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UN’IMPORTANTE SCOPERTA RIVELA LA NATURA AUTOIMMUNE DELLA ME/CFS –

UN’IMPORTANTE SCOPERTA RIVELA LA NATURA AUTOIMMUNE DELLA ME/CFS –

COINVOLGIMENTO DEGLI HERV

Quanto segue ’ una traduzione di un articolo apparso qui.

Un’importante scoperta rivela la natura autoimmunitaria della ME/CFS ’

coinvolgimento degli HERV

 20 Febbraio 2013

Di Joel ( Snowathlete)

 

Alcune

date si ricordano per sempre.  Ieri, mercoled’ 20 febbraio 2013, ’

stato pubblicato uno studio che probabilmente rappresenta una scoperta

fondamentale per la comprensione della causa e dei meccanismi

scatenanti della Encefalomielite Mialgica / Sindrome da Fatica Cronica’

(ME/CFS).

Lo studio condotto dai dottori Kenny De Meirleir e Vincent

Lombardi, ricercatori di lunga data per la cura della ME/CFS, e da

altri colleghi in collaborazione con il Whittemore Peterson Institute,

riporta i risultati delle ricerche secondo cui la ME sarebbe una

malattia autoimmune.

Il dottor Kenny De Meirleir ’ forse il più

conosciuto per il suo lavoro sull’intestino e sul suo legame con la

fisiopatologia della ME/CFS, perci’ non ci sorprende se si viene a

sapere che quest’ultima scoperta ’ legata al ruolo fondamentale del

sistema linfatico immunitario a livello intestinale. Quello che stupir’

qualcuno ’ che – nonostante l’enorme complessit’ ’ sono stati in grado

di restringere il campo a uno specifico tipo di cellula, mostrando come

questa cellula finisca per creare uno stato di autoimmunit’ nel corpo.

Spinti

dai risultati sui legami tra altre malattie neuroinfiammatorie e

l’espressione del Retrovirus Endogeno Umano (Human Endogenous

Retrovirus  – HERV), De Meirleir e la sua equipe cercarono lo

stesso tipo di manifestazione nei pazienti affetti da ME/CFS. 

Precisamente, fecero delle indagini nel tessuto, attraverso delle

biopsie del duodeno – il duodeno ’ all’inizio dell’intestino tenue.

Che risultati si stanno riportando?

Lo

studio riporta che le cellule dendritiche plasmacitoidi (pDC) di 8 su

12 dei pazienti affetti da ME/CFS, su cui ’ stato condotto lo

studio,  risultavano immunoreattive agli anticorpi contro le

proteine HERV.  Al contrario, non ’ stata trovata nessuna

immuno-reattività in nessuno degli otto campioni sani.

Tutti i

pazienti rispondevano sia ai criteri Canadesi che a quelli Fukuda e

risultavano avere uno squilibrio della flora batterica intestinale. I

campioni provenivano da un surplus di biopsie cliniche de-identificate

di precedenti pazienti affetti da ME.

Le pDC sono parte del

sistema immunitario innato. Circolano nel sangue ma si trovano

soprattutto negli organi linfoidi secondari, ragion per cui sono

presenti nell’intestino. Le pDC sono cellule APC (Antigen-Presenting

Cells) che hanno un ruolo stimolatorio sul sistema immunitario. 

Questa immunoreattività alle proteine HERV ’ stata riscontrata

esclusivamente nelle  sole pDC. Le cellule dendritiche hanno il

potenziale di identificare in modo errato qualcosa come un antigene

quando in realtà non dovrebbero, e questo potrebbe essere la causa di

alcune autoimmunit’.

Gli HERV sono nel nostro genoma. Siamo nati con

essi, e hanno aumentato gli elementi virali a partire dagli antichi

retrovirus che milioni di anni fa infettarono le cellule della linea

germinale dei nostri antenati e vi rimasero latenti, replicandosi e

venendo trasmessi alle nuove generazioni. Abbondano nel nostro genoma

(5-8% ’ Robert Belshaw et al, 2004) ma la maggior parte di essi o

probabilmente tutti sono difettosi a causa delle mutazioni e delle

perdite avvenute nel nostro genoma nel corso dei millenni. 

Diversamente dai retrovirus  esogeni come l’HIV, gli HERV sono

virus non competenti per la replicazione ’ quindi non sono un bersaglio

mobile. La nostra comprensione degli HERV ’ tuttora in evoluzione e ci

sono delle prove del fatto che parte di questo DNA – un tempo

considerato nulla di più di uno scarto ’ contribuisca in realtà alla

nostra esistenza grazie ai vari compiti che svolgono all’interno del

nostro corpo (J-L Blond et al, 2000). ’ noto che questi elementi HERV

nel nostro DNA sono in grado di esprimere le proteine, ed

effettivamente lo fanno, bench’ normalmente non provocano una reazione

immunitaria significativa.

