’ possibile scaricare gratuitamente un libricino in inglese (con la
copertina realizzata da un paziente), dal titolo “ME/CFS: cause,
caratteristiche cliniche e diagnosi”, che raccoglie alcuni articoli.
’ possibile scaricare gratuitamente un libricino in inglese (con la
copertina realizzata da un paziente), dal titolo “ME/CFS: cause,
caratteristiche cliniche e diagnosi”, che raccoglie alcuni articoli.
DO YOU HAVE ME: SIAMO PARTNER DELLA CAMPAGNA MEDIATICA DI
SENSIBILIZZAZIONE SULLA ME/CFS
La
nostra associazione insieme alla CFS / ME – Organizzazione di
Volontariato ’ diventata partner globale della campagna mediatica “Do
you have me”, per informare e sensibilizzare il pubblico sulla ME/CFS e
il long-COVID.
👉 Visita il sito: www.doyouhaveme.com
💙 Fai una donazione: qui.
REVISIONE SISTEMATICA E META-ANALISI DEL DETERIORAMENTO COGNITIVO NELLA
ME/CFS
Sotto trovate la traduzione dell’abstract di un articolo (Sebaiti et al, 2022) sull’artgomento di
cui al titolo.
L’encefalomielite
mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) ’ comunemente associata a
disturbi cognitivi. Per far emergere la sintomatologia neuropsicologica
inerente alla ME/CFS, abbiamo condotto una revisione sistematica della
letteratura secondo le linee guida PRISMA e MOOSE attraverso l’analisi
di 764 studi pubblicati tra il 1988 e il 2019 utilizzando il sito
PubMed Central e la piattaforma di analisi Clarivate. Abbiamo eseguito
una meta-analisi per delineare un’idea del profilo neuropsicologico
inerente alla ME/CFS. Il quadro clinico colpisce tipicamente la memoria
immediata visuo-spaziale (g = – 0.55, p = 0.007), la velocit’ di
lettura (g = – 0.82, p = 0.0001) e il gesto grafico (g = – 0.59, p =
0.0001). L’analisi ha anche rivelato difficoltà in diversi processi
inerenti alla memoria verbale episodica (memorizzazione, recupero,
riconoscimento) e alla memoria visiva (recupero) e una bassa efficienza
nelle abilit’ attenzionali. Le funzioni esecutive sembravano essere
poco o per nulla influenzate e le funzioni strumentali apparivano
costantemente conservate. Per quanto riguarda la complessit’ e
l’eterogeneit’ del fenotipo cognitivo, risulta che la determinazione di
un solido quadro clinico del profilo cognitivo della ME/CFS deve
passare attraverso un esame neuropsicologico che permetta una
valutazione completa integrando la nozione di accordo tra la scelta e
il numero dei test e la complessit’ intrinseca alla patologia.
UN GRUPPO-DI-INTERESSE PARLAMENTARE PER LA ME/CFS
Quanto segue ’ la traduzione in italiano dell’articolo che trovate a
questo link.
Il
28 gennaio 2022, si ’ tenuta la prima riunione di un nuovo gruppo di
interesse parlamentare sull’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica
cronica (ME/CFS). Organizzato da Pascal Arimont, il gruppo permetter’
una collaborazione più strutturata sui temi riguardanti la patologia
ME/CFS in seno al Parlamento europeo.
L’incontro ha riunito
rappresentanti dei pazienti, membri del Parlamento Europeo (MEPs) e
scienziati per discutere come gli obiettivi della risoluzione europea
sulla ME/CFS, possano essere raggiunti.
Gli eurodeputati Pascal
Arimont, Cindy Franssen e Radan Kanev hanno partecipato all’incontro
mentre Alex Bernhuber, Jordi Ca’as e G’nther Sidl erano rappresentati
da un loro assistente. Altri parlamentari non hanno potuto partecipare
ma hanno indicato di essere interessati a future riunioni e azioni di
questo nuovo gruppo di interesse sulla ME/CFS. ’ stato inviato loro un
riassunto dell’incontro.
La professoressa Carmen Scheibenbogen
del Charit’ di Berlino ha fatto una panoramica dello stato attuale
della ricerca sulla ME/CFS in Europa. Ha spiegato che la COST Action
EUROMENE (2015-2021) ’ un’importante iniziativa con 21 paesi
partecipanti. Questa rete di ricercatori ha pubblicato 14 documenti
congiunti che includono linee guida cliniche per la ME/CFS. Tuttavia,
c’erano meno ricercatori di ME/CFS in Europa di quanti se ne
aspettassero.
I ricercatori di ME/CFS Prof. Jonas Bergquist, Dr.
