RESI PUBBLICI
RESI PUBBLICI
DI DATI DEI TRIAL PACE
Quanto segue ’ la traduzione di quanto scritto a questo link.
La
Queen Mary University of London (QMUL) ha reso pubblici i dati PACE ai
pazienti che lo hanno richiesto sulla base del Freedom of Information
Act, come ordinato da un recente tribunale, nell’ultimissimo giorno
possibile per presentare un appello contro l’ordine della corte.
La
mossa segue la pubblicazione tre giorni prima di una lettera aperta da
parte di un gruppo di scienziati inclusi il dottor Ron Davis, Vince
Racaniello e Jonathan Edwards, che sollecitava il preside della QMUL,
il professor Simon Gaskell, a non appellarsi alla decisione del
tribunale.
I dati sono stati richiesti nel marzo del 2014 da
Alem Matthees, per permettere il calcolo dei principali risultati del
trial e i tassi di guarigione secondo i metodi specificati
nell’originario protocollo del trial. Gli originali metodi di analisi
sono stati abbandonati una volta che il trial era in corso e
rimpiazzati da altri, inclusa un’analisi in cui i pazienti potevano
diventare più invalidi e nonostante ci’ essere classificati come
fossero ’guariti’.
Tom Kindlon, un paziente la cui critica
delle analisi dei PACE ’ stata pubblicata in riviste mediche, ha detto:
’Questo ’ un gran giorno per i pazienti. Lo abbiamo aspettato per anni.
Finalmente, sarà possibile per parti indipendenti esaminare i dati e,
in particolare, scoprire quali sarebbero stati i risultati senza tutti
i cambiamenti ingiustificati al protocollo dello studio. Sar’ anche
molto interessante guardare a come i dati obiettivi si relazionano agli
esiti soggettivi’.
Ha aggiunto, ’Questo ’ un trial finanziato
da fondi pubblici ed ’ costato 5 milioni di sterline di tasse dei
contribuenti ’ i dati non sarebbero mai dovuti essere tenuti segreti’.
’ molto deludente che sia gli investigatori del trial PACE che la QMUL
abbiano litigato il caso così duramente, costringendo Alem Matthees a
dedicarci così tanto lavoro quando lui stesso non sta bene e
respingendo altre richieste su informazioni di base’.
Il
giorno prima che i dati fossero resi pubblici, gli autori del PACE
hanno pubblicato online i risultati principali del trial usando i
metodi specificati per il protocollo originario. I nuovi risultati
mostrano che solo un terzo dei pazienti indicati erano migliorati
secondo l’analisi definita secondo il protocollo, comparata ai numeri
riportati su The Lancet nel 2011.
I risultati confermano i
sospetti a lungo avuti dai pazienti e gli scienziati che hanno studiato
in modo critico il trial che se gli investigatori del PACE fossero
rimasti legati al loro stesso protocollo di analisi originario, il PACE
sarebbe apparso un trial di successo molto minore.
(Immagine)
I
nuovi risultati mostrano che solo il 21% dei pazienti sono stati
classificati come ’miglioranti’ nel gruppo di terapia dell’esercizio
graduato, comparati al 61% dichiarato nell’articolo di the Lancet
usando un’analisi sviluppata dopo che il trial era in corso. Il 10% dei
pazienti nel gruppo che non ha ricevuto alcuna terapia erano
’miglioranti’, cosa che indica che, anche con le misurazioni soggettive
usate, solo un paziente su dieci riportava un miglioramento
dall’addizionale terapia dell’esercizio graduato. I risultati per il
gruppo della CBT erano simili a quelli per il gruppo dell’esercizio
graduato.
Questi risultati re-interpretati sono stati resi
pubblici senza fanfara sul sito web della QMUL. Nonostante il
drammatico crollo dei tassi di miglioramento, gli autori dello studio
hanno detto che gli esiti erano ’molto simili a quelli riportati
nell’articolo principale dei risultati PACE’ e hanno sostenuto le loro
conclusioni del Lancet che la CBT e l’esercizio graduato, aggiunti alla
cura medica standard, ’migliorano moderatamente’ i risultati per i
pazienti di CFS.
