EMEC
ha preparato un articolo, ora al link (qui)
sul sito, con una una panoramica internazionale sulle opportunit’ di
finanziamento, sulle biobanche e sulle reti per i ricercatori
interessati a studiare la ME/CFS
EMEC
ha preparato un articolo, ora al link (qui)
sul sito, con una una panoramica internazionale sulle opportunit’ di
finanziamento, sulle biobanche e sulle reti per i ricercatori
interessati a studiare la ME/CFS
In questa giornata ricordiamo i pazienti di CFSME gravi e molto gravi,
che vivono costantemente allettati o peggio.
Questa
data ’ stata scelta in memoria di Sophia Mirza, la cui morte ’ stata la
prima ad essere direttamente attribuita alla M.E. in un’inchiesta
medica formale.

Puoi aiutarci votando “Invest in ME”, per la ricerca sulla ME/CFS?
Basta inserire nome, et’, indirizzo e-mail e poi dare conferma.
Grazie per il tuo voto!
——————————–
Per sapere di più su Invest in ME, leggi la descrizione nel link qui.
Mettiamo sotto la traduzione di questo articolo firmato da Anthony L.
Komaroff (qui),
pubblicato il 20 luglio 2021 e facente parte del numero speciale di
Healthcare dedicato alla CFME grave e molto grave.
ME/CFS: QUANDO LA SOFFERENZA ’ MOLTIPLICATA
Di Anthony Komaroff
Abstract
L’encefalomielite
mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) ’ una malattia definita
prevalentemente dai sintomi. I risultati dei test di laboratorio di
routine sono spesso normali, sollevando la questione se ci siano
anomalie oggettive sottostanti. Negli ultimi 20 anni, tuttavia, nuove
tecnologie di ricerca hanno scoperto una serie di anomalie biologiche
nelle persone con ME/CFS. Sfortunatamente, molti medici non ne sono
consapevoli, e alcuni dicono ai pazienti che “non c’’ niente che non
va” in loro. Questo scetticismo delegittima, e quindi moltiplica, la
sofferenza dei pazienti.
Parole chiave: encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica;
eziologia; test diagnostici
I
sintomi causati da qualsiasi malattia dovrebbero essere una sofferenza
sufficiente. Tuttavia, con alcune malattie, la sofferenza ’ spesso
moltiplicata dallo scetticismo sulla malattia. Questo ’ il caso
dell’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS).
In
un articolo su Healthcare, Whitney Dafoe, a cui ’ stata diagnosticata
la ME/CFS, descrive la sua esperienza con una forma estremamente grave
della malattia [1]. Descrive i crolli fisici e mentali e l’estrema
sensibilità a qualsiasi tipo di input sensoriale. Descrive anche
l’isolamento, la perdita, la completa e improvvisa interruzione della
vita di un giovane adulto, una vita che era in pista e pronta al
decollo.
Perch’ alcuni medici e scienziati biomedici sono stati
scettici sulla “legittimit’” della ME/CFS? Principalmente perché la
malattia ’ stata definita in gran parte dai sintomi. Poich’ ’ difficile
che i sintomi siano confermati oggettivamente, i medici hanno cercato
prove di laboratorio oggettive di anormalit’ biologiche sottostanti –
anormalit’ che un individuo non può semplicemente immaginare,
anormalit’ che potrebbero spiegare i sintomi. Inizialmente, questo si ’
dimostrato difficile.
Quando c’’ stato un rinnovato interesse per
questa patologia a met’ degli anni ’80, c’erano poche prove di questo
tipo: i test di laboratorio “standard” ordinati dai medici –
tipicamente, test dei globuli rossi e bianchi, una batteria di circa 20
test chimici e un’analisi delle urine – producevano risultati normali.
Questo poneva un problema ai medici. I loro pazienti stavano soffrendo,
ed era il loro lavoro fare una diagnosi e prescrivere un trattamento,
ma i risultati dei test standard erano normali: i medici non avevano
una diagnosi.
