NUOVE LINEE GUIDA NICE

Giornata

storica oggi per la CFSME. Sono uscite le nuove linee guida dei NICE

(National Institute for Health and Care Excellence – Istituto Nazionale

per la Salute e l’Eccellenza nella Cura britannico) per la diagnosi e

gestione della ME/CFS: qui.

Si

tratta di un punto di riferimento molto importante che ha operato

alcuni cambiamenti nella diagnosi e gestione della patologia rispetto

alla precedente, spesso contestata, edizione. Qui un breve articolo in proposito.

Firma – qui

– la petizione “ME/CFS: riconoscimento, assistenza medica e sociale e

finanziamenti per la ricerca” promossa da CFS-Hilfe e rivolta al

Governo e al Parlamento Austriaco. Sono necessarie 18.000

firme entro il 22 novembre. ️

– Firna  – qui

– la petizione svedese “Per una migliore cura della ME”. Usa un

traduttore automatico per tradurre dallo svedese all’italiano. 

Puoi sottoscrivere la petizione senza registrazione, con il tuo account

Facebook

Il NICE ha annunciato

oggi che pubblicher’ la nuove linee guida sulla MECFS dopo la riunione

dei propri Dirigenti di Orientamento che si svolger’ la prossima

settimana.

Questo a seguito della tavola rotonda che si ’

tenuta nei giorni scorsi e che ha coinvolto i rappresentanti di una

serie di organizzazioni di pazienti e professionisti, per discutere le

preoccupazioni sollevate su alcuni aspetti, che avevano portato alla

sospensione della pubblicazione.

La tavola rotonda si ’ tenuta secondo la cosiddetta Chatham House Rule, ovvero i partecipanti possono

raccontare quello che ’ stato detto, ma non chi ha detto che

cosa. 

In

supersintesi quello che ’ emerso e che ’ stato riportato ’ che: ’

necessario che ci sia PEM per avere diagnosi di MECFS; la GET ’

considerata dannosa; la CBT non ’ indicata come curativa.

Per ulteriori info, leggete qui.

Ora appunto aspettiamo la pubblicazione.

RIDOTTA RIATTIVAZIONE PARASIMPATICA DURANTE IL RECUPERO DALL’ESERCIZIO

FISICO NELLA ME/CFS

Qui

il link allo studio di Oosterwijck

at al.

Abstract tradotto:

Sebbene

sia stata proposta una disfunzione del sistema nervoso autonomo (SNA)

nell’Encefalomielite Mialgica/Sindrome da Fatica Cronica (ME/CFS),

prove contrastanti rendono difficile trarre conclusioni definitive

sull’attività dello SNA a riposo nei pazienti con ME/CFS. Anche se una

grave intolleranza all’esercizio fisico ’ una delle caratteristiche

principali della ME/CFS, sono stati fatti pochi tentativi per studiare

le risposte dello SNA all’esercizio fisico. Pertanto, sono stati

esaminati i danni nell’attivazione dello SNA a riposo e dopo

l’esercizio utilizzando uno studio caso-controllo in 20 pazienti di

ME/CFS e 20 persone sane. Diverse variabili autonome, comprese le

risposte cardiache, respiratorie ed elettrodermiche sono state valutate

a riposo e dopo un esercizio acuto. A riposo, i parametri nel dominio

del tempo hanno mostrato una normale funzione autonomica nella ME/CFS,

mentre i parametri nel dominio della frequenza hanno mostrato la

possibile presenza di una diminuita attivazione (para)simpatica. Una

ridotta riattivazione parasimpatica durante il recupero dall’esercizio

’ stata osservata nella ME/CFS. Questo ’ il primo studio che mostra una

ridotta riattivazione parasimpatica durante il recupero dall’esercizio

fisico nella ME/CFS. Il recupero ritardato della frequenza cardiaca e/o

un HRV ridotto, come si ’ visto nella ME/CFS, sono stati associati a

una prognosi sfavorevole della malattia, a un alto rischio di eventi

cardiaci avversi e alla morbilit’ in altre patologie, il che implica

che gli studi futuri dovrebbero esaminare se questo ’ anche il caso

della ME/CFS e come migliorare in sicurezza il recupero della frequenza

cardiaca in questa popolazione.