Eliana Lacerda, e Dr. Luis Nacul hanno partecipato all’incontro per
rispondere a ulteriori domande. Hanno indicato che EUROMENE ’ stato
utile per stabilire una rete interattiva ma che ora deve essere
utilizzato per la ricerca biomedica. Sono necessarie sovvenzioni
specifiche per la ricerca per raggiungere questo obiettivo, e questo
attualmente manca in Europa. Il Prof. Bergquist ha spiegato che,
finora, il suo centro di ricerca per la ME/CFS a Uppsala ’ interamente
finanziato da donazioni dagli Stati Uniti e dal crowdfunding. Le
richieste di finanziamento europeo non hanno avuto successo.
EMEC ’
stata rappresentata all’incontro da Joachim Hermisson, padre di una
ragazza con una ME/CFS molto grave. Nella sua presentazione ha spiegato
come l’Europa stia rimanendo indietro rispetto a Stati Uniti, Canada e
Australia nel sostenere la ricerca sulla ME/CFS. Finora, non un solo
studio biomedico sulla ME/CFS ’ stato finanziato con fondi europei.
La
Commissione europea ha promesso uno “studio di scoping” per indagare
come la ME/CFS e altre patologie poco studiate possano essere incluse
in futuri programmi di lavoro di Horizon Europe. Sebbene questo sia un
progetto utile, dopo molti ritardi, non c’’ ancora una data ufficiale
di inizio.
Il tempo previsto per dei risultati non corrisponde alle
urgenti necessità. A causa della pandemia di COVID-19, il numero di
casi di ME/CFS sta aumentando rapidamente. Secondo EMEC, lo studio di
scoping non può essere l’unica misura presa in una tale crisi di salute
pubblica.
EMEC ha detto che la possibilità di una rete di
riferimento europea (ERN) per la ME/CFS o iniziative simili dovrebbero
essere ulteriormente esplorate. Sebbene la malattia sia prevalente, la
competenza medica sulla ME/CFS ’ rara. La maggior parte dei pazienti
non ha accesso a un medico che capisca la loro malattia. EMEC ha
offerto diverse raccomandazioni su ci’ che gli eurodeputati possono
fare per assicurarsi che la risoluzione sulla ME/CFS porti a risultati
tangibili.
Il deputato Arimont ’ stato d’accordo e ha suggerito
una breve lista di iniziative da intraprendere per ulteriori azioni. Il
nuovo gruppo di interesse parlamentare contatter’ il servizio
responsabile della Commissione europea. Esplorer’ anche la possibilità
che venga preparato un incontro con i rappresentanti dell’industria
farmaceutica per vedere quali ostacoli esistono attualmente per
iniziare test clinici sulla ME/CFS. Questo sarà ulteriormente discusso
durante le prossime riunioni del gruppo di interesse parlamentare sulla
ME/CFS.
EMEC desidera ringraziare il deputato Pascal Arimont,
gli altri deputati e i ricercatori della ME/CFS per questo produttivo
incontro.
Sul
sito di #MEAction ’ ora disponibile il primo di tre articoli scritti da
Giada Da Ros, presidente di questa associazione, sulla MECFS e
la TV: qui.
L’argomento
di questo articolo ’ su come l’iniziale dibattito televisivo sulla
patologia abbia messo in discussione le politiche governative e sfidato
le concezioni su come intendiamo malattia e medicina.
Sabato
22 gennaio 2022 abbiamo incontrato virtualmente la ministra Erika
Stefani e l’assessora della Regione Veneto Manuela Lanzarin grazie
all’organizzazione del Centro di Servizi al Volontariato di Vicenza.
Il
collegamento telematico ha dato modo a diversi pazienti ME/CFS,
all’avvocata Ilaria Spiller ed ai presidenti Girolamo Carollo e Giada
Da Ros di ascoltare ed intervenire via chat sottolineando la situazione
degli ammalati ME/CFS e l’aumento del loro numero a causa del Covid 19.
La direttrice del CSV ha nominato la ME/CFS fin dalla
presentazione grazie alle considerazioni che i soci hanno scritto al
momento dell’iscrizione al convegno.
Le associazioni vicentine
presenti erano molte ed ognuna con le proprie richieste articolate
tanto che la ministra non ’ riuscita a rispondere ai nostri quesiti ma
ha notato soprattutto l’aspetto cronico della ME/CFS sottolineato dai
pazienti ed ha “promesso” di parlarne con il Ministero della Salute.
Sar’ ora nostra cura cercare di avere un incontro con lei per
presentarle le richieste delle nostre associazioni.
Sotto “pubblicazioni” qui
sul sito trovate ora il documento sulle informazioni essenziali di
diagnosi e di gestione della ME/CFS pubblicato su Mayo Clinic
Proceedings.
ATTIVAZIONE DEL DMN ANTERIORE COME POSSIBILE BIOMARCATORE DI PEM NELLA
ME/CFS
Recentemente
’ stato pubblicato lo studio ’L’esercizio submassimale provoca una
maggiore attivazione del Default Mode Network anteriore durante lo
stato di riposo come un biomarcatore di malessere post-sforzo
nell’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica’. (Rahyan et al, 2021). Qui trovate il link.