A questo punto, i medici avevano diverse opzioni. In
primo luogo, avrebbero potuto formulare nuove ipotesi su ci’ che stava
causando i sintomi e ordinare nuovi tipi di test. In secondo luogo,
avrebbero potuto dire: “Non riesco a capire cosa ti sta facendo
ammalare e non so come aiutarti”. In terzo luogo, anche se non potevano
determinare la diagnosi, avrebbero potuto prescrivere un trattamento
che avrebbe potuto migliorare i sintomi anche se non erano veramente
sicuri di cosa avesse causato i sintomi. Questo accade ogni giorno
nella pratica della medicina. Per esempio, non esiste un test
diagnostico per l’emicrania, eppure i medici fanno quella diagnosi ogni
giorno basandosi solo su una combinazione di sintomi, e non contestano
la validit’ della malattia perché non esiste un test diagnostico.
Sfortunatamente,
i risultati normali dei test di laboratorio “standard” hanno portato
alcuni medici a scegliere una quarta opzione: concludere che non
c’erano anomalie biologiche sottostanti a causare i sintomi. Anche se i
medici sapevano che i test “standard” che avevano ordinato
rappresentavano solo una piccola parte di tutti i test a loro
disposizione, i risultati normali di quella piccola parte erano
sufficienti per esprimere un giudizio. Era un giudizio severo: “Non c’’
niente che non va in te”.
Per questi medici, era una soluzione
efficace: trasformava quello che era stato il loro problema – la
mancanza di una diagnosi che ci si aspettava da loro – nel problema del
loro paziente. Quando ai pazienti veniva detto, implicitamente o
esplicitamente, che i loro sintomi erano immaginari, si ’ moltiplicata
la sofferenza.
E poi questi medici scettici hanno trasmesso i loro
giudizi, implicitamente o esplicitamente, anche alle famiglie dei
pazienti, agli amici e ai datori di lavoro. Il giudizio dei medici ha
portato queste persone – le persone più importanti nella vita dei
pazienti – a chiedersi se la sofferenza dei pazienti fosse legittima.
Questo ha moltiplicato ulteriormente la sofferenza.
C’’ sempre stata
un’ovvia conclusione alternativa al giudizio che “non c’’ niente che
non va in te”: i test di laboratorio standard potrebbero semplicemente
aver misurato le cose sbagliate. Eppure questa conclusione alternativa
’ stata ignorata.
Dalla rinascita dell’interesse per la ME/CFS, 35
anni fa, sono diventate disponibili intere nuove tecnologie che
permettono ai medici e agli scienziati biomedici di studiare la
biologia umana in modi che prima non erano possibili, per esempio
tecniche non invasive per l’imaging dell’anatomia e della fisiologia
del cervello; diagnostica della reazione a catena della polimerasi;
sequenziamento rapido degli acidi nucleici; tecniche per misurare
l’espressione genica; la capacità di misurare simultaneamente migliaia
di molecole in un singolo campione (la rivoluzione “omica”); studi
metagenomici del microbioma e riconoscimento dell’impatto del
microbioma sulla salute umana. In effetti, queste e altre tecnologie
hanno rivelato cose che i test di laboratorio standard non possono,
anomalie che prima erano invisibili ai medici.
Nel 2015 la U.S.
National Academy of Medicine (NAM) ha esaminato una letteratura di
oltre 9000 pubblicazioni sulla ME/CFS, e ha concluso che si tratta di
una “malattia sistemica seria, cronica e complessa” [2]. Il NAM ha
stimato che nei soli Stati Uniti, soffrono di ME/CFS da 836.000 a 2,5
milioni di persone [2], rendendola un po’ più comune della sclerosi
multipla [3].
Un’ampia letteratura descrive ora molteplici anomalie
biologiche sottostanti nelle persone con ME/CFS. Alcune delle prove
provengono da test che sono disponibili da decenni ma che non fanno
parte della batteria di test di laboratorio “standard” [4], e alcune
prove provengono dalle nuove tecnologie menzionate sopra.
Sfortunatamente, molti medici non sono a conoscenza delle nuove
scoperte sulla ME/CFS.
Le anomalie convergono tutte sul cervello e
possono colpirlo, e rientrano in cinque categorie. In primo luogo, ci
sono anomalie anatomiche, fisiologiche ed elettriche nel cervello [5].
In secondo luogo, vari elementi del sistema immunitario sono
cronicamente attivati e in alcune persone questi elementi sono esauriti
– forse in modo secondario a causa di anni di attivazione cronica [5].