In

Germania ’ appena stata lanciata una petizione presso il Parlamento che

la CFSME Associazione Italiana ed EMEC invitano tutti a firmare: se

entro il 9 novembre si raccolgono 50.000 firme il Bundestag terr’ un

incontro pubblico sulla CFSME.

La petizione ’ aperta a firme

da tutto il mondo. La procedura ’ in tedesco, ma trovate istruzioni

passo passo in inglese (qui: https://signformecfs.com/?page_id=217), o

comunque con Google Translate attivo dovrebbero apparirvi nella lingua

che scegliete.

Questo ’ il sito in inglese in proposito: https://signformecfs.com/

Questa ’ la pagina FB

di SIGNforMECFS.

Per

quanto riguarda la petizione ’ il cui testo può ben essere mutatis

mutandis anche una traccia per no italiani in futuro ’ alla pagina

all’interno del sito dice quanto metto sotto in traduzione (NB. Non

segnalo grassetti e link).

Le nostre richieste al Bundestag tedesco

Chiediamo

al Bundestag tedesco di impegnarsi a fornire un’assistenza sanitaria

adeguata alla gravità della malattia della ME/CFS, in particolare

modificando il ’ 116b SGB V e attraverso campagne di sensibilizzazione.

Inoltre,

chiediamo al Parlamento di dare speranza a chi soffre di ME/CFS

investendo ampiamente nella ricerca biomedica sulla loro malattia.

Infine,

chiediamo al Parlamento di stare a fianco delle persone colpite in modo

permanente, per esempio nominando un rappresentante designato o creando

un gruppo di lavoro inter-fazionale.

Motivazione della nostra petizione

La

ME/CFS ’ stata classificata dall’OMS come una malattia del sistema

nervoso dal 1969 (ICD-10: G93.3). Si stima che in Germania il numero di

persone che soffrono di ME/CFS (per esteso: “Myalgic

Encephalomyelitis/Chronic Fatigue Syndrome ’ Encefalomielite Mialgica /

Sindrome da Fatica Cronica”) sia di circa 250.000 persone, cosa che

rende la malattia circa tre volte più comune dell’HIV/AIDS. La ME/CFS

colpisce soprattutto i giovani. Con circa 40.000 minori colpiti, la

ME/CFS non ’ solo la causa più comune di lunghi periodi di assenza da

scuola; l’et’ relativamente precoce di insorgenza contribuisce anche

agli enormi costi socioeconomici della ME/CFS, che sono calcolati in 40

miliardi di euro all’anno per l’UE.

La ME/CFS ’ una malattia

trascurata che, nonostante la sua prevalenza e gravità, non fa parte

del curriculum di nessuna facolt’ di medica tedesca e quindi non ’ ben

conosciuta dai medici. Secondo gli studi, la ME/CFS rimane non

diagnosticata in più del 90% dei casi anche negli Stati Uniti, anche se

l’ generalmente si presta più attenzione alla malattia che in Germania.

Tuttavia, ’ probabilmente un problema ancora più significativo il fatto

che la gravità e la complessit’ della malattia, così come il grado di

compromissione dei pazienti, sono di solito completamente incompresi,

anche quando la ME/CFS viene diagnosticata correttamente.

L’ampio

quadro dei sintomi della ME/CFS rende due terzi delle persone colpite

permanentemente non in grado di lavorare, un quarto addirittura non ’

in grado di uscire di casa o dal proprio letto, e secondo gli studi, la

qualità della vita legata alla salute di chi ne soffre ’ in media

inferiore a quella di condizioni molto più note (come il cancro ai

polmoni, l’ictus, la SM). Tuttavia, i sintomi scatenati dalla ME/CFS

sono spesso erroneamente classificati come lievi, immaginari o

psicosomatici e superabili. Di conseguenza, i malati non ricevono n’

un’adeguata assistenza medica n’ l’accesso ai benefici della sicurezza

sociale nella maggior parte dei casi. Inoltre, i pazienti sono ancora

spesso sottoposti a tentativi di terapia dannosi.

