RESPONSABILITà DELL’ASSISTENZA SANITARIA E COMPASSIONE – VISITARE IL PAZIENTE COSTRETTO A CASA GRAVEMENTE COLPITO DA ME/CFS
RESPONSABILITà DELL’ASSISTENZA SANITARIA E COMPASSIONE – VISITARE IL PAZIENTE COSTRETTO A CASA GRAVEMENTE COLPITO DA ME/CFS
Un articolo con quel titolo si trova qui.
Abstract tradotto:
Molte persone affette da grave encefalopatia mialgica/sindrome da fatica
cronica (ME/CFS) non ricevono comunemente alcuna assistenza da parte
degli operatori sanitari, mentre alcuni sono stati allontanati da tutti
i servizi medici previsti dalla legge. Paradossalmente, sono spesso i
malati più gravi e i più bisognosi ad essere i più trascurati dai
responsabili della loro assistenza sanitaria. Tra le ragioni di ci’ vi
sono le tensioni sulla complessit’ di fare una diagnosi accurata in
assenza di un biomarcatore, l’aspro dibattito sull’efficacia dei pochi
trattamenti disponibili e il vero e proprio stigma associato alla
diagnosi. La gravità della malattia spesso preclude la possibilità di
rivolgersi alle strutture sanitarie, e se un individuo sta abbastanza
bene da poter andare a un appuntamento, la presentazione non sarà
tipica; per definizione, i pazienti gravemente colpiti sono confinati
in casa e spesso a letto. Noi sosteniamo che un modello olistico, come
la ”Compassione nella pratica”, può aiutare a pianificare gli
appuntamenti e a prendersi cura delle persone gravemente colpite da
ME/CFS. Mostriamo come questo può essere usato per inquadrare le
interazioni significative tra gli operatori sanitari (HCP) e il
paziente costretto a casa.

