COVID-19 & ME/CFS: I SUGGERIMENTI DELLA DOTTORESSA KLIMAS
COVID-19 & ME/CFS: I SUGGERIMENTI DELLA DOTTORESSA KLIMAS
La dottoressa Nancy Klimas, esperta di CFSME e Direttrice dell’Istituto di
Medicina Neuro-Immunitaria alla NOVA South Western University a Miami,
ha diffuso un video ’ https://youtu.be/pkGXiJ1jM14
– per dare dei
suggerimenti su come affrontare la situazione COVID-19 in quanto
pazienti di CFSME.
Sotto faccio una sorta di trascrizione / sunto di quello che dice. 🙂
Giada
Come
pazienti di CFS/ME siete a rischio maggiore se venite esposti al virus.
Uno dei problemi maggiori per chi ha la CFS/ME ’ che le cellule che vi
proteggono dai patogeni funzionano meno. Non siete in grandissimo
rischio, perché siete solo moderatamente immuno-compromessi, ma avete
un rischio più elevato di una persona sana per cui ’ bene che abbiate
maggiori precauzioni.
Che cosa potete fare?
1.
Dovete prima di tutto fare quello che fanno tutti e seguire le regole
previste per tutti: lavarsi le mani, distanziamento sociale (qualcosa a
cui siete già abituati), pulire le superfici di casa o della macchina e
che le persone possono toccare, e potete essere più sensibili alle
sostanze chimiche, quindi magari usate acqua e sapone o alcool invece
di altri prodotti.
2. Dovreste usare una
mascherina? Potete, vi può aiutare un po’, ma ’ più importante che le
usino coloro che tossiscono e starnutiscono.
3.
Pu’ essere utile risciacquare il naso con spray a base di acqua,
soprattutto se siete stati in pubblico, perché può aiutare ad evitare
di far entrare il virus. In particolare possono essere utili gli spray
nasali con xilitolo perché ricoprono la superficie nasale con
sostanze che impediscono ai virus di legarsi alle cellule (questi sono
diffusi negli USA), in Canada e Europa ci sono più diffusi quelli a
base di cellulosa con lo stesso effetto. Dovrebbero essercene diverse
marche come prodotto di prevenzione per le allergie e influenze.
4.
Chi ha problemi alle vie respiratorie, come asma, ’ più vulnerabile,
quindi deve essere particolarmente cauto nel seguire le cure
eventualmente prescritte.
5. Cercate
poi di rinforzare il sistema immunitario. Le vostre cellule sono in
overdrive, sono fiaccate da eccesso di lavoro, e i vostri pathway
energetici sono compromessi dalla costante attivazione cellulare che
causa stress ossidativo. Le tue cellule, così come voi, hanno scarsa
energia.
A. Quello che potete fare ’ cercare
di migliorare i nutrienti contro lo stress ossidativo, idealmente
mangiando sano, ma molti di voi non hanno energie per stare a
prepararsi le verdure, per cui ricorrete agli integratori. Il co-enzima
Q10 (ubiquinolo) ’ uno di questi. Durante un periodo di stress non ’
irragionevole prendere 200 mg al giorno, per poi diminuire, dopo uno
due mesi a 50 – 100 mg al giorno.
B. Un
altro integratore molto utile ’ la NAC-acetilcisteina, un precursore
del glutanione (l’antiossidante per eccellenza). Ha il vantaggio di
riuscire a penetrare tutti i tessuti incluso il cervello. Negli USA
raccomandano 600 mg una o due volte al giorno. Forse per voi ’ una dose
un po’ bassa, ma ’ ben tollerata. Solo, evitate di prenderla prima di
andare a dormire perché può provocare insonnia.
C.
Il glutanione può andar bene ed ’ molto usato, solo che non si assorbe
molto bene, per quello le persone usano di più il NAC, ma le
forme liposomiali sono quelle che si assorbono meglio, per cui
eventualmente cercate su google di quelle.
D.
Vitamina C e carnitina possono pure essere utili come antiossidanti. Di
solito si trovano in pillole anche insieme ad altre sostanze, ma voi
avete bisogno di un livello maggiore. Ed ’ bene che le prendiate
preventivamente, prima che le cellule siamo sotto stress e crollino.
6.
Quindi prima prendete integratori antiossidanti, in seguito quelli che
aiutano la funzionalit’ cellulare come vitamina B12 e folato. Il
20-30% delle persone non hanno geni per gli enzimi che li metabolizzano
nella forma corretta per cui la maggior parte prende metil-B12 o
idrossi-B12 perché funziona meglio, o metil-folato ’ va comunque
benissimo prenderle nella forma ’metil’, quindi non serve che sappiate
come funzionano i vostri geni.
In Canada e Europa, un farmaco,
l’Immunovir (isoprene), aumenta l’energia cellulare e c’’ uno studio
nella CFS/ME che dimostra che aumenta la funzionalit’ citotossica ’ ’
uno studio piccolo, ma controllato da placebo e sui cui lei si basa
molto e lo ha usato su molti pazienti. Negli Stati Uniti non c’’ la
versione approvata e ne usano un ’cugino’. Attenzione, questi farmaci
sono collegati ai pathway dell’acido urico e possono causare gotta e
calcoli renali per cui bisogna idratarsi bene e lei suggerisce ai
pazienti di prenderlo solo 5 giorni su 7, in modo da avere due
giorni di pausa. Vengono venduti come antivirali perché buoni studi
dimostrano di avere buoni risultati con gli herpes virus (ad es. anche
con l’EBV). Il coronavirus non ’ un herpesvirus, ’ un virus RNA, ma il
modo in cui questi antivirali funzionano ’ facendo s’ che il sistema
immunitario funzioni meglio, per cui dovrebbero essere efficaci anche
in questo caso. C’’ proprio uno studio che dice che sono utili in caso
di infezione respiratoria, e dal momento che il coronavirus le provoca,
lie si sente sicura di poterlo consigliare per diminuire la
suscettibilit’ al virus, e dare maggiori chance di uscirne bene doveste
infettarvi.
Conclude dicendo di non farsi prendere dal panico.
I pazienti di CFS/ME sono già bravi nell’isolamento sociale, ma non
isolatevi al punto di deprimervi: avete il telefono , il computer e i
gadget vari, quindi cercate di rimanere socialmente connessi.
Dice
di aspettarsi che la crisi COVID-19 termini per giugno-luglio perché
questo genere di virus hanno di solito il loro picco in marzo-aprile e
successivamente calano nel giro di un paio di mesi.
Se avete
problemi di ansia e depressione legati a questa crisi, rivolgetevi a un
professionista. Rischiano di far peggiorare anche la vostra CFS/ME.
Cercate di prendervi cura di voi.

