COMUNICATO STAMPA PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA ME/CFS

Diffusione immediata ’ 12 maggio, 2023

La Giornata Mondiale della ME/CFS, che si celebra il 12 maggio,

sensibilizza l’opinione pubblica sui devastanti sintomi che colpiscono

milioni di persone dopo il COVID

12 maggio 2023 ’ Un gruppo di studio italiano sulla ME/CFS e sul

Long-COVID, di medici e pazienti esperti, si ’ recentemente riunito in

un convegno, che viene reso disponibile gratuitamente online in questi

giorni per sensibilizzare in occasione della Giornata mondiale della

ME/CFS.

L’encefalomielite mialgica (ME), conosciuta anche come Sindrome da

Fatica Cronica (CFS), da cui ME/CFS, ’ una malattia invalidante,

cronica e complessa, caratterizzata da spossatezza, affaticamento dopo

piccoli sforzi e difficoltà di recupero pur riposando, disturbi della

concentrazione e della memoria, sonno non ristoratore, dolori muscolari

e articolari, sintomi simil-influenzali’in assenza di altre condizioni

che possano giustificare tale sintomatologia e che dura da almeno sei

mesi.

Non esistono test diagnostici, cure o trattamenti universalmente

efficaci e i pazienti spesso soffrono per tutta la vita. I farmaci

prescritti, così come le terapie, sono di tipo sintomatico e hanno solo

lo scopo di dare sollievo ai sintomi.

Si stima che nel mondo vi siano tra i 17 e i 30 milioni di persone

affette da ME/CFS. E da quando ’ scoppiata la pandemia di COVID-19, si

ritiene che questa cifra sia raddoppiata. Attualmente sono 65 milioni

le persone che vivono con il Long-COVID in tutto il mondo, e almeno 17

milioni di persone nella sola Europa ne hanno sofferto nei due anni

successivi alla pandemia ed ’ possibile che milioni di persone debbano

conviverci per molti anni a venire: una percentuale elevata di loro, si

stima addirittura una met’, soddisfano i criteri per una diagnosi di

ME/CFS.

Gi’ nel 2020 Anthony Fauci, medico-scienziato e immunologo, direttore

del NIAID, l’Istituto Nazionale di Allergie e Malattie Infettive

statunitense, che ’ stato anche consigliere medico capo del presidente

degli USA, aveva dichiarato che il long-COVID era ’sorprendentemente

simile’ alla ME/CFS. E nel marzo del 2021 la stessa osservazione era

stata fatta sulla prestigiosa The Lancet. La Coalizione dei medici

statunitensi esperti di ME/CFS ha appena pubblicato una lettera in cui

raccomanda ai medici di considerare la MECFS nella diagnosi

differenziale del Long-COVID. E la Deutsche Gesellschaft f’r ME/CFS

e.V. ha appena reso disponibile una scheda di raccolta degli studi,

confermati da successivi trial, che mostrano la sovrapposizione dei

sintomi.

Con il coordinamento della dott.ssa Giulia Cavalli, che ha presentato i

relatori, nell’incontro del gruppo di studio italiano, per primo ha

preso la parola il professor Umberto Tirelli, past-Primario di

oncologia all’Istituto Nazionale Tumori di Aviano (PN) per decenni e

ora direttore scientifico e sanitario di una clinica che porta il suo

nome, la Tirelli Medical, a Pordenone, e anche il primo ricercatore

clinico del nord-est, su oncologia, malattie infettive e COVID-19 con

643 pubblicazioni scientifiche e 67 di H-Index secondo la banca dati

Scopus. Massimo esperto italiano su ME/CFS e Long-COVID, dove ha

pubblicato molti studi, soprattutto riportando ottimi risultati con

l’ossigeno ozono terapia SIOOT (società scientifica di ossigeno ozono

terapia), per lui la miglior terapia in questa patologia, ha riferito

sulle similarit’ e differenze fra ME/CFS, fibromialgia, e Long-COVID.

