UN’IPOTESI SUI MECCANISMI PATOLOGICI DELLA ME/CFS

Prospettiva: Attingere ai risultati della malattia critica per spiegare

l’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica: qui l’articolo, sotto la traduzione delle

conclusioni.

Conclusioni:

Decenni

di ricerca nel campo della medicina delle malattie critiche hanno

dimostrato che in risposta allo stress di una grave infezione o

lesione, il sistema vascolare, l’intestino, gli assi endocrini e la

funzione degli ormoni tiroidei subiscono profonde alterazioni. Le

interconnessioni auto-rinforzanti tra questi meccanismi patofisiologici

e i “cicli viziosi” che coinvolgono le citochine e l’infiammazione

possono perpetuare la malattia indipendentemente dall’infezione o dalla

lesione grave iniziale. Senza escludere possibili fattori genetici o

ambientali predisponenti, proponiamo che i meccanismi patologici – e le

interconnessioni tra loro – che impediscono il recupero di alcuni

pazienti gravemente malati possano anche essere alla base della ME/CFS.

Questa proposta iniziale ’ in linea e completa diverse ipotesi

esistenti sulla patogenesi della ME/CFS. Se questa ipotesi viene

convalidata, le prove di trattamento del passato per la malattia

critica possono fornire una strada per una cura per la ME/CFS.

Certamente, date le somiglianze descritte sopra, una collaborazione

attiva tra i ricercatori della malattia critica e della ME/CFS potrebbe

portare a una migliore comprensione non solo di entrambe le condizioni,

ma anche per PICS, long-COVID, PACS e fibromialgia.

IL GRUPPO DI INTERESSE PARLAMENTARE SULLA MECFS EUROPEO SCRIVE ALLA COMMISSIONE EUROPEA

Segue

la traduzione di un articolo che trovate qui

in originale.

Il

gruppo di interesse parlamentare europeo sull’encefalomielite

mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) ha scritto due lettere

alla Commissione europea. Una ’ stata indirizzata a Stella Kyriakides,

commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare. L’altra ’

stata inviata alla Direzione generale per la salute e la sicurezza

alimentare (DG SANTE). Entrambe le lettere evidenziano la mancanza di

azioni intraprese dopo l’adozione della risoluzione sulla ME/CFS da

parte del Parlamento europeo nel giugno 2020.

Entrambe le

lettere sono state iniziate dal membro del Parlamento europeo (MEP)

Pascal Arimont e firmate da undici MEP di diversi gruppi politici.

La

lettera indirizzata alla commissaria europea Kyriakides evidenzia la

mancanza di progressi sul tema della ME/CFS. La Commissione europea ha

annunciato uno studio di scoping per indagare se la ME/CFS e altre

patologie poco studiate possano essere incluse nei futuri programmi di

lavoro di Horizon Europe. Tuttavia, non c’’ ancora una data di inizio

ufficiale per lo studio di scoping e c’’ già stato molto ritardo anche

nell’annunciare questo passo.

Gli undici parlamentari europei

chiedono una rete europea per la ricerca biomedica sulla ME/CFS. Questa

rete potrebbe basarsi sulle esperienze di EUROMENE e portare alla

creazione di un Centro Europeo di Eccellenza per la ME/CFS per guidare

la creazione di centri regionali negli Stati membri. La lettera chiede

uno scambio personale con la Commissaria Kyriakides per discutere

queste questioni in presenza di rappresentanti dei pazienti e

ricercatori interessati.

La lettera alla DG SANTE chiede

informazioni sulla possibilità di includere la ME/CFS nella Rete

Europea di Riferimento (ERN) per le malattie neurologiche. Sebbene la

ME/CFS non sia una malattia rara, i medici con esperienza nella

diagnosi e nel trattamento della malattia sono scarsi. I pazienti

trarrebbero grande beneficio da una rete che permetterebbe ai pochi

medici specializzati in ME/CFS di condividere le conoscenze e di

promuovere la ricerca scientifica.