Ma il dottor David Tuller, della
University of California, Berkeley, giornalista e esperto di salute
pubblica, che ha criticato il trial in dettaglio, ha detto.’Siamo
chiari. Queste scoperte sono molto peggio di quelle presentate negli
articoli ’peer-reviewed’ pubblicati. Se queste sono state le migliori
scoperte per 8 milioni di dollari, allora veramente i PACE non
sopravvivranno un legittimo esame minuzioso’.
Ma ora, con i crudi dati originali che vanno a Alem Matthees, ’ sicuro
che seguir’ una revisione più indipendente.
Nel
corso degli scorsi mesi, a seguito del primo degli articoli critici del
dottor Tuller, i pazienti e gli scienziati si sono uniti insieme in
tutto il mondo per fare pressione sulla QMUL perché rendesse pubblici i
dati. Una petizione guidata da #MEAction con oltre 12.000 firme ’
apparsa sul Wall Street Journal, ed ’ stata presentata in tribunale
come prova del livello dell’interesse pubblico che i dati venissero
resi pubblici; e 24 organizzazioni di ME/CFS in 14 Paesi, in
rappresentanza di decine di migliaia di pazienti, hanno scritto lettere
aperte all’università. L.A. Cooper, capo del #MEAction Network UK ha
detto: ’I nostri ringraziamenti vanno a Alem Matthees, che ha lavorato
incredibilmente duro per ottenere che venissero resi pubblici i dati
PACE a quello che ’ stato quasi certamente un enorme costo fisico.
Grazie, Alem!’.
Agosto 2016
CARATTERISTICHE
METABOLICHE DELLA SINDROME DA FATICA CRONICA
Ron Davis: ’Questo ’ a oggi lo studio più importante e rivoluzionario
sulla ME/CFS’
Da Ron Davis:
’La
Pubblicazione ’Caratteristiche Metaboliche della Sindrome da Fatica
Cronica’ di Naviaux RK et al, ’ una pietra miliare nella ricerca sulla
ME/CFS. ’ a oggi lo studio più importante e rivoluzionario sulla
ME/CFS.
Estendendo recenti indicazioni di alterazioni metaboliche
nella ME/CFS, questo studio fornisce la prima comprensiva dimostrazione
quantitativa delle deficienze metabolomiche che caratterizzano questa
malattia. Definiscono una chiara ’firma’ metabolica che accuratamente
distingue i pazienti dagli individui sani.
Questa firma era costante
anche fra pazienti con sintomi o eventi di esordio della malattia
differenti. Queste scoperte sono una notizia eccitante sia per i
pazienti che per i ricercatori. Non solo confermano la realtà biologica
di questa stigmatizzata malattia, ma puntano al più promettente
candidato biomarcatore della ME/CFS che il campo abbia visto. Un
biomarcatore della ME/CFS ’ a lungo atteso dagli scienziati ’
permetterebbe la precisa e obiettiva diagnostica che non ’ mai stata
possibile per questa malattia. Inoltre, accelererebbe la ricerca per
dei trattamenti.
Lo studio del dottor Naviaux suggerisce che
entrambe queste imprese potrebbero essere progettate in uno modo che
beneficer’ tutti i pazienti, indipendentemente dai loro sintomi e dagli
eventi d’esordio (che non sempre sono noti). Oltre a una comune
risposta metabolica, i pazienti mostrano una varietà di risposte
individuali. Queste risposte individuali possono contribuire alle
differenze sintomatiche, e possono essere causate in parte da
differenze genetiche. Similarmente, trattare in modo efficace la ME/CFS
può richiedere due componenti: un trattamento comune per tutti i
pazienti e un trattamento personalizzato. Cosa interessante, questo
potrebbe spiegare la pletora di trattamenti che hanno aiutato singoli
pazienti ma solo raramente funzionano in altri pazienti.
