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SCOPERTA XMRV: INTERVISTA AD ANNETTE WHITTEMORE E JUDY MIKOVITS

Di Giada Da Ros  presidente della CFS Associazione Italiana di

Aviano (PN).

La

recente scoperta di un retrovirus chiamato XMRV collegato alla CFS/ME,

di cui sono stati co-autori insieme ad altri la dottoressa Judy

Mikovits e il dottor Peterson, si ’ avuta anche grazie ai finanziamenti

di Annette Whittemore che ha fondato il Whittemore Peterson Institute

(WPI), un ospedale dedicato alle malattie neuro-immunitarie, in Nevada,

con l’obiettivo di essere un punto di riferimento per chi soffre di

CFS, fibromialgia e malattie similari. Nel 2005 lo stato ha approvato

un progetto congiunto che coinvolge anche la facolt’ di medicina

dell’Universit’ del Nevada e il Nevada Cancer Institute per realizzare

un centro che fosse lo stato dell’arte per la biologia molecolare con

la costruzione nel campus della facolt’ di una struttura atta alla

ricerca, che sarà completata e inaugurata nel 2010. In attesa che

l’Istituto sia completato la ricerca del WPI si svolge dei laboratori

diretti dalla dottoressa Mikovits e del dottor Peterson, laboratori in

cui appunto ’ stata appena fatta la scoperta dell’XMVR. La Mikovits e

la Whittemore sono elettrizzate del fatto che questo sia avvenuto ancor

prima di aprire i battenti, per così dire, e di quello che potrebbero

ancora realizzare in futuro. Le due donne sono state intervistate in

una trasmissione locale. Sotto trovate in video, in originale, la prima

parte di quell’intervista, dell’8 ottobre 2009:

Di

seguito trovate una trascrizione tradotta di quello che viene detto nel

video. Nel parlato ci si interrompe e si aggiungono parole pleonastiche

che sarebbero pensati nella lettura. Per questa ragione, la traduzione

non riporta parola per parola, ma fa una trascrizione ’pulita’, per

così dire, per quanto comunque molto accurata.

Presentazione

della voce fuori campo: Questo ’ ’Nevada Newsmakers’ con il conduttore

Sam Shed nel forum politico senza regole. Ora, dal centro di

trasmissione di ’Nevada Newsmaker’, ecco a voi Sam Shed’

Sam

Shed: E di nuovo su ’Nevada Newsmaker’ siamo elettrizzati di dare il

benvenuto nel programma ad Annette Whittemore, che ’ presidente e

fondatrice del Whittemore Peterson Institute e a Judy Mikovits,

direttrice della ricerca per il WPI e medico. Non credo di aver mai

fatto una trasmissione più elettrizzante di questa perché quello di cui

stiamo parlando ’ una notizia estremamente importante. Voglio leggere,

se posso, giusto il primo paragrafo del vostro comunicato stampa: ’Gli

scienziati del Whittemore Peterson Institute hanno scoperto un

collegamento significativo fra l’XMRV e la ME/CFS’ – che affronteremo

fra un momento – ’un retrovirus recentemente identificato chiamato XMRV

’ stato collegato a una malattia neurologico-immunologica che colpisce

più di un milione di persone negli Stati Uniti. Gli scienziati del

Whittemore Peterson Institute, che si trova all’Universit’ del

Nevada-Reno e i loro collaboratori al National Cancer Insitute e alla

Cleveland Clinic hanno scoperto un collegamento retrovirale alla

encefalomielite mialgica ’ sindrome da fatica cronica. Hanno

recentemente pubblicato la loro innovativa scoperta sulla rivista

’Science’ una delle principali riviste al mondo di ricerca scientifica

originale, notizie e commentari globali. L’articolo intitolato

’Individuazione del retrovirus infettivo XMRV nelle cellule del sangue

dei pazienti con la CFS’ ’ una grande scoperta nel capire l’origine di

questa malattia. Cominciamo con la cosa più di base, ovvero che così’

un retrovirus’

Mikovits: Ci sono solo altri due retrovirus umani

conosciuti, il virus della leucemia delle cellule T e l’HIV, il

retrovirus che causa l’AIDS. Entrambi questi virus causano il cancro,

malattie neurologiche, deficienze immunitarie e disordini infiammatori

negli esseri umani. L’XMRV ’ solo il terzo retrovirus umano infettivo

dimostrato e questo ’ quello che il nostro lavoro ha fatto.

