gruppo di Lavoro di Ricerca sulla CFS/ME trans-NIH di vecchia data con l�Istituto Nazionale di Disturbi Neurologici e Ictus (NINDS) a capo di uno sforzo di ricerca multi-istituto.
�Delle molte misteriose malattie umane che la scienza deve ancora districare, la ME/CFS si � dimostrata essere una di quelle che comportano la maggiore sfida�, dice il direttore degli NIH, il dottor Francis S. Collins, Ph.D. �Sono speranzoso che una rinnovata focalizzazione sulla ricerca ci condurr� a identificare la causa di questa sconcertante e debilitante malattia cos� che nuove strategie di prevenzione e trattamento possano essere sviluppate�. 
La direzione dei NIH sulla malattia � guidata da un recente rapporto dell�Institute of Medicine che ha raccomandato nuovi criteri diagnostici e un nuovo nome per la malattia (Malattia Sistemica di Intolleranza allo Sforzo), e da un incontro di Vie di Prevenzione sponsorizzato dai NIH che ha generato un documento di posizione e rapporto con raccomandazioni per strategie di ricerca.
Secondo i Centri per il Controllo e la Prendenzione delle Malattia, si stima che la ME/CFS colpisca pi� di un milione di americani, ed � stata riferita in persone pi� giovani dei 10 anni d�et� e pi� vecchie dei 70 anni. La ME/CFS � una malattia acquisita, cronica, multi-sistema caratterizzata da intolleranza sistemica allo sforzo, che risulta in una significativa ricaduta dopo sforzi di ogni tipo. La malattia include indebolimento immunitario, neurologico e cognitivo; anormalit� del sonno; e disfunzioni del sistema autonomo, che controlla diverse funzioni corporee di base. Questi sintomi risultano in una invalidit� funzionale significativa accompagnata da profonda fatica. Sintomi addizionali possono includere dolore articolare e muscolare diffuso, mal di gola, linfonodi dolenti e mal di testa. Gli effetti della malattia possono variare da moderati a debilitanti, con almeno un quarto degli individui con la ME/CFS che in un qualche momento durante la malattia sono confinati a letto o confinati a casa e molti individui non recuperano mai i loro livello di funzionalit� pre-malattia. Poich� la patologia della ME/CFS rimane sconosciuta e non c�� un test per diagnosticare la malattia, gli studi finora hanno usato diversi criteri per la diagnosi, cosa che ha limitato la capacit� di comparare i risultati fra gli studi. Inoltre molti degli studi pubblicati sono basati su una popolazione di studio piccola e non sono stati replicati.
Nel tentativo di porre rimedio a questa situazione, i NIH progetteranno uno studio clinico nel Centro Clinico dei NIH che intende arruolare individui che hanno sviluppato la fatica a seguito di un innesco sapido dei sintomi, cosa che suggerisce una infezione acuta. Lo studio coinvolger� ricercatori del NINDS, il National Institute of Allergy and Infectious Diseases, National Institute of Nursing Research and National Heart, Lung, and Blood Institute. L�obiettivo primario dello studio � esplorare le caratteristiche biologiche e cliniche della ME/CFS a seguito di una probabile infezione per migliorare la comprensione delle cause e della progressione della malattia.
I NIH prenderanno anche in considerazione vie addizionali per supportare la ricerca sulla ME/CFS nalla comunit� di ricerca extramuraria. Dal momento che la causa alla radice della ME/CFS non � conosciuta e le manifestazioni del disturbo interessano trasversalmente gli interessi scientifici di molteplici istituti e centri dei NIH, sar� necessario un gruppo di lavoro trans-NHI per dare assistenza a quel progetto. Il direttore del NINDS, il dottor Walter J. Koroshetz, sar� presidente del Gruppo di Lavoro insieme a Vicky Holets Whittemore, Ph.D, la rappresentante della NIH presso il Comitato di Consulenza sulla Sindrome da Fatica Cronica del Dipartimento di Salute e Servizi Umani degli Stati Uniti. Un obiettivo del gruppo � quello di esplorare come le nuove tecnologie possono gettar luce su ci� che causa la ME/CFS. Il Gruppo di Lavoro include rappresentanti di 23 istituti, centri e uffici dei NIH.
Riguardo ai National Institues of Health (NIH): i NIH, l�agenzia di ricerca medica della nazione, include 27 Istituti e Centri ed � un componente del Dipartimento di Salute e Servizi Umani degli Stati Uniti. I NHI sono la primaria agenzia federale che conduce e supporta ricerca medica di base, clinica e translazionale, e investiga le cause, i trattamenti e le cure per malattie sia comuni che rare. Per maggiori informazioni sui NIH e i suoi programmi, visitate www.nih.gov.

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12 ottobre 2015

MALATTIA DI LYME E CFS/ME

Sotto trovate la traduzione di questo articolo (http://www.prohealth.com/library/showarticle.cfm?libid=21516), in cui a parlare � il dottor David Bell, uno dei pi� noti esperti di ME/CFS.

Chiedi al Medico: la ME/CFS pu� essere causata dalla Malattia di Lyme?

Domanda: 1) La malattia di Lyme pu� risultare in una ME permanente, anche se tutti i segni di batteri se ne sono andati? Pu� il batterio della Borrellia che causa la Malattia di Lyme causare anche la ME? Quale � peggio: la ME severa o la Malattia di Lyme severa?
Risposta: Queste domande ruotano tutte e tre intorno alla malattia di Lyme cronica, e avrete una risposta differente per ogni specialista di ME/CFS a cui chiederete. � un argomento a cui ho pensato molto, e sono consapevole che ci sono molte dispute nelle opinioni. Ma con l�idea che non conosciamo tutte le risposte, offro la mia opinione.
Nel 1986 abbiano avuto, su un periodo di due anni, a Lyndonville, New York, un grande gruppo di pazienti, bambini e adulti, che si sono presi quella che ora chiamiamo ME/CFS, o forse SEID. Centrale in questa epidemia � stato un gruppo di bambini che si sono ammalati improvvisamente, nell�ottobre del 1985. Tra i loro molti sintomi erano molto prominenti i linfonodi dolenti, e dopo un consulto con il  Dipartimento di Stato di New York e i CDC, � stato deciso di fare una biopsia ai linfonodi ascellari in un gruppo di questi bambini. Sebbene nessuno di loro avesse il caratteristico sfogo cutaneo della malattia di Lyme, la mia idea era che potessero avere la malattia di Lyme, sebbene l�apparenza di una epidemia di gruppo argomentasse contro questa ipotesi,  cos� come la rara prevalenza della malattia di Lyme in quest�area. Le famiglia hanno firmato i permessi e ho spiegato ai bambini che cosa sarebbe accaduto, e un giorno abbiamo fatto la biopsia ai linfonodi ascellari su tutti e otto i bambini.
Il tessuto � stato attentamente maneggiato e diviso in porzioni per studiare da essi il pi� possibile. I test standard erano tutti normali e le colture batteriche e virali di routine erano negative. Tutti i campioni sono stati mandati a fare il silver staining, che al�epoca era lo �stato dell�arte� nella ricerca della malattia di Lyme, e un solo linfonodo � risultato positivo. Non sono state fatte ulteriori analisi su questo campione positivo. Sulla base di questo positivo, ho trattato i bambini con doxiciclina che sembrava avere dei risultati benefici. In un momento successivo, uno studio a doppio cieco con la doxiciclina e un placebo non ha mostrato benefici. Rimpiango che nulla di tutto ci� sia stato sottoposto per la pubblicazione. 
Negli anni successivi, ho visto molte persone a cui era stata fatta la diagnosi di Lyme cronica. Il pattern dei sintomi, cos� come l�esordio del pattern, la risposta agli antibiotici e i discutibili risultati di laboratorio mi hanno portato a credere che non ci fosse alcuna differenza fra la ME/CFS e la Lyme cronica. Non ho dubbi, comunque, che alcune persone con la ME/CFS abbiano la malattia innescata dall�organismo della Lyme. 
Questo ci porta al sottostante organismo infettivo che causa la ME/CFS. Ho avuto la fortuna di studiare persone con la sindrome di debolezza post febbre Q, sotto la guida del professor Barry Marmion quando gli ho consegnato del latte crudo di cui ero sospettoso. Stava seguendo dei lavoratori di un abbatoir (macello) con una accertata febbre Q che non erano guariti con il trattamento standard. Nel 2004 i CDC e il governo australiano hanno fatto uno studio prospettico per vedere chi si ammalava a seguito di infezioni di febbre Q, virus Ross River e virus Espstein-Barr in uno studio ben-progettato e attentamente controllato. Un anno dopo l�infezione con questi agenti, il 6% ha sviluppato la CFS secondo i criteri Fukuda. Una delle molte cose notevoli di questo studio, � stato che si trattava del 6% di quelli con EBV, il 6% con RRV, e il 6% con la febbre Q, tre organismi completamente differenti. Per me, questo significa che molte infezioni possono dare il via al processo della ME/CFS, inclusa l�infezione con l�organismo della Lyme. Questo � il motivo per cui negli ultimi venti anni abbiamo parlato di enterovirus, micoplasma, e molti altri organismi. Ho visto pazienti con la ME/CFS in seguito a istoplasmosi, psittacosi e altri strani microbi.
Ad ogni modo, per come la penso io, la ME/CFS � definita dai sintomi, non dall�organismo che ne ha dato origine. Se viene fuori che la malattia � autoimmune, avrebbe molto senso. � come se diverse persone venissero colpite da delle schegge, le chiameremmo ferite diverse se una persona ha una scheggia di legno di acero e un�altra di quercia?
Per cui, credo che la Lyme cronica sia ME/CFS che � cominciata con l�organismo di Lyme. Che questo sia vero o no, dovremmo saperlo in un paio d�anni con la ricerca che � destinata a seguire la scoperta dei dottori Fluge e Mella. Se questo � vero allora � facile rispondere alle tre domande sopra.

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14 maggio 2015

Messaggero Veneto:  Stanchezza cronica, i pazienti chiedono maggiori tutele

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12 maggio 2015

In occasione della giornata mondiale di sensibilizzazione sulla Sindrome da Fatica Cronica e Fibromialgia  le associazioni dei pazienti organizzano alle ore  18.00 presso la Saletta del Convento di San Francesco in Piazza della Motta a Pordenone, un incontro dal titolo  �Sindrome da Fatica Cronica e Fibromialgia: due facce della stessa medaglia?�. Il meeting  rivolto a medici, ammalati e loro familiari e tratter� le differenze tra queste due patologie, che alle volte sono sovrapponibili, e che ancora oggi sono scarsamente conosciute. Relatrice:   Dr.ssa Laura Bazzichi dell�Unit� Operativa di Reumatologia dell�Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana esperta di sindrome da fatica cronica e fibromialgia., moderatori: Prof. Umberto Tirelli  e  Dr. Vincenzo Rucco del Dipartimento di Medicina Clinica e Struttura Complessa di Riabilitazione Ospedale di Pordenone �S. Maria degli Angeli�. Le associazioni dei pazienti sono rappresentate da Giada Da Ros, Presidente della  Associazione Italiana CFS Onlus di Aviano e Gabriella Basso, referente per la sezione AISF del Friuli Venezia Giulia e che risponderanno anche alle domande in sala.   Programma
 
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29 aprile 2015 

Quotidiano Sanit�: Friuli Venezia Giulia - Sindrome da Fatica Cronica e Fibromialgia ancora sottovalutate. Pazienti promuovono incontro   _________________________________________________________________________________

15 aprile 2015

OGGI - Benessere:  La grande stanchezza.
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Marzo 2015

IL RAPPORTO DELL�INSTITUTE OF MEDICINE (IOM)

Allo IOM � stato offerto un contratto dal Dipartimento di Salute e Servizi Umani americano e da altre organizzazione federali legate alla salute (CDC, FDA...), per fare uno studio sulla CFS/ME. Sono partiti dal selezionare 25.000 articoli medico-scientifici dal gennaio 1950 al maggio 2014, poi ridotti a circa 10.000, a cui se ne sono aggiunti un altro migliaio inviati dai pazienti. Ne � uscito un rapporto di circa 300 pagine in cui � stata presentata una nuova definizione di caso.
Era anche stato loro chiesto se ritenevano un opportuno utilizzare un nuovo nome: Malattia Sistemica di Intolleranza allo Sforzo (SEID) � stato quello proposto.

A questo link c�� il completo rapporto dello IOM (282 pagine).

Per una sintesi e spiegazione del rapporto e del lavoro fatto, si pu� vedere questa video-conferenza, sottotitolata in italiano.

La guida per i clinici (20 pagine).
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28 febbraio 2015

FIRME IMMUNITARIE DISTINTIVE NEL PLASMA DEI PAZIENTI DI CFS/ME

� stato annunciato uno studio (ampio e con un gran numero di controlli) che fa capo ad Harvard / Columbia / Stanford, firmato dai nomi pi� famosi nel campo dello studio della CFS/ME, che avrebbe trovato un biomarcatore per la CFS/ME, "una firma immunitaria distintiva nel plasma" che distinguerebbe anche diversi livelli di gravit�.
In ipersintesi, c'� una iperattivazione di citochine per chi � malato da meno di tre anni, un ipofunzionamento per chi � malato da pi� di tre anni. I risultati definitivi sono attesi per la fine dell'anno, anche se non si tradurr� immediatamente in un test disponibile per i pazienti.

Ecco qui lo studio: http://advances.sciencemag.org/content/1/1/e1400121.
 
Qui il New York Times lo spiega ai profani:  http://mobile.nytimes.com/2015/02/28/health/chronic-fatigue-syndrome-study-findings-may-lead-to-diagnostic-tool.html?_r=5&referrer.

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07 febbraio 2015 - Convegno sulla Sindrome da Affaticamento Cronico  (Chronic Fatigue Syndrome, CFS) -  2004-2014: 10 ANNI DI ESPERIENZA. 
Il paziente non compreso e le difficolt� relazionali. Programma
Aula Prodi � Piazza San Giovanni in Monte -  Bologna

L�Associazione Malati CFS-Onlus allo scopo di promuovere la ricerca nel campo della Chronic Fatigue Syndrome (CFS) , indice un concorso per l'assegnazione di premi di studio del valore totale di Euro 2000,00 ( Euro duemila) a lavori originali (tesi di laurea o altre forme di pubblicazioni) su argomenti inerenti la CFS.  Saranno esaminati i migliori contributi basati su lavori originali. Il lavoro primo classificato ricever� Euro mille, il secondo ed il terzo Euro cinquecento ciascuno. I premi saranno assegnati, con giudizio insindacabile, da una Commissione di esperti nominata dall�Associazione e saranno consegnati nel corso del Congresso dell�AMCFS che si terr� a Bologna il 7 febbraio 2015. Vedi Bando

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22 gennaio 2015

L'Espresso - Leggere:  Si fa presto a dire stanchezza 
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17 novembre 2014 

Quotidianosanit�.it:  Sindrome da Fatica Cronica - Il libro di Umberto Tirelli
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15 novembre 2014

Messaggero Veneto - Pordenone:  Stanchezza Cronica, Tirelli trasforma gli studi in un libro
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Novembre 2014

FOR MEN Magazine - Salute: Mi sento sempre stanco
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14 ottobre 2014

Ore 06.10 - RAI 1 - Il caff� di RAI 1 - Presentazione del nuovo libro sulla Sindrome da Fatica Cronica - La stanchezza quando diventa una malattia: La sindrome da fatica cronica (CFS) (Video>>)
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14 settembre 2014


Nuova Prima Pagina Reggio Emilia: Quando la stanchezza quotidiana diventa malattia
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Luglio 2014

Come STAI: Stanchissimi ma senza motivo
 
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GIUGNO 2014

ESCE IL LIBRO DEL PROFESSOR TIRELLI: "LA STANCHEZZA QUANDO DIVENTA UNA MALATTIA" 



I
l libro descrive la Sindrome da Fatica Cronica , una patologia debilitante a tal punto che pu� arrivare a modificare completamente la vita delle persone colpite, obbligandole a rinunciare al loro lavoro e ad una vita sociale normale, costringendoli spesso ad affrontare uno stato d�abbandono sia da parte delle autorit� sanitarie, ma purtroppo a volte anche dagli affetti pi� cari.

La speranza � quella di aver tracciato attraverso quest�opera di sensibilizzazione un percorso rinnovato per affrontare con strumenti adeguati le richieste dei malati che si trovano spesso in condizioni di grave, e fin�ora spesso misconosciuta, invalidit�.

Il libro � disponibile presso:

Editore SBC - Book Shop 

Amazon

IBS.it

Webster.it 

Libreria Universitaria

Ogni provento sar� utilizzato per supportare le attivit� dell�associazione CFS Associazione Italiana onlus.
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27 maggio 2014

INTERVISTA CON GIADA DA ROS SU CFS E "STANCHI"  a "Trieste in diretta" su Telequattro (video).  

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25 marzo 2014 ore 10.00 - Ministero della Salute Lungotevere Ripa, 1 - Roma  Presentazione del documento sulle pi� recenti e validate acquisizioni scientifiche sulla CFS (Sindrome da Fatica Cronica) da parte dell�Age.na.s. (Agenzia Nazione per i Servizi Sanitari Regionali) su un progetto strategico del Ministero della Salute sulla Medicina di genere. (Vedi programma). Documento d'indirizzo:  Chronic Fatigue Sindrome (vedi testo CFS.pdf) 

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14 marzo 2014

Quotidiano Sanit�: Sindrome da Fatica Cronica. Lo studio dell'Age.na.s. (Agenzia Nazione per i Servizi Sanitari Regionali) per migliorare la diagnosi e la cura.

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9 maggio 2014

UNOMATTINA (Rai1, ore 08.50). Intervista: La Sindrome da Fatica Cronica (CFS): video  _________________________________________________________________________________

31 marzo 2014

TRIESTE IN DIRETTA (Telequattro):
ntervista sulla Sindrome da Fatica Cronica al Prof. Umberto Tirelli : video

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20 febbraio 2014

Famiglia Cristiana: ... Ma come mi sento stanco .....

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28 gennaio 2014

CFS/ME: UNA NUOVA DEFINIZIONE DI CASO?

Giada Da Ros, Presidente della CFS Associazione Italiana di Aviano (PN)

Negli Stati Uniti si sta prendendo in considerazione di stilare dei nuovi criteri diagnostici per la CFS/ME. Di seguito riportiamo un articolo tradotto � l�originale lo trovate qui � che riassume bene vari aspetti della questione.

Come "Sindrome da Fatica Cronica" Nasconde una Malattia Seria
Si stima che 1 milione di americani sia debilitato dalla questa malattia, che non � ben capita dalla comunit� medica. Attivisti e pazienti affermano che in parte � dovuto al continuo stigma causato dal nome, che non suona serio.
di David Tuller

Dieci anni fa, Jeannette Burmeister stava lavorando a tutto gas, registrando 80 ore di lavoro alla settimana come avvocato specializzato in diritto commerciale internazionale e del lavoro in un grande studio legale negli uffici dell�area di San Francisco. Perci� quando ha sviluppato una sinusite durante le vacanze di Natale nel 2005, ha dato per scontato che si sarebbe ripresa presto.
Ma non lo ha fatto. La malattia persisteva; la Burmeister ha poi cominciato a soffrire di profonde cadute di energia, paralizzanti problemi di concentrazione e memoria, e severi disturbi del sonno, fra gli altri sintomi.
�Sono andata al lavoro per due ore un giorno, e sono stata incapace di continuare, e non ero in grado di tornare il giorno successivo�, ha detto la Burmeister, ora di 42 anni, in una recente conversazione telefonica. �Non riuscivo a pensare chiaramente. C�erano giorni in cui non riuscivo a fare lo spelling del mio nome. E avevo un tale completo sfiancamento che non riesci a descriverlo, come se avessi appena corso la maratona, avessi un dopo-sbronza e avessi l�influenza, tutti insieme.�
Non aveva sentito parlare della sindrome da fatica cronica finch� non l�ha menzionata un amico; quando ha cercato, i sintomi sembravano combaciare. Come per molte persone che hanno questa malattia, una batteria di test ha trovato che la Burmeister aveva un livello eccezionalmente alto di anticorpi a una variet� di virus comuni, compreso il virus Epstein-Barr, il Human Herpesvirus 6, parvovirus, e coxsackievirus. Il valore e significato di tali scoperte non sono interamente capite; anche persone senza la malattia possono avere livelli virali elevati.
La Burmeister ha detto che la malattia � e il suo appellativo, che suona triviale � l�ha isolata da ex-amici e conoscenti. Non capiscono quanto stia male, dice, e riconosce che spiegarlo loro � spesso futile. �Prima di tutto hai il nome,� dice. �E una volta che hai detto il nome hai gi� perso l�attenzione della maggior parte delle persone, perch� dicono, �S�, ho un lavoro duro�, o �Anch�io sono stanca�.
Pi� di 1 milione di americani soffre di sindrome da fatica cronica, secondo i Centers for Disease Control, sebbene molti esperti credano che le cifre dell�agenzia siano in qualche modo gonfiate. La malattia � anche conosciuta come �encefalomielite mialgica�, che significa �infiammazione dolorosa del cervello e del midollo spinale� e molte persone vi si riferiscono ora come a ME/CFS. I pazienti sono abituati ad avere i propri sintomi sminuiti come immaginari o scartati come manifestazione di depressione dalla famiglia, gli amici, i colleghi, i medici � anche se convincenti prove hanno collegato la complessa malattia a serie disfunzioni immunologiche, neurologiche e cognitive. Gli esperti ora credono che la ME/CFS sia probabilmente un gruppo di condizioni correlate, innescate da una infezione acuta, o che qualche altro insulto fisiologico come l�esposizione a tossine o muffe ambientali spinga il sistema immunitario in un prolungato stato di sovra-attivazione.
Nessun farmaco � stato approvato per la ME/CFS, ma la Burmeister ha trovato un parziale sollievo negli anni recenti grazie a delle infusioni bi-settimanali del farmaco Ampligen, un immunomodulatore non approvato che � riuscita ad ottenere solo attraverso un protocollo di trattamento sperimentale. Scrive estensivamente in un blog riguardo alla sua malattia e nel 2012 ha testimoniato davanti al comitato della Food and Drug Administration che stava prendendo in considerazione se raccomandare l�approvazione dell�Ampligen. (Il comitato ha votato contro 8 a 5, citando sicurezza e dati di efficacia insufficienti). 
In mesi recenti, il suo blog ha ostinatamente seguito la creazione di un nuovo comitato commissionato a livello federale a cui � stato dato il compito di revisionare e aggiornare i criteri diagnostici per la malattia. Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani ha annunciato a settembre che ha richiesto all�Institute of Medicine (IOM, Istituto di Medicina), un affiliato indipendente della Accademia Nazionale delle Scienze tenuto in gran considerazione, di condurre lo studio. In un�udienza pubblica a Washington, luned� 27 gennaio, la Burmeister intende dire ai membri del comitato perch� pensa che il loro progetto fa schifo.
Pochi potrebbero affermare che sia facile descrivere una malattia con abbastanza cura perch� i clinici la riconoscano e trattino efficacemente. Ma per la maggior parte delle malattie, ideare dei criteri diagnostici � conosciuto come definizione di caso clinico � non � il materiale di grande dramma e conflitto. La ME/CFS, tuttavia, non � la maggior parte delle malattie. 
Per coloro che non ne soffrono, la sindrome da fatica cronica spesso suona come solo collegata allo stress o psicosomatica � e la ME/CFS � stata spesso stata inquadrata in questo modo dai professionisti medici in passato. Ora, la Burmeister, e altri pazienti, clinici e ricercatori temono che il nuovo comitato di 15 membri possa ripete quell�errore. 
In generale, gli esperti medici in una particolare malattia o patologia dibattono e creano le definizioni di caso e le linee guida. Ma non c�� una singola specialit� medica che rivendichi la ME/CFS. I pazienti di solito vedono i clinici di una gamma di specialit�, incluse le malattie infettive, l�immunologia, la neurologia, la reumatologia, e la psichiatria. Il parallelo pi� vicino ad una tradizionale societ� medica � la International Association for Chronic Fatigue Syndrome/Myalgic Encephalomyelitis, una organizzazione scientifica e di sostegno di ricercatori, professionisti della sanit�, e altri.
Perci� quando l�Institute of Medicine ha annunciato i membri provvisori del comitato il mese scorso, molti pazienti erano arrabbiati che pi� di met� dei membri � qualunque fossero i loro risultati nei loro campi � non fossero noti per avere alcun expertise professionale nella ME/CFS. Molti clinici e ricercatori con esperienza nel campo hanno gi� sostenuto una serie di criteri diagnostici che dicono dovrebbero essere usati come punto di partenza per ogni nuova definizione di caso.
 �Non riesco a immaginare nessun altro campo in cui potrebbe capitare una cosa del genere� dice la Burmeister, che � cresciuta nella Gemania dell�Est, si � trasferita negli USA nel 1999, e � diventata una cittadina nel 2012. �Non chiederesti a un ingegnere missilistico di metter insieme le linee guida per la chirurgia al cuore. Avere la maggioranza di non esperti nel comitato � naturalmente � da matti.�
Un�ampia o imprecisa definizione della malattia potrebbe portare una reazione a catena. Pazienti come la Burmeister hanno paura che risultati viziati minino la ricerca su cause organiche e portino a trattamenti pi� appropriati alla depressione e altre condizioni psichiatriche che alla loro malattia.
Lo scorso autunno, diverse dozzine dei massimi ricercatori e clinici nel campo della ME/CFS hanno firmato una inusuale lettera di protesta indirizzata a Kathleen Sebelius, segretaria del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani, esortando fortemente ad abbandonare la sua iniziativa dello IOM. Il dottor Daniel Peterson, uno dei firmatari della lettera e un esperto ben conosciuto che ha trattato pazienti di ME/CFS a Incline Village, Nevada, per tre decadi, ha fatto eco alle preoccupazioni della Burmeister riguardo al ruolo di non-esperti nel comitato dello IOM. 
�Se stessi ridefinendo i criteri per il diabete, vorrei certamente 25 diabetologi a fornire la propria opinione�, dice Peterson. �Non vorrei neurochirurghi e psichiatri e persone che non hanno mai visto un paziente. Non riesco a immaginare di essere in un comitato per una qualche malattia di cui non so in proposito�.
Nella lettera, gli esperti, criticano anche la decisione del dipartimento di salute di spendere 1 milione di dollari sul progetto IOM, dato che i National Institutes of Health (gli Istituti Nazionali di Sanit�) spendono solo 5 milioni di dollari annualmente nella ricerca sulla malattia, molto meno di quanto dedichino a molte malattie meno comuni.
�Dal momento che la comunit� medica e scientifica di esperti di ME/CFS ha sviluppato e adottato una definizione di caso per la ricerca e i propositi clinici, questo lavoro non � necessario e sprecherebbe gli scarsi fondi di chi paga le tasse che sarebbero molto meglio diretti a finanziare la ricerca su questa malattia�, hanno scritto gli esperti. �Peggio, questo sforzo minaccia di portare� indietro la scienza coinvolgendo non-esperti nello sviluppo di una definizione di caso per una malattia complessa di cui non si intendono�. 
Un firmatario della lettera, Dharam Ablashi, un preminente ex ricercatore al National Cancer Intitute (Istituto Nazionale sul Cancro) e attualmente direttore scientifico della Fondazione HHV-6, ha rimproverato l�agenzia federale. �Perch� voler spendere un milione di dollari per reinventare qualcosa?� ha detto. �Il punto chiave � che ci sono dei criteri e stanno funzionando � non sono perfetti, ma possono esser modificati�.
L�Ufficio sulla Salute delle Donne al Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani, che sta co-sponsorizzando il progetto IOM, ha risposto alle domande riferendosi a dichiarazioni del dipartimento precedentemente emanate che notano che l�istituto � un luogo inappropriato per risolvere tali spinose questioni e che il suo imprimatur assicurerebbe la massima accettazione e credibilit� dei risultati.
�Lo IOM ha una reputazione unica nel fornire raccomandazioni biomediche su questioni difficili, complesse e controverse in medicina�, si  legge sulle FAQ del dipartimento riguardo al progetto. �Il procedimento dello IOM di sviluppare raccomandazioni di consenso � ampiamente accettata dalle societ� professionali e altre istituzioni mediche che disseminano le linee guida cliniche�.
Non tutti i pazienti e gli esperti si oppongono all�iniziativa IOM, e la questione se sia possibile cooperare con il comitato e non esserne cooptati � stata vigorosamente dibattuta sui social media. La CFIDS Association of America, una grande organizzazione sulla ME/CFS che � stata spesso in contrasto con i sostenitori di base dei pazienti, ha di nuovo provocato lamentele in alcuni ambienti per il suo supporto all�accordo IOM del dipartimento di salute. Alcuni firmatari della lettera degli esperti sono pure stati invitati a unirsi al comitato dello IOM, e hanno accettato. Inoltre, il comitato sembra contenere pi� esperti riconosciuti di ME/CFS di quanto non ci si aspettasse � sette su 15 membri, se i resoconti iniziali sono accurati. 
Carol Head, presidente e amministratore delegato della CFIDS Association of America, ha detto che capiva le preoccupazioni di chi si opponeva al coinvolgimento dello IOM ma ha notato che nessuna specialit� medica possedeva la malattia. �Manca di una accertata societ� medica come esiste per altre malattie, per cui ha senso per noi che lo IOM sia un luogo in cui cominciare con questo�, ha detto.
Ci sia aspetta che il comitato consegni il proprio rapporto in un anno, e le sue linee guida � probabile che siano ampiamente disseminate e accettate dai medici, per cui la posta in gioco per i pazienti � alta. Con ogni malattia, accurate definizioni di caso sono essenziali per sia la ricerca che per la cura clinica. Una definizione di caso che � disegnata in modo troppo lasso, e pertanto include troppe persone che non hanno la malattia in questione, devia le scoperte della ricerca e conduce a raccomandazioni di trattamento ingiustificate e potenzialmente dannose. E le definizioni di caso che sono troppo strette finiscono per lasciar fuori dallo screening persone con la malattia che hanno bisogno dei trattamenti ma potrebbero non venire identificate per la presentazione atipica della malattia.
Per malattie con test attendibili per i biomarcatori che indicano la presenza di un�infezione o un altro fenomeno fisiologico anormale, un risultato positivo potrebbe essere tutto ci� di cui c�� bisogno per un�accurata definizione di caso. Per le condizioni identificate attraverso i sintomi, come la malattia della Guerra del Golfo e la ME/CFS, creare una definizione di caso che includa quelli con la malattia escludendo quelli senza � molto pi� difficile, specialmente se alcuni dei sintomi sono non-specifici e soggettivi.
In particolare, la ME/CFS e la depressione possono assomigliarsi; una lassa definizione di caso potrebbe finire per includere persone la cui lamentela primaria � la depressione, non la ME/CFS. Per cui � importante ma arduo determinare se la depressione ha causato la fatica e gli altri sintomi o se il paziente � depresso perch� quel paziente � in effetti molto malato.
Leonard Jason, un professore di psicologia alla DePaul University a Chicago e un ricercatore sulla ME/CFS ampiamente rispettato, ha detto che una buona strategia per distinguere fra la malattia e la depressione � chieder ai pazienti che cosa farebbero se guarissero improvvisamente. Quelli che soffrono di un disordine depressivo maggiore, ha detto, � probabile che dicano che non saprebbero. �Ma qualcuno con la ME/CFS probabilmente comincerebbe a fare liste di tutte le cose che vorrebbe fare�, dice.
 La diffidenza e il conflitto fra i pazienti di sindrome da fatica cronica e gli ufficiali sanitari federali ha una lunga storia, come documentato nel 1996 in Osler�s Web: Inside the Labyrinth of the Chronic Fatigue Syndrome Epidemic, di Hillary Johnson, una prodigiosa impresa di giornalismo investigativo. Quando diverse epidemie di una persistente malattia simile all�influenza capitarono in giro per gli USA nella met� degli anni �80, molti sospettarono l�Epstein-Barr virus come colpevole. I Centers for Disease Control hanno investigato, non hanno identificato alcun agente causale, e alla fine hanno appioppato alla malattia un nome sfortunato e condiscendente � anche se la malattia essenzialmente identica conosciuta come encefalomielite mialgica benigna (o semplicemente encefalomielite mialgica) era stata identificata molti anni prima.
Nei tardi anni �90, si � scoperto che i CDC hanno dirottato milioni di dollari intesi per la ricerca sulla CFS a programmi di altre malattie, e poi hanno mentito a riguardo al Congresso. Negli anni 2000, l�agenzia ha ulteriormente fatto arrabbiare i pazienti quando a rifiutato di supportare un movimento per cambiare il nome in encefalomielite mialgica e invece ha speso milioni su una campagna di sensibilizzazione che promuoveva il nome �sindrome da fatica cronica�. I pazienti si sono anche a lungo lamentati che l�agenzia si � focalizzata pi� sulle questioni psicologiche che su possibili cause organiche. Nel 2010, per esempio, i CDC hanno pubblicato uno studio che ha caratterizzato le persone con questa malattia come persone che soffrono in modo sproporzionato di �caratteristiche di personalit� maladattive� � comparate a un gruppo di controllo, i soggetti malati avevano pi� elevati �punteggi di nevroticismo� e un tasso pi� elevato di �disturbi di personalit� paranoica, schizoide, evitante, ossessivo-compulsiva e depressiva�.
Nei fatti, due terzi dei pazienti riportano che la loro scivolata verso il basso � cominciata con una acuta malattia, come la mononucleosi o l�influenza, che sembra non essersi mai risolta. E gli esperti e i pazienti concordano che la parola �fatica� causa una gran quantit� di incomprensioni fra quelli che non hanno familiarit� con la malattia. Un sintomo cardinale, dicono, non � solo la fatica in s�, ma quello che viene chiamato malessere post-sforzo o ricaduta post-sforzo � l�inabilit� del corpo di recuperare rapidamente da perfino piccole spese di energia. La ricerca in questi anni ha confermato la presenza di questo sintomo inusuale fra le persone con la ME/CFS. Inoltre, lo sfinimento di cui riferiscono � molto pi� severo della banale stanchezza implicita in �fatica�.
I pazienti detestano il nome, dice Michael Allen, uno psicologo che si � ammalato nei primi anni �90. �Quando sento quella parola, mi fa arrabbiare, come sventolare una bandiera rossa di fronte a un toro�, dice Allen, che vive a San Francisco. �La fatica normale � quando hai appena corso cinque miglia e sei stanco e ti fai un pisolino e la fatica � andata. Ma ho giorni in cui sto steso sul divano per ore e letteralmente non riesco a muovermi, come se se avessi subito una seria operazione. Come se i mitocondri nelle cellule dei miei muscoli e del mio cervello avessero smesso di produrre energia�.
Nel post di un blog questo mese, alla Oxford University Press, Leonard Jason, il professore di psicologia della DePaul, ha descritto alcuni possibili impatti del nome malamente scelto.
�La sindrome da fatica cronica � una malattia tanto debilitante quanto il diabete mellito di tipo II, l�insufficienza cardiaca congenita, la sclerosi multipla, e la malattia renale allo stadio finale�, ha scritto Jason. �Eppure il 95% degli individui che cercano un trattamento medico per la CFS  hanno riportato sentimenti di allontanamento; l�85% dei clinici vedono la CFS come totalmente o parzialmente un disturbo psichiatrico: e centinaia di migliaia di pazienti non riescono a trovare un singolo medico esperto e comprensivo che si prenda cura di loro. I pazienti credono che il nome CFS abbia contribuito all�atteggiamento negativo del personale sanitario e del pubblico generale verso di loro�.
La Burmeister concorda su questo punto con tutto il cuore, citando una recente visita al pronto soccorso dopo un tamponamento con la sua auto. �Sono stata molto attenta a non menzionare la CFS o la ME durante il check-in, perch� si sa che i pazienti sono soggetti ad abusi con quella diagnosi in cartella�. Sa di essere fortunata ad avere un marito che la supporta che non ha mai messo in dubbio la realt� della sua malattia. �Non ha mai dubitato di me, e questo � raro � molti pazienti passano attraverso il divorzio�, dice. 
Ci� nonostante, vivono separati, anche se non perch� lo vogliano. Solo una manciata di medici in giro per il Paese � disposta a sottomettersi agli ingombranti requisiti del protocollo per amministrare l�Ampligen; uno di loro � Peterson ad Incline Village, che � sul Lago Tahoe. Viaggiare avanti e indietro due volte alla settimana per ricevere le sue infusioni sembrava troppo sfiancante, cos� per il prevedibile futuro vive a Incline Village per la maggior parte del tempo; suo marito Ed, pure un avvocato in un grande studio legale, e la loro figlia di 3 anni e mezzo, Aimee, vivono a Menlo Park, a sud di San Francisco. La Burmeister sente che il regime farmacologico le permette di funzionare a un livello modesto, sebbene debba ancora stare in guardia a non sforzarsi eccessivamente. 
Poter vedere Aimee solo una volta ogni due settimane le spezza il cuore. �Vorrei poter essere una vera madre, portarla a giocare dagli amichetti e al parco�, dice con malinconia. �Parliamo su Skype e al telefono, ma non � la stessa cosa che stare con lei. � decisamente pi� attaccata a mio marito, cosa che � dura per ogni madre. Lo gestisco per la maggior parte compartimentalizzando, altrimenti sarebbe una cosa troppo dolorosa a cui pensare�.
Un recente round di attivit� riguardo alle definizioni di caso � cominciata nell�autunno del 2012, quando il Comitato di Consulenza sulla Sindrome da Fatica Cronica � un corpo creato sotto gli auspici del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani per fornire guida sull�argomento � ha raccomandato che l�agenzia convocasse un workshop per fissare con precisione definizioni di caso definitive sia per la cura clinica che per la ricerca.
Negli anni, i ricercatori e i clinici in giro per il mondo hanno creato almeno una mezza dozzina di differenti definizioni di caso per la ME/CFS, basandosi sulla loro comprensione in quel momento. Nel 1994, i Centers for Disease Control hanno sviluppato quelli che sono diventati i criteri pi� ampiamente utilizzati. Richiedono la presenza di sei mesi di fatica inspiegata. Pi� qualunque quattro di otto sintomi: problemi cognitivi, mal di gola, linfonodi sensibili, dolori articolari, mal di testa, disturbi del sonno e malessere post-sforzo.
Nel 2003, i ricercatori e i clinici hanno sviluppato una definizione di caso pi� rigorosa, ampiamente conosciuta come Criteri di Consenso Canadesi. Oltre alla fatica, questa definizione richiede la presenza di tutti i sintomi che gli esperti riconoscono come segni caratteristici della malattia: malessere post-sforzo, disturbi del sonno, dolori articolari e muscolari, e evidenza di problemi neurologici e cognitivi. I Criteri di Consenso Canadesi sono perci� da molti considerati la definizione di caso pi� accurata e sono ora spesso usati dai clinici per la diagnosi � sebbene ci sia un consenso generale che avrebbero bisogno di essere aggiornati e rifiniti.
La raccomandazione del 2012 del Comitato di Consulenza sulla Sindrome da Fatica Cronica al Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani includeva due elementi chiave: che il workshop per sviluppare la ricerca e le definizioni di caso clinico dovessero essere per coloro che hanno un interesse nel campo della ME/CFS, specificatamente i medici, i ricercatori e i pazienti, e che dovessero adottare i criteri canadesi come punto di partenza per fare degli aggiustamenti.
Dai membri della commissione di consulenza che hanno supportato la raccomandazione, la decisione di ingaggiare lo IOM � stata invece percepita come uno schiaffo in faccia. E piuttosto che designare i criteri canadesi come base per le modifiche, il dipartimento di salute ha dato come compito al comitato di valutare l�intera gamma di definizioni di caso esistenti. (Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani ha anche deciso di seguire un processo completamente separato per sviluppare una seconda definizione di caso appropriata per la ricerca e di esaminare altri argomenti relativi alla ricerca). 
Mary Anna Fletcher, un membro del Comitato di Consulenza sulla Sindrome da Fatica Cronica che ha fortemente supportato le raccomandazioni per una commissione di esperti, ha detto di essere totalmente sconcertata dalle azioni del dipartimento di salute. �Questa non era nemmeno la nostra raccomandazione, per cui non riesco veramente a spiegarmi perch� ci abbiamo portati l�, dice la Fletcher, una professoressa alla Nova Southeastern University a Fort Lauderdale e una leader nella ricerca immunologica relativa alla ME/CFS. 
La lettera di protesta dei massimi esperti al Segretaio Sebelius, oltre a registrare le obiezioni complessive all�operato dello IOM, ha anche identificato i criteri Canadesi come la base pi� appropriata per ulteriori rifiniture. Nella sua risposta alla lettera degli esperti la Sebelius ha scritto che l�approccio dello IOM �si � ritenuto fosse la risposta pi� appropriata� alla raccomandazione del Comitato di Consulenza sulla Sindrome da Fatica Cronica. Ha anche notato che i criteri canadesi sarebbero stati considerati, insieme ad altri.
Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani ha indirizzato delle domande sulla selezione e composizione del comitato allo IOM. In una email, una portavoce per l�istituto ha dichiarato che per assicurare la selezione di membri del comitato disinteressati ha seguito la stessa strategia che ha sempre usato per le sue investigazioni.
Ma molte persone con la ME/CFS sono particolarmente preoccupate a causa di un rapporto dello IOM prodotto lo scorso anno sotto contratto con l�Amministrazione dei Veterani sul trattamento della Malattia della Guerra del Golfo � ora ri-nominata �malattia cronica multi-sintomo�. Focalizzandosi estesamente sui fattori correlati allo stress e raccomandando terapia cognitivo comportamentale e antidepressivi come forma chiave di trattamento, il rapporto ha causato controversie e ha attratto lamentele dai veterani.  
In base al Freedom of Information Act (la Legge di Libert� d�Informazione), la Burmeister ha richiesto i documenti relativi al progetto dello IOM e il contratto dell�istituto con il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani, sperando che potesse far luce sulle decisioni e intenzioni dell�agenzia federale. Fin�ora non li ha ricevuti, cosa che non � inusuale; le agenzie federali spesso ci mettono anni prima di produrre effettivi documenti in risposta a simili richieste. Irriducibile, la Burmeister questo mese ha fatto causa al dipartimento accusandolo di violare il Freedom of Information Act.
Qualunque cosa il comitato dello IOM decida quando consegna il suo rapporto, la Burmeister crede che sia improbabile per lei guarire completamente. Le manca la sua vecchia vita; faceva esercizio cinque giorni a settimana in palestra e le piaceva uscire a ballare. Se stesse meglio, ha detto, potrebbe aprire uno studio legale con suo marito per proteggere i diritti delle persone con invalidit� � una causa che ha finito per abbracciare. 
Per come sono le cose ora, progetta di lottare per le persone con la ME/CFS per quanto la sua salute consente. �Cos� tanti amici con questa malattia sono pi� malati di quanto non sia io e non possono fare quello che sto facendo io�, ha detto. �Perci� questo � qualcosa che mi sta a cuore, che mi ha dato di nuovo un proposito�.


