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CFS/ME: UNA INFEZIONE DEL NERVO VAGO?

Di Giada Da Ros ’ presidente della CFS Associazione Italiana di Aviano

(PN)

Uno studio del dottor VanElzakker, della Tufts University, che trovate

nella su interezza pubblicato qui, ipotizza che la CFS/ME possa essere causata

da un’infezione del nervo vago. Cort Johnson, in un pezzo che trovate qui, e  sotto tradotto, spiega di che cosa si

tratta. Il dottor VanElzakker, sul suo profilo

twitter,

ha anche rivelato che insieme a un gruppo che comprende il dottor

Komaroff, noto studioso di CFS/ME, inizier’ uno studio pilota relativo

alla malattia. 

Una teoria per spiegarle tutte?

L’Ipotesi dell’Infezione del Nervo Vago per la Sindrome da Fatica

Cronica  – Cort Johnson (28 dicembre 2013)

La Grande teoria

Potrebbe

spiegare i risultati dello studio sui patogeni della Chronic Fatigue

Initiative (http://cfinitiative.org/, ndt). Potrebbe mostrare come

un’infezione potrebbe causare la sindrome da fatica cronica, e poi

apparentemente sparire. Integra due dei maggiori attori implicati nella

ME/CFS: il sistema nervoso autonomo e il sistema immunitario. Si

focalizza sugli herpes virus. Include i nervi sensoriali, un argomento

sempre più caldo nella ME/CFS/FM, e segue un assodato modello della

fibromialgia.

Se ’ corretta, l’ipotesi di VanElzakker potrebbe spiegare molto della

sindrome da fatica cronica.

’

la Vagus Nerve Infection Hypothesis (VNIH), l’Ipotesi della Infezione

del Nervo Vago  per la sindrome da fatica cronica, e potrebbe

cambiare il mondo in cui si guarda a, si fa ricerca su e si tratta

questa patologia.

Ideata da Michael VanElzakker, un neuro

scienziato alla Tufts, la VNIH propone che virus che amano i nervi

inneschino una risposta immunitaria difficile da rilevare che produce

la fatica e gli altri sintomi presenti nella sindrome da fatica

cronica.

.

Location, Location, Location

VanElzakker propone

che una infezione inneschi la ME/CFS, ma se la sua teoria ’ giusta la

cosa più importante di quell’infezione non ’ che così’, ma dov’’. Quel

’dove’ ’ il più grande nervo nel corpo: il nervo vago ’ un ’nervo

vagante’ che si allunga su gran parte del torso e invia le sue radici

nella maggior parte degli organi del corpo.

Il nervo vago non ’ un

nervo qualsiasi: ’ il canale del sistema nervoso al cervello.

VanElzakker crede che un’infezione l’ non abbia bisogno di essere

grande per creare scompiglio al cervello; deve solo essere presente.

Per

certi versi in effetti, il nervo vago sembra maturo per un’infezione

nella ME/CFS. Dal momento che ’vaga’ attraverso il corpo viene in

contatto con rifugi per i virus come l’esofago, lo stomaco, i polmoni,

la milza, i quali con ogni probabilità in un momento o nell’altro hanno

tutti dato asilo agli herpes virus (HHV6, HHV-5 [cytomegalovirus],

HHV-4 [Epstein-Barr virus]) che si ’ pensato per decenni che siano

associati con la ME/CFS.

La maggior parte degli esseri umani hanno

diversi di questi herpes virus in forma latente a meno che qualche

agente stressante o evento biologico non permetta loro di riattivarsi.

Van Elzakker suggerisce che la ME/CFS sia causata da infezioni

localizzate associate al nervo vago.

VanElzakker

crede che al momento della riattivazione questi virus si replichino e

si spostino fuori dai nervi dove incorrono nelle cellule gliali e

cercano di fagocitarle. Le cellule gliali si caricano in modo

straordinario in presenza di virus, e rilasciano tutti i tipi di

sostanze pro-infiammatorie e neuroeccitatorie (citochine

pronfiammatorie [IL-1B, IL-6, TNF-a], glutammato, prostaglandine,

ossido di azoto e radicali liberi).