Questo include l’attivazione cronica del sistema immunitario innato del
cervello – neuroinfiammazione [6]. Include anche prove di autoimmunit’,
compresi autoanticorpi diretti a obiettivi nel sistema nervoso centrale
e autonomo [7]. In terzo luogo, c’’ anche la prova di un metabolismo
energetico alterato: la persona con ME/CFS sente di mancare di
“energia” perché le sue cellule hanno una ridotta capacità di generare
molecole di energia (adenosina trifosfato, o ATP) [8]. Insieme alle
anomalie nel metabolismo energetico, c’’ uno stress ossidativo
associato, o squilibrio redox [8]. In quarto luogo, il sistema nervoso
autonomo ’ disregolato, e una conseguenza di ci’ sembra essere un
compromesso flusso di sangue al cervello [9]. Quinto, ci sono anomalie
caratteristiche del microbioma intestinale [10], con aumento del numero
di specie batteriche pro-infiammatorie e diminuzione del numero di
specie anti-infiammatorie che producono butirrato.
Ci’ che rimane
poco chiaro sono i dettagli meccanicistici su come le anomalie in
ciascuna di queste cinque categorie si influenzino a vicenda, e se una
di esse sia l’anomalia iniziale e primaria [5,8]. In questo prossimo
decennio, la crescente comunità di investigatori globali che stanno
studiando la ME/CFS dovrebbe dare un’alta priorit’ al perfezionamento
della nostra comprensione di ciascuna di queste categorie di
anormalit’, e una priorit’ ancora maggiore alla comprensione di come
sono collegate. Questo ’ essenziale per sviluppare buoni test
diagnostici e trattamenti efficaci.
Whitney Dafoe termina la
descrizione della sua sofferenza sottolineando il lato positivo della
condizione in cui ha vissuto per quasi 20 anni. Dice di aver imparato
molto su ci’ che ’ importante nella vita, e che “la ME/CFS ’ il più
grande insegnante che abbia mai avuto”.
Mi piacerebbe pensare che la
ME/CFS si dimostrer’ anche un grande insegnante per la crescente
comunità di medici e ricercatori biomedici coinvolti nella cura e nello
studio della malattia. In particolare, ipotizzo che le connessioni tra
le varie anomalie che coinvolgono il sistema nervoso centrale e
autonomo, il sistema immunitario, il metabolismo energetico, lo
squilibrio redox e il microbioma umano che sono state notate nella
ME/CFS si riveleranno centrali anche per la fisiopatologia di molte
altre malattie.
In particolare, la pandemia COVID-19 sembra produrre
milioni di nuovi casi di una condizione simile alla ME/CFS [11], e il
NIH ha stanziato più di 1 miliardo di dollari per studiare questa e
altre malattie croniche post-COVID. Speriamo che questo investimento
produca più risposte.
Delle lezioni personali che io, come medico,
ho imparato dalla ME/CFS, forse la più importante ’ che, se i pazienti
ti dicono che stanno soffrendo, la tua ipotesi di default dovrebbe
essere quella di credergli – anche se non puoi trovare una risposta con
la tecnologia diagnostica che usi per prima. Soprattutto, non cedete
mai alla tentazione di liquidare i sintomi del paziente perché non
riuscite a spiegarli. Questo può alleviare la vostra ansia, ma
moltiplica solo la sofferenza del paziente.
Lo
scorso 17 maggio i CDC di Atlanta hanno pubblicato la bozza di una
revisione sistematica della letteratura scientifica
sull’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS),
invitando a fare commenti.
#MEAction ha scritto una bozza di
commento (di 40 pagine) che trovate all’interno del link e invita tutti
ad aggiungere la propria firma, entro il 15 agosto, dal momento che
invieranno il tutto il giorno successivo. Per farlo pure trovate
l’apposito pulsante all’interno del link qui.
Giada Da Ros, presidente della CFSME Associazione Italiana, ha già
aggiunto la sua firma e invita anche gli altri a farlo.
1’
AGOSTO 2021
COMMISSIONE EUROPEA: LO SCOPING STUDY
La Commissione Europea ha deciso di avviare uno scoping study che include la
ME/CFS. Che così’ e perché ’ importante?