Lo studio riporta che le proteine

trovate nei campioni di malati di ME reagivano con anticorpi

monoclonali alle proteine HERV e che le cellule immunoreattive erano

pDC.

Che verifiche sono state condotte?

Avendo scoperto che

il tessuto duodenale dei malati di ME stava reagendo a questi anticorpi

HERV, fecero certamente un passo in avanti e verificarono se anche gli

anticorpi retrovirali murini avrebbero avuto una reazione crociata con

il tessuto ’ qualcosa che dovrebbe accadere in presenza di proteine

HERV ’ e i risultati furono di nuovo positivi.

Infine, l’equipe

condusse ulteriori controlli volti a escludere una reazione non

specifica e, inoltre, testarono il tessuto dello stomaco degli stessi

pazienti degli esami precedenti: tutti questi  test risultavano

negativi, come atteso.

Successivamente tentarono di determinare

esattamente quali tipi di cellule fossero immunoreattivi agli anticorpi

alle proteine HERV.  Tramite una serie di ulteriori test l’equipe

sperava di limitare il numero dei potenziali tipi di cellule. Prima di

tutto riuscirono a fare una zoomata sulla genealogia cellulare

emopoietica e in seguito affinarono ulteriormente i risultati in modo

da identificare le cellule come pDC In seguito ricontrollarono più

volte con mezzi secondari in modo da confermare i risultati.

Dopo

aver identificato le cellule come pDC, le contarono e confrontarono il

loro numero con quello dei campioni di persone sane. Si scopr’ che i

malati di ME  avevano un numero di pDC approssimativamente 4.7

volte maggiore rispetto a quello dei campioni sani. Delle pDC dei

campioni di duodeno dei malati di ME, approssimativamente il 44%

risult’ reattivo alle proteine HERV.

Inoltre, al fine di

confermare che quanto scoperto era di sicuro una reazione a proteine

HERV identificabili, l’equipe mise in sequenza l’RNA derivato dai

campioni di biopsie e dalle pDC purificate e trovarono delle sequenze

corrispondenti con gli HERV noti. Sebbene a questo punto non possano

escludere definitivamente che l’immunoreattività riscontrata fosse

l’effetto di un retrovirus esogeno infettivo, invece di un HERV, la

loro identificazione di sequenze corrispondenti di HERV va fortemente

contro questa possibilità.

Cos’ la causa della ME/CFS potrebbe essere l’autoimmunit’ agli HERV?

Come

De Meirleir e la sua equipe affermano, questa sarebbe la prima volta in

cui si dimostra che un legame tra le pDC e gli HERV causi una malattia,

anche se comprovate malattie autoimmuni come la Sclerosi Multipla e

l’Artrite Reumatoide sono già state collegate ad anormalit’ delle pDC e

al coinvolgimento degli HERV ( G Freimanis et al.)

La sezione

discussione dello studio suggerisce che un numero di valori di esami

immunologici riportati nel passato da vari gruppi di malati di ME/CFS

poteva essere una prova del coinvolgimento degli HERV nelle pDC, poich’

’ noto che le pDC producono una grandissima varietà di altre cellule

immunologiche, come l’interferone alfa, che modula l’attività della

cellula Natural Killer.  Una scarsa attività delle cellule NK ’

spesso associata alla ME/CFS (Whiteside TL et al, 1998).

Non si sa

ancora molto sugli HERV, ma sono sempre più collegati alle malattea.

Uno studio sull’HIV scopr’ che i peptidi espressi negli HERV erano

superiori nei pazienti sieropositivi rispetto agli altri campioni e che

le cellule T rispondevano a questi peptidi. (K E Garrison et al). Un

paio di studi sull’EBV mostrarono che potenzialmente poteva attivare

elementi retrovirali nel nostro DNA (Sutkowski et al, 2004 and 1996) ed

’ possibile che una cosa simile stia capitando anche qui.  Infatti

gli autori di questo studio fanno riferimento a questa scoperta passata

ed evidenziano il forte legame tra la malattia e gli Herpesvirus,

includendo quello che De Meirleir scopr’ sulla presenza di questi virus

nei malati di ME/CFS (De Meirleir et al, 2009).