Infine, si ’ tenuto un

incontro preliminare tra il deputato Pascal Arimont, i ricercatori

della ME/CFS, EMEC e i rappresentanti della Federazione europea delle

industrie e delle associazioni farmaceutiche (EFPIA). EMEC ha chiesto

se ci sono stati rapporti interni sulla ME/CFS e indagini sul

potenziale di mercato all’interno delle aziende farmaceutiche. La EFPIA

ha detto che inoltrer’ questa domanda ai suoi membri. Ha aggiunto che

le piacerebbe molto organizzare una tavola rotonda e invitare esperti

dei loro membri per far partire la conversazione.

Ora

sul sito di #MEAction ’ disponibile il secondo articolo di Giada Da Ros, presidente di

questa associazione, che esamina la CFS/ME in TV.

Per la prima parte, si veda in data 29 gennaio.

appena uscito l’articolo sul più grande studio di metabolomica mai

svolto su pazienti di CFS/ME, quello di Ian Lipkin del centro di

ricerca finanziato dai NIH (Istituti Nazionali di Sanit’ americani).

Sono stati presi in considerazione 197 pazienti e 888 metaboliti. E

sono state presentate le maggiori prove di disfunzione mitocondriale

che si siano avute finora.

Sotti i riflettori c’’ un piccolo

ma significativo organello che non ’ mai stato preso in considerazione

prima, rispetto alla CFS/ME, il perossisoma: aiuta a mantenere le

membrane cellulari, riduce lo stress ossidativo e scompone gli acidi

grassi a catena molto lunga in intermedi metabolici che i mitocondri

possono utilizzare per produrre ATP. E gli autori dello studio pensano

che nella CFS/ME i perossisomi non riescano a svolgere proprio

quest’ultima funzione.

Tre cose portano sospettare dei

perossisomi: livelli di plasmalogeno impoveriti, alti livelli di

trigliceridi insaturi e carnitine ridotte.

I ridotti livelli di

carnitina sembrano contribuire all’accumulo di trigliceridi a catena

lunga nei pazienti ME/CFS che, nell’ambiente ricco di stress ossidativo

presente nella ME/CFS, stanno probabilmente emettendo sostanze che

compromettono il funzionamento mitocondriale. Questo ’ uno dei numerosi

studi che hanno trovato bassi livelli di carnitina nella ME/CFS.

Bassi

livelli di fosfatidilcoline insature (PC) probabilmente compromettono

anche l’integrit’ strutturale delle membrane cellulari e interrompono

il flusso di proteine attraverso la membrana mitocondriale –

compromettendo così il funzionamento mitocondriale.

Bassi livelli di

colina possono indirettamente compromettere il funzionamento

mitocondriale e influenzare il funzionamento del sistema nervoso

autonomo.

Gli autori hanno trovato riduzioni in quattro

metaboliti, e un aumento dei livelli di tre, tutti che compromettono il

funzionamento mitocondriale. Inoltre i livelli aumentati di due

intermedi nel ciclo di Krebs o di produzione di energia aerobica

suggeriscono che qualcosa ’ andato storto nel complesso processo di

produzione di ATP.

Se ne parla qui.

1’ marzo 2022

DECIMO ANNICERSARIO PER LA OMF

La OMF ha realizzato un video

commemorativo per il loro decimo anniversario. Giada Da Ros, presidente

di questa associazione, ’ onorata di essere stata inclusa nel video.

AUDIZIONE AL PARLAMENTO TEDESCO

Questa settimana si ’ svolta l’audizione a seguito della petizione

SIGN for MECFS presso il Bundestag.

Hanno

partecipato all’incontro il principale firmatario della petizione,

Daniel Loy, e la Prof.ssa e  Dott.ssa Scheibenbogen dell’Ospedale

Universitario Charit’ – Universit’tsmedizin Berlin. La Deutsche Gesellschaft f’r ME/CFS  ha

preparato un riassunto

dell’audizione una trascrizione (in tedesco): qui.