Si
tratta di uno studio esplorativo, per definire meglio il “tipo di
malattia”. La Commissione Europea ha riconosciuto che attualmente non
si riesce ad affrontare adeguatamente la questione del finanziamento
alla ricerca sulla MECFS perché si colloca in mezzo fra le classiche e
ben definite “malattie rare” (ma la MECFS non ’ così rara, e non ha una
causa chiara) e le “grandi” malattie (si pensi a cancro, diabete’). Non
riesce quindi a inserirsi nelle ampie categorie che hanno nel loro
quadro di finanziamento per la salute, utilizzato anche da Horizon
Europe, il programma quadro dell’UE per la ricerca e innovazione
attraverso cui contiamo di avere i finanziamenti.
Si vuole
quindi creare una nuova categoria di finanziamento speciale per queste
malattie e lo scopo dello studio esplorativo ’ capire come definire
questa categoria. Non solo ne trarr’ profitto la ME/CFS, ma anche altre
patologie, ad esempio la malattia di Lyme. Loro non possono scegliere
di indicare specifiche patologie. Per questo la MECFS non verrà
menzionata esplicitamente.
Il motivo per cui questa
sarebbe un’ottima cosa ’ che non si prevede nessun sollievo immediato
solo temporaneo, ma un cambiamento duraturo. Vale a dire, una volta che
viene definita questa nuova categoria di malattia, si dice
fondamentalmente che si tratta di un’area in cui ’ necessario fare dei
progressi e questo quasi implica che i finanziamenti debbano andare l’
ogni anno fino a quando questi progressi non si vedono.
Il piano
della Commissione ’ di includere questo scoping study in Horizon Europe
(HE) e di istituirlo quest’anno. Una volta terminato potrebbero già
confluire dei finanziamenti in questa nuova categoria. La versione
ufficiale e definitiva del programma di lavoro 2021-2022 del cluster
Salute di Horizon Europe non ’ ancora stata pubblicata e il prossimo
passo riguardante l’impostazione dei vari studi esplorativi potrebbe
avvenire dopo la pubblicazione del programma di lavoro. I bandi
specifici sulla patologia dovrebbero essere lanciati verso marzo 2023.
Ulteriori informazioni in proposito si possono trovare in questo
articolo di EMEC.
CDC DI ATLANTA (USA): BOZZA DI UNA REVISIONE SISTEMATICA DELLA
LETTERATURA SCIENTIFICA SULLA ME/CFS
Lo
scorso 17 maggio i CDC di Atlanta hanno pubblicato la bozza di una
revisione sistematica della letteratura scientifica
sull’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS).
L’intero documento (419 Pagine) lo potete trovare qui.
Il
rapporto nel IOM (ora NAM) del 2015, invitava alla riesamina dei
criteri diagnostici da loro proposti da parte di un gruppo
multidisciplinare in non più di 5 anni, per valutare se tali criteri
andassero modificati, anche alla luce dei rapidi cambiamenti. Nel 2019
i CDC hanno perci’ commissionato una revisione che ’ stata affidata al
Pacific Northwest Evidence-based Practice Center (EPC) presso la Oregon
Health & Science University.
Ora che questa bozza di
rapporto ad interim ’ stata resa pubblica, i CDC cercano dati e
informazioni, inclusi rapporti e manoscritti che sono in attesa di
pubblicazione o non sono disponibili attraverso i database
bibliografici indicizzati.
Molti hanno già rilevato numerose
problematicit’ ed ’ essenziale segnalarle. Le persone singole sono
incoraggiate a presentare i propri commenti entro il 16 agosto. Il nome
e le informazioni di contatto di tutti coloro che inviano commenti
saranno pubblici e faranno parte della documentazione federale. Qui il link per farlo.
Abstract Strutturato
Sotto trovate la traduzione in italiano dell’abstract strutturato
presente all’inizio del documento:
Obiettivi.
L’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) può
avere profondi effetti sulla funzionalit’ e la qualità della vita.
Questo rapporto aggiorna una ricerca dell’Agency for Healthcare
Research Quality (AHRQ), finanziata nel 2014, al fine di sintetizzare
le prove sulla valutazione e gestione della ME/CFS. Espande anche la
precedente revisione dell’AHRQ includendo non solo gli adulti ma anche
i bambini, valutando i danni e i benefici della diagnosi, e valutando
gli effetti del trattamento su depressione, ansia, qualità del sonno,
dolore e altri sintomi associati alla ME/CFS oltre alla fatica, alla
funzionalit’ e alla qualità della vita.
