La rivista olandese ‘Vriendin’ ha pubblicato un’intervista approfondita
con la co-fondatrice di EMEC Evelien Van Den Brink. Di seguito trovate
la traduzione in italiano della traduzione in inglese disponibile qui.
LA PAZIENTE DI ME/CFS EVELIEN CHIEDE MAGGIORI FINANZIAMENTI PER LA
RICERCA
Copyright
Jolanda Hofland, Vriendin, 28 ottobre 2020. Tradotto in inglese da
EMEC, in italiano da Giada Da Ros. Foto Evelien Van Den Brink
Evelien
(36 anni) soffre di ME/CFS da più di vent’anni. Si ’ ammalata da
adolescente e non ’ mai guarita. Evelien pensa che sia importante che
più soldi vadano alla ricerca sulla ME/CFS. Per questo ’ andata, su una
barella, al Parlamento europeo per raccontare la sua storia.
Tutti
soffrono di stanchezza, mal di testa o altri sintomi influenzali di
tanto in tanto. Ma per i pazienti di ME/CFS, questa ’ una realtà
quotidiana. Dopo aver fatto la doccia o fatto colazione, possono essere
estremamente stanchi e sono costretti a tornare a letto con dolori
muscolari e di testa che non vanno via. E questi sono i casi più miti.
Alcuni pazienti non riescono a vedere la luce e a malapena a stare in
piedi. Ci sono anche quelli che stanno in una stanza buia 24 ore su 24,
7 giorni su 7, perché ogni stimolo ’ uno di troppo. La ME/CFS, nota
anche come sindrome da fatica cronica, ’ una malattia grave. La causa
esatta non ’ ancora chiara. Quello che si sa ’ che c’’ sempre un
fattore scatenante che fa iniziare la malattia. Potrebbe essere
un’infezione virale, un incidente d’auto, un grave stress, o forse
anche il COVID-19. Evelien ha la ME/CFS da più di vent’anni ed ’
confinata a letto. Recentemente, ha raccontato la sua storia – da una
barella – al Parlamento Europeo a Bruxelles, per chiedere finanziamenti
per la ricerca scientifica in modo da poter sviluppare un test
diagnostico e trattamenti efficaci. Comunichiamo via e-mail, perché ’
troppo debole per ricevere visite o anche solo per fare una telefonata.
Il viaggio a Bruxelles ’ stato un enorme sforzo per Evelien. Eppure ha
sentito di dover cogliere l’opportunit’. “Sapevo che sarebbe stato
fisicamente difficile e poi ho avuto anche una grossa battuta d’arresto
dalla quale ci ho messo molto tempo per riprendermi. Ma sono riuscita a
farmi sentire a Bruxelles a nome di tutti i pazienti di ME/CFS e spero
che la mia storia faccia presto la differenza. Ci devono essere
finanziamenti strutturali e consapevolezza per questa malattia. Abbiamo
bisogno di una soluzione. Ci sono così tante storie strazianti di
pazienti che perdono il lavoro e il reddito, di bambini che non possono
andare a scuola e non hanno alcuna prospettiva futura. Questo deve
davvero cambiare”, dice Evelien.
Impotente
Secondo le stime
prudenti del Consiglio sanitario olandese, nei Paesi Bassi ci sono dai
30.000 ai 40.000 pazienti ME/CFS. Evelien aveva 14 anni quando ha
contratto la polmonite batterica. “Mi sono ripresa solo parzialmente e
sono potuta andare a scuola solo per mezza giornata. Qualche mese dopo
ho preso l’influenza e da allora non sono più stata in salute. Quindi
la mia malattia aveva chiaramente un’insorgenza infettiva. Avevo
soprattutto mal di testa, sensibilità alla luce e al suono, vomito e
diarrea. Spesso ero molto esausta e questo ’ peggiorato con gli sforzi
quotidiani, come fare la doccia, vestirmi o fare conversazione.