Ultimo ma non

meno importante, l’aver trascurato la ME/CFS ha portato all’inesistenza

di qualsiasi approccio terapeutico efficace fino ad oggi. Poich’ allo

stesso tempo le remissioni spontanee – come per altre malattie gravi –

sono molto rare, questo significa per le persone colpite che devono

aspettarsi decenni di sofferenza fino alla loro morte. Questa mancanza

di prospettiva e l’angoscia secondaria sono entrambe ragioni per un

alto tasso di suicidio tra i pazienti di ME/CFS.

Mentre il

meccanismo patologico della ME/CFS ’ ancora sotto indagine, una

relazione causale con le infezioni virali può essere stabilita per la

maggior parte dei casi. La questione della ME/CFS sta quindi ora

vivendo un’importanza ancora maggiore a causa dell’attuale pandemia di

coronavirus, poich’ gli scienziati di tutto il mondo ritengono che la

ME/CFS sia una delle conseguenze a lungo termine del COVID-19. Di

conseguenza, ci potrebbero essere presto 100.000 casi aggiuntivi nella

sola Germania.

Siamo consapevoli che un problema così complesso come

la ME/CFS non può essere risolto con misure isolate. Per questo motivo,

’ anche un nostro particolare desiderio che il Bundestag tedesco si

faccia carico della nostra situazione senza speranza a lungo termine e

istituzionalizzi il suo impegno.

Spiegazione: Perch’ abbiamo scelto queste richieste specifiche?

La

nostra prima richiesta al Parlamento Federale mira a migliorare la

situazione dell’assistenza medica per i malati di ME/CFS in Germania,

che attualmente ’ devastante. Perci’ chiediamo in particolare

l’inclusione della ME/CFS nel catalogo del ’ 116b (1) SGB V. Questa

disposizione ’ parte della legge tedesca sulla sicurezza sociale e

regola la cosiddetta “assistenza specialistica ambulatoriale” (ASV),

che riguarda la diagnosi e il trattamento di malattie complesse o

difficili da trattare. L’ASV permette ulteriori modi di fornire servizi

sanitari per le malattie menzionate nel catalogo del ’ 116b SGB V.

Questo dovrebbe portare a una migliore cooperazione, qualificazione e

attrezzatura di tutti i fornitori di servizi sanitari coinvolti.

La

nostra seconda richiesta riguarda gli investimenti nella ricerca

biomedica sulla ME/CFS. Alla fine del 2020 il Bundestag tedesco ha reso

disponibili per la prima volta dei fondi dedicati alla ME/CFS, che ’

stato il risultato degli sforzi fatti da un piccolo numero di

parlamentari. Questo ’ stato un primo passo molto importante, poich’

questi fondi servono a creare registri di pazienti e biobanche –

creando così il presupposto per una ricerca di alta qualità e

promettente. Per assicurare che questo tipo di ricerca venga avviata

rapidamente sulla scala richiesta, stiamo ora chiedendo al Bundestag di

prevedere il finanziamento della ricerca scientifica specifica sulla

ME/CFS. A nostro parere, lo scopo di questo finanziamento deve tener

conto in particolare dell’ampio carico della malattia e della generale

trascuratezza della ME/CFS durante gli ultimi decenni.

Infine,

poich’ siamo consapevoli che anche un’implementazione dei due punti

sopra citati non porterebbe alla soluzione di tutti i problemi nel

campo della ME/CFS, chiediamo anche al Bundestag tedesco di creare un

contatto permanente con i malati di ME/CFS e le organizzazioni di

pazienti, per esempio nominando un rappresentante parlamentare

designato o istituendo un gruppo di lavoro inter-fazionale. In

particolare, speriamo che questo fornisca un supporto politico duraturo

in modo che ulteriori misure politiche possano, si spera, eliminare

completamente la negligenza e la stigmatizzazione della ME/CFS in

futuro. Nonostante i diversi approcci di lavoro dei due parlamenti, il

“All-Party Parliamentary Group on Myalgic Encephalomyelitis” (APPG on

ME) nella Camera dei Comuni britannica potrebbe servire da modello per

il futuro impegno del Bundestag tedesco.