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5 febbraio 2014

TG2 MEDICINA 33 a cura di Luciano Onder (ore 13.50 - Rai2). Argomento trattato: La Sindrome da Fatica Cronica: video.


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30 dicembre 2013

CFS/ME: UNA INFEZIONE DEL NERVO VAGO?
Di Giada Da Ros � presidente della CFS Associazione Italiana di Aviano (PN)

Uno studio del dottor VanElzakker, della Tufts University, che trovate nella su interezza pubblicato qui, ipotizza che la CFS/ME possa essere causata da un�infezione del nervo vago. Cort Johnson, in un pezzo che trovate qui, e  sotto tradotto, spiega di che cosa si tratta. Il dottor VanElzakker, sul suo profilo twitter, ha anche rivelato che insieme a un gruppo che comprende il dottor Komaroff, noto studioso di CFS/ME, inizier� uno studio pilota relativo alla malattia. 


Una teoria per spiegarle tutte? L�Ipotesi dell�Infezione del Nervo Vago per la Sindrome da Fatica Cronica  - Cort Johnson (28 dicembre 2013)

La Grande teoria
Potrebbe spiegare i risultati dello studio sui patogeni della Chronic Fatigue Initiative (http://cfinitiative.org/, ndt). Potrebbe mostrare come un�infezione potrebbe causare la sindrome da fatica cronica, e poi apparentemente sparire. Integra due dei maggiori attori implicati nella ME/CFS: il sistema nervoso autonomo e il sistema immunitario. Si focalizza sugli herpes virus. Include i nervi sensoriali, un argomento sempre pi� caldo nella ME/CFS/FM, e segue un assodato modello della fibromialgia.


Se � corretta, l�ipotesi di VanElzakker potrebbe spiegare molto della sindrome da fatica cronica.
� la Vagus Nerve Infection Hypothesis (VNIH), l�Ipotesi della Infezione del Nervo Vago  per la sindrome da fatica cronica, e potrebbe cambiare il mondo in cui si guarda a, si fa ricerca su e si tratta questa patologia.
Ideata da Michael VanElzakker, un neuro scienziato alla Tufts, la VNIH propone che virus che amano i nervi inneschino una risposta immunitaria difficile da rilevare che produce la fatica e gli altri sintomi presenti nella sindrome da fatica cronica.
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Location, Location, Location
VanElzakker propone che una infezione inneschi la ME/CFS, ma se la sua teoria � giusta la cosa pi� importante di quell�infezione non � che cos��, ma dov��. Quel �dove� � il pi� grande nervo nel corpo: il nervo vago � un �nervo vagante� che si allunga su gran parte del torso e invia le sue radici nella maggior parte degli organi del corpo.
Il nervo vago non � un nervo qualsiasi: � il canale del sistema nervoso al cervello. VanElzakker crede che un�infezione l� non abbia bisogno di essere grande per creare scompiglio al cervello; deve solo essere presente.
Per certi versi in effetti, il nervo vago sembra maturo per un�infezione nella ME/CFS. Dal momento che �vaga� attraverso il corpo viene in contatto con rifugi per i virus come l�esofago, lo stomaco, i polmoni, la milza, i quali con ogni probabilit� in un momento o nell�altro hanno tutti dato asilo agli herpes virus (HHV6, HHV-5 [cytomegalovirus], HHV-4 [Epstein-Barr virus]) che si � pensato per decenni che siano associati con la ME/CFS.
La maggior parte degli esseri umani hanno diversi di questi herpes virus in forma latente a meno che qualche agente stressante o evento biologico non permetta loro di riattivarsi.


Van Elzakker suggerisce che la ME/CFS sia causata da infezioni localizzate associate al nervo vago.
VanElzakker crede che al momento della riattivazione questi virus si replichino e si spostino fuori dai nervi dove incorrono nelle cellule gliali e cercano di fagocitarle. Le cellule gliali si caricano in modo straordinario in presenza di virus, e rilasciano tutti i tipi di sostanze pro-infiammatorie e neuroeccitatorie (citochine pronfiammatorie [IL-1B, IL-6, TNF-a], glutammato, prostaglandine, ossido di azoto e radicali liberi).
I recettori del nervo vago che annusano questi segnali di allarme dicono al cervello che � presente un�infezione, e questo di conseguenza spegne il corpo inviando segnali (fatica, sintomi simil-influenzali, dolore, ecc) che rallentano il corpo, gli dicono di smettere di muoversi, smettere di mangiare, smettere di pensare.
Poich� queste infezioni sono localizzate proprio sul  principale condotto al cervello VanElzakker crede che non abbiano bisogno di produrre la risposta di citochine fuori misura che i ricercatori hanno sempre cercato. Tutto quello che hanno bisogno di fare � aggiustare il nervo vago e lasciare che questo e il cervello facciano il resto.
Non c�� bisogno di una �grande� infezione per produrre la ME/CFS; tutto ci� di cui hai bisogno � una piccola infezione nel posto giusto.


Il componente chiave � le cellule gliali
Le cellule gliali che circondano e proteggono il nervo vago sono la chiave. Un tempo ritenuti mere impalcature strutturali per i nervi, queste cellule (ad esempio, astrociti) si sa che regolano le segnalazioni del sistema nervoso, un fatto che � stato corroborato nella malattia sorella della sindrome da fatica cronica, la fibromialgia.

 
VanElzakker crede che una attivazione innescata da un patogeno, ma localizzata, del sistema immunitario intorno ai nervi vaghi potrebbe causare le CFS/ME.
Il rilascio dal parte delle cellule gliali di citochine, glutammato, radicali liberi, ecc. nel corno dorsale del midollo spinale causa una aumentata sensibilit� al dolore e allodinia in individui suscettibili. Ad un certo punto la costante produzione di queste sostanze eccitatorie provoca l�accendersi di un interruttore che invia una risposta di dolore che va a spirale verso l�alto invece di spegnersi.
Al suo maggior estremo, (allodinia), il sistema nervoso pu� interpretare anche il tocco pi� leggero come qualcosa che provoca dolore. Il sistema di risposta di dolore a questo punto, come la mette VanElzakker, � diventata �patologico�.
Quel modello di produzione del dolore � stato documentato in modo solido. VanElzakker propone che lo stesso processo che causa sensibilizzazione dal dolore del corno dorsale causi la fatica e gli altri sintomi nella sindrome da fatica cronica, salvo il fatto che questa volta il processo � associato alle cellule gliali che circondano il nervo vago.

Un nuovo modello di fatica
�Non c�� ragione di sospettare che la glia associata al nervo vago funzioni in modo diverso al glia associato al dolore�. VanElzakker
Nessuno sa che aspetto avrebbe una infezione di herpesvirus del nervo vago, ma VanElzakker non vede alcuna ragione per cui dovrebbe sembrare diversa da un�infezione in altre parti del corpo.

 Infezioni di herpesvirus del nervo trigemino causano l�erpete. Le infezioni di herpes virus al nervo vago causano la sindrome da fatica cronica?
Sappiamo che una infezione di herpesvirus al nervo trigemino ti procura erpete e dolore cronico. I ricercatori credono che una infezione cronica al corno dorsale del midollo  spinale possa farci venire la fibromialgia e l�allodinia. Potrebbe un�infezione del nervo vago causarvi un comportamento di malattia e la sindrome da fatica cronica?
C�� una buon possibilit� che possa. Studi su animali indicano che sintomi di fatica/simil-influenzali diventano fortissimi quando il nervo vago viene infettato. In effetti, � possibile che i sintomi simil-influenzali associati con le infezioni non esisterebbero nemmeno senza il nervo vago. I roditori con i loro nervi vaghi tagliati non si comportano da ammalati nemmeno dopo che sono stati infettati da un patogeno: le febbri, la fatica, il desiderio di isolamento � sono andati.
E se i recettori del nervo vago fossero�incessantemente bombardati con queste citochine? I sintomi del comportamento di malattia sarebbero severi e intrattabili.
Se le cellule gliali che circondano il nervo vago funzionano allo stesso modo in cui fanno nel corno dorsale, una persistente o anche una �ardente� infezione (anche conosciuta come la teoria del dottor Lerner), potrebbe innescare il simile tipo reazione ipersensibile nel nervo vago. In questa modello di �sensibilizzazione immunitaria�, � sufficiente un piccolo ammontare di citochine per innescare fatica e un comportamento simil-influenzale. In effetti, VanElzakker suggerisce che sia la sindrome da fatica cronica che la fibromialgia potrebbero essere entrambe �malattie delle cellule gliali�.

Come avere un�infezione che non si fa vedere nel sangue

�Le citochine che Rispondono a una Infezione Locale Rimangono Locali�   VanElzakker

Se VanElzakker ha ragione, lo stesso gruppo di virus creano scompiglio in diversi luoghi in differenti pazienti con la CFS/ME. Il problema � solo che � dannatamente difficile raggiungerli tutti. Non si riescono a trovare nel sangue e di certo non si pu� fare una biopsia del nervo vago.
Una serie di affascinanti studi che esplorano come le infezioni del sistema nervoso centrale causano il dolore cronico ai nervi potrebbe, tuttavia, illuminare su quello che accade nella ME/CFS. Primo, i ricercatori hanno imitato una infezione localizzata al sistema nervoso facendo cadere una proteina dell�HIV nota per attivare le cellule gliali nel midollo spinale dei roditori.
 

Il nervo vago � il condotto immunitario al cervello; studi sui topi suggeriscono che gioca un ruolo chiave nel produrre il �comportamento di malattia�.

Hanno scoperto che le cellule gliali si impennavano e che cominciavano a produrre citochine pro-infiammatorie per prendersi cura dell�intruso. In modo che non sorprende, i roditori apparivano e si comportavano da malati � le citochine facevano il loro lavoro nel temere l�animale gi� e isolato � ma nessuna traccia di quelle citochine si poteva trovare nel loro flusso sanguigno. Solo se si prendeva un campione del midollo spinale dell�animale vicino a dove c�era l��infezione� era possibile trovare una qualche prova di un aumentato livello di citochine.

Se VanElzakker ha ragione, allora I livelli di citochine del sangue nella CFS/ME dipendono da dove il nervo vago si � infettato. Se � infettato nella tua area addominale, potrai trovare citochine nel sangue, ma potrebbe essere difficile trovarle nel fluido spinale. Se il tuo nervo vago � infettato vicino al tuo tronco cerebrale potrai trovare citochine nel fluido spinale, ma probabilmente non le troverai nel tuo sangue.
Ovunque sia l�infiammazione, c�� una buona probabilit� che si possano non trovare per nulla citochine nel sangue. Questo non � una fatto che causi completa sorpresa e nemmeno ristretto alle infezioni del nervo vago; le citochine nei topi con infezione ai polmoni, per esempio, si presentava solo quando veniva preso un campione dai polmoni stessi.
 
I prossimi passi
VanElzakker suggerisce studi sugli animali per meglio capire le infezioni del nervo vago, e riuscire alla fine a creare un modello sui roditori della sindrome da fatica cronica sarebbe utile. L�Imaging della Risonanza Magnetica (MRI) potrebbe essere in grado di rilevare lesioni virali nei tessuti del sistema nervoso centrale. Non si sa ancora se se l�esame della PET (tomografia ad emissione di positroni) possa rilevare l�attivazione di differenti tipi di cellule gliali, di glia satelliti che sono nei gangli e paragangli del nervo vago, ma esami PET speciali potrebbero essere usati per valutare attivazioni microgliali.
Studi sui cadaveri di persone con la ME/CFS non sono di certo la sua prima scelta, ma potrebbero trovare glia attivato, infezioni infiammatorie e virali nel nervo vago e strutture associate. Infine, nuovi protocolli dovrebbero venir sviluppati per valutare il nervo vago e il funzionamento del tronco cerebrale nella ME/CFS. A coloro che sono malati in modo severo dovrebbe venir dato un posto prominente in studi futuri.
Se VanElzakker ha ragione diversi trattamenti potrebbero essere in serbo per le persone con la ME/CFS

Un approccio a un Nuovo Trattamento

�Gli inibitori delle cellule gliali potrebbero diventare un trattamento standard per la CFS (causata da una infezione del nervo vago del SNC)� VanElzakker

Inibitori delle Cellule Gliali
Se la teoria di VanElzakker � corretta allora gli inibitori delle cellule gliali per fermare l�attivazione immunitaria, gli antivirali per attaccare i patogeni, la stimolazione del nervo vago e l�alterazione chirurgica del nervo vago potrebbero essere possibili trattamenti in un qualche momento nel futuro.
Gli inibitori delle cellule gliali hanno un buon profilo di sicurezza, sono stati utili a smorzare i dolori neuropatici e non sono molto usati nella sindrome da fatica cronica o nella fibromialgia.
 
Se VanElzakker ha ragione allora l�Ibudilast, un farmaco ora nei trial clinici per un altro disturbo, � una possibilit�
L�Ibudilast (AV411/MN166), un farmaco usato prevalentemente in Giappone, abbatte l�attivazione delle cellule gliali inibendo la produzione di una citochina pro-infiammatoria chiamata fattore inibitorio-di migrazione-macrofago (MIF) e TNF-a. Ridotti livelli di TFN-a potrebbero fornire un bonus incrementando la rottura di un neurotrasmettitore eccitatorio chiamato glutammato che potrebbe aiutare a tenere il sistema nervoso centrale in tensione.
L�Ibudilast � anche noto per avere effetti neuroprotettivi e vasodilatatori ed � di solito usato per trattare l�asma e l�infarto. La sua abilit� nel reprimere l�attivazione delle cellule gliali lo ha reso utile nel trattamento del dolore neuropatico, e al momento � sottoposto a trial clinici per trattare il dolore neuropatico in Australia. L�Ibudilast pu� anche prevenire l��attivazione virale del microglia.
L�Istituto Nazionale di Sanit� Americano (NIH) sta finanziando dei tria di Ibudilast negli USA per vedere se pu� avere effetto contro la tossicodipendenza. Se ha successo, il farmaco potrebbe essere qui (negli USA, ndt) disponibile per un uso off-label (prescritto per usi non approvati, ndt) nella ME/CFS in tre o quattro anni.
Esistono altri inibitori microgliali generali (minocyline, pentoxyfilline, propentfylline), ma hanno effetti collaterali non desiderabili.

Antivirali
Fermare l�attivazione delle cellule gliali pu� essere pi� facile che arrivare ai virus stessi. Gli herpesvirus che vivono nei ganglia sensoriali possono essere protetti dai farmaci antivirali e dagli anticorpi. (Un nuovo farmaco per gli herpesvirus potrebbe tuttavia uscire presto sul mercato). In alternativa, altri virus oltre agli herpesvirus potrebbero star infettando il nervo vago.

Terapia Comportamentale
VanElzakker nota anche che sebbene le terapie comportamentali non siano curative e possono solo applicarsi a un sottogruppo di pazienti, possono aiutare a moderare i sintomi e a migliorare la qualit� della vita in alcuni.

Conclusione
La Teoria dell�Infiammazione del Nervo Vago potrebbe essere in grado di spiegare aspetti sconcertanti della sindrome da fatica cronica pi� di ogni altra toeria. In seguito parliamo con il dottor VanElzakker su che cosa lo ha fatto interessare alla ME/CFS e quello che la sua teoria pu� significare per questo disturbo.

Vedi di pi� qui.

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20 novembre 2013

Editoriale �MEDICINA E INFORMAZIONE�. Intervista al prof. Tirelli : Tumori negli anziani, Farmaci Biologici e Chemioterapia, i Guariti dal Tumore, Prevenzione e Diagnosi Precoce e Sindrome da Fatica Cronica e Cancer Related Fatigue. 


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5 ottobre 2013

COVVEGNO Educazione Continua in Medicina - CFS Sindrome da affaticamento cronico. Una patologia anche pediatrica. Corso di formazione per pediatri. Sede Ordine dei Medici Mestre Venezia (vedi programma).
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2 ottobre 2013 

Intervista al Prof.  Kenny de Meileir  (con sottotitoli in inglese): video.

IIntervista al Prof. Dr. F. Visser - cardiologo: video. www.youtu.be/OwXEKqB-XTk


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30 giugno 2013

TG1 - ore 8:00 - Intervista su: "La Sindrome da Fatica Cronica (CFS)": video.


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11 maggio 2013 (sabato) 


Presentazione del libro
STANCHI - Vivere con la Sindrome da Fatica Cronica a cura di Giada Da Ros - SBC Edizioni � Collana I Luoghi & i Giorni. Presso il Convento di San Francesco a Pordenone
ISBN: 978-88-6347-277-6

Presentazione del libro di Giada Da Ros - Presidente della CFS Associazione Italiana Onlus - Prefazione del Professor Umberto Tirelli, Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica all�Istituto Nazionale Tumori Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (Pordenone) presente in sala. 

Viaggio alla scoperta della Sindrome da Fatica Cronica (CFS) in una serie di toccanti testimonianze di pazienti che raccontano il proprio rapporto con questa malattia ancora largamente sconosciuta nel nostro Paese. La Dr.ssa Giada Da Ros, Presidente dell� Associazione Italiana Sindrome da Stanchezza Cronica (CFS) di Aviano, ha curato il  libro  �Stanchi � VIVERE con la Sindrome da Fatica Cronica, una raccolta di testimonianze di pazienti affetti da CFS, con la prefazione del Prof. Umberto Tirelli, Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano � Pordenone.

L�associazione � davvero orgogliosa di aver realizzato quest�opera, anche perch� ci si augura possa essere  un prezioso strumento di sensibilizzazione: raccoglie infatti la testimonianza di 24 pazienti. Il libro � una raccolta di dichiarazioni di vite vissute con la CFS sia in prima persona, dal punto di vista del malato, sia raccontate dai genitori o dai figli che assistono un congiunto malato di CFS. Storie di vita di malati e familiari che hanno deciso di rompere il muro del silenzio e raccontare la realt� di questa malattia attraverso un linguaggio semplice e accessibile a tutti, affinch� chiunque, dall'uomo comune al medico, possa farsi un'idea di cosa significa condividere la vita con una patologia che presenta ancora molti lati oscuri, di cui non si conoscono ancora le cause, per la quale non ci sono al momento terapie specifiche. Un libro per tutti: per chi lotta quotidianamente con la malattia, per chi � riuscito a dare un senso comunque alla propria vita, per chi ce l'ha fatta a uscirne e per chi non ce la far��

Il libro � disponibile presso le Associazioni di Aviano (cfs@cro.it - tel. 0434-659394 � www.stanchezzacronica.it) e Pavia (art.disc65@virgilio.it www.associazionecfs.it- tel. 031/302658), nelle librerie, direttamente presso l'editore http://www.sbcedizioni.com/book-shop.html) e nelle librerie virtuali Amazon e IBS (http://www.amazon.it/Stanchi-Vivere-sindrome-fatica-cronica/dp/8863472777/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1332368951&sr=8-1),
IBS (http://www.ibs.it/code/9788863472776/da-ros-giada/stanchi-vivere-con-la.html).
 


Febbraio 2013

Film documentaristico sulla Sindrome da Stanchezza Cronica. Testimonianze di pazienti con l' intervento dei medici. Un film di Josh Biggs e Natalie Boulton. Sottotitolato in lingua italiana. Il DVD � disponibile presso la CFS Associazione Italiana Onlus di Aviano - tel: 0434-659394 e-mail: cfs@cro.it.

Link al trailer del film documentaristico:  https://www.youtube.com/watch?v=6UPfdobJWOk


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25 febbraio 2013

UN'IMPORTANTE SCOPERTA RIVELA LA NATURA AUTOIMMUNE DELLA ME/CFS - COINVOLGIMENTO DEGLI HERV

Quanto segue � una traduzione di un articolo apparso qui.

Un�importante scoperta rivela la natura autoimmunitaria della ME/CFS � coinvolgimento degli HERV
 20 Febbraio 2013
Di Joel ( Snowathlete)
 
Alcune date si ricordano per sempre.  Ieri, mercoled� 20 febbraio 2013, � stato pubblicato uno studio che probabilmente rappresenta una scoperta fondamentale per la comprensione della causa e dei meccanismi scatenanti della Encefalomielite Mialgica / Sindrome da Fatica Cronica� (ME/CFS).
Lo studio condotto dai dottori Kenny De Meirleir e Vincent Lombardi, ricercatori di lunga data per la cura della ME/CFS, e da altri colleghi in collaborazione con il Whittemore Peterson Institute, riporta i risultati delle ricerche secondo cui la ME sarebbe una malattia autoimmune.
Il dottor Kenny De Meirleir � forse il pi� conosciuto per il suo lavoro sull�intestino e sul suo legame con la fisiopatologia della ME/CFS, perci� non ci sorprende se si viene a sapere che quest'ultima scoperta � legata al ruolo fondamentale del sistema linfatico immunitario a livello intestinale. Quello che stupir� qualcuno � che - nonostante l�enorme complessit� � sono stati in grado di restringere il campo a uno specifico tipo di cellula, mostrando come questa cellula finisca per creare uno stato di autoimmunit� nel corpo.
Spinti dai risultati sui legami tra altre malattie neuroinfiammatorie e l�espressione del Retrovirus Endogeno Umano (Human Endogenous Retrovirus  - HERV), De Meirleir e la sua equipe cercarono lo stesso tipo di manifestazione nei pazienti affetti da ME/CFS.  Precisamente, fecero delle indagini nel tessuto, attraverso delle biopsie del duodeno - il duodeno � all'inizio dell'intestino tenue.


Che risultati si stanno riportando?
Lo studio riporta che le cellule dendritiche plasmacitoidi (pDC) di 8 su 12 dei pazienti affetti da ME/CFS, su cui � stato condotto lo studio,  risultavano immunoreattive agli anticorpi contro le proteine HERV.  Al contrario, non � stata trovata nessuna immuno-reattivit� in nessuno degli otto campioni sani.
Tutti i pazienti rispondevano sia ai criteri Canadesi che a quelli Fukuda e risultavano avere uno squilibrio della flora batterica intestinale. I campioni provenivano da un surplus di biopsie cliniche de-identificate di precedenti pazienti affetti da ME.
Le pDC sono parte del sistema immunitario innato. Circolano nel sangue ma si trovano soprattutto negli organi linfoidi secondari, ragion per cui sono presenti nell�intestino. Le pDC sono cellule APC (Antigen-Presenting Cells) che hanno un ruolo stimolatorio sul sistema immunitario.  Questa immunoreattivit� alle proteine HERV � stata riscontrata esclusivamente nelle  sole pDC. Le cellule dendritiche hanno il potenziale di identificare in modo errato qualcosa come un antigene quando in realt� non dovrebbero, e questo potrebbe essere la causa di alcune autoimmunit�.
Gli HERV sono nel nostro genoma. Siamo nati con essi, e hanno aumentato gli elementi virali a partire dagli antichi retrovirus che milioni di anni fa infettarono le cellule della linea germinale dei nostri antenati e vi rimasero latenti, replicandosi e venendo trasmessi alle nuove generazioni. Abbondano nel nostro genoma (5-8% � Robert Belshaw et al, 2004) ma la maggior parte di essi o probabilmente tutti sono difettosi a causa delle mutazioni e delle perdite avvenute nel nostro genoma nel corso dei millenni.  Diversamente dai retrovirus  esogeni come l�HIV, gli HERV sono virus non competenti per la replicazione � quindi non sono un bersaglio mobile. La nostra comprensione degli HERV � tuttora in evoluzione e ci sono delle prove del fatto che parte di questo DNA - un tempo considerato nulla di pi� di uno scarto � contribuisca in realt� alla nostra esistenza grazie ai vari compiti che svolgono all�interno del nostro corpo (J-L Blond et al, 2000). � noto che questi elementi HERV nel nostro DNA sono in grado di esprimere le proteine, ed effettivamente lo fanno, bench� normalmente non provocano una reazione immunitaria significativa.
Lo studio riporta che le proteine trovate nei campioni di malati di ME reagivano con anticorpi monoclonali alle proteine HERV e che le cellule immunoreattive erano pDC.

Che verifiche sono state condotte?
Avendo scoperto che il tessuto duodenale dei malati di ME stava reagendo a questi anticorpi HERV, fecero certamente un passo in avanti e verificarono se anche gli anticorpi retrovirali murini avrebbero avuto una reazione crociata con il tessuto � qualcosa che dovrebbe accadere in presenza di proteine HERV � e i risultati furono di nuovo positivi.
Infine, l�equipe condusse ulteriori controlli volti a escludere una reazione non specifica e, inoltre, testarono il tessuto dello stomaco degli stessi pazienti degli esami precedenti: tutti questi  test risultavano negativi, come atteso.
Successivamente tentarono di determinare esattamente quali tipi di cellule fossero immunoreattivi agli anticorpi alle proteine HERV.  Tramite una serie di ulteriori test l�equipe sperava di limitare il numero dei potenziali tipi di cellule. Prima di tutto riuscirono a fare una zoomata sulla genealogia cellulare emopoietica e in seguito affinarono ulteriormente i risultati in modo da identificare le cellule come pDC In seguito ricontrollarono pi� volte con mezzi secondari in modo da confermare i risultati.
Dopo aver identificato le cellule come pDC, le contarono e confrontarono il loro numero con quello dei campioni di persone sane. Si scopr� che i malati di ME  avevano un numero di pDC approssimativamente 4.7 volte maggiore rispetto a quello dei campioni sani. Delle pDC dei campioni di duodeno dei malati di ME, approssimativamente il 44% risult� reattivo alle proteine HERV.
Inoltre, al fine di confermare che quanto scoperto era di sicuro una reazione a proteine HERV identificabili, l�equipe mise in sequenza l�RNA derivato dai campioni di biopsie e dalle pDC purificate e trovarono delle sequenze corrispondenti con gli HERV noti. Sebbene a questo punto non possano escludere definitivamente che l�immunoreattivit� riscontrata fosse l�effetto di un retrovirus esogeno infettivo, invece di un HERV, la loro identificazione di sequenze corrispondenti di HERV va fortemente contro questa possibilit�.

Cos� la causa della ME/CFS potrebbe essere l�autoimmunit� agli HERV?
Come De Meirleir e la sua equipe affermano, questa sarebbe la prima volta in cui si dimostra che un legame tra le pDC e gli HERV causi una malattia, anche se comprovate malattie autoimmuni come la Sclerosi Multipla e l'Artrite Reumatoide sono gi� state collegate ad anormalit� delle pDC e al coinvolgimento degli HERV ( G Freimanis et al.)
La sezione discussione dello studio suggerisce che un numero di valori di esami immunologici riportati nel passato da vari gruppi di malati di ME/CFS poteva essere una prova del coinvolgimento degli HERV nelle pDC, poich� � noto che le pDC producono una grandissima variet� di altre cellule immunologiche, come l�interferone alfa, che modula l�attivit� della cellula Natural Killer.  Una scarsa attivit� delle cellule NK � spesso associata alla ME/CFS (Whiteside TL et al, 1998).
Non si sa ancora molto sugli HERV, ma sono sempre pi� collegati alle malattea. Uno studio sull�HIV scopr� che i peptidi espressi negli HERV erano superiori nei pazienti sieropositivi rispetto agli altri campioni e che le cellule T rispondevano a questi peptidi. (K E Garrison et al). Un paio di studi sull�EBV mostrarono che potenzialmente poteva attivare elementi retrovirali nel nostro DNA (Sutkowski et al, 2004 and 1996) ed � possibile che una cosa simile stia capitando anche qui.  Infatti gli autori di questo studio fanno riferimento a questa scoperta passata ed evidenziano il forte legame tra la malattia e gli Herpesvirus, includendo quello che De Meirleir scopr� sulla presenza di questi virus nei malati di ME/CFS (De Meirleir et al, 2009).
Per la maggior parte di noi, la disfunzione immunitaria specifica � un segno caratteristico della ME/CFS e molti studi hanno evidenziato la disfunzione immunitaria specifica presente in questa malattia, soprattutto nell'intestino, sottolineando l'importante ruolo svolto da quest�ultimo nel mantenimento della salute.  Ad esempio, possono verificarsi dei cambiamenti nella flora batterica intestinale in presenza di un malfunzionamento della �barriera mucosa�� intestinale ((Shaheen E Lakham et al, 2010). Senza un funzionamento corretto di queste componenti del sistema immunitario nel nostro intestino, siamo esposti a una maggiore infezione e infiammazione e si pensa che quest�infiammazione possa costituire una causa aggravante, poich� ci sono prove del fatto che lo stato infiammatorio possa far aumentare l'espressione di proteine HERV e l'autoimmunit�. (Lee YK et al, 2011).

E dopo?
Replicazione. Questo � quello che c�� bisogno che qualcuno (non sappiamo ancora chi) faccia; qualcuno deve replicare e confermare queste scoperte con un pi� ampio campione di pazienti. O confutarle�
Per esperienza sappiamo che non dobbiamo giungere a conclusioni affrettate, e, seguendo la replicazione, ne consegue uno studio maggiore in quanto sarebbe necessario confermare il fatto che sia essa la causa della ME/CFS  e non alcuni effetti a catena non legati alla patogenesi della malattia, ma se ci� viene verificato, allora avremo una malattia di cui � confermata l�origine autoimmunitaria e le risposte certe che ne conseguono.
Non conosciamo ancora bene le malattie autoimmuni, sebbene questa scoperta abbia la potenzialit� di rivoluzionare la nostra comprensione dell'autoimmunit�. Se queste scoperte vengono confermate, ci potrebbero essere ripercussioni sullo studio di molte altre malattie autoimmuni, soprattutto di quelle associate a una disfunzione gastrointestinale e a una neuro infiammazione, come la MS, il Lupus  e la malattia di Crohn, la cui causa potrebbe seguire lo stesso modello o uno simile. Il che sarebbe una cosa positiva per tutte queste malattie. Ancora una volta sembra che la ME/CFS sia diventata di forte interesse, come la volta in cui inizi� la saga XMRV. Speriamo che queste scoperte, alla lunga, abbiano maggiore successo.
Se questa ricerca continua allora saremo a buon punto, poich� sappiamo gi� abbastanza su dove sta il problema. La cosa negativa sugli HERV � che sono immutabili � sono nel nostro DNA e non possiamo fare molto per cambiare questa realt�. Vedendola invece da una prospettiva positiva, ognuno ha degli HERV; quindi, se sono legati alla malattia, allora � importante venire a fondo della questione di come e perch� ci si ammala, per il bene di tutti.
Le cure per le malattie autoimmuni tendono a essere dei farmaci immunomodulatori aventi la funzione di contenere l�effetto del sistema immunitario e limitare i danni, e la cura iniziale potrebbe includere anche una riduzione dell�infiammazione intestinale. La teoria � che se si riesce a ridurre l�infiammazione allora si dovrebbe avere una reazione immunitaria minore, anche se � improbabile che questo basti per risolvere il problema.  
E� troppo presto per parlare di soluzioni � la prima cosa da fare � confermare per alcune persone queste scoperte� fino ad allora, non ci possiamo pronunciare ulteriormente.

Una ragione per sperare
Se la ricerca avr� successo allora la scoperta rappresenter� una svolta per la comprensione della causa e dei meccanismi della ME/CFS.   Oltre a ci�, ci sar� un maggiore riconoscimento, pi� fondi, pi� attenzione e da ultimo � alla lunga � le cure!
Ovviamente, nulla di tutto ci� avverr� da un giorno all�altro, abbiamo ancora della strada da fare, ma tale scoperta potrebbe segnare l�inizio della fine di questa malattia, una fine che aspettiamo da molto.  Ci meritiamo che ci� avvenga. Giusto?
Ma non sempre si ottiene ci� che si merita. Solo il tempo ci dir� se ricorderemo questa data, mercoled� 20 Febbraio 2013, come una tappa fondamentale del nostro lungo viaggio al termine di questa malattia.
 
A Joel fu diagnosticata la ME/CFS nel 2009 ma gi� prima di allora combatteva contro questa malattia. Ama scrivere e spera di riacquistare abbastanza salute  per ritornare alla carriera che amava e per pubblicare i suoi romanzi.


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Agosto 2012

ELISIR di Salute - n. 7/8 2012: Stanchezza Cronica quando diventa malattia.

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4 luglio 2012

LA STAMPA: tSt, tutto Scienze e tecnologia:  "La Sindrome da Stanchezza? Esiste e noi la affrontiamo" 

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25 giugno 2012

IL POPOLO (settimanale dells diocsi di Concordia - Pordenone): "Stanchi", libro di Giada Da Ros

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4 giugno 2012

ore 21.00  Intervista sulla Sindrome da Stanchezza Cronica con la testimonianza della Dr.ssa Giada Da Ros - Presidente Associazione Italiana Sindrome da Stanchezza Cronica (CFS).
(Vedi video).

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31 maggio 2012

Osservatorio malattie rare: Sindrome da Fatica Cronica: i pazienti si raccontano in un libro

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11 maggio 2012

Intervista sulla Sindrome da Stanchezza Cronica - CFS su Rai Radio 1 - Pronto Salute ore 11.40 in occasione della giornata mondiale della Sindrome da Stanchezza Cronica - (CFS).

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8 maggio 2012

La Repubblica - Salute

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19 aprile 2012

Comunicato Stampa: Sindrome da Stanchezza Cronica - Chronic Fatigue Syndrome (CFS) - in un libro le storie dei malati della sindrome.

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2 marzo 2012

Lettera relativa alla posizione delle nostre associazioni di Aviano e Pavia in seguito alla richiesta di alcuni pazienti relativa all'uscita delle nuove linee guida su iniziativa dell' Agenas di Roma. (leggi)
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17 gennaio 2012

La Repubblica: La fatica cronica.

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15 dicembre 2011

RAI 2 TG 2 Salute - ore 13.50 - Medicina 33 - Intervento: La Sindrome da Stanchezza Cronica (CFS).  _________________________________________________________________________________

25 ottobre 2011

UN FARMACO ANTI-CANCRO PER TRATTARE LA SINDROME DA FATICA CRONICA:  www.plosone.org/article/info:doi/10.1371/journal.pone.0026358

Due medici norvegesi, il dottor Mella e il dottor Fluge, avevano un paziente con linfoma di Hodgkin che aveva anche la diagnosi di Sindrome da Fatica Cronica (CFS). Per combattere il cancro, gli � stato somministrato, oltre ad altro, un farmaco che si chiama Rituximab. Dopo sei-otto settimane, con gran sorpresa di tutti, i sintomi della CFS sono migliorati improvvisamente. I due oncologi di Bergen hanno perci� deciso di andare pi� a fondo. Attraverso uno studio in doppio cieco - n� i pazienti, n� i medici o gli infermieri sapevano se veniva somministrato il medicinale o una soluzione salina � � stato testato il Rituximab sui pazienti con CFS. Coloro che hanno ricevuto il farmaco, che viene normalmente utilizzato nel trattamento del cancro, hanno avuto un notevole miglioramento, e per qualcuno i sintomi sono scomparsi del tutto. Non cos� per coloro che hanno ricevuto il placebo.
Lo studio era stato presentato lo scorso maggio in un convegno a Londra, ma era stato imposto il segreto alla divulgazione fino alla pubblicazione avvenuta la scorsa settimana sulla rivista medica �PLoS One�. I sensazionali risultati di Mella e Fluge hanno subito fatto il giro del mondo. La Sindrome da Fatica Cronica, la cui causa � sconosciuta e che � considerata un grande puzzle medico, � estremamente invalidante: "Quando abbiamo malati di cancro che sono malati come molti di questi pazienti sono, hanno un�aspettativa di vita molto breve. Questo la dice lunga sulla qualit� della vita per molti di loro", dichiarano i due oncologi. Anche se lo studio ha mostrato che la durata dell�effetto del Ritruximab varia, e la maggior parte dei pazienti sono poi tornati a peggiorare, e anche se per potersi avvantaggiare di questo trattamento ci vorranno molti pi� studi di laboratorio e potrebbero passare anni, si tratta comunque di una grande speranza. Non solo, il fatto che il Rituximab abbia un effetto fa dire a Mella e Fluge: "Pensiamo che la CFS sia una malattia autoimmune. Il sistema immunitario ha un ruolo centrale in questo". Gi� in passato si sono fatte ipotesi in questo senso e questa sembra un�importante conferma.
L�articolo con la ricerca � disponibile online (in inglese):
Giada Da Ros � presidente della CFS Associazione Italiana

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21 ottobre 2011

RITUXIMAB: una speranza per la CFS (di Giada Da Ros  - Presidente della CFS Associazione Italiana � Aviano (PN))

Nei giorni scorsi sulla rivista medica PLoS One � stato pubblicato uno studio che mostra la possibile efficacia di un farmaco contro il cancro, il Rituximab, nel trattare la CFS. Artefici della scoperta sono stati due medici norvegesi, Mella e Fluge (nella foto). Sotto c�� la traduzione dall�inglese di un articolo (che trovate qui),  a sua volta tradotto dal norvegese, che parla di questo.

Versione inglese: la scoperta di una ricerca norvegese pu� risolvere il mistero della CFS

Due oncologi nella citt� di Bergen in Norvegia hanno recentemente scoperto una possibile terapia per la Sindrome da Fatica Cronica.  Il farmaco che hanno somministrato ha migliorato la condizione di due su tre dei pazienti trattati. Diversi pazienti sono guariti.
La scoperta, pubblicata oggi sulla rivista medica PLoS One , � in grado di fornire risposte ai pazienti con la CFS riguardo a ci� che causa la misteriosa malattia e come pu� essere trattata.
 "Vediamo sicuramente un effetto. C'� speranza ", dichiara a TV2 News Olav Mella, professore e capo di oncologia al Haukeland University Hospital.
TV 2 ha accesso esclusivo all�articolo di ricerca che � uscito sulla rivista medica PLoS One.  Mella e il suo collega, il dottor �ystein Fluge, hanno completato un studio in doppio cieco su 30 pazienti norvegesi con la CFS.
I risultati sono sensazionali.  Due su tre dei pazienti hanno mostrato un grande miglioramento, mentre alcuni hanno avuto un recupero completo.

Un nuovo status per i pazienti con la CFS
Oltre a fornire speranza a milioni di pazienti con la CFS riguardo al trattamento, i medici stanno dando ai pazienti, come gruppo, un nuovo status.
 I due medici dicono che i risultati indicano che la CFS � in realt� una malattia somatica.
 "Pensiamo che la CFS sia una malattia autoimmune. Il sistema immunitario ha un ruolo centrale in questo", dicono a TV 2 News.

 Attrae l'attenzione internazionale
La scoperta ha gi� attirato l'attenzione internazionale.  Tuttavia, la notizia non � stata resa nota al pubblico fino ad oggi, dopo che la rivista medica ha  finalmente tolto l'embargo.
 Mella e Fluge hanno presentato i loro risultati gi� a maggio a un convegno sulla  CFS a Londra.  Alla conferenza, sono state imposte sul pubblico delle restrizioni a riferire la cosa.  In seguito al convegno, i medici sono stati contattati da numerosi medici e ricercatori stranieri che hanno partecipato alla riunione di Londra.

 Un farmaco per il cancro contro la CFS
I due norvegesi sono i primi due medici al mondo ad avere scoperto che il farmaco per il  cancro Rituximab ha effetti molto buoni sulla CFS.
Ogni anno la malattia, che ha una eziologia sconosciuta, rovina la vita di milioni di persone in tutto il mondo.  In Norvegia da sola si stima che 15.000 persone abbiamo la CFS.

 Una fortunata congiuntura
Il professor Mella e il dottor Fluge sono sostanzialmente inciampati su quello che potrebbe diventare una delle pi� grandi svolte nel campo della CFS.
Un paziente con linfoma di Hodgkin aveva anche la diagnosi di CFS.  Per combattere il cancro, al paziente � stato dato tra gli altri trattamenti, l�anticorpo Rituximab.  Dopo alcune settimane le condizioni del paziente per quanto riguarda i sintomi della CFS sono migliorate improvvisamente.
"In modo che ha preso totalmente di sorpresa sia noi che il paziente, il sintomi della CFS erano scomparsi dopo sei-otto settimane dopo il trattamento", dice Fluge.

Primi al mondo
 Attraverso un cosiddetto studio in doppio cieco, i medici hanno testato il farmaco che viene normalmente utilizzato nel trattamento del cancro in pazienti che avevano CFS.  C'era un totale di 30 persone nello studio.
La met� dei pazienti ha ricevuto soluzione salina, mentre l'altra met� ha ricevuto il Rituximab.  Nessuno sapeva chi riceveva quale di questi due, inclusi i medici o gli infermieri.
"Il gruppo � stato diviso dai farmacisti che tiravano a sorte. Il farmaco e i contenitori salini erano messi in un doppio sacchetto di plastica rossa.  Ci� � stato fatto in modo che nessuno vedesse chi riceveva che cosa ", dice Fluge.
Nel gruppo che aveva ricevuto il Rituximab, dieci su 15 hanno avuto un significativo effetto positivo. Nove di questi hanno avuto  quello che i medici caratterizzano come un miglioramento significativo.
Tra coloro che hanno ricevuto il placebo, solo due hanno avuto un miglioramento misurabile.  Solo uno di questi due ha avuto quello che si caratterizza come un forte miglioramento.
 In termini medici questi risultati sono considerati buoni.
Tra i pazienti che hanno sperimentato gli effetti del farmaco, le trasformazioni sono state enormi.  Hanno sperimentato un notevole miglioramento dei sintomi.  Per alcuni pazienti, i sintomi sono scomparsi del tutto.
Lo studio ha tuttavia mostrano che la durata dell'effetto varia.  La maggior parte dei pazienti hanno sperimentato recidiva.  Nel frattempo, i medici stanno ora sperimentando con dei trattamenti continuati con l�intento di mantenere l'effetto.  Questi trattamenti sembrano funzionare.

Potrebbe trasformare la vita
 Alcuni potrebbero considerare irresponsabile somministrare un farmaco contro il cancro per i pazienti con la CFS. Tuttavia, Mella e Fluge fanno notare che i pazienti con la CFS in alcuni casi stanno cos� male che sono incatenati al letto per gran parte della giornata.
"Quando abbiamo malati di cancro che sono malati come molti di questi pazienti sono, hanno una aspettativa di vita molto breve. Questo la dice lunga sulla qualit� della vita per molti di loro. "
Il professor Mella � convinto che il possibile trattamento dei pazienti con CFS possa avere un�importanza enorme.
 "Sapere che la CFS ogni anno costa alla societ� circa nove miliardi di dollari, e questo nei soli Stati Uniti, la dice lunga sui costi colossali che ne conseguono.  Inoltre si ha la spesa dei pazienti. Tuttavia, ancora pi� importante � il fatto che la qualit� di vita per milioni di pazienti in tutto il mondo, pu� migliorare radicalmente ".

 La terapia offerta
ttualmente non esiste un test per impostare le diagnosi di CFS. La diagnosi di CFS risultata dall�escludere tutte le altre possibili malattie.
In altre parole, oggi non esiste nessuna cura o trattamento per i pazienti CFS nel sistema sanitario norvegese.
 Alle persone che ricevono le diagnosi vengono offerte terapie e corsi per imparare a convivere con la malattia.
Mentre numerose cliniche private e individui offrono trattamenti alternativi, nessuno � stato finora in grado di documentare che i loro (spesso molto costosi) trattamenti in realt� abbiano un effetto.