Inoltre, soffrivo di perdita di capelli, debolezza muscolare e
fascicolazioni. Da una figlia che non ha mai avuto problemi di salute,
che andava bene a scuola e amava lo sport, i miei genitori hanno avuto
all’improvviso una figlia terribilmente malata. Una bambino che era
costantemente sdraiato su una sedia reclinabile con la sensazione di
una forte influenza. Questo ha avuto un impatto enorme sulla nostra
famiglia.
I miei genitori hanno dovuto prendersi cura di me, e
naturalmente hanno fatto tutto il possibile. Abbiamo visto molti
medici. Tutto ’ stato esaminato. Pensavano a un virus, a una malattia
muscolare, persino a una malattia metabolica. I miei genitori si
sentivano spesso impotenti. Volevano vedermi di nuovo in salute, ma per
molto tempo non c’era un medico che potesse aiutarmi. Mia madre una
volta ha detto che la mia malattia le sembrava come sabbia che le
scivolava tra le dita. Non aveva alcuna presa e si sentiva enormemente
impotente. Nemmeno i medici sapevano come aiutarmi. Questo ha causato
frustrazione in alcuni, ma altri non hanno più preso sul serio le mie
lamentele. Ho dovuto affrontare molta incredulit’. Quando mi sono
ammalata di ME, si sapeva meno della malattia di quanto non si sappia
ora. Pi’ di una volta mi ’ stato detto che era tutto nella mia testa.
C’erano persino dei medici che mi ritenevano responsabile della mia
malattia. Dicevano forte e chiaro: “Se ti sforzi di più e segui un
programma di riabilitazione, migliorerai”. Quel programma di
riabilitazione consisteva e consiste tuttora nell’esercizio fisico e
nella terapia cognitivo-comportamentale”.
Controproducente
“Purtroppo
queste terapie sono ancora considerate da molti medici come la
soluzione per i pazienti di ME. Ma per molti ’ controproducente.
Durante la terapia mi ’ stato detto che l’infezione che mi ha fatto
ammalare non c’era più. Quindi, secondo quei terapeuti, non c’era
niente che non andasse fisicamente in me. I sintomi persistevano,
perché mostravo un comportamento inutile o avevo pensieri sbagliati. Un
programma di riabilitazione insegna a pensare: “Non sono stanco, non
sono malato”. Impari a non ascoltare più il tuo corpo. E parallelamente
a questo, l’attività e l’esercizio fisico sono aumentati, cosa che il
mio corpo malato non riusciva a gestire. Quindi nel mio caso questo
trattamento non ha portato a un miglioramento, ma piuttosto al
deterioramento della mia salute. Con il senno di poi, tutto ci’ ha un
senso. La ME/CFS non ’ nella mia testa, non ’ psicologica. Ha una causa
biomedica. C’’ qualcosa di fisicamente sbagliato in me. La mia capacità
di produrre energia e di riprendermi da uno sforzo ’ interrotta”.
Soldi necessari per la ricerca scientifica sulla ME/CFS
Attualmente
non esiste un trattamento mirato per i pazienti di ME/CFS. Il medico
(di famiglia) o la previdenza sociale continuano a dire loro (troppo)
spesso di seguire una terapia comportamentale in combinazione con una
crescente attività. Tuttavia, un rapporto del Consiglio della Salute
olandese afferma che i pazienti di ME/CFS riferiscono, in indagini, che
si ammalano di più in seguito a questa terapia. Secondo il Consiglio
sanitario olandese, questa prova dovrebbe essere presa sul serio. I
medici dovrebbero discutere con i loro pazienti quali trattamenti
possono aiutare ad alleviare i sintomi. I cardiologi Linda van Campen e
Frans Visser della fondazione Cardiozorg misurano l’apporto di sangue
al cervello esaminando l’arteria carotidea. Nei pazienti di ME/CFS
l’apporto di sangue al cervello differisce notevolmente. Van Campen:
“Poich’ il flusso di sangue al cervello ’ troppo scarso, ogni tipo di
altre parti del corpo che ’ controllata da questo organo centrale
crolla. Si pensi alla tiroide, all’intestino o al sistema immunitario.
Purtroppo non sappiamo ancora dove si trovi esattamente nel cervello la
ME/CFS, questo richiede più ricerca.
