PROGRESSI NELLA COMPRENSIONE DELLA FISIOPATOLOGIA DELLA SINDROME DA

FATICA CRONICA

Quanto segue ’ la traduzione di un articolo che

si trova in originale qui.

Progressi

nella comprensione della fisiopatologia della sindrome da fatica cronica

Di

Anthony Komaroff

Quando

una malattia (illness) diventa una patologia (disease) ? Quando vengono

chiarite le anomalie biologiche che causano i sintomi e i segni della

malattia.

La

malattia ora chiamata encefalomielite mialgica/sindrome

da fatica cronica (ME/CFS) ’ stata descritta per la prima volta a met’

degli anni Ottanta. A quel tempo non si sapeva nulla della sua biologia

di base. Infatti, poich’ molti risultati standard dei test di

laboratorio erano normali, alcuni medici spiegarono ai pazienti che

“non c’’ niente di sbagliato”. C’era, naturalmente, una spiegazione

alternativa: i test di laboratorio standard potrebbero non essere stati

i test giusti per identificare le anomalie sottostanti.

Negli

ultimi

35 anni, migliaia di studi da laboratori di molti Paesi hanno

documentato anomalie biologiche di base che coinvolgono molti sistemi

di organi in pazienti con ME/CFS, rispetto ai controlli sani: in breve,

c’’ qualcosa che non va. Inoltre, la maggior parte delle anomalie non

sono rilevate da test di laboratorio standard. Nel 2015, l’Istituto di

Medicina dell’Accademia Nazionale delle Scienze ha concluso che la

ME/CFS “’ una malattia sistemica grave, cronica e complessa che spesso

può influenzare profondamente la vita dei pazienti”, colpisce fino a

circa 2,5 milioni di persone negli Stati Uniti e genera spese dirette e

indirette che vanno da circa 17 miliardi di dollari a 24 miliardi di

dollari all’anno.

Negli

ultimi anni, i National Institutes of Health

(NIH) hanno ampliato i loro sforzi di ricerca diretti verso questa

malattia. Hanno avviato uno studio multisistema insolitamente completo

presso l’NIH Clinical Center, ha finanziato 3 centri di ricerca

extramurali ME/CFS e 1 centro di coordinamento dei dati, ha assegnato

un supporto supplementare a 7 sovvenzioni esistenti, e ha tenuto

regolari telebriefing sulla malattia (così come i Centri per il

controllo e la prevenzione delle malattie).

Una

conferenza di due

giorni al NIH nell’aprile 2019 ha evidenziato i recenti progressi. Sono

state presentate nuove ricerche che hanno rafforzato e ampliato le

relazioni precedenti. Altrettanto importante, sono stati proposti

diversi modelli plausibili che potrebbero spiegare molte delle anomalie

descritte.

Il

sistema nervoso centrale e autonomo

Dall’inizio

degli anni ’90, molteplici studi hanno confrontato i pazienti con

ME/CFS con controlli sani in base all’et’ e al sesso e hanno trovato

anomalie del sistema nervoso centrale e autonomo.

Le

anomalie

neuroendocrine sono state tra le prime evidenze riportate e riguardano

la compromissione di diversi assi limbo-ipotalamico-ipofisario (che

coinvolgono cortisolo, prolattina e prodotti finali dell’ormone della

crescita). Una sottoregolazione generale dell’asse

ipotalamo-ipofisi-surreneale ’ visto in pazienti con ME/CFS, in

contrasto con la sovraregolazione dell’asse

ipotalamo-ipofisi-surreneale visto nella depressione maggiore.

Molti

ricercatori hanno riscontrato un’alterazione della cognizione, tra cui

un rallentamento della velocit’ di elaborazione delle informazioni e

un’alterazione della memoria e dell’attenzione che non sono spiegate da

disturbi psichiatrici concomitanti.

La

risonanza magnetica per

immagini ha rivelato un aumento del numero di aree puntuali di alto

segnale nella materia bianca. La risonanza magnetica funzionale ha

dimostrato diverse risposte alle sfide uditive e visive e ai test della

memoria di lavoro, così come la connettivit’ alterata tra le diverse

regioni cerebrali.

