appena

uscito un articolo di Komaroff su come Long-COVID e CFSME condividano

la stessa fisiopatologia: sono infatti presenti anomalie neurologiche,

immunologiche, metaboliche e cardiopolmonari simili. Lo trovate qui.

LA TESTIMONIANZA DI UNA PAZIENTE

Segnaliamo la bella intervista sulla ME/CFS alla paziente Penelope

Mirotti: qui.

Qui

link il video della diretta fatta su Instagram lo scorso 30 maggio dal

prof. Tirelli, dalla presidente della CFS/ME Associazione Italiana e

paziente GIada Da Ros e dalla paziente Alessandra Garavaldi.

Con un grande grazie ancora a Sara Calabria per averci ospitati sul suo

canale: fibro_lioness2.

1’ giugno 2023

#RealME

La ME Association chiede di partecipare alla campagna #RealME, mandando

una foto e un testo di qualche riga.

Qui (in inglese) il sito della campagna con

l’indirizzo per partecipare.

PROF TIRELLI SU TELECOLOR GREENTEAM

Qui, su FB, trovate una lunga al professor Tirelli

sui ME/CFS, fibromialgia e Long-COVID

Ottenere sollievo dai sintomi nei pazienti con encefalomielite mialgica

mirando all’interfaccia neuro-immunitaria e ottimizzando la tolleranza

alla malattia (Rodriguez et al, 2023): qui

lo studio.

L’encefalomielite mialgica (ME), precedentemente nota anche come

sindrome da stanchezza cronica, ’ una sindrome eterogenea e debilitante

di eziologia sconosciuta, responsabile di disabilit’ di lunga durata in

milioni di pazienti in tutto il mondo. Il sintomo più noto della ME ’

il malessere post-sforzo, ma molti pazienti presentano anche

disregolazione autonomica, disfunzione dei nervi cranici e segni di

attivazione del sistema immunitario. Molti pazienti riferiscono anche

un esordio improvviso della malattia in seguito a un’infezione. Il

tronco encefalico ’ un sospetto punto focale nella patogenesi della ME

e i pazienti con compromissione strutturale del tronco encefalico

spesso presentano sintomi simili alla ME. Il tronco encefalico ’ anche

il punto di origine del nervo vago, un’interfaccia neuro-immunitaria

critica e mediatore del riflesso infiammatorio che regola

l’infiammazione sistemica. Qui riportiamo i risultati di uno studio

randomizzato, controllato con placebo, che utilizza una stimolazione

meccanica intranasale mirata alle terminazioni nervose della cavit’

nasale, probabilmente provenienti dal nervo trigemino, che potrebbe

attivare ulteriori centri nel tronco encefalico dei pazienti affetti da

ME e che si correla con una riduzione del ∼30% dei punteggi dei sintomi

complessivi dopo 8 settimane di trattamento. Eseguendo un monitoraggio

longitudinale a livello di sistema del sistema immunitario nel sangue

di questi pazienti, scopriamo i segni di un’attivazione immunitaria

cronica nella ME, nonché i correlati immunologici del miglioramento,

che sono incentrati sulle cellule immunitarie che si dirigono verso

l’intestino e sulla ridotta infiammazione. I meccanismi di alleviamento

dei sintomi restano da determinare, ma le analisi trascrizionali

suggeriscono un’upregulation dei meccanismi di tolleranza alla

malattia. Riteniamo che questi risultati siano suggestivi della ME come

condizione spiegata da una risposta disadattiva di tolleranza alla

malattia in seguito a un’infezione.

Due

sintomi possono identificare con precisione il malessere post-sforzo

nell’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (Davenport et

al, 2023): qui

lo studio

Abstract tradotto

Premessa: Il malessere post-forzo (PEM) ’ il sintomo caratteristico

dell’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS), ma

le sue diverse manifestazioni lo rendono difficile da riconoscere.

Strumenti brevi per rilevare la PEM sono fondamentali per il progresso

clinico e scientifico.

Obiettivo: Sviluppare una regola di previsione clinica per la PEM.

Metodo: 49 soggetti affetti da ME/CFS e 10 soggetti sani e sedentari

reclutati nella comunità hanno completato due test da sforzo

cardiopolmonare massimale (CPET) separati da 24 ore. In cinque momenti

diversi, i soggetti hanno riferito i sintomi che sono stati poi

classificati in 19 categorie. La frequenza di segnalazione dei sintomi

tra i gruppi in ciascun punto temporale ’ stata confrontata utilizzando

il test esatto di Fisher. L’analisi delle caratteristiche operative del

ricevitore (ROC) con il calcolo dell’area sotto la curva ’ stata

utilizzata per determinare il numero di diversi tipi di segnalazioni di

sintomi sufficienti a differenziare i gruppi ME/CFS e sedentari. ’

stato determinato il numero ottimale di sintomi in cui la sensibilità e

la specificità dei tipi di segnalazione dei sintomi erano bilanciate.

