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CFS E XMRV SUL ’NEW YORK TIMES’: LA DOTTORESSA KLIMAS RISPONDE

Di Giada Da Ros, presidente della CFS Associazione Italiana di Aviano

(PN)

La

dottoressa Nancy G. Klimas, direttrice del dipartimento di immunologia

della University of Miami School of Medicine e direttrice della ricerca

clinica su AIDS/HIV al Miami Veterans Affairs Medical Center, nonché

membro del direttivo della Associazione Internazionale della CFS/ME, ha

risposto ad alcune domande dei lettori di un apposito blog di

consulenza medica del New York Times in merito alla CFS/ME e alle nuova

scoperta di un collegamento con il retrovirus XMRV.

Di

seguito trovate la traduzione delle domande che le sono state rivolte e

delle risposte che ha dato. Il grassetto nelle domande ’ nostro, per

poter individuare a colpo d’occhio l’argomento della domanda.

Domanda: Ho

la CFIDS da 25 anni. Se ’ un virus, ’ contagioso? Come si trasmette?

Ora mi preoccupo di poterlo trasmettere ad altri. Grazie.

Nona

Risposta:

In generale, i retrovirus non si diffondono attraverso l’aria o

goccioline, ma si trasmettono sessualmente, verticalmente (da madre a

feto) o attraverso trasfusioni di sangue. Da quello che abbiamo appreso

da altri retrovirus, ’ chiaro che la quantità di virus conta, e le

persone con un basso quantitativo di virus circolante non sono tanto

contagiose quanto le persone con alti livelli di virus nel sangue. Con

l’XMRV, il retrovirus recentemente trovato in molti pazienti con la

sindrome da fatica cronica, non abbiamo informazioni sufficienti per

valutare quanto infettivo possa essere.

Ogni volta che si solleva

la possibilità di trasmissione sessuale, la gente si preoccupa di

essere in qualche modo responsabile di infettare i partner sessuali.

Sebbene questo sia possibile, ’ importante ricordare che molte

infezioni possono venire dall’esposizione fra trisavoli e vengono

mantenute per generazioni come infezioni latenti o come infezioni da

vecchie esperienze di qualunque partner sessuale in una catena di

partner. Sappiamo che ’ molto inusuale che entrambi i partner

sviluppino la sindrome da fatica cronica, o CFS. E sebbene la CFS

da-madre-a-figlio possa capitare, non ’ comune.

’ chiaro che ci

sono un numero di fattori che aumentano il rischio di CFS: la genetica,

il funzionamento immunitario, la severit’ dell’infezione sollecitante ’

solo per citarne qualcuno. Essere semplicemente esposti a un virus, o

anche contagiati, non significa che la persona si ammali. Non sappiamo

nemmeno se l’infezione con il virus XMRV causi effettivamente la

malattia, o se sia uno dei diversi virus associati che si ’ riattivato

(come l’HHV-6, l’EBV e gli enterovirus).

’ importante non prendere

queste nuove scoperte riguardo al virus XMRV per qualcosa di più di un

elettrizzante nuovo sviluppo. Abbiamo bisogno di studi di conferma, poi

di studi per vedere se il virus contribuisce alla ragione della

persistenza della malattia e dei sintomi. La buona notizia ’ che se

l’XMRV ’ collegato alla CFS, ci sono molti farmaci antivirali che sono

già stati testati con sicurezza nell’HIV che possono inibire la

riproduzione del virus. Cos’ quel genere di studi possono essere

disegnati molto rapidamente.

Domanda: C’’ un’analisi specifica,

del sangue o di altro tipo, per determinare se una persona ’ contagiata

dal virus XMRV?

Beau Brincefield

Risposta:

Il test per l’XMRV di cui si ’ data notizia ’ al momento solo usato in

un setting di ricerca. Si ’ citata la direttrice della ricerca del

Whittemore Peterson Institute, che  stato parte delle recenti

scoperte, che ha detto che stanno sviluppando un test commerciale che

si aspettano sia disponibile ’entro alcune settimane’. Pure diversi

altri laboratori commerciali stanno sviluppando dei test.

Alcuni

punti importanti: primo, le analisi degli anticorpi significano che sei

stato esposto a un virus e non ti dicono che effettivamente hai

un’infezione attiva in corso. Secondo, una tecnica conosciuta come test

PCR misura qualcosa che viene chiamato ’carico virale’, e il test ’

disegnato in modo tale da misurare o il virus attivo che si riproduce o

il virus latente (inattivo). Entrambe le misurazioni sarebbero utili

con questo nuovo virus, ma non vi abbiamo accesso salvo che in un

contesto di ricerca.