I recettori del nervo vago che

annusano questi segnali di allarme dicono al cervello che ’ presente

un’infezione, e questo di conseguenza spegne il corpo inviando segnali

(fatica, sintomi simil-influenzali, dolore, ecc) che rallentano il

corpo, gli dicono di smettere di muoversi, smettere di mangiare,

smettere di pensare.

Poich’ queste infezioni sono localizzate

proprio sul  principale condotto al cervello VanElzakker crede che

non abbiano bisogno di produrre la risposta di citochine fuori misura

che i ricercatori hanno sempre cercato. Tutto quello che hanno bisogno

di fare ’ aggiustare il nervo vago e lasciare che questo e il cervello

facciano il resto.

Non c’’ bisogno di una ’grande’ infezione per

produrre la ME/CFS; tutto ci’ di cui hai bisogno ’ una piccola

infezione nel posto giusto.

Il componente chiave ’ le cellule gliali

Le

cellule gliali che circondano e proteggono il nervo vago sono la

chiave. Un tempo ritenuti mere impalcature strutturali per i nervi,

queste cellule (ad esempio, astrociti) si sa che regolano le

segnalazioni del sistema nervoso, un fatto che ’ stato corroborato

nella malattia sorella della sindrome da fatica cronica, la

fibromialgia.

 

VanElzakker crede che una attivazione

innescata da un patogeno, ma localizzata, del sistema immunitario

intorno ai nervi vaghi potrebbe causare le CFS/ME.

Il rilascio dal

parte delle cellule gliali di citochine, glutammato, radicali liberi,

ecc. nel corno dorsale del midollo spinale causa una aumentata

sensibilità al dolore e allodinia in individui suscettibili. Ad un

certo punto la costante produzione di queste sostanze eccitatorie

provoca l’accendersi di un interruttore che invia una risposta di

dolore che va a spirale verso l’alto invece di spegnersi.

Al suo

maggior estremo, (allodinia), il sistema nervoso può interpretare anche

il tocco più leggero come qualcosa che provoca dolore. Il sistema di

risposta di dolore a questo punto, come la mette VanElzakker, ’

diventata ’patologico’.

Quel modello di produzione del dolore ’

stato documentato in modo solido. VanElzakker propone che lo stesso

processo che causa sensibilizzazione dal dolore del corno dorsale causi

la fatica e gli altri sintomi nella sindrome da fatica cronica, salvo

il fatto che questa volta il processo ’ associato alle cellule gliali

che circondano il nervo vago.

Un nuovo modello di fatica

’Non

c’’ ragione di sospettare che la glia associata al nervo vago funzioni

in modo diverso al glia associato al dolore’. VanElzakker

Nessuno sa

che aspetto avrebbe una infezione di herpesvirus del nervo vago, ma

VanElzakker non vede alcuna ragione per cui dovrebbe sembrare diversa

da un’infezione in altre parti del corpo.

 Infezioni di

herpesvirus del nervo trigemino causano l’erpete. Le infezioni di

herpes virus al nervo vago causano la sindrome da fatica cronica?

Sappiamo

che una infezione di herpesvirus al nervo trigemino ti procura erpete e

dolore cronico. I ricercatori credono che una infezione cronica al

corno dorsale del midollo  spinale possa farci venire la

fibromialgia e l’allodinia. Potrebbe un’infezione del nervo vago

causarvi un comportamento di malattia e la sindrome da fatica cronica?

C’’

una buon possibilità che possa. Studi su animali indicano che sintomi

di fatica/simil-influenzali diventano fortissimi quando il nervo vago

viene infettato. In effetti, ’ possibile che i sintomi

simil-influenzali associati con le infezioni non esisterebbero nemmeno

senza il nervo vago. I roditori con i loro nervi vaghi tagliati non si

comportano da ammalati nemmeno dopo che sono stati infettati da un

patogeno: le febbri, la fatica, il desiderio di isolamento ’ sono

andati.

