IL RUOLO DELLA PSICOTERAPIA NELLA CURA DEI PAZIENTI DI ME/CFS
Un articolo in proposito di Grande et al (2023): qui.
Traduzione dell’abstract:
L’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronico (ME/CFS) ’ una
malattia cronica post-infettiva che può portare a grave disabilit’
azioni e persino all’invalidit’ totale. Sebbene la malattia sia nota da
molto tempo e sia codificata nell’ICD dal 1969 (G93.3), la ricerca
medica non ’ ancora riuscita a raggiungere un consenso sulle sue basi
fisiologiche e sul modo migliore di trattarla. A fronte di queste
carenze, sono stati sviluppati modelli di malattia psicosomatica e da
essi sono stati derivati trattamenti psicoterapeutici, ma la loro
verifica empirica ha portato a risultati sconfortanti. Secondo lo stato
attuale della ricerca, la psicoterapia e la riabilitazione
psicosomatica non hanno alcun effetto curativo nel trattamento della
ME/CFS. Ciononostante, negli studi e negli ambulatori vediamo numerosi
pazienti che soffrono gravemente a causa della loro malattia e il cui
benessere mentale e le cui strategie di coping trarrebbero beneficio da
un aiuto psicoterapeutico. In questo articolo delineiamo un approccio
psicoterapeutico che risponde a questa esigenza, tenendo conto di due
caratteristiche fondamentali della ME/CFS: in primo luogo, il fatto che
la ME/CFS ’ una malattia fisica e che il trattamento curativo deve
quindi essere fisico; in secondo luogo, il fatto che il malessere
post-sforzo (PEM) ’ un sintomo cardine della ME/CFS e quindi merita
un’attenzione psicoterapeutica mirata.

