ME/CFS
e Malattia della Guerra del Golfo (GWI): clinicamente non sono
distinuguibili, e hanno molti elementi in comune (anormalit’
immunitarie e difetti funzionali), ma sono invece diverse ad analisi
più approfondite. L’attività dei pathway metabolici, ad esempio, ’
diminuita nella CFS/ME ed aumentata nella GWI.
Parla in proposito la dottoresas Nancy Klimas: qui.
Uno
studio sulla chimica cerebrale di CFSe GWI (Malattia dela Guerra del
Golfo) mostra che si tratta di disordini specifici: i livelli di miRNA
che regolano le proteine sono alterati dopo dei test di sforzo.
Si legga qui.
I
PAZIENTI CON LA CFS/ME SONO ESAUSTI A LIVELLO CELLULARE
Secondo
un nuovo studio (Tomas et Al, 2017),
a cui partecipa anche la dottoressa Julia Newton, not anel campo dela
CFS/ME, la bioenergia cellulare ’ danneggiata nei pazienti di
CFS/ME
Questo
dice l’abstract (tradotto) dello studio in questione: La Sindrome da
Fatica cronica (CFS) ’ una malattia fortemente debilitante di eziologia
sconosciuta. Anormalit’ nella funzione bioenergetica sono state citate
come una delle possibili cause per la CFS. Studi preliminari sono stati
realizzati per investigare le anormalit’ bioenergetiche cellulari in
pazienti con la CFS. Sono stati eseguiti una serie di test usando le
cellule mononucleate del sangue periferico (PBMC) di pazienti con la
CFS e di controlli sani. Questi esperimenti hanno indagato i pattern
cellulari nella fosforilazione ossidativa (OXPHOS) e nella glicolisi. I
risultati hanno mostrato regolarmente misurazioni più basse dei
parametri di OXPHOS nelle PBMC prese dai pazienti comparate con i
controlli sani. Sono stati calcolati sette parametri chiave della
OXPHOS: respirazione basale, produzione di ATP, fuoriuscita protonica,
respirazione massimale, capienza di riserva, respirazione
non-mitocondriale, ed efficienza nell’accoppiamento. Sebbene molti dei
parametri differenziassero fra il gruppo della CFS e quello dei
controlli, si ’ determinato che il parametro chiave della funzione
mitocondriale che distingue fra le PBMC della CFS e dei controlli ’ la
respirazione massimale, a causa della costanza del suo indebolimento
nei pazienti di CFS trovata nel corso dello studio (p≤0.003). La
respirazione massimale più bassa delle PBMC della CFS suggerisce che
quando le cellule sono sottoposte a stress fisiologico sono meno in
grado di elevare il proprio tasso di respirazione per compensare
l’aumento dovuto allo stress e non sono in grado di soddisfare le
richieste di energia cellulare. Le differenze metaboliche scoperte
evidenziano l’incapacità delle CMPB dei pazienti di CFS di soddisfare
le richieste energetiche cellulari sia in condizioni basali che quando
i mitocondri sono sottoposti a stress durante i periodi di alta
richiesta metabolica.
Science Alert ne parla qui.
La ME Association ne parla qui, riportando un articolo di New Scientist (qui)
La
Open Medicine Foundation (OMF) ogni mercoled’ fa un piccolo
aggiornamento scientifico sulla CFS/ME, che verrà poi tradotto in
italiano: qui trovate il primo.
RAMSEY
AWARDS 2017
I
vincitori del Ramsay Award 2017 (borse si ricerca sulla CFS/ME): qui.
1’ novembre 2017
LYME POST
TRATTAMENTO CON SINTOMI CFS/ME: UN’IPOTESI
Ci fa piacere segnalare questa
pubblicazione
di Paolo Maccallini, che ipotizza un meccanismo di azione della
Sindrome di Malattia di Lyme post-trattamento (PTLDS), con
sintomatologia CFS/ME: “Autoimmunit’ contro un enzima glicolitico come
possibile causa dei sintomi persistenti della malattia di Lyme”. Il
principio potrebbe essere applicabile anche alla CFS/ME.
