Si
possono richiedere dei poster personalizzati (in inglese e/o in
italiano) per partecipare alla campagna di sensibilizzazione dei
#Millionsmissing ovvero i #MilionidiScomparsi.
Qui il link di quelli realizzati finora.
Si
possono richiedere dei poster personalizzati (in inglese e/o in
italiano) per partecipare alla campagna di sensibilizzazione dei
#Millionsmissing ovvero i #MilionidiScomparsi.
Qui il link di quelli realizzati finora.
NUOVO STATUTO PER L’ASSOCIAZIONE
Come voluto dal decreto legislativo 117/17, ieri con assemblea
straordinaria ’ stato approvato all’unanimit’ il nuovo statuto di
quella che ora sarà conosciuta come “CFS/ME Associazione Italiana –
Organizzazione di Volontariato”.
Come
parte della seconda campagna annuale della OMF ’May Momentum’ (Impeto
di Maggio), la OMF va a Times Square nel cuore di New York City per
sensibilizzare, domenica 12 maggio, Giornata Internazionale di
Consapevolezza sulla ME/CFS.
Per tutta la giornata del 12
maggio, la OMF sarà ’su schermo’ a Times Square su un cartellone
digitale gigante per sensibilizzare, e la comunità globale ’ invitata a
essere parte di questa importante campagna.
Su un grande
schermo, la OMF condivider’ un messaggio sulla ME/CFS. Su uno schermo
adiacente (vedi immagine sulla destra) avremo carrellata di foto di
pazienti con il logo della OMF. Ti invitiamo a condividere una foto di
te stesso/a. Richiediamo una donazione minima di 33* dollari americani
per ciascuna volta che la tua foto verrà mostrata. Questo ammontare
rappresenta l’et’ media di 33 anni di esordio della ME/CFS. La tua foto
può essere condivisa il 12 maggio quante volte vuoi ’ una volta per
$33, due volte per $66, ecc.
Dona e aggiungi la tua foto perché
venga esposta a Times Square il 12 maggio ’ Giornata Internazionale di
Consapevolezza sulla ME/CFS.
Ma tua immagine ci aiuter’ ad
educare la gente sulla ME/CFS e assicurer’ che i pazienti non siano più
invisibili al mondo. Se preferisci non condividere un’immagine
personalmente, ti prego di considerare una donazione per sostenere post
addizionali di contenuti creati dalla OMF.
Tutti gli invii devono essere ricevuti entro il 6 maggio, 2019.
A questo
link per donare e ricevere istruzioni su come mandare la foto.
In
vista della Giornata Mondiale della CFS/ME che si celebra il 12 maggio,
esce un libricino di citazioni-testimonianza di pazienti e medici che
spiegano che cosa significa convivere con la patologia.
Si tratta di IN POCHE PAROLE, quelle dei malati di CFS/ME,
curato da CFSItalia e CFS Associazione Italiana:
CFSItalia,
provveder’ alla donazione di eventuali entrate a favore della CFS
Associazione Italiana. Ai soci dell’associazione, agli utenti del forum
CFSItalia e a chi ne faccia richiesta via mail, possiamo su richiesta
inviare una copia omaggio in pdf.
Qui ’ disponibile anche la versione ingele del libricino, IN A FEW WORDS.
Diffondete pure èbuona lettura!
1’ maggio 2019
INDIVIDUAZIONE DEL PRIMO TEST DIAGNOSTICO PER LA CFS
Quanto riportiamo sotto ’ la traduzione in italiano di questo articolo di SCOPE pubblicazione di Stanford
Medical.
Autore Hanae Armitage
29 aprile 2019
Da
anni, la sindrome da fatica cronica, nota anche come encefalomielite
mialgica/sindrome da fatica cronica, non ’ stata rilevabile dai test
tradizionali che controllano la funzione degli organi principali o
esaminano i conteggi del sangue e delle cellule immunitarie. Per questi
pazienti molto malati, i risultati dei test spesso escono normali,
dando ai medici pochi indizi su come procedere.
Ma ora, i
pazienti con la malattia devastante – che causa affaticamento
debilitante, sintomi simil-influenzali e qualcosa chiamato malessere
post-sforzo, una condizione che causa un peggioramento dei sintomi dopo
aver fatto anche piccoli sforzi – possono trovare conferma in un test
diagnostico recentemente identificato che fornisce le prime prove
scientifiche della malattia.