Un altro modo di vedere se sei contagiato ’

attraverso le culture virali. Il recente studio pubblicato su Science

ha usato tanto le culture quanto il test PCR.

Domanda.

In passato ero molto attivo e mi piaceva molto praticare degli sport.

Poi sono stato colpito da un qualche tipo di infezione. Alla fine, dopo

essere stato da diversi medici e professionisti nel campo sanitario,

finalmente mi ’ stata diagnosticata la CFS. Ora penso di affrontarla

più facilmente. Cerco di avere un periodo di riposo durante il giorno.

Mi piacerebbe praticare di nuovo degli sport, ma mi sento così male

dopo che ci provo, e i miei muscoli sono tutti così doloranti. Ha

qualche consiglio? Dovrei spingermi e tornare a far sport? Sto trovando

difficoltoso già così com’’ tenermi al passo con il college e con il

normale camminare che uno deve fare. Non voglio mollare l’università.

Pat

Risposta:

La maggior parte dei pazienti con la CFS reagisce meglio se spezza i

propri esercizi in piccoli segmenti, si prende brevi momenti di riposo

e poi prova di nuovo. Certamente spingersi può causare dei ’crolli’ e

delle ricadute che possono durare dei giorni, anche delle settimane.

Per questo dico ai miei pazienti di usare la regola dei 5 minuti: 5

minuti di esercizio, poi 5 minuti di star stesi, poi altri cinque

minuti ’ aumentando i loro esercizi di incrementi di cinque minuti.

Se

riesce già a tollerare più esercizio di così, allora provi ad arrivare

fin dove arriva, faccia una pausa, poi provi per un altro round.

Inoltre, i pazienti con la CFS tollerano gli esercizi di flessibilit’ e

di resistenza (stretching e allenamento con i pesi) meglio degli

esercizi di aerobica. Poich’ i pazienti con la CFS tendono ad avere

delle cadute di pressione sanguigna mentre fanno esercizio, di solito

tollerano meglio gli esercizi di aerobica mentre sono in posizione

distesa ’ nuotare, andare in bicicletta da sdraiati, quel genere di

cose.

Domanda: Vorrei

associarmi al post numero 25 e chiedere quando e come uno può offrirsi

volontario per far parte del trial farmacologico? Per piacere ci aiuti.

Sally

Risposta: Ci sono trial farmacologici e altri

studi in corso, in tutti gli Stati Uniti e il mondo, che guardano a

questa malattia e ai suoi possibili trattamenti. Gli investigatori al

Whittemore Peterson Institute e altrove stanno già pianificando trial

antivirali basati su questo nuovo elettrizzante sviluppo nella ricerca.

Terrei d’occhio tre siti web in particolare ’ l’International

Association for CFS/ME, la CFIDS Association of America, e il

Whittemore Peterson Institute for Neuro-Immune Disease per ulteriori

sviluppi.

Domanda: Gi’ agli

inizi degli anni ’90, la dottoressa Elaine DeFreitas del Wistar

Institute di Filadelfia ha scoperto un nuovo retrovirus umano

(strettamente imparentato all’HTLV 2, con aspetti simili agli

spumavirus) nei pazienti con la CFIDS. Questo ’ stato in seguito

confermato da due altri importanti ricercatori (e da un laboratorio

commerciale). La dottoressa DeFreitas aveva quasi finito di farne la

sequenza dei geni e ha pubblicato un articolo meticoloso su

un’importante rivista specializzata. Poi i Centers for Disease Control

and Prevention e L’Istituto Superiore di Sanit’ americano hanno

intenzionalmente distrutto la sua reputazione perché non si inseriva

nel loro vigorose affermazioni che la CFIDS era psiconevrosi. Nessuno

ha seguito quel cammino per timore che la propria carriera fosse

distrutta allo stesso modo. Tutto questo ’ stato dettagliatamente

raccontato nello straordinario libro ’Osler’s Web’.

Si

tratta dello stesso virus nel ’nuovo’ XMRV?

Justin Reilly

Risposta:

La dottoressa DeFreitas stava svolgendo un lavoro elettrizzate e

bisognerebbe farle le congratulazioni per i suoi iniziali risultati che

suggerivano una infezione virale nella CFS. Da allora, la tecnologia ’

avanzata in modo spettacolare, dando agli investigatori nuovi strumenti

per cercare virus che nel 1990-1992 dovevano ancora esser identificati,

compreso il virus XMRV.

Sono anche stati sviluppati nuovi farmaci

antivirali che potrebbero essere potenzialmente efficaci nel

controllare questo genere di infezioni.  Abbiamo anche un

comprensione molto più forte della tossicit’ di questi farmaci e del

loro uso sicuro.

