GLI ANTICORPI CATALITICI POSSONO CONTRIBUIRE ALLA DEMIELINIZZAZIONE NELLA ME/CFS

Un articolo da titolo “Gli anticorpi catalitici possono contribuire

alla demielinizzazione nell’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica

cronica” (Jensen et al, 2023) del gruppo di Ron Davis, ’ stato

pubblicato qui.

Abstract tradotto:

Qui riportiamo dati preliminari che dimostrano che alcuni pazienti con

encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) possono

avere autoanticorpi catalitici che causano la degradazione della

proteina basica della mielina (MBP). Proponiamo che questi anticorpi

che degradano la MBP siano importanti per la fisiopatologia della

ME/CFS, in particolare per l’insorgenza della

malattia/demielinizzazione della materia bianca. Ci’ ’ supportato da

studi di risonanza magnetica che mostrano questi risultati nei pazienti

con ME/CFS e che potrebbero spiegare i sintomi di dolore ai nervi e

debolezza muscolare. In questo lavoro abbiamo eseguito una serie di

esperimenti su campioni di plasma di pazienti, isolando e

caratterizzando anticorpi specifici per il substrato che digeriscono

l’MBP. Abbiamo anche testato il glatiramer acetato (copaxone), un

immunomodulatore approvato dalla FDA per il trattamento della sclerosi

multipla, e abbiamo scoperto che inibisce la digestione del MBP da

parte degli anticorpi della ME/CFS. Inoltre, abbiamo scoperto che

l’aprotinina, che ’ un inibitore specifico della serina proteasi,

impedisce in modo specifico la degradazione dell’MBP, mentre le altre

classi di inibitori della proteasi non hanno avuto alcun effetto. Ci’

coincide con la letteratura pubblicata che descrive gli anticorpi

catalitici come dotati di un’attività simile a quella della serina

proteasi. La ricerca post-pandemica ha anche fornito diverse

segnalazioni di demielinizzazione nel COVID-19. Poich’ il COVID-19 ’

stato descritto come un fattore scatenante della ME/CFS, la

demielinizzazione potrebbe avere un ruolo maggiore nei sintomi dei

pazienti con diagnosi recente di ME/CFS. Pertanto, studiando gli

anticorpi proteolitici nella ME/CFS, i loro substrati bersaglio e gli

inibitori, un nuovo meccanismo d’azione potrebbe portare a un

trattamento migliore e a una possibile cura della malattia.

Un nuovo articolo intitolato “Previsione dell’encefalomielite

mialgica/sindrome da fatica cronica dai primi sintomi dell’infezione da

COVID-19”

di Chelsea Hua, Jennifer Schwabe, Leonard A. Jason, Jacob Furst e

Daniela Raicu di può trovare qui.

Sotto, l’abstract tradotto:

Non ’ ancora chiaro perché alcuni individui dopo un’infezione virale

continuino ad avere sintomi gravi.

Abbiamo studiato se sia possibile prevedere lo sviluppo

dell’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) dopo

aver contratto il COVID-19 analizzando i sintomi delle prime due

settimane di infezione da COVID-19.

Utilizzando le risposte dei partecipanti al DePaul Symptom

Questionnaire a 54 item, abbiamo costruito modelli predittivi basati su

un algoritmo random forest utilizzando i sintomi dei partecipanti nelle

prime settimane di infezione da COVID-19 per prevedere se i

partecipanti avrebbero soddisfatto i criteri per la ME/CFS circa 6 mesi

dopo.

I primi sintomi, in particolare quelli che valutano il malessere

post-sforzo, hanno predetto lo sviluppo della ME/CFS, raggiungendo

un’accuratezza del 94,6%. Abbiamo quindi analizzato un insieme minimo

di otto caratteristiche sintomatologiche in grado di predire

accuratamente la ME/CFS.

I modelli con caratteristiche ridotte hanno raggiunto un’accuratezza

del 93,5%. I nostri risultati indicano che diversi criteri diagnostici

IOM per la ME/CFS che si verificano durante le prime settimane dopo

l’infezione da COVID-19 predicono il long-COVI e la diagnosi di ME/CFS

dopo 6 mesi.

La Associazione Malati di CFS onlus di Pavia ha organizzato per oggi

un congresso ECM a Palermo (ma anche online) dal titolo IL MIMETISMO

MOLECOLARE:UN PUZZLE AUTOIMMUNE. Per ulteriori informazioni si legga qui.

