LA
LA
NOSTRA GUERRA DEL VIETNAM E’ FINITA OGGI
E’
un brano vecchio, e decisamente di parte (’ un’opinione assolutamente
personale), ma voglio metterlo un questa nota perché ritengo che sai
comunque significativo. E’ un grido di gioia e un j’accuse di Hillary
Johnson a ridosso della scoperta del collegamento da parte del
Whittemore Peterson Institute di un collegamento fra il retrovirus e la
CFS/ME. Hillary Johnson ’ una giornalista, nota soprattutto per il
famoso libro sulla CFS ’Osler’s Web: Inside the Labyrinth of the
Chronic Fatigue Syndrome Epidemic’, che ha un suo blog dallo stesso
ttolo, Osler’s Web appunto.
I diritti al pezzo di cui
riportiamo una piccola parte tradotta sono riservati e non voglio in
alcun modo violare questi diritti. La parte iniziale del post dell’8
ottobre nel suo blog ’ qui postata solo per coloro che non fossero in
grado di comprenderla in inglese. Se in qualche modo questi diritti si
ritenessero violati anche da una nota ’casalinga’ (non una
pubblicazione), toglierei immediatamente il pezzo. Il motivo per cui
ritengo significativo postarlo, anche a distanza, ’ che racchiude
in s’ tutta la speranza e la frustrazione, quando non la disperazione,
di ogni malato di CFS e sottolinea ancora di più la necessità di
ricerche accurate che arrivino una volta per tutte a una soluzione.
Giada Da Ros ’ presidente della CFS Associazione Italiana
LA NOSTRA GUERRA DEL VIETNAM E’ FINITA OGGI.
Copyright ’ 2009 di Hillary Johnson; tutti i diritti riservati.
8 ottobre 2009
La
nostra Guerra del Vietman ’ finita. La nostra Guantanano si ’ chiusa.
Il mondo si ’ capovolto. Ci ’ voluta una generazione umana, ma si ’
capovolto oggi.
Se sapete che cosa ’ accaduto questo
pomeriggio, continuate a leggere. Se non lo sapete, ecco il link. Poi,
se volete parlarne ’ se non siete troppo impegnati a piangere o a
urlare o a chiamare il vostro migliore amico e a pregare il vostro Dio
o semplicemente siete rimasti pietrificati ’ tornate qui.
Una
nova ’ apparsa nella costellazione. Sapevamo che sarebbe apparsa un
giorno ’ ma nel corso delle nostre vite? Molti di noi, avendo
rinunciato a guarire, avevano semplicemente sperato che avremmo potuto
vivere a sufficienza a lungo da capire la base scientifica nella nostra
sofferenza. Migliaia, forse centinaia di migliaia, di noi non ce
l’hanno fatta, o semplicemente hanno rinunciato. Fra il momento in cui
la dottoressa Judy Mikovits del Wittemore Peterson Institute e i suoi
collaboratori al National Cancer Institute e alla Cleveland Clinic
hanno presentato il loro articolo a Science e oggi, sappiamo che almeno
una donna, la cittadina britannica Pamela Weston, ha scelto il suicidio
assistito piuttosto che continuare ad andare avanti; nella nota che si
’ lasciata dietro ha scritto che sperava che la sua scelta avrebbe, in
qualche modo, spinto in avanti la ricerca medica nel Regno Unito.
Avrebbe tenuto duro la Weston se avesse saputo dell’XMRV? Siamo
addolorati per coloro che non hanno potuto aspettare, non hanno potuto
tenere duro, a riconosciamo il loro coraggio. Per gli altri di noi,
questo ’ un giorno da festeggiare.
Non sappiamo per certo che
cosa capiter’ in seguito. Sappiamo solo ’ dobbiamo capire ora ’ che una
gran parte della nostra sofferenza ’ cessata.
Tutte quelle
petizioni che abbiamo firmato nelle decine di migliaia lungo le decadi?
Tutta la speranza che abbiamo legato a quelle petizioni, le nostre
richieste di piet’? Sono solo state parte delle nostre sofferenze,
parte del sentiero che dovevamo percorrere, come rifugiati, attraverso
le nostre private zone di guerra. Solo noi sapevamo com’era.
Questa
nova ridefinir’ le relazioni fra le stelle. Le mappe degli astronomi
vengono ridisegnate mentre scrivo questo. Dai medici che visitiamo,
alle compagnie di assicurazioni che hanno controllato senza piet’ il
nostro accesso alle cure mediche e al sostegno per l’invalidit’, ai
laboratori di ricerca, alle maggiori università e nei laboratori delle
agenzie sanitarie federali ’ il cambiamento sta arrivando.
Pure
una generazione di ciarlatani e di investigatori qualitativamente
inferiori a quello che avrebbero dovuto essere ’ in ritirata. Lasciate
che continuino a studiare la ’sindrome da fatica cronica’.
I veri scienziati sono arrivati e studieranno la malattia
neuro-immunitaria associata all’XMRV, anche conosciuta come XAND.
Il
nome ideato ad Atlanta nel 1988 per essere sicuri che agli assicuratori
delle invalidit’ non venisse richiesto i pagare le polizze di
invalidit’ e perché il pubblico capisse che la malattia era una nuova
categoria di malattia mentale? Uno può immaginare, o semplicemente
sperare, che la frase venga lanciata nello spazio profondo dove si può
fantasticare che stia entrando nella banda della spazzatura terrestre
che ruota intorno alla terra. Per mesi, il team al WPI ha giocherellato
con i nomi. In momenti più leggeri, il loro favorito ’ diventato ’ITVS’
acronimo per ’It’s the Virus, Stupid’, ’E’ il virus, Stupido’.
Grazie
a voi Harvey e Annette Whittemore; grazie a te Daniel Peterson del
Sierra Internal Medicine; grazie a voi Judy Mikovits e Francis e Sandy
Ruscetti e ai vostri collaboratori al National Cancer Institute; grazie
a Robert Silverman della Cleveland Clinic. Tutti quelli che qui
conoscono l’immensa storia passata apprezzernno la profonda giustizia
cosmica delle rivelazioni di oggi.
Il
post del blog ha continuato con vari attacchi: ai fallimenti biologici
ed etici di tutti quelli che nel tempo ha dovuto trattare la CFS e la
hanno sottovalutata; alla CFIDS of America rea di aver avuto un
comportamento scorretto nel violare l’iniziale embargo scientifico con
disprezzo di quello che ’ il protocollo, accusata di pensare solo al
proprio tornaconto; agli psichiatri o presunti tali che hanno
associato la CFS con le cose più assurde compreso il rapimento dagli
alieni. La sua opinione, solo la sua opinione.