Qui

’ possibile scaricare gratuitamente un libricino in inglese (con la

copertina realizzata da un paziente), dal titolo “ME/CFS: cause,

caratteristiche cliniche e diagnosi”, che raccoglie alcuni articoli.

DO YOU HAVE ME: SIAMO PARTNER DELLA CAMPAGNA MEDIATICA DI

SENSIBILIZZAZIONE SULLA ME/CFS

La

nostra associazione insieme alla CFS / ME – Organizzazione di

Volontariato ’ diventata partner globale della campagna mediatica “Do

you have me”, per informare e sensibilizzare il pubblico sulla ME/CFS e

il long-COVID.

 

👉 Visita il sito: www.doyouhaveme.com

💙 Fai una donazione: qui.

REVISIONE SISTEMATICA E META-ANALISI DEL DETERIORAMENTO COGNITIVO NELLA

ME/CFS

Sotto trovate la traduzione dell’abstract di un articolo (Sebaiti et al, 2022) sull’artgomento di

cui al titolo.

L’encefalomielite

mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) ’ comunemente associata a

disturbi cognitivi. Per far emergere la sintomatologia neuropsicologica

inerente alla ME/CFS, abbiamo condotto una revisione sistematica della

letteratura secondo le linee guida PRISMA e MOOSE attraverso l’analisi

di 764 studi pubblicati tra il 1988 e il 2019 utilizzando il sito

PubMed Central e la piattaforma di analisi Clarivate. Abbiamo eseguito

una meta-analisi per delineare un’idea del profilo neuropsicologico

inerente alla ME/CFS. Il quadro clinico colpisce tipicamente la memoria

immediata visuo-spaziale (g = – 0.55, p = 0.007), la velocit’ di

lettura (g = – 0.82, p = 0.0001) e il gesto grafico (g = – 0.59, p =

0.0001). L’analisi ha anche rivelato difficoltà in diversi processi

inerenti alla memoria verbale episodica (memorizzazione, recupero,

riconoscimento) e alla memoria visiva (recupero) e una bassa efficienza

nelle abilit’ attenzionali. Le funzioni esecutive sembravano essere

poco o per nulla influenzate e le funzioni strumentali apparivano

costantemente conservate. Per quanto riguarda la complessit’ e

l’eterogeneit’ del fenotipo cognitivo, risulta che la determinazione di

un solido quadro clinico del profilo cognitivo della ME/CFS deve

passare attraverso un esame neuropsicologico che permetta una

valutazione completa integrando la nozione di accordo tra la scelta e

il numero dei test e la complessit’ intrinseca alla patologia.

UN GRUPPO-DI-INTERESSE PARLAMENTARE PER LA ME/CFS

Quanto segue ’ la traduzione in italiano dell’articolo che trovate a

questo link.

Il

28 gennaio 2022, si ’ tenuta la prima riunione di un nuovo gruppo di

interesse parlamentare sull’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica

cronica (ME/CFS). Organizzato da Pascal Arimont, il gruppo permetter’

una collaborazione più strutturata sui temi riguardanti la patologia

ME/CFS in seno al Parlamento europeo.

L’incontro ha riunito

rappresentanti dei pazienti, membri del Parlamento Europeo (MEPs) e

scienziati per discutere come gli obiettivi della risoluzione europea

sulla ME/CFS, possano essere raggiunti.

Gli eurodeputati Pascal

Arimont, Cindy Franssen e Radan Kanev hanno partecipato all’incontro

mentre Alex Bernhuber, Jordi Ca’as e G’nther Sidl erano rappresentati

da un loro assistente. Altri parlamentari non hanno potuto partecipare

ma hanno indicato di essere interessati a future riunioni e azioni di

questo nuovo gruppo di interesse sulla ME/CFS. ’ stato inviato loro un

riassunto dell’incontro.