Spirale verso il basso
“Durante
la terapia di riabilitazione ho fatto del mio meglio, ma invece di
migliorare, la mia salute ’ precipitata in una spirale verso il basso.
Ho notato molto chiaramente che stavo peggiorando sempre di più. Dopo
il 2008 ho avuto una serie di infezioni aggiuntive che mi hanno fatto
ammalare così tanto che non potevo parlare e dovevo comunicare con i
gesti delle mani. Ero completamente costretta a letto e ho dovuto
mettere un sondino che mi alimentasse che mi entrava nello stomaco
attraverso il naso. Non potevo n’ sedermi n’ camminare e i miei
genitori hanno dovuto sollevarmi dal letto per andare al bagno.
Ciononostante, non sono mai stato depressa. Ho sempre mantenuto la
speranza di poter migliorare. Non mi sono mai arresa. Naturalmente, ci
sono stati momenti in cui ’ stato terribilmente difficile. Ma mi sono
rafforzata mentalmente. Ora mi aggrappo alla determinazione di
migliorare. Perch’, francamente, non avrei mai pensato di stare male
per così tanto tempo. Avevo tanti sogni, tanti progetti”.
Residence con assistenza
Evelien
’ migliorata un po’ dopo diversi trattamenti medici sperimentali. Ci’
che l’ha aiutata, almeno in parte, ’ stato il trattamento dei sintomi,
soprattutto il sollievo dal dolore. Nonostante questi piccoli
miglioramenti, Evelien ’ ancora gravemente malata e costretta a letto.
Nel suo appartamento con assistenza può camminare per piccole e
necessarie distanze con un deambulatore. Ha anche una sedia a rotelle a
motore, ma raramente può uscire. Costa troppa energia. Dallo scorso
giugno vive autonomamente in un appartamento in un residence con
assistenza. Cinque volte al giorno un’infermiera viene ad aiutarla con
il cibo e le cure personali. Viene anche aiutata a fare le pulizie.
“Vivere in modo indipendente ’ stato un passo da gigante per me. Ma
posso farcela. Il fatto di vivere da sola ’ molto importante per me. I
miei genitori sono un po’ più vecchi ora ed ’ bello che, dopo tutti
questi anni, possano trasferire a qualcun altro il compito occuparsi di
me. Fanno ancora molto per me e gliene sono grata. Senza di loro il
trasloco non sarebbe mai stato possibile”.
Contatti sociali
“Uno
degli aspetti più difficili nella ME/CFS ’ che ’ quasi impossibile
mantenere contatti sociali. Spesso sono troppo malata per ricevere
visite e se ci provo, causa sempre una ricaduta. Attraverso internet
cerco di mantenere il mio mondo il più grande possibile. Ho anche un
forte desiderio di rendermi utile. Per questo motivo ho iniziato a
dedicarmi all’attivismo sulla ME/CFS. Le persone che sono già malate
meritano una vita migliore. E le persone che si ammalano ora,
dovrebbero avere un futuro migliore, in modo da non dover passare le
stesse cose che ho passato io. Penso che sia terribile che i bambini
che si ammalano oggi ricevano le stesse cattive cure che ho ricevuto 22
anni fa e abbiano le stesse prospettive”.
Evelien si riferisce ai
giovani pazienti e ai loro genitori, che devono ancora affrontare
l’incredulit’ e le indagini delle agenzie di protezione dell’infanzia
se si rifiutano di partecipare a un trattamento cognitivo
comportamentale che non li fa migliorare ma piuttosto peggiorare. E si
riferisce anche ai pazienti di ME/CFS che per le stesse ragioni perdono
i benefici della previdenza sociale e quindi si trovano in difficoltà
finanziarie. Sono preoccupazioni extra di cui non si ha bisogno quando
si ’ così malati.
La ME in cifre.
Per anni non sono stati
spesi quasi mai soldi per (la ricerca su) la ME/CFS nei Paesi Bassi.
