BBC RADIO 4: Intervista a Jennifer Brea (in inglese) sul documentario Unrest: qui.

Il dottor Naviaux

risponde ad alcune domande: qui.

Il NICE DECIDONO DI

AGGIORNARE LE LINEE GUIDA SULLA CFS/ME

Come si può leggere

qui,

il NICE (l’Istituto Nazionale per la Salute e l’Eccellenza Clinica

britannico), in seguito a numerose pressioni, ha cambiato idea e ha

deciso, alla luce della nuove evidenze mediche, di cambiare le linee

guida sulla CFS/ME. Un passo importante salutato con entusiasmo dai

pazienti.  

RYAN PRIOR ALLO

STANFORD MEDICINE X

Ryan Prior (autore

del documentario ‘Forgotten Plague’) parla allo Stanford Medicine X: qui un frammento: “Soluzioni esistono per la

nostra patologia”.

L’INTERVENTO DEL

PROF. MONTOYA

Qui

trovate l’intervento del professor Jose Montoya della Stanford

University al convegno di Bristol CMRC in cui parla della sua più

recente ricerca sul livello di citochine nel sangiue dei pazienti con

CFS/ME.

14 settembre

UN PODCAST SULLA

CFS/ME

Qui

trovate un podcast sulla politica e la scienza della CFS/ME e

dell’HIV-AIDS, “Truth to Power” a cura di Charles Ortleb, editore e

redattore del giornale New York Native. Ci sono riflessioni persdonali

del giornalista, così come interviste a personaggio di spicco del

mondao della CFS. In particolare segnaliamo l’intervista al professor

Jose Montoya.

COMUNICATO STAMPA

DEL PROF. TIRELLI

LA SINDROME DA FATICA CRONICA: ANCHE A STANFORD, PALO ALTO, CALIFORNIA,

LA RICONOSCONO COME OGGETTO DI RICERCA E DI CONGRESSI

All’inizio

degli anni novanta descrissi per la prima volta in Italia un numero

consistente di pazienti con Sindrome da Fatica Cronica (CFS) e riportai

205 pazienti sulla rivista scientifica Archives of Internal Medicine

già nel 1993 (Tirelli U et al, Arch Intern Med 1993;153:116-7). Da

allora migliaia di pazienti sono stati diagnosticati ad oggi dal mio

gruppo ad Aviano e alla Clinica MEDE di Sacile, ma anche tra la classe

medica molto scetticismo sulla effettiva natura della malattia ’

persistito fino ad oggi. Ora anche la Stanford University di Palo Alto

in California, la culla della Silicon Valley dove sono nati Google e

Facebook, e una delle università più importanti a livello mondiale, ha

riconosciuto ufficialmente questa malattia che colpisce più di un

milione di persone negli Stati Uniti, e ha organizzato un convegno

sulla CFS a met’ di agosto 2017 per studiare gli aspetti biologici e

terapeutici di questa sindrome. Il convegno ’ stato organizzato dal

prof. Ron Davis, professore di Biochimica e Genetica alla Stanford

University School of Medicine e direttore dello Stanford Genome

Technology Center,  ed ’ stato seguito via internet

dalla dr.ssa Giada Da Ros presidente dell’Associazione Italiana per la

Sindrome da Stanchezza Cronica (www.stanchezzacronica.it).

Molto

’ stato fatto in Italia per la diffusione dell’informazione su questa

patologia e senza dubbio oggi molte istituzioni e medici più spesso che

nel passato, sospettano o fanno diagnosi di questa patologia

nell’ambito della loro attività medica. Peraltro, a livello normativo e

a livello ufficiale, la patologia rimane ancora frequentemente un

oggetto sconosciuto e i pazienti hanno ovviamente grandi difficoltà non

solo nel fare riconoscere la propria patologia ma nel farsi curare o

accettare dai medici che vedono. Recentemente, nell’ambito di un

progetto strategico sulla medicina di genere del Ministero della

Salute, l’Age.na.s (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali)

ha presentato delle linee guida sulla CFS

(www.agenas.it/agenas.pdf/Chronic_Fatigue_Syndrome_CFS.pdf), messe a

punto da diversi esperti, tra cui il sottoscritto

(www.umbertotirelli.it).

Alla Stanford University sono stati

riportati un’associazione tra la CFS ed alcuni polimorfismi a livello

genetico, una specifica attivazione delle cellule T, un’alterazione

della produzione di cortisolo più basso al mattino e con livelli più

elevati del normale a mano a mano che passa il tempo, alterazioni del

microbiota intestinale. L’espressione genica ha una forte similarit’

con quella della sindrome infiammatoria sistemica.

