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LA

LA

PROMESSA DEL PROTEOMA

Un’analisi dell’articolo PLoS  ONE. Quanto segue ’ la traduzione

di quanto trovate qui. 

Oggi,

il 23 febbraio 2011, nella rivista scientifica online PLoS ONE, dei

ricercatori provenienti da sei istituti hanno pubblicato uno studio

suggestivo che utilizza dei potenti mezzi di tecnologia investigativa

per catalogare le proteine in campioni di fluido spinale nella sindrome

d’affaticamento cronico (CFS) e la malattia di Lyme neurologica

post-trattamento. Il lavoro entusiasmante ’ il prodotto di un grande

team capeggiato da Steven Schuzter dell’Universit’ di Medicina e

Ortodonzia del New Jersey e Thomas Angel e Tao Liu della Pacific

Northwest National Laboratory.

In un articolo intitolato

’Distinti Proteomi del Fluido Cerebrospinale differenziano la Malattia

di Lyme post trattamento e la CFS’, Schutzer e i suoi colleghi hanno

analizzato dei campioni ottenuti da punture lombari da 43 partecipanti

attentamente valutati utilizzando i criteri Fukuda del 1994, 25

partecipanti che corrispondevano ai criteri CDC per la malattia di Lyme

e che avevano completato almeno tre settimane di terapia antibiotica

endovena almeno quattro mesi prima, e 11 partecipanti di controllo. I

gruppi di confronto tra le malattie sono stati scelti vista la

corrispondenza dei sintomi relativi al sistema nervoso centrale (SNC) e

mancanza di spiegazione medica per sia la CFS e la Malattia di Lyme

post trattamento. Scrivono, ’Specifiche anormalit’ trovate nel fluido

cerebrospinale (FCS) relative alla CFS e la Malattia di Lyme post

trattamento suggerirebbero un coinvolgimento del SNC e  potrebbero

facilitare una comprensione meccanicistica’.

Gli studiosi hanno

combinato due tecnologie potenti chiamati la spettroscopia di

massa   la cromatografia per analizzare i campioni di FCS. La

spettroscopia ’ uno strumento che misura la massa delle particelle e

quindi la composizione di un campione. La cromatografia misura le

proporzioni relative delle particelle in una miscela. Questa

combinazione di metodi ’ stata selezionata per la capacità di lanciare

un’ampia rete di ’scoperta’ nell’analisi di campioni biologici

complessi, senza dover definire a priori quali proteine potrebbero

essere presenti. Il gruppo aveva precedentemente identificato un

’proteoma’ comprensivo normale come punto di riferimento per il

confronto con campioni infetti. Il termine proteoma si riferisce

all’intera gamma di proteine ritrovati in un campione biologico; in

questo caso, il fluido cerebrospinale. Le proteine sono composte dal

particelle più piccole denominate peptidi.

 

Utilizzando

queste analisi, il gruppo di ricerca ’ stato in grado di generare una

lista comprensiva di 30.000 peptidi nei campioni raccolti dai

partecipanti in ciascun gruppo di malati. Di questi 30.000 peptidi, 738

proteine sono state ritrovate solo nei partecipanti con la CFS (Figura

1). I campioni raccolti da pazienti con la malattia di Lyme post

trattamento avevano 692 proteine esclusive, e il gruppo di controllo ne

presentava 724. Hanno individuato delle differenze nei livelli di varie

proteine tra gruppi e quelli della CFS e la Malattia di Lyme avevano

più proteine in comune rispetto al gruppo di controllo.

Le

proteine coinvolte nella via di segnalazione CDK5 erano

significativamente più ricche nei pazienti con la CFS. Alterazioni

nelle vie d’attivazione CDK5 sono state collegate alla malattia di

Parkinson e Alzheimer. Le proteine coinvolte in specifiche funzioni

neurologiche erano più basse in pazienti con la CFS rispetto a pazienti

con la Malattia di Lyme post trattamento, ed entrambi i gruppi avevano

livelli più bassi rispetto al gruppo di controllo. Gli autori

riconoscono che la significativit’ clinica delle proteine e rispettivi

livelli identificati nel gruppo di controllo ’ ’difficile da

determinare nella fase della scoperta’.

Hanno anche esaminato

campioni individuali di FCS (invece di campioni raggruppati) di

partecipanti con la CFS e la Malattia di Lyme post trattamento. Nel

fare ci’, hanno identificato una gamma di proteine che distinguevano i

due stati delle malattie (Figure 2A e 2B). Analizzando campioni

individuali di FCS, hanno determinato che pazienti con la malattia di

Lyme si distinguono da pazienti con la CFS. La capacità di distinguere

la CFS e la malattia di Lyme post trattamento sulla base di queste

proteine ha delle implicazioni diagnostiche importanti. Dato che

l’agente eziologico per la malattia di Lyme ’ conosciuto come la

Borrelia burgdorferi, tale scoperta suggerisce che vi sono

patofisiologie distinte per queste due malattie clinicamente simili.