Shed:

Che cosa vi ha fatto guardare a questo virus? Lo dico perché ’ stato

originariamente scoperto nei tessuti del cancro alla prostata degli

uomini con specifici difetti genetici del sistema immunitario dal

dottor Silverman della Cleveland Clinic. Perch’ lo avete applicato alla

CFS/ME?

Mikovits: S’ ’ vero, quel link genetico era il gene

ereditario del cancro alla prostata numero 1; ’ un enzima antivirale

che ’ anche un marchio delle anormalit’ dei pazienti con la CFS/ME.

Perci’ abbiamo ragionato che, se questo virus stava contagiando gli

uomini con questo difetto immunitario e causando il cancro alla

prostata, poteva essere in effetti il colpevole della CFS.

Shed: Quali sono stati i suoi pensieri quando avete cominciato a

intraprendere questa strada?

Whittemore:

sapevo che la cosa principale che dovevamo fare era cercare le risposte

e ho sempre creduto che avremmo trovato un agente patogeno sottostante;

non aveva senso che così tanti virus differenti fossero stati chiamati

in causa come cause di questo disturbo. Perci’ sono assolutamente

elettrizzata. Questo ’ esattamente quello che ci siamo attivati per

fare.

Shed: Una delle cose che ’ sempre stata così frustrante

per coloro che soffrono di fatica cronica, fibromialgia e altre

malattie collegate ’ che per un sacco di tempo le persone, i medici

pensavano che fossero pazze per il fatto che i sintomi si manifestavano

in un posto e poi apparivano in un altro, senza che si riuscisse a

tracciare la cosa. 

Whittemore: E’ stato davvero molto,

molto interessante e la cosa elettrizzante ’ che Judy può dirle come il

virus funziona. Tutti i sintomi hanno senso sulla base di quello, per

cui ’ meraviglioso avere questo puzzle in cui tutti i pezzi si stanno

trovando insieme all’improvviso e incastrando così bene. Sono certa che

lei (rivolta alla dottoressa Mikovits) possa dirlo.

Shed: Quello

che stavo per dire, specificatamente, colleghiamolo alle donne. Molti

dei problemi sono stati che le donne ne hanno sofferto e adesso lei ’

stata in grado di individuare il problema in un incredibile lavoro di

investigazione.

Mikovits: Quello che dice ’ corretto. Si

tratta di un semplice retrovirus il che significa che la sua

espressione, il suo essere on e off, ’ controllato – questo lo abbiamo

appena imparato, sono dati ancora non pubblicati ’ solo da tre cose: la

risposta agli ormoni, e la risposta all’elemento infiammatorio, quello

che ’ chiamato l’elemento NF-kB, perci’ il cortisolo, che ’ l’ormone

dello stress, attiva il virus molto rapidamente e continua a tenerlo

espresso, e lo stesso fanno eventi infiammatori causati da altri agenti

patogeni e così succede con altri pro-ormoni come gli androgeni e

progesteroni, cosa che ha pure senso in riferimento al cancro alla

prostata, il cancro alla prostata infiammatorio e il fatto che la

malattia sia più prevalente nelle donne.

Shed: Una delle cose

che sono comuni qui ’ che questa non ’ una malattia che si trasmette

attraverso l’aria, che ’ qualcosa a cui le persone hanno potenzialmente

pensato. Questo ’ qualcosa che c’’ in tutto il mondo. Voglio dire, ’

semplicemente sbalorditivo, ma sono effettivamente fluidi e sangue che

sono stati’

Whittemore: ’ giusto. Penso che, ovviamente,

esaminandolo e descrivendolo in modo più completo, potremo [capire di

più], ma nella storia di questi altri virus questo ’ quello che hanno

scoperto, non si trasmette attraverso l’aria, per fortuna.

