CDC DI ATLANTA (USA): BOZZA DI UNA REVISIONE SISTEMATICA DELLA
CDC DI ATLANTA (USA): BOZZA DI UNA REVISIONE SISTEMATICA DELLA
LETTERATURA SCIENTIFICA SULLA ME/CFS
Lo
scorso 17 maggio i CDC di Atlanta hanno pubblicato la bozza di una
revisione sistematica della letteratura scientifica
sull’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS).
L’intero documento (419 Pagine) lo potete trovare qui.
Il
rapporto nel IOM (ora NAM) del 2015, invitava alla riesamina dei
criteri diagnostici da loro proposti da parte di un gruppo
multidisciplinare in non più di 5 anni, per valutare se tali criteri
andassero modificati, anche alla luce dei rapidi cambiamenti. Nel 2019
i CDC hanno perci’ commissionato una revisione che ’ stata affidata al
Pacific Northwest Evidence-based Practice Center (EPC) presso la Oregon
Health & Science University.
Ora che questa bozza di
rapporto ad interim ’ stata resa pubblica, i CDC cercano dati e
informazioni, inclusi rapporti e manoscritti che sono in attesa di
pubblicazione o non sono disponibili attraverso i database
bibliografici indicizzati.
Molti hanno già rilevato numerose
problematicit’ ed ’ essenziale segnalarle. Le persone singole sono
incoraggiate a presentare i propri commenti entro il 16 agosto. Il nome
e le informazioni di contatto di tutti coloro che inviano commenti
saranno pubblici e faranno parte della documentazione federale. Qui il link per farlo.
Abstract Strutturato
Sotto trovate la traduzione in italiano dell’abstract strutturato
presente all’inizio del documento:
Obiettivi.
L’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) può
avere profondi effetti sulla funzionalit’ e la qualità della vita.
Questo rapporto aggiorna una ricerca dell’Agency for Healthcare
Research Quality (AHRQ), finanziata nel 2014, al fine di sintetizzare
le prove sulla valutazione e gestione della ME/CFS. Espande anche la
precedente revisione dell’AHRQ includendo non solo gli adulti ma anche
i bambini, valutando i danni e i benefici della diagnosi, e valutando
gli effetti del trattamento su depressione, ansia, qualità del sonno,
dolore e altri sintomi associati alla ME/CFS oltre alla fatica, alla
funzionalit’ e alla qualità della vita.
Fonti dei dati. MEDLINE
(dal 1988 a gennaio 2019), PsycINFO (dal 1988 a gennaio 2019), Embase
(fino a gennaio 2019) e la Cochrane Library (fino a gennaio 2019);
integrato dalla revisione delle liste di riferimento e dalla revisione
dell’AHRQ del 2014.
Metodi di revisione. Gli articoli sono stati
selezionati per la revisione se includevano: 1) valutazione di pazienti
con fatica, 2) diagnosi di ME/CFS, o 3) trattamenti (farmacologici, non
farmacologici, dietetici, o terapie complementari e alternative) della
ME/CFS. Abbiamo estratto dati sulla frequenza delle patologie
non-ME/CFS nei pazienti che presentano affaticamento; benefici e danni
della diagnosi di ME/CFS rispetto alla non-diagnosi; e i benefici e i
danni dei trattamenti. Due investigatori hanno esaminato gli abstract e
gli articoli full-text per l’inclusione sulla base di criteri
predefiniti. Il rischio di bias ’ stato valutato usando criteri
predefiniti. Le discrepanze sono state risolte attraverso discussione e
consenso, con un terzo ricercatore se necessario. Le meta-analisi a
effetti casuali sono state condotte sui trial di esercizio e di terapia
cognitiva; quando le evidenze non erano adatte ad essere combinate,
sono state sintetizzate qualitativamente. La forza delle evidenze ’
stata valutata usando metodi raccomandati dalla Methods Guide for
Effectiveness and Comparative Effectiveness Reviews della AHRQ.
Risultati.
Abbiamo identificato 4.951 articoli potenzialmente rilevanti, ne
abbiamo selezionati 636 per la revisione full-text e abbiamo incluso 72
studi in 91 pubblicazioni (1 revisione sistematica e 5 studi
osservazionali sulla diagnosi e 66 studi sui trattamenti). Una
revisione sistematica di pazienti con stanchezza o affaticamento nel
contesto di cure primarie ha trovato che le condizioni più comuni
non-ME/CFS erano la depressione (18,5%), gravi malattie somatiche
(4,3%), anemia (2,8%), e malignit’ (0,6%). In ambito specialistico di
pazienti inviati per la valutazione di una possibile ME/CFS, le più
comuni condizioni non-ME/CFS erano psicologiche (dal 15% al 51%) e di
disturbi del sonno (dal 6% al 30%). Nessuno studio ha valutato i
benefici o i danni della diagnosi di ME/CFS rispetto alla non-diagnosi.