Recentemente, sul Journal of Medical Virology ha pubblicato insieme al

professor Chirumbolo, dell’Universit’ degli Studi di Verona, e al

professor Franzini della SIOOT internazionale, a proposito della

terminologia utilizzata, e le sue conseguenze, nel parlare della

sindrome post-COVID.

A seguire, nel convegno del gruppo di studio, ha preso la parola la

dottoressa Giada Da Ros, presidente della CFS/ME Associazione Italiana,

la prima associazione italiana, attiva dal 1992. Lei stessa una

paziente, ’ coautrice insieme al prof. Tirelli del libro

’NONSOLOFATICA’ (Edizioni Mondo Nuovo) che di queste patologie parla.

Entrambe portano numerosi sintomi: fatica, problemi cognitivi, disturbi

del sonno, difficoltà a stare in piedi, uno stato simil-influenzale’Si

’ concentrata per’ sul sintomo caratteristico della ME/CFS, il

malessere post-sforzo (PEM): un peggioramento dei sintomi dopo uno

sforzo fisico, mentale o emotivo che non avrebbe causato problemi prima

della malattia. Questi episodi vengono talvolta definiti “crash” e

possono durare giorni, settimane o in modo permanente. La campagna di

sensibilizzazione di quest’anno della World ME Alliance e delle 22

organizzazioni che ne fanno parte, fra cui la CFSME Associazione

Italiana odv, riguarda proprio la PEM e utilizza la tagline “ME: la

malattia in cui spingere di più può farti ammalare di più”. Il

professor Aldo Baritussio, che ’ stato professore associato di

Fisiopatologia Respiratoria all’Universit’ di Padova e si occupa di

ricerca in questo campo, ha presentato la sua ricerca su “Prodotti

della flora batterica intestinale e risposta dell’organismo in una

coorte di pazienti affetti da ME/CFS”. Dopo una testimonianza della

paziente Mara Giulia Ferrante, attenti anche alla dimensione umana, ha

parlato lo psicologo Michele Tricarico, che segue gruppi di supporto,

esplorando la Dimensione della Condivisione nella CFS/ME. Il professor

Enrico Bernini Carri, professore presso l’Universit’ degli Studi di

Modena-Reggio Emilia, già Ufficiale medico dell’Esercito e ora Generale

medico della Riserva, già Presidente del Centro Europeo della Medicina

delle Catastrofi (CEMEC) presso il Consiglio d’Europa ed esperto di

pandemie della NATO e ora Presidente della Associazione

Scientifica/Fondazione Scuola Internazionale Medica di Emergenze e

Disastri MEDIS, ha approfondito il LONG COVID, ’la piaga dei prossimi

dieci anni’, come la ha definita, sottolineando proprio la

sovrapposizione con la ME/CFS. Ha chiuso il simposio il paziente

esperto e ricercatore indipendente Paolo Maccallini che ha fatto

un’analisi di una statistica di sintesi generata dal database della

Biobanca del Regno Unito.

’ stato un incontro di alto livello che ha riscontrato la grande

necessità di sensibilizzare sulla ME/CFS e sul Long-COVID profondamente

connesse, sia per la sovrapposizione dei sintomi che per esordio

post-infettivo (che segna l’inizio della ME/CFS per la gran parte dei

pazienti, anche se non tutte).

E in occasione della Giornata Mondiale della ME, che si terr’ il 12

maggio 2023, questo gruppo di studio così come le associazioni che si

occupano di queste patologie, vogliono sottolineare una volta in più la

necessità di ricerca e fondi per studiare queste patologie invalidanti,

sebbene invisibili, che possono potenzialmente colpire chiunque.

Contattare:

CFSME Associazione Italiana odv, www.stanchezzacronica.it, cfs@cro.it

Umberto Tirelli, www.umbertotirelli.it, utirelli@tirellimedical.it

CFSME Odv, www.cfsme.it, info@cfsme.it

Associazione Italiana Long Covid – AILC:

https://www.mamahealth.io/ailc/home; ailc@mamahealth.io

Ulteriore martieriale informativo:

–    Per il video del convegno: qui.