Non ci sono praticamente cifre disponibili. Esiste, tuttavia, una
panoramica americana con dati sulla spesa per paziente per diverse
malattie. Va tenuto presente che gli Stati Uniti spendono ancora la
maggior parte delle spese per la ricerca sulla ME/CFS. Per malattia,
all’anno, in milioni, cio’: Cancro: $ 7120; HIV/AIDS: $ 3076; Diabete:
$ 1179; Parkinson: $ 239; SM: $ 118; ME: $16 .Il numero di pazienti
affetti da SM ’ circa lo stesso numero di pazienti di ME negli Stati
Uniti (circa 1 milione di pazienti per entrambe le malattie).
Uno sviluppo positivo
La
ME/CFS determina la tua vita. Questo deve cambiare, dice Evelien, e con
questo pensiero ha raccontato la sua storia al Parlamento Europeo. Ha
anche avviato una petizione e raccolto oltre 15.000 firme. Il
Parlamento europeo ha ora adottato una risoluzione che raccomanda
maggiori finanziamenti per la ricerca scientifica sulla ME/CFS. Uno
sviluppo positivo. Anche se resta da vedere se queste parole si
tradurranno in azioni concrete, dice Evelien. “Abbiamo ancora molta
strada da fare, anche se le cose stanno già cambiando. Nei Paesi Bassi,
il Consiglio sanitario olandese ha pubblicato due anni fa un importante
rapporto in cui si afferma che i medici non imparano quasi nulla sulla
malattia e non ricevono alcuna formazione ulteriore. Di conseguenza, i
medici hanno poche conoscenze sula ME/CFS e il pregiudizio persiste. Il
rapporto afferma inoltre chiaramente che la ME/CFS non ’ una malattia
psicologica, ma una grave malattia fisica. Questo ’ stato un importante
passo avanti, anche se ci sono ancora medici che la pensano
diversamente. Questo ’ incomprensibile”.
Innamorata
Evelien
spera sinceramente che il tempo e il denaro forniscano soluzioni. Non ’
certo che io stessa ne tragga beneficio”. Spero che ci siano cure
efficaci il più presto possibile, che aiutino il maggior numero
possibile di pazienti. Fino a quel momento dovrà convivere con i miei
limiti. Da aprile di quest’anno ho un fidanzato, Michiel. Ci siamo
conosciuti grazie alla petizione che ho iniziato. Michiel ha anche lui
la ME/CFS, quindi c’’ stata una comprensione reciproca immediata.
Abbiamo iniziato a parlare online ed ’ così che ci siamo innamorati. Ho
pensato che finch’ fossi stata malato, non avrei trovato nessuno con
cui condividere la mia vita. Cos’ questo amore ’ arrivato totalmente
inaspettato. Siamo felici insieme. Non viviamo ancora insieme, ma lui
sta con me il più spesso possibile e le cose vanno alla grande
nonostante i nostri limiti. Michiel d’ alla mia vita una dimensione
completamente nuova”.
Il COVID-19 innesca la ME?
Secondo i
cardiologi Linda van Campen e Frans Visser, il COVID-19 porter’ a molti
nuovi casi di ME/CFS. Anche il virologo americano Fauci ha menzionato
più volte un legame tra le malattie. “Non sappiamo molto di ME/CFS, ma
quello che sappiamo ’ che c’’ sempre un fattore scatenante che d’
inizio a questa malattia. Gli ex pazienti di COVID-19 hanno
recentemente fatto notizia perché soffrono dei postumi dell’infezione
da coronavirus. Nella maggior parte dei casi si tratta di gravi sintomi
di stanchezza simili a quelli della ME/CFS”. Van Campen en Visser
vorrebbe iniziare uno studio sugli ex pazienti di COVID-19 con sintomi
lievi o più gravi e sui pazienti che si sono completamente ripresi. “Se
possiamo dimostrare che il COVID-19 può agire come un trigger per la
ME/CFS, allora questo metterebbe la ME/CFS in una luce diversa. Il
passo successivo ’ che i pazienti di ME/CFS siano presi sul serio”.
Per
ulteriori informazioni su ME/CFS: Steungroep ME en
Arbeidsongeschiktheid (https://www.steungroep.nl/) en de ME/CVS
Vereniging (www.me-cvsvereniging.nl)