E se i recettori del nervo vago fossero’incessantemente

bombardati con queste citochine? I sintomi del comportamento di

malattia sarebbero severi e intrattabili.

Se le cellule gliali che

circondano il nervo vago funzionano allo stesso modo in cui fanno nel

corno dorsale, una persistente o anche una ’ardente’ infezione (anche

conosciuta come la teoria del dottor Lerner), potrebbe innescare il

simile tipo reazione ipersensibile nel nervo vago. In questa modello di

’sensibilizzazione immunitaria’, ’ sufficiente un piccolo ammontare di

citochine per innescare fatica e un comportamento simil-influenzale. In

effetti, VanElzakker suggerisce che sia la sindrome da fatica cronica

che la fibromialgia potrebbero essere entrambe ’malattie delle cellule

gliali’.

Come avere un’infezione che non si fa vedere nel sangue

’Le citochine che Rispondono a una Infezione Locale Rimangono

Locali’   VanElzakker

Se

VanElzakker ha ragione, lo stesso gruppo di virus creano scompiglio in

diversi luoghi in differenti pazienti con la CFS/ME. Il problema ’ solo

che ’ dannatamente difficile raggiungerli tutti. Non si riescono a

trovare nel sangue e di certo non si può fare una biopsia del nervo

vago.

Una serie di affascinanti studi che esplorano come le

infezioni del sistema nervoso centrale causano il dolore cronico ai

nervi potrebbe, tuttavia, illuminare su quello che accade nella ME/CFS.

Primo, i ricercatori hanno imitato una infezione localizzata al sistema

nervoso facendo cadere una proteina dell’HIV nota per attivare le

cellule gliali nel midollo spinale dei roditori.

 

Il

nervo vago ’ il condotto immunitario al cervello; studi sui topi

suggeriscono che gioca un ruolo chiave nel produrre il ’comportamento

di malattia’.

Hanno scoperto che le cellule gliali si

impennavano e che cominciavano a produrre citochine pro-infiammatorie

per prendersi cura dell’intruso. In modo che non sorprende, i roditori

apparivano e si comportavano da malati ’ le citochine facevano il loro

lavoro nel temere l’animale già e isolato ’ ma nessuna traccia di

quelle citochine si poteva trovare nel loro flusso sanguigno. Solo se

si prendeva un campione del midollo spinale dell’animale vicino a dove

c’era l’’infezione’ era possibile trovare una qualche prova di un

aumentato livello di citochine.

Se VanElzakker ha ragione,

allora I livelli di citochine del sangue nella CFS/ME dipendono da dove

il nervo vago si ’ infettato. Se ’ infettato nella tua area addominale,

potrai trovare citochine nel sangue, ma potrebbe essere difficile

trovarle nel fluido spinale. Se il tuo nervo vago ’ infettato vicino al

tuo tronco cerebrale potrai trovare citochine nel fluido spinale, ma

probabilmente non le troverai nel tuo sangue.

Ovunque sia

l’infiammazione, c’’ una buona probabilità che si possano non trovare

per nulla citochine nel sangue. Questo non ’ una fatto che causi

completa sorpresa e nemmeno ristretto alle infezioni del nervo vago; le

citochine nei topi con infezione ai polmoni, per esempio, si presentava

solo quando veniva preso un campione dai polmoni stessi.

 

I prossimi passi

VanElzakker

suggerisce studi sugli animali per meglio capire le infezioni del nervo

vago, e riuscire alla fine a creare un modello sui roditori della

sindrome da fatica cronica sarebbe utile. L’Imaging della Risonanza

Magnetica (MRI) potrebbe essere in grado di rilevare lesioni virali nei

tessuti del sistema nervoso centrale. Non si sa ancora se se l’esame

della PET (tomografia ad emissione di positroni) possa rilevare

l’attivazione di differenti tipi di cellule gliali, di glia satelliti

che sono nei gangli e paragangli del nervo vago, ma esami PET speciali

potrebbero essere usati per valutare attivazioni microgliali.

