LA CORTENE STUDIA UN NUOVO FARMACO PER LA CFS/ME
Nei mesi a venire una piccola compagnia farmaceutica, la Cortene, farà
un trail clinico per un nuovo farmaco per la CFS/ME.
La
nuova ipotesi proposta ’ che un recettore chiamato CRF2, che fa s’ che
i neuroni rilascino serotonina, sia inusualmente presente in alcune
parti del cervello dei pazienti di CFS/ME. La Cortene crede che questi
elevati livelli di serotonina – come risposta a livelli di stress anche
molto piccoli – causino la patologia.
L’approccio di Cortene
prevede di ricreare la risposta naturale dell’organismo per mettere
fine alla risposta allo stress, che consiste nella endocitosi (i
recettori CRF2 presenti sulla superficie dei neuroni tornano
all’interno dei neuroni), un meccanismo che per qualche ragione si
sarebbe bloccato nella CFS/ME. Se il loro approccio funziona, questo
teoricamente riporterebbe il sistema ad una configurazione pre-malattia.
Il farmaco della Cortene, il CT38, ’ un agonista del CRF2.
Non
c’’ un modello animale per la CFS/ME. Tuttavia se la malattia fosse
dovuta a una eccessiva attività dei CRF2, stimolarne i pathway dovrebbe
causare i sintomi. Ed ’ proprio quello che a somministrazione di CT38
nel modello animale ha mostrato: gli animali a cui ’ stata la
somministrazione del farmaco hanno avuto una sintomatologia
simil-CFS/ME, che ’ venuta meno una volta che l’effetto del farmaco ’
diminuito.
Dosaggi alti di CT38 portano sintomi simil CFS/ME, ma
dosaggi molto alti no: questo perché probabilmente il CRF2 viene
internalizzato. Usare dosaggi molto alti ’ rischioso, ma si possono
avere risultati simili mantenendo un dosaggio più basso più a lungo. Se
l’ipotesi della Cortene ’ corretta, questo dovrebbe riportare il
sistema alla normalit’.
Il CT38 ’ stato provato sugli esseri umani
in un trial in fase 1, e sembra che gli effetti collaterali siano stati
gli stessi di quelli delle cavie: specificatamente un aumento delle
pulsazioni e una diminuzione della pressione. I risultati, di propriet’
della Cortene, non sono stati pubblicati, ma dicono che un rapporto di
quattro volumi contente lo studio ’ stato presentato alla FDA.
Ora
si proceder’ a uno trial clinico di fase 1/2. Fase 1 perché si testano
tollerabilit’ e dosaggio e fase 2 perché efficacia e tollerabilit’
possono solo essere testati su pazienti. E questo avverrà con la
supervisione delle note cliniche esperte di CFS/ME Lucinda Bateman e
Suzanne Vernon al Bateman Horne Ceter in Utah (USA).
Per saperne di più si legga qui.

