Su YouTube, a questo link, ’ ora disponibile la registrazione
dell’evento virtuale di cui abbiamo parlato in data 2 febbraio (vedi
infa).
Su YouTube, a questo link, ’ ora disponibile la registrazione
dell’evento virtuale di cui abbiamo parlato in data 2 febbraio (vedi
infa).
I
NIH (Istituti Superiori di Sanit’ Americani) hanno recentemente
lanciato due risorse digitali online per facilitare la ricerca
sull’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS). Lo
strumento che permette ai ricercatori di accedere ai dati di diversi
studi multiomici sulla ME/CFS si chiama mapMECFS, e
searchMECFS fornir’ ai ricercatori l’accesso ai campioni biologici
e alle informazioni cliniche de-identificate sui pazienti.
Per
saperne di più, si legga qui.
ABILIFY OFF-LABEL A BASSO DOSAGGIO
Alcuni pazienti di CFS/ME stanno avendo miglioramenti consistenti con l’uso
off-label a basso dosaggio del farmaco Abilify (aripiprazolo), un
antipsicotico solitamente usato nella schizofrenia e nel disturbo
bipolare.
Una decina di giorni fa ’ uscito un primo
studio in proposito, su 101 pazienti che soddisfacevano i criteri di
diagnosi seconde tre diverse definizioni di caso (Fukuda, CCC e IOM),
seguiti dalla clinica sulla ME/CFS dell’Universit’ di Stanford.
Questo non significa che si ipotizzi un’origine psicogena della
patologia, perché non ’ così. Quello
che scrivono ’ che gli agonisti del recettore della dopamina D2 hanno
dimostrato di mediare la neuroinfiammazione, l’attivazione microgliale
e la morte cellulare in modelli animali e nell’uomo e questo suggerisce
che i farmaci che modulano la dopamina come l’aripiprazolo possono
portare a un miglioramento clinico della fatica e dei sintomi cognitivi
nella ME/CFS.
In sintesi, come riporta lo studio, ’il numero di
rispondenti positivi in un gruppo di 101 pazienti che assumevano
aripiprazolo era significativamente maggiore del numero di pazienti che
non rispondevano o avevano esperienze negative. Inoltre, l’entit’ del
miglioramento percepito era significativa. Alcuni pazienti non hanno
osservato alcun beneficio, e un piccolo sottogruppo di pazienti ha
sperimentato effetti collaterali che hanno richiesto la sospensione del
farmaco. Nel complesso, questi risultati suggeriscono che
l’aripiprazolo può ridurre efficacemente i sintomi della ME/CFS e
merita ulteriori indagini in uno studio clinico randomizzato. Esplorare
il meccanismo d’azione dell’aripiprazolo in condizioni
neuroinfiammatorie può anche fornire nuove informazioni sulla
patogenesi della ME/CFS.
Qui il link allo studio di Crosby et al..
ANALISI APPROFONDITA DEL PROTEOMA PLASMATICO NELLA ME/CFS: EVIDENZE DI
SQUILIBRIO DEL PATHWAY EFRINA-EPH
A
fine gennaio ’ uscito lo studio ’L’analisi approfondita del proteoma
plasmatico nella ME/CFS mette in evidenza l’interruzione della
segnalazione di efrina-Eph e del sistema immunitario’, firmato da
Arnaud Germain, Susan Levine e Maureen Hanson.
Qui il
link allo studio.
Qui sotto la traduzione dell’abstract:
L’encefalomielite
mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) ’ una malattia invalidante
con prevalenza mondiale e terapie limitate volte esclusivamente al
trattamento dei sintomi. Per ottenere approfondimenti sulle
interruzioni molecolari nella ME/CFS, abbiamo utilizzato una tecnologia
basata su aptameri che ha quantificato 4790 proteine umane uniche,
permettendoci di ottenere il più grande set di dati proteomici finora
disponibile per questa malattia, rilevando proteine altamente
abbondanti così come proteine rare su una gamma dinamica di nove log.