Studi

sui cadaveri di persone con la ME/CFS non sono di certo la sua prima

scelta, ma potrebbero trovare glia attivato, infezioni infiammatorie e

virali nel nervo vago e strutture associate. Infine, nuovi protocolli

dovrebbero venir sviluppati per valutare il nervo vago e il

funzionamento del tronco cerebrale nella ME/CFS. A coloro che sono

malati in modo severo dovrebbe venir dato un posto prominente in studi

futuri.

Se VanElzakker ha ragione diversi trattamenti potrebbero essere in

serbo per le persone con la ME/CFS

Un approccio a un Nuovo Trattamento

’Gli

inibitori delle cellule gliali potrebbero diventare un trattamento

standard per la CFS (causata da una infezione del nervo vago del SNC)’

VanElzakker

Inibitori delle Cellule Gliali

Se la teoria di

VanElzakker ’ corretta allora gli inibitori delle cellule gliali per

fermare l’attivazione immunitaria, gli antivirali per attaccare i

patogeni, la stimolazione del nervo vago e l’alterazione chirurgica del

nervo vago potrebbero essere possibili trattamenti in un qualche

momento nel futuro.

Gli inibitori delle cellule gliali hanno un

buon profilo di sicurezza, sono stati utili a smorzare i dolori

neuropatici e non sono molto usati nella sindrome da fatica cronica o

nella fibromialgia.

 

Se VanElzakker ha ragione allora l’Ibudilast, un farmaco ora nei trial

clinici per un altro disturbo, ’ una possibilità

L’Ibudilast

(AV411/MN166), un farmaco usato prevalentemente in Giappone, abbatte

l’attivazione delle cellule gliali inibendo la produzione di una

citochina pro-infiammatoria chiamata fattore inibitorio-di

migrazione-macrofago (MIF) e TNF-a. Ridotti livelli di TFN-a potrebbero

fornire un bonus incrementando la rottura di un neurotrasmettitore

eccitatorio chiamato glutammato che potrebbe aiutare a tenere il

sistema nervoso centrale in tensione.

L’Ibudilast ’ anche noto per

avere effetti neuroprotettivi e vasodilatatori ed ’ di solito usato per

trattare l’asma e l’infarto. La sua abilit’ nel reprimere l’attivazione

delle cellule gliali lo ha reso utile nel trattamento del dolore

neuropatico, e al momento ’ sottoposto a trial clinici per trattare il

dolore neuropatico in Australia. L’Ibudilast può anche prevenire

l’’attivazione virale del microglia.

L’Istituto Nazionale di

Sanit’ Americano (NIH) sta finanziando dei tria di Ibudilast negli USA

per vedere se può avere effetto contro la tossicodipendenza. Se ha

successo, il farmaco potrebbe essere qui (negli USA, ndt) disponibile

per un uso off-label (prescritto per usi non approvati, ndt) nella

ME/CFS in tre o quattro anni.

Esistono altri inibitori microgliali

generali (minocyline, pentoxyfilline, propentfylline), ma hanno effetti

collaterali non desiderabili.

Antivirali

Fermare

l’attivazione delle cellule gliali può essere più facile che arrivare

ai virus stessi. Gli herpesvirus che vivono nei ganglia sensoriali

possono essere protetti dai farmaci antivirali e dagli anticorpi. (Un

nuovo farmaco per gli herpesvirus potrebbe tuttavia uscire presto sul

mercato). In alternativa, altri virus oltre agli herpesvirus potrebbero

star infettando il nervo vago.

Terapia Comportamentale

VanElzakker

nota anche che sebbene le terapie comportamentali non siano curative e

possono solo applicarsi a un sottogruppo di pazienti, possono aiutare a

moderare i sintomi e a migliorare la qualità della vita in alcuni.

Conclusione

La

Teoria dell’Infiammazione del Nervo Vago potrebbe essere in grado di

spiegare aspetti sconcertanti della sindrome da fatica cronica più di

ogni altra toeria. In seguito parliamo con il dottor VanElzakker su che

cosa lo ha fatto interessare alla ME/CFS e quello che la sua teoria può

significare per questo disturbo.

Vedi di più qui.

Dicembre 30, 2013/da CFS-ME
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