A ROMA APERTI RICOVERI PER GIOVANI PAZIENTI DI LONG-COVID ED ME/CFS
Uno
dei maggiori esperti di ME/CFS e Long-COVID fra i medici di nuova
generazione, diciamo così, ’ il dottor Danilo Buonsenso, soprattutto
per la parte pediatrica, visto che ’ pediatra – lavora al Gemelli a
Roma e insegna alla Cattolica. Da lui arrivano ottime notizie, come
scrive sul suo blog su Substack. In un post di agosto
spiega che hanno aperto i ricoveri (privatamente per gli adulti) per
pazienti di ME/CFS e Long-COVID. Certo, sono coperti dal servizio
sanitario nazionale, se non si ’ in ambito pediatrico, ma ’ un inizio.
Gi’ ci sono giovani pazienti non pediatrici che si sono rivolti a lui.
Qui trovate il post in cui spiega, mentre sotto la
traduzione:
NEL MIO CENTRO SONO APERTI I RICOVERI PER GIOVANI ADULTI PER LONG COVID
E ME/CFS!
Possono essere ammesse persone da tutto il mondo, a seconda delle
necessità.
Il Long-COVID e la ME/CFS sono per lo più trascurate o etichettate come
disturbi funzionali in tutto il mondo, con l’eccezione di pochi centri.
Se questo ’ generalmente vero per tutti, ’ particolarmente vero per i
bambini, gli adolescenti e i giovani adulti.
Per quanto riguarda i bambini e gli adolescenti fino a 18 anni, sono
riuscito (e fortunato, ma anche bravo) a convincere la mia Istituzione
dell’importanza di questo settore, per cui posso facilmente seguire e
ricoverare questi pazienti nel mio reparto pediatrico. I pazienti
italiani sono ricoverati gratuitamente nell’ambito del sistema
sanitario nazionale.
Tuttavia, ho capito (parlando con centinaia di persone colpite) che i
giovani adulti fino a 30-35 anni con il Long-COVID o la ME/CFS sono
letteralmente abbandonati dal punto di vista dell’assistenza sanitaria.
Sono letteralmente pazienti di nessuno.
Alcuni colleghi mi hanno detto: “Ehi, Danilo, un trentenne ’ più simile
a un diciassettenne che a un settantenne”, facendo riferimento anche
alle comorbilit’ e così via. “Perch’ non cerchi di aiutare anche questi
pazienti?”.
Onestamente,
non avevano torto. Poich’ lavoro in uno dei migliori ospedali
accademici italiani (non solo pediatrici, ma anche generali), ho tutte
le competenze necessarie per questi pazienti. In realtà, anche i miei
pazienti pediatrici sono curati in collaborazione con altri esperti
adulti. La loro esperienza con i casi più gravi di COVID e Long-COVID
mi ha aiutato a tradurre le mie cure agli adolescenti più giovani.
Ho pensato: “Bene, facciamolo”. Tuttavia, da un punto di vista
amministrativo, il mio ospedale non dispone di un’unit’ di Long
Covid-ME/CFS e non posso ricoverare adulti nel reparto pediatrico.
Pertanto, l’istituzione mi ha permesso di creare un’’quipe che possa
controllare i pazienti nel settore privato dell’ospedale. Si spera che
questo possa funzionare almeno per il numero crescente di persone che
hanno un’assicurazione sanitaria.
Potenzialmente possono essere ricoverate persone provenienti da tutto
il mondo. Non ci sono restrizioni a questo proposito.
Ho già iniziato con i primi adulti.
COME FUNZIONA?
Fase 1 – primo contatto
Se sei un giovane adulto fino a 35 anni, o anche un po’ più vecchio se
non hai precedenti comorbilit’ importanti ad eccezione del Covid o
della ME/CFS, hai prima un consulto online con me. Questo consulto ’
gratuito per i miei abbonati a pagamento (’ solo un simbolico 30 euro
all’anno, la piattaforma non consente prezzi inferiori). Questa fase ’
importante per capire la diagnosi, cosa ’ stato fatto finora (in
termini di diagnosi e trattamenti) e per concordare un piano.
Fase 2 – primo ricovero
Di solito, il primo ricovero ’ soprattutto diagnostico. Ecco cosa
faccio di solito:
’ la mia valutazione
’ Test da sforzo cardiopolmonare per misurare la
fatica di base e capire quanto la fatica sia dovuta a problemi
muscolari, cardiaci, metabolici, respiratori o a un mix.
’ Stand test e ECG delle 24 ore con variabilit’ della
frequenza cardiaca per verificare la presenza di POTS o sindrome da
tachicardia inappropriata. Queste sono solitamente trattabili
’ valutazioni neurologiche con test anche per la
neuropatia delle piccole fibre e biopsia cutanea per la funzione
mitocondriale
’ se i sintomi neurocognitivi sono gravi, possono
essere eseguite PET e SPECT cerebrali.
’ Nei soggetti infettati durante le varianti iniziali
e ancora con sintomi gravi, SPECT polmonare
’ valutazione neuropsichiatrica; con i nostre
neuropsichiatrie infantili, abbiamo una grande esperienza nella
gestione del dolore grave e della cefalea con gabapentin
’ valutazione psichiatrica. Molti pazienti hanno
anche problemi di umore (come conseguenza o come parte del Long-COVID-
ME/CFS). ’ importante avere un’assistenza da questo punto di vista
’ ematologo per valutare l’endotelite e l’utilit’
dell’anticoagulazione
Negli adolescenti più vecchi e nei giovani adulti con sintomi gravi, la
mia prima proposta ’ di iniziare con le infusioni di immunoglobuline
intravenose (IVIG), una volta al mese per un minimo di tre volte, fino
a 6-8 se gli effetti sui sintomi si fanno sentire. I motivi sono
scritti in un prossimo post dedicato alle IVIG, così come i recenti
studi sul trasferimento di anticorpi da pazienti di Long-COVID ai topi,
di cui parler’ in futuro.
Le IVIG non sostituiscono ivabradin, gabapenting,
anticoagulazione (dose profilattica) se necessaria.
Inoltre, di solito consiglio di trattare le reinfezioni, soprattutto
con la metformina, per i motivi che ho detto in un post precedente.
Grazie
(spero di non vederti, perché questo significherebbe che stai bene e
non hai bisogno del mio sostegno)