Dopo tutto, qualcuno

potrebbe chiedersi perché non chiediamo anche, o al posto dei punti di

cui sopra, il “riconoscimento” generale della ME/CFS. Naturalmente, il

definitivo e pieno riconoscimento dell’esistenza e della gravità della

ME/CFS nella medicina, nella politica e nella società ’ una

preoccupazione estremamente importante per noi – come probabilmente lo

’ per tutte le persone colpite così come per i loro parenti e

sostenitori. Tuttavia, questa sarebbe una richiesta su cui il Bundestag

tedesco, come parlamento federale, non potrebbe decidere direttamente.

In termini politici, tale riconoscimento sarebbe comunque espresso

dall’attuazione delle nostre proposte sopra menzionate. In tutti gli

altri aspetti, per’, il Bundestag tedesco può solo lavorare verso

questo obiettivo attraverso diversi atti parlamentari, ma non può

stabilirlo definitivamente attraverso la legislazione.

Spiegazione: Cosa si può ottenere con SIGNforMECFS?

Abbiamo

deliberatamente presentato la petizione SIGNforMECFS direttamente al

Bundestag tedesco invece di affidarci a uno dei tanti portali di

petizioni indipendenti. Questo offre grandi opportunit’. Il fatto che

ora sia stata pubblicata sulla piattaforma ufficiale delle petizioni

del Bundestag tedesco significa in particolare che il servizio del

comitato ha già effettuato una sorta di esame preliminare e che il

comitato delle petizioni del Bundestag tedesco si occuper’ in ogni caso

della nostra petizione dopo la fine del periodo di firma. In linea di

principio, una tale pubblicazione avviene al massimo una volta per

legislatura su ogni materia, quindi non ’ affatto scontata. Si tratta

quindi di un’opportunit’ davvero importante e ogni singola firma

conferisce ulteriore peso alla nostra causa!

La nostra petizione

offre un’opportunit’ particolarmente grande per chi soffre di ME/CFS se

riusciamo a ottenere 50.000 firmatari. Se questo quorum viene

raggiunto, le regole procedurali della Commissione per le Petizioni del

Bundestag tedesco stabiliscono che un’audizione deve essere tenuta in

una riunione pubblica della commissione (vedi punto 8.4 (4) delle

regole procedurali). Che una tale audizione possa ottenere un impatto

significativo ’ stato recentemente dimostrato dalla petizione al

Parlamento europeo presentata da Evelien Van Den Brink, che ha portato

all’adozione della risoluzione 2020/2580(RSP) (“Risoluzione del

Parlamento europeo del 18 giugno 2020 sul finanziamento supplementare

per la ricerca biomedica sull’Encefalomielite Mialgica”).

Se

riusciamo a convincere il Bundestag tedesco ad affrontare la ME/CFS e

ad adottare misure specifiche, questo sarebbe importante ben oltre i

confini della Germania: gli investimenti nella ricerca beneficerebbero

tutte le persone con ME/CFS in tutto il mondo. Ma miglioramenti nella

fornitura di assistenza sanitaria e un ampio sostegno politico in

Germania gioverebbero anche alla situazione di chi soffre di ME/CFS in

tutta Europa e oltre, dando un esempio e avendo un effetto

incoraggiante.

La possibilità di un’udienza pubblica ’ anche una

delle ragioni principali per cui abbiamo scelto di pubblicare la

petizione sulla piattaforma ufficiale delle petizioni del Bundestag

tedesco. Questo perché il regolamento procedurale concede il diritto a

un’udienza pubblica solo se si usa questa piattaforma. Tuttavia, questo

’ associato a due svantaggi: In primo luogo, il requisito di 50.000

firmatari, in secondo luogo, un termine di firma di sole quattro

settimane. Tuttavia, vediamo una promettente possibilità di raggiungere

il numero richiesto di firmatari in tempo, poich’ la nostra petizione

ha un enorme vantaggio: quasi tutte le persone in tutto il mondo

possono firmarla (leggi qui per maggiori dettagli)! Ma in ogni caso,

dipendiamo dal vostro aiuto!