–    World ME Alliance

–    Scheda informativa sulla ME/CFS della World ME

Alliance in italiano:

–    Lettera della Coalizione dei Clinici americani

esperti di MECFS in cui si raccomanda di considerare la MECFS nella

diagnosi differenziale per il Long-COVID:

–    Scheda sugli studi che sono stati replicati nella ME/CFS e nel

Long-COVID che mostrano sovrapposizione di sintomi (versione in

inglese):

–    Il libro ’Nonsolofatica’.

Ottenere sollievo dai sintomi nei pazienti con encefalomielite mialgica

mirando all’interfaccia neuro-immunitaria e ottimizzando la tolleranza

alla malattia (Rodriguez et al. 2023)

Link allo studio.

Abstract tradotto:

L’encefalomielite mialgica (ME), precedentemente nota anche come

sindrome da fatica cronica, ’ una sindrome eterogenea e debilitante di

eziologia sconosciuta, responsabile di disabilit’ di lunga durata in

milioni di pazienti in tutto il mondo. Il sintomo più noto della ME ’

il malessere post-sforzo, ma molti pazienti presentano anche

disregolazione autonomica, disfunzione dei nervi cranici e segni di

attivazione del sistema immunitario. Molti pazienti riferiscono anche

un esordio improvviso della malattia in seguito a un’infezione. Il

tronco encefalico ’ un sospetto punto focale nella patogenesi della ME

e i pazienti con compromissione strutturale del tronco encefalico

spesso presentano sintomi simili alla ME. Il tronco encefalico ’ anche

il punto di origine del nervo vago, un’interfaccia neuro-immunitaria

critica e mediatore del riflesso infiammatorio che regola

l’infiammazione sistemica. Qui riportiamo i risultati di uno studio

randomizzato, controllato con placebo, che utilizza una stimolazione

meccanica intranasale mirata alle terminazioni nervose della cavit’

nasale, probabilmente provenienti dal nervo trigemino, che potrebbe

attivare ulteriori centri nel tronco encefalico dei pazienti affetti da

ME e che si correla con una riduzione del ∼30% dei punteggi dei sintomi

complessivi dopo 8 settimane di trattamento. Eseguendo un monitoraggio

longitudinale a livello di sistema del sistema immunitario nel sangue

di questi pazienti, scopriamo i segni di un’attivazione immunitaria

cronica nella ME, nonché i correlati immunologici del miglioramento,

incentrati sulle cellule immunitarie che si dirigono verso l’intestino

e sulla riduzione dell’infiammazione. I meccanismi di alleviamento dei

sintomi restano da determinare, ma le analisi trascrizionali

suggeriscono un’upregulation dei meccanismi di tolleranza alla

malattia. Riteniamo che questi risultati siano suggestivi della ME come

condizione spiegata da una risposta disadattiva di tolleranza alla

malattia in seguito a un’infezione.

Lucie Rodriguez, Christian Pou, Tadepally Lakshmikanth, Jingdian Zhang,

Constantin Habimana Mugabo, Jun Wang, Jaromir Mikes, Axel Olin, Yang

Chen, Joanna Rorbach, Jan-Erik Juto, Tie Qiang Li, Per Julin, Petter

Brodin, Achieving symptom relief in patients with myalgic

encephalomyelitis by targeting the neuro-immune interface and

optimizing disease tolerance, Oxford Open Immunology, Volume 4, Issue

1, 2023, iqad003, https://doi.org/10.1093/oxfimm/iqad003

1’ maggio 2023

POSTER PERSONALIZZABILI PER IL WORLD ME DAY

Agli

inizi si febbraio la World ME Alliance, di cui facciamo parte, ha

annunciato la campagna per la giornata mondiale della ME (World ME Day)

dedicandola alla PEM, con lo slogan “ME: the disease where pushing

harder can male you sicker” ovvero “ME: la malattia in cui spingere di

più può farti ammalare di più”: qui.