Un’altra
importante scoperta da questo studio ’ che la risposta metabolomica
osservata nella ME/CFS ’ l’opposto del pattern visto in infezione acuta
e sindrome metabolica. Questo risultato supporta la controversa
idea che mentre l’infezione ’ spesso un evento che fa iniziare la
ME/CFS, non contribuisce alla continuazione della malattia. Quello che
’ importante notare ’ che in assenza di prove di una infezione attiva,
’ plausibile che i trattamenti antimicrobici a lungo termine spesso
usati per la ME/CFS facciano più danno che bene.
Questo studio
rivoluzionario perci’ presenta diverse nuove scoperte di grande
importanza per le comunità dei pazienti di ME/CFS, medica e di ricerca
’ e forse cosa più importante per la ricerca per i trattamenti. Perch’
queste scoperte abbiano un impatto nella cura dei pazienti, ulteriori
investigazioni e validazione attraverso studi indipendenti sono
cruciali. A causa di questo, la Open Medicine Foundation ha finanziato
il prossimo studio su un gruppo di pazienti più ampio, in cui il dottor
Naviaux valider’ la firma metabolomica della ME/CFS in un campione più
ampio, geograficamente diverso e io esplorer’ il ruolo della genetica
nelle risposte individuali. Questi studi sono già in corso. Abbiamo
nominato il dottor Naviaux al Comitato Scientifico di Consulenza della
OMF in precedenza quest’anno, e siamo riconoscenti per il suo expertise
nell’aiutarci a sbrogliare i misteri metabolici di questa debilitante
malattia.
Siamo finalmente sulla strada giusta per capire la
ME/CFS. Noi e molti altri collaboratori stiamo lavorando duro per
tradurre questa nuova comprensione in trattamenti generali e
personalizzati’.
Per donare: qui.
Per lo studio effettivo: qui.
Domande e risposte con il dottor Naviaux:
D1:
Alcune persone ancora sostengono che la CFS non ’ una vera malattia ma
’ tutta nella mente. La sua scoperta di una firma chimica aiuta a
infrangere questo mito?
S’, la firma chimica che abbiamo scoperto ’
prova che la CFS ’ un disturbo metabolico obiettivo che ha effetto sul
metabolismo dell’energia mitocondriale, sulla funzione immunitaria, la
funzione gastro-intestinale, il microbioma, il sistema nervoso
autonomo, il neuroendocrino e altre funzioni cerebrali. QuestI sette
sistemi sono tutti collegati in un network che ’ in costante
comunicazione. Sebbene sia vero che non si può cambiare uno di questi 7
sistemi senza produrre cambiamenti compensatori degli altri, ’ il
linguaggio della chimica e del metabolismo che li interconnette tutti.
D2: Come si conforma la sindrome da fatica cronica con gli altri stati
ipometabolici o sindromi?
Tutti
gli animali hanno modi di rispondere ai cambiamenti delle condizioni
ambientali che minacciano la sopravvivenza. Abbiamo scoperto che c’’
una notevole uniformit’ a questa risposta cellulare, indipendentemente
dai molti inneschi che possono produrla. Abbiamo usato il termine
’Risposta della Cellula al Pericolo ’ Cell Danger Responce (CDR)’ per
descrivere le caratteristiche chimiche che sottostanno a questa
risposta. Cambiamenti storici nella disponibilit’ stagionale delle
calorie, patogeni microbici, stress acquatico e altri stress ambientali
hanno assicurato che abbiamo ereditato centinaia di migliaia di geni
che i nostri antenati hanno usato per sopravvivere a tutte queste
condizioni.
Il corpo risponde differentemente alla assenza di
risorse (ad esempio una restrizione calorica o una carestia) che alla
presenza di patogeni e tossine. Possiamo classificare due risposte: una
risposta con un singolo step alla assenza di risorse, e un processo di
due step in risposta alla presenza di una minaccia. Entrambe le
risposte sono completate dal ritorno al metabolismo e alla funzione
normali. Quando le risorse sono severamente ridotte o assenti, la piena
CDR ’ bypassata, e il passaggio dei nutrienti attraverso il metabolismo
’ diminuita per conservare le risorse limitate in uno sforzo di
’sopravvivere’ alla carestia. Questa ’ spesso chiamata una risposta di
restrizione calorica.
