L’ESERCIZIO FISICO FA PEGGIORARE I PAZIENTI DI CFS/ME: PARLA IL DOTT. GUTHRIDGE
Questo che trovate di seguito ’ la traduzione in italiano di un thread di
Twitter del dottor Mark Guthridge, postato oggi qui.
Oltre
ad indicare un nuovo studio (16 giugno 2020), mi sembra che riassuma
bene le informazioni che già avevamo, giustificando ogni punto con link
di letteratura.
1/ Il problema con l’encefalomielite
mialgica/sindrome da fatica cronica #MECFS ’ che sembra ridicolo che
l’esercizio fisico possa effettivamente peggiorare i pazienti. Come può
l’esercizio fisico essere così negativo per i #pwME (pazienti con la ME
cio’) ma così positivo per quasi tutte le altre malattie gravi?
2/
Un nuovo studio di @4WorkWell @sunsopeningband et al mostra che i
pazienti di #MECFS hanno difetti metabolici che non possono essere
spiegati da fobie da esercizio, decondizionamento o “credersi malati”.
I #pwME hanno ridotto il consumo di ossigeno durante i test da sforzo:
https://buff.ly/2CXH6Hj
Abstract dello studio al link:
Premessa:
La diminuzione delle prestazioni nel test da sforzo cardiopolmonare
(CPET) indica la base fisiologica per la riduzione della capacità di
svolgere le attività della vita quotidiana e del lavoro. Quindi, può
essere un biomarcatore per l’encefalomielite mialgica/sindrome da
fatica cronica (ME/CFS).
Obiettivo: determinare le propriet’
statistiche delle misurazioni cardiache, polmonari e metaboliche
ottenute durante la CPET nelle persone con ME/CFS. Metodi: Cinquantuno
femmine con ME/CFS e 10 femmine sedentarie con et’ e massa corporea
simili hanno ricevuto misurazioni cardiache, polmonari e metaboliche
durante 2 CPET separate da 24 ore. L’analisi bidirezionale dei calcoli
della varianza e della dimensione dell’effetto (Cohen’s d) sono stati
utilizzati per valutare l’entit’ e la significativit’ statistica delle
differenze nelle misurazioni tra i gruppi. L’affidabilit’ delle
misurazioni CPET ’ stata stimata utilizzando i coefficienti di
correlazione intraclasse (formula 2,1; ICC2,1). La risposta delle
misurazioni CPET ’ stata valutata utilizzando la variazione minima
rilevabile al di fuori dell’intervallo di confidenza del 95% (MDC95) e
i coefficienti di variazione (CoV).
Risultati:Le misurazioni CPET
hanno dimostrato un’affidabilit’ da moderata ad alta per gli individui
con ME/CFS. Confrontando i soggetti con ME/CFS e i soggetti di
controllo si sono ottenuti dimensioni di effetti da moderati a grandi
su tutte le misurazioni CPET. L’MDC95 per tutti gli individui con
ME/CFS ha generalmente superato i soggetti di controllo e i CoV per le
misurazioni CPET sono stati comparabili tra i gruppi.
Conclusioni: le misurazioni CPET dimostrano un’adeguata reattività e
riproducibilit’ per la ricerca e le applicazioni cliniche.
3/
I #pwME hanno una ridotta capacità di aumentare il loro consumo di
ossigeno durante l’esercizio fisico. Questo ’ completamente diverso da
ogni altra malattia che conosciamo, comprese le malattie
cardiovascolari, le malattie polmonari, le malattie renali allo stadio
finale, l’ipertensione e la fibrosi cistica.
4/ E i pazienti di
#MECFS mostrano anche un ridotto consumo di ossigeno e una ridotta
soglia anaerobica rispetto alla sclerosi multipla. I pazienti di #MECFS
sono #MalatiNonDecondizionati, #MalatiNonStanchi, #MalatiNonDeboli (https://onlinelibrary.wiley.com/doi/abs/10.1111/cpf.12460#.W82IGKs6x4g.twitter)
5/
Il test da sforzo fornisce una spiegazione del perché i pazienti di
#MECFS possono andare in crash anche dopo uno sforzo modesto.
La
ridotta capacità aerobica dei #pwME si traduce in un passaggio al
#metabolismo anaerobico che probabilmente influisce sulla loro capacità
di svolgere semplici attività quotidiane. (https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fped.2019.00082/full)
6/
E i pazienti di #MECFSpossono ‘crollare’ se si sforzano troppo,
causando un malessere post-sforzo #PEM. L’attivazione della #PEM riduce
la soglia alla quale il #metabolismo anaerobico accelera, che
compromette la capacità dei pazienti di svolgere compiti non
impegnativi. (https://translational-medicine.biomedcentral.com/articles/10.1186/1479-5876-12-104)
7/
E l’esercizio fisico che scatena #PEM nei pazienti di #MECFS porta a
una risposta infiammatoria immunitaria sostenuta che ’ distinta da
quella delle persone sedentarie o decondizionate @PLOSONE #MedEd
#MalatiNonStanchi (https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0197811)
8/
Gli esseri umani utilizzano il metabolismo aerobico per la maggior
parte delle attività quotidiane, come camminare e svolgere attività
sedentarie. Ma una ridotta capacità aerobica dei pazienti #MECFS
costringe probabilmente a un passaggio a un metabolismo anaerobico meno
efficiente che porta ad un affaticamento prematuro e #PEM (https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fped.2018.00242/full)
9/
Gli studi sull’esercizio fisico mostrano anche che la maggiore
dipendenza dal #metabolismo anaerobico nei pazienti #MECFS si traduce
in un aumento dei metaboliti come l’acido lattico che probabilmente
porta ad un’incapacità di mantenere il lavoro e ad una riduzione
dell’attività (https://academic.oup.com/ptj/article/93/11/1484/2735315#)
10/
I fisioterapisti dovrebbero essere consapevoli del fatto che il
malessere post-sforzo #PEM nei #pwME ’ dovuto a deficit del metabolismo
oggettivamente misurabili. Quindi s’, l’esercizio fisico ’ benefico per
quasi tutte le malattie…ma la scienza dimostra che #MECFS ’
l’eccezione…(
https://academic.oup.com/ptj/article/93/11/1484/2735315#)
Questa
recensione di @4WorkWell in @FrontiersIn discute come il test da sforzo
cardiopolmonare #CPET può essere usato per aiutare la diagnosi e la
ricerca di #MECFS. Questa tabella fornisce una lista di definizioni
utili per pazienti e medici per indagare la #MECFS (https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fped.2018.00242/full)
1’ luglio 2020
OXFORD MORTEN GROUP: LE PAGINE UFFICIALI
La pagina ufifciale dell’Universit’ di Oxford del Morten Group ha ora
un suo sito web (qui).
Il
gruppo di ricerca (le cui pagine FB e Twitter avevamo annunciato a
giugno), che fa capo a Karl Morten, ha come obiettivi principali:
1.
Lo sviluppo di un test diagnostico per la ME/CFS che utilizza la
microscopia Raman per analizzare le cellule mononucleari del sangue
periferico (PMBC) e il plasma.
2. Sottoraggruppare i pazienti
dal punto di vista metabilico. In collaborazione con il professor James
McCullagh del Dipartimento di Chimica dell’Universit’ di Oxford,
utilizziano un metodo chiamato Spettrometria di massa accoppiata alla
cromatografia liquida (LC-MS), che ’ in grado di rilevare i metaboliti
anche se sono presenti a livelli molto bassi.
3. Comprendere il ruolo dei batteri della forma di L nell’eziologia
della ME/CFS.
Per
maggiori approfondimenti si veda il loro sito qui.