Fonti dei dati. MEDLINE
(dal 1988 a gennaio 2019), PsycINFO (dal 1988 a gennaio 2019), Embase
(fino a gennaio 2019) e la Cochrane Library (fino a gennaio 2019);
integrato dalla revisione delle liste di riferimento e dalla revisione
dell’AHRQ del 2014.
Metodi di revisione. Gli articoli sono stati
selezionati per la revisione se includevano: 1) valutazione di pazienti
con fatica, 2) diagnosi di ME/CFS, o 3) trattamenti (farmacologici, non
farmacologici, dietetici, o terapie complementari e alternative) della
ME/CFS. Abbiamo estratto dati sulla frequenza delle patologie
non-ME/CFS nei pazienti che presentano affaticamento; benefici e danni
della diagnosi di ME/CFS rispetto alla non-diagnosi; e i benefici e i
danni dei trattamenti. Due investigatori hanno esaminato gli abstract e
gli articoli full-text per l’inclusione sulla base di criteri
predefiniti. Il rischio di bias ’ stato valutato usando criteri
predefiniti. Le discrepanze sono state risolte attraverso discussione e
consenso, con un terzo ricercatore se necessario. Le meta-analisi a
effetti casuali sono state condotte sui trial di esercizio e di terapia
cognitiva; quando le evidenze non erano adatte ad essere combinate,
sono state sintetizzate qualitativamente. La forza delle evidenze ’
stata valutata usando metodi raccomandati dalla Methods Guide for
Effectiveness and Comparative Effectiveness Reviews della AHRQ.
Risultati.
Abbiamo identificato 4.951 articoli potenzialmente rilevanti, ne
abbiamo selezionati 636 per la revisione full-text e abbiamo incluso 72
studi in 91 pubblicazioni (1 revisione sistematica e 5 studi
osservazionali sulla diagnosi e 66 studi sui trattamenti). Una
revisione sistematica di pazienti con stanchezza o affaticamento nel
contesto di cure primarie ha trovato che le condizioni più comuni
non-ME/CFS erano la depressione (18,5%), gravi malattie somatiche
(4,3%), anemia (2,8%), e malignit’ (0,6%). In ambito specialistico di
pazienti inviati per la valutazione di una possibile ME/CFS, le più
comuni condizioni non-ME/CFS erano psicologiche (dal 15% al 51%) e di
disturbi del sonno (dal 6% al 30%). Nessuno studio ha valutato i
benefici o i danni della diagnosi di ME/CFS rispetto alla non-diagnosi.
Sessantasei studi hanno valutato trattamenti per la ME/CFS. Trentatr’
studi sono stati inclusi nel precedente rapporto AHRQ e 33 studi erano
nuovi dal precedente rapporto. La CBT e la terapia dell’esercizio sono
state associate a un miglioramento della fatica, della funzionalit’ e
di altri risultati rispetto alle terapie di controllo inattive, ma
l’ampiezza degli effetti basata sui benefici medi era da piccola a
moderata. Questi studi hanno dimostrato un’inspiegabile eterogeneit’
statistica nelle stime aggregate e contenevano limiti metodologici.
Inoltre, l’applicabilit’ dei risultati ai pazienti con grave ME/CFS
diagnosticati usando definizioni di caso più attuali e specifiche era
incerta. Altre terapie farmacologiche, non farmacologiche, dietetiche,
complementari e alternative erano inefficaci, o le prove di efficacia
erano troppo limitate per guidare la pratica clinica. La segnalazione
dei danni negli studi era subottimale, con prove limitate che
l’esercizio e la CBT non fossero associati a un aumento del rischio di
eventi avversi gravi o di peggioramento dei sintomi. Negli adolescenti
con ME/CFS, evidenze limitate hanno trovato la CBT (basata sulla
famiglia o che coinvolge i genitori) associata a un miglioramento delle
funzioni e della frequenza scolastica rispetto alle terapie inattive,
ma le differenze non erano statisticamente significative.
Limiti.
Gli studi di trattamento avevano limiti metodologici. La maggior parte
degli interventi e confronti sono stati valutati in pochi studi, la
maggior parte degli studi ha usato vecchie definizioni di casi di
ME/CFS, e c’erano informazioni limitate su come le caratteristiche
chiave e i sottogruppi di pazienti impattassero i risultati. C’era
un’inspiegabile eterogeneit’ statistica nelle meta-analisi,
l’inclusione degli studi ’ stata limitata alle pubblicazioni in lingua
inglese e i metodi formali per determinare gli effetti sui piccoli
campioni non sono stati eseguiti a causa del piccolo numero di studi.
