Un nuovo studio (Wang et al., 2023: qui)

parla del possibile coinvolgimento della proteina WASF3

nell’affaticamento dei pazienti. Questo studio dimostra che la

sovraespressione di questa proteina nei mitocondri interrompe

l’assemblaggio del supercomplesso respiratorio, con conseguente

diminuzione del consumo di ossigeno e della resistenza all’esercizio.

Sotto l’abstract tradotto. Qui un articolo in proposito. 

Abstract

L’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) ’

caratterizzata da vari sintomi invalidanti, tra cui l’intolleranza

all’esercizio fisico, e viene diagnosticata in assenza di una causa

specifica, rendendo la sua gestione clinica impegnativa. Una migliore

comprensione del meccanismo molecolare alla base di questo apparente

stato di carenza bioenergetica potrebbe rivelare spunti per lo sviluppo

di strategie terapeutiche mirate. Riportiamo che la sovraespressione

della Wiskott-Aldrich Syndrome Protein Family Member 3 (WASF3), qui

identificata in una donna di 38 anni che soffriva da tempo di

affaticamento e intolleranza all’esercizio fisico, può interrompere la

formazione del supercomplesso respiratorio mitocondriale ed ’ associata

allo stress del reticolo endoplasmatico (ER). L’aumento

dell’espressione di WASF3 in topi transgenici ha ridotto notevolmente

la loro capacità di corsa su tapis roulant, con una concomitante

compromissione dell’assemblaggio del supercomplesso respiratorio e una

riduzione dei livelli del complesso IV nei mitocondri del muscolo

scheletrico. Anche l’induzione di WASF3 mediante stress ER con

endotossina, notoriamente associato all’affaticamento nell’uomo, ha

ridotto i livelli di complesso IV nel muscolo scheletrico dei topi,

mentre la riduzione dei livelli di WASF3 mediante inibizione

farmacologica dello stress ER ha migliorato la funzione mitocondriale

nelle cellule dei pazienti con affaticamento cronico. A completamento

dei nostri risultati, campioni di biopsia del muscolo scheletrico

ottenuti da una coorte di pazienti con ME/CFS hanno mostrato un aumento

dei livelli di proteina WASF3 e un’attivazione aberrante dello stress

ER. Oltre a rivelare un potenziale meccanismo per la carenza

bioenergetica nella ME/CFS, il nostro studio può anche fornire

approfondimenti su altri disturbi associati alla fatica, come le

malattie reumatiche e il Long-COVID.

Segnaliamo l’uscita (in inglese) di un libro sintitolato “Una guida del

fisioterapista per comprendere e gestire la ME/CFS, scritta da quattro

professioniste del settore: qui.

Maureen Hanson, una della paggiori esperte della patologia, ha scritto

una mini-review sull’origine virale della ME/CFS, ora disponibile su

PLOS Pathogens: https://tinyurl.com/mskfbuzu.

A luglio, diverse organizzazioni di ME hanno scritto una risposta a un

articolo che criticava le linee guida NICE del 2021 sulla #MECFS. Non ’

stata pubblicata; lo ha fatto qualche giorno fa la WorldMEAlliance.

L’ha firmata anche la CFSME Associazione Italiana: qui il documento.

GIORNATA MONDIALE DELLA MECFS SEVERA

Ogni anno in questo giorno si sensibilizza sulla situazione dei pazienti più

gravi. Per i materiali in proposito, si visitino le nostre pagine FB e

Instagram

La World ME Alliance, di cui la CFS/ME Associazione Italiana fa parte,

ha collaborato allo sviluppo di un documento su ’Coinvolgere le persone

affette da ME e da patologie che limitano l’energia’. Abbiamo potuto

fare le osservazioni che ritenevamo rilevanti e ora ’ stato

completarlo, con il supporto del sottogruppo strategico dell’Alliance

che si occupa dell’OMS. Inviato all’’quipe per le disabilit’

dell’Organizzazione Mondiale della Sanit’, ’ un primo passo per

costruire un impegno in quella sede.

Lo trovate pubblicato sul sito dell’Alliance in varie lingue: qui.

Il

PDF della versione in italiano, tradotta da Giada Da Ros, la trovate qui e su questo sito archiviata sotto

“pubblicazioni”.

FIBRONECTINA

ED ME/CFS

’ uscito oggi un nuovo studio (Liu et al), a cui partecipano fra i nomi

più noti Carmen Scheibenbogen, Robert K Naviaux e Bhupesh Prusty, dal

titolo ’Aumento della fibronectina circolante, deplezione delle IgM

naturali e maggiore riattivazione di EBV e HSV-1 nella ME/CFS e nel

Long-COVID’: qui

https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2023.06.23.23291827v1

Nuovo

studio sulla ME/CFS a Padova: intervento del prof. Aldo Baritussi: qui.

Il numero di giugno (numero 45) ’ ora disponibile: qui.

SVILUPPO DI TERAPIE CURATIVE

Carmen Scheibenborgen, una delle maggiori studiose di ME/CFS a livello

europeo, e altri hanno appena fatto uscire un significativo articolo

dal titolo “Lotta al post-COVID e alla ME/CFS – sviluppo di terapie

curative”. Sotto leggete la traduzione della conclusione. PCS sta per

post-COVCID Symdrome, quindi sindrome post-COVID:

Il nostro concetto di piattaforma di sperimentazione clinica su più

fronti affronta la complessit’ e l’eterogeneit’ della PCS e della

ME/CFS, consentendo di testare numerosi farmaci negli studi clinici in

modo armonizzato, accompagnati da studi meccanicistici completi. Questo

approccio aprir’ la strada a uno sviluppo più rapido di farmaci per la

PCS e la ME/CFS, per trovare soluzioni terapeutiche per sottogruppi

specifici e infine per tutti i pazienti. Inoltre, consentir’ lo

sviluppo e l’identificazione di precisi biomarcatori diagnostici,

prognostici e di accompagnamento che, in ultima analisi, porteranno a

terapie mirate e individualizzate per combattere i diversi meccanismi

della malattia. Infine, l’identificazione di biomarcatori che predicono

la risposta al trattamento fornisce una forte evidenza dei meccanismi

patologici causali.

Dell’articolo può valer la pena dare un’occhiata alle tabelle.

Qui il link all’articolo.