AN EXISTENCE PROJECT: UN CORTO SULLA CFS/ME

An Existence Project ’ un corto di animazione in stop-motion su cosa significhi vivere CFSME lieve o moderata: qui.

La

pubblicazione delle linee guida NICE, prevista ad aprile dopo che era

stata posticipata causa COVID, ’ stata ulteriormente posticipata al 18

agosto.

Su “People” la battaglia di Ron Davis per metere fine ala CFS/ME: qui

L’associazione

norvegese di MECFS ha da poco pubblicato un importante rapporto su un

sondaggio su quasi 6000 pazienti sul decorso della patologia. La

sintesi di questo rapporto, in inglese, la trovate qui in traduzione italiana.

Nell’intro si legge: 

’Il

decorso tipico spesso ipotizzato – un graduale miglioramento nel tempo

– caratterizza solo il 12% degli intervistati. Grandi fluttuazioni o

fluttuazioni con graduale deterioramento graduale, sono i due corsi più

tipici della malattia. La regolazione dell’attività (pacing) ’ di gran

lunga il fattore positivo più importante per il miglioramento, mentre

un livello troppo alto di attività ’ il fattore negativo segnalato più

frequentemente. Il servizio sanitario ’ menzionato il 56% più

frequentemente come fattore negativo che come fattore positivo per il

decorso della malattia. L’approccio adottato da alcune parti del

servizio sanitario, dall’amministrazione sociale e dal sistema

educativo contribuisce al peggioramento della malattia per molti

pazienti. Sebbene ci sia un bisogno di maggiori conoscenze, ancora più

importante ’ utilizzare le conoscenze che già abbiamo per offrire un

supporto e un’assistenza che si adattino ai bisogni dei pazienti e che

si basino su una comprensione del corso della malattia e dei fattori

che la influenzano’.

Il

Bateman Horne Center, che  ha diverse attività (conferenze, gruppi

di supporto…) per i pazienti, ha recentemente ripubblicato su suo

canale, con miglioramenti all’audio, un video postato a dicembre con

una lezione di Yoga isometrico supino studiato appositamente per

pazienti di MECFS.

’ necessario sapere l’inglese per capirlo a

dovere, ma ’ veramente ben calibrato. Consiste fondamentalmente nel

tentativo di capire i propri bisogni energetici con contrazioni

isometriche che mirino a riattivare le proprie energie invece di

consumarle. Il concetto etico di fondo ’ quello dell’ahimsa (non

violenza) e si tiene conto della possibilità di chi segue di riposare e

non necessariamente seguire l’esercizio.

Suggeriamo

eventualmente di guardarsi prima il video senza fare gli esercizi, in

modo in seguito da poterli eseguire senza dover guardare lo

schermo. 

Questo ’ il

link alla lezione.

Sul

canale verranno poi pubblicati altre video di Yoga pensati per i

pazienti e mirati al calmare il sistema nervoso parasimpatico.

I CDC di Atlanta (USA) hanno realizzato un nuovo kit per i pazienti. Lo

trovate qui.

Molti

pazienti, dopo il COVID, finiscono per sviluppare quello che viene

chiamato COVID-lungo. Per una parte di questi pazienti la forma che la

patologia assume ’ quella della CFSME. Per questa ragione ’ nata la Long

COVID Alliance, lanciata dalla Solve Mecfs Initiative e con una

cinquantina di aderenti,  una rete di attivisti e pazienti,

scienziati, esperti di malattie e salute pubblica e sviluppatori di

farmaci che vogliono sfruttare le conoscenze e risorse collettive per

educare i responsabili politici e accelerare la ricerca sulla

comprensione delle malattie post-infettive.

Per saperne di più visita www.LongCOVIDAlliance.org.

Su YouTube, a questo link, ’ ora disponibile la registrazione

dell’evento virtuale di cui abbiamo parlato in data 2 febbraio (vedi

infa).

I

NIH (Istituti Superiori di Sanit’ Americani) hanno recentemente

lanciato due risorse digitali online per facilitare la ricerca

sull’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS). Lo

strumento che permette ai ricercatori di accedere ai dati di diversi

studi multiomici sulla ME/CFS si chiama mapMECFS, e

searchMECFS fornir’ ai ricercatori l’accesso ai campioni biologici

e alle informazioni cliniche de-identificate sui pazienti.

Per

saperne di più, si legga qui.

ABILIFY OFF-LABEL A BASSO DOSAGGIO

Alcuni pazienti di CFS/ME stanno avendo miglioramenti consistenti con l’uso

off-label a basso dosaggio del farmaco Abilify (aripiprazolo), un

antipsicotico solitamente usato nella schizofrenia e nel disturbo

bipolare.

Una decina di giorni fa ’ uscito un primo

studio in proposito, su 101 pazienti che soddisfacevano i criteri di

diagnosi seconde tre diverse definizioni di caso (Fukuda, CCC e IOM),

seguiti dalla clinica sulla ME/CFS dell’Universit’ di Stanford.

Questo non significa che si ipotizzi un’origine psicogena della

patologia, perché non ’ così. Quello

che scrivono ’ che gli agonisti del recettore della dopamina D2 hanno

dimostrato di mediare la neuroinfiammazione, l’attivazione microgliale

e la morte cellulare in modelli animali e nell’uomo e questo suggerisce

che i farmaci che modulano la dopamina come l’aripiprazolo possono

portare a un miglioramento clinico della fatica e dei sintomi cognitivi

nella ME/CFS.

In sintesi, come riporta lo studio, ’il numero di

rispondenti positivi in un gruppo di 101 pazienti che assumevano

aripiprazolo era significativamente maggiore del numero di pazienti che

non rispondevano o avevano esperienze negative. Inoltre, l’entit’ del

miglioramento percepito era significativa. Alcuni pazienti non hanno

osservato alcun beneficio, e un piccolo sottogruppo di pazienti ha

sperimentato effetti collaterali che hanno richiesto la sospensione del

farmaco. Nel complesso, questi risultati suggeriscono che

l’aripiprazolo può ridurre efficacemente i sintomi della ME/CFS e

merita ulteriori indagini in uno studio clinico randomizzato. Esplorare

il meccanismo d’azione dell’aripiprazolo in condizioni

neuroinfiammatorie può anche fornire nuove informazioni sulla

patogenesi della ME/CFS.

Qui il link allo studio di Crosby et al..