Un articolo che descrive i
risultati della ricerca appare negli Atti dell’Accademia Nazionale
delle Scienze. Ron Davis, PhD, professore di biochimica e di genetica,
’ l’autore senior. L’autore principale ’ Rahim Esfandyarpour, PhD, un
ex collaboratore di ricerca di Stanford che ora fa parte della facolt’
della University of California-Irvine.
Quando ho parlato con
Davis, mi ha raccontato di come la sua esperienza di padre che ha visto
suo figlio Whitney, un tempo sano, peggiorare, lo ha messo su un nuovo
percorso come scienziato – per imparare quanto più possibile sulla
sindrome da fatica cronica. Ha lanciato lo Stanford Chronic Fatigue
Syndrome Research Center nel 2013.
“Quando ho annunciato per la
prima volta la mia nuova direzione anni fa, ho ricevuto moltissimi
messaggi da pazienti e operatori sanitari”, ha detto Davis. “Questa
malattia ’ probabilmente molto più comune di quanto pensiamo. Quattro
persone a pochi isolati da casa mia mi hanno contattato – erano
confinati a letto a causa della loro malattia”.
Cos’ anche il figlio di Davis.
Whitney,
che ha avuto la sindrome da fatica cronica per più di un decennio, ha
una flebo per ricevere sostentamento, fluidi e farmaci. La
configurazione facilita anche i prelievi di sangue, che può essere
importante per l’esecuzione di diversi test.
Infatti, l’indizio
dietro l’ultima ricerca di Davis ’ stato individuato per la prima volta
in un campione di sangue di Whitney. Si rivela attraverso un test di
nuova concezione chiamato “test nanoelettronico”.
Come descritto nel nostro comunicato stampa:
L’approccio,
di cui Esfandyarpour ha guidato lo sviluppo… ’ un test che misura i
cambiamenti in minuscole quantità di energia come proxy per la salute
delle cellule immunitarie e del plasma sanguigno.
….L’idea ’
quella di sottoporre a stress i campioni di pazienti sani e malati
utilizzando il sale, e quindi confrontare come ogni campione influisce
sul flusso della corrente elettrica. I cambiamenti nella corrente
indicano cambiamenti nella cellula: più grande ’ il cambiamento di
corrente, più grande ’ il cambiamento a livello cellulare. Un grande
cambiamento non ’ una buona cosa; ’ un segno che le cellule e il plasma
sono sotto stress e incapaci di elaborarlo correttamente. Tutti i
campioni di sangue di pazienti con sindrome da fatica cronica hanno
creato un chiaro picco nel test, mentre quelli provenienti da controlli
sani hanno restituito dati che erano su una chiglia relativamente
regolare.
Dopo aver individuato la risposta allo stress nelle
cellule di Whitney, Davis e colleghi l’hanno testato in un gruppo di 40
persone, met’ delle quali hanno la sindrome da fatica cronica e met’
delle quali no. Come previsto, il test ha chiaramente identificato le
persone con sindrome da fatica cronica e non ha segnalato nessuno che
sia sano.
Con forti prove preliminari di uno strumento
diagnostico per la sindrome da fatica cronica, Davis e i suoi colleghi
si stanno andando avanti per testarlo in più pazienti. Stanno anche
progettando di utilizzare il test nanoelettronico per individuare
farmaci che possono aiutare a stabilizzare i campioni di sangue di
pazienti con fatica cronica.
Attualmente, il reclutamento per il
progetto, che mira a confermare ulteriormente il successo del test
diagnostico, avviene su base continuativa. Se interessati a
partecipare, si prega di contattare la coordinatrice della ricerca
clinica Anna Okumu.