 Pensano di sapere che cosa causa la CFS
 Ci sono state diverse teorie su ci� che causa la CFS.  Ancora la comunit� di ricerca non � stata in grado di arrivare a una conclusione.
 Il nocciolo della questione � la questione se la CFS sia una condizione fisiologica o psicologica.  In Norvegia, la seconda spiegazione � stata quella preminente.
Uno studio norvegese dimostra che il 52 per cento del personale sanitario norvegese crede che la CFS sia una condizione psicologica.
Negli ultimi due anni, le teorie sulla CFS come una condizione fisiologica hanno guadagnato pi� impatto. Ora sembra che i ricercatori abbiano fatto un passo enorme verso la conferma di questa teoria.
Dopo aver visto l'effetto che il Rituximab produce nella maggior parte dei pazienti nello studio, la loro teoria � che la CFS sia una malattia autoimmune.
In poche parole questo significa che il sistema immunitario del corpo attacca le cellule del proprio corpo.
 Altri ricercatori hanno indicato in precedenti occasioni che la CFS � una malattia autoimmune.  Seguendo questo studio con il Rituximab a Bergen vi � ora, per la prima volta, una prova che sostiene questa teoria.
"I risultati mostrano che l'apparato immunitario svolge un ruolo centrale.  Non abbiamo ancora trovato la chiave in proposito. Il fatto che il paziente senta un effetto dal farmaco, potrebbe aiutarci.  Tuttavia c'� un bel po' di lavoro di laboratorio che rimane da fare ", dice il professor Mella.
Molte persone probabilmente leggeranno questo rapporto e si chiederanno: "come posso io, o qualcuno che conosco, ottenere questo trattamento?"
"Dovranno aspettare. Prima di tutto ci devono essere studi pi� grandi.  Vediamo sicuramente che c'� un effetto. Troveremo un trattamento, tuttavia potrebbero volerci ancora anni prima che questo possa essere offerto a tutti i pazienti con questa malattia ", dice Mella.
Sia Mella che Fluge pensano che questo sia il primo passo sulla strada per trovare un trattamento per questi pazienti e anche per fornire la corretta diagnosi.

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AGOSTO 2011

Vengono pubblicati di CRITERI INTERNAZIONALI DI CONSENSO (ICC) sulla ME/CFS.

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31 maggio 2011

Comunicato dell' Associazione malati di CFS  Onlus - Pavia  e CFS Associazione Italiana - Aviano  riguardante il documento che i malati di MCS, FM e ME/CFS  intendono presentare al ministro Fazio in occasione della manifestazione organizzata dal movimento italiano disabili il 31 maggio 2011 davanti al parlamento: ... Le associazioni malati di CFS ONLUS e CFS ASSOCIAZIONE ITALIANA, presa visione di quanto riportato nel documento che un gruppo di malati di MCS, FM e ME/CFS unitamente alle associazioni di categoria intendono presentare al Ministro Fazio, pur comprendendo la difficile situazione con cui convivono quotidianamente i malati di ME/CFS sia sul piano pi� strettamente fisico che su quello sociale e familiare a causa della patologia di cui sono affetti, che giustifica pienamente la loro richiesta di riconoscimento e tutela dei loro diritti, non intendono sottoscrivere tale documento per i motivi sotto indicati:  .....continua..


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13 maggio 2011

RAI 2 - ore 18.45 Intervento al Maurizio Costanzo Talk in occasione della Giornata Mondiale della Sindrome da Stanchezza Cronica (CFS) che si celebra il 12 maggio.

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12 maggio 2011

GIORNATA MONDIALE DI SENSIBILIZZAZIONE.

Eventi organizzati per il 12 maggio:
Catania : 12 maggio 2011 � Incontro di consapevolezza e solidariet� dalle ore 18.30 
Capalbio: 12 maggio 2011
Ripa di Porta Ticinese: 12 maggio 2011 


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9 maggio 2011 

ore 11.40 - Radio 1 "Pronto Salute". Intervista radiofonica sulla Sindrome da Stanchezza Cronica (CFS).

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8 maggio 2011 

ore 08.00 - Rai 1 - TG 1 intervista a cura di Manuela Lucchini sulla Sindrome da Stanchezza Cronica (CFS) in occasione della Giornata Mondiale del 12 maggio 2011.

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27 aprile 2011 

Ministero della Salute - Risposta alla richiesta di riconoscimento della Sindrome da Stanchezza Cronica (CFS)

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14 aprile 2011

Verbale della riunione tenutasi a Roma dall�Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (www.agenas.it) -
(leggi).
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23 febbraio 2011

LA PROMESSA DEL PROTEOMA

Un�analisi dell�articolo PLoS  ONE. Quanto segue � la traduzione di quanto trovate qui

Oggi, il 23 febbraio 2011, nella rivista scientifica online PLoS ONE, dei ricercatori provenienti da sei istituti hanno pubblicato uno studio suggestivo che utilizza dei potenti mezzi di tecnologia investigativa per catalogare le proteine in campioni di fluido spinale nella sindrome d�affaticamento cronico (CFS) e la malattia di Lyme neurologica post-trattamento. Il lavoro entusiasmante � il prodotto di un grande team capeggiato da Steven Schuzter dell�Universit� di Medicina e Ortodonzia del New Jersey e Thomas Angel e Tao Liu della Pacific Northwest National Laboratory.

In un articolo intitolato �Distinti Proteomi del Fluido Cerebrospinale differenziano la Malattia di Lyme post trattamento e la CFS�, Schutzer e i suoi colleghi hanno analizzato dei campioni ottenuti da punture lombari da 43 partecipanti attentamente valutati utilizzando i criteri Fukuda del 1994, 25 partecipanti che corrispondevano ai criteri CDC per la malattia di Lyme e che avevano completato almeno tre settimane di terapia antibiotica endovena almeno quattro mesi prima, e 11 partecipanti di controllo. I gruppi di confronto tra le malattie sono stati scelti vista la corrispondenza dei sintomi relativi al sistema nervoso centrale (SNC) e mancanza di spiegazione medica per sia la CFS e la Malattia di Lyme post trattamento. Scrivono, �Specifiche anormalit� trovate nel fluido cerebrospinale (FCS) relative alla CFS e la Malattia di Lyme post trattamento suggerirebbero un coinvolgimento del SNC e  potrebbero facilitare una comprensione meccanicistica�.

Gli studiosi hanno combinato due tecnologie potenti chiamati la spettroscopia di massa   la cromatografia per analizzare i campioni di FCS. La spettroscopia � uno strumento che misura la massa delle particelle e quindi la composizione di un campione. La cromatografia misura le proporzioni relative delle particelle in una miscela. Questa combinazione di metodi � stata selezionata per la capacit� di lanciare un�ampia rete di �scoperta� nell�analisi di campioni biologici complessi, senza dover definire a priori quali proteine potrebbero essere presenti. Il gruppo aveva precedentemente identificato un �proteoma� comprensivo normale come punto di riferimento per il confronto con campioni infetti. Il termine proteoma si riferisce all�intera gamma di proteine ritrovati in un campione biologico; in questo caso, il fluido cerebrospinale. Le proteine sono composte dal particelle pi� piccole denominate peptidi.
 
Utilizzando queste analisi, il gruppo di ricerca � stato in grado di generare una lista comprensiva di 30.000 peptidi nei campioni raccolti dai partecipanti in ciascun gruppo di malati. Di questi 30.000 peptidi, 738 proteine sono state ritrovate solo nei partecipanti con la CFS (Figura 1). I campioni raccolti da pazienti con la malattia di Lyme post trattamento avevano 692 proteine esclusive, e il gruppo di controllo ne presentava 724. Hanno individuato delle differenze nei livelli di varie proteine tra gruppi e quelli della CFS e la Malattia di Lyme avevano pi� proteine in comune rispetto al gruppo di controllo.

Le proteine coinvolte nella via di segnalazione CDK5 erano significativamente pi� ricche nei pazienti con la CFS. Alterazioni nelle vie d�attivazione CDK5 sono state collegate alla malattia di Parkinson e Alzheimer. Le proteine coinvolte in specifiche funzioni neurologiche erano pi� basse in pazienti con la CFS rispetto a pazienti con la Malattia di Lyme post trattamento, ed entrambi i gruppi avevano livelli pi� bassi rispetto al gruppo di controllo. Gli autori riconoscono che la significativit� clinica delle proteine e rispettivi livelli identificati nel gruppo di controllo � �difficile da determinare nella fase della scoperta�.

Hanno anche esaminato campioni individuali di FCS (invece di campioni raggruppati) di partecipanti con la CFS e la Malattia di Lyme post trattamento. Nel fare ci�, hanno identificato una gamma di proteine che distinguevano i due stati delle malattie (Figure 2A e 2B). Analizzando campioni individuali di FCS, hanno determinato che pazienti con la malattia di Lyme si distinguono da pazienti con la CFS. La capacit� di distinguere la CFS e la malattia di Lyme post trattamento sulla base di queste proteine ha delle implicazioni diagnostiche importanti. Dato che l�agente eziologico per la malattia di Lyme � conosciuto come la Borrelia burgdorferi, tale scoperta suggerisce che vi sono patofisiologie distinte per queste due malattie clinicamente simili. Suggerisce altres� che vi sarebbero diversi approcci nella cura delle malattie. Alcuni hanno proposto che la Malattia di Lyme post trattamento rappresenterebbero un sotto-insieme della CFS; tuttavia, gli autori concludono che i loro dati non fornirebbero alcun supporto per questo concetto.

Nella sezione finale di discussione, gli autori affermano che � l�analisi sui proteomi del FCS potrebbe fornire elementi importanti e significativi sui processi biologici modulati in funzione della malattia e facilitare l�identificazione di proteine candidati per ulteriori studi scientifici � La distinzione tra la CFS e la Malattia di Lyme post trattamento avr� implicazioni eziologiche che potrebbero portare a nuovi tipi di diagnostica e interventi terapeutici�.  Suggeriscono che dalla scoperta di questi candidati nel fluido cerebrospinali, ora � possibile condurre ricerche mirate per queste proteine nel sangue.
Questa squadra di ricerca ha fornito la lista comprensiva delle proteine identificate nell�articolo aperto al pubblico. Questo render� possibile l�ulteriore esplorazione e interrogazione dei dati  da parte di questi e altri ricercatori. Questa lista di proteine pu� essere immediatamente contestualizzata tra altre scoperte nella letterature riguardante la CFS utilizzando strumenti di computazione e di ritrovamento di testo d�avanguardia. Potrebbe rapidamente accelerare l�identificazione delle proteine e vie pi� promettenti per generare saggi diagnostici obbiettivi e trattamenti mirati. La direttrice scientifica dell�Associazione, Suzanne D. Vernon, PhD, commenta, �Sono particolarmente entusiasta per questa ricerca e la nuove vie per la ricerca che ha aperto. Accoppiando questo tesoro trovato di liste di proteine con le risorse biologiche e cliniche nella Banca Biologica SolveCFS dell�Associazione accelerer� il passo con cui tali marker biologici potranno essere verificati e validati, auspicalmente raccorciando il salto tra la scoperta di laboratorio all�applicazione al paziente. I contributi di questo gruppo alla comprensione delle biologia della CFS e della Malattia di Lyme post trattamento non avrebbero potuto arrivare in momento pi� opportuno per il campo e la comunit� dei pazienti�. La tempesta infuocata generata dalla ingiuriosa Prova PACE nel Regno Unito e l�incertezza sul ruolo della XMRV/MLVs nella CFS hanno avuto i loro effetti sull�intera comunit� di pazienti, rappresentanti e ricercatori.

L�articolo rappresenta un modello di partnership tra vari istituti e agenzie di finanziamento. E� stata supportata dall�Istituto Nazionale della Salute (Istituto Nazionale di Allergie e Malattie Infettive, Istituto Nazionale dell�Abuso di Droga, Istituto Nazionale di Malattie Neurologiche e Ictus, e il Centro Nazionale di Risorse di Ricerca), il Consiglio di Ricerca Svedese, il Centro Tecnologico di Neurodiagnostica Uppsala Berzelli , Time for Lyme, L�Associazione Malattia di Lyme e il Fondo Tami. La Pacific Northwest National Laboratory � una struttura scientifica utenti nazionale sponsorizzata dal Dipartimento di Energia. I pazienti CFS sono stati valutati da Benjamin Natelson alla Albert Einstein School of Medicine. I pazienti con la Malattia di Lyme sono stati identificati e valutati da Brian Fallon alla Columbia University. Jonas Berquist dell�Universit� di Uppsala in Svezia ha assistito nell�analisi dei dati. Lo sforzo congiunto, l�utilizzo di nuove tecnologie di scoperta e la disponibilit� a volontariamente condividere dati per avanzare l�intero campo rappresenta un�iniziativa d�ispirazione del 21esimo secolo, degna di grandi speranze.

La CFIDS Association of America � impegnata nel progresso della ricerca che porti all�identificazione precoce, la diagnosi oggettiva e il trattamento efficace della CFS. Le comunit� mediche e scientifiche sono obbligate a comprendere le radici biologiche della CFS in modo da rendere disponibili terapie mirate ed efficaci ai milioni di persone nel mondo, le cui vite sono state dirottate dalla CFS.


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2 febbraio 2011 

TG2 Medicina 33 - ore 13.55 a cura di Luciano Onder - Tema trattato: la Sindrome da Stanchezza Cronica (CFS).

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Novembre 2010

Una buona notizia. L�Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (www.agenas.it ) di Roma, nell�ambito delle sue attivit�, si sta occupando di un�iniziativa nazionale, coordinata dall�Istituto Superiore di Sanit�, all�interno del Progetto strategico sulla salute della donna e la medicina di genere. In particolare � stata creata una unit� operativa che si occuper� dell�elaborazione di linee guida su "Genere e sindrome da stanchezza cronica", volte al miglioramento della salute femminile. Per questa ragione, � stata convocata la riunione di un gruppo di lavoro apposito che si � riunito lo scorso 8 ottobre 2010.  Il dottor Tirelli, invitato alla riunione, ha sottolineato la difficolt� d�individuare con precisione i sintomi della malattia e ha proposto al gruppo di utilizzare come riferimento sul quale impostare le linee guida italiane, il documento di consenso canadese, che ha messo a disposizione dei colleghi. Da parte di tutti � stata sottolineata la complessit� clinica e la diffusa misconoscenza e  sottodiagnosi della patologia. � stata suggerita la creazione di una tabella per i medici di famiglia, per facilitare l�inquadramento diagnostico, e l�integrazione nel gruppo di un medico del lavoro, e un endocrinologo, visto il ruolo che svolgono i fattori ormonali nella donna. Si tratta di un progetto di lavoro specificatamente legato alla salute delle donne infatti, come si diceva sopra. Chiaramente la CFS non colpisce solo loro, ma � comunque un passo avanti. I medici presenti alla riunione sono anche stati invitati a formulare, sulla base dei bisogni conoscitivi di ciascuno e per i temi di propria competenza, i quesiti essenziali sui quali impostare la ricerca bibliografica in letteratura medica. Il progetto � appena all�inizio, ma ci lascia molto ottimisti e contiamo di farvi avere ulteriori notizie a mano a mano che sono disponibili.

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Dicembre 2010

RASSEGNA SULL'AIUSTRALIAN CFS SCIENCE SYMPOSIUM  di Rosamund Vallings (traduzione da questo testo).

Simposio Scientifico Internazionale sulla ME/CFS, 3-4 dicembre 2010, Bond University, Queensland, Australia.


PRIMO GIORNO

Nancy Klimas e lo squilibrio omeostatico -  il primo studio presentato � stato di Nancy Klimas (Miami, USA) che ha presentato un approccio di biologia dei sistemi alla ME / CFS. Ha descritto la CFS come un disturbo derivante da uno squilibrio omeostatico. Ha brevemente delineato i sui 25 anni di ricerca su questa malattia, quando inizialmente lavorava alla teoria di una sindrome cronica da attivazione immunitaria, ponendo  attenzione sul fattore immunologico. Successivamente � stata riconosciuta come una malattia infiammatoria di tipo neurologico ed ora � stata coinvolta la genomica. Ha elencato e descritto alcuni dei suoi attuali lavori di ricerca.

Uno studio ha implicato un esperimento per indurre la ricaduta, analizzando l'espressione del gene ed i cambiamenti immunitari prima, subito dopo e 4 ore dopo. Sono stati studiati tre gruppi accoppiati: la malattia della Guerra del Golfo, la CFS e i gruppi di controllo. L�esercizio � stato una prova di 8 minuti su una cyclette con la misurazione del VO2 max. L'espressione del gene ha mostrato differenze significative in quelli affetti da  GWI (malattia della Guerra del Golfo, ndt) e da CFS. (Nella definizione la GWI e la CFS soddisfano gli stessi criteri). I percorsi immunologici erano stati interessati allo stesso modo � questi erano principalmente infiammatori e la caduta immunitaria ha portato molti sintomi 4 ore pi� tardi. I sintomi coinvolgevano i sistemi endocrino, immunitario, nervoso autonomo e neurologico. Sono stati colpiti i geni regolatori del  funzionamento delle NK che includevano livelli di una perforina  e granzima anormali.

E' andata avanti quindi a descrive i 3 elementi base dell'analisi dei segnali immunitari di Broderick e li ha correlati alle condizioni dopo la prova di 8 minuti:

1. Quelli che apparivano diversi
2. Quelli che si esponevano con gente diversa
3. Quelli che si comportavano in modo diverso (dinamica di risposta alterata)

In questo studio c'era un'infiammazione persistente, un aumento nell'interazione del sistema immunitario e un effetto di "splash" dell'IL-1. C'� stato un effetto a cascata enorme in 8 minuti e persistente nelle 4 ore successive. L'omeostasi � �incasinata� e necessita di essere ricostituita.

Abbiamo la necessit� di concentrarci sulle terapie autonomiche e immunologiche che sono legate  tra loro. Questo studio conferma che l'esercizio graduato non va bene per chi � affetto dalla CFS, e che i pazienti devono interrompere l'esercizio  ben prima della soglia aerobica. Le interruzioni nell'esercizio devono essere due volte pi� lunghe della durata dell'esercizio.

Perry sull'Infezione e il Comportamento in Malattia - Hugh Perry (Southampton, UK) ha discusso i componenti adattivi e non adattivi di ci� che egli descrive come "comportamento  durante la malattia". Egli quindi si concentra sull'espressione "malattia" in relazione al modo in cui gli organismi si comportano durante l'esplosione dell'infezione, ad esempio "sentirsi malato" con dolore e febbre. Ha descritto il comportamento in malattia come un'organizzazione strategica che non � "male".

L'infezione porta ad una risposta infiammatoria con il rilascio di citochine, che quindi comunicano con il cervello e causano sintomi quali febbre, malessere e depressione. L'infiammazione sistemica attiva precise zone del cervello, con  risposte diverse che attivano zone diverse. Questo meccanismo funziona attraverso i macrofagi nel cervello tramite la barriera emato-encefalica. Le cellule endoteliali comunicano con i macrofagi tramite le cellule della microglia. Questa � una parte importante dell'omeostasi ed � solitamente temporanea.

Poi � andato avanti a parlare di una malattia neurologica cronica, quando le cellule della microglia aumentano di numero e in attivazione e diventano "attive". In risposta all'infezione, si verifica un comportamento di malattia esagerato in quelli con una malattia cronica del cervello. Le cellule della microglia rilasciano citochine molto rapidamente, se gi� attive. Si sviluppa un percorso non adattivo.

Uno studio ha coinvolto l�osservazione di 300 pazienti affetti dalla malattia di Alzheimer (AD) 2 volte al mese per 6 mesi. Coloro che hanno avuto un'infezione avevano un pi� rapido declino mentale, mentre coloro che non avevano avuto alcuna infezione non hanno mostrato alcun cambiamento. Anche altri "comportamenti" sono cambiati notevolmente a causa di un'infezione. Egli ha descritto l'obesit�, il fumo, l'et� avanzata come fattori che contribuiscono a portare l'AD precoce in quanto tutti questi elementi hanno effetti infiammatori.

Ha concluso dicendo che le infezioni sistemiche portano a distorsioni e a un cattivo adattamento dimostrati dal comportamento in malattia, a causa delle cellule della microglia attivate. Questo a sua volta porta a un'accelerata progressione della malattia del cervello. Egli ha detto che una vaccinazione pu� essere utilizzata come una sfida per dimostrare i cambiamenti. La MRI (la risonanza magnetica, ndt) funzionale � la pi� utile per il rilevamento di tali cambiamenti.

Fletcher sull�NPY, un potenziale Biomarcatore per la ME / CFS - Mary Ann Fletcher (Miami, Florida) ha presentato il lavoro svolto sui biomarcatori per la CFS. L'obiettivo della ricerca sulla CFS � stato trovare un biomarcatore o una combinazione di biomarcatori. Questo migliorer� la capacit� di diagnosticare e dimostrare la gravit� della malattia, definire i sottogruppi e aiutare a gestire i trial.

Le cellule natural killer (NK) sono state studiate inizialmente con attenzione al funzionamento e alla diminuzione della perforina e del granzima. 176 pazienti affetti da CFS hanno mostrato un funzionamento significativamente inferiore delle cellule NK rispetto agli studi-controllo. Poi � andata avanti a descrivere come il neuropeptide Y (NPY) � coinvolto nella reazione da stress con l'aumento della noradrenalina e del NPY dalle terminazioni nervose simpatiche. In uno studio controllato, l�NPY era notevolmente superiore nella CFS rispetto allo studio di controllo.

� stata descritta l'analisi dell'uso della curva della caratteristica operativa del ricevitore (ROC), e questo ha mostrato una distinzione tra i pazienti affetti dalla CFS e gli studi di controllo. Utilizzando la curva ROC, � stato trovato che il NPY � sensibile nell'80%  degli affetti dalla CFS (che � meglio del test PSA che usiamo per aiutare a diagnosticare il cancro della prostata). Il NPY si correla  anche con i marcatori della gravit� della malattia. Altri potenziali biomarcatori utilizzando questa tecnica includevano 10 delle 16 citochine misurate, il funzionamento della cellula NK ed il  dipepdyl peptidase/CD26 che � indicativa dell'attivazione immunitaria. Tutto questo fa parte di un complesso sistema integrato.

Nel prossimo esperimento verr� incluso nella prova di questo paradigma e l'analisi computerizzata sar� sviluppata per stimolare la ricerca in ulteriori studi clinici. Queste anomalie possono avere applicazioni in altre malattie.


Donovan sulle autopsie ME/CFS - Dominic O'Donovan, (Cambridge, UK), un neuropatologo, ha presentato i risultati dell'autopsia su 4 pazienti che hanno avuto una diagnosi  specialistica di CFS:

1.    Un maschio di 32 anni ammalato da 20 anni di CFS, morto per suicidio da overdose di farmaci. L'autopsia ha rivelato nel midollo spinale e nel cervello un eccesso di corpora amylace, eccessivo per un normale invecchiamento. C'erano filamenti intermedi strettamente correlati alle cellule gliali e forse all'interno della glia anzich� degli assoni. Nessuna evidenza di ganglionite. (EBV negativo).

2.    Una femmina di 32 ammalata da 5 anni di  CFS. Aveva rifiutato qualsiasi aiuto medico, � stata costretta a letto e ha rifiutato il cibo e l'acqua. Infine � morta d'insufficienza renale. La patologia ha mostrato un infiltrato infiammatorio cronico focale (i linfociti T8) nei gangli spinali. (EBV negativo). (Questa paziente sembrava Sophia Mirza � e lo era).

Dalla madre di Sophia Mirza: Io sono cauta per natura e cos� ho dovuto controllare che questa fosse la nostra Sophia, su cui si � scritto. Dopo aver fatto questo, ho parlato con lo stesso Dr O'Donovan. Era Sophia. Si � scusato a parole per il travisamento.

Non ho mai scritto su un sito come il vostro, e sono abbastanza ignorante su come ci si debba muovere. Sarebbe possibile per voi includere il seguente paragrafo sul vostro sito? Lo apprezzerei molto, poich� credo che altrimenti tali inesattezze non solo saranno ripetute, ma diventeranno la cosiddetta 'verit�'.

Se non vorrete includerlo, capir�.

Molte grazie e cordiali saluti,

Cr�ona Wilson

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"La seconda persona, una donna di 32 anni, (Sophia Mirza) � stata segnalata per aver rifiutato di mangiare e bere. Avrebbe rifiutato di consultare un medico." Entrambe queste affermazioni non sono veritiere.

I medici hanno trattato Sophia, che ha avuto una grave forma di ME, come una malata mentale, nonostante il fatto che l'Organizzazione Mondiale della Sanit� affermi che si tratta di una malattia fisica. L'hanno inserita forzatamente in un ospedale psichiatrico. Essendo stata tolta da l� da un tribunale, il suo medico l'ha sottratta a tale cura. Nel secondo ambulatorio  il medico mi ha detto che la ME era una malattia mentale e che lasciava i pazienti a "conviverci". Sophia era terrorizzata all�idea di criticare quel medico, in quanto precedentemente le era stato reso chiaro che avrebbe potuto, ancora una volta, essere "rinchiusa". A causa dei suoi gravi sintomi non era in grado di mangiare o bere, tranne che in piccolissime quntit�. Dopo la sua morte il medico si rifiut� di accertarne il decesso. Apparentemente anche loro avevano rimosso Sophia dalle loro cure, quattro mesi prima e senza che ne venissimo a conoscenza. Non c'� stato alcun aiuto per Sophia.

Sophia ha dovuto soffrire un'agonia insopportabile e morire da sola. Dedurre che era "la libera scelta di Sophia" non � vero. Essere spaventati dal medico e non essere in grado di mangiare o bere �  totalmente diverso dal rifiutare di vedere il medico e rifiutare di mangiare.


Cr�ona Wilson (la madre di Sophia Mirza madre) www.sophiaandme.org.uk*  (vedi commento #25)

     3. Una femmina di 43 anni � un suicidio assistito in Svizzera con un'overdose di barbiturico.        Il cervello ha mostrato un'ischemia globale, ma questo era probabilmente causato dai     farmaci utilizzati. I gangli spinali mostravano un lieve eccesso di noduli linfocitari di     Nageotte, ma con nessuna infiammazione ovvia, ma questo potrebbe rappresentare un sottile     stato infiammatorio cronico.


4.    Una femmina di 31 anni la cui morte potrebbe essere stata dovuta all'ingestione di oppiacei. C'era qualche demielinizzazione tossica con emorragia subaracnoidea spinale, ma prendeva il warfarin. C'era qualche lieve ganglionite cronica possibile.

La diagnosi differenziale qui � stata discussa e avrebbe incluso l'AIDs, la sindrome di Sjorgren, la varicella zoster e le malattie paraneoplastiche.

Questi risultati hanno sollevato la possibilit� che alcuni casi di CFS possano avere una ganglionite autonomica o sensoriale. Nel Regno Unito viene proposta una specifica banca del cervello e dei tessuti.

Sukocheva sull'autopsia degli affetti da ME / CFS - Olga Sukocheva (Adelaide, Australia) ha presentato delle conclusioni post mortem immunoistochimiche e microbiologiche su un paziente 20enne con encefalopatia idiopatica irreversibile. A questo paziente era stata diagnosticata la CFS dopo una grave malattia simile all�encefalite all'et� di 10 anni. C'era la prova del danno infiammatorio con soppressione delle cellule della microglia. La sottoregolazione dell'ankyrin B � stata rilevata nella sostanza bianca dell'ippocampo.

Non c'era alcuna differenza significativa nell'ankyrin G. Erano stati avviati i test per la Coxiella burnetii e la Legionella  Gli antigeni C.burnetii erano presenti negli astrociti e nelle cellule della microglia nella materia grigia dell'ippocampo. L'antigene C.burnetii � stato trovato anche nei macrofagi della milza e del fegato, nel tessuto linfoide, nel midollo osseo, nei tessuti de cuore e dei polmoni. L'antigene della Legionella  non � stato trovato.

Dan Peterson sulle infezioni Virali Dan Peterson (Nevada, USA) ha iniziato il suo discorso con una breve panoramica dell'incidenza e degli effetti della CFS negli Stati Uniti. Egli poi � andato avanti a descrivere i problemi della ricerca, come ad esempio le varie definizioni, l'eterogeneit� dei pazienti, la mancanza di biomarcatori, l'autoselezione  del paziente, il  pregiudizio dei ricercatori e la mancanza di finanziamenti. Egli ha descritto un numero di "viaggi scientifici" intrapresi per la ricerca sulla CFS. Egli ha sottolineato l'importanza di mettere insieme  il paziente, la biotecnologia, i database informatici, la genomica e le linee guida di tipo clinico. Le malattie possono essere definite da una prospettiva molecolare. Il lavoro di gruppo e la collaborazione sono le chiavi per il successo della ricerca. C'� bisogno di raccogliere dati clinici su larga scala, collezionando campioni biologici internazionali.

Poi � andato avanti a  discutere l'importanza di osservare le infezioni virali nella CFS. I Leukotropic herpes virus, particolarmente l'HHV6, l'HCMV e l'EBV, sono tra i candidati principali nella CFS. Egli ha riferito su grandi studi in cui � stato rilevato l'HHV6 attivo nel 28%, l'HCMV nel 29% e l'EBV nel 51% dei casi. Il 10% erano co-infettati. L'infezione attiva da EBV si correla significativamente con la presenza di auto-anticorpi, con anticorpi diretti alla perossidasi tiroidea ed alle cellule parietali.

Fino al 30% dei pazienti pu� rispondere ai farmaci antivirali.

Brenu sulla disregolazione immunitaria - Ekua Brenu (Queensland, Australia) aveva osservato l'immunit� innata e adattiva nella CFS. � stato postulato che il suo studio potrebbe essere utile nello sviluppo di biomarcatori. Lo studio ha coinvolto 253 pazienti e 100 soggetti di controllo. Gli studi sono stati intrapresi a zero e a 6 mesi. � stata significativamente ridotta l'attivit� citotossica delle cellule NK e delle cellule CD8+T. L'attivit� della perforina e del granzima � stata ridotta. Osservando i fenotipi della cellula NK, le cellule brillanti CD56 erano notevolmente diminuite. La secrezione di citochine dalle cellule CD4+T ha mostrato un  notevole aumento di IL-10, IFN-� e TNF-�. L'espressione della FOXP3 era accresciuta anche nel gruppo degli affetti dalla CFS. Anche i recettori vaso-attivi del peptide intestinale (VIP) venivano studiati e trovati significativamente aumentati.

De Meirleir sull'XMRV Kenny de Meirlier (Bruxelles, Belgio): poich� la cronica attivazione del sistema immunitario � presente nell'HIV progressivo ed � un indicatore dell'esito della malattia migliore della carica virale, � importante verificare l'ipotesi che un modello simile possa essere osservato nell'XMRV positivo nei pazienti con la CFS. 16 Pazienti positivi all'XMRV (utilizzando il  test di coltura) avevano eseguito un gran numero di prove .
� stato trovato che questi pazienti hanno un ridotto  numero di linfociti e CD-57 + linfociti ridotti, come osservato nell'HIV. C'era la prova di un'innata attivazione del sistema immunitario (maggiore attivit� dell'elastasi e C4). L'sCD14 era significativamente pi� alto del previsto, e questo � correlato con il plasma lipopolisaccaride (LPS), un componente proinfiammatorio della busta batterica gram-negativa. La bassa secrezione di IgA ha indicato una disfunzione del tessuto linfotico associato alla mucosa nei pazienti positivi all'XMRV. I sieri IL-8, IL-10, MCP-1 e MIP-1 sono aumentati e potrebbero costituire la firma biologica di un'infezione virale.

Tutto questo fornisce la prova della traslocazione microbica facente parte della patologia dei pazienti positivi all'XMRV.

Egli ha descritto uno studio norvegese a proposito di pazienti affetti da una forma gravemente debilitante di CFS in cui il plasma LPS era elevato in quelli con un basso punteggio sulla scala di Karnofsky. Questo suggerisce una sindrome da intestino permeabile. L'analisi dell'evacuazione  nei pazienti affetti da CFS ha indicato un'enormit� di enterococchi, streptococchi e funghi con un numero di E.Coli diminuito. Questo pu� portare alla sovrapproduzione di idrogeno solforato, che � tossico per i mitocondri e influisce sull'ATP.

Kwiatek sulla disfunzione del tronco encefalico - Richard Kwiatek (Adelaide, Australia) � un reumatologo con un interesse particolare per il neuro-imaging. La MRI � stata eseguita per cercare la disfunzione del tronco encefalico nella CFS. L'intero cervello ottimizzava la volumetria basata  sui voxel e dava la  nuova quantificazione dei livelli di segnale dell'appesantito T1 e T-2  nella MRI strutturale che � stata utilizzata. I voxel hanno costruito una mappa tridimensionale del cervello. Nei pazienti con la CFS, rispetto agli studi controllati, la pressione sanguigna a riposo era ridotta e la frequenza cardiaca a riposo e durante il sonno era aumentata. Questo � stato quindi correlato con i cambiamenti cerebrali, con altri sintomi e con l'affaticamento.

Il volume della materia bianca prefrontale si riduceva con la frequenza cardiaca che aumentava nella CFS nel sonno all'opposto che negli studi controllati. Il volume di materia bianca nel mesencefalo si riduceva con un incremento della fatica. C'era una forte correlazione tra la totale materia grigia del tronco encefalico e la pressione arteriosa a riposo nei pazienti  affetti da CFS.

I cambiamenti della materia grigia del tronco encefalico suggeriscono un fallimento dell'auto-regolamento cerebrovascolare, potenzialmente mediato dagli astrociti. La disfunzione dell'astrocita pu� pertanto essere centrale nella patogenesi da CFS. Sembra che sia interrotto dell'omeostasi del sistema nervoso autonomo.  Non sembra che la causa di questo sia il volume ridotto di sangue.

Marmion sulla febbre Q - Barrie Marmion (Adelaide, Australia) ha studiato la febbre Q e le sue conseguenze per molti anni.  In uno studio citato, 11 persone su 39, che avevano avuto la malattia   in forma acuta, dopo aver avuto la febbre Q, soffrivano della sindrome da stanchezza . L'antigene C.burnetii persiste e provoca una modulazione immunitaria con espressione genica e sintomi. Di solito � costante dall'esordio iniziale, ma episodiche ricadute possono verificarsi a causa di infezioni o di una involontaria vaccinazione per la febbre Q. L'IL-6 � elevato e l'IL-2 � basso. I sintomi soddisfano i criteri per una diagnosi della CFS.

3 Gruppi di febbre Q sono stati studiati e c'erano differenze di frequenza nei trasporti di HLA-DR B1 * 11 e di IFN-�. Il 35% erano positivi nel gruppo con la sindrome post-febbre Q e i livelli erano bassi negli studi controllati, nel gruppo guarito dalla febbre Q e nel gruppo con endocardite da febbre Q... Queste differenze supportano il concetto di diversi stati immuni nella febbre Q cronica, determinati dalle variazioni genetiche nelle risposte immunitarie dell'ospite, piuttosto che dalle propriet� di C.burnetii.

Boullerne sulla CFS e la SM Anne Boullerne (Illinois, USA) ha discusso la questione della stanchezza cronica in relazione alla CFS e alla SM. Ha descritto la SM come una caratteristica malattia autoimmune. Ha delineato le differenze di incidenza, di sintomi, di durata della malattia ecc.. Ha sottolineato che, mentre la SM � una malattia neuro-immunitaria, la CFS � una disfunzione acquisita, grave e complessa del sistema. Nella SM c'� l'IgG oligoclonale nel 95% dei casi della CFS  e le lesioni cerebrali con le cellule T e B  vengono viste con la risonanza magnetica.

Chiede  "� presente la gliosi nella CFS?" Le anomalie della MRI nella CFS forse trovate sono come tante piccole macchie della sostanza bianca sottocorticale nei lobi frontali, un piccolo volume ventricolare, sangue dal flusso lento e alcune atrofie.

Aveva guardato la RMI funzionale in relazione alle immagini di controllo e visuali. Entrambe si sono rivelate pi� lente nella CFS rispetto agli studi controllati. Modifiche associate al movimento delle dita e al monitoraggio uditivo sono correlate con la fatica soggettiva e con la risposta del cervello durante la sfida che coinvolge la memoria.

Utilizzando la Spettroscopia R.M., c'� stato un aumento di incolina nei gangli basali, nessuna differenza significativa nel glutatione, e il lattato ventricolare era elevato. Non c'� stata alcuna alterazione nei livelli di GABA e glutammato.

In una cavia usata per la sindrome della Guerra del Golfo, utilizzando la piridostigmina, non c'era nessuna gliosi e nessun aumento della permeabilit� della barriera sanguigna cerebrale.

Si ipotizza una possibile auto-immunit� che include i neuropeptidi vasoattivi.

Tate sui Biomarcatori Molecolari e l'RNase L - Warren Tate (Dunedin, Nuova Zelanda) e il suo team hanno appena avviato uno studio per sviluppare strumenti in grado di rilevare con precisione i cambiamenti molecolari all'interno delle cellule in risposta al doppio filamento di RNA (RNAds) pertinente alla CFS. Ha spiegato come recenti scoperte sull'XMRV avevano stimolato la ricerca e l'esigenza di una banca di materiale genetico. Si devono stabilire biomarcatori, come marcatori meno specifici, per riflettere le modifiche nell'omeostasi globale. Ci deve essere il targetting di un punto vulnerabile nella biologia dell'RNA dell'XMRV virale che determina il rapporto tra le sue proteine strutturali ed enzimatiche.



Poi � andato a descrivere i tipi di biomarcatori:

1. Specifici come ad esempio in una cellula in fase di apoptosi: RNaseL, PKR, fosforilazione del PKR ecc.
2. Specifici biomarcatori dell'omeostasi disturbata
3. Biomarcatori generali� marcatura globale dell'omeostasi disturbata di vari organi

Ha illustrato il percorso di attivazione dell'RNaseL. La scissione dell'RNaseL pu� essere specifica della CFS. Attualmente studia il rapporto del frammento terminale dell'RNaseL con la proteina non scissa. Egli sta anche esaminando l'anormale attivazione della PKR. Questa viene scissa dalle caspasi per formare il frammento 37 D. Questo subisce la fosforilazione che pu� essere misurata � il fattore della sintesi proteica e1F2�. Questi 2 eventi di fosforilazione  verranno rilevati da anticorpi specifici contro il fosfopeptide delle 2 proteine.

Feinstein sulla Droxidopa e la lotta alle malattie neurodegenerative Douglas Feinstein (Illinois, Chicago) ha presentato uno studio dei trattamenti noradrenergici per le malattie neurodegenerative. Le cellule gliali vengono attivate producendo neurotossine, che inducono danni neuronali e un'infiltrazione leucocitaria nel SNC. La noradrenalina disciplina le risposte infiammatorie gliali, esercita effetti neuroprotettivi e aiuta a mantenere l'integrit� della barriera emato-encefalica (BEE). Una cattiva regolazione della segnalazione della noradrenalina potrebbe inasprire la malattia. Le presunte riduzioni della noradrenalina aumentano le risposte infiammatorie, il peso dell'amiloide ed i fattori neurotropici.

La noradrenalina � prodotta principalmente nel locus coeruleus (LC). Questa parte del cervello � danneggiata nel morbo di Alzheimer e nel Parkinsonismo. La perdita del LC � correlata con  con la  placca e i numerosi grovigli. La domanda � stata: "aumentando la noradrenalina nel SNC, migliorerebbero le cose?" Il farmaco Droxidopa � un precursore della noradrenalina. Questo farmaco � alla fase 3 delle prove per l'ipotensione ortostatica neurogena. Nei topi il farmaco porta al miglioramento delle placche e dell'apprendimento. Questo farmaco usato per la SM e per la encefalomielite autoimmune sperimentale (EAE) ha mostrato una stabilizzazione rispetto agli studi controllati. Questa prova indica che il LC � notevolmente danneggiato nella SM e nella EAE.

Le terapie dirette con noradrenalina forse necessitano di essere considerate anche se c'� un disturbo del LC nella CFS.

Ganea sul VIP - Doina Ganea (Philadelphia, USA) ha parlato del Peptide Vasoattivo Intestinale Peptide (VIP) � un immunomodulatore endogeno ed esogeno. Il VIP abbassa la risposta immunitaria innata inibendo il rilascio di citochine pro-infiammatorie, di chemochine e di ossido nitrico attraverso i macrofagi, la microglia e le cellule dendritiche attivati. Colpisce anche la risposta immunitaria adattiva, riducendo la capacit� co-stimolatoria dell'antigene presente nelle cellule e inducendo  risposte di tipo Th2. Aveva osservato diverse malattie come l'artrite indotta da collagene e l'encefalomielite autoimmune. Aveva utilizzato cellule dendritiche generate in presenza del VIP/PACAP come agenti  immunomodulatori, con risultati positivi.

Carson sulla CCL21 e le patologie immuni  correlate al SNC - Monica Carson (California, USA) aveva studiato la manifestazione della chemochina classica CCL21 nel SNC. Questa � un fattore predisponente per l'auto-immunit� a causa della proliferazione  indotta della pre-attivazione. Questo favorisce pertanto la malattia infiammatoria cronica e l'auto-immunit�. Il lavoro sperimentale � stato fatto utilizzando i topi. I dati risultanti indicano che la manifestazione della CCL21 nel SNC contribuiscono all'interporsi  delle cellule T nella patologia del SNC. Ci� potrebbe verificarsi tramite l'adescamento omeostatico delle cellule CD4 + T  fuori dal SNC e la migrazione delle cellule CD4 + T nel sito parenchimale  dopo l'infezione con organismi quali il toxoplasma.

Staines sui Neuropeptidi  Vaso-attivi - Donald Staines (Gold Coast, Australia) ha concluso il convegno con una presentazione rivolta ai nuovi trattamenti per la CFS. Egli ha considerato se le auto-immunit�  incidono sui neuropeptidi vaso-attivi ci� suggeriscano una patogenesi. La ME/CFS pu� essere associata all'auto-immunit� che agisce sul  funzionamento dei  neuropeptidi vaso-attivi, come il VIP e il PACAP (peptide d'attivazione del cyclase pituitario dell'adenilato). La segnalazione di sconvolgimenti  del  cyclase dell'adenilato (AC) e nel  funzionamento del cAMP, probabilmente coinvolgendo la tossicit� dell'ATP, pu� essere una caratteristica dell' auto-immunit� VN.

I recettori purinergici come l'ATP regolamentano negativamente l'AC. Staines ha illustrato alcuni principi biochimici di base per chiarire le cose; l'AC amplifica in ingresso i segnali intracellulari; il PACAP � un co-trasmettitore dell'acetilcolina; l'AC � coinvolto nel potenziamento a lungo termine e nel miglioramento del mantenimento dell'attivit� neuronale. La sinergia del VIP/PACAP  � coinvolta nel potenziamento del pompaggio cardiaco, nella funzione anti-apoptosi, nel controllo dell'insulinae del cAMP, nel regolamento dell'ipossia e nel metabolismo del glutammato. La segnalazione purinergica � coinvolta nel dolore centrale mediale (dolore neuropatico).