D’altro lato quanto una cellula si
trova davanti una attacco virale, batterico o micotico attivo, o certi
tipi di infezioni parassitarie, trauma fisici severi o anche traumi
psicologici cronici (che producono simili cambiamenti chimici nel
metabolismo), questo attiva la risposta in due step. Il primo step ’ di
attivare in modo acuto la CDR. L’immunit’ innata e l’infiammazione sono
regolati dalle caratteristiche metaboliche della CDR. L’attivazione
della CDR mette in moto una potente sequenza di reazioni che sono
strettamente coreografate per combattere la minaccia. Queste sono fatte
su misura per difendere la cellula contro i patogeni o intracellulari o
extracellulari, per uccidere e distruggere il patogeno, circoscrivere e
riparare il danno, ricordare l’incontro da parte della memoria
metabolica e immunitaria, spegnere la CDR, e per guarire.
Nella
maggior parte dei casi, questa strategia ’ efficace e il metabolismo
normale ’ restaurato dopo pochi giorni o settimane di malattia, e la
guarigione ’ completa dopo poche settimane o mesi. Per esempio, solo
una piccola percentuale di persone che sono acutamente infettate con il
virus Epstein-Barr (EBV) o con l’herpes virus umano 6 (HHV6) o con la
malattia di Lyme finiscono per sviluppare sintomi cronici. Se la CDR
rimane cronicamente attiva, possono capitare molti tipi di malattie
croniche complesse. Nel caso della CFS, quando la CDR si blocca, o ’
incapace di superare il pericolo, si ingrana un secondo step che
comporta un assedio del metabolismo che diverte ulteriormente le
risposte dai mitocondri e sequestra o espelle metaboliti chiave e
cofattori per renderli non disponibili a un patogeno invasore, o agisce
per sequestrare le tossine per limitare l’esposizione sistemica. Questo
ha l’effetto di consolidare ulteriormente lo stato ipometabolico.
Quando la risposta ipometabolica alla minaccia persiste per più di sei
mesi, può causare CFS e portare a dolore cronico e disabilit’. La
metabolimica ci d’ ora un modo per caratterizzare questa risposta
obiettivamente, e un modo per seguire la risposta chimica a nuovi
trattamenti in trial clinici sistematici.
D3. Lei parla della
firma chimica come simile a uno stato di ibernazione. Che tipi di
animali mostrano una simile firma in ibernazione?
Non userei il
termine ibernazione per descrivere la sindrome da fatica cronica. Gli
esseri umani non vanno in ibernazione. L’ibernazione ’ solo uno di una
manciata di stati ipometabolici che sono stati studiati in differenti
animali. Ce ne sono molti altri conosciuti con i nomi di dauer,
diapausa, torpore, estivazione, restrizione calorica, eccetera. Molti
stress ambientali innescano l’ipometabolismo degli umani. Nella nostra
esperienza, la firma metabolica del dauer ’ più simile alla CFS che
altri stati ipometabolici che sono stati studiati. Uno dei punti
principali del nostro studio di metabolomica della CFS era di dare ad
altri scienziati uno strumento nuovo per analizzare tutti questi stati
ipometabolici, stadi di sviluppo., e sindromi così che le similarit’ e
le differenze possono essere obiettivamente studiate, e sviluppate
nuove terapie razionali.
D4. Gli uomini e le donne sono veramente diversi nella CFS?
S’.
Circa il 40-50% di tutti i metaboliti che misuriamo nel nostro metodo
hanno una differente normale concentrazione in maschi e femmine. Questo
non ’ tutto collegato al testosterone e all’estrogeno. Letteralmente
centinaia di metaboliti sono regolati in differenti concentrazioni
negli uomini e nelle donne. A livello di pathway, abbiamo trovato che
gli uomini e le donne condividono 9 (45%) dei 20 pathway biochimici che
erano disturbati nei pazienti di CFS. Undici pathway (55%) erano
maggiormente preminenti nei maschi o nelle femmine. Sappiamo che per
fare metabolomica propriamente bisogna avere un adeguato numero di
controlli accoppiati per et’ e sesso. Se i maschi o le femmine sani
sono raggruppati insieme come controlli, il potere di vedere differenze
metaboliche nella CFS e molte altre malattie ’ molto ridotto.