Da ieri ’ stata lanciata la possibilità di creare post personalizzati

per il WORLD ME DAY: qui.

CLICCA QUI per

creare il tuo poster personalizzato.

ANCHE IN ITALIANO LA SCHEDA INFORMATIVA SULLA MECFS DELLA WORLD ME

ALLIANCE

Sul sito della World ME Alliance ’ ora disponibile la scheda

informativa sulla ME/CFS in diverse lingue – qui.

Grazie

alla traduzione di Giada Da Ros c’’ la versione in italiano che trovate

qui.

Segnaliamo alcune campagne sione in vista del 12 maggio, per chi voesse

partecipare:

– #GOBLUEforME: qui

su Instagram.

– #PILLOWSTORY per Millions Missing – Action for ME: qui su Instagram.

– #BLUESUNDAY – The Tea Party for ME: qui su Instagram.

DIAGNOSI DI ME/CFS NEL LONG-COVID

La Coalizione dei Clinici statunitensi esperti di ME/CFS ha appena

preparato una lettera in cui raccomandano ai medici di valutare la

diagnosi differenziale di ME/CFS in quei pazienti che presentano il

Long- COVID: qui.

La Deutsche Gesellschaft f’r ME/CFS ha preparato una scheda in cui

vengono indicati gli studi di CFS/ME e Long-COVID replicati in cui c’’

sovrapposizione di sintomi: qui.

Gli studi sono cliccabili. Notare che ’ anche indicato uno studio del

prof. Tirelli.

FORGET ME NOT SU SECOND LIFE

L’associazione

no profit svedese Forget ME not, sta organizzando una

mostra virtuale con foto pazienti di tutto il mondo su SecondLife.com.

I fondi che raccolgono dall’evento andranno alla Open Medicine

Foundation. Partecipare ’ molto semplice – chiedono di mandare una

propria foto con le seguenti informazioni:

First name/Nome proprio

Age/et’

Country/Paese

Occupation/Occupazione: se non siete in grado di lavorare,

l’occupazione prima di ammalarvi

Year of my MECFS debut/anno di esordio della ME/CFS

Una frase (opzionale) di un paio di righe al massimo su come si vive

con la patologia.

Tutto va spedito a forgetmenot.secondlife@gmail.com

Chiedono di mettere “mi piace” alla loro pagina FB:

https://www.facebook.com/forgetMEnotSL

La preparano per il 12 maggio, ma durer’ anche in seguito, quindi le

foto posso essere mandate anche dopo quella data, nel caso.

Alla partecipazione si lega anche una piccola lotteria in cui vengono

messi in palio degli orecchini con i non ti scordar di me. L’estrazione

viene fatta alla fine del mese.

Si terr’ “Understand, Diagnose, Treat”: secondo meeting internazionale

presso il CFS – Charit’ Fatigue Center l’11 e 12 maggio, ore 14:00 in

presenza o in diretta online

Saranno presenti come relatori alcuni dei maggiori esperti di ME/CFS.

Per iscrizioni: qui.

Un articolo in proposito di Grande et al (2023): qui.

Traduzione dell’abstract:

L’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronico (ME/CFS) ’ una

malattia cronica post-infettiva che può portare a grave disabilit’