Egli poi ha descritto alcune possibilit� di probabili trattamenti basati su questi principi. Questi includevano i recettori del segnale purigenico, imitativi/analoghi al VIP/PACAP, inibitori della fosfodiesterasi: come per esempio il Rolipram (tossico), l'Ibudilast, il Roflumilast; i depletori delle cellule B (il Rituximab); le chondroitinase; i liposomi VIP e gli agenti lentivirus. Alcuni di questi potrebbero essere considerati per le sperimentazioni cliniche.


Traduzione di Silvia Renghi (texas.translation@email.it).
Attenzione. La traduzione, non essendo stata redatta da professionisti con conoscenza di termini medici nella lingua di partenza/destinazione, potrebbe contenere imprecisioni o errori.

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8 ottobre 2010 

AGENAS SI INTERESSA ALLA CFS

L�Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (www.agenas.it) di Roma, nell�ambito delle sue attivit�, si sta occupando di un�iniziativa nazionale, coordinata dall�Istituto Superiore di Sanit�, all�interno del Progetto strategico sulla salute della donna e la medicina di genere. In particolare � stata creata una unit� operativa che si occuper� dell�elaborazione di linee guida su "Genere e sindrome da stanchezza cronica", volte al miglioramento della salute femminile.

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25-26 settembre 2010

Convegno Internazionale sulla CFS/ME "La CFS/ME nel XXI Secolo - ricerca di indicatori diagnostici ed opportunit� terapeutiche - Dortmund - Germania 


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Settembre 2010

STUDIO LO/ALTER PUBBLICATO SU PNAS: TROVATI VIRUS COLLEGATI ALL�MLV NEL SANGUE DEI PAZIENTI CON CFS/ME
DI Giada Da Ros, presidente della CFS Associazione Italiana di Aviano (PN)


Lo scorso 23 agosto sono stati pubblicati su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) i risultati di uno studio molto atteso, noto come lo studio Lo/Alter, dal nome di due dei ricercatori del gruppo che lo ha condotto, che fa capo alla Food and Drug Administration (FDA) cio� la Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali, i National Institutes of Health (NIH), ovvero l�Istituto Superiore di Sanit� americano,  e la Harvard Medical School (HMS), la facolt� di medicina di Harvard: Shyh-Ching Lo (FDA), Natalia Pripuzova (FDA), Bingjie Li (FDA), Anthony L. Komaroff (HMS), Guo-Chiuan Hung (FDA), Richard Wang (NIH), Harvey J. Alter (NIH). L�articolo, intitolato �Detection of MLV-related virus gene sequences in blood of patients with chronic fatigue syndrome and healthy blood donors.�, � disponibile online.

Il risultato, che ha subito fatto il giro del mondo ed � stato ripreso da numerose testate giornalistiche, � stato che 32 su 37 pazienti con la CFS/ME (l�86,5%) che sono stati testati sono risultati positivi alle sequenze dei virus collegati al virus della leucemia murina (MLV), contro 3 su 44 dei donatori di sangue sani (il 6,8%). Questi risultati supportano lo studio pubblicato su Science lo scorso ottobre relativo all�XMRV, su cui cominciava a nutrirsi qualche sospetto, visto che quattro studi successivi non erano riusciti a trovare un collegamento fra il citato retrovirus e la CFS/ME. Sebbene in questo nuovo studio non sia stato trovato l�XMRV, � stata tuttavia confermata la presenza di un gruppo di virus geneticamente molto simile, e questo secondo gli esperti rappresenta un grande passo in avanti.

Le sequenze collegate all�MLV corrispondono alle sequenze dell�MLV politropico, non xenotropico (come era nel caso dell�XMRV). Ora �identificare le precise origini di questi agenti collegati all�MLV trovati negli esseri umani e identificare come entrambi siano collegati � di fondamentale importanza per chiarire la fonte e l�epidemiologia dell�infezione e, alla fine, il potenziale ruolo nella malattia�, secondo quanto viene messo nero su bianco nel commentario uscito insieme all�articolo. Il dottor Alter nota come non � affatto provato che un retrovirus causi la CFS. Questa potrebbe essere il risultato di sottostanti problemi del sistema immunitario. Intanto, come si � letto anche sul New York Times e sul Corriere della Sera, alcuni pazienti con la CFS/ME stanno utilizzando i trattamenti previsti per l�HIV. E la dottoressa Mikovits, direttore di ricerca del Whittemore Peterson Institute che aveva collaborato alla scoperta dell�XMRV,  spera di organizzare dei trial clinici per la fine dell�anno, cosa che potrebbe portare ad una risposta definitiva sul retrovirus come possibile causa della malattia e delle indicazioni sui possibili trattamenti.

L�articolo di PNAS era stato presentato per la pubblicazione ancora in maggio. A luglio per� i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), cio� i Centri di Controllo e Prevenzione delle Malattie, hanno pubblicato su �Retrovirology� un altro studio, in cui nei pazienti con la CFS/ME non si rinveniva nessun XMRV, n� alcun virus collegato all�MLV. Per questa ragione i redattori di PNAS hanno conseguentemente deciso di ritardare la pubblicazione dell�articolo per ulteriori verifiche di accuratezza. Questo ha provocato un�immediata reazione da parte delle associazioni e dei pazienti, allarmati che le informazioni venissero fatte sparire. La storia della CFS/ME � piena di situazioni poco chiare che giustificavano una simile preoccupazione. LA CNN ha pubblicato online un articolo con un video preparato dal Whittemore Peterson Institute in cui si chiedeva che venissero resi pubblici i risultati. Si temeva che ragioni �politiche� avessero la meglio sulle ragioni scientifiche. Il dottor Alter stesso, consapevole dell�interesse suscitato dallo studio, si � dichiarato dispiaciuto della difficile situazione, ma ha ritenuto che non potessero rivolgersi direttamente alla comunit� dei pazienti, per rassicurarli, finch� i dati non fossero stati pubblicati. L�impegno da parte degli interessati � quello di standardizzare i procedimenti, in modo da non incorrere pi� in situazioni di questo tipo.

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23 agosto 2010 

In un articolo scientifico pubblicato sulla rivista americana Newsweek, la Sindrome da Stanchezza Cronica (CFS) compare tra le malattie pi� difficili da diagnosticare 

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23 agosto 2010

I National Institutes of Health degli Stati Uniti durante una conferenza stampa internazionale annunciano la loro pubblicazione scientifica realizzata in collaborazione con i ricercatori del Food and Drug Administration e della  Harvard Medical School (vedi testo).  Lo studio confermerebbe la correlazione  tra la Sindrome da Stanchezza Cronica (CFS) e la presenza di alcuni virus del gruppo Virus Murine Leucemia Retrovirus (MLV) nel sangue di 32 pazienti su un totale di 37 pazienti testati. Il virus Xenobiotic Murine Retrovirus (XMRV) rappresenta infatti una delle molte varianti della famiglia dei retrovirus MLV e quindi, i risultati di questa ricerca, supporterebbero la teoria dei ricercatori del Whittemore Peterson Institute  (WPI) degli Stati Uniti che era stata pubblicata lo scorso ottobre sulla rivista scientifica Science. Lo studio e' fondamentale per la definizione di markers diagnostici futuri.


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29 luglio 2010 

Risposta del Ministro della Salute Prof. Ferruccio Fazio  all'interrogazione parlamentare n. 4-05920 sul riconoscimento della Sindrome da Stanchezza Cronica - CFS, Sensibilit� Chimica Multipla -MCS e Fibromialgia.


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24 luglio 2010 

Risposta da parte del Ministero della Salute (leggi)  alla nostra richiesta di riconoscimento della CFS in Italia.


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24 giugno 2010


Questionario anonimo per  i pazienti  malati di CFS  (Sindrome da Stanchezza Cronica) per raccogliere informazioni  e testimonianze relative alla patologia (vedi allegato).


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22 giugno 2010 

LETTERA  DA PARTE DELLA NOSTRA ASSOCIAZIONE AL MINISTRO DELLA SALUTE FAZIO
Aviano, 22 giugno  2010

 
Onorevole Ministro Ferruccio Fazio
Ministero della Sanit�
V.le dell�Industria, 20
00144 ROMA
 
OGGETTO: Sindrome da Fatica Cronica - Chronic Fatigue Syndrome (CFS)
 
On. Ministro,
 
la CFS - Associazione Italiana di Aviano (PN), i medici  che diagnosticano la CFS in Italia, i firmatari di questa lettera e soprattutto gli ammalati, desiderano sottoporre alla Sua attenzione alcuni dati sulla Sindrome da Fatica Cronica (Chronic Fatigue Syndrome � CFS, talvolta indicata anche come CFS/ME � Sindrome da Fatica Cronica/Encefalomielite Mialgica),  una malattia seria e invalidante che in Italia � stata inserita nell�edizione della �Clinical Evidence 2002-2003�,  ma che purtroppo non � stata ancora inclusa tra le malattie pienamente riconosciute da parte del Ministero della Sanit�.

La  Sindrome da Fatica Cronica (CFS) � una patologia per la quale i Centers for Disease Control (CDC) di Atlanta hanno emesso una definizione sulla base di un lavoro di un gruppo di studio internazionale (Fukuda e coll., Annals of Internal Medicine 1994; 121: 953-959) e per la quale i National Institutes of Health statunitensi hanno edito una pubblicazione medico-scientifica rivolta ai medici, per migliorare la loro informazione su questa patologia. Nella nuova definizione dei CDC di Atlanta, un caso di Sindrome da Fatica Cronica � definito dalla presenza delle seguenti condizioni: una fatica cronica persistente per almeno sei mesi, che non � alleviata dal riposo, che si esacerba con piccoli sforzi, e che provoca una sostanziale riduzione dei livelli precedenti  delle attivit� occupazionali, sociali o personali ed inoltre devono essere presenti quattro o pi� dei seguenti sintomi, anche questi presenti per almeno sei mesi: disturbi della memoria e della concentrazione severi, faringite, dolori delle ghiandole linfonodali cervicali e ascellari, dolori muscolari e delle articolazioni senza infiammazione o rigonfiamento delle stesse, cefalea, sonno non ristoratore, debolezza post esercizio fisico. 
 
Tutte le informazioni sulla sintomatologia e l'approccio diagnostico si possono trovare nelle linee guida canadesi   http://www.cfsitalia.it/Documenti/Italian_ME_Overview_A4_2008.pdf , linee guida seguite anche dalla ESME (la European Society for ME, un Think Tank europeo che raccoglie i migliori scienziati dei campi rilavanti per discutere le attuali conoscenze della CFS/ME e promuovere iniziative legate alla malattia: http://www.esme-eu.com/) in cui l�Italia � rappresentata dal dottor Tirelli.

 Sono ormai trascorsi molti anni da quando il Dr. Donato Greco aveva coordinato sotto l�egida  dell'Istituto Superiore di Sanit� uno studio conoscitivo sulla CFS/ME in Italia che aveva coinvolto vari centri di riferimento nazionali, tra i quali il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (C.R.O.), l'Ospedale Santissima Annunziata di Chieti, il Policlinico Umberto I di Roma, ed il San Raffaele di Milano. Questo studio aveva dimostrato  l�effettiva esistenza in Italia di questa patologia secondo i criteri dei CDC di Atlanta. Infatti, la CFS � conosciuta gi� da molti anni e si registrano casi in tutto il mondo tanto che l�Organizzazione Mondiale della Sanit� cataloga la patologia gi� da tempo (codice ICD 10 G93.3).

Dati scientifici sugli aspetti clinici, immunologici e radiologici  della CFS sono stati raccolti dal  gruppo dal Centro di Riferimento Oncologico (C.R.O.) di Aviano e pubblicati  sugli Archives of Internal Medicine (U Tirelli et al., 153, Jan 11, 1993, 116-120),  sullo Scandinavian Journal of Immunology (U Tirelli et al., 40, 601-608, 1994) e sull�American Journal of Medicine (U Tirelli et al., 105 (3A) 54S-58S, 1998).   Diversi gruppi di ricerca nel mondo hanno avviato ricerche sulla CFS con l'obiettivo di  identificare difetti genetici, cause ambientali, marcatori diagnostici di patologia. Da queste ricerche non sono ancora emersi risultati chiari tuttavia si sono delineate alcune linee di interesse che riguardano associazione tra varianti genetiche e risposte anomale ad agenti ambientali. Uno dei problemi maggiori � dato dalla scarsa conoscenza della patologia e dalla grande eterogeneit� dei pazienti. Lo scorso ottobre 2009,  sulla prestigiosa rivista Science � stato pubblicato un lavoro che ipotizzava un possibile collegamento tra CFS/ME con la presenza di un retrovirus xenotropico di origine murina (Xenotropic Murine leukemia virus-Related Virus, XMRV). L�associazione con il virus XMRV non � stata per� confermata. Non � la prima volta che la CFS viene associata con una infezione virale, tanto � vero che la  patologia � stata anche definita fatica post virale. Tra gli agenti virali segnalati gli Herpes virus sono universalmente sospettati per la grande diffusione e per la frequente riattivazione osservata nei pazienti (specialmente il virus EB, cytomegalovirus and HHV-6), ma anche gli enterovirus (poliovirus, coxackie, echovirus), il virus parainfluenzale PIV5, il parvovirus b19, vari retrovirus (es. HTLV-2, spumavirus) sono stati associati alla CFS. Attivit� retrovirali nei pazienti con CFS sono stati descritti da Holmes fin dal 1986.
La CFS � una patologia con caratteristiche simil-influenzali che limita la qualit� della vita, le capacit� di lavorare, le possibilit� relazionali, che viene difficilmente diagnosticata e trattata in modo non corretto, situazione che genera sfiducia del paziente nei confronti della istituzioni sanitarie incapaci di raccoglierne i bisogni.

Varie associazioni in tutto il mondo (3 in Italia) sono impegnate nel promuovere la ricerca sulla patologia e nella sensibilizzazione degli operatori sanitari e dell�opinione pubblica. Il fine ultimo � quello di ottenere un riconoscimento dello stato di malattia, attenzione da parte del servizio sanitario,  prevenire i danni provocati da interventi terapeutici errati. accade spesso infatti che la patologia venga confusa con altre patologie, particolarmente le patologie psichiatriche a causa dello  stato di depressione e di frustrazione dei pazienti colpiti da uno stato di prostrazione fisica apparentemente senza ragione e senza speranze di risoluzione.
Nessun malato di CFS/ME � depresso, tutti hanno una gran voglia di fare e di guarire, non � una malattia della psiche, semmai la psiche, dopo l'insorgere della malattia e in particolare dopo lunghi periodi di convivenza con questa, pu� essere messa a dura prova: i sintomi costringono, infatti, spesso la persona a una vita pi� simile a quella di un vegetale e all�isolamento sociale rubando la possibilit� di immaginare o poter costruire un qualsiasi futuro. Il malato di CFS/ME viene limitato in tutte le sue facolt� di agire, ed � perci� completamente in balia del mondo che lo circonda: inizia a sentirsi male e non sa perch�; contatta il suo medico di base e questi non capisce, consulta i pi� diversi specialisti, e spesso finisce per essere indirizzato verso la strada della possibile diagnosi psichica; si abbandonano lo studio, le precedenti passioni e  le possibilit� formative a cui si era pensato; molti sono costretti a lasciare il lavoro; anche i familiari spesso stentano a capire e comprendere. La visione del futuro si annebbia e ogni giorno si muore un po� ma non si sa di che cosa se non si ha la possibilit� di arrivare in uno dei centri che diagnosticano la CFS/ME, attraverso l'esclusione di altre patologie che ne potrebbero essere la causa (oncologiche, infettive, endocrine, reumatologiche etc.).
 
In Italia le interrogazioni parlamentari sulla CFS/ME risalgono almeno al 1998. Ricordiamo quella dell�On. Giorgetti (1998) e quella  dell�On. Ruzzante (2004) per evidenziare come l�ultima risposta del 2004, del sottosegretario On. A. Guidi, sia incredibilmente simile a quella del 1998: ha lasciato, nei fatti, trascorrere inutilmente 8 anni di sofferenze senza che lo Stato si prendesse cura dei malati italiani di CFS/ME.  E� difficile con questi sintomi avere la forza di protestare, di farsi sentire, di comunicare la propria disperazione. I medici che hanno a che fare con questa patologia denunciano una disabilit� comparabile ad altre condizioni mediche affaticanti, come l'AIDS all'ultimo stadio, il lupus, l'artrite reumatoide, la malattia polmonare ostruttiva. La CFS/ME ha effetto sullo stato funzionale della persona e sul suo benessere pi� di patologie mediche maggiori come la sclerosi multipla, l'insufficienza cardiaca o il diabete mellito di tipo 2. Eppure spesso i pazienti si ritrovano addirittura derisi e sono ignorati dal Ministero della Sanit�. Il ruolo delle Associazioni  � molto importante per la diffusione delle informazioni su questa patologia ed � di estremo aiuto ai pazienti con CFS/ME che non sanno spesso a chi rivolgersi.

Ci � stata riferita notizia che Lei gi� � al corrente della gravit� della patologia e che sarebbe intenzionato a procedere conseguentemente. Ci auguriamo sia vero, e, se � vero, attendiamo un impegno formale da parte Sua. Siamo consapevoli che in mancanza di un marker diagnostico per la malattia non � ragionevole aspettarsi sostegni economici di invalidit�, che pure la gravit� della malattia pretenderebbe. Ci� nondimeno riteniamo che sia doveroso da parte nostra farle pressione perch� Lei agisca, e celermente: per chi versa in gravi situazioni di salute poco importa che la scienza non sia ancora in grado di spiegare la propria condizione, anzi, semmai i malati hanno anche pi� bisogno di un riconoscimento da parte dello Stato.
 
Gi� online, molti pazienti e persone sensibili alla causa si sono mobilitate a firmare una petizione perch� lo Stato Italiano riconosca la CFS/ME come malattia cronica e invalidante, cos� come gi� fa l'Organizzazione Mondiale della Sanit�: http://www.firmiamo.it/sindrome-da-stanchezza-cronica-cfs.
Con questa lettera la CFS Associazione Italiana chiede: 
 
-    la codifica e tabellazione della CFS da pare dell�Istituto Superiore di Sanit� anche in Italia;
-     l�inserimento della CFS fra le patologie croniche e invalidanti;
-     la promozione di una informazione capillare della comunit� medico-scientifica attraverso gli Ordini dei Medici o altri canali del Sistema Sanitario Nazionale sull'esistenza della CFS e sulla relativa diagnostica (anche attraverso il patrocinio di simposi e conferenze).

Rimaniamo a disposizione, nel sollecitarla a procederle celermente la ringraziamo anticipatamente per tutto quello che riuscir� a fare e le auguriamo buon lavoro.

Distinti saluti,

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Giada Da Ros      
Presidente 
C.F.S. ASSOCIAZIONE ITALIANA - Aviano  


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Prof.Umberto Tirelli
Direttore  Dipartimento di Oncologia Medica
Primario Divisione di Oncologia Medica
Istituto Nazionale Tumori di Aviano (PN)

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28 aprile 2010 

Esce il libreria un libro-testimonianza sula patologia: Pelletta R. STANCHI SI DIVENTA Manuale di sopravvivenza alla C.F.S. o Sindrome da Affaticamento Cronico - Seneca Edizioni, 2010


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 8 aprile 2010 


Risposta da parte della CFS Associazione di Aviano e del Prof. Umberto Tirelli all'insrimento della CFS/ME nel DSM (leggi)

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6 aprile 2010

LETTERA DELLA NOSTRA PRESIDENTE, GIADA DA ROS, PERCH� NON VENGA INCLUSA LA CFS/ME NEL DSM-5
Versione inglese:

DSM-5 Task Force
American Psychiatric Association
1000 Wilson Boulevard Suite 1825 Arlington, VA 22209
USA

 
Members of the DSM-5 Task Force,

On behalf of the CFS Associazione Italiana - CFS Italian Association of Aviano (Pordenone, Italy), I want to join the International Association for Chronic Fatigue Syndrome (IACFS/ME) in the content of their letter and their deep concern about the possible reclassification of CFS as a somatoform disorder in DSM-5, either as a stand alone psychiatric disorder or as a subcategory under the umbrella-diagnosis of Complex Somatic Symptom Disorder (CSSD). As pointed out by the President of the IACFS/ME it �would not be reasonable based upon the body of scientific evidence and the current understanding of this disease� - CFS/ME, as it is understood by the medical community and explained by the related literature is a multi-system physiological disorder - and we, too, believe it would be counterproductive both for the sufferers and for the physicians who try to effectively care for their patients.

Many of our members have been treated from a psychiatric point of view and most often than not the effects on their lives have been devastating, with no positive results whatsoever, and this not just according to them, but according to the professionals who were treating them. The psychiatric treatment added insult to injury and worsened their condition. As already clearly stated by the IACFS/ME, CFS/ME is not clinical anxiety or depression, nor should it be classified as CSSD: there are somatic symptoms (criterion A) and there is chronicity (criterion C) but there are certainly not �misattributions� nor �excessive concern or preoccupation with symptoms and illness� (criterion B) in patients with CFS/ME, though in the absence of available objective clinical tests, CFS patients may also meet criterion B-4 (Belief in the medical seriousness of their symptoms despite evidence to the contrary). To this regard we concur with the CFIDS Association of America when it states that  �as drafted, the criteria for CSSD establish a �Catch-22� paradox in which six months or more of a single or multiple somatic symptoms � surely a distressing situation for a previously active individual � is classified as a mental disorder if the individual becomes �excessively� concerned about his or her health. Without establishing what �normal� behavior in response to the sustained loss of physical health and function would be and in the absence of an objective measure of what would constitute excessiveness, the creation of this category poses almost certain risk to patients without providing any offsetting improvement in diagnostic clarity or targeted treatment.� We see the need to work (with research and studies) to better the ability of medicine to collect the appropriate evidence, not to make patients change their minds on the seriousness of their symptoms. 
The risk here is also to exchange cause and  effects. Patients do not have a psychiatric condition that manifests itself in somatoform symptoms, and to make such a statement, let alone giving it recognition within the DSM-5, would be ruinous to a proper medical diagnosis and treatment. What is true is that the symptoms of the disease are so intense and prolonged that they could also cause psychological effects for which often the patients would benefit from psychological support: debilitating physical and cognitive symptoms, isolation due to the disease, lack of understanding and needing to defend themselves against accusations of malingering or of having everything �all in their head�, being blamed for their condition, losing the trust of people around them, having to abandon their former lifestyles, not being able to trust in their future� these are true effects with which patients have to deal, a big toll that needs to be addressed by the caregivers. If these effects are framed as a cause, we believe that would not be possible.

We think you should also be concerned about your own scientific integrity. The history of the DSM regarding other situations shows that it�s not immune to regrettable mistakes, based on lack of understanding and knowledge. CFS/ME is a disease that has an unfortunate past of misunderstanding and bureaucratic abuse. It is a complicated medical puzzle that dedicated physicians are trying to solve and whose scientific effort has been hindered by narrow-mindedness, in the past. After decades, the wave is starting to change direction and we have assisted to many breakthroughs and to the accumulation of clinical evidence that simply cannot be ignored. Researchers even hypothesize that we might have a biomaker in a year or two, if not a cure. In front of all the evidence that researchers better than us can explain to you, and that it is still being evaluated and studied, we believe that making the self-assured statement that CFS/ME is a psychiatric condition is not only arrogant, but unconscionable. You should learn from your own past.

In conclusion, we urge you not to include CFS/ME in the DSM-5, for it is not necessary, harmful and not scientifically sound, on the basis of the medical knowledge that we have.


Thank you for your attention.

Sincerely,

Giada Da Ros
President
CFS Associazione Italiana

http://www.salutemed.it/cfs/


Versione tradotta in italiano (da parte di Giada stessa):

DSM-5 Task Force
American Psychiatric Association
1000 Wilson Boulevard Suite 1825 Arlington, VA 22209
USA


Membri della Task Force per il DSM-5,

A nome della CFS Associazione Italiana di Aviano (Pordenone, Italia), mi unisco alla Associazione Internazionale per la Sindrome da Fatica Cronica (IACFS/ME) nel contenuto della sua lettera e nella sua profonda preoccupazione riguardo alla possibile ri-classificazione della CFS come disturbo somatoforme nel DSM-5, sia come disturbo psichiatrico a se stante che some subcategoria sotto la diagnosi-ombrello di Disturbo dai Sintomi Somatici Complessi (CSSD). Come � stato fatto notare dal presidente della IACFS/ME �non sarebbe ragionevole sulla base del corpo di prove scientifiche e della corrente comprensione di questa malattia� � la CFS/ME, come � compresa dalla comunit� medica e spiegata dalla relativa letteratura, � un disturbo fisiologico multisistemico � e pure noi crediamo che sarebbe controproducente sia per coloro che soffrono che per i medici che cercano di curare in modo efficace i propri pazienti.

Molti dei nostri membri sono stati trattati da un punto di vista psichiatrico e pi� spesso che no gli effetti sulle loro vite sono stati devastati, con nessun effetto positivo di alcun tipo, e questo non solo secondo loro, ma secondo i professionisti che li stavano trattando. Il trattamento psichiatrico � stato oltre al danno la beffa e ha peggiorato la loro condizione. Come gi� chiaramente dichiarato dalla IACFS/ME, la CFS/ME non � ansia o depressione, n� dovrebbe essere classificata come CSSD: ci sono sintomi somatici (criterio A) e c�� cronicit� (criterio C), ma non ci sono sicuramente �errate attribuzioni� n� �eccessiva apprensione o preoccupazione sui sintomi e la malattia� (criterio B) nei pazienti con la CFS/ME, sebbene in assenza di obiettivi test clinici a disposizione, i pazienti con la CFS possano anche rispondere al criterio B-4 (Credere nella seriet� medica dei propri sintomi nonostante la prova del contrario). A questo proposito concorriamo con la CFIDS Association of America quando dichiara che �cos� come redatti, i criteri per il CSSD istituiscono un paradosso alla �Comma-22� in cui sei mesi o pi� di un singolo o di multipli sintomi somatici � di certo una situazione sconvolgente per un individuo in precedenza attivo � sono classificati come disturbo mentale se l�individuo diventa �eccessivamente� preoccupato riguardo alla propria salute. Senza stabilire quale sarebbe un comportamento �normale� in risposta alla prolungata perdita di salute fisica e funzionalit� e in assenza di una misura oggettiva di quello che costituirebbe eccessivit�, la creazione di questa categoria pone quasi certamente un rischio per i pazienti senza offrire nessun compensatorio miglioramento in chiarezza diagnostica o trattamento mirato�. Noi vediamo la necessit� di lavorare (con ricerche e studi) per migliorare la capacit� della medicina di acquisire le prove adeguate, non  per far cambiare idea al paziente sulla seriet� dei sintomi.   

Il rischio qui � anche quello di scambiare la causa con gli effetti. I pazienti non hanno una patologia psichiatrica che si manifesta in sintomi somatoformi, e fare una simile dichiarazione, e tanto pi� darvi riconoscimento all�interno del DSM-5, sarebbe rovinoso per una appropriata diagnosi medica e trattamento. Quello che � vero � che i sintomi della malattia sono cos� intensi e prolungati che potrebbero anche causare degli effetti psicologici per cui spesso i pazienti beneficerebbero di un supporto psicologico: debilitanti sintomi fisici e cognitivi, isolamento dovuto alla malattia, mancanza di comprensione e necessit� di difendersi contro le accuse di fingere o di avere tutto �nella propria testa�, venir colpevolizzati per la propria condizione, perdere la fiducia delle persone intorno a s�, dover abbandonare il proprio precedente stile di vita, non essere in grado di credere nel proprio futuro� questi sono veri effetti che i pazienti devono affrontare, un grande costo psicologico che c�� bisogno che venga affrontato da coloro che si prendono cura degli ammalati. Se questi effetti venissero formulati come causa, crediamo che questo non sarebbe possibile.

Pensiamo che dovreste essere preoccupati anche riguardo alla vostra integrit� scientifica. La storia del DSM riguardo ad altre situazioni mostra che non � immune da deplorevoli errori, basati sulla mancanza di comprensione e di conoscenza. La CFS/ME � una malattia che ha uno sfortunato passato di incomprensione e abuso burocratico. � un puzzle medico complicato che dedicati medici stanno cercando di risolvere e il cui sforzo scientifico � stato ostacolato dalla ristrettezza di vedute, in passato. Dopo decadi, l�onda sta cominciando a cambiare direzione e abbiamo assistito a molte scoperte e all�accumulo di prove cliniche che semplicemente non possono essere ignorate. I ricercatori hanno ipotizzato che potremmo avere un marker biologico in un anno o due, se non una cura. Di fronte a tutte le prove, che i ricercatori meglio di noi possono spiegarvi, e che ancora vengono valutate e studiate, crediamo che fare una dichiarazione sicura di s� che la CFS/ME sia una patologia psichiatrica sia non solo arrogante, ma incosciente. Dovreste imparare dal vostro stesso passato.

In conclusione, vi esortiamo a non includere la CFS/ME nel DSM-5, dal momento che non � necessario, � dannoso e non � scientificamente sensato, sulla base delle conoscenze mediche che abbiamo.

Grazie per la vostra attenzione.

Distinti saluti,
 

Giada Da Ros
Presidente
CFS Associazione Italiana

http://www.salutemed.it/cfs/

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5 aprile 2010

LA IACFS/ME: NO ALL�INSERIMENTO DELLA CFS/ME NEL DSM-5
Di Giada Da Ros, presidente della CFS Associazione Italiana di Aviano (PN)

La IACFS/ME, ovvero l�Associazione Internazionale per la Sindrome da Fatica Cronica/Encefalomielite Mialgica, ha allertato la comunit� della CFS/ME rispetto all�intenzione di inserire la malattia all�interno del DSM-5, che dovrebbe uscire nel 2013, curato da una Task Force della Associazione Psichiatrica Americana.

IL DSM � il manuale di classificazione delle malattie psichiatriche che contiene l�elenco e i criteri per le diagnosi. Il manuale di cui ora dovrebbe uscire questa nuova edizione � un punto di riferimento internazionale (per tutti, non solo per gli americani cio�) per psichiatri (ovvero medici con una specializzazione in psichiatria), psicologi (ovvero laureati in psicologia con una abilitazione alla professione) e psicoterapeuti (ovvero psicologi o medici con una specializzazione quadriennale, poi abilitati alla professione di psicoterapeuta). Vi � da rilevare che sebbene la pubblicazione abbia una considerazione di prestigio, ci sono scuole di pensiero psicologico che negano validit� scientifica a questo strumento, sulla base di fondate argomentazioni epistemologiche, e ne criticano l�utilizzo, ritenuto dannoso.

La IACFS/ME ha scritto una lettera alla Task Force per la realizzazione del DSM-5, che riportiamo qui tradotta, che spiega perch� non ritengono opportuno inserire la CFS/ME nel DSM-5 (25 marzo 2010). Inoltre spingono con vigore a inviare i propri commenti contro questa possibilit� che, in modo condivisibile, ritengono disturbante. Le lettere scritte dai professionisti del settore (ricercatori, clinici, educatori) sono quelle che avranno la maggiore influenza e devono essere fatte pervenire entro il 20 aprile.

Fred Friedberg, PhD, Presidente della IASCFS/ME
 
Lettera alla Task Force per il DSM-5:
A nome del consiglio di amministrazione e dei membri della International Association for Chronic Fatigue Syndrome � Associazione Internazionale per la Sindrome da Fatica Cronica (IACSF/ME), vorrei esprimere la mia profonda preoccupazione riguardo alla possibilit� di re-classificare la CFS come disturbo somatoforme nel DSM-5. Sebbene la nuova categoria proposta di Disturbo dai Sintomi Somatici Complessi (CSSD) appaia ragionevole, siamo preoccupati che la CFS, una patologia medica complessa, diventi un sottotipo di CSSD o una distinta a s� stante diagnosi psichiatrica. Basiamo la nostra preoccupazione sui commenti del dottor Simon Wessely (Gruppo di Lavoro DSM-5; Settembre 6-8, 2006) che ha concluso che �dobbiamo accettare l�esistenza � di sindromi/sintomi somatici funzionali� [separati dalla depressione e dall�ansia] e rispettare l�integrit� di fibromialgia, sindrome dell�intestino irritabile, sindrome da fatica cronica, e le loro varianti culturali�. Questo commento suggerisce la possibilit� di una nuova diagnosi somatoforme del DSM-5 che classifica la CFS come una manifestazione o sottocategoria.
La posizione della IACSF/ME � che posizionare la CFS nella nuova categoria di CSSD non sarebbe ragionevole sulla base del corpo di prove scientifiche e la corrente comprensione di questa malattia.
La classificazione della CFS come disturbo psichiatrico nel DSM-5 ignora le prove biomediche che si stanno accumulando per porre le fondamenta della CFS nel dominio della immunologia, la virologia, la genetica e la neuroendocrinologia. Nel corso degli ultimi 25 anni, sono stati pubblicati 2000 studi sulla CFS valutati dai colleghi. I dati supportano una patologia multifattoriale caratterizzata da disturbi nella funzione dell�asse ipotalamico-pituitario, pathway antivirali sovra-regolati nel sistema immunitario, e anormalit� genetiche.  Diversamente da quanto accade con ansia clinica e depressione, le sostanze psicotrope sono generalmente inefficaci per la CFS e il consiglio medico standard di fare esercizio e riposare o riprendere le attivit� spesso porta a un peggioramento dei sintomi. In contrasto alla depressione clinica, la motivazione � molto meno colpita nella CFS e il desiderio di rimanere attivi rimane intatto. Inoltre, nell�espressione dei geni sono state recentemente trovate ampie differenze fra la CFS e la depressione endogena (Zhang et al., 2009).
Sebbene la ricerca biomedica per delucidare i meccanismi della CFS sia in fieri, le incertezze mediche che circondano la CFS non dovrebbero essere usate come giustificazione per classificarla come una malattia psichiatrica. Come dichiarato dal dottor Ricardo Araya: �L�assenza di una spiegazione medica [per una malattia] non dovrebbe conferire automaticamente una etichettatura psichiatrica (Settembre 6-8, 2006; Presentazione Somatica di Disturbi Mentali; Gruppo di Lavoro per il DSM-5)�.
Con rispetto al DSM-5, supportiamo il recente editoriale nel British Medical Journal del dottor Allen Francis (2010), presidente della task force del DSM-IV, che ha dichiarato che ogni nuova diagnosi del DSM dovrebbe essere basata su �una attenta analisi rischi-benefici che include� una considerazione di tutte le potenziali conseguenze non volute (p. 492)�. Le probabili conseguenze non volute di una diagnosi di CFS nel nuovo DSM sar� la aumentata stigmatizzazione o anche livelli perfino minori di riconoscimento da parte dei medici che danno le cure primarie e dalla comunit� medica in generale. Come risultato, crediamo che una tale azione sarebbe controproducente rispetto ai nostri continui sforzi di educare i medici rispetto alla valutazione e alla cura clinica di questi pazienti.
La IACFS/ME � una organizzazione di pi� di 500 professionisti biomedici e del comportamento la cui missione � promuovere, stimolare e coordinare lo scambio di idee collegate alla ricerca sulla CFS, alla cura dei pazienti e al trattamento. Supportiamo gli sforzi di pressione scientifica per maggiori fondi di ricerca. Supportiamo anche le iniziative di politica di salute pubblica per aumentare il riconoscimento e ridurre la stigmatizzazione che continua a piagare questi pazienti debilitati e sottoserviti da un punto di vista medico.
Grazie per la vostra attenzione.

Distinti saluti,

Fred Friedberg, PhD
Presidente
IACFS/ME
www.iacfsme.org
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11 marzo 2010 


Partecipazione  della CFS Associazione Italiana di Aviano  alla presentazione del IX Rapporto nazionale sulle politiche della cronicit� "Malattie croniche e diritti: zona ad accesso limitato", del Coordinamento nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici (CnAMC) di Cittadinanzattiva (Sala Capitolare del Senato della Repubblica � Roma) - Resoconto del IX Rapporto CnAMC  


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25 febbraio 2017

LA NOSTRA GUERRA DEL VIETNAM E' FINITA OGGI

E� un brano vecchio, e decisamente di parte (� un�opinione assolutamente personale), ma voglio metterlo un questa nota perch� ritengo che sai comunque significativo. E� un grido di gioia e un j�accuse di Hillary Johnson a ridosso della scoperta del collegamento da parte del Whittemore Peterson Institute di un collegamento fra il retrovirus e la CFS/ME. Hillary Johnson � una giornalista, nota soprattutto per il famoso libro sulla CFS  �Osler's Web: Inside the Labyrinth of the Chronic Fatigue Syndrome Epidemic�, che ha un suo blog dallo stesso ttolo, Osler�s Web appunto.

I diritti al pezzo di cui riportiamo una piccola parte tradotta sono riservati e non voglio in alcun modo violare questi diritti. La parte iniziale del post dell�8 ottobre nel suo blog � qui postata solo per coloro che non fossero in grado di comprenderla in inglese. Se in qualche modo questi diritti si ritenessero violati anche da una nota �casalinga� (non una pubblicazione), toglierei immediatamente il pezzo. Il motivo per cui ritengo  significativo postarlo, anche a distanza, � che racchiude in s� tutta la speranza e la frustrazione, quando non la disperazione, di ogni malato di CFS e sottolinea ancora di pi� la necessit� di ricerche accurate che arrivino una volta per tutte a una soluzione.

Giada Da Ros � presidente della CFS Associazione Italiana


LA NOSTRA GUERRA DEL VIETNAM E� FINITA OGGI. 
Copyright � 2009 di Hillary Johnson; tutti i diritti riservati.

8 ottobre 2009

La nostra Guerra del Vietman � finita. La nostra Guantanano si � chiusa. Il mondo si � capovolto. Ci � voluta una generazione umana, ma si � capovolto oggi.

Se sapete che cosa � accaduto questo pomeriggio, continuate a leggere. Se non lo sapete, ecco il link. Poi, se volete parlarne � se non siete troppo impegnati a piangere o a urlare o a chiamare il vostro migliore amico e a pregare il vostro Dio o semplicemente siete rimasti pietrificati � tornate qui.

Una nova � apparsa nella costellazione. Sapevamo che sarebbe apparsa un giorno � ma nel corso delle nostre vite? Molti di noi, avendo rinunciato a guarire, avevano semplicemente sperato che avremmo potuto vivere a sufficienza a lungo da capire la base scientifica nella nostra sofferenza. Migliaia, forse centinaia di migliaia, di noi non ce l�hanno fatta, o semplicemente hanno rinunciato. Fra il momento in cui la dottoressa Judy Mikovits del Wittemore Peterson Institute e i suoi collaboratori al National Cancer Institute e alla Cleveland Clinic hanno presentato il loro articolo a Science e oggi, sappiamo che almeno una donna, la cittadina britannica Pamela Weston, ha scelto il suicidio assistito piuttosto che continuare ad andare avanti; nella nota che si � lasciata dietro ha scritto che sperava che la sua scelta avrebbe, in qualche modo, spinto in avanti la ricerca medica nel Regno Unito. Avrebbe tenuto duro la Weston se avesse saputo dell�XMRV? Siamo addolorati per coloro che non hanno potuto aspettare, non hanno potuto tenere duro, a riconosciamo il loro coraggio. Per gli altri di noi, questo � un giorno da festeggiare.

Non sappiamo per certo che cosa capiter� in seguito. Sappiamo solo � dobbiamo capire ora � che una gran parte della nostra sofferenza � cessata.

Tutte quelle petizioni che abbiamo firmato nelle decine di migliaia lungo le decadi? Tutta la speranza che abbiamo legato a quelle petizioni, le nostre richieste di piet�? Sono solo state parte delle nostre sofferenze, parte del sentiero che dovevamo percorrere, come rifugiati, attraverso le nostre private zone di guerra. Solo noi sapevamo com�era.

Questa nova ridefinir� le relazioni fra le stelle. Le mappe degli astronomi vengono ridisegnate mentre scrivo questo. Dai medici che visitiamo, alle compagnie di assicurazioni che hanno controllato senza piet� il nostro accesso alle cure mediche e al sostegno per l�invalidit�, ai laboratori di ricerca, alle maggiori universit� e nei laboratori delle agenzie sanitarie federali � il cambiamento sta arrivando.

Pure una generazione di ciarlatani e di investigatori qualitativamente inferiori a quello che avrebbero dovuto essere � in ritirata. Lasciate che continuino a studiare la �sindrome da fatica cronica�.

I veri scienziati sono arrivati e studieranno la malattia neuro-immunitaria associata all�XMRV, anche conosciuta come XAND.

Il nome ideato ad Atlanta nel 1988 per essere sicuri che agli assicuratori delle invalidit� non venisse richiesto i pagare le polizze di invalidit� e perch� il pubblico capisse che la malattia era una nuova categoria di malattia mentale? Uno pu� immaginare, o semplicemente sperare, che la frase venga lanciata nello spazio profondo dove si pu� fantasticare che stia entrando nella banda della spazzatura terrestre che ruota intorno alla terra. Per mesi, il team al WPI ha giocherellato con i nomi. In momenti pi� leggeri, il loro favorito � diventato �ITVS� acronimo per �It�s the Virus, Stupid�, �E� il virus, Stupido�.

Grazie a voi Harvey e Annette Whittemore; grazie a te Daniel Peterson del Sierra Internal Medicine; grazie a voi Judy Mikovits e Francis e Sandy Ruscetti e ai vostri collaboratori al National Cancer Institute; grazie a Robert Silverman della Cleveland Clinic. Tutti quelli che qui conoscono l�immensa storia passata apprezzernno la profonda giustizia cosmica delle rivelazioni di oggi.

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Il post del blog ha continuato con vari attacchi: ai fallimenti biologici ed etici di tutti quelli che nel tempo ha dovuto trattare la CFS e la hanno sottovalutata; alla CFIDS of America rea di aver avuto un comportamento scorretto nel violare l�iniziale embargo scientifico con disprezzo di quello che � il protocollo, accusata di pensare solo al proprio tornaconto;  agli psichiatri o presunti tali che hanno associato la CFS con le cose pi� assurde compreso il rapimento dagli alieni. La sua opinione, solo la sua opinione.

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15 febbraio 2010


LA DOTTORESSA VERNON RAGIONA SUI RISULTATI PUBBLICATI DA �RETROVIROLOGY�.
DI Giada Da Ros, presidente della CFS Associazione Italiana di Aviano (PN)

Recentemente la rivista �Retrovirology� ha pubblicato un articolo che non trova alcun collegamento fra il retrovirus XMRV e la CFS/ME. � il secondo studio che arriva a questa conclusione, e mentre preparavamo la traduzione ne � arrivato anche un terzo pubblicato sul British Medical Journal e relativo a pazienti dei Paesi Bassi .

La dottoressa Suzanne D. Vernon, PhD, che ha ottenuto il dottorato in virologia dalla University of Wisconsin a Madison, ha lavorato del campo della ricerca sulla salute pubblica rispetto alle malattie infettive ai CDC di Atalnta ed � dal 2007 direttore scientifico della CFIDS Association of America, ha buttato gi� alcune riflessioni che trovate sotto tradotte. Nell�originale trovate anche i riferimenti bibliografici.
Secondo Studio Negativo Sull�XMRV: Ancnra in Cerca di uno Studio di Replicazione Corretto e Robusto.
 