Conclusioni.
Le prove sui trattamenti efficaci per la ME/CFS rimangono limitate.
Sebbene l’esercizio graduato e la CBT fossero più efficaci delle
terapie di controllo inattive (cure usuali, cure specialistiche usuali,
o un controllo dell’attenzione) nel migliorare la fatica, la
funzionalit’ e altri risultati, l’ampiezza degli effetti ’ stata da
piccola a moderata e le limitazioni metodologiche e di altro tipo
(imprecisione, incoerenza, generalizzabilit’ incerta) hanno precluso
conclusioni forti. Le condizioni di non-ME/CFS erano comuni nei
pazienti che presentavano fatica.
Per chi volesse ulteriormente
approfondire segnalo due post del blog ’ME/CFS Skeptic’, curato dal
paziente Michiel Tack, che ’ uno dei membri di EMEC. Questo del 16 giugno, che fa una sintesi della
revisione; e questo del 19 giugno che fa dei commenti in
proposito.
E poi questo post di
Ben Hsuborger di #MEAction.
Dai post segnalo solo che #MEAction ha contattato Beth Unger dei CDC e
lei ha risposto:
“…la
revisione sistematica ha fornito pochi nuovi dati e il processo per lo
sviluppo di linee guida non sarebbe in grado di fornire un progresso
rispetto a ci’ che ’ attualmente disponibile da parte della Coalizione
dei Clinici di ME/CFS e della IACFSME (Associazione Internazionale di
CFSME). Completeremo la revisione sistematica e non procederemo con lo
sviluppo delle linee guida finch’ non saranno disponibili i dati degli
studi clinici”.
Per questo ’ poco probabile allo stato attuale
che sulla base di questa revisione i CDC adottino nuove linee guida.
Nondimeno ’ opportuno segnalare con appropriati commenti eventuali
questioni, in particolare, sottolineano alcune organizzazioni di
advocacy come SolveCFSME o #MEAction per quanto riguarda GET e CBT.
La
teoria Enterovirus dell’eziologia della malattia nella Encefalomielite
Mialgica/Sindrome da Fatica Cronica: Una revisione critica
di Adam J. O’Neal e Maureen R. Hanson
Qui lo studio.
L’encefalomielite
mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) ’ una malattia complessa e
multi-sistema la cui base eziologica non ’ stata stabilita. Gli
enterovirus (EV) come causa della ME/CFS sono stati talvolta proposti,
in quanto sono noti agenti di infezioni respiratorie e
gastrointestinali acute che possono persistere in siti di infezione
secondaria, tra cui il sistema nervoso centrale, i muscoli e il cuore.
A oggi, il corpus di ricerca che ha studiato le infezioni da
enterovirus in relazione alla ME/CFS sostiene una maggiore prevalenza
di infezioni enterovirali croniche o persistenti nelle coorti di
pazienti ME/CFS rispetto agli individui sani. Tuttavia, risultati
incoerenti hanno alimentato un declino degli studi correlati negli
ultimi due decenni. Questa revisione copre gli aspetti della
fisiopatologia della ME/CFS che sono coerenti con un’infezione cronica
da enterovirus e rivede criticamente le metodologie e gli approcci
usati negli studi passati sulla ME/CFS legati all’EV. Descriviamo i
tipi di campioni precedenti che sono stati interrogati, i metodi
utilizzati e le limitazioni degli approcci che sono stati scelti.
Concludiamo che ci sono notevoli prove che le precedenti epidemie di
ME/CFS siano state causate da uno o più gruppi di enterovirus. Inoltre,
troviamo che i metodi usati negli studi precedenti fossero inadeguati
per escludere la presenza di infezioni enterovirali croniche negli
individui con ME/CFS. Data la possibilità che tali infezioni possano
contribuire alla morbilit’ e impedire la guarigione, sono urgentemente
necessari ulteriori studi su campioni biologici appropriati con i più
recenti metodi molecolari.
