KUDOBOARD PER MIKE HARLEY

Un socio ci segnala questa iniziativa di riconoscenza verso Mike Harley,

importante supporter della comunità ME/CFS.

Mike ha corso 27 maratone in ciascuno dei paesi dell’UE per

sensibilizzare e raccogliere fondi per la ricerca sulla ME/CFS.

Creando

un account gratuito sulla piattaforma Kudoboard ’ possibile lasciare

una cartolina di ringraziamento per il suo impegno: qui.

DIFFERENZE DI SESSO ALLA BASE DEGLI ADATTAMENTI NEUROENDOCRINI PER LA

ME/CFS

Il gruppo di Chris Armstrong ha appena fatto uscire un nuovo studio

sulle differenze di sesso alla base degli adattamenti neuroendocrini

rilevanti per l’encefalomielite mialgica / sindrome da fatica cronica

(Thomas et al., 2022)

Conclusione. C’’ una chiara evidenza di

un dimorfismo sessuale per quanto riguarda la prevalenza (preponderanza

femminile 3:1), i fenotipi clinici e le cause eziologiche prima

dell’insorgenza dei sintomi della ME/CFS. Gli eventi endocrinologici,

in particolare quelli nel corso della vita femminile, sono associati

alla ME/CFS e comprendono fluttuazioni del ciclo mestruale

riproduttivo, gravidanza, post-partum e perimenopausa. Inoltre, ci sono

prove per il sesso gonadico, che nella NE/CFS siano implicati lo stress

surrenale e i sistemi neuroendocrini renali, compresi i cambiamenti

negli estrogeni, nei composti del progesterone, nell’aldosterone e nei

livelli di cortisolo, di cui ci sono accertate differenze di sesso. Gli

ampi effetti degli ormoni steroidei sui sistemi fisiologici possono

anche attestare la diversit’ della sintomatologia ME/CFS osservata nei

pazienti. Occorre prestare ulteriore attenzione al sesso, all’et’ e

alla biologia degli steroidi nella ME/CFS.

Il

gruppo di Karl Morten ad Oxford ha fatto uscire oggi un comunicato

stampa sul loro nuovo studio in cui affermano che riescono a separare i

pazienti ME/CFS gravi dai controlli sani con un’accuratezza del 100%. I

meno gravi sono il prossimo passo.

Nel comunicato stampa (che potete leggere qui)

si dice ’grazie all’uso di approcci statistici e di apprendimento

automatico, il dottor Karl Morten e i suoi colleghi hanno identificato

una serie di variabili tra cui i micro RNA delle cellule del sangue e

delle piccole vescicole extracellulari che possono distinguere un

gruppo di pazienti ME/CFS gravi dai controlli sani con una precisione

del 100%. Questi due gruppi non possono essere facilmente separati da

un esame del sangue standard. I test standard ritornano negativi per il

gruppo gravemente malato. Il loro prossimo passo ’ applicare questo

approccio a pazienti ME/CFS lievi e moderatamente affetti con diversi

livelli di disabilit’ e confrontarli con altri gruppi di malattie così

come con i controlli sani. Questo determiner’ se abbiamo un potenziale

pannello di biomarcatori che potrebbe essere usato per sviluppare un

test diagnostico’.

Qui l’articolo dello studio (Gonz’lez-Cebri’n et

al.).

LA ME/CFS IN TV (3 di 3)

ora disponibile sul sito di #MEAction la terza parte dell’articolo di

Giada Da Ros, presidente di questa associazione, sulla MECFS in

televisione. In questa parte parla dell’esperienza sua e del professor

Umberto Tirelli sugli schermi italiani, e lo propone come un modello

virtuoso: qui.

Partecipate

alla campagna della World ME Alliance #LearnFromME (ovvero ImparaDaME)

per il 12 maggio inviando un piccolo video (15 secondi o meno): i

contributi vanno mandati entro il 24 aprile e verranno uniti per farci

una sorta di film. Vanno bene anche in italiano (aggiungeranno i

sottotitoli).

Traduciamo dal link che poi vi indichiamo sotto:

La World ME Alliance lancia la prima Giornata Mondiale della ME, e ci

stiamo chiedendo “cosa può il mondo #LearnFromME?”

Sappiamo

che per troppo tempo lo stigma ha avuto un impatto sulle cure che le

persone con la ME ricevono, e ha portato a una mancanza globale di

fondi per la ricerca su questa malattia. Senza ricerca, non abbiamo

modo di far progredire la nostra comprensione di questa malattia o di

trovare nuovi trattamenti. Questo costringe le persone con la ME a

vivere ai margini della società.

Vogliamo usare questa Giornata

Mondiale della ME per condividere la realtà di vivere con questa

malattia, per raggiungere i professionisti della salute e per riunire

organizzazioni e individui, chiedendo al mondo di #LearnFromME.

Gli

impatti della pandemia di COVID-19 portano una rinnovata attenzione

sulle patologie post-virali, e dobbiamo cogliere questa opportunit’ per

creare progresso per le persone con la ME, quelle con Long-Covid e

molte altre malattie post-virali.

ISTRUZIONI

Filmati dicendo:

I learnt that [’].  Will you learn from ME?’

Oppure in italiano

Ho imparato che’Vuoi imparare da ME? oppure Imparerai dalla ME?