Riportiamo uno studio pilota di 20 pazienti ME/CFS e 20 controlli,
tutte femmine. Differenze significative nei livelli di 19 proteine tra
i gruppi chiamano in causa percorsi relativi alla matrice
extracellulare, il sistema immunitario e la comunicazione
cellula-cellula. I risultati delle analisi dei pathway e dei cluster
evidenziano in modo robusto il pathway dell’efrina, che ’ coinvolto
nella segnalazione cellula-cellula e nella regolazione di un’ampia
varietà di processi biologici, tra cui la guida degli assoni,
l’angiogenesi, la migrazione delle cellule epiteliali e la risposta
immunitaria. Le analisi della curva Receiver Operating Characteristic
(ROC) distinguono i proteomi plasmatici dei pazienti ME/CFS dai
controlli con un alto grado di accuratezza (Area sotto la curva (AUC)
> 0.85), e ancora più alto quando si usano i rapporti proteici (AUC
fino a 0.95), che includono alcune coppie di proteine con rilevanza
biologica stabilita. I nostri risultati illustrano quanto sia
promettente la proteomica plasmatica per la diagnosi e la decifrazione
delle basi molecolari della ME/CFS.
Arnaud ne fa una presentazione in un video di circa 5 minuti qui.
trovate la trascrizione in inglese di quello che viene detto:
https://neuroimmune.cornell.edu/wp-content/uploads/2021/01/Germain_Video_Abstract-Transcript.pdf
Qui sotto la traduzione in italiano di un tratto saliente:
Quando
abbiamo eseguito un’analisi dei pathway, abbiamo trovato prove di un
percorso di segnalazione del pathway efrina-Eph, che coinvolge proteine
che possono riconoscersi l’un l’altra e permettono il
trasferimento di messaggi da una cellula all’altra.
La comunicazione
da cellula a cellula ’ cruciale per l’omeostasi del corpo ed esiste
negli organismi viventi fin dall’inizio dei tempi per percepire i
segnali ambientali, ed ’ ancora più cruciale e complessa per gli
organismi multicellulari come l’uomo, dove deve essere coordinata
l’attività dei 40 trilioni di cellule che ci compongono.
Il pathway
di segnalazione efrina-Eph non fa eccezione ed ’ presente in tutto
l’albero della vita. Durante la nostra vita, ’ centrale per il nostro
sviluppo, la nostra fisiologia e la regolazione delle malattie. Per
esempio, le prime fasi dello sviluppo richiedono la formazione
controllata degli organi, la crescita regolata del cervello e del
sistema nervoso, la costituzione del sistema immunitario, l’espansione
controllata del sistema vascolare e la formazione ossea controllata.
Pi’
tardi, questo stesso pathway ’ cruciale per la segnalazione da cellula
a cellula, la risposta immunitaria coordinata, la plasticit’ del
cervello, la migrazione cellulare, la secrezione di insulina regolata
per controllare il contenuto di zucchero nel sangue e per mantenere
correttamente i pool di cellule staminali in tutto il nostro corpo.
I mancati funzionamenti in questo pathway sono stati collegati alla
crescita dei tumori e ai disturbi neurologici.
Il
nostro studio suggerisce che il pathway efrina-Eph ’ sbilanciato. Se
questo ’ vero, noi possiamo facilmente comprendere come, nei pazienti
ME/CFS uno squilibrio del pathway di segnalazione efrina-Eph
condurrebbe a una vasta gamma di sintomi che interessano tutti gli
aspetti della fisiologia del corpo, compresi i muscoli, il cervello, il
sistema immunitario, l’apparato digerente e altro ancora.