Risultati: In tutti i momenti, un massimo di due sintomi era ottimale

per determinare le differenze tra i gruppi. Solo un sintomo era

necessario per differenziare in modo ottimale i gruppi a una settimana

dalla seconda CPET. Affaticamento, disfunzione cognitiva, mancanza di

sentimenti/umore positivi e diminuzione della funzionalit’ sono stati

predittori coerenti dell’appartenenza al gruppo ME/CFS nei vari momenti.

Conclusioni: La richiesta di informazioni sulla disfunzione cognitiva

post-sforzo, sul declino della funzionalit’ e sulla mancanza di

sentimenti/umore positivi può aiutare a identificare la ME in modo

rapido e accurato. Questi risultati dovrebbero essere convalidati con

un campione più ampio di pazienti.

PROTEOMICA E CITOCHINE DISTINGUONO CFSME E CONTROLLI

I risultati di una collaborazione tra i centri Cornell e Columbia NIH,

quindi Maureen Hanson, Ian Lipkin e Mady Hornig fra i nomi noti, sono

stati pubblicati sul Journal of Translational Medicine.  L’analisi

delle proteine plasmatiche e delle citochine delle vescicole

extracellulari distingue la ME/CFS dalle persone sane con

un’accuratezza dell’86%.

L’articolo: Le analisi proteomiche e delle citochine distinguono i casi

di encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica dai controlli

(Giloteaux et al, 2023):

https://translational-medicine.biomedcentral.com/articles/10.1186/s12967-023-04179-3

Sotto l’abstract tradotto:

Premessa

L’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) ’ una

malattia complessa ed eterogenea caratterizzata da un affaticamento

persistente inspiegabile e da altre caratteristiche, tra cui

deterioramento cognitivo, mialgie, malessere post-sforzo e disfunzioni

del sistema immunitario. Le citochine sono presenti nel plasma e

incapsulate nelle vescicole extracellulari (EVs), ma ci sono stati solo

pochi report  sulle caratteristiche e sul carico delle EVs nella

ME/CFS. Diversi piccoli studi hanno descritto in precedenza proteine

plasmatiche o pathway proteici associati alla ME/CFS.

I metodi

Abbiamo preparato vescicole extracellulari (EVs) da campioni di plasma

congelato di una coorte di casi di encefalomielite mialgica/sindrome da

fatica cronica (ME/CFS) e di controlli con dati di citochine

plasmatiche e proteomica plasmatica precedentemente pubblicati. Il

contenuto di citochine nelle vescicole extracellulari derivate dal

plasma ’ stato determinato con un saggio multiplex e sono state

valutate le differenze tra pazienti e controlli. Abbiamo quindi

eseguito analisi statistiche multi-omiche che hanno preso in

considerazione non solo questi nuovi dati, ma anche ampi dati clinici

che descrivono la salute dei soggetti.

Risultati

I casi di ME/CFS hanno mostrato una maggiore dimensione e

concentrazione di EVs nel plasma. Le analisi del contenuto di citochine

nelle EV hanno rivelato che l’IL2 era significativamente più alta nei

casi. Abbiamo osservato numerose correlazioni tra le citochine delle

EV, tra le citochine plasmatiche e tra le proteine plasmatiche dalla

proteomica della spettrometria di massa. Correlazioni significative tra

i dati clinici e i livelli di proteine suggeriscono il ruolo di

particolari proteine e pathway nella malattia. Ad esempio, livelli più

elevati delle citochine pro-infiammatorie Granulocyte-Monocyte

Colony-Stimulating Factor (CSF2) e Tumor Necrosis Factor (TNFα) sono

stati correlati a maggiori sintomi fisici e di affaticamento nei casi

di ME/CFS. Una maggiore serina proteasi SERPINA5, coinvolta

nell’emostasi, ’ stata correlata con punteggi più alti di salute

generale SF-36 nella ME/CFS. I classificatori di apprendimento

automatico sono stati in grado di identificare un elenco di 20 proteine

in grado di discriminare tra casi e controlli, con XGBoost che ha

fornito la migliore classificazione con un’accuratezza dell’86,1% e un

valore AUROC cross-validato di 0,947. Random Forest ha distinto i casi

dai controlli con un’accuratezza del 79,1% e un valore AUROC di 0,891

utilizzando solo 7 proteine.

Conclusioni

Questi risultati si aggiungono al numero sostanziale di differenze

oggettive nelle biomolecole che sono state identificate nei soggetti

affetti da ME/CFS. Le correlazioni osservate tra proteine importanti

nella risposta immunitaria e nell’emostasi e i dati clinici implicano

ulteriormente un disturbo di queste funzioni nella ME/CFS.