Finalmente ’ uscito l’articolo sul nanoago come strumento diagnostico. Qui il pezzo. Sotto, l’abstract
Attualmente
non esiste un test biologico per la diagnosi dell’encefalomielite
mialgica/sindrome dafatoca cronico (ME/CFS). Le aberrazioni molecolari
osservate in numerosi studi sulle cellule ematiche ME/CFS offrono
l’opportunit’ di sviluppare un test diagnostico a partire da campioni
di sangue. Qui abbiamo sviluppato un test nanoelettronico progettato
come un test ultrasensibile in grado di misurare direttamente le
interazioni biomolecolari in tempo reale, a basso costo, e in un
formato multiplex. Per perseguire l’obiettivo di sviluppare un
biomarcatore affidabile per ME/CFS e per dimostrare l’utilit’ della
nostra piattaforma per la diagnostica del punto-di-cura, abbiamo
convalidato la veriet’ testando pazienti con pazienti ME/CFS da
moderato a grave e controlli sani. La risposta dei campioni ME/CFS allo
stressor iperosmotico osservato come caratteristica esclusiva del
pattern di impedenza e notevolmente diversa dalla risposta osservata
tra i campioni di controllo. Riteniamo che la robusta differenza di
modulazione di impedenza osservata nei campioni in risposta allo stress
iperosmotico possa potenzialmente fornirci un indicatore solo di
ME/CFS. Inoltre, utilizzando algoritmi di apprendiamento delle macchine
supervisionati, abbiamo sviluppato un classificatore per i pazienti
ME/CFS in grado di identificare nuovi pazienti, cosa necessaria per un
robusto strumento diagnostico.
Siamo stato contattati da Mike Lapenna che due anni fa ho fondato un registro
globale della ME/CFS che ci ha
chiesto di divulgare il suo progetto fra ricercatori e pazienti.
Il
suo scopo ’ quello di creare una comunità di persone che soffrono di
ME/CFS interessate a partecipare agli studi, nella convinzione che gli
studi di ricerca alla fine porteranno alla luce una diagnosi e un
trattamento affidabile.
Lo sta facendo su base volontaria. Ha
parlato con altri ricercatori che hanno espresso difficoltà
nell’attrarre candidati idonei. Ha perci’ creato questo registro aperto
a tutti coloro che ruotano intorno alla malattia.
Attualmente, ha 27 studi di ricerca attivi che reclutano partecipanti e
più di 800 membri.
Partecipate, se lo desiderate, e diffondete.
Qui l’articolo, sotto l’abrstract.
“L’antesignano
di quella che oggi viene chiamata encefalomielite mialgica/ sindrome da
fatica cronica (ME/CFS) ’ stata descritta dal Servizio di Salute
Pubblica degli Stati Uniti nel 1934. Al momento non conosciamo ancora
la sua causa e/o non sappiamo come individuarla con test di laboratorio
clinici di routine. Di conseguenza, la natura patologica della ME/CFS ’
stata trascurata e la malattia ’ stata stigmatizzata venendo
etichettata come malattia psicosomatica o somatoforme. Tali errate
percezioni della malattia hanno portato ad un’insufficiente ricerca
sulla malattia e a una assente cura del paziente. Un rapporto del 2015
dell’Institute of Medicine sulla malattia ha dichiarato ME/CFS una
malattia che colpisce fino a 2,5 milioni di americani e ha castigato il
governo degli Stati Uniti per aver fatto poco per la ricerca sulla
malattia e per sostenere i suoi pazienti. I medici che attualmente
curano questa malattia la dichiarano più devastante dell’HIV/AIDS.
Viene fornito un confronto delle storie delle due malattie, un esame
dello stato attuale delle due malattie e un elenco dei risultati che
sarebbero necessari affinché ME/CFS raggiunga lo stesso livello di
trattamento e cura dei pazienti con HIV/AIDS”.
Quanto segue ’ la traduzione di questo articolo.
’
notevole che quattro gruppi indipendenti abbiano ora scoperto che un
fattore nel sangue può influenzare il metabolismo
cellulare/mitocondriale nella ME/CFS e trasferire l’effetto alle
cellule sane. Ecco un riassunto dei risultati provvisori.
Fluge
& Mella
I primi
a trovare l’effetto sono stati il dottor Oystein Fluge e il professor
Olav Mella nel 2016.
Stavano
studiando la produzione di energia nella cellula, una cosa logica da
fare quando si cerca di capire una malattia in cui l’energia ’ così
scarsa.
Le
cellule hanno due modi
per convertire le molecole alimentari in energia utilizzabile. La
glicolisi ’ un processo del citoplasma cellulare che estrae una piccola
quantità di energia dalle molecole di carboidrati, producendo acido
lattico. Ma le vere case di produzione di energia sono i mitocondri,
che bruciano le molecole alimentari con l’ossigeno, producendo grandi
quantità di combustibile utilizzabile.