La nostra associazione e la CFS/ME odv saranno presenti al social point

del centro commerciale Tiare di Villesse (GO) venerd’ 24 novembre

prossimo,  con libri e materiale informativo, grazie

all’interessamento della nostra socia Maristella Cannalire.

calendario 2024

Abbiamo realizzato dei Calendari 2024 da tavolo (21×15 ’ 7 fogli su

carta patinata, spirale metallica e cartone di supporto) per

raccogliere fondi per la CFS/ME Associazione Italiana odv con foto di

San Pietro in Bevagna (TA), localit’ marina in Salento. Le foto sono

state scattate da Giada Da Ros, presidente dell’associazione.

Se desideraste riceverne uno, potete prenotarlo entro il 26 novembre a

cfs@cro.it.

Chiediamo una donazione di almeno 15 euro a calendario, in modo da

coprire le spese del calendario stesso, della spedizione e ne esca

anche una piccola donazione a favore dell’associazione.

Se siete interessati quello che dovete fare ’:

– Fare una donazione alla CFS/ME Associazione Italiana:

IBAN IT58M0306964773074000094301

Causale: erogazione liberale iniziativa calendari solidali

– Inviare al cfs@cro.it i seguenti dati:

1. Numero di copie richieste

2. Prova dell’avvenuto versamento

3. Nome, cognome e indirizzo di spedizione completo

4. Verr’ spedito come posta prioritaria. Le richieste verranno evase il

prima possibile, anche per evitare l’intasamento delle feste di Natale,

ma vi chiediamo di avere pazienza: Ad occuparsene ’ una paziente, che

fa le cose un poco alla volta,

 Mese per mese, avete qui un’anteprima del calendario.

LA CFS/ME ASSOCIAZIONE ITALIANA FIRMA LA LETTERA ALLA COCHRANE REVIEW

Abbiamo

firmato come associazione la lettera che S4ME ha scritto alla Cochrane

Review: https://www.s4me.info/threads/s4me-2023-open-letter-to-cochrane-request-for-action-on-the-me-cfs-exercise-therapy-review.34973/

La petizione collegata già avevamo chiesto ai singoli di firmarla

(trovate in proposito  una sintesi di poche righe al 5 sttembre.

Qui potete vedere la nostra associazione elencata:

La CFS/ME odv ha ordinato da Hidden Disabilities dei cordini con i

girasoli (sunflower lanyard), che sono simbolo internazionale delle

disabilit’ invisibili, per i propri soci. Come CFS/ME Associazione

Italiana abbiamo pagato loro met’ della spesa sostenuta perché anche i

nostri soci ne possano usufruire. Eravamo in accordo così fin

dall’inizio.

Negli aeroporti danno comunque il cordino in modo gratuito a chi fa

richiesta del servizio per la disabilit’, e se quelli sono i luoghi

principali in cui il cordino viene riconosciuto, si invita ad usarlo

ogni volta che sembra sensato farlo, perché comunque suscita interesse

anche dove non ’ conosciuto e si può spiegare e magari avere comunque

un aiuto se necessario.

La World ME Alliance, di cui facciamo parte, ha scritto oggi una

lettera a Sua Eccellenza Dennis Francis, Presidente della 78a Assemblea

Generale delle Nazioni Unite, in cui loda la dichiarazione politica

della Riunione di alto livello dell’Assemblea Generale sulla

prevenzione, preparazione e risposta alle pandemie, ma in cui si

segnala che ’ stato trascurato di menzionare come regolarmente queste

pandemie hanno uno strascico di malattie croniche come la ME, il

Long-COVID, la POTS e altre forme di disautonomia. Si stima che, a

livello globale, più di 65 milioni di persone vivono oggi con il

long-COVID, di cui il 50% soddisfa i criteri per una diagnosi di ME/CFS

e più del 70% ha sviluppato disautonomia.

La lettera (che trovate al link in originale) sollecita perci’

rispettosamente le Nazioni Unite e i suoi Stati membri a prendere in

considerazione e ad affrontare questa significativa lacuna nella

preparazione e nella risposta alle pandemie. Abbiamo chiesto che le

future iniziative e strategie relative alla preparazione alle pandemie

includano esplicitamente azioni sull’impatto delle malattie croniche

associate alle infezioni, segnalando come questi sforzi dovrebbero

includere la ricerca e il riconoscimento, con raccomandazioni immediate

di investire nella ricerca per comprendere le cause delle malattie

croniche.

Abbiamo firmato questa lettera come associazione. La World ME Alliance

ha intanto pubblicato un articolo in proposito e la lettera qui.

1’ ottobre 2023

DECODE

ME: PUBBLICATI I PRIMI RISULTATI

Sono stati pubblicati a fine agosto i risultati iniziali dei

questionari dei primi 17.000 partecipanti allo studio  DECODE ME.

Lo studio (Bretherick et al., 2023) nella sua interezza lo trovate qui.