GIORNATA MONDIALE DELLA MECFS

12maggio

Di seguito trovate i primi video del convegno che si ’ tenuto lo scorso

15 aprile, dal titolo “NON SOLO FATICA”. A mano a mano che i

partecipanti li renderanno disponibili, li condivideremo (sotto

l’etichetta “convegni”, e chi vuole vedere il convegno nella sua

interezza può farlo collegandosi a

https://psicovideocorsi.com

(il convegno rimarr’ gratis per sempre, per accedervi bisogna solo

registrarsi e dar’ luogo al termine a un attestato di partecipazione) a

partire dai prossimi giorni.

Intanto potete seguirei due interventi che i rispettivi relatori hanno

caricato nei propri canali YouTube:

Giada Da Ros: NONSOLOFATICA ’ il libro: ME/CFS,

PEM, no GET s’ pacing

Paolo

Maccallini: Analisi statistiche su ME/CFS + i vari commenti e

risposte dei relatori alla fine

COMUNICATO STAMPA PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA ME/CFS

Diffusione immediata ’ 12 maggio, 2023

La Giornata Mondiale della ME/CFS, che si celebra il 12 maggio,

sensibilizza l’opinione pubblica sui devastanti sintomi che colpiscono

milioni di persone dopo il COVID

12 maggio 2023 ’ Un gruppo di studio italiano sulla ME/CFS e sul

Long-COVID, di medici e pazienti esperti, si ’ recentemente riunito in

un convegno, che viene reso disponibile gratuitamente online in questi

giorni per sensibilizzare in occasione della Giornata mondiale della

ME/CFS.

L’encefalomielite mialgica (ME), conosciuta anche come Sindrome da

Fatica Cronica (CFS), da cui ME/CFS, ’ una malattia invalidante,

cronica e complessa, caratterizzata da spossatezza, affaticamento dopo

piccoli sforzi e difficoltà di recupero pur riposando, disturbi della

concentrazione e della memoria, sonno non ristoratore, dolori muscolari

e articolari, sintomi simil-influenzali’in assenza di altre condizioni

che possano giustificare tale sintomatologia e che dura da almeno sei

mesi.

Non esistono test diagnostici, cure o trattamenti universalmente

efficaci e i pazienti spesso soffrono per tutta la vita. I farmaci

prescritti, così come le terapie, sono di tipo sintomatico e hanno solo

lo scopo di dare sollievo ai sintomi.

Si stima che nel mondo vi siano tra i 17 e i 30 milioni di persone

affette da ME/CFS. E da quando ’ scoppiata la pandemia di COVID-19, si

ritiene che questa cifra sia raddoppiata. Attualmente sono 65 milioni

le persone che vivono con il Long-COVID in tutto il mondo, e almeno 17

milioni di persone nella sola Europa ne hanno sofferto nei due anni

successivi alla pandemia ed ’ possibile che milioni di persone debbano

conviverci per molti anni a venire: una percentuale elevata di loro, si

stima addirittura una met’, soddisfano i criteri per una diagnosi di

ME/CFS.

Gi’ nel 2020 Anthony Fauci, medico-scienziato e immunologo, direttore

del NIAID, l’Istituto Nazionale di Allergie e Malattie Infettive

statunitense, che ’ stato anche consigliere medico capo del presidente

degli USA, aveva dichiarato che il long-COVID era ’sorprendentemente

simile’ alla ME/CFS. E nel marzo del 2021 la stessa osservazione era

stata fatta sulla prestigiosa The Lancet. La Coalizione dei medici

statunitensi esperti di ME/CFS ha appena pubblicato una lettera in cui

raccomanda ai medici di considerare la MECFS nella diagnosi

differenziale del Long-COVID. E la Deutsche Gesellschaft f’r ME/CFS

e.V. ha appena reso disponibile una scheda di raccolta degli studi,

confermati da successivi trial, che mostrano la sovrapposizione dei

sintomi.

Con il coordinamento della dott.ssa Giulia Cavalli, che ha presentato i

relatori, nell’incontro del gruppo di studio italiano, per primo ha

preso la parola il professor Umberto Tirelli, past-Primario di

oncologia all’Istituto Nazionale Tumori di Aviano (PN) per decenni e

ora direttore scientifico e sanitario di una clinica che porta il suo

nome, la Tirelli Medical, a Pordenone, e anche il primo ricercatore

clinico del nord-est, su oncologia, malattie infettive e COVID-19 con

643 pubblicazioni scientifiche e 67 di H-Index secondo la banca dati

Scopus. Massimo esperto italiano su ME/CFS e Long-COVID, dove ha

pubblicato molti studi, soprattutto riportando ottimi risultati con

l’ossigeno ozono terapia SIOOT (società scientifica di ossigeno ozono

terapia), per lui la miglior terapia in questa patologia, ha riferito

sulle similarit’ e differenze fra ME/CFS, fibromialgia, e Long-COVID.