Il prof. Jos’

Montoya, professore di Malattie Infettive all’Universit’ di Stanford,

ha riportato i dati sul PNAS (Proceedings of the National Academy of

Sciences) del 31 luglio scorso, una delle riviste di medicina più

autorevoli, che hanno valutato i livelli nel sangue di 561 citochine in

192 pazienti con CFS e di 392 controlli sani con un risultato di un

trend lineare verso l’alto di 17 citochine relative alla correlazione

con la severit’ della CFS. ’ importante sottolineare che le 17

citochine correlate alla severit’ contribuiscono probabilmente a molti

dei sintomi di cui hanno esperienza i pazienti, dimostrando una forte

componente del sistema immunitario nella malattia. Questi dati

confermano che l’eziologia della CFS potrebbe essere una risposta

esagerata del sistema immunitario a virus, batteri e funghi come fa

pensare il fatto che la malattia spesso insorge dopo un’infezione, come

da noi riportato per primi già nel 1994 (Tirelli U et al, Immunological

abnormalities in patients with Chronic Fatigue Syndrome. Scand J

Immunol 40: 601-608, 1994). La CFS colpisce soprattutto i giovani con

un interessamento prevalente a carico del sesso femminile e lascia

spesso per molti anni una situazione così invalidate fisicamente che

impedisce ai pazienti di lavorare o a studiare.

All’Istituto

Nazionale Tumori di Aviano sono stati compiuti una serie di studi, tra

i quali la valutazione delle alterazioni immunologiche nei pazienti con

CFS, la valutazione delle alterazioni cerebrali con una sofisticata

metodologia di diagnosi radiologica, la PET, l’eventuale rapporto della

CFS con i tumori maligni. Sono allo studio farmaci, in particolare

immunoglobuline ad alte dosi, magnesio, acetilcarnitina, antivirali

come amantadina e acyclovir ed immunomodulatori come timopentina.

Purtroppo per ora non vi ’ alcun farmaco in grado di guarire

definitivamente la malattia, anche se spesso i pazienti possono trarre

dei benefici da interventi farmacologici (antivirali, corticosteroidei,

immunomodulatori, integratori) e da modifiche dello stile di vita,

portando in alcuni casi alla guarigione e in un discreto altro numero a

miglioramenti significativi della sintomatologia. Tra le novit’ della

ricerca va segnalato che sono stati individuati attraverso un test

genetico delle anomalie di geni legati al metabolismo muscolare,

energetico ed immunologico. Tra le novit’ nel trattamento della CFS vi

’ l’ossigeno-ozonoterapia, che sembra essere il trattamento più

efficace. L’ozono ’ un gas instabile che, miscelato all’ossigeno, ha

una potenziale attività benefica come trattamento coadiuvante di ampio

spettro, e in alcune situazioni l’effetto farmacologico ’ mirato ed

altamente energetico. L’ozono ha inoltre un’azione antalgica, un’azione

antinfettiva, un’azione immunostimolante, un’azione con aumento della

resistenza allo sforzo che favorisce l’utilizzo dell’ossigeno corporeo.

Nella Clinica MEDE di Sacile abbiamo trattato 65 pazienti con CFS, 22

pazienti con fibromialgia, 26 pazienti con fatigue correlata ai tumori

e 57 pazienti con altre forme di stanchezza, con risultati complessivi

di miglioramento significativo della sintomatologia nell’80% dei

pazienti, senza significative differenze tra i vari gruppi di pazienti

trattati.

Pertanto il gruppo della Clinica MEDE di Sacile

(tel. 0434 780986) conclude che l’ossigeno-ozonoterapia ’ efficace

nella CFS, nella fibromialgia, nella fatigue correlata ai tumori e in

altre forme di stanchezza.

Nelle sue conclusioni a Stanford, il

prof. Ron Davis ha affermato che ’ chiaro che ci’ che manca sono i

fondi. Ha descritto la CFS come una ’malattia orribilmente

sotto-finanziata’. Il progresso che si ’ fatto comunque ’ già

impressionante nonostante le risorse limitate, ma ’ chiaro che servono

ancora fondi per sbrogliare questo mistero e trovare presto dei

trattamenti e una cura.

www.umbertotirelli.it

www.clinicamede.it

LA NEWLETTER DI

AGOSTO DELLA OMF

La newsletter di

agosto della Open Medicine Foundation ’ ora disponibile anche inn

italiano: qui (cliccare in alto a destra dove dice

“italiano”).

Aiutate gli olandesi frirmando questa

petizione che chiede di riconoscere che la ME non MUPS (ovvero

Simtomi Fisici non Spiegati dalla Medicina).

Da parte dela Open Medicine Foundation:

Cari amici italiani,

Siamo

molto grati ed entusiasti di poter condividere le notizie della OMF con

la vostra associazione. Vi invitiamo a condividere queste informazioni

con la vostra organizzazione e su Facebook o Twitter. Se desideri

ricevere il testo e le immagini in altri formati (Word, PDF), mandami

una richiesta a sara@omf.ngo. Questo messaggio ’ stato cortesemente

tradotto da Valentina Vigan’.

