COME TRATTA I PAZIENTI COMHAIRE
Segnaliamo questo articolo del professore emerito Frank Comhaire
del Dipartiumento di Endocrinologia e Malattie Metaboliche
dell’Universit’ di Ghent in Belgio, dal titolo ’Come tratto i miei
pazienti affetti da Encefalomielite Mialgica/Sindrome da Fatica Cronica
(ME/CFS), fibromialgia o ’Long-COVID’ pubblicato sul Journal of
Clinical Images and Medical Case Reports: https://jcimcr.org/pdfs/JCIMCR-v6-3508.pdf
Sotto nell’abstract tradotto ho corretto il nome del Naltrexone che
nell’originale era sbagliato, dopo aver verificato che nell’effettivo
articolo fosse indicato correttamente
Abstract tradotto:
Comune all’encefalomielite mialgica, alla sindrome da fatica cronica e
al cosiddetto Long Covid ’ la panoplia di disturbi, con il malessere
post-sforzo (PEM) come sintomo più tipico. A questi si aggiungono la
sensazione permanente di affaticamento, la diminuzione della capacità
di concentrazione, la cosiddetta nebbia cerebrale, il sonno non
ristoratore, dolore diffuso e, in caso di Long-COVID, difficoltà
respiratorie. Diversi studi recenti hanno confermato la mia ipotesi
originale secondo cui la maggior parte di questi fenomeni ’ dovuta a un
cattivo metabolismo e a una scarsa produzione di energia da parte dei
mitocondri. Ho suggerito che l’inibizione dell’attività della piruvato
deidrogenasi (Pdh) sia la causa principale. L’inibizione della Pdh ’
probabilmente causata da un eccesso di fosfatasi: la piruvato
deidrogenasi chinasi (PDK). Quest’ultima ’ il risultato di un ’Disturbo
Immunitario Sistemico’ (che ho chiamato ’SID’) e dell’infiammazione.
Sulla base di questa ipotesi ho applicato modalità di trattamento per
via orale e infusionale che hanno avuto successo in circa l’80% dei 130
pazienti consecutivi. Le sostanze cardine sono il dicloroacetato di
sodio, che riduce la PDK, il Meldonium, che facilita il metabolismo
intracellulare del glucosio, e il Naltrexone a basso dosaggio, che
ottimizza la funzione della microglia.

