RICERCATORI SCOPRONO UN RETROVIRUS COLLEGATO ALLA CFS
di Giada Da Ros ’ Presidente della CFS Associazione Italiana di Aviano
Una
importante scoperta ’ stata annunciata dal Ministero della Sanit’
americano insieme ai ricercatori che sono stati artefici della
scoperta: ci sono prove di un collegamento fra la CFS e un
gammaretrovirus chiamato Xenobiotic Murine Retrovirus (XMRV).
Di seguito trovate la traduzione del comunicato stampa ufficiale del
Ministero della Sanit’ americano:
’Gli
scienziati hanno scoperto un potenziale retrovirus collegato alla
sindrome da fatica cronica, conosciuta come CFS, una malattia
debilitante che colpisce milioni di persone negli Stati Uniti. I
ricercatori del Whittemore Peterson Institute (WPI), che si trova
presso l’Universit’ del Nevada, Reno, il National Cancer Institute
(NCI), parte del National Institutes of Health (il Ministero della
Sanit’ americano) e la Cleveland Clinic riportano la loro scoperta
online nel numero di ’Science’ dell’8 ottobre 2009.
’Abbiamo ora
le prove che un retrovirus chiamato XMRV ’ frequentemente presente nel
sangue dei pazienti con la CFS. Questa scoperta può essere un passo
significativo nella scoperta di opzioni di trattamento vitali per
milioni di pazienti’, dice Judy Mikovits, Ph.D., direttore della
ricerca per il WPI e leader del team che ha scoperto questa
associazione. I ricercatori hanno tuttavia messo in guardia sul fatto
che questa scoperta mostra che c’’ un’associazione fra l’XMRV e la CFS,
ma non prova che il XMRV causa la CFS.
Gli scienziati forniscono una
nuova ipotesi per un collegamento del retrovirus con la CFS. Il virus,
XMRV, ’ stato per la prima volta identificato da Robert H. Silverman,
Ph.D., professore nel Dipartimento di Biologia del Cancro, al Cleveland
Clinic Lerner Research Institute, in uomini che avevano uno specifico
difetto del sistema immunitario che riduceva la loro capacità di
combattere le infezioni virali.
’La scoperta dell’XMRV in due
importanti malattie, il cancro alla prostata e ora la sindrome da
fatica cronica, ’ molto eccitante. Se viene stabilita una
causa-ed-effetto, ci sarebbe una nuova opportunit’ per la prevenzione e
il trattamento di queste malattie’, ha detto Silverman, un coautore
dell’articolo sulla CFS.
Una comunanza di un difetto del sistema
immunitario nei pazienti con la CFS e con il cancro alla prostata ha
portato i ricercatori a cercare il virus nei loro campioni di sangue.
In questo studio, gli scienziati del WPI hanno identificato l’XMRV nel
sangue di 68 pazienti con la CFS su 101 (il 67 per cento). Al
contrario, hanno trovato che otto su 218 delle persone sane (3,7 per
cento) contenevano DNA XMRV. La squadra di ricerca non solo ha
scoperto che le cellule del sangue contenevano XMRV, ma anche che
esprimevano proteine XMRV ad alti livelli e producevano particelle
virali infettive. In questo momento si sta sviluppando un test validato
clinicamente per individuare gli anticorpi XMRV nel plasma dei
pazienti.
Questi risultati sono anche
supportati dalle osservazioni delle particelle di retrovirus nei
campioni dei pazienti quando vengono esaminate usando la microscopia
elettronica a trasmissione. I dati dimostrano il primo isolamento
diretto dell’XMRV infettivo negli esseri umani.
’Questi
convincenti dati permettono lo sviluppo di una ipotesi che riguarda la
causa di questa complessa e incompresa malattia, dal momento che
i retrovirus sono casule note di malattie neurodegenerative e del
cancro nell’uomo’, dice Francis Ruscetti, Ph.D., del Laboratorio di
Immunologia Sperimentale, NCI.
Si ’ anche dimostrato che i
retrovirus come l’XMRV attivano un certo numero di altri virus latenti.
Questo potrebbe spiegare perché così tanti differenti virus, come il
virus Epstein-Barr, che ’ stato collegato casualmente al linfoma di
Burkitt e ad altri linfomi negli anni Settanta, sono stati associati
alla CFS. E’ importante notare che i retrovirus, come l’XMRV, non sono
trasportati dall’aria.
’Le prove scientifiche che un retrovirus ’
implicato nella CFS apre un nuovo mondo di possibilità per così tante
persone’, ha detto Annette Whittemore, fondatrice e presidente del WPI
e madre di una paziente con la CFS. ’Gli scienziati possono ora
cominciare l’importante lavoro di tradurre questa scoperta in cure
mediche per le persone con malattie collegate all’ XMRV’.
Dan Peterson, M.D., direttore medico del WPI ha aggiuto, ’I
pazienti con la CFS hanno a che fare con una miriade di problemi di
salute mentre la loro qualità delle vita diminuisce. Sono eccitato
dalla possibilità di fornire ai pazienti, che risultano positivi
all’XMRV, una diagnosi inequivocabile, e, si spera molto presto, una
gamma di opzioni di trattamento efficace’.’
Questo ’
il comunicato. Un abstract dell’articolo di ricerca ’ disponibile
online sul sito di Science, mentre l’intero articolo ’ disponibile per
gli abbonati (Reference: Lombardi VC, Ruscetti FW, Gupta JD, Pfost MA,
Hagen KS, Peterson DL, Ruscetti SK, Bagni RK, Petrow-Sadowski C, Gold
B, Dean M, Silverman RH, and Mikovits JA. Detection of Infectious
Retrovirus, XMRV, in Blood Cells of Patients with Chronic Fatigue
Syndrome. Online October 8, 2009. Science).
Intervistata
telefonicamente da Reuters, la dottoressa Mikovits anticipa che
’Si possono immaginare una certo numero di terapie combinate che
possono essere piuttosto efficaci e che potrebbero essere usate da
subito almeno nei trial clinici’. Anticipa che i pazienti potrebbero
ottenere benefici da come quelli usati per l’AIDS, il cancro o le
infiammazioni. Alcuni dei medicinali utilizzati per l’AIDS, come gli
inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa, potrebbero ad
esempio essere usati come potenziali trattamenti per la CFS.
Su
NatureNews poi, William Reeves, principale ricercatore del
programma di ricerca sulla CFS dei Centers for Disease Control and
Prevention (CDC) ammette che la scoperta ’ ’inaspettata e sorprendente’
e aggiunge che i CDC stanno già cercando di replicare i dati ottenuti
in questi studi.

