SMPDL3B: UN NUOVO BIOMARCATORE E BERSAGLIO TERAPEUTICO NELLA ME/CFS
La OMF ha informato che il loro team del Centro collaborativo di Montreal, guidato da Alain Moreau, ha pubblicato un articolo che parla del loro studio su una molecola chiamata SMPDL3B, che funziona in modo diverso in alcune persone con ME/CFS rispetto ai controlli sani. In questi ultimi, la SMPDL3B aiuta a controllare il sistema immunitario mentre si trova sulla superficie delle cellule. Nelle persone affette da ME/CFS, un’altra molecola la stacca dalla cellula e quindi galleggia nel sangue e non può più aiutare a controllare il sistema immunitario.
Nell’ambito di questo studio, che fa parte di un progetto più ampio chiamato MEDUSA (ME/CFS Adaptive Therapeutic Solution Platform), il team ha anche esaminato un gruppo di farmaci che possono aiutare la SMPDL3B a rimanere sulla superficie della cellula. Fra i firmatari dello studio ci sono anche i ben noti Fluge e Mella.
Sotto trovate i riferimenti all’articolo e la traduzione dell’abstract.
SMPDL3B un nuovo biomarcatore e bersaglio terapeutico nell’encefalomielite mialgica
Rostami-Afshari, B., Elremaly, W., Franco, A. et al. SMPDL3B a novel biomarker and therapeutic target in myalgic encephalomyelitis. J Transl Med 23, 748 (2025). https://doi.org/10.1186/s12967-025-06829-0
Abstract
Background
La sfingomielina fosfodiesterasi simil-acido 3B (SMPDL3B) sta emergendo come potenziale biomarcatore e bersaglio terapeutico nell’encefalomielite mialgica (ME), un complesso disturbo multisistemico caratterizzato da disfunzione immunitaria, disturbi metabolici e affaticamento persistente. Questo studio indaga il ruolo della SMPDL3B nella fisiopatologia della ME ed esplora la sua rilevanza clinica.
Metodi
È stato condotto uno studio caso-controllo in due coorti indipendenti: una coorte canadese (249 pazienti con ME, 63 controlli) e una coorte di replica norvegese (141 pazienti con ME). I livelli di SMPDL3B plasmatici e legati alla membrana sono stati quantificati mediante ELISA e citometria a flusso. L’espressione genica di SMPDL3B e PLCXD1, che codifica la fosfolipasi C specifica per il fosfatidilinositolo (PI-PLC), è stata analizzata mediante qPCR. Gli effetti degli inibitori della dipeptidil peptidasi-4 (DPP-4) -ildagliptin, saxagliptin e linagliptin- sulla modulazione della SMPDL3B legata alla membrana e solubile sono stati valutati in vitro mediante qPCR, citometria a flusso ed ELISA.
Risultati
I pazienti affetti da ME hanno mostrato livelli plasmatici di SMPDL3B significativamente elevati, correlati alla gravità dei sintomi. La citometria a flusso ha rivelato una riduzione della SMPDL3B legata alla membrana nei monociti, accompagnata da un’aumentata espressione di PLCXD1 e da elevati livelli plasmatici di PI-PLC e SMPDL3B. Questi risultati suggeriscono che la disregolazione immunitaria nella ME può essere legata a un maggiore clivaggio della SMPDL3B legata alla membrana da parte della PI-PLC. Sono state osservate differenze specifiche tra i due sessi: le donne affette da ME presentano livelli plasmatici di SMPDL3B più elevati, un effetto influenzato dagli estrogeni. In vitro, l’estradiolo ha regolato l’espressione di SMPDL3B, indicando una regolazione ormonale. Vildagliptin e saxagliptin sono stati testati per il loro potenziale di inibizione dell’attività della PI-PLC, indipendentemente dal loro ruolo di inibitori della DPP-4, e hanno ripristinato la SMPDL3B legata alla membrana, mentre hanno ridotto la forma solubile.
Conclusioni
SMPDL3B emerge come biomarcatore chiave per la gravità della ME e la disregolazione immunitaria, con la sua attività influenzata dalla regolazione ormonale e dalla PI-PLC. La capacità di vildagliptin e saxagliptin di preservare la SMPDL3B legata alla membrana e di ridurre la sua forma solubile attraverso l’inibizione della PI-PLC suggerisce una nuova strategia terapeutica. Questi risultati giustificano studi clinici per valutare il loro potenziale nell’attenuare la disfunzione immunitaria e il carico dei sintomi nella ME.