Un sunto lo si trova sul loro blog: qui. Dice:

Essere donna, più vecchia e malata da più tempo aumenta la possibilità

di una maggiore gravità

I nostri risultati supportano l’ipotesi che la ME/CFS sia

significativamente più comune nelle donne, dato che l’83,5% dei

partecipanti ha dichiarato che il proprio sesso assegnato alla nascita

era femminile. Inoltre, i nostri dati suggeriscono che le donne hanno

maggiori probabilità di manifestare sintomi gravi. Questa probabilità

aumenta ulteriormente con l’et’ e se la condizione ’ presente da più di

10 anni.

Inoltre, una percentuale maggiore di partecipanti di sesso femminile ha

riferito altre condizioni di salute co-occorrenti.

Due terzi (66,7%) delle donne e poco più della met’ (52,7%) degli

uomini hanno riferito di avere almeno una patologia co-occorrente

attiva. Analogamente, il 39,2% delle donne e il 28,6% degli uomini ha

riferito almeno una condizione di co-occorrenza inattiva.

La condizione co-occorrente attiva più comune ’ stata la sindrome

dell’intestino irritabile (41,3%), con depressione clinica (32,4%),

fibromialgia (29,5%), anemia (14,1%) e ipotiroidismo (12,8%).

Le donne hanno anche riferito, in media, un numero maggiore di sintomi

rispetto agli uomini, 42 contro 36.

I sintomi più comuni sono stati la brainfog (un termine comunemente

usato per descrivere il deterioramento cognitivo sperimentato dai

partecipanti), il sonno poco ristoratore e i dolori muscolari.

Gli esperti affermano che comprendere meglio come la ME/CFS colpisce le

persone ’ il primo passo per sviluppare opzioni terapeutiche efficaci.

Per migliorare ulteriormente la nostra comprensione, stiamo ancora

reclutando partecipanti le cui risposte al questionario ci aiuteranno a

capire ancora di più sulla ME/CFS. Molti di questi partecipanti saranno

anche invitati a fornire un campione di DNA per contribuire alla parte

dello studio sul DNA, che mira a identificare le cause biologiche della

malattia.

UN TEST PER LA DIAGNOSI DELLA ME/CFS

Lo scorso 13 settembre perfino l’ANSA ha pubblicato la notizia ’ qui – che ’ stato sviluppato un test per la

diagnosi della ME/CFS.

Qui

trovate l’articolo del gruppo di Karl Morten che ne parla, dal titolo

’Sviluppo di un test diagnostico basato sulle cellule del sangue per

l’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica utilizzando

cellule mononucleari del sangue periferico’ (Xu et al., 2023).

Sotto, l’abstract tradotto:

L’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) ’

caratterizzata da un affaticamento debilitante che incide profondamente

sulla vita dei pazienti. La diagnosi di ME/CFS rimane difficile, con la

maggior parte dei pazienti che si affidano all’autodiagnosi, a

questionari e a misure soggettive per ricevere una diagnosi, e molti

non ricevono mai una diagnosi chiara. In questo studio, una piattaforma

Raman a singola cellula e l’intelligenza artificiale sono state

utilizzate per analizzare le cellule del sangue di 98 soggetti umani,

tra cui 61 pazienti affetti da ME/CFS di diversa gravità e 37 controlli

sani e malati. Questi risultati dimostrano che i profili Raman delle

cellule del sangue possono distinguere tra individui sani, controlli

della malattia e pazienti affetti da ME/CFS con un’elevata accuratezza

(91%) e possono ulteriormente differenziare tra pazienti con ME/CFS

lieve, moderata e grave (84%). Inoltre, sono stati identificati picchi

Raman specifici che sono correlati con i fenotipi della ME/CFS e che

hanno il potenziale di fornire approfondimenti sui cambiamenti

biologici e di supportare lo sviluppo di nuove terapie. Questo studio

presenta un approccio promettente per aiutare la diagnosi e la gestione

della ME/CFS e può essere esteso ad altre malattie croniche

inspiegabili come il long-COVID e la sindrome della malattia di Lyme

post-trattamento, che condividono molti degli stessi sintomi della

ME/CFS.

Cort Johnson su Health Rising ne parlava in un suo post del 9 settembre. Il sunto, da lui stesso

fatto, tradotto sotto, dice:

Un esame del sangue: ’ come il Santo Graal per la sindrome da fatica

cronica (ME/CFS). Non solo legittimerebbe la malattia e ne

faciliterebbe la diagnosi, ma dovrebbe anche fornirci indizi su cosa la

provoca.

Il team di ricercatori di Oxford, della London School of Tropical

Medicine, polacchi e statunitensi ha utilizzato una tecnica chiamata

spettroscopia Raman che ha la capacità di tracciare tutti i principali

elementi costitutivi – proteine, aminoacidi, lipidi, fosfolipidi e

carboidrati – di una cellula, consentendo di valutare lo stato

metabolico e fisiologico di ogni cellula.