La professoressa Carmen Scheibenbogen

del Charit’ di Berlino ha fatto una panoramica dello stato attuale

della ricerca sulla ME/CFS in Europa. Ha spiegato che la COST Action

EUROMENE (2015-2021) ’ un’importante iniziativa con 21 paesi

partecipanti. Questa rete di ricercatori ha pubblicato 14 documenti

congiunti che includono linee guida cliniche per la ME/CFS. Tuttavia,

c’erano meno ricercatori di ME/CFS in Europa di quanti se ne

aspettassero.

I ricercatori di ME/CFS Prof. Jonas Bergquist, Dr.

Eliana Lacerda, e Dr. Luis Nacul hanno partecipato all’incontro per

rispondere a ulteriori domande. Hanno indicato che EUROMENE ’ stato

utile per stabilire una rete interattiva ma che ora deve essere

utilizzato per la ricerca biomedica. Sono necessarie sovvenzioni

specifiche per la ricerca per raggiungere questo obiettivo, e questo

attualmente manca in Europa. Il Prof. Bergquist ha spiegato che,

finora, il suo centro di ricerca per la ME/CFS a Uppsala ’ interamente

finanziato da donazioni dagli Stati Uniti e dal crowdfunding. Le

richieste di finanziamento europeo non hanno avuto successo.

EMEC ’

stata rappresentata all’incontro da Joachim Hermisson, padre di una

ragazza con una ME/CFS molto grave. Nella sua presentazione ha spiegato

come l’Europa stia rimanendo indietro rispetto a Stati Uniti, Canada e

Australia nel sostenere la ricerca sulla ME/CFS. Finora, non un solo

studio biomedico sulla ME/CFS ’ stato finanziato con fondi europei.

La

Commissione europea ha promesso uno “studio di scoping” per indagare

come la ME/CFS e altre patologie poco studiate possano essere incluse

in futuri programmi di lavoro di Horizon Europe. Sebbene questo sia un

progetto utile, dopo molti ritardi, non c’’ ancora una data ufficiale

di inizio.

Il tempo previsto per dei risultati non corrisponde alle

urgenti necessità. A causa della pandemia di COVID-19, il numero di

casi di ME/CFS sta aumentando rapidamente. Secondo EMEC, lo studio di

scoping non può essere l’unica misura presa in una tale crisi di salute

pubblica.

EMEC ha detto che la possibilità di una rete di

riferimento europea (ERN) per la ME/CFS o iniziative simili dovrebbero

essere ulteriormente esplorate. Sebbene la malattia sia prevalente, la

competenza medica sulla ME/CFS ’ rara. La maggior parte dei pazienti

non ha accesso a un medico che capisca la loro malattia. EMEC ha

offerto diverse raccomandazioni su ci’ che gli eurodeputati possono

fare per assicurarsi che la risoluzione sulla ME/CFS porti a risultati

tangibili.

Il deputato Arimont ’ stato d’accordo e ha suggerito

una breve lista di iniziative da intraprendere per ulteriori azioni. Il

nuovo gruppo di interesse parlamentare contatter’ il servizio

responsabile della Commissione europea. Esplorer’ anche la possibilità

che venga preparato un incontro con i rappresentanti dell’industria

farmaceutica per vedere quali ostacoli esistono attualmente per

iniziare test clinici sulla ME/CFS. Questo sarà ulteriormente discusso

durante le prossime riunioni del gruppo di interesse parlamentare sulla

ME/CFS.

EMEC desidera ringraziare il deputato Pascal Arimont,

gli altri deputati e i ricercatori della ME/CFS per questo produttivo

incontro.

Sul

sito di #MEAction ’ ora disponibile il primo di tre articoli scritti da

Giada Da Ros, presidente di questa associazione, sulla MECFS e

la TV: qui

L’argomento

di questo articolo ’ su come l’iniziale dibattito televisivo sulla

patologia abbia messo in discussione le politiche governative e sfidato

le concezioni su come intendiamo malattia e medicina.