La

tomografia ad emissione di positroni e la

spettroscopia a risonanza magnetica hanno recentemente dimostrato che i

pazienti con ME/CFS hanno uno stato diffuso di neuroinfiammazione (in

particolare l’attivazione delle cellule microgliali) così come un

aumento del rapporto colina-creatina e un aumento dei livelli di

lattato che sono correlati ai livelli di affaticamento. Il liquido

spinale contiene livelli aumentati di proteine coinvolte in lesioni

tissutali e riparazione.

Anomalie

del sistema nervoso autonomo sono

state ripetutamente dimostrate in ME/CFS, in particolare un’emodinamica

sistemica e cerebrale alterata che ’ correlata ai sintomi. Alla

conferenza degli NIH, ’ stato riportato che con una postura eretta

prolungata, sono comuni aumenti anomali della frequenza cardiaca e

diminuzioni della pressione sanguigna; anche quando la frequenza

cardiaca e le risposte alla pressione sanguigna sono normali, si notano

sostanziali riduzioni del flusso sanguigno cerebrale.

Cambiamenti

metabolici

Recentemente,

’ diventato possibile misurare simultaneamente migliaia di metaboliti

in un campione di sangue o altro fluido. Diversi studi metabolici di

questo tipo hanno rivelato che nei pazienti con ME/CFS, i livelli di

molti metaboliti sono più bassi del normale, come avviene in

ibernazione. La generazione di energia cellulare da tutte le fonti ’

compromessa, compresa l’energia da ossigeno, zuccheri, lipidi e

aminoacidi. In altre parole, l’organismo umano può sentire la mancanza

di “energia” perché le sue cellule hanno un problema nel generare (e

possibilmente usare) energia. Inoltre, molti studi hanno riportato

marcatori sia dello stress ossidativo che dello stress nitrossativo (ad

esempio, aumento dei livelli di sintasi di ossido nitrico inducibile).

Cambiamenti

immunologici

Molte

anomalie fenotipiche e funzionali sono state riportate nei linfociti.

Le anomalie fenotipiche e funzionali più frequentemente riportate sono

l’aumento del numero di cellule T CD8+ citotossiche attivate e la

scarsa funzionalit’ delle cellule natural killer. I livelli ematici di

molte citochine sono significativamente più elevati nei pazienti con

ME/CFS, specialmente nei primi 3 anni di malattia. Inoltre, i livelli

di molte delle citochine circolanti sono positivamente correlati alla

gravità dei sintomi. Sono stati riportati anche livelli anomali di

diverse citochine nel liquido spinale.

Alla

conferenza NIH, sono

state segnalate nuove associazioni HLA con la presenza e la gravità di

ME/CFS. Inoltre, i ricercatori che eseguono il sequenziamento di

singoli recettori T hanno riportato un’espansione dei cloni di cellule

T CD8+; ’ in corso la caratterizzazione dei bersagli antigenici.

Studi

di provocazione

Nei

pazienti con ME/CFS, le sfide fisiche, posturali (ortostatiche) e

cognitive spesso producono un chiarore di sintomi, tipicamente dopo un

ritardo di 12-48 ore, una condizione chiamata malessere post-sforzo.

Gli studi di provocazione cercano di chiarire se le sfide che fanno

sentire peggio le persone con ME/CFS peggiorano anche l’anomalia

biologica. In tal caso, diventa più probabile che l’anomalia possa

essere causalmente collegata ai sintomi della malattia.

La

conferenza dei NIH ha riassunto le prove di molteplici studi che

dimostrano che durante l’esercizio fisico, i tessuti dei pazienti con

ME/CFS hanno difficoltà ad estrarre ossigeno, portando ad una soglia

anaerobica più bassa; con l’esercizio fisico, i pazienti hanno anche

una frequenza cardiaca, pressione sanguigna e precarico più basse,

molte dei quali diventano molto più importanti durante un secondo test

da sforzo ripetuto 24 ore dopo il primo.

