BIOMARCATORI EMATICI REPLICATI PER LA ME/CFS
’
uscito nei giorni scorsi un nuovo articolo del gruppo del professor
Ponting, ben noto nel mondo della ME/CFS per essere il principale
ricercatore di DecodeME, lo studio di associazione genomica (GWAS) che
mira a trovare le cause genetiche della malattia analizzando i campioni
di DNA di 20.000 persone con ME/CFS.
Biomarcatori ematici replicati per l’encefalomielite mialgica non
spiegabili con l’inattività
Replicated blood-based biomarkers for Myalgic Encephalomyelitis not
explicable by inactivity
Sjoerd Viktor Beentjes, Julia Kaczmarczyk, Amanda Cassar, Gemma Louise
Samms, Nima S. Hejazi, Ava Khamseh, Chris P. Ponting
medRxiv 2024.08.26.24312606; doi: https://doi.org/10.1101/2024.08.26.24312606
Traduzione dell’abstract
L’encefalomielite mialgica (ME; talvolta indicata come sindrome da
fatica cronica) ’ una malattia relativamente comune e prevalentemente
femminile dalla patogenesi sconosciuta che riduce profondamente la
qualità di vita dei pazienti rispetto alla salute. La diagnosi di ME ’
ostacolata dall’assenza di biomarcatori specifici e solidamente
definiti, facilmente misurabili da fonti disponibili come il sangue e
non influenzati dal basso livello di attività fisica dei pazienti ME.
Studi precedenti sui biomarcatori ematici non hanno prodotto risultati
replicati, forse a causa della bassa dimensione del campione di studio
(n < 100). Qui utilizziamo i dati della UK Biobank (UKB) per 1.455
casi di ME e 131.303 controlli della popolazione per scoprire centinaia
di tratti molecolari e cellulari del sangue che differiscono
significativamente tra casi e controlli. ’ importante notare che 116 di
questi tratti sono replicati, poich’ sono significativi sia per le
coorti femminili che per quelle maschili. La nostra analisi ha
utilizzato stimatori semi-parametrici efficienti, un adattamento
iniziale di Super Learner seguito da una correzione a un passo, tre
tipi di mediatori e stimatori naturali diretti e indiretti, per
scomporre l’effetto medio dello stato di ME sui tratti molecolari e
cellulari. Il dato che colpisce ’ che queste differenze tra i tratti
non possano essere spiegate dall’attività limitata dei casi di ME. Dei
3.237 tratti considerati, lo stato di ME ha avuto un effetto
significativo solo su uno, attraverso il mediatore ’Durata del cammino’
(campo UKB 874). Al contrario, lo stato di ME ha avuto un effetto
diretto significativo su 290 tratti (9%). Come previsto, questi effetti
sono diventati più significativi con l’aumentare del rigore nella
definizione dei casi e dei controlli. I tratti significativi nelle
donne e negli uomini erano indicativi di infiammazione cronica,
resistenza all’insulina e malattia epatica. Individualmente, gli
effetti significativi sui tratti ematici non erano tuttavia sufficienti
a distinguere nettamente i casi dai controlli. Tuttavia, il loro numero
elevato, l’assenza di bias sessuali e la forte significativit’,
nonostante il bias della selezione di ’volontari sani’ dei partecipanti
all’UKB, mantengono viva l’ambizione futura di un pannello di
biomarcatori ematici per una diagnosi accurata della ME.