Fluge
e Mella hanno utilizzato un costoso kit chiamato Seahorse analyser, che
misura la glicolisi attraverso la produzione di acido lattico e
l’attività mitocondriale attraverso le variazioni dei livelli di
ossigeno.
Hanno
testato normali
cellule muscolari sane che erano state coltivate in laboratorio. Ma
hanno aggiunto a queste cellule siero prelevato da pazienti di ME/CFS o
da controlli sani. Il siero ’ il fluido rimasto dopo la coagulazione
del sangue e contiene piccole molecole e altre sostanze solubili.
Quello
che hanno scoperto ’ stato, sorprendentemente, che le cellule muscolari
producevano più acido lattico e bruciavano più ossigeno quando venivano
incubate con siero ME/CFS che quando venivano incubate nel siero da
controlli sani. E l’effetto ’ stato particolarmente forte quando le
cellule sono state fatte lavorare sodo.
Hanno
dati per 12 persone con ME/CFS e 12 controlli sani, un campione
relativamente piccolo.
Quindi
qualcosa nel siero (che proviene dal sangue) dei pazienti con ME/CFS
sta influenzando le cellule sane, e in qualche modo li sta facendo
lavorare più duramente.
Questo
’
l’unico studio pubblicato finora, ma altri tre gruppi hanno rivelato
risultati correlati durante in occasione di convegni.
Ron
Davis
Il
dottor Ron Davis ha fornito la dimostrazione più drammatica
dell’effetto in un esperimento di scambio di plasma usando il suo test
con un nanoago. Il plasma ’ il liquido rimasto quando la materia solida
’ stata rimossa dal sangue: i globuli rossi e bianchi, e le piastrine.
Il
chip di un nanoago misura l’impedenza elettrica delle cellule. In
presenza di sale (che sottolinea le cellule perché devono usare energia
per pompare il sale) l’impedenza delle cellule nel sangue ME/CFS
aumenta molto di più delle cellule nel sangue prelevate da controlli
sani.
Il
gruppo di Davis ha poi
condotto un elegante esperimento utilizzando questo test. Hanno messo
le cellule del sangue di donatori sani nel plasma di pazienti ME/CFS e
hanno scoperto che le cellule sane si comportavano come quelle ME/CFS,
con un grande aumento dell’impedenza elettrica. E quando hanno messo le
cellule ME/CFS nel plasma dei controlli sani, hanno scoperto che queste
cellule ME/CFS si comportano come cellule sane.
Cos’
il plasma dei pazienti ME/CFS fa s’ che le cellule sane si comportino
come quelle ME/CFS. E il plasma proveniente da controlli sani fa s’ che
le cellule ME/CFS si comportino come cellule sane. Questi sono
risultati sorprendenti.
Non
conosciamo le dimensioni del campione per questo studio, ma speriamo
che maggiori dettagli saranno disponibili non appena un articolo sarà
stato accettato per la pubblicazione sul Journal PNAS.
Karl
Morten, Universit’ di Oxford
Come
Fluge e Mella, il dottor Karl Morten ha esaminato il metabolismo
energetico dei mitocondri/metabolismo energetico nelle cellule
muscolari cresciute in laboratorio e anche lui ha visto un effetto.
Il
suo gruppo ha utilizzato una sonda molecolare per misurare la
concentrazione di ossigeno all’interno delle cellule per monitorare
l’attività dei mitocondri.
Hanno
scoperto che l’aggiunta di plasma da controlli sani non ha fatto alcuna
differenza nei livelli di ossigeno delle cellule muscolari. Ma
l’aggiunta di plasma da pazienti ME/CFS ha fatto scendere i livelli di
ossigeno, indicando che i mitocondri lavoravano di più (un risultato
simile a Fluge e Mella).
Morton
ha detto che non sapeva perché i mitocondri lavoravano di più: ha detto
che forse stavano lavorando in modo meno efficiente, ma l’obiettivo era
quello di scoprirlo.
Lo
studio ha
utilizzato oltre 30 pazienti e Morton ha osservato che in media i
livelli erano più bassi per i pazienti che per i controlli. Egli ha
suggerito che questo potrebbe essere dovuto ad un effetto sottogruppo,
dove solo alcuni pazienti hanno avuto l’effetto, con circa un terzo dei
pazienti che ottengono un punteggio inferiore al livello di ossigeno
più basso per controlli sani.