DISREGOLAZIONE DEL PATHWAY KENNEDY E DEL CICLO DELL’ACIDO TRICARBOSSILICO NELLA ME/CFS
Qui lo studio in proposito.
Abstract:
L’encefalomielite
mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) ’ una malattia cronica e
debilitante che ’ caratterizzata da un’inspiegabile fatica fisica non
alleviata dal riposo. I sintomi includono anche disfunzioni cognitive e
sensoriali, disturbi del sonno, intolleranza ortostatica e problemi
gastrointestinali. La patogenesi non ’ completamente compresa.
Utilizzando analisi di regressione, bayesiane e di arricchimento,
abbiamo condotto analisi metabolomiche mirate e non mirate di 888
analiti metabolici in campioni di plasma di 106 casi di ME/CFS e 91
controlli sani abbinati alla frequenza. Nei casi di ME/CFS, le analisi
di regressione, bayesiane e di arricchimento hanno tutte rivelato
livelli anormali di diversi lipidi di membrana che indicano una
disregolazione del pathway Kennedy: livelli plasmatici diminuiti di
plasmalogeni, fosfatidilcoline, fosfatidiletanolamine, sfingomieline ed
eteri di fosfolipidi. Le analisi di arricchimento hanno rivelato
livelli diminuiti di coline, ceramidi e carnitine e livelli aumentati
di trigliceridi a catena lunga, acidi dicarbossilici, acido
idrossi-eicosapentaenoico e gli intermedi del ciclo dell’acido
tricarbossilico alfa-chetoglutarato e succinato. Utilizzando algoritmi
di apprendimento automatico con metaboliti selezionati come predittori,
siamo stati in grado di differenziare i casi di ME/CFS femminili dai
controlli femminili (massima AUC=0,794) e i casi di ME/CFS senza
sindrome dell’intestino irritabile auto dichiarata (sr-IBS) dai
controlli senza sr-IBS (massima AUC=0,873). I nostri risultati sono
coerenti con i precedenti lavori sulla ME/CFS che indicano un
metabolismo energetico compromesso e uno squilibrio redox, ed
evidenziano anomalie specifiche che possono fornire intuizioni sulla
patogenesi della ME/CFS.
Il
circuito della violenza simbolica nella sindrome da fatica cronica
(CFS)/encefalomielite mialgica (ME) (I): Uno studio preliminare. Qui.
Abstract:
Obiettivo:
Com’’ possibile che una malattia così grave come la CFS, che colpisce
un così gran numero di persone, sia così sconosciuta alla popolazione
generale? La risposta a questa domanda si basa sull’analisi della
violenza simbolica di Pierre Bourdieu. Metodo: Le “lettere all’editore”
di pazienti con CFS a tre giornali nazionali spagnoli sono state
sottoposte a varie analisi qualitative e quantitative. Risultati: Sulla
base delle analisi qualitative e della loro interpretazione teorica,
sono stati identificati 13 meccanismi di violenza simbolica: non
riconoscimento, assenza di cura istituzionalizzata, condiscendenza,
imposizione autorizzata di verdetti illegittimi, delegittimazione,
disintegrazione, imposizione della conversazione, eufemizzazione,
silenziamento, invisibilizzazione, isolamento, non comunicazione e
colpevolizzazione di se stessi. L’Analisi delle Corrispondenze Multiple
ha permesso di identificare che i meccanismi strutturali (non
riconoscimento, disintegrazione) si combinavano con quelli più
simbolici, che venivano in primo piano producendo gli effetti osservati
della violenza simbolica. I 13 cluster ottenuti nel Clustering
Gerarchico Agglomerativo hanno confermato questo risultato.
LA MALATTIA INVISIBILE: IL WEBINAR DI CONFESQ
Circa
un anno fa, il Parlamento europeo ha adottato la risoluzione
2020/2580(RSP) sul finanziamento supplementare per la ricerca biomedica
sull’Encefalomielite Mialgica/Sindrome da Fatica Cronica (ME/CFS).
In
onore di questo anniversario, Renew Europe, il deputato spagnolo Jordi
Ca’as e l’organizzazione di pazienti CONFESQ hanno realizzato un
webinar il 30 giugno, intitolato: “Sfide e opportunit’ per la ricerca
sulla ME/CFS in Europa”.
Qui il programma.
Le registrazioni del webinar sono ora disponibili:
– in inglese.
– in spagnolo