Per la maggior parte

di noi, la disfunzione immunitaria specifica ’ un segno caratteristico

della ME/CFS e molti studi hanno evidenziato la disfunzione immunitaria

specifica presente in questa malattia, soprattutto nell’intestino,

sottolineando l’importante ruolo svolto da quest’ultimo nel

mantenimento della salute.  Ad esempio, possono verificarsi dei

cambiamenti nella flora batterica intestinale in presenza di un

malfunzionamento della ’barriera mucosa’’ intestinale ((Shaheen E

Lakham et al, 2010). Senza un funzionamento corretto di queste

componenti del sistema immunitario nel nostro intestino, siamo esposti

a una maggiore infezione e infiammazione e si pensa che

quest’infiammazione possa costituire una causa aggravante, poich’ ci

sono prove del fatto che lo stato infiammatorio possa far aumentare

l’espressione di proteine HERV e l’autoimmunit’. (Lee YK et al, 2011).

E dopo?

Replicazione.

Questo ’ quello che c’’ bisogno che qualcuno (non sappiamo ancora chi)

faccia; qualcuno deve replicare e confermare queste scoperte con un più

ampio campione di pazienti. O confutarle’

Per esperienza sappiamo

che non dobbiamo giungere a conclusioni affrettate, e, seguendo la

replicazione, ne consegue uno studio maggiore in quanto sarebbe

necessario confermare il fatto che sia essa la causa della ME/CFS 

e non alcuni effetti a catena non legati alla patogenesi della

malattia, ma se ci’ viene verificato, allora avremo una malattia di cui

’ confermata l’origine autoimmunitaria e le risposte certe che ne

conseguono.

Non conosciamo ancora bene le malattie autoimmuni,

sebbene questa scoperta abbia la potenzialit’ di rivoluzionare la

nostra comprensione dell’autoimmunit’. Se queste scoperte vengono

confermate, ci potrebbero essere ripercussioni sullo studio di molte

altre malattie autoimmuni, soprattutto di quelle associate a una

disfunzione gastrointestinale e a una neuro infiammazione, come la MS,

il Lupus  e la malattia di Crohn, la cui causa potrebbe seguire lo

stesso modello o uno simile. Il che sarebbe una cosa positiva per tutte

queste malattie. Ancora una volta sembra che la ME/CFS sia diventata di

forte interesse, come la volta in cui inizi’ la saga XMRV. Speriamo che

queste scoperte, alla lunga, abbiano maggiore successo.

Se questa

ricerca continua allora saremo a buon punto, poich’ sappiamo già

abbastanza su dove sta il problema. La cosa negativa sugli HERV ’ che

sono immutabili ’ sono nel nostro DNA e non possiamo fare molto per

cambiare questa realtà. Vedendola invece da una prospettiva positiva,

ognuno ha degli HERV; quindi, se sono legati alla malattia, allora ’

importante venire a fondo della questione di come e perché ci si

ammala, per il bene di tutti.

Le cure per le malattie autoimmuni

tendono a essere dei farmaci immunomodulatori aventi la funzione di

contenere l’effetto del sistema immunitario e limitare i danni, e la

cura iniziale potrebbe includere anche una riduzione dell’infiammazione

intestinale. La teoria ’ che se si riesce a ridurre l’infiammazione

allora si dovrebbe avere una reazione immunitaria minore, anche se ’

improbabile che questo basti per risolvere il problema.  

E’

troppo presto per parlare di soluzioni ’ la prima cosa da fare ’

confermare per alcune persone queste scoperte’ fino ad allora, non ci

possiamo pronunciare ulteriormente.

Una ragione per sperare

Se

la ricerca avrà successo allora la scoperta rappresenter’ una svolta

per la comprensione della causa e dei meccanismi della

ME/CFS.   Oltre a ci’, ci sarà un maggiore riconoscimento,

più fondi, più attenzione e da ultimo ’ alla lunga ’ le cure!

Ovviamente,

nulla di tutto ci’ avverrà da un giorno all’altro, abbiamo ancora della

strada da fare, ma tale scoperta potrebbe segnare l’inizio della fine

di questa malattia, una fine che aspettiamo da molto.  Ci

meritiamo che ci’ avvenga. Giusto?

Ma non sempre si ottiene ci’

che si merita. Solo il tempo ci dir’ se ricorderemo questa data,

mercoled’ 20 Febbraio 2013, come una tappa fondamentale del nostro

lungo viaggio al termine di questa malattia.

 

A Joel fu

diagnosticata la ME/CFS nel 2009 ma già prima di allora combatteva

contro questa malattia. Ama scrivere e spera di riacquistare abbastanza

salute  per ritornare alla carriera che amava e per pubblicare i

suoi romanzi.

Agosto 2012

ELISIR di Salute – n. 7/8 2012:

Stanchezza Cronica quando diventa malattia.

Febbraio 25, 2013/da CFS-ME
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