Un secondo studio che ha cercato l�XMRV nella CFS ne � uscito a mani vuote. Il 15 Febbraio, 2010, autori del Regno Unito (UK), hanno pubblicato un articolo sulla rivista specializzata ad accesso libero Retrovirology intitolato �Assenza del virus xenotropico murino imparentato al virus della leucemia nei pazienti del Regno Unito con la sindrome da fatica cronica�. Questi investigatori hanno usato metodi quantitativi e sensibili per cercare l�XMRV nei campioni di sangue raccolti dai pazienti con la CFS, donatori di sangue sani e pazienti clinici con altre patologie. Hanno anche cercato anticorpi che potrebbero bloccare l�XMRV dall�infettare le cellule nella porzione liquida del sangue (siero e plasma) della CFS e dei controlli.
Prima di arrivare ai dettagli dell�articolo, guardiamo al gruppo che ha dato notizia di questi risultati. L�investigatore leader, il dottor Harriett CT Groom, e tre altri autori sono del dipartimento di virologia del Medical Research Council National Institute for Medical Research, l�equivalente dell�Istituto Superiore di Sanit� per gli Stati Uniti. Uno di questi investigatori, il dottor Jonathan Stoye, � stato il co-autore dell�editoriale in Science che accompagnava la notizia di Lombardi e gli altri che per la prima volta ha stabilito un�associazione fra XMRV e CFS. Il dottor Stoye � un retrovirologo noto in tutto il mondo. Quattro autori sono del gruppo della CFS alla St. George�s University di Londra, compreso il dottor Jonathan Kerr, meglio conosciuto per la sua ricerca che descrive gli aspetti genomici e infettivi della CFS. Il dottor Kerr � anche co-investigatore grazie alla borsa di ricerca del Whittemore Peterson Institute finanziata dell�Istituto Superiore di Sanit� (Americano). Due autori, incluso il dottor John Gow, sono della Caledonia University di Glasgow, in Scozia. Il dottor Gow ha un lunga documentata serie di pubblicazioni nella ricerca sulla CFS. Due altri autori vengono dal Barts e dal London National Health Service Trust e dal University College di Londra. Ciascuno dei loro contributi a questo studio � descritto alla fine dell�articolo.


ABC sul sangue:

Globuli rossi (eritrociti): Contengono emoglobina e aiutano a distribuire ossigeno alle cellule

Globuli bianchi (leucociti): svolgono le funzioni del sistema immunitario.

Piastrine (trombociti): Svolgono funzione di coagulazione e impediscono ai batteri di entrare nelle cellule.

Plasma: Rappresenta circa il 55% del fluido del sangue ed � composto da acqua, piastrine e globuli. Se estrai le proteine coagulanti dal plasma, questo viene chiamato siero.

Ci sono molti differenti metodi usati per raccogliere, conservare e trattare i campioni di sangue. I componenti del sangue possono essere testati per cose differenti, e test per differenti componenti del sangue possono produrre risultati differenti quando testati per la stessa cosa.  Tutti questi fattori devono essere presi in considerazione  nello standardizzare i test del sangue nel tempo, dallo stesso laboratorio e attraverso diversi  setting di laboratorio. Nella ricerca, � pratica comune usare campioni raccolti e conservati nel tempo; tuttavia, variazioni nel protocollo della conservazione del trasporto e del trattamento devono essere considerati nella analisi dei dati e nelle conclusioni.

Questo studio includeva tre diversi gruppi:
1. St. George�s University di Londra (SGUL): Questo gruppo era formato da 142 pazienti adulti con la CFS e 157 donatori di sangue sani dal Gruppo CFS della Divisione di Medicina Cellulare e Molecolare. Questi soggetti avevano dai 18 ai 65 anni. I campioni di sangue, che contenevano sia frazioni di cellule che di liquido, erano stati raccolti fra 1,5 e 4 anni dalla diagnosi. 
2. Barts e il London National Health Service Trust (BLT): Questo gruppo era costituito da 226 campioni di siero presi nel 2008 e nel 2009. Cinquantasette sono stati ottenuti da pazienti nella clinica prenatale; 58 sono stati presi da pazienti con patologie del sangue; 55 venivano da pazienti con problemi al fegato; 55 venivano da pazienti con problemi al fegato dalla clinica per problemi ai reni. Tutti questi campioni sono stati usati come campioni di controllo.
3. Glasgow Caledonian University (GC): Questo gruppo era costituito da 28 pazienti con la CFS (20 campioni di siero e 3 di plasma) e 12 controlli (8 campioni di siero e 4 di plasma). I pazienti con la CFS avevano fra 28 e 79 anni e i campioni sono stati raccolti fra il 1995 e il 2003.
Gli autori riportano che tutti I pazienti con la CFS incontravano I criteri di definizione della CFS (Fukuda), ma non c�erano altre dichiarazioni sulle caratteristiche di quei pazienti in termini di gravit� della malattia di altri marker clinici. Il gruppo di pazienti, essendo costituito da pazienti da diversi centri non � specifico di questo studio; i campioni dai pazienti con la CFS usati nello studio pubblicato su Science sono stati raccolti dagli ambulatori di diversi medici in varie regioni, secondo le informazioni che si trovano sul sito web del Whittemore Peterson Institute.
Gli investigatori guidati dal dottor Groom hanno reso noti diversi tipi di esperimenti nell�articolo di Retrovirology. Hanno usato metodi della reazione della catena della polimerasi  (PCR) identici a quelli di cui hanno riportato Lombardi e gli altri nell�articolo di Science, eppure non sono stati in grado di individuare l�XMRV nei campioni dai campioni dell� SGUL. Hanno poi sviluppato un test quantitativo PCR differente, ma molto sensibile, che potesse individuare addirittura solo 16 copie di DNA dell�XMRV. Eppure di nuovo non c�era prova di acidi nucleici dell�XMRV nei campioni dell�SGUL. Hanno usato una tecnica apposita chiamata �spiking� (pungolamento) per mostrare che nei campioni non c�era nulla che impedisse che l�XMRV si amplificasse.
 
Gli anticorpi neutralizzanti impediscono che i virus entrino nella cellula, �neutralizzando� perci� l�infezione. Groom e gli altri hanno cercato prova di anticorpi neutralizzanti nel siero o nel plasma preso dai pazienti e dai controlli sani. Hanno trovato che 26 (4.6%) dei 565 campioni di siero potevano neutralizzare l�XMRV, impedendogli di entrare nelle cellule. Tuttavia, solo uno dei 26 era siero ottenuto da un paziente con la CFS. La maggior parte di questi erano pure in grado di neutralizzare la risposta a virus simili, cosa che indica una significativa reattivit� incrociata nelle risposte sierologiche. 
Lo studio di Retrovirology ha trovato prova di XMRV  individuando anticorpi specifici nei campioni presi dai soggetti di studio, cosa che dimostra che l�XMRV non ha contagiato le persone. Ma come l�altro studio condotto nel Regno Unito di cui si parlava in PLoS ONE, questo studio non ha individuato un pi� alto livello di XMRV nelle persone con la CFS. Perch�? La tecnica di PCR usata nell�articolo era identica a quella nell�articolo di Science  e altri metodi che hanno usato potevano essere considerati migliori e pi� sensibili. Gli anticorpi usati dai due laboratori erano differenti, tuttavia. Questi investigatori non hanno testato altrettanti campioni di sangue di controlli sani (157 nel gruppo SGUL) rispetto a quando hanno fatto quelli dell�articolo di Science (218 controlli sani), che ha trovato XMRV nel 3,7% dei controlli sani. (La fonte dei campioni dei controlli sani non era descritta nell�articolo di Science).  Forse la cosa pi� importante � che questo studio di Retrovirology ha fatto il test per l�XMRV a donatori di sangue sani; i donatori di sangue vengono sottoposti a visita medica per molte cose ed � probabile che siano un gruppo molto pi� sano dei controlli ottenuti dalla popolazione generale.  L�inclusione del gruppo di comparazione BLT di individui con altre condizioni � nuovo di questo studio.
Perch� non � stato trovato DNA dell�XMRV nei campioni con la CFS? Una differenza fra i pazienti con la CFS selezionati per il gruppo SGUL e quelli testati nello studio di Science potrebbe essere la severit� e la durata della malattia. I campioni di sangue del gruppo CFS dello SGUL sono stati presi in tempi relativamente recenti nel corso della  CFS (1-4 anni).  I pazienti con la CFS nello studio di Science erano severamente malati oltre ad avere disfunzioni immunitarie, sebbene le specifiche caratteristiche non siano state rese note. Potrebbe semplicemente essere che i pazienti con la CFS nel gruppo SGUL non fossero comparabili (ad esempio, malati cos� a lungo) a quelli studiati nell�articolo di Science. Tuttavia, la reputazione del dottor Kerr e la sua esperienza nella ricerca sulla CFS/ME, insieme alla sua recente collaborazione con il the Whittemore Peterson Institute, suggerisce che si sarebbe preso cura di usare criteri di selezione similari nel suo progetto di studio. (E� messo in nota nei riconoscimenti che �JK�  � Jonathan Kerr � era uno dei tre autori che hanno progettato lo studio).
 
Ma se l�XMRV � in grado di contagiare le persone � come mostrato da questo articolo, nell�articolo di Science e negli articoli sul cancro alla prostata � non dovrebbero gli esperti essere in grado di individuare o trovare anticorpi nel sangue? Non necessariamente. I virus hanno bisogno di sopravvivere. Il modo migliore per loro di farlo � adattarsi all�ospite in modo tale da potersi preservare. Rimanere a livelli molto bassi � un modo di evitare di venire individuati dal sistema immunitario in modo da sopravvivere. Sebbene il dottor Groom e i suoi colleghi abbiano sviluppato un test PCR sensibile e quantitativo, l�XMRV potrebbe essere in grado di nascondersi a meno di 16 copie (il limite di sensibilit� in questo studio), o potrebbe non essere presente nelle cellule del sangue dei pazienti con la CFS che stanno male da meno tempo. Un altro trucco che i virus usano � sabotare la risposta immunitaria. In un elegante studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences nel febbraio 2010, investigatori francesi hanno mostrato che i retrovirus, incluso l�XMRV, contengono un dominio immunosoppressore (ISD) nelle proteine dell�envelope. L�envelope � la porzione esteriore del virus cio� quella porzione che si suppone che la risposta immunitaria riconosca. Questo ISD permette al virus di infettare le cellule ma in qualche modo � e questo meccanismo non si capisce � impedisce al corpo di montare una risposta immunitaria e di sviluppare anticorpi nautralizzanti contro il virus. Questo �trucco� dei virus appena scoperto potrebbe spiegare perch� cos� pochi campioni di siero avevano anticorpi neutralizzanti dell�XMRV negli esperimenti descritti nello studio di Retrovirology. L�elevata gamma di anticorpi dell�XMRV descritti nell�articolo di Science potrebbe spiegare la reattivit� sierologia incrociata. Ci sono casi noti in cui il sistema immunitario viene in contatto con un agente complesso come un virus e stimola reazioni multiple a parti del virus e ad altre molecole. 
Allora, che cosa ci vuole per avere un corretto e robusto studio di replicazione?
Intensa attenzione al dettaglio. Poich� la selezione dei pazienti � stata un potenziale fattore di confusione nei due studi negativi, la comunit� scientifica deve capire le caratteristiche cliniche dei pazienti con la CFS che erano positivi all�XMRV nell�articolo di Science. La CFS � una malattia cronica eterogenea con molti possibili sottotipi, ciascuno reso ancor pi� complesso da co-malattie comuni come la Sindrome dell�Intestino Irritabile, la fibromialgia e la depressione. La mancanza di sottotipi universali e di criteri di organizzazione sulla severit� e sulla durata della malattia, rendono le comparazioni una sfida. Molti pazienti con la CFS vengono sottoposti a una variet� di trattamenti in modo da ricevere sollievo da questa debilitante malattia. I trattamenti, specialmente quelli che direttamente agiscono sul sistema immunitario, possono anche avere effetto sul ciclo di vita dell�XMRV e sulla individuazione del virus.
La standardizzazione dei metodi di analisi pure deve progredire. Come abbiamo riportato in gennaio, il Gruppo di Lavoro sulla Ricerca Scientifica dell�XMRV nel Sangue del Dipartimento americano di Salute e Scienze Umane sta sviluppando pannelli analitici che permetteranno a laboratori multipli di standardizzare i metodi per ottimizzare l�individuazione sensibile del DNA provirale dell�XMRV e dell�RNA virale. Una volta che i metodi sono standardizzati, questi stessi laboratori hanno intenzione di testare gruppi codificati di campioni di sangue ottenuti primariamente da donatori sani e da pazienti con la CFS che sono stati indicati come positivi dall�XMRV.
Finch� i metodi non sono standardizzati e alla comunit� scientifica non viene fornita informazione rispetto alle specifiche caratteristiche dei soggetti con la CFS (e dei controlli) che sono risultati positivi nello studio di Science, siate preparati a leggere di altri studi negativi. Si spera che gli investigatori di Science rendano disponibili queste informazioni prima che l�interesse nell�XMRV associato alla CFS si affievolisca e diventi un altro ancora dei tentativi frustrati di risolvere la CFS. Raggiungere il consenso scientifico nel ruolo dell�XMRV nella CFS richiede pi� ricerca e maggiore collaborazione, cos� come � necessario quando vengono fatte molte altre importanti scoperte.

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14 febbraio 2010

STUDI FINANZIATI DALLA CFIDS OF AMERICA: CHI STA FACENDO RICERCA ORA
Di Giada Da Ros, presidente della CFS Associazione Italiana di Aviano (PN)

La CFIDS Association on America nel marzo 2008 ha messo a disposizione una serie di fondi in modo tale che potessero venire dedicati alla ricerca sulla CFS. Gli obiettivi principali posti sono stati trovare: un marker biologico; delle diagnosi obiettive; dei trattamenti. Nel novembre dello stesso anno sono stati annunciati sei progetti di ricerca, scelti fra una serie, dopo che questi sono stati vagliati attraverso un processo che si chiama di peer-review cio� dopo una valutazione da parte dei pari, ovvero dei colleghi. Quattro di questi sei studi sono partiti nel marzo del 2009, gli altri due nel giugno del 2009. � passato quasi un anno dall�inizio dei primi studi perci� e il direttore scientifico dell�Associazione, la dottoressa Suzanne D. Vernon, PhD, ha voluto fare un po� il punto della situazione, spiegando chi sta facendo ricerca su che cosa, in un articolo che trovate qui in originale e sotto tradotto per la parte relativa alle ricerche in corso. 

Dr. Kathy Light
I dottori Kathy e Alan Light e il loro team di ricerca della Universit� dello Utah stanno cercando dei marker diagnostici oggettivi per la CFS. All�inizio di quest�estate il team Light ha pubblicato nuove scoperte sul Journal of Pain descrivendo maker basati sul sangue che sembrano collegati ai sintomi di fatica e di dolore nella CFS. Stanno individuando recettori specifici dei metaboliti creati dai muscoli durante una prova di esercizio moderato. Quello che � notevole � che i marker non sono presenti nei soggetti con la CFS quando sono a riposo. Tuttavia, dopo un moderato esercizio su una cyclette, l�espressione di questi marker nei globuli del sangue aumenta in modo drammatico nei soggetti con la CFS, ma non nei controlli sani o nei pazienti con la sclerosi multipla (un�altra condizione con sostanziale dolore e fatica) che fanno esercizio allo stesso modo.  Questo significa che � fin�ora � questo marker sembra individuare la fatica dopo-sforzo che � la il marchio della CFS. Un diagramma  che illustra la differenza nei marker � apparso sulla copertina nel numero dell� ottobre 2009 del Journal of Pain. Il team Light sta facendo test su altri soggetti con la CFS e altri gruppi di controllo con altre malattie per determinare proprio quanto specifici della CFS siano questi marker. Se ha successo, questo potrebbe essere il primo test diagnostico del sangue obiettivo per il sintomo chiave nella fatica post-sforzo nella CFS.

Dr. Dikoma Shungu
Il dottor Dikoma Shungu al Weill Cornell Medical College e i suoi collaboratori continuano a esaminare il metabolismo del cervello nella CFS. Nel 2009, Shungu e il suo team hanno pubblicato un articolo in una prestigiosa rivista di tomografia, NMR in Biomedicine, che descrive aumentati livelli di lattato nel fluido cerebrospinale del cervello  nei pazienti con la CFS. � notevole il fatto che questo non � stato trovato nei gruppi di confronto testati di controlli sani e nei controlli malati (disordine ansiogeno generalizzato). Con l�attuale premio che hanno ricevuto dalla CFIDS Assosiation,  Shangu ha esteso lo studio per includere altri pazienti con la CFS e un gruppo di controllo con la malattia del disordine da depressione maggiore. Un eccitante aspetto di questo studio � che questi soggetti parteciperanno anche allo studio del dottor Marvin Medow che esamina il flusso del sangue (vedete sotto). Questa coppia di team investigativi ha sviluppato un modello che � basato sull�infezione che causa infiammazione e stress ossidativo che altera il flusso sanguigno e aumenta il lattato nel sangue. Lattato elevato pu� essere individuato attraverso l�MRS (Spettroscopia di Risonanza Magnetica), un test tomografico non invasivo. Questo potrebbe essere un importante approccio per individuare la CFS presto nel corso della malattia, cosa importante dato che prima la CFS viene individuata e diagnosticata, maggiore � la possibilit� di un intervento efficace.

Dr. Marvin Medow
Il dottor Marvin Medow e il suo team al New York Medical College studiano la Sindrome da Tacchicardia Posturale (POTS), una forma cronica di intolleranza ortostatica associata con segni e sintomi di vertigini, perdita della visione, mal di testa, fatica, e deficit neurocognitivi. Molte persone giovani con la CFS hanno la POTS, e almeno met� degli adulti con la CFS hanno la POTS. Medow studia se questi sintomi della POTS sono dovuti a un minor afflusso di sangue al cervello. Lui e il suo team hanno pubblicato un articolo su The American Journal of Physiology � Heart and Circulatory Physiology nell�agosto del 2009 descrivendo il diminuito afflusso di sangue e l�alterata regolazione del flusso di sangue da parte del cervello nei pazienti con la POTS. Medow e il suo team continuano a studiare perch� il flusso di sangue � alterato nella CFS e stanno esaminando le sostanze chimiche nel corpo che causano lo stress ossidativo e le molecole che hanno effetto sulla funzione dei vasi sanguigni. I soggetti che partecipano allo studio Medow partecipano anche allo studio Shungu descritto sopra. Questo permetter� che le scoperte di Medow sui meccanismi del flusso del sangue nel corpo siano relazionate alle alterazioni metaboliche e del flusso del sangue che Shungu sta trovando nel sangue dei pazienti. Questo tipo di studio integrato delle alterazioni del flusso sanguigno ha la potenzialit� di migliorare il trattamento della CFS.

Dr. Gordon Broderick
Il dottor Gordon Broderick della University of Alberta sta lavorando con i colleghi della Northwestern University e della University of Illinois-Chicago per capire come l�Epstein-Barr virus (EBV) pu� innescare la CFS a seguito di una moonucleosi infettiva  (anche consciuta come mono e �la malattia del bacio�). Broderick � un biologo dei sistemi che usa sofisticati approcci medici e potenti computer per costruire modelli di CFS basati su effettivi dati clinici e di laboratorio. Ha pubblicato diversi articoli nel corso degli ultimi anni che danno un modello di come il cervello, il sistema endocrino e il sistema immunitario sono alterati nelle persone con la CFS. Una figura da uno dei suoi articoli del 2009 � finita sulla copertina della rivista scientifica Genomics. Quando non � nel suo laboratorio, Broderick insegna biologia informatica agli studenti di medicina e usa esempi di CFS in molte delle sue lezioni. Broderick ha reclutato cinque studenti in medicina per condurre ricerca in questo gruppo con l�obiettivo di sensibilizzare sulla CFS e sulla ricerca sulla CFS i clinici di domani. Oltre a ottenere pubblicit� sui media, gli studenti di medicina pubblicano il loro lavoro sulla letteratura valutata da colleghi.

Dr. Sanjay Shukla
Dr. Sanjay Shukla della Marshfield Clinic Research Foundation studier� i microbi dell�intestino nella CFS. Sappiamo ora che gli esseri umani abbisognano del giusto tipo e del giusto bilanciamento di microbi nei nostri intestini per rimanere in salute. Shukla ipotizza che le persone con la CFS non abbiamo il giusto tipo e bilanciamento di microbi e che lo sforzo causi i microbi a fuoriuscire attraverso l�intestino causando infiammazioni e disturbi metabolici. Ha assemblato un team di esperti in medicina interna, fisiologia dell�esercizio e filogenia batterica per assisterlo in questo studio innovativo. Il team ha cominciato a iscrivere pazienti e controlli a luglio. Raccoglieranno campioni di sangue e di feci prima e dopo una prova di esercizio fisico per studiare come lo sforzo ha influenza sulla funzione e l�ecologia dell�intestino. Rimanete sintonizzati su quelli che sicuramente saranno interessanti e importanti risultati che potranno avere impatto sulla diagnosi e il trattamento della CFS.

Dr. Bud Mishra
Il professor Bud Mishra e il suo team di bioinformatici alla New York University useranno il software di computer che hanno sviluppato per identificare sottotipi e possibili cause della CFS. Mishra e il suo team stanno compilando dei resoconti medici da centinaia di pazienti con la CFS ben caratterizzati per raggiungere questo obiettivo. Una volta che I resoconti medici sono stati convertiti in forma elettronica e poi �letti� e interpretati dal computer, un team di esperti umani valuter� quanto bene il computer ha interpretato le informazioni. Suona futuristico? Forse ma la realt� � che usare il computer per esaminare registri ampi e cercare dei pattern � un�applicazione brillante di �intelligenza artificiale�. Molte persone con la CFS hanno enormi raccoglitori con il schedario medico. Il team di Mishrasta essenzialmente cercando all�interno di schedari medici da centinaia di pazienti con la CFS per identificare sottotipi e cause della CFS. Pensate a questo progetto come a applicazione altamente specifica di una tecnologia simile a Google che identificher� nuove informazioni e le tradurr� per gli scenari clinici.

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7 frebbraio 2010

Incontro CFSAC: Intervento del dottor Coffin. Di Giada Da Ros, presidente della CFS Associazione Italiana di Aviano (PN) (leggi)


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20 gennaio 2010

STUDIO INGLESE NON TROVA COLLEGAMENTO FRA XMRV E CFS/ME
Di Giada Da Ros, presidente della CFS Associazione Italiana, di Aviano (PN)

Il 6 gennaio PLoS ONE, una rivista inglese online per la comunicazione sulla ricerca scientifica e medica passata al vaglio dei colleghi ma aperta a tutti, ha pubblicato una ricerca dal titolo �Fallimento nell�individuare il nuovo retrovirus XMRV nella Sindrome da Fatica Cronica� condotta da Myra McClure, professore di retrovirologia all�Imperial College di Londra.

Rispetto alla metodologia, il gruppo di pazienti scelto, con un�et� fra i 10 e i 70 anni, con un�et� mediana di 40 anni, rispondeva ai criteri di diagnosi dei CDC e ha ricevuto uno screening medico in modo da appurare che non ci fossero altre malattie organiche. �Il DNA estratto dai campioni di sangue di 186 pazienti � stato esaminato per il provirus dell�XMRV e per il virus murino della leucemia che � strettamente imparentato attraverso PCR nidificato usando specifici inneschi oligonucloidi. Per controllare l�integrit� del DNA, il gene cellulare della beta-globina � stato amplificato. I controlli negativi (acqua) e i controlli positivi (DNA molecolare clonato infetto di XMRV) sono stati inclusi. Sebbene il gene della beta-globina sia stato amplificato in tutti i 186 campioni, n� l�XMRV n� le sequenze MLV sono state individuate.� La conclusione � stata che sebbene non si sia trovato un collegamento fra la CFS/ME e l�XMRV questo potrebbe essere il risultato di differenze fra la popolazione del Nord America e quella dell�Europa riguardo all�infezione da XMRV.

Il team dell�Imperial College di Londra, che ha condotto la ricerca, intervistato dalla BBC, che come molte altre fonti di informazione ha subito raccolto la notizia, ha sottolineato che sono sicuri che, almeno in Inghilterra non ci sia un collegamento fra XMRV e CFS e che a questo punto non � il caso di utilizzare i potenti farmaci anti-retrovivirali che conosciamo perch� non ci sono prove sufficienti che siano necessari o utili. Anzi, potrebbero essere addirittura dannosi.

Su Science, in un articolo intitolato �La Sindrome da Fatica Cronica attaccata di nuovo�, il giornalista Sam Kean commenta: �Ecco che si ricomincia�, osservando come questo sviluppo potrebbe ri-precipitare il campo degli studi sulla CFS nella stessa confusione e acrimonia che lo ha caratterizzato per anni. �Questo risultato nullo porta la domanda di che cosa � se qualcosa � era sbagliato con l�articolo originario. Nel loro articolo, gli autori di PLoS ONE sembrano suggerire che la causa sia stata una contaminazione, dichiarando che sono stati molto attenti a lavorare in laboratori che non hanno mai trattato con XMRV e in macchine per la PCR che non analizza nessun tessuto topino. Ma la McClure dice che il suo gruppo voleva semplicemente rendere questo esplicito, non accusare nessuno.� A  Science dichiara: �Non proviamo alcun piacere nel trovare i colleghi in errore o nel distruggere le speranze dei pazienti.�

Il dottor John Coffin, un microbiologo della Tuft University a Medford, nel Massachussets, ritiene che entrambi gli studi possano aver ragione e afferma che l�articolo di PLoS ONE � troppo �preliminare� per chiudere il dibattito.  Sostiene anche che la CFS potrebbe avere molte cause alle spalle. Pensare che per tutti coloro che hanno la CFS ci sia la stessa eziologia potrebbe essere ingenuo. 


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6 gennaio 2010

ARTICOLO  �Una ricerca non trova prova che un virus � la causa della ME�

ll perenne problema dei trial come quello dell�ICL e quelli finanziati dal Medical Research Council � che non usano gruppi di pazienti ben definiti, cosa che pu� negare i risultati di ricerca. 
Per replicare uno studio di ricerca, i campioni di pazienti e la metodologia devono essere gli stessi e in questo caso sembra che ci siano differenze in entrambi, se paragonati allo studio pubblicato online l�8 ottobre, 2009 dalla rivista Science.

Le organizzazioni negli USA che hanno scoperto il retrovirus XMRV hanno seguito le Linee Guida Canadesi per selezionare i pazienti per la loro ricerca e Invest in ME ritiene che le Linee Guida Canadesi dovrebbero essere usate per tutte le ricerche.
Coloro che ritraggono la ME come una malattia somatoforme sono pienamente consapevoli che usare pazienti che non rientrano in stringenti criteri di selezione ovviamente imbroglier� i risultati. Perci� abbiamo seri dubbi sulla ricerca dell�ICL.

Se non partecipano ai trial i corretti gruppi di pazienti o vengono usati metodi differenti questo influir� sui risultati.
Il risultato di non trovare alcun segno di XMRV indicherebbe una metodologia differente da quella usata nella ricerca pubblicata dalla rivista Science, 3,7% dei controlli risultavano positivi al test.

Il lavoro svolto dal Whittemore-Peterson Institute (WPI) e dal National Cancer Institute e dalla Cleveland Clinic � della pi� alta qualit� ed � stato validato dalla rivista Science.
Molta altra ricerca � in corso e i risultati dei primi trial di replicazione relativi all�XMRV come questo dell�ICL provano poco.

Le persone con la ME e le loro famiglie devono aspettarsi che vengano pubblicizzati presto questi �falsi� risultati, specialmente dal momento che la ME � stata ignorata dal governo e  dalle organizzazioni di ricerca per generazioni. Tuttavia, la nuova ricerca sull�XMRV ha cambiato il panorama per sempre e i pazienti e coloro che si prendono cura di loro possono guardare innanzi a una nuova era di ricerca sulla CFS/ME basata sulla base biomedica sulla malattia. 

Finalmente si sta facendo della scienza appropriata.

Coloro che hanno ritardato o bloccato la ricerca biomedica di alta qualit� sulla ME in passato, e quelli che continuano a minimizzare il significato della nuova ricerca del WPI, non saranno in una posizione da poter continuare a negarla molto a lungo.

Il WPI ha promesso altre eccitanti  notizie che ci aspettiamo di sentire al prossimo Quinto Convegno Internazionale sulla ME/CFS di Invest in ME, il 24 maggio a Londra.

Invest in ME rimane convinta che la ricerca del WPI sia di monumentale importanza e non vediamo l�ora per il futuro e per il momento clou nella ricerca biomedica che  la ricerca sull�XMRV ha generato.

Invest in ME

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1 febbraio 2010

�CFS ASSOCIAZIONE ITALIANA� SU FACEBOOK

Prima Associazione nata in Italia, ora la CFS Associazione Italiana di Aviano (PN) � la prima anche su Facebook. Se ci siete anche voi, diventate fan.

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24 gennaio 2010

Pensate che la CFS/ME sia una vera malattia? Il Daily Mail ritira la domanda e si scusa  Istituzioni - Stampa Di Giada Da Ros. Presidente CFS Associazione Italiana � Aviano (PN) (leggi)


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22 gennaio 2010

UNA MAPPA DELLA CFS/ME
DI Giada Da Ros, presidente della CFS Associazione Italia di Aviano (PN)

Un sito inglese, Chronic Fatigue Sindrome and Fibromialgia World Map, sta cercando di creare una mappa virtuale di tutti coloro che soffondo di CFS/ME e fibromialgia e invita tutti a registrarsi. Farlo � semplice: basta indicare il proprio codice di avviamento postale (quello che si aveva nel momento in cui ci si � ammalati, se nel frattempo ci si � trasferiti), scegliere di che cosa si soffre, specificare se si � maschi o femmine e fornire il proprio indirizzo mail, poi premere invio.

Lo scopo � quello di creare un�immagine globale delle comunit� della CFS/ME e della Fibromialgia nel mondo, anche per capire se ci sono dei �punti caldi�. La mappa � aggiornata quotidianamente, il sito � fornito di un servizio di traduzione incorporato per cui, per essendo in inglese, � agile da navigare per chiunque. E sulla piantina si possono anche lasciare dei messaggi da leggere per gli altri. Nei primi due giorni dal lancio si sono contate 4000 registrazioni.  �La Encefalomielite Mialgica (ME); la Sindrome da Fatica Cronica (CFS); e la Fibromialgia (FM) sono malattie debilitanti che non hanno cura e lasciano in rovina la vita chi vi soffre. Anche quelli con le migliori capacit� di adattarsi e di lottare spesso soffrono per l�abuso di altre persone ben intenzionate che pensano che la persona malata magari si sia voluta queste malattie o che queste malattie non esistano veramente.� Anche attraverso questa iniziativa, possibile grazie a Google Map, si vuole far capire che non � cos� e sensibilizzare la gente. 

Partecipate, diffondete la notizia e se avete un sito web potete anche incorporare la mappa interattiva sulla vostra webpage contattando il responsabile, fratello di una ragazza che soffre di CFS/ME da 16 anni, all�indirizzo cfsmap@xmrv.me.uk.

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17 gennaio 2010 


COMUNICATO STAMPA DEL WPI IN RISPOSTA  ALLO STUDIO INGLESE
Di Giada Da Ros, presidente della CFS Associazione Italiana di Aviano (PN)

Di seguito riportiamo tradotto il comunicato stampa che il Whittemore Peterson Institute ha diffuso in seguito alla pubblicazione su PLoS ONE di uno studio inglese che � stato incapace di trovare l�XMRV nei pazienti con la CFS/ME da loro esaminati.


PER DIFFUSIONE IMMADIATA
Frankie Vigil
R&R Partners for
Whittemore Peterson Institute
775-336-4555
frankie.vigil@rrpartners.com

Dichiarazione Ufficiale del Whittemore Peterson Institute Riguardo allo Studio Inglese

Il Whittemore Peterson Institute (WPI) ha esaminato l�articolo intitolato �Fallimento nell�individuare il nuovo retrovirus XMRV nella Sindrome da Fatica Cronica�. Questo studio non ha duplicato le rigorose tecniche scientifiche usate dal WPI, dal National Cancer Institute e dalla Cleveland Clinic, perci� non pu� essere considerato uno studio di riproduzione n� i risultati possono dichiarare di essere altro che un fallimento non solo a individuare l�XMRV, ma anche un fallimento nel far pensare a risultati che abbiano un significato.

I metodi scientifici usati dal WPI sono molto precisi e richiedono tecniche specifiche per assicurare accuratezza. Le differenze impiegate da Erlwein e gli altri non solo spiegano il loro fallimento nel replicare lo studio del WPI, ma rendono anche le conclusioni prive di significato. Queste differenze includono, ma non sono limitate alle seguenti:
1)    Volume e trattamento dei campioni di sangue.
2)    Differenze sui criteri/la popolazione dei pazienti;
3)    Numero e tipo di test fatti per assicurare risultati accurati, inclusa la coltura dei globuli bianchi;
4)    Uso di un controllo di plasmide molecolare in acqua contro un campione di sangue positivo; e
5)    Differenti sequenze di innesco e protocollo di amplificazione usato per trovare il virus, che non sono stati validati da un contro clinico.

Lo studio del WPI � stato pubblicato dopo 6 mesi di rigoroso esame e tre conferme di laboratori indipendenti, cosa che prova che non � avvenuta contaminazione e che l�XMRV infettivo era presente nel 67% dei pazienti con la CFS diagnosticati secondo i criteri Canadesi e i criteri Fukuda. Al contrario, questo ultimo studio � stato pubblicato online dopo solo tre giorni di esame. Rimangono significative e critiche domande rispetto allo status dei campioni dei pazienti usati nello studio inglese dal momento che possono essere stati confusi con pazienti psichiatrici affaticati, dal momento che il Regno Unito ha relegato i pazienti con la �CFS� alla cura psichiatrica e non alle tradizionali pratiche mediche. �Si sa poco riguardo alla diffusione dell�XMRV nel mondo, molto meno sulla incidenza dell�XMRV nella CFS/ME o nel cancro alla prostata� enfatizza la dottoressa Judy Mikovits. �Il WPI e i suoi collaboratori all�NCI sono attivamente impegnati con team di ricerca internazionali per investigare queste importanti questioni.�

Il WPI non raccomanda l�uso di farmaci anti-retrovirali che si deve ancora provare che siano efficaci nel trattare le infezioni da XMRV. Tuttavia, diverse grandi compagnie farmaceutiche hanno espresso interesse nello sviluppare farmaci anti-retrovirali e immuno-modulatori che tratteranno in modo efficace le malattie associate all�XMRV.

Il WPI � impaziente di avere i risultati di altri gruppi scientifici in giro per il mondo, che siano seri rispetto al replicare i suoi risultati scientifici, usando le stesse tecniche del WPI e dei suoi collaboratori. Il fatto che l�XMRV � stato individuato nel 67% dei campioni con la CFS  nello studio degli Stati Uniti ha determinato una significativa associazione fra l�XMRV e la CFS, cosa che esige un�indagine molto pi� seria da parte delle agenzie della salute responsabili nel mondo sulle cause di questa debilitante malattia.

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Whittemore Peterson Institute
Il Whittemore Peterson Institute per le Malattie Neuro-Immunitarie esiste per portare scoperta, conoscenza e trattamenti efficaci ai pazienti con malattie che sono causate da una acquisita cattiva regolazione del sistema immunitario e del sistema nervoso, che spesso risulta in una malattia e una disabilit� che dura tutta la vita. Il WPI � il primo istituto al mondo dedicato alle malattie neuro-immunitarie associate all�X (XAND) e altre malattie associate all�X, integrando il trattamento dei pazienti, la ricerca di base e clinica e l�educazione medica.
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15 gennaio 2010

PENSATE CHE LA CFS/ME SIA UNA VERA MALATTIA? IL DAILY MAIL RITIRA LA DOMANDA E SI SCUSA.
Di Giada Da Ros, presidente della CFS Associazione Italiana di Aviano (PN)


Alcuni giorni fa, il quotidiano britannico The Daily Mail ha pubblicato un insultante sondaggio in cui si chiedeva �Pensate che la ME sia una vera malattia�? Quelli che rispondevano di s� erano la maggioranza, ma la frustrazione di sentirsi porre la domanda  ha rattristato e fatto arrabbiare molti. Andrea Pring, una lettrice che ha anche un suo blog dedicato alla CFS/ME dal titolo �Dancing With The Sandman�, adeguatamente, ha scritto per protestare contro la presenza di quel sondaggio e il Mail si � subito scusato ritirando dal sito il sondaggio.
Di seguito trovate tradotta la lettera di protesta e subito dopo le scuse del giornale. Brava la lettrice a protestare � siamo talmente abituati a non venire presi in considerazione che a tanti di noi non sarebbe nemmeno venuto in mente � e bravi i giornalisti nell�ammettere il proprio torto, con un comportamento professionale e umano apprezzabile.

Ecco la lettera di protesta:

Gentili Redattori,

Scrivo per protestare per l�odioso sondaggio intitolato �Pensate che la ME sia una vera malattia?� e l�articolo che lo accompagnava intitolato �Esperti britannici dicono che il virus della ME � un mito�.

Chiunque avesse dato una scorsa al titolo si sarebbe ingannato nel credere che ora la ME � stata classificata come un mito e siamo molto onesti qui, questo � esattamente quello che si intendeva. Vergognatevi per aver cercato deliberatamente di fuorviare il pubblico e di aver volontariamente accresciuto il dolore e la sofferenza di individui gi� fisicamente fragili, e spesso maltrattati.

La ME � classificata dalla Organizzazione Mondiale della Sanit� come una malattia NEUROLOGIA e nonostante questo, a causa di un gruppo di psichiatri corrotti che si guadagnano da vivere vendendo la malattia come disturbo psichiatrico, a quelli che soffrono nel Regno Unito non viene dato alcun trattamento medico e affrontano la loro malattia da soli; in isolamento e paura. Frequentemente si maligna su di loro e vengono ridicolizzati. Le stesse persone a cui si rivolgono per aiuto ridono loro in faccia e dicono loro che �� tutto nella loro testa�. Bambini vengono portati via dai genitori semplicemente perch� i genitori, che vogliono che i loro figli vengano curati, cercano aiuto medico. Adulti vengono sanzionati perch� rifiutano gli interventi degli psichiatri. Immaginate se questo accadesse per la Sclerosi Multipla o il Parkinson? Immaginate le proteste pubbliche? Queste due malattie condividono molti degli stessi sintomi della ME eppure a queste viene data appropriata cura medica mentre la ME � denigrata e spinta da parte � evitata come la malattia di qualcuno che finge di star male. Gli scienziati ricercatori che hanno trattato i pazienti con l�AIDS hanno comparato i sintomi di cui fanno esperienza quelli che soffrono di ME a quelli con l�AIDS all�ultimo stadio. Ci sono persone che sono confinate su una sedia a rotelle, paralizzate e nutrite da un tubo. Ci sono alcuni che sono morti. Suona come qualcosa che dovrebbe venire derisa o messa in discussione? 

Non era tanto tempo fa che gli psichiatri consideravano il tremore associato al Parkinson (che � pure una caratteristica della ME) di essere causato dal desiderio subconscio di masturbarsi di coloro che ne soffrivano. La Sclerosi Multipla un tempo � stata vista come una forma di isteria. Solo perch� la lobby psichiatrica dice che una cosa � tale, non significa necessariamente che sia la verit�. La storia ha provato che molti di loro sono incredibilmente arroganti e stupidi. 

Penserei che siete in una posizione migliore per educare il pubblico anzich� alimentare le menzogne che circondano questa malattia. Fate un po� di ricerca. Imparate riguardo alla storia della malattia e degli interpreti chiave; quelli che son destinati a perdere molti soldi se una causa biologica viene trovata. L�esistenza dell�XMRV nella ME significherebbe la fine dei pagamenti su larga scala che certi psichiatri ricevono dal governo e dalle organizzazioni assicurative. Fate del lavoro investigativo tanto per cambiare invece di rigurgitare le solite vecchie cose senza senso. O siete legati dal Scientific Media Centre, che � �a portata di mano�, costituito dal New Labour per tutti i giornalisti per raccogliere le loro storie invece di fare ricerca voi stessi? Potreste non essere consapevoli del fatto che lo stesso Simon Wessly � nel Comitato di Consulenza Scientifica del centro, cosa che non riempie esattamente di fiducia una persona. Se non riuscite a trovare un giornalista decente allora chiedete a me; sono disposta a lavorare da accanto il mio letto a met� del prezzo.

Andrea Pring
11 gennaio, 2010


Risposta di scuse da parte del Daily Mail.

Le mie scuse da parte di The Mail.
Grazie per la sua e-mail.
Prima di tutto, mi permetta di scusarmi sinceramente per ogni offesa che possa essere stata causata.

Il sondaggio a cui lei si riferisce � stato pubblicato da un membro giovane dello staff di Mail Online in risposta a una storia che metteva in dubbio ancora una volta le cause della ME.
Come sono sicuro sappia, c�� ancora molto da imparare riguardo a ci� che sta dietro a questa patologia. Tuttavia, accetto interamente il fatto che questo � completamente differente dal suggerire che la patologia in se stessa non � reale, indipendentemente dalla causa.
Sono contento di riferire che una volta che la natura maldestra del sondaggio � stata portata all�attenzione dello staff pi� anziano � stato immediatamente rimosso dal sito web. 
Il Mail � sia il giornale che online � � orgoglioso per il modo in cui tratta le questioni mediche e ha dedicato molte risorse negli anni nel trattare la ricerca delle cause e di una cura per la ME. Sia sicura che continueremo a farlo e che coloro che ne soffrono continueranno ad ricevere la nostra comprensione e il nostro supporto.
Apprezziamo davvero tutti i commenti � sia positivi che negativi - e le sono particolarmente grato per essersi presa il tempo e il disturbo di portare questa cosa alla nostra attenzione.
Con distinti saluti,

Charles A Garside
Assistente Redattore

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30 dicempre 2009


SMEA: UNA LUMACHINA CON LA CFS/ME
DI Giada Da Ros, presidente della CFS Associazione Italiana di Aviano (PN)

Nel 1999, in Danimarca � stato pubblicato un libro per bambini dal titolo �La vita a ritmo di lumaca di SMEA�, la storia di una piccola lumaca di nome SMEA a cui viene diagnosticata la CFS/ME. Non ha un�et� conosciuta, si sa solo che � nata il 12 maggio (giornata mondiale della CFS). Ora � nato una sorta di seguito di quella storia, con il libro da colorare �Visit ME!�, scaricabile online gratuitamente in versione PDF in inglese e danese. A realizzarlo sono state l�autrice Vivian Hvenegaard e la sua figlia maggiore Frederikke, una designer in campo di abbigliamento, ed � dedicato ai bambini con l�Encefalomielite Mialgica/Sindrome da Fatica Post Virale/Sindrome da Fatica Cronica e a tutti quei bambini che conoscono qualcuno che ne soffre. Inizialmente doveva essere un seguito per il libro originario, ma il peggiorare dei sintomi dell�autrice hanno fatto accantonare a lungo il progetto, finche non ha deciso di coinvolgere Frederikke appunto, che oltre ad essere un�artista conosceva a fondo il problema avendo entrambi i genitori e la sorella affetti da CFS/ME.