NIH – OLTRE IL SINTOMO: LA BIOLOGIA DELLA FATICA – I VIDEO DEL SIMPOSIO

Lo scorso  27-28 settembre 2021 dalle ore 16 a mezzanotte (orario

italiano) si ’ tunuto via Zoom un simposio-workshop dei NIH (gli Istituti Nazionali di Sanit’

americani) dal titolo “Beyond the

Symptom: The Biology of Fatigue” (Oltre il Sintomo: la biologia della

fatica).

Queste sotto sono le registrazioni del simposio:

Giorno 1: https://videocast.nih.gov/watch=42563

Giorno 2: https://videocast.nih.gov/watch=42565

stato pubblicato oggi un nuovo articolo (Chang et al.) dal team della

Open Medicine Foundation e colleghi. Fra gli autori ci sono Ron Davis,

Wenzhong Xiao, Raeka Aiyar e Linda Tennanbaum.

Qui

il link allo studio.

Sotto la traduzione dell’abstract

 

UN ESAME COMPLETO DEI PAZIENTI GRAVEMENTE MALATI DI ME/CFS

Abstract

Si

stima che un paziente su quattro con encefalomielite mialgica/sindrome

da fatica cronica (ME/CFS) sia colpito in modo grave dalla malattia, e

questi pazienti costretti a casa o a letto sono attualmente poco

studiati. Qui riportiamo un esame completo dei sintomi e dei test

clinici di laboratorio di una coorte di pazienti gravemente malati e di

controlli sani. La qualità di vita notevolmente ridotta dei pazienti

era negativamente correlata alla depressione clinica. I sintomi più

problematici includevano fatica (85%), dolore (65%), deterioramento

cognitivo (50%), intolleranza ortostatica (45%), disturbi del sonno

(35%), malessere post-sforzo (30%) e disturbi neurosensoriali (30%). I

profili del sonno e i test cognitivi hanno rivelato menomazioni

distintive. Nei pazienti sono stati osservati un livello di cortisolo

mattutino più basso e alterazioni del suo ritmo diurno, e le

misurazioni degli anticorpi e degli antigeni non hanno mostrato prove

di infezioni acute da parte di comuni agenti patogeni virali o

batterici. Questi risultati evidenziano l’urgente necessità di

sviluppare test diagnostici molecolari per la ME/CFS. Inoltre, c’era

una sorprendente somiglianza nei sintomi tra il COVID-lungo e la

ME/CFS, cosa che suggerisce che gli studi sul meccanismo e il

trattamento della ME/CFS possono aiutare a prevenire e trattare il

COVID-lungo e viceversa.

SUL CONVEGNO VIRTUALE DELLA IACFSME

Fino al 22 ottobre, sono disponibili (a pagamento per chi fosse

interessato), i video del convegno virtuale della IACFS/ME che si ’

tenuto lo scorso 19-21 agosto.

Qui per ulteriori info si veda qui.

Per informazioni su quanto ’ stato detto, si può far riferimento alla

sintesi contenuta in questo thread su

Twitter (composto da 160 post) a cura di Body Politic.

Ecco qui la lettera che abbiamo firmato che ’ stata

spedita al Capo Esecutivo dei NICE:

UNA MAPPA DEI FENOTIPI METABOLICI NEI PAZIENTI CON ME/CFS

Recentemente ’ uscito un articolo sulla mappatura dei fenotipi

metabolici dei pazienti di CFS/ME (Hoel et al: https://insight.jci.org/articles/view/149217),

a cui fra l’altro hanno partecipato i ben noti Fluge e Mella. La ME

Association ha sintentizzato lo studio in un articolo che trovate sotto

tradotto. L’originale lo trovate a questo link.

SUNTO

DELLA RICERCA – UNA MAPPA DEI FENOTIPI METABOLICI NEI PAZIENTI CON

ENCEFALOMIELITE MIALGICA/SINDROME DA FATICA CRONICA – AGOSTO 2021

Una

recente pubblicazione di Hoel et al., che hanno condotto uno studio

completo della composizione biochimica del sangue, suggerisce che la

ME/CFS può essere una condizione associata allo sforzo energetico

cellulare. Si ’ arrivati alla conclusione che i sintomi della ME/CFS

possono essere causati da una disfunzione metabolica.