Potenziali

modelli unificanti

E

se la ME/CFS riflettesse l’attivazione di risposte biologicamente

antiche, risposte evolutivamente conservate a lesioni o potenziali

lesioni, l’incapacità patologica di disattivare queste risposte, o

entrambe? Diverse presentazioni alla conferenza NIH, citando lavori in

modelli animali, hanno indicato che la neuroinfiammazione di basso

grado innesca cambiamenti comportamentali protettivi, tra cui una

ridotta attività e appetito e un aumento del sonno; questo aiuta a

concentrare l’energia disponibile per prevenire o guarire la lesione.

Questo cambiamento di comportamento stereotipato ’ probabilmente

innescato da un “nucleo di fatica” (un gruppo di neuroni); il nucleo ’

innescato, a sua volta, dalle citochine prodotte dalla

neuroinfiammazione.

La

neuroinfiammazione può avere trigger diversi

in individui diversi. In alcuni, potrebbe essere indotta da

un’infezione cerebrale (come un’infezione cronica da herpesvirus),

autoanticorpi, neurotossine o stress cronico. In altri, l’infiammazione

al di fuori del cervello può attivare il sistema immunitario innato

all’interno del cervello, sia attraverso segnali umorali che violano

una barriera emato-encefalica porosa, sia attraverso segnali retrogradi

inviati al nervo vago. Diverse presentazioni alla conferenza hanno

evidenziato che l’infiammazione intestinale può essere una delle cause

periferiche della neuroinfiammazione: il microbiota intestinale dei

pazienti con ME/CFS spesso include un elevato numero di specie

proinfiammatorie e un basso numero di specie antinfiammatorie.

Lo

stato relativamente ipometabolico osservato nei pazienti con ME/CFS

potrebbe anche riflettere una seconda e forse correlata risposta

biologicamente antica al danno. Tale ipometabolismo ’ visto durante lo

stato di dauer (cio’, uno stadio larvale dello sviluppo) nel verme

Caenorhabditis elegans e durante il letargo in animali più complessi.

Il dauer e l’ibernazione permettono agli animali che percepiscono una

minaccia vitale (come l’affollamento nei vermi o l’inverno negli orsi)

di strozzare processi metabolici non essenziali e che consumano energia

per preservare l’energia necessaria per le funzioni vitali, cio’,

l’animale sta temporaneamente sacrificando la sua capacità di

funzionare per rimanere vivo. I segnali che iniziano (e finiscono) il

dauer e l’ibernazione sono noti; gli investigatori stanno perseguendo

se sono stati attivati (o meno) in pazienti con ME/CFS.

Conclusioni

Oggi

si sa molto di più di 35 anni fa sulla biologia di base di ME/CFS. ’

chiaro che molte misurazioni biologiche distinguono chiaramente i

pazienti con ME/CFS da individui sani di controllo.

Allo

stesso

tempo, alcune aree della ricerca ME/CFS rimangono una sfida, e la

ricerca non ha ancora dato ai medici praticanti 2 strumenti importanti.

In primo luogo, non ci sono ancora trattamenti approvati dalla US Food

and Drug Administration. In secondo luogo, anche se varie misurazioni

biologiche distinguono i pazienti con ME/CFS dai controlli sani,

nessuno ha ancora dimostrato l’alta sensibilità e specificità richieste

per un buon test diagnostico. Tuttavia, uno studio di piccole

dimensioni (20 casi e 20 controlli) descritto alla conferenza NIH (e

recentemente pubblicato ) ha riportato una sensibilità perfetta; la

specificità del test in individui con altre malattie affaticanti rimane

da dimostrare.

Con il

crescente interesse internazionale per la

malattia e l’aumento del supporto alla ricerca da parte degli NIH, sta

arrivando il giorno in cui i medici saranno in grado di spiegare ai

pazienti non solo che c’’ qualcosa che non va, ma anche che i progressi

nella comprensione della fisiopatologia hanno portato a una terapia

efficace.

Su

intelligente suggerimento dell’associazione del Veneto, anche noi come

associazione abbiamo inoltrato una richiesta ufficiale di inserimento

della CFS/ME nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza).

Oltre

all’associazione, ciascun cittadino può fare richiesta e sarebbe bene

che ciascun paziente lo facesse, perché più siamo e meglio ’ e perché

si rendono conto delle esigenze dei pazienti. Vi porter’ via una

mezz’oretta, ma ’ una cosa importante da fare.

