RICHIESTA DI 32 ORGANIZZAZIONI ALLE NAZIONI UNITE
La World ME Alliance, di cui facciamo parte, ha scritto oggi una
lettera a Sua Eccellenza Dennis Francis, Presidente della 78a Assemblea
Generale delle Nazioni Unite, in cui loda la dichiarazione politica
della Riunione di alto livello dell’Assemblea Generale sulla
prevenzione, preparazione e risposta alle pandemie, ma in cui si
segnala che ’ stato trascurato di menzionare come regolarmente queste
pandemie hanno uno strascico di malattie croniche come la ME, il
Long-COVID, la POTS e altre forme di disautonomia. Si stima che, a
livello globale, più di 65 milioni di persone vivono oggi con il
long-COVID, di cui il 50% soddisfa i criteri per una diagnosi di ME/CFS
e più del 70% ha sviluppato disautonomia.
La lettera (che trovate al link in originale) sollecita perci’
rispettosamente le Nazioni Unite e i suoi Stati membri a prendere in
considerazione e ad affrontare questa significativa lacuna nella
preparazione e nella risposta alle pandemie. Abbiamo chiesto che le
future iniziative e strategie relative alla preparazione alle pandemie
includano esplicitamente azioni sull’impatto delle malattie croniche
associate alle infezioni, segnalando come questi sforzi dovrebbero
includere la ricerca e il riconoscimento, con raccomandazioni immediate
di investire nella ricerca per comprendere le cause delle malattie
croniche.
Abbiamo firmato questa lettera come associazione. La World ME Alliance
ha intanto pubblicato un articolo in proposito e la lettera qui.
1’ ottobre 2023
DECODE
ME: PUBBLICATI I PRIMI RISULTATI
Sono stati pubblicati a fine agosto i risultati iniziali dei
questionari dei primi 17.000 partecipanti allo studio DECODE ME.
Lo studio (Bretherick et al., 2023) nella sua interezza lo trovate qui.
Un sunto lo si trova sul loro blog: qui. Dice:
Essere donna, più vecchia e malata da più tempo aumenta la possibilità
di una maggiore gravità
I nostri risultati supportano l’ipotesi che la ME/CFS sia
significativamente più comune nelle donne, dato che l’83,5% dei
partecipanti ha dichiarato che il proprio sesso assegnato alla nascita
era femminile. Inoltre, i nostri dati suggeriscono che le donne hanno
maggiori probabilità di manifestare sintomi gravi. Questa probabilità
aumenta ulteriormente con l’et’ e se la condizione ’ presente da più di
10 anni.
Inoltre, una percentuale maggiore di partecipanti di sesso femminile ha
riferito altre condizioni di salute co-occorrenti.
Due terzi (66,7%) delle donne e poco più della met’ (52,7%) degli
uomini hanno riferito di avere almeno una patologia co-occorrente
attiva. Analogamente, il 39,2% delle donne e il 28,6% degli uomini ha
riferito almeno una condizione di co-occorrenza inattiva.
La condizione co-occorrente attiva più comune ’ stata la sindrome
dell’intestino irritabile (41,3%), con depressione clinica (32,4%),
fibromialgia (29,5%), anemia (14,1%) e ipotiroidismo (12,8%).
Le donne hanno anche riferito, in media, un numero maggiore di sintomi
rispetto agli uomini, 42 contro 36.
I sintomi più comuni sono stati la brainfog (un termine comunemente
usato per descrivere il deterioramento cognitivo sperimentato dai
partecipanti), il sonno poco ristoratore e i dolori muscolari.
Gli esperti affermano che comprendere meglio come la ME/CFS colpisce le
persone ’ il primo passo per sviluppare opzioni terapeutiche efficaci.
Per migliorare ulteriormente la nostra comprensione, stiamo ancora
reclutando partecipanti le cui risposte al questionario ci aiuteranno a
capire ancora di più sulla ME/CFS. Molti di questi partecipanti saranno
anche invitati a fornire un campione di DNA per contribuire alla parte
dello studio sul DNA, che mira a identificare le cause biologiche della
malattia.