“Suggeriamo

che l’elevato sforzo energetico può derivare dall’ipossia tissutale

innescata dallo sforzo e portare all’adattamento metabolico sistemico e

alla compensazione. Attraverso vari meccanismi, tale disfunzione

metabolica rappresenta un probabile mediatore dei sintomi chiave nella

ME/CFS e possibilmente un bersaglio per un intervento di supporto”.

Questo

’ uno studio piuttosto entusiasmante nell’ambito della ricerca sulla

ME/CFS, in quanto ’ relativamente grande, con 83 pazienti con ME/CFS e

35 controlli sani (anche se sarebbero ancora necessari studi molto più

grandi per confermare i risultati).

Qual ’ il background?

L’eziologia

(la causa) della ME/CFS ’ ancora sconosciuta, tuttavia ’ spesso

scatenata da un’infezione virale e dalla conseguente risposta del

sistema immunitario, con possibili ruoli di autoimmunit’,

disregolazione immunitaria e infiammazione coinvolti nella malattia.

Si

riporta spesso che la ME/CFS ’ causa di altri cambiamenti nel corpo,

come la neuroinfiammazione, anomalie neuroendocrine, anomalie del

sistema nervoso autonomo, metabolismo energetico disturbato e

cambiamenti immunologici. Questi cambiamenti sono collegati a livello

molecolare, cellulare e sistemico.

Ricerche precedenti di questo

gruppo di ricerca hanno trovato prove che suggeriscono una ridotta

funzione di un enzima centrale nel metabolismo energetico della cellula

chiamato piruvato deidrogenasi (PDH) (Fluge et al., 2016). Inoltre,

altri studi di altri ricercatori in vitro (lavoro sperimentale eseguito

al di fuori di un organismo vivente, come in una provetta) hanno

mostrato un metabolismo cellulare stressato (Esfadyarpour et al., 2019;

Schreiner et al., 2020). Nonostante questi risultati, gli esami del

sangue di routine di solito non mostrano nulla al di fuori dei normali

range (Nacul et al., 2019).

Il metabolismo (che descrive tutti i

processi chimici che avvengono continuamente all’interno del proprio

corpo) gioca un ruolo chiave nelle difese del corpo contro le carenze e

le minacce, come la fame, l’ipossia e le infezioni. Il metabolismo

energetico ’ legato ai meccanismi che contribuiscono alla fatica, come

l’esaurimento dei nutrienti e dell’ossigeno. Questi effetti influenzano

la funzione mitocondriale, che ’ stata precedentemente proposta come un

fattore nella ME/CFS (Blomstand, 2001; Fitts, 1994). Nonostante questi

risultati e l’evidenza di un metabolismo cellulare stressato, non

esiste attualmente una panoramica completa dei cambiamenti nel

metabolismo energetico sistemico (relativo a una particolare parte del

sistema corporeo) nella ME/CFS.

Cosa ipotizzano gli autori e qual ’ lo scopo di questo studio?

“Noi ipotizziamo che il metabolismo alterato e la sollecitazione

dell’energia cellulare possano giocare un ruolo centrale”.

“Lo

scopo del presente studio ’ stato quello di mappare i fenotipi

metabolici della ME/CFS e quindi ottenere informazioni sui meccanismi

legati alla malattia. Abbiamo eseguito misurazioni complete dei

metaboliti nel siero e analisi esplorative dei dati (EDA), e abbiamo

trovato alterazioni sia comuni che variabili nel gruppo di pazienti con

ME/CFS. Le anomalie riguardavano modelli riconoscibili di sforzo

energetico, così come le firme dipendenti dal contesto del metabolismo

deregolato. Il possibile impatto clinico dovrebbe essere ulteriormente

studiato, poich’ alcuni aspetti potrebbero contribuire al peggioramento

della malattia”.

Cosa significano alcuni dei termini chiave in questo articolo?

Il metabolismo descrive tutti i processi chimici che avvengono

continuamente all’interno del corpo.

Il

fenotipo si riferisce alle propriet’ fisiche osservabili di un

organismo; queste includono l’aspetto, lo sviluppo e il comportamento

dell’organismo. Come il colore degli occhi e l’altezza.