Shed:

OK, questa scoperta ha molte più ramificazioni che non solamente per la

CFS/ME. Noi in questo programma siamo stati grandi sostenitori della

comunità dell’autismo e abbiamo cercato di trattare l’argomento il più

possibile. Che effetto può avere sulla comunità dell’autismo questa

ricerca? E le scoperte, voglio dire, non ’ solo ricerca, ma sono

scoperte.

Mikovits: A dire il vero, noi abbiamo’ non ’

nell’articolo e non ’ pubblicato, ma abbiamo effettivamente fatto

alcuni di quegli studi e abbiamo trovato il virus presente in un numero

significativo dei campioni di sangue di persone autistiche che fin’ora

abbiamo esaminato

Shed: Allora c’’ anche un favoloso potenziale che questo possa portare

a delle soluzioni per la comunità dell’autismo.

Mikovits:

Lo abbiamo collegato a un diverso numero di malattie neuro-immunitarie,

incluso l’autismo. Sicuramente non ’ la sola cosa perché ci sono dei

difetti genetici che hanno come risultato l’autismo, ma ci sono anche i

fattori ambientali, c’’ sempre l’ipotesi di, sa, ’il mio bambino, viene

individuato, poi si ammala e poi sviluppa l’autismo’. E’ interessante

notare, su questa nota, se posso fare della speculazione, la questione

del vaccino’ questo può anche spiegare perché il vaccino a volte porta

alcuni bambini all’autismo: perché questi virus vivono, si dividono e

crescono nei linfociti, nelle cellule di risposta immunitaria, le

cellule-B e le cellule-T, perci’ quando fai un vaccino mandi le tue

cellule-B e cellule-T del tuo sistema immunitario in iperattività,

quello ’ il suo lavoro. Se ospiti un virus e ne replichi un intero

gruppo, in questo modo hai rotto l’equilibrio fra la risposta

immunitaria e il virus, perci’ potresti aver avuto il virus sottostante

e lo hai amplificato con quel vaccino e così dai il via alla malattia

in modo tale che il tuo sistema immunitario non può più controllare

altre infezioni e questo ha creato una deficienza immunitaria.

Shed: Facciamo una pausa, altro su questa eccitante scoperta quando

torniamo.

Nella

seconda parte dell’intervista, le due donne hanno sottolineato che

sicuramente sono a favore delle vaccinazioni e che si rendono conto di

quanto siano importanti per la salute dei bambini. Quello che sta loro

a cuore ’ cercare di individuare e capire se qualcuno ’ positivo

all’XMRV all’interno della famiglia, in modo tale da cercarlo anche nei

bambini e fare in modo di proteggere il bambino riuscendo ugualmente a

vaccinarlo evitando l’autismo, anche se nessuna delle due intende in

alcun modo dire che la vaccinazione causa l’autismo, perché ci sono

diversi fattori che ne sono coinvolti.

Hanno poi continuato a dire

che visto che si tratta di un retrovirus e che si ha molta esperienza

nello sviluppare dei farmaci per combatterli, la cosa positiva ’ che si

potrebbero sviluppare delle cure con tempismo. Ci stanno già lavorando.

E magari potrebbero anche riuscire a scoprire anche la causa della

CFS/ME. Quello che per loro ’ fondamentale ’ poter continuare a

lavorare con lo stesso ritmo e per questo hanno bisogno di fondi e si

stanno attivando per cercare di averne il più e il prima possibile.

Sono anche elettrizzate della risposta della comunità scientifica.

Hanno presentato il loro lavoro tre volte (al momento dell’intervista),

due volte in conferenze chiuse e una volta in un  incontro

internazionale e tutti erano attentissimi e la comunità scientifica si

’ messa subito a studiare la scoperta per cui sicuramente riceveranno

molto aiuto. Ugualmente lo studio potrà essere rilevante anche per chi

soffre di fibromialgia. E’ un campo completamente nuovo e ora che hanno

dimostrato che c’’ un patogeno alla base, tutti sono elettrizzati. La

Whittemore, che ha una figlia con la CFS/ME, ha anche mostrato il suo

entusiasmo personale, e anche un pizzico di tristezza per la salute

persa e gli anni persi. Ora guarda al futuro e spera di avere presto

delle cure e anche un vaccino. Per tutto il resto rimandano al sito del

Whittemore Peterson Insitute.

Ottobre 27, 2009/da CFS-ME
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