La
traduzione in italiano dell’articolo della Solve ME/CFS Initiative che
riassume le presentazioni fatte al Discovery Forum 2017 che illustrano
alcuni dei principali attori impegnati nella ricerca sulla patologia in
questo momento: qui.
L’alluminio
contenuto nei vaccini, essendo bioresistente, potrebbe essere una della
cause della Sindrome da Fatica Cronica (CFS). ’ quanto sostiene il
prof. Romain Gherardi, ricercatore francese e direttore presso l’INSERM
(l’Istituto Nazionale per la Salute e la Ricerca Medica). Come
pubblicato su Morpholgie nel 2016 ed altre autorevoli riviste mediche,
e come ha recentemente dichiarato in una intervista alla trasmissione
televisiva All’ Docteurs, anche molti anni dopo la vaccinazione, delle
particelle di alluminio usate come adiuvante ’traslocano’ dal muscolo
dove sono state iniettate, ed entrano prima nel sistema linfatico, poi
nel sangue, fino al cervello, causando i sintomi che conosciamo come
CFS. Lo studio ’ serio, conferma il prof. Tirelli, primario oncologo
all’Instituto Nazionale Tumori di Aviano e Direttore del centro tumori,
stanchezza e ossigeno-ozono terapia alla Clinica Mede di Pordenone
(www.umbertotirelli.it) : “Ci vogliono ulteriori approfondimenti
sui vari problemi sollevati; per i vaccini i benefici sono enormemente
superiori ai rischi, ma questi ultimi possono essere presenti. Ho visto
pazienti in cui la CFS era scatenata da un vaccino: Coincidenza o
causa-effetto? Difficile a dirsi.
Qui il video
in cui parla di dottor Gherardi (in francese con sottotitoli in
italiano)
Qui il link all’abstract dello studio.
VIDEO SUI SINTOMI
DELLA CFS/ME
Giada
Da Ros, presidente della CFS Associazione Italiana, ha caricato su
Youtube un video in cui parla dei sintomi della CFS/ME secondo i CDC di
Atlanta: qui.
ha evidenziato delle differenze nella struttura cerebrale delle persone
con la CFS/ME. Non ’ il primo studio in proposito, per’ ’ il primo che
riporta un aumentato volume della materia grigia rispetto ai controlli
sani.
Allo
studio hanno partecipato 42 pazienti, che soddisfano
i criteri diagnostici Fukuda e che sono stati selezionati
meticolosamente escludendo possibili co-morbidit’ psichiatriche, e 30
controlli sani. E’ stato analizzato il volume della materia bianca e
della materia grigia, sia globale che regionale, utilizzando la
risonanza magnetica (MRI) e la morfometria basata sui voxel
(VBM). Sono state fatte sia misurazioni assolute (delle singole
parti del cervello separatamente cio’) sia corrette prendendo in
considerazione il volume intracranico totale (questo perché,
naturalmente, persone con un teschio più piccolo hanno minor volume e
viceversa).
La
ricerca, che ’ stata condotta dalla
professoressa Julia Newton e dai suoi colleghi, ha portato al risultato
che ’i pazienti avevano un maggiore volume di materia grigia e un
minore volume di materia bianca. L’analisi sui voxel ha mostrato un
aumentato volume di materia grigia in diverse strutture inclusa
l’amigdala e l’insula nel gruppo dei pazienti. Riduzioni nel volume
della materia bianca nel gruppo dei pazienti sono state viste
primariamente nel mesencefalo, nel ponte e nel lobo temporale’.
Queste
scoperte suggeriscono che possa esserci un’alterazione
dell’elaborazione dei segnali interocettivi.
La ME
Association ha postato un commento del dottor Charles Shepherd in proposto,
seguito da una panoramica di spiegazione dello studio.