Sistemico si riferisce a una parte particolare del sistema del corpo.

Cosa ’ stato studiato?

Studi

simili a questo sono stati eseguiti prima, ma non con questa portata e

dimensione. Questo studio ha utilizzato 83 pazienti di ME/CFS e 35

controlli sani e sono stati raccolti campioni di sangue. La

composizione dei campioni di sangue ’ stata analizzata per determinare

i metaboliti, i lipidi e gli ormoni metabolici presenti. L’analisi

esplorativa dei dati ’ stata poi utilizzata per confrontare i pazienti

di ME/CFS e i controlli sani.

” Un punto di forza dello studio ’

stato che le analisi statistiche sono state fortemente e

indipendentemente supportate da più livelli di ragioni e risultati

biochimici”.

Quali sono i principali risultati di questo studio?

Questo

studio ha rivelato una mappa dei fenotipi metabolici comuni e variabili

nella ME/CFS, 3 sottoinsiemi di pazienti di ME/CFS sono stati

identificati con due di questi gruppi che esprimono contesti di

caratteristiche di metabolismo energetico deregolato.

Risultati iniziali:

’    Nel siero del sangue sono stati rilevati 880

composti.

Dopo l’esclusione dei composti con un alto livello di dati mancanti,

610 composti diversi potrebbero essere utilizzati nell’analisi.

L’analisi statistica ha mostrato che dei 610 composti, 159 erano

significativamente diversi nei pazienti di ME/CFS.

Dei 159 composti che erano diversi nella ME/CFS, 87 erano elevati e 72

erano inferiori rispetto ai controlli sani.

’    Dei 159 composti, 75 erano composti legati ai

lipidi e 49 agli aminoacidi.

Tre diversi fenotipi metabolici sono stati identificati dopo ulteriori

analisi:

’    Ulteriori analisi statistiche dei 159 composti

hanno diviso i pazienti di ME/CFS in tre gruppi.

’    I tre gruppi di ME/CFS sono stati etichettati come

M1, M2, M3.

I risultati hanno mostrato una sovrapposizione relativamente piccola

tra i controlli sani (HC), i cluster ME-M1 e ME-M2, mentre il

sottogruppo ME-M3 ’ stato posizionato come un fenotipo di fusione tra

gli altri 3.

’    Si ’ scoperto che i sottogruppi di ME/CFS erano

separati dai metaboliti dei lipidi e degli aminoacidi.

Un’ulteriore valutazione ha classificato i livelli di funzionamento

apparente negli ordini M2 < M2 < M3, con l’M3 che ha la

stragrande maggioranza dei pazienti con diagnosi di gravità

lieve/moderata.

Come differiscono i tre sottogruppi di ME/CFS?

I sottogruppi ME-M1 e ME-M2 hanno mostrato modelli metabolici distinti.

La

ME-M1 mostrava i tipici segni di una maggiore mobilitazione e

ossidazione degli acidi grassi, con livelli più alti di acidi grassi

liberi e corpi chetonici nel sangue. Questo gruppo aveva anche livelli

più bassi di diversi aminoacidi legati all’energia. Il modello sembrava

assomigliare agli effetti metabolici del digiuno o dell’allenamento di

resistenza. Pertanto, questi effetti possono indicare un contesto di

utilizzo ridotto di carboidrati come combustibile

energetico.

L’ME-M2 ’ stato caratterizzato da un

aumento dei livelli di trigliceridi e livelli più bassi di acidi grassi

liberi rispetto ai controlli sani. Questo può indicare un alterato

controllo del metabolismo lipidico a causa di un’omeostasi energetica

disturbata. Questo sottogruppo aveva anche significativamente aumentato

livello di FGF-21 nel sangue rispetto ai controlli, che supporta un

elevato sforzo metabolico. Il sottogruppo ME-M2 ha ricevuto punteggi

peggiori nella funzione fisica rispetto agli altri.

Tuttavia

guardando all’ME-M3, questo sottogruppo in gran parte si sovrapponeva

al gruppo di controllo sano, ma con alcune somiglianze con gli altri

due sottogruppi.