I nostri
risultati portano anche speranza per lo sviluppo della diagnostica,
potenzialmente utilizzando valori di rapporto dalle proteine
funzionanti in funzioni biologiche riconosciute. Per esempio, nel
nostro gruppo, il rapporto fra efrina A5 e la proteina
regolatrice del conduttore transmembrana della fibrosi cistica (CFTR)
può discriminare i controlli dai pazienti, con un’alta certezza,
mostrata in rosso, vicina al 100% di accuratezza. Entrambe le proteine
hanno ruoli comprovati nel rilevamento dello zucchero da parte del
cervello.
Ci si può registrare qui
al prossimo evento ad un evento virtuale che si tiene 12 febbraio
prossimo venturo, alle ore 22.00 ora italiana, con Tracie White,
Ronald W. Davies, PhD e Janet Dafoe, PhD, sul libro “The Puzzle Solver”.
Tracie
White ’ una premiata giornalista e una scrittrice scientifica per la
Stanford University. Il suo lavoro, che ha ottenuto 23 premi di
scrittura, ’ apparso anche su Salon,
il Los Angeles Times, il San Francisco Chronicle, e altri.
Si ’ laureata alla UC Berkley e ha un master in giornalismo della
Northwestern University.
Ronald W. Davis, PhD, ’ stato definito dall’Atlantic
uno dei più grandi inventori viventi al mondo. ’ professore di
biochimica e genetica alla Stanford University e direttore dello
Stanford Genome Technology Center. Ha vinto numerosi premi per le sue
ricerche, tra cui il Premio Gruber in genetica per i suoi contributi
innovativi al campo della genomica. Ora si dedica a trovare una cura
per l’Encefalomielite Mialgica/Sindrome da Fatica Cronica (ME/CFS).
Janet
Dafoe, PhD, si ’ laureata alla Stanford University e poi ’ diventata
una psicologa clinica autorizzata, specializzata in ADHD, Asperger,
ansia e depressione, mentre cresceva due figli con suo marito Ronald
Davis. Quando suo figlio Whitney Dafoe si ’ ammalato di ME/CFS, ha
iniziato a curarlo a casa e oggi ’ una attivista e raccoglie fondi per
la comunità ME/CFS.
L’incontro
e realizzato grazie a Rivka Solomon, la coordinatrice degli eventi per
la Massachusetts ME/CFS & FM Association, e presentato da Kathy
Detwiler, la proprietaria del Buttonwood Books and Toys emadre e
caregiver di un figlio che soffre di ME/CFS da19 anni.
NUOVA IPOTESI: I MECCANISMI CHE IMPEDISCONO IL RECUPERO NEI PAZIENTI IN TERAPIA INTENSIVA PROLUNGATA SONO ANCHE ALLA BASE DELLA ME/CFS
Un nuovo studio ’ appena stato pubblicato da Stanculescu ’ Larsson
– Bergquist: qui.
Qui
viene avanzata l’ipotesi che i meccanismi disadattivi che impediscono
il recupero in alcuni pazienti dell’unit’ di terapia intensiva (ICU)
possono anche essere alla base dell’encefalomielite mialgica/sindrome
da fatica cronica (ME/CFS). In particolare, questi meccanismi sono: (a)
soppressione della secrezione pulsatile della ghiandola pituitaria di
ormoni trofici, e (b) un “circolo vizioso” tra infiammazione, stress
ossidativo e nitrosativo (O&NS), e bassa funzione dell’ormone
tiroideo. Questa ipotesi dovrebbe essere studiata attraverso progetti
di ricerca in collaborazione.
Conclusioni:
Decenni di
ricerca nel campo della medicina critica hanno dimostrato che in
risposta allo stress di una grave infezione o lesione, gli assi
endocrini subiscono profonde alterazioni. Una valutazione delle
secrezioni pulsatili dell’ipofisi rivela che nel sottogruppo di
pazienti che sopravvivono alla loro grave infezione o lesione ma non
iniziano il recupero (cio’, i pazienti critici prolungati), la
soppressione degli assi endocrini ’ mantenuta indipendentemente
dall’infezione o lesione grave iniziale. Recenti modelli patologici
propongono che i meccanismi che coinvolgono citochine
pro-infiammatorie, O&NS e bassa funzione dell’ormone tiroideo
spiegano il perpetuarsi di queste disfunzioni endocrine (cio’, un
“circolo vizioso”).