azioni e persino all’invalidit’ totale. Sebbene la malattia sia nota da

molto tempo e sia codificata nell’ICD dal 1969 (G93.3), la ricerca

medica non ’ ancora riuscita a raggiungere un consenso sulle sue basi

fisiologiche e sul modo migliore di trattarla. A fronte di queste

carenze, sono stati sviluppati modelli di malattia psicosomatica e da

essi sono stati derivati trattamenti psicoterapeutici, ma la loro

verifica empirica ha portato a risultati sconfortanti. Secondo lo stato

attuale della ricerca, la psicoterapia e la riabilitazione

psicosomatica non hanno alcun effetto curativo nel trattamento della

ME/CFS. Ciononostante, negli studi e negli ambulatori vediamo numerosi

pazienti che soffrono gravemente a causa della loro malattia e il cui

benessere mentale e le cui strategie di coping trarrebbero beneficio da

un aiuto psicoterapeutico. In questo articolo delineiamo un approccio

psicoterapeutico che risponde a questa esigenza, tenendo conto di due

caratteristiche fondamentali della ME/CFS: in primo luogo, il fatto che

la ME/CFS ’ una malattia fisica e che il trattamento curativo deve

quindi essere fisico; in secondo luogo, il fatto che il malessere

post-sforzo (PEM) ’ un sintomo cardine della ME/CFS e quindi merita

un’attenzione psicoterapeutica mirata.

ME GLOBAL CHRONICLE – 44

Trovate online il nuovo numero dell’ME Global Chronicle: qui.

Nuovo

studio dal gruppo di Maureen Hanson

(Moore et al, 2023): qui.

Abstract tradotto

Background e obiettivi: Il malessere post-sforzo (PEM) ’ il segno

distintivo dell’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica

(ME/CFS), ma ci sono stati pochi sforzi per quantificare la durata dei

sintomi della PEM in seguito a un noto fattore di stress da sforzo.

Utilizzando una scala di gravità dei sintomi (SSS) che include nove

sintomi comuni della ME/CFS, abbiamo cercato di caratterizzare la

durata e la gravità dei sintomi della PEM in seguito a due test da

sforzo cardiopolmonare separati da 24 ore (CPET in 2 giorni).

Materiali e metodi: Ottanta persone con ME/CFS e 64 controlli (CTL)

sono stati sottoposti a un CPET in 2 giorni. I soggetti con ME/CFS

soddisfacevano i criteri clinici canadesi per la diagnosi di ME/CFS; i

controlli erano sani ma non svolgevano  un’attività fisica

regolare. Sono stati inclusi tutti i soggetti che hanno soddisfatto i

criteri di sforzo massimale in entrambi i CPET. I punteggi SSS sono

stati ottenuti al basale, immediatamente prima di entrambe le CPET, il

giorno successivo alla seconda CPET e ogni due giorni dopo la CPET-1

per 10 giorni.

Risultati: ’ stata riscontrata una differenza altamente significativa

nel tempo di recupero valutato (ME/CFS = 12,7 ’ 1,2 d; CTL = 2,1 ’ 0,2

d, media ’ s.e.m., Chi2 = 90,1, p < 0,0001). L’intervallo di

recupero dei pazienti con ME/CFS ’ stato di 1-64 giorni, mentre

l’intervallo nei CTL ’ stato di 1-10 giorni; un soggetto con ME/CFS non

era guarito dopo un anno e non ’ stato incluso nell’analisi. Meno del

10% dei soggetti con ME/CFS ha impiegato più di tre settimane per

recuperare. Non c’’ stata alcuna differenza nei tempi di recupero in

base al livello dei sintomi pre-test prima della CPET-1 (F = 1,12, p =

0,33). I punteggi SSS medi al basale erano significativamente più alti

rispetto a quelli pre-CPET-1 (5,70 ’ 0,16 vs. 4,02 ’ 0,18, p <

0,0001). I modelli farmacocinetici hanno mostrato un decadimento

estremamente prolungato della risposta della PEM (Chi2 > 22, p <

0,0001) al CPET in 2 giorni.

Conclusioni: I soggetti con ME/CFS hanno impiegato in media circa due

settimane per riprendersi da un CPET di 2 giorni, mentre i controlli

sedentari hanno avuto bisogno solo di due giorni. Questi dati

quantificano il tempo di recupero prolungato nella ME/CFS e migliorano

la capacità di ottenere un consenso ben informato prima di eseguire

test da sforzo nelle persone con ME/CFS. Il monitoraggio quantitativo

dei sintomi della ME può fornire un metodo per aiutare a gestire la ME.