UN POSSIBILE BIOMARCATORE EMATICO
Sta avendo molta rilevanza un articolo che era già stato condiviso come pre-print lo scorso anno. Ne parla anche il Times, che titola “Un semplice esame del sangue potrebbe fornire la prima diagnosi affidabile per la ME – La scoperta di modelli caratteristici di molecole nel sangue dei pazienti affetti da ME potrebbe rappresentare una svolta nella diagnosi, che solitamente viene effettuata escludendo altre malattie”. Qui, volendo, c’è il link.
Lo studio è del gruppo del professor Chris Ponting di Edimburgo. L’articolo scientifico a cui fa riferimento è: “Biomarcatori ematici replicati per l’encefalomielite mialgica non spiegabili con l’inattività”
Beentjes et al, Replicated blood-based biomarkers for myalgic encephalomyelitis not explicable by inactivity, EMBO Molecular Medicine, June 2025, https://doi.org/10.1038/s44321-025-00258-8
Abstract tradotto:
L’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica (ME/CFS) è una malattia comune a prevalenza femminile. La diagnosi di ME/CFS è ostacolata dall’assenza di biomarcatori che non siano influenzati dal basso livello di attività fisica dei pazienti. La nostra analisi ha utilizzato stimatori semi-parametrici efficienti, un adattamento iniziale di Super Learner seguito da una correzione a passo singolo, tre mediatori e stimatori naturali diretti e indiretti, per scomporre l’effetto medio dello stato di ME/CFS sui tratti molecolari e cellulari. A tal fine, abbiamo utilizzato i dati della UK Biobank per 1455 casi di ME/CFS e 131.303 controlli. Centinaia di tratti differivano significativamente tra i casi e i controlli, tra cui 116 significativi sia per le coorti femminili che per quelle maschili. Questi tratti erano indicativi di infiammazione cronica, insulino-resistenza ed epatopatia. Nove dei 14 tratti sono stati replicati nella coorte più piccola All-of-Us. I risultati non possono essere spiegati da un’attività limitata: attraverso un mediatore dell’attività, lo stato di ME/CFS ha influenzato significativamente solo uno dei 3237 tratti. Gli individui con malessere post-sforzo mostrano differenze più marcate tra i biomarcatori. I singoli tratti non sono riusciti a distinguere nettamente i casi dai controlli. Nondimeno, questi risultati mantengono viva l’ambizione futura di un pannello di biomarcatori basato sul sangue per una diagnosi accurata della ME/CFS.