I sintomi, le anomalie fisiologiche e i
modelli endocrini osservati nella ME/CFS grave non sono diversi da
quelli della malattia critica prolungata. Inoltre, gli stessi elementi
di un “circolo vizioso” esistono anche nella ME/CFS. Tuttavia,
diversamente da quanto avviene nella malattia critica, la secrezione
pulsatile dell’ipofisi e le sue relazioni con le funzioni metaboliche e
immunitarie rimangono ampiamente non studiate nella ME/CFS.
Senza
escludere possibili fattori genetici o ambientali predisponenti,
proponiamo l’ipotesi che i meccanismi disadattivi che impediscono il
recupero dei malati critici prolungati siano anche alla base della
ME/CFS. La gravità della malattia ME/CFS può essere una funzione della
forza di questi meccanismi; la ME/CFS molto grave assomiglia
maggiormente alla malattia critica prolungata. Sosteniamo inoltre che
questa ipotesi dovrebbe essere indagata attraverso progetti di ricerca
collaborativi che si basano sui risultati della malattia critica e
della ME/CFS. Se questa ipotesi viene convalidata, trial passati per
rompere il “circolo vizioso” che perpetua la malattia critica, e i
primi successi per riattivare la secrezione pulsatile dell’ipofisi nei
pazienti in terapia intensiva, potrebbero fornire strade per una cura
per la ME/CFS, compresi i casi di insorgenza da infezioni. Certamente,
date le somiglianze descritte sopra, una collaborazione attiva tra i
ricercatori della malattia critica e della ME/CFS potrebbe portare a
risultati migliori per entrambe le condizioni.
Infine,
suggeriamo che sforzi immediati di collaborazione dovrebbero essere
ricercati tra la comunità dei ricercatori al fine di condurre studi
longitudinali con l’obiettivo di identificare somiglianze e differenze
tra la malattia critica prolungata, la sindrome post-terapia-intensiva,
la ME/CFS, la fibromialgia e il COVID-lungo in relazione agli assi
ormonali, O&NS e la risposta pro-infiammatoria con l’obiettivo di
scoprire obiettivi diagnostici e terapeutici che attenuino la
disabilit’ funzionale a cui conducono queste patologie.
Si parla di stanchezza post-COVID e di possibile CFSME
post-COVID: qui.
C’’
in corso uno studio internazionale che esamina l’impatto della ME/CFS
sulla qualità della vita sia dei pazienti che dei loro familiari
condotto dalla dottoressa Nina Muirhead e il team dello studio
all’Universit’ di Cardiff, Regno Unito.
L’opportunit’ di partecipare ’ ancora aperta e invitiamo a partecipare.
La scadenza per la partecipazione ’
il 31 marzo 2021.
Si
tratta di una breve e semplice indagine online (in inglese) progettata
per essere accessibile a tutti gli adulti dai 18 anni in su, inclusi i
pazienti gravemente affetti.
Ci sono due questionari nel sondaggio,
uno per il paziente e uno per il partner o un membro della famiglia.
Ogni questionario richiede solo 5 minuti per essere completato.
Qui trovate il link allo studio.
Se
per caso avete già iniziato lo studio ma avete perso il link per
tornare a completarlo, inviate un’e-mail a MEFROM16study@cardiff.ac.uk
per ricevere il codice di accesso unico (questo potrebbe richiedere
alcuni giorni).