Ci sono da compilare dei moduli online. Per fare tutto.

Ecco il link necessario: qui.

Se

avete difficoltà rispetto a quello che ’ necessario scrivere, mandate

una mail a cfs@cro.it e vi mandiamo il modello di quello che ’ stato

mandato da noi. 🙂

Paolo

Maccallini ’ stato nominato per i WEGO HEALTH AWARDS nella categoria

“Healthcare Collaborator Patient”.

“Il

programma WEGO Health Awards ’ stato creato per riconoscere e premiare

coloro che fanno la differenza nella comunità della salute online.

Offre l’opportunit’ ai membri della comunità di ringraziare e sostenere

i leader dei pazienti e le iniziative incentrate sul paziente che

ammirano”.

Qui trovate il link per votarlo.

sufficiente cliccare su ’endorse’, mettere il proprio nome, cognome e

mail. Poi, se volete potete condividere su Facebook o Twitter.

Se

per qualche ragione il link non dovesse funzionare, cliccate su

https://awards.wegohealth.com/nominees e digitate il suo nome sulla

casella di ricerca che dice ’search for a nominee’, premete invio e vi

porta alla pagina corretta.

Partecipate

tutti con il vostro voto e diffondete. Grazie!

#MEAction

ha pubblicato il loro ’riassunto di ricerca’ del 2019 che passa in

rassegna le ricerche più attuali e più importanti sull’encefalomielite

mialgica (ME) e sulla ME/CFS degli ultimi 10 anni.

Jaime

Seltzer, direttore del settore scientifico e medico di #MEAction, ha

recensito oltre 115 nuovi articoli per determinare che cosa debba

essere tenuto presente. La ricerca ’ presentata nelle seguenti

categorie: metabolismo, microbioma, cardiovascolare e autonomo,

post-esercizio, neuroendocrino e immunologico. Il riassunto ’ stato

esaminato dal Dr. Christopher Armstrong, Dr. Betsy Keller, Dr. Caroline

Elizabeth, Dr. Jarred Younger, Dr. Rochelle Joslyn, Beth Mazur e dalla

loro giovane ricercatrice, Paulita Lara.

Uno

strumento per essere aggiornati sulle ricerche in corso.

Al link trovate un spiagazione più approfondita di

quanto sopra. Qui

trovate il PDF in inglese del documento di riassunto.

Qui

la versione in italiano (con copertina in inglese), tradotta da Giada

Da Ros, presidente dell’associazione.

Si

’ svolto come ogni anno a Londra il convegno di “Invest in ME”, giunto

alla quattordicesima edizione (#IIMEC14). Una relazione sul convegno ’

stata scritta dalla sottoressa Rosamund Vallings (in inglese) e lo

trovate qui.

Per

l’Italia erano presenti il dottor Paolo Brambilla e il paziente

esperto Paolo Maccallini (nella foto sopra con Ron Davis), che in

proposito ha scritto quanto segue, sul

suo profilo Facebook:

A Londra ho incontrato di nuovo #LindaTannenbaum, che ’ la Presidente

della #OpenMedicineFoundation e che mi ha rinnovato l’invito a Stanford

per assistere al Simposio che si terr’ a Settembre.

Durante

la

pausa pranzo sono stato introdotto da Linda a Ronald Davis, professore

di genetica e biochimica a Stanford. Ho potuto parlare con lui di un

modello elettrico per il campione di sangue da utilizzare per

interpretare i risultati dell’esperimento sulla impedenza.

Durante

una delle pause ho incontrato #OysteinFluge, uno degli autori delle

ricerche sull’uso del Rituximab nella ME/CFS. Ho avuto modo di

illustrare brevemente un metodo per l’analisi dei risultati di un

precedente studio del suo gruppo sugli autoanticorpi nella ME/CFS e

Fluge ha suggerito di inviare una relazione su questo metodo a

#MadlenL’bel, della Charit’ University.