Consigli per fare un buon filmato

– Riprendi il tuo video in orizzontale

– Posiziona la videocamera o il telefono su una superficie stabile, o

chiedi a un amico di tenerla per te

– Prenditi il tuo tempo e parla lentamente

Abbi cura che la fonte di luce, come una finestra o una lampada, sia di

fronte a te. (Ma non se hai problemi di sensibilità alla luce).

Il video si deve poi caricare a questo link, indicando nome, mail e ’yes’ alla

richiesta di utilizzo del video.

I primi tre esempi fra quelli che indicano:

Ho

imparato che le persone con ME hanno una qualità di vita media più

bassa delle persone con cancro, diabete o malattie cardiache. Vuoi

imparare da ME?”

“Ho imparato che non esiste un trattamento universalmente efficace o

una cura per la ME. Vuoi imparare da ME?

“Ho imparato che un virus leggero può lasciare qualcuno allettato con

la ME per decenni. Imparerai dalla ME?”

METABOLOMICA PLASMATICA ALTERATA NELLA ME/CFS

La metabolomica plasmatica rivela una risposta e un recupero dopo

l’esercizio fisico massimale alterati nella ME/CFS in un nuovo studio

del team di Maureen Hanson centro di ricerca collaborativa alla Cornell

(Germain et al., 2022): qui

il link allo studio, sotto la traduzione dell’abstract.

Il

malessere post-sforzo (PEM) ’ un sintomo caratteristico

dell’Encefalomielite Mialgica/Sindrome da Fatica Cronica (ME/CFS).

Abbiamo monitorato l’evoluzione di 1.157 metaboliti plasmatici in 60

casi di ME/CFS (45 femmine, 15 maschi) e in 45 soggetti di controllo

sani (30 femmine, 15 maschi) prima e dopo due prove da sforzo

cardiopolmonare massimale (CPET) separate da 24 ore, con l’intento di

provocare la PEM nei pazienti. Quattro momenti temporali hanno permesso

l’esplorazione della risposta metabolica alla capacità massima di

produrre energia e il modello di recupero dei casi  di ME/CFS

rispetto al gruppo di controllo sano. Il confronto con i valori di base

ha identificato diversi metaboliti significativamente diversi, insieme

a una percentuale arricchita di composti ancora da identificare.

Inoltre, le misure temporali hanno dimostrato una maggiore disparit’

metabolica tra le coorti, compresi i metaboliti sconosciuti. Gli

effetti dello sforzo nella coorte con ME/CFS hanno evidenziato

prevalentemente percorsi legati ai lipidi e all’energia e cluster di

strutture chimiche, che sono stati influenzati in modo diverso dalla

prima e dalla seconda sessione di esercizi. Il periodo di recupero di

24 ore era distinto nella coorte ME/CFS, con oltre un quarto dei

percorsi identificati statisticamente diversi. I percorsi che sono

unicamente diversi 24 ore dopo una sfida di esercizio forniscono indizi

di interruzioni metaboliche che portano alla PEM. Si ’ osservato che

numerosi dei percorsi alterati dipendono dal metabolismo del

glutammato, un componente cruciale per l’omeostasi di molti organi del

corpo, compreso il cervello.

LA CFS/ME Associazione Italiana odv fa ora parte della World ME

Alliance. Qui la pagina che annuncia il nostro ingresso

nell’Alleanza. 

Lo scorso 26 marzo sul Gazzettino di Pordenone ’ stato pubblicato un

articolo su ME/CFS e sul libro “NONSOLOFATICA”, che potete trovare qui

Mike

Harley ’ un atleta che ha percorso diverse maratone sensibilizzando

sulla ME/CFS e raccogliendo fondi per la ricerca per Invest in ME. La

sfida era di correre in tutti e 27 i Paesi dell’Unione Europea.

Il

4 marzo 2020 informavamo che, a causa del COVID-19, la maratona di Roma

in cui doveva correre Mike era saltata. Il 27 marzo Mike

finalmente ’ riuscito a correre a Roma, per la sua ultimisima maratona

della sfida, e noi, insieme ad atri pazienti e volontari siamo

stati  l’ ad

accoglierlo. Per la causa ha raccolto quasi 44,000 sterline.

 Qui

Mike aveva intervistato alcuni pazienti italiani. Qui il sito della sfida. Qui i suo profilo Twitter. dove potete vedere anche foto e

filmati.

La

Societ’ tedesca per la ME/CFS (Deutsche Gesellschaft f’r ME/CFS), in

collaborazione anche con Millions Missing Germany, con la Societ’

austriaca di ME/CFS, la Societ’ di ME & CFS Svizzera e altri, ha

appena lanciato una campagna per la giornata internazionale della

ME/CFS, dal nome #IamHere.

Chiedono ai pazienti di inviare una

propria foto del solo viso (preferibilmente in alta risoluzione) e una

dichiarazione personale relativa alla patologia (una sola frase!), e di

inviarle entro il 28 aprile a IamHere@dg.mecfs.de

Se

desiderate essere citati per nome nella foto o nella dichiarazione,

dovete indicarlo (ad esempio, nome e cognome, o nome con la prima

lettera del cognome). Le dichiarazioni, ho chiesto specificatamente,

possono essere mandate in tedesco, ma anche in inglese e poi le

traducono loro in tedesco.

Questi ritratti e dichiarazioni, sotto

la comune etichetta #IamHere verranno esposti al Volkstheater Wien

(quindi al Teatro popolare di Vienna), e se possibile anche in altri

luoghi, in occasione del 12 maggio.

Al questo link il thread di Twitter che spiega la

cosa (in tedesco).