Si prega di condividere ampiamente e di
incoraggiare altri a partecipare. Hanno raggiunto il loro obiettivo
iniziale di 500 sondaggi completamente completati. Con il nostro aiuto
sperano di raggiungere un nuovo obiettivo di 1000 serie complete di
dati. Pi’ grande ’ la portata di questo sondaggio, più possono
migliorare la comprensione internazionale su come la ME/CFS impatta i
pazienti e i loro familiari.
Grazie.
Sotto
leggete il testo della lettera che, insieme anche alle altre
associazioni e gruppi del territorio nazionale, abbiamo inviato al
Ministro della Salute e in seguito anche al ministro dell’Universit’ e
della Ricerca, per chiedere sostegno rispetto a un’iniziativa
della Commissione Europea (la creazione della categoria ’malattie poco
studiate’) per facilitare ai ricercatori di ME/CFS l’accesso ai fondi
per ricerca biomedica.
Gentile onorevole ministro Roberto Speranza,
siamo
i rappresentanti di pazienti che soffrono di Encefalomielite
Mialgica/Sindrome da Fatica Cronica (ME/CFS) e le scriviamo per
chiedere il suo sostegno per una proposta avanzata dalla Commissione
Europea per affrontare malattie poco studiate, fra cui la nostra, nel
primo programma di lavoro di Horizon Europe.
Il 17 giugno 2020 il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione
su un finanziamento aggiuntivo per la ricerca biomedica sulla ME/CFS.
In seguito, in risposta a una lettera del deputato del Parlamento
Pascal Arimont, la Commissione Europea ha chiarito la sua linea
d’azione in risposta alla risoluzione: il 4 dicembre 2020 la
Commissione ha dichiarato
che i suoi servizi “stanno attualmente lavorando a stretto contatto con
gli Stati membri per affrontare le patologie poco-studiate, di cui
la ME/CFS ’ un esempio paradigmatico, nel primo programma di
lavoro di Horizon Europe”.
La ME/CFS ’ una malattia
cronica e invalidante
che colpisce circa 2 milioni di cittadini dell’Unione Europea. La
prognosi della ME/CFS ’ disastrosa e attualmente non esiste un
trattamento efficace. In Paesi come gli Stati Uniti, il Canada e l’Australia, i governi
hanno fatto notevoli investimenti per sostenere la ricerca sulla
ME/CFS.
Una lettera
firmata da più di 100 scienziati ha evidenziato che l’Europa ’
attualmente in ritardo e dovrebbe intervenire per affrontare questa
malattia sottovalutata. Questa necessità ’ ancora più urgente in questo
momento storico, dal momento che crescenti studi evidenziano che alcuni
sintomi del cosiddetto COVID-lungo
suggeriscono fortemente una ME/CFS e c’’ ’una finestra scientifica
unica nel suo genere e un’enorme responsabilit’ nell’investigare le
conseguenze a lungo termine e le disabilit’ che i sopravvissuti di
COVID-19 potrebbero affrontare’.
Ci auguriamo che l’Italia
sostenga questa promettente iniziativa della Commissione Europea. La
ME/CFS ’ una malattia trascurata che impone un onere elevato alla
società e alle famiglie, e giustifica un investimento più forte nella
ricerca scientifica.
La ringraziamo per il sostegno che
potrà dare nel migliorare così le prospettive dei pazienti e rimaniamo
a disposizione per ogni eventualit’.
Distinti saluti,
Giada Da Ros, presidente della CFS/ME Associazione Italiana odv
Girolamo Carollo, presidente della CFS/ME ’ Organizzazione di
Volontariato
Rosita Romor, presidente della Associazione Nazionale A.N.FI.S.C. –
onlus
Tiziana Scotti, presidente della Associazione MARA
Roberta Beretta, presidente della Associazione Malati di CFS onlus
Gualtiero Zucconi, amministratore di CFS Italia
Maria Luisa Falcone, coordinatrice commissione Benessere Sociale,
Salute, Sanit’ A.D.A.S. aps