PREVEDERE LA ME/CFS DAI PRIMI SINTOMI DI COVID-19
Un nuovo articolo intitolato “Previsione dell’encefalomielite
mialgica/sindrome da fatica cronica dai primi sintomi dell’infezione da
COVID-19”
di Chelsea Hua, Jennifer Schwabe, Leonard A. Jason, Jacob Furst e
Daniela Raicu di può trovare qui.
Sotto, l’abstract tradotto:
Non ’ ancora chiaro perché alcuni individui dopo un’infezione virale
continuino ad avere sintomi gravi.
Abbiamo studiato se sia possibile prevedere lo sviluppo
dell’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) dopo
aver contratto il COVID-19 analizzando i sintomi delle prime due
settimane di infezione da COVID-19.
Utilizzando le risposte dei partecipanti al DePaul Symptom
Questionnaire a 54 item, abbiamo costruito modelli predittivi basati su
un algoritmo random forest utilizzando i sintomi dei partecipanti nelle
prime settimane di infezione da COVID-19 per prevedere se i
partecipanti avrebbero soddisfatto i criteri per la ME/CFS circa 6 mesi
dopo.
I primi sintomi, in particolare quelli che valutano il malessere
post-sforzo, hanno predetto lo sviluppo della ME/CFS, raggiungendo
un’accuratezza del 94,6%. Abbiamo quindi analizzato un insieme minimo
di otto caratteristiche sintomatologiche in grado di predire
accuratamente la ME/CFS.
I modelli con caratteristiche ridotte hanno raggiunto un’accuratezza
del 93,5%. I nostri risultati indicano che diversi criteri diagnostici
IOM per la ME/CFS che si verificano durante le prime settimane dopo
l’infezione da COVID-19 predicono il long-COVI e la diagnosi di ME/CFS
dopo 6 mesi.