Mi congratulo con i ricercatori del Whittemore

Peterson Institute per il loro diligente lavoro. Sono anche molto

contenta per Elaine oggi. Vorrei anche chiedere ai pazienti di

pazientare un altro po’ in modo che i ricercatori possano escogitare e

metter in atto quel genere si trial clinici che ci faranno sapere se

questo virus ’ il perno nel continuo della malattia.  

Domanda: Ritengo

che il paragone con l’HIV (solo perché capita che sia un altro

retrovirus) sia allarmista, non necessario e al peggio il genere di

giornalismo sensazionalista con poco fondamento nei fatti che ’ più

tipico dei giornali scandalistici che altro! Da quello che ne deduco’

al meglio il collegamento fra i due ’ debole e generale.

Quello

che mi fa arrabbiare ’ che il paragone con l’HIV ’ completamente fuori

contesto; ci sono molti retrovirus che si sa che non causano per nulla

nessuna patologia ’ paragonarlo a quello che ’ il più conosciuto e

temuto ’ semplicistico e semplicemente sbagliato. Non dovremmo

dimenticare che i retrovirus sono stati comuni lungo la storia umana, e

mentre alcuni non causano alcuna malattia, la maggior parte non si

avvicinano nemmeno all’estremo dell’HIV.

Paragonare

il virus all’HIV ’ creare inutile allarme  e sofferenza a persone

che già hanno a che fare con una difficile malattia. Non solo il

paragone ’ inutile fuori dal contesto, non offre informazioni utili al

lettore.

Chiedo

che lei pensi alle conseguenze morali del suo negligente paragone ’

l’orrore e l’angoscia di quelli che possono aver pensato che possa

essere tanto debilitante quanto l’HIV, così come il terrore al pensiero

di poterlo potenzialmente trasmettere ad un’altra persona.

David

Risposta:

Fa una buona argomentazione. Questo ’ uno studio, i risultati devono

essere validati, poi lo studio successivo guarder’ alle opzioni di

trattamento. E ha ragione, alcuni retrovirus sono apparentemente

benigni, mentre altri sono patogeni.

Ma spero che lei non dica che i

pazienti con la CFS non sono malati tanto quanto i pazienti con l’HIV.

I miei pazienti con l’HIV per la maggior parte sono in piena forma

grazie a tre decenni di intensa ed eccellente ricerca e miliardi di

dollari investiti. Al contrario, molti dei miei pazienti con la CFS

sono terribilmente malati e impossibilitati a lavorare o a partecipare

nella cura delle loro famiglie.

Divido il mio tempo clinico fra le

due malattie e posso dirle che se dovessi scegliere fra le due malattie

(nel 2009) preferirei avere l’HIV. Ma la CFS, che ha un impatto su

milioni di persone nei soli Stati Uniti, ha avuto una piccola frazione

dei dollari per la ricerca che sono stati diretti all’HIV.

Nonostante

questi limiti, c’’ stato un considerevole sforzo nel cercare di capire

la cause e di sviluppare trattamenti efficaci.

Bisognerebbe

congratularsi con il Whittemore Peterson Institute per il loro

fantastico lavoro, svolto in un centro nuovo di zecca pagato attraverso

donazioni private, denaro statale e la collaborazione dell’Istituto

Superiore di Sanit’. Ricerca creativa e finanziamento creativo!

Domanda: Pensa

che il sonno sia un fattore nella CFS? Ha sentito parlare dello Xyrem

(nome commerciale dell’acido gamma-idrossibutirrico, GHB, ndt) usato

per facilitare la Fase 4, il sonno profondo? Quasi tutti quelli con la

fibromialgia e/o la CFS riportano di non essere in grado di dormire

profondamente ’ cio’ di avere un sonno ristoratore. Stiamo tutti

aspettando ansiosamente un aiuto in questa vita. Cos’ tanti anni sono

stati persi a queste malattie.

Abot Bensussen

Risposta:

C’’ un trial clinico in corso per studiare gli effetti dello Xyrem, un

medicinale usato per trattare i disordini del sonno come la

narcolessia, nella fibromialgia. Certamente, avere sonno ristoratore ’

una buona cosa, e onde del sonno lente sono la chiave per avere un

sonno ristoratore. Un esperto del sonno può aiutare con questa parte

del trattamento, ma ’ importante che venga fatto uno studio del sonno

prima di considerare qualunque ipnoinducente.

In uno studio del

mio gruppo, abbiamo trovato che circa met’ dei pazienti con la CFS

sviluppano qualche tipo di apnea nel sonno nel tempo, una condizione

trattabile che può venire peggiorata da alcuni medicinali per il sonno.

Ottobre 15, 2009/da CFS-ME
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