Recentemente, sul Journal of Medical Virology ha pubblicato insieme al

professor Chirumbolo, dell’Universit’ degli Studi di Verona, e al

professor Franzini della SIOOT internazionale, a proposito della

terminologia utilizzata, e le sue conseguenze, nel parlare della

sindrome post-COVID.

A seguire, nel convegno del gruppo di studio, ha preso la parola la

dottoressa Giada Da Ros, presidente della CFS/ME Associazione Italiana,

la prima associazione italiana, attiva dal 1992. Lei stessa una

paziente, ’ coautrice insieme al prof. Tirelli del libro

’NONSOLOFATICA’ (Edizioni Mondo Nuovo) che di queste patologie parla.

Entrambe portano numerosi sintomi: fatica, problemi cognitivi, disturbi

del sonno, difficoltà a stare in piedi, uno stato simil-influenzale’Si

’ concentrata per’ sul sintomo caratteristico della ME/CFS, il

malessere post-sforzo (PEM): un peggioramento dei sintomi dopo uno

sforzo fisico, mentale o emotivo che non avrebbe causato problemi prima

della malattia. Questi episodi vengono talvolta definiti “crash” e

possono durare giorni, settimane o in modo permanente. La campagna di

sensibilizzazione di quest’anno della World ME Alliance e delle 22

organizzazioni che ne fanno parte, fra cui la CFSME Associazione

Italiana odv, riguarda proprio la PEM e utilizza la tagline “ME: la

malattia in cui spingere di più può farti ammalare di più”. Il

professor Aldo Baritussio, che ’ stato professore associato di

Fisiopatologia Respiratoria all’Universit’ di Padova e si occupa di

ricerca in questo campo, ha presentato la sua ricerca su “Prodotti

della flora batterica intestinale e risposta dell’organismo in una

coorte di pazienti affetti da ME/CFS”. Dopo una testimonianza della

paziente Mara Giulia Ferrante, attenti anche alla dimensione umana, ha

parlato lo psicologo Michele Tricarico, che segue gruppi di supporto,

esplorando la Dimensione della Condivisione nella CFS/ME. Il professor

Enrico Bernini Carri, professore presso l’Universit’ degli Studi di

Modena-Reggio Emilia, già Ufficiale medico dell’Esercito e ora Generale

medico della Riserva, già Presidente del Centro Europeo della Medicina

delle Catastrofi (CEMEC) presso il Consiglio d’Europa ed esperto di

pandemie della NATO e ora Presidente della Associazione

Scientifica/Fondazione Scuola Internazionale Medica di Emergenze e

Disastri MEDIS, ha approfondito il LONG COVID, ’la piaga dei prossimi

dieci anni’, come la ha definita, sottolineando proprio la

sovrapposizione con la ME/CFS. Ha chiuso il simposio il paziente

esperto e ricercatore indipendente Paolo Maccallini che ha fatto

un’analisi di una statistica di sintesi generata dal database della

Biobanca del Regno Unito.

’ stato un incontro di alto livello che ha riscontrato la grande

necessità di sensibilizzare sulla ME/CFS e sul Long-COVID profondamente

connesse, sia per la sovrapposizione dei sintomi che per esordio

post-infettivo (che segna l’inizio della ME/CFS per la gran parte dei

pazienti, anche se non tutte).

E in occasione della Giornata Mondiale della ME, che si terr’ il 12

maggio 2023, questo gruppo di studio così come le associazioni che si

occupano di queste patologie, vogliono sottolineare una volta in più la

necessità di ricerca e fondi per studiare queste patologie invalidanti,

sebbene invisibili, che possono potenzialmente colpire chiunque.

Contattare:

CFSME Associazione Italiana odv, www.stanchezzacronica.it, cfs@cro.it

Umberto Tirelli, www.umbertotirelli.it, utirelli@tirellimedical.it

CFSME Odv, www.cfsme.it, info@cfsme.it

Associazione Italiana Long Covid – AILC:

https://www.mamahealth.io/ailc/home; ailc@mamahealth.io

Ulteriore martieriale informativo:

–    Per il video del convegno: qui.

–    World ME Alliance

–    Scheda informativa sulla ME/CFS della World ME

Alliance in italiano:

–    Lettera della Coalizione dei Clinici americani

esperti di MECFS in cui si raccomanda di considerare la MECFS nella

diagnosi differenziale per il Long-COVID:

–    Scheda sugli studi che sono stati replicati nella ME/CFS e nel

Long-COVID che mostrano sovrapposizione di sintomi (versione in

inglese):

–    Il libro ’Nonsolofatica’.