Il libro da colorare �Visit ME!� parla della vita quotidiana di SMEA una lumachina affetta a CFS/ME e delle difficolt� che incontra nella vita quotidiana. Una buona parte della storia si svolge durante le feste di Natale. SMEA costruisce un pupazzo di neve con il suo pap�, ma poi si ritrova a dover trascorrere molto tempo a letto per recuperare. La sera della vigilia si reca alla funzione religiosa con la sedia a rotelle, ma con l�accordo che dovranno tornare via prima se sar� troppo stanca. E� contenta per�, perche pu� aprire i regali insieme ai suoi familiari e amici. Un amico di SMEA, DEKS, non pu� fare lo stesso. Sta cos� male che non pu� alzarsi dal letto quasi mai. D�estate per� riescono ad andare a mangiarsi insieme un gelato. Le vicende della lumachina sono allegre e lei invita i bambini cercare nelle immagini alcuni oggetti o animaletti, magari un ragno, e a osservare le scene, magari le decorazioni natalizie di alcuni topolini. Allo stesso tempo per� spiega e illustra in modo simpatico che cosa significhi vivere con una malattia tanto debilitante.

La lumachina, simbolo dell�associazione danese della CFS/ME, � stata chiamata SMEA per le iniziali delle 4 pi� piccole pazienti di quell�associazione alla fine degli anni �90. E DEKS, un personaggio che non c�era nel primo libro, deve il nome DEKS alle iniziali dei quattro bambini pi� giovani che c�erano invece nell�associazione nel 2007, tutti maschi in quel caso. L�idea di utilizzare questo animale, dicono, � nata quando la figlia di Vivian, Susanne, che pure soffre di CFS/ME, e un�amica con lo stesso problema di salute si sono lanciate in una sfida: una gara di lumache. Cercando di farle andare nella giusta direzione si erano divertite un mondo e avevano affascinato gli spettatori, fra cui il dottor David Bell e Jill Moss, fondatrice in Inghilterra di AYME (L�Associazione Persone Giovani con la CFS), entrambi chiamati a parlare a un seminario sulla CFS/ME che si svolgeva in Danimarca.

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30 dicembre 2009

DIECI COSE DA NON DIRE A CHI HA LA CFS/ME

Qualche mese fa il sito EmpowHER, sito dedicato alla salute e al benessere delle donne, � stato scritto un articolo, firmato da Jody Smith, che ricorda quali sono le 10 cose principali da non dire a chi ha la CFS, sulla base di quelle che si � sentita dire negli anni lei. Indichiamo di seguito le frasi scelte, sintetizzando e parafrasando sulle motivazioni per cui si raccomanda di non dire una determinata frase. Tutti noi ce le siamo sentite dire, prima o poi. E per tutti noi � difficile conviverci. Viene da arrabbiarsi anche solo a leggerle, in alcuni casi. Speriamo che qualcuno che fosse tentato di pronunciarle, nel leggerle, si ravveda: un buon proposito per l�anno nuovo. E da malati, le prendiamo come una occasione in pi� per vederci accomunati e per riflettere sulla nostra situazione ed esperienza.

Ecco le dieci cose da non dire a chi ha la CFS:

1.    Anch�io mi stanco. E� sacrosanto. Tutti si stancano, e anche pesantemente, ma il nome penalizza la malattia. �Siamo pi� che stanchi. Questo va al di l� della fatica. Al di l� dell�essere esausti. In qualche modo al di l� dei confini dell�esaurimento delle proprie risorse fisiche. Giusto al limite, sembra, dell�annichilimento.�
2.    Non sembri malato. Ci si sente negata la propria esperienza. Uno sguardo fugace e un colpo di bacchetta magica che dice �stai bene� e la malattia � messa da parte.
3.    Se solo facessi dell�esercizio fisico�  Se solo facessimo esercizio fisico, crolleremo a terra e staremo anche peggio di come stiamo. Per molti con la CFS � un dato di fatto. Il rischio del peggioramento � forte.
4.    � evidentemente depressione. Quello di cui soffriamo non � depressione. Se gli antidepressivi ci facessero stare bene saremmo felici di prenderli, ma la CFS non � depressione e ci sono troppi altri sintomi che non vengono spiegati dalla depressione.
5.    Non pu� essere cos� male. Questa � un�espressione degradante che sminuisce e banalizza quanto soffriamo. �Non vogliono essere seccati al punto da non  riconoscere nemmeno che potremmo soffrire. In questo modo ci dicono semplicemente che non stiamo soffrendo.�
6.    Un/a mio/a amico/a ha avuto la stessa cosa, ma non � stato male cos� a lungo. �Questo sorprendente commento ci mette contro un�altra persona che  stata male e� perdiamo. Traete le vostre conclusioni su perch� non bisognerebbe dire questo a qualcuno che ha la CFS. O qualunque altra malattia cronica.�
7.    Sei sicuro di non fare cos� solo per ricevere attenzione? Non � divertente. E poi quale attenzione? La maggior parte di noi non ha mai ricevuto meno attenzione di cos�.
8.    Se pregassi di pi� non saresti malato. Un commento semplicemente egoista, privo di qualunque gentilezza umana e ben poco spirituale.
9.    Se veramente volessi stare meglio� Non solo le nostre intenzioni sono sospette, siamo pure stupidi. Di sicuro ci piace star male, essere ignorati, soli e spaventati dal futuro, una frazione di quello che eravamo prima. Vorremmo stare meglio.
10.    Niente. Qualunque cosa diciate, evitate di non dire niente. Molti di noi hanno un contatto molto limitato con il resto del mondo e anche una piccola conversazione � come una boccata d�ossigeno. E non cambiate discorso quando facciamo riferimento alla nostra malattia. Troppe persone lo fanno, ma � un argomento importante. Le parole che una persona con la CFS scambia con voi potrebbero essere le sole che ha scambiato in una giornata, in una settimana o anche per periodi di tempo pi� lunghi. �Avete la possibilit� di fare la differenza per queste persone. Per piacere. Fate s� che conti.�.
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29 dicembre 2009

Incontro CFSAC: Intervento del dottor Coffin
Di Giada Da Ros, presidente della CFS Associazione Italiana di Aviano (PN)

Come gi� abbiamo avuto modo di scrivere, alla fine dello scorso anno si � tenuto un incontro del CFSAC, il Comitato di Consulenza sulla CFS americano. In quell�occasione ci sono stati diversi interventi. Uno dei pi� apprezzati � stato quello del dottor Coffin, esperto retrovirologo, professore di Biologia Molecolare e Microbiologia alla Tufts University, a Boston, negli USA. Per questo, anche se � gi� passato qualche tempo, cos� come abbiamo fatto per la presentazione del dottor Peterson, anche in questo caso, riportiamo la trascrizione tradotta del suo intervento, che trovate nella sua interezza in originale, su YouTube.

Di seguito la trascrizione:

Prima forse un piccolo disclaimer: sono qui dopo essere stato avvisato un po� all�ultimo momento. Penso che Wanda mi abbia mandato una e-mail ieri, meno di 24 ore fa,  per invitarmi a parlare. Ero effettivamente piuttosto interessato a farlo. Sfortunatamente sono riuscito a ritagliare un po� di tempo dalla mia agenda di impegni, ma non riuscir� a fermarmi dopo mezzogiorno.
 Come seconda cosa, dovrei probabilmente presentarmi un po� a voi. Ho lavorato nel campo dei retrovirus per moltissimi anni. Pi� di 30 anni, effettivamente. Pi� di quarant�anni a dire il vero. E i miei interessi sono stati nella retrovirologia di base, per capire in particolare la co-evoluzione dei virus e degli ospiti.  I retrovirus hanno delle propriet� molto speciali che ci permettono di guardare all�evoluzione in modi in cui non possiamo di per s� con nessun altro virus e infezione.  Pi� recentemente, nel corso degli ultimi 10 o 12 anni, mi sono interessato ai vari aspetti della epidemia di HIV e alla comprensione dell�interazione fra l�HIV e l�ospite, in particolare anche sulle questioni di evoluzione relative a quel virus. Mi sono associato, a dire il vero sono stato il direttore che ha fondato il programma di resistenza all�HIV per il NCI [National Cancer Institute] al Frederick a circa 50 miglia da qui. E ho avuto quella posizione per circa 10 anni e ora sono un consulente per loro e infatti capita che sia en route fra i due luoghi di lavoro. Perci� quello che voglio fare � dare una mia prima reazione a questa notevole scoperta. E reiterare un certo numero di punti salienti appena indicati dal dottor Peterson.  Penso sia importante ri-enfatizzarli. E poi parlare un po� di quello che significa essere �xenotropico�, perch� diversi di voi potrebbero essere effettivamente curiosi a proposito di questo particolare punto. E poi discutere alla fine un po� su quello che abbiamo ancora bisogno di fare rispetto a questo virus.

L�XMRV - avete gi� sentito molte di queste cose, ma procedo mettendovi la mia prospettiva -, l�XMRV � stato riportato per la prima volta in campioni di cancro alla prostata, particolarmente quelli con una mutazione, come � stato evidenziato, nell�RNASE-L nel 2005. Penso che fosse il 2005, forse mi sbaglio su questo. In un recente articolo � stato riportato che questo virus � risultato presente, usando un test immunologico, in circa un quarto di biopsie di cancro al seno, scelte casualmente, e in una frazione molto pi� piccola di biopsie alla prostata non maligne. E naturalmente, come tutti sappiamo essere stato riportato nella letteratura pubblicata, nell�articolo che � apparso la scorsa settimana,
nel 67% dei casi con la CFS; e il dottor Peterson ha appena presentato alcuni dati che suggeriscono che questo pu� forse essere un grossolano understatement, che ci potrebbe ben essere una associazione molto pi� vicina al 100% e sarebbe molto interessante vedere come questo si sviluppa, naturalmente.


Il virus pu� essere individuato e clonato dai cancri alla prostata. Non credo che un virus infettivo sia mai stato isolato dai cancri alla prostata o dai pazienti, almeno nella letteratura pubblicata. E questo in larga parte perch� quasi tutti quegli studi erano basati sull�amplificare il DNA da blocchi di paraffina. E c�� del dibattito su questo punto, nei due articoli che sono stati pubblicati, su in quali cellule si trova il virus, se � nelle cellule stremali e nelle cellule tumorali. Questo rimane da risolvere.

Anche l�associazione con l�RNASE-L come abbiamo gi� sentito deve ancora essere risolta. Pu� essere che la mutazione dell�RNASE-L non sia collegata necessariamente alla infezione con il virus, ma la presenza della mutazione la rende pi� facile da identificare nei pazienti. Questa � certamente un�ipotesi che possiamo prendere in considerazione a questo punto. Nel caso della CFS l�associazione � in molti casi pi� chiara che non nel cancro alla prostata perch� possiamo avere del virus vivo.  Noi � loro a dire il vero, io non ho mai lavorato con la Stanchezza Cronica, non l�ho mai fatto� Ma  loro possono ricavare virus vivo dalle PBMC (Cellule Mononucleari del Sangue Periferico) o anche dal plasma, cosa che � piuttosto notevole, poich� � infatti piuttosto difficile isolare virus vivo dal plasma dei pazienti infetti con HIV.  Tende ad essere ricoperto con anticorpi, i virioni non sono in una buona forma e cos� via. Sembra quasi che sia pi� facile farlo con la CFS (sebbene ai virologi che stanno effettivamente lavorando su questo potrebbe non piacere la caratterizzazione di essere facile). E almeno dei PBMC attivati � presente in una frazione molto alta. [Il virus] si � trovato in una frazione piuttosto impressionate di cellule che erano state isolate dal sangue, dopo che sono state attivate. Non mi � chiaro a questo punto, se non attivi le cellule, quale sia la effettiva frazione di cellule contagiate nel sangue.  Cosa che chiaramente, poich� l�attivazione stessa pu� essere causa del virus, potrebbe permettere al virus di diffondersi nei globuli del sangue a cui stai guardando. Lo fa quasi sicuramente, direi. Il virus che isoli � infettivo per un certo numero di linee cellulari umane. � particolarmente infettivo per le linee cellulari del cancro alla prostata, come � stato menzionato, e anche per le linee cellulari derivate dalle cellule-B e dalle cellule-T e per le PBMC attivate di fresco, che sono in pratica un miscuglio di cellule-B e di cellule-T.

Una delle cose che mi ha colpito di pi� � stata questa apparente possibilit� di individuare il [virus in] 4% dei campioni di controllo, sebbene sia importante indicare che in questo momento questi non sono campioni privi di bias, in entrambi i casi. Nel caso del cancro alla prostata, i campioni erano da biopsie alla prostata che erano non-maligne ma erano iperplasiche e potrebbe esserci qualche associazione con il virus e questo potrebbe creare pregiudizio nella possibilit� di vedere il virus. Nel caso della CFS i controlli non erano familiari, come � gi� stato detto, o operatori sanitari o nient�altro, ma erano locali e perci� se la distribuzione dell�infezione � molto irregolare, questo potrebbe essere un bias locale.
Tutto ci� deve essere risolto naturalmente e questa � una cosa estremamente critica da fare, riuscire ad afferrare qual � l�effettiva diffusione nel Stati Uniti e nel mondo. C�� qualche proposta, c�� una relazione, non ancora pubblicata al momento, che � stata presentata nell�incontro agli inizi dell�anno, di una scarsa percentuale di incidenza nei campioni di sangue che sono stati ottenuti dalla Croce Rossa giapponese e in qualche modo una pi� alta prevalenza nei campioni dei pazienti di cancro alla prostata in Giappone. E cos� c�� qualche prova di una qualche associazione a livello mondiale. Siete probabilmente a conoscenza del fatto che c�� stato un recente articolo che non ha trovato nessun virus, nessun tipo di infezioni in, credo, 600 e qualcosa pazienti di cancro alla prostata in Germania. Perci� tutto questo rimane da risolvere.

Una delle cose che colpiscono di pi� � la relazione molto stretta che c�� [nella configurazione genetica dei virus fra persona a persona], e il dottor Peterson ve lo ha mostrato e ce l�ho anch�io sulla slide fra un minuto, e quanto vicini sono questi virus uno all�altro. E la coppia che si distanzia di pi� effettivamente, dove entrambe venivano dal cancro alla prostata, si differenziano solo per lo 0.3%.  Ora, un paziente che � stato contagiato con l�HIV da una o due settimane ha una pi� grande variet� di popolazione virale di quanto non abbia un virus isolato in diversi anni, diverse parti del Paese, differenti malattie di questo virus. � notevole questa vicinanza e ha anche una importante implicazione. Non � che il virus ha un tasso di mutazione pi� basso dell�HIV. Questi virus hanno probabilmente tutti circa lo stesso tasso di mutazione. Ma suggerisce nei fatti che ci sono molti pochi cicli di replicazione che separano i virus che ci sono in una persona dai virus che ci sono in un�altra.  E in qualche maniera le implicazioni di questa cosa portano sia buone che cattive notizie. La cattiva notizia � che suggerisce che il virus non sta avendo attivamente delle costanti replicazioni  durante il corso dell�infezione di un singolo individuo e questo non sarebbe una buona notizia se uno stesse cercando di usare una terapia antivirale. Non significa che non dovrebbe essere testato, ma riduce l�ottimismo rispetto al fatto che quel tipo di regime di trattamento (lo stesso genere di cosa che facciamo per l�HIV) possa funzionare per questo problema. Ma sarebbe una buona notizia se uno stesse sviluppando un vaccino, perch� significherebbe che il problema della variazione genetica non sarebbe probabilmente un ostacolo significativo nel modo in cui ci si aspetta che sia per l�HIV. Ed � importante notare che ci sono sul mercato dei vaccini contro un virus strettamente collegato, e cio� il virus della leucemia felina, che � stato approvato per l�uso e non ha il 100% di efficacia, ma una qualche efficacia ce l�ha. Perci� se si arriva a questo, � una cosa molto distante ancora naturalmente, ma la vaccinazione sarebbe [meno problematica].

Poi, l�altra cosa straordinaria � la relazione molto stretta di questo virus con l�MLV xenotropico, un virus endogeno dei topi avuti dall�accoppiamento di soggetti consanguinei. Come � stato notato, la patogenicit� dell�MLV xenotropico non � stata studiata nei topi, per un�ovvia ragione, e cio� per il fatto che questo virus non contagia i topi. Ma virus strettamente collegati sono stati modelli patogenici molto importanti nella virologia del cancro, per le malattie di immunodeficienza e per una variet� di malattie neurologiche. Perci� la potenziale patogenicit� di questo virus, almeno in un ospite che pu� venire contagiato, non deve essere sottostimata. Perci� l�MLV Xenotropico � ereditato come un provirus endogeno, cosa che significa che � nella linea germinale - circa 10-20 copie - in tutti i topi avuti dall�accoppiamento di soggetti consanguinei, e in un numero di copie di gran lunga superiore in alcuni topi selvatici. La maggior parte dei provirus che vengono ereditati in questa maniera sono difettosi, non portano alla crescita di una virus completo, ma alcuni di questi sono nei fatti capaci di replicarsi. Ce n�� uno chiamato BXV1 che � intatto e contagioso; se lo tiri fuori dal DNA di un topo puoi farne uscire del virus contagioso. E questi virus possono contagiare virtualmente tutti i mammiferi, e penso anche alcune specie di uccelli ad eccezione di alcune specie di MUS, e quello che � successo in questi topi  � che dopo che il virus � diventato endogeno (si � integrato nella linea germinale del topo), il topo ne ha perso i recettori. Probabilmente per pressione selettiva che � stata messa in atto dallo stesso virus.

Come ho detto, questi non sono direttamente patogenici nei topi, ma se isolate dai topi dei cancri patogenici che causano dei virus, avranno una sequenza, una sequenza molto importante che � la Ripetizione Terminale Lunga (LTR), che contiene tutti i segnali di attivazione dei geni per dirigere la sua trascrizione e per attivare oncogeni che causano il cancro e quella LTR viene dal virus xenotropico ed � molto simile, non proprio identica, c�� qualche piccola differenza, ma � molto simile nella sequenza al virus nell�XMRV.
Una delle grandi preoccupazioni in questo genere di studio, negli anni, � che questo genere di virus sono di fatto comuni contaminanti delle linee cellulari umane. Contagiano le linee cellulari del cancro alla prostata molto bene, e queste sono spesso isolate attraverso il passaggio attraverso topi nudi. Una volta che i topi nudi hanno questo provirus contagioso, questo virus pu� poi contagiare il tumore. E ci sono ripetuti resoconti, presentati molte volte, in cui le linee cellulari tumorali umane hanno raccolto questo virus in questo modo, e cos� quando uno lo vede per la prima volta questa � una grande preoccupazione.  A dire il vero, la relazione filogenetica, come il Dottor Peterson ha indicato, � una argomentazione molto forte contro quel genere di contaminazione dai topi di laboratorio. E ho gi� sottolineato questo ultimo punto, i virus collegati alla Leucemia Murina possono causare una gran variet� di malattie.

Questa � una piccola vignetta che ho pubblicato nella mia �prospettiva� che accompagnava l�articolo di Judy Mikovits che descriveva il virus nella CFS, e che mostra semplicemente che il virus veniva originariamente da un virus esogeno, un virus contagioso che infettava gli antenati del topo che poi � capitato che contagiassero la linea germinale, cos� � rimasto fisso come un fossile nella linea germinale. In seguito a questo il recettore si � mutato e cos� il virus pu� ancora contagiare, ma non pu� contagiare i topi perch� non hanno il recettore e in qualche modo si � trasmesso agli umani.
Il gruppo e il rapporto molto stretti suggeriscono che questa trasmissione possa essere capitata piuttosto recentemente e di fatto non lo sappiamo ma non � impossibile che succeda sempre, che ci sia una qualche topo nel mondo selvatico che ha questo come virus endogeno e il mio laboratorio ha appena cominciato a vedere se questo � vero. E che il virus pu� essere trasmesso sia da topo a umano che da umano a umano, tutto � ancora vedere, ma penso che sia un�area di studio molto importante per rendersi conto da dove venga questo virus, quando � entrato negli esseri umani e naturalmente come si trasmette fra persone.

Sulla destra mostro lo stesso tipo di relazione filogenetica e voglio solo indicare ancora la similarit� molto sorprendente dei virus isolati dalla fatica cronica e dal cancro alla prostata. Non c�� nessuna ovvia divisione di virus che sono isolati da una malattia o dall�altra. I due virus pi� distanti che ci sono l� sono in effetti entrambi dal cancro alla prostata. E quello che mostra � una relazione veramente molto stretta fra questi provirus endogeni e i virus xenotropici contagiosi isolati dai topi, e poi la pi� grande relazione distante da altri virus topini ben noti. Se dovessi mettere l� sopra l�HIV penso che dovreste andare fin laggi� a quell�altra parete e tornare, per cogliere la relazione. Questi virus sono molto, molto distanti. Sono tutti retrovirus, ma � molto difficile anche solo vedere la relazione, quando cerchi di trovare un modo di allineare le sequenze, devi cercare in certe aree molto, molto specifiche. Perci� � importante tenere a mente che si tratta di un gruppo di virus molto diversi. Un gruppo di virus molto diffuso, particolarmente nei mammiferi, e anche in qualche uccello isolato. Ma mai prima d�ora, eccetto che in alcune applicazioni di terapia genetica, si � saputo che questi virus contagiassero gli esseri umani. Ed � stato nei fatti fatto uno sforzo per guardare a questo problema specifico nel caso del virus della Leucemia Felina, gi� negli anni 70 quando questo virus � stato scoperto,  c�� stato un certo ammontare di preoccupazione che i gatti potessero trasmettere il virus ai propri padroni.

E questa � effettivamente la mia ultima slide e voglio solo enfatizzare quello che non sappiamo a proposito del virus. Questo � molto, molto importante. Sono i primissimi giorni in questa cosa.  Abbiamo un articolo sulla Sindrome da Fatica Cronica associata, due articoli sull�associazione con il Cancro alla Prostata, che non sono completamente in accordo l�uno con l�altro. L�articolo sulla CFS � secondo me il meglio che si possa avere per un primo articolo sull�argomento, ma � ancora il primo articolo.  C�� molto che deve essere fatto. 
Primo � naturalmente stabilire qual � il vero ruolo del virus in questa malattia. E non � necessariamente facile stabilire una causalit�. Ci si � messo un bel po� con l�HIV, nonostante le vere prove evidenti che si avevano. E� abbastanza facile da stabilire in alcuni tipi di cancro perch� puoi proprio vedere la specificit� del sito di integrazione che lo indicherebbe, ma nel caso di altre malattie, sia che il virus sia una causa della malattia o un passeggero, o solo una coincidenza geografica dell�infezione con la malattia, tutto questo resta da stabilirsi. L�NCI in particolare sta davvero mettendo in piedi un grande sforzo, almeno all�interno delle proprie mura, per sviluppare questa cosa. Non conosciamo l�incidenza e la prevalenza nella popolazione umana.
Voglio enfatizzare che per fare questi studi � molto importante avere test standardizzati, uniformi, ben validati e affidabili. Questo � davvero il punto critico qui. E i gruppi immunologici sono particolarmente difficili in questo caso. Perfino con l�HIV i ben stabiliti test-HIV avevano lo stesso una certa gamma di falsi positivi, perci� � davvero critico che conosciamo esattamente qual � il test, che sia stato ben validato con esemplari ben standardizzati e che tutti siano d�accordo, idealmente usando gli stessi test per questi studi. E questo � quello su cui stiamo lavorando piuttosto intensamente alla Frederick in questo momento, e altri potrebbero fare altrettanto. Potremmo avere la meglio noi, potrebbero avere la meglio loro, ma qualunque cosa succeda, prima che possiamo veramente afferrare la questione questi test sono estremamente importanti. Dobbiamo conoscere la distribuzione della popolazione umana naturalmente, se ci sono gruppi, se ci sono possibili gruppi di infezione o se � semplicemente generalmente diffusa. Non abbiamo idea di quale sia il modo di trasmissione, nonostante alcune cose che possiate aver letto, e secondo me semplicemente non lo sappiamo. La capacit� di isolare facilmente il virus dai globuli del sangue e dal sangue certamente implica che quella trasmissione possa avvenire per via sanguigna. Al di l� di quello, non riesco nemmeno a indovinare da che cosa possa essere trasmessa. Da fluidi corporali? Probabilmente non si trasmette con l�areosol. Questi virus non si trammettono molto facilmente a quel modo, in generale, ma non lo sappiamo per certo con questo virus. E non conosciamo l�origine di questo virus. La stretta relazione di questo virus significa che � quasi necessario che venga dai topi, non riesco a visualizzare nessun altro scenario. Ma sta succedendo oggi? Succede sempre? � come lo scoppio di un hantavirus o qualcosa del genere? O � capitato una volta molto, molto tempo fa e si � poi trasmesso a un certo livello nella popolazione umana e naturalmente se � la causa della malattia non sappiamo quale sar� la percentuale di attacco, non sappiamo quale frazione di persone � contagiata da questo virus. Tutti quelli contagiati dall�HIV alla fine muoiono, quasi tutti moriranno, il 99 e qualcosa per cento alla fine morir� di AIDS, se non viene curato. Tuttavia per tutti quelli contagiati da una altro retrovirus umano, l�HTLV1, solo una piccola frazione avr� effettivamente la malattia, perci� non sappiamo queste cose per questo virus. Voglio dire, questa lista potrebbe andare avanti e avanti. Voglio dire una cosa sui test per�. Mi � giunta all�attenzione con orrore ieri una pubblicit� sul web di un test per l�XMRV per quello che ne so completamente indefinito, non verificato, non standardizzato. Qualcuno in un qualche laboratorio, credo nella Carolina del Sud, vuole 400 dollari da voi per fare il test a una goccia di sangue e questo penso che sia�probabilmente non dovrei dire quello che penso in proposito, ma� � davvero una cattiva idea fare il test. Non sappiamo che cosa sia, non sappiamo quanto buono sia� sono sicuro che le persone dei CDC e dell�FDA  faranno eco su questa questione, e io spingerei fortemente chiunque stia ascoltando a non farlo. Non avrei idea di quale sarebbe il risultato.

Come sempre, alla presentazione � seguita una sessione di domande e risposte. Un primo quesito posto si chiedeva se siano possibili spiegazioni alternative per una associazione cos� forte fra la CFS/ME e l�XMRV (al di l� della possibilit� che ne sia la causa) e se potrebbe essere che magari chi ha la CFS/ME � pi� predisposto a prendere questo virus. Il dottor Coffin ha risposto che pensa sia una possibilit�, cos� come c�� una forte possibilit� di causa ed effetto, ma non c�� niente di conclusivo, per il momento. Potrebbe essere una coincidenza, anche se � improbabile. Potrebbe essere che � un virus diffuso e solo persone con un sistema immunitario in qualche modo pi� debole o compromesso vengono contagiato e questa � proprio l�ipotesi originaria a cui si era pensato con il cancro alla prostata. Coffin per� pensa, con i dati attuali, che questo sia meno probabile. Un�ultima probabilit� � che tutti siano contagiati, ma che sia pi� facile da trovare in pazienti con questa malattia. 

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23 dicembre 2009

Lettera del Dr. Derek Enlander membro del direttivo dell'ESME (European Society for ME/CFS) al Primo Ministro . (Leggi testo)

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15 dicembre 2009

L�ITALIA FA PARTE DELL�ESME, LA SOCIETA� EUROPEA PER LA ME/CFS
di Giada Da Ros, presidente della CFS Associazione Italiana di Aviano (PN)

Anche l�Italia, attraverso la figura del dottor Umberto Tirelli, primario della
divisione di Oncologia Medica A
del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano (PN), fa parte dell�ESME (European Society for ME � La societ� Europea per l�ME), la cui missione � quella di creare un think tank con i maggiori scienziati di vari campi con l�obiettivo discutere su quello che si sa sulla CFS/ME �in modo da determinare la direzione pi� cruciale per la ricerca futura, e in modo da fornire una fonte attendibile di informazioni all�avanguardia sulla ME che l�ESME incorporer� nella formazione del personale medico�.

Ne fanno parte 10 scienziati di fama internazionale, leader in questo campo di ricerca, che si sono incontrati per la prima volta in Norvegia lo scorso 13 giugno.  Molti pazienti rimangono senza una diagnosi per anni e non ricevono alcun tipo di trattamento con un costo socio-economico per l�Europa stimato intorno ai 20 miliardi di euro all�anno. Dice il professor De Meirleir, del Belgio: �Ci sono pi� di 5000 articoli di ricerca che la ME ha una base organica con anormalit� nei sistemi immunitario, nervoso e gastrointestinale e che � influenzata da fattori genetici e ambientali�. �Nonostante queste scoperte, � stato quasi impossibile dare il via a una ricerca su larga scala per verificare questi fatti e osservazioni. Non saremo mai in grado di curare la ME in modo appropriato se non diamo il via a questo tipo di ricerca.� Di qui la creazione di questa organizzazione, sul cui sito si possono trovare informazioni essenziali, risorse e novit� in materia.
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30 novembre 2009

IL DOTTOR DAVID S. BELL SULL�XMRV: UN �VIRUS BURATTINAIO�
Di Giada Da Ros, presidente della CFS Associazione Italiana di Aviano (PN)

Il dottor David S. Bell, che esercita la professione a Lyndonville, New York, � da anni uno dei maggiori esperti di CFS/ME, con numerose pubblicazioni in proposito, fra cui �A Disease of A Thousand Names� (Una malattia dai Mille Nomi, del 1988) e �The Doctor�s Guide to Chronic Fatigue Sindrome� (La Guida per il medico alla Sindrome da Fatica Cronica, del 1990). Di casi nella sua carriera Bell ne ha visti moltissimi. Ha un suo sito, e pubblica periodicamente �Lyndonville News�, una newsletter (a cui � possibile anche abbonarsi) in cui, di volta in volta, fa il punto della situazione sulla CFS e dove in alcuni casi risponde anche alle domande dei pazienti.

�Cavolacci! Proprio quando voglio andarmene in pensione si presenta questa cosa�, ha scherzosamente esordito in ottobre (Volume 6, numero 2) rispetto alla scoperta dell�XMRV, �come far� ad avere un po� di pace e tranquillit�?�. Pi� seriamente poi, dopo essersi congratulato con coloro che hanno effettuato la scoperta, di cui si � moto rallegrato, ha ribadito la necessit� di mettersi al lavoro, ora. �Per molti anni la ME/CFS � andata avanti, anche se zoppicando, sulla complessa scienza che punta ai meccanismi della malattia che molti medici hanno ignorato. � andata avanti, anche se zoppicando, con specialisti scettici, con l�establishment medico, con le agenzie governative. � andata avanti, anche se zoppicando, nonostante gli attacchi delle compagnie che dovevano valutare l�invalidit�. Ora possiamo metterci al lavoro.� E, dopo aver fatto un sunto di quello che ha rivelato da ricerca annunciata, ha espresso un suo commento valutativo in proposito che riportiamo tradotto qui sotto:

         Commento Personale: l�XMRV come �Virus Burattinaio�
La CFS � una singola malattia o � una collezione eterogenea di malattie che causano la fatica? Questa domanda � stata importante per 25 anni ed � necessario che sia affrontata all�inizio dell�era dell�XMRV. Per certi versi, tutte le malattie sono �eterogenee�. C�� l�agente virale e c�� l�ospite. Non ci sono due ospiti identici,  perfino due gemelli identici hanno differenze �epigenetiche�. Per questo � inevitabile che i fenotipi (il modo in cui una malattia si manifesta in una persona) possa variare. Il virus della polio � un buon esempio. Un agente causa una blanda infezione simile all�influenza in una persona e la paralisi in un�altra. Ma la poliomielite non deve essere pensata come una malattia eterogenea.
L�XMRV potrebbe �causare� la CFS perch� permette ad altri agenti (EBV, Lyme, enterovirus, eccetera) di esprimersi diversamente. Dopotutto, l�XMRV � un retrovirus e guardate alle variazioni in fenotipo negli altri retrovirus umani conosciuti. I linfociti che esprimevano l�XMRV erano �attivati�, cosa che implica che questo agente non se ne stava solo quietamente nascosto nelle cellule come fanno alcuni agenti.
La Teoria dei �Due Colpi� circola da vent�anni. Il primo colpo � un colpo silenzioso che altera il sistema immunitario, e il secondo � un herpesvirus o qualche altro agente. Effettivamente gli herpesvirus possono portarsi dietro i retrovirus, cos� ecco altro lavoro da fare per il Whittemore-Peterson Insitute. John Coffin ha scritto �Un Nuovo Virus � Quante Vecchie Malattie?�
Penserei all�XMRV come al �burattinaio�. � noto per essere collegato al cancro alla prostata; si nasconde nell�ombra e tira certi fili facendo s� che certe cellule diventino maligne. Forse tira un altro filo per causare l�EBV a essere pi� attivo, o la Lyme, o l�enterovirus? Un altro filo per alterare l�RNAse L? Si aprono molte, molte domande.
Ma sappiamo gi� molte cose. Primo, la ME/CFS non � come la solita infezione media, la polmonite per esempio. Questa � una malattia veramente complicata. Ma l�AIDS era complicato e adesso � capito piuttosto bene. Secondo, conosciamo gli aspetti clinici della ME/CFS, mettendo da parte le discussioni su che definizione si utilizza. E la buona notizia: dopo aver seguito pazienti per venti anni, non molti stanno sviluppando il cancro. Ma c�� una cattiva notizia; il cancro ci mette molto tempo per mettersi in movimento.
Ma la notizia veramente buona � che se l�XMRV � il burattinaio della ME/CFS, � concepibile che sia molto curabile. In teoria pi� curabile dell�HIV. Molto lavoro da fare.
La politica della ME/CFS intimidisce. Ma ora potrebbe essere il momento di avanzare rapidamente e far s� che qualcosa venga fatto. Di nuovo congratulazioni agli autori e agli Whittemore. E� ora che il CDC (i Centri di Controllo sulle Malattie) e l�NIH (L�istituto Superiore di Sanit� americano) siano costruttivi e facciano della scienza.�

Nella newsletter successiva (Volume 6, numero 3) si sofferma in modo pi� approfondito sulla scoperta, riportando anche le teorie del meccanismo che ne sarebbe sotteso, e annuncia che in seguito al grande interesse dimostrato globalmente nei confronti dell�XMRV, terr� una conferenza in proposito il 6 Dicembre 2009. Rispetto alla scoperta di cui � co-autore il dottor Peterson, che Bell spiegher� nell�incontro, ha commentato: �E� mia personale opinione che stiamo assistendo alla storia. Lo dir� il tempo.�
E fa una considerazione anche sul nome della malattia, su cui da sempre si discute. �Sindrome da Fatica Cronica � un nome miserabile. Penso che l�XMRV si riveler� essere il burattinaio che tira i fili delle malattie variamente chiamate CFS, ME, fibromialgia, sclerosi multipla atipica, mononucleosi cronica� E se � cos�, il nome dovrebbe essere XAND, per Xmrv Associated Neuroimmune Disease (Malattia Neuroimmunitaria Associata all�Xmrv). Ho sentito la signora Annette Whittemore usare questo termine e suona giusto. Storia.� Come ha detto lui stesso, lo dir� il tempo.

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29 novembre 2009

INCONTRO CFSAC: PRESENTAZIONE DEL DOTTOR DANIEL PETERSON SULL�XMRV
Di Giada Da Ros, presidente della CFS Associazione Italiana di Aviano (PN)

Il Chronic Fatigue Syndrome Advisory Commettee (CFSAC, cio� il Comitato di Consulenza sulla CFS) � un organismo che si propone di dare consigli e fare raccomandazioni al Ministro della Sanit� americano, attraverso l�intermediazione della figura di un vice-ministro della sanit�, su una vasta gamma di argomenti relativi alla CFS/ME, incluso: lo stato attuale delle conoscenze e della ricerca sulla epidemiologia e i fattori di rischio; le diagnosi correnti o proposte e i metodi di cura; lo sviluppo e l�implementazione di programmi di informazione. Il comitato � costituito da 11 membri che durano in carica 4 anni. Il presidente del CFSAC � nominato dal Ministro della Sanit� o da un suo sostituto, 7 devono essere scienziati che fanno ricerca in campo biomedico e che hanno esperienza con la CFS, e 4  devono essere esperti in campo sanitario rispetto alla CFS. Inoltre, vi sono altri 5 membri ex officio senza diritto di voto, un per ciascuna delle seguenti agenzie: Centers for Disease Control and Prevention (CDC), Food and Drug Administration (FDA), Health Resources and Services Administration (HRSA), Istituto Superiore di Sanit� - National Institutes of Health (NIH), Social Security Administration (SSA), oltre ad altri che dovessero ritenersi eventualmente necessari per lo svolgimento dei lavori del comitato.

Gli scorsi 29 e 30 ottobre il comitato si � riunito in un intenso incontro di due giorni, che � stato possibile seguire anche in diretta sul web. La prima giornata si � parlato per quasi 7 ore, la seconda giornata per poco pi� di 5 ore. Uno dei momenti clou � stata la presentazione da parte del dottor Daniel Peterson della scoperta relativa al retrovirus XMRV, presentazione che trovate anche su YouTube divisa in una prima, seconda e terza parte.
Di seguito, anche con l�ausilio delle slide da lui utilizzate, riportiamo la trascrizione tradotta di quella presentazione. Una avvertenza: l�incontro prevedeva una sottotitolazione simultanea in originale. Purtroppo per� detta sottotitolazione � piena di errori, anche gravi, e omissioni. Per questa ragione, nel fare la traduzione non ci siamo basati su quella, ma sulla presentazione orale, su quello che insomma � stato detto.  Naturalmente i collegamenti ipertestuali sono nostri e non del dottor Peterson. Inoltre, in chiusura, trovate una sintesi del dottor Bell che ha fatto una analisi di questa presentazione sottolineandone i punti fondamentali da ricordare.

PRESENTAZIONE DEL DOTTOR PETERSON

Ringrazio tutti per l�opportunit� di parlare al comitato, soprattutto come medico che pratica da molti anni, e per l�opportunit� di condividere le eccitanti nuove scoperte, per quanto ancora preliminari, che siamo stati in grado di realizzare all�Istituto (il Whittemore Peterson Institute, ndt). In questa breve e necessariamente ampia presentazione cerco di iniettare nuovo materiale scientifico in questo campo della CFS, che ne ha molto bisogno.

Per cominciare, c�� una sorta di rappresentazione grafica del virus XMRV di fronte a voi sulla sinistra, e a destra un�immagine naturale presa al microscopio elettronico da uno dei pazienti, che dimostra la presenza di un retrovirus.

Facciamo un ripasso del ciclo di vita dei retrovirus. Ricordate tutti che i retrovirus possono essere latenti, ma possono anche essere attivi, e le tecniche per valutare se sono latenti o attivi sono di tipo diverso e sono disponibili anche per questo specifico retrovirus. Naturalmente quello presentato l� � un modello per l�HIV.

Per l�XMRV era importante fare una differenziazione rispetto a tutti gli altri retrovirus topini che fanno parte della famiglia dei gammaretrovirus, e questo albero filogenetico, che � stato sviluppato nel fare la sequenza dei geni, dimostra che questo specifico XMRV che abbiamo isolato nei pazienti con la CFS � simile, ma non identico, all�XMRV dei pazienti con il cancro alla prostata, che sono rappresentati dai VP-62 e VP�25. Notate anche che da un punto di vista filogenetico questo particolare gruppo di XMRV � piuttosto diverso dai retrovirus dei topi. Quello che significa, detto in un modo anche semplicistico, � che c�� stata una deviazione genetica dei retrovirus degli altri topi, in modo tale per cui � estremamente improbabile che questo rappresenti una contaminazione da topi nel laboratorio. Secondo, potete vedere che ci sono differenze genetiche nelle stringhe di cui � stata fatta la sequenza, che � quello che uno si aspetta da retrovirus che sorgono in luoghi diversi e da differenti infezioni.

Questo lavoro � stato condotto da una inusuale collaborazione del settore privato, il Whittemore Peterson Institute, e il National Cancer Insitute e la Cleveland Clinic. Sollevo l�argomento per far vedere che cosa si pu� raggiungere in un periodo di tempo relativamente limitato, con delle risorse economiche relativamente limitate, combinando l�expertise, che nessuna di queste entit� da sola avrebbe avuto.

Il gruppo utilizzato nello studio di cui si � parlato in Science viene dal deposito nazionale del WPI. Abbiamo collezionato campioni per un certo numero di anni in condizioni di �80�F, e i campioni del deposito includevano campioni da Nevada, California, Oregon, Florida, Carolina del Nord e New York, cos� come anche campioni di pazienti internazionali. I criteri per l�inclusione nel deposito erano molto semplici: una diagnosi di CFS, la fascia d�et� andava fra i 19 e i 75 anni, e i pazienti erano costituiti dal 67% da donne, cosa che rappresenta la generale incidenza di gender per i pazienti con la CFS, con un�et� mediana di 55 anni. Questo dato ha persone lievemente pi� vecchie di altri studi e questo � probabilmente dovuto al fatto che sono state prese da ambulatori clinici, come il mio, che hanno seguito i pazienti per un periodo di tempo molto lungo. C�erano 320 campioni di controllo che erano pressappoco associati per et�, sesso e distribuzione geografica. Specifico che questi campioni di controllo non sono stati controlli che avessero qualche tipo di contatto, gente che lavorava nel laboratorio, membri della famiglia eccetera, cosa che potenzialmente poteva influenzare fortemente i risultati rispetto ai soggetti di controllo.

Si sono sollevate molte domande quando abbiamo fatto questa scoperta: quali fossero le cellule contagiate, quali i tipi di tessuti, se il sangue era il posto in cui guardare, o se si dovesse guardare al midollo osseo, al cervello, al fluido spinale, eccetera. La domanda immediata che � sorta nella mia mente � stata �come si trasmette?� e questo naturalmente � una grande preoccupazione per questioni come le riserve di sangue. Poi la domanda cruciale �: le persone contagiate hanno nei fatti una risposta immunitaria, e se ce l�hanno, possiamo misurarla e alla fine possiamo manipolarla a beneficio dei pazienti? Naturalmente c�� la domanda ovvia: ci sono interazioni far questo particolare retrovirus e il sistema immunitario? Ci siamo posti di nuovo quelle domande che sono state poste nell�HIV molti anni fa. Un�altra domanda che naturalmente � pertinente riguarda il fatto � molto ben noto che i retrovirus topini causano linfomi, la leucemia eccetera� pu� la versione umana di questo retrovirus, l�XMRV, essere associata anche a uno sviluppo del cancro? E infine, date le scoperte, ci siamo chiesti se questo ci desse alcune idee e direzioni per ideare terapie pi� specifiche di quanto non siamo riusciti ad fare per la CFS in passato.