Suggerisce altres’ che vi sarebbero diversi approcci nella cura delle

malattie. Alcuni hanno proposto che la Malattia di Lyme post

trattamento rappresenterebbero un sotto-insieme della CFS; tuttavia,

gli autori concludono che i loro dati non fornirebbero alcun supporto

per questo concetto.

Nella sezione finale di discussione, gli

autori affermano che ’ l’analisi sui proteomi del FCS potrebbe fornire

elementi importanti e significativi sui processi biologici modulati in

funzione della malattia e facilitare l’identificazione di proteine

candidati per ulteriori studi scientifici ’ La distinzione tra la CFS e

la Malattia di Lyme post trattamento avrà implicazioni eziologiche che

potrebbero portare a nuovi tipi di diagnostica e interventi

terapeutici’.  Suggeriscono che dalla scoperta di questi candidati

nel fluido cerebrospinali, ora ’ possibile condurre ricerche mirate per

queste proteine nel sangue.

Questa squadra di ricerca ha fornito la

lista comprensiva delle proteine identificate nell’articolo aperto al

pubblico. Questo render’ possibile l’ulteriore esplorazione e

interrogazione dei dati  da parte di questi e altri ricercatori.

Questa lista di proteine può essere immediatamente contestualizzata tra

altre scoperte nella letterature riguardante la CFS utilizzando

strumenti di computazione e di ritrovamento di testo d’avanguardia.

Potrebbe rapidamente accelerare l’identificazione delle proteine e vie

più promettenti per generare saggi diagnostici obbiettivi e trattamenti

mirati. La direttrice scientifica dell’Associazione, Suzanne D. Vernon,

PhD, commenta, ’Sono particolarmente entusiasta per questa ricerca e la

nuove vie per la ricerca che ha aperto. Accoppiando questo tesoro

trovato di liste di proteine con le risorse biologiche e cliniche nella

Banca Biologica SolveCFS dell’Associazione accelerer’ il passo con cui

tali marker biologici potranno essere verificati e validati,

auspicalmente raccorciando il salto tra la scoperta di laboratorio

all’applicazione al paziente. I contributi di questo gruppo alla

comprensione delle biologia della CFS e della Malattia di Lyme post

trattamento non avrebbero potuto arrivare in momento più opportuno per

il campo e la comunità dei pazienti’. La tempesta infuocata generata

dalla ingiuriosa Prova PACE nel Regno Unito e l’incertezza sul ruolo

della XMRV/MLVs nella CFS hanno avuto i loro effetti sull’intera

comunità di pazienti, rappresentanti e ricercatori.

L’articolo

rappresenta un modello di partnership tra vari istituti e agenzie di

finanziamento. E’ stata supportata dall’Istituto Nazionale della Salute

(Istituto Nazionale di Allergie e Malattie Infettive, Istituto

Nazionale dell’Abuso di Droga, Istituto Nazionale di Malattie

Neurologiche e Ictus, e il Centro Nazionale di Risorse di Ricerca), il

Consiglio di Ricerca Svedese, il Centro Tecnologico di Neurodiagnostica

Uppsala Berzelli , Time for Lyme, L’Associazione Malattia di Lyme e il

Fondo Tami. La Pacific Northwest National Laboratory ’ una struttura

scientifica utenti nazionale sponsorizzata dal Dipartimento di Energia.

I pazienti CFS sono stati valutati da Benjamin Natelson alla Albert

Einstein School of Medicine. I pazienti con la Malattia di Lyme sono

stati identificati e valutati da Brian Fallon alla Columbia University.

Jonas Berquist dell’Universit’ di Uppsala in Svezia ha assistito

nell’analisi dei dati. Lo sforzo congiunto, l’utilizzo di nuove

tecnologie di scoperta e la disponibilit’ a volontariamente condividere

dati per avanzare l’intero campo rappresenta un’iniziativa

d’ispirazione del 21esimo secolo, degna di grandi speranze.

La

CFIDS Association of America ’ impegnata nel progresso della ricerca

che porti all’identificazione precoce, la diagnosi oggettiva e il

trattamento efficace della CFS. Le comunità mediche e scientifiche sono

obbligate a comprendere le radici biologiche della CFS in modo da

rendere disponibili terapie mirate ed efficaci ai milioni di persone

nel mondo, le cui vite sono state dirottate dalla CFS.

Febbraio 23, 2011/da CFS-ME
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