PIATRINE
PIATRINE
IPERATTIVATE E MICROCOAGULI FIBRILANOIDI NELLA ME/CFS SECONDO UN NUOVO
STUDIO
Nuovo studio (in pre-print) titola. “La presenza di piastrine
iperattivate e di microcoaguli fibrinaloidi nella ME/CFS”: qui.
Sotto l’abstract tradotto:
Abbiamo
precedentemente dimostrato che il plasma povero di piastrine (PPP)
ottenuto da pazienti con LongCovid/Post-Acute Sequelae of COVID-19
(PASC) ’ caratterizzato da uno stato di ipercoagulabilit’ che si
riflette in piastrine iperattivate e nella presenza di un numero
considerevole di microcoaguli di fibrina amiloide o fibrinaloidi. A
causa della sostanziale sovrapposizione dei sintomi e dell’eziologia
tra la PASC e la ME/CFS, abbiamo indagato se le coagulopatie,
l’iperattivazione piastrinica e/o la formazione di fibrina amiloide
differissero tra gli individui affetti da ME/CFS e i controlli sani
appaiati per sesso ed et’. I pazienti affetti da ME/CFS erano
statisticamente molto più ipercoagulabili come giudicato dalla
tromboelastografia sia del sangue intero che del plasma povero di
piastrine. L’area delle immagini plasmatiche contenenti microcoaguli
fibrinaloidi era comunemente più di 10 volte maggiore nel plasma povero
di piastrine non trattato di individui con ME/CFS rispetto a quello dei
controlli sani. Una differenza simile ’ stata riscontrata quando i
campioni di plasma sono stati trattati con trombina. Utilizzando PAC-1
marcato con fluorescenza, che riconosce la glicoproteina IIb/IIIa, e
CD62P, che lega la P-selectina, abbiamo osservato una massiccia
iperattivazione e diffusione delle piastrine nei campioni di individui
con ME/CFS. Utilizzando un sistema di punteggio quantitativo, ’ stato
riscontrato un punteggio di 2,72 ’ 1,24 contro 1,00 (attivazione con
formazione di pseudopodia) per i controlli sani. Concludiamo che la
ME/CFS ’ accompagnata da cambiamenti sostanziali e misurabili nella
coagulabilit’, nell’iperattivazione piastrinica e nella formazione di
microcoaguli fibrinaloidi. Tuttavia, il carico di microcoaguli
fibrinaloidi non era così prevalente come precedentemente osservato
nella PASC. I microcoaguli fibrinaloidi, in particolare, possono
fornire una spiegazione immediata, attraverso il blocco (temporaneo)
dei microcapillari e quindi l’ischemia, per molti dei sintomi, come
l’affaticamento, riscontrati nei pazienti con ME/CFS. La scoperta di
questi biomarcatori che indicano un’infiammazione endoteliale
significativa e sistemica rappresenta un importante sviluppo nella
ricerca sulla ME/CFS. Inoltre, indica nuove strategie di trattamento
che utilizzano farmaci noti e/o nutraceutici che mirano alla patologia
vascolare sistemica e all’infiammazione endoteliale.
Jonathan Edwards (professore emerito all ’University College
London) per’ si rivela molto scettico. Non gli sembra che abbia
senso in termini di quadro clinico dei pazienti. Naturalmente urgono
studi di replicazione.

