NEUROIMAGING METABOLICO DELLA ME/CFS
Di seguito trovate la traduzione dell’abstract di un articolo dal titolo “Neuroimaging metabolico dell’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica e Long-COVID”, anche se in questo caso, l’abstract non dice molto, ma è più una premessa.
La tabella 1 fornisce comunque una panoramica dei risultati e le principali conclusioni sono
– ipometabolismo del glucosio
– aumento del glutammato (Glu)
– caratteristiche distinte nell’estrazione dell’ossigeno
Lo studio è:
Zhu, Yijuan1; Quan, Patrick2; Yamazaki, Tadahiro2; Norweg, Anna2; Natelson, Benjamin2; Xu, Xiang1,*. Metabolic neuroimaging of myalgic encephalomyelitis/chronic fatigue syndrome and Long-COVID. Immunometabolism 7(4):p e00068, October 2025. | DOI: 10.1097/IN9.0000000000000068
Abstract tradotto
L’Encefalomielite Mialgica/Sindrome da Fatica Cronica (ME/CFS) e il Long-COVID sono patologie complesse e invalidanti che sono emerse come sfide significative per la salute pubblica, colpendo milioni di persone in tutto il mondo. Nonostante la loro crescente prevalenza, diagnosi e trattamenti efficaci rimangono limitati, in gran parte a causa di una comprensione incompleta della loro fisiopatologia di base. Entrambe le condizioni condividono i sintomi caratteristici della fatica cronica, della disfunzione cognitiva e del malessere post-sforzo, ma le loro basi biologiche devono ancora essere chiarite. Le neuroimmagini offrono una promettente finestra non invasiva sul paesaggio metabolico del cervello e hanno il potenziale per scoprire biomarcatori oggettivi per queste condizioni. In questa mini-rassegna si evidenziano i recenti progressi nel campo delle neuroimmagini metaboliche, in particolare la tomografia a emissione di positroni e la risonanza magnetica/spettroscopia di risonanza magnetica, che rivelano alterazioni del metabolismo del glucosio e dell’ossigeno, dell’equilibrio dei neurotrasmettitori e dello stress ossidativo. Queste intuizioni indicano alterazioni condivise nel metabolismo energetico cerebrale e nei processi neuroinfiammatori, che possono essere alla base dei sintomi persistenti sia nella ME/CFS che nel Long-COVID. È importante notare che, mentre alcuni risultati si sovrappongono, le incongruenze nei profili dei metaboliti tra ME/CFS e Long-COVID sottolineano la necessità di ulteriori stratificazioni e ricerche longitudinali. La standardizzazione delle definizioni, come l’identificazione dei pazienti con Long-COVID che soddisfano i criteri diagnostici della ME/CFS, potrebbe contribuire a migliorare la comparabilità degli studi. Riassumendo le attuali evidenze di imaging, questa revisione sottolinea il potenziale della neuroimmagine nell’identificare biomarcatori di imaging per far progredire la diagnosi clinica del Long-COVID e identificare bersagli terapeutici per lo sviluppo di trattamenti. Mentre continuiamo ad affrontare il crescente onere del Long-COVID e della ME/CFS, l’imaging metabolico può servire come potente strumento per colmare le lacune nella conoscenza e accelerare i progressi verso una cura efficace.
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