L’

Associazione Malati di CFS Onlus ha parlato dei casi pediatrici di

ME/CFS su “Donna Moderna” del 14 luglio (pag. 82 – 85).

2

Il

protocollo dello studio DecodeME ’ stato pubblicato su BMC Neurology.

Questo garantisce trasparenza e consente ad altri ricercatori in tutto

il mondo di replicare e sviluppare lo studio con le proprie coorti: qui.

COME POSSIAMO VEDERE L’INFIAMMAZIONE CEREBRALE NELLA ME/CFS

’ sintesi del webinar di Jarred Younger, PhD, a cura di Giada Da Ros

Al PDF qui,

c’’ una sintesi in italiano del webinar su ’COME POSSIAMO VEDERE

L’INFIAMMAZIONE CEREBRALE NELLA ME/CFS’, tenuta da Jarred Younger lo

scorso 23 giugno 2022.  Il video della conferenza lo potete

trovare qui.

Jarred

Younger ’ Direttore del Laboratorio di Neuroinfiammazione, Dolore e

Fatica della University of Alabama at Birmingham, (UAB). Sono ormai

circa 15 anni che studia la ME/CFS.  Si occupa prevalentemente di

neuroimaging.

Gli argomenti di cui tratta in questo webinar sono:

1.    Temperatura del cervello

2.

Rilevamento dei leucociti quando entrano nel cervello, ovvero un luogo

dove non dovrebbero essere ’ cosa fatta per la prima volta molto di

recente

3.    Etichettatura dei microglia (cio’ identificare

quei microglia quando hanno assunto uno stato patologico)

→ Trial clinici

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—————————-

Ringraziamo le pazienti e socie Vittoria Radici e Angela Colucci per

l’iniziativa.

La responsabile della ricerca di Emerge Australia, Michelle Tavoletti

ha tenuto una conferenza-incontro con principali ricercatori

australiani di ME/CFS –  il professor Paul Fisher, la dottoressa

Sara Ballouz, il dottor Chris Armstrong e il professor Ken Walder

–  perché illustrino i loro ultimi studi sula patologia: qui.

STRESS ORTOSTATICI E COGNITICI PORTANO PEGGIORAMENTO NELLA ME/CFS E NEL

LONG-COVID: LO STUDIO

Un

nuovo studio intitolato “La sfida ortostatica provoca risposte

sintomatiche, emodinamiche e cognitive distintive nel Long-COVID e

nella ME/CFS” (Vernon et al., 2022) ’ stato pubblicato su Frontiers in Medicine: qui. Fra i firmatari del

pezzo figurano anche Bateman, Lipkin e Komaroff.

Conclusioni:

alcune persone affette da COVID-19 acuto rimangono con affaticamento

persistente e debilitante, deterioramento cognitivo, intolleranza

ortostatica (OI) e altri sintomi (“Long-COVID”), una condizione simile

alla ME/CFS e ad altre sindromi da affaticamento post-infettivo. Questo

studio rileva che semplici test di stress ortostatico e di cognizione

in un contesto di pratica d’ufficio possono provocare un peggioramento

dei sintomi, una compromissione della cognizione e cambiamenti

emodinamici caratteristici (principalmente un restringimento della

pressione del polso) in persone con Long-COVID  e ME/CFS. Ci’

fornisce una conferma oggettiva dell’intolleranza ortostatica e della

nebbia cerebrale riferite da entrambi i gruppi di pazienti. Sottolinea

inoltre la necessità di individuare precocemente l’intolleranza

ortostatica perché un trattamento precoce potrebbe teoricamente

attenuare la progressione verso condizioni croniche e meno reversibili

e verso il deterioramento cognitivo.

Il

nuovo numero (il 41) del ME Global Chronicle, con notizie da tutto il

mondo, ’ ora disponibile online.

Da

oggi qui sul sito, sotto l’etichetta “pubblicazioni”, trovate la

traduzione in italiano del “Consenso degli Esperti del EUROPEAN ME

NETWORK (Network Europeo

sulla ME – EUROMENE) sulla Diagnosi, la Fornitura di Servizi e la Cura

delle Persone con ME/CFS in Europa“, pubblicato nel maggio del 2021.

La

rivista francese Inserm ha dedicato e pubblicato un intero numero alla

CFS/ME. Lo trovate (in inglese) qui.

INDAGINE SUI LIVELLI DI ANTICORPI ANTI-PATOGENI NELLA ME/CFS

da poco uscito il nuovo studio del gruppo di Maureen Hanson alla

Cornell: ’Indagine sui livelli di anticorpi anti-patogeni

nell’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica’ (O’Neal et

al., 2022)

Qui

il link allo studio.

Abstract tradotto:

Gli

agenti patogeni infettivi sono implicati nell’eziologia

dell’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronico (ME/CFS) a

causa del verificarsi di focolai della malattia. Mentre diversi agenti

infettivi sono stati associati all’insorgenza della ME/CFS, l’identità

di un organismo specifico ’ stata difficile da determinare nei singoli

casi. Lo scopo del nostro studio ’ quello di esaminare i soggetti

affetti da ME/CFS alla ricerca di prove di un fattore infettivo

scatenante e/o di prove di disregolazione immunitaria attraverso

l’analisi sierologica di campioni di plasma per la ricerca di anticorpi

contro 122 diversi antigeni patogeni. I profili immunitari sono stati

confrontati con controlli corrispondenti per et’, sesso e BMI per

fornire una base di comparazione. I livelli di anticorpi verso i

singoli antigeni esaminati in questo studio non implicano nessuno degli

agenti patogeni nella ME/CFS, n’ escludono agenti patogeni comuni che

infettano frequentemente la popolazione statunitense. Tuttavia, i

nostri risultati hanno rivelato differenze basate sul sesso

nell’immunit’ umorale allo stato stazionario, sia all’interno della

coorte della ME/CFS sia rispetto alle tendenze osservate nella coorte

dei controlli sani.