Perci� di nuovo, i criteri del CDC sono ben noti a tutti e voglio sottolineare come nella definizione clinica gi� addirittura nell� �88, e nel �94, con la revisione [della definizione], c�era un�enfasi su una malattia simile all�influenza, su sintomi che suggeriscono la possibilit� di un inizio e di un perpetuarsi della sindrome di origine virale.

Naturalmente ci ha creato problema il fatto che sia chiaramente una malattia eterogenea, altamente dipendente dalla definizione clinica, altamente dipendente dall�osservatore per poter trovare i gruppi che sono stati studiati, ed � stato detto molte, molte volte che questo deve essere reso pi� chiaro, in tutti gli studi che sono stati fatti, e il concetto di lavoro di network-clinico � assolutamente critico, credo, da percepire, particolarmente se abbiamo un agente come questo, che pu� essere studiato al di l� dei confini regionali. Quello che mi ha intrigato per molti anni � il fatto che, se studi la letteratura sui pazienti severamente colpiti dalla sindrome da fatica cronica, certe cose spiccano, per esempio la disfunzione dell�RNLASE L e il pathway antivirale � stato riportato dai ricercatori in tutto il mondo. Le stesse scoperte sul basso numero e funzionamento delle cellule natural killer: ricercatori molto affidabili come la dottoressa Klimas hanno riportato questo dato molte e molte volte, e ci sono anormalit� nel sistema immunitario naturale con cellule-T attivate e la produzione di citochine infiammatorie e la maggior parte ha cercato di riprodurre quelle specifiche scoperte. Perci� la domanda � stata: in che modo queste nuove scoperte dell�XMRV hanno impatto su quello che sapevamo gi�?

Bene, questo particolare tipo di gammaretrovirus � un retrovirus piccolo e semplice. Si codifica solo per le proteine strutturali, e per questo potrebbe presentare problemi differenti rispetto alla terapia, ad esempio. Potrebbe essere molto pi� difficile dell�esistente terapia per l�HIV. I farmaci esistenti potrebbero o non potrebbero essere efficaci. Ancora, sappiamo che i retrovirus non sono, nei fatti, ubiquitari e non sono benigni. E questo gruppo di retrovirus in particolare � conosciuto per non essere benigno e direi che anche l�HIV e HTLV-1 pure non sono benigni nella popolazione umana.

Ho giusto selezionato alcuni pezzi rappresentativi del lavoro scientifico in modo che possiate cogliere quello che stiamo facendo e come si presenta. A sinistra vedete 11 pazienti rappresentativi che sono stati testati per la gag (gene del retrovirus che codifica per le proteine strutturali, ndt) e vedete che 68 dei 101 pazienti che sono stati testati sono risultati positivi � positivi con uno schema molto pulito e chiaro. Sul lato destro vedete un campione di 11 soggetti di controllo, dove un soggetto di controllo � risultato positivo, utilizzando la stessa tecnica. Quando lo estrapoli per i 320 [soggetti di controllo], scopri che c�erano 12 soggetti di controllo positivi, per una percentuale di circa 3.75%, e come medico che esercita la professione questo � un dato di grave preoccupazione per me perch� questo significa approssimativamente, se questo dato tiene con gli altri gruppi di controllo, che approssimativamente il nel 4% della popolazione c�� una prova di questo virus e lo abbiamo saputo solo facendo i controlli. Per cui si apre un�intera area di preoccupazione con rispetto allo sviluppo della malattia, alle malattie associate o la sicurezza delle scorte di sangue, ad esempio.

� sorta la domanda: in quali cellule possiamo trovare questo specifico XMRV? E questo � un po� complesso, ma in pratica abbiamo preso cellule-B e cellule-T stimolate e siamo stati in grado di dimostrare la presenza del virus sia nelle cellule-B che nelle cellule-T. Questo rappresenta un solo paziente, ma � stato replicato anche negli altri pazienti.

Poi si � sollevata la domanda: possiamo trasmettere questo virus, l�XMRV, dai globuli bianchi dei pazienti alle linee cellulari e la linea cellulare selezionata � stata la linea cellulare del cancro alla prostata umano e infatti in questa slide rappresentativa vedete che i globuli bianchi di tre pazienti sono stati in grado di contagiare le linea cellulare della prostata. I controlli non erano in grado, perci�... E questo � stato replicato in un certo numero di pazienti.

Pi� affascinante probabilmente � stata la capacit� di dimostrare attraverso il plasma ultracentrifugato che possiamo trasmettere l�infezione con fluido privo di cellule e per i novizi nella virologia questo significherebbe che ci sono virus attivi nel plasma di questi pazienti che potrebbero infettare le linee cellulari.

E infine abbiamo guardato alla microscopia elettronica e noterete in questa particolare linea cellulare infettata, sulla destra, l�ovvio �germogliare� di una particella di retrovirus, e sulla sinistra vedete una pletora di particelle virali in vari stati di maturit�.

La successiva domanda che � sorta � stata sulla risposta degli anticorpi e se potevamo dimostrare una risposta degli anticorpi a questo virus.

E di nuovo, questa � una slide piuttosto complicata, con varie linee cellulari e anticorpi dell�envelope e quello che indica � che in una porzione significativa di pazienti - un esempio nell�angolo in basso a destra - era presente un dimostrabile anticorpo dell�envelope.

E questi numeri non si vedono chiaramente come dovrebbero per qualche ragione, mi scuso per questo, ma essenzialmente, quello che abbiamo fatto qui � stato cercare l�XMRV nei pazienti che erano negativi alla PCR e abbiamo dimostrato che una significativa porzione di quei pazienti avevano in effetti gli anticorpi, 19 su 33, e 30 su 33 avevano virus trasmissibile nel plasma con la tecnica che � stata descritta, e 10 su 33 hanno dimostrato una espressione della proteina. Perci� se prendete uno di questi test, dei tre test che ho indicato, e lo applicate al gruppo di pazienti, scoprite che il 99% di 101 pazienti ha qualche prova di una attivit� di questo retrovirus.

Ora, in seguito all�articolo su Science, sono stati fatti ulteriori studi all�NCI [National Cancer Institute, ndt] e alla Cleveland Clinic  usando dei gruppi senza alcun tipo di collegamento, in un altro laboratorio. Questo � stato ovviamente un iniziale studio di validazione e i risultati di quello studio sono stati recentemente analizzati e 9 su 15 di quei pazienti erano positivi secondo la tecnologia del PCR; 13 su 15, o circa 87%, positivi attraverso la tecnica della co-coltura, e il plasma era positivo in approssimativamente il 53% secondo quella tecnica. Per cui questa � stata una validazione indipendente al di fuori del laboratorio del WPI.

Volevo mostrare un altro paio di aree interessanti a cui stiamo guardando, perch� chiaramente uno non vuole confinare la propria ricerca su un retrovirus a un piccolo gruppo di pazienti, e abbiamo avuto un caso interessante in Nevada di una famiglia che ha gemelli che hanno contratto la Malattia di Niemann Pick o Alzheimer infantile, e la famiglia ha raccontato di una brutta malattia simile all�influenza e i genitori sono entrambi positivi agli anticorpi per l�XMRV e, cosa interessante, entrambi i gemelli sono positivi alla infezione attiva. Perci� penso che questo lasci molto su cui riflettere, come minimo.

Perci� naturalmente abbiamo deciso che dovevamo guardare in modo ampio alle XMRV Asssociated Neuroimmune Diseases (XAND) � Malattie Neuroimmuni Associate all�XMRV � e ci sono molti, molti candidati per questo. Questa  � chiaramente una enorme area di ricerca che per me � straordinariamente eccitante e in effetti ho avuto collaboratori in tutto il mondo che hanno detto �per piacere, studiate i miei pazienti con l�artrite reumatoide, per piacere guardate ai miei pazienti con il Lupus�, e penso che sia molto interessante. Abbiamo in effetti guardato alla Sclerosi Multipla atipica, perch� un sacco di neurologi adesso stanno categorizzando un certo gruppo di pazienti come persone che hanno una Sclerosi Multipla atipica. Ci sono un sacco di disturbi neurologici ma non incontrano bene i criteri per la Sclerosi Multipla, per cui abbiamo preso tre di quei pazienti che, di nuovo, erano positivi alla tecnica PCR. La Fibromialgia � una malattia ovvia a cui guardare. Abbiamo preso dei pazienti con una fibromialgia ben caratterizzata, un numero relativamente piccolo, 20 di quelli, di cui il 60 per cento erano positivi. Come sapete, c�� una significativa sovrapposizione fra quelle sindromi, soprattutto dal punto di vista dei sintomi. L�autismo � stata una malattia ovvia a cui guardare, dove c�� un�altra grande ondata di richieste dai genitori rispetto alla eziologia e alla patogenesi di quel disturbo. Un numero molto piccolo di persone sono state testate oggi con una approssimazione del 40% di positivit�. E naturalmente la lista potrebbe andare avanti e avanti e avanti con stati di varie malattie che probabilmente dovrebbero venire investigate da appropriate agenzie che dovrebbero fare la stessa cosa.

La riorganizzazione clonale delle cellule gamma-T � stata interessante per me perch� molti anni fa l�ho trovato in modo costante nel tempo in un sotto-gruppo di pazienti nel gruppo del Nevada. E questa � una slide piuttosto complicata, ma se guardate alla linea gialla, il gruppo di soggetti corrispondenti usati come controlli � un controllo che � positivo per la riorganizzazione clonane delle cellule gamma-T e le riorganizzazioni clonali delle cellule gamma-T si vedono nei pre-linfomi e in alcune infezioni virali. E in questo gruppo di pazienti sulla destra, vedete che avevano una anormalit� molto forte, che si sviluppa molto rapidamente. E quello � un gruppo di pazienti di cui sono particolarmente preoccupato e che volevo studiare ulteriormente.

Per cui dalla pubblicazione dell�articolo su Science abbiamo infatti guardato a quel gruppo di pazienti, cos� come al gruppo di pazienti che ha sviluppato un linfoma o la leucemia o un disturbo collegato che venivano dal gruppo di pazienti con la Sindrome da Fatica Cronica che ho seguito per 25 anni. E, cosa interessante, vedrete che non solo tutti avevano la riorganizzazione clonale delle cellule-T, ma tutti quelli che sono stati testati sono risultati positivi all�XMRV.

Su questo particolare paziente voglio fare diverse osservazioni. Questo paziente � una specie di �paziente indice� per me per il fatto che ha avuto una diagnosi nel 1984 e in effetti l�ho mandato al NIH (National Institute of Health � Istituto Superiore di Sanit�) per studi nel 1988 a causa della severit� dei suoi sintomi. Ed � stato seguito all�NIH per molti, molti anni per una variet� di ragioni. Alla fine ha fatto una splenectomia e gli � stata fatta la diagnosi di linfoma mantellare, 16 anni dopo aver vissuto con la sua malattia molto disabilitante. E� stato trattato in modo molto aggressivo con la terapia delle cellule staminali e con il trapianto di midollo osseo e nonostante questo � morto a causa di una crisi finale della leucemia mieloide cronica. Quello che � interessante � che siamo stati in grado di sviluppare linee cellulari clone da questo paziente, linee cellulari-B, e infatti quando lo abbiamo analizzato, nella figura di mezzo,  troverete livelli estremamente alti di XMRV nella sua linea cellulare-B. Quelle che � anche pi� interessante per me � l�immagine sulla destra. Quello che questo rappresenta � che siamo stati in grado di prendere del siero che era stato congelato nel 1984, al tempo in cui avevo chiesto aiuto ai CDC con questo disturbo, scongelarlo e infettare le cellule. E questo � veramente spettacolare per me e apre anche opportunit� per studi in altri luoghi dove hanno raccolto e conservato siero. Spesso le cellule PBMC (cellule mononucleari del sangue periferico) non sono raccolte e conservate, ma molti ricercatori hanno fatto una banca di siero. E in una qualche maniera fa anche paura pensare che si pu� ottenere sangue che stato congelato per 25 anni e ottenere virus attivi e infettivi.

Abbiamo guardato alle variazioni genetiche nelle cellule dell�RNA che sono state riportate nei pazienti con cancro alla prostata. � una anormalit� genetica piuttosto comune nella popolazione in generale e infatti non abbiamo trovato nessuna correlazione con i pazienti che erano positivi. Ci sono molti differenti genotipi di cellula RNA e probabilmente uno dei progetti a cui dovremmo guardare � ai differenti genotipi dei pazienti che ne sono colpiti.

Ancora, ci si � domandati se forse le cellule NK avessero un ruolo critico da interpretare qui. Questa � proprio una rappresentazione di una famiglia di cui ha riferito Paul Levine che aveva una disfunzione delle cellule NK in molti membri della famiglia con lo sviluppo di cancro e sindrome da fatica cronica.

Perci� si pu� generare un�ipotesi, in modo molto simile a come si � fatto per l�ipotesi dell�HIV, e cio� che si sviluppa una infezione acuta, si sviluppa una riposta degli anticorpi, alla fine sin ha un fallimento del sistema immunitario e postuliamo qui che forse c�� una irregolarit� nel numero e nella funzione di cellule NK con il risultato di una malattia prolungata e molto significativa. Questo � un modello che potrebbe essere testato in modo abbastanza semplice, e penso che sia qualcosa che dovremmo fare rapidamente e con giudizio.

E vi ringrazio per la vostra attenzione e sono disponibile alle domande.

Dopo prolungati applausi il presidente ha commentato che erano molto meritati. Ha preso la parola, lo ha ringraziato e ha esordito dicendo che quello che aveva appena sentito gli ricordava quello che era successo molti anni prima con l�infezione dell�HIV perinatale e che gli studi di follow-up nell�HIV pediatrico hanno fatto s� che si conservassero 87.000 campioni di plasma e cellule che sono state congelate dai pazienti e si potrebbe guardare a questi campioni per possibili infezioni retrovirali. Ha poi aggiunto che lui si trovava in quella commissione per aver riportato alcuni casi di sindrome da fatica cronica pediatrica e che come pediatra aveva trovato anche spaventoso sentire quello che era stato spiegato, ma ora che si � aperta la finestra alla possibilit� di infezioni perinatali, questo sar� molto utile sia per i bambini che per gli adulti.
Sono seguite alcune domande. Chi ha preso la parola ha ringraziato molto  il WPI per l�apertura dimostrata nei confronti dell�esterno, per il modo in cui stanno mettendo a disposizione della comunit� scientifica le informazioni e per essersi resi disponibili a collaborazioni. Si � chiesto di rispondere per� a un commento del dottor Reeves, fatto subito dopo la pubblicazione dello studio, in cui questi lamentava il fatto che, secondo lui, la �popolazione� studiata non era ben caratterizzata. Peterson, visibilmente infastidito dalla osservazione negativa,  ha risposto che, come prima cosa, pubblicare su Science dovrebbe parlare da s� e, come seconda cosa, la popolazione era ben caratterizzata e che il loro non era un articolo clinico e perci� non parlavano dei singoli pazienti che presentavano l�XMRV, ma questi pazienti sono stati comunque studiati in modo estensivo prima.
Il dottor Leonard Jason ha poi fatto due domande.  Una riguardava le scorte di sangue. Ha chiesto se, ora che si sa di questo retrovirus, ci siano delle linee guida in proposito da parte del National Cancer Institute, e quali siano le potenziali implicazioni legali per qualcuno che dovesse ricevere una trasfusione e che dovesse poi risultare positivo al retrovirus. Ha anche chiesto se si sia mai verificato fin�ora. Peterson ha risposto che era gi� stato contattato da due avvocati che sono specializzati nell�HIV contratto in seguito a una trasfusione di sangue proprio perch� guardavano a possibili situazioni di trasmissione dell�XMRV in seguito a trasfusioni ed erano molto desiderosi di intraprendere possibili eventuali azioni legali. Ha poi aggiunto di aver avuto dei gruppi di pazienti che si sono ammalati con una trasfusione. C�� n�� uno in particolare dove hanno localizzato i donatori di questa trasfusione ed era molto ansioso di fare a loro il test. Hanno campioni di sangue pre- e post-trasfusione per quel paziente per cui si sapr� qualcosa di pi� preciso in futuro. Al momento presente si sentiva di fare una raccomandazione molto pi� forte che non la semplice cautela. Ha dichiarato di dire sempre hai propri pazienti di NON donare sangue. Gli � per� capitata una paziente che aveva insistito per farlo ugualmente, motivata da una sorta di dovere civico. Immaginava che se lo faceva quel genere di pazienti, lo facevano sicuramente anche altri, senza contare quei pazienti che pure sono sani e non sanno di avere il virus, come � capitato alle persone nel loro gruppo di controllo.
Leonard Jason ha anche chiesto un commento a proposito della collaborazione con i CDC riguardo ai campioni di sangue. Voleva in particolare sapere se i CDC avevano campioni di sangue del loro istituto e capire la natura della collaborazione. Peterson ha preferito che fosse Annette Whittemore a rispondere a questa domanda e le ha lasciato la parola. Costei  ha risposto che lei stessa aveva dovuto porre quella domanda quando lo aveva saputo perch� era stata una sorpresa anche per lei; sperava fosse cos� e che quello probabilmente veniva trattato dalla dottoressa Mikovits. Quindi non poteva rispondere, ma sperava che le persone coinvolte lavorassero congiuntamente perch� accadesse e ha aggiunto che la sua preoccupazione era che venissero utilizzate le tecniche giuste visto che loro erano disposti a condividere i campioni.
Con questo si � chiuso l�intervento in quella sede del dottor Peterson. Il dottor David Bell, nel focalizzarsi sui punti fondamentali illustrati da Peterson in questa presentazione nel suo �Lyndonville News� (Volume 6, Numero 3- Novembre 2009) ha sintetizzato tre elementi fondamentali da tenere a mente:
1. Il DNA dell�XMRV � stato trovato in 68 su 101 pazienti. Questo lascia fuori 33 pazienti con la CFS che sono risultati negativi. Ma ulteriori esami hanno fatto rilevare che 19 di questi 33 erano positivi agli anticorpi all�XMRV, 30 di questi 33 avevano virus trasmissibile nel plasma, e 10 di questi 33 avevano l�espressione proteica, con il risultato finale di 99 pazienti su 101 con prove di infezione da XMRV.
2. Ne consegue che in futuro, quando ci saranno maggiori conoscenze, sar� magari possibile procedere in modo pi� semplice e avere un test unico per conoscere il proprio status rispetto all�XMRV, ma al momento attuale sono necessari diversi test, e specificatamente di: a.DNA attraverso la PCR; b. infettivit� virale; c. ricerca delle proteine virali; d. anticorpi all�envelope dell�XMRV. Bell in proposito ha espresso cautela e ha invitato a fare le cose per bene dall�inizio. Gi� c�� sufficiente dubbio intorno alla CFS. Non si possono fare le cose pressappoco.
3. La presentazione fornisce una versione aggiornata della teoria del meccanismo di messa in funzione della CFS che un tempo era chiamata la �teoria dell�X Factor�, espressione che ora Bell ritiene perfino ironica visto che il retrovirus messo in campo si chiama XMRV. La teoria, divisa in tappe, � questa: I. infezione dell�XMRV; II. Infezione delle cellule B, dei linfociti T e delle cellule NK; III. Deperimento del numero e dell�attivit� delle cellule NK; IV. Riattivazione di altri agenti patogeni. Notava Bell come i pazienti con l�AIDS si sentono meglio con la soppressione delle infezioni secondarie. E questo spiegherebbe perch� il trattamento con antibiotici, antivirali, gammaglobuline e altri agenti fa sentire meglio alcuni pazienti con la CFS/ME. 
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Novembre 2009 

INTERVISTA AL DOTTOR LEONARD JASON SUL �NEW YORK TIMES�
A cura di Giada  Da Ros, presidente della CFS Associazione Italiana di Aviano (PN)
Traduciamo di seguito una intervista rilasciata dal dottor Leonard Jason al New York Times alla fine di novembre.

Imparare a capire la CFS di prima mano
di DAVID TULLER

Leonard Jason � professore di psicologia alla DePaul University a Chicago e direttore del Centro per la Ricerca di Comunit� dell�universit�. Fa parte del Comitato di Consulenza sulla CFS al Department of Health and Human Services ed � un membro del direttivo della Associazione Internazionale per la CFS/ME, un gruppo di pressione.

Domanda. Che cosa c�� nella Sindrome d Fatica Cronica cos� difficile per molte persone � per i pazienti stessi, i medici, i familiari?

Risposta. La fatica � una esperienza umana universale, e in effetti la maggior parte delle persone lavora duramente e si sente stanca la maggior parte delle volte. E una severa fatica � uno dei disturbi pi� comuni di cui la gente si lamenta con i propri medici. Perch� molte persone hanno una fatica generale e continuano ad andare avanti, e pensano �Che cos�� �sta cosa? Quella non � una malattia, � un fatto della vita�. Cos� c�� una percezione sia fra il personale medico che fra i profani che � qualcosa che puoi superare da solo, la gestisci. C�� una tendenza a pensare, �Va bene, sei stressato, cerca di dormire meglio, prendi degli antidepressivi.�
Con le malattie cardiache o il cancro o l�AIDS, hai una immediata sensazione da parte della tua famiglia, i tuoi associati al lavoro, i tuoi amici che questa � una cosa per cui devono avere compressione, per cui abbiamo necessit� di fare degli accomodamenti. Quello che � differente in modo forte riguardo a questa malattia � che  la maggioranza delle persone non solo deve avere a che fare con un problema di salute particolarmente debilitante, ma deve anche avere a che fare con lo stigma e la reazione sociale e l�incredulit� e l�illegittimit� e questo � devastante. I tuoi colleghi di lavoro dicono che fingi di star male, il personale medico dice che non riesce a trovare niente e ti inviano a uno psichiatra, e i tuoi amici cominciano a lamentarsi che non li chiami mai, li hai respinti. Cos� questa persona si trova nel vortice di un terreno di incredulit� che in qualche modo � probabilmente unico.  

Domanda. La percezione della CFS � cambiata negli anni?

Risposta. Ho trascorso molto del mio tempo a fare discorsi a un pubblico di persone che non conosco, e sento che oggi � molto diverso � ampiamente diverso da 20 anni fa. A quell�epoca, nessuno ne aveva sentito parlare e c�era una pressoch� universale incredulit�. Oggi, questo c�� molto, molto meno. Non voglio suggerire che non sia rimasto dello scetticismo. � ancora presente. Ma � mia opinione che le persone che sono scettiche non hanno realmente guardato alla letteratura.  � facile mantenere il tuo scetticismo quando non ti sei veramente preso la cura di guardare.

Domanda. Quanto associa lo scetticismo al come �Sindrome da Fatica Cronica�, che � usato negli Stati Uniti, invece di nomi come �Encefalomielite Mialgica� o �Encefalopatia Mialgica�, che sono pi� comuni in altri Paesi?

Risposta. Il nome � infelice. � un nome terribile, perch� il fulcro � la fatica e di questa fanno esperienza diversa le persone sane e le persone che hanno questa malattia. Penso veramente che se chiamassimo la bronchite o l�enfisema �sindrome della tosse cronica�, probabilmente si avvenne molto poco rispetto per quelle persone, ma un nome che suona pi� medico cambia la percezione delle persone.
Quando hai un nome che suona-pi�-medico stai dicendo che la malattia non � qualcosa di vaporoso, da essere minimizzato o ignorato, e il personale medico pensa che sia pi� serio, pi� debilitante. Spero che ci sia un nuovo nome, ma il problema � che non si cambiano i nomi con leggerezza, anche i nomi cattivi, perch� le persone hanno imparato a riconoscere una malattia con un nome. Penso che cambiarlo confonderebbe molte persone, perci� � bene che sia un nuovo nome che � accettato in modo pi� ampio dai pazienti e i ricercatori.
C�� un movimento in giro per il mondo di persone che usano termini differenti, e alcuni stanno usando il termine ME/CFS. I CDC e la Associazione CFIDS sono due delle ultime grandi associazioni egli Stati Uniti che non sono salite a bordo.

Domanda. Ci sono molte persone che pensano che la CFS sia solo una forma di depressione. Quale � il collegamento fra le due?  

Risposta. La risposta rapida �, se vuoi fare un rapido test diagnostico, potresti dire, �Se domani stessi bene, che cosa faresti?� E la persona con la CFS ti darebbe una lista di cose a cui vogliono tornare nella loro vita, e la persona con una classica depressione probabilmente direbbe, �Non lo so�.
L�ottanta per cento delle persone che hanno la depressione hanno fatica, ma non � il loro disturbo pi� serio. Possono avere problemi di sonno,  alcuni problemi cognitivi che sono comuni, e possono finire per essere inseriti nella definizione di caso per la CFS. Alcune persone con questa malattia sono davvero depresse. Se, fondamentalmente, hai una persone che ti dicono di sentirsi piuttosto bene, poi sono malate, e poi si deprimono, potrebbero avere la depressione cos� come la malattia. Il vero problema critico � quando hai una persona che ha solo la depressione e non ha questa malattia, ma ha la fatica. Per cui [il problema si pone] se la tua definizione di caso � imprecisa e confondi le categorie, e questo porta all�interno della malattia persone che non ce l�hanno. Alla fine hai problemi nel fare una stima su quante persone ce l�hanno.

Domanda. Perch� ha importanza la stima di quante persone hanno la malattia?

Risposta. Questo rimanda alla definizione di caso. Se questa include persone che non hanno la malattia, alcuni potrebbero dire che ci sono dei vantaggi perch� d� alla CFS un tasso di incidenza maggiore e pi� attenzione. Perci� se ci sono milioni di persone con questa malattia, potrebbe risultare nel piano di azione e le persone la prendono pi� sul serio. Penso che uno debba essere cauto rispetto a questo, perch� se fai ricerca con questo gruppo di persone pi� ampio, e alcuni di questi non hanno la malattia, e la domanda riguarda quali siano i dati biologici, come li interpreti? Se hai campioni di pazienti che sono diversi, alla fine quello che succede � che sar� molto difficile trovare marker genetici o biologici perch� c�� una tale imprecisione nel modo in cui � stato identificato.  Per cui quello che succede � che le persone dicono, �Non troviamo nulla, deve essere di origine psichica�.  

Domanda. A lei � stata diagnosticata la CFS molti anni fa. Come l�ha colpita?

Risposta. Quello ha scatenato il mio interesse. Mi � venuta la CFS nel 1990 dopo aver avuto la mononucleosi, e ho finito per dover lasciare il mio lavoro per circa una anno e mezzo. Mi sono detto, �Beh, cavoli, se questo mi sta colpendo nel modo in cui sta facendo, dovrei provare a fare della ricerca�. Ne sapevo un pochino, prima, e poi ho cominciato a leggere la letteratura.  
L�epidemiologia fatta dai CDC era atroce. Quello che ho letto � che era un disturbo estremamente raro che colpiva meno di 20.000 persone, che era primariamente psicologico, che colpiva prevalentemente le classi economicamente medio-alte, che aveva una definizione di caso che era stata messa insieme per consenso e non con metodi di ricerca, e che aveva un nome che la sminuiva molto. La ricerca sulla diffusione � stata fatta molto male. I test che stavano usando erano inappropriati e avevano un vero pregiudizio verso la patologia psichiatrica. Mi sono reso conto che uno aveva bisogno di fare un lavoro di base nella diagnostica e un lavoro di base nella epidemiologia. L�ho guardato e ho detto: �Hey, ho abbastanza lavoro qui per i prossimi dieci anni�. � stata una vera opportunit� di lavoro per me.

Domanda. Come � guarito?

Risposta. Direi che � stato un processo molto lento. Ho avuto una grande fortuna che la maggior parte delle persone non ha, nel fatto che avevo le risorse. Ero un professore con una docenza di ruolo a tempo indeterminato con un buon reddito che aveva persone che facevano il tifo per me, e nessuno mi ha mai messo in dubbio o mi ha detto te lo stai inventando, o non � una cosa seria. Tutti sapevano che ero un gran lavoratore, e mi rivolevano.  Quante persone che si ammalano di questa cosa hanno quell�opportunit�? Perci� mi hanno dato la possibilit� di ricostruirmi di nuovo. Avevo indennit� e un salario pieno. Avevo un ambiente di lavoro, e un ambiente di amicizie e un ambiente di supporto che la maggior parte delle persone non hanno. Per la maggior parte delle persone, la prima cosa che capita loro � che perdono il loro lavoro,  e poi non hanno abbastanza soldi.  Sono ancora in qualche modo attento rispetto a quanto faccio e per che cosa mi prendo un impegno.  Penso a me stesso come qualcuno che ha recuperato dal 70 all�80 per cento, non il 100 per cento.
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5 novembre 2009

STUDIO SUL COSTO DEL CAMMINARE: MAGGIORE PER CHI HA LA CFS

Su  Disability and Reabilitation (Disabilit� e Riabilitazione), la rivista ufficiale della International Society of Physical and Rehabilitation Medicine (ISPRM, Societ� Internazionale della Medicina Fisica e della Riabilitazione), una organizzazione preminentemente scientifica con lo scopo di migliorare la conoscenza e le competenze nel campo della riabilitazione, di migliorare la qualit� delle vita di coloro che hanno problemi di disabilit� e di facilitare l�inserimento della medicina riabilitativa all�interno delle organizzazioni internazionali sulla salute, � stato pubblicato il risultato di uno studio che ha esaminato il costo fisiologico del camminare in coloro che soffrono di CFS/ME.

Lorna Paul e Rebecca Marshal dell�universit� di Glasgow e Danny Rafferty della Glawgow Caledonian University, nel Regno Unito, si sono appunto proposti di esaminare quanta fatica costa il camminare a chi ha la CFS rispetto a chi � sano, lasciando che le persone con la CFS camminassero alla velocit� che preferivano ma associando soggetti sani come gruppo di controllo che camminavano alla stessa loro velocit�. Prima � stato chiesto di camminare per cinque minuti a 17 persone con la CFS, poi � stato chiesto di fare lo stesso, e alla stessa andatura ad altre 17 persone sane che fungevano da controllo. Le osservazioni e le misurazioni riguardavano la velocit� di andatura, e l�apporto di ossigeno. Ai pazienti con la CFS � anche stato chiesto di rispondere a un apposito questionario.

Il risultato � stato che: nello scegliere la propria velocit� di camminare preferita, il gruppo con la CFS procedeva ad una velocit� di  0.84 � 0.21 metri al secondo, contro 1.19 � 0.13 metri al secondo delle persone sane usate come controllo, quindi sceglieva una minor velocit� nel camminare; alla velocit� di cammino preferita, l�apporto d�ossigeno, tanto lordo quanto netto � stato significamene inferiore per coloro con la CFS rispetto alle persone sane; a pari velocit� invece, il costo fisiologico dell�andatura, tanto lordo quanto netto, � stato maggiore per il gruppo con la CFS che non per il gruppo di controllo. Sebbene non se ne sappiano ancora le ragioni, la conclusione � stata che Il costo fisiologico del camminare � pi� elevato, e in modo significativo, per le persone che soffrono di CFS, rispetto ai soggetti sani, e si richiede perci� un maggiore apporto di energia per lo stesso percorso.



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29-30 ottobre 2009

WashingtonUSA  - Congresso  organizzato da Chronic Fatigue Syndrome Advisory Committee (CFSAC) - US Department of Health and Human Services sulle nuove scoperte relative retrovirus XMRV (leggi)

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27 ottobre 2009

SCOPERTA XMRV: INTERVISTA AD ANNETTE WHITTEMORE E JUDY MIKOVITS

Di Giada Da Ros  presidente della CFS Associazione Italiana di Aviano (PN).

La recente scoperta di un retrovirus chiamato XMRV collegato alla CFS/ME, di cui sono stati co-autori insieme ad altri la dottoressa Judy Mikovits e il dottor Peterson, si � avuta anche grazie ai finanziamenti di Annette Whittemore che ha fondato il Whittemore Peterson Institute (WPI), un ospedale dedicato alle malattie neuro-immunitarie, in Nevada, con l�obiettivo di essere un punto di riferimento per chi soffre di CFS, fibromialgia e malattie similari. Nel 2005 lo stato ha approvato un progetto congiunto che coinvolge anche la facolt� di medicina dell�Universit� del Nevada e il Nevada Cancer Institute per realizzare un centro che fosse lo stato dell�arte per la biologia molecolare con la costruzione nel campus della facolt� di una struttura atta alla ricerca, che sar� completata e inaugurata nel 2010. In attesa che l�Istituto sia completato la ricerca del WPI si svolge dei laboratori diretti dalla dottoressa Mikovits e del dottor Peterson, laboratori in cui appunto � stata appena fatta la scoperta dell�XMVR. La Mikovits e la Whittemore sono elettrizzate del fatto che questo sia avvenuto ancor prima di aprire i battenti, per cos� dire, e di quello che potrebbero ancora realizzare in futuro. Le due donne sono state intervistate in una trasmissione locale. Sotto trovate in video, in originale, la prima parte di quell�intervista, dell�8 ottobre 2009:

http://www.youtube.com/watch?v=mzIdpMUunHE

Di seguito trovate una trascrizione tradotta di quello che viene detto nel video. Nel parlato ci si interrompe e si aggiungono parole pleonastiche che sarebbero pensati nella lettura. Per questa ragione, la traduzione non riporta parola per parola, ma fa una trascrizione �pulita�, per cos� dire, per quanto comunque molto accurata.

Presentazione della voce fuori campo: Questo � �Nevada Newsmakers� con il conduttore Sam Shed nel forum politico senza regole. Ora, dal centro di trasmissione di �Nevada Newsmaker�, ecco a voi Sam Shed�

Sam Shed: E di nuovo su �Nevada Newsmaker� siamo elettrizzati di dare il benvenuto nel programma ad Annette Whittemore, che � presidente e fondatrice del Whittemore Peterson Institute e a Judy Mikovits, direttrice della ricerca per il WPI e medico. Non credo di aver mai fatto una trasmissione pi� elettrizzante di questa perch� quello di cui stiamo parlando � una notizia estremamente importante. Voglio leggere, se posso, giusto il primo paragrafo del vostro comunicato stampa: �Gli scienziati del Whittemore Peterson Institute hanno scoperto un collegamento significativo fra l�XMRV e la ME/CFS� - che affronteremo fra un momento - �un retrovirus recentemente identificato chiamato XMRV � stato collegato a una malattia neurologico-immunologica che colpisce pi� di un milione di persone negli Stati Uniti. Gli scienziati del Whittemore Peterson Institute, che si trova all�Universit� del Nevada-Reno e i loro collaboratori al National Cancer Insitute e alla Cleveland Clinic hanno scoperto un collegamento retrovirale alla encefalomielite mialgica � sindrome da fatica cronica. Hanno recentemente pubblicato la loro innovativa scoperta sulla rivista �Science� una delle principali riviste al mondo di ricerca scientifica originale, notizie e commentari globali. L�articolo intitolato �Individuazione del retrovirus infettivo XMRV nelle cellule del sangue dei pazienti con la CFS� � una grande scoperta nel capire l�origine di questa malattia. Cominciamo con la cosa pi� di base, ovvero che cos�� un retrovirus�

Mikovits: Ci sono solo altri due retrovirus umani conosciuti, il virus della leucemia delle cellule T e l�HIV, il retrovirus che causa l�AIDS. Entrambi questi virus causano il cancro, malattie neurologiche, deficienze immunitarie e disordini infiammatori negli esseri umani. L�XMRV � solo il terzo retrovirus umano infettivo dimostrato e questo � quello che il nostro lavoro ha fatto.

Shed: Che cosa vi ha fatto guardare a questo virus? Lo dico perch� � stato originariamente scoperto nei tessuti del cancro alla prostata degli uomini con specifici difetti genetici del sistema immunitario dal dottor Silverman della Cleveland Clinic. Perch� lo avete applicato alla CFS/ME?

Mikovits: S� � vero, quel link genetico era il gene ereditario del cancro alla prostata numero 1; � un enzima antivirale che � anche un marchio delle anormalit� dei pazienti con la CFS/ME. Perci� abbiamo ragionato che, se questo virus stava contagiando gli uomini con questo difetto immunitario e causando il cancro alla prostata, poteva essere in effetti il colpevole della CFS.

Shed: Quali sono stati i suoi pensieri quando avete cominciato a intraprendere questa strada?

Whittemore: sapevo che la cosa principale che dovevamo fare era cercare le risposte e ho sempre creduto che avremmo trovato un agente patogeno sottostante; non aveva senso che cos� tanti virus differenti fossero stati chiamati in causa come cause di questo disturbo. Perci� sono assolutamente elettrizzata. Questo � esattamente quello che ci siamo attivati per fare.

Shed: Una delle cose che � sempre stata cos� frustrante per coloro che soffrono di fatica cronica, fibromialgia e altre malattie collegate � che per un sacco di tempo le persone, i medici pensavano che fossero pazze per il fatto che i sintomi si manifestavano in un posto e poi apparivano in un altro, senza che si riuscisse a tracciare la cosa. 

Whittemore: E� stato davvero molto, molto interessante e la cosa elettrizzante � che Judy pu� dirle come il virus funziona. Tutti i sintomi hanno senso sulla base di quello, per cui � meraviglioso avere questo puzzle in cui tutti i pezzi si stanno trovando insieme all�improvviso e incastrando cos� bene. Sono certa che lei (rivolta alla dottoressa Mikovits) possa dirlo.

Shed: Quello che stavo per dire, specificatamente, colleghiamolo alle donne. Molti dei problemi sono stati che le donne ne hanno sofferto e adesso lei � stata in grado di individuare il problema in un incredibile lavoro di investigazione.

Mikovits: Quello che dice � corretto. Si tratta di un semplice retrovirus il che significa che la sua espressione, il suo essere on e off, � controllato - questo lo abbiamo appena imparato, sono dati ancora non pubblicati � solo da tre cose: la risposta agli ormoni, e la risposta all�elemento infiammatorio, quello che � chiamato l�elemento NF-kB, perci� il cortisolo, che � l�ormone dello stress, attiva il virus molto rapidamente e continua a tenerlo espresso, e lo stesso fanno eventi infiammatori causati da altri agenti patogeni e cos� succede con altri pro-ormoni come gli androgeni e progesteroni, cosa che ha pure senso in riferimento al cancro alla prostata, il cancro alla prostata infiammatorio e il fatto che la malattia sia pi� prevalente nelle donne.

Shed: Una delle cose che sono comuni qui � che questa non � una malattia che si trasmette attraverso l�aria, che � qualcosa a cui le persone hanno potenzialmente pensato. Questo � qualcosa che c�� in tutto il mondo. Voglio dire, � semplicemente sbalorditivo, ma sono effettivamente fluidi e sangue che sono stati�

Whittemore: � giusto. Penso che, ovviamente, esaminandolo e descrivendolo in modo pi� completo, potremo [capire di pi�], ma nella storia di questi altri virus questo � quello che hanno scoperto, non si trasmette attraverso l�aria, per fortuna.

Shed: OK, questa scoperta ha molte pi� ramificazioni che non solamente per la CFS/ME. Noi in questo programma siamo stati grandi sostenitori della comunit� dell�autismo e abbiamo cercato di trattare l�argomento il pi� possibile. Che effetto pu� avere sulla comunit� dell�autismo questa ricerca? E le scoperte, voglio dire, non � solo ricerca, ma sono scoperte.

Mikovits: A dire il vero, noi abbiamo� non � nell�articolo e non � pubblicato, ma abbiamo effettivamente fatto alcuni di quegli studi e abbiamo trovato il virus presente in un numero significativo dei campioni di sangue di persone autistiche che fin�ora abbiamo esaminato

Shed: Allora c�� anche un favoloso potenziale che questo possa portare a delle soluzioni per la comunit� dell�autismo.

Mikovits: Lo abbiamo collegato a un diverso numero di malattie neuro-immunitarie, incluso l�autismo. Sicuramente non � la sola cosa perch� ci sono dei difetti genetici che hanno come risultato l�autismo, ma ci sono anche i fattori ambientali, c�� sempre l�ipotesi di, sa, �il mio bambino, viene individuato, poi si ammala e poi sviluppa l�autismo�. E� interessante notare, su questa nota, se posso fare della speculazione, la questione del vaccino� questo pu� anche spiegare perch� il vaccino a volte porta alcuni bambini all�autismo: perch� questi virus vivono, si dividono e crescono nei linfociti, nelle cellule di risposta immunitaria, le cellule-B e le cellule-T, perci� quando fai un vaccino mandi le tue cellule-B e cellule-T del tuo sistema immunitario in iperattivit�, quello � il suo lavoro. Se ospiti un virus e ne replichi un intero gruppo, in questo modo hai rotto l�equilibrio fra la risposta immunitaria e il virus, perci� potresti aver avuto il virus sottostante e lo hai amplificato con quel vaccino e cos� dai il via alla malattia in modo tale che il tuo sistema immunitario non pu� pi� controllare altre infezioni e questo ha creato una deficienza immunitaria.

Shed: Facciamo una pausa, altro su questa eccitante scoperta quando torniamo.

Nella seconda parte dell�intervista, le due donne hanno sottolineato che sicuramente sono a favore delle vaccinazioni e che si rendono conto di quanto siano importanti per la salute dei bambini. Quello che sta loro a cuore � cercare di individuare e capire se qualcuno � positivo all�XMRV all�interno della famiglia, in modo tale da cercarlo anche nei bambini e fare in modo di proteggere il bambino riuscendo ugualmente a vaccinarlo evitando l�autismo, anche se nessuna delle due intende in alcun modo dire che la vaccinazione causa l�autismo, perch� ci sono diversi fattori che ne sono coinvolti.
Hanno poi continuato a dire che visto che si tratta di un retrovirus e che si ha molta esperienza nello sviluppare dei farmaci per combatterli, la cosa positiva � che si potrebbero sviluppare delle cure con tempismo. Ci stanno gi� lavorando. E magari potrebbero anche riuscire a scoprire anche la causa della CFS/ME. Quello che per loro � fondamentale � poter continuare a lavorare con lo stesso ritmo e per questo hanno bisogno di fondi e si stanno attivando per cercare di averne il pi� e il prima possibile. Sono anche elettrizzate della risposta della comunit� scientifica. Hanno presentato il loro lavoro tre volte (al momento dell�intervista), due volte in conferenze chiuse e una volta in un  incontro internazionale e tutti erano attentissimi e la comunit� scientifica si � messa subito a studiare la scoperta per cui sicuramente riceveranno molto aiuto. Ugualmente lo studio potr� essere rilevante anche per chi soffre di fibromialgia. E� un campo completamente nuovo e ora che hanno dimostrato che c�� un patogeno alla base, tutti sono elettrizzati. La Whittemore, che ha una figlia con la CFS/ME, ha anche mostrato il suo entusiasmo personale, e anche un pizzico di tristezza per la salute persa e gli anni persi. Ora guarda al futuro e spera di avere presto delle cure e anche un vaccino. Per tutto il resto rimandano al sito del Whittemore Peterson Insitute.