Uniti nella speranza, Sara

Oggetto: Aggiornamento OMF: Standing Ovation per Ron Davis!

Standing Ovation per Ron Davis!

Rarissimo per una presentazione scientifica!

Il

12 agosto ’ stato un giorno strepitoso al Simposio Collettivo della OMF

sulla Base Molecolare della ME/CFS presso l’Universit’ di Stanford. Si

sentiva forte l’energia positiva in sala. Le presentazioni dei

ricercatori sono state incredibili e hanno fornito degli ottimi spunti

per conoscere meglio questa malattia. Hanno partecipato scienziati

rinomati nei campi pertinenti, rivelando nuove interessanti

informazioni sulla ricerca ME/CFS. I pazienti, parenti, il personale

clinico e altri ricercatori partecipanti hanno interagito con questi

scienziati durante le pause, il pranzo e un ricevimento serale, e la

sala brulicava di fermentazione e ottimismo.

Ecco alcuni punti salienti di questa fantastica riunione (rimanete

sintonizzati per altri ancora!):

E’

stata presentata ulteriore evidenza esaustiva che la ME/CFS ’ una

malattia molecolare. (Un altro chiodo nella bara della teoria PACE!)

Hanno

partecipato, presentando i loro dati, esperti in metabolismo,

immunologia, genomica, neurofisiologia, ingegneria elettrica e

bioinformatica.

Abbiamo imparato modi innovativi per trovare nuovi

farmaci contro il dolore e costatato l’elegante evidenza di una

relazione tra il sistema immunitario e il cervello.

Il gruppo di

scienziati ha deciso di costituire e proseguire come ’Gruppo di Lavoro’

e stanno già pianificando molti modi nuovi per collaborare e accelerare

il progresso.

Il Premio Nobel Mario Capecchi ha rilevato quanto

sia importante la partecipazione dei pazienti nello studio di qualunque

malattia, e quanto fosse impressionante la partecipazione notevole da

parte dei pazienti con la ME/CFS!

Nelle sue conclusioni, Ron Davis

ha affermato che ’ chiaro che ci’ che manca sono i fondi. Ha descritto

la ME/CFS come una ’malattia orribilmente sotto-finanziata’. Il

progresso che si ’ fatto ’ già impressionante nonostante le risorse

limitate, ma ’ chiaro che servono ancora fondi per sbrogliare questo

mistero e trovare presto dei trattamenti e una cura.

Abbiamo

bisogno del vostro aiuto per accelerare il passo! Qualunque Donazione

di Qualunque Importo Ci Avvicina alla Cura. Il mondo conta sulla

collaborazione tra ricercatori brillanti, per porre Fine alla ME/CFS.

Se

hai mai pensato di donare al nostro progetto End ME/CFS, E’ ARRIVATO IL

MOMENTO! Dobbiamo mantenere il ritmo e sfruttare il crescente interesse

nel trovare una cura.

Dona ci’ che puoi, oggi. Grazie!

4 settembre

AltoVicentino Online: Zugliano.

Un anno di CFS Veneto per i diritti dei malati ‘invisibili’. Continua

la battaglia di Chiara e Girolamo.

1

settembre

UN RIASSUNTO DEL CONVEGNO SULA BASE MOLECOLARE DELLA CFS/ME

Qui si può trovare (in inglese) un riassunto

dettagliato sul convegno di Stanford sulla base molecolare della CFS/ME.

Qui,

in italiano, alcune riflessioni sulla parte del convegno relativa agli

autoanticorpi, da parte di Paolo Maccallini.

NUOVO STUDIO SUL

TEST DI ESERCIZIO CARDIO-POMONARE DI DUE GIORNI

Risultati.

Il primo giorno non si sono differenze fra pazienti con la CFS/ME e i

controlli sani. E i pazienti con SM (Sclerosi Multipla) risultano meno

in forma dei sani e dei pazienti di ME/CFS.

Il secondo giorno i sani

e i pazienti di SM riescono a riprodurre i livelli di esercizio del

primo giorno, i pazienti di ME/CFS no: raggiungono la soglia anaerobica

prima e con un carico di sforzo minore.

Cosa interessante. I

pazienti di ME/CFS mostrano un diminuito battito cardiaco nel secondo

giorno, cosa che può essere un segno di un compromesso sistema

cardio-vascolare.

La differenza fondamentale fra SM e CFS/ME ’ che

i pazienti di SM sono in grado mantenere uguale o di aumentare il

carico di esercizio il secondo giorno, per i pazienti di CFS/ME ’ il

contrario, cosa che fa concludere che bisogna essere estremamente cauti

con l’esercizio nella CFS/ME.

Per maggiori

dettagli, si legga qui.