Cort Johnson in un suo post parla di questo studio e sotto trovate una
specie di sintesi – ’mezza traduzione’ di quello che lui spiega.
Usando
un test di esercizio in due giorni, i ricercatori Rayhan e Baraniuk,
della Georgetown University, hanno scoperto che una parte del cervello
che nelle persone sane si spegne dopo l’esercizio, si accende invece
nelle persone con ME/CFS. Si tratta di una scoperta notevole perché si
’ visto proprio l’opposto di quanto accade normalmente.
Gli
autori hanno guardato al Default Mode Network. Che così’? Chiamato in
italiano anche “sistema della condizione di default” ’ una grande rete
di zone del cervello che hanno una forte attività fra di loro, distinta
da altre. Questa rete cerebrale ’ attiva quando una persona ’ a “riposo
vigile” e non ’ concentrata sul mondo esterno, ma la mente fa una sorta
di ruminazione, pensa a cosa sta succedendo, pensa agli altri, pensa a
s’ stesso, ma non pensa a qualcosa di specifico. La ruminazione ’
l’antitesi dell’azione. E la meditazione ’ l’opposto della ruminazione,
spegne il DMN.
I ricercatori hanno visto che il DMN, che non era
attivo pre-esercizio, si ’ attivato nel periodo post-esercizio nella
ME/CFS ’ e lo propongono come possibile biomarcatore di PEM nella
patologia. In particolare si ’ attivata la corteccia prefrontale
mediale.
L’esercizio consisteva nell’andare in bicicletta per 25
minuti. E uno stato di sforzo “submassimale” ’ raggiunto quando un
partecipante raggiunge una frequenza cardiaca calcolata al 70% della
sua frequenza cardiaca massima e poi raggiunge l’85% della frequenza
cardiaca massima necessaria per raggiungere la soglia anaerobica. Come
ben sappiamo la soglia anaerobica ’ raggiunta prima dai pazienti
rispetto ai controlli sani.
La misurazione dell’attivazione del
DMN ’ stata fatta con delle risonanze magnetiche legate all’ossigeno,
BOLD MRI, dove BOLD sta per blood oxygenation level-dependent
(dipendente dal livello di ossigenazione del sangue). Le regioni del
cervello che si sono attivate (più ossigenate) o inattivate (meno
ossigenate) sono state identificate come nodi. Il danno a uno di questi
nodi può compromettere il funzionamento dell’intera rete e l’idea ’ di
cercare nodi specifici che potrebbero essere danneggiati nella ME/CFS.
Poich’
il DMN deve essere spento affinché l’azione abbia luogo, la sua
attivazione nella ME/CFS ha reso i compiti più difficili da completare.
Gli autori hanno chiamato il processo “task-related deactivation”
(disattivazione collegata al compito).
Lo studio non ha misurato
la ruminazione, quindi non si sa se si stava verificando, ma se avete
pensieri di grande impeto o avete difficoltà a far calmare la vostra
mente, come se non riusciste a trovare l’interruttore per spegnere il
cervello, potreste star ruminando.
Potrebbero giocare un ruolo
altri aspetti indicati dai risultati dello studio, come la riduzione
dei flussi di sangue in generale, e in particolare alle regioni del
cervello coinvolte con la regolazione del sistema nervoso autonomo,
l’intercettazione, la percezione del dolore, il sonno e il movimento.
Anche
se gli autori non l’hanno detto, l’esaurimento delle riserve
energetiche e il malessere post-sforzo sembrano verificarsi come una
forma di protezione, per cui l’evitamento dei compiti,
l’interiorizzazione e l’isolamento avrebbero proprio il senso di
proteggere il paziente.
Risultati similari si sono trovati nella
malattia della guerra del Golfo, ’ possibile che l’attivazione DMN
post-esercizio sia una caratteristica di tutte le malattie che
presentano fatica e intolleranza allo sforzo.
RETHINKING ME (RIPENSARE LA ME: IL RAPPORTO BRITANNICO): un rapporto sulla ME/CFS dell’apposito Gruppo Parlamentare britannico formato da tutti i partiti, uscito nel maggio del 2022, si può ora scaricare dal loro sito (in inglese). In questo rapporto, che si basa sulle testimonianze di ricercatori, clinici, associazioni, pazienti e caregiver che si sono riuniti in una serie di audizioni, si raccomanda che il Regno Unito e i governi decentrati conducano ciascuno “una revisione completa dell’attuale offerta dei servizi per la ME/CFS con l’obiettivo di attuare pienamente le raccomandazioni delle nuove linee guida NICE sulla ME e di creare strategie per trasformare l’approccio alla ME nella sanità, nell’assistenza sociale, nella ricerca e nell’istruzione”, anche in collegamento con il Long-COVID.