Quali sono le implicazioni di questa ricerca?

“I

cambiamenti metabolici osservati rientrano principalmente nel paradigma

degli effetti diretti e indiretti dello sforzo energetico. La rilevanza

fisiologica ’ stata supportata da associazioni con caratteristiche

endocrine e cliniche. Attraverso la seguente discussione, suggeriamo

che lo sforzo energetico può derivare dall’ipossia tissutale sensibile

allo sforzo e porta ai modelli sistemici di adattamento e compensazione

metabolica”.

“Questi risultati che indicano una disfunzione

vascolare sostengono che l’ossigenazione dei tessuti indotta dallo

sforzo può essere compromessa, e chiaramente questo contribuirebbe ad

abbassare la tolleranza all’attività e coinvolgerebbe il metabolismo

energetico mitocondriale. Si può anche ipotizzare che gli effetti

mitocondriali che generano sintomi siano patologicamente rinforzati

dallo sforzo, come osservato dopo un esercizio eccessivo”.

Quali sono i prossimi passi dai risultati di questa ricerca?

Ulteriori indagini dovrebbero essere eseguite per perseguire questa

teoria e per identificare possibili strategie di supporto per

migliorare la cura clinica”.

Questi risultati dovrebbero essere

replicati in altri gruppi. Dovrebbero essere svolte Ulteriori indagini

sulle cause di questi cambiamenti metabolici. Un’ipotesi di lavoro

attuale ’ che l’ipossia tissutale innescata dallo sforzo possa giocare

un ruolo, possibilmente mantenuto da un meccanismo autoimmune,

ulteriori letture su questa ipotesi si possono trovare qui

(https://www.jci.org/articles/view/150377).

Quali sono i limiti dei risultati di questa ricerca?

“Le

possibili limitazioni dello studio includevano la stabilit’ dei

metaboliti e l’accuratezza limitata della metabolomica globale non

mirata. Le limitazioni della selezione univariata delle caratteristiche

ai fini del clustering e dell’identificazione dei sottotipi di pazienti

in serie di dati ad alta dimensionalit’ sono problemi ben noti alla

comunità statistica”.

Ci sono sempre molti fattori da considerare

quando si analizzano grandi set di dati di questa complessit’. Sono

state eseguite ampie analisi statistiche per verificare se le

conclusioni erano valide. Anche se fattori come il sesso, l’et’, l’IMC,

la dieta e i farmaci sono noti per influenzare il metabolismo, non

hanno spiegato il quadro generale nei sottoinsiemi di ME/CFS. Inoltre,

i risultati chiave sono stati supportati da metodi quantitativi

indipendenti.

Cosa dicono gli autori delle loro scoperte?

Karl Tronstad dello studio dice:

“Lo

studio ha identificato caratteristiche metaboliche comuni e variabili

nei pazienti di ME/CFS, il che fornisce un quadro per comprendere il

ruolo delle alterazioni metaboliche in questa malattia. I risultati

possono essere utili nelle indagini future per trovare biomarcatori e

trattamenti di supporto”.

Quali sono le connessioni degli autori con la ME/CFS?

Gli

autori sono ricercatori clinici e biomedici associati alla ricerca

sulla ME/CFS presso l’Haukeland University Hospital e l’Universit’ di

Bergen, a Bergen, in Norvegia. I campioni della biobanca sono stati

raccolti nel contesto degli studi clinici RituxMe e CycloME.

Ulteriori letture sui risultati di questo documento

Ipotesi:

Un meccanismo autoimmune blocca l’apporto di ossigeno alle cellule

durante lo sforzo. (https://www.jci.org/articles/view/150377)

I

ricercatori svelano i meccanismi patologici coinvolti nella sindrome da

fatica cronica.

(https://www.news-medical.net/news/20210823/Researchers-unravel-pathomechanisms-involved-in-Chronic-Fatigue-Syndrome.aspx)

Riferimenti

Blomstrand E. (2001) Amino acids and central fatigue. Amino Acids 20

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National Academy of Science of the Unites States of America 116 (21):

10250-10257. Link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31036648/

Fitts

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74 (1): 49-94. Link: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/8295935/

Fluge

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