Incoraggiati dai risultati positivi di un precedente studio pilota, i

ricercatori hanno ampliato il loro studio includendo quasi 100

individui, tra cui 61 pazienti affetti da ME/CFS, 16 controlli sani e,

a dimostrazione della seriet’ della ricerca di un biomarcatore, 21

pazienti affetti da sclerosi multipla.

I risultati della spettroscopia Raman guidata dall’intelligenza

artificiale sono stati in grado di differenziare in misura notevole i

pazienti con ME/CFS, SM e i controlli sani. Siamo abituati a vedere

notevoli sovrapposizioni tra ME/CFS e controlli, ma non in questo caso

(vedi immagine nel blog).  L’analisi degli spettri Raman ’ stata

in grado di differenziare la ME/CFS, la SM e i controlli sani con

notevole accuratezza (91% di specificità; 93% di sensibilità per la

ME/CFS).

Elogiando la facilit’ del test, la piccola quantità di sangue che

richiede, la sua capacità di essere eseguito su “materiale fisso” e il

fatto che può essere congelato senza deteriorarsi, gli autori hanno

affermato che:

uno strumento diagnostico oggettivo, sensibile e diretto può quindi

risolvere la controversia sulla natura della ME/CFS e… ha il

potenziale per avere un impatto drastico sulla qualità di vita dei

pazienti” (se usato in combinazione con sofisticati algoritmi di

apprendimento automatico, il nostro approccio spettroscopico Raman ha

un grande potenziale come tecnica diagnostica per malattie come la

ME/CFS).

Nei pazienti con ME/CFS lieve, moderata e grave ’ stato riscontrato un

aumento universale di triptofano e tirosina e una riduzione dei livelli

di glucosio.

C’erano per’ alcune stranezze. I pazienti moderati e gravi hanno

mostrato livelli ridotti di fenilalanina, mentre i pazienti con ME/CFS

lieve (e SM) hanno mostrato livelli aumentati. Allo stesso modo, sono

stati riscontrati livelli elevati di acidi grassi insaturi nei pazienti

con ME/CFS lieve, mentre i pazienti moderati e gravi ne avevano livelli

ridotti.  Livelli ridotti di glicogeno sono stati riscontrati

nella coorte di pazienti con ME lieve e grave (ma non in quella

moderata (?).

L’aumento del triptofano, della tirosina, la riduzione dei livelli di

glicogeno e la quantificazione del glucosio sono stati riscontrati sia

nei pazienti affetti da ME/CFS che da SM (in alcuni sottoinsiemi).

Inoltre, gli elevati livelli di acidi grassi insaturi e i ridotti

livelli di fenilalanina erano simili a quelli della ME/CFS lieve.

L’aumento dei livelli di triptofano riscontrato sia nei gruppi di

pazienti con ME/CFS che in quelli con SM ’ in linea con l’ipotesi della

trappola metabolica di Robert Phair per la ME/CFS, che propone che

mutazioni genetiche in un enzima inibiscano il metabolismo del

triptofano in chinurenina e possano portare a livelli elevati di

serotonina. Gli autori hanno affermato che “’ fondamentale riconoscere

i potenziali effetti disfunzionali del triptofano e della serotonina

nel contesto della ME/CFS”.

I risultati suggeriscono anche, ancora una volta, che le cellule dei

pazienti affetti da ME/CFS si rivolgono al “carburante sporco” – gli

aminoacidi – per ottenere energia, invece di utilizzare il glucosio e

gli acidi grassi, che sono più puliti. Sono state trovate anche prove

di alterazione del metabolismo degli acidi grassi e dei lipidi, due

temi di ricerca attualmente caldi nella ME/CFS.

Gli autori hanno guardato oltre la ME/CFS, affermando che nelle

condizioni croniche, complesse e inspiegabili come la ME/CFS, tra cui

la fibromialgia, la malattia di Lyme cronica e il Long-COVID, e

ritengono che i dati complessi e gli approcci di apprendimento

automatico, come quelli utilizzati in questo studio, saranno quelli che

faranno da guida.

Il 1’ settembre, il Ministero federale tedesco dell’Istruzione e della

Ricerca (BMBF) ha pubblicato una nuova “linea guida per il

finanziamento di progetti congiunti sulla ricerca dei pato-meccanismi

dell’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS)”. Il

12 settembre 2023 ha poi reso noto che intende sostenere la ricerca

sulla ME/CFS nell’ambito della nuova linea guida con un importo totale

di 15 milioni di euro.

Per saperne di più, si legga qui (in inglese).