Per

quanto riguarda il

contenuto delle presentazioni al Convegno, il dato più significativo

che emerge da Invest In ME di quest’anno ’ stato, secondo me, la

rilevazione di un aumento nel sangue degli esosomi nei pazienti

rispetto ai controlli. #MaureenHanson (Cornell University) ha riportato

questo dato durante la Conferenza e un altro gruppo ha annunciato

ufficiosamente, durante una delle pause, di aver trovato lo stesso

risultato.”

UNREST Torino

A Torino, all’UNI CINEMAS, c’’ stata la proiezione del docufilm UNREST, seguita da dibattito,

organizzata da Caterina Zingale. 

Ecco,

sotto, i video di quello che si ’ svolto. La qualità dei filmati ’

piuttosto scarsa, ma ’ il meglio che siamo riusciti a fare.

Presentazione: Caterina Zingale, Girolamo Carollo,

Giada Da Ros, Roberto Muscio.

Interventi dei medici: Angelo Matria Di Fede,

Paolo Brambilla

– Intervento dei pazienti: Giada Da Ros

– Intervento dei pazienti: Paolo Maccallini

Dibattito – Domande e Risposte

UNREST1

UNREST2

UNREST3

Intervento

del Prof. Umberto Tirelli al TG 1 medicina, Rai 1 ore 8.00.

Argomento trattato: Fibromialgia e CFS Sindrome da Stanchezza Cronica.

Qui il link su FB per vederlo.

INTOLLERANZA CRONOTROPICA NELLA ME/CFS

“Il malessere post-sforzo (PEM) ’ la caratteristica clinica distintiva

dell’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS). La

PEM comporta una costellazione di segni e sintomi sostanzialmente

disabilitanti che si verificano in risposta ad uno sforzo fisico,

mentale, emotivo e spirituale eccessivo. Poich’ il PEM si verifica in

risposta allo sforzo eccessivo, le misurazioni fisiologiche ottenute

durante i paradigmi di sforzo standardizzati promettono di contribuire

notevolmente alla nostra comprensione degli stati cardiovascolari,

polmonari e metabolici alla base del PEM. A sua volta, le informazioni

provenienti da paradigmi di esercizio standardizzati possono informare

gli studi pato-etiologici e le strategie di gestione analettica nelle

persone con ME/CFS. Sono stati pubblicati diversi studi che descrivono

le risposte fisiologiche all’esercizio fisico in persone con ME/CFS,

utilizzando il test cardiopolmonare massimale (CPET) come stressor

fisiologico standardizzato. Sia nelle persone non disabili che nelle

persone con un’ampia gamma di condizioni di salute, il rapporto tra

frequenza cardiaca da sforzo (HR) e carico di lavoro durante la CPET

massimale ’ ripetibile e dimostra una relazione lineare positiva.

Tuttavia, aumenti minori o ridotti della frequenza cardiaca durante la

CPET sono costantemente osservati nella ME/CFS. Questo aumento smussato

della frequenza cardiaca ’ chiamato intolleranza cronotropica (CI).

L’IC riflette l’incapacità di aumentare adeguatamente la gittata

cardiaca a causa di aumenti della frequenza cardiaca inferiori al

previsto. Gli scopi di questo articolo sono: (1) definire l’IC e

discutere le sue applicazioni alle popolazioni cliniche; (2) riassumere

i dati esistenti riguardanti le risposte della frequenza cardiaca

all’esercizio fisico ottenute durante la CPET massimale nelle persone

con ME/CFS che sono stati pubblicati nella letteratura peer-reviewed

attraverso la revisione sistematica e la meta-analisi; e (3) discutere

come le tendenze relative all’IC nella ME/CFS osservate in letteratura

dovrebbero influenzare i futuri progetti di ricerca pato-eziologica e

la pratica clinica”.

Qui il link all’articolo.

GIORNATA MONDIALE DI SENSIBILIZZAZIONE: LA CNN PARLA DI CFS/ME

Qui un articolo

sul prof Ron Davis e sulla CFS/ME dalle pagine della CNN

Grazie al nostro socio Daniele abbiamo un video per la giornata

mondiale. Lo trovate ai link sotto. Diffondete. 🙂

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senza voiceover

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italiana senza voce fuori campo