Bhupesh
Prusty, Universit’ di Wuerzburg
Il
dottor Bhupesh Prusty ha anche esaminato l’effetto di un fattore del
sangue sui mitocondri, ma il suo lavoro si concentra su un ruolo meno
noto dei mitocondri, nell’immunit’ contro i virus.
Anche
se i mitocondri sono normalmente mostrati come singoli batteri o unit’
simili ai fagioli, la realtà ’ più complessa. Nelle cellule viventi, i
mitocondri si fondono e si separano costantemente e il fatto che spesso
sono fusi insieme, come una serie di fagioli, ’ importante per la loro
capacità di combattere i virus.
Alcuni
virus, tra cui l’HHV-6, combattono facendo s’ che i mitocondri si
frammentino nelle loro singole forme, riducendo la loro capacità di
combattere i virus.
Il
siero di
pazienti affetti da ME/CFS causa la frammentazione dei mitocondri che
sono stati fusi insieme, mentre il plasma proveniente da controlli sani
non lo fa.
Finora,
il gruppo ha esaminato solo cinque pazienti e tre controlli, quindi
questi sono risultati molto provvisori.
In
un esperimento separato, il suo gruppo ha dimostrato che l’effetto era
reversibile (hanno lavato via il siero del paziente dopo tre giorni e i
mitocondri hanno gradualmente ripreso il normale comportamento di
fusione).
Cos’
…..
Gli
studi di Fluge e Morten sono direttamente collegati al metabolismo
energetico. Quello di Davis ’ indiretto: il sale aggiunto al test della
nanoago costringe la cellula ad utilizzare l’energia che pompa il sodio
dalla cellula. La ricerca Prusty guarda ai mitocondri, ma i cambiamenti
nella morfologia sono apparentemente legati alla difesa cellulare
piuttosto che alla produzione di energia.
Alla
recente conferenza ai NIH (Istituti Nazionali di Sanit’ americani), Ron
Davis ha detto che il loro lavoro indica che il fattore responsabile di
tutto questo nel sangue sono gli esosomi, piccoli pacchetti di
biomolecole rilasciate dalle cellule legati alle membrane. Gli esosomi
sono un tipo di vescicola extracellulare, e questi sono assorbiti dalle
cellule e si ritiene che siano coinvolti nella comunicazione da cellula
a cellula, anche se il loro ruolo ’ ancora poco chiaro. Le vescicole
extracellulari sono state studiate dalla dottoressa Maureen Hanson come
parte del suo lavoro collaborativo.
Cos’
abbiamo quattro gruppi che stanno trovando che c’’ un fattore nel
sangue ME/CFS che ha un effetto sulle cellule. Questi sono ancora i
primi giorni: finora ’ stato pubblicato un solo studio, le dimensioni
del campione sono relativamente piccole e i risultati devono essere
confermati. Ma se le cose vanno in porto, questo sviluppo potrebbe
rivelarsi un passo importante per comprendere la biologia di almeno
alcuni tipi di ME/CFS.
LOW BATTERY MAN
Partecipate anche voi
all’iniziativa di sensibilizzazione dell’Uomo Senza Batteria!
Servando
Castello, conosciuto anche come ’Low Battery Man’ (Hombre Sin Bateria ’
Uomo Senza Batteria), sta attraversando Spagna e Portogallo con
l’obiettivo di sensibilizzare la gente sulla CFS/ME e di raccogliere
fondi per la Open Medicine Foundation. Chiede a tutti di
condividere una foto con la mano che copre la vostra faccia, per
rappresentare il fatto che i pazienti di CFS/ME sono invisibili.
Taggate con #LowBatteryMan o condividete su Instagram o Facebook.
Seguite Servando su Instagram @lowbattery_man o Facebook @LowBatteryMan.
#EndMECFS #CFSME #OMF #millions missing #LowBatteryMan
#sindromedafaticacronica #encefalomielitemialgica
Sabato
25 Maggio 2019, a Torino, verrà proiettato il docufilm sulla ME/CFS
“Unrest”, per la prima volta in Italia!
Siete invitati tutti voi, i vostri familiari, amici,
conoscenti…Diffondete pure.
Il docufilm ha anche un valore artistico, ha vinto numerosi premi tra
cui al Sundance Film Festival per il montaggio.
Ci trovate sul sito
ufficiale del film.
Trovate la locandina in home page. Partecipate numerosi. #TimeforUnrest