PERCH’ ’ IMPORTANTE IL RINNOVAMENTO DL SITO DEI CDC
(di Giada Da Ros)
I
CDC ( i Centers for Diesease Control and Prevention, i Centri per la
prevenzione e il controllo delle malattie) di Atlanta in Georgia sono
un organismo addetto alla salute pubblica molto importante negli USA.
La modifica della pagina web dedicata alla CFS/ME sul loro sito ’ questa ’ la pagina principale – ’
importante per varie ragioni.
1.
La CFS ha ricevuto una definizione per la prima volta nel 1988,
con la cosiddetta definizione Holmes (o definizione dei CDC). Secondo
molti (e secondo alcuni volontariamente per ragioni diverse da quelle
mediche) i CDC avrebbero creato una entit’ che non aveva ragione di
essere creata perché esisteva già la ME, l’Encefalomielite Mialgica,
che avrebbe spiegato i casi di CFS. Comunque la CFS ’ nata. Nel
1994, alla definizione Holmes, definitivamente archiviata, ’ stata
sostituita la definizione di caso Fukuda, ma i CDC hanno sempre
considerato la ME e la CFS due entit’ distinte. C’’ sempre stato
contrasto fra i medici sulla questione se CFS ed ME fossero o no la
stessa cosa. In alcuni Paesi ’ preferita una dicitura, in altri
l’altra. Internazionalmente, per convenzione, in mancanza di una
risposta univoca, si ’ optato per la dicitura ME/CFS o CFS/ME. Ora, i
CDC adottano loro stessi la dicitura ME/CFS, cosa che equivale o ad
ammettere che sono una entit’ sola, o quanto meno ad ammettere che non
ci sono gli estremi per distinguerle con certezza. L’utilizzo della
doppia dicitura ’ anche significativo in un momento in cui si stanno
riscrivendo (e l’inserimento e la dicitura) degli ICD, i codici di
classificazione delle malattie dell’Organizzazione Mondiale della
Sanit’. I lavori saranno terminati a fine anno e la nuova pubblicazione
sarà disponibile nel 2018. In questo momento non sappiamo come verranno
indicate CFS ed ME, se accorpate, separate o che cosa, ma la posizione
scelta dai CDC può essere significativa.
2.
Il sito non indica più, fra le terapie, la CBT (ovvero la terapia
cognitivo-comportamentale, una terapia psicologica) e la GET (la
Terapia dell’Esercizio Graduale, una terapia che prevede un esercizio
fisico aumentato progressivamente) fra le terapia utili per ’guarire’
dalla CFS/ME. Il sito dice che l’ dove si riveli necessario può essere
importante per un paziente fare della terapia di tipo psicologico, ma
che non ci si può aspettare che questa terapia porti un miglioramento
per i sintomi fisici. Il sito dice anche che l’attività fisica può di
fatto portare a un peggioramento dei sintomi fisici e a un ’crollo’ del
paziente. In questo modo si prendono le distanze in modo forte dai
famigerati trial PACE, che sono stati accusati di essere al loro meglio
cattiva scienza, al loro peggio fraudolenti. In proposito c’’ una
focosa e intensa battaglia fra due fazioni scientifiche. Pagine e
pagine potrebbero essere scritte (e vengono scritte, in inglese) in
proposto. I CDC prendono una posizione chiave (applaudita dai pazienti)
contro i PACE.
3. Il sito indica dalla prima
pagina che una caratteristica essenziale della CFS/ME ’ la PEM
(post-exertional malaise, malessere post-sforzo), ovvero il
peggioramento dei sintomi (spesso a scoppio ritardato) a seguito di
sforzi fisici o intellettuali. Parte della discussione sulla differenza
fra CFS ed ME verteva proprio su questo. La ME prevedeva come sintomo
essenziale la PEM, la CFS non necessariamente. Secondo la definizione
Fukuda di CFS infatti, per avere una diagnosi, dall’elenco di sintomi
era sufficiente averne quattro diversi. Questi quattro sintomi potevano
quindi includere la PEM, ma potevano anche escluderla. Qui i CDC, come
ritenuto dai pazienti, stabiliscono la necessità della PEM per poter
parlare di CFS.
4. I CDC non fanno più
riferimento ai criteri Fukuda del 1994. Questi rimangono comunque
importanti per il loro valore storico; sono sempre stati considerati
criteri di ricerca; numerosi studi fanno tutt’ora riferimento a questi
criteri che non possono essere ignorati. Tuttavia ora il riferimento
dei CDC sono i criteri del 2015 dello IOM (Institute of Medicine).
Questo significa che nella CFS/ME i CDC accettano una nuova definizione
di caso. Per avere ME/CFS sono indicati alcuni sintomi primari o
cardine e altri sintomi comuni nei pazienti. I sintomi cardine
sono: una fatica (diversa dal’essere semplicemente stanchi) che
comporta una grande riduzione dei precedenti livelli di attività,
presente per almeno 6 mesi; la PEM; disturbi del sonno; e almeno uno
fra: problemi cognitivi e di memoria (la cosiddetta brainfog, nebbia
mentale) e intolleranza ortostatica (ovvero il peggioramento dei
sintomi stando in piedi o seduti retti, con giramenti di testa,
vertigini, svenimenti’). Oltre a questi sintomi essenziali, altri
sintomi comuni sono: il dolore, con tipo e gravità variabili, che
spesso sono dolori muscolari e generali, dolori articolari senza
arrossamento o rigonfiamento, mal di testa, nuovi o di diversa entit’
rispetto al passato; e poi linfonodi dolenti a collo e ascelle, mal di
gola frequente, problemi digestivi, come la sindrome del colon
irritabile, brividi e sudorazioni notturne, allergie e sensibilità a
cibi, odori, sostanze chimiche o rumori. Per la diagnosi si rimanda al
Rapporto dell’Institute of Medicine. Per una spiegazione
sintetica del rapporto ricordo che c’’ questo interessante video..
5.
Come risorse per i professionisti della medicina sono segnalati:
Il manuale per la Pratica Medica della IACFS (l’Associazione
Internazionale della CFS); le linee guida per la pratica medica del
2016 dello stato di Alberta in Canada; il nuovissimo (’ uscito nel
giugno del 2017) manuale sulla CFS/ME pediatrica firmato da Rowe e
altri nomi noti di esperti di CFS/ME, e cosa interessante per noi
’edited by’ (quindi ’curato da’) un pediatra italiano, Alberto Spalice,
del Policlinico Umberto I. Il sito annuncia che altri materiali
verranno aggiunti nel corso dell’estate.
Sul sito sono molto
attenti, l’ dove ’ rilevante, a mettere un disclaimer che dice che le
pagine sono solo per propositi informativi e che le informazioni
fornite non intendono essere il sostituto per consigli, diagnosi o
trattamenti medici professionali.
Naturalmente molto rimane da fare, ma ’ un passo nella giusta
direzione.