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16 Ottobre 2009

RETROVIRUS XMRV: UN TEST DIAGNOSTICO ENTRO L�ANNO
Di Giada Da Ros � presidente della CFS Associazione Italiana di Aviano (PN)

La notizia della scoperta di un collegamento fra la ME/CFS e il retrovirus XMRV (xenotropic murine leukemia virus-related virus) ha fatto il giro del mondo in men che non si dica. Non solo. La dottoressa Judy Mikovits, direttrice del team di scienziati che ha fatto la scoperta, ha confermato l�ottimismo dicendo che, in seguito al lavoro pubblicato, i loro studi sono continuati e che, anche se i risultati in proposito non sono ancora stati resi pubblici in modo ufficiale, il 95% (contro l�iniziale 67%) dei pazienti sotto indagine � risultato positivo al retrovirus. Anche alcuni pazienti con la fibromialgia sono stati testati e anche loro sono risultati positivi allo stesso virus, anche se il campione era troppo piccolo per riuscire a trarre delle conclusioni significative, almeno per il momento. E� stato aggiunto che alcuni dei pazienti a cui viene diagnosticata la fibromialgia hanno in realt� la ME/CFS.

Che cos�� l�XMRV. L�XMRV � un retrovirus umano ovvero � un virus che appartiene alla stessa famiglia di virus a cui appartiene l�AIDS. Questi virus hanno le informazioni genetiche nell�RNA anzich� nel DNA, si inseriscono nel materiale genetico dell�ospite e ci rimangono per la vita. Fin�ora erano conosciuti solo 3 retrovirus infettivi per l�uomo, l�HIV, l�HTLV-1 e l�HTLV-2, il primo causa l�AIDS, gli altri due la leucemia delle cellule-T e il linfoma delle cellule-T. Ora si � scoperto che anche l�XMRV pu� contagiare gli esseri umani, cos� come sappiamo pu� contagiare gibboni, gatti e koala fra gli animali. � stato identificato per la prima volta dal dottor Robert Silverman mentre studiava i tessuti cancerogeni di uomini che avevano una forma molto aggressiva di cancro alla prostata e che avevano uno specifico difetto nel loro sistema di difesa antivirale. Il collegamento dell�XMRV con la CFS/ME � stata per� per la prima volta identificato dal Whittemore Peterson Institute, dalla Cleveland Clinic e dal National Cancer Institute.


Come si trasmette l�XMRV. Non si conoscono ancora le ramificazioni sanitarie dell�XMRV o della ME/CFS. Si ritiene che l�XMRV sia trasmesso attraverso fluidi corporei come il sangue, lo sperma o il latte materno. Pu� essere perci� possibile trasmetterlo per contatto sessuale, attraverso la condivisione di aghi, con trasfusioni di sangue e allattando, ma non si trasmette per via aerea, e non si sa ancora se si trasmetta in modo pi� facile o pi� difficile degli altri retrovirus umani. Condividere articoli come spazzolini da denti, rasoi e altri oggetti che possono venire a contatto con il sangue non � raccomandato come misura precauzionale. La dottoressa Mikovits ha ipotizzato che il virus non si sia diffondendo molto rapidamente per il semplice fatto che le persone con la ME/CFS �sono troppo malate per fare qualunque cosa�. Quello che sanno � che di media alcune persone con la ME/CFS hanno un�aspettativa di vita minore di coloro che non vivono con questa sindrome.

Che cosa causa la CFS. I risultati mostrano che si pu� essere contagiati dall�XMRV e non per questo avere la ME/CFS. La causa della CFS, per ora ignota, � probabile che sia un processo multi-fattoriale che si verifica in persone predisposte. LA ME/CFS � una complessa malattia sistemica neuro-immunitaria alla cui patogenesi sembra contribuire l�XMRV. Ulteriori studi sono per� necessari per capirne la portata. Il Whittemore Peterson Institute ha sviluppato un test del sangue per individuare l�XMRV. Il test al momento sta passando il vaglio della valutazione e convalida clinica. Il centro sta anche negoziando un accordo con un laboratorio clinico per permettere delle analisi. Non possono infatti fare analisi e offrire risultati individuali dal loro laboratorio di ricerca. Non appena questi servizi saranno disponibili, e in che modo dovranno essere richiesti, lo faranno sapere. In questo momento sul loro sito c�� scritto di tornare periodicamente a verificare per aggiornamenti, ma fino a qualche giorno fa dicevano che speravano di avere un test clinico disponibile per il pubblico entro l�anno.  
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15 ottobre 2009 

CFS E XMRV SUL �NEW YORK TIMES�: LA DOTTORESSA KLIMAS RISPONDE
Di Giada Da Ros, presidente della CFS Associazione Italiana di Aviano (PN)

La dottoressa Nancy G. Klimas, direttrice del dipartimento di immunologia della University of Miami School of Medicine e direttrice della ricerca clinica su AIDS/HIV al Miami Veterans Affairs Medical Center, nonch� membro del direttivo della Associazione Internazionale della CFS/ME, ha risposto ad alcune domande dei lettori di un apposito blog di consulenza medica del New York Times in merito alla CFS/ME e alle nuova scoperta di un collegamento con il retrovirus XMRV.
Di seguito trovate la traduzione delle domande che le sono state rivolte e delle risposte che ha dato. Il grassetto nelle domande � nostro, per poter individuare a colpo d�occhio l�argomento della domanda.


Domanda: Ho la CFIDS da 25 anni. Se � un virus, � contagioso? Come si trasmette? Ora mi preoccupo di poterlo trasmettere ad altri. Grazie.
Nona

Risposta: In generale, i retrovirus non si diffondono attraverso l�aria o goccioline, ma si trasmettono sessualmente, verticalmente (da madre a feto) o attraverso trasfusioni di sangue. Da quello che abbiamo appreso da altri retrovirus, � chiaro che la quantit� di virus conta, e le persone con un basso quantitativo di virus circolante non sono tanto contagiose quanto le persone con alti livelli di virus nel sangue. Con l�XMRV, il retrovirus recentemente trovato in molti pazienti con la sindrome da fatica cronica, non abbiamo informazioni sufficienti per valutare quanto infettivo possa essere.
Ogni volta che si solleva la possibilit� di trasmissione sessuale, la gente si preoccupa di essere in qualche modo responsabile di infettare i partner sessuali. Sebbene questo sia possibile, � importante ricordare che molte infezioni possono venire dall�esposizione fra trisavoli e vengono mantenute per generazioni come infezioni latenti o come infezioni da vecchie esperienze di qualunque partner sessuale in una catena di partner. Sappiamo che � molto inusuale che entrambi i partner sviluppino la sindrome da fatica cronica, o CFS. E sebbene la CFS da-madre-a-figlio possa capitare, non � comune.
� chiaro che ci sono un numero di fattori che aumentano il rischio di CFS: la genetica, il funzionamento immunitario, la severit� dell�infezione sollecitante � solo per citarne qualcuno. Essere semplicemente esposti a un virus, o anche contagiati, non significa che la persona si ammali. Non sappiamo nemmeno se l�infezione con il virus XMRV causi effettivamente la malattia, o se sia uno dei diversi virus associati che si � riattivato (come l�HHV-6, l�EBV e gli enterovirus).
� importante non prendere queste nuove scoperte riguardo al virus XMRV per qualcosa di pi� di un elettrizzante nuovo sviluppo. Abbiamo bisogno di studi di conferma, poi di studi per vedere se il virus contribuisce alla ragione della persistenza della malattia e dei sintomi. La buona notizia � che se l�XMRV � collegato alla CFS, ci sono molti farmaci antivirali che sono gi� stati testati con sicurezza nell�HIV che possono inibire la riproduzione del virus. Cos� quel genere di studi possono essere disegnati molto rapidamente.

Domanda: C�� un�analisi specifica, del sangue o di altro tipo, per determinare se una persona � contagiata dal virus XMRV?
Beau Brincefield

Risposta: Il test per l�XMRV di cui si � data notizia � al momento solo usato in un setting di ricerca. Si � citata la direttrice della ricerca del Whittemore Peterson Institute, che  stato parte delle recenti scoperte, che ha detto che stanno sviluppando un test commerciale che si aspettano sia disponibile �entro alcune settimane�. Pure diversi altri laboratori commerciali stanno sviluppando dei test.
Alcuni punti importanti: primo, le analisi degli anticorpi significano che sei stato esposto a un virus e non ti dicono che effettivamente hai un�infezione attiva in corso. Secondo, una tecnica conosciuta come test PCR misura qualcosa che viene chiamato �carico virale�, e il test � disegnato in modo tale da misurare o il virus attivo che si riproduce o il virus latente (inattivo). Entrambe le misurazioni sarebbero utili con questo nuovo virus, ma non vi abbiamo accesso salvo che in un contesto di ricerca.
Un altro modo di vedere se sei contagiato � attraverso le culture virali. Il recente studio pubblicato su Science ha usato tanto le culture quanto il test PCR.

Domanda. In passato ero molto attivo e mi piaceva molto praticare degli sport. Poi sono stato colpito da un qualche tipo di infezione. Alla fine, dopo essere stato da diversi medici e professionisti nel campo sanitario, finalmente mi � stata diagnosticata la CFS. Ora penso di affrontarla pi� facilmente. Cerco di avere un periodo di riposo durante il giorno. Mi piacerebbe praticare di nuovo degli sport, ma mi sento cos� male dopo che ci provo, e i miei muscoli sono tutti cos� doloranti. Ha qualche consiglio? Dovrei spingermi e tornare a far sport? Sto trovando difficoltoso gi� cos� com�� tenermi al passo con il college e con il normale camminare che uno deve fare. Non voglio mollare l�universit�.
Pat

Risposta: La maggior parte dei pazienti con la CFS reagisce meglio se spezza i propri esercizi in piccoli segmenti, si prende brevi momenti di riposo e poi prova di nuovo. Certamente spingersi pu� causare dei �crolli� e delle ricadute che possono durare dei giorni, anche delle settimane. Per questo dico ai miei pazienti di usare la regola dei 5 minuti: 5 minuti di esercizio, poi 5 minuti di star stesi, poi altri cinque minuti � aumentando i loro esercizi di incrementi di cinque minuti.
Se riesce gi� a tollerare pi� esercizio di cos�, allora provi ad arrivare fin dove arriva, faccia una pausa, poi provi per un altro round. Inoltre, i pazienti con la CFS tollerano gli esercizi di flessibilit� e di resistenza (stretching e allenamento con i pesi) meglio degli esercizi di aerobica. Poich� i pazienti con la CFS tendono ad avere delle cadute di pressione sanguigna mentre fanno esercizio, di solito tollerano meglio gli esercizi di aerobica mentre sono in posizione distesa � nuotare, andare in bicicletta da sdraiati, quel genere di cose.

Domanda: Vorrei associarmi al post numero 25 e chiedere quando e come uno pu� offrirsi volontario per far parte del trial farmacologico? Per piacere ci aiuti.
Sally

Risposta: Ci sono trial farmacologici e altri studi in corso, in tutti gli Stati Uniti e il mondo, che guardano a questa malattia e ai suoi possibili trattamenti. Gli investigatori al Whittemore Peterson Institute e altrove stanno gi� pianificando trial antivirali basati su questo nuovo elettrizzante sviluppo nella ricerca. Terrei d�occhio tre siti web in particolare � l�International Association for CFS/ME, la CFIDS Association of America, e il Whittemore Peterson Institute for Neuro-Immune Disease per ulteriori sviluppi.

Domanda: Gi� agli inizi degli anni �90, la dottoressa Elaine DeFreitas del Wistar Institute di Filadelfia ha scoperto un nuovo retrovirus umano (strettamente imparentato all�HTLV 2, con aspetti simili agli spumavirus) nei pazienti con la CFIDS. Questo � stato in seguito confermato da due altri importanti ricercatori (e da un laboratorio commerciale). La dottoressa DeFreitas aveva quasi finito di farne la sequenza dei geni e ha pubblicato un articolo meticoloso su un�importante rivista specializzata. Poi i Centers for Disease Control and Prevention e L�Istituto Superiore di Sanit� americano hanno intenzionalmente distrutto la sua reputazione perch� non si inseriva nel loro vigorose affermazioni che la CFIDS era psiconevrosi. Nessuno ha seguito quel cammino per timore che la propria carriera fosse distrutta allo stesso modo. Tutto questo � stato dettagliatamente raccontato nello straordinario libro �Osler�s Web�.
Si tratta dello stesso virus nel �nuovo� XMRV?
Justin Reilly

Risposta: La dottoressa DeFreitas stava svolgendo un lavoro elettrizzate e bisognerebbe farle le congratulazioni per i suoi iniziali risultati che suggerivano una infezione virale nella CFS. Da allora, la tecnologia � avanzata in modo spettacolare, dando agli investigatori nuovi strumenti per cercare virus che nel 1990-1992 dovevano ancora esser identificati, compreso il virus XMRV.
Sono anche stati sviluppati nuovi farmaci antivirali che potrebbero essere potenzialmente efficaci nel controllare questo genere di infezioni.  Abbiamo anche un comprensione molto pi� forte della tossicit� di questi farmaci e del loro uso sicuro.
Mi congratulo con i ricercatori del Whittemore Peterson Institute per il loro diligente lavoro. Sono anche molto contenta per Elaine oggi. Vorrei anche chiedere ai pazienti di pazientare un altro po� in modo che i ricercatori possano escogitare e metter in atto quel genere si trial clinici che ci faranno sapere se questo virus � il perno nel continuo della malattia.  

Domanda: Ritengo che il paragone con l�HIV (solo perch� capita che sia un altro retrovirus) sia allarmista, non necessario e al peggio il genere di giornalismo sensazionalista con poco fondamento nei fatti che � pi� tipico dei giornali scandalistici che altro! Da quello che ne deduco� al meglio il collegamento fra i due � debole e generale.
Quello che mi fa arrabbiare � che il paragone con l�HIV � completamente fuori contesto; ci sono molti retrovirus che si sa che non causano per nulla nessuna patologia � paragonarlo a quello che � il pi� conosciuto e temuto � semplicistico e semplicemente sbagliato. Non dovremmo dimenticare che i retrovirus sono stati comuni lungo la storia umana, e mentre alcuni non causano alcuna malattia, la maggior parte non si avvicinano nemmeno all�estremo dell�HIV.
Paragonare il virus all�HIV � creare inutile allarme  e sofferenza a persone che gi� hanno a che fare con una difficile malattia. Non solo il paragone � inutile fuori dal contesto, non offre informazioni utili al lettore.
Chiedo che lei pensi alle conseguenze morali del suo negligente paragone � l�orrore e l�angoscia di quelli che possono aver pensato che possa essere tanto debilitante quanto l�HIV, cos� come il terrore al pensiero di poterlo potenzialmente trasmettere ad un�altra persona.
David

Risposta: Fa una buona argomentazione. Questo � uno studio, i risultati devono essere validati, poi lo studio successivo guarder� alle opzioni di trattamento. E ha ragione, alcuni retrovirus sono apparentemente benigni, mentre altri sono patogeni.
Ma spero che lei non dica che i pazienti con la CFS non sono malati tanto quanto i pazienti con l�HIV. I miei pazienti con l�HIV per la maggior parte sono in piena forma grazie a tre decenni di intensa ed eccellente ricerca e miliardi di dollari investiti. Al contrario, molti dei miei pazienti con la CFS sono terribilmente malati e impossibilitati a lavorare o a partecipare nella cura delle loro famiglie.
Divido il mio tempo clinico fra le due malattie e posso dirle che se dovessi scegliere fra le due malattie (nel 2009) preferirei avere l�HIV. Ma la CFS, che ha un impatto su milioni di persone nei soli Stati Uniti, ha avuto una piccola frazione dei dollari per la ricerca che sono stati diretti all�HIV.
Nonostante questi limiti, c�� stato un considerevole sforzo nel cercare di capire la cause e di sviluppare trattamenti efficaci.
Bisognerebbe congratularsi con il Whittemore Peterson Institute per il loro fantastico lavoro, svolto in un centro nuovo di zecca pagato attraverso donazioni private, denaro statale e la collaborazione dell�Istituto Superiore di Sanit�. Ricerca creativa e finanziamento creativo!

Domanda: Pensa che il sonno sia un fattore nella CFS? Ha sentito parlare dello Xyrem (nome commerciale dell�acido gamma-idrossibutirrico, GHB, ndt) usato per facilitare la Fase 4, il sonno profondo? Quasi tutti quelli con la fibromialgia e/o la CFS riportano di non essere in grado di dormire profondamente � cio� di avere un sonno ristoratore. Stiamo tutti aspettando ansiosamente un aiuto in questa vita. Cos� tanti anni sono stati persi a queste malattie.
Abot Bensussen

Risposta: C�� un trial clinico in corso per studiare gli effetti dello Xyrem, un medicinale usato per trattare i disordini del sonno come la narcolessia, nella fibromialgia. Certamente, avere sonno ristoratore � una buona cosa, e onde del sonno lente sono la chiave per avere un sonno ristoratore. Un esperto del sonno pu� aiutare con questa parte del trattamento, ma � importante che venga fatto uno studio del sonno prima di considerare qualunque ipnoinducente.
In uno studio del mio gruppo, abbiamo trovato che circa met� dei pazienti con la CFS sviluppano qualche tipo di apnea nel sonno nel tempo, una condizione trattabile che pu� venire peggiorata da alcuni medicinali per il sonno.

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10 ottobre 2009

La CFIDS Association of America ha lanciato, i primi di ottobre, una nuova campagna di sensibilizzazione sulla CFS: SolveCFS, Risolvete la CFS. Gli obiettivi sono quelli di rendere la CFS ampiamente capita, diagnosticabile, curabile e prevenibile. Per questa ragione, insieme a un nuovo sito web dedicato a questo, ha varato una serie di iniziative.
1.    Ha messo a disposizione una serie di documenti scaricabili (in inglese) con delle indicazioni di base sulla malattia.
2.    Ha pensato di creare un album fotografico molto speciale. Ogni paziente � considerato un tassello di un grande puzzle. A ciascuno viene chiesto di farsi una fotografia con una cartello che dice �Io sono parte del puzzle. RISOLVETE LA CFS.� Sotto c�� una riga su cui scrivere il proprio nome e la citt� da cui si proviene. La fotografia poi va caricata online dove, appunto, � stata realizzata una galleria.
3.    Chiede a chi vuole di condividere la propria storia, cos� come molti hanno fatto sul sito: si pu� cliccare sul nome di ciascuno per leggerne la testimonianza.
4.    Chiede a tutti di condividere un video che abbiamo sottotitolato in italiano.

Sotto, quello che dice: 

Pensa alla peggior influenza che tu abbia mai avuto (2) moltiplicala per 10 (3) senza fine
Stanchezza incessante
Il corpo indolenzito e forte dolore
Tremendi mal di testa
Sudorazioni notturne, poi brividi. (2) Brividi, poi febbre.
Arti addormentati
Debole e pieno di vertigini quando stai in piedi
Sonno che non ti ristora
Sintomi che si intensificano dopo il pi� piccolo sforzo.
Gola infiammata e ghiandole gonfie
Una mente che non riesce a trattenere un pensiero, a ritenere una piccola lista o a seguire una semplice trama
Giorno dopo Giorno.
Mese dopo mese.
Anno dopo anno.
Questa � le Sindrome da Fatica Cronica, o CFS.
E� un nome ridicolo per una malattia seria (2) E milioni di persone nel mondo soffrono ogni giorno.
Ad agosto, abbiamo chiesto a migliaia di pazienti con la CFS:
�Che cosa faresti domani se stessi completamente bene?�
Ecco quello che ci hanno detto che sognano di essere in grado di fare�
Fare una lunga passeggiata.
Salire fino alla cima di una montagna,
assorbire la vista per ore e ridiscendere.
Andare a Disneyland
E fare una corsa sulle montagne russe
Fare un viaggio per la strada.
Caricare la jeep
E andare a fare surf.
Passare tutto il giorno
Con i miei nipoti
 A giocare nell�acqua.
Ritornare alla carriera che amo.
Ottenere  il lavoro che ho sempre voluto.
Sostenere la causa di maggiori fondi per la ricerca.
Ballare di gioia.
Correre in bicicletta.
Star fuori fino a tardi con gli amici,
ascoltando musica dal vivo.
Correre. Per miglia.
Salire su un aereo per andare a trovare i familiari che abitano distanti.
Inseguire il mio cane.
Prendermi la laurea.
Fare un�escursione.
Mollare la mia sedia a rotelle.
Fare sport. Competere duramente.
Coltivare altre cose viventi.
Fare una passeggiata nel bosco.
Pulire la mia casa da cima a fondo.
Viaggiare
Nel
Vasto
Mondo.
Rimanere incinta.
Dar lode a Dio.
Ringraziare per la giornata.
Essere di pi� del guscio della persona dentro di me.
La maggior parte di queste attivit� vengono date per scontate, ma la CFS deruba le persone dei piaceri pi� semplici della vita.
Oggi, ti chiediamo: �Che cosa faresti oggi, se sapessi che domani hai la CFS?�
Puoi essere parte della soluzione.  Aiutateci a risolvere la CFS. www.solveCFS.org (fatela girare).
La CFIDS Association of America � determinata a far s� che la CFS sia ampiamente capita, diagnosticabile, curabile e prevenibile.  www.solvecfs.org

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8 ottobre 2009

RICERCATORI SCOPRONO UN RETROVIRUS COLLEGATO ALLA CFS
di Giada Da Ros � Presidente della CFS Associazione Italiana di Aviano

Una importante scoperta � stata annunciata dal Ministero della Sanit� americano insieme ai ricercatori che sono stati artefici della scoperta: ci sono prove di un collegamento fra la CFS e un gammaretrovirus chiamato Xenobiotic Murine Retrovirus (XMRV).

Di seguito trovate la traduzione del comunicato stampa ufficiale del Ministero della Sanit� americano:

�Gli scienziati hanno scoperto un potenziale retrovirus collegato alla sindrome da fatica cronica, conosciuta come CFS, una malattia debilitante che colpisce milioni di persone negli Stati Uniti. I ricercatori del Whittemore Peterson Institute (WPI), che si trova presso l�Universit� del Nevada, Reno, il National Cancer Institute (NCI), parte del National Institutes of Health (il Ministero della Sanit� americano) e la Cleveland Clinic riportano la loro scoperta online nel numero di �Science� dell�8 ottobre 2009.
�Abbiamo ora le prove che un retrovirus chiamato XMRV � frequentemente presente nel sangue dei pazienti con la CFS. Questa scoperta pu� essere un passo significativo nella scoperta di opzioni di trattamento vitali per milioni di pazienti�, dice Judy Mikovits, Ph.D., direttore della ricerca per il WPI e leader del team che ha scoperto questa associazione. I ricercatori hanno tuttavia messo in guardia sul fatto che questa scoperta mostra che c�� un�associazione fra l�XMRV e la CFS, ma non prova che il XMRV causa la CFS.
Gli scienziati forniscono una nuova ipotesi per un collegamento del retrovirus con la CFS. Il virus, XMRV, � stato per la prima volta identificato da Robert H. Silverman, Ph.D., professore nel Dipartimento di Biologia del Cancro, al Cleveland Clinic Lerner Research Institute, in uomini che avevano uno specifico difetto del sistema immunitario che riduceva la loro capacit� di combattere le infezioni virali.
�La scoperta dell�XMRV in due importanti malattie, il cancro alla prostata e ora la sindrome da fatica cronica, � molto eccitante. Se viene stabilita una causa-ed-effetto, ci sarebbe una nuova opportunit� per la prevenzione e il trattamento di queste malattie�, ha detto Silverman, un coautore dell�articolo sulla CFS.
Una comunanza di un difetto del sistema immunitario nei pazienti con la CFS e con il cancro alla prostata ha portato i ricercatori a cercare il virus nei loro campioni di sangue. In questo studio, gli scienziati del WPI hanno identificato l�XMRV nel sangue di 68 pazienti con la CFS su 101 (il 67 per cento). Al contrario, hanno trovato che otto su 218 delle persone sane (3,7 per cento) contenevano DNA  XMRV. La squadra di ricerca non solo ha scoperto che le cellule del sangue contenevano XMRV, ma anche che esprimevano proteine XMRV ad alti livelli e producevano particelle virali infettive. In questo momento si sta sviluppando un test validato clinicamente per individuare gli anticorpi XMRV nel plasma dei pazienti.
    Questi risultati sono anche supportati dalle osservazioni delle particelle di retrovirus nei campioni dei pazienti quando vengono esaminate usando la microscopia elettronica a trasmissione. I dati dimostrano il primo isolamento diretto dell�XMRV infettivo negli esseri umani.
�Questi convincenti dati permettono lo sviluppo di una ipotesi che riguarda la causa di questa complessa e  incompresa malattia, dal momento che i retrovirus sono casule note di malattie neurodegenerative e del cancro nell�uomo�, dice Francis Ruscetti, Ph.D., del Laboratorio di Immunologia Sperimentale, NCI.
Si � anche dimostrato che i retrovirus come l�XMRV attivano un certo numero di altri virus latenti. Questo potrebbe spiegare perch� cos� tanti differenti virus, come il virus Epstein-Barr, che � stato collegato casualmente al linfoma di Burkitt e ad altri linfomi negli anni Settanta, sono stati associati alla CFS. E� importante notare che i retrovirus, come l�XMRV, non sono trasportati dall�aria.
�Le prove scientifiche che un retrovirus � implicato nella CFS apre un nuovo mondo di possibilit� per cos� tante persone�, ha detto Annette Whittemore, fondatrice e presidente del WPI e madre di una paziente con la CFS. �Gli scienziati possono ora cominciare l�importante lavoro di tradurre questa scoperta in cure mediche per le persone con malattie collegate all� XMRV�.
        Dan Peterson, M.D.,  direttore medico del WPI ha aggiuto, �I pazienti con la CFS hanno a che fare con una miriade di problemi di salute mentre la loro qualit� delle vita diminuisce. Sono eccitato dalla possibilit� di fornire ai pazienti, che risultano positivi all�XMRV, una diagnosi inequivocabile, e, si spera molto presto, una gamma di opzioni di trattamento efficace�.�


Questo �  il comunicato. Un abstract dell�articolo di ricerca � disponibile online sul sito di Science, mentre l�intero articolo � disponibile per gli abbonati (Reference: Lombardi VC, Ruscetti FW, Gupta JD, Pfost MA, Hagen KS, Peterson DL, Ruscetti SK, Bagni RK, Petrow-Sadowski C, Gold B, Dean M, Silverman RH, and Mikovits JA. Detection of Infectious Retrovirus, XMRV, in Blood Cells of Patients with Chronic Fatigue Syndrome. Online October 8, 2009. Science).

Intervistata telefonicamente da Reuters, la dottoressa Mikovits  anticipa che �Si possono immaginare una certo numero di terapie combinate che possono essere piuttosto efficaci e che potrebbero essere usate da subito almeno nei trial clinici�. Anticipa che i pazienti potrebbero ottenere benefici da come quelli usati per l�AIDS, il cancro o le infiammazioni. Alcuni dei medicinali utilizzati per l�AIDS, come gli inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa, potrebbero ad esempio essere usati come potenziali trattamenti per la CFS.
Su NatureNews poi,  William Reeves, principale ricercatore del programma di ricerca sulla CFS dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) ammette che la scoperta � �inaspettata e sorprendente� e aggiunge che i CDC stanno gi� cercando di replicare i dati ottenuti in questi studi.

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30 settembre 2009

DIECI COSE DA RICORDARE SULLA CFS
di Giada Da Ros, presidente della CFS-Associazione Italiana di Aviano


La CFIDS of America ha lanciato una serie di questionari online a partire dallo scorso febbraio per cercare di tracciare un profilo dei pazienti con la CFS. Il questionario di agosto, nello specifico, ha cercato di ricavare informazioni sulla vita quotidiana dei partecipanti. Millesettecentoottantaquattro persone hanno risposto. Non sappiamo nulla dei disegno di ricerca che ha orientato l�indagine, per cui non siamo in grado di valutarne la scientificit�, ma a livello di sondaggio ci pare comunque interessante.

Una domanda in particolare chiedeva: qual � la cosa pi� importante che vorreste che i vostri familiari/amici capissero veramente della CFS? La risposta doveva essere data in 100 battute. E� stata poi compilata una lista con le 10 risposte pi� frequenti date dai partecipanti, cercando di enucleare l�essenza delle risposte anche l� dove erano espresse con termini diversi. La presidente dell�associazione, Kim McLeary, ha invitato a condividere questa lista con le persone del cui supporto si ha bisogno per il proprio benessere. Si augura che sia occasione di dialogo e aiuto nella comprensione. Sono affermazioni comuni per chi ha la CFS, sacrosante, ma che non ci si stanca mai di ripetere, perch� � tragicamente necessario.

Ecco la lista, tradotta, di ci� che i pazienti hanno considerato pi� importante da tenere presente:
1.    La CFS � reale.
�Non me la invento�
�I miei sintomi sono reali anche se non li puoi vedere�
�Sono malato di una vera malattia e faccio il meglio che posso.�
2.    E� molto debilitante e rende disabili.
�La CFS rende disabili come l�HIV, il cancro, la Sclerosi Multipla.�
�Starmene a casa non � una �divertente vacanza dalla realt�.��
�La CFS ti cambia completamente la vita.�
3.    La fatica � molto intensa.
�� di pi� che essere stanchi.�
�Le mie energie sono molto limitate.�
�Capisco che sei stanco, ma non � la stessa cosa della CFS.�
4.    L�apparenza inganna.
�Sto peggio di come sembri.�
�Anche se ho un bell�aspetto, mi sento molto male.�
�Anche se adesso sembra che stia bene, sappi che la pagher� dopo.�
5.    La CFS � imprevedibile.
�Non so da un giorno all�altro come star�.�
�Non ho controllo su come sto.�
�Ho bisogno di essere flessibile nel fare programmi.�
6.    Non ha niente a che fare con l�essere pigri.
�Desidererei riuscire a fare di pi� di quello che faccio ogni giorno.�
�Anche le cose pi� semplici spesso sono al di l� delle mie possibilit�.�
�Non sto cercando di sfuggire dal fare qualcosa, quando dico che non posso.�
7.    Le parole non rendono giustizia alla CFS.
�Non c�� modo di descrivere accuratamente quanto male mi sento�
�Venti anni dopo sto male tanto quanto il primo giorno�
�Anche quando non ne parlo, continuo  a sentirmi male.�
8.    La CFS isola molto.
�Spesso mi sento solo e sono solo.�
�La vita va avanti senza di me.�
�Nessuno capisce quello che sto passando.�
9.    La tua comprensione � importante.
�Sono molto riconoscente per il sostegno della mia famiglia�
�Sono molto fortunato ad avere la loro comprensione. Rendono la mia vita sopportabile.�
�Ho ancora bisogno di esperienze di vita di qualit� e di venire coinvolto.�
10.     La CFS non � una scelta.
�Non voglio essere malato.�
�Mi manca la persona che ero.�
�Sono molto triste di perdermi cos� tante cose nella vita.�

L�associazione CFIDS of America nei prossimi mesi intende pubblicare anche i risultati alle altre domande (25 in tutto).

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26 settembre 2009

Como -  Aula Magna del Politecnico - Convegno organizzato dall'Associazione dei malati di fatica cronica di Pavia "Astenia dal sintomo alla malattia" -vedi programma -


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4 giugno 2009 

ore 21.00 - Teatro Derby - Milano (zona San Babila - Via Pietro Mascagni 8 ) invito allo spettacolo della Compagnia di Balletto Classico - Liliana Cosi- Marinel Stefanescu  dal  titolo " Balletto D'Europa".  Teatro Derby - Milano ( zona San Babila - Via Pietro Mascagni 8). Invito

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12 maggio 2009

GIORNATA MONDIALE DELLA CFS: comunicato stampa

LA SINDROME DA STANCHEZZA CRONICA

Nel dicembre 1994, un gruppo internazionale di studio sulla Sindrome da Stanchezza Cronica, del quale ho fatto parte, ha pubblicato sugli Annals of Internal Medicine, una nuova definizione di caso di CFS che rimpiazzava la definizione pubblicata sei anni prima. Nella nuova definizione un caso di Sindrome da Stanchezza Cronica � definito dalla presenza delle seguenti condizioni: una fatica cronica persistente per almeno sei mesi che non � alleviata dal riposo, che si esacerba con piccoli sforzi, e che provoca una sostanziale riduzione dei livelli precedenti delle attivit� occupazionali, sociali o personali ed inoltre devono essere presenti quattro o pi� dei seguenti sintomi, anche questi presenti per almeno sei mesi: disturbi della memoria e della concentrazione cos� severi da ridurre sostanzialmente i livelli precedenti delle attivit� occupazionali e personali; faringite; dolori delle ghiandole linfonodali cervicali e ascellari; dolori muscolari e delle articolazioni senza infiammazione o rigonfiamento delle stesse; cefalea di un tipo diverso da quella eventualmente presente in passato; un sonno non ristoratore; debolezza post esercizio fisico che perdura per almeno 24 ore. Ovviamente devono essere escluse tutte le condizioni mediche che possono giustificare i sintomi del paziente, per esempio ipotiroidismo, epatite B o C cronica, tumori, depressione maggiore, schizofrenia, demenza, anoressia nervosa, abuso di sostanze alcoliche ed obesit�.
La complessit� della Sindrome da Stanchezza Cronica e l'esistenza di diversi ostacoli alla sua comprensione rendono necessario un approccio integrato per lo studio di questa patologia e di patologie similari. Il concetto di stanchezza � di per s� non chiaro, e sviluppare una definizione operativa di stanchezza � stato un problema per gli autori. Comunque nella concezione degli autori, il sintomo si riferisce a una spossatezza molto grave, sia mentale che fisica, che si determina anche con uno sforzo fisico minimo, oltrech� ovviamente, per definizione, non dovuta ad una malattia nota, e che differisce dalla sonnolenza e dalla mancanza di motivazione.

La CFS e� stata riportata in tutto il mondo, compresa l�Europa, l�Australia, la Nuova Zelanda ed il Canada, l�Islanda, il Giappone, la Russia ed il Sudafrica.   In base ai diversi studi condotti negli Stati Uniti, sia a San Francisco che a Seattle ed in diverse citt� americane, si stima che negli Stati Uniti vi siano circa mezzo di persone che hanno una patologia simile alla Sindrome da Stanchezza Cronica, pertanto si pu� calcolare che in Italia vi siano circa 200-300.000 casi di CFS.
Va comunque ben ricordato che la stanchezza � un sintomo frequente che viene riportato da almeno il 20% dei pazienti che vanno dal medico, spesso associata a stress o a sindromi ansioso-depressive . Nella maggior parte dei casi per� la stanchezza � transitoria e si spiega con cause conosciute, � migliorata dal riposo e determina poca preoccupazione. Tutti noi andiamo incontro durante l'anno a periodi di stanchezza o fatica pi� o meno severa che per� � quasi sempre di breve durata. La fatica comunque pu� essere anche cronica e debilitante. La stanchezza cronica � associata a molte malattie e condizioni mediche e psicologiche ben conosciute ma � anche la caratteristica principale della Sindrome da Stanchezza Cronica.
Presso l�Istituto Nazionale Tumori di Aviano, che � stato il primo centro che ha riportato la presenza di un numero consistente di casi di Sindrome da Stanchezza Cronica in Italia, esiste una unit� CFS con ambulatorio settimanale e possibilit� anche di ricovero in casi selezionati. Sono stati compiuti una serie di studi, tra i quali la valutazione delle alterazioni immunologiche nei pazienti con CFS, la valutazione delle alterazioni cerebrali con una sofisticata metodologia di diagnosi radiologica, la PET,  l'eventuale rapporto della CFS con i tumori maligni, lo studio di nuovi farmaci, in particolare immunoglobuline ad alte dosi, magnesio, acetilcarnitina, antivirali come amantadina e acyclovir ed immunomodulatori come timopentina.
I pazienti sono solitamente giovani e donne con una et� media di insorgenza intorno ai 30 anni. La CFS � rara negli anziani (oltre i 65-70 anni), ma vi � qualche caso pediatrico.

E� difficile guarire questa malattia, e sono in atto una serie di ricerche nel mondo per scoprire nuovi trattamenti. Con interventi appropriati e dopo una diagnosi corretta � possibile in un certo numero di casi ottenere la guarigione della malattia ed in altri il miglioramento della stessa, ma purtroppo in un sostanziale numero la patologia rimane cronica per anni incidendo in maniera drammatica sulla qualit� della vita del paziente. Va detto che la CFS non ha niente a che fare con la depressione anche se in alcuni pazienti la depressione si manifesta come reazione alla patologia in atto. Infine va ricordato che molti pazienti hanno difficolt�� a veder riconosciuta la CFS anche dal punto di vista di inabilit� al lavoro. L'Istituto Nazionale delle Allergie e delle Malattie Infettive dei National Institutes of Health statunitensi ha prodotto un volume dal titolo "Chronic Fatigue Syndrome. Informazione per i medici". L'autorevolezza della fonte ed il volume prodotto dal Ministero della Salute dovrebbero fugare dubbi, se ancora ve ne fossero, sulla esistenza della sindrome. In Italia la Sindrome da Stanchezza Cronica � stata inserita nell�edizione della �Clinical Evidence� � edizione italiana, una pubblicazione scientifica importante per il nostro sistema sanitario nazionale, eseguita su incarico del Ministero della Sanit� che ha lo scopo di approfondire le conoscenze sulla reale efficacia degli interventi medici nelle malattie riconosciute. La realizzazione di questo volume infatti, � stata possibile grazie ad un�accurata analisi e ad una valutazione critica di informazioni selezionate derivanti da studi clinici controllati condotti e pubblicati in tutto il mondo. 

Per decenni le persone affette dalla sindrome da stanchezza cronica (CFS) hanno dovuto combattere per convincere medici, datori di lavoro, amici ed anche i propri familiari che i debilitanti sintomi di cui soffrono non sono immaginari. Il nome della sindrome � purtroppo fortemente penalizzante, tanto che persone gravemente malate si vedono spesso derise e devono combattere per avere quel rispetto che ad altri pazienti � concesso in modo scontato. Si � a lungo discusso sull�opportunit� di cambiare il nome, e per il momento, in mancanza di alternative scientificamente supportate e per non sprecare l�opera di sensibilizzazione compiuta in questi anni, si � ritenuto opportuno non modificarlo. Tuttavia, sono molti quelli che di recente si riferiscono alla sindrome come CFS/ME, dove ME sta per Encefalomielite Mialgica, nome con cui ci si � sempre riferiti alla sindrome in Inghilterra.
Anche in Italia si stanno facendo importanti passi. Le Associazioni dei pazienti e alcune commissioni parlamenti  hanno presentato la proposta di legge per il riconoscimento della CFS quale malattia invalidante e per l�ottenimento dell�esenzione dalla partecipazione al costo per le prestazioni di assistenza sanitaria.

Il dato pi� rilevante della ricerca emerso negli ultimi mesi, � quello relativo alla correlazione con anomalie dei geni nei pazienti con Sindrome da Fatica Cronica. Prima uno studio inglese ha dimostrato che in 25 pazienti con CFS confrontati con 25 controlli, 35 geni sono risultati attivati in maniera anomala nei pazienti con conseguenti modifiche delle funzioni mitocondriali, sulla produzione di energia e sull�attivit� del  sistema immunitario che spiegano in maniera esauriente la sintomatologia di astenia profonda, e di affaticabilit� tipiche della patologia. Un altro studio dei CDC di Atlanta ha identificato un risultato simile con 26 geni che sono attivati in maniera anomala e che sono alla base della produzione di energia e del sistema immunitario. Con questi studi sar� possibile in un futuro non molto lontano,  poter identificare un sottogruppo di pazienti con CFS nei quali  queste anomalie geniche potrebbero portare all�identificazione di proteine prodotte in maniera anomala e quantificabili nel sangue con  le quali si potrebbe arrivare ad un test diagnostico e ad una terapia mirata.
L� AICFS poi, l�Associazione Internazionale per la CFS, ha tenuto il mese scorso il suo primo convegno e gli studi presentati sono stati moltissimi e molto incoraggianti anche rispetto alla possibilit� di avvicinarsi alla soluzione dell�enigma medico che � la CFS. Un eccellente video-sunto del convegno � disponibile (in inglese) online: http://progressive.uvault.com/pd1005/CFS091/75/player.HTM.

Presso l'unit� CFS della Divisione di Oncologia Medica A dell�Istituto Tumori di Aviano sono stati osservati ad oggi oltre 1000 casi di CFS con i criteri dei CDC di Atlanta.   Inoltre presso questo Istituto � attiva una associazione di pazienti  denominata CFS Associazione Italiana (www.salutemed.it/cfs) che si pu� contattare al numero telefonico 0434/660277 al luned�, mercoled� e venerd� dalle ore 9:00 alle ore 11:00.

Per quanto riguarda invece le prospettive terapeutiche, purtroppo non vi � alcun farmaco in grado di guarire definitivamente la malattia, anche se spesso i pazienti possono trarre dei benefici da interventi farmacologici (antivirali, corticosteroidei, immunomodulatori, integratori, ecc.) e da modifiche dello stile di vita, portando anche qualcuno alla guarigione  e un discreto altro numero a miglioramenti significativi della sintomatologia.
 
Prof. Umberto Tirelli
Direttore
Dipartimento di Oncologia Medica
Istituto Nazionale dei Tumori, Aviano (PN)
www.umbertotirelli.it
www.salutemed.it/cfs
www.stanchezzacronica.it





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04 marzo 2009 

il CDC ha realizzato questo spot televisivo Missing My Life per la campagna di sensibilizzazione sulla CFS. E' una versione sottotitolata in italiano, per quella originale la pagina web di riferimento e': http://www.cfsmagazine.it/eventi-e-iniziative/29-altri-eventi/70-missing-my-life

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Notizie precedenti:

sotto ci sono delle notizie del 2007. Per il resto per la notizie precedenti al 2009, visitate il vecchio sito dell'associazione: salutemed.it/cfs.

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Settembre 2007

Risposta all�On. Crema da parte del Prof. Umberto Tirelli dell�Unit� CFS del Centro di Riferimento Oncologico di Aviano

Aviano, 3 settembre 2007

Gent.le On. Crema,
La ringrazio per l�interessamento mostrato per la CFS e per la proposta di legge per il riconoscimento della Stanchezza Cronica quale malattia invalidante. Mi auguro che tutto abbia buon fine e i pazienti con CFS possano essere esentati dalla partecipazione al costo per le prestazioni del servizio sanitario, come sarebbe giusto, considerando la severit� della patologia stessa e l�invalidit� che ne deriva.

Con molti cordiali saluti.

Prof. Umberto Tirelli

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Scarica PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa del deputato CREMA
presentata il 30 luglio 2007


18 maggio 2007

Tumori e stanchezza nel malato oncologico:

 - 2� Convegno Mitteleuropeo di Cure palliative : Il Dolore e la fatigue nell�anziano: dalla diagnosi alla cura (vedi programma allegato) c/o Centro di Riferimento Oncologico � Aviano � Pordenone

Scarica il programma del 18 maggio 2007


Sindrome da Stanchezza Cronica:

Il 12 maggio di ogni anno si celebra la giornata mondiale della
Sindrome da Stanchezza Cronica


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