Sessantasei studi hanno valutato trattamenti per la ME/CFS. Trentatr’
studi sono stati inclusi nel precedente rapporto AHRQ e 33 studi erano
nuovi dal precedente rapporto. La CBT e la terapia dell’esercizio sono
state associate a un miglioramento della fatica, della funzionalit’ e
di altri risultati rispetto alle terapie di controllo inattive, ma
l’ampiezza degli effetti basata sui benefici medi era da piccola a
moderata. Questi studi hanno dimostrato un’inspiegabile eterogeneit’
statistica nelle stime aggregate e contenevano limiti metodologici.
Inoltre, l’applicabilit’ dei risultati ai pazienti con grave ME/CFS
diagnosticati usando definizioni di caso più attuali e specifiche era
incerta. Altre terapie farmacologiche, non farmacologiche, dietetiche,
complementari e alternative erano inefficaci, o le prove di efficacia
erano troppo limitate per guidare la pratica clinica. La segnalazione
dei danni negli studi era subottimale, con prove limitate che
l’esercizio e la CBT non fossero associati a un aumento del rischio di
eventi avversi gravi o di peggioramento dei sintomi. Negli adolescenti
con ME/CFS, evidenze limitate hanno trovato la CBT (basata sulla
famiglia o che coinvolge i genitori) associata a un miglioramento delle
funzioni e della frequenza scolastica rispetto alle terapie inattive,
ma le differenze non erano statisticamente significative.
Limiti.
Gli studi di trattamento avevano limiti metodologici. La maggior parte
degli interventi e confronti sono stati valutati in pochi studi, la
maggior parte degli studi ha usato vecchie definizioni di casi di
ME/CFS, e c’erano informazioni limitate su come le caratteristiche
chiave e i sottogruppi di pazienti impattassero i risultati. C’era
un’inspiegabile eterogeneit’ statistica nelle meta-analisi,
l’inclusione degli studi ’ stata limitata alle pubblicazioni in lingua
inglese e i metodi formali per determinare gli effetti sui piccoli
campioni non sono stati eseguiti a causa del piccolo numero di studi.
Conclusioni.
Le prove sui trattamenti efficaci per la ME/CFS rimangono limitate.
Sebbene l’esercizio graduato e la CBT fossero più efficaci delle
terapie di controllo inattive (cure usuali, cure specialistiche usuali,
o un controllo dell’attenzione) nel migliorare la fatica, la
funzionalit’ e altri risultati, l’ampiezza degli effetti ’ stata da
piccola a moderata e le limitazioni metodologiche e di altro tipo
(imprecisione, incoerenza, generalizzabilit’ incerta) hanno precluso
conclusioni forti. Le condizioni di non-ME/CFS erano comuni nei
pazienti che presentavano fatica.
Per chi volesse ulteriormente
approfondire segnalo due post del blog ’ME/CFS Skeptic’, curato dal
paziente Michiel Tack, che ’ uno dei membri di EMEC. Questo del 16 giugno, che fa una sintesi della
revisione; e questo del 19 giugno che fa dei commenti in
proposito.
E poi questo post di
Ben Hsuborger di #MEAction.
Dai post segnalo solo che #MEAction ha contattato Beth Unger dei CDC e
lei ha risposto:
“…la
revisione sistematica ha fornito pochi nuovi dati e il processo per lo
sviluppo di linee guida non sarebbe in grado di fornire un progresso
rispetto a ci’ che ’ attualmente disponibile da parte della Coalizione
dei Clinici di ME/CFS e della IACFSME (Associazione Internazionale di
CFSME). Completeremo la revisione sistematica e non procederemo con lo
sviluppo delle linee guida finch’ non saranno disponibili i dati degli
studi clinici”.
Per questo ’ poco probabile allo stato attuale
che sulla base di questa revisione i CDC adottino nuove linee guida.
Nondimeno ’ opportuno segnalare con appropriati commenti eventuali
questioni, in particolare, sottolineano alcune organizzazioni di
advocacy come SolveCFSME o #MEAction per quanto riguarda GET e CBT.

