Segnaliamo questo
studio,
uscito ormai quasi un anno fa, intitolato “Convalida della gravità
dell’Encefalomielite Mialgica/Sindrome da Fatica Cronica con altre
misure oltre alla Storia: Bracciale di attività, test da sforzo
cardiopolmonare e un questionario di attività convalidato: SF-36’
La traduzione dell’abstract:
Introduzione:
L’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) ’ una
malattia cronica grave e invalidante. ’ necessario classificare la
gravità dei sintomi e della malattia del paziente per il confronto e il
processo decisionale terapeutico. La classificazione clinica che
dipende dall’autodichiarazione del paziente ’ soggetta a variabilit’
interindividuale. Sarebbe auspicabile avere misure più oggettive per
valutare e confermare la classificazione clinica. Pertanto, lo scopo di
questo studio ’ stato quello di convalidare la classificazione della
gravità clinica che ’ stata proposta dagli autori dei Criteri
Internazionali di Consenso ME (ICC) utilizzando misure più
standardizzate come i questionari, e misure oggettive come il
monitoraggio dell’attività fisica e il test da sforzo cardiopolmonare.
Metodi
e risultati: Si ’ cercano nel database clinico di una clinica
subspecialistica di ME/CFS per pazienti che avessero completato il
questionario SF 36, indossato una fascia da braccio SensewearTM per
cinque giorni e avessero fatto un test da sforzo cardiopolmonare. Solo
i pazienti che hanno completato tutte e tre le indagini entro 3 mesi
l’una dall’altra – per migliorare la probabilità di una malattia
stabile – sono stati inclusi nell’analisi. Sono stati analizzati
duecentottantanove pazienti: 121 sono stati classificati come lievi, 98
come moderati e 70 come aventi una malattia grave. La sottoscala media
(SD) dell’attività fisica dell’SF-36 era 70 (11) per i pazienti con
ME/CFS lieve, 43 (8) per quelli moderati e 15 (10) per quelli gravi. Il
numero medio (DS) di passi al giorno era 8235 (1004) per i lievi, 5195
(1231) per i moderati e 2031 (824) per la malattia grave. La media (DS)
del consumo di ossigeno previsto alla soglia ventilatoria era del 47
(11) % per i pazienti lievi, del 38 (7) % per i moderati e del 30 (7) %
per i pazienti gravi. Il consumo percentuale di ossigeno di picco era
del 90 (14) % per le malattie lievi, del 64 (8) % per quelle moderate e
del 48 (9) % per quelle gravi. Tutti i confronti erano p <0,0001.
Conclusioni:
Questo studio conferma la validit’ della classificazione di gravità
ICC. La classificazione assegnata dai clinici sulla base
dell’autodichiarazione del paziente ha creato gruppi che differivano
significativamente sulle misure di attività utilizzando la subscala
della funzione fisica SF-36 e le misure oggettive dei passi al giorno e
della capacità di esercizio. C’era variabilit’ nella funzione
all’interno dei gruppi di classificazione della gravità, quindi la
classificazione basata sull’autodichiarazione può essere rafforzata
dall’uso di queste misure supplementari.