Allo
stesso modo, il metabolismo di un maschio di 25 anni ’ differente da
quello di un maschio di 35 anni, e categoricamente differente da una
femmina di 25 anni. In ogni decade della vita ci sono molti cambiamenti
metabolici che accadono come parte del normale sviluppo e
dell’invecchiamento. Quando vengono usati appropriati controlli
accoppiati per et’ e sesso, la metabolomica ’ uno dei più potenti nuovi
strumenti disponibili ai medici e agli scienziati per studiare una
malattia cronica complessa.
D5. I cambiamenti metabolici che
avete individuato nella CFS cone si relazionano al recente interesse
nella epigenetica e nei pathway della metilazione?
Tutte le
modificazioni chimiche covalenti del DNA e gli istoni che regolano
l’espressione genetica sono il risultato di cambiamenti metabolici
controllati dai mitocondri. Per esempio, tutto il DNA e la metilazione
degli istoni dipende dalla disponibilit’ della SAdenosilmetion (SAMe).
Reazioni di fosforilazione capitano sulla base della disponibilit’
dell’ATP. L’acetilazione dipende dalla disponibilit’ di Acetil-CoA. La
demetilazione dipende dalla disponibilit’ di ossigeno e
alfa-chetoglutarato. Altre reazioni di demetilazione richiedono la
disponibilit’ di FAD+ e generano perossido. La deacetilazione dipende
criticamente dalla disponibilit’ di NAD+. La ADP-ribosilazione del DNA
pure dipende dalla disponibilit’ del NAD+.
L’attività del
regolatore mastro di carburante chinasi AMP (AMPK) dipende
dall’accumulo di AMP o dalla biosintesi purine de novo
dell’intermediario AICAR (aminoimidazole carboxamide ribotide). L’mTOR
’ un altro barometro chiave dello status di carburante cellulare.
L’attività del mTOR richiede la disponibilit’ di leucina. Tutti questi
metaboliti che regolano l’epigenetica e l’espressione genetica sono
controllati primariamente dal metabolismo mitocondriale. Questo ha
senso perché tutte le attività cellulari devono essere responsive alle
disponibilit’ di risorse locali e rimanere flessibili a rispondere a
potenziali minacce che alterano la salute cellulare, e i mitocondri
sono i primi monitor e regolatori del metabolismo cellulare.
Con
rispetto alle reazioni di metilazione citoplasmatica che coinvolgono il
metabolismo di folato e B12, i mitocondri pure giocano un ruolo chiave
nel regolare il rilascio di formiato, il bilanciamento di NADPH in
NADP+, NADH in NAD+, FADH12 in FAD+, Propionil-CoA in succinil-Coa, e
glicina in serina. Alla fine, tutte queste reazioni mitocondriali
influenzano la marea dei substrati disponibili per il metabolismo di
metionina, cisteina, glutanione e taurina. Gli alti e bassi di questi
metaboliti determinano il bilanciamento fra la sopravvivenza e la morte
della cellula, controllando le modificazioni epigenetiche e
l’espressione genetica. Queste reazioni sono illustrate nella Figura S6
supplementare online del nostro articolo.
D6. In che modo i suoi risultati potrebbero aiutare con il
trattamento della CFS?
Questo
primo articolo non era focalizzato sul trattamento. Tuttavia, la
metabolomica rivela una nuova finestra sulla biologia sottostante alla
CFS che ci rende molto speranzosi che efficaci trattamenti vengano
presto sviluppati e testati in trial clinici ben-controllati. La
metabolomica sarà una componente importante di ogni trial clinico di
nuovi trattamenti per la CFS. Giocher’ anche un ruolo importante
nell’analizzare le similarit’ e differenze con classici modelli di
laboratorio di stati ipometabolici come il dauer.

